martedì 15 agosto 2006

Si sono persi i nastri!

Succulenta come una bistecca al sangue, giunge sui nostri piatti la notizia che alla NASA si sono persi i nastri della missione Apollo 11, quella della passeggiata lunare. Un boccaglio di ossigeno per coloro che sostengono che “non siamo mai stati sulla Luna” mentre alla NASA possono solo attaccarsi alla canna del gas.

Come si sono ridotti! Prima mandano su le navette con le piastrelle che si staccano, piene di crepe, con i bagni rotti e gli scarrafoni.* Adesso si perdono pure le preziosissime riprese originali della più grande impresa dell’Uomo nello Spazio??? E poi dicono che non le hanno perse, solo che non le trovano più. Ma che discorso è?

Io avevo nove anni e mi ricordo come fosse adesso, i miei che mi tirano giù dal letto all’alba per farmi vedere in TV un omino in bianco e nero che viene giù da una scaletta e poi se ne va saltellando su una specie di spiaggia deserta. La foto dell’astronauta Armstrong è rimasta appesa nella mia cameretta per anni. In seguito, ogni volta che qualcuno diceva “ha toccato!!” pensavo immediatamente a Tito Stagno e alla telecronaca della RAI. Era una di quelle frasi come il “campioni del mondo!” di Martellini o “andiamo a Berlino, Beppe!” di Caressa, che ti si stampano in mente per sempre.


Poi recentemente leggo che le foto della Luna sembrano fortemente ritoccate, che allora c’erano dei computer che andavano a citrato e quindi come cappero hanno fatto a controllare la navicella, che le radiazioni e le fasce di Van Allen avrebbero fatto degli astronauti tre amburghesi allo spiedo, che avrebbero girato tutto (con la regia di Kubrick! – questa “ha veramente le tette”, come si dice dalle mie parti) in un capannone nell’Area 51 e che insomma, avete presente il film “Capricorn One”?, sarebbe stata tutta una messinscena perché Kennedy si era sbilanciato troppo in un discorso promettendo un viaggio sulla Luna entro il 1970, i russi andavano avanti nello Spazio e gli americani non potevano non stupirci con effetti speciali.
Non lo so se sia vero o falso, per quanto mi riguarda non mi meraviglierei di nulla, ma certo una bella traballata al mito c’è stata. Ora giunge questa ennesima mazzata.

Proviamo a fare qualche ipotesi sulla sparizione dei preziosi documenti:
1) La donna delle pulizie, credendo fosse roba vecchia da buttare, visto che nessuno li aveva mai spolverati, li ha gettati nel rusco. Troppo banale, ma ogni donna l’avrebbe fatto.
2) Un dipendente, dovendo registrare al volo le finali del Super Bowl ha preso dei vecchi nastri a caso…. Orrendamente plausibile
3) Un altro dipendente che aveva preso dei porno a noleggio da guardarsi durante il turno di notte ha scambiato le cassette. (Nel videonoleggio stanno ancora cercando di capire quando comincia l’azione in quei filmini, molto molto noiosi, dove dopo un’ora sono ancora tutti vestiti e per giunta con tute pesantissime.)
4) Quei nastri non sono mai stati alla NASA ma in qualche deposito a Hollywood, visto che è stata tutta una messinscena. Ipotesi cospirazionista
5) Quei nastri sono al solito posto ma, come succede a volte, le cose che abbiamo sotto il naso non le vediamo.

Scommettiamo che tra qualche giorno qualcuno si batterà la fronte e dirà : “Ma guarda dove erano finiti! ‘A Mike, la prossima volta guarda meglio che ci risparmiamo la solita figura di merda!”

* Manco a farlo apposta, guardatevi 'sto filmato dei Broncoviz (Maurizio Crozza) che ho trovato per caso dopo aver postato.

