domenica 23 agosto 2020

LUDOVICO VAN RELOADED

 Ripubblico un pezzo che ha esattamente un anno. Riproporlo alla luce della follia collettiva attuale è straniante. Ritorna anche Stanley, perché i suoi film stanno diventando la chiave con la quale decifrare questa macchina Enigma nazista. Macchina che codifica, con l'agghiacciante potenza evocativa del deja-vu, il co(ncentration)-living domiciliare, la mascherina a gas portatile, la cremazione per gli infetti, le stelle gialle sulla categoria astratta ma potenzialmente composta da milioni di individui degli Asintomatici e i volonterosi kapo auto-arruolatisi per il controllo del Supremo Rispetto. Nessuno che abbia ordinato alcuna ordinanza, noi abbiamo solo suggerito, lui ha fatto: nessuna conferenza di Wansee, stavolta Pilato si è sanificato le mani con l'Amuchina. Uno smart genocide che non lascia tracce ma che potrebbe anche finire con un generalizzato "eseguivamo solo gli ordini". Come allora.

Con notarella finale aggiornata.
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LA FIGLIA DI LUDOVICO E' INCINTA E PARTORITA' UN MOSTRO
Conosco bene gli psicologi sperimentali. Mi vergognai come una ladra la prima volta che vidi "Arancia Meccanica" riconoscendomi nei dottori in camice bianco della cura Ludovico alle prese con la "rieducazione" del monello istituzionale Alex e soprattutto riconoscendone l'assoluta indifferenza nei confronti della variabilità individuale, abituati a considerare Ilsoggetto come un'entità astratta. La famigerata e mitologica Tabula Rasa del dott. Cameron.
Li conosceva anche Stanley, ma lui conosceva ancor meglio chi si era sempre masturbato con il catalogo Postal Market dell'Uomo e Donna Nuovi e perfettamente manipolati per servire il grande ideale del progresso. "E' per il suo bene, Alex", ricorda il dottore maschio al misero, mentre gli induce il disgusto per il male commesso con immagini violente (il banale contrappasso) e sostanze allucinogene e la dottora femmina gli fa la ramanzina sul fare il male che è cosa molto molto brutta, come un'assistente sociale qualunque. Il moralismo della scienza, la pretesa di essere depositari del Bene, di poter raddrizzare gli individui che la Natura, questa impudente, ha creato storti. Oh, si, bastardo d'uno Stanley, tu li conoscevi bene, difatti tra loro si chiamano compagno sir, birbaccione.
E meno male che, quando mi laureai, nei remoti anni novanta, vigeva ancora il principio che la psicologia - che non può essere definita scienza, come la medicina, non essendo gli esseri umani, capaci di rispondere, corpo e mente, allo stesso identico modo di un altro, come invece si pretenderebbe fosse possibile, per far prima - era un metodo per interpretare la mente e possibilmente decifrarne i codici. C'era ancora un certo rispetto, almeno alle nostre latitudini, verso l'inconoscibile e il non generalizzabile. Il nostro mantra era "c'è una massima parte del cervello che non riusciamo a comprendere, su certi meccanismi possiamo solo fare ipotesi."
Oggi sono state sfondate tutte le paratie tra possibile ed impossibile, tra volere e potere. Il pensiero magick che ha sostituito il metodo scientifico, impone che qualunque desiderio (del Potere) possa essere soddisfatto con l'apposita terapia o apparecchiatura applicata ai sottomessi. Ai miei tempi c'era già la fregola della PET (Tomografia ed emissione di positroni). Noi sperimentali si andava in estasi di fronte agli schermi dove il cervello del soggetto si colorava di rosso mentre ascoltava Mozart. Grande, ma cosa hai dimostrato? Che puoi dire di avere la certezza che il mio non si accenderebbe di viola o magari non si accenderebbe per nulla?
Oggi, se hai ad esempio un trauma, la EMDR, per dirne una tra le terapie tapioche più d'avanguardia, te lo estirpa come il pelo superfluo il laser, in poche sedute. Si, certo, qualche cialtrone può usarla per indurre invece il trauma su degli innocenti, e allora meglio dissociarsene, se no si rischia di diventare quelli delle scosse elettriche ai bambini. Chi di elettroshock ferì, di scosse elettriche potrebbe perire.
Se si ha lo stomaco di leggere una delle ricerche-marchette di questi psicocosi sperimentali, scopri che il cervello è stato da essi spoilerato fino al colpo di scena finale, che tutti reagiamo allo stesso modo, che alcuni set di pensiero possono essere smontati e sostituiti come il filtro dell'olio e che il pregiudizio (ovvero il Pensiero Dissidente) è una malattia e può, anzi deve essere guarita. Sulla stessa falsariga era anche la recente fregnaccia tedesca sull'ossitocina che ti fa diventare buono. Poi c'è la macchina che ti smacchia il pregiudizio e te lo sciacquamorbido rendendoti impermeabilizzato al pregiudizio.
Quello di "Arancia Meccanica" era il vecchio cadavere del condizionamento operante. Pavlov ma soprattutto gli americani, che ci andavano matti e che hanno torturato gente per decenni prima di capire che se una cosa funzionava sui cani (per un biscottino i cani fanno qualsiasi cosa) non era detto funzionasse sulla mente umana. Il comunismo si è adoperato per decenni sul voler modificare la mente espungendo il pensiero borghese e la materialità dal grande e dal piccino. I nazisti, da quel punto di vista, erano più pratici. Se non eri marchiato nel modo giusto, o servivi come schiavo del complesso militare-industriale, oppure, sceso dal treno, potevi accomodarti direttamente in doccia, per disinfettarti e per il tuo bene. Non ha senso chiamare questi nazisti perché i nazisti rischiano di diventare più pietosi di questi, che la vita te la vogliono rovinare da vivo.
Oggi, gli stessi che non dormendo di notte studiano come rovinare il sonno agli altri, sono tutti agitati per sconfiggere il pregiudizio e, udite udite, annunciano di essere in grado di eliminarlo con pochi colpi di spazzola, come la forfora, con un metodo non invasivo (uhm, se sono gli stessi che invertono il senso per metodo, tra un po' ci toccherà una bella transorbitale vecchia maniera).
Contro il pregiudizio (inconsapevole, per giunta, perché questi ti regolarizzano anche il microbiota inconscio), c'è la cura Ludovica dell'estetista cerebrale che ti ridisegna il sopracciglio in modo che tu non lo possa aggrottare in maniera inappropriata.
Anch'ella è andata, sparsa le trecce morbide, a parlarne al TED, lo stesso curioso luogo più lisergico di Woodstock dove ti può capitare di ascoltare Renzi fare l'elogio del Fiesoli e una nipotina di Charlie Manson concionare di pedofilia che dev'essere accettata perché è un orientamento non modificabile. La patologia quantistica. Il DSM che entra ed esce dalla scatola assieme al gatto.
Non vi sembri una dissonanza cognitiva, perché la scienza atonale di oggi pretende di definire la malattia secondo l'ideologia, non più secondo la semeiotica o la patologia.
I pedofili non sono malati, chi non riesce ad essere progressista con loro dovrà essere curato.
Non escludo che questo motto venga presto scolpito sui muri dei palazzi istituzionali. E' il baratro che traccia il solco, ed è la Scienza che lo difende.
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Notarella finale.
A volte su Twitter mi capita di essere apostrofata con tono derisorio sulla mia qualifica accademica di dottore in psicologia sperimentale. "E cos'è la psicologia sperimentale??" chiedono, abituati agli psicologi da SERT, quelli resi impotenti dal non poter curare il disagio che oggi si cura solo con la pastiglietta, oppure quelli che sanno sicuramente quale sia il bene del bambino: ovviamente lontano dai suoi genitori. Se non sei quindi bibbianologo o inquadrato nella teologia basagliana, ennesima espressione della famigerata egemonia culturale, non ti riconoscono, non ti inquadrano come specialista in qualcosa. Sei al limite della accademical appropriation e in fondo sono lieta che la vita mi abbia condotto a guadagnarmi da vivere con tutt'altra merce, perché oggi sinceramente non potrei mescolarmi nemmeno in effigie con la vecchia Psichiatria Totalitaria spacciata per nuova e portatrice insana di ricerca all'avanguardia, con l'aggravante della complicità tecnologica modello dark room. Entri al buio e non sai chi e come ti fotterà ma sarà qualcosa di tecnologicamente avanzato. Oppure ti ritrovi con il vecchio psilocibe somministrato a tradimento in tandem con questa ossitocina che, a quanto pare a loro, sembra rendere tutti più buoni. Quindi assai probabilmente non è vero ma te la daranno lo stesso. Sarà una specie di controcomunione. Del resto Netflix, che sta subendo le ire degli utenti per la serie sulle undicenni con l'ambizione di fare il twerking (età borderline tra infanzia e pubertà), risponde che non può dirsi contro la pedofilia perché "loro rispettano tutte le religioni e le tradizioni". Grazie per averci confermato che il politicamente corretto è l'anticristo. Ma di questo vi parlo la prossima volta.

