sabato 20 febbraio 2016

Viva lo Zika e che Dio lo benedika



Nelle ultime settimane è improvvisamente comparsa sui media la storia dell'anomalo aumento dei casi di microcefalia osservato tra i neonati in Brasile e della sua attribuzione alla diffusione di un virus di origine africana, lo Zika (dal nome della regione dell'Uganda dove fu scoperto) veicolato dalla zanzara Aedes aegypti, responsabile della diffusione di altre malattie virali come il dengue, la febbre gialla e la Chikungunya. Sempre secondo i media è emergenza mondiale perché il virus si diffonde a grande velocità e si stanno studiando quindi, per contrastarlo, l'apposito vaccino e una super-zanzara geneticamente modificata per combattere quella cattiva di natura. Zanzara che, come vedremo, esiste già da tempo.
E ancora: vista la gravità della situazione - lo dicono sempre i media - il Papa addirittura apre alla contraccezione preventiva e il Brasile, visto il clima da psicosi che si è instaurato, è preoccupato delle ricadute negative sulla sua economia in vista delle olimpiadi della prossima estate. 

Ora, le psicosi collettive non sono quasi mai spontanee ma vengono più facilmente indotte. In questo caso nella storia raccontata vi sono parecchi parametri che non quadrano ma, naturalmente, se pensate che la causa delle microcefalie non sia affatto il virus Zika - come suggerisce a media unificati il frame - ma qualcos'altro o, ancor più probabilmente, un concorso di varie cause, siete dei complottisti. 
In effetti questa storia è altamente contaminata da dosi da cavallo di propaganda e presenta un inquietante monito per il nostro prossimo futuro di Ttippisti. Lo vedremo alla fine ma andiamo per ordine.

La microcefalia è un tipo di malformazione congenita piuttosto rara che impedisce il normale sviluppo del cervello costringendolo entro una scatola cranica troppo piccola, causando così al soggetto gravi ritardi mentali. Le sostanze che più frequentemente hanno dimostrato possedere effetti teratogeni (ovvero che inducono malformazioni nel feto) sono farmaci (il caso di scuola della talidomide), e agenti chimici rilasciati nell'ambiente. E' vero che, ad esempio, un'infezione virale da rubeola come la rosolia contratta in gravidanza può provocare danni congeniti al feto ma, come insegna il caso storico dell'Agente Orange in Vietnam e delle altre contaminazioni da diossina come quella di Seveso del 1976, l'aumento dell'incidenza di malformazioni neonatali è più facilmente attribuibile ad una contaminazione chimica ambientale piuttosto che ad altre cause. Esemplare anche il caso dell'abnorme incidenza di malformazioni nelle zone di guerra come l'Iraq (ma non solo, basti pensare agli animali deformi ed agli abitanti ammalati di Salto di Quirra in Sardegna), dove sono stati impiegati proiettili all'uranio impoverito e sostanze come il fosforo bianco, per non parlare dell'effetto delle radiazioni ionizzanti.

La malattia provocata dal virus denominato Zika (costa $599) esiste ed è endemica in varie parti del mondo ma è normalmente benigna, al punto che le sue complicanze sono rare. Come accade per qualunque infezione virale, dato il carattere intrinsecamente opportunista dei virus, il soggetto immunodepresso è quello che subirà i danni maggiori, soprattutto di tipo neurologico. 
In nessuna passata epidemia di Zika, come quella in Polinesia, e nemmeno in quella attuale in Colombia, è stato registrato un solo caso di microcefalia tra i nuovi nati.
La domanda è quindi: non sarà che nelle zone colpite del Brasile (solo a Pernambuco si registra il 35% dei casi totali di microcefalia) sia stato impiegato qualche tipo di sostanza tossica in maniera maldestra o eccessiva? 

Il miglior riassunto del caso Zika e delle sue contraddizioni l'ho trovato in questo rapporto (qui il pdf completo) realizzato da una rete di medici e ricercatori argentini che analizza varie ipotesi sull'origine delle microcefalie in Brasile. L'Argentina, tra l'altro, sta attualmente affrontando il caso delle malattie e malformazioni attribuite ad un uso sconsiderato di tonnellate e tonnellate di pesticidi irrorati sulle sue coltivazioni di soia transgenica. Sotto accusa in particolare il famoso diserbante Roundup prodotto dalla Monsanto, contenente glifosato.
A proposito del caso Zika, i medici argentini ricordano la massiccia campagna di disinfestazione contro la zanzara portatrice del dengue condotta proprio in Brasile mediante irrorazione con pyriproxyfenun larvicida impiegato, a piccolissime dosi, anche come antipulci per i nostri animali domestici e raccomandato dal WHO per la sua bassa tossicità addirittura come disinfettante per l'acqua. Forse è un dettaglio che anche il pyriproxyfen sia prodotto da una società legata a Monsanto.

