martedì 1 aprile 2025

LA MESSA UNA CUM OMS: FU LECITA E VALIDA?



Oggi 1° aprile, pesci a parte, ricorre l'anniversario della cessazione dello stato di emergenza pandemica durato dal marzo 2020 all'aprile 2022. Ben due anni della nostra vita che mai ci verranno restituiti e che sono valsi, a chi ne è sopravvissuto, come dieci in termini di salute, fisica e psicologica e benessere materiale e morale. 
Sia chiaro, l'operazione psicologica globale fu talmente inaspettata e ben condotta - non essendo sicuramente frutto di improvvisazione, che all'inizio convinse tutti, proprio perché sfruttava una paura atavica, quella del contagio, impressa nel DNA dei popoli, soprattutto europei, sopravvissuti nei secoli a devastanti pestilenze. 
Avemmo tutti paura e invocammo protezione e misure di contenimento del contagio da parte di uno stato che prima ci prese per mano e poi ci condusse in cella, richiudendo la porta a chiave.

Osservando però la cartellonistica del metro e mezzo di distanza, i bolli adesivi a segnare i percorsi da seguire, le assurdità dei virus che al ristorante potevano colpirci solo in piedi e non seduti, i nastri per delimitare gli scaffali dei giocattoli e le file fuori dai negozi come nemmeno nell'Unione Sovietica dei razionamenti, potemmo allora ben presto renderci conto che quella era una guerra, non una pandemia. E che il bombardamento stile Dresda dell'informazione militarizzata doveva alimentare una paura totalmente  irrazionale al fine di dividerci l'un l'altro e perfino scindere i nuclei famigliari in un bagliore di luce maligna. Volendo resistere, diventammo secondo loro "disertori" perché, parliamoci chiaro, volevamo conservare il diritto alla proprietà di pelle e anima. 

Il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, in un'intervista dell'aprile 2020 affermò: 
"I Dpcm violano la libertà e sono frutto di poteri illegittimi. (…) Il Governo ha agito in maniera confusa e contro alcuni principi base della Costituzione (…) neppure la più terribile delle dittature ha limitato la libertà di andare e venire, di uscire di casa, per di più selettivamente limitata per categorie di persone o a titolo individuale indicate in atti amministrativi».
Nicola Colaianni ha inoltre ricordato che:
 «L’art. 77, già con l’emergenza terroristica, aveva mostrato i suoi limiti quanto alla tipizzazione delle fattispecie criminali introdotte [...] davanti all’emergenza sanitaria, da affrontare con un diritto di ampia discrezionalità come quello amministrativo, l’art. 77 ha ceduto piuttosto il campo all’art. 78, il quale prevede che, deliberato lo stato di guerra, le Camere diano al governo i ‘poteri necessari’."

 A distanza di cinque anni, e alla luce di ciò a cui servì realmente quella sospensione di libertà, siamo forse ancora troppo traumatizzati per renderci pienamente conto di quello che abbiamo subìto, e documentarsi sui fatti di allora equivale a ripiombare in un incubo. Un brutto ricordo che tuttavia dobbiamo superare ma mai dimenticare.

All'interno di tutta una serie di limitazioni della libertà come mai erano state inferte all'Umanità intera, con pochissime eccezioni e con mirate punte di feroce accanimento proprio nei riguardi del nostro popolo italiano, quello fu un periodo nel quale venne di fatto sospeso il diritto all'esercizio della libertà religiosa. 

Un pregevole articolo dell'avvocato Stefano Nitoglia analizza tutte le criticità emerse a riguardo durante il biennio dell’emergenza pandemica.
Premesso che tutte le grandi e piccole religioni dovettero subire i diktat dei volonterosi esecutori degli ordini dell'OMS, organizzazione sovranazionale alla quale fu concesso senza opposizione di sorta di calpestare costituzioni nazionali, trattati e concordati, è giusto ricordare come l'adesione della Chiesa Cattolica ai famigerati Protocolli di sicurezza fu pronta, diligente e incondizionata, al pari di quella fornita dal potere politico, e sancì una totale accettazione dell'intromissione dello Stato nel libero esercizio pubblico della religione che impedì lo svolgimento dei riti e la somministrazione dei sacramenti. 

A parte alcuni flebili lamenti percepiti quando all'inizio fu prospettata dal governo addirittura la serrata totale dei luoghi di culto, come risulta da una bozza del decreto-legge n. 19 del 25 marzo 2020, poi ritirata, vi sono le lettere delle singole diocesi che dimostrano come la sospensione delle celebrazioni "con il popolo" sia stata accettata fin dalla fine di febbraio 2020, prima ancora dei successivi decreti governativi di chiusura e lockdown - parola gergale carceraria americana che significa "rinchiudere il detenuto in cella di punizione per insubordinazione". 
Il 28 febbraio 2020 ad esempio la Diocesi di Ravenna-Cervia conferma la sospensione del precetto festivo per cui i fedeli non sono obbligati a partecipare alla Messa e ribadisce l’invito di evitare la concentrazione di persone in spazi ristretti. Ai primi di marzo le altre diocesi si adeguano e confermano la dispensa dal precetto domenicale

A proposito della Santa Pasqua del 12 aprile del 2020, il dicastero Vaticano decretò che fosse eliminata la lavanda dei piedi, momento culmine della Messa in "Coena Domini" del giovedì santo. Non fu effettuata la processione conclusiva e il Santissimo Sacramento rimase custodito nel tabernacolo. “Eccezionalmente” come racconta Vatican News, "venne concessa ai presbiteri la facoltà di celebrare la Messa senza concorso di popolo, in luogo adatto. Modificato anche l’atto di adorazione alla Croce: il bacio, si specifica, “sia limitato al solo celebrante”. 

Il 26 aprile, quando il crescendo rossiniano dell'intromissione dell'OMS nella liturgia stabilì che le uniche messe lecite erano quelle funebri seppure limitate a pochi partecipanti - 15 se non ricordo male, la CEI finalmente inviò una nota di protesta e il 7 maggio venne divulgato un protocollo d'intesa con il "Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione (!)" del Ministero dell’Interno dove si stabiliva che «nel rispetto della normativa e delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19», a partire dal 18 maggio 2020 vi sarebbe stata la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo e la somministrazione di tutti i sacramenti, pur tuttavia con espressa esclusione della Cresima! 



