martedì 29 aprile 2008

Il gabbiano Silvio Berlusconi

Una delle frasi ricorrenti durante il primo governo Berlusconi, pronunciata da chi l'aveva eletto, era: "lasciatelo lavorare". Sottotitolo: vedrete cosa riuscirà a fare.
Nei cinque anni del secondo governo Berlusconi, iniziati all'insegna dello stesso slogan: "lasciatelo fare e vedrete", abbiamo visto per la verità realizzate molte cose che servivano più a lui che a noi.
Non ce lo ricordiamo più perchè giornali e TV sono incaricati di coprire le notizie con tonnellate di spazzatura mediatica tipo il calamarone scongelato ma nel 2006 la gente era scontenta di Berlusconi e votò Prodi per disperazione, non certo per il sex-appeal del professore.

Il governo Prodi, nonostante i media (in gran parte casualmente berlusconiani) che ne hanno parlato male dal primo giorno di vita, ha governicchiato e non ha fatto riforme importanti, è vero ma qualcosina di buono l'ha fatto. Lo scontrino intelligente grazie al quale si può scaricare sul 730 anche l'aspirina sembrerà una cavolata ma è una cosa che esiste in tutti i paesi civili e che prima non c'era. Che poi, grazie ai media solo un poco vicini a Berlusconi, Prodi sia diventato il responsabile di tutti i mali del paese, era una conseguenza inevitabile della mancata soluzione del conflitto di interessi.

Ora inizia il terzo governo Berlusconi, con una maggioranza tale da non permettergli più di sbagliare e con i media quasi totalmente pronti a vantare come miracoli anche le cose che non saranno fatte o che saranno fatte male. L'unica opposizione si chiama Walter Veltroni e ho detto tutto. Questa volta il premier non potrà più nemmeno dare la colpa ai comunisti, a meno che la città di Massa non proclami la secessione, si doti di armi nucelari e dichiari guerra alla repubblica.

In fondo Berlusconi mi ricorda il gabbiano Jonathan Livingston, ossessionato dal voler volare in modo perfetto. Ci riuscirà, nonostante il Grande Gabbiano del Nord?
Questa situazione mi fa piacere. Con questi numeri in Parlamento ora il miracolo che gli italiani aspettano da anni potrà veramente avverarsi. Non ci sono più scuse ed io ci spero proprio.
Ci toglierà i troppi stranieri dalle palle? Toglierà l'ICI, riuscirà a debellare la zanzara tigre? Magari.
Ha promesso di risolvere il problema della monnezza in Campania, benissimo. Bisognerà vedere se la Camorra vorrà collaborare e a che prezzo.
Salverà l'Alitalia e Malpensa, ancora meglio. Si dovrà valutare di quanto si dovrà indebitare lo Stato per la scelta autarchica di rinazionalizzare la compagnia aerea. Ohibò, che ne dicono i liberisti alla Capezzone?
In ogni caso pagheremo noi come sempre e pagheremo caro ma non ce lo faranno sapere. Questa sarà l'unica novità.
Già stasera, in un interessante servizietto sugli spray al peperoncino, il TG1 ci ha detto che "gli stupri sono in calo e avvengono per lo più tra le pareti domestiche". Una cosa che era vera anche due settimane fa.
In attesa del Grande Miracolo di Berlusconi ecco il primo miracolino di Alemanno e dei suoi sostenitori sventastupri.

Sarebbe veramente bello potersi ricredere su Berlusconi e vederlo governare bene ma temo non sarà possibile.
Lui è una televendita vivente. La tecnica è vendere un prodotto scadente ad un prezzo maggiorato contornandolo però di "omaggi" di ancor più scarso valore. "E solo per oggi ti regaliamo anche la coppia di cuscini anticervicale". Le sue sono promesse da venditore. E' più facile che un cammello passi da una cruna di un ago che un piazzista non ti rifili la patacca.
Sempre pronta a ricredermi, per carità, eh?