Riassumendo l'ipotesi: per prevenire la diffusione del dengue, il governo brasiliano decide di disinfestare dalle zanzare portatrici del virus il territorio, irrorandolo con un agente chimico, il pyriproxyfen che, forse utilizzato in dosi massicce ed improprie ed introdotto nella catena alimentare mediante il suo utilizzo per la sanificazione dell'acqua, per giunta in una delle regioni più povere del paese, con problemi di igiene e sanità pubblica, può aver sviluppato l'effetto teratogeno non solo sulle zanzare ma anche sull'uomo, provocando i casi di microcefalia.

Un'altra possibile causa o concausa delle microcefalie potrebbe essere stata una campagna di vaccinazione obbligatoria di decine, se non centinaia di migliaia di donne gravide condotta nel 2014 con un vaccino trivalente contenente i virus di pertosse, tetano e difterite che è stato aggiunto all'altro vaccino trivalente morbillo, rosolia e parotite, somministrato anch'esso in gravidanza. La maggior parte delle donne gravide della campagna del 2014 risiedevano proprio nella zona di Pernambuco. 
Qualche anno fa, diciamo pure una ventina, chi mi insegnò biologia sarebbe inorridito al pensiero di inoculare un vaccino contro la rosolia nel corso di una gravidanza, ma ormai il dogma del vaccino come panacea di tutti i mali è talmente incistato nella mentalità scientifica che probabilmente sono caduti tutti i freni inibitori, anche quelli che suggerirebbero prudenza e considerazione di eventuali effetti collaterali. O meglio, in occidente, in Inghilterra, del vaccino trivalente in gravidanza si dice questo:

"Vaccinarsi prima o poco prima della gravidanza non comporta rischi noti. Il vaccino non è raccomandato per precauzione, in gravidanza." Il che è abbastanza contraddittorio ma serve per pararsi le chiappe in caso di problemi fin dai tempi della talidomide. E in Brasile?

Il paese sudamericano è impegnato nello sviluppo di un'industria di vaccini low cost da esportare nel Terzo Mondo, operazione patrocinata anche dalla Fondazione di Bill Gates e signora, molto più interessati attualmente ai virus biologici piuttosto che a quelli informatici. Siamo sicuri che in questo campo così delicato, dove un buon prodotto di solito è piuttosto costoso, low cost significhi anche sicurezza, innocuità e correttezza nella sperimentazione preliminare? 
E siamo sicuri che questi vaccini, a tre alla volta e tutti insieme, per giunta nel corso di una gravidanza che, per una donna, rappresenta una prova immunitaria tra le più impegnative della sua vita, siano veramente innocui, tanto per non citare il caso della ormai nota Sindrome del Golfo?
Assieme ai casi di microcefalia, l'emergenza Zika sta registrando anche un'epidemia di Sindrome di Guillain-Barré - una grave forma di paralisi periferica - che in passato è stata associata a danno postvaccinale. Epidemia come quella osservata dopo la campagna di vaccinazione di massa contro l'influenza suina del 1976 negli Stati Uniti.

E' così improbabile che in un organismo in gravidanza, sottoposto a forte stress immunitario naturale e indotto da un cocktail di vaccini, sotto l'azione di agenti chimici tossici provenienti dall'ambiente esterno, incluso un virus concomitante il cui effetto normalmente benigno qual è quello dello Zika viene invece amplificato, possano manifestarsi danni neurologici ed effetti teratogeni sul feto?

Per completare il quadro, il rapporto dei medici argentini cita l'introduzione nell'ambiente brasiliano di 15 milioni di zanzare maschio geneticamente modificate, brevettate dalla britannica Oxitec, portatrici di un gene letale che provoca la morte delle larve. Operazione che si è rivelata non solo fallimentare ma drammaticamente controproducente. In primis perché, nelle zone dove ne è stata testata l'efficacia, solo il 15% delle larve è risultata transgenica, dimostrando che le zanzare locali in pratica non gradiscono molto i maschi OGM. Inoltre, da un punto di vista pratico, visto che comunque le femmine vanno alla ricerca di sangue quando sono gravide per nutrire le uova, introdurre nell'ambiente un numero così alto di maschi significa moltiplicare le gestazioni, le punture e in definitiva, la propagazione del contagio dell'eventuale virus Zika, dengue o purchessia. Virus che, da parte sua, sfruttando materiale genetico di un ospite GM, potrebbe andare incontro ad una mutazione particolarmente aggressiva, in una reazione a catena di eventi che rischia di divenire incontrollabile.

Da ciò che avete letto finora cosa potete avere concluso: che i casi di microcefalia in Brasile sono il risultato di una serie sfortunatissima di coincidenze oppure di una serie di sfide portate dall'Uomo all'equilibrio della natura, oppure ancora solo ed unicamente colpa del virus Zika?

Come vedremo, questo Zika è l'Harvey Lee Oswald della situazione. La chiave ideale per altri ulteriori proficui sviluppi da economia dei disastri. E' soprattutto un ottimo strumento di propaganda.
I media non hanno dubbi, infatti. Questa affermazione da manuale è tratta da un articolo del New York Times intitolato: "Le teorie e i sospetti sul virus Zika dei quali dovreste dubitare."


