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giovedì 10 aprile 2014

Grulli e pupe


Poteva, la dolce dolce Alessandra Moretti, costretta di recente a pronunciare in TV la parola (sconosciuta alle piddine timorate) "pompini", non venire risarcita con un ticket per una poltrona Fraulein in Europa, non essendosi qualificata per un ministero per un ette? E potevano altresì non venire beatificate e poste sotto il ceruleo manto orostellato dell'UE altre fenomene del PD come la Mosca, la Bonafé e la Picierno? Di queste prime quattro abbiamo ammirato diverse performances televisive che ce le fanno qualificare a metà tra l'OMG (Oh My God) e il WTF (What The Fuck). 
La Mosca, bionda economista Lettiera e moritura per l'euro dalla voce soave come una smerigliatrice, la Bonafé in quota emiliane letali, sottocoda di Bersani assieme alla Moretti. La Picierno, una specie di Carmen La Qualunque dalla bocca larga e dalle idee ancora più letali delle emiliane di cui sopra.
La signora Chinnici non ho il piacere di conoscerla e spero vivamente che sia la migliore del bigoncio se no annamo bene proprio.
Cinque donne che il PD manda a Bruxelles affinché compiano i crimini dell'eurodittatura ai danni dei PIIGS. Ragazzi, ma qui è tornata la famiglia di Charlie Manson e non ci avevano avvertiti.

Stasera ho ascoltato sul solito PD Channel, la tele purpurea di vergogna di Cairo, l'esponente del M5S Giulia Sarti affermare che si candidano certe soggette solo perché donne. E' vero, è il fenomeno delle "inquantodonne" che ho già descritto in precedenza. Al che la Moretti, dall'alto dell'eurolista, ha detto che le donne del PD sono candidate perché hanno tutte delle storie. Tese, immagino.
Intanto però Matteorenzi, detto tutto in un orgasmo, alla Formigli, con la scusa delle quote rose di 'sta minchia e secondo il principio dell'inquantodonna acchiappapiddini ha piazzato tutte le sue groupies nei punti strategici. Compreso l'allucinante Nardella sulla poltrona ancora calda del suo culo di sindaco di Firenze.
Lo avete mai ascoltato il vicesostitutobischero discorrere sull'euro che avvantaggia il turismo, soprattutto nel cambio con il dollaro? E' roba pesa, a vostro rischio e pericolo, attenti perché dà dipendenza. Grulli e pupe, insomma*.

Del resto, se guardiamo alla fine ingloriosa che hanno fatto le donne del governo Letta, con la Cancellieri, la pagaiante e la De Girolamo kaputt, la Kyenge beccata con conti da decine di migliaia di euro alla faccia dei fratelli neri che muoiono di fame e la Bonino colpita e affondata dalla vicenda dei Marò, dovremmo sostenere che le donne lo fanno meglio? Per non parlare di Madame Tojetequeicartelli con le sue tagliole e del vario cucuzzaro femminile posto in otto ministeri del governo Renzi. Anche lì un ampio repertorio di appartenenti alla nuova frontiera della misoginia: le piddine. Affiancate solo da pochi esemplari scelti di altre categorie molto amate: la sciuretta e la zia ricca. 

Promettono bene anche queste. Come la Pinotti alla Difesa (tanto cosa c'è ormai più da difendere in Italia?) che ha un'idea leggermente confusa dell'utilizzo dei cacciabombardieri, e la Guidi (Sviluppo Economico) con il  "Marchionne è un privato e la FIAT può fare ciò che vuole".
Tecnicamente queste non sono nemmeno donne, sono privilegiati femmina perché vanno al potere in quanto pezzi di apparato di partito e membri dell'élite. Saranno bravissime a battersi in Europa per difendere i propri privilegi, infatti.
Ah, dimenticavo. C'è un leggerissimo problema con il virus Ebola in Africa e in Europa si stanno approntando misure di controllo contro il propagarsi del contagio, tipo negli aeroporti. La Lorenzin, oltre ad impararsi a memoria i bugiardini per ammazzare il tempo e far sera al ministero, pensa di fare qualcosa anche in Italia o verrà introdotto l'obbligo di lingua in bocca con il migrante ebolizzato se no sei razzista? 


