sabato 5 maggio 2012

L'IMU 'rtacci vostri


Mi scuserete se non sarò di gran buonumore, in questi giorni, ma mi hanno fatto il calcolo dell'IMU. Per ora conosco l'importo della prima rata, quella di giugno, con la sola componente statale. La seconda rata di dicembre - non è vero che ci sono tre rate, ma solo due, pare - conterrà anche la componente comunale dell'imposta, il federalismo insomma, quindi sarà molto più salata. Ringrazio la dolcissima signora Carmela Esposito, del CAF, per avermi comunicato l'ammontare dell'esosa gabella con una delicatezza che nemmeno certi medici hanno nell'informare i parenti di una diagnosi infausta. 

Non vi tengo più sulle spine, sono € 550,00 da pagare entro il 16 di giugno. Perché così tanto? Perché la casa vuota dei miei genitori - mica un castello della Loira ma un A4 più garage - che da un anno è in vendita ma vendere non è facile, soprattutto quando c'è crisi e hai a che fare con immobiliaristi che non sarebbero capaci di piazzare neppure la cuccia del cane, mi viene considerata seconda casa, visto che vivo in affitto per i cazzi miei e con chi mi pare da 12 anni. Se riuscirò a vendere, con il ricavato potrò finalmente comperarmi la prima casa e allora fine dell'affitto e fine del problema, forse. In ogni caso, anche se un domani abitassi in una casa mia, nessuna detrazione per figli a carico perché - che sbadata  - non ho pensato di farne a suo tempo. Non sarebbe un regime fascista se non tassasse scapoli, nubili e coppie senza figli.
Intanto però i professori (ma l'IMU è figlia deforme del federalismo e l'ICI l'ha tolta alla cazzo Miciobellobamboccione, non dimenticatelo) mi portano via, a giugno, mezzo stipendio e a dicembre probabilmente l'intera tredicesima. A suo tempo potremo masturbarci con il calcolo finale nell'esproprio.


Ha ragione la Fornero, "è meglio far studiare i figli che pensare a lasciar loro delle case in eredità". Il problema è che i miei, oltre a lasciarmi una casa, mi hanno pure fatto studiare, meschini. Quindi? 
Mettiamola così. Non mi chiamo Fornero né Deaglio. La zia ricca ha ragione, le case di proprietà non sono roba da piccoli borghesi del settore impiegatizio, che è meglio restino al loro posto. Le case bisogna sapersele mantenere, sono cose da ricchi, neh?
Se io fossi un avvocato da 10.000,00 euro al mese - parlo di robetta di provincia, non di Ghedini - cosa sarebbero per me 550 euro? Il 5,5% di una mesata. Potrei permettermi tranquillamente di pagarne altre due o tre all'anno di IMU sulla seconda casa, senza sentire troppo male. Visto che invece sono un'impiegata da 1100 euro netti, l'imposta incide di fatto e parlando solo della prima rata, per il 50% netto su uno stipendio mensile già tassato alla fonte in maniera disumana.
La Costituzione recita che la tassazione deve essere progressiva. In questo caso salta pure la proporzionalità che, secondo altri, sarebbe il modo più giusto di calcolare la tassazione.
Io, per il mio stipendio e se fossi considerata uguale al mio omologo avvocato immaginario, dovrei pagare, se vale anche per me la regola del suo 5%, € 60,50 di IMU.  Oppure lui potrebbe pagare € 5.000,00, la metà del suo mensile. Scegliete voi. 

