domenica 18 ottobre 2015

Le favole di Lafontaine


Oskar Lafontaine, ex mini­stro delle Finanze ed ex pre­si­dente del Par­tito social­de­mo­cra­tico tede­sco (Spd) e del Par­tito della sinistra (die Linke), ha inviato questa lettera, pubblicata dal Manifesto, alla sinistra italiana. Mi compiaccio di riproporvela con la mia personale ed umile esegesi, nella speranza che possiate cogliere finalmente il carattere dissociato e sociopatico di questa sinistra cialtrona. Prima o poi vi c'entrerà. Io non mollo mai.

Scrive dunque Oskar:
"Care com­pa­gne, cari compagni,
la scon­fitta del governo greco gui­dato da Syriza davanti all’Eurogruppo ha por­tato la sini­stra euro­pea a doman­darsi quali pos­si­bi­lità abbia un governo gui­dato da un par­tito di sini­stra, o un governo in cui un par­tito di sini­stra sia coin­volto come part­ner di mino­ranza, di por­tare avanti una poli­tica di miglio­ra­mento della con­di­zione sociale di lavo­ra­trici e lavo­ra­tori, pen­sio­nate e pen­sio­nati, e delle pic­cole e medie imprese, nel qua­dro dell’Unione euro­pea e dei trat­tati europei."
Cominciamo bene. Con la negazione e l'iononcentrismo.
Oskar, perché fai così? Syriza ha perso perché ha consegnato la Grecia in catene alla Troika. Non solo, la sinistra europea persegue ovunque lo sterminio della classe media lavoratrice e la distruzione del tessuto industriale, la riduzione in schiavitù e povertà dei suoi cittadini con tutto l'armamentario fornito in kit dall'ONU, dall'Impero e dalle loro metastasi finanziarie, inclusa l'arma di migrazione di massa (guarda le politiche autogenocidarie dei governi della sinistra scandinava), e tu insisti a non vederne la volontaria complicità? Lo sai che la sinistra lo fa proprio perché è nel quadro dell'Unione europea e dei trattati che glielo si richiede? E lo fa senza farsi pregare e con goduria, direi.
"La rispo­sta è chiara e bru­tale: non esi­stono pos­si­bi­lità per una poli­tica tesa al miglio­ra­mento della con­di­zione sociale della popo­la­zione, fin­tanto che la Bce, al di fuori di ogni con­trollo demo­cra­tico, è in grado di para­liz­zare il sistema ban­ca­rio di un paese sog­getto ai trat­tati europei."
Cosa significa migliorare la condizione sociale della popolazione, liebe Schatzi? Forse mettere una bella patrimoniale, tassare le proprietà, limitare il contante che è così moralizzante? O mettere più soldi in tasca a tutti con il rischio concreto di avere più odiosi benestanti in giro, compresi i lavoratori? Io so già cosa mi risponderesti ed è per questo che so che quelli come te non potranno mai rappresentare la soluzione ma solo incarnare in eterno il problema, l'eterna zeppa nell'ingranaggio della storia.
Mi fai quasi compassione perché vedi la BCE e la sua mancanza di legittimità democratica ma vuoi ancora rimanere, per carità non sia mai, nel quadro dell'Unione e dei trattati dei quali essa è nient'altro che la logica conseguenza. In questi casi, escludendo l'ipotesi dell'imbecillità, rimane solo la disonestà intellettuale.
"Non esi­stono pos­si­bi­lità di met­tere in atto poli­ti­che di sini­stra se un governo cui la sini­stra par­te­cipi non dispone degli stru­menti tra­di­zio­nali di con­trollo macroe­co­no­mico, come la poli­tica dei tassi di inte­resse, la poli­tica dei cambi e una poli­tica di bilan­cio indipendenti."
Mi spieghi allora perché ce li avete fracassati fintanto che non ci avete condotto nella trappola della moneta unica e della conseguente perdita di sovranità? Tre paragrafi di letterina a Babbo Natale e ancora non ho letto un doveroso "siamo stati dei coglioni e pure delinquenti, cazzo, a crederci e a volere a tutti i costi questa Europa nazistoide!"