* Ringrazio Giuseppe, lettore di questo blog, per avermi regalato questa definizione.

lunedì 28 giugno 2010

La supponenza del cretino

Signor Paolo Barnard, si lasci servire da me, il cretino sarà lei.
Ancora con la storia delle donne che non gliela danno? No, davvero, non se ne può più. Arrivo ormai a preferire i titoli e relative articolesse del "Giornale", almeno mi fanno ridere e non mi sollecitano quel misto di insofferenza, rabbia e penosissimo disprezzo per chi si permette, non avendo ottenuto il giocattolino, di maledire l'intero genere femminile, ma come si permette.
Orsù, sottoponiamoci per l'ennesima volta al tormento del Barnard in bianco. Vai con la lamentazione numero... ormai abbiamo perso il conto.
"Percorro in bicicletta una via di Bologna sotto un portico, e scorgo una silhouette femminile strepitosa. Come mi avvicino, realizzo ancor di più la bellezza di quelle forme, una vera grazia. Se ne sta in attesa da sola, avrà una trentina d’anni, io le sfilo di fianco e ammiro. Dentro un maschio sessualmente sano, e sano di mente, in quei momenti accadono due penosissime cose: prima cosa, ti dici “ma perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”, e te la prendi un po’ con la crudeltà della natura che ci ha fatti così maledettamente innamorati delle donne, del loro odore, di come sanno toccarti, quando poi quell’oggetto/soggetto di desiderio è così difficile da raggiungere pur essendo così frequente da incontrare. Un po’ come fossimo tutti, noi maschi, appassionati di sonate romantiche, e a ogni angolo di strada udissimo le note di un notturno di Chopin, per poi dover accelerare via e perderci subito nell’ignobile fracasso del traffico. Un tormento."
No, Paolo Barnard, non dica "innamorati delle donne" perchè non è vero. Prima di tutto non è innamoramento ma volgare ingrifamento modello muflone muschiato in calore. Però, a differenza della povera bestia che non starebbe certo a controllare le misure della muflona, lei è innamorato solo di certe donne, quelle strafighe, bella forza, ed è questo il tormento che un dio particolarmente sadico le ha giustamente inflitto, facendole incontrare solo strafighe che non se la filano.
Provi ad accontentarsi se vuole veramente chiavare. Don Giovanni insegna che per essere un vero collezionista di passere non bisogna andare troppo per il sottile, farsi condizionare sempre dall'estetica, mioddio che banalità. "Non si picca che sia ricca, che sia brutta che sia bella. Pur che porti la gonnella, voi sapete quel che fa."
Lei non sa cosa si perde ad essere così sofistico di palato. A quali delizie rinuncia ragionando solo con il cervellino tarato sull'ultimo numero di "Max". Ci sono donne che non attendono altro che il seduttore che era stato creato apposta per loro e invece si ritrovano solo degli sfigati che per amare le donne devono avere per le mani come minimo Angelina Jolie. La quale, giustamente, si è scelta un Brad Pitt, mica un Paolo Barnard, with all respect.
Ma proseguiamo con la lamentazione del nostro, che merita.
"La donna sotto al portico aspetta la fine delle mie parole, si gira sui tacchi e muove un passo via da me, muta, neppure uno sguardo. Penso “non ho scritto ’Sono andato a puttane’ per nulla, ci risiamo”. C’era il sole, ora grandina, sto per mandarla a cagare, ma in un moto di civismo che non merita le do una seconda chance: “Era solo un complimento, non fa piacere?” le dico. Muove altri due passi dandomi le spalle, guarda laggiù chissà che cosa di più interessante di un uomo che è cortese al punto di omaggiare la sua bellezza. Tutto questo si realizza nella metà di secondo che ci metto ad esprimere la sintesi appropriata, e quando ancora la ‘ere’ di “non ti fa piacere?” è nell’aria le sibilo “Cretina”, e me ne vado."
Bontà sua che riesce a tenere a freno quella specie di istinto predatorio da serial killer mancato che guata la preda e non ottenendone soddisfazione vuole solo ucciderla e non la prende a rasoiate ma si limita all'insulto, al "cretina". Peccato che poi, tornato a casa, l'istinto omicida si sfoghi attraverso la penna e cretine lo diventiamo tutte, comprese noi che strafighe lo fummo ma tempo fa e che quindi non possiamo più sperare nemmeno in un suo prezioso insulto di genere.