Un'eccessiva pressione fiscale ingenera recessione. Ormai lo sanno anche i tombini per strada. Conseguenze recessive personali di questa rapina? Sul lungo termine di dicembre, l'esproprio capitalistico per me significa rinuncia al divano nuovo che avevo già preventivato di acquistare. Tanti saluti alle fabbriche del territorio, come quella che ha assorbito il personale in esubero dell'OMSA, che avrebbero potuto guadagnarci un pezzo venduto in più.
Sul medio periodo di giugno, l'ammanco di 550 euro inciderà sul budget vacanziero e quindi di riflesso sul comparto del turismo romagnolo del mare. Meno cene al ristorante, meno spese in genere. Salutame a soreta Crescita.
Nel breve e brevissimo periodo la recessione mi provoca solo una gran depressione, rabbia e senso di ingiustizia. Depressione di quelle reattive, che hanno una causa precisa, identificabile, come quella che ti agguanta quando subisci un lutto. Mentre però per il lutto siamo di fronte all'imponderabile, in questo caso si tratta di decisioni umane, prese con freddezza scientifica ed in perfetta lucidità da gente che non si è neppure posta il banale problema di correlare l'importo di una tassa con il reddito del contribuente per far sì che non saltassero i tappi della progressività, proporzionalità ed equità. Contribuente che, essendo lavoratore dipendente, ha un reddito chiaro e trasparente come l'acqua di fonte.  
Gli è che ragionano con il loro portafoglio. Questo è il problema. E non ho alcuna intenzione di sentirmi in colpa perché ho un lavoro e dopotutto sono proprietaria di una casa e quindi dovrei sentirmi una privilegiata e stare zitta. Preoccupatevi se sono già arrivati alla piccola media borghesia, vuol dire che al di sotto ci sono già le montagne di cadaveri. Il loro scopo, ricordatelo, è di farci un giorno sentire di troppo per l'aria che respiriamo e che rubiamo alle narici dei loro carlini mangiafiletto.

Cià, ho un tale nervoso che potete farmi premere il pulsante che sgancia una bella termonucleare dove volete, che non mi faccio alcuno scrupolo, anzi, mi guarderò il fungone dall'oblò cum gaudium magnum.

venerdì 4 maggio 2012

S.B. telefono casino


"Ciao amore", "Ammoooooore, ciao!" "Dimmi amore", ""Ma si amore, si", "Senti, amo'..."

Ecco, la cosa più disturbante delle telefonate delle Orgettine con l'ex Miciobelloebamboccione del Consiglio è questo abuso, questo vilipendio della parola amore. Una parola che, a volte, si ha pudore di pronunciare rivolgendosi proprio alla persona amata perché se questo amore non fosse corrisposto o fosse solo una finzione, si sentirebbe puzzo di  sacrilegio. Infatti io non ho nessun pudore a chiamare "Amoreee" solo la mia cagna, forse perché so che è incapace di mentire, a differenza degli uomini, con i quali sono molto più guardinga. 
Non so gli altri, ma io ritengo amore parola troppo impegnativa, sacra, da non sporcare, come in questo caso, per contrappuntare uno scambio do ut des di puro mercato. 

Una donna che noleggia la passerina e relative pertinenze a caro prezzo che bisogno ha di chiamare "Amore!!" il cliente? E, dal canto suo, perché il cliente deve chiamare "Amore!!" una che è lì solo per denaro e non certo per il suo culo flaccido? E' la ridondanza di smancerie che rende oltremodo ridicola questa compravendita. Quando i brokers piazzano titoli o future o put options o derivati in Borsa, mica si telefonano giustificandosi: "Amo', vendimi tutto!" "Amore, ciao, ho un ordine per comperare..." Vi pare? L'amor che move il Sole e l'altre stelle, mica lo spread.

Non le ho ascoltate tutte, le intercettazioni, ci mancherebbe. Anche una con la curiosità e la deformazione professionale per l'anatomopatologia ha un limite. Ne ho ascoltate tre o quattro a random.
Prima quelle tra l'uomo e le sanguisughe. Le bugiarde che, in privato e tra comari, all'Amore loro dedicano solo appellativi scatologici dopo averlo spremuto come un limone.
Poi quelle tra sanguisughe, le più estreme. L'apoteosi del volar di stracci e borsette. Una violenza da gangsters di Scorsese. Come le telefonate della dolce e tenera minorenne che, sulla faccia della collega, farebbe con le unghione ricostruite ciò che nemmeno i narcos messicani con il machete riuscirebbero a fare.
Amore, eh?

