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giovedì 24 aprile 2014

25 Aprile a Malebolge




Questo articolo del "Fatto Quotidiano" di ieri, segnalatomi su Twitter, è da leggere tutto, perché merita. E' un momento di vertigine assoluta. Un'ebbrezza da fatina verde con punte di surrealismo al laudano. 

No, scusate, perché vorrei capire. Soprattutto dove sarebbe la provocazione.
La Lega Nord sta girando l'Italia con il "Basta€uro Tour" con l'intento di far conoscere agli italiani le motivazioni con le quali sempre più numerosi economisti, inclusi diversi premi Nobel, uomini politici e giuristi sono giunti alla conclusione che la moneta unica è ciò che sta uccidendo la nostra economia e quelle dei paesi del Sud Europa. Uno dei primi e più attivi divulgatori da anni di questo pensiero che auspica la riappropriazione della sovranità monetaria e il rifiuto dei trattati capestro imposti da un'Europa sempre più squilibrata a vantaggio della Germania e a scapito degli altri paesi, è Claudio Borghi Aquilini, candidato appunto per la Lega Nord nel Nord-Ovest ed esponente del "Movimento di Solidarietà Europea"
E' capitato che una delle tappe del tour capitasse il 25 aprile a Reggio Emilia, tutto qui. 

Qual è il problema, compagni? L'invasione del territorio? La bestemmia contro una delle vacche sacre della sinistra: l'Europa e il suo figlio deforme, l'euro? E quando è stato che siete passati dal mito della Resistenza alla mitologia monetarista? Cosa vi rode, il fatto che la destra abbia capito e la sinistra no? Capisco.
No, credo che il punto sia ancora più semplice. E' il noi contro voi, la coazione alla contrapposizione, la guerra che non è mai finita, il giapponese nella giungla. La manifestazione e l'automatismo della contromanifestazione. Il 25 aprile inoltre - assieme all'ormai quasi grottesco Primo Maggio, festa di un lavoro che non c'è più,  non è solo la celebrazione della liberazione dal nazifascismo ma un momento di autocoscienza, durante il quale, inesplicabilmente, il popolo di sinistra si sente ancora vivo, nonostante sia morto da anni. Volete disturbare questa preziosa autoterapia di gruppo insinuando il dubbio che il bonaccione bolognese abbia venduto l'Italia per ancor meno di un piatto di lenticchie? Che la sinistra sia l'esecutore materiale di un crimine contro l'umanità e della più grande operazione di ridistribuzione verso l'alto della ricchezza?

Non mi sono meravigliata che, ancora una volta, si trovi in Emilia il wormhole che permette di passare da quella che conosciamo ad un'altra dimensione dove i centri sociali e ciò che resta dei partigiani stanno sorprendentemente seppure in maniera inconsapevole, dalla parte dell'euronazismo ordoliberista delle élites.
Sono le regioni rosse che hanno giocato per decenni con il bubbolino del comunismo nell'unico belpaese, campando di rendita grazie alle lotte del passato ed al ruolo imprescindibile del welfare socialdemocratico keynesiano, ovvero la magnanimità padronale come conseguenza dell'allora minaccia sovietica.
E' proprio nel cuore di questo paradosso spazio-temporale che la sinistra può compiacersi, ad ogni festa comandata, dell'assoluta fedeltà delle due ali estreme, generazionalmente parlando, della sua fauna, ossia i giovani e i vecchi, i centri sociali e ciò che resta dei partigiani.
Gente che vive, lo dimostra la reazione delirante alla iniziativa "Basta€uro", con la testa rivolta all'indietro come gli indovini di Malebolge dell'inferno dantesco e che non si accorge che il giorno in cui i traditori dovranno ammettere di fronte alla loro insulsa base elettorale che quello stato sociale e quel benessere sono stati venduti in cambio di uno straccio di banca fallita con la quale i loschi dirigenti di partito potessero pavoneggiarsi, il giorno delll'Armageddon insomma, è più vicino di quanto non pensino.
Gente che non ha ancora compreso che l'euro è lo strumento di oppressione del capitalesimo su tutte le classi esclusa l'élite del famigerato 1%. Che stanno vincendo i padroni semplicemente perché la sinistra è salita sul carro del vincitore della lotta di classe.


