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lunedì 29 ottobre 2012

Due film al prezzo di uno


Rapporto da un weekend cinevisionario.

Recensione al volo di "Cosmopolis" di David Cronenberg. La caduta del saggio medio del ridicolo. 
Ma no, in fondo questo Cronenberg è intrigante e la mancanza di senso è perfettamente in linea con l'argomento del film: l'assoluto non senso della finanza neoplastica e dei suoi personaggi disperatamente vuoti e monomaniacalmente fissati al denaro. Gente che si è flippata il cervello, con tutti quegli zeri. Il denaro che alla fine è solo una maledizione, un diavolo che esige il pagamento del pegno.
Certo, la pippa è impegnativa: l'ex precog di "Minority Report" Samantha Morton si ispira alle previsioni futuristiche di Casaleggio, Pattinson è espressivo come una cassetta Geberit, la verbosità è a livelli preoccupanti, il ridicolo di cui sopra è sempre in agguato e alla fine si prega solo che il film giunga al termine, visto che si sa già come finirà il fantastiliardario dalla prostata asimmetrica (la solita fissa di Cronenberg per le anomalie fisiche).  In definitiva: intrigante, noioso, saccente, moralista anche, ma tuttavia insinuante come la tentazione. 


Recensione al volo #2 di "Shame" di Steve McQueen.  Versione newyorchese di disperato erotico stomp.
Anche qui una pippa e non solo nel senso di quelle che si spara a ripetizione il protagonista, un sex addict, uno che usa il sesso come fosse una droga. Il sesso come sniffata, come pera in vena, per stordirsi, per okkupare il cervello con il flash dell'orgasmo e non pensare più. Brandon è drogato al punto che non riesce a farlo proprio  nel momento in cui incontra una donna che finalmente lo interessa e con la quale il sesso potrebbe ridiventare un mezzo di comunicazione umana. Ogni esperienza, compreso il rapporto disastrato con la sorella altrettanto problematica, lo ricaccia nell'angoscia della disperazione di una vita che è quasi morte. Vedo la gente viva e ci scopo per non pensare che sono già morto. 
Si intuisce che un delizioso ambientino famigliare patogeno abbia forgiato il destino del protagonista e della sorellina. Due disperati costretti a vivere, per giunta, in quello stabulario senza pietà che è la grande metropoli. Per certi versi siamo dalle parti della "25a ora" di Spike Lee.
Per il resto, che dire, un film indubbiamente interessante ma incompiuto, prolisso, a volte anch'esso intriso di moralismo sensocolpevolista e  che si potrebbe rivedere solo per un motivo: Michael Fassbender che stramerita la Coppa Volpi per la sua straziante interpretazione e "full monty" è una gioia per gli occhi, senza contare che Angela Merkel parlerebbe, a ragione, di "misure impressionanti".

venerdì 13 luglio 2012

Omini di burro



Dal documento per una nuova cultura politica dei Diritti del PD:
5.5. Vi sono infine mancati riconoscimenti e violazioni di diritti nell’ambito delle relazioni e delle organizzazioni sociali. La vita umana esiste solo (ed è pensabile solo) entro le forme della socialità. Queste forme – tra cui la famiglia è forma primaria – si costituiscono non solo sulla base delle scelte degli individui, ma anche sulla base della loro posizione e del loro rilievo sociale. La storia della famiglia testimonia questa evoluzione continua, legata al mutare delle condizioni economiche, ambientali, culturali, religiose, al cui interno un ruolo fondamentale è stato svolto dai grandi processi di emancipazione femminile. In questa evoluzione la cultura e gli ordinamenti giuridici hanno riconosciuto un’importanza crescente alla libera espressione dell’affettività personale, all’uguaglianza delle persone all’interno della famiglia e agli obblighi di solidarietà tra coniugi e tra genitori e figli. Si tratta di valori essenziali non solo alla vita personale, ma all’intera vita sociale. Per questo la Costituzione italiana ha inteso riconoscere e stabilire i diritti e i doveri della famiglia (artt. 29 e 30), nonché il dovere della Repubblica di agevolarla e sostenerla nell’adempimento dei suoi compiti (art. 31). Rispetto a questo dovere l’azione del governo italiano, anche e soprattutto negli ultimi anni, è stata largamente inadempiente e il PD considera un obiettivo primario il dare piena attuazione a questo impegno costituzionale. 
D’altra parte non si può ignorare che nella società contemporanea le dinamiche sociali ed economiche, da un lato, e, dall’altro, le libere scelte affettive e le assunzioni di solidarietà hanno dato vita a una pluralità di forme di convivenza, che svolgono una funzione importante nella realizzazione delle persone e nella creazione di un più forte tessuto di rapporti sociali. Per questo esse appaiono meritevoli di riconoscimento e tutela sulla base di alcuni principi fondamentali. Da un lato, nel principio della centralità del soggetto rispetto alle sue relazioni, così da riconoscere sia i diritti di ogni persona a dare vita liberamente a formazioni sociali, sia i diritti di ciascuno entro le diverse formazioni sociali. Dall’altro, nel principio del legittimo pluralismo, che implica il riconoscimento dei diritti e dei doveri che nascono nelle diverse formazioni sociali in cui può articolarsi la vita personale affettiva e di coppia.
Tale riconoscimento dovrà avvenire secondo tecniche e modalità rispettose, da un lato, della posizione costituzionalmente rilevante della famiglia fondata sul matrimonio ai sensi dell’art. 29 Cost. e della giurisprudenza costituzionale che anche recentemente ne ha dato applicazione, dall’altro, dei diritti di ogni persona a realizzarsi all’interno delle formazioni sociali, che si declinano oggi in un orizzonte pluralistico secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale: «per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri» (138/2010). Il PD, auspicando un più approfondito bilanciamento tra i principi degli articoli 2, 3, e 29 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia ed alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Scusate se vi ho tediato con la lettura forzosa della prolissa supercazzola prematurata ma anche no di piattaforma con scappellamento a centrosinistra come fosse Veltroni ma anche D'Alema che conferma la solita tartufesca indeterminazione quantistica da sacrestani dei piddini che non dice nulla, non promette niente e ci gira solo attorno per paura dei preti.
L'ho fatto perché ci tenevo a metterla in confronto con la concisione e pragmatica determinazione della legge 26.618 "Matrimonio civil" che, il 15 luglio 2010, modificando il Codice Civile, ha introdotto in Argentina non le pugnette a mano moscia della RosyByndy ma il fatto, il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. 

Il punto cruciale della legge, che non servirebbe nemmeno tradurre perché si capisce benissimo, occupa due righe scarse:

El matrimonio tendrá los mismos requisitos y efectos, con independencia de que los contrayentes sean del mismo o de diferente sexo.[...]

Matrimonio a tutti gli effetti, sia che gli sposi siano di sesso diverso o del medesimo. E l'articolo 42 è ancora più esplicito:

Todas las referencias a la institución del matrimonio que contiene nuestro ordenamiento jurídico se entenderán aplicables tanto al matrimonio constituido por DOS (2) personas del mismo sexo como al constituido por DOS (2) personas de distinto sexo.
Los integrantes de las familias cuyo origen sea un matrimonio constituido por DOS (2) personas del mismo sexo, así como un matrimonio constituido constituido por personas de distinto sexo, tendrán los mismos derechos y obligaciones.

Equiparazione tra matrimonio eterosessuale ed omosessuale e uguali diritti e doveri per i membri di famiglie originate da coniugi dello stesso sesso o di sesso diverso.

Questo mentre il PD, imbottigliato nel suo raccordo anulare mentale, vaneggia di modifiche, forse vedremo magari chissà, nel rispetto di vincoli costituzionali, come se la Costituzione italiana parlasse di coniugi di sesso diverso e non semplicemente di coniugi. Non ci sarebbe bisogno nemmeno di una modifica costituzionale, per introdurre anche in Italia una legge di pura e semplice civiltà, che riconosca, come intelligentemente lo chiamano gli argentini, il matrimonio civile. Tra persone dello stesso sesso quindi, maanchemente riconoscendo le unioni di fatto tra uomo e donna. Qualcuno, tra i suoi elettori interessati al problema, lo ricordi agli untuosi, scivolosi e infidi omini (e donnine) di burro del PD.

(Le parole chiave di questo post sono: sesso, matrimonio, tango, Argentina, burro, scena del burro, PD, omino di burro.)

giovedì 24 maggio 2012

I vaniloqui della vagina


Allora, care fratelle, mollate il grilletto e agguantate gli occhiali che c'è qualcosa da leggere che vi riguarda. Saranno forse le solite stronzate di una che vuole fare l'originale a tutti i costi oppure, visto come scrive, forse non è neppure una donna vera ma un uomo beta en travesti. Pensate ciò che volete ma è ora di sturarsi ben bene le orecchie e di ascoltare perché le atmosfere all'interno dei metaforici coglioni stanno salendo e c'è rischio di deflagrazione imminente.