Il protocollo del 7 maggio 2020 restò in vigore fino alla fine dell'emergenza, fino a quel 1° aprile 2022. Non pensiamo tuttavia che la celebrazione della S. Messa tornasse alla piena normalità liturgica. Vale la pena di riportare alcune perle, tratte da un documento della Diocesi di Milano, intitolato "Protocollo per le celebrazioni Allegato al Decreto del Vicario Generale del 16 giugno 2022". 

"Per gli stessi concelebranti si utilizzeranno uno o più calici comuni diversi da quello usato da chi presiede la celebrazione principale e preparati con vino e acqua già prima della celebrazione; i calici e le particole destinate ai concelebranti saranno coperte da un panno o da altra copertura idonea; ogni concelebrante, prima di accedere alla patena e al calice, disinfetterà le mani con gel idoneo; si comunicherà per intinzione, allontanandosi opportunamente dal calice e tenendo in mano un purificatoio – uno diverso per ogni celebrante – che raccolga eventuali gocce o frammenti. Chi presiede la celebrazione purificherà personalmente il proprio calice. - Il diacono si comunicherà sotto la sola specie del pane oppure per intinzione utilizzando per lui un calice diverso (nelle concelebrazioni, sarà quello già previsto per i concelebranti) che lui stesso purificherà mentre non purificherà il calice usato dal chi presiede la celebrazione. - Durante tutta la celebrazione le particole destinate ai fedeli siano sempre ben coperte da un panno o da altra copertura adeguata.

LA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE - La particola grande, tenuta in mano da chi presiede la celebrazione, sarà interamente da lui consumata. - Chi presiede la celebrazione ed eventualmente gli altri Ministri, dopo che si saranno comunicati, provvederanno ad indossare la mascherina e procederanno a una scrupolosa detersione delle proprie mani con soluzioni idroalcoliche. È possibile usare dispositivi di distribuzione. In caso di contatto tra Ministro e fedele, il Ministro provvederà subito a igienizzarsi nuovamente le mani. - Si consiglia ai fedeli di detergere le mani con soluzione idroalcolica prima di ricevere la Comunione.

Per l’Unzione degli Infermi il presbitero usi mascherina di tipo FFP2 o FFP3 senza valvola e, per ungere il malato, rimane l’indicazione di usare un batuffolo di cotone o una salvietta o un bastoncino cotonato biodegradabile. Il Ministro igienizzerà le mani prima e dopo le unzioni." 
(cit. "Protocollo per le celebrazioni Allegato al Decreto del Vicario Generale del 16 giugno 2022")
Oltre a queste, restavano in vigore le già ben note disposizioni generali di legge riguardo alla S. Messa: 
  • scambio di pace: è opportuno continuare a volgere i propri occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, evitando la stretta di mano o l’abbraccio;

  • distribuzione dell’Eucaristia: i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano (e la mano del fedele);

  • sintomi influenzali: non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al COVID-19;

  • igiene ambienti: si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specie prima e dopo le celebrazioni. Durante le stesse è necessario lasciare aperta o almeno socchiusa qualche porta e/o finestra. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti;

  • acquasantiere: si continui a tenerle vuote [erano state svuotate fin dall'inizio dell'emergenza, ndr];

Segnalo, a mo' di botto finale, questo articolo del 9 giugno 2020 su Holyart, un sito di vendita online di articoli religiosi che celebrava "il ritorno alla S. Messa insieme ma in sicurezza".

Orbene, proprio quell'acqua benedetta che allora fu tolta d'imperio da ogni acquasantiera del regno delle tenebre, con la Chiesa che, come abbiamo visto, non fece praticamente opposizione,  vi ritorni ora gelida in forma di secchiata in faccia assieme a questa domanda che da ieri mi frulla in capo: "La messa una cum OMS era valida e lecita?"

A fronte di tutto quanto avete letto, un inconfondibile tanfo di blasfemia non può non avervi ammorbato le narici leggendo dell'Eucaristia da prendere letteralmente con le pinze che, cito dal sito Holyart
"...diventano strumento indispensabile per il ministro, per evitare rischi di contagio. [...] sono leggere, maneggevoli e non rompono l’ostia.
Non bisogna pensare che l’utilizzo di questo strumento possa contaminare la sacralità della cerimonia eucaristica.
Anzi, è proprio acquisendo comportamenti virtuosi, che preservano noi e gli altri dal contagio, che dimostriamo in modo ancora più efficace il nostro impegno e la nostra fede".

Capito?

Infine la cancellazione di tutte le misure ecclesiali anti-coronavirus, comprese quelle sui dispositivi di protezioni, fu ufficializzata con la lettera della CEI dell'8 maggio 2023, seppure i vescovi diocesani potessero ancora «disporre o suggerire alcune norme precauzionali come l’igienizzazione delle mani prima della distribuzione della Comunione o l’uso della mascherina per la visita ai malati fragili, anziani o immunodepressi». 

Tre anni di lontananza dei fedeli dai sacramenti, di loro sostituzione prima con la "comunione spirituale" e le messe online e poi con quell'altra comunione senza la quale non si poteva né comprare né vendere, non passano senza lasciare vittime sul campo.
Ecco quindi, da indegna peccatrice ma assoluta sostenitrice del potere salvifico e non certo patogeno del corpo di Gesù Cristo, cosa che solo a sentirla ipotizzare mi fa bollire il sangue, rivolgo a chi potrà rispondermi alcuni miei dubia sorti dalla rievocazione di quel periodo tremendo.

1) Disinfettare le mani prima di maneggiare la particola, implica forse che il corpo di Cristo possa essere contagioso o contagiarsi a sua volta trasmettendo il contagio? Può l'emblema della Salvezza diventare strumento di perdita della salute fino alla perdita della vita?

Il rovello afflisse già allora alcuni raffinati teologi, ma sentite cosa rispose don Roberto Repole alla domanda:

Forse abbiamo un'idea un po' soprannaturalistica della salvezza, che ha poco a che fare con la concretezza della nostra vita?

R. - Penso di sì. E in questo senso forse quello che stiamo vivendo è un'opportunità per cogliere davvero che cosa significhi che il Dio con cui abbiamo a che fare ha preso fino in fondo la nostra carne. È una carne che in questo momento può essere malata e dunque anche i sacramenti sono gesti che hanno a che fare con questa carne malata. Dobbiamo riconoscere che abbiamo a che fare con un’umanità che è infettata e che quindi potrebbe rendere quei gesti qualcosa di diverso da ciò che sono, cioè portatori di salvezza. Non possiamo pensare a un Dio che porti la salvezza mentre porta la malattia.

