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domenica 17 novembre 2013

Confuso e infelice



Siamo in novembre e ci vengono facili le metafore necrofile. Ascoltare e vedere Berlusconi ieri nel discorso al Congresso Nazionale che, con una stagionale operazione di polizia mortuaria ha sancito la rianimazione frankensteiniana di Forza Italia, non poteva essere del resto più divertente dell'assistere all'esecuzione di un Requiem, ad un lunghissimo necrologio a babbo vivo.
Tant'è l'abbiamo ascoltato, giusto per sentire se sarebbe saltato fuori qualcosa di nuovo, magari di importante per chi attende una svolta concreta nella politica di questo paese (si, ciao core!)

Il de cuius invece ha parlato per un'ora e mezza, grazie alla sua solita visione universale autotolemaica, di sé stesso, della sua sfracellamaronissima vicenda giudiziaria, praticamente di tutto ciò di cui attualmente al popolo italiano può interessare di meno.
Invero, oltre al problema del giustizialismo, ha parlato anche d'altro ma sempre riferito al sé. Le poche volte che è sembrato ampliare il discorso ed uscire dall'egocentrismo, che è parso dedicarsi a noi, insomma, è risultato ancora una volta ciò che è ed è sempre stato: un tragico ed imbarazzante bluff vivente, se vivente non pare, in questa occasione, una parola forte.

Sentirlo parlare di economia, con quel tono da Peppa Pig che spiega la macro ai bimbi dell'asilo e ripetendo la lezioncina imparata a memoria con Maestro Brunetta il Nobel mancante: frasi e tantissime cifre alla cavolo memorizzate grazie alla stessa abilità dell'idiot savant ma senza comprenderne il significato, è stato sconfortante.
E questo avrebbe dovuto portarci fuori dall'euro? Uno che metterà sempre e comunque al di sopra di tutto, da bravo padrone, il libero mercato, o meglio la sua concezione particolare di esso, quella che gli ha permesso di diventare monopolista assoluto in barba appunto alla concorrenza?

Papi Pig accenna ai suoi passati problemi con l'Europa, e tu: "Taci, forse coglie l'occasione e svela come è andata con la faccenda che ha raccontato Bini Smaghi nel libro". Sapete, quella che lo avrebbero fatto fuori politicamente perché voleva portare l'Italia fuori dall'euro.
Invece viene fuori solo l'ennesimo atto masturbatorio: la Merkel e Sarkozy hanno tramato con lo spread contro l'Italia perché non volevano LUI come statista. Giuro.
E' sconfortante che un uomo di quell'età e del suo successo sia riuscito ad identificarsi nella vita solo nella Strega Cattiva. Ma forse è perché parlava ai bimbi, appunto.
La migliore comunque l'ha detta sulla Tobin tax, che lui avrebbe approvato solo se l'avessero voluta tutti i paesi. Come dire che è sempre è colpa degli altri che non gli danno retta e non approvano le sue ideone.
Perché, ha spiegato, se ad esempio la Svizzera non aderisce alla Tobin Tax, ovvero alla tassazione sulle transazioni finanziarie - tenetevi forte - "con la facilità della Rete, le transazioni si farebbero in Svizzera."
Ossignur, anche lui, da bravo brianzolo, con l'immagine idilliaca e così vintage dello spallone! Andiamo, è uno ricco sfondato, un imprenditore, un sciùr, uno dell'1%, non può essere così ignorante. Spiegategli che già adesso e da un pezzo le transazioni non passano dalla dogana e se ne fottono di meridiani e paralleli.

Dal punto di vista strettamente politico, oltre all'ennesima lectio magistralis sull'anticomunismo - materia nella quale ha tutti nove, bisogna ammetterlo - e la citazione gramsciana delle casematte del potere - immagino lo spettro di Antonio che si tappa le orecchie "bla, bla, bla!!" - niente di nuovo o di imprevedibile.
Ha lanciato l'allarme M5S che, nonostante Grillo non sia di sinistra, è un partito di estrema sinistra e che se dovesse andare al potere, visto che provengono tutti dai centri sociali, lui ed altri innominati sarebbero costretti ad emigrare. E come avverrebbe questa presa di potere dei punkabbestia? Alleandosi con il PD, visto che ci sono già i grillini pronti a passare al nemico piddino "per non rinunciare allo stipendio".
E ancora: mai più con chi vuole ucciderlo politicamente e portare la sua testa su un piatto d'argento al congresso (però ci è al governo assieme). Con i traditori di Little Angel AlFini ora è guerra ma volendo potrebbero diventare cugini di campagna elettorale.
Insomma lui è tutto ed il suo contrario, un gattaccio vivo e al tempo stesso morto che però è lì come la classica zeppa tra le ruote e che comunque riesce ancora a portarci via risorse preziose parlando di lui.

Ecco, è tutto. E questo per dire che non capisco sinceramente come Sorgi (nomen omen) della  "Stampa" abbia potuto trovare nel discorso di questo vecchio la "svolta antieuro" e la vocazione ad essere il Marine Le Pen italiano alle prossime elezioni. Uno che ha bisogno della Corte Europea per farsi invalidare le sentenze? Che non ha detto in un'ora e mezza nemmeno un atomo di qualcosa di concreto a riguardo del problema euro? Andiamo. Non lo farà perché nun tene 'e ppall e perché schroedingerianamente lo tengono per le palle.
Insomma ho assistito ad un lunghissimo 47 morto che parla e alla fine c'è mancato poco che morisse davvero. Non a caso dopo aver detto la peggiore della giornata: "Vorrei che i cleubs facessero del volontariato in un momento in cui troppe persone in Italia soffrono la miseria." (Tenetemi.)
Per carità, ridategli il passaporto e lasciatelo andare. Lasciate che si goda il meritato riposo in un luogo ameno di sua scelta e che ci campi pure cent'anni ma molto molto lontano da qui.


lunedì 7 ottobre 2013

L'asimmetria del tradimento


La parola a più alta frequenza nei prossimi anni sarà tradimento. Se un giorno vi sarà l'auspicato maxiprocesso di Norimberga v. 2.0 gli scranni degli imputati saranno riempiti da una bella razza assortita di politici, economisti, banchieri e i loro emissari, sorprofessori, vecchi tromboni e tamburini della Eurojugend, galoppini, ex-calciatori, sicari prezzolati, esecutori materiali e pali, collaborazionisti e reggitori di moccolo, tutti accomunati dal medesimo capo di imputazione: alto tradimento. Sarà un fenomeno continentale ma la delegazione italiana sarà folta e di altissimo livello. Praticamente il gotha della prima e seconda repubblica. E posso sbilanciarmi dicendo che la maggioranza del gruppone sarà rappresentata da elementi della cosiddetta Sinistra*. Di governo e di finta opposizione, di alleanza per opportunismo e di quella composta da coloro che hanno le visioni e danno i numeri, gli assistiti insomma.

Si parlerà apertamente di tradimento quando gli italiani si accorgeranno di ciò che significherà l'applicazione pratica del Fiscal Compact che impone il pareggio di bilancio in Costituzione, ovvero l'ergastolo dell'austerità e il divieto di applicare politiche espansive in economia. Una follia peggiore del Trattato di Versailles.
La pistola fumante del tradimento da parte di coloro che, invece di difenderlo, hanno venduto il proprio paese ad interessi stranieri molto ben identificabili e a poteri sovranazionali ostili.
Perché sia chiaro agli atti dei futuri rendiconti di giustizia umana e divina, ricordiamo come si sono comportati i maggiori schieramenti politici al momento della ratifica alla Camera del Fiscal Compact.
La Lega ha votato contro. Il PDL ha contato cinque contrari e 43 astenuti ed è il partito che si è maggiormente spaccato sulla decisione. L'Italia dei Valori si è astenuta. Il partito di Fini ha votato a favore tranne un astenuto. A favore senza contrari o astenuti l'Unione di Centro e il PD.

fonte
Non c'è da meravigliarsi. Vedete, qualsiasi cosa l'Europa metta loro davanti, fosse anche la condanna a morte dei loro connazionali, i piddini la firmano perché, da bravi e solerti apprendisti hanno paura di sembrare ancora troppo inesperti e di non venire assunti dopo il periodo di prova, di non passare l'iniziazione.
Se oggi i sondaggi li danno al 32% delle intenzioni di voto, non è perché gli italiani siano diventati improvvisamente di sinistra ma perché il PD si sta spostando sempre più a destra. Una destra antisociale, elitista e smaccatamente reazionaria, pur se paludata da un vomitevole buonismo di facciata agito sul palcoscenico da appositi figuranti pitturati di rosso.
Questa merda non è neppure giusto chiamarla destra, chiamiamola con il suo nome: Reazione.