Ci sono tre parole che ormai mi danno la nausea appena le sento o le leggo: femminicidio (o la sua variante ancora più cacofonica femicidio); sessismo; questione di genere. Sto diventando come il cane di Pavlov che, quando suonava il campanellino, sbavava. Io però, care devotchke, a differenza del sabaca, non salivo, vomito. Ho la nausea perché le avete fatte diventare parole modaiole, degli intercalare, dei concetti ripetuti fino a privarli del loro significato originale. State mandando a puttane decenni di lotte di rivendicazione per i diritti femminili perché vi siete fatte intrappolare dalla propaganda del sistema. Eseguite i suoi ordini, state al suo gioco. 

Il femmi-coso. Nessuno nega che si scannino le ragazze troppo spesso per i più vari motivi: "Mi ha lasciato", "è una troia", "mi ha rotto", "non mi vuole (più)". Gli uomini hanno un baco conosciuto nel programma di gestione del "narcisismo". Magari le programmatrici mamme potrebbero lavorarci un po' su per eliminarlo, invece di modellare i loro virgulti sui peggiori figli di puttana adulti, quelli per i quali le mamme perdono la testa, del resto.
Quando leggo però che "le ammazzano solo in quanto donne",  che nel femminicidio a volte fate ricadere omicidi di bambini e perfino di uomini e che avete deciso che non esiste il delitto passionale perché la passione è solo il miciomicio cippalippa con il vostro ganzo/a e non il sublime contraltare dell'amore, l'odio, come se la mente umana fosse stata creata ad immagine e somiglianza della collana Harmony, non vi seguo più.
Se si butta tutta la casistica più varia nel pentolone del femminicidio, viene il sospetto che allora vogliate truccare le carte, che vogliate dopare i risultati. 54 vittime dall'inizio dell'anno. L'ho già detto qui e mi ripeto volentieri: i morti sul lavoro, quasi tutti maschi, sono già 170. 
Io parlavo di Ciudad Juarez già nel 2009 ma bisognerebbe anche ricordare che in quella realtà messicana, regno dei machete creativi di El Loco, i beccamorti fanno gli straordinari tutte le sere e gli affettati sono soprattutto maschi. Non si può prendere una realtà estrema come quella ed inferenziare che anche in Italia siamo alla mattanza.
E poi, lasciatevelo dire. State diventando come i coloni quando si parla dei palestinesi. Siete accecate dall'odio ideologico per il nemico. "Ci ammazzano solo in quanto donne". Vi ammazzano per principio, quindi. Comodo, così non avete mai colpe, non vi si può chiamare in correità, così potete fare le stronze quanto vi pare. La colpa sarà sempre di colui che vi ammazza per principio, perché siete troppo giuste, troppo fighe e lui non lo sopporta. Tipico del peggiore vittimismo piagnone di minoranza.

L'altro giorno un uomo, in una scena allucinante che è sconvolgente perfino immaginare, ha preso i suoi figli piccoli, li ha lanciati dalla finestra, poi ha tentato di gettare anche la moglie, prima di lanciarsi anche lui nel vuoto. 
Ho letto i vostri commenti: "Non parliamo di depressione, per carità", "l'unica vittima è la mamma che ha visto gettare i suoi figli dalla finestra, ma vi immaginate?!", "lei aveva un lavoro, non parliamo di tragedia della disoccupazione". 
Lasciatevelo dire, sono commenti che confermano interi trattati teoretici sulla stupidità femminile e sul suo egocentrismo. Sono solo io, per deformazione professionale, in quanto indagatrice dell'inconscio, a provare un'immensa pietà per quest'uomo malato il cui inferno interiore non riuscireste ad immaginare nemmeno in diecimila anni ma che potreste almeno sforzarvi di rispettare? E' solo la stupidità che vi fa parlare così, come fanno troppi parenti di depressi che negano disperatamente una delle malattie più mortali che esistano per riuscire solo a continuare a  colpevolizzarne il malato? "Ma su, ma perché fai così, in fondo cosa ti manca?" Vi assicuro che se uno si lancia da una finestra è perché proprio non ce la più ad ascoltare quelle stronzate. Poi, se volete, vi posso confermare che chi si appresta a lasciare volontariamente un mondo ormai invivibile, pensa che portando con sé i suoi li farà stare meglio. E' la non-logica della malattia, l'estrema deformazione dell'atto d'amore, di fronte alle quali si deve solo provare pietà.

Sulle altre due parole che mi danno il vomito: sessismo e questione di genere sarò più breve. 
Il sessismo è diventato ogni tetta, ogni fetta di culo, ogni bocca socchiusa, insomma ogni sano richiamo sessuale che ci allevia queste giornate tormentate dall'angoscia continua del futuro. Una robina leggera tipo il pensiero che non andremo mai in pensione, che i nostri risparmi diventeranno carta straccia e che la banca di merda ci porterà via la casa.
Ve la siete presa con un lievissimo spot argentino della FIAT dove un maschio modello base, di quelli che sono capaci perfino di sopportarvi per un paio di decenni, immagina di tuffarsi al rallentatore tra due enormi tette. Siccome le tette non sono le vostre, deve morire e con lui chi vorrebbe fare la sua stessa fine.
Immagino che anche uno dei capolavori di Federico Fellini, quel meraviglioso "Le tentazioni del Dottor Antonio" con l'Anitona gigantesca che tormenta sessualmente il bigotto Peppino, sia per voi da classificare come esempio di "sessismo". Il corpo delle donne qui e il corpo delle donne là, e che palle!  Come farci scontare un documentario con dieci anni di penitenza di cilicio puntuto sulle suddette.

La questione di genere, infine, è l'insieme di tutte le cose delle quali vi occupate quotidianamente, controllando i giornali e i tabelloni pubblicitari alla ricerca ossessiva del sessismo, per avere poi la scusa di gridare al  femminicidio. 
Sareste da bastonare, perché seguite le paturnie menopausiche di quattro carampane talebane che vi hanno convinte che i maschi sono tutti dei porci, invece di ricordarvi dell'enorme potere che il vostro corpo vi concede sui vostri compagni. "Un paio di tette apre qualunque porta", diceva il personaggio di un film fantasy l'altra sera, una tipetta tosta che dialogava con il fratello reuccio un po' trota che si meravigliava del suo inaspettato arrivo al castello. E' maledettamente vero. Il sesso e il corpo sono la chiave del vostro potere. Un potere immenso che agli uomini fa giustamente paura. Si può desiderare di gettar via il potere? No, se non si è stupide. Il potere va solo saputo gestire con astuzia.

Al sistema fa comodo che vi distraiate con la guerra di genere, con il soft air contro i maschilisti. Fa parte del copione del Battle Royale al quale partecipano, sul campo avverso, anche i vari "padri separati", uomini beta, eccetera. 
Soggiogate dalle ottuse talebane pontiSex, vedete lo spot della FIAT ma non vedete ciò che fa Marchionne all'economia italiana. Volete mettere le mutande da suora a Belen, maledite la tv tette-culi ma non vedete la devastazione di un paese ad opera di chi ha usato tette e culi solo come strumento di propaganda maciullacervelli per arricchirsi personalmente e per arricchire gli amici degli amici. Di chi ha consegnato l'Italia alle mafie. Vedete l'effetto ma non la causa.

Di che cosa vi siete appassionate in questi giorni? Della Grecia, dei criminali finanziari che stanno scavando il buco per arrivare al caveau dove stanno i vostri miseri BOT e BTT, di quella crucca testona della Merkel che ci sta portando alla rovina, per la serie le donne governano meglio degli uomini
No, ho letto paginate intere sulla lotta al linguaggio sessistaroba vecchia, per altro, vecchi arnesi da psy-op.  
Le donne architetto devono essere chiamate ARCHITETTE. ArchiTETTE? Ma gli uomini poi non è che vorranno tuffarcisi dentro? Non temete l'allusione sessista del termine?
Poi ho letto dell'iniziativa per intitolare più strade alle donne. Mi pare una priorità assoluta da affidare alla Protezione civile. Poi che Enrico Fermi era maschilista perché non permetteva alle fisiche di Via Panisperna di fabbricare le bombe atomiche.

Sareste da mazzolare perché distraete energie e risorse alla resistenza contro la dittatura finanziaria. Dovreste andare dagli uomini, anche dai peggiori stronzi e dire loro: ci stanno fottendo, uniamo le forze, studiamo un rimedio, pensiamo solo a come uscirne salvando il salvabile. Magari mostrando le tette agli speculatori finanziari mentre i ragazzi li prendono alle spalle.

venerdì 25 novembre 2011

Misure impressionanti


Angela Merkel ha visto le misure di Monti e le ha definite "impressionanti". Le misure anticrisi, ovviamente. Non c'è verso però di farle capire che gli eurobond potrebbero (forse) frenare la speculazione contro l'euro ed essere un buon viatico contro la crisi dei PIIGS. Sarko ci sta facendo una passione, per convincerla, ma niente. Né lui né le misure impressionanti di Monti la smuovono. 
Riottosa, la cancelliera. Nessuna meraviglia. Una che maneggia un appetitoso hot dog in quel modo schifiltoso, con tre dita, medio, indice e pollice, neanche fosse un reperto anatomico di CSI, è tutta un programma. Cià, toccherà dirigere il raggio della Morte Nera degli speculatori verso Berlino. Cheppalle!




