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mercoledì 1 ottobre 2014

Pidiot savants


Vi piacciono i referenda? Rispondete a questo:

"Ritenete voi che l'entità una volta nota come personadisinistra (d'ora in poi piddino), quello che sarebbe morto per avere la sinistra la potere e che scopre solo ora il lato oscuro della shock economy di cui la sua parte politica si è fatta legale rappresentante e garante degli interessi; quello che vede l'orrendo volto di TINA che si sovrappone a quello soavemente stupito della Dama del Palio; gente insomma come Susanna Camusso e il suo simbionte Maurizio Landini, Pippa Civati e tutto il ciarpame pittibimbominkia, la Fassina storna maanche il kafkiano scarrafone D'Alema che sopravviverebbe anche alle radiazioni gamma e pur tuttavia ogni volta grida che vogliono farlo fuori; la vecchia guardia che avendo avuto per decenni sott'occhio Napolitano ma anche il poro Berlinguer non si è mai accorta di nulla; quelli insomma che ora soffrono come cani per il sospetto che sta insinuandosi in loro di essere chiusi nell'antro di Saw l'enigmista con il compito di autoamputarsi reciprocamente le ultime appendici di dignità, a causa del tradimento di quella stessa Mamma Sinistra che ora cominciano a capire essere stata tanto cattiva con loro, pensate insomma che questi piddini:" 

CI SIANO                                                         CI FACCIANO

Devo ammetterlo. Sto godendo in maniera meravigliosamente sadica di fronte all'ormai palpabile angoscia dell'entità piddina, del militante in bad trip. Oh, povero micio gatto fradicio che miagoli nel buio; disperato perché non trovi alcuna gattarola che possa farti ritornare dentro al calduccio della tua presunta infallibilità e leccare nella ciotola il latte caldo dell'intoccabilità. Stai scoprendo che ti hanno FOTTUTO e proprio coloro dei quali ti fidavi maggiormente. Capita nelle migliori famiglie, benvenuto nel club affollato delle vittime dell'abuso di credulità.

So che qualcuno si adonterà, essendo personadisinistra del sottogenere communistacosì, ad essere chiamato piddino. Mi riferisco alle ultime resistenze, agli ultimi giapponesi che, sparacchiando con il fuciletto a tappo dal fogliame della giungla urlano: "Ma il PD non è la (vera) sinistra!" Povere miserabili frattaglie finite nel tritacarne della storia a formare un unico ignobile polpettone assieme al pregiato filetto operaista, al lombo dei padri nobili e al sanguinaccio dei partigiani. 

Mi duole assai ripetermi fino alla nausea ma vorrei capire: se il Partitone Bestemmia non è vera sinistra, perché vi bagnate le mutandine al pensiero di Renzi che applica una bella patrimoniale che colpirebbe giammai l'élite che muove il sole e le altre stelle, compresi i suoi ed i vostri fili ma l'odiata piccola borghesia (alla quale purtroppo appartengono i vostri padri operai)? 
Devo dedurre che il Pittibimbominkia vi tenga buoni con il ciucciotto della patrimoniale, delle tasse di successione che vi arrapano sempre, sebbene colpirebbero i figli degli operai, cioè voi, e non già quelli di Berlusconi che non avranno di intestato neppure un casotto da giardino, e con il pregiudizio contro gli statali? Per non parlare dell'orsacchiotto della mitologia eurista, tra le cui braccia infine vi addormentate? 
E se tutto ciò è buono e giusto e di sinistra, mi spiegate come mai vi risvegliate dopo un po' in preda agli incubi?

Ora cominciate a lamentarvi: "Il governo fa politiche di destra, so' democristiani!" ma fate ridere perché la sinistra democristiana era più di sinistra di Ferrero e perfino una certa destra vi ha superato a sinistra, se siete in grado di capire cosa ciò significhi. Soprattutto non avete capito che: 

L'attuale ipercapitalismo predatorio elitario trova un fenomenale alleato nel comunista che odia la piccola borghesia e le sue (sudate) proprietà.

Dovreste scriverlo cento volte sui ruderi delle vostre sezioni.

Già, è proprio così. Guardate la Cina che mirabile esempio di totalitarismo perfetto: il peggio del capitalismo unito al peggio del comunismo.
E' che vi si può comperare per pochi sogni, visto che avete questo difetto per cui le cose più reazionarie, dal sessantotto all'idea europea, dalla globalizzazione mascherata da internazionalismo alla stucchevole cosmesi dei diritti civili e il buonismo piagnone, vi paiono delle figate progressiste pazzesche. 
Siete talmente battilocchi che non vi siete mai accorti che i discorsi di certi compagni più a sinistra di voi erano copiati paro paro dai manuali di Psyop. Oltre a quelle psicologiche, le operazioni matematiche, perfino il semplice 2+2=4, vi sono sempre risultate ostiche. 
Persi nel limbo del sogno lucido, avete snobbato la parola infiltrazione per decenni e ora vi si incula.

Per tornare al quesito referendario, come si fa a meravigliarsi del fatto che Verdini e Zanda abbiano votato per quasi il cento per cento delle volte in maniera identica? Si, proprio quel Zanda.
Come si fa a dare la colpa dello sfacelo unicamente a Renzi, sapendo che è solo L'Eletto Pittibimbominkia, il Neo(con) che deve fare il lavoro sporco per Matrix e non contro Matrix, scelto e addestrato fin dai tempi della Ruota della Fortuna dal Grande Architetto per la sua sfrenatissima ambizione che ne faceva sin da allora un ideale venditore di anima propria? O non eravate tanto contenti di averlo votato perché lui era la Nuova Sinistra? Ci siete o ci fate?

Eh, poveri cari, e mi rivolgo anche alla platea dei pidiot savants, quella dei simpatizzanti: il viaggio vi sta diventando proprio brutto, ma molto, molto brutto. Càpita, quando ci si fa drogare dalla finta democrazia delle primarie e dai 41% che fluttuano in cieli scarlatti stando a cavalcioni degli unicorni del socialismo irreale. 