La galassia di centrodestra, da parte sua, non ha ancora capito il problema rappresentato dalla degenerazione neoplastica del concetto di Europa. Non riesce a mettere a fuoco la necessità di liberarsi dal vincolo dell'euro, se non addirittura da quello della stessa Unione Europea. Forse perché è stata per troppo tempo "rappresentata, stuprata, corrotta da una persona che, da venti anni, pensa solo ai cazzi suoi", come osservava amaramente qualche giorno fa Filippo Rossi.
Purtuttavia, al suo interno, oltre alla Lega, contiene molte più voci critiche, rappresentate da chi ha votato contro (come Guido Crosetto) o si è astenuto (non ci crederete ma tra questi vi è la tanto vituperata Michaela Biancofiore); più dissidenti di quanti ve ne siano obiettivamente nel centrosinistra. Ecco l'asimmetria.
Lo stesso discorso di inadeguatezza si può fare per il M5S (entrato in Parlamento successivamente alla ratifica del trattato) che, a parte proporre un improbabile referendum, non si decide a sposare la battaglia del ripristino della sovranità monetaria, percepita anche dal movimento ancora come troppo "di destra", visto che è nei programmi, ad esempio, di Forza Nuova.

Mi sembra ovvio che, in questo momento, occorrerebbe azzerare tutte le aggettivazioni politico-ideologiche ed unirsi nella soluzione del problema, senza pregiudizi ideologici a fare da zavorra, con tutti coloro che vogliono starci.

Tornando alla ex sinistra ora Reazione a vocazione ultraliberista, che propugna dei fatti la disparità sociale, la fine del welfare e il primato assoluto del profitto attraverso la dottrina dello shock versione europea: la auspica ma senza avere il coraggio di ammetterlo, come fanno invece i reazionari a viso aperto, ed è perfettamente rappresenta dai commensali che si sono radunati attorno ad un tavolo a cena venerdì 20 settembre: Mario Draghi, GRNP, Enrico Letta e Eugenio Scalfari a casa di quest'ultimo, come raccontavano Dagospia e il Fatto qualche giorno fa. A discutere ancora una volta delle intemperanze di Berlusconi e delle ultime strategie per portare avanti l'agenda mortale europea, immaginiamo.
O magari, ancor peggio, a studiare come tergiversare in attesa di un improbabile arrivo della Cavalleria che invalidi il Fiscal Compact ed altri trattati capestro salvando loro la faccia.

Sono convinta infatti che, tolta una certa percentuale di gente in cattiva fede che si è venduta l'anima per il solito vecchio sterco del demonio, la maggioranza di questa sinistra cialtrona = Reazione abbia approvato il Fiscal Compact senza avere la minima idea delle sue conseguenze, senza nemmeno leggerne il testo, ossia per ignoranza, insipienza e idiozia tintura madre. L'hanno approvato per ordine di scuderia, perché l'ha detto il Partito e il Segretario, poi qualcuno tra più scafati avrà detto: "Si, è una cosa forte, impossibile da realizzare e da criminali. Favorirà solo i più forti ma vedrete che tanto non sarà mai applicato perché qualcosa accadrà nel frattempo. Ci pareremo il culo anche stavolta."

E se stavolta non fosse così?


* Utilizzo i termini sinistra e destra, centrosinistra e centrodestra per comodità ma bisogna tenere presente che lo scontro attuale e ancora più quello del futuro è da considerarsi tra le idee di Progresso e Reazione.

lunedì 29 aprile 2013

Il governo primavera del Dottorino Morte


Non so se siete a conoscenza del fatto che questo nuovo governo Letta bello de zio  è convinto di andare in Europa (diciamo meglio, in Germania) a "rinegoziare" i patti e le condizioni di partecipazione al Battle Royale dell'euro. Insomma, questi fanno credere al popolo stremato dalla crisi che andranno là con il ditino alzato ad agitarlo in faccia alla Merkel, che lei si impietosirà e cancellerà il Fiscal Compact chiedendo pure scusa.
Che rimedieranno invece in risposta un pernacchio con la mano molle, anche se chi glielo farà sarà tedesco e non partenopeo, evitano di aggiungerlo. Eppure quel simpaticone di Schauble ha già fatto preventivamente capire che non se ne parla nemmeno di discutere il primato teutonico e le regole da Piano Funk reloaded applicate ai vicini europei. Manco era fatto il governo e già dettava le condizioni per la nostra sopravvivenza

Quindi, secondo il mio modesto parere, questo governo parte già con un piede affondato in una menzogna non da poco, direi colossale. Una menzogna che potrà non sembrare tale al piddino che è convinto che l'euro ci abbia salvato dall'iperinflazione delle carriole ma che appare insultante e disgustosa a chi sa qual è il problema e cosa occorrerebbe per risolverlo.
Vedremo come riusciranno a rivendere in casa la figura da peracottari e le quattro palle che rimedieranno a Berlino. I media dovranno sfoggiare veramente tutte le loro doti di persuasione e manipolazione della realtà per far ingoiare la balla agli italiani.

Per il resto, che si può dire di questo governo di Große Inkulation, dove viene sancita l'inevitabilità dell'accettazione del ricatto berlusconiano e la disponibilità del PD a fare di tutto pur di tornare al potere?
Dal punto di vista umano, essendo un governo TINA, potevano andar bene anche il mio parrucchiere, il tuo fruttivendolo e il suo gommista.
Sembra il governo dei bimbi in colonia dai preti in montagna e si ha la sensazione che abbiano mandato in campo la primavera. Nomi tutto sommato sacrificabili se le cose dovessero andare male. Per esempio se il Re Nano non fosse soddisfatto di come gli hanno impiattato il salvacondotto e, con il malcontento crescente per le manovre lacrime e sangue che dovranno indubbiamente fare per "morire per Maastricht", non decidesse di rovesciare il tavolo ed andare ad elezioni per vincere di nuovo. Tanto questo è un governo a DNA piddino, lui non c'è e non c'è alcun  nome importante PDL presente, stanno tutti in panchina, anzi in tribuna d'onore. Non ci sono nemmeno pezzi da novanta piddini, quelli che se la cavano sempre, per la verità, a parte bello de zio, quindi l'ipotesi primavera (e inciucio) è confermata. Governo di pupi, di AmbrAngiolini Alfani con l'auricolare collegato al puparo. Gente che esegue gli ordini, non abbaia e non sporca.

E' un governo di ggiovani, secondo il parametro italiano secondo il quale a quarant'anni sei ancora un poppante con il latte sulle labbra. Un governo di ministri immagine, con una bella dose di paraculaggine tipicamente cattocomunista e centovetrine pour épater le piddin
Le sette donne, ad esempio, come se l'esperienza Fornero non dimostrasse che essere donna non basta, se non a fare demagogia e femminismo vista mare; la dottoressa di colore utile per far saltare subito il salvavita razzista della Lega e sviare l'attenzione, visto che lo ius soli, mi dispiace, non è argomento da economia di guerra quale stiamo vivendo, ma materia per tempi di vacche grasse.
La ex campionessa tantobbrava, il giovane turco, la vecchia marpiona radicale, il banchiere all'economia, i ciellini a mazzetti. 
Le pidielline che da settimane monopolizzavano tutti i talk show e ora capiamo perché: una, la De Girolamo,  convinta che la lontra sia un uccello, all'agricoltura e Meg Ryan Lorenzin paracadutata alla salute (sempre meglio comunque di Sacconi che aveva la mogliera in Farmindustria) e che forse è giusto capisca poco di medicina, tanto lì si dovrà solo privatizzare, mi sa. 

Come è la reazione del popolo al nuovo governo? Il piddino si è subito mutato in una nuova specie: il potevandarepeggista, variante del vediamoliprimalloperista. La congolese e la campionessa, le migranti modello lusso funzionano perfettamente: fanno dimenticare il Quagliariello alla manipolazione della Costituzione ad usum caimani e i tecnici superstiti del governo Monti ancora tra le palle. Noto un certo entusiasmo nei piddini, poeri nani. Non sarà il meraviglioso governo di cambiamento di Bersani che il Grillo bastardo e cattivo ha impedito loro di fare ma questo dei bimbi in colonia potrà accontentarne comunque  l'aspirazione alla mediocrità e permetter loro di identificarcisi in pieno.

Noi che abbiamo votato altrimenti e siamo cani fuori dall'uscio non ci sentiamo rappresentati da questo governucolo ma è un bene, è un motivo d'orgoglio. Vederli oggi, chiusi al Trianon a suonar campanelle a morto per l'Italia e festeggiare mentre fuori la follia o la disperazione (sperando non si tratti di altro) colpivano i soliti innocenti, li ha allontanati ancora di più dal mondo reale e dalla nostra comprensione.
Non solo, ma sentirli pronunciare quelle parole sacre, quel "giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne le leggi, nell'esclusivo interesse della nazione, ecc.", ecco, soprattutto quell'esclusivo interesse della nazione, pensando a condoni, insabbiamenti e patti inconfessabili, a me ha fatto l'effetto di un porco***  in chiesa.

domenica 24 marzo 2013

Partouze


Infine Pierluigi Bersani, dopo mesi di passione e di piedini pestati per terra, ebbe il suo incarico per formare un governo. Anzi, non proprio un incarico ma un preincarico. Come il prelavaggio che bisogna fare quando i panni sono lerci. 
Ora voglio proprio vederlo pedalare in salita sul Mortirolo sulla bicicletta che ha voluto a tutti i costi, cascasse il mondo e passando sopra mucchi di cadaveri per ora soltanto metaforici ma chissà, con questi euri di luna
Apro una parente: ma non era meglio, dal suo punto di vista, mandare avanti Renzi per bruciarlo? Eh no, non capite la forma mentis piddina. E' sempre il segretario del partito, questa entità infallibile ed onnipotente che deve spaccarsi la faccia contro il muro, qualunque cosa succeda e poi, questo lo sanno benissimo, Renzi avrebbe rischiato di farcela e, non essendo segretario, l'imprevisto avrebbe causato lo spostamento dell'asse terrestre e l'inversione dei poli magnetici.