Update 2013. Si, toccherà proprio. Vedi che in fondo ci potevi arrivare anche tu?

venerdì 19 agosto 2011

300 euro e passa la paura


Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c'è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.

Mi stavo giusto rileggendo i post (1 -2- 3) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di Paolo Barnard, primo fra tutti l'ormai mitico "Sono andato a puttane". La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do' una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.
Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock - altri tempi ormai morti e sepolti, però - la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l'ha ancora spiegato.

Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L'idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un'Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c'è sempre il brivido dell'imprevisto sentimentale.

Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.
Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c'è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia. 
Se invece c'è di mezzo il denaro, la contropartita, l'incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l'effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.
Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate. 
Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po' di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.

E allora, rileggendo l'articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto nel frullatore mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: "Will it blend?" e lanciare la provocazione.
Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?

Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?
Gli uomini se hanno voglia hanno un'offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le scuse: l'accudimento, la porta aperta, la donna all'ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell'ipocrisia religiosa. 
Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy - ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada - non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz'oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po' dall'alto, del tipo: "La signora dev'essere comunque gradevole".
Forse se aumentassero la domanda e la concorrenza - ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci - scenderebbero anche i prezzi.
Chissà se è già previsto il "soddisfatte o rimborsate"?

martedì 18 gennaio 2011

Belle figlie di Lot

Joachim Antonisz Wtewael (Holland, Utrecht, 1566 - 1638) Lot and His Daughters
"Mia figlia fidanzata del presidente del Consiglio? Magari ..."
Narra la Bibbia che quando il Signore decise di mandare la procura di Milano a Sodoma per fare pulizia, nel ridente troiaio gemellato con Gomorra abitasse un certo Lot con moglie e due figlie minorenni (e vergini, allora poteva ancora succedere). Una  famigliola che, nel disegno di Dio e chissà perché, doveva essere salvata dal trattamento al fosforo bianco previsto per gli altri sodomiti e gomorristi.

Si presentarono quindi a casa di Lot con il salvacondotto due angeli dalle fattezze di modelli di Dolce & Gabbana ma i viziosi sodomiti, saputolo, si precipitarono a chiedere al padrone di casa che gli consegnasse i due, per un bunga bunga veloce.
Allora Lot, che metteva il senso di ospitalità sopra ogni cosa, fece una proposta da buon padre di famiglia ai sodomiti: "No, gli angeli no perché sono miei ospiti. Perché non vi stuprate invece le mie figlie che sono ancora nuove di pacca?"
Dal diniego dei sodomiti, ingolositi dalle chiappe marmoree degli angioletti ed insensibili al fascino delle intonse lolite, nacque una collutazione che fu prontamente sedata proprio dagli angeli che sguainarono le spade laser e con quelle accecarono i porconi.

Prima dell'alba, alla chetichella, Lot e famiglia fuggirono da Sodoma proprio mentre il castigo divino si abbatteva sulla città del vizio, tra fuoco e fiamme, fulmini e saette. Gli angeli gliel'avevano detto di non voltarsi, alla moglie di Lot, ma lei, disobbedendo, rimase di sale per ciò che vide.
In seguito, in esilio, le figlie di Lot, sulle quali evidentemente il clima di Sodoma aveva lasciato il segno, annoiandosi per la mancanza di ganzi da spupazzarsi, fecero ubriacare l'ormai anziano padre e ne approfittarono, rimanendone addirittura incinte. Con lui che si giustificava dicendo che era fatto come una chioccia e non si era accorto di nulla e giurando che le figlie gli avevano detto di avere ventitré e ventiquattro anni.

Ricordo ai lettori distratti che sto citando la Bibbia, "Genesi" per l'esattezza, e non un pornazzo da edicola di stazione ferroviaria come parrebbe. Ecco, questa storia mi frulla in mente da giorni e non riesco ancora a capire perché.

("Bella figlia dell'amore....")

domenica 16 gennaio 2011

L'igienista uretrale


Art. 600-bis. Prostituzione minorile.
Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164.

C'è un parametro illogico nella vicenda Ruby e in tutto il troiaio notturno di Arcore. Se non succedeva niente di male e per giunta il nano e le sue numerose biancaneve sono convinti che a Villa San Martino viga l'extraterritorialità, per cui se anche vi si prostituiscono minorenni il fatto non costituisce reato, allora perché quando venne pizzicata per altri motivi la piccola vedette marocchina, il Berlusconi si precipitò a telefonare in Questura per farla uscire? Esponendosi in prima persona?
Per paura che parlasse o la facessero parlare, non vedo altri motivi. Ma parlare di che cosa, se non succedeva niente di male?

E' veramente difficile credere che uno, che pure ha i soldi da buttare, ti dia sette milioni per niente, solo per avergli portato la fichetta in salotto per fargliene annusare il profumo nell'aria. O addirittura ti dia in usufrutto degli appartamenti, di trentaduemila che lui ne ha, (per non parlare di candidature, posti fissi da 12 mila al mese e ministeri) solo per il tuo bel faccino.
Molto in cambio di niente come vogliono farti credere le scafatissime donzelle che lo frequentano. Sempre attente a dire: "Si c'eravamo ma con lui non abbiamo fatto niente, abbiamo solo cantato le canzoni di Apicella" e attentissime soprattutto a non nominare mai neppure invano la neve. In un paese dove sniffano pure gli impiegati e i garzoni di macellaio e dove le donne vengono ricattate sessualmente per mantenere il posto di cassiera al supermercato.

La situazione è paradossale. Per rigettare l'accusa di rapporti sessuali con la minorenne Ruby, il nostro potrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente l'atroce segreto (di Pulcinella) ed ammettere di non poter battere un chiodo.
"Ma cosa volete che faccia, alla mia età? Le ho provate tutte: le italiane, le marocchine, le russe (quelle me le porta Putin ogni volta che mi viene a trovare), le ucraine, le ministre. Pozioni magiche e riti druidici. Niente. Credetemi, è una tragedia. Se dicono che non me non fanno niente, è vero, povere ragazze. Una ci ha provato per tre giorni ed era sfinita. Niente di niente. Comincio a pensare che quel mio coso lì, si, lui, sia un comunista."

Certo  deluderebbe in maniera cocente i milioni di anziani papiminkia che lo ammirano e si fanno i film porno mentali con lui come protagonista e pensano "Se Silvio c'ha tutta quell'energia è giusto che si faccia tutte quelle belle gnocche, alla faccia delle racchie e dei comunisti", però rassicurerebbe le anziane babbione che lo votano e che, non potendolo avere, per raggiunti limiti di età, lo vogliono intento solo a fare il nonno di tanti nipotini biondo-boccoluti.

Però attenzione a non farsi scappare, dopo il coming-out prostatico, che lui guardava solo perchè, secondo il codice penale,  è più grave stare a guardare due ragazze che giochicchiano tra di loro se anche solo una delle due è minorenne.
Art. 600-ter.  - Pornografia minorile.
Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228. (1)
Ma questo Ghedini senz'altro lo sa.

lunedì 28 giugno 2010

La supponenza del cretino

Signor Paolo Barnard, si lasci servire da me, il cretino sarà lei.
Ancora con la storia delle donne che non gliela danno? No, davvero, non se ne può più. Arrivo ormai a preferire i titoli e relative articolesse del "Giornale", almeno mi fanno ridere e non mi sollecitano quel misto di insofferenza, rabbia e penosissimo disprezzo per chi si permette, non avendo ottenuto il giocattolino, di maledire l'intero genere femminile, ma come si permette.
Orsù, sottoponiamoci per l'ennesima volta al tormento del Barnard in bianco. Vai con la lamentazione numero... ormai abbiamo perso il conto.
"Percorro in bicicletta una via di Bologna sotto un portico, e scorgo una silhouette femminile strepitosa. Come mi avvicino, realizzo ancor di più la bellezza di quelle forme, una vera grazia. Se ne sta in attesa da sola, avrà una trentina d’anni, io le sfilo di fianco e ammiro. Dentro un maschio sessualmente sano, e sano di mente, in quei momenti accadono due penosissime cose: prima cosa, ti dici “ma perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”, e te la prendi un po’ con la crudeltà della natura che ci ha fatti così maledettamente innamorati delle donne, del loro odore, di come sanno toccarti, quando poi quell’oggetto/soggetto di desiderio è così difficile da raggiungere pur essendo così frequente da incontrare. Un po’ come fossimo tutti, noi maschi, appassionati di sonate romantiche, e a ogni angolo di strada udissimo le note di un notturno di Chopin, per poi dover accelerare via e perderci subito nell’ignobile fracasso del traffico. Un tormento."
No, Paolo Barnard, non dica "innamorati delle donne" perchè non è vero. Prima di tutto non è innamoramento ma volgare ingrifamento modello muflone muschiato in calore. Però, a differenza della povera bestia che non starebbe certo a controllare le misure della muflona, lei è innamorato solo di certe donne, quelle strafighe, bella forza, ed è questo il tormento che un dio particolarmente sadico le ha giustamente inflitto, facendole incontrare solo strafighe che non se la filano.
Provi ad accontentarsi se vuole veramente chiavare. Don Giovanni insegna che per essere un vero collezionista di passere non bisogna andare troppo per il sottile, farsi condizionare sempre dall'estetica, mioddio che banalità. "Non si picca che sia ricca, che sia brutta che sia bella. Pur che porti la gonnella, voi sapete quel che fa."
Lei non sa cosa si perde ad essere così sofistico di palato. A quali delizie rinuncia ragionando solo con il cervellino tarato sull'ultimo numero di "Max". Ci sono donne che non attendono altro che il seduttore che era stato creato apposta per loro e invece si ritrovano solo degli sfigati che per amare le donne devono avere per le mani come minimo Angelina Jolie. La quale, giustamente, si è scelta un Brad Pitt, mica un Paolo Barnard, with all respect.
Ma proseguiamo con la lamentazione del nostro, che merita.
"La donna sotto al portico aspetta la fine delle mie parole, si gira sui tacchi e muove un passo via da me, muta, neppure uno sguardo. Penso “non ho scritto ’Sono andato a puttane’ per nulla, ci risiamo”. C’era il sole, ora grandina, sto per mandarla a cagare, ma in un moto di civismo che non merita le do una seconda chance: “Era solo un complimento, non fa piacere?” le dico. Muove altri due passi dandomi le spalle, guarda laggiù chissà che cosa di più interessante di un uomo che è cortese al punto di omaggiare la sua bellezza. Tutto questo si realizza nella metà di secondo che ci metto ad esprimere la sintesi appropriata, e quando ancora la ‘ere’ di “non ti fa piacere?” è nell’aria le sibilo “Cretina”, e me ne vado."
Bontà sua che riesce a tenere a freno quella specie di istinto predatorio da serial killer mancato che guata la preda e non ottenendone soddisfazione vuole solo ucciderla e non la prende a rasoiate ma si limita all'insulto, al "cretina". Peccato che poi, tornato a casa, l'istinto omicida si sfoghi attraverso la penna e cretine lo diventiamo tutte, comprese noi che strafighe lo fummo ma tempo fa e che quindi non possiamo più sperare nemmeno in un suo prezioso insulto di genere.

