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mercoledì 8 gennaio 2014

Lettalizzatela!


Houston, hanno un problema: evitare in qualsiasi modo ed a qualunque costo di affrontare il problema. 
Che consiste, lo ricordo per chi si fosse accorto solo ora della crisi, nella deindustrializzazione dell'Italia su commissione della Germania e per mano dell'euro, con loro, i larghintesisti, come esecutori materiali. 
Affrontare il problema vorrebbe dire inviare subito un fax con un bel "fottiti" al letto di dolore della culona ed occuparsi 24acca24 di come riottenere al più presto la sovranità monetaria e la libertà. Non dovrebbero aver tempo neppure per pisciare.
Invece, siccome sono imprigionati nella trappola del collaborazionismo e non sanno come uscirne, stanno cincischiando in attesa che un asteroide colpisca la Terra il 31 dicembre 2014 per sgamare l'entrata in vigore del Fiscal Compact, e pregano il loro Dio che ciò accada, perché non saprebbero assolutamente come trovare i miliardi (di euro) necessari per quella follia, se già ora si prendono a borsettate tra di loro per i 150 euro degli insegnanti.

Un modo per allontanare il problema, insomma il loro piano B, oltre alla gestione manicomiale dell'ordinaria amministrazione, è stravolgere la scala delle priorità e utilizzare la cosmesi dei diritti civili per mascherare i deficit cognitivi che li affliggono e soprattutto il fatto che loro, come governanti, nell'agone internazionale, non contano assolutamente un cazzo ma sono come la serva di Totò, servono. 
E' una strategia ben precisa. Confondere il popolo con l'elargizione di diritti civili mentre con l'altra mano si sfila ad esso il portafogli e ci si prepara ad espropriarne i beni, mobili ed immobili, per conto terzi e per beccarsi la mancia. 
Se ci pensate bene, la cosmetica dei diritti civili è da sempre la tattica dei radicali, una quinta colonna del neoliberismo che da decenni nasconde quest'anima reazionaria, perfettamente allineata con l'eurototalitarismo, sotto tonnellate di buoni propositi: i matrimoni gay, l'eutanasia - prima il divorzio e l'aborto - ora le carceri, le coppie di fatto e la depenalizzazione delle droghe. Quando uno li ascolta pensa: "ma quanto so' democratici e liberalz!" e invece, dal punto di vista economico, sono più a destra ed incarogniti della Thatcher quando la parrucchiera non le cotonava abbastanza i capelli.
Se al repertorio dei radicali unisci quello solito della sinistra boldrinosa: ius soli, il culto del migrante e dello straccione, l'internazionalismo, il femminicidio usato come arma contundente nella posticcia guerra di genere, e magari hai l'aiuto mediatico di un Papa telefonista e nazionalpopolare quasi più della Carrà e quello di un esercito di leccapiedi a mezzo stampa, ottieni una fenomenale arma di distrazione di massa da somministrare tramite la televisione busona al popolo ormai intontito dalla depressione e dall'inappetenza.

A questa sinistra alla ClioMakeUp piace enormemente la strategia della cosmesi, ma anche alla destra piace far finta di opporvisi, schierando il fondamentalista ributtante alla Giovanardi che si scandalizza per la canna libera e il bacio tra uomini.
Piace anche alla sinistrina rosé de iRrenzi che sventola il cannone di maria per infinocchiare ancora una volta la platea piddina, per la quale ha in programma una bella riformina Hartz al cui confronto la Fornero parrà Madre Teresa di Calcutta.

Che bello, saremo poveri e disperati, ma i preti potranno sposarsi tra di loro, avremo la legalizzazione delle coppie fatte e rideremo, rideremo come degli scemi.

