mercoledì 31 ottobre 2007

Il manuale del perfetto farmacista cattolico

Una decina di giorni fa il santopadre ha condannato severamente la precarietà nel lavoro, oggi ha detto che le tasse bisogna pagarle anche se obtorto collo. Nel mezzo c'è stata la sortita sui farmacisti e l'obiezione di coscienza. A suo modo anche il Papa ha scoperto il fascino del panino.
Due colpi al cerchio, su argomenti in fondo condivisibili anche dai laici e uno alla botte del fondamentalismo cattolico.

Vediamo allora come possiamo aiutare i farmacisti devoti ad espletare la loro funzione al meglio.

La grande preoccupazione del santopadre neocerchiobottista non è certamente il costo delle scarpine Chicco, superiore alle sue Prada, e vendute in farmacia assieme a pappe, clisteri, giocattoli, guanciali superergonomici, alimenti per celiaci miliardari, pomate emorroidarie, integratori, fiori di Bach e creme antirughe, è la tutela della vita e la lotta all'eutanasia.

E' noto a chiunque abbia masticato in vita sua un po' di medicina e biologia per trascorsi universitari, che la morte può essere procurata anche utilizzando farmaci apparentemente innocui, senza ricorrere ai kit della dolce morte. E' il principio dell'overdose, in molti casi fatale.
Un farmaco stimolante la tiroide come il Proloid può indurre arresto cardiaco in un soggetto ipertiroideo; la digitalis purpurea in dosi eccessive è mortale, una pera di insulina può indurre il coma e financo la morte. Non parliamo di anestetici potenti come i barbiturici, che anche se poco usati ormai rimangono prescritti per l'epilessia. Un bravo farmacista devoto dovrebbe eliminare questi farmaci dai suoi scaffali, per coerenza.

La necessità della tutela della vita mette automaticamente all'indice e candida al rogo i seguenti prodotti, da banco o meno: gondoni, guanti e Durex di ogni tipo; pillole anticoncezionali ad alto e basso dosaggio, comprese quelle che servono ad estirpare nell'era moderna il fenomeno della ragazzina barbuta. Attenzione però, anche una innocente peretta di gomma, se unita a sostanze opportunamente preparate artiginalmente, come il normale sapone da bucato, può servire a procurare l'aborto. Via anche quella quindi e gli stitici si arrangino.
Rimanendo in tema parti basse, che dire della pillola del demonio, il Viagra e della sua variante, il Cialis? Via, al macero, è il Signore in persona che vi espelle!

Anche il dolore dev'essere sopportato eroicamente dal buon cristiano. Via il Buscopan, il Moment con e senza ackht, la Cibalgina, l'Antispasmina colica, la preparazione H e il Toradol. Dolori mestruali, coliche renali ed epatiche, ascessi, pulpiti e trigemini, nervi sciatici, emorroidi a grappolo e colpi della strega, siate benedetti perchè ci ricordate la magnanima esistenza dell'ultraterreno.

Il buon cristiano deve praticare la modestia, quindi via i cosmetici, le creme depilatorie, gli anticellulite, le siringhe di botox; via dagli scaffali anche i costosissimi e i prodotti omeopatici, gli estratti di echinacea, la pappa reale e gli ayurveda. Roba da stregoni pagani.

Cosa rimane da vendere al timorato farmacista di Dio, per non dispiacere al suo Papa, ora che si è liberato di tutta la paccottiglia demoniaca? Forse l'aspirina, la soluzione Schoum, la tintura di iodio, i cerotti (non quelli per le vesciche perchè bisogna soffrire) e un'erba cattolicissima come l'iperico, nota per contrastare il potere anticoncezionale della "pillola". Non per niente si chiama anche erba di S. Giovanni.

martedì 30 ottobre 2007

I manganellati sentitamente ringraziano

La commissione d'inchiesta sul G8 di Genova non si farà, ne ora nè mai, perchè l'unico governo che avrebbe potuto istituirla era quello di centrosinistra e Prodi non rischierà la cadrega per questo, visto che i moderati della sua grosse koalition non la vogliono.
Ringraziamo nell'ordine: Mastella, Di Pietro e i Rosapugnettisti, questi ultimi nella parte di quelli che non c'erano e se c'erano dormivano, che hanno inciuciato lingua in bocca con il centrodestra per affossare la commissione. I fatti della Diaz, di Bolzaneto e i pestaggi indiscriminati per le strade di Genova del luglio 2001 andranno a costituire un pericoloso precedente, con la conseguenza che gli abusi potranno ripetersi in futuro, in assoluta impunità.