lunedì 14 agosto 2006

La Preterrorismo

Adbullah Al Yussef, lei è in arresto per il futuro dirottamento dell’aereo che precipiterà sul Lincoln Center causando 2544 vittime innocenti”.
Sarà così il nostro prossimo futuro, in questi anni 2000 che cominciano ad assomigliare sempre più pericolosamente ai cupi scenari della fantascienza alla Philip K. Dick?
In “Minority Report”, Dick immaginò una società futura (non troppo lontana, nel 2035) dove la polizia, grazie all’unità “precrimine” e ai suoi sensitivi che vedono i delitti prima che vengano commessi, arriva sul luogo del delitto fermando l’assassino in tempo. Nel film che Spielberg ha tratto recentemente dal racconto si vede l’agente John Anderton cadere vittima lui stesso del meccanismo perverso della “precrimine” e degli intrighi di potere di un suo superiore. E’ un grande apologo contro la società apparentemente opulenta e ipertecnologica ma in realtà sempre più propensa al controllo globale degli esseri umani. Dick era uno scrittore psichicamente molto complicato, un pazzo, ma si sa che i matti vedono più in là di tutti noi.
Perché penso a Minority Report e a Philip K. Dick in questi giorni ferragostani? A causa delle ultime notizie sugli sventati attentati di Londra.
L’hanno riportato tutti i TG con grande rilievo e la giusta enfasi da parte del divulgatore di notizie, a base di occhio sbarrato, labbro tremulo e fronte corrucciata delle grandi occasioni. I soliti sospetti islamici che preparavano un devastante attentato “di proporzioni inimmaginabili”, con ben 10 aerei (!!) che, non è molto chiaro qui, dovevano esplodere in aria o lanciarsi su qualche obiettivo inglese. Tony Blair che annuncia lo scampato pericolo ed il plauso all'unisono del cuggino Bush che maledice gli “islamo-fascisti” dall’altro lato dell’Oceano. Per una rassegna completa di ciò che ci saremmo risparmiati ecco l’articolo del Corriere.
Ora, qualcuno dirà che è da pazzi anche solo pensare che non si tratti della pura realtà dei fatti raccontata da cronisti sempre attenti alla ricerca della verità a qualunque costo ma, dovete scusarmi, non ce la faccio proprio.
Se si ascoltano queste notizie con un orecchio solo, distrattamente e con mezzo cervello attivato, come è richiesto dal normale approccio ai TG la cosa può anche passare, ma provate a ragionare, ad attivare tutto il cervello e entrambe le orecchie: non c’è qualcosa di strano e romanzesco in tutto ciò che ci raccontano?
Bombe liquide, bevande energetiche (coke+mentos?), i-pods… ma vi rendete conto? La faccenda dei 10 aerei che è copiata pari pari dal progetto Bojinka del 1995, dimenticando di dire però che appartiene al periodo di quando Osama era ancora dei nostri e faceva buono in Afghanistan e poi in Kosovo. Poi, si sa, hanno avuto da dire e lui se l’è legata al dito. E poi ancora i pakistani, che è un mistero siano ancora considerati nostri amici, visto che “c’entrano” sempre, come l’UDC.
Ma soprattutto, la domanda nasce spontanea: perché creare panico inutile quando gli attentati sono stati ormai sventati? Perché bloccare aeroporti e danneggiare compagnie aeree quando il pericolo è passato? Quanti attentati, omicidi, rivoluzioni, atti di guerra, golpe, rischi di olocausto nucleare sono stati impediti dai servizi segreti e dalle diplomazie negli ultimi cento anni e non ne abbiamo mai saputo niente? Pensate alla crisi dei missili di Cuba, 1962. Che abbiamo rischiato di morire tutti inceneriti dalle bombe atomiche lo abbiamo saputo solo molto tempo dopo. Ed era logico, si è sempre fatto a quel modo. Dovrebbe essere ancora così, a meno che…
A meno che non si voglia scientificamente spargere panico, rendere la gente insicura, alimentare l’odio contro l’Islam proprio quando abbiamo bisogno di portare avanti la nostra agenda in Medio Oriente e rinnovare il messaggio propagandistico in prossimità dell’anniversario dell’11 settembre.
Ma no, che follia! Tony Blair non è il capo della “Preterrorismo britannica” e noi che lo pensiamo siamo tutti pazzi come Philip K. Dick.

lunedì 7 agosto 2006

Siffredi è Rocko o è lento?