Il segretario piddino in preda alle smanie per la legislatura, fin dai primi giorni seguenti alle elezioni risultate nel famoso mexican standoff, ha cercato di far credere alle genti del globo che fosse dovere non politico ma morale del M5S sottomettersi al partito dominante e aiutarlo a governare, in base a chissà quale regola aurea, visto che fino a due giorni prima il M5S era, per la propaganda del PD, una specie di versione javascript del Partito Nazionale Fascista. 
All'indomani della perdita di 3.500.000 voti, fatto che al PD non ha provocato nemmeno un plissée, figuriamoci un'autocritica, il PNF è diventato improvvisamente un pezzo importante di sinistra. 
Seguite il ragionamento: quelli che non ci hanno votato hanno votato Grillo. Beh, dov'è il problema, noi pretendiamo che Grillo governi con noi. Poi uno dice che rivaluta i berluscones.
Quando il M5S ha risposto picche, perché il movimento non è nato per essere il PD2, il muletto o il portiere di riserva, altrimenti non avrebbe avuto ragione di nascere, il PD ha scatenato la sua ira funesta. 
Grillo ha il suo stile sopra le righe ma è innegabile che si siano mosse tutte le armate piddine contro, non la propria imbecillità, ma contro coloro che avevano peccato di lesa maestà, ostacolando il tragitto alla gloriosa macchina da governo del partito democratico. 

Se il M5S manterrà la sua posizione di niet al governo Bersani, unico modo che ha per costringere PDL e PD-L a distruggersi a vicenda, quando gli italiani capiranno finalmente che si tratta di due facce della stessa medaglia, il segretario sarà costretto ad andare ad elemosinare voti nei contenitori del tutto a un euro, nei mercatini dell'usato, nelle fiere del bestiame e nei classici per tutte le stagioni. Proverà ad intortare quelli di sinistra con le Gabanelli, i Farinetti (ministro per l'impiattamento?) ed altri insulsi ministri immagine, rassicurando al tempo stesso i poteri forti con l'adesione fino alla morte alla religione eurista. Altrimenti non si spiega la pensata di un ministro dell'economia puro PUD€, FMI e Bocconi come Saccomanni. 

Oppure, non gli riuscisse l'ammucchiata con gli scartini, dovrà andare con il cappello in mano da B. e dalla Lega per il sesso estremo. Il PD è probabilmente l'unico al mondo a credere ancora nell'autorevolezza di B. come  interlocutore politico. Uno che annaspa nelle sabbie mobili delle sue miserie, che ha ricevuto da oltre un anno la scomunica ufficiale di tutti i maggiori poteri forti finanziari mondiali e che nel contesto politico internazionale è meno gradito di un beccamorto all'uscio. Eppure, nel giorno in cui ha cacciato qualche milionata per organizzare pullman di pensionati da deportare a Roma in una piazza dove hanno fatto finta di essere ancora il Popolo della Libertà e che B. fosse ancora quello di una volta, questo clamoroso bluff che avrebbe dovuto passare sotto silenzio o sbrigato in due righe di agenzia per quello che era, è passato sui telegiornali piddini come la dimostrazione del pericolo ancora attuale rappresentato dal caimano.
Per forza, per governare hanno bisogno di lui e quindi continuano a legittimarlo, con lui che non se lo fa dire due volte, perché sa che da quelli lì otterrà sempre ciò che vuole e sarebbe da fesso non approfittarne.
L'immunità? La presidenza della repubblica? Qualche altra legge ad personam? La verginità anale? Basterà chiedere. Siamo arrivati al punto che il piddino si è già fatto l'idea che dovrà partecipare alla partouze e che in quei contesti chi c'è, c'è. Belli, brutte, maschi o femmine, bisogna adattarsi. In gioco, ancora una volta, c'è  il mantenimento dei poteri locali, delle clientele, e sono pronti a tutto. E' la seconda volta che cercano di sopravvivere alla fine di una repubblica e non possono sbagliare nemmeno stavolta.

E i piddini sudditi, che non vedono gli inciuci dei loro capi nemmeno se glieli spiattellano davanti, che non ci credono perché loro sono furbi e non credono ai complotti ma che tutto ciò che fa la dirigenza è cosa buona e giusta, si convinceranno che, se questi bravi dirigenti così seri ed onesti saranno costretti a fare concessioni al caimano, sarà stata tutta colpa di Grillo che non ha voluto essere responsabile. 
Se il piddino restasse ultimo sopravvissuto sulla terra e perdesse le elezioni darebbe sempre la colpa a chi non l'ha votato.

venerdì 22 febbraio 2013

Perché lo faccio


Lo faccio per Napolitano che, il giorno dopo il voto, toh! va in Germania. Spero ad incontrare una Merkel assai incazzata per i risultati. Perché a lei il voto italiano interessa, eccome se interessa.
Lo faccio per lo spietato e sociopatico Monti e i suoi ministri, per le sue riforme che spero cadano per terra e gli rimbalzino dove sapete voi sotto forma di enorme schwanzstuck. Anch'esso tedesco, che gli piace tanto.
Lo faccio per il grigio apparatchik fallito Bersani che, in una piazza Plebiscito dove tra un manifestante e l'altro potevano correre dei bimbi in triciclo, e in un atmosfera di infinita tristezza piddina, dove nemmeno le bandiere ci credevano, ha detto ancora che con Grillo si andrà fuori dalla democrazia. Con il MES e il pareggio di bilancio invece no.
Lo faccio per Renzi che chiede il voto utile grillino per parare il culo a chi l'ha trombato alle primarie. 
Lo faccio per Vendola, che si mette con Bersani facendo finta di non sapere quali trattati capestro ha promesso di rispettare per entrare a far parte del fogno europeo.
Lo faccio per Ingroia che ha solo riassemblato dei pezzi di una sinistra che non sta assieme nemmeno per miracolo e che non ha avuto il coraggio di un vero rinnovamento.

Lo faccio per B., per la sua faccia da morto in camera ardente che ancora non sa di esserlo, per le sue oscene bugie da ricco senza vergogna che illudono i fessi poveri che lo votano. 
Lo faccio per il pensionato che ha fatto la fila con la sua lettera in mano e al quale mi rivolgo: mi raccomando, domenica rivotalo!
Lo faccio per la Lega, per il suo spirito rivoluzionario venduto al miglior offerente per un piatto di cassoeula.
Lo faccio per Casini e per tutti i democristiani ancora in circolazione, compresi quelli che impestano gli altri partiti, come l'arrogante nostra dipendente Rosy Bindi.
Lo faccio per Giannino, anzi per le sue giacche. E poi per gli altri economisti liberalcicisbei del suo movimento che non conoscono nemmeno il cambio esatto dell'euro.
Lo faccio per Fini, per la sua incapacità di creare una vera destra moderna. Uno che quando ne ha avuta la possibilità, si è fatto frenare dal DNA.
Lo faccio per Crosetto e Meloni, anche loro vittime del loro DNA.
Lo faccio per i radicali che, se dio vuole, spariranno nello zerovirgola che si meritano dopo averla data a tutti.

Lo faccio per quelli che hanno più paura di Casaleggio che dei Casalesi.
Lo faccio per l'intera classe politica italiana, soprattutto per coloro che ho votato in passato e che con il mio voto ci si sono nettati e ora lo pretenderebbero di nuovo in nome del voto utile a continuare a fregarmi.
Lo faccio per i giornalisti e i massmediologi che credono ancora nel potere assoluto della televisione e non riescono più ad interpretare cosa sta succedendo veramente tra la gente.
Lo faccio per tutti questi esseri inutili e dannosi affinché si prendano la sbadilata in fronte. Lo faccio come atto rivoluzionario. Di protesta ma anche di infinita rottura di coglioni. Faccio qualcosa assieme al mio popolo, fosse l'ultima cosa folle che faccio nella vita. Non mi interessa se è la scelta giusta. Viste le proposte alternative, credo non si possa fare altrimenti e dovranno pur tenerne conto. 
Voto Movimento 5 Stelle. E se anche loro ci deluderanno allora sarà rivoluzione davvero.


