domenica 10 gennaio 2016

Scacco matto al femminesimo


I tifosi polacchi si rivolgono alla Merkel
Sono arrivati. I commenti delle femministe, intendo. Forse era meglio fossero rimasti nello spazio angusto delle mentalità cubicolari dalle quali sono pervenuti ma in fondo è meglio così. "Conosci il tuo nemico", si dice. Per femministe intendo anche gli uomini che portano in dono i loro coglioni su un piattino a queste talebane dei rapporti umani, offrendosi alle erinni come volonterosi eunuchi. Mi riferisco al tipico omo desinistra (ma non solo) che in questi giorni ha fatto subito autodafé di fronte alle stupidaggini a uteri unificati delle cretine prevalenti, gridando "si, è vero, anche noi stupriamo le donne accerchiandole ogni volta che c'è un assembramento in piazza." 
Ormai è chiaro. Il generalismo giustificazionista è la versione ufficiale dei fatti di Colonia. Comodo, diluente la colpa, privo di residui razzisti e dal piacevole effetto inebriante come una fialetta di popper. Sono stati tutti, quindi non è stato nessuno. "Chi è stato ad accecarti, fratello?" "Nessuno, è stato Nessuno!!" Ricordate, anche questa fu una trovata di Ulisse, come il cavallo di Troia.

Tornando alle reazioni delle femministe. Ho provato a leggerli, i commenti ma, francamente, letto uno, letti tutti. Fatti con lo stampo. Identici come gli stamburamenti ossessivi dello spin. Monotoni come il porno. Provenienti dalla medesima matrice del monopinionismo, quella che, attraverso poche parole chiave, unifica il pensiero triturandolo nel verbalismo, nell'illusione di esso. E' così che è ridotto ad esprimersi il pensiero femminile stretto dentro il busto del femminismo, attraverso gli slogan della neolingua inquantodonnista.
Come si fa, ad esempio, a leggere qualcosa che, già dal titolo, parla di "Violenza di genere e femminicidi politici", e che, invece di scendere nello specifico ad analizzare il problema dello scontro di civiltà e della minaccia specifica del jihad alle conquiste di emancipazione femminile, sostiene che è il problema è il "patriarcato", così, in generale, valevole per tutta la galassia e oltre l'infinito? 
O la Maraini che riconosce la marocchinata ma dice che non possono essere stati i marocchini perché i migranti "hanno alle spalle storie dolorose"? 
Meglio stuprate che razziste. Negare, negare, negare. Che non si fermi, per carità, la gloriosa avanzata del mostro globalista nato dal coito immondo tra capitalismo e comunismo, che porterà la rivoluzione in ogni paese e la distruzione della nostra civiltà.
Qui ci vuole proprio un intermezzo video e attenti all'ultima battuta.

Sapete qual è l'unica fobia veramente pericolosa che andrebbe combattuta, ma che gli  esperti in Fobofobia del ministero del Pensiero Unico si guardano bene dal denunciare e combattere, anzi ignorano completamente? Si chiama androfobia e viene praticata da coloro che vedono l'origine di ogni problema nella pura esistenza del maschio in quanto tale. E' desiderabile che delle fobiche e i loro eunichi pretendano di rappresentare la voce delle Donne? Direi che è ora di dire basta. 
L'universo del pensiero femminile non ha bisogno dell'etichetta di "femminista" e di brandire l'arma del ricatto dell'inquantodonnismo ogni volta che deve esprimersi. Lo ha sempre fatto quando il femminismo non esisteva. Soprattutto si esprime in ogni campo dello scibile umano e in ogni luogo, non solo nelle riserve indiane delle rubrichette dei giornali dedicate alle "questioni femminili", che una volta erano il cucito,  il ricamo e le pene di cuore, oggi devono essere per forza i femminicidi, il gender e la visione androfoba ed ottusa del mondo. Il grande successo ( à la Monti) del femminismo sembra proprio quello di aver costretto una maggioranza a comportarsi come una minoranza piagnona.

Vogliamo dire che è tempo di togliere il femminismo, ovvero la riflessione delle donne su loro stesse e sulla difesa dei loro naturali diritti umani ovunque vengano negati o violati, dalle mani delle separatiste, androfobe, traumatizzate, nonché globaliste, buoniste, fiancheggiatrici e serve dell'élite reazionaria alla quale, come le sinistre, si sono vendute, che lo tengono in ostaggio? Vogliamo separare una volta per tutte il pensiero femminile dal "femminismo unico" di queste talebane che propugnano, d'intesa con l'élite, il femminesimo, malattia finale dell'autolesionismo occidentale? 
Molto tempo fa scrissi un post - ve lo linko così non mi ripeto qui - dove avvertivo che era giunto il momento di mettere da parte le false guerre di genere, abilmente orchestrate dal M.d.P.U., ed unirsi, uomini e donne assieme, per opporsi al tentativo in atto di cancellare i nostri diritti e le nostre libertà, progetto che può essere sconfitto solo da un esercito unito e non diviso nei mille rivoli della fluidità identitaria. Così capite anche a cosa serve il martellamento gender. 

Sui giornali stranieri, soprattutto quelli del mondo anglosassone, meno inclini alla melassa accoglientista nostrana, si comincia apertamente a collegare il fenomeno della migrazione selvaggia verso l'Europa - che sappiamo essere usata come arma di pressione - ad un tentativo di colonizzazione da parte dell'Islam, che sarebbe funzionale a sua volta ad un più ampio progetto di feudalizzazione globale, a quel famoso ordine mondiale che prevede una ristretta e ricchissima élite che governa una moltitudine di schiavi. Come in Arabia Saudita, del resto. Ecco, forse, il collegamento.
Nel novembre scorso Monica Crowley sul Washington Times scriveva che una parte fondamentale del jihad è la hijra, ovvero la conquista del territorio infedele mediante migrazione. Si mandano avanti gli uomini, poi, tramite i ricongiungimenti famigliari e l'alta fertilità, si diventa auspicabilmente la maggioranza sul territorio. Pensare che, a quel punto, possa ancora essere possibile l'integrazione, il "rispetto delle nostre leggi" come affermano le putain au bon coeur dell'accoglienza, e non la sharia applicata grazie alla hija, è pia illusione.
Ma queste sono cose che sappiamo.