Sa, Barnard, sempre a causa di quel dio leggermente sadico, lei porta il cognome di colui che i cuori li aggiustava invece di frantumarli e che, per ironia della sorte, è passato alla storia come gran chiavatore.
Se non vuole fidanzarsi con il suo sodale Massimo Fini, che io penso sarebbe l'unica soluzione per placare entrambi i bollenti spiriti, dia retta a me, abbassi il tiro e si rassegni a doversi accontentare, anche perchè a mettersi contro le donne c'è da rompersi le corna.
Prenda atto che noi siamo superiori.
Anche noi potremmo riempire giornalate di lamentazioni (e non lo facciamo) su gran tocchi di manzo che, siccome non abbiamo la taglia 42 o abbiamo superato i quaranta, nonostante facciamo loro sentire il nostro profumo e siamo ben disposte a darla loro senza indugi e magari senza complicazioni sentimentali, fanno i preziosi, ci ignorano ancor peggio di quanto abbia fatto la sua ignota bolognese. Diventate per questo dei cretini ai nostri occhi? No, solo individui che non ci meritano, peggio per voi. Potremmo scrivere di questa crudeltà del maschio troppo convinto di poter scegliere per sempre il meglio ma non lo facciamo. Abbiamo altre cose a cui pensare.

Non avrei dovuto nemmeno rispondere al suo ultimo articolesso ma il gusto di darle del cretino in ribattuta, mi creda, è troppo grande.

sabato 3 aprile 2010

Fuga dal pianeta degli Ometti Beta

Oh, è stata un'esperienza unica. Faticosa come una discesa di rafting ma da provare.
Se fosse stato per me mi sarei ben guardata dal commentare sul loro sito. Avevo dato una scorsa l'altra sera ai commenti di un loro post dove si era avventurata Galatea per discutere, tra l'altro, di aborto prendendosi le sue belle borsettate andropausiche e mi era bastato. Avevo capito l'aria che tirava.
Tra parentesi, sull'aborto loro non sono né pro né anti, ma tendenza "every sperm is sacred". Di quelli che pensano che le donne abortiscano solo per fare un dispetto all'uomo e sbarazzarsi dell'effetto collaterale di quel rompicoglioni di uno spermatozoo più veloce di Usain Bolt che ha osato interromper loro il ciclo. Tanto il disturbo di un aborto è come quello di farsi fare le extensions dal parrucchiere e adesso che basta un poco di zucchero e la pillola va giù è una pacchia, vero ragazze? Abbiamo proprio bisogno di un bell'aborto rilassante, ogni tanto. Meglio di un massaggio Shiatzu.
Giusto per far fischiare ancora un po' le orecchie a Luttazzi, una sua celebre battuta: "Se fossero gli uomini a restare incinti l'aborto si farebbe dal barbiere".

Ad ogni modo, quando ho scoperto che era stato linkato il mio post di qualche giorno fa nei commenti ad un loro scritto dedicato al dramma degli uomini separati - argomento scottante e serio che andrebbe trattato con ben altra lucidità - non ho resistito. Sono andata a vedere le reazioni al mio scritto bastardo. L'esordio prometteva bene:
Che tristezza, questa qui si presenta addirittura come una psicologa. E’ proprio vero che oramai le lauree finiscono per regalarle :-)
Ecco, nonostante nei commenti successivi mi sia sentita dire di molto peggio e solo perchè li avevo insigniti dell'appellativo di sfigati, chissà perchè gli brucia tanto, ciò che mi ha sconvolto di più è questo. Si definiscono un movimento intellettuale e di sinistra e poi ragionano come i trogloditi con il complesso della donna che ha studiato. Che, cazzo, ha una sua competenza. Che se ti dice che ti comporti da sfigato potrebbe perfino avere ragione.
Forse pensano che le Università siano come le discoteche, dove le donne entrano gratis. Scommetto che se avessero una gamba in cancrena e il chirurgo che deve loro salvare la vita fosse donna si farebbero prendere dalle smanie: "Ma non sarà che nel bel mezzo dell'amputazione posa il coltello di Liston e si rifà il trucco? "