P.S. Prima di starmi zitta fino ad urne riaperte, qualche consiglio pratico. Se non ve la sentite di votare nessuno di questi cialtroni e nemmeno vi fidate del corrusco Casaleggio, almeno non votate scheda bianca perché è materia prima per i brogli. Piuttosto annullate la scheda scrivendoci sopra un bel pensiero poetico oppure fate verbalizzare la vostra intenzione di non votare rifiutando e facendo annullare la scheda. 
Però, già che siete lì, perché non pensare alla faccia del vostro politico preferito in senso negativo, - ne avrete uno? - quando leggerà i risultati martedì?  Quando vi ricapita? Pensateci.

giovedì 21 febbraio 2013

L'uno e trino


L'altra sera su La7 purpurea di Cairo, nel programma di Mentana "Bersaglio mobile" (che titolo da cecchino) ho visto un attore interpretare tre politici diversi o tre attori diversi interpretare lo stesso politico. Mi riferisco all'intervista separata in casa a Bersani, B. e Monti, i tre candidati mainstream a queste elezioni politiche fuori stagione, espressione della volontà del grande occhio di Euron. 
Sono riuscita a seguire parzialmente i deliri di Bersani e B. ma, sul finire di B. mi sono addormentata e mi sono risvegliata solo sul finale di trasmissione con la vocetta di HAL9000 che ripeteva i suoi proclami filotedeschi.
L'impressione generale è stata quella di aver assistito ad una visita psichiatrica a tre pazienti e di aver ascoltato con un misto di sconcerto e pena i loro deliri. 
L'anziano con i dané che molesta altri anziani inviando loro lettere ricattatorie, l'altro che si esprime con una pittoresca e paesana insalata di parole e molesta altri anziani nel bar del circolo, per imitare l'altro, promettendo loro di togliergli il ticket (ci sarebbe da scrivere un intero pezzo solo su questo poveruomo che ha perso completamente il contatto con la realtà del suo paese). 
Infine quello che, tolto dal suo ambiente ad atmosfera controllata e messo in un altro ruolo troppo impegnativo per lui, non ha retto al burn-out e ora sbarella di delirio di onnipotenza peggio di Norma Desmond sul set di DeMille, millantando crediti dai mercati, dagli altri statisti europei e permettendosi perfino di dire agli elettori italiani che "la Merkel non approverebbe un governo di sinistra nell'anno delle sue elezioni". 

Se il Ph. D. Mentana voleva farci capire meglio con chi abbiamo a che fare prima del voto ci è riuscito in pieno e lo ringrazio per il contributo alla decisione di tanti italiani di guardarsi bene dal votare questi figuri. 
Sono tre pazzi e pure pericolosi perché da queste elezioni hanno tutto da perdere e cercano di annaspare per non finire nelle sabbie mobili dei loro reciproci fallimenti personali e di partito aggrappandosi alle nostre giacche e tirandoci giù con loro. Noi invece, come direbbe un economista tedesco senza il master a Chicago ma bravino lo stesso, da questo voto abbiamo da perdere solo le nostre catene e saremo ben lieti di sfuggirgli.
Questa entità elettorale una e trina è un bel bersaglio mobile da impallinare con un voto che consegni la triade all'archivio delle esperienze politiche fallimentari della nostra storia di povero paese provinciale ma con la vanità e la spocchia di potenza mondiale che avremmo potuto essere se il gatto non ci avesse mangiato i libri.

I tre dell'Ave Maria sono terrorizzati perché c'è nell'aria, lo si respira, qualcosa di indubbiamente simile alla vigilia di un clamoroso atto collettivo che andrà contro la politica tradizionale, al di là delle bandiere, dei colori e delle ideologie. Un atto che nasce dalla consapevolezza che non si può fare altrimenti. La gemmazione spontanea di una rivoluzione culturale di cui il famigerato Grillo è solo il catalizzatore forse perfino inconsapevole.
Hanno voglia l'ambiguo Santoro e la penosa Unità a tirare in ballo gli slogan fascisti da appiccicare al Movimento 5 Stelle. Sono tentativi disperati di gente che è disposta invece a votare chi li ha già consegnati mani e piedi legati al neoegemonismo del complesso chimico-industriale tedesco. Infami traditori che cercano per l'ennesima volta di spaventare i loro piddini, papiminkia e borghesacci con il solito ricatto del voto utile e della minaccia comunista da una parte e berlusconiana dall'altra (cioè la minaccia fantasma) che, tra parentesi, intanto si becca forse un'altra televisione ma, non temete, appena al governo il Bersani vi fa il conflitto di interessi, vi scende il cane e vi ridipinge pure casa.

Abbiamo ancora un giorno e mezzo per liberarci di altri inutili partitelli in mano a vanesi cicisbei o altri residuati bellici inesplosi. Quello che il triumvirato dei falliti non capisce è che la gente adesso indaga, controlla, verifica, non si fida più e, se scopre l'inganno, s'incazza. Prendetevela con Google, invece che con i vostri elettori se non accettano più passivamente chiunque si candidi. Ieri in rete è stato un massacro. Sono stati sacrificati al pubblico ludibrio il gagà che non aveva detto agli amici Giannino, l'atroce video piddino degli smacchiatori, le lettere ricattatorie di B. fotografate e sbattute sui social con su scritto il messaggio di risposta. Nessuna pietà. 
Parlate pure, vomitate dallo schermo tv le vostre cazzate e false promesse, non vi ascoltiamo più e ci rivediamo martedì. Sarà un piacere diventare massa critica e rompervi gli schemi.

Martedì sarà un gran bruciar di culi. Sarà bello registrare le loro facce sui DVD e farle passare e ripassare sul teleschermo nei futuri momenti di tristezza. 
Non sarà una passeggiata, però. Martedì scopriremo il concetto di democrazia che hanno le figure istituzionali e i partiti mainstream quando scopriranno che non tutti gli italiani hanno seguito i diktat di questa arrogante casta di servi padroni. 
Vedrete che ci prenderemo altro che dei coglioni, dei senzatesta, degli sciagurati. La prima cosa che diranno è che bisogna tornare al voto, che non vale perché loro non hanno vinto. Verrà fuori il loro lato peggiore da dittatori dentro, la loro ira funesta di incantatori disattivati. 
Aspettatevi il monito del presidente peggiorista, sconvolto dalla disfatta del suo esecutore fallimentare di riferimento. Aspettatevi l'ira del nano che griderà sicuramente al broglio e quella dei piddini che saranno riusciti ancora una volta a "farsi fregare le elezioni". 
Intanto però assisteremo, speriamo, all'addio ai Casini e ai Fini ed al conseguente coma etilico di B. 
Qualunque cosa accada speriamo faccia capire agli italiani che la democrazia, con tutti i suoi difetti, è l'unica cosa che può salvarci e che non permetteremo che ce la tolgano. Se lo ricordi, l'uno e trino.

sabato 16 febbraio 2013

Silenzio


Shhh, non diciamolo, stiamo zitti. Tanto loro non fanno vedere le piazze al caviale e non raccontano la realtà ma solo il loro reality show televisivo.  
Zitti, facciamogli credere che voteremo per loro, per questi dinosauri che stanno attirando gli asteroidi. Giochiamo pure a far finta di essere puffi piddini sottomessi  a Gargamella; papiminkia ansiosi del ritorno di Mr. Spockia perché lui ci renderà più giovani, ci spianerà le rughe e ci farà pure il bonifico in banca. Raccontiamo in giro che quei nuovi partiti così nuovi ci piacciono un sacco, che siamo incantati dai Giannino fashion, dai giudici prestati all'archeologia politica, dai fratelli e sorelle d'Italia, dai Casini e dai Fini e che se potessimo li voteremmo tutti, tutti, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.

Shhh, stiamo zitti, non lasciamoci sfuggire nulla. Facciamogli la sorpresa.

Non è caviale, sono persone.

sabato 8 dicembre 2012

Macché Cavaliere Oscuro di ritorno, questo è solo il ghigno del Joker


B., che era solo in standby e non se ne era mai andato, come quei dolci di sale della sinistra credevano, ritorna e pretende di tenere ancora in ostaggio questo paese, imponendo il suo corpaccione bolso e la sua faccia da Mao sfigurato e dettando le condizioni di un vero e proprio ricatto. Quando andrete in banca a pagare l'IMU, nei prossimi giorni, per associazione, pensate a quanto ci costerà ancora questo signore e se non valga la pena davvero di fargli un'offerta perché si levi dai coglioni una volta per tutte. Una roba tipo "ti cancelliamo i processi e tu torni puro come la vergine Maria ma il giorno dopo vendi le televisioni, prendi il ricavato e gli altri tuoi merdosi quattrini, la tua famiglia e kitammuort e te ne vai per sempre dall'Italia". Offerta last minute prendere o lasciare. Altrimenti ci arrabbiamo sul serio. (Detto da quelli che contano veramente, s'intende, non da un pirla qualunque).

Se fosse un leader, come crede e purtroppo troppi italiani ancora credono, e se avesse un pelo a cuore questo paese, dato che Bersani non vede l'ora di interpretare il ruolo di Pétain nella prossima repubblica di Vichy commissariata dalla Troika - roba che rimpiangeremo Monti e la Fornero -  giocherebbe la carta di un'alternativa al "ce lo chiede l'Europa", alla dittatura imposta dalle banche e alla perdita totale della democrazia e della libertà stabilita dal Fiscal Compact dell'euronazismo. Tenterebbe di invertire la rotta verso il disastro annunciato dell'euro.
Ma io credo che non lo farà perché non ne ha la competenza, le palle - perché lo farebbero fuori nel senso letterale del ternine - perché è un incapace e soprattutto perché anche lui è parte del gioco. E' in conflitto d' interessi, e non è una battuta. E' troppo invischiato nei nostri sfaceli, direbbe Gaber. Anche le sue aziende sono too big to fail ed è per questo che è ancora in grado purtroppo di condizionare la nostra vita. Ora sta solo negoziando con la Troika, come ha sempre fatto con tutti i poteri con i quali ha avuto a che fare, per salvarsi. Per l'ennesima volta. Forse sta già pensando di offrirci come merce di scambio.