I fatti di Colonia e del resto dell'Europa della sera di S. Silvestro, trattati dai negazionisti nostrani secondo i dettami del femminesimo dominante, ovvero del "mio figlio non è uno stupratore, è un bravo ragazzo, è lei che l'ha provocato", vengono invece analizzati in queste ore dagli studiosi che vogliono veramente analizzare il problema e dalle vere donne, non dalle femministe, come quello che è stato, ovvero un esperimento, un test per saggiare la risposta degli europei all'oltraggio verso ciò che dovrebbero avere di più caro: le loro donne.
Direi che l'esperimento, dal punto di vista di chi vuole conquistarci, chiunque egli sia, è perfettamente riuscito. Purtroppo per noi.

Se immaginiamo che si sia trattato di un attacco del jihad - qualcuno ha già coniato il termine groping jihad per questa forma di terrorismo sessuale, già messa in atto in altre occasioni, come abbiamo visto, ma negata dal buonismo peloso dei collaborazionisti, l'esito dell'operazione è stata la nostra resa incondizionata. 
Ora loro sanno che: quella del terrorismo sessuale è un'ottima tattica che potrà essere messa in pratica altrove e in maniera ancora più audace, tanto i media taceranno per vergogna e gli emasculati e succubi maschi europei si prenderanno la colpa al posto dei veri stupratori. 
Che i progressisti europei preferiscono offrire le proprie donne in pasto all'invasore, piuttosto che rischiare l'accusa di razzismo.
Che i tedeschi manderanno la polizia a bastonare chi scende in piazza a protestare contro gli stupratori stranieri e non questi ultimi e che l'estrema sinistra sosterrà che il problema non sono gli stupri etnici in casa propria ma il razzismo. Come quello subito attribuito alla copertina di un giornale.




Sanno che le autorità hanno negato fino all'ultimo i rinforzi richiesti dalla polizia di Colonia, e si può pensare che siano ben disposti a "lasciar accadere" questo tipo di cose sulla pelle dei propri cittadini.
Soprattutto sanno che, in generale, l'immagine dell'Europa in questo frangente è stata quella di un continente di vigliacchi senza palle, in balia di governanti totalmente incapaci e soprattutto senza la volontà di difendere i propri cittadini. Nello specifico, le loro cittadine.

Tutto a causa di questo maledetto femminesimo, di questo matriarcato (altro che patriarcato, brutte cretine!) ultraprotettivo nei confronti dei figli di puttana, dei teppisti, della peggio feccia vista sempre come "il mio bambino", che sta tirando su una generazione di decerebrati castrati dopo averne castrato i padri e che è attirata inconsciamente da questi rozzi selvaggi di importazione allevati da donne incapaci perfino di ribellarsi all'assurdità di un velo integrale e perpetuatrici essere stesse di una  società che si basa sul fondamento della loro sottomissione. Gli uomini li fanno le donne ad ogni latitudine, quindi anche nel mondo islamico e in quello africano dove sono sempre le donne a tenere ferme le bambine che devono subire l'atroce tortura dell'infibulazione.

Sapete, non vorrei che dietro alla piaga del femminesimo come femminilizzazione del mondo vi fosse nient'altro che qualcosa a cui non riesco a non pensare in questi giorni e che è un retaggio di miei antichi studi ed esperimenti di etologia. 
Si tratta di questo. Se in una gabbia contenente una famiglia di ratti si inserisce un maschio estraneo, tutto dipende dalla reazione del maschio "autoctono". Se questo reagisce ed attacca l'intruso, per difendere la femmina e i piccoli, bene, ma se egli vi si sottomette, sapete cosa fa la femmina? Si allea con l'intruso, lo aiuta ad uccidere il proprio maschio e uccide anche i piccoli, insomma pratica l'infanticidio, accoppiandosi poi con l'intruso per avere prole migliore. Accade non solo con i ratti, ma con i leoni e molte altre specie.
Ora, noi siamo uomini e non caporali, certo, pensare questo delle donne, che abbiamo cioè inconsciamente già scelto il vero maschio alfa dal quale farsi dominare, dopo aver castrato il proprio ed essersene dichiarate, di conseguenza, deluse, è brutto e assolutamente scorretto ma io lo penso lo stesso. Se una società inverte il suo corso di evoluzione in senso economico, è probabile che lo faccia anche attraverso una regressione psicologica verso modelli primitivi di società e schemi primordiali nel campo delle pulsioni. 

Ad ogni modo i conquistatori ora sanno che soprattutto le statiste accoglienti e materne non sono in grado di difendere le proprie concittadine - come molte madri del resto non difendono affatto le proprie figlie dai padri pedofili - ma possono, all'occorrenza, servire come ausiliarie a causa del loro istinto materno verso gli stupratori.
Mentre si preparava l'attacco simultaneo a sciame e, ultima rivelazione, 500 stranieri mediorientali e nordafricani si preparavano ad assaltare una discoteca a Bielefeld, in Westfalia, a caccia delle donne, mettendo a dura prova la resistenza degli uomini presenti, (noi lo sappiamo da due giorni, i giornali tanto presi dai Rolex di Renzi l'hanno scritto solo oggi, dopo dieci giorni), ricordiamo cosa andava in onda sulla rete ZDF.