giovedì 20 agosto 2020

L'ULTIMA PAROLA DI ALICE

Ricordate una nota statista? "Ci offrono uno stile di vita che sarà presto quello di moltissimi di noi". Noi abbiamo creduto di doverci solo adattare alle usanze esotiche degli ospiti ai quali si riferiva ma il vero messaggio era che lo stile di vita, qualunque esso fosse, il nostro o quello del foresto, sarebbe stato sostituito con uno stile di morte che sarebbe valso, come la sbobba della soldataglia, uguale per tutti. Tutto ciò che è vita, Eros, benessere, gioia, amore, ottimismo, sarà sostituito dalla Norma, dal Dovere e dal Senso di Colpa che condurranno alla depressione generalizzata. Irrorano depressione, scrivevo tempo fa. Confermo, la depressione indotta in chi potrebbe resistere alla cura è l'arma che hanno scelto per giocarsi la suprema hybris, la sfida lanciata dal Distruttore al Creatore. Una hybris che disvela la sua origine diabolica nella inesauribile invidia e sete di vendetta contro tutto ciò che è bellezza e creato e nell'ansia di distruggerlo il più in fretta possibile, nel tentativo di fare del mondo una landa di sterile disperazione. Sappiamo già come finirà per loro ma intanto la sofferenza ci tocca subirla.

La sfida finale alla Vita, quindi. Poco prima di questo coprifuoco mascherato che, come tutte le imposizioni dittatoriali già viste: dal divieto di sorridere, di vestire colorato, di possedere uccelli canterini, di poter educare e curare i propri figli da noi perché nostri e non dello stato, insomma di essere liberi, obbedisce alla legge dell'assoluto obbligo di ridicolaggine, è stata modificata la legge sull'aborto. Le donne possono ora provare il brivido di gettare il proprio figlio di 9 settimane nel gabinetto o nell'umido, nella comodità delle quattro mura domestiche dove già erano state rinchiuse ai domiciliari la scorsa primavera e che diventerà sempre più un luogo di oppressione e disagio psicologico, visto che non tutti hanno belle case grandi a disposizione e la tentazione della carcerazione come metodo di medicina preventiva tornerà ad essere presa in considerazione dai volonterosi dissolutori. Rendere psicologicamente la propria casa una prigione, una gabbia: ma ci pensate che livello di orrore avremmo provato solo qualche anno fa, se ce l'avessero previsto mostrandoci il futuro in un oscuro palàntir? Avete idea del livello di destrutturazione che stanno imponendo alla nostra psiche?