mercoledì 2 maggio 2012

Technical divide by zero


Questi tecnici non funzionano e non funzioneranno nemmeno a continuare a chiamarne di nuovi dal centro assistenza, perché oggi non si aggiusta più il televisore che si scassa. Lo si butta e lo si sostituisce con uno nuovo.
Non è più come una volta che, per rivedere Capodistria, bastavano una saldaturina sul telaio o il cambio di una scheda o perfino, se per massima sfiga si rompeva il tubo, la sostituzione dello stesso - operazione che anche allora veniva sconsigliata perché costosa - per permettere all'infernale oggetto catodico di continuare a funzionare.
I pezzi di ricambio oggi costano troppo, c'è da svenarsi per tentare di accomodare un apparecchio ormai vetusto che rischia di andare in corto definitivo da un momento all'altro. Per questo ormai si risparmia perfino sostituendo il defunto con l'ultimissimo modello a led fullaccaddì.

Queste cose dovrebbero saperle, visto che sono dei gran pezzi di bocconiani e uomini di mondo ai quali sicuramente si sarà scassato il TV qualche volta. Il loro problema, mi sa, non è affatto tecnico ma ideologico, di quelle belle zeppe che sono le ideologie,  capaci di bloccare anche il più perfetto dei meccanismi o dei circuiti. Forse è addirittura un problema di fondamentalismo parareligioso.
La loro ideologia-religione di riferimento, il liberismo che sostiene, ad esempio, che il mercato si autoregolamenta, una delle più fenomenali fallacie mai messe al servizio dell'infinita cupidigia umana, è già tecnicamente fallita e clinicamente morta. L'apparecchio è definitivamente fuso, ha preso il fulmine.
E' un sistema che non funziona più nemmeno ad incaponircisi ad aggiustarlo e volendone cambiare tutti i pezzi a costo di vendercisi la casa, ma loro da quell'orecchio non ci sentono. Sono come i fantaccini mandati a morire in trincea, d'accordo, eseguono gli ordini dei generali, ma un briciolo di lucidità potrebbero sforzarsi di ritrovarlo invece di continuare a dividere per zero.
Le metafore spesso aiutano a capire i problemi.
Bocconiani miei, governanti immaginari, così non va. Tanto per restare sull'elettrico, qui non basta più l'inventiva di un Edison ma ci vorrà quanto meno la visionarietà di un Tesla. Se basterà.

martedì 1 maggio 2012

Occupy Italy


Cosa faranno gli italiani oggi, 1° Maggio? E' festa, certo. Non si lavora negli uffici, nelle fabbriche e nelle aziende e non si va a scuola perché anni fa, tanti e tanti oramai, fu deciso che si dovesse celebrare una giornata dedicata al lavoro riposandosi e avendo tempo di riflettere su che cosa bella e dignitosa fosse stata la conquista del Lavoro inteso come valore di civiltà. Un lavoro che rendeva l'essere umano sempre più simile a Dio e meno alla bestia attraverso il riconoscimento di diritti, come quello di ammalarsi e di riposarsi.  E' qualcosa di assai divino, il riposo. Il settimo giorno, ricordate? 

Da qualche tempo tutto questo insieme di principi viene messo in discussione. Non solo perché il lavoro sta diventando non più un diritto inalienabile ma un privilegio, una regalia da parte dell'1% e non sto parlando di lavoro qualificato ma di semplice lavoro salariato da primo livello di pura sopravvivenza. Anche il riposo comincia ad essere messo in discussione. Si tolgono dieci minuti dai turni - per aumentare la produzione di automobili che poi non si vendono - e si tiene aperto il centro commerciale anche di domenica e i giorni festivi - la rivincita dei mercanti - perché il riposo del lavoratore fa male al re, al suo profitto. Perché è lo schiavismo che sta tornando di moda, in una versione più simile a Metropolis che a Radici. 
Guardate i cinesi, ad esempio. Entrate nei loro empori aperti 7 giorni su 7, dove tutto puzza di pneumatico, di petrolio, di benzina. E' un odore che deve assomigliare molto a quello del napalm ma non sa affatto di vittoria. Non ridono mai, i cinesi. Stanno lì ad incassare i loro centesimi come fossero milioni. Se rivolgete loro la parola non capiscono, ma non perché parlate italiano, ma perché non devono perdere tempo con stronzate come l'interazione umana.
Capite allora perché un vecchio padrun come Romiti dice che la Cina è un paese da viverci. Perché la Cina ha saputo prendere il peggio dal comunismo e il peggio dal capitalismo, li ha mescolati ottenendo il peggiore dei sistemi di produzione possibili e li ha infine irrorati, a quanto pare, di benzina. Prima o poi prenderà tutto fuoco. Il sole dell'avvenire. Il nostro, se non ci ribelliamo.