Eppure il tempo per capire c'è stato, così come abbondano i mezzi per acculturarsi sui motivi della catastrofe. Una montagna di articoli, libri e video per chi ama solo le figure.
La crisi globale è iniziata nel 2008 (sono oramai sei anni) e la sua onda di tsunami ha raggiunto l'Italia nel 2011, con la nota guerra dello spread, la cacciata del nemico pubblico numero uno e l'instaurazione (ma nemmeno questo hanno capito) di un governo fantoccio della Troika dopo l'altro. Ora sono euforici perché i superpadroni hanno permesso ai traditori di prendere in mano il volante e far baloccare il loro Pinocchio di ciccia con l'automobilina a pedali, mentre loro hanno in mano i veri comandi.
Hanno appena approvato una legge sul lavoro che scimmiotta, probabilmente in peggio, la legalizzazione della deflazione salariale tedesca ma sono tranquilli perché l'inutile ministro del lavoro è un personaggio pittoresco alla Maurizio Ferrini, il tipico comunistavistamare della tradizione emiliano-romagnola.

I partiti della sinistra difendono disperatamente l'euro perché non riescono ad ammettere di avere sbagliato, come sostiene Alberto Bagnai? Certo, è una razionalizzazione come quella del compagno che sostiene che i traditori non sono "veramente" di sinistra, che "questa non è la sinistra" e "la sinistra non esiste più".
Il fatto che ciò che più di sinistra abbiamo in Italia, centri sociali e associazioni partigiane abbiano reagito pavlovianamente all'unisono all'intrusione della verità nel loro casello di meccanismi di difesa dall'angoscia del crollo del sogno, dimostra invece che proprio della sinistra si tratta e di quella DOP. Quella governativa e quella ancor più irreale che si affida al leader straniero che fa tanto internazionalismo flambé.
Perché il nazionalismo, l'avete sentito il centrosocialista nell'articolo, è il male. Il nazionalismo e la combutta, nel sacro giorno dell'antifascismo, con il fascismo (nonostante che, dopo l'inversione dei poli magnetici, Marine Le Pen sia più a sinistra di Fassino e Fassina). No, compagno, la sinistra esiste ed è quella che ci ha traditi. Mommy was very bad.

A proposito di mezze stagioni che non ci sono più. Guardate questo estratto dal TG4 (avete letto bene, TG4).


La cosa più memorabile di questo ottimo servizio (grazie a Mario Giordano) è Fabio Fazio(so) che striscia sulla scrivania di 'o Rre. Guardate l'orrore in Grecia, ascoltate chi non fa che raccontare l'evidenza dei fatti cercandola di farla vedere anche ai ciechi che vogliono continuare ad esserlo. E poi confrontate ciò che vedete con la propaganda piddina che ammorba l'aria con i suoi percolati di menzogna ogni sera dai telegiornali considerati altezzosamente più seri del TG4.

Ma siamo ancora al destra-sinistra? Finché non vi sarà in Italia una santa alleanza trasversale contro il nemico comune, e cioè l'ordoliberismo e il tallone di ferro dell'euro, saremo ancora costretti a ragionare nei termini desueti di destra e sinistra.
Tradotto in soldoni, la destra ha capito, la sinistra no. Traiamone le conseguenze alle prossime elezioni europee. E per i mali di pancia c'è l'Antispasmina Colica.

giovedì 24 maggio 2012

I vaniloqui della vagina


Allora, care fratelle, mollate il grilletto e agguantate gli occhiali che c'è qualcosa da leggere che vi riguarda. Saranno forse le solite stronzate di una che vuole fare l'originale a tutti i costi oppure, visto come scrive, forse non è neppure una donna vera ma un uomo beta en travesti. Pensate ciò che volete ma è ora di sturarsi ben bene le orecchie e di ascoltare perché le atmosfere all'interno dei metaforici coglioni stanno salendo e c'è rischio di deflagrazione imminente.