Sa, Barnard, sempre a causa di quel dio leggermente sadico, lei porta il cognome di colui che i cuori li aggiustava invece di frantumarli e che, per ironia della sorte, è passato alla storia come gran chiavatore.
Se non vuole fidanzarsi con il suo sodale Massimo Fini, che io penso sarebbe l'unica soluzione per placare entrambi i bollenti spiriti, dia retta a me, abbassi il tiro e si rassegni a doversi accontentare, anche perchè a mettersi contro le donne c'è da rompersi le corna.
Prenda atto che noi siamo superiori.
Anche noi potremmo riempire giornalate di lamentazioni (e non lo facciamo) su gran tocchi di manzo che, siccome non abbiamo la taglia 42 o abbiamo superato i quaranta, nonostante facciamo loro sentire il nostro profumo e siamo ben disposte a darla loro senza indugi e magari senza complicazioni sentimentali, fanno i preziosi, ci ignorano ancor peggio di quanto abbia fatto la sua ignota bolognese. Diventate per questo dei cretini ai nostri occhi? No, solo individui che non ci meritano, peggio per voi. Potremmo scrivere di questa crudeltà del maschio troppo convinto di poter scegliere per sempre il meglio ma non lo facciamo. Abbiamo altre cose a cui pensare.

Non avrei dovuto nemmeno rispondere al suo ultimo articolesso ma il gusto di darle del cretino in ribattuta, mi creda, è troppo grande.

martedì 30 marzo 2010

Ce n'è anche per Luttazzi

Di Daniele Luttazzi mi piacciono da morire certe definizioni, ad esempio quella che ha dedicato alla Moratti: "L'idea che un parrucchiere ha di un ministro", e a Fini (Gianfranco) "Ha l'aria di uno che è stato picchiato da piccolo. Ma non abbastanza."
I suoi libri mi hanno divertito molto. A volte lo trovo geniale. Però gli rimprovero almeno un paio di insopportabili difetti.
Per prima cosa, è un feticista del culo inteso come orifizio e, come tutti i feticisti, è convinto che il resto del mondo condivida la sua stessa perversione. E' come il feticista dello stiletto 12 che si meraviglia che al suo vicino non piaccia leccare la suola delle scarpe perchè è sporca. O l'amante del bondage che si picca che a me non piaccia la tenaglia sul capezzolo.
In secondo luogo, mi ricorda due bambini che in tempi diversi hanno abitato il condominio dove vivevo da piccola. Il primo si piazzava sul terrazzo e gridava a squarciagola, perchè lo sentissero proprio tutti: "Mia mamma è una grandissima puttanaaaa!!!"
Il secondo, di origini toscane, giocava in giardino piazzando ad ogni tiro di pallone andato a male dei P.D. da incenerire il santissimo. Dopo un iniziale scalpore e sbigottimento, ci abituammo e alle parolacce e bestemmie non facemmo più caso.

Ecco, Luttazzi è un bambino che si diverte un mondo a scandalizzare il borghesuccio - gli intellettuali babbioni direbbero épater le bourgeois - finchè questi ci casca, dicendo "cazzo, culo, merda" e facendo propaganda alla sua perversione in modo un tantinello ripetitivo, come tutti i fissati.
E' talmente insistita la cosa che fa venire il dubbio che non sia capace di andare oltre all'anale e di dedicarsi ad un tipo di rapporto che implichi non solo il dolore ma anche il piacere della partner, magari utilizzando gli organi preposti appunto al piacere. Che ne so, il clitoride, ad esempio.

E poi, già che c'era, perchè non sdoganare in una così importante occasione, tanto per cambiare, un atto anale si ma tra due bei maschioni? In fondo, tra i più celebri wannabe inculati da Berlusconi vi sono soprattutto uomini.
Non l'ha fatto, credo, perchè questo bambino fissato sulla fase anale - Sigmund sarà obsoleto ma ancora c'azzecca - sarebbe passato da busone e questo, per un maschio romagnolo, è peggio di una diagnosi di melanoma maligno.
Non l'ha fatto anche perchè non ha saputo resistere al richiamo della foresta del neomaschilismo criptofascista revanchista, secondo il quale la donna deve essere soprattutto sottomessa. Ovverosìa, il vero maschio sodomizza e a lei deve pure piacere, se non ho capito male.
Ha ragione Francesco Piccolo sull'Unità, quando dice che in quanto a maschilismo, destra e sinistra si assomigliano più di quanto non vogliano far credere.

Intendiamoci, non ho nulla in contrario verso pratiche sessuali scelte di comune accordo ed allegramente praticate per arricchire l'altrimenti limitato repertorio dei buchi, purchè piacciano a tutti e due. A volte ad uno dei due qualcosa non va. Pazienza, non è un dramma.
Non vorrei però che, dopo aver reso il pompino un obbligo morale invece che un piacevole passatempo, pena il tradimento con quella che invece li fa, ora ci offrano un posto da amante ma solo con obbligo di inculata, altrimenti mi rivolgo alla trans che invece lo prende.
Il bello poi è che quando vanno con le trans vogliono fare soprattutto i passivi. Le trans, oltre agli ormoni femminili che buttano giù per femminilizzarsi, si ammazzano di viagra al fine di soddisfare i poeti dell'inculata. I quali, con loro, fanno anche gli attivi, ovviamente, ma correndo sempre il rischio che qualcuno ricambi il favore sdebitandosi con il suo. Così in effetti sarebbe più giusto. Do ut des.
Solo con le donne vogliono essere solo attivi. E questo, a casa mia, non è più sesso ma gusto per la prevaricazione. Senza contare che, quando vogliono insultarla, la definiscono "rottincula". Cioè insultano colei che tanto gentilmente glielo dà.
Insomma, siccome è tanto fico prenderlo nel didietro, purchè si tratti di donne e non dei loro preziosi buchetti, e Luttazzi ci fa pure i monologhi, a noi dovrebbe piacere di default e guai a discutere.
Invece, se ascolti i loro discorsi, le loro schermaglie sempre a sfondo omosex - chissà perchè - le toccatine, le spinte, il "dammelo, si, dai" "no, il culo non te lo do", eccetera, c'è sempre quello che fa la femmina riottosa che vuole arrivare vergine di culo alla morte e il vero maschio che recita l'impalatore di professione. Mioddìo, ma perchè i maschi eterosessuali quando sono più di due in una stanza si comportano così? Fanno così anche i gay, ditemi? Perchè noi ragazze non sentiamo il desiderio di mimare lo stupro quando ci troviamo tra di noi ma ci guardiamo un bel film in santa pace?