Non è meraviglioso, rivisto ora? Non è la distruzione in mondovisione più sottile, sadica ed efficace della credibilità di una cosiddetta statista? Si, quella sera è stata pesantemente molestata anche Angela Merkel, ma lei se n'è resa conto troppo tardi, nonostante le avvisaglie dello scandalo VW.
L'attacco proditorio alle donne tedesche, condotto da manovalanza migrante probabilmente attivata dalla parola magica "jihad" o volgarmente assoldata, sembra avere avuto come ultima destinataria proprio Angela Merkel, questo riuscito esperimento di incrocio tra la Stasi e la I.G. Farben, la Mutti incarnazione del femminesimo, rivelatosi il solito golem lanciato alla terza distruzione dell'Europa negli ultimi cent'anni.

Sul New York Times di ieri, Ross Douthat commenta i fatti di Colonia come una prova del fallimento della politica dell'accoglienza della Cancelliera (che probabilmente è stata costretta ad adottare sotto pressione della famosa arma di migrazione di massa, n.d.r.) e conclude in maniera inequivocabile:
"Occorre ora chiudere le frontiere tedesche ai nuovi arrivi. Occorre iniziare la deportazione e il rimpatrio degli uomini validi e giovani. Occorre abbandonare la pia illusione che i peccati nazisti del passato possano essere assolti mediante lo sfrenato umanitarismo della Germania di oggi.
Occorre che Angela Merkel se ne vada, cosicché il suo paese e il continente che sta dominando, non paghino un prezzo troppo alto per la sua follia."

L'Impero ha parlato. Traetene le conclusioni. Potete anche farvi qualche domanda.

sabato 9 gennaio 2016

Il rito di umiliazione di Lara Logan



"Dobbiamo fermarci per cambiare le batterie della telecamera. A un tratto il nostro interprete egiziano ci dice: "Presto, dobbiamo andarcene subito". Ha udito qualcuno tra la folla dire, in arabo,"Leviamole i pantaloni". 
Poi, all'improvviso, prima ancora che me ne possa rendere conto, sento delle mani afferrarmi i seni, insinuarsi nelle mie parti intime, agguantarmi da dietro. Voglio dire, non si tratta di una persona che ti tocca e se ne va, ma di una e un'altra e un'altra ancora. 
Sto urlando, penso che se urlo qualcuno li fermerà ma più urlo e più questi si eccitano.

Qualcuno tra la folla grida che sono israeliana, ebrea. Non è vero ma in quel momento questa cosa è come gettare benzina sul fuoco. Quell'assalto selvaggio diventa una sorta di furia omicida scatenata.
Mi aggrappo ancora a Ray, la guardia del corpo, ma non so dove siano finiti gli altri. Non ho rimasto che lui mentre sento strapparmi i vestiti di dosso. Penso che la mia camicetta e il pullover siano stati ormai ridotti a brandelli. Ho la camicetta attorno al collo, mi hanno strappato il reggiseno perché sento l'aria sul petto, sulla pelle nuda. Sento strapparmi i pantaloni e poi la biancheria intima. Ricordo che guardavo i miei vestiti sparire e loro che mi fotografavano con il telefonino.
Ray mi ha raccontato che aveva rimasto in mano un bavero strappato dalla mia giacca.

Sento che Ray è la mia unica speranza di salvezza Lo guardo ma abbiamo un mare di gente fra noi, gente che ci tira da tutte le parti e ci sta picchiando. Non mi rendo nemmeno conto che mi stanno colpendo con aste di bandiera, bastoni e altri oggetti, perché in quel momento penso solo all'aggressione sessuale che sto subendo, alle loro mani che mi stanno stuprando ancora e ancora e ancora...
Mi stuprano con le mani per tutto il tempo, senza fermarsi. Da davanti, da dietro, ovunque.
Mi aggrappo disperatamente a Ray e so che se lo lascio andare morirò ma, in quel momento, Ray, che pure è un soldato delle forze speciali, viene sopraffatto e trascinato via.
Quando perdo Ray, penso che sia giunta la fine. E' come se tutta l'adrenalina stesse lasciando il mio corpo. Capisco, dal suo sguardo, che senza di lui morirò. Stanno tirando il mio corpo in ogni direzione, tentando di squartarmi, tirando i miei muscoli allo spasimo e stanno anche tirandomi i capelli come se cercassero di scotennarmi.
Mentre penso di dover morire non riesco a credere che stiano uccidendomi, che non riesca a difendermi. Come posso arrendermi così, cosa posso fare per me, per i miei figli?
Devo lottare per loro e così penso, "ok, devo restare viva, devo solo arrendermi allo stupro. Del resto cosa possono farmi di più di così? Sono già ovunque dentro di me. Così l'unica cosa che mi rimane è lottare per la mia vita. 
La mia lotta va avanti per venticinque minuti. Una lotta durante la quale so che morirò e di una morte orribile, durante una tortura che non sembra aver fine."

Lara viene trascinata dalla folla fino ad una staccionata dove sostano alcune donne egiziane. Finisce quasi addosso ad una di queste, completamente velata di nero dalla testa ai piedi, della quale ricorda solo gli occhi.

"Questa donna mi mette un braccio attorno, mi porta via e non so descrivere cosa provo in quel momento. Le donne mi circondano, fanno quadrato, allontanano gli uomini gettando loro addosso acqua e gettandone addosso a me, che non riesco a respirare e sto soffocando.