"Per miglio­rare la com­pe­ti­ti­vità rela­tiva del pro­prio paese sotto l’ombrello dell’euro, restano al sin­golo paese sot­to­po­sto alle con­di­zioni dei trat­tati euro­pei solo la poli­tica sala­riale, la poli­tica sociale e le poli­ti­che del mer­cato del lavoro. Se l’economia più forte, quella tede­sca, pra­tica il dum­ping sala­riale den­tro un’unione mone­ta­ria, gli altri paesi mem­bri non hanno altra scelta che appli­care tagli sala­riali, tagli sociali e sman­tel­lare i diritti dei lavo­ra­tori, così come vuole l’ideologia neo­li­be­ri­sta. Se poi l’economia domi­nante gode di tassi di inte­resse reali più bassi e dei van­taggi di una moneta sot­to­va­lu­tata, i suoi vicini euro­pei non hanno pra­ti­ca­mente alcuna pos­si­bi­lità. L’industria degli altri paesi per­derà sem­pre più quote sul mer­cato euro­peo e non europeo.
Men­tre l’industria tede­sca pro­duce oggi tanto quanto pro­du­ceva prima della crisi finan­zia­ria, secondo i dati Euro­stat, la Fran­cia ha perso circa il 15% della sua pro­du­zione indu­striale, l’Italia il 30%, la Spa­gna il 35% e la Gre­cia il 40%."
Questa è nient'altro che sociopatia. Ovvero parlare con distacco emotivo dei propri delitti. Sei tedesco o no, Oskar? Ti posso ricordare che, prima che facesse rinchiudere i concorrenti economici nella prigione dell'euro, il tuo paese non era affatto il più forte ma lo è diventato proprio grazie al dumping e alla politica mercantilista? Eri ministro delle Finanze negli anni novanta, hai visto applicare la shock economy alla DDR o cosa?
Ti sei svegliato ora perché la Germania è tornata alla casella di partenza e rimarrà ferma un giro e forse perderà il Parco della Vittoria? Peccato che noi "singoli paesi" (puoi anche chiamarci con il nostro nome, PIIGS) abbiamo perso un decennio di sviluppo e nessuno ce lo restituirà. Ti suggerisco una bella parola di sinistra: autocritica. Dovresti farla in duplice modalità: in quanto tedesco e in quanto di sinistra.
"La destra euro­pea si è raf­for­zata anche per­ché mette in discus­sione l’Euro e i trat­tati euro­pei, e per­ché nei paesi mem­bri cre­sce la con­sa­pe­vo­lezza che i trat­tati euro­pei e il sistema mone­ta­rio euro­peo sof­frano di alcuni difetti costitutivi."
Ecco il meccanismo di proiezione. Se i trattati europei e l'euro sono difettosi è colpa della destra che se n'è accorta. Si metta agli atti.
"Come dimo­stra l’esempio tede­sco, la destra euro­pea non si pre­oc­cupa della com­pres­sione dei salari, dello sman­tel­la­mento dei diritti dei lavo­ra­tori e delle poli­ti­che di auste­rità più severe. La destra vuole tor­nare allo Stato nazio­nale, offrendo però solu­zioni eco­no­mi­che che rap­pre­sen­tano una variante nazio­na­li­stica delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e che por­te­reb­bero agli stessi risul­tati: aumento della disoc­cu­pa­zione, aumento del lavoro pre­ca­rio e declino della classe media."
Quindi fammi capire: destra e sinistra vogliono entrambe la distruzione della classe media. Solo che la destra la persegue in senso nazionalistico e la sinistra in nome e per conto della globalizzazione imperialista. Ottimo.
"La sini­stra euro­pea non ha tro­vato alcuna rispo­sta a que­sta sfida, come dimo­stra soprat­tutto l’esempio greco.Atten­dere la for­ma­zione di una mag­gio­ranza di sini­stra in tutti i 19 Stati mem­bri è un po’ come aspet­tare Godot, un autoin­ganno poli­tico, soprat­tutto per­ché i par­titi social­de­mo­cra­tici e socia­li­sti d’Europa hanno preso a modello la poli­tica neoliberista."
Ecco la parte più interessante: la scissione schizoide. La sinistra che prende a modello la politica neoliberista non siamo mica noi, è la psycosinistra del "Mamma, mamma, cos'hai fatto?!", il lato oscuro, i socialdemocratici, come sento ripetere da quaranta fottutissimi anni. 