Cosa faranno dunque gli italiani oggi? Oh, quelli che hanno ancora una coscienza politica di sinistra magari andranno al concertone dei chitarrosi progressisti a cantare "Bella Ciao" mentre i capi di partito stanno nella stanza dei bottoni a studiare come fottere i lavoratori senza che questi si accorgano che sono quelli di sinistra a fotterli di più. Qualche bottegaio terrà aperta la bottega esponendo l'orgoglioso cartello "Oggi 1° maggio APERTO" sentendosi tanto ma tanto crumiro. Altri bottegai terranno chiuso perché chi se ne frega, tanto non si batte un chiodo e i centri commerciali dovranno attendere forse solo un altro anno prima di poter aprire impunemente anche nella giornata dei lavoratori. Questione di tempo. Per altri ancora: disoccupati, cassintegrati, esodati, lavoratori precari e in nero, sarà un giorno come gli altri. Non si apprezza veramente il giorno di festa se non quando lavori. Se non hai il lavoro non ha nemmeno il riposo, solo un'attesa, un soggiorno infinito in un limbo di inattività che è peggio dell'inferno.


E gli americani che faranno, oggi? Non è la festa del lavoro perché loro la celebrano in settembre ma il movimento  Occupy Wall Street  ha indetto per oggi uno Sciopero Generale e la cosa mi ha incuriosito molto per il fatto che abbiano scelto una data simbolica come il 1° maggio per questa azione. Sono cose che si imparano in quel pericoloso strumento di diffusione di notizie incontrollate che sono i blog.
Se avete visto qualche immagine di Zuccotti Street in TV  tempo fa era sicuramente per paragonare le proteste del movimento ai black bloc, al disordine, alla rivolta, al terrorismo. 
Non avete sentito parlare molto del 99% e dell'impegnarsi in concreto in azioni collettive per combattere la crisi, vero? Per esempio ribellarsi allo strapotere finanziario trasferendo alle Credit Unions, banche solidali che per statuto non possono impegnarsi in attività finanziarie ma solo nel credito ai privati ed alle imprese, i soldi dei semplici cittadini? Pare che molte migliaia di americani abbiano aderito all'appello. Figurati, noi italiani avremmo paura di andare in banca e chiudere il conto. Paura di qualche funzionario o bancario del cavolo e del loro abbaiare da cani da guardia. 


Per dovere di cronaca bisogna dire che qualcuno sostiene che il movimento Occupy Wall Street, così come la Primavera Araba, gli Indignados e ogni afflato di resistenza mondiale a questo sistema di merda sono in realtà parte stessa del piano del sistema. Infiltrados, insomma. Un modo per quantificare l'entità della protesta e controllarla dall'interno. Una vecchia storia.
Secondo la spirale senza fine del complottismo paranoideo, ciò che ci sembra antisistema in realtà è attiguo al sistema e ciò che esattamente vuole il sistema è che non ci fidiamo più di nessuno e che entriamo in un loop di incertezza senza fine. Con il risultato che rimaniamo tutti a casa per paura di essere complici del masterplan del sistema. Complimenti. Però così si fa comunque solo il gioco del sistema e allora tanto vale rischiare e uscire dal guscio, come stanno facendo gli americani. Almeno provarci e contarci. Forse quando i numeri saranno veramente troppo grandi sarà impossibile controllarli.