 Ve lo traduco perché merita:

"Sebbene non vi sia alcuna prova definitiva che il virus Zika sia il responsabile dell'insorgenza della microcefalia in Brasile e dell'epidemia di Sindrome di Guillain-Barré in sei nazioni, le maggiori autorità sanitarie del mondo sono prossime alla certezza che lo sia."
Vedete, con le affermazioni di questo tipo io applico questo metodo: se dicono di essere certi che è andata così, io sono certa che non è vero. Non è malafede, è conoscenza del proprio pollame.
Dall'affermazione suddetta, quasi surreale per il suo grandefratellismo, è possibile trarre una traduzione di secondo livello:

"Sono le maggiori autorità sanitarie del mondo a decidere cosa provochi le malattie".

Ed una di terzo livello:
"Ovvero sono le corporation a deciderlo."
Neghereste infatti che, dopo ciò che vi ho raccontato, questa storia sia intrisa e gocciolante di interesse e prospettive di profitto? 
Pensate alla sterminata platea di agenti interessati al fenomeno Zika. I produttori di zanzaroni mutanti OGM, quelli di vaccini tosti per tutti i gosti, di antivirali tanto inutili quanto costosi; quelli di larvicidi, i politicanti ansiosi di beccare la stecca dai lobbisti di tutte le categorie precedenti. E ancora, quelli che intravedono nella moltiplicazione di zanzare (nature o OGM che siano) un monito contro Er riscardamento globbale. Causato, forse, anch'esso, dal tentativo dell'Uomo di rubare il fuoco degli dei per modificare il clima del pianeta.


A difesa del profitto c'è l'industria della negazione, schierata contro chiunque trovi la versione "E' stato Zika in solitario" alquanto traballante. 
Si va dal giuridicamente sorprendente titolo "Zika colpevole finché non sarà provata la sua innocenza" sulla gazzetta del miliardario "Forbes", alla Große Koalition di megafoni mediatici per tacciare di complottismo - e quindi di eresia, con tanto di rogo metaforico - chiunque osi anche solo sospettare di colpevolezza i produttori di pesticidi come Monsanto e celebrarne invece le lodi sperticate: "Bevete più glifosato, il glifosato fa bene / il glifosato conviene / a tutte le età".
Oppure le autorità che scoprono solo ora che la povertà nella quale vivono i loro cittadini è assai poco igienica.

A questo punto chiedo: se Monsanto o altre sue sorelline non hanno contaminato l'ambiente, perché agitarsi tanto contro il complottismo?
Pensate che ancora non è entrato in vigore il TTIP, e per questo possiamo ancora parlare di possibili danni dei larvicidi, nominare invano Monsanto e gli altri agenti arancioni del disastro globale. Quando le corporation potranno considerare reato anche solo il sospettarle colpevoli di qualcosa e scateneranno contro di noi i peggiori legali-squali del globo, non avranno più nemmeno bisogno di inventarsi la storiella del virus con il nome evocativo di qualcosa da benedire. Che intendono ammazzarci ce lo diranno in faccia senza più alcun residuo di pudore.

Zika è un catalizzatore e, come tutte le catastrofi o supposte tali, una manna. Ci perseguiterà ancora per qualche tempo finché le multinazionali non avranno finito di studiare come sfruttare il suo potenziale e non prima di essere riuscite ad evitare di risarcire le vittime dei loro eventuali errori e poi sparirà, offuscato dalla prossima mutazione di Ebola o dai grandi classici della peste suina o aviaria. 
Se sui giornali, all'insegna del frame della panacea per tutti i mali, si delira di un improbabile prossimo "vaccino contro l'Alzheimer" nella realtà si stanno studiando seriamente vaccini perfino contro i batteri resistenti agli antibiotici. Chissà se finiremo sterminati come umanità da un banale ma ultra maxi mega super funkie streptococco aureus come i marziani di "Guerra di Mondi"? Il fatto che a presentarci questi studi sia un personaggio che mescola nel curriculum l'economia, la finanza, un think tank, la politica, i microbi e Goldman Sachs, non promette niente di buono.

martedì 16 febbraio 2016

Il telegiornale che non c'è

Per i diversamente cirillici: "Il fumo uccide più persone di Obama. Nonostante Obama ne ammazzi tante."


Buonasera, telespettatrici e telespettatori.

Apriamo con la situazione in Grecia che, negli ultimi giorni, ha visto crescere la protesta popolare contro le nuove inutili misure di austerità applicate dal governo Tsipras su mandato della UE e del FMI, tra le quali una discussa riforma delle pensioni e un aumento consistente della pressione fiscale che, soprattutto per gli agricoltori, già in estrema difficoltà a causa della crisi economica, potrebbe risultare devastante. Vediamo il servizio sulle proteste ad Atene.