Ricordate come ci terrorizzarono all'inizio? "E' una malattia orribile, si muore soffocati!" Ora ci impongono proprio di soffocare, di non poter più respirare liberamente. Ci impongono il mal di testa da CO2,  mediante una comoda mascherina-camerina a gas portatile, per giunta dovendo lottare contro chi dei nostri simili - e comincio a pensare che non siano umani, inspiegabilmente non se ne lamenta, anzi, ti crocifigge se non condividi la sua paranoia iatrogenica di stato e non dimostri "rispetto". Soprattutto le vere protagoniste di questo Kali Yuga terminale, le donne. Credetemi, far ragionare gli uomini su questa storia è ancora possibile, gli uomini sono infinitamente più disponibili, le donne consegneranno i figli allo stato senza rimorsi da Scelta di Sophie. Lo faranno perché non hanno capito niente. Sono imbarazzanti. Paurose, così fiere di essere state finalmente investite del poteruccio da kapo di imporre il "rispetto". Non fare più figli le ha fatte diventare delle femminucce. Il Sars-Cov2 ha riattivato la proverbiale ma occultata dal politicamente corretto stupidità femminile, consentendo al raffreddore di sconfiggere il femminismo.  La storia di questo periodo verrà intitolata: "Quando le donne, per vanità ed eterna combutta con il Demonio, riuscirono quasi a distruggere il mondo."

Perché tornare ad imporre la mascherina all'aperto anche a chi passeggia e perfino a chi sta correndo, come nella Francia del noto abusato? Dopo le 18.00 potresti uscire a prendere un po' di fresco, andare a camminare o a correre perché fa bene, perché tonifica, perché prendi quell'ultimo sole che ti fa sentire vivo e rafforza il sistema immunitario. No, devi mettere la mascherina e allora non lo fai, resti a casa. Chi soffre di rinite o sinusite cronica sa che questa della mascherina è una vera forma di tortura. Perché sono dei torturatori.

E' tipico del sadismo spiegarti in dettaglio cosa ti verrà fatto a breve, così ti sale l'adrenalina e sei ancora più terrorizzato. Ormai le pratiche sperimentate sulle loro vittime le stanno generalizzando su larga scala su interi popoli come forma di governo.

Perché vietare ai giovani in agosto di ballare e divertirsi, con le prevedibili e piacevoli conseguenze che queste attività possono comportare? Per giunta vietarlo durante un'epidemia. Santo Cielo, la lezione del Boccaccio l'avete proprio dimenticata! Eros che si prende la rivincita sulla Morte perché la vita è più forte di qualunque cosa. Forse perché quella del Boccaccio era una pestilenza vera e a nessuno, potente o meno, era allora venuto in mente, grazie al provvidenziale virus, di sconfiggere definitivamente la vita imponendoci un'esistenza da marciatori sul miglio verde.

Parlando di Toscana, a questo proposito mi è venuto in mente un paragone che a qualcuno parrà bizzarro. Ricordate gli anni del Mostro di Firenze? Si, i delitti, l'orrore, tutto.  Ricordate quale fu l'effetto psicologico, diremmo oggi terroristico da psyop, sui ragazzi di allora? La paura di appartarsi, di fare l'amore, di lasciarsi andare alla Vita. "Occhio, ragazzi" recitava una locandina affissa dalle autorità inquirenti. Un uomo nero uscito dagli incubi infantili poteva ucciderli in ogni momento. La punizione dei fidanzati, di coloro che formano una coppia, quella uomo-donna, che deve essere distrutta, prima magari che formi una famiglia. Uccidendo non a caso l'uomo per primo, eliminandolo dalla scena come elemento superfluo e insignificante (e pensiamo al ruolo del maschio oggi) e poi accanendosi sugli organi sessuali della donna, quindi anche sulla sua funzione riproduttiva. Il vilipendio della Vita attraverso il sacrificio della femmina. Questo messaggio antibiologico allora probabilmente non saremmo riusciti a percepirlo, ora sembra quasi diventare "la spiegazione" di quei delitti. Una rappresentazione della Dissacrata Famiglia a venire, all'insegna dell'arricchiamoci ed estinguetevi.

Destrudo è l'energia della pulsione di distruzione espressa da Mortido (definizione dello psicoanalista Paul Federn). Mortido è ritiro, disintegrazione e resistenza alla vita, oltre che desiderio di auto ed eterodistruzione. Entrambe si oppongono ad Eros, la pulsione di vita e a Libido, la sua energia. Gli ultimi decenni hanno visto una spaventosa avanzata del principio distruttivo di morte come fattore di disgregazione della società, a partire dalla sfera dell'Eros. Pensiamo anche agli anni dell'AIDS che, per certi versi, sono stati i primi in cui si è sperimentato il terrorismo medico legato alla shock epidemy. Anche allora un virus misterioso, lo stigma del contagiato, il martirologio di alcune figure chiave della propaganda mentre  masse di africani morivano nel disinteresse generale.

Il retaggio del Novecento libertario e licenzioso che ci ha dato la sbandierata libertà dei costumi, in realtà ha imposto delle devianze come normalità, ha finito per rovesciare il senso della sessualità naturale, relegandola essa stessa, paradossalmente, ai margini della devianza, soprattutto nella sua funzione riproduttiva. L'intellettualizzazione del sesso a partire dall'introduzione della nefasta sessuologia, ha fatto diventare la più spontanea, naturale e innata tra le attività umane una continua olimpiade delle prestazioni sempre più associata all'ansia di inadeguatezza. Le conseguenze di questo bombardamento antierotico mascherato da libertà sessuale sono  il ritiro nella pornografia e nell'autismo sessuale, l'impotenza (anche indotta iatrogenicamente da opportuni farmaci antidepressivi) e il disinteresse ultimo verso qualcosa il cui scopo riproduttivo è stato dichiarato socialmente indesiderabile. Non posso più riprodurmi perché altrimenti il pianeta piange e non sono del colore giusto? Allora mi passa anche la voglia di fare l'amore in funzione puramente ricreativa. 