Ci sono tre parole che ormai mi danno la nausea appena le sento o le leggo: femminicidio (o la sua variante ancora più cacofonica femicidio); sessismo; questione di genere. Sto diventando come il cane di Pavlov che, quando suonava il campanellino, sbavava. Io però, care devotchke, a differenza del sabaca, non salivo, vomito. Ho la nausea perché le avete fatte diventare parole modaiole, degli intercalare, dei concetti ripetuti fino a privarli del loro significato originale. State mandando a puttane decenni di lotte di rivendicazione per i diritti femminili perché vi siete fatte intrappolare dalla propaganda del sistema. Eseguite i suoi ordini, state al suo gioco. 

Il femmi-coso. Nessuno nega che si scannino le ragazze troppo spesso per i più vari motivi: "Mi ha lasciato", "è una troia", "mi ha rotto", "non mi vuole (più)". Gli uomini hanno un baco conosciuto nel programma di gestione del "narcisismo". Magari le programmatrici mamme potrebbero lavorarci un po' su per eliminarlo, invece di modellare i loro virgulti sui peggiori figli di puttana adulti, quelli per i quali le mamme perdono la testa, del resto.
Quando leggo però che "le ammazzano solo in quanto donne",  che nel femminicidio a volte fate ricadere omicidi di bambini e perfino di uomini e che avete deciso che non esiste il delitto passionale perché la passione è solo il miciomicio cippalippa con il vostro ganzo/a e non il sublime contraltare dell'amore, l'odio, come se la mente umana fosse stata creata ad immagine e somiglianza della collana Harmony, non vi seguo più.
Se si butta tutta la casistica più varia nel pentolone del femminicidio, viene il sospetto che allora vogliate truccare le carte, che vogliate dopare i risultati. 54 vittime dall'inizio dell'anno. L'ho già detto qui e mi ripeto volentieri: i morti sul lavoro, quasi tutti maschi, sono già 170. 
Io parlavo di Ciudad Juarez già nel 2009 ma bisognerebbe anche ricordare che in quella realtà messicana, regno dei machete creativi di El Loco, i beccamorti fanno gli straordinari tutte le sere e gli affettati sono soprattutto maschi. Non si può prendere una realtà estrema come quella ed inferenziare che anche in Italia siamo alla mattanza.
E poi, lasciatevelo dire. State diventando come i coloni quando si parla dei palestinesi. Siete accecate dall'odio ideologico per il nemico. "Ci ammazzano solo in quanto donne". Vi ammazzano per principio, quindi. Comodo, così non avete mai colpe, non vi si può chiamare in correità, così potete fare le stronze quanto vi pare. La colpa sarà sempre di colui che vi ammazza per principio, perché siete troppo giuste, troppo fighe e lui non lo sopporta. Tipico del peggiore vittimismo piagnone di minoranza.

L'altro giorno un uomo, in una scena allucinante che è sconvolgente perfino immaginare, ha preso i suoi figli piccoli, li ha lanciati dalla finestra, poi ha tentato di gettare anche la moglie, prima di lanciarsi anche lui nel vuoto. 
Ho letto i vostri commenti: "Non parliamo di depressione, per carità", "l'unica vittima è la mamma che ha visto gettare i suoi figli dalla finestra, ma vi immaginate?!", "lei aveva un lavoro, non parliamo di tragedia della disoccupazione". 
Lasciatevelo dire, sono commenti che confermano interi trattati teoretici sulla stupidità femminile e sul suo egocentrismo. Sono solo io, per deformazione professionale, in quanto indagatrice dell'inconscio, a provare un'immensa pietà per quest'uomo malato il cui inferno interiore non riuscireste ad immaginare nemmeno in diecimila anni ma che potreste almeno sforzarvi di rispettare? E' solo la stupidità che vi fa parlare così, come fanno troppi parenti di depressi che negano disperatamente una delle malattie più mortali che esistano per riuscire solo a continuare a  colpevolizzarne il malato? "Ma su, ma perché fai così, in fondo cosa ti manca?" Vi assicuro che se uno si lancia da una finestra è perché proprio non ce la più ad ascoltare quelle stronzate. Poi, se volete, vi posso confermare che chi si appresta a lasciare volontariamente un mondo ormai invivibile, pensa che portando con sé i suoi li farà stare meglio. E' la non-logica della malattia, l'estrema deformazione dell'atto d'amore, di fronte alle quali si deve solo provare pietà.