Sempre all'insegna delle politiche di austerità, anche in Italia il governo Renzi sembra intenzionato ad agire sulle pensioni, in particolar modo su quelle di reversibilità, e questo paradossalmente nel momento in cui si pensa di estendere questo diritto anche ai superstiti di coppie di fatto. La reversibilità legata al reddito del superstite è una misura controversa come quella recente che ha visto il governo inserire le provvidenze assistenziali, come quelle assegnate ai disabili, nel computo dell'ISEE, nonostante alcune esistenti sentenze contrarie del TAR.

Anche sul fronte dei rapporti con i partners europei il governo Renzi è sotto accusa a causa della cessione alla Francia di acque territoriali, particolarmente pescose, al nord della Sardegna. Cessione compresa in un accordo bilaterale tenuto segreto, non ancora ratificato dal Parlamento italiano ma già in vigore da parte francese, risalente addirittura al marzo del 2015 e venuto alla conoscenza degli italiani solo a seguito di un incidente intercorso lo scorso gennaio tra un peschereccio sardo e una motovedetta francese, la quale reclamava lo sconfinamento dell'imbarcazione, convinta invece di trovarsi ancora in acque italiane.





Veniamo alle notizie economiche.
Le difficoltà patite dai cittadini europei a seguito della crisi strutturale iniziata nel 2008 e senza apparente uscita a causa della paralisi continentale causata dall'asimmetria del vincolo monetario che penalizza le nazioni della periferia ad indebito vantaggio di quelle più forti, come la Germania, rischiano di venire ancora accentuate dalla crisi bancaria in pieno svolgimento, soprattutto se il governo tedesco osasse tentare di "salvare" la sua banca più esposta, Deutsche Bank con un salvataggio di stato (illegale secondo i trattati europei per tutti gli altri paesi) ma di fatto a carico dei cittadini europei, chiamati all'ennesimo diktat del "too big to fail", senza nemmeno la soddisfazione, come quelli americani, di essere un vero stato federale.

Per la cronaca, continuano i suicidi di cittadini, soprattutto tra i disoccupati e gli imprenditori in ginocchio per la crisi, anche se l'ISTAT non li conta più. Perché?

Passiamo agli esteri ed alle notizie sempre più preoccupanti da terza guerra mondiale provenienti dal teatro siriano. L'entrata in scena della Russia di Putin sembra mettere in luce l'ambiguità dell'anatra zoppa Obama che, a parole, combatte il terrorismo, in realtà lo finanzia e supporta attraverso l'ISIS e gli alleati come l'Arabia Saudita e la Turchia, impegnate l'una contro lo Yemen in una guerra totalmente occultata dai media e l'altra contro la popolazione curda, in azioni di vero e proprio genocidio.
Terribili le immagini che giungono dallo Yemen, paese allo stremo e che subisce bombardamenti continui sulla popolazione civile



e da Cizre in Turchia.




Infine, dalla Germania, la conferma ufficiale, per bocca del procuratore di Colonia Ulrich Bremer, che le aggressioni alle donne a Capodanno sono da ascrivere per la maggior parte a persone appartenenti alla categoria dei rifugiati. Il magistrato ha anche respinto come assoluta sciocchezza le affermazioni comparse sulla stampa di recente che sostenevano essere solo tre i rifugiati tra i 73 ufficialmente indagati per i reati di furto, aggressione e stupro commessi la notte di San Silvestro, la maggior parte dei quali sono stranieri - per la maggior parte nordafricani - appartenenti a vario titolo alla categoria dei richiedenti asilo. 

Questa notizia merita un commento a parte. Ieri Repubblica pubblicava un articolo di Tonia Mastrobuoni, corrispondente dalla Cermania, dove il concetto era più o meno quello che era scritto anche sull'Huffington Post, (cito a memoria quindi mi perdonerete l'imprecisione: "solo tre rifugiati tra i molestatori, quindi smentiti i pericoli per le donne europee derivanti dai migranti".)   Purtroppo non posso linkarvi l'articolo di Repubblica, visto che, oops!, è stato modificato nel contenuto, come si vede anche dal box sulla home page. 
Se trovo la copia cache ci divertiremo. Per ora credetemi obbligatoriamente sulla parola. E Dio benedica il print screen.
Cosa non farebbero queste damazze di san Vincenzo e le loro kollabo per difendere i loro migrantucci pucciosi, perfino scrivere il falso. Per fortuna ci sono i giornali americani.

Prima della cura (immagine salvata ieri)

Dopo la cura (immagine salvata oggi)

Buona notte e buona fortuna.

venerdì 12 febbraio 2016

Sanremology



Per andare sul dark web, il lato oscuro e clandestino della rete dove puoi trovare tutto il peggio del mondo: da ogni tipo di arma agli snuff movies, dagli amazon dei più mortali virus e batteri e delle droghe ai badoo per pedofili occorre conoscere parole d'ordine e seguire alcuni precisi accorgimenti informatici non proprio alla portata di tutti. Per andare invece sul lato oscuro della televisione, sul dark tv, basta accendere l'apparecchio e sintonizzarlo su Raiuno, se già non lo fa lui automaticamente.