Siete svenuti? Proseguiamo.

2) Come è possibile pensare che si sia potuto somministrare l'Eucaristia con i guanti di lattice e con le pinze senza invalidare la celebrazione solo perché la particola era comunque di grano e vi era l'intenzione da parte del sacerdote di compiere la transustanziazione? Tutte quelle imposizioni che hanno di fatto stravolto la liturgia possono aver invalidato il sacramento per la blasfemia aliena che portavano all'interno della celebrazione?  Si può escludere che quelle disposizioni fossero imposte proprio a fine di blasfemia e sacrilegio? Nessun sacerdote si è domandato se non stesse per caso commettendo qualche atto illecito?
Oppure si può veramente sostenere che anche in quelle condizioni aberranti, quindi in qualunque circostanza di fatto i sacramenti siano sempre e  comunque validi?

3) E' possibile che, dopo cinque anni da quell'abominio della celebrazione, nessuno nella Chiesa tra i parroci e i vescovi abbia pensato di fare ammenda per la cessione di sovranità all'entità anticristiana? Si è davvero potuti tornare alla normale celebrazione della Santa Messa come se nulla fosse accaduto senza riconoscere che vi era stata una profanazione e una rottura che richiedevano di riconsacrare e purificare le Chiese? Praticando anche qualche sano esorcismo sui dispenser non già di grazia ma di quel gel disinfettante fetente e appiccicoso, vero e proprio apporto ectoplasmatico di origine sospetta che sostituiva l'unico disinfettante infallibile per i diavoli, ovvero l'acqua santa?

4) Se non onorare il precetto domenicale equivale a commettere peccato mortale, come è stato possibile che la Chiesa, sospendendolo, abbia permesso che i fedeli incorressero in massa in quel peccato, per giunta su imposizione di un potere non religioso come quello dell'OMS? La celebrazione una cum OMS era dunque valida? L'imposizione di una legge che i giuristi stessi definirono anticostituzionale ha potuto costituire valido e giustificato motivo di esenzione dai sacramenti?

5) Sarebbe stata possibile sotto Benedetto XVI pienamente regnante e non in sede impedita la resa incondizionata della Chiesa a quello stupro sanitario liturgico? O era piuttosto necessario un buon Papa Francesco che, come tocco finale, elevasse la sua sinistra lode all'atto d'amore non già di Dio Padre ma delle case farmaceutiche? Francesco che però, poco dopo la fine dell'emergenza perse inspiegabilmente il suo diritto a celebrare la S. Messa? Benedetto XVI può aver garantito fino alla sua morte la protezione sulla Chiesa derivante dal suo munus petrino? 

6) E' giusto infine ignorare il fatto che le celebrazioni di quel periodo possano aver indotto il dubbio ed allontanato dai sacramenti proprio quei fedeli che maggiormente hanno avuto contezza della blasfemia che si stava perpetrando e che, vedendo come la Chiesa di Francesco non l'abbia mai rinnegata, ritengono che nemmeno il ritorno alla normale celebrazione dei sacramenti ne garantisca la liceità e perfino la validità?

Ecco un altro bel compito per il prossimo vero Papa dell'unica Chiesa Romana, Cattolica e Apostolica: riparare all'affronto compiuto durante quelle "messe" in scena, pronunciandosi ex catedra sulle circostanze che possono influire su liceità e validità dei sacramenti e tranquillizzare i fedeli a riguardo. Quel tristo periodo della nostra storia recente, non a caso benedetto all'incontrario dall'antipapato gnostico, ha lasciato profonde ferite anche nel rapporto tra i ministri e i fedeli e non si può fingere che esse abbiano smesso di sanguinare solo perché si fa finta che nulla sia accaduto e si è tornati a celebrare nella normalità. Forse insieme ma non certo in sicurezza tale da non poter ancora temere di potersi perdere l'anima. 



giovedì 27 marzo 2025

CHI HA PAURA DEL REGGENTE?

Ho chiesto a Grok di generarmi il prossimo Papa

Jorge Mario Bergoglio è stato dimesso dall'ospedale mostrandosi nuovamente in pubblico dopo oltre un mese durante il quale erano state fatte speculazioni di ogni tipo sulle sue reali condizioni di salute. 
Per mantenere viva l'attenzione su un Francesco in calo di popolarità, in evidente disarmo e sull'orlo della totale sede impedita, si era ricorsi anche ad alcuni maldestri pasticci combinati dalla sala stampa vaticana: messaggi audio manipolati e foto ormai scadute spacciate per ovetti di giornata.

A smentire le ultime residue dicerie sul papa già morto da un pezzo, sostituito con un avatar venuto da chissà quale altra dimensione, è bastato tuttavia osservare con quale truce piglio bergoglianamente bergogliano si è presentato il nostro, apparendo addirittura più incattivito e insofferente di prima verso un ruolo che pare non provare nemmeno più a sforzarsi di recitare, tanto da rendere necessario farlo assistere da quella specie di "men in black" alle sue spalle che gli suggerivano ogni parola e perfino gli ricordavano di fare un gesto di benedizione da indirizzare alla folla presente, fino al triste siparietto combinato con la signora in giallo dei fiori.

Fisicamente egli pare messo male e sofferente, forse non più in grado di deambulare, impedito nei movimenti della braccia e in grave affanno respiratorio. Inoltre il cortisone che è assai probabilmente responsabile del suo gonfiore, come effetto collaterale noto dà anche disturbi dell'umore, della memoria, comportamenti disinibiti, fino a veri e propri attacchi psicotici acuti. 
Nonostante il momentaneo lieto fine del ritorno a casa, Bergoglio non è parso quindi dello spirito giusto per pronunciare a buon diritto la celebre battuta di Mark Twain rivolta a chi sulla stampa l'aveva dato per deceduto: "Le notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate". 

La convalescenza permanente e il regime di isolamento che di conseguenza sembrano attenderlo - è di questi giorni la notizia che Re Carlo III ha cancellato la prevista visita ufficiale in Vaticano del mese prossimo, permetterebbe da un lato alla Curia di esodarlo definitivamente e dall'altro la fazione che si è servita di lui fin dal 2013 vorrà sostituirlo al più presto con il nuovo antipapa Giovanni XXIV. La clamorosa e lunare balla di Tucho Fernandez su Bergoglio che avrebbe dovuto reimparare a parlare dopo la malattia sembra infatti più il desiderio dei suoi accoliti che se ne stia buono e zitto e d'ora in avanti lasci fare tutto a loro. Se mi si perdona il paragone irriverente, si sente l'odore del napalm della manovalanza da batteria che già si prepara ad obbedire al nuovo boss, mentre il vecchio comincia con crescente preoccupazione a guardarsi le spalle dagli ex fedelissimi.