Occhio che adesso parte il delirio lisergico:
"Un partito di sinistra deve porre come condizione alla sua partecipazione al governo la fine delle politiche di austerità.Tut­ta­via ciò è pos­si­bile solo se in Europa prende forma una costi­tu­zione mone­ta­ria che con­servi la coe­sione euro­pea, ma che ria­pra ai sin­goli paesi la pos­si­bi­lità di ricor­rere a poli­ti­che capaci di aumen­tare la cre­scita e i posti di lavoro; anche se la più grande eco­no­mia opera in con­di­zioni di dum­ping salariale.
Pre­sup­po­sto impre­scin­di­bile a que­sto scopo è il ritorno a un sistema mone­ta­rio euro­peo (Sme) miglio­rato, che con­senta nuo­va­mente di ricor­rere alla riva­lu­ta­zione e alla sva­lu­ta­zione. Tale sistema resti­tui­rebbe ai sin­goli paesi un ampio con­trollo sulle rispet­tive ban­che cen­trali e offri­rebbe loro i mar­gini di mano­vra neces­sari per con­se­guire una cre­scita costante e l’aumento dell’occupazione attra­verso mag­giori inve­sti­menti pub­blici, così come per con­tra­stare, tra­mite la sva­lu­ta­zione, l’ingiusto dum­ping sala­riale ope­rato dalla Ger­ma­nia o da un altro Stato membro.Que­sto sistema ha fun­zio­nato per molti anni e ha impe­dito l’emergere di gravi squi­li­bri eco­no­mici, come ne esi­stono attual­mente nell’Unione europea."
Il bottepienismo, malattia senile dell'europeismo. Oskar, mi senti? Esci dal trip e seguimi. Non esiste politica europea né mercantilismo, né unione monetaria senza austerità. Non esistono SME migliorabili perché è il concetto di vincolismo che impedisce la libertà d'azione, come suggerisce già il termine. 
Mi sembri tanto quello, Allen Dulles, che voleva servirsi dei nazisti moderati.