In "Eyes Wide Shut" di Kubrick la coppia protagonista vive alcune avventure sessuali ma all'insegna di Mortido. Il paradosso del titolo è proprio questo: far credere che si tratti di un film erotico quando in realtà è il Kamasutra di Thanatos. Tutto il film è pervaso dall'insostenibile contraddizione dei due istinti in lotta con un senso di prevalenza per quello di morte. Il doloroso tradimento fantasmatico di lei, vera e propria esperienza in regressione in un antico doloroso abbandono, gli incontri di lui con prostitute contagiate di AIDS, quasi uccise dalla droga, sacrificate durante riti orgiastici, con bambine dall'innocenza perduta troppo precocemente. In fuga entrambi, Bill e Alice, da ogni possibilità di ricambiare il desiderio altrui, dalle ragazze dell'arcobaleno, alla paziente innamorata, dal libertino d'altri tempi al portiere d'albergo, senza per questo essere capaci di ritrovarsi come coppia. Tutte esperienze intellettualizzate e non agite, all'insegna dell'impotenza, della negazione di tutto ciò che è normale gioia di copulare e fondersi, e che culminano nel tour contemplativo di Bill durante l'orgia, in realtà probabilmente antipasto di sacrifici umani, interrotto da chi gli ricorda che ormai possono permettersi di scopare solo i membri dell'élite mascherata, voi borghesucci dovete estinguervi nel vostro sterile bozzolo di solitudine. 

Solo oggi penso però di aver capito finalmente il senso dell'ultima frase del film.  Quel sorprendente "fuck" che Alice suggerisce, come imperativo categorico, al marito. "C'è una cosa che dobbiamo fare il più presto possibile: scopare". Titoli di coda. Il colpo di scena di Eros che alla fine prevale per la via più semplice di riconciliazione tra chi si ama, e che è in grado di creare l'amore e moltiplicarlo all'infinito.  La pulsione più forte, quella di vita, quella della natura. E' quella la scelta da fare, contro la società di morte.

Un fuck che  però è anche un futtitevenne per noi. Possono tentare di distruggerci, di annientarci ma noi abbiamo un imperativo categorico. Vivere.


giovedì 26 settembre 2019

Guardie rosse glitterate della rivoluzione verde


Ieri un amico commerciante di una città di Piddinia Democratica, parlando dell'imminente introduzione della ZTL nella strada - cruciale per l'accesso al centro storico - dove ha il negozio, mi ha raccontato un episodio sconcertante al quale ha assistito di persona. Il comitato di residenti che si oppone all'ennesimo provvedimento della serie "se si muove ancora, tassalo" (cit.) è stato ricevuto dalle autorità cittadine. Dopo aver ascoltato (forse) le ragioni del comitato, l'apposito assessore si è rivolto ai presenti in questo modo: "Voi che avete cinquant'anni dovete capire che finora avete inquinato e adesso è giusto che facciate dei sacrifici". Naturalmente ha aggiunto che il provvedimento relativo all'introduzione nelle città delle ZTL "ce lo chiede l'Europa". Proprio così, con le stesse identiche parole dell'ormai famigerato slogan.

Un assessore che si rivolga così, in maniera sprezzante e smaccatamente propagandistica e ideologica in periodo pre-elettorale (alle regionali si vota a gennaio e per le comunali sempre nel 2020) sarebbe stato impensabile solo qualche tempo fa in qualunque democrazia europea e anche nei mesi scorsi in Italia. Ora però che il loro leader bellino è tornato in auge, si sentono invincibili e sta cadendo ogni velo di pudore a coprirne le meschine vergogne. Come ad esempio quella di aver introdotto da gennaio e alla chetichella, perché sono cosacce che non si raccontano in giro, un "diritto di accoglienza in camera mortuaria" per chi muore a casa o in strutture per anziani "non convenzionate" e deve essere portato all'obitorio dell'ospedale per il commiato. Una tassa da cento euro secchi oltre al solito diritto di trasporto. Il Comune dice che "glielo ha chiesto l'ASL". Arieccoci, è sempre colpa di qualcun'altro. Ancora una volta la bella e piena confessione di non essere altro che gli agenti esecutori, i willing executioners di Qualcun altro. 

Il disprezzo sempre più palese verso i propri cittadini scomodi testimoni di quando Essi sembravano ancora umani e personcine perbene votate al bene collettivo si manifesta attraverso la vessazione economica di ogni tipo sulle fasce più deboli della popolazione - altro che privilegiati bianchi ma operai disoccupati cinquantenni che la pensione non la vedranno mai -  che si ostinano a non levarsi di torno per far posto ai nuovi elettori (ma si illudono), come già auspicano le prime guardie rosse glitterate da tastiera. Vedi questo mio tweet di ieri ed i commenti lasciati da quelli della parte giusta che auspicano, ad esempio, per i vecchi over 50 "iniezioni letali" come se fossero le punture ricostituenti di una volta e dove il Cervello Unico Progressista ha ritrasmesso a mononeuroni unificati il messaggio dei "cinquantenni che hanno distrutto il mondo". Casualmente lo stesso enunciato dell'assessore e dalla nota posseduta che, nella foga del mortacci vostri, ha rischiato di mandare in frantumi il Palazzo di vetro.


Ecco cosa succede quando si rilascia la licenza di odio libero solo ad una parte, la propria, e si permette che al gioco democratico partecipino, equiparate alle altre, forze politiche che democratiche non lo sono mai state. Altro che tradimento e cambiamento. Quella violenza è sempre stata nei testi sacri. Basta averli letti di persona e non esserseli fatti raccontare dagli amici interessati. Era una violenza che ci piaceva perché odorava di vittoria e di sangue e ai giovani piace l'odore del sangue perché sono convinti che non potrà mai essere il loro ad essere versato.
Volevamo vincere e invece avremmo scoperto che era solo la vittoria del Qualcun altro su tutti, no compresi.