Oggi che la propaganda del Grande Controfratello ci arriva direttamente in bolletta come ennesima gabella, per giunta non più evitabile, è ancora più desolante osservare il mondo che tramite essa si vorrebbe plasmare per il nostro futuro.
Sanremo è sempre stato un fenomeno sottoculturale paramafioso con l'obbligo della musica italiana, ma ora che è a tutti gli effetti un metodo per somministrare a 10 milioni di telespettatori per una settimana la melassa tossica del buonismo e della mediocrità elevata a genio, chi vi si accosta per osservare il fenomeno ha la sensazione di essere costretto ad osservare una scatola brulicante di vermi. Provando il medesimo disgusto assieme all'interesse morboso per forme di vita minime che si agitano tanto, vorremmo sapere per che cosa.
Da semplice gara canora dove il vincitore è sempre stato scelto in base a puri interessi di spartizione di mercato, ma dove purtuttavia era possibile ascoltare cantanti che oggi ci sogniamo, ora che la musica è finita nel tritacarne dell'autodistruzione della civiltà occidentale, Sanremo è diventato la sagra dei Salieri elevati artificiosamente e spacciati per Mozart, dove tutti sono grandi per il quarto d'ora warholiano e poi ritornano per giustizia divina nel dimenticatoio che riporta l'universo in equilibrio.

Presentato da individui che sarebbero imbarazzanti anche come camerieri o ragazzi dell'ascensore, obbligati per puro sadismo ad indossare lo smoking che li muta in pinguini e dalle solite ragazze immagine parlanti, Sanremo è la lunghissima e snervante sfilata di vecchie cariatidi e giovani meteore che presentano insulse canzonette tutte uguali (sembrano scritte tutte da Ligabue) sull'ammore, arrangiate tutte nello stesso modo e dove l'unico barlume di luce è rappresentato dalla serata dove si ripropongono vecchie canzoni in cover che oggi paiono capolavori assoluti, pur se riarrangiate e interpretate da karaokisti ubriachi o strafatti in senso cattivo, non in quello di un Jimi Hendrix, per intenderci.
Tra un cantante e l'altro e per diluire ancora di più la broda ci sono gli ospiti, sempre presentati dal maitre pinguino come semidei scesi dall'Olimpo a miracol mostrare a noi comuni mortali, tra i quali non manca mai una di quelle scimmiette urlatrici (che finalmente vediamo per la prima volta in faccia) tra il finto soul e il muezzin che ci tormentano dagli altoparlanti dei centri commerciali, il mascherone da fontana che una volta era una delle attrici più naturalmente belle del mondo, testimonial dell'unico vero femminicidio, quello praticato dai chirurghi estetici, alcuni penosi tentativi di comicità forzata e la star internazionale, scelta anch'essa tra le vecchie carampane e il modernariato di allevamento. 

Ultimo trend in voga da qualche anno, in omaggio al grande Barnum che ormai ispira la televisione mondiale: il freak. Può essere la donna immagine barbuta dell'eurodittatura, l'orrenda Conchita Wurst dell'anno scorso, fino alla vera e propria ostensione del disabile, presente per sé e in quanto tale, come il malato di progeria o l'atleta down, oppure ancora chiamato a rendere una performance artistica durante la quale il telespettatore è posto sotto il più odioso dei ricatti. 
Per capirci. Mettiamo che il personaggio affetto da disabilità suoni una musica scontata, banale, pressoché uguale a quella di un Michael Nyman qualsiasi, che poi sarebbe la versione patinata dello strimpellamento casuale di chiunque sappia un minimo suonare il pianoforte e decida di sedersi e comporre improvvisando per la gioia delle sue zie, ovviamente in estasi. Niente a che fare con questo:



Mettiamo che il pinguino presenti il personaggio come un grande maestro (non in senso massonico) di fama internazionale, un genio, il più grande, il pubblico sia già in deliquio per la vista della carrozzella e della forza sovrumana dimostrata da chi è costretto dalla malattia a fare cose che voi sani non riuscireste mai a fare e voi foste gli unici, in quel momento, a percepire l'odiosità della messinscena e la volgarità del ricatto morale e non riusciste più a zittire il bimbetto che, dentro di voi, vi sta tirando la giacchetta dicendovi: "Ma questa sarebbe grande musica??" Ecco, non sareste per questo, per questo pensiero, secondo i canoni morali di oggi, una persona orrenda?