Noi italiani non abbiamo solo paura di chiudere il conto in banca o perfino di trasferirlo in un'altra dove le condizioni sarebbero migliori. Oltre alla tradizionale pigrizia che ci impedisce di alzare il culo e fare qualcosa, dobbiamo lottare contro un fenomenale ostacolo alla nascita di qualunque movimento di opposizione, reale od infiltrato che sia: la parte politica che dovrebbe teoricamente fare gli interessi del popolo.
Quando abbiamo cercato anni fa di convogliare la protesta contro l'illegalità diffusa e la vecchia politica corrotta in un movimento, hanno detto che i Girotondi erano qualunquismo. Che Di Pietro è un forcaiolo fascistoide. Hanno lasciato che ci massacrassero di botte a Genova e ora sono convinti che la lezione sia stata sufficiente e quindi non ci saranno più movimenti popolari spontanei a rovinare i loro piani di grandezza. Quelli tipo "avere una banca", ad esempio. Personalmente ho sempre trovato meno insultante e sincera una manganellata di Canterini che l'ipocrisia sulle "notti cilene" di D'Alema.
Grillo, infine. Il Grillo espiatorio è un mafioso perché non sa improvvisare e ha bisogno di un autore che gli scriva i testi, se no pasticcia. Grillo è pericoloso, ci porterà via un mucchio di voti. I voti, ecco ciò che conta veramente.
Se in Italia qualunque protesta è diventata illegale e viene regolarmente irrisa e sottovalutata è perché siamo un paese fascista e perché la Sinistra  è ormai un appellativo senza significato. Perché chi si fregia illegalmente di quell'appellativo pensa di ottenere il potere alle prossime elezioni ed esercitarlo continuando in una politica ultraliberista suicida, soffocando ogni idea alternativa che farebbe crollare anche il loro mondo di servi del sistema. Sono certa che se chiedessimo ad un soggetto come Fassino, ad esempio, se un giorno ci sarà mai un movimento in Italia come Occupy Wall Street, lui risponderebbe: "Ci arriviamo."

Se il 1° maggio ci accontentiamo di quattro chitarrosi di consolazione, dei sindacati che parlano di sciopero generale con il caschetto antinfortunistico in testa e poi non fanno un cazzo per cambiare veramente le cose proponendo idee alternative a questo sistema ma accettano i biscottini dal sistema finanziario, siamo fritti e ce lo meritiamo. Bisogna costruire qualcosa di nuovo, tutti insieme e al di là delle barriere ideologiche. Con questa sinistra non andremo mai da nessuna parte, tantomeno con la destra. E' vero. Anzi no, andremo a farci fottere di sicuro. Quindi dobbiamo arrangiarci da soli per salvarci. Le scialuppe stanno per finire.

Ah, dimenticavo. I cinesi che fanno oggi? Sono turbocapitalcomunisti, oggi lavorano.

Buon 1° Maggio.

domenica 29 aprile 2012

Falsi miti a fettine - Parte Prima


L'utilizzo intensivo della menzogna e dell'inganno, che credevamo esclusivo del bugiardo compulsivo di prima, dello pseudologo fantastico, di quello della fichetta marocchina da 47.000 euro la settimana "nipote del presidente egiziano", per intenderci, non è terminata ma sta ormai dilagando senza più bisogno di nascondersi dietro la cosiddetta bugia pietosa, la scusa magra, la confabulazione attribuibile ai neuroni sofferenti di un vecchio megalomane.