Come se non bastassero i retaggi del passato, ci sta investendo il fallout di Aterg, la medium che parla per bocca delle manifestazioni sottili della propaganda del potere finanziario. Se la menzogna e la propaganda una volta erano erotiche, oggi sono pornografia pura e di quella dove si torturano i bambini. La facies stravolta della ragazzina posseduta dall'incubus bancario evocato durante una delle loro notti di Valpurga fa giustamente orrore agli specialisti della mente per come viene manipolata. Io la considero un fenomeno passeggero che finirà bruciato a breve, alle prese con un'aggressività repressa residua che in seguito potrebbe scatenarsi in forma di auto od eterodistruzione; o anoressia suicida o novella Doretta Graneris che stermina la famiglia a tavola. Terminato il quarto d'ora warholiano di Aterg-Greta, mi fa più paura l'idea ricorrente dei regimi di usare dei bambini per farne dei piccoli mostri da scagliare contro i nemici. I bambini fanno gola alle dittature perché sono capaci di grandi crudeltà se non viene insegnato loro cosa sia il bene. Sono più malleabili dei loro genitori e, potenzialmente sociopatici al punto giusto da poter compiere nefandezze. Chiedere a chi ha avuto a che fare con i bambini soldato.
Quando dico dittature, tra parentesi, intendo tutte e, si, anche quella.


C'è stato molto sdegno nei giorni scorsi per l'equiparazione tra Nazismo e Comunismo fatta dalla UE, la quale, non illudetevi, non ha alcun intento nobile, ambisce solo a superare entrambi come produttrice di orrori. Da brava entità-emanazione di un femminino rovesciato dove si accoglie la morte invece della vita, soffre di invidia nei confronti delle amiche e vuole rubare loro la scena. Il potenziale per riuscire a battere entrambi i primati potrebbe averlo. In fondo i finanziatori di oggi come di ieri giocano allo scoperto, non hanno più nemmeno bisogno di paramenti ideologici. Basta il "ce lo chiede l'Europa" per ordinare l'inimmaginabile. L'oscuramento di ogni passata dittatura in favore della prossima ventura è da parte loro non solo possibile, ma necessario. Dispiace che questa semplice motivazione banalmente invidiosa e femminea della UE di non ammettere rivali, più venusiana che marziana e forse inconcepibile a chi non è donna, forse non sia stata colta e si sia caduti nel tranello dell'indebita equiparazione e del reato di leso socialismo. 

Bisogna chiarire che la UE vuole cancellare il contributo sovietico alla sconfitta del nazifascismo innanzitutto per rispondere all'imperativo anti-russo tanto caro ai padri dell'Europa come Spinelli e, in secondo luogo, perché fu una vittoria di Stalin. Il globalismo dei senza confini, del caos permanente, vi piaccia o no, assomiglia come una goccia d'acqua a un'ideale grande vendetta di Trotzky, l'errore blu di sottovalutazione di un nemico compiuto da Baffone. Altra antica lotta tra primedonne. Sarebbe paradossale che, nell'applicazione del menopeggismo al socialismo reale, Stalin risultasse alla fine il meno disumano.

Primadonnismo UEterino a parte, è verissimo che il totalitarismo del Novecento ha avuto due facce, un mostro bicefalo partorito dallo stesso grembo, quel potere sovranazionale che fomenta guerre e rivoluzioni a proprio piacimento e convenienza, creando e distruggendo alleanze tra opposti. I famosi patti alla Von Ribbentrop-Molotov da rovesciare al momento giusto, per fare un esempio.  
Fino a qualche tempo fa si poteva dire liberamente che i totalitarismi furono due, non c'era alcun problema. Lo ammetteva anche chi, a sinistra, aveva interesse a demonizzare appunto Stalin in quanto lato oscuro del comunismo, contrapposto al lato buono degli eurocomunisti.
Perché oggi ci si scandalizza dell'ovvio e si ritorna ad una visione santificata e antistorica di un'ideologia che ha offerto un notevole campionario di violazioni dei diritti umani? Quelli base, non quelli cosmetici. 
Non sarà perché, a differenza del nazismo, del quale vi hanno raccontato ogni aspetto e bruttura fin nei minimi particolari e fino alla nausea, per il comunismo è stato il contrario, a parte i crimini del mostro Stalin, unico esempio di malvagità rossa da poter tramandare ai posteri?

Tornando ai bambini e ai giovani come strumenti di propaganda totalitaria, certo che i piccoli nazisti della Hitlerjugend erano arruolati dalla Gestapo in funzione anti-dissenso e usati contro i propri genitori ma obliterare con ciò i campi di rieducazione e gli ospedali psichiatrici, o gli "Esperimenti Pitesti" del blocco sovietico, per non parlare degli orrori del comunismo asiatico cresciuto sulle rive della Senna, screditando la verità storica come propaganda avversa come dei wuming qualunque, è vagamente canagliesco e non aiuta certo a riavvicinare a quell'ideologia chi se ne è allontanato. Anzi, ti sale proprio l'anticomunismo dalle anse intestinali, se volete saperlo.

Sull'attenzionamento nei confronti delle menti giovani mi torna in mente un episodio lontano. Ricordo che avevo più o meno undici anni e un ragazzotto decisamente più grande, per strada, voleva a tutti i costi vendermi il libretto rosso di Mao. Undici anni di allora erano equivalenti a tre di oggi, come maturità. Mi dispiace non averlo preso il libercolo, anche se non so nemmeno se avrei avuto i soldi per farlo, perché sarebbe stato un cimelio storico, però mi spaventai perché aggiunse "così capisci che devi ribellarti ai tuoi genitori". Come se alle soglie dell'adolescenza ci fosse bisogno di ricevere un incentivo ideologico alla ribellione naturale contro l'autorità. Farlo significa giocare con fiamme libere accanto ad un distributore.