Sulle altre due parole che mi danno il vomito: sessismo e questione di genere sarò più breve. 
Il sessismo è diventato ogni tetta, ogni fetta di culo, ogni bocca socchiusa, insomma ogni sano richiamo sessuale che ci allevia queste giornate tormentate dall'angoscia continua del futuro. Una robina leggera tipo il pensiero che non andremo mai in pensione, che i nostri risparmi diventeranno carta straccia e che la banca di merda ci porterà via la casa.
Ve la siete presa con un lievissimo spot argentino della FIAT dove un maschio modello base, di quelli che sono capaci perfino di sopportarvi per un paio di decenni, immagina di tuffarsi al rallentatore tra due enormi tette. Siccome le tette non sono le vostre, deve morire e con lui chi vorrebbe fare la sua stessa fine.
Immagino che anche uno dei capolavori di Federico Fellini, quel meraviglioso "Le tentazioni del Dottor Antonio" con l'Anitona gigantesca che tormenta sessualmente il bigotto Peppino, sia per voi da classificare come esempio di "sessismo". Il corpo delle donne qui e il corpo delle donne là, e che palle!  Come farci scontare un documentario con dieci anni di penitenza di cilicio puntuto sulle suddette.

La questione di genere, infine, è l'insieme di tutte le cose delle quali vi occupate quotidianamente, controllando i giornali e i tabelloni pubblicitari alla ricerca ossessiva del sessismo, per avere poi la scusa di gridare al  femminicidio. 
Sareste da bastonare, perché seguite le paturnie menopausiche di quattro carampane talebane che vi hanno convinte che i maschi sono tutti dei porci, invece di ricordarvi dell'enorme potere che il vostro corpo vi concede sui vostri compagni. "Un paio di tette apre qualunque porta", diceva il personaggio di un film fantasy l'altra sera, una tipetta tosta che dialogava con il fratello reuccio un po' trota che si meravigliava del suo inaspettato arrivo al castello. E' maledettamente vero. Il sesso e il corpo sono la chiave del vostro potere. Un potere immenso che agli uomini fa giustamente paura. Si può desiderare di gettar via il potere? No, se non si è stupide. Il potere va solo saputo gestire con astuzia.

Al sistema fa comodo che vi distraiate con la guerra di genere, con il soft air contro i maschilisti. Fa parte del copione del Battle Royale al quale partecipano, sul campo avverso, anche i vari "padri separati", uomini beta, eccetera. 
Soggiogate dalle ottuse talebane pontiSex, vedete lo spot della FIAT ma non vedete ciò che fa Marchionne all'economia italiana. Volete mettere le mutande da suora a Belen, maledite la tv tette-culi ma non vedete la devastazione di un paese ad opera di chi ha usato tette e culi solo come strumento di propaganda maciullacervelli per arricchirsi personalmente e per arricchire gli amici degli amici. Di chi ha consegnato l'Italia alle mafie. Vedete l'effetto ma non la causa.

Di che cosa vi siete appassionate in questi giorni? Della Grecia, dei criminali finanziari che stanno scavando il buco per arrivare al caveau dove stanno i vostri miseri BOT e BTT, di quella crucca testona della Merkel che ci sta portando alla rovina, per la serie le donne governano meglio degli uomini
No, ho letto paginate intere sulla lotta al linguaggio sessistaroba vecchia, per altro, vecchi arnesi da psy-op.  
Le donne architetto devono essere chiamate ARCHITETTE. ArchiTETTE? Ma gli uomini poi non è che vorranno tuffarcisi dentro? Non temete l'allusione sessista del termine?
Poi ho letto dell'iniziativa per intitolare più strade alle donne. Mi pare una priorità assoluta da affidare alla Protezione civile. Poi che Enrico Fermi era maschilista perché non permetteva alle fisiche di Via Panisperna di fabbricare le bombe atomiche.

Sareste da mazzolare perché distraete energie e risorse alla resistenza contro la dittatura finanziaria. Dovreste andare dagli uomini, anche dai peggiori stronzi e dire loro: ci stanno fottendo, uniamo le forze, studiamo un rimedio, pensiamo solo a come uscirne salvando il salvabile. Magari mostrando le tette agli speculatori finanziari mentre i ragazzi li prendono alle spalle.

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