Il resto dei commenti che ha scatenato il mio intervento nel sancta sactorum degli ometti versione beta ve lo risparmio. E' qui per chi si sente attratto dai fenomeni bizzarri e vuole farsi un brutto viaggio da acido andato a male nella misoginia di bassa lega.
Riassumo, solo per chi vuole risparmiarsi la fatica, che mi sono presa, in ordine sparso, oltre al fatto della laurea regalata, della femminuccia, superficiale e misandrica, dell'imbecille, velatamente della troia e della puttanella dal Gran Maestro in persona - che non è Paolo Barnard come ho erroreamente riportato, ma tale Fabrizio, un vero signore - e, dulcis in fundo, siccome sono pure ometti de sinistra, della razzista-fascista-stalinista. Evvai!

Oltre che a Galatea, esprimo tutta la mia solidarietà al malcapitato Giosby, che ha provato da uomo a controbattere alle minchiate degli ometti e si è beccato addirittura del povero idiota.

Cari ometti, non vi chiamo più sfigati se no vi offendete ( dopo questa esperienza diretta con voi ometti è più consono), sinceramente mi preoccupate perchè quando si vedono complotti femministi dappertutto, si pensa che Galatea e Lameduck siano non due personalità distinte ma un'unica entità maligna proteiforme e persecutoria e ci si inventano campagne di persecuzione inesistenti da parte di chi ha anche da lavorare e non ha l'abitudine di intasare le caselle email di insulti, perchè non ha più un'età mentale di 12 anni e, concludendo, quando si leggono minchiate del genere:
Le donne hanno più bisogno di sesso perché ci vivono: pensano soprattutto a trovare uomini, a prostituirsi. Le donne non hanno interessi come sport, cinema, e altro….l’interesse principale è attirare il maschio e farsi servire; devono sentirsi superiori perché desiderate e rispettate. Alcune hanno invece interesse per i cani, i gatti e altri animali.
io a questo punto, scusatemi tanto se è una donna che ve lo dice, ma normalmente consiglio di rivolgersi ad uno bravo. Maschio, naturalmente, per carità.

P.S. Dear little men, siccome insistete con l'insinuare che io e Galatea avremmo inviato mail di insulti a S.E. Fabrizio Marchi,** Gran Maestro degli Ometti Beta, che manda qui il suo avvocato invece di interloquire di persona, ribadisco che, essendo come da voi affermato, tali email anonime, affermare che siano state inviate da noi è una pura illazione e si configura come delirio paranoico di persecuzione. Credetemi, certe cose noi ragazze in carriera non le facciamo. Preferiamo di gran lunga, almeno parlo per me, scarabocchiarvi qualche sberleffo sulla maglietta firmandoci con un bell'autografo. Se vi danno dei rotti... beh, non datene la colpa a noi. Quella è un'accusa più da confratelli di genere. Per noi siete sempre i nostri cari sfigatelli.
E poi, vi siete tanto adombrati per la questione della fellatio reciproca. Non avete neanche capito che non era un insulto ma una dottissima citazione da Pulp Fiction, come quella del circolo del cucito. Ah, già, dimenticavo, secondo voi alle donne non interessa il cinema.

** Grazie ad una soffiata di Klara scopro che il Fabrizio ha scritto pure dei libri e che è un ex-lottacontinuista. Come Paolo Liguori, Gianfranco Micciché e Giampiero Mughini. Bella gente che si è fatta catturare dal raggio traente di Silvio, ovvero l'archetipo dell'uomo alfa. Poi dicono che il raggio traente è una cazzata.

martedì 30 marzo 2010

Uomini beta e uomini con il raggio traente

"Ragazzi, come si sta bene fra noi, tutti uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?" (Dalla trilogia di "Amici Miei ".)