Come è esistito un unico tipo di nazismo, quello di Auschwitz, così esiste un solo tipo di vincolismo: quello fondato sul concetto di asimmetria, di rapporto di potere tra un forte e molti deboli. There Is No Alternative, come dicono i padroni.
"Rivol­gen­domi ai sin­da­cati ita­liani, tengo a sot­to­li­neare che lo Sme non è mai stato per­fetto, domi­nato come era dalla Bun­de­sbank. Ma nel sistema Euro la per­dita del potere d’acquisto delle lavo­ra­trici e dei lavo­ra­tori attra­verso salari più bassi (sva­lu­ta­zione interna) è maggiore."
Oskar, che è tedesco e non vorrà mai rinunciare al privilegio ottenuto dal suo paese a spese degli altri, coraggio, fatti psicanalizzare, riconosce che anche lo SME era uno strumento di dominio mercantilista ma in versione soft. Quindi propone solo l'anestesia, non l'eliminazione della tortura. Proprio perché, da bravo tedesco, non vuole rinunciare all'über alles.
"A me, osser­va­tore tede­sco, risulta molto dif­fi­cile capire per­ché l’Italia uffi­ciale assi­sta più o meno pas­si­va­mente alla per­dita del 30% delle quote di mer­cato delle sue industrie."
Signora mia, pensi quanto difficile risulta a me da italiana. Sa però che l'Italia ufficiale è quella di Renzi e del PD, l'ultima mutazione del maggiore partito della sinistra? Non commetterà anche lei l'errore di confondere la passività con il collaborazionismo?
"Sil­vio Ber­lu­sconi e Beppe Grillo hanno messo sì in discus­sione il sistema Euro, ma ciò non ha impe­dito all’Eurogruppo di imporre il modello delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste alla poli­tica italiana.Oggi la sinistra italiana è necessaria come non mai."
Ancora delirio. Ci ha detto finora che la sinistra ha sposato il neoliberismo. Ha ammesso che l'eurogruppo ha imposto il modello neoliberista, che però le sinistre al potere, di tutte le sfumature del rosso, hanno volonterosamente applicato alla lettera. Insomma: la sinistra ha sposato il neoliberismo. Ebbene? Compagni, ci vuole più sinistra.
"La per­dita di quote di mer­cato, l’aumento della disoc­cu­pa­zione e del lavoro pre­ca­rio, con la con­se­guente com­pres­sione dei salari, pos­sono rien­trare nei miopi inte­ressi delle imprese ita­liane, ma la sini­stra ita­liana non può più stare a guar­dare que­sto pro­cesso di de-industrializzazione."
Ma non s'era detto che era stata la Germania a fare dumping salariale e soprattutto ad imporlo ai singoli paesi? E che la sinistra aveva sposato le politiche di austerità?  Che c'entrano le povere imprese italiane, che muoiono come mosche quando non vengono svendute a rapaci compratori stranieri? O non si può più dire straniero?
"Lo svi­luppo in Gre­cia e in Spa­gna, in Ger­ma­nia e in Fran­cia, dimo­stra come la fram­men­ta­zione della sini­stra possa essere supe­rata non solo con un pro­cesso di uni­fi­ca­zione tra i par­titi di sini­stra esi­stenti ma soprat­tutto con l’incontro di tante ener­gie inno­va­tive fuori dal cir­cuito poli­tico tradizionale.Solo una sini­stra suf­fi­cien­te­mente forte nei rispet­tivi Stati nazio­nali potrà cam­biare la poli­tica euro­pea. La sini­stra euro­pea ha biso­gno ora di una sini­stra forte in Italia."
E' incredibile. L'apoteosi. Chiunque, giunto a questo ultimo paragrafo, ha ormai intuito che questo sconquasso europeo è vagamente colpa di un progetto reazionario inspiegabilmente idolatrato e messo in pratica dalla sinistra, un vero X-File che però si risolve facilmente con la parola magica tradimento, ma Oskar, facendo finta di non saperlo, auspica una sinistra ancora più forte. 
Lo capisco. Il cammino è ancora lungo, c'è ancora tanto lavoro da fare, prima di aver sostituito tutti gli autoctoni con seguaci della sharia e svenduto tutto lo svendibile al potere globale delle corporation.
"Vi saluto calo­ro­sa­mente dalla Ger­ma­nia e vi auguro ogni suc­cesso per il pro­cesso di costru­zione di una nuova sini­stra italiana."
La favola della buonanotte. Una nuova sinistra, nientepopodimeno. 
Ancora. 
Ma buttarsi a destra come tutte le persone normali, no?

giovedì 15 ottobre 2015

Il sostitutore di autoctoni





Twitter sta ancora ribollendo dopo questo. Il tal Enrico Borghi, piddino lettiano, che l'ha retwittato, si occupa di comunità montane, luoghi ove purtroppo ancora oggi latita il kebabbaro e gli autoctoni (la nuova denominazione neolinguale per gli italiani) sono pericolosamente inclini alla conservazione delle proprie identità culturali.
Meglio quindi agire subito ed auspicarne la sostituzione (volenti o nolenti?) con giovani subsahariani amanti delle camminate e vogliosi di ripopolare gli antichi borghi, appunto, montani, per scoprire il gusto della vita in malga. 
Indovinate chi glielo chiede? Non ci crederete mai. Sulla pagina personale di questo eroe della multiculturalità foie gras appare questa tenera elegia:

Chissà se è farina del suo sacco o l'ha trovata già predigerita nel kit del piccolo collaborazionista che ha ricevuto anche, il primo giorno di scuola a Bruxelles, Cecilia Malmström, quella che mica deve rispondere ai cittadini europei delle sue azioni, ma solo alle corporation che non rispondono nemmeno a Dio onnipotente.