Luttazzi non è andato oltre nella provocazione, offrendo al pubblico un atto tra maschi, anche perchè è un provinciale e siamo in Italia. Siamo lontani anni luce dal proporre una vera satira a sfondo sessuale come quella che fa Sacha Baron Cohen, ad esempio. Luttazzi dice "culo, cacca" e tutti applaudono e citano addirittura Kant, mentre invece Cohen, nei suoi filmetti apparentemente idioti, fa satira allo stesso tempo sull'omofobo che va a scuola di arti marziali per difendersi dall'assalto dei froci e sull'attrezzatura demenziale da sesso anale della coppia gay, descrivendo una società sessualmente malata e disperatamente nevrotica da tutte e due le parti, e per questo ancor più tragica.
Cohen però per l'intellettualume è volgare, "Brüno" una scandalosa cagata. Luttazzi invece, che dà l'impressione di usare le donne solo perchè munite di secondo canale, sarebbe un genio della satira.
Quello che vorrei far capire è che è profondamente ingiusto che l'editto bulgaro di un puttaniere abbia colpito un comico che è capace di scrivere cose molto intelligenti, quando non vuole scandalizzare a tutti i costi o tediarci con le sue fissazioni anali. Ciò comunque non vuol dire che un bambino che urla parolacce di continuo non possa essere fastidioso e al limite anche offendere qualche sensibilità ogni tanto.

Luttazzi è uno che si sveglia la mattina, dice "voglio fare satira", tira giù dallo scaffale lo "Psychopathia Sexualis" di Krafft-Ebing e cerca di proposito le perversioni più estreme che sicuramente colpiranno la platea. Ecco la scenetta coprofila di "Decameron"("geniale!" urla l'intellettualume, lo stesso che voleva bruciare Pasolini per "Salò") , le mutandine annusate e le tre fasi con sborata sulla schiena (geniale! geniale!)
Vi ricordate il casino quando in un suo spettacolo si disse che aveva mimato Andreotti che sodomizzava il cadavere di Moro? Non era vero, cioè non era esattamente così, Andreotti si eccitava sulle ferite di Moro cadavere. Altissima satira, direbbe l'intellettualume. No, era solo arrivato alla pagina "necrofilia". Speriamo ci risparmi almeno la pedofilia.

Uomini beta e uomini con il raggio traente

"Ragazzi, come si sta bene fra noi, tutti uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?" (Dalla trilogia di "Amici Miei ".)

§ Riassunto della puntata precedente §

Massimo Fini, rancoroso verso l'intero universo femminile bimbominkia che, sculando allegramente in minigonna, gli preferisce giustamente Robert Pattinson, mentre è inseguito dalla Vagina Dentata si rifugia in cerca di sollievo autoerotico dietro ad una siepe dove però trova Paolo Barnard che...

Che cos'è, dunque, che fa regredire due insigni giornalisti, normalmente in grado di disquisire di massimi e minimi sistemi con notevole decenza, al livello di ragazzi gnè-gnè, generalizzanti il loro risentimento verso la femmina perchè, suppongo, chella llà non gliel'ha data? E' sempre così, puoi avere 2000 donne ma è solo una che ti marchia a fuoco per la vita come un bovino da carne. Quella che ti ha dato la fatidica carta da gioco che non vogliamo nominare.

Non varrebbe nemmeno la pena di risponder loro, visto che sono i primi a non degnarci di uno straccio di contraddittorio. Con noi che proviamo a controbattere ai loro argomenti non parlano perchè siamo poco intelligenti, non capiamo la loro meccanica quantistica del "darla", la loro sublime "teoria del gioco" sempre relativamente al "darla".
E' il guaio di certi uomini. Un banale gonfiamento di palle da astinenza lo infarciscono di teorizzazioni da mandare in tilt il lato sinistro del cervello, quello della razionalità. Perchè loro sono razionali, noi "tutto istinto". Siamo strutturalmente limitate e geneticamente diverse, un po' come i magistrati di Berlusconi. Ma lo sanno questi, tra parentesi, che la loro è la stessa misoginia del nano malefico solo paludata di un intellettualismo che a lui è estraneo?
Ecco il paradosso sessuo-temporale. Accusano noi di essere cerebrali ma in realtà sono loro che non sono capaci di lasciarsi andare ma sanno già che "con quella sarà una botta e via perchè altrimenti mi impegno ed io non voglio impegnarmi". Si chiama programmazione, ed è il contrario del ludico. Come quando trattengono l'omosessualità fino a quasi scoppiare e alla fine, a tradimento, la scorreggetta misogina di copertura gli scappa.

Ecco, sto rispondendo loro e non voglio farlo, uffa. Meriterebbero solo di essere graffiati dalla french manicure, specialmente quando insultano le mie amiche.
Ma tant'è, siccome questi hanno perfino fondato un gruppo, gli Uomini Beta, una roba che a me ricorda tanto la fantascienza di serie B degli anni 50, quella con i lucertoloni e i blob appiccicosi, mi va di scrivergli qualcosa sulla maglietta con il pennarello.

Il Gran Maestro della massoneria degli Uomini Beta è il nostro Paolo Barnard, il guru dell'insoddisfazione maschile messa nero su bianco nel famoso articolo-manifesto dal poetico titolo "Sono andato a puttane", seguito dal memorabile "Inchiodate al muro della pavidità" e, siccome siamo sceme e ci ostinavamo a non capire, dall'esplicito e definitivo "Dalla". A Barnard ho risposto in diversi post, regolarmente ignorati e vabbé. Siamo blogger, sotto le gonne c'è di più ma non siamo degne.

Dicevo degli uomini beta. Vi prego di soffermarvi, semmai avrete voglia di visitare il loro pianeta, sui commenti dei fratelli.
E' come un ristretto circolo del cucito dove si pratica la reciproca fellatio piangendosi contemporaneamente sulla spalla. Non chiedetemi con quale strana contorsione riescono a farlo ma lo fanno.

Alludevo prima, riferendomi al rash misogino di Fini, al fatto che forse lui sbaglia a puntare le ragazzine, visto che parla di mini e tanga. Forse alzando di qualche grado la mira, rivolgendosi a donne più mature, qualche carta diversa dal due di picche la potrebbe trovare.
Invece, questi intellettuali, si credono tutti in grado di conquistare le Lolite dal culetto in bianco di carrara, vestiti solo del loro meraviglioso cervello. Di questi tempi? Con al governo l'archetipo del vecchio satiro che cucca solo grazie alle sue enormi ricchezze? Togliete il trucco, il tacco e soprattutto il portafogli a Berlusconi e ve lo ritroverete a breve anche lui dietro la siepe che bestemmia contro quelle maledette troie che non gliela vogliono dare.

Per l'ultima volta. Perchè non la diamo necessariamente al primo che ce la chiede? Il motivo è semplice ma di difficile spiegazione. Proverò con una metafora fantascientifica.
Perchè gli uomini, semplificando al massimo, si dividono in due categorie: quelli con il raggio traente e quelli senza.

Ci sono uomini che emettono raggi traenti sessuali dai quali non puoi sfuggire, come quelli della Morte Nera o degli UFO che rapiscono le vacche.
Questi uomini hanno lo sguardo che in confronto la spada laser di Darth Fener è uno di quei portachiavi con la lucetta per trovare la serratura al buio. Quando li vedi non capisci più niente e loro godono perchè ti sanno in loro potere. Ti riprometti che non perderai la testa per uno così, il classico attirapassere, ma poi ti ritrovi con l'intera sintomatologia da innamoramento acuto da codice rosso. Ecco, questi uomini hanno sempre la nostra cosina a disposizione su un piatto d'argento ma siccome amano strafare, si permettono pure di tenerti sulla corda, di non dartelo. Stanno bene attenti a non dire di si a tutte perchè altrimenti avrebbero bisogno della signorina che gli smista gli appuntamenti. "Pronto, è la signorina B.? Le ricordo il suo appuntamento domani alle 13,50".

Non è necessariamente questione di bellezza anche se quella conta, eccome se conta. Non è nemmeno la ricchezza o la simpatia, l'ironia o l'eleganza, l'intelligenza o la genialità. E' il raggio traente.

Dall'altra parte ci sono uomini che non ti attraggono nemmeno se ti ci vai a schiantare sopra.

E' chiaro, adesso?

continua...

Segnalo Galatea su Fini.

martedì 15 dicembre 2009

E dagliela!

Cia', sospendiamo per una sera il discorso sul nano tumefatto, prendiamoci un time-out. Torniamo a parlare di qualcosa di veramente importante. Di un fondamentale, oserei dire.

E' tornato. Incompreso, deluso e disgraziatamente ancora a pisello asciutto. Siccome però è diabolico e persevera, Paolo Barnard insiste nella mission impossible di far ingoiare il suo credo, la sua Weltanschauung erotica a queste cretine con il cervello di gallina che, in fondo, non lo meritano e forse lo odiano. Sembra impossibile ma è tornato a suonarci il campanello di casa con la sua valigetta contenente il kit del sesso ludico. Ne ha una macchina piena e non riesce a venderli.
La tentazione di rispondere con un calderoliano "Ma và a ciapà di rat" è forte ma mi astengo e provo ad argomentare il perchè considero l'ennesima leopardiana perorazione di questo infelice un'inutile esercizio di autolesionismo.

