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venerdì 4 maggio 2012

S.B. telefono casino


"Ciao amore", "Ammoooooore, ciao!" "Dimmi amore", ""Ma si amore, si", "Senti, amo'..."

Ecco, la cosa più disturbante delle telefonate delle Orgettine con l'ex Miciobelloebamboccione del Consiglio è questo abuso, questo vilipendio della parola amore. Una parola che, a volte, si ha pudore di pronunciare rivolgendosi proprio alla persona amata perché se questo amore non fosse corrisposto o fosse solo una finzione, si sentirebbe puzzo di  sacrilegio. Infatti io non ho nessun pudore a chiamare "Amoreee" solo la mia cagna, forse perché so che è incapace di mentire, a differenza degli uomini, con i quali sono molto più guardinga. 
Non so gli altri, ma io ritengo amore parola troppo impegnativa, sacra, da non sporcare, come in questo caso, per contrappuntare uno scambio do ut des di puro mercato. 

Una donna che noleggia la passerina e relative pertinenze a caro prezzo che bisogno ha di chiamare "Amore!!" il cliente? E, dal canto suo, perché il cliente deve chiamare "Amore!!" una che è lì solo per denaro e non certo per il suo culo flaccido? E' la ridondanza di smancerie che rende oltremodo ridicola questa compravendita. Quando i brokers piazzano titoli o future o put options o derivati in Borsa, mica si telefonano giustificandosi: "Amo', vendimi tutto!" "Amore, ciao, ho un ordine per comperare..." Vi pare? L'amor che move il Sole e l'altre stelle, mica lo spread.

Non le ho ascoltate tutte, le intercettazioni, ci mancherebbe. Anche una con la curiosità e la deformazione professionale per l'anatomopatologia ha un limite. Ne ho ascoltate tre o quattro a random.
Prima quelle tra l'uomo e le sanguisughe. Le bugiarde che, in privato e tra comari, all'Amore loro dedicano solo appellativi scatologici dopo averlo spremuto come un limone.
Poi quelle tra sanguisughe, le più estreme. L'apoteosi del volar di stracci e borsette. Una violenza da gangsters di Scorsese. Come le telefonate della dolce e tenera minorenne che, sulla faccia della collega, farebbe con le unghione ricostruite ciò che nemmeno i narcos messicani con il machete riuscirebbero a fare.
Amore, eh?

venerdì 19 agosto 2011

300 euro e passa la paura


Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c'è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.

Mi stavo giusto rileggendo i post (1 -2- 3) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di Paolo Barnard, primo fra tutti l'ormai mitico "Sono andato a puttane". La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do' una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.
Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock - altri tempi ormai morti e sepolti, però - la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l'ha ancora spiegato.

Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L'idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un'Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c'è sempre il brivido dell'imprevisto sentimentale.

Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.
Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c'è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia. 
Se invece c'è di mezzo il denaro, la contropartita, l'incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l'effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.
Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate. 
Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po' di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.

E allora, rileggendo l'articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto nel frullatore mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: "Will it blend?" e lanciare la provocazione.
Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?

Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?
Gli uomini se hanno voglia hanno un'offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le scuse: l'accudimento, la porta aperta, la donna all'ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell'ipocrisia religiosa. 
Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy - ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada - non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz'oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po' dall'alto, del tipo: "La signora dev'essere comunque gradevole".
Forse se aumentassero la domanda e la concorrenza - ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci - scenderebbero anche i prezzi.
Chissà se è già previsto il "soddisfatte o rimborsate"?

venerdì 4 marzo 2011

Il ballo delle debuttane


E brava la Rubacazzi! Dal palco dell'Opera di Vienna, ha dichiarato che quella lì che partecipava al Gran Ballo delle Debuttanti si che era bella gente ed elegante, mica come gli italiani. Grazie, eh?
Ecco dimostrato che non si è mica puttane perché la si dà via per soldi ma per una sorta di forma mentis e perché lo si nasce. Irrimediabilmente.
Perché si dà il caso che sia stato proprio grazie alla coglionaggine degli italiani ricchi, alla loro perversione per le fichette minorenni pur che siano e basta che respirino ed in specie dell'indegno presidente del consiglio incapricciatosi dei suoi labbroni pagati a peso d'oro che la Rubacazzivecchi si sia trovata per miracolo a Vienna trattata in guanti bianchi e come una regina solo per aver pagato pegno con l'ennesimo miliardario in avanzato stato di decomposizione. Ma una bottarella di vomito non le viene mai, a 'sta necrofila? 
Ha perfino il coraggio di dare la colpa ai media del suo immeritato successo, l'immatura stronzetta,  invece di ringraziarli se non altro per i lauti guadagni che ha modo di incassare a mo' di manna dal cielo, per puro miracolo. 