Eppure bisogna capire che in quel contesto la musica è solo un pretesto. La musica non esiste più, è tra le cose haram da far distruggere agli iconoclasti, alle quali bisogna disabituarsi e che svanisce pezzo per pezzo ogni volta che muore un grande artista musicista del passato anche recente, rendendo la sua dipartita quasi equivalente ad un'epocale sciagura collettiva. Come nel caso della morte di David Bowie, che ci ha lasciato sgomenti in mezzo a questa valle di musica di merda, pur in compagnia del suo splendido requiem, a sorbirci Elton John. Quest'ultimo non a caso ospite di Sanremo ma non in quanto star internazionale (essendo ormai un penoso ricordo di sé stesso oltre che esteticamente una imbarazzante caricatura di sua madre) ma inquantogay portatore (in bolletta ENEL) del Messaggio della Maternità surrogata, delle unioni civili e dell'ideologia gender.

Messaggio che, ovviamente, è tratto dalla Grande Agenda ed è, nonostante emani tanta bontà, sempre un atto di mostruosa violenza. La cura Ludovico per disabituarti all'ultraviolenza del libero arbitrio e farti diventare un cittadino modello che accetta di leccare a comando qualunque suola di scarpa. Ora si tratta dei diritti civili e del "diritto alla maternità" di omosessuali danarosi, domani chissà. Magari la terminazione di quei disabili che, eliminato il welfare, e non già terminati mediante vessazione fiscale, cominceranno a rappresentare un problema e non serviranno più come lacrimogeni per le fiere televisive sovranazionalpopolari.
Visto il carattere ormai esclusivamente propagandistico del mezzo televisivo e la preponderanza del metodo "affettar cipolle e chiamarla commozione", è normale che, essendo il governo casualmente nel mezzo della battaglia parlamentare per l'approvazione della Legge Cirinnà sulle unioni civili, priorità assoluta in mezzo al crollo di Babilonia, Sanremo si sia trasformato in un tripudio di nastri multikulticolor, di ospiti ad hoc e nella vaporizzazione sistematica sugli spettatori, a mo' di agente Orange sulla giungla vietnamita, di politically correctness. Compreso, tra uno sdilinquimento e l'altro, lo spot a favore dei nuovi mutui (subprime?) di una nota banca in odore di fallimento mentre il governo sta preparando il decreto che permetterà, magari alla stessa banca, dopo appena due rate non pagate del mutuo al 100%, di portarvi via l'altra casa che aspettavate di vendere con tutta calma. Tanto per non far dimenticare chi comanda.

lunedì 8 febbraio 2016

Hocus POTUS - 1. L'ordalia greca di Bernie Sanders



Il dibattito attorno alle primarie americane, dalle quali dovranno uscire i due contendenti al trono del POTUS (President Of The United States) da eleggere il prossimo autunno, è assai più interessante delle baruffe meneghine sulle farlocche primarie a mandorla del PD. Per questo mi dedicherò a dissezionare i vari candidati, per cercare di capire con chi rischiamo di dover aver a che fare per i prossimi quattro anni, dopo la sciagura Barack Obama.

Per il momento, nel campo repubblicano c'è molta incertezza nella scelta tra l'indiscutibile fenomeno mediatico, probabile ballon d'essai Donald Trump (nella parte del poliziotto cattivo), i due orrendi pupi latinos di Goldman Sachs, Marco Rubio (il con) e Ted Cruz (il neocon), una vera e propria scartavetrata di fondo di petroliera, e il Jebbino Bush che è il poliziotto buono ma purtroppo non decolla, meschino. Ha un bel programma fiscale all'insegna della flat tax, è garbato e ammodino, non urla e non sporca ma, per il momento, non se lo fora nessuno. Peccato. Forse un terzo Bush è veramente troppo persino per la famiglia Bush.

Dalla parte opposta, ovvero nel PD americano, c'è la strega Clinton con tutto ciò che ne consegue, incluso il suo lesbo ring di vecchie carampane femministe come la Gloria Steinem (ex libropaga CIA, dicono i maligni) e supporter illustri come la babykiller Madeleine Albright, per non parlare del suo più affezionato finanziatore, il maledetto Soros. La Hillary, ovviamente, è l'idola degli inquantodonnisti nostrani, nonostante nell'ufficio ovale risulterebbe più letale di un Black Mamba. Non ne avessimo abbastanza della Merkel, questi vorrebbero pure la Clinton a dimostrare per l'ennesima volta che le donne politiche possono essere tranquillamente peggio degli uomini. Che poi, femminista un par de cojoni, perché non si fa chiamare Rodham ma sfrutta ancora il cognome di quel pirla del marito?

Il contendente della strega è Bernie Sanders, il vecchio jedi che fa scrivere ai sinistri lisergici alla Vampini&Zucconi che "un socialista potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti." [risate registrate]
Ormai penso sarete tutti d'accordo che, a causa dei recenti avvenimenti, appena qualche politico si definisce di sinistra e portatore di idee di sinistra bisognerebbe diffidarne come di un untore di peste ed associarlo al più vicino lazzaretto.
Difficile poi evitare la sensazione che la candidatura democratica si risolva, come al solito, tra quello che è con il potere finanziario e l'altro che finge di combatterlo.
Tuttavia, per non essere prevenuta, ho voluto testare il candidato Sanders, il progressista anti-banche e anti-establishment (ma non mi dire) con l'ordalia perfetta della situazione greca.
Mi sono detta: andiamo a sentire cosa ne pensa Bernie del tallone di ferro londoniano tenuto sul collo della povera nazione ellenica e se, per caso, non debba ricredermi del sospetto che sia l'ennesimo cazzaro di cui la sinistra è sempre incinta ad ogni latitudine e forse in tutta la Galassia. 