giovedì 13 ottobre 2011

Gruppo di famigli in un interno

I cinque radicali  ad opposizione alternata
La riedizione dell'Aventino, come tutte le più recenti pensate di Bersani, è una minchiata, se non altro per la potenziale carica di sfiga storica che porta con sé e per la dimostrazione che questa sinistrina non riesce ad andare politicamente oltre la fiera dell'antiquariato. Detto questo, giusto per strappare l'ultimo brandello di orecchio rimasto attaccato al piddino, registriamo in cronaca odierna l'ennesimo gesto da Judas boys dei radicali, che hanno voluto distinguersi come al solito rimanendo seduti in sala operatoria durante l'anestesia di Bossi, per non far credere a chissà chi di essere parte dell'opposizione e di condividerne le battaglie. 
Evidentemente il problema non era solo Capezzone, ed è chiaro ormai anche ai più tardi che i doni equini dei radicali nascondono sempre la sorpresina. Dispiace inoltre che questi famigli dei resti mortali inconsunti di Pannella si facciano sempre scudo delle disgrazie dei detenuti per motivare i loro voltafaccia. Con l'aggravante che i carcerati rimangono nella disperazione ma il Re di Sparta se la cava sempre e Radio Achei continua a trasmettere a spese dello Stato.
A questo punto, cara Suor Germana, non basta che tu t'indigni e ti adiri. Se hai le palle, almeno tu, sotto la divisa da piddina grigia, li devi cacciare via a calci in culo. Tanto non sarà una misera percentuale d'albumina che potrà cambiare il corso delle elezioni. Se non lo farai scriveremo anche questo nel libro nero e guarda che ha già più pagine di un romanzo di Eco.

venerdì 2 febbraio 2007

Ciccio qua, Ciccio là

«La Margherita è un partito centrista e profondamente riformista... Noi siamo liberali, democratici, popolari, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti e questo me lo dice la mia esperienza personale frequentando i singoli aderenti della Margherita, non esaminando necessariamente le personalita' dei nostri vertici nazionali.»

Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.

Architetto mancato, forse spaventato dall'impossibilità di applicare l'ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell'arco costituzionale.

Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.

Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.

Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.

giovedì 2 novembre 2006

Il Crono Pannella

Un Pannella nei panni mitologici di Crono divoratore dei suoi figli ha fatto le scarpe al segretario rosapugnista nonché bambino-coi-baffi Daniele Capezzone, il quale sarà sostituito a breve dalla vivandiera storica del Partito Radicale e attuale coordinatrice nazionale dei rosa-pugnisti Rita Bernardini, quella che ogni volta che interviene alla Radio Radicale dà i numeri - nel senso che conta gli schei in cassa.

Volano gli stracci a Via di Torre Argentina e son parolacce, insulti e accuse di cannibalismo ai leader inossidabili Emma e Marco da parte del segretario che da neocon si è ritrovato neotrombato.
Non si preoccupi il pulzello d'Orléans, perché troverà senz’altro altri lidi ove portare il suo genio politico, magari nei Riformisti Radicali delle vedove allegre. La parlantina non gli manca di certo, né la voglia di vendicarsi del Crono-divoratore.

Intanto si attende l’incoronazione di Rita vincitrice della Crono-scalata ai vertici del Partito con la maglia rosa-pugnettista. Sempre che Pannella, dopo tanti digiuni, non debba soddisfare dell’altra fame arretrata.


mercoledì 6 settembre 2006

Compagno di scuola

Daniele Capezzone nasce già con la barba da una cellula staminale embrionale abbandonata sugli scalini di una chiesa in una notte di luna piena, ad Halloween.
Fin da infante dimostra spiccate qualità dialettiche. Fa addormentare spesso la tata la sera, raccontandogli le storie delle mirabolanti battaglie civili di Emma Bonino. A due anni sa già leggere, scrivere, far di conto e calcolare la partita doppia, e visto che non smette di riprendere i suoi genitori su qualunque cosa, accusandoli di non essere abbastanza liberali, essi meditano segretamente di portarlo nel vicino bosco e abbandonarvelo. Ma Daniele è furbo, ha le tasche piene di molliche di pane e trova sempre una scusa per evitare di uscire con loro...

A sei anni va a scuola ma sapendo già tutto e pretendendo di sostituirsi al maestro lo mettono in un’aula tutta per lui, assieme ad un ragazzo caratteriale, figlio di un anarchico livornese e della segretaria della sezione Mirafiori del PMLI. Regolarmente picchiato dal compagno, che ama particolarmente brandire il pestacarne, sviluppa un certo anticomunismo viscerale. Poi, viste le sue condizioni (sembra un puffo tutto blu), il direttore, mosso a pietà, lo mette assieme agli altri bambini.
Daniele si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del leader. L’ultimo giorno di scuola, il maestro saluta i bambini e augura loro buone vacanze. Daniele alza la manina sudata e dice con voce ferma: “Signor Maestro, si è dimenticato di darci i compiti per le vacanze.”

