mercoledì 8 gennaio 2014
Lettalizzatela!
giovedì 13 ottobre 2011
Gruppo di famigli in un interno
| I cinque radicali ad opposizione alternata |
venerdì 2 febbraio 2007
Ciccio qua, Ciccio là
Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.
Architetto mancato, forse spaventato dall'impossibilità di applicare l'ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell'arco costituzionale.
Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.
Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.
Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.
giovedì 2 novembre 2006
Il Crono Pannella
Volano gli stracci a Via di Torre Argentina e son parolacce, insulti e accuse di cannibalismo ai leader inossidabili Emma e Marco da parte del segretario che da neocon si è ritrovato neotrombato.
Non si preoccupi il pulzello d'Orléans, perché troverà senz’altro altri lidi ove portare il suo genio politico, magari nei Riformisti Radicali delle vedove allegre. La parlantina non gli manca di certo, né la voglia di vendicarsi del Crono-divoratore.
Intanto si attende l’incoronazione di Rita vincitrice della Crono-scalata ai vertici del Partito con la maglia rosa-pugnettista. Sempre che Pannella, dopo tanti digiuni, non debba soddisfare dell’altra fame arretrata.
mercoledì 6 settembre 2006
Compagno di scuola
Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. Fa addormentare spesso la tata la sera, raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino. A due anni sa già leggere, scrivere, far di conto e calcolare la partita doppia, e visto che non smette di riprendere i suoi genitori su qualunque cosa, accusandoli di non essere abbastanza liberali, essi meditano segretamente di portarlo nel vicino bosco e abbandonarvelo. Ma Daniele è furbo, ha le tasche piene di molliche di pane e trova sempre una scusa per evitare di uscire con loro...
A sei anni va a scuola ma sapendo già tutto e pretendendo di sostituirsi al maestro lo mettono in un’aula tutta per lui, assieme ad un ragazzo caratteriale, figlio di un anarchico livornese e della segretaria della sezione Mirafiori del PMLI. Regolarmente picchiato dal compagno, che ama particolarmente brandire il pestacarne, sviluppa un certo anticomunismo viscerale. Poi, viste le sue condizioni (sembra un puffo tutto blu), il direttore, mosso a pietà, lo mette assieme agli altri bambini.
Daniele si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del leader. L’ultimo giorno di scuola, il maestro saluta i bambini e augura loro buone vacanze. Daniele alza la manina sudata e dice con voce ferma: “Signor Maestro, si è dimenticato di darci i compiti per le vacanze.”
Miracolosamente sopravvissuto fino all’adolescenza, fugge di casa per evitare il seminario e si rifugia nell’ambasciata americana, dove viene subito preso a ben volere da alcuni esuli cubani e dall’ambasciatore che lo inizia alle teorie neocon.
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da via Torre Argentina incontra il suo antico persecutore che, divenuto frate trappista, gli porge una rosa in segno di pace. Daniele invece decide di vendicarsi e gli sferra un pugno.
Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione degli esuli cubani, decide di diventare il più giovane segretario radicale del mondo.
***
Simpaticamente citato sul sito de La Rosa nel Pugno
mercoledì 2 agosto 2006
Temo i Radicali anche quando portano doni
Sia ben chiaro, che in carcere ci finiscano di solito più i poveracci che i furbetti è innegabile. Tutte le campagne pannelliane hanno un fondo di verità e giustizia. Ma tutte queste buone ragioni sono state ora annichilite dalla mossa scellerata ed inciucista del governo di centrosinistra che ha allargato l’indulto ai reati finanziari con i risultati che ha così ben descritto Marco Travaglio, per non parlare delle multinazionali che potranno evitare i processi per inquinamento e boiate varie.
Ed ecco l’effetto cavallo di Troia, con i Troiani che per la verità si danno le martellate sui coglioni da soli per venire in aiuto ai Greci.
L’impostazione ideologica ultraliberista non mi sembra cambiata dall’ultimo salto della quaglia, mitigato dalla permanenza in fascia destra di coerenza dei Della Vedova & Taradash. Le rassegne stampa della Radio lette dall’ottimo direttore Bordin sono rimaste come prima simpatizzanti a destra e sono le uniche in Italia nelle quali sia prevista la lettura integrale de “il Foglio”.
La domenica mattina va in onda un’interessante rubrica sul Sudamerica che pare scritta dagli esuli cubani a Miami. Capezzone si, critica Berlusconi, ma è un volpino, attenti.
Solo Pannella si ostina ancora, ma dev’essere l’età, a chiamare tutti “compagni”. Gaber diceva: “Compagno radicale, la parola compagno non so chi te l'ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata, compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino”.