Giustappunto, questa pagina riassume la posizione di Bernie sulla Grecia. Ho letto tutto attentamente, pregando la Madonna che, ad un certo punto, il compagno Bernie mi nominasse l'innominato, dando a tutti noi la speranza di un nuovo sbarco in Normandia. Perché qui, senza il deus ex machina, non ce la caviamo.

“In a world of massive wealth and income inequality, Europe must support Greece’s efforts to build an economy which creates more jobs and income, not more unemployment and suffering.”

Trad. "In un mondo pieno d'ingiustizia, l'Europa deve sostenere gli sforzi della Grecia per costruire un'economia che crei più lavoro e reddito, non crescente disoccupazione e sofferenza".

Mi pare ovvio. Scusi Bernie, ma non è proprio l'Europa a provocare disoccupazione e sofferenza alla Grecia? Va beh, proseguiamo, non giungiamo a conclusioni affrettate, diamo fiducia al ragazzo.
“The cost of austerity in humanitarian terms are clear. 1 in 4 workers are unemployed, and the health system has been cut by 40 percent. Homelessness has spiked by a quarter and HIV cases have increased by 200 percent. Hospitals are missing basic equipment such as surgical gloves, and pharmacies are running our of medicines. Malaria, once under control, is returning because Greek cities can not pay for mosquito spray.”
Non lo traduco nemmeno, è il solito elenco dei record negativi conseguiti dalla Grecia durante il trattamento a base di chemioterapia troikiana. Ma, anche qui, perdonami Bernie, ci siamo arrivati tutti, anche i bambini piccoli. Che cosa può aver provocato l'austerità che, a sua volta, infiniti addusse lutti ai greci? Lo sai benissimo che è la famosa parola di quattro lettere che però non vuoi nominare. 
“I happen to think that it is absolutely imperative that the ECB, that the Troika in Europe, work with the Greek government, not in an austerity program which punishes people who are already suffering, but in a pro-growth policy which enables them to create jobs, expand their economy, and pay off their debts.”

Aspetta, aspetta. La BCE e la Troika devono lavorare assieme al governo greco non per l'austerità ma per politiche di crescita che permettano all'economia di crescere e di ripagare il debito?
E' vero, l'hai scritto anche alla zia ricca ma temo che il messaggino non sia arrivato:
“As ranking member of the Budget Committee, I am concerned about the IMF using U.S. government resources to impose austerity on a people that cannot take any more of it and risking financial contagion and political instability in doing so. I also believe that with the right leadership and choices, the IMF can help resolve this painful situation in a way that recognizes reasonable losses to creditors, while aiding the Greek government in reducing tax evasion and corruption.”
Bernie, scusa se insisto ma perché non hai ancora mai nominato né la Germania né l'euro e ti trinceri dietro il Grazia, Graziella e Grazie ar? 
Oh, la Germania per la verità lo preoccupa ma solo in senso storico. 
“It would be a terrible mistake for the world to forget what happens when a democratically-elected government, as was the case in Germany in the 1920s, is unable to relieve the severe economic suffering of its people. We must remember that waiting in the wings, should this recently elected Greek government fail, is the neo-Nazi party Golden Dawn party. We cannot allow fascism to come to power in a European country due to our unwillingness to reverse harmful austerity policies.”
Trad. "Sarebbe un terribile errore per il mondo dimenticare cosa accade quando un governo democraticamente eletto, come nel caso di quello tedesco degli anni '20, non riesce ad impedire che il proprio popolo soffra le conseguenze di una grave crisi economica. Dobbiamo ricordare che, se questo governo greco appena eletto (Tsipras) dovesse fallire, vi sarebbe in attesa dietro le quinte il partito neo nazista Alba Dorata. Non possiamo permettere che il fascismo giunga al potere in una nazione europea a causa della mancanza di volontà di invertire pericolose politiche di austerità."

Non so a voi, ma a me è già scattato l'allarme cialtrone. Questo si preoccupa del nazismo (per carità, chi non se ne preoccuperebbe) ma non vede l'architettura nazista della UE e dell'Eurozona. Parla di sintomi ma non di cause, vive nel regno del bisognerebbe. Riconosce che furono più le politiche procicliche dell'ultimo periodo di Weimar a creare Hitler che l'iperinflazione precedente, ma la parola di quattro lettere ancora non la nomina. Della questione del vincolo monetario, della gabbia dell'euro e del caro vecchio mercantilismo tedesco, altrettanto nefasto del nazismo ed in fondo espressione di quest'ultimo, vere cause della tragedia greca, non parla, se ne guarda bene.