Dopo le plateali bugie pinocchiesche di B. c'è stato un salto di qualità. Non è neppure questione di dire bugie, a pensarci bene. E' utilizzare un linguaggio che deve essere interpretato, è un senso che ne ha un altro nascosto da scoprire, è un discorso esoterico che finge di essere essoterico quando parla al pubblico ma si rivolge sempre e solo ai propri simili in maniera più o meno cifrata ed iniziatica.
Insomma il potere finanziario globale che brandisce la shock economy come un maglio per farsi strada verso gli ultimi fortini di resistenza, credendosi ed autoproclamatosi D**, si esprime attraverso dei profeti e noi non possiamo che diventare esegeti della Sua parola attraverso la loro. In fondo è un bene perché ci costringono a studiare economia, compresa quella macro, finanza, a tornare in questa università per adulti che serve in realtà come scuola di sopravvivenza, ad informarci, insomma. Chissà se si rendono conto di quanto ciò possa essere pericoloso per loro.
Vediamo dunque queste affermazioni, questi falsi miti raccontati dai profeti del Nuovo (Dis)Ordine mondiale e cerchiamo di tradurli nel loro vero significato. Come regola aurea esegetica, ricordate che spesso il significato o il senso dell'affermazione è celato nel suo stesso contrario.

"Abbiamo salvato l'Italia" (Mario9000 Monti in plurale majestatis freudiano). Questo Hannibal Lecter prestato alla politica  ci avrebbe salvato da B., come suggerisce, nella sua pochezza provinciale da Don Peppone, Pierluigi Bersani? 
Ma no, B. è perfettamente contiguo alla filosofia dell'entità economica finanziaria che ha preso il potere in Italia  - grazie, pensate, ad un vecchio comunista. Si è fatto da parte sotto il fuoco di copertura dello spread solo per sua convenienza, ovvero per la salvezza (forse) delle sue aziende flaccide e perché, per lui come per tutti i nostri padroncini delle ferriere, incapaci  di prosperare se non  in regime di statalismo inteso come sovvenzione statale alla loro incapacità, l'idea di qualcuno che riesca finalmente ad annientare l'art.18 e a licenziare con facilità mano d'opera, è l'unica cosa che provoca sempre un certo turgore nelle parti basse, senza bisogno di pensare al culo di Belen.  
Hanno salvato l'Italia, quindi, non si sa bene da che cosa o chi, perché gli speculatori  - che loro chiamano confidenzialmente ed ingannevolmente MERCATO - sono ancora al loro posto. Vivi, vegeti e speculanti. Nessuno li tocca.
Chi ha provocato la crisi del 2008 non ha ancora pagato un centesimo per le sue colpe. 
Come scrive il mio amico trader su Il Grande Bluff
"[...]  l'intero sistema finanziario delle economie avanzate è tecnicamente fallito almeno dal 2007 ed è un sistema strettamente interconnesso. Invece di Nazionalizzarlo, riformarlo, ripulirlo e cercare di ripartire, al prezzo di un lungo e duro periodo di Quaresima, si è deciso di fare di TUTTO per tamponare il sistema finanziario esistente, usando tutti i mezzi a disposizione sia a livello di Banche Centrali che a livello di Stati Nazionali, tamponando una crisi da debito con ancora più debito, attuando uno dei più grandi scaricabarile della storia dal debito privato a quello pubblico..."
Da quando non esiste più differenza tra banche commerciali e banche d'investimento, ed è una tendenza che va ormai globalizzandosi, i soldi che le banche ricevono dai governi e dalle banche centrali perché, poverine, sono in crisi, finiscono più nella speculazione che nel finanziamento ai privati ed alle imprese, ovverosia nell'economia reale.
Le attuali politiche di vivisezione a soggetto non anestetizzato, la tassazione selvaggia (compreso l'attacco senza precedenti al patrimonio immobiliare privato, dei semplici cittadini, che finirà per favorire le banche grazie all'istituto dell'ipoteca), e tutto l'impianto della cosiddetta Riforma del Mercato del Lavoro della dottoressa morte Fornero che lascerà milioni di persone senza pensione perché non avranno versato abbastanza all'INPS e i fondi privati costeranno troppo, non provocheranno alcuna CRESCITA ma solo povertà sempre più diffusa e distrazione di capitali verso destinazione ignota.
(trad. del passo biblico: "Abbiamo salvato le banche". Intanto affondiamo definitivamente l'Italia - thank you mr. B. - così potremo finire di comperarcela per quattro schei".)