Per fortuna questa volta ci fornisce la preziosa ricetta per il suo pasticcio in crosta di sveltine.
"Ricapitolo brevemente gli ingredienti della torta sesso ludico: piacersi fisicamente; aver voglia di scopare; avere il coraggio di approcciarsi anche fuori dai soliti luoghi designati; le donne prendano l'iniziativa come gli uomini; essere realisti e non aspettarsi i canti degli angeli; darsi oltre che prendere; offrire anche una coccola se l'altro dimostra di volerla; e molta leggerezza, cioè voglia di divertirsi senza secondi fini. Sesso-aperitivo, sesso-pasticcino o passeggiata, e poi via. Unico divieto: metterci il cervello, guarda un po', perché lì siamo tutti ammalati appestati, e sarebbe la rovina di ogni cosa."
Cominciamo dal
"piacersi fisicamente."
Meno male. Temevo dovessimo darla anche a chi ci fa l'effetto di un dito in gola. Piacersi significa piacersi reciprocamente, suppongo. Cosa succede se a me lui piace da urlare ma a lui non piaccio? Che faccio: mi impongo, lo violento contro il muro?
L'essere umano, nell'accoppiamento, è purtroppo selettivo. E' disposto il signor Barnard a mettere da parte i canoni estetici dominanti che inducono il maschio medio a preferire la strafiga diciottenne con la 42 scarsa alla bruttina stagionata con tutte le curve e pure i tornanti?
"Aver voglia di scopare".
Credo che quella ce l'abbiamo tutti, a parte quando soffriamo di coliche renali e quando attendiamo la visita del medico necroscopo.
"Approcciarsi anche fuori dai soliti luoghi designati".
Questa, sinceramente, non l'ho capita. Ogni luogo è già designato all'approccio, mi pare. Ovvero il desiderio nasce spontaneamente nei luoghi più impensati, da sempre. Non solo in discoteca o nei pub.
"Le donne prendano l'iniziativa come gli uomini".
Ma le donne lo fanno già, solo che ci vuole classe nel farlo. Avvicinare l'uomo che ci fa impazzire con un "Ehi bello, la vuoi?" non fa di solito una bella impressione. Si fidi. All'uomo piace il gioco della seduzione. Oggi te lo mangi con gli occhi, domani lo ignori. E lui ci perde la testa, acquistando interesse in te e curiosità.
Se Barnard si accontenta di un "la vuoi?" temo che ciò che fa per lui si trovi già bell'e pronto, ma a pagamento.
"Essere realisti e non aspettarsi i canti degli angeli".
Ovvero, "se durerà venti secondi, mia cara, sarà già un miracolo, dovrà bastarti per una decina di giorni e dovrai pure dirmi bravo".
"Darsi oltre che prendere"."Offrire anche una coccola se l'altro dimostra di volerla".
Qui, devo dirlo, stiamo scivolando pericolosamente su una china che porta dritto fondovalle a Moccia. Scusa ma ti strapazzo di coccole. Ohibò, e che è, un contentino? Un carnet di buoni tenerezza per la prossima scopata?
"Molta leggerezza, cioè voglia di divertirsi senza secondi fini. Sesso-aperitivo, sesso-pasticcino o passeggiata, e poi via".
Minchia, che delirio di autocontrollo! E' sicuro il signor Barnard che una sera, a furia di pasticcini o aperitivi non si accorga che "quella lì, quella lì" non vorrebbe più farla andar via ma se la condurrebbe direttamente in viaggio di nozze senza nemmeno presentarla a mammà? Insomma, cazzo, c'è sempre il rischio di innamorarsi, di attaccarsi, di scoprire che non si può più fare a meno di quella persona, dopo averla assaggiata con l'intenzione della "botta e via". Perchè a volte le scopate sono anche soddisfacenti. Molto soddisfacenti, non solo quelle sveltine squallide che sembrano rappresentare quasi un ideale. Quel soddisfare il bisogno di tamponare un buco al più presto possibile e poi via più veloce della luce.
"Unico divieto: metterci il cervello, guarda un po', perché lì siamo tutti ammalati appestati, e sarebbe la rovina di ogni cosa."
Già, visto che noi donne siamo patologiche di default nella sfera sessuale (grazie, eh?) perchè non praticarci una bella lobotomia prefrontale? Oppure, per far prima, perchè insistere con le donne di ciccia e non pensare ad un bel sex toy di silicone, che lì sotto sembra abbia proprio una figa vera e non hai bisogno nemmeno di chiedergliela?

Il sesso dev'essere qualcosa di spontaneo, di poco ragionato, ok. Se fosse una materia scolastica sarebbe Ginnastica, non Logica. Ricordo un bellissimo film di Tinto Brass, "Miranda", dove Serena Grandi la dava con estrema allegria e gioia a chiunque le paresse appetibile. Peccato che Miranda, una che il sesso ludico lo pratica senza sé e senza ma, sia una fantasia.

Il paradosso di Barnard è che lui vorrebbe escludere il cervello ma la torta che ci serve assieme ai pasticcini ed al té è nient'altro, temo, che una sua fantasia erotica che lui vorrebbe disperatamente tradurre in realtà. Un mondo di Mirande tutte al suo servizio. La fantasia, purtroppo, è per definizione intraducibile in qualcosa di concreto. Ecco perchè non riesce ad ottenere ciò che vuole e non lo otterrà mai.

E' pericoloso non distinguere tra fantasia erotica e realtà. La fantasia è il carburante dell'erotismo ma non corrisponde necessariamente al nostro agito sessuale, è un accessorio. Fantastichiamo di girare film porno, di esibirci in pubblico, di farlo con un'intera squadra di calcio, di essere sodomizzati da un orso Grizzly, di essere sottomessi ad una domina in latex nero, di farlo con qualcuno del nostro stesso sesso anche se tendenzialmente siamo etero.
Farlo senza inibizioni e nei luoghi più imprevedibili, con uno sconosciuto/a che magari all'ultimo momento, quando il livello di eccitazione è all'apice, assume le sembianze di una persona che scopriamo in quel momento attirarci sessualmente (e non l'avremmo mai detto... noooo, è proprio l'impiegato delle Poste!) è la più banale e diffusa delle fantasie erotiche.
Una volta raggiunto l'orgasmo il fantasma sparisce e non ci chiede nulla, tantomeno ci infastidisce con il "quando mi telefoni?" o il "quando ci rivediamo?"
Non assomiglia all'ideale di Barnard?

Per riassumere. Si può decidere di darsi senza problemi a qualcuno che ci piace senza pensare al dopo. Ok. Peccato che prima o poi non solo il cervello, ma la maledetta emotività pretenderà qualcosa di più. Perchè la realtà non è raggiungere l'orgasmo e basta ma è comunicazione con altre persone portatrici sane di sentimenti, bisogni e affetti. Bisogna tenere in giusto conto l'imprevedibilità del caso.
Solo nelle fantasie erotiche riusciamo a disinnescare l'emotività e l'affettività. E' pura eccitazione sessuale che svanisce appena ci siamo ripuliti con il kleenex.

Ho l'impressione che dietro al cri de coeur di Paolo Barnard vi sia, oltre alla confusione tra fantasia e realtà, una banale ferita narcisistica del genere "perchè non mi amano?" In questo, si consoli, di questi tempi non è l'unico a soffrirne.

sabato 5 settembre 2009

Gli occhi e la bocca, per tacer del resto

Di cosa si può parlare quando si è troppo stanchi per impegnarsi in discorsi seri? La psicologia pugnettistica in questi casi è come il metano, ci dà una mano.
L'altro giorno mi è capitato di leggere un articolo su una di quelle famose "ricerche" che provengono regolarmente da "università americane" e promettono scoperte eccezionali nel campo dell'esegesi del comportamento umano, anzi peggio: di quello femminile. Cito pari pari dall'articolo in oggetto:
Come scelgono le donne un ipotetico partner sessuale? Non lo guardano dritto negli occhi e neppure si concentrano su fronte e profilo. Scrutano mascelle, zigomi e labbra, ne soppesano proporzioni e difetti perché il segreto dell'attrazione è tutto lì, racchiuso nella parte inferiore del volto.
Al contrario, quando il gentil sesso vuole ricavare un generico giudizio estetico, denudato da ogni valutazione sessuale, si sofferma sugli occhi, sulla fronte, sulla parte alta del naso, sulla forma della testa. Un giudizio in due tempi, un'analisi del volto diviso a metà che dimostra quanto le donne siano complicate, già dal loro primo sguardo.
Mah. A me, avrebbe detto quel simpaticone di Gino Cogliandro dei Trettrè, me pare na strunzata, ma proprio di quelle con il botto, aggiungo io.
Solo mascelle, zigomi e labbra? Non saranno state per caso studentesse di medicina specializzande del maxillo-facciale?
Così, se io, putacaso, mi beassi guardando un paio d'occhi di quelli che, se incrociano i miei, fiammeggiano le spade laser come in Guerre Stellari, vuol dire che lo faccio solo per un esercizio puramente estetico e non sessuale? Ma mi faccia il piacere!



Se vogliamo proprio fare un discorso psicologico, se vogliamo interpretare i misteri dell'attrazione, del perchè quello ci attizza tanto, mannaggia, e quell'altro non lo toccheremmo neanche con il forcone indossando guanti di lattice, bisogna tirare fuori dall'armadio la Gestalt, ovvero il principo che è l'insieme di tante parti che dà origine ad un tutto.