Grazie alla segnalazione di Zugzwuang, ecco infine una meravigliosa metafora a corollario.




martedì 21 gennaio 2014

La grande sintonia e il figliolo del Perozzi


Siamo nei giorni post Teano 2.0, dopo la celebrazione del matrimonio omoutilitario tra il vecchio e il giovane, tra Luke e babbo Fener e il passaggio definitivo del serpentone metamorfico al lato oscuro. La loro "grande sintonia" consiste nel farsi una legge elettorale su misura, manco fosse un Caraceni, dal nome inquietante "Italicum" che ricorda il treno Italicus, che mira a blindare per sempre il partito unico in una dittatura del modernariato ideologico governata secondo i principi della shock economy. Senza partitini tra i maroni, tranne quelli che si adatteranno a fare da pilotine alle ammiraglie della ditta Renzusconi senza alcuna garanzia, però, di essere ammessi nelle stanze del potere. Senza nemmeno ingerenze dell'elettorato cafone nella scelta della servitù mediante fastidiose espressioni di preferenza per chicche e sia. Bipolarismo perfetto (in senso psichiatrico) e zuppone alla porcara per tutti.  Un paese taglia unica modellato sulla XS perché l'extralarge farebbe male alla Germania.

C'è solo un leggerissimo problema. Renzi, fino all'altro ieri, pronunciava a Porta a Porta il Game Over per Berlusconi, l'odiato nemico sul quale il popolo piddino era stato addestrato a farsi i dentini, e ora ci slinguazza assieme.
Ovvio che la Rete sia scatenata nel trovare ogni possibile contraddizione tra il pensiero e l'azione del sindacoditalia. Perché sembra un luogo comune dire che la Rete non perdona, ma è vero. La Rete è come il figliolo del Perozzi: vede tutto, nota tutto e scrive tutto. Con il fiuto di un cane da tartufi va in cerca della contraddizione, dell'incoerenza del politico, che poi viene sputtanato coram populo dagli avversari politici (in questo caso Grillo) come dai semplici utenti dei social network. Ne uccide più il copia&incolla che la spada. Così è gara al trovare la citazione, la dichiarazione e il reperto video.
Oltre che per Renzi ce n'è comunque anche per il Pippo Civati, pure lui beccato in contraddizione dai segugi: 18 gennaio: "Il tentativo (ovvero l'incontro con Berlusconi) di Renzi è giusto"20 gennaio "Un errore incontrare Berlusconi". (segnalato da Luca Ceccarelli).

L'unico rimasto a difendere eroicamente con il suo fuciletto a tappo il fronte della sinistra decenza pare essere per ora Cuperlo, del quale pubblico, non si sa mai un giorno dovesse smentirsi, questo tweet e che oggi si è drammaticamente dimesso da presidente del PD:
Un altro critico è Fassina che, a caldo, aveva espresso un sentimento molto forte, la vergogna per ciò che era accaduto durante l'appuntamento al buio tra i Renzusconi. Oggi però, nonostante le recenti dimissioni a seguito della fischiata del "Fassina Chi?", riapre già la porticina: "Riconosco che ha fatto un ottimo lavoro [ibbischero, n.d.a].  Dopodichè poniamo dei punti di merito".  E' quasi cotto a puntino.

Dal canto loro i piddini semplici, intesi come simpatizzanti ed elettori, a seguito della visita a domicilio dell'ex nemico, con tanto di baci e abbracci, tè e pasticcini con il neosegretario, sono in gran parte assai laceroconfusi ed hanno  l'espressione di Margherita Buy nelle "Fate ignoranti" quando scopre che il defunto maritino in vita si trombava Stefano Accorsi. Alcuni hanno perso la favella, altri miagolano timidamente ed altri ancora accennano il turpiloquio all'insegna del monellaccio. Non si segnalano comunque né forconi né torce in fiamme al largo dei bastioni di S. Andrea delle Fratte.

Io mi meraviglio che si meraviglino. Ossia mi fa specie che vi sia chi non riesce a capire che il PD è una slot machine che ti illude di poter vincere un paese nuovo e diventare ricco ma in realtà ti ciula ogni volta i due euro e in più alla lunga ti rovina con la ludopatia delle primarie. Primarie che non sono altro che un'operazione di democrazia cosmetica della serie: voi votate per me che poi io faccio come cazzo mi pare, poveri grulli.
I membri del partito, invece, quella fauna toscoemiliana generatrice del mostro cattocomunista, alla quale è stato concesso l'onore di dare il colpo di grazia alla nuca della sinistra italiana, lo sanno benissimo che quella contro Berlusconi era una ventennale guerra di facciata, come dimostra la presenza, allo storico incontro dell'altro giorno, di Letta zio, quello presente anche la volta che il serpentone giurò di non toccare le televisioni a Silvio. Non si scappa, è tutto a verbale su YouTube.

sabato 14 settembre 2013

Le forche piddine


Se chiedete ad un tenutario di stalk show (uno qualsiasi, tanto hanno l'attacco universale) se sia possibile affrontare argomenti diversi dalla propaganda di regime e far parlare per il tempo necessario esperti che forse potrebbero denudare l'Imperatore, egli vi risponderà come ha fatto Gianluigi Paragone dopo la valanga di insulti beccatasi in diretta dal popolo di Twitter la sera dell'esordio del suo programma:
"Non lo facciamo perché fanno scappare i telespettatori. Noi abbiamo superato l'obiettivo di share che ci era stato fissato. Di share e di target. Bye bye."
Basta, chiuso, l'ha confessato.
E tutto ciò dopo essersi fatto bello per tutta la settimana precedente con i promo "annamo, occupamo, menamo" che, ormai lo possiamo dire, costituivano pubblicità ingannevole acchiappagonzi.
Lo schiaffo però alla fine l'ha preso lui, da quei telespettatori che si sono sentiti giustamente coglionati, che rappresentano al giorno d'oggi la vera critica televisiva e che non te la mandano certo a dire ma proprio ti ci mandano, e che la prossima volta non ti guardano più.

