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lunedì 29 novembre 2010

Solo un Assange

E noi che pensavamo di poter scoprire finalmente se siamo veramente sbarcati sulla Luna, se esistono gli alieni, quanti erano a sparare a Dallas e per ordine di chi, chi ha messo le bombe in Italia durante la strategia della tensione, se a volere Moro morto erano proprio solo le Brigate Rosse, chi ha abbattuto l'aereo ad Ustica, chi ha messo la bomba alla stazione di Bologna, chi ha firmato il patto con la Mafia negli anni '90, come ha fatto i soldi Berlusconi, insomma noi che volevamo delle vere rivelazioni con il botto, dobbiamo accontentarci di queste cacatine di mosca?  Di ancor meno di ciò che ha rivelato in articulo mortis la buonanima con la kappa, cioè nulla?
Di sapere insomma che siamo governati da un vecchio porco che si circonda di donnine ridanciane a gettone ma che in realtà è schiavo del fascino slavo di un alpha dog russo e pure comunista dal quale ha ricevuto in dono un letto, presumibilmente pieno di cimici? "Che lettone grande mi dai!" "E' per controllarti meglio".

Che delusione. Con tutta quest'acqua calda ci faremo un bel bagno. Poi magari rimettiamo su i DVD degli "X-Files" che sono molto più sexy ed emozionanti. No, davvero, non sto scherzando. Se davvero è tutta qui la storia almeno fateci una bella porno parodia: "Vicky licks".

domenica 3 agosto 2008

Kolosimo Jones e la maledizione dei marrons glacés di cristallo

Non c'è cosa peggiore che tornare a casa il 3 di agosto, provenienti dalle chiare e fresche acque di un torrente di montagna ed essere accolti da una città dalla temperatura da forno crematorio en plein air, con un sole che ti fa pesare fino in fondo la propria natura di reattore nucleare.
In un attimo ti si annulla completamente il beneficio della vacanza, come quei giochi malefici dove vai su di qualche stadio e poi, a causa di uno che non riesci a completare, devi ricominciare daccapo tutto il livello.

Sono stata in vacanza? Davvero? Perchè hai voglia di ripensare a quelle acque, alla frescura che ne proveniva e che hai goduto appena ieri sera; qui fa un caldo schifoso, da vomito e da domani questa sarà la tua realtà, con il lavoro che ti assalirà di nuovo ben bene con il tono del sergente Hartmann "Tirati su, tirati su, Palladilardo!!"
Il riferimento non è casuale. In questi giorni i carboidrati l'hanno fatta da padroni. Colpa di un forno montanaro dove ho ritrovato per miracolo la focaccia genovese, quella bella unta.

Nel post prima della partenza avevo fatto un riferimento profetico al pericolo di pioggia ed alla conseguente rottura di marron glacés che ne sarebbe derivata. Ebbene si, ha piovuto, praticamente ogni giorno ma in maniera, per così dire, compassionevole. La mattina tempo bello, tale da permetterti la passeggiata, poi verso le due si rannuvolava e prima di sera faceva un bell'acquazzone. Dicono sia la norma in montagna. Quindi se ne evince che negli anni passati, a parte gli ultimi due, avevo avuto un culo esagerato avendo trovato tempo sempre bello e senz'acqua quotidiana.

A parte la pioggia, però, e che non suoni blasfemo per chi non ha potuto godere di una fortunata vacanza come la mia, la montagna mi è parsa lo stesso quest'anno una discreta rottura di palle. Sarà che ogni anno è sempre più difficile arrampicarmi per sentieri, con la guida che scrive con scherno "percorso facile, adatto a tutti, anche ai bambini" ed tu che ti sentt da rottamare e nemmeno come auto storica; sarà il fatto che nei rifugi ti toccano sempre la polenta, i finferli, lo speck, gli orrendi crauti e quei dadi di cervo stufato che ti auguri siano davvero cervo stufato e non escursionista dell'anno scorso, disperso a quota 3800, naturalmente surgelato.
E' difficile anche trovare percorsi nuovi che non siano già stati battuti in passato. Per quest'anno, non cambiare, stessa seggiovia, stessa montagna.
Meno male che di nuovo ho potuto vedere il Pordoi e la Val Gardena, bellissimi (e con il sole, tiè!)