Più che di costanti e formule matematiche infallibili, si può parlare di POI (punti di interesse,) come quelli in presenza dei quali il tuo navigatore inizia a suonare la sirena. Possono essere due occhi dal colore assolutamente ultraterreno, oppure la bocca, la nuca, la fossetta sul mento, uno scalpo, un profilo, la corporatura, la voce, i capelli, praticamente ogni caratteristica somatica visibile. Della bellezza di una cistifellea e di una placca tibiale non ce ne potrebbe fregare più di tanto a meno che non fossimo anatomopatologhe.
Le mani sono importantissime, ad esempio. Le gambe storte, che in una donna sono un dramma, in un uomo attizzano. E non per andare assieme a visitare una mostra di farfalle esotiche.

E' una stupidaggine fare la classifica di cosa una donna guarda per prima cosa in un uomo. Prima di tutto perchè non tutte confessano che guardano il sedere e a domanda rispondono ripiegando sui più rispettabili zigomi.

A volte è un unico particolare che rende l'uomo in oggetto interessante. In altri casi, quello degli I.B. (Irrimediabilmente Boni), di loro non butteresti niente, nemmeno il calcagno, o il dente del giudizio, perchè come li rigiri trovi sempre qualcosa di arrapante, anche il modo in cui la giugulare gli attraversa il collo.
Ho detto arrapante, non esteticamente apprezzabile.
In ogni caso, anche quando è un unico particolare a fare la differenza siamo sempre interessate al tutto, alla Forma, alla Gestalt, all'insieme appunto. Non ci piace X solo per gli occhi o la bocca o le natiche, ma perchè a, b, e c assieme diventano un Tutto Irripetibile.

Per tornare alle studentesse feticiste del mastoide. Che si tratti di una ricerca inutile e farlocca lo dimostra il fatto che il campione sul quale è stata condotta, ben 50 soggetti, è ridicolo per numero e assolutamente non rappresentativo della popolazione generale. Quindi non dimostra nulla ed il risultato non è generalizzabile.
Ho paura che si stia cominciando a non distinguere più tra ricerca scientifica e sondaggio. Alla faccia dell'ipotesi nulla.

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venerdì 28 agosto 2009

Il Barnard incompreso

Il significato del Sesso Ludico non richiedeva il Q.I. di Newton per essere compreso. (Paolo Barnard, agosto 2009)

E te pareva che non era un problema di comprendonio?
Insomma siamo le solite cretine. E pure delle infami stronze kapò torturatrici sadiche belve delle ss inquisitrici domine implacabili madri snaturate pedofile infanticide penicide catfighters traditrici infami troie e soprattutto streghe.
Uhm, ci sono alcune cose della risposta di Paolo Barnard che titillano il mio psicoclitoride e mi ispirano qualche commentuccio. Da QI 40, ovviamente, niente di importante.

Non abbiamo capito (noi donne) cosa intendeva lui con Sesso Ludico, gnè gnè. Siccome sono cretina ammetto che anche dopo aver letto l'accorata risposta alle streghe in procinto di riunirsi per il sabba agostano non ho ancora ben afferrato ma qualcosa forse comincia ad illuminarsi.
Cito:
Il potere per esempio di stoppargli l’uccello mentre vi sbattono da onanisti ignoranti e di dirgli “così non sento niente, possiamo fare un gioco diverso? Te lo insegno”.
Te lo insegno? E' quello il problema? Cioè dovremmo essere noi ad insegnarvi come fare l'amore? Scusa ma, e le ragazzine che cominciano adesso e non hanno ancora, poverine, a dodici anni, l'esperienza di una consumata professionista dell'hardcore, che dovrebbero fare? Frequentare un corso, uno stage?
Lo sapete benissimo cosa ci piace. Guardate tonnellate di film porno con i migliori scopatori del mondo e non riuscite ad imparare un cazzo (scusandomi per la licenza poetica). Qualche lezioncina da Linda Lovelace noi l'abbiamo imparata ma voi quando guardate Rocco in azione dove guardate?
Lo sai che fintanto che non incontriamo uno che ci fa godere veramente (perchè evidentemente ci sa fare di natura, non perchè si è diplomato alle serali con Moana) conosciamo solo l'orgasmo clitorideo self-made?
Il piacere che proviamo lo apprendiamo con l'esperienza e con un maschio che, scusa se rigiro il coltello nella piaga, ci sa fare.
Sono d'accordo che sia necessario a volte guidare il maschio verso cosa ci piace e magari rifiutare ciò che a noi non va ma cosa c'entra questo con Ilse la belva delle SS e Leonarda Cianciulli la saponificatrice?
Eh si, perchè nella tua risposta ci tieni a ricordare che anche noi sappiamo essere crudeli e inanelli una serie di Orrori del Femminilismo che fa invidia a quelli del comunismo. Che c'entra questo con la nostra riottosità a diventare Maestre della Tecnica Sessuale Tantrica?
Siamo crudeli. Grazie al cappero. Lo sapevamo. Siamo capaci di accoltellarci l'un l'altra, ok ma, ripeto, che c'entra con il Sesso Ludico?

Dopo il rant misogino arriva il nocciolo della questione. Cito di nuovo:
E rimanendo nei paraggi, avete dimostrato una callosa indifferenza di fronte all’appello che ho riportato nell’articolo a nome di tantissimi uomini. Trattava dell’estenuante fatica e del dolore intenso che soffriamo lungo un’intera vita di abbordi, corteggiamenti, contatti, dove l’implacabilità statistica delle vostre reazioni a “occhi scocciati, o girate di spalle, i ‘non mi stressare’, ‘non è il caso’, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo” è ingiustificabile qui, oggi, in Italia. Quella vostra indifferenza, dicevo, è un faro puntato sulla vostra perfidia, care belle e avanzatissime donne (ne riparlo più sotto). Perché non ci vorrebbe tanto a calarsi per un minuto nei panni dell’altro e arrivare alla conclusione cui arrivò una meravigliosa e bellissima donna ‘marziana’, che una volta mi disse: “Se io dovessi fare lo sforzo emotivo che fate voi tutte le volte che ci abbordate, sarei paralizzata dal terrore. E se a ‘cacciare’ in questa cultura dovessero essere le femmine invece degli uomini, credo che sarei stata sola tutta la vita”.
Il cri de coeur è meraviglioso. Siamo kapò schifose perchè vi diciamo di no. Ora, aspetta, siccome sono sadica, accendo la radio su "Stuck in the middle with you" e metto mano al rasoio.
Noi generalmente diciamo no a chi:
1) non ci piace (nel range che va dal non ci attizza al ci fa proprio ribrezzo);
2) non vuole nemmeno fare la fatica di conquistarci ma vuole soltanto che glielo sgrulliamo dicendogli pure grazie.

Hai presente i Casanova, i Don Giovanni, quelli che con un battito di ciglia ci stendono a mo' di tappeto? Te lo sei mai chiesto come ci riescono? Non sarà che a qualcuna piace ancora essere conquistata dal trivialissimo "uomo-che-non-deve-chiedere-mai"?
Fatica a conquistare? A noi piace un casino, sai, impegnarci nella conquista dei vostri bastioni di Orione.
Vi diciamo di no? Conosco un mucchio di uomini che non fanno che dirmi che hanno il problema opposto al tuo: non sanno come difendersi dalle donne. E, tieni presente che non sono dei Viggo Mortensen o dei Johnny Depp.

Sono maschi normali, magari con la grana ma normali. Anche grassocci, bassetti e avanti negli anni. Magari rimorchiano dei cancri ma, credimi, di donne che hanno voglia di divertirsi ce n'è a vagonate oggigiorno. Quindi mi fa specie questa lamentazione nei confronti delle donne che non la danno.
Non sarà che vi brucia solo quella che non ve l'ha data perchè era l'unica che vi interessava davvero? E allora vedi che non è Sesso Ludico, è qualcosa di più. Chiamalo interesse, amore, come ti pare.

Non per menarla con la par condicio ma noi donne ne riceviamo di due di picche, hai voglia! Sai quando riuscite ad essere veramente stronzi? Quando non vi piaciamo. Ci trattate come fossimo altri maschi, come i commilitoni in camerata, raccontate le barzellette sconce e ci fate pure vedere i filmetti porno, tanto siamo per voi come sorelle, anzi ancora meno. E tutto perchè non siamo il vostro tipo. Pensa se per caso a qualcuna di noi piacesse un tipo del genere.

Infine, mi pare tu ci rimproveri di non riuscire, oltre ad insegnarvi il perfetto cunnilingus e l'arte della stimolazione del punto G, anche di non togliervi l'imbarazzo di tutto questo troiaio commercial-sessuale che tanto ci fa schifo.
Come dire: perchè, oltre a lavare, stirare, scaccherare i figlioli e i vecchi, lavorare otto-ore-otto, far da mangiare, raccogliere i vostri panni sporchi, farvi i bagagli quando si parte, pulire l'asse del cesso dopo che avete pisciato perchè è troppa fatica alzarla, darvi lezioni di Sesso Selvaggio Corso Avanzato ogni sera, anche e soprattutto quando abbiamo mal di pancia, curarvi un semplice raffreddore come se fosse un'infezione da Ebola e insomma servirvi di tutto punto, dopo tutto questo, "perchè cara non vai di là a farmi pure la Rivoluzione"?