B. è solo un cialtrone, il più grosso bluff imprenditoriale dopo il big bang, un fallito genetico, uno che, nonostante abbia avuto a disposizione il potere quasi assoluto per diciassette anni, è ancora qui a tentare di evitare di portare i libri in tribunale. E' stato buono fino ad ora e viene da pensare: chissà se Renzi avesse vinto le primarie se non avrebbe contato su quella pezza d'appoggio e non avrebbe fatto tutto questo scarmazzo. Si fa per malignare, ovviamente.
E' una vera maledizione che dobbiamo subire ancora il ricatto di quest'essere. Se solo gli italiani capissero una volta per tutte che a lui è sempre interessato solo il suo culo e nient'altro e lo bastonassero sonoramente alle elezioni, forse i numeri scarsi gli impedirebbero di condizionare la politica già precaria di questo paese. Ora lo può fare perché campa ancora della rendita dei voti che prese nel 2008.
Tenterà di proporsi come salvatore della patria ma, appunto perché sa che non glielo lascerebbero fare, ingannerà un'altra volta gli italiani usandoli come scudi per il suo tornaconto personale. Forse stavolta potrebbe veramente essere costretto a gettare la maschera definitivamente e a mostrare la sua vera faccia e ad imbastire la campagna elettorale sulla sua buonuscita, come un ricattatore da quattro soldi.
Sperando di levarcelo un giorno per sempre di torno. Magari perché avrà pestato i calli giusti una volta di troppo. 

sabato 1 dicembre 2012

Il Neorenzi


Matteo Renzi mi ricorda il protagonista de "L'avvocato del diavolo", Kevin Lomax. Un giovanotto capace ma tremendamente ambizioso che viene accalappiato dal Diavolo affinché diventi il suo agente speciale sulla terra. 
Renzi si è ritrovato candidato a sinistra perché si è prestato a sfruttare lo stesso equivoco che fece considerare di sinistra uno come Tony Blair. Una sinistra che si autoproclama tale ma che non lo è. Che, nonostante il raggiro, riesce a babbiare i boccaloni addestrati ormai da decenni a vergognarsi di essere di sinistra e a dimenticare quali siano i principi irrinunciabili della sinistra. Ne elenchiamo qualcuno, anzi il più importante? La difesa sempre e comunque delle classi più deboli e meno rappresentate contro le lobby di influenza legate soprattutto al potere del denaro. Altro che Cayman, neoliberismo a schiuma frenata, il cuore è uno Zingales e va, l'Ichino di fronte allo scoglio dei poteri forti e il profumo inebriante di destra monetarista e nuovo secolo americano.

L'altra sera quando, rispondendo di politica estera nel confronto con DonPeppone, tra tante emergenze internazionali disponibili, ha fatto quel pistolotto ormai cult sulle ragazze iraniane che non possono andare a ballare, ho capito che colui che parlava non era il sindaco di Firenze o il candidato cosìggiovane di centrosinistra ma il diavolo in persona. Un caso di possessione diabolica, insomma. L'Iran infatti è l'ossessione personale di Michael Ledeen e il prossimo obiettivo della trentennale guerra contro il terrorismo del Nuovo Secolo Americano. Coincidenze?
Già in un altro post avevo parlato della frequentazione del Giamburrasca descamisado con uno dei più famigerati falchi neoconservatori americani, già mentore di un'altra giovane promessa non mantenuta della politica italiana, Daniele Capezzone.
Ledeen non lo si può descrivere in poche parole, perché gli inizi della sua carriera ed influenza risalgono addirittura agli anni settanta, quando in Italia si muoveva tra SISMI e P2, elargendo preziosi suggerimenti su come era meglio per noi comportarci per ottenere il plauso imperiale. Più che storico e politico è un trattato ambulante di spionaggio e intrighi e sembra lo stampo sul quale gli autori di "X-Files" crearono il personaggio del'Uomo che fuma. Ecco, Ledeen è uno di quelli che "i presidenti passano, ma lui resta". Ai tempi di Reagan fece da tramite come interprete tra il presidente e Bettino Craxi durante la crisi di Sigonella. Non stupisce che proprio Bobo Craxi abbia lanciato l'allarme per le relazioni pericolose di IrRenzi con questo popo' di villain. Il sospetto che quelli come Ledeen abbiano fatta pagare cara a Bettino l'insubordinazione  non ce la leviamo dalla testa da quel lontano ormai 1985. Non sto neanche a ricordare che, nel 2001, sul Wall Street Journal, Ledeen salutò come «epica» la vittoria di Berlusconi.

Del resto le frequentazioni neocon e neoliberiste del nostro Giannino Stoppani  fanno sicuramente simpatia e curriculum a destra. Cosa che dovrebbe rendere molto ricettive certe antenne.
Ma anche se non ci fossero apparizioni diaboliche all'ombra del Matteo, rimane il fatto che la sua agenda è rigorosamente rossoblu, come i colori ammeregani e conservative, il suo programma cento idee in padella del GuruGori è il solito piano di rinascita democratica con meno Berlusconi - ormai agente bruciato - e più Berluschini, tutti prostrati da controiniziati al monoteismo dell'Euro. L'euro è il Signore e Mario Monti è il suo profeta. E ricordate che "ce lo chiede l'Europa". Volete dirle di no, alla zoccola?

Sappiatelo, o inculoprendenti di tipo A - perché quelli di tipo B votano ancora B., appunto - che comunque rivoterete domani rivoterete non per il cosiggiovane o per l'apparato, per il parroco o il chierichetto, per il vecchio o presunto nuovo, ma per coloro che di voi se ne strafottono e pensano sempre di fregarvi mandandovi il candidato simpaticone, con il sorriso a 47 denti e la camicia bianca - capirai, l'idea è vecchia, risale a Juan Domingo Peron. 
Potreste perfino ritrovarvi, per colmo di sfiga, a votare il prossimo premier di centrodestra. Perché ricordate, infine, che ormai sono ammessi solo due partiti: uno di destra e l'altro di estrema destra. Anche se sono di sinistra.



lunedì 16 luglio 2012

domenica 20 novembre 2011

Ego ipertrofico


Ovvero, una settimana senza Silvio.

Il ministro più alto che modesto, quello che non faceva rima con fatto ma con ..., vogliamo ricordarlo così:

“Sono professore come Monti, amo questo Paese e sono una persona seria. Il premier è uomo capacissimo e di prestigio e sarà al di sopra delle parti. Ma voglio che dica bravo Brunetta, brava Gelmini, viva la legge di stabilità. Il governo Berlusconi è stato uno dei migliori della storia e io da Monti mi aspetto un’operazione verità.” (Renato Brunetta, EX ministro, novembre 2011.)

Scenda l'oblìo.

martedì 15 novembre 2011

Uno spettro si aggira per l'Italia


E' lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell'anarchia provocata dall'ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di "demoplutocrazia" e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo "tedeschi geneticamente nazisti" ed altre facezie.

Scusate ma su questa storia mi ci sto amminchiando e comincio a pensare che questa reazione pavloviana contro il nuovo governo, dai toni così accesi e pregiudiziali, con una sfiducia che si basa oltretutto su argomenti propagandistici alcuni dei quali sembrano provenire dall'ufficio stampa della defunta Okhrana,  siano l'ennesima forma di manipolazione dell'opinione pubblica. La più subdola, quella che non avviene sui media mainstream dai mandanti facilmente riconoscibili ma nella "libera" Rete, affidata a voci cosiddette indipendenti. Un tam tam, una campagna virale che porta nel giro di pochissimi minuti migliaia di persone a ripetere gli stessi concetti di Borghezio senza che nessuno pensi di approfondirne la veridicità. Ad esempio che, se Monti e Draghi sono advisors di Goldman Sachs, lo sono anche Gianni Letta - nel governo B. fino all'altro giorno - e, come detto sopra, anche esponenti del centrosinistra. Se questo sarà un governo infame aspettiamo almeno che promulghi una legge ad personam o vergogna o profondamente iniqua, oppure ci affidiamo direttamente alla Precrimine?

Ancora, appena il nano è scivolato sul bananone, la prima cosa che gli italiani hanno pensato è che era avvenuto un golpe, non che qualcuno aveva dovuto rimediare alla cosmica cazzata da loro fatta eleggendo B. per ben quattro volte, ed hanno invocato le elezioni riparatrici subito, sul tamburo. Tra l'altro ignorandone il costo medio sui 3-400 milioni di euro.
Cioè, seguite bene il ragionamento: fino a cinque minuti prima B. li aveva delusi ed ingannati, e per ciò avrebbero voluto strozzarlo ma ora, cinque minuti dopo, B. in fondo era stato eletto dagli italiani e non si può andare contro la volontà popolare. Anzi, B. era un eroe perché si parava a petto nudo contro i poteri forti per difenderci tutti, anche i comunisti.