Sinceramente, a me non fa rabbia tanto l'on. Fini che oggi dice: "La commissione d'inchiesta sul G8 era unicamente una cambiale che si pagava agli amici dei black bloc: alla sinistra piu' radicale".
Bisogna capirlo, ieri era il 28 ottobre e certi manifesti in giro per Roma mettevano tanta nostalgia.
Non mi fa rabbia la destra, questa destra che rimane sempre la solita, che dopotutto ama ancora l'odore dell'olio di ricino la mattina.

A me fanno rabbia questi governanti travestiti da centrosinistra che se ne fregano delle promesse tanto sono qui solo per caso, con i partitucoli in piene prove tecniche di salto della quaglia che si mettono d'accordo sotto banco per sabotare (non mi viene altro termine) la nave sulla quale navigano loro stessi, forse perchè sotto la giacca hanno già il giubbotto di salvataggio.

Mi fa rabbia come non mai Mastella che ha il coraggio di affermare che la commissione di inchiesta sul G8 non era nel programma dell'unione (volutamente minuscolo). Per fortuna che da qualche parte avevo conservato il pdf del programma e anche il link. Andiamo a pagina 77:
La crescente domanda di sicurezza da parte della collettività, a fronte di vecchi e nuovi rischi e pericoli, richiede la messa in opera di un programma di riorganizzazione, coordinamento e modernizzazione che rafforzi il rispetto della legalità, il contrasto della criminalità. la prevenzione delle minacce terroristiche.
La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.
I fatti di Genova di cui si parla, secondo Mastella cos'erano? La gara per il miglior pesto, il derby Sampdoria-Genoa o il sasso di Balilla?

Mi fa rabbia l'Italia dei Dolori di Di Pietro, che in questi pasticci c'entra sempre. "Volevano indagare solo sulla polizia, una giustizia a metà. Noi vogliamo una commissione che indaghi sia sui manifestanti che sugli abusi delle forze dell'ordine." No, non si voleva indagare solo sulle forze dell'ordine ma su quelle mele marce al loro interno dalle quali gli stessi tanti poliziotti onesti si sono sentiti offesi e disonorati. Per Di Pietro è normale avere una polizia al cui interno esistono elementi fortemente politicizzati che quando c'è l'occasione scendono in piazza per darle ai "rossi"? Ha ascoltato le registrazioni della poliziotta che si rallegra della morte di un manifestante? Secondo lui è normale, da paese civile?

Sono indignata, anche a nome di tanti cittadini stranieri che hanno assaggiato in quei giorni una fetta di Sudamerica anni 70 in pieno continente europeo. Indignata come genovese, perchè la mia città è stata stuprata e tra un pò diranno che se l'è cercata perchè girava in minigonna.

Non ultimo, anche se apparentemente non c'entra, mi fa rabbia il gianobifrontismo di Luke Skyuòlter che se deve parlare di nazifascismo, nei giorni della Marcia su Roma e del revanscismo sempre più sfacciato della destra estrema, sente il bisogno impellente di controbilanciare con gli orrori del comunismo, come un Ferrara qualsiasi.
Non è questione di equidistanza e obiettività, è paraculismo algebrico che azzera ogni tentativo di analisi storico-politica. Quelli dell'olio di ricino si sentono in fondo giustificati. Dovevano combattere un siffatto mostro, il Comunismo, poi la mano gli è un po' scappata, pazienza.
Il ragionamento, a ben guardare è sempre lo stesso. A Genova alcuni manifestanti hanno devastato, la polizia ha menato, 1 a 1 e palla al centro. I manganellati sentitamente ringraziano.

lunedì 29 ottobre 2007

Si, stanami tutta!