§ Riassunto della puntata precedente §

Massimo Fini, rancoroso verso l'intero universo femminile bimbominkia che, sculando allegramente in minigonna, gli preferisce giustamente Robert Pattinson, mentre è inseguito dalla Vagina Dentata si rifugia in cerca di sollievo autoerotico dietro ad una siepe dove però trova Paolo Barnard che...

Che cos'è, dunque, che fa regredire due insigni giornalisti, normalmente in grado di disquisire di massimi e minimi sistemi con notevole decenza, al livello di ragazzi gnè-gnè, generalizzanti il loro risentimento verso la femmina perchè, suppongo, chella llà non gliel'ha data? E' sempre così, puoi avere 2000 donne ma è solo una che ti marchia a fuoco per la vita come un bovino da carne. Quella che ti ha dato la fatidica carta da gioco che non vogliamo nominare.

Non varrebbe nemmeno la pena di risponder loro, visto che sono i primi a non degnarci di uno straccio di contraddittorio. Con noi che proviamo a controbattere ai loro argomenti non parlano perchè siamo poco intelligenti, non capiamo la loro meccanica quantistica del "darla", la loro sublime "teoria del gioco" sempre relativamente al "darla".
E' il guaio di certi uomini. Un banale gonfiamento di palle da astinenza lo infarciscono di teorizzazioni da mandare in tilt il lato sinistro del cervello, quello della razionalità. Perchè loro sono razionali, noi "tutto istinto". Siamo strutturalmente limitate e geneticamente diverse, un po' come i magistrati di Berlusconi. Ma lo sanno questi, tra parentesi, che la loro è la stessa misoginia del nano malefico solo paludata di un intellettualismo che a lui è estraneo?
Ecco il paradosso sessuo-temporale. Accusano noi di essere cerebrali ma in realtà sono loro che non sono capaci di lasciarsi andare ma sanno già che "con quella sarà una botta e via perchè altrimenti mi impegno ed io non voglio impegnarmi". Si chiama programmazione, ed è il contrario del ludico. Come quando trattengono l'omosessualità fino a quasi scoppiare e alla fine, a tradimento, la scorreggetta misogina di copertura gli scappa.

Ecco, sto rispondendo loro e non voglio farlo, uffa. Meriterebbero solo di essere graffiati dalla french manicure, specialmente quando insultano le mie amiche.
Ma tant'è, siccome questi hanno perfino fondato un gruppo, gli Uomini Beta, una roba che a me ricorda tanto la fantascienza di serie B degli anni 50, quella con i lucertoloni e i blob appiccicosi, mi va di scrivergli qualcosa sulla maglietta con il pennarello.

Il Gran Maestro della massoneria degli Uomini Beta è il nostro Paolo Barnard, il guru dell'insoddisfazione maschile messa nero su bianco nel famoso articolo-manifesto dal poetico titolo "Sono andato a puttane", seguito dal memorabile "Inchiodate al muro della pavidità" e, siccome siamo sceme e ci ostinavamo a non capire, dall'esplicito e definitivo "Dalla". A Barnard ho risposto in diversi post, regolarmente ignorati e vabbé. Siamo blogger, sotto le gonne c'è di più ma non siamo degne.

Dicevo degli uomini beta. Vi prego di soffermarvi, semmai avrete voglia di visitare il loro pianeta, sui commenti dei fratelli.
E' come un ristretto circolo del cucito dove si pratica la reciproca fellatio piangendosi contemporaneamente sulla spalla. Non chiedetemi con quale strana contorsione riescono a farlo ma lo fanno.