Eh si, in definitiva, gli italiani la caduta di B. l'hanno presa male. Preferivano il mafioso perché se l'erano scelto loro liberamente. Oddìo, c'erano voluti prima vent'anni di rimbambimento televisivo collettivo e robuste iniezioni di propaganda populista ma alla fine il popolo si era espresso. Alla cazzo ma si era espresso. Brutti banchieri schifosi, rispettate la volontà popolare di mandare i mafiosi al governo, please, e di farci continuare a sognare mentre il loro tetraplegico governo nulla fa e nulla cambia affinché tutto rimanga immobile e nessuno li disturbi mentre fanno i loro affari.
La democrazia piace agli italiani solo quando permette loro di eleggere un dittatore ridicolo che li diverta, che titilli di tanto in tanto il loro istinto predatorio e li consoli nascondendo loro la realtà, facendoli vivere alla giornata in un mondo di sogni. Se devono eleggere un parlamento di capaci ed onesti o se sono spinti all'azione, alla risoluzione forzata di problemi, dopo un po' rimpiangono l'ultimo buffone che li ha oppressi ma tanto tanto divertiti, soprattutto lasciandoli liberi di non fare, di oziare e crogiolarsi nel tirare a campà.

Quindi, parafrasando il calciatore Eranio, sono completamente d'accordo a metà con Marco Travaglio.
Nel senso che, se è vero che Monti è l'unica soluzione probabile ad una situazione disperata, non condivido il suo ottimismo quando dice che con Monti proposto come premier e non imposto, andando alle urne subito, gli italiani sconfiggerebbero il caimano ferito sul campo, dandogli la mazzata finale ed eleggendo l'attuale opposizione allargata alle nuove formazioni di centro, al governo. E' la convinzione anche di molti piddini, ingolositi dai sondaggi che li vedrebbero (il condizionale è d'obbligo), partito vincitore delle prossime elezioni.
Mi dispiace ma io degli elettori italiani non mi fido più. Dico apertamente che è meglio che non votino per un po', che venga loro sospesa la patente elettorale. Il suffragio universale, in mano a gente che vota le Minetti e i Trota, elegge gli Scilipoti transumanti e gli uomini delle cosche, i sommersi e gli indagati, è una jattura.
Per votare bisogna meritarselo.
Di fronte a certi nomi e certe facce, un elettore serio avrebbe dovuto dire: io 'sta zoccola non la mantengo a 10000 euro al mese e nemmeno questo somaro. Invece li hanno votati tutti. La criminalità di B. e dei suoi compagni di merende consiste da sempre nel fatto che ti impongono i loro candidati farlocchi, ma poi gli elettori, invece di stracciare la scheda, votano i candidati farsa, li accettano legittimandoli in pieno.
B. non avrebbe dovuto nemmeno essere candidato perché incompatibile a causa del conflitto di interessi, grazie ad una legge vecchissima degli anni '50, cassata with a little help from my friends, grazie all'opposizione. Un candidato illegittimo che però arriva sulla scheda e viene votato, hai voglia poi di dire che non è legittimato dal voto popolare.


Prima che riprendano quella dannata matita copiativa in mano e facciano altri danni irreparabili sarebbe meglio che gli italiani fossero sottoposti ad una disintossicazione à la Muccioli dalle quintalate di propaganda che hanno assorbito in tutti questi anni. Dovrebbero rinunciare ai Minzolini quotidiani. Guardare meno televisione tette-culi ed essere informati in maniera un po' più obiettiva. Riabilitati a riconoscere i fatti dalle pugnette.
E poi, amici piddini, non fidatevi mai dei sondaggi. Ricordatevi del fenomeno della "desiderabilità sociale" che, in questo momento, spinge le persone intervistate a rinnegare B. perché è caduto, perché è un perdente e a dichiarare che non lo voterebbero più nemmeno morti.
Ciò che molti fanno nella cabina elettorale però è un atto sessuale simile alla masturbazione, quando vengono fuori le perversioni più nascoste, e di solito ciò che risulta in termini di voto non è mai socialmente desiderabile.
Se andassimo alle urne ora, con gli elettori ipersensibilizzati al mantra strappamutande del "Monti uomo di Goldman Sachs" e tutti i media ancora  in mano sua  a propinare ogni giorno la triste storia del poverosilvio disarcionato dai poteri forti, dai massoni antipiduisti, dalle magie di Harry Potter e della Perfida Culona Nazista e ovviamente dai comunisti, con la Rete a fare il controcanto, il nano si prenderebbe la sua bella rivincita. Forse vincerebbe addirittura a man bassa, lasciando Bersani e gli altri dell'opposizione con l'uccello in mano. Per l'ennesima volta a dare la colpa a Veltroni che non si decide a partire per l'Africa.


Update novembre 2013. Faccio tanta ma tanta fatica a non cancellare questo post. Maro' che cantonata... Amichetta, avevi proprio ragione.

Update febbraio 2019. Ho deciso che questo post sopravviverà alla Grande Purga Staliniana in corso su questo blog. Deve rimanere ad imperitura memoria di quando ero una CRETINA.

giovedì 10 novembre 2011

Full Monti

A B. deve essere arrivata finalmente con pacco celere la proposta che non  poteva rifiutare. Un segnale forte e chiaro tipo la sirena del porto quando c'è nebbia. Ok, sabato si dimette e il circo di Arcore leva le tende dopo diciassette anni di repliche, le ultime delle quali a platea vuota. 
Se non lo facesse, perché "io non ho mai detto che mi sarei dimesso" o "sono stato frainteso" questa volta, secondo me, sarebbero per lui volatili assai amari, quasi come un tipo particolare di mandorle. Peccato che non sapremo mai quale password, incanto patronus o Expelliarmus avrà usato Napolitano - in qualità di messaggero alato -  per convincerlo.

Ora che il nome del successore è noto ormai anche ai tombini, so quale potrebbe essere la facile battuta: "Siamo in mutande e ci organizzano il Full Monti."
So che a sinistra sono tutti preoccupati di cadere in mano alla Trilateral, agli Illuminati e forse ai Rettiliani in combutta con la Skulls & Bones. Come se non fossimo stati finora in mano alla P2 e ad un agglomerato informe, ad un percolato di cosche e comitati di affari sempre a legalità borderline. Come se l'Italia non fosse da decenni commissariata e a sovranità limitata. Ricordo che, durante l'ultimo governo Prodi, quando si mise Gianni Riotta al TG1 al posto del berlusconiano che l'aveva preceduto, la prima intervista che il direttore mandò in onda fu quella con Henry Kissinger. Un po' come se la prima dichiarazione del nuovo Papa appena eletto venisse rilasciata a Tele Satana.
Non facciamoci prendere dagli isterismi che non è cosa. Ci va ancora grassa se riusciremo a salvare il culo da questa sciagura mondiale. Monti? Se penso che poteva toccarci D'Alema vado a stappare lo champagne.

Circolano teorie sul "patriottismo" di B. e sul suo ruolo di supposto salvatore della patria contro i poteri forti. Ok, però adesso fate fretta che le scialuppe stanno per terminare e l'acqua ci arriva già alle chiappe.
Vedo che noti statisti dell'opposizione (per non far nomi: Di Pietro)  rifiutano di salire sulla scialuppa del Titanic perché la panca è scomoda e il salvagente non si intona con il loro completino. 
Un'avviso ai naviganti: in questi giorni si vedrà chi merita il nostro voto in futuro. Stiano attenti perché, almeno io personalmente, prenderò nota di tutto, mi segnerò tutto e non tollererò sgarri e vigliaccherie di sorta. Chi sbaglia in questo frangente c'est foutu. Anche il PD stia bene attento a non salvare ancora una volta B. lanciandogli una ciambella a tradimento quando noi siamo distratti a guardare l'iceberg che ci passa accanto.
Per quanto riguarda la Lega, come ha detto giustamente Scalfari ieri sera dalla Gruber, essa rappresenta in Italia circa l'11% dei voti. Di fronte alla necessaria große Koalition modello "Angela a cavallo del grande Schwanstuck" per salvare l'Italia, i suoi numeri cessano di essere determinanti. Forse veramente la Lega non conta più una sega. Che il simulacro di Bossi e famiglia si astengano, che vadano a remengo, e vedremo se i Maroni e i Tosi li seguono.

Monti in questo momento è il chirurgo che deve praticare l'amputazione e cercare di salvare il paziente in cancrena avanzata.  Non deve essere simpatico né farvi godere tutti come ricci. In un certo senso è il Mister Wolf della situazione. Deve risolvere problemi. Non possiamo pretendere che sia il principe azzurro, né che si trasformi in Che Guevara (anche se ha studiato con Tobin, quello della omonima tassa) e dichiari guerra al capitalismo.  Queste sono stronzate per tempi di vacche grasse.
Ma vi rendete conto? Dopo un governo che ha fatto ministro dell'istruzione la Gelmini con le sue gallerie per i neutrini è come resuscitare dopo morti.
Lasciate stare le nostalgie, le smanie preandropausiche per B. e il cospirazionismo un tanto al chilo e mettetevi in testa una cosa. L'Italia non ha mai avuto piena sovranità anche per colpa sua. Perché siamo dei cialtroni, geniali ma dei cialtroni, inaffidabili.

Monti è una persona normale, non è un sociopatico affetto da sessuomegalomania e in più capisce di economia. Vi pare poco? 
Non riempirà di criptozoccole in tailleur i suoi ministeri. Non sceglierà i ministri in base alle abilità sessuali padroneggiate. Ci toglierà di mezzo le Biancofiore, le Carfagna, i Bondi, i Calderoli, i Lupi, le Brambille rossocrinite, i Bonaiuti, i Cicchitto, i Crosetto, i Capezzone, eccetera eccetera.
Non farà miracoli e faremo sacrifici salati ma finalmente non dovremo più vergognarci di essere italiani.
Non sentiremo più barzellette del cazzo anche ai funerali. L'Italia sta per passare dai bocchini alla Bocconi. Quasi un salto nell'iperspazio.