Detto che, per fortuna, i giovani veri, quelli in carne ed ossa, non sono tutti fresconi o criminali in pectore, non vi rendete conto che la ricaduta di propaganda verde-putrescenza dell'ecologismo cieco e sordo, associata all'eliminazionismo generazionale da adolescenti arrabbiati con la rivoluzione permanente in testa, è più letale di qualsiasi nube radioattiva, ma potreste accorgervene presto.
Lo scatenamento contro i cinquantenni (ma presto il target scenderà a trent'anni) dei ragazzini che agitano il libretto verde delle fakenews di G., con obbligo di fiocco di neve e centrosocialismo, magari figli dei postpartigiani per sempre, non è da sottovalutare, cari professori. Un cappello d'asino da nemico del mondo e Grande Inquinatore come nella foto qui sotto non ve lo toglie nessuno, se non vi togliete prima l'antico prosciutto dagli occhi.
Forse converrebbe a tutti ripassare, o meglio studiare perché non ce lo hanno raccontato o lo hanno fatto in forma mitologica ed apologetica come per il Sessantotto, cosa fu la Rivoluzione culturale cinese alla quale attinsero anche certi ideologi italiani dell'educazione dei piccoli al superamento della materialità.

Potete giurarci che faranno di tutto per costruire una generazione di piccole guardie rossofucsia, tronfie della loro pneumatica vacuità, armate di una fenomenale ignoranza di ritorno, coltivata nel frattempo con amore in decenni come un bonsai, magari utilizzando anche quei virgulti precocemente strappati alle famiglie grazie ai noti "sistemi di ricollocazione minori". Guardie rosse alleate con coetanei allogeni accomunati dall'odio razziale e religioso contro i bianchi privilegiati. Tavistock è vivo e lotta assieme a loro. Succederà tutto e di peggio, se si vuole stravolgere la verità storica per paura di ammettere di essersi sbagliati.




immagini tratte da "44 Disturbing Pictures Of China’s Cultural Revolution".

lunedì 26 agosto 2019

Il fuoco di Prometeo e l'antifuturismo




E se fossero solo beneamati fattacci del Brasile, paese che ha giurisdizione sulla maggior parte dell'Amazzonia, come ha ricordato l'innominabile, l'intollerabilmente intollerabile presidente Bolsonaro? E, siccome la foresta amazzonica si estende anche in altri paesi sudamericani come la Colombia e il Perù, fossero cazzi anche di queste nazioni e non del solito consesso impiccione globalista che tratta ogni paese sovrano come fosse il suo ripostiglio e i popoli come "masse" che se non rispondono ai comandi meritano di essere distrutte?

In effetti la non originalissima storia dell'Amazzonia come "polmone del mondo" (uno dei due, e l'altro dove sarebbe?) frame che io conosco da quando ero bimba, quindi da parecchio tempo, fa intuire che dietro al sanguinar dei cuori grondanti pietas per i poveri indios (pietas che non veniva a nessuno quando governavano i companheros da parroquinha e gli incendi avvenivano lo stesso), non vi sia altro che la brama di mettere in discussione la territorialità e i soliti confini. L'imporre questa atrocità del sovragoverno, dell'essere comandati dai maggiordomi e sottocuochi trotzkisti dei banchieri.
C'è un interessante pezzo del Guardian del 2007 che allora parlava della deforestazione amazzonica che prosegue da 40 anni.

A proposito di emergenze mondiali, vi sarete chiesti, per pura curiosità, come mai la salvatrice della casa che brucia indugi in mollezze velistiche a bordo del "Mascalzone monegasco" e non si sia ancora fatta aviotrasportare eroicamente da un Canadair sulle verzure fumanti. Forse perché il Brasile non è una delle province petalose dell'Europa affidate alle massaie alla difesa e in quel frangente la tirerebbe giù la contraerea?
In Amazzonia c'è un unico grande incendio appiccato da Nerone. I dati ufficiali dicono che nel 2019, da gennaio ad oggi, sono stati registrati in tutto il Brasile 71.497 focolai d'incendio, il maggior numero, relativamente al periodo, degli ultimi sette anni, ma nulla di inedito.
Secondo l' INPE, i focolai registrati nell'ultima settimana in tutto il paese hanno riguardato 68 zone protette, per la maggior parte in Amazzonia. 
L'Amazzonia continua a bruciare come ha sempre fatto anche in passato mentre tutti dormivano perché il grande occhio di Sauron era distratto altrove.


L'attuale accelerazione nel delirio ambientalista con le sue fosche previsioni, affidate alle trecciute Cassandre, di innalzamento degli oceani, di deforestazione, di riscaldamento globale, di migranti economici,  come tutti i fenomeni che servono da paravento e da ballon d'essai, non è altro, assieme ai rimescolamenti coatti di popolazioni e agli inviti a cibarsi di insetti, l'ennesima evocazione di quel Futuro distopico e disperante che tanto piace ai rimestatori nel pentolone e che essi stanno facendo di tutto per far avverare, avendo sbirciato nel libro degli incantesimi del Mago alla ricerca della magia perfetta. Volevano la società ideale, l'hanno fatto per il nostro bene.

Il pensiero quotidiano dell'uomo è occupato al 98% dal passato e dal presente. Il passato perché rappresenta ciò che l'individuo è per come è stato plasmato dal tempo trascorso. I suoi ricordi, i rimpianti, le gioie, i dolori, i momenti esaltanti e quelli da dimenticare. Le cose che ci hanno fatto crescere e maturare.
Il presente perché preoccuparsene significa sopravvivere e trovare il modo per farlo. "Vivere alla giornata" si dice non a caso. L'uomo non pensa quasi mai al futuro remoto, soprattutto più invecchia perché, come diceva Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti e non si vuole pensare a quando non ci saremo più. Addirittura non si vuole pensare nemmeno a ciò che saremo tra sei mesi, figuriamoci se può importarci di cose che avverranno nel 2080. I giovani sono più propensi a fare voli pindarici sul futuro ma è più per la curiosità di chi è alla scoperta del mondo. Il fatto che possano adottare comportamenti non solo rischiosi ma sciagurati dimostra che pensano di essere immortali proprio perché situati troppo lontano dal fuoco del futuro per scottarvisi.