La Rete e il suo potere non conteranno un cacchio secondo le sussiegose dame di corte di Versailles, ma Mentana ieri sera s'è risentito assai di questa rivolta popolare contro gli stalk show (lui che andò su Twitter ma poi, visto che non lo facevano giocare, si prese il pallone e andò via) e ci ha fatto su la serviziessa sul tiggì, facendoci però capire che per lui, come per  i tenutari chitarrosi, conta solo la stroncaturina d'ordinanza dell'Aldo Grasso, ovvero del collega di corporazione, del pari grado, sulla pagina di carta. Loro sono loro e voi...
E, per ribadire il concetto di cosa sia il vero dibattito politico televisivo con il massimo di democrazia possibile e la par condicio di princisbecco, ha riesumato, a corredo del pistolotto, nientepopodimeno che le immagini in bianco e nero e ormai ectoplasmatiche di Kennedy e Nixon del 1960 e le Tribune Politiche italiane dei Zatterin e Jacobelli.
Roba di 50 anni fa. Non ho parole. Questi non sono giornalisti, sono archeologi ma convinti purtroppo di stare sempre sul pezzo. Invece stanno su qualcos'altro con due zeta, oltre che completamente fuori dallo Zeitgeist.

Perché allora Paragone ha invitato Bagnai a fare da numero di contorno ad un incontro di wrestling e all'esposizione di infelici fenomeni da baraccone come il frackarolo Testa e L'Uomo Piddino Adinolfi, più le solite ragazze in bikini con il cartello del "round"?
Facendolo andare in onda, per altro, il Bagnai, all'ora dei vampiri, con un pubblico trattenuto con l'inganno per 3 ore in un pollaio immondo, ormai stremato dalla tortura della vociaccia della Santanché a tutto volume e dal waterboarding della propaganda piddina?

Vi svelo un trucco. Quando si presenta l'ospite di una trasmissione con il termine "rivoluzionario", "idee rivoluzionarie", tra sorrisetti sardonici e ammiccamenti di intesa tra compagni di merende, come era accaduto l'altra sera tra Paragone, Mentana e Lilli Cougar presentando Bagnai nell'anteprima della serata, è evidente che sarà agguato. Occhio ragazzi! Insomma #sevedeva.
Sarà agguato perché il compito dei volonterosi tenutari di questi casini televisivi di regime è di occuparsi amorevolmente della rieducazione mediante passaggio dalle forche piddine, dei ribelli che oggi sono soprattutto quelli che denunciano la deriva antidemocratica in politica ed economia, annunciando al contempo ogni giorno dal web l'inadeguatezza del mezzo televisivo come strumento di resistenza. Tirando giù loro le mutande, ai tenutari, per mostrarne le vergogne ogni volta che se ne ha l'occasione. Come sto facendo io adesso.
Non dimentichiamo che, nello specifico, stiamo parlando della più piddina della reti, la setta sulfurea del Cairo. Un rete che ogni sera celebra i fasti del PUDE con i suoi Formigli, Santoro, Mentana, Crozza, Gruber, e Telese (da pochi giorni passato a Canale 5) e celebra un sacrificio rituale al San PD, protettore dell'anima loro. Praticamente la Radio Maria del PD.

Quindi, se ti invitano lì, vuol dire che ti si pappano, ti masticano e poi ti sputano. E se il tuo mondo di appartenenza è il web per loro sei ancora più gustoso. Video kills the web star. Puoi essere sicuro che ti attirano in TV solo per massacrarti e farci lo snuff movie.
Come è successo alla blogger di Mangino Briosche, invitata dal subdolo Telese (buono quello!) all'ultima puntata di "In onda", e dal cui post cito questa grandissima verità:
 "La tv è un trappolone che non risparmia nemmeno chi lo tende: è impossibile entrarci senza restarne coinvolti, presi nel gioco del colosseo, nella schermata playstation in cui ciascuno usa le sue armi e vince uno solo. Purtroppo le mie armi non erano quelle giuste, soprattutto la più giusta di esse: non voler avere le armi, non voler combattere. In TV può vincere davvero solo la diserzione, ora lo so."
Siccome siamo inguaribili ottimisti, o forse solo coglioni, ogni volta ci rammarichiamo per la delusione nei confronti di un programma che sembrava essere diverso. Ma diverso da chi e da che cosa? La televisione ha cessato di avere funzione educativa quando è sparito il maestro Manzi dai palinsesti ed è iniziata la commercializzazione anni 80, con la falsa liberalità del culo all'aria e del pornettino la notte e la marmellata di monnezza ad ogni ora del giorno affinché il pubblico devolvesse i suoi neuroni alla causa della globalizzazione. Dovremmo attenderci oggi, in piena accelerazione forzata della decadenza verso la restaurazione reazionaria, una televisione capace di opporsi al regime?

Una televisione che pensa che l'unico istinto da coltivare nel telespettatore sia il sadismo di assistere alla pubblica umiliazione di gente qualunque, massacrata da cuochi miliardari, esposta nelle sue oscene deformità fisiche e mentali e malattie imbarazzanti, sottoposta a torture fisiche e psichiche in gare di soppravvivenza secondo il principio del "vince solo chi riesce a sopraffare l'altro con ogni mezzo"? E tutto questo facendo credere che sia tutto vero, genuino, un vero snuff movie dove la gente muore davvero mentre invece è tutta roba finta e tinta?
Con il telespettatore che intanto viene torturato sul divano del salotto dalla più sottile tecnica di distruzione sistematica dell'attenzione che è l'interruzione pubblicitaria? Come fai a seguire qualsiasi ragionamento se ogni dieci minuti  "ora c'è la pubblicità, non andate via". Ma andatevene affanculo voi.

La televisione è tornata alle sue origini naziste, a quando Goebbels era entusiasta del suo potenziale propagandistico.Guardate la faccia del nazi in questo raro filmato,  il ghigno con il quale si rivolge al telespettatore. Lui considera quelli al di là del catodico dei deficienti che andranno in solluchero di fronte a qualunque cosa lui gli proporrà di guardare. Sono passati ottant'anni ma non si sentono.


L'informazione televisiva è un cadavere disteso sul tavolo autoptico. I tenutari attaccano dei fili alle braccia e alle gambe e le muovono, facendoci credere che quella cosa sia ancora viva. Sono proprio cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. E' una definizione dei giornalisti di Giorgio Gaber, 1980, che calza a pennello anche a tutti i tenutari, chitarrosi e no.  E dai tempi di Gaber non è cambiato niente, anzi, è sempre più il Salò di Pasolini. I poeti avevano previsto la decadenza della cultura, come gli economisti i disastri delle sperimentazioni ultraliberiste.