Di che si lamenta? Sembra così contenta di fare il monumento vivente al colonialismo pedofilo, di farsi portare in giro come un trofeo e pagare così tanto solo perché è quella che ha inguaiato Berlusconi.
Vista l'età media dei suoi boyfriend, questi potrebbero schiattare da un momento all'altro, magari durante. Capisco quindi che la gerontofila abbia fretta di bruciare le tappe e capitalizzare il più possibile prima di finire nel dimenticatoio dove finiscono tutte le meteore da quattro soldi, oltretutto precocemente sfiorita, dato che ciucciare roba vecchia non fa bene per niente alla pelle. Però potrebbe risparmiarci l'ingratitudine verso l'Italia che l'ha resa fenomeno e titolare di un sostanzioso conto in banca. 
E non parlate di povera minorenne e parte lesa. Ho l'impressione che questa, per un abito firmato e una comparsata nell'alta società da Cenerentola cafona, pigierebbe il bottone della guerra nucleare.

lunedì 31 gennaio 2011

Culo Flaccido non avrai il mio scalpo


No, vi prego, non la manifestazione di genere, delle donne per le donne in difesa della dignità femminile dove gli uomini, se vogliono, possono anche partecipare. La discesa in piazza con tonnellate di vittimismo senza alcuna volontà di autocritica proprio da parte delle donne e con i papiminkia che scriveranno (oh, mi pare già di leggerli, i Belfeltri) che queste proteste sono solo isterismi da sorellastre di Cenerentola, invidiose del fatto che non sono mai state invitate a Villa S. Martino a causa della racchiedine e dei raggiunti limiti d'età.

Premesso che siamo stati vilipesi tutti come popolo, come cittadini di qualunque sesso, religione e razza, compresi gli animali domestici, a causa di questa strumentalizzatissima farsa mediatica, non ha senso pensare di potersi offendere di più perché siamo donne e perché le donne sono le protagoniste (sia vittime che carnefici, ricordiamolo) di questo ultimo scandalo nazionale.
Ebbene si, non condivido il vittimismo in sciarpa bianca. "Il colore del lutto", come ho sentito rimarcare da una delle organizzatrici della manifestazione dell'altro giorno.
Già, bianco come bianchi erano i fazzoletti delle madri di Plaza de Mayo. Senza rendersi conto che però, scusate se puntualizzo, quelle erano madri alle quali avevano torturato e gettato i figli dagli aerei a decine di migliaia.
Qui, ringraziando Iddio, non è morto nessuno facendo bunga bunga e il parallelismo con ben altre tragedie è, secondo me, fuori luogo, oltreché vagamente sconcio. Nessuno ha rapito le ragazze e le ha condotte contro la loro volontà nell'antro del mostro ma, al contrario, ci sono famiglie che si sono abbuffate con il pranzo pagato con il sudore delle chiappe delle figlie. Padri e madri orgogliosi di avere figlie puttane, che le hanno vendute per la macchina nuova e la rata del mutuo. Il marcio è, Berlusconi lo ha solo catalizzato. Dovremmo manifestare soprattutto contro noi stessi.

Ricordiamoci che Berlusconi non ha inventato nulla. Se non avesse tutti quei soldi e il potere che i suoi avversari e chi lo ha usato per convenienza dall'altro capo dell'Atlantico gli hanno consegnato a mani alzate, Silvio Ghepensimì sarebbe solo il cugino meneghino di Cetto Laqualunque, l'ennesima macchietta regionale.

Autocritica, dicevo. Parliamoci chiaro, signore mie. Il bunga bunga non è sceso da Marte. La cultura del bunga bunga l'abbiamo assimilata e soprattutto tollerata negli ultimi trent'anni grazie al suo sdoganamento tramite la televisione tetteculi.
Le donne, prima di scendere in piazza a gridare contro il Papi, che in così tante hanno votato, non dimentichiamolo e domandiamoci perché, dovrebbero chiedersi se non sia il caso di prendere a ceffoni le figlie che trovano normale accompagnarsi a dei vecchi per denaro. Di chiedersi se anche loro come madri non abbiano per caso contribuito a crescere una generazione bacata persistendo, ad esempio, nell'antica tradizione che considera i figli maschi più importanti delle figlie femmine. Che acconcia le figlie femmine fin da piccole come piccoli oggetti del desiderio (non userò il termine troiette) e smania per mandare le figlie gnocche ai concorsi di bellezza o in televisione o in sposa ad uno ricco. Mentre invece quelle normali o così così, fino alle brutte, pensino solo a studiare.