Alludevo prima, riferendomi al rash misogino di Fini, al fatto che forse lui sbaglia a puntare le ragazzine, visto che parla di mini e tanga. Forse alzando di qualche grado la mira, rivolgendosi a donne più mature, qualche carta diversa dal due di picche la potrebbe trovare.
Invece, questi intellettuali, si credono tutti in grado di conquistare le Lolite dal culetto in bianco di carrara, vestiti solo del loro meraviglioso cervello. Di questi tempi? Con al governo l'archetipo del vecchio satiro che cucca solo grazie alle sue enormi ricchezze? Togliete il trucco, il tacco e soprattutto il portafogli a Berlusconi e ve lo ritroverete a breve anche lui dietro la siepe che bestemmia contro quelle maledette troie che non gliela vogliono dare.

Per l'ultima volta. Perchè non la diamo necessariamente al primo che ce la chiede? Il motivo è semplice ma di difficile spiegazione. Proverò con una metafora fantascientifica.
Perchè gli uomini, semplificando al massimo, si dividono in due categorie: quelli con il raggio traente e quelli senza.

Ci sono uomini che emettono raggi traenti sessuali dai quali non puoi sfuggire, come quelli della Morte Nera o degli UFO che rapiscono le vacche.
Questi uomini hanno lo sguardo che in confronto la spada laser di Darth Fener è uno di quei portachiavi con la lucetta per trovare la serratura al buio. Quando li vedi non capisci più niente e loro godono perchè ti sanno in loro potere. Ti riprometti che non perderai la testa per uno così, il classico attirapassere, ma poi ti ritrovi con l'intera sintomatologia da innamoramento acuto da codice rosso. Ecco, questi uomini hanno sempre la nostra cosina a disposizione su un piatto d'argento ma siccome amano strafare, si permettono pure di tenerti sulla corda, di non dartelo. Stanno bene attenti a non dire di si a tutte perchè altrimenti avrebbero bisogno della signorina che gli smista gli appuntamenti. "Pronto, è la signorina B.? Le ricordo il suo appuntamento domani alle 13,50".

Non è necessariamente questione di bellezza anche se quella conta, eccome se conta. Non è nemmeno la ricchezza o la simpatia, l'ironia o l'eleganza, l'intelligenza o la genialità. E' il raggio traente.

Dall'altra parte ci sono uomini che non ti attraggono nemmeno se ti ci vai a schiantare sopra.

E' chiaro, adesso?

continua...

Segnalo Galatea su Fini.

lunedì 29 marzo 2010

Secondi Fini

A Massimo Fini la primavera dà fastidio. Lo turba. Lo distrae dai suoi interessantissimi discorsi sull'attualità politica italiana e lo fa svicolare nei meandri della misoginia di bassa lega, quella rancorosa dei vecchi, dove si perde miseramente.

Ha fatto scandalo sul "Fatto quotidiano" un suo pezzo, intitolato "Donne, guaio senza consolazione", al quale hanno risposto in rete, in difesa del genere femminile preso a cornate, sia giornaliste che bloggers.
Non so però se vi siete accorte, sorelle, che il pezzo era vecchio, una cosa pubblicata l'anno scorso con il titolo "Una razza nemica, meglio soli" sul Quotidiano.net, al quale avevo replicato allora con questo post. Infatti, avevo avuto la sensazione di deja-vu, del gatto che era già passato una volta, del bug nella matrice. Ho controllato ed è esattamente lo stesso pezzo, con una sola piccola variante finale.

Un anno fa Fini scriveva: "Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Basta. Molto meglio restare soli."

Oggi chiosa: "Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."

Non è neppure una gran novità. Woody Allen l'aveva già detto in maniera più divertente: "La masturbazione è fare sesso con qualcuno che si ama veramente".
Ora però, io non consiglio a Massimo Fini di andarsi ad appartare dietro la famosa siepe, perchè rischia di trovarci acquattato Paolo Barnard, l'altro grande guru della misoginia a mezzo stampa. Eh già, se Paolo ululì, Massimo ululà.

continua...