Prima di rimettermi al lavoro nel corpo dei marines e di tornare a pieno ritmo alla manutenzione di un blog che è rimasto indietro di una settimana (a proposito, grazie a tutti coloro che hanno lasciato gli auguri di buone vacanze e che hanno cliccato lo stesso la paperaccia), la sottoscritta vi lascia con una mini recensione del film visto in ferie nel cinemino-treatrino locale, senza l'amato impianto Dolby Surround al quale purtroppo si è abituata nelle patrie multisale ma con l'audio sparato a spaccatimpani come ai vecchi tempi.

L'ultimo Indiana Jones si intonava molto bene con gli scarponi da trekking e con il clima da sala parrocchiale. Che dire, sono quei film che ti danno la sensazione che siano stati girati inserendo il regista automatico e che alla fine ti strappano un agghiacciante "bellino, va'!"
Buona l'introduzione del personaggio, con l'inconfondibile cappello e l'ombra proiettata sull'auto ma purtroppo l'effetto originalità dura poco perchè ti cadono i marrons glacés quando capisci che la mitica e ultramegasegreta Area 51 può essere presa, in pieni anni cinquanta, da quattro russi da fumetto più Cate Blanchett, con quattro pistolettate e un paio di barbe finte.
Dev'essere il nuovo corso dell'amministrazione americana, quello per intenderci che l'11 settembre la CIA, il NORAD, l'FBI, il servizio della Marina e tutto il cucuzzaro non c'erano e se c'erano dormivano. In pratica è meglio custodito un qualunque LIDL, dove ci sono certi buttafuori che, appena entri con qualche sporta, ti squadrano subito etichettandoti come ladra in pectore.

Tornando al film, cosa ci poteva essere da rapinare nell'Area 51? Il reperto di Roswell, ovviamente, il solito alieno grigio del cavolo. Anche l'Arca dell'alleanza, mi suggerisce qualcuno abile nell'aguzzare la vista. Nel prosieguo dell'avventura, come in un puntatone di Voyager, c'era tutta la mitologia dell'archeologia spaziale, dalle piste di Nazca ai teschi di cristallo. Mancava solo l'uomo spaziale di Palenque e l'esplosione di Tunguska.
Kolosimo Jones, insomma. Una pacchia per noi quasi cinquantenni venuti su a pane ed UFO ma cosa ci avranno capito i ragazzini che dieci anni fa erano troppo piccoli per Mulder e Scully?
Harrison, poveretto, fa fin troppo, data l'età. Però non perdono assolutamente a Spielberg il disco volante che alla fine se ne riparte venendo su da sottoterra (visto già in almeno quarantasette film compreso il primo lungometraggio di X-Files) e il matrimonio riparatore finale dell'eroe con la ex-bella del primo episodio. Capisco voler uccidere definitivamente il personaggio ma così è troppo, roba da tribunale dell'Aja. Vuoi mettere uno che inforca il cappellaccio e se ne riparte con un Rhettbutleriano "francamente me ne infischio" di mogli e figli "de Elvis" spaccamaroni, andando magari a riprendersi la Cate nella jungla per una sveltina stile "dove eravamo rimasti?"
Ma si, avete ragione, non ha più l'età, meglio l'altare. Che tristezza, però. Viene in mente quella vecchia barzelletta: "A Marì, il prossimo anno annamo ar mare!"

venerdì 20 giugno 2008

Noi siamo i puffi blu

Acquistate anche voi abbigliamento di produzione cinese? Beh, state attenti perchè potrebbe capitarvi ciò che è successo a me oggi: ritrovarvi di un bel color blu puffetta. Ora vi racconto.
Stamattina mi ero messa un normalissimo paio di pantaloni neri nuovi di pacca. Dopo un pò che sono in ufficio noto che ho le unghie blu. Boh, mi sarò sporcata con qualche toner. Mi lavo le mani ma il blu non viene via. Quando sono tornata a casa e mi sono tolta i pantaloni, mi sono ritrovata la metà inferiore del corpo blu. La maglietta che indossavo era macchiata di blu. Ho provato a lavare i pantaloni ma dopo aver sporcato la vasca da doverla smacchiare con il Cillit Bang, ho desistito visto che le braghe maledette continuavano a buttare colore. Per lavarmi ho dovuto usare una striglia da cavalli e una pasta speciale abrasiva tedesca che di solito uso per pulire il lavandino d'acciaio. Nonostante ciò sono riuscita a macchiare l'accappatoio di blu.

