Quando qualcuno prova a dire, in nome del piano di ripopolamento dell'élite e dell'infinita bontà maligna degli antipapi e dei cosmopoliti misericordiosi con i loro idealisti a gettone che devono metterlo in pratica, che non è realistico pensare di poter travasare l'Africa in Europa, ovvero far fagocitare un continente dall'altro come fosse un misero batterio, ti guardano come se tu fossi matta e controbattono: "Ma scherzi? Non li si può fermare!! Ne verranno milioni!! E' un processo storico irreversibile!"
Hanno la stessa furia millenarista di chi prefigura estinzioni planetarie a causa di pianeti X giganteschi che, passando di qui ogni milione di anni, quest'anno per combinazione passavano per caso e sono venuti a farci un saluto. Distruggendoci, è ovvio, se siete in grado di cogliere la metafora.
La fantasia di estinzione, la fregola della fine del mondo, è vecchia come, appunto, il mondo, e questo nuovo millennio è partito malissimo ma, siamo realistici. L'unica invasione dalla quale non potremmo difenderci sarebbe quella dal cielo, quella aliena, creata e mitologizzata a scopo intimidatorio fino alla nausea nella nostra infanzia di babyboomers immersi nella psyop della guerra fredda. Un'ipotetica razza di visitatori extraterrestri che venisse per conquistarci con astronavi e, soprattutto, una tecnologia superiore, non ci darebbe effettivamente scampo.
Ma finché si tratta di eserciti di uomini con lo zainetto, con le loro debolezze di uomini, e vi sono mari e montagne a porre limiti fisici alle transumanze, non la vedo così facile. Movimentare milioni di persone necessita di tempo. Non si tratta di eserciti di orchi sovrumani usciti dalle fucine di Isengard ma gente che ha bisogno di fermarsi, di rifiatare, di mangiare, rifocillarsi, pisciare, dormire, farsi passare il mal di piedi. Questo riguardo alle marce forzate che vengono mostrate sui media (e che in passato si concludevano sempre tragicamente per i deportati).
Anche ipotizzando di imbarcarli su navi, esse impiegherebbero tempo per compiere la traversata. Tempo da impiegare per studiare la contromossa.
Quindi il problema sarebbe solo vedere se, ipotizzando i milioni in partenza, qualcuno, dalla nostra parte, vorrebbe fare qualcosa per fermarli, come facevano una volta perfino i nostri governanti. Fermarli per evitare il massacro da questa parte, come secoli di scorrerie nel Mediterraneo ci rammentano.
Lo dice sempre Luttwak: già svellere i porti di imbarco sulla costa nordafricana con una bombardatina potrebbe aiutare dimolto. Poi ci sarebbero le care vecchie testate nucleari. Le armi chimiche e batteriologiche. Le armi convenzionali.
Certo, sarebbe un massacro di proporzioni olocaustiche, ma coloro che ritengono l'invasione dei milioni come inevitabile stanno solo cercando di evitare di pensare all'inevitabile. Ovvero stanno rimuovendo il possibile finale di questa terza guerra mondiale, non dovessero essere fermati gli esseri immondi che l'hanno pensata e che la stanno conducendo sulla pelle dell'umanità.
Siccome l'élite non si è ancora trasferita su Elysium in orbita geostazionaria o in fantomatiche città sotterranee inaccessibili lasciando i subumani (ovvero noi) ad ammazzarsi a sprangate con altri subumani (in ogni caso la vita sottoterra non sarebbe poi questa gran cosa), essa verrebbe toccata dalla guerra civile, dalle violenze e dai saccheggi che scoppiassero sul continente. La distruzione di un continente gioverebbe veramente ai loro piani? Come potrebbe nascere quel meticciato in grado di dare origine alla razza superiore ipotizzata dal bastardo Kalergi se non in condizioni di pacifica convivenza, dando al tempo la possibilità di mescolare con cura nell'atanor gli ingredienti del nuovo ordine mondiale?
Invece degli apprendisti stregoni, per eccesso di zelo, stanno cercando di accelerare i tempi ma ciò li perderà e perderà i loro padroni. Come sta perdendo la kaiserina che si è affrettata ad invitare troppi invasori in una volta e qualcuno glielo ha fatto prontamente notare, povera topolina.
E' di questa gente che bisogna aver paura, di coloro che aprono le porte, in nome della loro malattia mentale, del loro disordine post-traumatico da stress. Della loro volontà di autodistruzione.
Ormai la TINA li possiede e li fa sragionare, oltre che vomitare scemenze. Ci credono veramente. Sono passati definitivamente dalla parte della follia ma continuano a sostenere che non farebbero male ad una mosca.
Sono talmente convinti di dover per forza soccombere a causa della colpa di esistere e di aver costruito qualcosa di architettonicamente più evoluto della capanna di fango, per non parlare della democrazia e di tutto il ciarpame che ha permesso, ad esempio, alla classe operaia di evolversi e conquistare diritti, che sperano proprio nell'invasione per poter finalmente espiare la colpa che li divora. Attendono con ansia il barbaro invasore con la giugulare offerta in dono al suo machete. La perfetta raffigurazione del capro espiatorio.
Non contenti, ci ammorbano con le visioni apocalittiche che potrebbero non avverarsi se solo essi si ribellassero all'inganno nel quale sono stati trascinati. L'inganno del male che si ammanta di bontà per confonderci.
Ecco quindi un'altra controvisione, se vi piace.
Quando l'esperimento finirà o inizierà ad annoiare i suoi ideatori ed essi troveranno un altro gioco di società da giocare con le pedine umane, finirà male, molto male. Si arriverà a sparare. Chi non ha colpa, chi si affidò agli omini di burro per andare nel paese dei balocchi ci andrà di mezzo. Non si baderà ai numeri, anzi, potrebbero essere battuti tutti i record passati.
Ci penseranno i media a far calare l'oblio, però, non vi preoccupate. Nessuna immagine di bimbo spiaggiato o di gommone affondato né di flutti insanguinati vi turberà. L'immigrazionismo passerà di moda e non ce ne accorgeremo nemmeno. Perché, semplicemente non ne sentiremo più parlare. Soprattutto, nessun collaborazionista oserà contrastare la nuova linea editoriale.
Se invece non andrà così e andrà come vogliono farvi credere, con i milioni in arrivo, vi conviene tifare Nibiru.