Quello che voglio dire è che non ci si può lamentare della cultura dell'harem e del puttanaio se si crescono i figli pisellomuniti come dei piccoli sultani che devono essere serviti e riveriti ed ai quali tutto è concesso. I piccoli sultani crescono e diventano, se baciati da una grossa fortuna economica, dei culi flaccidi che pretendono di poter giocare con la dignità degli altri. A quel punto, dopo essersi arresi alla cultura dell'esteriorità, della bellezza fine a sé stessa, al culto della gioventù e al disprezzo di tutto il resto, non ci si può proprio lamentare della perdita della propria dignità.

Il vittimismo non ha senso. Nella fattispecie del Rubycazzigate, siamo solo di fronte ad una ignobile farsa che andrebbe trattata come tale, gettando, a pioggia marrone, come insegna da secoli la satira, tonnellate di ridicolo sui protagonisti, inclusi coloro che l'usano come durlindana contro il nemico. Un potere che si rende ridicolo merita solo di morire sommerso dai pernacchi, altro che lutto. 

domenica 23 gennaio 2011

Nel regno del pipino del breve


Dopo Pecorella e Cicchitto, anche il giornalista Massimo Fini reclama l'abbassamento della maggiore età, sentite un po' perché:
"C’è il caso di Ruby, minorenne, diciassettenne. E la prostituzione minorile è reato (del cliente, non del minore). Ma a parte che oggi una ragazza di diciassette anni è minorenne per l’anagrafe, ma non di fatto (e sarebbe bene, per i reati sessuali, abbassare la soglia della minore età, perché in giro circolano delle vere “mine vaganti), in questo caso Berlusconi più che carnefice potrebbe essere stato vittima, oltre che della sua imprudenza, della ragazza. È plausibile che nei primi incontri il premier ignorasse la vera età di Ruby e che in seguito costei l’abbia ricattato come risulterebbe dalle carte della Procura. D’altronde non è che uno prima di andare a letto con una ragazza – sempre ammesso che Berlusconi ci sia andato – le può chiedere la carta d’identità. Non è reato nemmeno fare in casa propria festini dove le ragazze siedono a cena, orrore, con i seni al vento."
Una legge dello Stato dovrebbe servire le necessità della maggioranza dei cittadini. Ora, a parte le esigenze di Berlusconi, mi spiegherebbe Fini a chi gioverebbe un'abbassamento della maggiore età allo scopo di depenalizzare il reato di prostituzione minorile, se non ad un'infima categoria di vecchi maiali che hanno la velleità - o forse solo il denaro, di accompagnarsi con coloro che potrebbero esser loro nipoti?
Conosce forse lui migliaia di donne che abitualmente sbavino dietro a ragazzini di sedici? Conosce spettacoli televisivi dove a sculettare siano giovani maschi imberbi per la gioia di mature casalinghe che potrebbero far loro da nonne? No, eh? 
Ci sono perfino uomini - e io ne conosco parecchi, che non toccherebbero mai una ragazzina, sia perché hanno figlie minorenni e la cosa li disturberebbe, sia perché preferiscono confrontarsi sessualmente con donne adulte. Sono forse loro i malati, i retrogradi, i moralisti?
Chiedere la carta d'identità ad una prostituta dall'aspetto troppo giovanile non è una cattiva pensata, specialmente se straniera, perché potrebbe essere stata indotta a forza alla prostituzione dal racket.

L'idea poi che Ruby - che sicuramente è una filona ma non ha tutta la responsabilità del caso, possa aver ricattato Berlusconi, prima di averlo circuìto come un bischero è la solita storia, la solita vigliacchissima scusa del vecchio che ha messo le mani dove non le doveva mettere. E' lei che ha provocato. E' lei la diavola tentatrice. Nel Medioevo Ruby l'avrebbero condotta sul rogo e, bon, tutti assolti.

La perfida Lolita, del resto, è uno dei greatest hits di Fini. Già l'anno scorso (e quest'anno la primavera per lui arriva un po' anticipata) il nostro scriveva:
"Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."
Consiglierei a Fini, se non l'ha ancora fatto, la lettura delle intercettazioni delle giovani fringuelle delle festicciole Arcoriane. Sono illuminanti. Se ne deduce una verità che sospettavamo. Le giovani, minorenni o no, vanno a letto con i vecchi solo per denaro ma poi corrono a vomitare. "Se il vecchio non scuce dovremmo cominciare a portargli via qualcosa da casa." "E' ingrassato, fa schifo, sta giù." "Deve solo pagare."