Rassegnamoci. La televisione ha ormai un'unica funzione: fungere da ottimo induttore del sonno. E, non dovesse funzionare, siamo fortunati che, a differenza dell'incubo di Orwell, possiamo ancora spegnerla ed escluderla dalla nostra vita.

venerdì 19 aprile 2013

A Bersani non rimane che il rigatino


Che si può dire oggi all'amico piddino, agli ex amici nonniminkia che ti hanno tolto l'amicizia su Facebook perché criticavi Bersani sotto elezioni prevedendo da perfetta Cassandra tutto ciò che sta succedendo?
Che fare con quello che ancora ci crede e, come dicono gli psicanalisti, razionalizza e nega, ovvero cerca giustificazioni all'operato ingiustificabile del de cuius per lenire il senso di perdita? Come finire di abbattere l'ultimo avamposto dell'atroce credulità piddina, ovvero l'incredibile "fiducia nell'assoluta onestà di uno come Bersani"?

Un bel "te l'avevo detto" per tutti, scuotendo la testa, potrebbe essere il colpo di grazia per i dolenti, lo ammetto, ma alla fine, perché avere pietà degli stolti in un mondo che più darwiniano non si può? Che si estinguano e amen. Che finiscano tra le specie fantastiche come il catoblepa.
Sono anni che questo partito informe di materia organica anfibia comunemente detto Piddì ha eliminato qualunque residuo di sinistra al suo interno ed è il camuffamento più efficace che sia riuscito alla vecchia Democrazia Cristiana. Con la differenza che la DC aveva fior di statisti come Moro e Andreotti e questa mutazione, lasciamo perdere. Sono anni che ha tradito la sua classe di riferimento per buttarsi a destra ma questi hanno sempre continuato a votarlo perché "partito di sinistra".
Hanno avuto bisogno della tranvata e della pubblica smerdata di un candidato di bandiera platealmente rigettato da un plebiscito al contrario per svegliarsi e rendersi conto che vedevano i partiti morti.

Gennaro Carotenuto ha twittato stamattina che dietro al consenso a Marini da parte di PD e PDL di ieri vi sarebbe stato un accordo per fare senatori a vita Berlusconi e Prodi. Con le ovvie implicazioni di salvacondotto per il pluripregiudicato.
Avevate qualche dubbio a riguardo? Pensavate, come i piddini dolci di sale, che B. non chiedesse qualcosa in cambio per i suoi voti ad un candidato espressione del PD? Suvvia.
Eppure l'accordo è saltato perché alla fine nemmeno la Fassina e la Moretti se la sono sentita di avallare la bersanata.
E, inoltre, l'abbraccio di Bersani ad Alfano, un abbraccio a B. per procura, ha fatto traboccare il vaso e suonare la sveglia ai militanti che hanno visto finalmente l'inciucio grande come un condominio.
I piddini sconvolti dall'ipotesi Marini (Franco) sono scesi in Piazza Montecitorio con cartelli tipo "Non vi rivotiamo più", (ma dicono sempre così poi gli passa), "Non fatelo" e alcuni iscritti hanno dato fuoco alle tessere.

Bersani, di fronte alla rivolta della base e soprattutto del partito, ha capito e stamattina ha fatto di nuovo le instant primarie al cinema Capranica (ormai è un partito indoor) per scegliere un nuovo nome da gettare in pasto ai leoni. Il candidato uscito dalla spremitura a freddo delle meningi bersane è Romano Prodi. Quello che, guarda caso, sta spopolando su Youtube con un video sulla crisi economica in cui afferma che "nella vita c'è anche il suicidio".
Risultato della terza votazione: Romano Prodi 22 voti, Stefano Rodotà 250, schede bianche 465.

Ieri un buontempone ha votato Raffaello Mascetti, il personaggio di "Amici Miei" interpretato da Ugo Tognazzi.
Ecco, vista la mala parata, io consiglierei a Pierluigi Bersani di fare il rigatino. Chi ha visto il film capirà.


Per le esequie è stata scelta la cremazione.

martedì 16 aprile 2013

Angela si toglie il würstel di bocca per noi.


Se chiedeste ad uno qualsiasi di coloro che hanno il fogno europeo, si sdilinquiscono di fronte alla bandieruccia con le stelline gialle (attenzione, nel link video per stomaci forti) e si commuovono fino alla polluzione all'idea che l'unione europea abbia allontanato dal continente le guerre; se interrogaste insomma uno come, altro esempio, il piddino golfista Adinolfi (altro contributo video hard, anzi quasi uno snuff movie), sul ruolo dell'Europa e della Germania in Europa, vi risponderebbe con qualcosa di molto simile al titolo di questo post. Ovvero con l'idea di una mamma Germania, una Madre Coraggio veramente nostra amica, che sta facendo di tutto per salvare l'euro, ovvero il dono del cielo, il tessoro che ha permesso a noi rotondi mangiapastaalpomodorosottoilsole di ambire finalmente a diventare virtuosi, sgobboni e quadrati come i tedeschi. 

Ebbene, come direbbe Merlino: "Un sogno per alcuni, un incubo per altri". Dopo che avrete letto  cosa sta pensando di fare Mutti ai suoi bambini del Sud Europa, a questi mascalzoni bastardi concepiti fornicando dietro le cabine con bagnini greci, spagnoli e romagnoli, avrete un brusco risveglio con i palazzi che crollano tutt'attorno come in "Inception" ma è necessario farlo, è necessario svegliarvi per il vostro bene, tesori.
Intanto cominciate a ripensare a Pollicino, al Pifferaio Magico e a tutte quelle belle favole teutoniche che, nonostante vi siano state inculcate nella zucca fin da cuccioli, non vi hanno insegnato nulla, testoni, non vi hanno fornito i fondamentali per riconoscere in tempo il lupo tedesco.
Per non parlare della Storia che state scoprendo, ahimè, essere l'unica materia utile che andrebbe studiata a scuola ma che purtroppo vi tengono nascosta. Oppure che vi raccontano solo per la parte che fa comodo a loro.
Per esempio io ricordo benissimo la lezione alle medie sulle carriole con i Millionen Mark per andare a fare la spesa nella Repubblica di Weimar "che furono il motivo per il quale arrivò Hitler." Sto parlando dei primi anni '70. Pensa come già stavano preparando bene il lavaggio del cervello sul terribile flagello dell'iperinflazione. La mia prima lezione di Shock Economy; che emozione e che ricordi!
Poi a cinquant'anni scopri che non era vero niente, che non furono le carriole ma la disoccupazione creata da politiche deflazionistiche post Weimariane molto simili a queste dei tecnici bocconiani a favorire l'ascesa del partito nazionalsocialista. 