P.S. Update 2012. Post scritto in evidente stato alterato di coscienza, sotto l'effetto della Sindrome del Salvatore.


*Complimenti all'autore della vignetta, segnalatami su Facebook.

martedì 20 settembre 2011

Il deserto dei Tarantini


"L’esistenza di Drogo invece si era come fermata. La stessa giornata, con le identiche cose, si era ripetuta centinaia di volte senza fare un passo innanzi. Il fiume del tempo passava sopra la fortezza, screpolava le mura, trascinava in basso polvere e frammenti di pietra, limava gli scalinie le catene, ma su Drogo passava invano; non era ancora riuscito ad agganciarlo nella sua fuga." 
(Dino Buzzati, "Il deserto dei Tartari")

Viviamo asserragliati nella fortezza Italia, con viveri ormai razionati, completamente paralizzati nell'attesa di qualcosa, una guerra, una catastrofe, un'invasione, un colpo di gong gigantesco che ci svegli e dia un senso alla nostra esistenza e ci redima all'ultimo istante dal peccato dell'incapacità di reagire a questa tetraplegia mentale che ci impedisce perfino di immaginare una realtà diversa da questo orrore. Paralizzati come nei sogni più angosciosi, con le gambe che vorremmo muovere ma non possiamo.
Campiamo per inerzia, ci crogioliamo del non saper che fare, senza più alcuna dignità di popolo da rivendicare nel giorno del giudizio. Il nemico è laggiù, lontano, il default forse arriverà e dovremo combattere per difenderci ma qualcuno comincia a pensare che il default, come i Tartari di Buzzati, sia solo una metafora. Troppa fatica pensare di combattere. Sdraiamoci e che abbiano pietà di noi.
Non c'è alcun fremito, alcuna timida speranza di rovesciare il destino. Non c'è resistenza, ribellione, orgoglio ferito, volontà di riscossa. l'Italia è un immenso lazzaretto popolato di malati di impotenza che attendono solo la fine. 
Guardarli sapendo di stare guardando noi stessi è una sensazione orribile.

lunedì 12 settembre 2011

Un'offerta che non poté rifiutare


Perfino Gianni Letta e Fidel Confalonieri gli avrebbero suggerito di farsi da parte. Quando si dice gli amorevoli consigli degli amici.
Dovrebbe seguirli, prima che arrivino quelli degli amici degli amici.

mercoledì 3 agosto 2011

Amputate il facilone

Graffito sul muro della Scuola di Ceramica di Faenza
Oggi B. andrà in Parlamento a cercare di salvarsi il flaccido promettendo ai suoi compagni di merende di Confindustria di distruggere quel poco che resta dello Statuto dei diritti dei lavoratori. E' l'ultima arma inceppata che gli è rimasta. Inceppata ma capace di titillare il grilletto a Confindustria fino all'orgasmo.
Perché questi grandi capitani findus che sembrano capaci di prosperare solo con l'aiuto di Stato ottenuto con il piagnisteo del costo del lavoro e il mantra della "crescita"  - che, comincio a pensare, non sappiano neanche cosa significhi veramente perché se lo sapessero si renderebbero conto che la crescita non è un valore esponenziale, vorrebbero una sola cosa: forza lavoro a livello schiavistico. Pagare le loro amiche d'alto bordo 300 euro a boccaglio e fare i generosi con le loro passere usurate si ma pagare i lavoratori il meno possibile e possibilmente fotterli gratis. 
Guardate Marchionne, il Dottor Spocchia: non vende più una Fiat nemmeno a Torino ma è considerato un grande imprenditore perché l'ha messo nel culo al sindacato. E' solo questo che conta, per loro. Fottere i lavoratori e scaricare su di loro la colpa della crisi, che è provocata altrove da quella mostruosità chiamata Finanza, che andrebbe abolita per tornare all'Economia pura del prodotto contro ricchezza, con le Borse rase al suolo e sostituite da parchi e laghetti con le paperette. 

Abbattere il costo del lavoro, poter licenziare a piacimento cani e porci sbandierando la crisi ad ogni minima difficoltà. Crisi che, a furia di evocarla, finisce per arrivare davvero. Soprattutto se abbiamo permesso a quattro delinquenti di agenzie di rating di decidere delle sorti di paesi interi ed agli speculatori di arricchirsi con modalità peggiori di quelle dei pirati della Tortuga, depredando la nostra ricchezza senza pietà.
Il nostro paese poi paga di più a causa di un livello mostruoso di corruzione, a causa di una classe imprenditoriale che sempre più spesso diventa grande e potente solo grazie alle tangenti che permettono di vincere gli appalti ed aggirare i controlli di sicurezza e del fisco. Il vincere facile sembra essere diventato il credo ufficiale del capitalismo italiano d'alto bordo. Quello di buono che c'è è solo nella piccola e media imprenditoria, strangolata per altro da coloro che si credono più grossi solo perché si sono comprati qualche finanziere che i controlli li riserva solo ai piccoli della concorrenza. Ai piani alti sembra che si riesca a farcela solo con i metodi della corruzione più sfrenata.

In questo senso B. è solo l'archetipo e forse la peggiore mutazione di questa nullità imprenditoriale italiana. L'unica novità che ha introdotto è stato andare al potere per farsi le leggi su misura. Ci è riuscito perché ha promesso a chi sa lui di restituire il favore e perché gli sciocchi italiani hanno creduto all'assurdità della proprietà transitiva della ricchezza. Lui tanto ricco, se lo voto divento ricco come lui. Pensate che idioti.
B. non è responsabile della crisi mondiale ma è l'unico responsabile dello stallo di questo paese, che tiene in ostaggio senza neppure preoccuparsi di mantenerlo in buona salute per poter ottenere il riscatto. E' lui che, per non dover ammettere di essere un fallito conclamato, ha portato fascisti e razzisti al governo e tutta quella marmaglia di parassiti in Parlamento, marmaglia che si appresta ad andare in pellegrinaggio fino al 12 settembre in Terra Santa, dimenticando che laggiù il Padrone non gradisce i mercanti, avendoli già presi a bastonate una volta. Magari gli israeliani li prendessero a cannonate, scambiandoli per palestinesi.

I mercati, quello che resta di sano di loro, non possono certo fidarsi di un fallito, di uno che non è riuscito a salvare le proprie aziende nemmeno con tutto il potere possibile nelle sue mani. Non credo neppure che apprezzerebbero ancora una volta la sua proverbiale faciloneria. Coloro che gli hanno offerto aiuto e si aspettano qualcosa in cambio stanno accorgendosi di essere stati anche loro truffati. Ecco, più che dei mercati, fossi in lui e nei suoi camerieri, mi preoccuperei di questi amici degli amici e dei loro metodi di recupero crediti.
Può solo andare giusto a promettere alla Marcegaglia di fottere i sindacati, così se fallirà, potrà scaricare su di loro, ovvero sui lavoratori, la colpa della crisi. Ma sarà solo l'ennesimo gioco di prestigio, un gioco che non potrà durare a lungo in quanto, quando i cavalli si azzoppano, vanno cambiati.
E' una gamba in cancrena che va amputata il più presto possibile, prima che il paziente muoia. Oggi è la giornata giusta. Astenersi medici pietosi, soprattutto piddini.

mercoledì 29 giugno 2011

Un governo in subappalto


Facciamo un brevissimo riepilogo della situation per cercare di capire chi comanda veramente in Italia, che qui si rischia di perdersi in un labirinto di intrallazzi.
La sensazione è che il governo del grande comunicatore sia stato dato in subappalto, visto che chi ha ufficialmente vinto la gara, ormai è evidente, non è assolutamente capace di governare perché qualsiasi cosa tocca la fa fallire neanche fosse affetto dalla maledizione di un Re Mida all'incontrario. Meglio che si dedichi quindi a trombare nel suo patetico casino domestico e a far meno danni possibili. Il gran frullo di passere notturne ad Arcore potrebbe essere un modo, ideato da premurosi amici e amici degli amici, per tenerlo abbastanza rincoglionito di giorno per permettere agli altri, i subappaltatori, di lavorare in pace, visto il disastro in corso. Un giorno magari scopriremo che quella sonnolenza perfino durante le cerimonie di beatificazione dei papi (intesi come pontefici) era dovuta anche a qualche pasticchina di clorpromazina. "Ma cosa hai messo nel caffè?", diceva una canzoncina degli anni '60.

Chi ha in mano il timone della baracca, quindi? Non è poi un mistero. Nel corso degli anni le logge invecchiano: P2, P3, P4 e i Gran Maestri imbiancano ma il potere, quello vero, rimane sempre nelle stesse mani. Addirittura, il faccendiere Bisignani, spacciato dalla stampa come l'eminenza grigia del momento, sarebbe un astro sorto all'ombra di Andreotti, ovvero dell'eternità fatta politica, tanto per (non) cambiare.