Finalmente quelli del mio team sono riusciti a convincere un gruppo di soldati a venire in mio aiuto. Si fanno largo a manganellate tra la folla e quando li vedo penso che forse ho una chance per uscirne viva. Mi aggrappo al primo soldato che riesco a raggiungere e non voglio più lasciarlo andare. Sto urlando come una pazza, sono sporca, con i capelli strappati, sporca nello sporco.
Il soldato mi prende in collo e ancora deve menare fendenti tra la folla per farsi strada per portarmi via.

Quando fui ricoverata in ospedale, dopo il rientro in America, i miei muscoli erano così terribilmente stirati che era come se si fosse cercato di strapparmi le membra dal corpo. Le giunture, ogni giuntura, era slogata. E poi le ferite intime, le lacerazioni interne. E i segni delle loro mani, delle dita su tutto il mio corpo, i tagli e tutto ciò che potete immaginare, tranne le fratture. Nessun osso si era spezzato.

Quella notte, i suoi assalitori - diverse decine almeno - sparirono nella folla. Nessuno di loro è stato assicurato alla giustizia. Non sapremo mai se il regime decise di colpire un reporter straniero, come fece in altri casi, o se si trattò di un atto di pura e selvaggia criminalità. Un linciaggio con stupro.

"In Egitto la violenza sessuale, e non  avevo idea di quanto fosse diffusa, è considerata da molti uomini un fatto normale. Anzi, se una donna viene stuprata, la colpa è solo sua."


Lara Logan, corrispondente del programma televisivo della CBS "60 Minutes" fu aggredita in piazza Tahrir al Cairo, l'11 febbraio del 2011, durante le manifestazioni di piazza seguite alla caduta di Mubarak, mentre stava realizzando il suo reportage.

UPDATE: L'amica Patrizia Grilli mi segnala quest'articolo de "La Stampa" del 2013 che riporta un'altra testimonianza, questa volta di una donna italiana, vittima del "cerchio" a Piazza Tahrir in occasione di un'altra manifestazione.

venerdì 8 gennaio 2016

Buon Anno e arrivederci a Carnevale



C'è un boomerang che si aggira per l'Europa, dicevo. E' il boomerang dell'accoglienza alla cieca e senza rete di orde incontrollate di immigrati, la maggior parte dei quali, lo sanno tutti, anche i muri, non ha alcun titolo di vero rifugiato ma potrebbe in compenso avere in tasca uno delle migliaia di passaporti siriani falsi rilasciatigli dall'entità terroristica chiamata Califfato o ISIS. Ci si sta perfino accorgendo, finalmente, che si tratta per oltre il 70% di uomini. 

La cartina mostra, ma è incompleta perché in continuo aggiornamento, le cittàin maggioranza tedesche, dove la sera del 31 dicembre sono avvenuti decine e decine di casi di molestie sessuali di gruppo ai danni di donne europee da parte di stranieri appartenenti alle nazionalità tipiche del migrantato.  Nella cartina mancano BerlinoZurigo, la cittadina di  Weil am Rhein dove sarebbe stato registrato il caso più grave di stupro di gruppo ai danni di due ragazzine minorenni, Salisburgo e Vienna, la Svezia e soprattutto Helsinkicon il  caso finlandese che merita un discorso a parte. 
Circola infatti una strana storia, sicuramente da approfondire, che riguarderebbe informazioni riservate passate, nei giorni precedenti, dalla polizia tedesca a quella finlandese, sull'allerta per possibili atti di violenza da parte di immigrati da effettuarsi in concomitanza dei festeggiamenti di fine anno. Queste informazioni avrebbero permesso alle autorità finlandesi di eseguire perfino alcuni arresti preventivi. Questa notizia si basa su un'intervista radiofonica con il ministro degli Interni finlandese Petteri Orpo, che però non ha rivelato la fonte dell'intelligence. Interessante, no? 
Qualche servizio sapeva per caso qualcosa in anticipo, come sempre? A quale livello si è poi deciso di cancellare completamente dalle cronache, per giorni e giorni, dalla stampa e  televisione europea alle reti televisive americane, ogni traccia degli eventi? Perché questo è stato senza dubbio l'elemento più disturbante del caso.

Conoscete peraltro altri attacchi terroristici di cotale estensione territoriale ed allarmante coordinazione  - ammessa da tutti gli organi inquirenti coinvolti nelle indagini - che, dal 2001 ad oggi, siano stati passati sotto silenzio e per giunta volutamente? Credo vi sia una spiegazione anche per questo, ma torniamo alla dinamica dell'azione.
Uno swarm attack di stampo razzista (anti-autoctono, anti-bianco e, perché no, anti-cristiano) e misogino, che ha avuto come obiettivo le donne europee, scelte accuratamente in mezzo alla folla dei festanti e colpite nel momento in cui si trovavano fuori casa, in luoghi aperti, sole o in compagnia di altre donne, insomma indifese. "Andavano a caccia delle donne", "sembravano un vero esercito", riportano le testimonianze, tra le tante, di un portiere d'albergo, di uomini della polizia, e delle stesse ragazze vittime degli accerchiamenti.  
Non essendo riportate al momento notizie di risse tra maschi appartenenti a gruppi diversi, come accade normalmente quando qualcuno di un gruppo fa apprezzamenti o molesta una ragazza dell'altro gruppo e gli accompagnatori di lei reagiscono, si può dedurre che le ragazze da circondare e colpire siano state scelte tra quelle che non si trovavano in compagnia di uomini. Lo spero, almeno, per la reputazione dei tedeschi maschi.
Questa tecnica di attacco, nonostante qualcuno abbia parlato di ubriachezza dei responsabili (Travaglio dice che a Capodanno sono cose che càpitano, signora mia), denota invece un'estrema lucidità e grande sistematicità.