Vorrei lanciare una sfida agli elettori di Berlusconi. Io mi ricrederò su Berlusconi nel caso governi bene ma se per caso un giorno loro non si considerassero soddisfatti del loro acquisto e magari scoprissero di essere stati buggerati, sarebbero disposti ad ammettere di aver preso una fregatura e ad esercitare il diritto di recesso?
Sarebbe una buona cosa e dimostrerebbe che il loro voto lo hanno dato per convinzione e non alla cavolo di cane.

P.S. In questi giorni di vacanza ho molto invidiato i gabbiani come quello che ho fotografato. Aria buona, buon pesce, umani tutto sommato amichevoli, qualche discussione con corvi e falchi pellegrini ma niente politica. Da che parte si fa la fila per rinascere gabbiani?


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

2008, anno I E.B.

In occasione dell'ennesima trombata rimediata dal Cicciobello nazionale, grazie al quale anche Roma va a destra, ripropongo un post in qualche modo profetico dell'anno scorso.
Con la speranza che questa sia veramente l'ultima volta che Francesco Rutelli si presenta come candidato in qualsivoglia competizione elettorale, fosse anche l'elezione ad amministratore del suo condominio.

«La Margherita è un partito centrista e profondamente riformista... Noi siamo liberali, democratici, popolari, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti e questo me lo dice la mia esperienza personale frequentando i singoli aderenti della Margherita, non esaminando necessariamente le personalita' dei nostri vertici nazionali.» (F. Rutelli)

Francesco Rutelli nasce sotto il segno dei Gemelli, caratterizzato da costante irrequietezza, in una famiglia borghese romana.
Il noto soprannome deriva da un episodio dei suoi primi difficili mesi di vita. La sorella maggiore, traumatizzata dal fatto di non aver mai ricevuto in dono il Cicciobello come le sue compagne di scuola, lo veste, lo sveste, lo pettina e gli fa ingurgitare litri d’acqua per fargli fare la pipì. Quando alla piccola peste finalmente una zia ricca regala l’agognato bamboccio, Francesco può crescere in pace e pensare al suo futuro.

Architetto mancato, forse spaventato dall'impossibilità di applicare l'ondivaghezza ai calcoli delle strutture in cemento armato, sceglie quasi naturalmente di dedicarsi alla politica.
Per motivi di tempo riassumerò solo l’ultima parte delle sue avventure in giro per i partiti dell'arco costituzionale.

Esordisce come cattolico ma poi svolta leggermente a sinistra per il Partito Radicale, dove si trattiene qualche anno e partecipa alle sue battaglie, come praticante, quindi sterza un po’ a destra per scegliere un partito dalle larghe vedute, i socialdemocratici.
Nei primi anni ‘90, svoltato ancora a sinistra con i Verdi, diventa ministro per l’Ambiente per un sol giorno, come le rose. Lasciati i Verdi, e salito momentaneamente sulle barricate di Tangentopoli, sembra momentaneamente accasarsi come sindaco di Roma ma poi partecipa al movimento dei sindaci. Non riesce a stare fermo.
Nel frattempo ha trovato la sua anima gemella, la Cicciobella Palombella, con la quale mette su famiglia.

Nel 2001 finalmente la grande occasione, è candidato premier per l’Ulivo. I suoi occhioni blu dominano i poster elettorali e bucano lo schermo televisivo. Un successo, tanto che Berlusconi stravince le elezioni.
Chiunque altro si sarebbe ritirato in cima a un monte a produrre il formaggio di malga ma Francesco no, è un moto perpetuo.
Nel 2002, come se niente fosse, ascoltando una canzone di Cocciante ha l’illuminazione, fondare un grande partito riformista, di centro ma anche di sinistra che all’occorrenza strizzi l’occhio alla destra. Insomma il partito perfetto, che chiama Margherita, in onore del suo motto da eterno indeciso “m’ama, non m’ama, m’ama…”.