A questo punto ci vorrebbe l'irruzione della polizia che arrestasse tutti e un bravo giudice che comminasse grandi punizioni esemplari dopo un bel processo. In effetti è proprio questo che dovrebbe accadere perché nel 2013 fu commesso un reato. 
Un gruppo di potere sovranazionale di stampo globalista tendente ad un unico governo mondiale, dopo averlo teorizzato e preannunziato, promosse un vero e proprio golpe nel cuore della Chiesa Cattolica per piazzarvi un proprio facente funzione e proseguire da una posizione privilegiata l'opera di demolizione gnostico-massonica della civiltà cristiana. 

Se questo colpo di stato, fin da allora ben noto a tutte le parti in causa, vaticane e globaliste, non è ancora divenuto di dominio pubblico è solo perché è stato totalmente blindato e rinchiuso in una specie di sarcofago di Chernobyl mediatico mainstream come mai era accaduto ad alcun altra teoria scomoda. 
Di conseguenza l'opinione pubblica a sei zeri non ne è stata informata e continua a credere che Benedetto XVI abbia abdicato perché "poverino, non ce la faceva più". 
Solo negli ultimi cinque anni, come è noto, attraverso la fondamentale ed accuratissima inchiesta di Andrea Cionci, per il quale tuttavia rimangono sprangate le porte degli studi televisivi e le redazioni dei giornaloni, compresi quelli presuntamente "amici", tutta questa complessa vicenda sta faticosamente ed eroicamente venendo alla luce conquistandosi sempre maggiore visibilità. 

Il silenzio mediatico sulla defenestrazione del legittimo Papa Benedetto XVI, oltre ad impedire paragoni scomodi con altri colpi di stato avvenuti in quegli stessi anni, con la rimozione di governi legittimamente eletti, annullamenti di referenda dal risultato sgradito, fino alle vere e proprie prove tecniche di dittatura degli anni della nota pandemia, è servito inoltre a creare l'illusione che si trattasse di una questione puramente di fede riguardante solo i cattolici praticanti. 
E qui sono dolori, perché a differenza dei precedenti antipapati - questo è il 41° e nemmeno il più lungo finora nella storia della Chiesa, il regno di Bergoglio rappresenta qualcosa di inedito, di ctonio, di estraneo, la cui pericolosità, mi spiace, sembra essere chiara solo a chi mantiene una visione laica della questione e fa i dovuti paragoni di cui sopra, mentre i fedeli pretendono di continuare la loro vita normale casa-chiesa, senza quasi curarsi di ciò che sta ancora accadendo al di là delle mura leonine.

Se la scoperta che fino alla sua morte Benedetto XVI è rimasto comunque Pontifex Pontificum, come ancora si firmava nella sua corrispondenza privata, può rassicurarci per gli anni dal 2013 al 2022, da lui coperti come katéchon, da lì in poi, con la sede vacante di fatto, per giunta  non ancora dichiarata, siamo in una situazione di gravissima vulnerabilità come popolo cattolico. L'esempio della Siria mi pare calzante. Se non vi è un'autorità chiaramente identificabile a tutti gli effetti come legittimo Vicario di Cristo, i cristiani sono in pericolo di venire perseguitati. Non è solo l'anima a rischiare, ma la pelle. Le anime si salveranno se esisteranno ancora i cristiani.

Voglio essere molto chiara e ribadire qui la mia totale adesione all'idea che non esista alternativa al ristabilimento della legittima linea petrina se non attraverso l'apertura di un'inchiesta ed il pronunciamento finale della giustizia canonica e penale sul caso di usurpazione. Non si può pensare di risolvere la faccenda con le solite commissioni d'inchiesta tarallucci&vino della politica o un triduo di purificazione penitenziale, da posticipare eventualmente a legalità ristabilita in forma di Te Deum di ringraziamento.

Andrea Cionci ha già ipotizzato in passato l'esistenza di un piano anti-usurpazione approntato da Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger negli anni ottanta, confluito in parte nella nuova costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. Le élite hanno sempre piani almeno a trent'anni per la conquista del potere e quindi Woytila e Ratzinger hanno avuto tutto il tempo per approntare la loro strategia di difesa comprendente, oltre agli strumenti legali tra i quali la declaratio in forma di decisio pronunciata da Benedetto XVI nel 2013,  una struttura di reggenza, un vero e proprio Papa ombra, che opererebbe in caso di usurpazione per mantenere o riprendere in mano le sorti della Chiesa. La struttura reggente sarebbe tra l'altro l'unica in grado di condurre ad un nuovo conclave valido che non potrebbe che essere composto dai soli cardinali non di nomina antipapale.
E' un fatto che Francesco stia subendo negli ultimi anni un progressivo e sempre più incalzante demansionamento, confermato dal suo evidente nervosismo ed insofferenza nei confronti di questa sede impedita strisciante.

Ma allora perché i cardinali, se esiste una struttura reggente, non parlano e non agiscono apertamente, dichiarando la sede vacante e denunciando l'antipapa? Perché potrebbero essere stati sottoposti a segreto pontificio e tenuti all'obbedienza nei confronti del "reggente" la cui esistenza non deve ancora essere rivelata. In termini laici si chiamerebbe "Resistenza", ma stranamente nel mondo cattolico che pure sa si ridacchia all'idea che una struttura di potere che in duemila anni ha resistito a orde barbariche, occupazioni, scismi, apostasie, eresie e antipapi, ed è attualmente sotto inaudito attacco gnostico, non possieda un sistema immunitario rinforzato da queste passate infezioni. 

Il più evidente indizio a favore di questa ipotesi della struttura di reggenza ci proviene proprio dalla figura di Joseph Ratzinger.  Egli viene oggi ricordato come il mite papa Benedetto, il finissimo teologo e il grande dottore della Chiesa che un giorno dovrà essere proclamato, dimenticando tuttavia che egli fu per decenni un legislatore, un  pezzo da novanta della gerarchia della Chiesa, uno dei più nobili interpreti e custodi della macchina di potere della Chiesa, della quale conosceva tutti i segreti di funzionamento. E sicuramente Ratzinger non era ingenuo ma raffinato ed ispirato solutore di problemi.
E' semplicemente impensabile che non abbia fatto ciò che effettivamente fece, e cioè applicare ogni tipo di contromisura tecnico-legale di fronte alla minaccia dell'usurpazione, per porla in scacco. Ratzinger ha studiato per anni come salvare la nave dai pirati e la sua terribile esperienza di prigionia nel periodo post-bellico, i suoi quaranta giorni vissuti nei campi di internamento alleati, devono aver affinato il suo spirito di sopravvivenza sì da permettergli un giorno di porlo al servizio della sopravvivenza della Chiesa.