"Ce lo chiede l'Europa". Mentre B. negli ultimi tempi si comportava come uno Schettino, ossia lasciava affondare la nave Italic per andare dietro a figa di paranza - e magari il suo ruolo in agenda era proprio quello, chissà - i nostri piazzavano l'altro Mario, il Draghi, alla BCE. Ormai anche i bimbi dell'asilo sanno che l'euro si salva solo se la BCE si comporterà da vera banca centrale e si metterà a stampare moneta e a comperare i debiti dei paesi membri per combattere la speculazione finanziaria, invece di prestare soldi alle banche che se li vanno a giocare il giorno dopo alle macchinette truccate della Borsa e della Roulette finanziaria.
Invece di telefonare a Draghi ed intimargli: "Stampi euro, cazzo!!", i "salvatori dell'Italia", aspettano che la Führerin Angela Merkel si convinca a rinunciare alla supremazia di questo Reich millenario travestito da kellerina dell'Oktoberfest per il bene di qualche pastore greco e delle sue capre e come debito di riconoscenza verso Platone. Intanto anche l'Europa si fotterà. Meglio ancora.
Il bello è che questo è un sistema dove nessuno si salva ma c'è ancora  qualcuno (la Merkel) che pensa di salvarsi.
(trad. "Ce lo chiede un'Europa nata già zoppa e debole, che non vuole fare niente per difendersi dalla speculazione. Non vuole nemmeno provarci. Noi intanto diamo la colpa alle caldane di una vecchia culona.")

"La crisi è un momento magico da utilizzare fino in fondo". (Corrado Passera) Ogni tanto anche loro hanno un momento di sincerità, non riescono a nascondere l'entusiasmo per l'irresistibile cavalcata delle loro truppe verso la vittoria finale e si lasciano andare ad affermazioni che sono più facilmente interpretabili di altre. Seminano indizi, insomma. Ci danno degli aiutini. Che si tratti di questa specie di Billy Boy del sistema bancario che si sta occupando amorevolmente di noi, con un occhio però sempre rivolto alla sua Intesa, oppure di economisti di scena incaricati di scrivere memorandum e linee guida contro la resistenza, nel caso il popolo decidesse di frapporsi tra i loro padroni e la gloria.
(trad. "La crisi è un momento magico da utilizzare fino in fondo per raggiungere i nostri scopi. Nun ce ferma nessuno, evvai!")

La posta in gioco è il tutto per tutto. Stavolta però in questo NeoTestamento non ci saranno Cristi con messaggi di speranza e redenzione o Isacchi salvati in zona Cesarini da un divino ripensamento. E' tornato il bel D** biblico di una volta, quello che se si incazza sono Sodome e Gomorre per tutti. Non ci saranno cristianacci porgiguancia ma solo, se ci lasciamo trascinare da loro, un bel viaggio verso l'annichilimento ed il nulla, il loop mentale nella matematica pura che conduce anche le menti più brillanti al caos della follia.

Essere mangiati. Questo sarà il nostro destino, a meno che i popoli non rispolverino i forconi, le tagliateste di Guillottin e non rendano di nuovo di moda il lavoro a maglia, giusto per ingannare l'attesa del prossimo castaman da decollare e sterminino senza pietà una classe dirigente ormai solo parassitaria grazie al diritto che un altro D**, forse quello vero, dà ai popoli che non ne possono più, attraverso la Sacra Rivoluzione. Mors tua vita mea.
A loro non basta la fame ma hanno bisogno della depressione, della disperazione che toglie la forza di reagire. Purtroppo però hanno la tendenza a strafare e il delirio d'onnipotenza porta sempre disgrazia a chi ne è preda. Il clima indubbiamente è prerivoluzionario, forse ancora più prerivoluzionario della repubblica di Kerensky e degli anni del Trianon di Antoinette. Più prerivoluzionario delle altre volte perché anche l'oppressione non è più di un solo paese ma è globabilizzata. Loro sono l'1% e noi siamo milioni. Diversi paesi stanno cercando di combattere e non rassegnarsi. Forse ci divertiremo.

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