Ma che minchia di coloranti usano, 'sti cornutazzi di cinesi? Io spero e mi auguro che non si tratti di roba tossica. Veleni inenarrabili che ti entrano nella pelle e dopo un pò cominci a mordere tutti. Oppure fai la fine della tipa di Goldfinger, avvelenata con una tintura. Là era oro, qui blu puffetta.
I pantaloni li ho buttati via ma mi sorge un dubbio: dovevo forse trattarli come rifiuto speciale?

E' tutto vero, non vi sto coglionando con un trip di fantasia. Non mi sono drogata, non ho fumato niente e non ho preso acidi. Piuttosto, riascoltandola, l'unica cosa che può sembrare psichedelica in questo post è la canzone di Mina. Oppure questa incredibile lettura simbolica dei puffi. Vado a darmi la seconda strigliata.




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martedì 10 luglio 2007

Un pollo buono da svenire

Che succede da Amadori, il fiore all’occhiello dell’avicoltura italiana? Gola secca, stanchezza, mal di testa, vomito e svenimenti non colpiscono i polli (che pure avrebbero ogni ragione per sentirsi a disagio in un ambiente che li trasforma a tradimento in crocchette) ma le operaie che lavorano nei vari reparti. Soprattutto in quello del “taglio tacchini”, all’improvviso, paf! un’operaia cade a terra come una pera e non ci si riesce a spiegare il mistero.
L’Area 51 ha traslocato a San Vittore di Cesena? Pare addirittura che il problema, intensificatosi negli ultimi giorni, sia iniziato nel mese di marzo.
Anche dopo il lavoro, le lavoratrici riferiscono di soffrire di sonnolenza e altri disturbi.

L’unica spiegazione finora trovata, a parte la diagnosi di “psicosi collettiva” fatta da brillanti medici locali, per questo X-file tutto romagnolo, è la carenza di ossigeno all’interno dei reparti di lavorazione. L’ossigeno calerebbe per un complicato fenomeno che ha a che fare con le modalità di soppressione degli animali. Per macellare i tacchini maschi al ritmo di 1400 l’ora, questi bestioni anche di 30 chili vengono appesi e fatti passare in un tunnel nel quale viene immesso un gas contenente anidride carbonica. Una volta inscimunite, le povere bestie vengono terminate mediante una lama elettrica. Non succede solo da McDonald’s, a quanto pare.

Gli esperti che hanno elaborato “l’ipotesi del tacchino gasato” sostengono che l’anidride carbonica verrebbe assorbita dai tacchini e rilasciata nell’aria che respirano le operaie che in seguito li manipolano. Mah…
Per sicurezza, da qualche giorno i tacchini non vengono più gasati ma vanno direttamente alla sedia elettrica e si attendono i risultati delle analisi eseguite dagli scienziati della Clinica del Lavoro di Pavia. Una sorta di RIS della cotoletta.

Sembra comunque che, nonostante la discesa nei reparti in tuta da contaminazione da livello 4 stile “Virus letale” del gran patriarca Amadori e di tutta la famiglia, il problema persista. Sarà stata l’emozione, o il suo fascino da testimonial del piccolo schermo, ma due operaie sono proprio svenute ai suoi piedi.

lunedì 22 gennaio 2007

La settimana enigmistica

L’immagine, lo so, è forte e chi ha visto “Saw-L'Enigmista” capirà meglio il senso della situazione.
Il fatto è che negli ultimi tempi gli annunci di Prodi in politica estera assomigliano a quelle telefonate tra colleghi dell’FBI che si vedono nei telefilm:
“Pronto Scully?
“(Silenzio)…. Si… Mulder?”
“Ehi Scully, ma stai bene?”
“(Silenzio) Si, si… sto … bene”
“Ho capito, qualcuno ti minaccia con una pistola. Ora stai tranquilla e non perdere la calma. Stiamo arrivando”.