I vecchi non li vuole nessuno. Solo magari un vecchio compagno o compagna che sappia dar loro del vero amore costruito mattone su mattone negli anni.Qualcuno per il quale magari sei ancora bello/a.
Gli uomini vecchi che vanno a puttane illudendosi di piacere ancora finiscono per pagare qualcuna per farsene disprezzare.  E se questo qualcuno è uno che in teoria ha una nazione in pugno la cosa è solo squallida. Altro che Ruby provocatrice.

domenica 16 gennaio 2011

L'igienista uretrale


Art. 600-bis. Prostituzione minorile.
Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164.

C'è un parametro illogico nella vicenda Ruby e in tutto il troiaio notturno di Arcore. Se non succedeva niente di male e per giunta il nano e le sue numerose biancaneve sono convinti che a Villa San Martino viga l'extraterritorialità, per cui se anche vi si prostituiscono minorenni il fatto non costituisce reato, allora perché quando venne pizzicata per altri motivi la piccola vedette marocchina, il Berlusconi si precipitò a telefonare in Questura per farla uscire? Esponendosi in prima persona?
Per paura che parlasse o la facessero parlare, non vedo altri motivi. Ma parlare di che cosa, se non succedeva niente di male?

E' veramente difficile credere che uno, che pure ha i soldi da buttare, ti dia sette milioni per niente, solo per avergli portato la fichetta in salotto per fargliene annusare il profumo nell'aria. O addirittura ti dia in usufrutto degli appartamenti, di trentaduemila che lui ne ha, (per non parlare di candidature, posti fissi da 12 mila al mese e ministeri) solo per il tuo bel faccino.
Molto in cambio di niente come vogliono farti credere le scafatissime donzelle che lo frequentano. Sempre attente a dire: "Si c'eravamo ma con lui non abbiamo fatto niente, abbiamo solo cantato le canzoni di Apicella" e attentissime soprattutto a non nominare mai neppure invano la neve. In un paese dove sniffano pure gli impiegati e i garzoni di macellaio e dove le donne vengono ricattate sessualmente per mantenere il posto di cassiera al supermercato.

La situazione è paradossale. Per rigettare l'accusa di rapporti sessuali con la minorenne Ruby, il nostro potrebbe essere costretto a rivelare pubblicamente l'atroce segreto (di Pulcinella) ed ammettere di non poter battere un chiodo.
"Ma cosa volete che faccia, alla mia età? Le ho provate tutte: le italiane, le marocchine, le russe (quelle me le porta Putin ogni volta che mi viene a trovare), le ucraine, le ministre. Pozioni magiche e riti druidici. Niente. Credetemi, è una tragedia. Se dicono che non me non fanno niente, è vero, povere ragazze. Una ci ha provato per tre giorni ed era sfinita. Niente di niente. Comincio a pensare che quel mio coso lì, si, lui, sia un comunista."

Certo  deluderebbe in maniera cocente i milioni di anziani papiminkia che lo ammirano e si fanno i film porno mentali con lui come protagonista e pensano "Se Silvio c'ha tutta quell'energia è giusto che si faccia tutte quelle belle gnocche, alla faccia delle racchie e dei comunisti", però rassicurerebbe le anziane babbione che lo votano e che, non potendolo avere, per raggiunti limiti di età, lo vogliono intento solo a fare il nonno di tanti nipotini biondo-boccoluti.

Però attenzione a non farsi scappare, dopo il coming-out prostatico, che lui guardava solo perchè, secondo il codice penale,  è più grave stare a guardare due ragazze che giochicchiano tra di loro se anche solo una delle due è minorenne.
Art. 600-ter.  - Pornografia minorile.
Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228. (1)
Ma questo Ghedini senz'altro lo sa.