Perché? Forse perché l'euro serve all'America e lui è, prima che un compagno socialista, un americano? Un americano più addentro al sistema americano di quanto certi boccaloni dell'ipotesi POTUSocialista credano?

Per fortuna il suo sito ha la domanda giusta per la grande ordalia finale. 


Trad. "La preoccupazione chiave è che se la Grecia dovesse lasciare l'Eurozona a causa del suo debito, ciò provocherebbe un effetto domino irreversibile in tutta l'Unione Europea. Paesi come l'Irlanda e il Portogallo, che già ricevettero fondi dal bailout, potrebbero ricadere nelle spire della crisi economica. Un'ulteriore preoccupazione è che una Russia ostile agli Stati Uniti possa esercitare maggiore influenza sull'Europa, perché qualcuno sostiene che, se la Grecia lasciasse l'Eurozona, potrebbe avvicinarsi alla Russia chiedendole aiuto. (Poi, si, ci sarebbe la cosuccia dell'attacco alla democrazia che, bontà sua, dovrebbe preoccupare anche i suoi elettori americani.)

Sentito il tonfo dell'asino? Sentito che botta?
Riassunto del Sanderspensiero: "In Grecia austerità brutta e nazisti e russi alle porte. Quindi Tsipras continui a giacere con la Troika che l'America nun vo' penziere."

Addio Bernie, salutame assoreta. 
Ah, se qualcuno trovasse il paper pro grexit o contro l'euro di Sanders sono sempre pronta a ricredermi.




domenica 7 febbraio 2016

Le sciurette piddine sanno che i cinesi mangiano figli pelosi?

courtesy Paolo Campana
La fischiata nazionale del giorno è quella rivolta al PD per il fatto dei cinesi che pare siano andati a votare numerosi alle primarie per il sindaco di Milano. Cinesi organizzatissimi e tutti compatti per Sala anche se non capile italiano e non licoldale chi avele votato.
Naturalmente se non mi piace il cinese in coda per elezioni italiane io sono razzista e lo è anche il titolo vagamente alla Philip K. Dick di questo post che allude a certe abitudini culinarie dei nostri più affezionati acquirenti in contanti di esercizi commerciali. Un giorno, dovessimo vincere noi la guerra, mentre saremo intenti ad incidere in punta di coltello sulle loro fronti il simbolo dell'euro che tanto amarono, al fine di poterli riconoscere ovunque, ci divertiremo a chiedere ai piddini il perché di questa ingiustizia e pretenderemo una risposta. Noi italiani un bar in contanti non ce lo potevamo comperare e i cinesi si. Perché? Ah, forse per stanare meglio gli italiani evasori. Capisco.

Gli altri candidati, come quella Giovannina d'Arco al rogo della Balzani, hanno protestato per l'evidente cooptazione del voto mandarino e loro si che sono razzisti, perché non hanno il coraggio di dire che le primarie del partito demmerda in sé sono una farsa, perché il Grande Cervello Unico sa già per chi dovrà votare e quindi i cinesi servono solo per distrarre il popolaccio dall'ennesima porcata.

Fate molto male a ridere, però, della trovata esotica del piddi milanese, perché questo è solo l'inizio. Stanno già dicendo, a noi razzisti e alle sciurette piddine desinistra ignare della prelibatezza del barboncino laccato prossimamente in mostra dal Peck (Peckino, quando se lo compreranno), che i cinesi sono cittadini milanesi come gli altri e quindi che c'è di male? Non sarete mica razzisti? 
Cosa vuoi che siano lo sfruttamento, i laboratori di cucito e i negozi che lavorano giorno e notte con manovalanza anche clandestina, i capitali che vanno (soprattutto) e vengono senza controlli, insomma il modello produttivo cinese che, unendo il peggio capitalismo con il peggio comunismo, ha conquistato pure le élite sovranazionali, che vogliono quindi esportarlo a tutti i costi in tutto il mondo. L'Occidente è rosso e il nostro è solo fottuto razzismo da musi bianchi.

Fate male a fare battute perché se l'obiettivo è la sostituzione in questo paese degli autoctoni con i colonizzatori per conto terzi, il prossimo step sarà fare di tutto per far votare alle politiche chiunque non sia italiano. Le leggi razziali al contrario. A maggior ragione se gli italiani saranno furiosi con il partito demmerda e i suoi complici e minacceranno di non votarli o di astenersi sempre di più, facendo come quello che per fare un dispetto alla moglie se lo tagliò.
Che gli frega? Ci sono migliaia di new italians  - ai quali dell'Italia frega una ceppa, il che fa curriculum - pronti a sostituirli.

Milano, 2020. 
Sciuretta 1 - "Senti com'è buono il figlio peloso... ma si, il cocker, il marito della sciura Colombo.                            Petto o coscia?" 
Sciuretta  2 - "Ah, divinooo!"




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