Mi sto convincendo che qualcuno, un perfido Enigmista ossessionato dal Quesito della Susi e dalla Pagina della Sfinge, sta tenendo Romano in ostaggio in un sordido bagno e lo obbliga a fare certe dichiarazioni, caratterizzate tra l’altro da un tempismo eccezionale e sospetto tale da far intuire un sadico gioco di ruolo:

16 gennaio - "Il governo non si opporrà all'allargamento della base militare Usa di Vicenza”. (Il 10 gennaio erano cadute le ultime speranze per ottenere verità e giustizia su Ustica.)
20 gennaio – “Il ritiro dall’Afghanistan è una follia”. (Io mi ricordo vagamente in campagna elettorale delle assicurazioni su un nostro ritiro dai vari teatri di guerra, ma forse ho sognato.)
22 gennaio - "L'entrata della Turchia a pieno titolo nella famiglia europea è un traguardo strategico. In questa fase storica nessuno deve pensare a scelte alternative. Non sono in programma". (Appena due giorni prima, il 19, era stato ucciso il giornalista di origine armena Hrant Dink, paladino contro il negazionismo turco di stato sul genocidio armeno del 1917.)

Ho capito Romano, qualcuno ti minaccia con una pistola. Ora stai tranquillo e non perdere la calma. Stiamo arrivando.

venerdì 10 novembre 2006

Aggiornamento: The Cogne Files

Avevamo appena lasciato la ridente vallata di Cogne con la notizia che Samuele sarebbe morto di morte naturale per l’aneurisma, eccetera, eccetera ed ecco dopo poche ore un’altra variazione sul tema.
La madre avrebbe ucciso in stato di parasonnia, per uno di quei casi descritti dalla letteratura nei quali un soggetto affetto da sonnambulismo può commettere atti di violenza auto o etero-diretta. Lo afferma l’ennesima perizia neurologica su Annamaria Franzoni, ordinata dal tribunale, che evidenzierebbe anomalie elettriche cerebrali di tipo epilettiforme.

A parte che un elettroencefalogramma non fa primavera, se il delitto è avvenuto tra le 8.00 e le 8.30 del mattino, come è appurato dagli atti processuali (qui il testo del rinvio a giudizio del GIP Gandini) e dal referto autoptico, quando la Franzoni ha accompagnato il figlio grande all’autobus dormiva o era sveglia? Ha perfino parlato con il conducente…

A questo punto solo i miei amati Mulder e Scully potrebbero dipanare la matassa degli X-Files di Cogne.
Eh si, perchè abbiamo avuto i fantomatici assassini che passano attraverso le porte chiuse, la cui cattura Taormina ha annunciato a più riprese come imminente ma che poi non sono mai venuti fuori (chissà perché). Assassini che si nascondevano tra legnaie e garage, confondendosi magari tra i nanetti da giardino e che erano in grado di entrare in casa, mettersi in pigiama, uccidere, ricambiarsi, uscire e sparire nel nulla in 3 minuti: assassini al microonde.
Poi è saltato fuori il “vecchio scarpone” numero 46 (avete controllato l’alibi di Ibrahimovic?) che quindi scagionava il piedino da fata di Annamaria.
In un trip esoterico a "Porta a Porta" il criminologo Bruno (che non è parente dell'orso) parlò di una possibile pista satanica visto che il delitto era avvenuto di giorno 30, giorno di sabba. E poi ricordiamo le accuse al matto del villaggio, alla vicina con la faccia feroce che “picchiava” i bambini e all’altra conoscente che avrebbe gettato il malocchio sulla famigliola felice e perfetta, troppo perfetta. Manca il nano ballerino nella stanza rossa e siamo in pieno Twin Peaks.