mercoledì 29 settembre 2010

Comprami, io sono in vendita

Dietro alla notizia che sta facendo piangere Nina Moric e sghignazzare l'Italia intera, ovvero la scoperta della costosa tresca tra Lele Mora e l'uomo illustrato Fabrizio Corona non c'è che la solita omofobia incancrenita nel tessuto nazionale, il solito riflesso ridanciano verso le relazioni omosessuali, a pagamento o meno, oltre ad un discreto dispregio dell'altrui privacy.
Sia chiaro, entrambi i personaggi mi stanno cordialmente sui maroni. Di Mora specialmente  mi preoccupa più la svastica sul telefonino che l'arredamento total-white stile "Cage aux folles", ma qualcuno mi spieghi cosa ci sarebbe di interessante a livello pubblico nel fatto che due personaggi del mondo dello spettacolo si siano scambiati liquidi organici. Interessante al punto di farne una notizia (si fa per dire) da telegiornale, anche nei TG che si atteggiano ad esempio di antiminzolinismo militante.
Ho l'impressione che questa bagattella serva ancora una volta, come la cucina componibile di Montecarlo e l'orso che va a fare il bagno nel laghetto in montagna, a distrarre l'opinione pubblica da ben altri commerci carnali, che forse non coinvolgono orifizi più o meno chiacchierati ma qualcosa di peggio: la dignità e l'onestà di gente che dovrebbe servire NOI  perchè da noi eletta e non un nanetto da circo per disgrazia divenuto presidente del consiglio.

E' una storiella che ha raccontato ieri Repubblica. Vi si narra del mercatino di onorevoli nuovi ed usati al tempo della caduta dell'ultimo governo Prodi, mercimonio già comprovato da numerose telefonate del nanerottolo al suo attendente in Rai, fatte allo scopo di piazzare attricette amiche di coloro che si dovevano acquisire. Tu me la assumi (a spese del servizio pubblico, cioè del contribuente), le fai fare una fiction e l'onorevole, che si frulla la passera in oggetto, è contento e ci vota a favore o fa addirittura il salto della quaglia. E' una vicenda narrata in tutti i dettagli nel libro "Papi", il bignami della mignottocrazia berlusconiana.
Se in quel caso specifico si attiravano gli uomini della concorrenza con il vecchio sistema del pelo e del carro di buoi, nella vicenda che coinvolge due onorevoli del nordest, già in forze al centrodestra per parte leghista, si è invece utilizzato il più tradizionale sistema dell'elargizione in denaro, uno dei più potenti incentivi a far cedere anche il più riottoso e virtuoso dei maschietti.
Non quindi le Bentley con le quali sfrecciare a 250 all'ora in autostrada come il monellaccio Corona, non la valigetta con le mazzette come nei gangsta movie ma un bel contratto di collaborazione a progetto, una decina di milioni al mese, poco meno del costo di un onorevole, elargito generosamente con soldi pubblici, a spese del contribuente. Perchè Berlusconi è un maestro, un gran maestro a far soldi risparmiando i suoi. Come diceva Ricucci? "Fare i froci col culo dell'artri." Volgare ma pertinente. Generoso con i soldi altrui, i nostri, insomma.

E, a proposito di porci, tutto questo mercimonio di scaldapoltrone è dovuto al porcellum, alla legge elettorale della quale, come si è lasciato sfuggire freudianamente l'altro giorno il neosettantaquattrenne, lui assieme ai suoi giannizzeri "sta approfittando". Se di una legge elettorale non si può approfittare per il proprio vantaggio, che gusto c'è? Siccome i candidati sono pedine da spostare a piacimento sulla scacchiera, si può chiedere loro di farsi eleggere o di farsi trombare a comando, secondo le esigenze giornaliere del capo. Se sarai trombato avrai comunque in cambio un bello stipendio (secondo il punto di vista del comprato, perchè per il compratore sono cifre ridicole) e per un po' stai tranquillo.  E' fortunato il brevilineo, trova pure quelli che si accontentano di poco. In fondo, potevano chiedergli molto di più. Che, ci si vende per meno di un milione di euro, al giorno d'oggi?

Per la cronaca friulana, giusto in caso si ripresentassero candidati in qualche tornata elettorale. I due ex leghisti che al grido assai poco nordico di "teniamo famiglia" hanno accondisceso a divenire berlusconiani convinti  per appena 120 milioni di euro cadauno, si chiamano Pottino (da potta?) e  Gabana. Nomen omen. Se l'altro si fosse chiamato Volta sarebbe stato il duo perfetto, peccato.

martedì 22 settembre 2009

La passione di Liz

Capita a volte di vedere un film e di domandarsi: "Come diavolo ho fatto a perdermelo fino ad oggi?" A cui segue la logica risposta: "Ma certo, non è mai passato in televisione in prime time. Lo hanno sempre censurato, era un film scandalo. Al suo posto hanno dato 87 volte "Pretty Woman".
E' raro anche guardare un film ed innamorarsi perdutamente, fotogramma dopo fotogramma, dell'interprete, impegnato in una di quelle straordinarie performances che si avverano una sola volta nella carriera di un attore. Penso all'Alex di Malcolm McDowell in "Arancia Meccanica", al Nikolai di Viggo Mortensen ne "La promessa dell'assassino" ed alla prostituta Liz di Theresa Russell in questo "Whore - puttana" di Ken Russell.