Miracolosamente sopravvissuto fino all’adolescenza, fugge di casa per evitare il seminario e si rifugia nell’ambasciata americana, dove viene subito preso a ben volere da alcuni esuli cubani e dall’ambasciatore che lo inizia alle teorie neocon.
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da via Torre Argentina incontra il suo antico persecutore che, divenuto frate trappista, gli porge una rosa in segno di pace. Daniele invece decide di vendicarsi e gli sferra un pugno.
Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione degli esuli cubani, decide di diventare il più giovane segretario radicale del mondo.

***

Simpaticamente citato sul sito de La Rosa nel Pugno

mercoledì 2 agosto 2006

Temo i Radicali anche quando portano doni

Quando fu chiaro che i radicali, fino a cinque minuti fa più Berlusconiani di Bondi, alle ultime elezioni si sarebbero alleati con il centrosinistra dopo un rapido matrimonio riparatore con i socialisti, mi vennero in mente le parole che Virgilio attribuisce a Laocoonte nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes (“Temo i Greci anche quando portano doni”). Il riferimento è al famoso cavallo di Troia.

Va bene che bisognava fare mucchio e che nell’Unione c’è dentro di tutto e di più, ma in un paese dove questa attuale maggioranza ha vinto, sempre per restare in tema di cavalli, per meno di una lunghezza, con una opinione pubblica sempre pronta a cedere alle lusinghe del Grande Piazzista appena questi fa l’occhio languido da uno schermo televisivo ancora sottomesso a lui, come potevamo non prevedere che le “battaglie” di Pannella avrebbero creato qualche problemino all’alleanza, e innescato un interessante effetto Cavallo di Troia?
E’ vero che le stesse battaglie radicali erano state condotte sotto il precedente governo e che il cambio di campo derivava dalla delusione per le mancate promesse berlusconiane, ma nessun Pannella avrebbe mai potuto mettere in crisi il Divo di Arcore, se non altro perché il suo appoggio era rimasto esterno. Siamo certi che invece per il governo Prodi non stia accadendo il contrario?
Vediamo l’indulto e/o amnistia, uno dei pezzi forti del Marco e dei “pugnetti rosa” che il governo Berlusconi ha sempre tranquillamente ignorato senza subirne conseguenze in termini di consenso.
Sia ben chiaro, che in carcere ci finiscano di solito più i poveracci che i furbetti è innegabile. Tutte le campagne pannelliane hanno un fondo di verità e giustizia. Ma tutte queste buone ragioni sono state ora annichilite dalla mossa scellerata ed inciucista del governo di centrosinistra che ha allargato l’indulto ai reati finanziari con i risultati che ha così ben descritto Marco Travaglio, per non parlare delle multinazionali che potranno evitare i processi per inquinamento e boiate varie.
Ed ecco l’effetto cavallo di Troia, con i Troiani che per la verità si danno le martellate sui coglioni da soli per venire in aiuto ai Greci.

Ascolto Radio Radicale da più di vent’anni e da parecchio mi sembrano posizionati stabilmente sulla sponda neocon, con Capezzolone che è in stretto contatto con personaggi come Michael Ledeen, e la Bonino che ogni tanto si lascia scappare che bisognerebbe abolire i sindacati.
L’impostazione ideologica ultraliberista non mi sembra cambiata dall’ultimo salto della quaglia, mitigato dalla permanenza in fascia destra di coerenza dei Della Vedova & Taradash. Le rassegne stampa della Radio lette dall’ottimo direttore Bordin sono rimaste come prima simpatizzanti a destra e sono le uniche in Italia nelle quali sia prevista la lettura integrale de “il Foglio”.
La domenica mattina va in onda un’interessante rubrica sul Sudamerica che pare scritta dagli esuli cubani a Miami. Capezzone si, critica Berlusconi, ma è un volpino, attenti.
Solo Pannella si ostina ancora, ma dev’essere l’età, a chiamare tutti “compagni”. Gaber diceva: “Compagno radicale, la parola compagno non so chi te l'ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata, compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino”.
Insomma, si sta a sinistra con il portafoglio ma il cuore è rimasto a destra come prima. E alle prossime elezioni altro salto triplo carpiato, questa volta all’indietro.

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