L’altra sera mi sono divertita un mondo con una vecchia puntata di “Milano Roma” su Raisat Premium. Avete presente, quel programma “on the road” dove due personaggi noti (detesto la parola VIP), viaggiano assieme in macchina intervistandosi e cazzeggiando a vicenda (e la Fallaci ha fatto il viaggio con Oriana, riuscendo pure a litigarci).
Quello che è interessante della trasmissione è l’improbabile connubio dei due protagonisti.
Vidi un incredibile puntata con Mons. Tonini vs. Oliviero Toscani (chissà se il fotografo ha avuto il coraggio di urlare al monsignore “Sei veecchio!”, come nell’imitazione di Fiorello) e se ben ricordate vi fu un Dario Fo vs. Ambra proprio in occasione del Nobel al Dario. Vabbè, se non ricordate pazienza.
Ieri sera mi si è paralizzato di botto lo zapping quando ho visto chi erano i due: Luciana Littizzetto e Rocco Siffredi. Due geni della comicità, uno riconosciuto e ammirato (la grandissima Luciana) e uno incompreso (Rocco).
Stranamente ho visto Luciana, che solitamente di Fabio Fazio fa polpette tritate con aglio e cipolla, le arrotola sul palmo della mano e le tira a cani inferociti, un po’ sotto tono, un tantinello imbarazzata.
Lei ha raccontato questa esperienza molto disinvoltamente come è nel suo stile ma in realtà pare che non vi sia stato un gran feeling tra i due. Anzi, diciamola tutta, si sono cordialmente stati sui maroni per tutto il viaggio.
Come si evince dal continuo riferimento, nel suo articolo, all’innominato, penso però che la Luciana fosse anche preda del fenomeno dell’indigeno confuso e felice di fronte al Totem. Intimorita e attonita come davanti al monolito di 2001 Odissea nello Spazio.
Si percepiva infatti una presenza ingombrante tra i due, una sorta di convitato di pietra che avrebbe potuto saltar fuori da un momento all’altro per dire la sua.
Anche Rocco era impacciato, forse perché ha dovuto rimanere tutto il tempo della trasmissione vestito o perchè era impegnato a tenere a bada la belva.
La conversazione è parsa lievemente da ascensore:
“Che piano?” ,“3°”, “…”, “???”, “E’ un caldo, oggi!”, “Già…”
D’altra parte un intellettuale raffinato come Siffredi si sarà sentito a disagio con una “comica”. Di cosa le parli? Della visione hegeliana-etica di Mastella? O di teoria dei quanti?
Non si poteva che parlare di sesso e lui si è lanciato nell’argomento chiedendo alla Littizzetto della sua “prima volta” ma la Luciana è rimasta molto reticente e sulle sue, continuando ad agitarsi sul coprisedile irto di spine. Lui deve aver fatto uno sforzo sovrumano per trattenersi. Difficile per uno che, nel suo habitat naturale è solito esprimersi come segue:
Da "Il club dei piaceri perversi 2" :
Rocco, entrando in un angusto prive' tutto foderato di rosso, commenta: "Aho',ma che e' ? La bbara de Berlinguer" ?
Da "30 maschi per Sandy"
Rocco offre la compagnia dei suoi 2 cuochi di colore a Sandy e dopo la performance li congeda. Loro stanno per uscire e lui incazzatissimo gli grida "Aho', ma dove cazzo andate ? Tornate in cucina che c'e' da fare la pizza!!"
Capite che lo spot delle patatine è stato un momento di introspezione, quasi un haiku.
Il clou della puntata è stato quando Luciana, tanto per rompere il silenzio ha chiesto a Rocco:
“Sei credente, credi in Dio?” e lui ha risposto “Si, credo nella figa”.
Non oso immaginare cosa sarà passato per la mente di Luciana Littizzetto in quel momento.


sabato 5 agosto 2006

Tonino & Clemente

Non passa giorno ormai che le cronache non riportino l’ennesimo litigio tra Tonino e Clemente.

Una giornata tipo nella vita dei due Ministri:

0re 7:00 Tonino si sveglia e legge il giornale. Clemente ha rilasciato un’intervista a Repubblica, nella quale dichiara che lui, a differenza di Tonino, non andrebbe mai in piazza brandendo un megafono e che lascerà il suo incarico alla mezzanotte di oggi, come ha scritto nella lettera di dimissioni a Prodi se il Presidente del Consiglio non si pronuncerà in merito.

ore 8:30 Clemente telefona a Prodi per sapere se la lettera è arrivata ma il telefono squilla a vuoto.

ore 9:45 Tonino, in un intervista alla radio risponde per le rime a Clemente, accusandolo di volerlo scavalcare nelle sue competenze.

ore 9:46 Clemente telefona in diretta durante la trasmissione accusando Tonino di fare i sit-in e annunciando di volersi dimettere dal suo incarico.

ore 10:00 Il telefono in casa Prodi continua a squillare invano.

0re 12:12 Anche Tonino chiama casa Prodi, ma il professore è uscito, lasciate un messaggio.

0re 13:00 Un lancio di agenzia riporta l’ultima dichiarazione di Clemente: “Io non prendo lezioni di moralità da nessuno”, sono pronto a dimettermi.

0re 13:30 Tonino prende il megafono e, affacciatosi alla finestra inizia a declamare i nomi dei deputati che hanno votato l’indulto.

0re 14:00 Clemente, saputo dell’iniziativa di Tonino modifica il messaggio nella sua segreteria telefonica con il seguente: «La stagione del giustizialismo non è la mia, sono uscito indenne da tanti cerchi di fuoco e non ho una visione hegeliana-etica della politica e non posso accettare il giudizio per cui chi è contro l'indulto è in regola moralmente e chi è favorevole ha invece qualche vicinanza col tratto dell'immoralità».

ore 14:15 Tonino è arrivato alla lettera P del suo elenco.

0re 15:00 Clemente si sfoga con un sottosegretario: “Quello mi sta facendo impazzire”.

0re 15:30 Tonino, riprendendo il suo cane, lo chiama erroneamente “Clemente!!!”