La nota ironica della faccenda è che Borghi Enrico proviene dalla Val d'Ossola, come dire la Mecca per i credenti del mito della Resistenza. Quelli che, sollecitati dal compagno Togliatti, già allora cittadino del mondo, anzi sovietico e italiano suo malgrado (i maligni maccartisti sostengono usasse il termine "mandolinaro"), abbiamo sempre creduto combattessero per il bene dell'Italia e invece comincio a temere che già da allora lavorassero per l'Impero. Quell'altro.

Autoctoni. E' andata bene che sono buonisti per statuto e non ci chiamano ancora indigeni. Ma con le nuove leggi razziali ho speranza che presto potremo perfino ambire a diventare vite indegne di essere vissute.



martedì 13 ottobre 2015

Lo ius sòla, il Senato sciolto nell'acido e lo stupro quotidiano di Gramsci



Se in questi giorni vi ho trascurati è perché sono immersa in una serie televisiva in svariati DVD su Enrico VIII e le sue mogli. Storia virata al pruriginoso con innumerevoli imprecisioni storiche, alcune proprio da urlo, ma non peggiore, in quanto ad inattendibilità, della cronaca di questo sciagurato ottobre 2015 che ci viene offerta dai corrieri delle baldracche, dalle unità salmonate, dalle repubbliche di salò e dagli immondi telegiornali e talk show monorenziani. 
Avevo bisogno di disintossicarmi. Insomma preferisco rivivere i tempi cupi dei monarchi assoluti e delle loro sgualdrine elevate a regine, delle teste che rotolano, delle epidemie di sudore inglese e di consunzione e delle esecuzioni mediante squartamento o bollitura da vivo piuttosto che seguire in diretta le gesta delle ciuche costituenti.
Come dite? Che, dopo tutto, non è cambiato molto da allora, a parte l'i-Phone? Effettivamente nella storia c'è perfino un politico pio e sant'uomo di nome Moro condannato a morte in nome delle riforme e anche gli intrighi di corte delle varie famiglie di potere assomigliano molto a certe odierne disfide da cortile di maggioranza, azionaria o politica.
Insomma, non se ne esce. La storia tende pericolosamente a ripetersi, di monarca assoluto a monarca assoluto.

La prima pagina dell'Unità di oggi mi fa ripiombare nella realtà, nella giornata in cui la ciuca twitta felice e lui la ritwitta, sperando che entrambi vadano a farsi retwittare e viene approvato, con l'astensione vigliacca e fetida dei pentacolati, lo ius soli, un altro passo avanti verso il meraviglioso mondo di Kalergi.
Il Senato si struggevano di abolirlo da cinquant'anni, lo dicono loro. Per la Camera non poniamo limiti alla Sacra Provvidenza. Casomai si scioglierà anche Montecitorio, magari nell'acido. Del resto il PD tira diritto, come dicevano i fratelli in camicia nera tanto cari a Togliatti. 

Lo ius soli, dicevo. C'è un parametro illogico e giuridicamente folle in questa legge. Questo:


Ovvero, ma spero di aver capito male, il figlio di tedeschi viventi da anni qui in Italia non può diventare italiano e il figlio del ghanese si, solo perché è ghanese, per non dire nero?
Una bella discriminazione razziale in piena regola, non trovate? Io non sono giurista ma.....

Sempre sulla falsariga del "facciamo estinguere gli italiani", ecco un'altra notiziola che vorrei tanto fosse falsa come l'eternamente giovane e fico, anche dopo vent'anni, Re Enrico della mia fiction.