Nel giorno in cui Mastella annuncia che si immolerà gettandosi eroicamente nell'impastatrice di governo nel prossimo mese di gennaio, è giusto dare il doveroso rilievo ad una pulcherrima iniziativa democratica dell'On. Volontè dell'UDC. In un disegno di legge che sarà proposto domani mattina in Parlamento, il capogruppo del partito di Pierferdinando Casini in Caltagirone propone di introdurre il reato di apologia del comunismo e per far ciò vuole mettere mano alla Costituzione, nientepopodimeno.
Leggiamo da Repubblica il grido di dolore dell'onorevole:
"Siamo un Paese vergogna, è necessaria una operazione verità sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Staneremo uno per uno i fedeli amici di Lenin e dei suoi gulag".
Lo so che siamo sotto Halloween tra dolcetti e scherzetti ma questo, signori, fa sul serio, è convinto di ciò che afferma.
Ed è anche un genio perchè diciamolo, l'idea di minacciare di essere stanati è sublime. Nemmeno dieci dei migliori creativi di Berlusconi chiusi in un conclave per tre giorni a pane e acqua avrebbero saputo partorire di meglio.

Stanare, che verbo ficcante! E' noto che i comunisti si rintanano, scavano gallerie, hanno le mani con i palmi girati all'esterno per scavare meglio, come le talpe. Cammini sul prato e ti senti affondare? Ci sarà sicuramente un circolo comunista, una sezione Nilde Iotti là sotto. Se poggi la guancia sull'erba puoi sentire risuonare "Polyushka Polye" o Kalinka. (clicca il triangolino per ascoltare)
A proposito di talpe: ma è vero, infatti mi sembrava di ricordare qualche vecchia lettura, come dimenticarla, la cara talpa che scava nella storia. Volontè è uno colto, ha letto anche Marx. Ma si, facciamoci stanare tutte.

Scommetto che l'onorevole non disdegnerebbe di stanare le due belle devotchke qui a fianco.
Occhio però, anche se appartengono al Partito Bolscevico Nazionale russo e indossano tanto di falce e martello, scavando in profondità - se no che talpe siamo?, abbiamo scoperto che il loro partito è in realtà di estrema destra filonazista. Per la serie "l'apparenza inganna." Per un attimo c'eravamo cascati anche noi. Del resto le talpe un pò cecate lo sono, anzi parecchio.

giovedì 25 ottobre 2007

Chiarificazione o supercazzola?

Voi vi siete tranquillizzati? Io una sega, perchè le cose non sono ancora per niente chiare.
Nel lancio ANSA pubblicato sul blog di WebLogin, leggo che il sottosegretario Levi ha proposto un comma aggiuntivo al famigerato DDL di riforma dell'editoria.
Il comma dice che sono esclusi dall'obbligo [di registrazione] i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale.
Sul fatto del sito personale, vuoi vedere che si introduce il concetto di modica quantità anche per il blogging? Va bene che qualcuno sostiene che bloggare può dare dipendenza ma...

"Sono esclusi
- spiega Levi - i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilita' di chi opera sul web".

Attenti perchè io l'ho dovuto leggere cinque o sei volte e ancora lo sento ambiguo. Se il testo non è chiaro qualcuno potrebbe sempre interpretarlo a suo modo e cioè in almeno questi due modi:
"Sono esclusi
i blog, che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilita' di chi opera sul web".
"Sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilita' di chi opera sul web". (Quindi c'è blog e blog e una virgola fa la differenza).

Concludendo, pacatamente, serenamente, non era meglio riscrivere il fottuto articolo con questa semplicissima aggiunta: "sono esclusi dalla presente legislazione i blog", punto? In linguistica si chiamerebbe disambiguazione. Altrimenti, sembra di sentir parlare il Conte Mascetti.

Ecco, siccome noi bloggers scribai con cofandina siamo in tanti, più che per tre quasi in duemila e, mi permetta, dato che la supercazzola prematurata da Grillo posterdati perfino Adinolfi temiamo che come per la sbiriguda che rischia di far chiudere il tarapia tapioco, noi non vorremmo che, se il governo fa il decreto sull'editoria, stuzzicando e prematurando, come fosse Antani, i nostri blog scappellassero a destra.

mercoledì 24 ottobre 2007

Dovremmo spegnere la tv?