domenica 27 dicembre 2009

Donne che odiano i nani

"Mi hanno sempre colpito questi congressi-convention con le hostess tutte uguali, carine, alte, col culetto impacchettato nella minigonna a tubo, le tettine acute, lo sguardo dolce. Oggi imparo che questa fauna si chiama ragazze immagine, accompagnatrici, hostess, alla peggio escort. L’importante è che abbiano un visino pulito e innocente e a cena indossino un vestitino nero di Armani, possibilmente senza gioielli. L’immagine dell’innocenza scatena la libido.
Ho sempre visto con quanto disprezzo, anche manifesto e offensivo, tratti le donne in menopausa, tutte quelle carampane eccessivamente truccate e ingioiellate che ti si affollano intorno a migliaia, appiccicose e osannanti, sognanti, adoranti. Anche a loro non hai mai lesinato una barzelletta spinta, anche spintissima, che desse a quelle povere donne sfiorite il frisson della seduzione, dell’avventura col capo." (Paolo Guzzanti)

"E' un sadico porco che odia le donne" (Lisbeth Salander)

L'estremo sadismo dell'egocentrico amatore di sé stesso ed odiatore del resto del mondo, perchè inadeguato a compararvisi, è tormentare la sua vittima affinchè il malcapitato o la malcapitata alla fine cedano e si sottomettano. Devi amarmi per forza. Io ti disprezzo perchè non mi ami, perciò tu devi amarmi. Ho il potere di farmi amare, anche a bastonate, se fosse necessario.

Pover'ometto, quale abisso di complesso di inferiorità cela tale smania di sopraffazione. Amore? Non scherziamo. Anche se penso che questa stronzata dell'"AMORE" e relativo partito gli sia stata suggerita da qualche suo prete baciaricchi oppure da quei creativi bolliti di cui si circonda, per fortuna si capisce subito che il suo amore, come tutto ciò che da egli emana, è falso come l'ottone.
Non a caso un sacco di gente non ci crede, al suo amore. Non tutti sono affetti dalla perversione complementare al sadismo, il masochismo e tantomeno desiderano sottomettersi a lui.

Eh si, scusate, ma anche se mi sforzo non mi esce nulla, nessun pensiero positivo, soprattutto pensando e ripensando a quello strano attentatucolo. Il souvenir pacchiano quasi quanto lui, quella specie di sacchetto nero della monnezza che, non si sa come, gli compare magicamente in mano subito dopo la botta prima che i suoi boys lo trascinino in camerino... oops, in auto, per il trucco prima dell'esposizione dell'uomo sindone.
Ha ragione Lidia Menapace a parlare di stigmate. Ecco cosa ricordava quello stranissimo sangue per niente simile a quello che sgorga copioso da ferite fresche e che lorda gli abiti (in questo caso rimasti intonsi!) ma spalmato sul volto, in certi punti quasi rappreso, da madunino che piange, da natuzzo evolo in estasi mistica. Chissà se è sangue vero o è l'ennesimo trucco dell'imbonitore da fiera in cerca di rilancio? Sono vere stigmate o c'è il trucco? Ah, se fosse ancora vivo Padre Agostino Gemelli!

Un'esposizione plateale in favor di telecamera, al di là di ogni logica di sicurezza e poi la scomparsa. Chi l'ha visto? "Tornerò dopo le feste." Vedremo. Scommettiamo che non si noterà nulla delle ferite? Un asso quel chirurgo, sembra che non gli sia successo nulla*. E scommettiamo che, se non gli concederanno l'impunità totale, ricomincerà a sanguinare?

* sempre pronta a ricredermi qualora dovesse ricomparire con il profilo da pugile di Owen Wilson e un delizioso quasi-leporino à la Joaquin Phoenix . Chissà, forse potrei perfino innamorami.

martedì 10 marzo 2009

Ahi, ahi, ahi, Signor Fini... lei mi è caduto sulla passera

Dove si parla di Massimo, non di Gianfranco, per la precisione.
Ma che gli è preso? Al Fini, grande giornalista, da me molto amato per i suoi libri su politica ed economia, è uscito in questi giorni un esantema misogino che ne ha deturpato l'altrimenti impeccabile stile. Forse è solo una semplice allergia primaverile o una di quelle malattie che, proprio in prossimità della bella stagione, da bimbi ci coprivano di macchioline rosse e ci condonavano una bella quindicina di giorni di scuola.
Ciò che inquieta i sanitari è che tra i sintomi sviluppati dal Fini vi è anche un preoccupante attacco di vittimismo maschile gné-gné.