Il film è del 1991 ma l'ho scoperto solo sabato pomeriggio grazie ad un DVD. Ho citato "Pretty Woman" non a caso. Il geniale regista inglese (recuperate lo straordinario "I Diavoli", se potete), lo girò proprio come risposta alla smielata falsità di un mondo dove fai la puttana e il peggiore cliente che ti tocca è Richard Gere. Un mondo dove incontri il cliente azzurro che ti sposa e ti fa pure diventare una signora dalla carta di credito illimitata.

Quella che seguiamo in "Whore" invece, narrata in prima persona dalla protagonista, è la passione cristologica di una prostituta da strada, la cronaca di un'esistenza segnata dal sacrificio che, per un puro miracolo e grazie ad un atto di amicizia, non diviene estremo.
Un film dove gli uomini in quanto clienti sono ovviamente raccontati come sono nella realtà. Alcuni buoni altri cattivi. E' tutto sommato commovente il vecchietto masochista che si fa raggiungere persino all'ospizio dal frustino di Liz. Assolutamente detestabile nella sua sadica crudeltà il pappone, interpretato da un attore dalla faccia appositamente odiosa.
Sia quando sono cattivi, sia quando sono tutto sommato solo vittime delle proprie perversioni, gli uomini non escono bene da questo ritratto di prostituta con clienti ma soprattutto quando scatenano una violenza cieca, disumana su una donna che non è più una donna ma un oggetto, un qualcosa da umiliare, picchiare, violentare, accoltellare. Sempre e comunque un qualcosa da disprezzare. La cosa peggiore della prostituzione è proprio quella: il disprezzo che ti arriva da parte di chi invece dovrebbe solo venerarti come una divinità dispensatrice di grazia.

Ciò che vediamo è reale. La vita della prostituta Liz è una vita di merda. Sposata con un gran pezzo di figo che però, troppo ubriaco, gli vomita nell'insalata preparata con amore. Un manesco che la costringe a fuggire di casa con un figlio che sarà costretta ad abbandonare. Non c'è sentimentalismo alla Matarazzo, alla "figli della colpa". Casomai quel rispetto verso la santità femminile che anche Lars Von Trier è capace di raccontare attraverso le sue tragiche femmine martiri.

Liz racconta, sempre in prima persona e guardando dritta in camera, come è finita sul marciapiede, quando ha accettato di fare sesso perchè quell'uomo le aveva offerto trenta dollari, più di quello che stava guadagnando al mese facendo la cameriera. Ecco, non è tanto la difficoltà di concepire il sesso come qualcosa di ludico ma più banalmente lo sfruttamento e le paghe da fame che ti traviano, nella nostra società.
Liz racconta dello stupro di gruppo subìto a tradimento, caricata su un furgone e poi rigettata sulla strada come un cane torturato e morente, per poi essere soccorsa da un uomo buono, capace di offrirle il suo aiuto senza chiedere nulla in cambio.
Nel suo rievocare "quanti me ne sono presi" ci ricorda qualcosa che sospettavamo, che i clienti sono convinti di riuscire a farti sempre godere ma in realtà tu non provi più niente. "Una volta mi piaceva il sesso", dice Liz.

La parte più agghiacciante del film è il racconto, anch'esso in prima persona, del pappone, della sua visione "imprenditoriale" del gestire il suo parco di ragazze. "Io mando avanti l'azienda" dice, restando serio. La scena del ristorante è quasi intollerabile per sadismo e raggiunge il surreale quando lui fa suonare la marcia nuziale per festeggiare "il primo anno che ti proteggo".



Ken Russell però, nonostante la torturi per un'ora e mezza, sta dalla parte di Theresa Russell e le regala un finale liberatorio e incredibilmente lieto, con un futuro forse finalmente di libertà.

E' ammirevole che un film come questo, di spietato realismo e sincero come una labbrata data di manrovescio, che fa l'autopsia alla prostituzione low cost - quella che gli utilizzatori finali e le loro pompadour vorrebbero nascondere per far credere che al mondo esistano solo le "ragazze immagine (che-per-carità-non-sono-mica-una-escort)", un film che si schiera apertamente dalla parte delle donne, sia stato diretto da un uomo.
Oltretutto Ken Russell che non ci stressa neppure con la faccenda del sesso ludico che ci libererebbe dalla piaga della prostituzione. Cosa volete di più?