Per millenni, gente che campava al massimo trent'anni, era costretta a concentrarsi sul presente e quindi aveva tempo di pensare solo al bene dei propri cari non ai posteri cinquant'anni avanti a loro. 
La preoccupazione del futuro, soprattutto quella relativa alla sua modellazione secondo uno schema prestabilito da applicare passo passo, mi sembra una paturnia tutta moderna che nasce dall'ossessione del suo controllo, quindi dal delirio di preveggenza che è uno dei sintomi della follia del Prometeo che sta sfidando Dio sul suo campo, illudendosi di poterlo battere. Se non riesci a prevedere il Futuro, il che ti è insopportabile perché ti distingue invariabilmente da Dio, perché non costruirselo su misura? 
Il vivere troppo a lungo, inoltre, spinge alcuni a desiderare di portarsi tutto con sé nella tomba, come gli antichi faraoni, facendo in modo che nessuno ci sopravviva perché sepolto assieme a noi nella piramide. Mi sembra l'atteggiamento tipico soprattutto degli uomini del Potere Assoluto. 

Per far avverare il Futuro magico, devi costringere l'Uomo a pensare solo al Futuro, ad un futuro che arriverà quando lui nemmeno ci sarà più. Per crearne l'ossessione devi attivamente distruggere il presente e l'arma per farlo è la demonizzazione del passato, che ti rende impersonale e vuoto. 
La fantascienza, a questo proposito, è servita come mezzo per indurci a credere che il divenire sarebbe stato sicuramente migliore del passato. Peccato che tutti i film di fantascienza, incapaci di trattenere la verità, in realtà dipingano società mostruose, totalitarie o post-catastrofiche. Nel momento in cui hanno fatto sparire gli alieni dalle cronache si è capito anche che nessuno, in questo futuro meraviglioso illuminato dal sole dell'avvenire (il più grande racconto di fantascienza) verrà ad illuminarci con la saggezza. Perché siamo soli e possiamo salvarci solo con le nostre forze.

Ognuna delle depravazioni politiche dell'Otto-Novecento nasce dall'ossessione del controllo del futuro e dalla negazione del passato. Le marce verso, i grandi balzi in avanti, gli stati uniti d'Europa, il multiculturalismo, il Socialismo, Il Nazionalsocialismo, l'Internazionalismo, la pace nel mondo, ecc. 
Il progressismo in primis è un'idea maligna perché non vuole migliorare la vita dell'Uomo del qui ed ora; l'Uomo attuale è sacrificabile in funzione dell'Uomo che verrà, che nessuno conosce e verso il quale è innaturale provare qualsiasi tipo di affinità. Addirittura chi vive oggi e che è stato convinto a non riprodursi dovrebbe preoccuparsi di chi verrà tra trent'anni e che non sarà nemmeno un suo discendente. E' una promessa assolutamente aleatoria di benessere x in un tempo y . E' il prodotto derivato della scienza politica.

Quest'ossessione progressista ha tolto ogni spontaneità al processo storico, che oramai scorre in un susseguirsi di catastrofi annunciate, senza sorprese che non siano colpi di scena attentamente pianificati. Per incatenarci, essa ha utilizzato gli ideali dell'Uomo Nuovo, della società ideale,  ma non è riuscita a creare altro che l'angoscia per ciò che verrà o addirittura la visione depressiva del muro nero oltre il quale non c'è nulla se non il Nulla. 
Però il passato non si lascia cancellare e il presente ti agguanta per il collo scrollandoti le fantasie di dosso, per cui, resisi conto che il controllo del futuro non è possibile, ora i rimestatori sono disposti a distruggere il mondo che a loro resiste. 
Sono entrati in quel curioso corto circuito mentale che spinge chi riceve una diagnosi infausta a suicidarsi, al morire per paura di morire. Facendo saltare l'intero condominio con il gas, ovviamente.

Il risultato di decenni di tentativo di costruire il Futuro ideale è che ormai viviamo in uno stato di precarietà esistenziale caratterizzata da una quasi intollerabile angoscia per il domani. Un Uomo privo di passato e, incatenato alle necessità del presente e orribilmente angosciato per il futuro è il meraviglioso risultato degli esperimenti degli apprendisti stregoni. Se cerchi di controllare il futuro eliminando l'imprevisto, la deviazione dalla norma, e soprattutto il passato, il futuro semplicemente sparirà, ti si negherà; se guardi troppo nel suo abisso entrerai nel buco nero della depressione. E' la sua vendetta. O è quella di Dio.


martedì 20 agosto 2019

La figlia di Ludovico è incinta, partorirà un mostro


Conosco bene gli psicologi sperimentali. Lo sono anch'io, se si deve dar retta a ciò che c'è scritto sul mio diploma di laurea, ma a questo punto sono lieta che la vita mi abbia condotto a guadagnarmi da vivere con tutt'altra merce, perché oggi sinceramente non potrei mescolarmi nemmeno in effigie con la vecchia Psichiatria Totalitaria spacciata per nuova e portatrice insana di ricerca all'avanguardia, con l'aggravante della complicità tecnologica modello dark room. Entri al buio e non sai chi e come ti fotterà ma sarà qualcosa di tecnologicamente avanzato. Che bello!