Dal punto di vista dei governi coinvolti, soprattutto quello tedesco, non sarà che si è tentato di occultare al pubblico questo swarm attack nel tentativo di limitarne - ma troppo tardi - il dirompente effetto di shock psicologico, proprio a causa della sua straordinaria riuscita? Il bello invece è che proprio da questa censura coloro che hanno organizzato il rape mob hanno ottenuto altri effetti positivi a cascata forse addirittura insperati. Per difendere la regina si è finito per scoprire il re. Uno scacco matto da manuale. 
Quello avvenuto il 31 dicembre 2015 è uno degli atti terroristici con la più alta percentuale di efficacia che si ricordi. Non ci sono stati morti né bombe ma le ferite inflitte sono peggiori, perché in un colpo solo, oltre alle mutandine strappate ed all'intimità brutalmente violata delle ragazze, è stata denudata la ignobile vigliaccheria dei governi responsabili di aver fatto entrare i selvaggi indiscriminatamente e per giunta sotto il ricatto ignobile dell'obbligo all'atto umanitario; di questo cadavere putrescente di Unione Europea e delle sue statiste di prima e seconda linea, risultate peggiori, se possibile, dei loro vituperati colleghi maschi; dell'informazione mainstream, ormai dichiaratasi definitivamente inaffidabile, dopo l'autocensura di fronte ad una notizia che non si poteva non dare e che ha accettato deliberatamente di non dare, assestando uno degli ultimi colpi ai rimasugli della dignità del giornalismo. La reazione a catena scaturita dall'attacco a sciame della notte di Capodanno sta continuando a travolgere tutto ciò che incontra ed il suo effetto si protrarrà ancora per giorni e giorni, facendo cadere un birillo dopo l'altro. L'Occidente ed il suo modello di civiltà ne sta uscendo a pezzi.

Chi ha avuto finalmente il via libera di poter raccontare i fatti, dopo una settimana di voluto silenzio, non riesce a far altro che balbettare. (Mission accomplished.)
Ieri sera Mentana in apertura di TG:
"...Si è saputo solo oggi... vere e proprie... ronde organizzate... di... uomini non...tedeschi... eh, che... sono andati, come si sa, a compiere atti.. eeh, iih,  molto molto gravi, soprattutto ai danni di donne... alcune delle quali, ehh, sono state anche, anche stuprate". 
La mitraglietta inceppata. Che meravigliosa metafora!

Ancora non riescono proprio ad evitare di mentire, manipolare, deviare. Non si è affatto "saputo solo oggi", ovvero ieri 7 gennaio. Il primo sito di lingua inglese a riportare la notizia, il 4 gennaio, è stato Breibhart London. Io, nel mio piccolo, riportai la notizia su Facebook, riportandola da qualche giornale tedesco, il 5 gennaio.
Il Guardian, ovvero la gloriosa stampa inglese, ha atteso otto giorni per parlarne e così gli altri.

Volete vedere il più grande successo del jihad? Eccolo.



Questa del movente del furto è una delle scuse a basso tenore di grassi saturi più utilizzate fin da subito, fin da quando ci si è resi conto che i fratelli minori l'avevano combinata grossa.
Il furto. E' noto che le ragazze portano il portafoglio e il cellulare tra le cosce.
Un ministro del governo Merkel ha dichiarato che "associare i delitti ai migranti è cosa altrettanto grave che i delitti stessi". La stessa cancelliera sottotitolata in arabo ha detto che "pur immaginando l'orrore di trovarsi circondate da uomini" (notarella freudiana, Angeli'?) non bisogna indicare i responsabili delle aggressioni nei migranti. Capirai, è lei la fata madrina del migrante.
Invece si è trattato proprio di uomini di origine mediorientale e nordafricana, di assai probabile religione musulmana, che hanno compiuto un atto di guerriglia urbana di tipo inedito, a fini terroristici, sul suolo europeo, come era già stato praticato con modalità simili in Egitto e Turchia.

Parentesi. Il nostro governo che fa, nel frattempo? Questo.


Essendo lo scopo dell'attacco quello di aggredire il simbolo dell'emancipazione occidentale, ovvero le donne libere di circolare senza stracci in testa per strada a qualunque ora del giorno e della notte o, come nel caso della giornalista Lara Logan, mentre sta facendo un reportage dalla piazza Tahrir al Cairo, qualche anno fa avremmo tranquillamente definito questi mascalzoni con il termine proprio di terroristi islamici. Non mi risulta però che, le manoleste arrestate finora vengano accusate di terrorismo. Bisognerebbe avere il coraggio di farlo, per prevenire che, in altre occasioni simili, penso all'imminente celebrazione del Carnevale, l'episodio possa ripetersi.
Invece ho appena assistito, su SkyTG24, ad una approfondita analisi sui fatti di Colonia che, in sostanza, andava quasi a giustificare le intemperanze di questi giovanotti in maggioranza uomini e, capirete, soli. State sereni che il "se la sono cercata" con il ditino alzato ad Helga, Ingrid e Dietlinde è in arrivo sul primo binario. Speriamo che Angela e le sue amiche della Stasi non abbiano bisogno di otto milioni di stupri per sedersi al tavolo della pace.


L'orgia di negazionismo seguita alla rimozione della censura ed alla libertà di divulgazione della solita versione ufficiale di questi casi, si esprime in tutte le sue più ributtanti varianti, secondo il principio della #lineaeditoriale.