Quest'idea di un Papa che, come Cristo nel deserto, sconfigge Satana giocando il suo agente usurpatore dovrebbe essere raccontata ai fedeli ogni giorno ad esempio di virtù.
E invece sto notando con un certo crescente sconforto l'imperversare della più totale confusione nella parte di mondo cattolico che pure ha avuto la rivelazione che Benedetto XVI non ha mai abdicato regolarmente, rendendo nulla e invalida l'elezione di Jorge Mario Bergoglio e quindi canonicamente inesistente la figura di Papa Francesco.
Alimentata anche da rivalità e tornaconti personali, questa confusione da parte di coloro che sanno ma si comportano come se non sapessero, si autorigenera in una spirale senza apparente via d'uscita e che in alcuni casi sfocia in un preoccupante chiesapiattismo scismatico. L'ipotesi di una struttura che resiste sembra quasi allarmare invece di consolare, oltre a denotare una sconcertante mancanza di fede nel "non praevalebunt" pronunciato da Gesù Cristo. 

Ecco quindi le Chiese okkupate da Satana, le Chiese ormai spacciate e da rottamare, i papi espressione della vera gerarchia che decidono improvvisamente di fare il Grande Reset Cattolico premendo il bottone dell'autodistruzione per delegare l'ufficio a piccoli resti e compiacere grandi prelati; la progressiva assuefazione all'antipapato alieno ed alla sua illiceità che contamina, perché esso lo vuole, i riti, la liturgia ed i sacramenti. E poi le lotte per l'accaparramento dei fedeli come i mercanti si accaparrano i clienti, i "comprate il mio prodotto e guai a voi se andate dalla concorrenza".  
Tale confusione trae origine da una clamorosa perdita di focalizzazione su quello che è il punto centrale della questione al quale accennavo all'inizio, ovvero l'assoluta pericolosità per la vita, per l'incolumità dei cristiani data dalla mancanza dello scudo rappresentato dal Vicario di Cristo, figura affatto meramente rappresentativa ma cruciale nella contrapposizione al male, terreno o preternaturale.

Che si fa quindi? Ci si preoccupa, si pensa a come contribuire da semplici fedeli a sostenere chi di dovere  là dentro sta mettendo in atto le proprie contromosse e avrebbe un immenso beneficio dall'appoggio di un popolo cattolico giustamente indignato e desideroso di giustizia, pronto anche a gesti significativi di opposizione all'antipapato, oppure si deve pensare solo al precetto? Temo per tutti noi, amici miei, e senza polemica, che non esistano messe gratis. 


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TRADUZIONE IN FRANCESE a cura di Louis Lurton

Barbara Tampieri, Jeudi 27 mars 2025

Jorge Mario Bergoglio est sorti de l'hôpital, se montrant à nouveau en public après plus d'un mois au cours duquel toutes sortes de spéculations ont été faites sur son état de santé réel.

Afin de maintenir l'attention sur un François en perte de popularité, en désarroi évident et au bord de l'impasse totale, la salle de presse du Vatican avait également eu recours à quelques maladresses : des messages audio manipulés et des photos périmées, présentées comme œufs du jour.

Pour démentir les dernières rumeurs sur le pape déjà mort depuis un moment, remplacé par un avatar venu d'on ne sait quelle autre dimension, il suffisait pourtant d'observer sous quelle sinistre apparence bergoglienne notre pape se présentait, semblant encore plus courroucé et impatient qu'auparavant face à un rôle qu'il ne semble même plus chercher à jouer, à tel point qu'il a fallu le faire assister par des sortes d'« hommes en noir » derrière lui, qui lui suggéraient chaque mot et lui rappelaient même de faire un geste de bénédiction à adresser à la foule présente, jusqu'à la triste petite saynète qu'il a eue avec la dame aux fleurs jaunes.

Physiquement, il semble mal en point et souffrant, ne pouvant peut-être plus marcher, gêné dans le mouvement de ses bras et en grande détresse respiratoire. En outre, la cortisone, qui est très probablement responsable de son gonflement, a pour effet secondaire connu de provoquer des troubles de l'humeur, de la mémoire, un comportement désinhibé, pouvant aller jusqu'à des crises psychotiques aiguës.

Malgré l'heureux dénouement momentané de son retour au pays, Bergoglio n'a donc pas semblé être dans le bon état d'esprit pour prononcer à juste titre la célèbre boutade de Mark Twain à ceux qui, dans la presse, l'avaient donné pour mort : « Les rapports sur ma mort sont grandement exagérés ».

La convalescence permanente et le régime d'isolement semblent donc l'attendre - la nouvelle que le roi Charles III a annulé la visite officielle prévue le mois prochain au Vatican n'est tombée que ces derniers jours - permettraient d'une part à la Curie de le placarder définitivement et d'autre part à la faction qui l'utilise depuis 2013 de le remplacer dès que possible par le nouvel antipape Jean XXIV. En fait, le mensonge retentissant et lunaire de Tucho Fernandez sur le fait que Bergoglio aurait dû réapprendre à parler après sa maladie ressemble davantage au souhait de ses acolytes qu'il se taise et se mure dans le silence et qu'il leur laisse désormais tout faire. Si vous me permettez cette comparaison irrévérencieuse, on peut sentir le napalm des manœuvres de batterie qui se préparent déjà à obéir au nouveau boss, tandis que le vieil homme commence avec une inquiétude croissante à surveiller ses arrières contre les ex loyalistes.

À ce stade, il faudrait une descente de police pour arrêter tout le monde et un bon juge pour imposer de grandes punitions exemplaires après un bon procès. En fait, c'est exactement ce qui devrait se passer, car en 2013, un crime a été commis.

Un groupe de pouvoir supranational mondialiste tendant vers un gouvernement mondial unique, après l'avoir théorisé et préannoncé, a commis un véritable coup d'État au cœur de l'Église catholique afin d'y placer un de ses propres factotums et de poursuivre à partir d'une position privilégiée l'œuvre de démolition gnostico-maçonnique de la civilisation chrétienne.