Per più di quarant'anni un solido potere clerico-mafio-massonico-atlantico aveva tenuto ben salde le redini del comando in Italia.
Nei primi anni novanta, sotto i colpi di Tangentopoli e delle monetine degli italiani imbufaliti dall'altissimo tasso di ladrocinio della politica, crolla la prima repubblica. Ce ne vuole subito una seconda che si fondi sull'apparenza del cambiamento ma che in realtà risponda al sacro principio del Gattopardo: "Cambiare tutto perché nulla cambi".
La seconda repubblica sceglie come uomo immagine e frontman l'imbonitore ideale per dare l'illusione del nuovo, il megaimprenditore rampante milanese con amicizie palermitane che contano sia nel clerico, che nel mafioso e nel massonico. A posteriori si deve proprio ammettere che Silvio era l'ideale. Quel mix di volgarità ed ignoranza poi che agli italiani fa tanto sangue.
Si liquidano i vecchi garanti del patto di stabilità tra poteri palesi ed occulti, si siglano patti più o meno scellerati con i nuovi e, tolti di mezzo i più pericolosi giudici guastafeste, si chiude la prima repubblica ed inizia l'era berlusconiana, il vecchio che avanza vestito da nuovo, con Licio che benedice l'iniziativa.

B. è come la serva, serve. Serve perché  ha le televisioni, l'unica sua salvezza ed assicurazione sulla vita, visto che come imprenditore ha sempre bisogno della legge o leggina ad hoc e ad personam per non fare fallimento. Citofonare Craxi per conferma. Le televisioni servono a creare consenso, sono fondamentali strumenti di propaganda. Ufficialmente per B. e la sua presunta bravura nel governare, in realtà per mantenere il potere nelle mani dei manovratori occulti.
A questo punto è inevitabile rigirare il coltello nella piaga e ricordare come i collaborazionisti dell'opposizione giurarono, fin dal primo momento, di non toccargliele e gioverebbe chieder loro in cambio di quale innominabile contropartita.

Secondo le ultime inchieste giudiziarie su quella evoluzione della P2 che è la P4, oltre a scoprire che ci sono forti indizi dell'esistenza del contratto di subappalto del governo, come ad esempio la carta intestata di Palazzo Chigi nell'ufficio di Bisignani, si ha l'impressione che qualcuno voglia liquidare la serva perché divenuta ingestibile e troppo pretenziosa, visto che pensa solo a sé stessa ed ai suoi affari privati.

Molte cose sono cambiate infatti dai primi anni novanta. Il frontman non ha perso il vizio di mandare a puttane (non è una battuta) tutto ciò che gli passa per le mani, solo che qui non si sta parlando di un'azienda come la Fininvest ma di un intero paese e ci sono molti, tra i suoi amici imprenditori, che cominciano a preoccuparsi per le proprie terga. Il tizio, per giunta, sta invecchiando a rotta di collo come un vampiro che ha preso la luce del giorno e come comunicatore innesca solo l'effetto boomerang di far cambiare canale alla gente. Le televisioni, quindi, cominciano a non contare più un cazzo ed ecco Veltroni che ammette, chissà perché solo ora, che è stato un errore non togliergliele a suo tempo.

Una cricca di predoni al seguito del B. sta spadroneggiando in un paese che ha i conti sull'orlo della bancarotta. Il popolo, della libertà o meno, si sta sempre di più incazzando e sentendo imbrogliato dal venditore di aspirapolvere. All'estero ci considerano un circo itinerante di buffoni e fenomeni da baraccone. Il governo A, quello di facciata, è in ostaggio dei deliri di due vecchi cadaveri ambulanti, il vampiro e il vampirla. Tra un vaneggiamento e l'altro, il ragioniere tenta disperatamente di far quadrare i conti ma intanto è evidente  che cerchi disperatamente nuove alleanze per salvare il salvabile.

Andare avanti così è impensabile anche se l'uscita dal tunnel non si vede ancora, in questo incubo italiano. Non è facile liquidare la serva B. perché gli è stato concesso troppo potere e vuole l'impunità a tutti i costi, a costo di distruggere un paese intero e il suo sistema giudiziario e per giunta ha portato al governo e concesso loro un potere eccessivo ai barbari della Lega, portatori di altrettanto nefaste richieste di distruzione dello Stato.
Se fossi il nostro, viste le schiere dei nemici che aumentano di numero ogni giorno che passa, accetterei il dorato esilio in un paese che non ammette estradizione, come gli suggerì senza scherzare tempo fa il sindaco di Napoli De Magistris, ma dubito che lo farà.
Se la situazione continuerà a peggiorare, tra un ministro che dice A e quell'altro che gli risponde B e la barca che intanto va a fondo, con le leggi ad personam nascoste dentro le manovre finanziarie, i poteri che finora si erano sentiti rappresentati e al sicuro da B., ovvero i subappaltatori, potrebbero decidere di cambiare il cavallo in corsa. Con le buone o con le cattive. Temo sempre di più con le cattive. Sempre che i subappaltatori, invece di ripristinare un'andreottiana continuità con il passato non siano interessati a far fallire l'Italia in combutta con gli speculatori internazionali. In quel caso, che Dio ci protegga e stramaledica B.

martedì 21 giugno 2011

Inseparabili


Poveri illusi se avevate creduto per un attimo che i legaioli avrebbero dato il calcio alla sedia del Gran Fallito per farlo ripiombare nella dura realtà della sua colossale disfatta come statista. Macché. Questi sono diventati maestri del tira a campa', del cambiar tutto perché non cambi nulla, altro che rivoluzionari. Sembrano tardi e con i neuroni annegati nella polenta, e invece imparano alla svelta tutti i trucchi del mestiere del più tipico bizantinismo politico.

Bossi domenica ha bofonchiato per ore le solite solfe sulla Padania, questa espressione geografica di pura fantasia che però ci ritroviamo sulla minchia tutti, dalle Alpi a Lampedusa, per il fatto che il più grande fallito degli ultimi centocinquant'anni, per pararsi il culo dalle pratiche sodomitiche tipiche della galera, ha trascinato al potere con sé e si fa scudo di una formazione eversiva che farnetica da anni di secessione e pratica con solerzia l'alto tradimento attraverso il suo esponente Maroni, Ministro degli Interni italiano che ammette senza vergogna di sognare una Padania libera ed indipendente, quindi la divisione della patria indivisibile. Roba da manicomio, praticamente impossibile da spiegare ad uno straniero.

Oggi su Facebook ho visto una vignetta: Bossi e B. che si tengono reciprocamente per il pannolone. Se molla uno casca per terra anche l'altro. Sono come i gemelli siamesi che non si possono dividere chirurgicamente perché hanno gli organi in comune e in questo caso i due sono uniti per le palle anzi, per i maroni.
Una mostruosità che andava pietosamente soppressa alla nascita. Una teratologia che però ha delle radici programmatiche ed ideologiche ben precise in quel patto scellerato di spartizione dell'Italia tra Nord federalista e secessionista e Sud come enclave di affari mafiosi teorizzato da Gianfranco Miglio, colui al quale si intestano le scuole frequentate dai piccoli padani.

Ecco quindi che il destino dei due mostriciattoli è di essere inseparabili. B. si regge sull'appoggio della Lega, ultimo alleato rimastogli e l'altro B. della coppia B&B sa benissimo che, senza il Bagonghi della Brianza, la Lega ritornerebbe ad essere quel dieci per cento di elettori che conterebbe sicuramente in una coalizione ma non esageratamente come nel governo B. dove, praticamente, spadroneggia senza ritegno. E' impensabile che in qualunque altro governo la Lega avrebbe modo di fare i capricci secessionisti e similfederali come quelli che sta facendo per avere i Ministeri della Cassoeula e della Polenta Taragna da insediare a Berghem de hura e Berghem de hota.

Se il dirigente legaiolo è svelto nell'imparare l'arte di stare al mondo e soprattutto in politica, il suo elettore tarda a rendersi conto della realtà di essere governato da degli incapaci innamorati delle favole e dei miti assurdi dell'acqua del Po e della Padania che servono solo ad abbindolare la base per ottenere l'altezza del privilegio da boiardi.
Eppure il papiminkia sta lentamente risvegliandosi dal lungo sonno del miracolo italiano e si sta rendendo finalmente conto di essere stato raggirato per diciassette anni da un piazzista da quattro soldi. Il cornutazzo padano, invece, l'ultrapirla con il cervello accessoriato con un set minimo di concetti base e frasi fatte a sfondo razzista, crede ancora nella sincerità di quel pugile suonato del suo leader. 
E' disposto a prendere per buone le sue tirate biascicate contro Equitalia e il racconto straziante delle vacche deportate e della case dei poveri allevatori rase al suolo dalle SS della Finanza  ("Bene, Umberto, le vacche hanno smesso di muggire?")  e dimenticare il nepotismo sfacciato, il figlio idiota piazzato in regione a 12 mila euro al mese alla faccia dei pensionati al minimo e le varie parentopoli in giro per la Padania. Senza contare che il federalismo fiscale, ma l'ultrapirla non lo sa, con tutta una serie di nuove gabelle ultrasalate, gli farà pisciare sangue e renella tanto da dover rimpiangere Equitalia, le Fiamme Gialle e gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate.
E' brutto quando si portano le corna e non ci si accorge di averle.

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