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domenica 23 agosto 2009

Non siamo mica di plastica


Mi intrometto volentieri nel dibattito a distanza tra i post di Paolo Barnard "Sono andato a puttane" e la replica di Nicoletta Forcheri "Paolo B va a puttane ed io sono rimasta al palo" con qualche riflessione a margine.

Paolo Barnard ci ha raccontato nel suo post l'avventura con una signorina dell'Est a pagamento, dedicando l'esperienza a noi donne e spiegandoci che si è sottoposto al sacrificio per farci capire che se gli uomini vanno a puttane è perchè noi donne la facciamo troppo lunga e non ci dedichiamo al sesso ludico. Ho riassunto sicuramente troppo e male ma, centrifugando, il succo era quello.
Nicoletta Forcheri gli ha già risposto con uno splendido testo che sottoscrivo parola per parola e che qui applaudo. Nulla da dichiarare dunque? No, qualcosa voglio dirla, giusto per ribadire il concetto espresso da Nicoletta.

Guarda Paolo, sarebbe bellissimo poter sfogare l'uzzolo del momento senza pensieri, senza noiosi e complicati seguiti o addirittura saghe a puntate. La classica botta e via perchè mi andava di farlo e perchè quel tipo mi attizza proprio, non mi fa dormire la notte dalle fantasie.
Purtroppo è verissimo ciò che scrive Nicoletta, e cioè che, se una donna vi fa capire che ci starebbe, magari senza impegno, soddisfatti o rimborsati e amici come prima, voi o fuggite o ci trattate da mignotte. Inoltre, se non siamo ventenni e modello velina, ci tocca in più sentirci considerare delle vecchie troie in calore. Siccome non siamo di plastica e alle umiliazioni siamo abituate fin da piccole ma non riusciamo ancora ad accettarle, preferiamo andarci con i piedi di piombo e magari usare le tecniche che ben conosciamo per cuocervi bene a puntino prima di mangiarvi.
Perchè, scusa, dovremmo correre il rischio di farci umiliare quando possiamo avervi come schiavi a tempo indeterminato? Il bello è che vi lamentate della schiavitù, del legame, del matrimonio ma in fondo non potete farne a meno. Le vostre fantasie di sesso ludico, di botte e via, di sveltine, di donne che non chiedono nulla sono solo un modo per fantasticare ed esorcizzare una libertà che in realtà vi terrorizza.

Eh si, mi devi spiegare perchè, se voi uomini ambireste davvero a questo tipo di logica mordi e fuggi e scacciapensieri, siete poi quelli che, quando una donna vi molla per i più svariati motivi, magari perchè è finita o perchè il primo appuntamento è stato un disastro cosmico, o perchè dopo tanti anni si è trovata un altro che la soddisfa di più, ve la prendete a morte, ne fate una questione da lavare con il sangue e spesso vi dedicate ad uno sport molto di moda e che rischia di diventare più popolare del calcio: il femminicidio.
Gli uomini arrivano a massacrare le ex mogli ed ex fidanzate, compiono stragi stile Columbine, accoltellano, danno di matto. E solo perchè sono stati lasciati, perchè è finita, perchè magari, ironia della sorte, per lei era solo sesso ludico e lui invece si era affezionato come una patella allo scoglio.

E' solo orgoglio ferito, oppure l'uomo non sopporta di non essere o non essere più il sole attorno al quale orbita il pianeta donna? E' una bella contraddizione, non trovi? Noi dovremmo essere le vostre lune, essere buone per una botta contro il muro e poi continuare ad orbitarvi adoranti attorno.
Ricordi la "Carmen"? La sigaraia di Bizet è una donna che pratica il sesso ludico. Si diverte con il bel soldato José e poi trova negli occhi di smeraldo del torero Escamillo un nuovo motivo di interesse e ci si butta senza problemi. Ah, qui c'è un dettaglio importante da cogliere. Quando a noi donne un uomo non interessa più, non esiste più, è terminato, c'est fini, kaputt. "Je ne t'aime plus" grida Carmen a Josè e lui l'ammazza in preda all'ira funesta.
Non è raro che noi donne ci dimentichiamo completamente di vecchi amori, amorazzi e perfino amanti. Li rimuoviamo: hai presente "se mi lasci ti cancello"? Qui è "se non mi piaci più ti cancello". Per ricordarci certi volti ci vuole una seduta di regressione ipnotica.