E' bello quando un post nasce dai commenti dei lettori. Quello di ieri lamentava l'assoluto asservimento dei media ai politici, la loro rassegnazione al non fare domande, al non controbattere ai loro capricci, come quelli piuttosto costosi di chiamare noi poveri coglioni alle elezioni anticipate nonostante il disgusto imperante verso la politica degli italiani e la loro disillusione. Oltretutto ben sapendo di difendere solo lo status quo (Rumenta) di questo paese a monarchia alternata (Rocco Siffredi) e i loro privilegi di casta (se trenta milioni delle vecchie lire di stipendio al mese vi sembran pochi).

Berlusconi smania per tornare al potere perchè solo reggendo il timone è sicuro di fare i propri interessi (Indignato) ma questo governo si sta dimostrando incapace di impedire che ciò avvenga, elezioni anticipate o meno.
Del corposo programma elettorale c'era da mettere in pratica soprattutto la legge sul conflitto di interessi, che non nasce da esigenze antiberlusconiane fini a loro stesse o da questioni di pelle ma da precise regole di democrazia planetaria (come in tutti i paesi civili).
In seconda battuta c'era da realizzare la derattizzazione del servizio pubblico RAI dalla politica, per sperare di veder scomparire i panini, le bufale, il sangue a fiotti e le opinioni inutili e far ricomparire finalmente le Notizie.

Niente è stato fatto perchè lo status quo evidentemente fa comodo a tutti e non si è mai proprio in guerra con il proprio avversario ma si fa solo finta, tanto alla fine mangiamo tutti allo stesso ristorante.
Siamo in un clima di tira a campare, mentre la propaganda mediatica spaventa i cittadini puntando sui nervi scoperti della sicurezza personale e del pane che rincara. Non fraintendetemi, non sto dicendo che questi problemi non esistono ma mi pare sospetto che si parli solo di quello e che si instilli la sfiducia nei cittadini. I negozi si svuotano e l'economia langue e questo è un male per il Paese. Sembra tanto un "muoia Sansone e tutti i Filistei", un "tanto peggio tanto meglio".
Chi scommette con me che se torna Berlusconi (o chiunque altro in un dato momento sia gradito al Potere) spariscono i rumeni e gli stupri dal TG e il pane non sarà mai stato così a buon mercato?

Abbiate paura della propaganda, non fa mai il vostro interesse. Non dobbiamo mai sottovalutarla, è capace di farci credere qualunque cosa.
Avevate mai visto i panettieri esporre dei cartelli con scritto "non è vero che il pane è rincarato"?
Si faceva fatica a finire il mese anche negli anni scorsi perchè i problemi sono l'allargamento della forbice tra ricchezza e povertà e l'inadeguatezza delle buste paga al costo della vita ma ora, chissà perchè, dopo che si è tentato di arginare l'emorragia dell'evasione fiscale, ci mancherà il pane di bocca. Tu guarda la combinazione.

I media sono complici nella disinformazione, leggono dei fogli sui quali stanno scritte delle cose, recitate come fossero oro colato, verità rivelate. Quante notizie prima di essere date vengono verificate? Il pane è rincarato? Facciamo una bella inchiesta e vediamo se, dove e quando.
Dei morti per uranio impoverito non si deve parlare ma tra un po', se gli arriva la circolare dalle case farmaceutiche che producono i vaccini, ricominceranno a terrorizzarci con lo spettro di epidemie di influenze mortali.

Riverinflood ha fatto questa proposta: "all'ora dei TG, potremmo spegnere i televisori tutti insieme e spegnerli diffusamente: avremmo spento la voce del Potere o come si chiama adesso, della Casta".
Visto che siamo si esseri umani ma soprattutto consumatori, è vero, potremmo usare questo nostro piccolo potere per farci sentire. Spegnere il televisore o sintonizzarci su un canale locale, su TeleCastagnaSecca e astenerci dall'ascoltare la propaganda del regime.
A meno che chi fa questi TG non ricominci a fare il mestiere di informatore e ci racconti le cose come stanno veramente, senza guardare in faccia nessuno ma solo l'interesse del Paese.
Sarebbe un poco come ricominciare a parlare dopo un ictus ma ce la possono fare, se si sforzano.

Chi volesse postare il video sul proprio spazio, per spargere la voce, clicchi su View All Images e si aprirà la pagina contenente il codice.

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