Attualmente sta lavorando alla costruzione del Partito Democratico e contemporaneamente alla distruzione totale della sinistra.
A questo punto Crepet direbbe che questi sono atti mancati dell’architetto mancato in lui. Insomma, braccia rubate all’architettura.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 23 aprile 2008

Una doverosa riabilitazione


Mi ingannavi da non so quanto tempo
che ho deciso che doveva finire
Guardami adesso, non imparerò mai?
Non so perchè ma all'improvviso perdo il controllo
Ho un fuoco nell'anima
Appena uno sguardo e sento le campane suonare
Ancora uno sguardo e dimentico tutto o-o-o-oh

Mamma mia, ecco che succede di nuovo
come posso resisterti?
Mamma mia, mi sta accadendo di nuovo
e quanto mi sei mancato
Si, avevo il cuore spezzato
ero triste da quando ci eravamo separati
perchè mai ti ho lasciato andare?
Mamma mia, ora lo so per davvero
che non avrei dovuto lasciarti andare.
L'Economist ha intitolato "Mamma mia" l'articolo dedicato al ritorno di Berlusconi al governo.
Noi che avevamo sedici anni nel 1976 abbiamo immediatamente avuto un sussulto.
Cazzo, era una canzone degli ABBA, il gruppo più atroce che abbia mai calcato le scene e che allora non avremmo ammesso nemmeno sotto tortura che ci potesse piacere anzi, ci facevamo un vanto di disprezzarli con tutte le nostre forze.

"Mamma mia". Già, faceva così il motivetto. Ebbene, la prima cosa stupefacente che si scopre, riesumando dalla memoria i versi della canzone, è che essi sembrano descrivere l'elettore italiano e la sua storia d'amore con Silvio Berlusconi. Ecco spiegata forse l'associazione dell'Economist. Gli ABBA erano dei profeti e non lo sapevamo, ci ammonivano sul nostro futuro e noi li abbiamo derisi per i loro pantaloni a zampa d'elefante, l'ombelico di fuori (!) e le giacche leopardate.

Non solo ma, l'avreste mai detto che qualcuno, riascoltando gli ABBA a distanza di trent'anni potesse, tutto sommato, trovarli non solo gradevoli ma addirittura sublimi, pensando alle volgarità e alla decadenza attuali?
Forse l'estinzione della specie, a questo punto, è l'unica via d'uscita onorevole.

lunedì 21 aprile 2008

Famo, annamo, menamo...

Chiunque vinca l'elezione a sindaco di Roma e chiunque governi l'ordine pubblico nel prossimo governo non riuscirà a risolvere il problema sicurezza.
Semplicemente perchè, per farlo veramente, dovrebbe andare a spianare con i bombardieri le centrali del traffico internazionale di esseri umani gestite dalle MAFIE e chi è che se ne assume la responsabilità, con il rischio di finire colato in un pilone di cemento?

Ce la prendiamo giustamente con la manovalanza criminale straniera che delinque da noi ma nessun politico parla mai di chi organizza i flussi migratori e di come sgominarne le reti. Come quelle, ad esempio, che importano ragazze a vagonate da gettare sui marciapiedi. Dice che sono gestite da albanesi, rumeni. Va bene, e allora? Che dicono questi paesi? Come si giustificano? Non c'è proprio modo di costringerli a collaborare nella repressione a queste bande?

Non viene il sospetto, quindi, che questi flussi siano gestiti in combutta con chi ha interesse comunque a mantenere il paese in una situazione di incertezza riguardo all'ordine pubblico?
La sindrome dell'invasione e dell'accerchiamento da straniero è il modo migliore per concentrare l'elettorato verso le posizioni più reazionarie. Quando Hitler andò al potere in Germania sventolava lo spauracchio dei lavoratori boemi che "portavano via il lavoro" ai tedeschi.