E' questo, temo, che vi fa perdere il lume degli occhi. Perchè voi invece, avete la memoria a lungo termine intasata da ogni gnocca che vi siete fatti, che conservate gelosamente come un collezionista custodisce i suoi gingilli.
C'è una scena de "La Città delle Donne" di Fellini dove Snaporaz visita il castello di Katzone, con una specie di museo memoriale con tutte le fighe conquistate, accuratamente catalogate dal vecchio casanova. Sono addirittura registrati i mugolii e gli orgasmi di ognuna ed ognuna provoca nel vecchio Katzone dolcissimi ricordi e rimpianto infinito. Non ricorda un poco, tra parentesi, il celebre "questa è stata mia, questa anche e pure questa" del nostro satiro del consiglio, raccontato da Jacques Chirac?
Questa smania da collezionisti si unisce a volte a vere e proprie fissazioni tipo anatroccolo di Lorenz al momento dell'imprinting su una donna che vi ha spezzato il cuore e che mai dimenticherete, nemmeno dopo un trauma cranico frontale. E' la sindrome di "Rebecca la prima moglie", che nessun'altra potrà mai eguagliare. Siete capaci di torturarvi un'intera vita impedendovi di amare di nuovo perchè lei non vi amato abbastanza o vi ha lasciato. Anestetizzati da una stronza, cantava Elio.

Sarebbe bello, si, dedicarsi al sesso ludico, come i bonobo che nomina Nicoletta. Noi donne per esempio siamo piene di curiosità e spesso ci chiediamo se quello là non sarebbe un amante migliore di quello che abbiamo attualmente. Ci chiediamo come sarebbe il sesso con uno più giovane o di un'altro colore. Tutti questi discorsi sulle meraviglie del Viagra ci fanno diventare ancora più curiose. Qualcuna potrebbe pensare a come sarebbe con una donna.
La realtà però è dannatamente complicata e non è solo questione del sentimento che può sempre metterci la coda.

Per praticare il sesso ludico come lo intendiamo e come lo intendono i bonobo, dovremmo prima sapere cos'è la sessualità, esserne educati e non esserne più terrorizzati a causa di una cultura sessuofobica.
Chi si incarica di insegnarci cosa è il vero piacere sessuale, qual'è il significato di una piena maturità sessuale? Nessuno. La famiglia se ne lava le mani, la scuola idem, i preti non ne parliamo. La società ha interesse a mantenere l'ignoranza sessuale perchè una popolazione sessualmente ignorante è meno libera e più manipolabile. In questo senso la sessualità è rivoluzionaria, come sosteneva Reich.

A colmare la nostra ignoranza rimane la pornografia che è disponibile in grande quantità ma è un'arma a doppio taglio.
Io considero l'utilizzo della pornografia un ottimo mezzo per superare le inibizioni, scoprire il lato ludico del sesso ed impadronirsi di qualche tecnica ma la considero potenzialmente deleteria se essa viene fruita da soggetti sessualmente ignoranti.
La pornografia fa credere all'uomo che le donne siano sempre disponibili, pronte, bagnate e disposte a farsi penetrare in ogni buco. Fa pensare che tutte le donne gradiscano fare sesso di gruppo e se lo stupro lo chiamiamo gang bang non è più una cosa brutta.
Fa perfino credere alle donne che gli uomini siano tutti superdotati, a lunga durata e disposti a praticare lunghi ed estenuanti cunnilingus.
E' questo l'influsso negativo della pornografia che non sussiste su soggetti coscienti ed educati su cosa è la sessualità e sono capaci di distinguere la fantasia e il gioco dalla realtà.
Come inizia un film porno? Degli sconosciuti si incontrano, raramente si scambiano qualche parola e poi fanno sesso secondo schemi abbastanza triti e ripetitivi. Non è altro che la rappresentazione iperrealistica delle nostre fantasie masturbatorie, condita dalle nostre personali perversioni. Ed esattamente come per le fantasie, lo scopo della pornografia dovrebbe essere quello di divertirci, darci piacere, sfogo e rilassamento. Una sorta di valore aggiunto alla quota di divertimento quotidiano.

Lo ribadisco. L'uomo vorrebbe volare di fiore in fiore senza problemi perchè desidera sfuggire alla dipendenza da un rapporto stabile, senza il quale si sente perduto. Chi pratica il sesso ludico, ne conosco una caterva, ti affligge poi con i lamenti di quanto però in fondo si senta solo e magari ignorato dall'unica che gli interessa e gli si nega.
Questo per dire che il maschio non è meno complicato della femmina in quanto ad affettività.
Anzi, essendo vissuto con l'affettività frenata per secoli penso ci sarebbe tutto un mondo da scoprire.

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