Torniamo alla destrutturazione del sogno europeo. Qual era uno degli argomenti forti del primo video piddino? Ah già, la pacificazione dell'Europa dopo secoli di guerre, l'ultima delle quali con milioni di morti. Perché voi eravate rimasti alla Seconda, vero? Avevate creduto al marchettone scandinavo del Nobel per la pace?
Ebbene, questa che stiamo vivendo, signori, è la Terza Guerra Mondiale e la terza nata in Europa per colpa della Germania; un fronte della guerra della neoaristocrazia globale del denaro alla classe media  e la prosecuzione della lotta di classe contro le conquiste dei lavoratori, aperto nel continente dal suo braccio armato, il complesso chimico-industriale tedesco. Guerra che potrebbe finire, come sostengono osservatori dall'occhio fino, in una rivoluzione. Perché, come insegna la rivoluzione francese, è quando costringi la borghesia produttiva all'inazione e all'impotenza che essa trova la forza di reagire e le teste cominciano a rotolare.

Perché sarebbe ancora colpa della Germania? Perché averla disarmata militarmente dopo la Seconda Guerra Mondiale non è servito a farle passare il vizio ricorrente di mettersi in testa di dominare i propri vicini. Non è più con la Wermacht che combatte le guerre di conquista ma per mezzo di quel potere industriale che non ha pagato per i crimini commessi durante il nazismo, che è rimasto silente durante la Guerra Fredda e il periodo della post-riunificazione e che ora si sente libero di riprovarci e  rivuole i suoi lavoratori schiavi dei lager, così produttivi e a costo zero.
Se vi avessero fatto studiare il ruolo fondamentale dell'industria tedesca nel sistema concentrazionario nazista non vi stupireste di nulla di ciò che sta accadendo: delle politiche di svalutazione interna sui salari, della compressione della domanda interna, dell'impoverimento della popolazione come metodo, del lavoro come unica redenzione, dei vecchi tedeschi sempre più ridotti in miseria. Arbeit Macht Frei.
L'euro, la moneta unica, è stata il mezzo con il quale la Germania ha intravisto nuovamente il Grande Reich all'orizzonte e purtroppo, visto che ha trovato ancora una volta i suoi volonterosi carnefici e zelanti collaborazionisti negli altri paesi europei, e rifiuta di ascoltare i suoi Schacht, si è ributtata a corpo morto nell'impresa di dominare il continente. Senza ricordare che, ogni volta che ci ha provato, ci si è sempre rotta le corna.

Se è ingiusto generalizzare ed  accusare i tedeschi comuni  di nazismo, ché probabilmente un po' di lezione l'hanno imparata, tuttavia non bisogna avere alcuna pietà dei loro dirigenti politici ed economici e chiamarli con il loro vero nome. Sono dei nazisti e lo stanno dimostrando con la protervia con la quale si rifiutano di aiutare i paesi della periferia in crisi per colpa loro e del loro maledetto surplus, della loro spregiudicatezza e scorrettezza nel voler far ricadere sugli altri le colpe delle loro banche.
Siccome io non credo alla contrapposizione tra paesi virtuosi e paesi non virtuosi, ho il sospetto che questi bastardi vogliano solo mettere le zampe sulla nostra roba.

Stanno uscendo parecchi articoli sulla stampa tedesca dove si auspica che i paesi della periferia in crisi rinuncino alle loro ricchezze nascoste (soprattutto il patrimonio immobiliare) e se ne privino per evitare che a pagare gli aiuti siano i contribuenti tedeschi. Come accadrebbe in una vera area valutaria ottimale con i trasferimenti tra regioni ricche e regioni povere.
Tradotto per noi: cosa ve ne fate della casa di proprietà? Noi non ne abbiamo bisogno perché siamo frugali, non abbiamo il mito del mattone e viviamo in affitto. Vi costringeremo quindi con i nostri trattati capestro tipo Fiscal Compact a svendere le vostre proprietà, perché noi non possiamo e soprattutto non vogliamo continuare a mantenervi.
Capito?  E' il tedesco comune che parla, quello che si accontenta dei 400 euro al mese della riforma Hartz IV e che ci considera mangiapane a tradimento, ma è il caro vecchio capitalista, quello disegnato dalla satira di Weimar come un maiale, che gli suggerisce il concetto nell'orecchio e che nel frattempo sta accumulando, alla faccia del suo concittadino crucco, profitti su profitti con i quali vuole aggiudicarsi all'asta fallimentare il Colosseo e il Partenone.

Sempre per il vizio di aver studiato la storia, non può non ritornare in mente, come atroce metafora, l'opera di sistematica spoliazione dei prigionieri dei lager. Denudati e privati di tutto; con le loro cose, preziose e non, catalogate ed ordinate in modo maniacale in quegli osceni mucchi. Perché nulla venisse sprecato della ricchezza conquistata, perfino gli umani potevano diventare sapone.
"Le confische dei beni delle vittime prevedevano modalità dettagliate per la loro distribuzione; in teoria tutto il bottino era di "proprietà del Reich" e veniva distribuito sotto la direzione del WVHA di Pohl ed in particolare del Amt A (amministrazione) diretto da August Frank. La ripartizione prevedeva che il denaro, i titoli mobiliari, metalli rari, oggetti preziosi, gioielli, perle, oro, denti, fossero inviati alla Reichsbank; i tessuti, vestiario, oggetti vari, biancheria, andavano assegnati al VOMI (Volksdeutsche Mittelstelle, l'organizzazione di aiuto dei tedeschi etnici), i capelli servivano per confezionare calzature di feltro per gli equipaggi degli U-Boot e per i dipendenti delle ferrovie tedesche. I prodotti più scadenti venivano assegnati ai detenuti dei campi di concentramento. La Reichsbank organizzò vasti depositi per raccogliere i beni preziosi raccolti nei centri di sterminio; i proventi dalla vendita di questi beni erano depositati in un conto speciale fittizio intestato a "Max Heiliger", mentre una parte servirono a creare i "fondi Reinhardt" utilizzati dalle SS per finanziare le loro attività industriali." [R.Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, pp. 1058-1065.]
So che è brutto ricordare queste cose e può farmi accusare di spirito antitedesco ma se non si riconduce il nazismo al suo significato economico, troppo spesso nascosto dal folklore e dalla pretesa ed astratta pura cattiveria fine a sé stessa della sua natura, non si è in grado di capirlo fino in fondo e di spiegarlo come neoplasia del meccanismo di accumulazione capitalistica.
E' il lato oscuro che il capitalismo fa emergere periodicamente dall'animo tedesco, sotto forma di invidia per la proprietà altrui che si traduce in distruttività e infine si ritorce contro di sé a causa del senso di colpa creato durante secoli di pedagogia nera. I tedeschi, quando partono per distruggere gli altri ed appropriarsi delle loro ricchezze, finiscono sempre per autodistruggersi e lo faranno anche stavolta se si farà mancare ancora una volta il sostegno alla loro resistenza interna. Come accadde ai Von Stauffenberg ed ai Bonhoeffer.