Variante poro Gramsci, ovvero la #lineadelpartito (dubbiosi e, nel dubbio, negare, negare o, alle strette, buttarla sul "migrante che sbaglia" ) : 
Variante Forteto (Zucconi, femministe): "Il sessismo e la violenza stanno piuttosto all'interno della famiglia".
Variante femminista pervasivo-ubiquitaria: "La violenza è tutta intorno a te." (scusa Ennio, tu non c'entri).
Variante separatista favedifika: ("Il problema sono gli uomini")
Variante negazionista hard à la Faurisson. "Le bande di immigrati che NON hanno assaltato Colonia". 
Variante "il buon selvaggio scorre potente in noi". "La violenza non c'entra con l'immigrazione" 

E' inutile tentare di ragionare con chi non ha ancora capito cos'è successo esattamente la sera del 31 dicembre. Primo, perché non si prende nemmeno la briga di andarsi ad informare sulle modalità di azione del terrorismo internazionale di stampo jihadista (che aveva preannunciato come imminente un'azione simultanea in tutta Europa che, se non è questa, ne è comunque un'ottima imitazione) e, secondo, perché occorre che il soggetto si faccia rimuovere il blocco al cervello del politically correct che impedisce di vedere i reati commessi dai diversamente autoctoni. 
Cosa volete che possano cogliere, questi odiatori di tutto ciò che gli è simile, gli odiatori del padre,  i dispensatori dell'accusa di razzismo ad cazzum, dell'atroce e cupo sadismo del terrore indotto da uno stupro etnico solo mimato, per ora, ma che la prossima volta potrebbe essere agito in tutto il suo orrore? Con questi progressisti, queste statiste giustificazioniste kapo, queste sindache "amico stammi lontano almeno un braccio", queste mezze calzette, ommemmerda e cretine prevalenti, questi uomini troppo impegnati a farsi sbiancare l'ano per pensare di alzarsi e combattere, nessuno, care ragazze, è in grado di difenderci se non lo faremo da sole. Hanno castrato il re e ora la Regina è fottuta. 


Nota di speranza:

Ci proteggeranno i replicanti?



mercoledì 6 gennaio 2016

Il swarm attack di Capodanno in Germania è terrorismo sessuale

Il "controdine, compagni!" della stampa mainstream

La notte di Capodanno a Colonia in Germania vi è stata un'ondata di aggressioni a sfondo sessuale a donne scese in strada a festeggiare, da parte di piccoli gruppi organizzati per un totale di almeno un migliaio di uomini dai 18 ai 35 anni dall'aspetto nordafricano o arabo che hanno agito, secondo la polizia tedesca, con evidente coordinazione. Non solo, ma pare che episodi analoghi siano avvenuti contemporaneamente in altre città tedesche come Amburgo, Francoforte e Stoccarda.

Bene, oggi questa notizia è su tutti i giornali e TV, perfino su quelli del nouveau régime, ma per una settimana è stata prima occultata poi negata e si è cercato di coprirla in tutti i modi con le armi dell'autocensura modello Carta di Roma. Potete immaginare perché. Per il fatto che tutte le testimonianze delle donne molestate riferivano di aggressori stranieri, provenienti probabilmente da quelle tonnellate di uomini clandestini che ci vengono vomitate ai confini dalle dame di San Vincenzo dell'ONU e che somigliano, piaccia o no ai buonisti e senzapalle nostrani, a truppe dormienti di invasione. 
I giornalisti hanno le antenne lunghe e ora che la notizia delle violenze di Capodanno ormai è tracimata nel mainstream avendo rotto gli argini della Rete, sentono l'odore dell'epic fail. Stanno cominciando quindi le reazioni esantematiche in forma di editoriali, come questo, accorato, di Madame Huffington
Fa piacere che Lucia si sia finalmente accorta delle sempre più invadenti confidenze che i "migranti" si stanno prendendo con le donne dei paesi che li ospitano. Dai sorrisetti, alle avances, agli appellativi offensivi, alle vere e proprie mani addosso in spiaggia e al mercato con la scusa di "provarti" la loro mercanzia. Una volta non era così. Forse perché erano di meno e non erano così coscienti della loro impunità?

Se il giornalismo reagisce con l'ipocrisia tardiva e la solita faccia come il culo, è interessante invece la permanenza della negazione psicotica nei frequentatori politicamente corretti dei social. Ancora oggi vi è chi continua a negare, ad accusare di fascismo e razzismo chi osa associare le violenze ai migranti  - nonostante lo facciano ormai le pudibonde e politicamente stracorrette autorità tedesche, dai ministri alla sindaca di Colonia, Henriette Reker, autrice di una gaffe sul codice di comportamento che le sue concittadine dovrebbero tenere nei riguardi degli ospiti stranieri. Loro, non gli ospiti. 
Nemmeno il fatto che vi sia stata a Colonia una dimostrazione di piazza di cittadini tedeschi, come riportato dai telegiornali, contro quest'episodio vergognoso a sfondo razzista - nel senso che le vittime del razzismo, aggettivate secondo le testimoni del termine di "cagne", erano le donne tedesche - sembra convincere i tanti wannabe mamma di stupratore che sono spuntati sui social. Tutti a negare, negare, negare. Dal bloggume accreditato presso i salotti della gauche all'ova di lompo, ai soliti difensori a prescindere del buon selvaggio. Quelli che hanno il simbolo dell'ONU tatuato sotto l'ascella e, per deformazione dell'istinto materno, vedono tutti i migranti come pargoli pucciosi da salvare, come il baby Mosè, dalle acque.