Si ce coup d'État, qui est depuis lors bien connu de toutes les parties, vaticanes et mondialistes, n'a pas encore été rendu public, c'est uniquement parce qu'il a été totalement blindé et enfermé dans une sorte de sarcophage de Tchernobyl des médias dominants, comme cela n'est jamais arrivé à aucune autre théorie gênante.

En conséquence, l'opinion publique à six chiffres n'a pas été informée et continue de croire que Benoît XVI a abdiqué parce que « le pauvre, il n'en pouvait plus ».

Ce n'est qu'au cours des cinq dernières années, comme on le sait, grâce à l'enquête fondamentale et extrêmement précise d'Andrea Cionci, à qui les portes des studios de télévision et des rédactions des grands journaux, y compris les soi-disant « amis », restent toutefois fermées, que toute cette affaire complexe est péniblement et héroïquement mise au jour, gagnant toujours plus en visibilité.

Le silence médiatique sur la défenestration du pape légitime Benoît XVI, outre qu'il a permis d'éviter des comparaisons gênantes avec d'autres coups d'État qui ont eu lieu au cours de ces mêmes années, avec la destitution de gouvernements légitimement élus, l'annulation de référendums au résultat indésirable, jusqu'aux véritables tests techniques de dictature dans les années de la fameuse pandémie, a également servi à créer l'illusion qu'il s'agissait d'une pure question de foi ne concernant que les catholiques pratiquants.

Et c'est là que le bât blesse, car contrairement aux antipapes précédents - celui-ci est le 41e et même pas le plus long jusqu'à présent dans l'histoire de l'Église - le règne de Bergoglio représente quelque chose d'inédit, de chtonique, d'étranger, dont la dangerosité, je suis désolée, ne semble être claire que pour ceux qui conservent une vision séculière de la question et font les comparaisons susmentionnées, tandis que les fidèles font semblant de poursuivre leur vie normale d'église-maison, ne se souciant guère de ce qui se passe encore au-delà des murs léonins.

Si la découverte que Benoît XVI est resté jusqu'à sa mort Pontifex Pontificum, comme il se signait encore dans sa correspondance privée, peut nous rassurer pour les années 2013 à 2022, qu'il a couvertes comme katéchon, depuis lors, avec le siège de facto vacant, d'ailleurs non encore déclaré, nous sommes dans une situation de très grave vulnérabilité en tant que peuple catholique. L'exemple de la Syrie me semble approprié. Sans une autorité clairement identifiable à tous égards comme le Vicaire légitime du Christ, les chrétiens risquent d'être persécutés. Ce n'est pas seulement l'âme qui est en danger, mais la peau. Les âmes seront sauvées si les chrétiens existent encore.

Je veux être très claire et redire ici mon adhésion totale à l'idée qu'il n'y a pas d'alternative au rétablissement de la ligne pétrinienne légitime si ce n'est par l'ouverture d'une enquête et le prononcé définitif de la justice canonique et pénale sur le cas d'usurpation. Il n'est pas question de résoudre le problème avec les habituelles commissions d'enquête tarallucci&vino de la politique ou avec un triduum de purification pénitentielle, à reporter éventuellement une fois la légalité rétablie sous la forme d'un Te Deum d'action de grâces.

Andrea Cionci a déjà spéculé dans le passé sur l'existence d'un plan anti-usurpation préparé par Jean-Paul II et Joseph Ratzinger dans les années 1980, qui s'est en partie fondu dans la nouvelle constitution apostolique Universi Dominici Gregis. Les élites ont toujours des projets au moins trentenaires de prise de pouvoir, et Woytila et Ratzinger ont donc eu tout le temps de préparer leur stratégie de défense comprenant, outre des instruments juridiques dont la Declaratio sous forme de decisio prononcée par Benoît XVI en 2013, une structure de régence, véritable pape fantôme, qui interviendrait en cas d'usurpation pour garder ou reprendre les rênes de l'Église. Entre autres, la structure de régence serait la seule capable de conduire à un nouveau conclave valide, qui ne pourrait être composé que des seuls cardinaux non nommés par l’antipape.

Il est un fait que, ces dernières années, François a subi une rétrogradation progressive et de plus en plus pressante, confirmée par sa nervosité et son impatience évidentes à l'égard de ce Siège empêché rampant.

Mais alors pourquoi les cardinaux, s'il existe une structure de régence, ne parlent-ils pas et n'agissent-ils pas ouvertement en déclarant le siège vacant et en dénonçant l'antipape ? Parce qu'ils ont peut-être été soumis au secret papal et tenus d'obéir au "régent" dont l'existence n'a pas encore été révélée. En termes simples, cela s'appellerait de la "résistance", mais curieusement, dans le monde catholique qui sait aussi, on rit à l'idée qu'une structure de pouvoir qui, en deux mille ans, a résisté aux hordes barbares, aux occupations, aux schismes, aux apostasies, aux hérésies et aux antipapes, et qui subit actuellement une attaque gnostique sans précédent, ne possède pas un système immunitaire renforcé par ces infections antérieures.

L'indice le plus évident en faveur de cette hypothèse de structure de régence nous vient précisément de la figure de Joseph Ratzinger. On se souvient aujourd'hui de lui comme du doux pape Benoît, du très fin théologien et du grand docteur de l'Église qu'il faudra un jour proclamer, oubliant toutefois qu'il a été pendant des décennies un législateur, un cador de la hiérarchie ecclésiastique, l'un des plus nobles interprètes et gardiens de la machine de pouvoir de l'Église, dont il connaissait tous les secrets des rouages. Et Ratzinger n'était certainement pas un naïf, mais un résolveur de problèmes raffiné et inspiré.

Il est tout simplement impensable qu'il n'ait pas fait ce qu'il a fait, c'est-à-dire appliquer toutes sortes de contre-mesures technico-juridiques face à la menace d'usurpation, pour la mettre en échec. Ratzinger a étudié pendant des années comment sauver le navire des pirates, et sa terrible expérience de l'emprisonnement dans l'après-guerre, ses quarante jours passés dans les camps d'internement alliés, ont dû aiguiser son esprit de survie pour qu'il puisse un jour le mettre au service de la survie de l'Église.

Cette idée d'un pape qui, comme le Christ dans le désert, vainc Satan en se jouant de son agent usurpateur devrait être racontée chaque jour aux fidèles comme un exemple de vertu.