0re 16.45 Finalmente Prodi risponde al telefono ma dice di non sapere nulla della lettera. Chiederà alla moglie.

Ore 17:00 Tonino, intervenendo ad un convegno sul giustizialismo, dichiara la sua amarezza e minaccia di autosospendersi dal suo incarico.

0re 18:00 Clemente lo corregge in diretta su SkyNews24: “Mi dimetto prima io”.

0re 19:00 Tonino sul suo blog scrive: “Decida il premier, non ci metto niente a dimettermi.”

ore 20:00 A cena con i suoi collaboratori Clemente ci ripensa e dice che non si dimetterà, per il bene della coalizione.

ore 20:00 A cena con i suoi collaboratori Tonino ci ripensa e dice che non si dimetterà, per il bene della coalizione.

0re 23:55 Clemente, stanco della giornata frenetica va a letto. Il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi è “Mannaggia a Tonino!”

ore 23:59 Tonino, stanco della giornata frenetica va a letto. Il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi è “Mannaggia a Clemente!”

ore 00:30 – Finalmente Prodi guarda la posta e legge la lettera di dimissioni di Clemente, ma ormai è troppo tardi.

Pubblicato su LiberoBlog




OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

mercoledì 2 agosto 2006

Temo i Radicali anche quando portano doni

Quando fu chiaro che i radicali, fino a cinque minuti fa più Berlusconiani di Bondi, alle ultime elezioni si sarebbero alleati con il centrosinistra dopo un rapido matrimonio riparatore con i socialisti, mi vennero in mente le parole che Virgilio attribuisce a Laocoonte nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes (“Temo i Greci anche quando portano doni”). Il riferimento è al famoso cavallo di Troia.

Va bene che bisognava fare mucchio e che nell’Unione c’è dentro di tutto e di più, ma in un paese dove questa attuale maggioranza ha vinto, sempre per restare in tema di cavalli, per meno di una lunghezza, con una opinione pubblica sempre pronta a cedere alle lusinghe del Grande Piazzista appena questi fa l’occhio languido da uno schermo televisivo ancora sottomesso a lui, come potevamo non prevedere che le “battaglie” di Pannella avrebbero creato qualche problemino all’alleanza, e innescato un interessante effetto Cavallo di Troia?
E’ vero che le stesse battaglie radicali erano state condotte sotto il precedente governo e che il cambio di campo derivava dalla delusione per le mancate promesse berlusconiane, ma nessun Pannella avrebbe mai potuto mettere in crisi il Divo di Arcore, se non altro perché il suo appoggio era rimasto esterno. Siamo certi che invece per il governo Prodi non stia accadendo il contrario?
Vediamo l’indulto e/o amnistia, uno dei pezzi forti del Marco e dei “pugnetti rosa” che il governo Berlusconi ha sempre tranquillamente ignorato senza subirne conseguenze in termini di consenso.
Sia ben chiaro, che in carcere ci finiscano di solito più i poveracci che i furbetti è innegabile. Tutte le campagne pannelliane hanno un fondo di verità e giustizia. Ma tutte queste buone ragioni sono state ora annichilite dalla mossa scellerata ed inciucista del governo di centrosinistra che ha allargato l’indulto ai reati finanziari con i risultati che ha così ben descritto Marco Travaglio, per non parlare delle multinazionali che potranno evitare i processi per inquinamento e boiate varie.
Ed ecco l’effetto cavallo di Troia, con i Troiani che per la verità si danno le martellate sui coglioni da soli per venire in aiuto ai Greci.

Ascolto Radio Radicale da più di vent’anni e da parecchio mi sembrano posizionati stabilmente sulla sponda neocon, con Capezzolone che è in stretto contatto con personaggi come Michael Ledeen, e la Bonino che ogni tanto si lascia scappare che bisognerebbe abolire i sindacati.
L’impostazione ideologica ultraliberista non mi sembra cambiata dall’ultimo salto della quaglia, mitigato dalla permanenza in fascia destra di coerenza dei Della Vedova & Taradash. Le rassegne stampa della Radio lette dall’ottimo direttore Bordin sono rimaste come prima simpatizzanti a destra e sono le uniche in Italia nelle quali sia prevista la lettura integrale de “il Foglio”.
La domenica mattina va in onda un’interessante rubrica sul Sudamerica che pare scritta dagli esuli cubani a Miami. Capezzone si, critica Berlusconi, ma è un volpino, attenti.
Solo Pannella si ostina ancora, ma dev’essere l’età, a chiamare tutti “compagni”. Gaber diceva: “Compagno radicale, la parola compagno non so chi te l'ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata, compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino”.
Insomma, si sta a sinistra con il portafoglio ma il cuore è rimasto a destra come prima. E alle prossime elezioni altro salto triplo carpiato, questa volta all’indietro.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...