Una menzione speciale tocca alle sorellastre femministe ed al loro silenzio omertoso verso questo episodio che non merita evidentemente di rientrare nel novero del frame del femminicidio di cui hanno berciato per anni, prima di praticare l'automutilazione della lingua per non disturbare il frame successivo e preponderante dell'accoglienza. Non una corpodelledonnista o cippalipperini che si sia pronunciata finora in difesa delle donne europee molestate e stuprate, in sempre più frequenti casi, dalla Svezia alla Germania, da questi gentiluomini d'importazione con qualche problema ormonale nei riguardi di donne non coperte da capo a piedi. 
La scoperta che il maschio stupratore non è quello ormai castrato ed asessuato che si trascina al loro fianco ma arriva dal futuro dell'Eurabia multietnica deve averle scioccate. E' noto che i peggiori nemici delle donne sono le donne e gli stupratori hanno stuoli di mamme naturali, adottive e surrogate ma un'anticchia di coerenza dovrebbe risiedere perfino nei cervellini rossi fritti delle tante che ai tempi di Berlusconi avevano sempre ladignitadelledonne in bocca.
Tuttavia non mi meraviglio affatto. Il problema del femminismo è lo stesso della sinistra. Sono entrambi fenomeni elitari. La grande conquista del femminismo è stata quella di permettere ad alcune donne di fare carriera e soldi mentre altre donne povere continuavano, rimanendolo, a servirle e riverirle. Provatemi il contrario. Il femminismo e la sinistra sono finiti a fare la fila alla biglietteria della navetta per  Elysium. Se non torneranno sarà solo un bene.

Il fatto preoccupante che deriva dall'episodio di Colonia, ma che non preoccupa affatto tali negazionisti e negazioniste deficienti, è il fatto che queste aggressioni in Germania sembrano proprio un swarm attack, un attacco a sciame. Una tecnica di cui i militanti del jihad hanno dichiarato spesso di volersi avvalere contro gli infedeli (in questo caso contro le "haggiala" = puttane) e che, cercando nella memoria recente, sembra la fotocopia delle aggressioni e molestie sessuali di massa subite dalle donne egiziane in piazza Tahrir durante la "primavera araba" e da quelle turche durante le manifestazioni di Gezi Park e che furono definite allora azioni di "terrorismo sessuale"
Le vittime sono, allora come oggi, donne emancipate che, nella mente dei retrogradi burattini dell'agenda globalista, rappresentano un invito vivente all'abuso, come prescritto dalle regole della legge religioso-comportamentale che seguono alla lettera. Se pensiamo ai collegamenti tra primavere arabe o arancioni e i flussi migratori "che non si possono arginare", che fanno capo stranamente sempre ai soliti personaggi legati all'élite reazionaria, posso riformulare a pieno titolo la solita domanda che pongo in questi casi: doveste portare un attacco terroristico alle libertà e conquiste femminili dell'Occidente, nel novero dell'agenda reazionaria e antidemocratica, a chi appaltereste la sua esecuzione?

Del resto una notizia del genere soddisfa anche un'altra esigenza, nell'ambito dell'applicazione della terapia dello shock. Mi sono chiesta ultimamente che senso avesse riempire le pagine dei giornali con le cronache raccapriccianti di stupri selvaggi perpetrati in India a danni di ragazze e bambine, a cominciare dal caso zero, quello del 2012. L'India è lontana, è un continente dove convivono centinaia di culture diverse.  Non vi è nemmeno un'immigrazione indiana così consistente da noi. Eppure il messaggio sembrava essere quello che l'India fosse l'unico luogo pericoloso al mondo per le donne. Perché? Forse per sviare l'attenzione dagli stupri in Congo e in Sud Africa (perpetrati da quei neri che non si possono criticare, a differenza degli indiani) o dal fatto che proprio alcuni paesi europei stavano diventando nel frattempo teatro di stupri sempre più frequenti ai danni di donne autoctone (come ci definiscono i piddini) da parte di stranieri? Come insegna la legge del frame: se tutti i giornali pubblicano la stessa cosa contemporaneamente, stanno cercando di dirci qualcosa.

Se la popolazione in generale si sottomette con la minaccia della povertà, per sottomettere le donne non c'è di meglio che paralizzarle terrorizzandole con lo spettro dello stupro e di quello peggiore, per giunta, quello di guerra. E' la prima cosa che verrebbe in mente agli psicologi dello shock. 
Non vi è niente di più ancestrale, soprattutto se i perpetratori vengono percepiti alla stregua di quei "soldati" del passato, di ogni guerra, di ogni invasione e di ogni passaggio del nemico o dell'alleato su un territorio da conquistare che ancora perseguitano il nostro inconscio personale e collettivo. 
Oltretutto portando con sé il loro seguito di vergogna, onta ed emarginazione delle vittime, fino alla vera e propria rimozione storica dell'accaduto. E' doveroso dire che lo stupro di guerra, pur riguardando soprattutto le donne, non risparmia gli uomini, gli anziani e i bambini. Se vi è omertà e negazione per lo stupro delle donne e dei bambini, quello ai danni degli uomini è addirittura uno dei tabù più impenetrabili della storia umana. 
Ora, per tentare di spiegare il possibile meccanismo psicologico del terrorismo sessuale: pensate che attraverso la propaganda vi presentino tutti i sintomi di una minaccia di invasione o addirittura si incominci a parlare di terza guerra mondiale, con le conseguenze di stupri che sempre accompagnano le guerre, ma che coloro che dovrebbero proteggervi continuino a negare che si tratti di invasione o guerra. Questa inevitabile dissonanza cognitiva tra percezione e interpretazione crea stress, ansia e shock, appunto. In ultima analisi: sottomissione. 

Recentemente una storica tedesca, Miriam Gebhardt, ha pubblicato un libro, "Als die Soldaten kamen", sugli stupri di guerra nella Germania sconfitta. Le donne tedesche (ma anche gli uomini, come abbiamo visto), subirono l'oltraggio degli alleati, occidentali e sovietici, in dimensioni simili a quello che subirono i cinesi ai tempi dell'invasione giapponese di Nanchino, nel 1937. Scempio raccontato anch'esso da una donna, Iris Chang, nel volume "The Rape of Nanking", poi suicidatasi in seguito ad una forte depressione, pare provocata proprio dall'impatto emotivo delle sue ricerche.
Anche l'Italia ebbe, durante la II Guerra Mondiale, il suo olocausto nelle oltre 60.000 donne violentate (ma il numero delle vittime fu sicuramente maggiore, tra donne, uomini, anziani e bambini), soprattutto in Ciociaria ma anche in Toscana e lungo tutto il percorso della risalita dal Sud delle truppe alleate. 
Anche se l'originale non è mai stato ritrovato, pare che ai Goumiers responsabili delle "marocchinate" in Italia fosse stato distribuito questo volantino, attribuito al loro comandante, il generale francese Juin:

“Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete…”.