In Germania è appena nato un partito antieuro - che i nostri TG collaborazionisti, il Rude Pravo e i vari Völkischer Beobachter nostrani hanno già delegittimato e sminuito assimilandolo al grillismo.
In realtà si tratta di resistenza, appunto, di tedeschi mossi da Eros e non da Thanatos che hanno riconosciuto il vecchio vizio auto ed eterodistruttivo e vogliono provare ad invertire la rotta di una politica economica fallimentare che hanno capito essere nefasta anche per loro e non solo per i "fannulloni" del sud. Se il partito otterrà un certo peso politico alle prossime elezioni, cosa che auspicherei di cuore, potremo avere qualche speranza di ricondurre l'Europa a qualcosa di positivo, qualcosa che assomigli di nuovo a quel famoso sogno.

Fino a quel momento, quelle stelle gialle che commuovono tanto i piddini, cominciano purtroppo solo a ricordare altri sogni-incubi di Lebensraum e, in quanto appartenente a paese ritenuto inferiore, non so voi, ma io la stellina me la sento appuntata sulla giacca ogni giorno di più. Stiamo ebreizzandoci, miei cari, ed è un bene, così capiremo finalmente una volta per tutte che cosa si provava. Stanno venendo a prendere noi per ultimi.

***

(Bugiardino per sdrammatizzare. )

Questo post può provocare:

- sentimento antitedesco
- angoscia di castrazione
- würstelfobia
- conversione al veganismo di stretta osservanza
- nausea e vomito
- misoginia
- crisi psicotiche acute di tipo paranoideo del tipo: "cazzo guardi??"
- depressione, ansia
- prurito alle mani
- sindrome di Tourette e coprolalia
- intolleranza alla musica di Wagner (anche se non è giusto perché il dolce, dolce Richard non ne ha alcuna colpa!)

giovedì 21 marzo 2013

A voi piddini

E' uno spettacolo penoso ed imbarazzante. I piddini stano perdendo la dignità, il ritegno e l'amor proprio. I loro argini emotivi stanno cedendo sotto l'onda di piena della paura di non riuscire ad afferrare  il troppo desiderato successo elettorale. Come una finale di Champions che ti sfugge al 94' per un rigore che non c'era.
Chi ha a che fare con loro in questi giorni sa che non ci si ragiona. Stanno tutti nel reparto degli agitati, sottogruppo di quelli che hanno la crisi paranoidea da cortisone e ti guatano con gli occhi torvi: "Tu ce l'hai con me! Si, non vuoi fare l'alleanza con me, tu hai votato Grillo, bastardo!"

Non se la prendono più con il nemico storico B. perché inconsciamente, anche se da svegli lo negano, sanno di essere stati morsi sul collo e di essere diventati come lui fin dal 1994. Se la prendono con il nuovo nemico: i grillini. La zeppa tra le ruote, l'imprevisto, il cigno nero che gli sta rovinando i piani di conquista del Lebensraum oltre l'Emilia rossa e l'infinito, di tutte le istituzioni e di tutti i gangli del potere.

Il piddino - e per piddino io intendo l'insieme di piddini, PDini e PUDini della tassonomia di Bagnai, senza fare distinzioni - già normalmente ti sfianca con quel buonismo iperglicemico  che ti fa solo venir voglia di strangolare lentamente un tenero coniglietto; ma se si sente minacciato nel diritto divino di comandare, come accade in questi giorni, se vede il suo piccolo grande fogno infrangersi sul muro della realtà, tira fuori tutta la meschina cattiveria di cui può essere capace il borghese piccolo piccolo. Piccolo perché ideologicamente debole e per questo ancor più pericoloso perché ti attacca alla gola.
Quando, come in queste prime fasi di elaborazione del lutto postelettorale da semitrombatura, è in fase maniacale, dà veramente il peggio di sé e diventa ancora più insopportabile perché perde il senso dell'umorismo. Il piddino agitato e non mescolato ti inonda di sarcasmo spuntato e di battute che però non fanno più ridere perché odorano della propria tragedia. E tu provi l'imbarazzo dello spettatore del comico che non fa più ridere.
Se ci pensate bene è il fenomeno che si è verificato a Sanremo, con un Crozza che ripeteva tragicamente il numero di Bersani smacchiatore credendo di celebrarne l'imminente gloria ma dando invece l'impressione di parlare di qualcosa di perduto, di sconfitto, di finito, di terribilmente out. 

C'è un motivo profondo ed oscuro che spiega questo clima di tragedia che si attacca come la pece ai dirigenti, ai seguaci ed agli elettori, fino ai più sfegatati piddiminkia.
La consapevolezza che il redde rationem, che i conti con l'elettorato che hanno tradito adottando le peggiori politiche shockeconomiste sottomesse al mercantilismo del Nord Europa, è sempre più vicino. Ricordate quel gioiello in bianco e nero di Vittorio De Sica dove, per tutto il film, una voce stentorea ripete: "Alle diciotto comincia il Giudizio Universale!"?