Il terrorismo mediatico sui crimini commessi dagli stranieri aiuta, oggi più di allora, a mantenere alto il livello della tensione.
Se un domani questa dovesse calare, la gente potrebbe accorgersi delle altre magagne che non vengono risolte. Potrebbe focalizzare la mira sul governo e rendersi conto che la seconda repubblica è uguale o peggiore della prima, che si continua a rubare, che ci sono speculatori in guanti bianchi molto più pericolosi, per la nostra incolumità, del rapinatore rumeno.
Oppure, più semplicemente, potrebbe rendersi conto che quelli che parlano tanto, quelli del "famo, annamo, menamo", delle città più o meno pericolose in base agli amici o nemici che le governano, in realtà non sanno fare proprio niente oltre a sbrodolare slogan e facile populismo di maniera.

Risolvere il problema sicurezza e rasserenare il paese costringerebbe un governo a superare la più difficile delle prove qualità. Quella del sapere governare la quotidianità. Sinceramente non vedo nessuno che abbia l'interesse o la capacità di farlo.



(Il famoso "annamo, occupamo, menamo" del Monsignor Gassman de "I nuovi mostri" di Dino Risi.)


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 18 aprile 2008

Meno male che Osama c'è


Le 2948 vittime accertate del crollo delle Twin Towers
"Stiamo traendo beneficio da una cosa, dall'attacco alle Twin Towers e al Pentagono e dalla guerra americana in Iraq. Questi eventi hanno portato l'opinione pubblica dalla parte di Israele."
Secondo quanto ha riportato mercoledì scorso il quotidiano israeliano Haaretz, che a sua volta citava il Ma'ariv, la sorprendente frase di cui sopra sarebbe stata pronunciata dal leader del Likud Benjamin Netanyahu, durante una conferenza all'Università di Bar Ilan.

Sul sito di Haaretz vi sono almeno 300 commenti alla notizia, nella stragrande maggioranza indignati per queste parole di incredibile cinismo. C'è chi lo insulta, accusandolo oltretutto di fomentare antisemitismo e cospirazionismo con dichiarazioni come queste. C'è chi si vergogna di avere nel proprio paese un politico capace di dire certe cose, chi da americano che vive in Israele è giustamente esterrefatto.

Non manca però chi, firmandosi American Christian, dice di essere d'accordo con Netanyahu perchè la lotta alla minaccia islamica giustifica ogni mezzo. C'è chi accusa Haaretz di avere inventato la notizia perchè non la si troverebbe su Ma'ariv e chi sostiene che la stampa israeliana ha una lunga tradizione di propaganda anti-Netanyahu alle spalle e quindi anche questa volta si tratterebbe di una palla avvelenata lanciata ad un avversario. Interessante leggere anche i commenti di coloro che si chiedono come mai questa notizia non compaia sui media americani (per censura, perchè non è vera?)

Ecco, il problema al giorno d'oggi è verificare la veridicità delle notizie.
Personalmente non mi meraviglierei che Netanyahu, che non è notoriamente una mammoletta, possa aver detto una cosa simile.
In tal caso, consoliamoci, non solo i politici italiani sparano cazzate con il bazooka ad altezza d'uomo.
Il senso della frase è che "il fine giustifica i mezzi" e in politica questa è una formula che funziona sempre, da che mondo è mondo. Il cinismo è di casa in chi deve gestire grandi interessi.
Tuttavia, è una frase anche molto stupida, che se fosse pronunciata da un leader di un qualunque altro paese del mondo, farebbe rullare i B52 made in USA sulla pista di decollo.

Per ora di questa frase incriminata se ne parla sui blog, sui citati giornali israeliani e sulla stampa islamica che ovviamente ci puccia il biscotto. Se non se ne parlerà più e Bibi non dirà che "è stato frainteso", non avremo per questo la garanzia che si sia trattato di una bufala. Rimarremo nel dubbio e forse è proprio questo lo scopo per il quale si lanciano certe notizie.
Si tratterebbe comunque di cinismo rivoltante anche nel caso di una bufala inventata per screditare un avversario politico. Cinismo di chi specula sui morti innocenti.

Gli avvoltoi volano bassi, di questi tempi.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...