Vero o falso che sia questo documento, il proclama è quello del diritto di preda che, da che mondo è mondo, vale per tutti gli eserciti di invasione. In questo senso è assolutamente autentico, soprattutto per l'accenno all'impunità futura dei colpevoli.
Questi stupri sugli italiani furono coperti, infatti, nel dopoguerra, dalla solita cappa di omertà. Non solo a causa del do ut des, dell'io non parlo dei tuoi crimini e tu non parli dei miei, caliamo un velo sulle violenze coloniali fasciste e creiamo il mito dell'italiano brava gente e della Resistenza così cassiamo anche le mascalzonate e le violenze dei partigiani, ma per una motivazione che troviamo nel sito dell'"Associazione Vittime delle Marocchinate". (Lo so, avete una voglia matta di protestare per il termine così politicamente scorretto ma datevi pace. Erano proprio nordafricani e africani reclutati ed agli ordini del Corpo di Spedizione Francese in Italia ).
Dice quindi l'Associazione, che ancora oggi si batte per il pieno riconoscimento della sofferenza delle vittime, vergognosamente obliata dai libri di storia:


"... la tendenza “terzomondista” nella storiografia “progressista” impose una cappa di silenzio, più vergognoso delle violenze compiute, per non favorire una forma di “pregiudizio razziale”. Se è così, come temiamo, scopriamo che della storia si possono rivelare solo gli aspetti che fanno comodo e nascondere quelli che non concorrono alla “verità” che si vuol stabilire, e che non ha bisogno di essere dimostrata."


Ohibò, non sembra lo stesso tipo di tendenza terzomondista che oggi nega disperatamente qualunque violenza perpetrata da chiunque non sia bianco? E' per caso lo stesso pregiudizio razziale al contrario che ha motivato il silenzio stampa sul swarm attack sessuale di Capodanno in Germania?

E ancora. Questo swarm attack contro le donne tedesche potrebbe per caso essere interpretato come un avvertimento di Angela Merkel, talmente Islam-friendly da farsi sottotitolare in arabo il discorso di fine anno; discorso tutto incentrato sull'aprite le porte allo straniero, sdraiatevi e almeno cercate di trarne godimento? Oppure potrebbe essere segno premonitore di un prossimo cambio di programma - perché la cosa sta oggettivamente sfuggendo di mano - e di cavallo, o meglio cavalla, e quindi un avvertimento ad Angela Merkel? Forse quello di oggi non era un pacco sospetto, ma un boomerang.


sabato 2 gennaio 2016

Alla plebaglia, nell'ultimo giorno dell'anno



Prima hit parade dell'anno. I discorsi dei grandi o wannabe grandi a confronto. 
Giudicate, votate e commentate.


Sergio Mattarella (ITALIA) 20'3"
Il record: Il più lungo. Venti minuti e trenta secondi. Quasi un'eternità. 
I° Premio Assoluto "Effetto sospensione sull'orizzonte degli eventi di un buco nero".
 (Se l'è tuttavia giocata fino all'ultimo con questo.)
Il meglio: La Poinsettia
Il peggio: L'evasione fiscale
Premi speciali: Peggior regia, peggior gobbo
Premio della giuria per la migliore sceneggiatura che avrebbe scritto la mia compagna di banco che prendeva sempre 10 nel tema di italiano.



Angela Merkel  (GERMANIA) 6'31"
Il record: Il più sfacciatamente kalergico e freudianamente rivelatore
Il meglio: Deutschland über alles (non suonato ma parlato tutto il tempo)
Il peggio: I sottotitoli in arabo
Premi speciali: Miglior effetto straniante, Miglior faccia tosta, Miglior Effetto Boomerang
Premio della giuria per la migliore sceneggiatura distopica
Premio "Funk ne sarebbe fiero"
Oscar per la Migliore attrice protagonista
Miglior candidatura alla Segreteria generale dell'ONU
Medaglia d'oro "Anschluss Anniversary Edition"



Barack Obama  (STATI UNITI) 4' 08"
Il record: Il ragazzo immagine del complesso militare industriale che parla contro la lobby delle armi
Il meglio: Gli americani che ci credono
Il peggio: La bandiera sfuocata sullo sfondo
Premio speciale per la Migliore incarnazione di Frank Underwood e Menzione Speciale "La realtà è peggio della finzione"
Premio della giuria per la Migliore bullata imperiale


Vladimir Putin  (RUSSIA) 8'
Il record - Il più patriottico
Il meglio - (i soldati) "Difendono i nostri confini"
Il peggio - Il lugubre rintocco di campana, la cravatta viola
Premi speciali - Miglior effetto speciale "corrispondente da Mosca"
Miglior effetto maschio Alfa



David Cameron  (GRAN BRETAGNA)
Il record - Il più di sinistra
Il meglio - L'annuncio del referendum sull'Europa
Il peggio - L'albero di Natale e il look da salottino di casa
Premio speciale "Nemmeno Maggie avrebbe saputo fare meglio di noi quest'anno"
Premio della giuria per la migliore interpretazione del compassionate conservative
Premio della giuria per la Migliore bullata ex imperiale

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