L'articolo incriminato, commentato in maniera gustosa da Dafne Eleutheria su ComeDonChisciotte, è leggibile sul prestigioso Quotidiano.net e si intitola: "Una razza nemica, meglio soli".
Oplà, la razza saremmo noi donne. In blocco, in stock, nessuna esclusa. Nemmeno mammina?
Dopo "Cara ti amo" e "Servi della gleba" di Elio e "Teorema" di Marco Ferradini, un altro ragazzo gné-gné che pubblica l'ennesimo manifesto del revanscismo maschile contro la Grande Stronza.

Al titolo, che contiene già un errore dettato dalla rabbia cieca, in quanto noi siamo genere e non razza, ma razza suonava meglio in senso provocatorio, segue l'elencazione dei soliti luoghi comuni: viviamo più a lungo, non siamo il sesso debole ma quello forte, quando ci va male facciamo un pianto e un lamento e tutto ci viene concesso, vessiamo i poveri padri portando loro via i figli, siamo contorte, serpentine e addirittura ninfomani, delle sex machines che se non le prendi a martellate vanno in loop orgasmico e non le fermi più.
Ma che oooooh! Direbbe Germano.

Le tre I, insomma, saremmo noi: Indistruttibili, Insaziabili, Inconoscibili.
A parte che abbiamo il grande pregio che quando i nostri compagni iniziano ad incanutire e ad appesantirsi sul punto vita non andiamo subito in cerca del diciottenne e anzi, ci addormentiamo volentieri abbracciate ai nostri cinturati pirelli.
Detto, en passant, cari misogini, che siamo l'unico animale femmina pensante che si lascia affascinare da maschi più vecchi (e non dite "solo se hanno i soldi" perchè non è vero), dove la mettiamo la nostra indole a sopportare il vostro smisurato, galattico ed incurabile Egoismo, che a volte è puro e semplice Egocentrismo infantile fuori tempo massimo, quello che vi permette di irridere i nostri mali e di fare tragedie per uno spino in un dito?
Non ci siete grati di non rinfacciarvi in continuazione di non essere come nostro padre? Sapete perchè non facciamo confronti tra voi e lui? Perchè ci scegliamo di solito uno che abbia gli stessi difetti di papino, e la faida generazionale continua.

La questione dell'insaziabilità sessuale denunciata da Fini mi fa parecchio sorridere. Di grazia, dove sono gli uomini in grado di superare i tre minuti dell'uovo alla coque, sì da permettere alla donna l'avvio della sequenza infinita di orgasmi? Mai sentito parlare di frigidità femminile? Di donne che manco riescono a girare la chiavetta dell'avviamento che subito il carburatore si ingolfa?

Questa, si lasci servire da me, altro che morbillo od orticaria, non è altro che una banalissima ferita narcisistica. Una delusione, un due di picche, un momento di scazzo possono aprire squarci nell'Ego e farlo sanguinare, perfino farlo essudare acido. Diciamo l'ultima e poi andiamo a casa: se l'articolo l'avesse scritto una donna, sugli uomini, non l'avreste accusata di acidità, di essere una vecchia babbiona che più nessuno se la fila?

Su, su, in attesa che la ferita guarisca, dedico ad uno dei miei giornalisti preferiti una citazione memorabile da un film di Steve Martin:

"Le femmine sono tutte uguali. Ti ficcano la mano in gola, ti acchiappano il cuore, te lo strappano, lo buttano per terra, e lo calpestano con i tacchi a spillo. Ci sputano sopra, lo sbattono nel forno e lo rosolano a fuoco lento. Lo tagliano a pezzettini, lo schiaffano dentro un toast e te lo fanno rimangiare e si aspettano che tu dica: “Grazie tesoro, è delizioso.

(dal film "Il mistero del cadavere scomparso")

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