Capite bene perché vogliono fare carta da culo della nostra santa Costituzione. Perché devono far passare le nuove leggi razziali. Quelle contro di noi.
Degli stranieri non gliene frega una beata minchia, come non frega una minchia tanta agli stranieri di diventare italiani. Lo dimostra il fatto che quando muoiono vogliono tutti essere rimpatriati, vi fosse pure da portarli in culo al mondo.
I nostri carnefici con lo ius soli si illudono di forgiare un nuovo elettorato piddino di riserva ma finirà come gli italiani all'estero che, secondo i missini, avrebbero portato voti alla conservazione e invece, quando fu il momento di votare, si buttarono a sinistra.

Ma passiamo alle cose serie, a quello che mi fa veramente andare in bestia più di ogni altra cosa, ossia gli intellettuali dell'asinistra che negano la realtà.
Come la Sora Rosa che si preoccupa tanto, porello, della deriva autoritaria che deriverebbe ai virginali piddini dai massonacci di basso grado alla Verdini, perché forse ha dimenticato il centralismo democratico (notare sempre l'uso dell'aggettivo "democratico") rimasto incorrotto ed inalterato meglio della mummia di Lenin fin dai tempi del PCI staliniano di Togliatti, passando per la melassa berlingueriana fino alla materia organica anfibia del PD renziano.

Oppure l'altro, il Canfora, che intuisce la verità, la intravvede tra pesanti strati di difesa ma non osa nominarla perché, facendolo, dovrebbe affrontare, come tutti coloro che hanno creduto nella sinistra, la realtà di esserne stato fottuto a tradimento in ogni buco fottibile. Abbiamo vissuto tutti in una versione su scala nazionale del Forteto. Siamo stati illusi, sedotti, abusati, fottuti e abbandonati. Ma Canfora ancora li giustifica:
"La crisi del socialismo reale nel 1989-1991 fa entrare in crisi anche le socialdemocrazie europee. È un paradosso ma è così. Da quel momento lo Stato sociale, che è stato lo strumento fondamentale dei socialdemocratici per contrastare l’alternativa bolscevica, è stato difeso sempre meno efficacemente dall’attacco delle destre. Allo stesso tempo è arrivata la crisi economica, che durerà ancora."
"Difeso meno efficacemente"? Io direi piuttosto che le riforme sono proprio un'arma di distruzione di diritti e che loro non hanno alcun timore di usarla. 
Non è affatto un paradosso. Si chiama trattativa, l'unica vera trattativa. Oppure tradimento, come preferisce. La destra non si è nemmeno alzata dal divano, non ha detto beo, ha fatto tutto la sinistra da sola. E' bastato che l'Unpercento le scrivesse: 

"Berlino, novembre 1989

Guarda, cocca, che il comunismo sovietico è finito, quindi è finito il comunismo. Ora, il problema potrebbe essere che sei finita anche tu, il tuo welfare e i tuoi diritti, per non parlare dei tuoi figli in banca. Vuoi che li mandiamo a raccogliere pomodori o vuoi aiutarci a creare un bellissimo mondo dove siamo tutti fratelli, senza colori e sfumature e dove si tromba tutti chi ci pare e piace? Ma soprattutto, dove tu puoi continuare a farti i tuoi affarucci in pace e magari andare al potere, che ci tieni tanto, in cambio di un piccolo aiuto per creare gli Stati Uniti d'Europa, che voleva anche il tuo poro Spinelli? Non vedi che in fondo vogliamo le stesse cose e non dobbiamo più combatterci? 

Firmato: Pisenlov."

Cari Canfora e Asor Rosa, ci sono arrivata io che non ho la barba e potrei essere una capra; cos'è che vi impedisce di arrivarci anche voi?