Il clima da crollo di un'era, da fine regime, da giudizio universale li sta intossicando e reagiscono proiettando  la colpa su nemici esterni, sui traditori, su coloro che hanno voltato loro le spalle, negando al contempo che ci sia qualcosa di fatalmente coattivo nel loro destino che li spinge a ripetere gli errori.
Non avevo mai visto niente di più imbarazzante e tragico del finale di campagna elettorale, chiusi nel teatro d'avanspettacolo  - mentre fuori si teneva una festa che era la festa al regime e che stabiliva l'ineluttabilità del voto al M5S di chi voleva cambiare le cose - con il becchino Moretti a recitare l'orazione funebre. "Con questa dirigenza non andremo mai da nessuna parte", gridava una volta con in corpo ancora un'anelito di vita. Poi è entrato in banca pure lui. 

Il senso di tragedia è dato anche dall'attaccamento e dalla bizzarra fascinazione per il babbo senza palle Bersani. Quello che è tenuto sotto mattarello dall'azdora ma con gli amici del bar racconta di quando smacchiava i giaguari. Un personaggio patetico nel suo imbarazzante provincialismo che però al piddino dà tanta sicurezza, come fosse l'oggetto transizionale, l'orsacchiotto sul cui naso ci siamo tutti fatti i dentini.
Renzi è sembrato troppo autonomo, troppo voglioso di uscire dal cortiletto e di farsi una vita sua e quindi nel segreto dell'urna delle primarie il piddino ha votato per la figura che maggiormente gli ricordava il concetto di delega. Come quando ti scoccia andare alla riunione di condominio e deleghi il vicino più insulso ma che consideri per questo più innocuo, colui che sai che non voterà mai a favore del rifacimento del tetto da ventimila euro.

A voi piddini è ispirato alla celebre canzone di Alberto Fortis, quella che fece scandalo perché diceva: "io vi odio, o voi romani, io vi odio tutti quanti... ecc. ecc."
Ecco, tra me e me, soprattutto in bagno, io canto spesso "io vi odio o voi piddini" ma poi penso che non è giusto odiarli. Loro mi odiano perché non li ho più votati ma se vuoi fare veramente un dispetto a chi ti odia devi amarlo. Devi inondarlo d'amore. Così io amo i piddini. Gli elettori e i simpatizzanti, intendo. Per i dirigenti non ho alcuna pietà, per loro vedrei bene una di quelle punizioni che solo i più boia degli dei sono capaci di immaginare. Il tradimento che hanno commesso nei confronti delle classi che avrebbero dovuto difendere li rende dei reietti dell'umanità, dei pezzi di materia anfibia comunemente detta merda.

Odio i dirigenti ma amo i piddini sempliciotti perché penso abbiano ancora un margine di redenzione possibile. La loro idiozia è conseguenza dell'ignoranza, del vizio della delega, dell'antica propensione al centralismo democratico, della pigrizia intellettuale di non andare mai oltre "l'ha detto il partito".
Se però si impegnassero e studiassero, se si informassero, potrebbero scoprire, ad esempio, che il mitico Prodi, quello per il quale hanno votato, lavorava per il re di Prussia. Potrebbero capire che è stata la sinistra in mano ai loro dirigenti a portarli sull'orlo del precipizio, non il nano malefico che, grazie ai compagni di merende è riuscito solo a fare i propri affari per vent'anni. Che se ora non usciamo subito dall'euro l'euro uscirà da noi tipo Alien, sbudellandoci senza pietà.
Se vedrò un piddino redimersi sulla via della luce e della conoscenza lo abbraccerò come un fratello.

Però devo dire anche che sono esausta di discussioni, di scemenze da semidivezzi sessantenni, di blogger che per una paginetta sull'Espresso si arruolano nell'esercito della Piddijugend alla caccia dei cinquestelle da sputtanare sui social network, senza nemmeno preoccuparsi di fare uno straccio di fact-checking sulla notizia che riguarda un collega.
Sono stufa di infantilismo e soprattutto di ignoranza colpevole. Il mio livello di pazienza è già in rosso, non discuterò più con il piddino che viene qui o altrove a  cercare di insegnarmi a stare al mondo. Non ripeterò più per la duemilionesima volta perché l'euro è il problema e perché reggere il moccolo a Monti ed agli altri esattori del recupero crediti tedesco per un anno, da parte della sinistra, è stato criminale. Manderò direttamente e preventivamente affanculo chi insiste nel ripetere: "Si, dici che il problema è l'euro ma poi non dici concretamente come uscirne e cosa succederebbe poi. Non fai delle proposte concrete."
Darò loro cinque minuti al massimo per trovare il link al filmato che spiega il "come uscire", gli incorporo pure per l'ennesima volta il filmato di Claudio Borghi - che non parla di referendum - poi, se non lo guardano o non lo capiscono, punterò la Morte Nera sul loro insulso pianeta piddino e lo distruggerò.


Ogni limite ha una pazienza.

martedì 12 marzo 2013

La prevalenza del piddino


Dite quello che vi pare, ma l'annuncio che il M5S potrebbe votare l'autorizzazione a procedere nei confronti di B. e addirittura votarne l'ineleggibilità, è stato come infilare le dita della povera ragazza in coma nella 220v. Una bella scossa anche solo l'aver osato dirlo. Soprattutto mentre era in corso di svolgimento la caimanata del Lacché Day con le truppe mammellate di fronte a Palazzo di Giustizia e Angelino a bestemmiare la memoria di Falcone e Borsellino di fronte alle loro sacre immagini. Bella adunata sediziosa di sciurette maschi e femmine, davvero. 

Un partito che non riesce a mandare il popolo, pardon, il pullman di pensionati a manifestare in piazza per il leader morente perché quelli preferiscono la gita a Loreto con la dimostrazione di pentole. Un leader che è costretto a farsi venire le malattie più strane per rimandare all'infinito il confronto con la giustizia ma soprattutto con la pubblica vergogna di essere stato estromesso per manifesta incapacità ed indegnità dai nuovi gestori dell'Italia per conto terzi ed essere stato ridotto al solo status di imputato per fattacci suoi. Ragazzo, levati di torno e lasciaci lavorare. Meglio la Boccassini, a pensarci bene.