Au lieu de cela, je constate avec un certain découragement croissant la confusion qui règne dans la partie du monde catholique qui a eu la révélation que Benoît XVI n'a jamais abdiqué régulièrement, rendant l'élection de Jorge Mario Bergoglio nulle et non avenue et donc la figure du Pape François canoniquement inexistante.

Alimentée également par des rivalités personnelles et des intérêts particuliers, cette confusion de la part de ceux qui savent mais agissent comme s'ils ne savaient pas, s'auto-régénère dans une spirale sans issue apparente et qui, dans certains cas, aboutit à un Chiesapiattisme schismatique inquiétant. L'hypothèse d'une structure qui résiste semble presque alarmante au lieu d'être consolante, en plus de dénoter un manque de foi déconcertant dans le "non praevalebunt" prononcé par Jésus-Christ.

Ainsi les Églises okkupées par Satan, les Églises désormais condamnées et à mettre au rebut, les papes, expression de la vraie hiérarchie, qui décident à l’improviste de faire le Grand Reset Catholique en appuyant sur le bouton d'autodestruction pour déléguer la charge à de petits restes et faire plaisir à de grands prélats ; l'accoutumance progressive à l'anti-papauté étrangère et à son illicéité qui contamine, parce qu'elle le veut bien, les rites, la liturgie et les sacrements. Et puis les luttes pour thésauriser les fidèles comme les marchands thésaurisent les clients, le "achetez mon produit et malheur à vous si vous allez à la concurrence".

Une telle confusion provient d'une perte de vue retentissante de ce qui est le point central de la question que j'ai mentionnée au début, à savoir le danger absolu pour la vie et la sécurité des chrétiens en raison de l'absence du bouclier représenté par le Vicaire du Christ, une figure qui n'est en aucun cas simplement représentative, mais cruciale dans l'opposition au mal, qu'il soit terrestre ou préternaturel.

Que faire alors ? Nous inquiétons-nous, réfléchissons-nous à la manière de contribuer, en tant que simples croyants, à soutenir ceux qui mettent en place leurs contre-mesures et qui bénéficieraient immensément du soutien d'un peuple catholique indigné à juste titre et désireux de justice, prêts même à faire des gestes significatifs d'opposition à l'anti-papauté, ou devons-nous seulement penser au précepte ? Je crains pour nous tous, mes amis, et sans polémique, qu'il n'y ait pas de messes gratuites.

lunedì 17 marzo 2025

ULTIMO TANGO PER BERGOGLIO

Francesco è ricoverato al Gemelli ormai da un mese senza aver più dato un cenno di sé a parte l'audiomessaggio che abbiamo dimostrato con un buon 90+ di probabilità essere stato manipolato, e con le uniche notizie sulla sua salute ridotte al bollettino fotocopia di ogni mattina: "Dopo aver trascorso una notte tranquilla, Francesco ora riposa". Non solo ma negli ultimi giorni stava ormai precipitando a fondo pagina, relegato in miseri trafiletti nei giornali mainstream. Quando vogliono farti sparire mediaticamente non è mai un buon segno. Già tempo addietro scrissi che Bergoglio era destinato a diventare un testimone scomodo e che la cosa sarebbe stata per lui rischiosa.

Oggi però a sorpresa, forse rispondendo all'invocazione "basta fake sul Papa" del cardinale Zuppi, è stata pubblicata la prima fotografia che ritrae Bergoglio suppongo nella cappella dell'ospedale ma di spalle, seduto su una sedia e senza ausili respiratori. Il Quotidiano Nazionale racconta che stava concelebrando messa - ma nel titolo scrivono come al solito "celebra", il che non accade più dal 2022, e che un centinaio di bambini erano venuti a salutarlo affollandosi nel piazzale del Policlinico, chiedendosi: "Dov'è il Papa?"
Perché Francesco Reaparecido non è stato portato di fronte ad una finestra per fare ciao ai bambini? Si era radunato pure un gruppo di tangueros che facevano risuonare le note del ballo tradizionale del suo paese, ma lui, niente. Però al contempo fanno uscire la foto sui giornali. Questo alone di mistero non si era mai visto per gli ultimi papi ed è inspiegabile se il ricovero di Bergoglio è dovuto solo, si fa per dire, ad una polmonite bilaterale in via di remissione.

Il dopo Bergoglio sembra già iniziato e pare addirittura, come anticipato martedì scorso dal Secolo d'Italia, che alla dimissione dal Gemelli Francesco non rientrerà affatto a Santa Marta in Vaticano ma si trasferirà, udite udite, nel famoso appartamento ospedaliero allestito a suo tempo in Santa Maria Maggiore, della cui esistenza aveva parlato esattamente un anno fa Lo Speciale; notizia poi ripresa e approfondita da Andrea Cionci l'estate scorsa. 
Francesco avrebbe deciso di dimettersi - dal nulla, visto che la sua elezione fu invalida, per poi ritirarsi a Santa Maria Maggiore, trattenendo solo il titolo di Vescovo emerito di Roma, rinunciando a quello di Papa Emerito - ovviamente. Ricordiamo che la basilica è anche il luogo prescelto per la sepoltura di Bergoglio, secondo le sue volontà. Stiamo parlando quindi a tutti gli effetti di un vero e proprio ritiro dal mondo (salvo eventuali fughe all'estero) in un luogo dal quale non uscire mai più. 
Non si potrebbe descrivere meglio la ritirata di un antipapa. Il quale per altro già il giorno dell'elezione - invalida - nel 2013 dovette firmare le proprie dimissioni in bianco, ufficialmente per eventuali futuri impedimenti fisici, consegnandole poi all'allora segretario di stato card. Bertone.

In astrofisica vi sono oggetti non osservabili direttamente, i buchi neri, la cui esistenza si può tuttavia dedurre dagli effetti che producono su altri oggetti a loro vicini. Allo stesso modo, è innegabile che la scoperta della progressiva ed inarrestabile sottrazione di priorità papali a Bergoglio*, di fatto ormai antipapa impedito e finito proprio in un buco nero mediatico, stia dimostrando per deduzione l'esistenza di quella struttura che sembra avere funzione di Reggente, di vicario del katéchon, espressione della Chiesa indefettibile e rimasta in piedi a sua difesa per duemila anni nonostante antipapi, eretici e scismatici vari. Struttura rinforzata dagli anni '80 in poi da opportuni strumenti canonici a cura dei papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Ovviamente la struttura antagonista gnostico-massonica che ha sostenuto Bergoglio in questi anni è ancora presente e conserva un certo potere. Questo silenzioso protrarsi della degenza di Francesco è probabilmente dovuto alla necessità di mettere a punto non solo l'uscita di scena concordata dell'antipapa, che libererebbe la Curia della sua presenza ormai scomoda in Vaticano, magari a causa delle sue posizioni pacifiste ormai démodé, ma anche la trattativa ben più difficile con i suoi sodali in vista di un nuovo Conclave.