Con cotanti intellettuali, vi potete immaginate la classe dirigente.
Questi fottuti impuniti e solo perché la loro impunità era funzionale alla vittoria finale dell'Unpercento: al raggiungimento e superamento dell'ultimo livello, quello dove incontri Diablo in persona. 
Impuniti che, siccome gli altri sono cialtroni allora pretendono che i loro lo siano di meno, anzi siano addirittura definiti bravepersone e non i cialtroni che sono, pure peggio degli altri. 

Prendiamo un cialtrone a caso: Alexis Tsipras che, su suggerimento della Mamma Ubriacona, da bravo picciotto tasserà anche i disoccupati sulla base della presunzione di reddito
La solita incapacità genetica di sinistra di distinguere tra patrimonio e reddito. E' qui, miei adorati, che casca il compagno asino e che cascherà sempre. Sulle tasse. La destra non vuole le tasse, la sinistra si. Chiedetevi perché il PD, che in realtà sarebbe destra secondo la Sora Rosa, non vuole la flat tax.
Li stanate sempre con la parola magica proprietà. Se la nominate e loro vi rispondono con la triade tasse, patrimoniale ed evasione, siete certi di trovarvi al cospetto dell'esemplare di sinistra.
Un altro "il PD è di destra" e non rispondo di me.

venerdì 9 ottobre 2015

Er cigno bianco e er cigno nero


L'euro funziona o non funziona, come cominciano a lamentare quelli della BUBA2, ovvero la BCE? 

La pagina di giornale è del 2014 ma sarebbe apparsa comunque in qualunque momento ad una certa distanza dall'introduzione dell'euro. 
L'euro non è affatto il cigno nero ma il cigno bianco che più bianco non si può. E' un evento a fortissimo impatto ma assolutamente previsto, che coloro che ha avvantaggiato oltre ogni decenza stanno disperatamente cercando di dipingere di nero - come facevano i giardinieri con le rose del giardino della Regina di Cuori - solo per coprire la loro colpa di essere stati fin dall'inizio profondamente disonesti. Non c'è niente nell'euro che non fosse atteso. Altro che cigno nero.

Il cigno bianco prevedeva che l'euro avrebbe funzionato, oltre ogni limite di decenza, per la Germania e non avrebbe mai funzionato per i paesi che non erano la Germania. 
Infatti. Cigno bianco ammazza il cigno nero.
Prevedeva anche che ad un certo punto avrebbe cominciato a non funzionare nemmeno più per la Germania. Infatti, vedi il trionfo degli zerovirgola continentali qui sopra. Cigno bianco ti riammazza il cigno nero.

L'euro ha funzionato, ancor più oltre ogni limite di decenza, su un altro livello, quello della contrapposizione tra economia e finanza, tra capitalismo e finanziarismo. 
Ha funzionato, oltre ogni limite di decenza, per il finanziarismo, la neoplasia che governa il mondo distruggendo il tessuto dell'economia capitalistica senza distinguere tra paesi grandi e piccoli ed economie forti e deboli, per non parlare delle persone, ma, qui viene la mia domanda: potrà continuare a farlo in eterno come si illudono coloro che credono di poter vivere senza l'economia e le sue regole semplici ma implacabili o il cigno bianco avrà presto la meglio un'altra volta sul cigno nero?

Io so che al cigno bianco nun je devi...



lunedì 5 ottobre 2015

Felice come uno appena tornato dalla Luna



Neil Armstrong che balbetta come uno studentello all'esame, Buzz Aldrin teso come una corda di violino e Michael Collins al quale scappa da ridere e che disegna pupazzetti sul foglio.
Ragazzi, che cavolo, siete appena stati sulla Luna, ci siamo dovuti alzare apposta di notte da piccoli per vedervi zampettare in lungo e in largo sul nostro satellite - no, dico - e cos'è questa lagna? Ho visto più entusiasmo in squadre di calcetto che avevano vinto un torneo estivo tra rioni.
E non è che quarant'anni dopo gli astronauti siano meno immusoniti e visibilmente depressi. 
Una cosa è certa. Questi video sono la prova scientifica che la Luna fa diventare lunatici.


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