Immagino lo scompiglio in casa PD all'annuncio forcaiolo del M5S ai danni del caimanuccio loro. Loro che gliele hanno sempre perdonate tutte e addirittura lo hanno promosso a padre della patria, gli hanno fatto approvare tutte le leggi ad personam mentre lui, ingrato, si comperava i deputati del governo Prodi un tanto al chilo. (Lo so, lo sapete già, mi ripeto come un disco incantato, ma i piddini diventano blu dalla rabbia come i puffi quando glielo si ricorda e a me piacciono di quel colore, specie quando virano infine sul viola.)
Ricordiamo che B. è una parte del monstrum PD-PDL e che se lui sta male, soprattutto politicamente, neanche il PD si sente molto bene. Se schiatterà l'uno se ne andrà finalmente anche l'altro e lo sanno.

Ecco spiegato perché ogni tanto spunta D'Alema.  Significa che c'è un caimano in difficoltà. Poi, terminato il soccorso rosso, egli ritorna nell'ombra come un Balrog di Moria. E questi studentelli vorrebbero addirittura arrestarlo, il caimano, portarlo a San Leo, rinchiuderlo dell'orrido buco di Cagliostro e gettare la chiave. Populisti e giustizialisti che non sono altro.

Il PD, dal canto suo, è un esercito allo sbando, con le pezze al culo e gli anziani e i ragazzini da mandare in prima fila come ultima scelta dopo la Puppato con il sito web. Poveretta, come s'offre.
Nell'ultima battaglia il PD ha perso quasi tre milioni e mezzo di soldati. Tra coloro che hanno voltato le spalle al Primariato di Bettola ci sarà pure chi lo avrà fatto per delusione, per essersi sentito tradito da un partito che ha appoggiato per un anno, approvandone tutte le porcate shockeconomiste, il dottor Morti in missione per conto del Reich
La rabbiosa versione ufficiale dal bunker del Primariato è invece quella che spiega l'emorragia di voti con una manovra di condizionamento occulto di elettori particolarmente dolci di sale (trad. cretini) che avrebbero seguito un nuovo Messia urlante nato, come in un incubo di Cronenberg, dallo stesso grembo fecondo di mostri mediatici che è la televisione. E, secondo il primario in persona, Grillo sarebbe mosso dalla sete di potere, mentre i piddini sarebbero come la volpe di Pinocchio: "noi non lavoriamo per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri".
Questi non sono politici da chiedersi "dove abbiamo sbagliato", "facciamo autocritica", una cosa molto di sinistra una volta - ma questi non sono di sinistra, già, che sbadata. 
Chiusi nel bunker, i generali negano la realtà e ancora sognano un'illusoria vittoria. 
Di fronte alle critiche dei pochi generali realisti, dei giovani turchi (bel nome, se pensiamo che furono quelli che sterminarono gli armeni) reagiscono con rabbia, battono i pugni sul tavolo, negano. E, per i rapporti con l'esterno, la consegna è  far finta di nulla, dare la colpa agli altri, andare avanti con regale sussiego e cosmica spocchia come se niente fosse accaduto. E soprattutto insultare il popolo, accusarlo di tradimento, di scarso patriottismo, di diserzione e di  vigliaccheria. 
Che sia un esercito in rotta lo dimostra anche l'utilizzo di truppe gurkas, di goumiers incaricati di bastonare ed intimidire in rete e sui media chi osa negare il diritto divino del PD di governare.  Compresi i Desperate House Organs che si occupano della parte mainstream dei killeraggi e degli attenzionamenti degli avversari, spargendo poi il terrore per via televisiva nei confronti dei "collettivi studenteschi" che entrano in Parlamento. Infine ci sarebbero gli intellettuali con gli appelli. Si, ancora.

Il povero Primariato di Bettola non si accorge di essere accerchiato e senza uscita per il solito vecchio problema militare dell'aver aperto troppi fronti. A Nord i Renzi che lo lavorano ai fianchi con la calma di chi può contare su ottimi appoggi e che al momento opportuno potrebbero dare la mazzata finale. 
A Sud il M5S che gli fa proposte oscene come la rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti attirandolo nella trappola di dover rifiutare proposte irrifiutabili dal punto di vista degli elettori incazzati che però lascerebbero la Turco e gli altri apparatchiki senza stipendio. Di accettare che il tempo della politica come mestiere fine a sé stesso sia finito non gli passa manco p'a capa.
Non rimarrebbe ad Est che l'abbraccio fraterno con il gemello siamese PDL ma ciò significherebbe ammettere di essere sempre stati una cosa sola, la partitocrazia a due dei superstiti di Tangentopoli con spartizione del bottino rimanente e l'abbraccio finirebbe con l'essere mortale.
Ad Ovest, infine, la possibilità di governare da solo, di mettere in pratica il rimanente delle ricette shockeconomiste del Partito Unico dell'Euro e giocarsi per sempre, con un popolo ridotto sul lastrico dai patti con l'Europa, la possibilità di avere di nuovo un centrosinistra al governo.
Un centrosinistra ridotto allo 0,07% dalle cui ceneri far rinascere finalmente qualcosa di nuovo.

Mi dispiace piddini e papiminkia, ma il M5S e la sua intransigenza ve la meritate tutta perché l'avete creata voi. Qui temo ci sia gente che ha in mano un mandato popolare e che abbia tutta l'intenzione di usarlo, se non altro nell'euforia del successo e con la beata scelleratezza dei giovani. Se lo farà veramente sarà una cosa magnifica. Quanto di più simile ad una rivoluzione possiamo concederci con i nostri miseri mezzi. Sono arrivati i sorci verdi.

domenica 2 dicembre 2012

L'uomo bisegretario



Le tre leggi della robotica versione piddina. (Asimov revised)

1. Un piddino non può recar danno a un segretario né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un segretario riceva danno.
2. Un piddino deve obbedire agli ordini impartiti dai segretari, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un piddino deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.


C'è un profumo in giro che, più che di finistra, sa di Bulgaria. E poi davvero qualcuno pensava che le primarie del PD, nonostante i neocon, i poteri forti e i cosiggiovani, non sarebbero state vinte dal segretario del PD? Andiamo... Siam mica qui a stritolare passerotti in mano e a sparare ai tacchini sul tetto. 

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