Conosco bene gli psicologi sperimentali. Mi vergognai come una ladra la prima volta che vidi "Arancia Meccanica" riconoscendomi nei dottori in camice bianco della cura Ludovico alle prese con la "rieducazione" del monello istituzionale Alex e soprattutto riconoscendone l'assoluta indifferenza nei confronti della variabilità individuale, abituati a considerare Ilsoggetto come un'entità astratta. La famigerata e mitologica Tabula Rasa del dott. Cameron.
Li conosceva anche Stanley, ma lui conosceva ancor meglio chi si era sempre masturbato con il catalogo Postal Market dell'Uomo e Donna Nuovi e perfettamente manipolati per servire il grande ideale del progresso. "E' per il suo bene, Alex", ricorda il dottore maschio al misero, mentre gli induce il disgusto per il male commesso con immagini violente (il banale contrappasso) e sostanze allucinogene e la dottora femmina gli fa la ramanzina sul fare il male che è cosa molto molto brutta, come un'assistente sociale qualunque. Il moralismo della scienza, la pretesa di essere depositari del Bene, di poter raddrizzare gli individui che la Natura, questa impudente, ha creato storti. Oh, si, bastardo d'uno Stanley, tu li conoscevi bene, difatti tra loro si chiamano compagno sir, birbaccione. 
E meno male che, quando mi laureai, nei remoti anni novanta, vigeva ancora il principio che la psicologia - che non può essere definita scienza, come la medicina, non essendo gli esseri umani, capaci di rispondere, corpo e mente, allo stesso identico modo di un altro, come invece si pretenderebbe fosse possibile, per far prima - era un metodo per interpretare la mente e possibilmente decifrarne i codici. C'era ancora un certo rispetto, almeno alle nostre latitudini, verso l'inconoscibile e il non generalizzabile. Il nostro mantra era "c'è una massima parte del cervello che non riusciamo a comprendere, su certi meccanismi possiamo solo fare ipotesi." 

Oggi sono state sfondate tutte le paratie tra possibile ed impossibile, tra volere e potere. Il pensiero magick che ha sostituito il metodo scientifico, impone che qualunque desiderio (del Potere) possa essere  soddisfatto con l'apposita terapia o apparecchiatura applicata ai sottomessi. Ai miei tempi c'era già la fregola della PET (Tomografia ed emissione di positroni). Noi sperimentali si andava in estasi di fronte agli schermi dove il cervello del soggetto si colorava di rosso mentre ascoltava Mozart. Grande, ma cosa hai dimostrato? Che puoi dire di avere la certezza che il mio non si accenderebbe di viola o magari non si accenderebbe per nulla? 
Oggi, se hai ad esempio un trauma, la EMDR, per dirne una tra le terapie tapioche ganze,  te lo estirpa come il pelo superfluo il laser, in poche sedute. Si, certo, qualche cialtrone può usarla per  indurre invece il trauma su degli innocenti, e allora meglio dissociarsene, se no si rischia di diventare quelli delle scosse elettriche ai bambini. Chi di elettroshock ferì, di scosse elettriche potrebbe perire.

Se si ha lo stomaco di leggere una delle ricerche-marchette di questi psicocosi sperimentali, scopri che il cervello è stato da essi spoilerato fino al colpo di scena finale, che tutti reagiamo allo stesso modo, che alcuni set di pensiero possono essere smontati e sostituiti come il filtro dell'olio e che il pregiudizio (ovvero il Pensiero Dissidente) è una malattia e può, anzi deve essere guarita. Sulla stessa falsariga era anche la recente fregnaccia tedesca sull'ossitocina. L'ultima, invece, è questa.  
Se volete farvi quattro risate leggete questo articolo apologetico.


Quello di "Arancia Meccanica" era il vecchio cadavere del condizionamento operante. Pavlov ma soprattutto gli americani, che ci andavano matti e che hanno torturato gente per decenni prima di capire che se una cosa funzionava sui cani (per un biscottino i cani fanno qualsiasi cosa) non era detto funzionasse sulla mente umana. Il comunismo si è amminchiato per decenni sul fatto di voler modificare la mente espungendo il pensiero borghese e la materialità dal grande e dal piccino. I nazisti, da quel punto di vista, erano più pratici. Se non eri marchiato nel modo giusto, o servivi come schiavo, oppure, sceso dal treno, potevi accomodarti direttamente in doccia. Non ha senso chiamare questi nazisti perché i nazisti rischiano di diventare più pietosi di questi, che la vita te la vogliono rovinare da vivo.
Oggi, gli stessi che non dormendo di notte studiano come rovinare il sonno agli altri, sono tutti agitati per sconfiggere il pregiudizio e, udite udite, annunciano di essere in grado di eliminarlo con pochi colpi di spazzola, come la forfora, con un metodo non invasivo (uhm, se sono gli stessi che invertono il senso per metodo, tra un po' ci toccherà una bella transorbitale vecchia maniera).

Contro il pregiudizio (inconsapevole, per giunta, perché questi ti regolarizzano anche il microbiota inconscio), c'è la cura Ludovica dell'estetista cerebrale che ti ridisegna il sopracciglio in modo che tu non lo possa aggrottare in maniera inappropriata.
Anch'ella è andata, sparsa le trecce morbide, a parlarne al TED, lo stesso curioso luogo più lisergico  di Woodstock dove ti può capitare di ascoltare Renzi fare l'elogio del Fiesoli e una criceta di satana® concionare di pedofilia che dev'essere accettata perché è un orientamento non modificabile. La patologia quantistica. Il DSM che entra ed esce dalla scatola assieme al gatto.
Non vi sembri una dissonanza cognitiva, perché la scienza atonale di oggi pretende di definire la malattia secondo l'ideologia, non più secondo la semeiotica o la patologia. 
I pedofili non sono malati, chi non riesce ad essere progressista dovrà essere curato. Non escludo che questo motto venga presto scolpito sui muri dei palazzi istituzionali. E' il baratro che traccia il solco, ed è la criceta che lo difende.

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