Non è escluso che sia in corso e possa protrarsi ancora a lungo una feroce lotta interna tra fazioni. Noi dobbiamo augurarci che, se la struttura con a capo il Reggente ha avuto il potere di disinnescare l'antipapa fino a costringerlo all'esilio, possa parimenti essere in grado di ripristinare la legittima successione petrina, eleggendo un nuovo Papa risoluto e risolutore che però non dovrà essere scelto né di pancia né frettolosamente. Meglio dirimere tutte le questioni che hanno ferito la Chiesa, in primis denunciando il colpo di stato ai danni di Benedetto XVI, orchestrato da forze anticristiane e globaliste e non rimandando più l'apertura di un processo penale che stabilisca le responsabilità di ciascuno.

Se tutti stanno cercando di uscire puliti da uno scandalo che in troppi si ostinano ancora o a negare oppure a far finta di non vedere è tuttavia necessario che venga fatta chiarezza, che la vicenda venga rivelata al mondo per come si è veramente svolta - visto che là dentro tutti sanno e hanno sempre saputo, e che ognuno si assuma la responsabilità dei suoi atti. 

*Andrea Cionci, "Tutte le evidenze che dimostrano il REGGENTE della Chiesa dentro la Segreteria di Stato".


Tangueros per Bergoglio davanti al Gemelli.


domenica 16 marzo 2025

THE SUBSTANCE, IL PRIMO MESTRUO-WESTERN

 


E anche "The Substance" è andato, tra un uso eccessivo di primissimi piani, le solite spudorate citazioni kubrickiane con le quali le registesse di oggi confessano il loro senso di inferiorità di fronte al massimo regista di ieri e forse di sempre e in generale al Cinema, fino al delirio gore finale perfino oltre il Suspiria di Guadagnino, con due botte necrofile anche all'appena defunto David Lynch e al suo Elephant Man, mentre David Cronenberg è rimasto legato ed imbavagliato in uno sgabuzzino per tutto il film.

Eroiche le due interpreti, la 36 mesi Demi Moore e la caciottina Margareth Qualley, sulle quali si regge tutto il film, appena adiuvate dal carrello dei bolliti denominato Dennis Quaid, ex bello degli anni 80 ma senza il problema dell'invecchiamento perché lui è uomo e quando mangia fa schifo. (Tutte criptolesbiche uomofobe, queste velleitarie registesse femministe? Che palle!)

La storia non era malvagia. Il problema dell'invecchiamento nella società dell'immagine richiede a una donna una grandissima maturità e saggezza nell'affrontarla senza farsene maciullare, soprattutto se dentro ci si sente ancora disperatamente giovani e piene di vita. Ma ciò vale anche per gli uomini, anzi, forse la cosa è anche più drammatica se non hai soldi e potere a mascherare l'invecchiamento fisico.

Come l'avrebbe diretta un regista uomo la storia della sostanza misteriosa? Penso che avrebbe creato una comunicazione tra il sé anziano e il sé giovane che si alternano, ne avrebbe tratto un bellissimo rapporto padre-figlio sublimato e forse i due nel finale sarebbero morti assieme, dividendosi la dose letale della sostanza, riflettendo sulla loro solitudine e sui ricordi del passato.

Invece la registessa ha involontariamente sabotato il messaggio femminista (e io godo), facendo emergere la realtà innegabile dell'eterna conflittualità all'ultimo sangue tra la vecchia e la giovane, con la giovane che in pratica distrugge la madre, ovvero sé stessa, nel finale mestruo-western. Anche qui, mille volte meglio il "Kill Bill" di Tarantino. Complimenti quindi per il clamoroso boomerang che ci conferma che le donne senza freni combinano sfracelli e il femminismo, è proprio il caso di dirlo, crea mostri.

Voto: 6-

lunedì 3 marzo 2025

COME UN COLPO DI QANON. DICERIE E LORO UNTORI.

 

"This JFK jr. is no more" (semicit.)


Tutto ciò che sai sul ricovero del Bergoglio desaparecido non solo è falso ma lo è smaccatamente. A pesci in faccia, proprio.

Come se le balle da naso di Pinocchio talmente lungo da sfondare la finestra non fossero abbastanza, soprattutto in quegli imbarazzanti bollettini ufficiali vaticani, ci si mette anche il ricondizionato Qanon, quello del "domanivienegiututto" e probabile spin doctor di Viganò. Qanon in questi giorni sta letteralmente facendo twittare dall'oltretomba John John, il figlio di JFK, che a noi risultava morto assieme alla moglie in un incidente aereo nel 1999. 

Sono anni che Qanon, tirandoci addosso secchiate di dicerie, sostiene che John F. Kennedy jr. sia vivo e che lotti nella palude assieme a noi per ritornare presto ad assumere un ruolo di grande importanza nell'amministrazione Trump. La cosa ridicola ora è che questo account di un morto che non viene percepito come tale, proprio perché Qanon ha seminato l'idea che fosse ancora vivo, viene di fatto scambiato dagli utenti di X per quello di suo cugino sicuramente vivo Robert Kennedy jr., il neo ministro della salute di Re Donaldo. Per cui: "Kennedy ha detto che il Papa è già morto", "Kennedy ha rivelato le vere condizioni di Bergoglio", "Kennedy ha svelato il nome del nuovo papa". ecc. ecc. Quale Kennedy l'abbia detto, e sicuramente non può essere stato quello morto, non importa a chi legge distrattamente le notizie e le ingurgita senza masticarle. 

Non so se volutamente o meno, siamo quindi al miocugginismo a livello apoteosi. Ovvero, ecco lo spin, l'idea da seminare: "Se lo dicono i Kennedy è una balla, non è vero". Il che mi conferma che Qanon sia un'operazione di gatekeeping come già si sospettava da tempo e che ora stia circonvenendo legioni di incapaci utilizzando un altro dei suoi trucchetti psicologici. Quello del miocuggino, appunto.

Ragazzi, vi prego, ci stanno trollando con una ridda di scemenze. Siamo tra Scilla e Cariddi ed è pieno di sirene. Un paio di tappi per le orecchie e una legatina all'albero maestro non guasterebbero. 



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