Non so voi ma io mi sono proprio rotta.
Mesi fa sono uscite delle intercettazioni riguardanti il grande capo Franzoni e i coniugi Lorenzi, delle quali ha parlato anche Fulvia in un suo post. Vi si parla della necessità di far sparire un certo martelletto. Ora, all’approssimarsi forse della presentazione al processo di ulteriori intercettazioni compromettenti siamo giunti all’escamotage del "io non c’ero e se c’ero dormivo". Faccio peccato se penso male?
A coloro che poi si commuovono per la "verità" contenuta nel libro autobiografico della povera madre accusata dai cattivi giudici (ci scommettete che il ghostwriter è Vespa?), ricordo che esiste un processo Cogne bis dove ben 11 persone dell’entourage della Franzoni sono indagate per calunnia e frode processuale, tra cui l'avvocato Taormina, la stessa Annamaria Franzoni e il marito Stefano Lorenzi per le false macchie di sangue fatte con il solfato di calcio.
Ho detto ridente vallata di Cogne all’inizio? C’è poco da ridere.

giovedì 15 giugno 2006

Voyager, X-Files de noantri

C'è una trasmissione RAI che non finisce mai di stupire, "Voyager", un Quark in territorio deangelizzato, una sorta di X-Files de noantri.
Lo conduce lo spettrale Giacobbo, un autore che ha saltellato a lungo tra Rai, Mediaset e TMC, sempre occupandosi di misteri e che, sul sito del programma si definisce: "Indomito combattente della verità assoluta."
Non alla ricerca della semplice verità, come Mulder, ma di quella assoluta, come l'indimenticabile Marcello Pera.
Ogni lunedì sera Giacobbo, suadente come un assicuratore, ci avvince con la promessa di sconvolgenti rivelazioni su ciò che da sempre ci chiediamo quando non riusciamo a prendere sonno nel nostro lettino: ma sulla pietra di Palenque è veramente raffigurato un antico astronauta?
Sarà che da ragazzina mi sono letta tutti i libri di Peter Kolosimo e allora si credeva ancora agli UFO e si avvistavano ancora, mentre oggi gli alieni sono stati sostituiti dagli islamici e si vocifera che non siamo mai stati sulla Luna, ma questi sono tutti argomenti un pò triti e ribolliti, come il polpettone e le zucchine ripiene.
Dopo essersi occupato di spettri e acchiappafantasmi, di profezie, misteri e falsi problemi in confezione 3x2, ultimamente l'argomento delle puntate è diventato praticamente una saga sulla paccottiglia templar-massonica che, veicolata dal virale "Codice da Vinci", ci ammorba peggio dell'aviaria.
Un rapido sguardo agli argomenti delle ultime puntate, per la serie battere il ferro Dan Brown finchè è caldo, è significativo: Maria Maddalena, Il Priorato di Sion, Leonardo Da Vinci, I misteri dei Templari e della Cappella di Rosslyn, I misteri dei rotoli del Mar Morto. Precedentemente non si era fatto sfuggire nemmeno Rennes le Château (a cui sono state dedicate ben tre puntate) e La Cappella di Rosslyn (arridaje).
L'altra sera è stata fatta una puntata su Antoni Gaudì, il grande architetto catalano, e, indovinate un pò dove lo spettrale Giacobbo è andato a parare? Che Gaudì, sant'uomo ma cattolico un pò bizzarro come Socci, era massone (te pareva), invischiato con il Priorato di Sion e con il parroco di Rennes le Château e che nella incompiuta cattedrale della Sagrada Familia di Barcellona avrebbe nascosto uno sconvolgente segreto.
Il bello con Giacobbo, che come gli assicuratori non ti rivela il segreto delle noticine in piccolo sulla polizza, è che alla fine non scopri proprio un tubo, anzi gli mandi qualche accidente perchè ti ha fatto fare mezzanotte per niente e tu devi alzarti presto l'indomani.
Anche l'altra sera, quindi, mi è toccato andare a letto arrovellandomi su cosa ci fosse sotto il pavimento della Sagrada Familia e probabilmente non lo saprò mai, o perchè della cosa continuerà ad occuparsene lo spettrale Giacobbo o perchè sotto la cattedrale non c'è proprio un tubo.

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