Con amore,
Lameduck

P.S. Dimenticavo la dedica musicale. Penso che questo video di Robbie Williams esprima bene la nostra crudeltà e disumana indifferenza verso i poveri uomini, che si svenano per noi...

UPDATE - Povero Paolo, ci si è messa pure Galatea...

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domenica 23 agosto 2009

Non siamo mica di plastica


Mi intrometto volentieri nel dibattito a distanza tra i post di Paolo Barnard "Sono andato a puttane" e la replica di Nicoletta Forcheri "Paolo B va a puttane ed io sono rimasta al palo" con qualche riflessione a margine.

Paolo Barnard ci ha raccontato nel suo post l'avventura con una signorina dell'Est a pagamento, dedicando l'esperienza a noi donne e spiegandoci che si è sottoposto al sacrificio per farci capire che se gli uomini vanno a puttane è perchè noi donne la facciamo troppo lunga e non ci dedichiamo al sesso ludico. Ho riassunto sicuramente troppo e male ma, centrifugando, il succo era quello.
Nicoletta Forcheri gli ha già risposto con uno splendido testo che sottoscrivo parola per parola e che qui applaudo. Nulla da dichiarare dunque? No, qualcosa voglio dirla, giusto per ribadire il concetto espresso da Nicoletta.

Guarda Paolo, sarebbe bellissimo poter sfogare l'uzzolo del momento senza pensieri, senza noiosi e complicati seguiti o addirittura saghe a puntate. La classica botta e via perchè mi andava di farlo e perchè quel tipo mi attizza proprio, non mi fa dormire la notte dalle fantasie.
Purtroppo è verissimo ciò che scrive Nicoletta, e cioè che, se una donna vi fa capire che ci starebbe, magari senza impegno, soddisfatti o rimborsati e amici come prima, voi o fuggite o ci trattate da mignotte. Inoltre, se non siamo ventenni e modello velina, ci tocca in più sentirci considerare delle vecchie troie in calore. Siccome non siamo di plastica e alle umiliazioni siamo abituate fin da piccole ma non riusciamo ancora ad accettarle, preferiamo andarci con i piedi di piombo e magari usare le tecniche che ben conosciamo per cuocervi bene a puntino prima di mangiarvi.
Perchè, scusa, dovremmo correre il rischio di farci umiliare quando possiamo avervi come schiavi a tempo indeterminato? Il bello è che vi lamentate della schiavitù, del legame, del matrimonio ma in fondo non potete farne a meno. Le vostre fantasie di sesso ludico, di botte e via, di sveltine, di donne che non chiedono nulla sono solo un modo per fantasticare ed esorcizzare una libertà che in realtà vi terrorizza.

Eh si, mi devi spiegare perchè, se voi uomini ambireste davvero a questo tipo di logica mordi e fuggi e scacciapensieri, siete poi quelli che, quando una donna vi molla per i più svariati motivi, magari perchè è finita o perchè il primo appuntamento è stato un disastro cosmico, o perchè dopo tanti anni si è trovata un altro che la soddisfa di più, ve la prendete a morte, ne fate una questione da lavare con il sangue e spesso vi dedicate ad uno sport molto di moda e che rischia di diventare più popolare del calcio: il femminicidio.
Gli uomini arrivano a massacrare le ex mogli ed ex fidanzate, compiono stragi stile Columbine, accoltellano, danno di matto. E solo perchè sono stati lasciati, perchè è finita, perchè magari, ironia della sorte, per lei era solo sesso ludico e lui invece si era affezionato come una patella allo scoglio.

E' solo orgoglio ferito, oppure l'uomo non sopporta di non essere o non essere più il sole attorno al quale orbita il pianeta donna? E' una bella contraddizione, non trovi? Noi dovremmo essere le vostre lune, essere buone per una botta contro il muro e poi continuare ad orbitarvi adoranti attorno.
Ricordi la "Carmen"? La sigaraia di Bizet è una donna che pratica il sesso ludico. Si diverte con il bel soldato José e poi trova negli occhi di smeraldo del torero Escamillo un nuovo motivo di interesse e ci si butta senza problemi. Ah, qui c'è un dettaglio importante da cogliere. Quando a noi donne un uomo non interessa più, non esiste più, è terminato, c'est fini, kaputt. "Je ne t'aime plus" grida Carmen a Josè e lui l'ammazza in preda all'ira funesta.
Non è raro che noi donne ci dimentichiamo completamente di vecchi amori, amorazzi e perfino amanti. Li rimuoviamo: hai presente "se mi lasci ti cancello"? Qui è "se non mi piaci più ti cancello". Per ricordarci certi volti ci vuole una seduta di regressione ipnotica.

E' questo, temo, che vi fa perdere il lume degli occhi. Perchè voi invece, avete la memoria a lungo termine intasata da ogni gnocca che vi siete fatti, che conservate gelosamente come un collezionista custodisce i suoi gingilli.
C'è una scena de "La Città delle Donne" di Fellini dove Snaporaz visita il castello di Katzone, con una specie di museo memoriale con tutte le fighe conquistate, accuratamente catalogate dal vecchio casanova. Sono addirittura registrati i mugolii e gli orgasmi di ognuna ed ognuna provoca nel vecchio Katzone dolcissimi ricordi e rimpianto infinito. Non ricorda un poco, tra parentesi, il celebre "questa è stata mia, questa anche e pure questa" del nostro satiro del consiglio, raccontato da Jacques Chirac?
Questa smania da collezionisti si unisce a volte a vere e proprie fissazioni tipo anatroccolo di Lorenz al momento dell'imprinting su una donna che vi ha spezzato il cuore e che mai dimenticherete, nemmeno dopo un trauma cranico frontale. E' la sindrome di "Rebecca la prima moglie", che nessun'altra potrà mai eguagliare. Siete capaci di torturarvi un'intera vita impedendovi di amare di nuovo perchè lei non vi amato abbastanza o vi ha lasciato. Anestetizzati da una stronza, cantava Elio.

Sarebbe bello, si, dedicarsi al sesso ludico, come i bonobo che nomina Nicoletta. Noi donne per esempio siamo piene di curiosità e spesso ci chiediamo se quello là non sarebbe un amante migliore di quello che abbiamo attualmente. Ci chiediamo come sarebbe il sesso con uno più giovane o di un'altro colore. Tutti questi discorsi sulle meraviglie del Viagra ci fanno diventare ancora più curiose. Qualcuna potrebbe pensare a come sarebbe con una donna.
La realtà però è dannatamente complicata e non è solo questione del sentimento che può sempre metterci la coda.

Per praticare il sesso ludico come lo intendiamo e come lo intendono i bonobo, dovremmo prima sapere cos'è la sessualità, esserne educati e non esserne più terrorizzati a causa di una cultura sessuofobica.
Chi si incarica di insegnarci cosa è il vero piacere sessuale, qual'è il significato di una piena maturità sessuale? Nessuno. La famiglia se ne lava le mani, la scuola idem, i preti non ne parliamo. La società ha interesse a mantenere l'ignoranza sessuale perchè una popolazione sessualmente ignorante è meno libera e più manipolabile. In questo senso la sessualità è rivoluzionaria, come sosteneva Reich.

A colmare la nostra ignoranza rimane la pornografia che è disponibile in grande quantità ma è un'arma a doppio taglio.
Io considero l'utilizzo della pornografia un ottimo mezzo per superare le inibizioni, scoprire il lato ludico del sesso ed impadronirsi di qualche tecnica ma la considero potenzialmente deleteria se essa viene fruita da soggetti sessualmente ignoranti.
La pornografia fa credere all'uomo che le donne siano sempre disponibili, pronte, bagnate e disposte a farsi penetrare in ogni buco. Fa pensare che tutte le donne gradiscano fare sesso di gruppo e se lo stupro lo chiamiamo gang bang non è più una cosa brutta.
Fa perfino credere alle donne che gli uomini siano tutti superdotati, a lunga durata e disposti a praticare lunghi ed estenuanti cunnilingus.
E' questo l'influsso negativo della pornografia che non sussiste su soggetti coscienti ed educati su cosa è la sessualità e sono capaci di distinguere la fantasia e il gioco dalla realtà.
Come inizia un film porno? Degli sconosciuti si incontrano, raramente si scambiano qualche parola e poi fanno sesso secondo schemi abbastanza triti e ripetitivi. Non è altro che la rappresentazione iperrealistica delle nostre fantasie masturbatorie, condita dalle nostre personali perversioni. Ed esattamente come per le fantasie, lo scopo della pornografia dovrebbe essere quello di divertirci, darci piacere, sfogo e rilassamento. Una sorta di valore aggiunto alla quota di divertimento quotidiano.

Lo ribadisco. L'uomo vorrebbe volare di fiore in fiore senza problemi perchè desidera sfuggire alla dipendenza da un rapporto stabile, senza il quale si sente perduto. Chi pratica il sesso ludico, ne conosco una caterva, ti affligge poi con i lamenti di quanto però in fondo si senta solo e magari ignorato dall'unica che gli interessa e gli si nega.
Questo per dire che il maschio non è meno complicato della femmina in quanto ad affettività.
Anzi, essendo vissuto con l'affettività frenata per secoli penso ci sarebbe tutto un mondo da scoprire.

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