Visualizzazione post con etichetta finanza casino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finanza casino. Mostra tutti i post

venerdì 14 giugno 2013

Cosa mi racconta l'economia - parte III. La guerra di classe della zia ricca

La parte di ricchezza prevista per noi classi medie

Le prime due parti del post le trovate qui e qui.

Shock economy in tredici righe
Riassumendo i concetti principali di questo piccolo corso di economia per eurotartassati, abbiamo scoperto che il pensiero unico neoclassico è un insieme di regole pratiche per arricchire illimitatamente chi era già ricco ed impoverire (anche qui potenzialmente in modo illimitato) chi era riuscito, con una vita di lavoro, a farsi una certa posizione nella classe media. 
Gli strumenti principali di questa strategia, che altro non è che guerra di classe dichiarata dai ricchi contro i poveri e le classi medie e che è giunta allo scontro finale all'ultimo sangue, sono la deregulation finanziaria e il controllo antidemocratico sulla moneta, ottenuto mediante l'eliminazione della sovranità monetaria e l'aggancio a monete troppo forti (Argentina/dollaro, Eurozona/euro). Classi politiche collaborazioniste, vendute e traditrici, sono incaricate in ciascun paese di attuare la legislazione pro-ciclica che favorisce la caduta, una dopo l'altra, di ogni roccaforte di resistenza in ambito di mercato del lavoro, di welfare e di partecipazione democratica. E' il più grande attacco alla democrazia dall'invasione della Polonia nel 1939 ma la cosa non è ancora chiara alla maggioranza della popolazione europea.

Birra al Malthus
Del resto, che i ricchi, avendone la possibilità (nessuna grande potenza comunista del cazzo più in giro) ci avrebbero provato a papparsi tutto, portando via perfino i panni lerci agli straccioni, era più che prevedibile. Ora che hanno scoperto il vero potere della pietra filosofale, cioè il poter moltiplicare i fantastiliardi con un click del mouse, la sfida a Dio è lanciata. Ora che possono giocare con i destini di interi paesi con tre lettere, CDS, non li ferma più nessuno. Si sentono onnipotenti.
Non importa quanti moriranno, se spariranno culture, tradizioni, intere classi sociali. Per battere ogni record di ricchezza si può pagare qualunque prezzo, soprattutto se a pagare saranno coloro che si frappongono tra noi e il record.
Mettiamoci nei loro panni, nei panni dei ricchi. C'è veramente da perdere la testa, non trovate? La migliore roba nazi mai lanciata sul mercato. Meglio di qualunque metamfetamina.
E poi i ricchi hanno la mentalità, il frame of mind giusto per mettere da parte qualunque sentimentalismo piagnone e passare allegramente con il caterpillar sopra i cadaveri dei poveri.
Li si può battere solo con la forza dei numeri, perché la loro psicologia è elementare, essenziale, perfettamente orientata alla conservazione ed alla sopravvivenza. Sono predatori e praticano la pseudospeciazione, nel senso che:


La psicologia dei ricchi. 

Noi siamo noi e voi non siete un cazzo.


Teoria della Zia Ricca, o del relativismo dei cento euro e della conservazione della separazione tra ricchi e poveri.
Sto parlando con mia zia ricca del mio stipendio di 1100 euro, più o meno quello che lei spende in tre giorni di vacanza nell'albergo del mare con la guardia armata all'ingresso, e lei fa questa osservazione: "Eh, ma PER TE è una bella cifra."
No, non pensate che mia zia sia stupida, il suo ragionamento è corretto, è un concetto di alta finanza. E' relativismo economico. Quello che recita: "Se per me cento euro sono una messa in piega da Evandro, per mio nipote sono fin troppi e gli devono comunque bastare per almeno un mese."

Nel mondo dei ricchi, il povero, o il non-ricco, se preferite l'ipocrisia del politically correct, DEVE ACCONTENTARSI. Implicitamente viene enunciato il principio che il povero non ha bisogni se non quelli più elementari: respirare, bere, mangiare, pisciare, cagare, scopare ma con moderazione se no si riproduce. Per cui al povero (ovvero al non ricco) bastano pochi sghei. Per lui 1100 euro devono bastare e avanzare. Se non gli bastano è perché vorrebbe le stesse cose che hanno i ricchi e NON SI PUO'. Avete mai sentito parlare del "vivere al di sopra dei propri mezzi"?


Non siete convinti? Pensate che siano i vecchi discorsi sulla lotta di classe? Roba deprimente suggerita a Carlo Marx dall'atmosfera plumbea degli slum della Londra ottocentesca?

Vi farò un altro esempio. Avete presente il ragionamento sulla precarietà del lavoro, e qui torniamo ai nostri economisti neoclassici ed ai loro kapo' politici? Li avrete senz'altro sentiti mille volte dire:
"E' meglio avere un lavoro da 200 euro al mese che niente".
(E' il principio sul quale si fonda il meccanismo del minijob in Germania. Piuttosto che essere disoccupato, accontentati di 450 euro al mese, che il resto te lo paga lo Stato, ovvero altri poveracci come te.)
Questo ragionamento presuppone che esista una parte di popolazione che possa campare con duecento euro al mese; gli stessi duecento euro che, per uno strano fenomeno, ad un'altra parte di popolazione servono unicamente per una cenetta pre-scopata per due.
Ecco, qui cominciamo a capire cos'è il relativismo economico e, concetto ancora più importante, la necessità del mantenimento della separazione tra ricco e povero.

Il povero e il ricco, visti dalla parte del ricco, non sono uguali. Il ricco non si accontenterebbe mai di 1100 euro al mese e tanto meno di 200. Non riuscirebbe nemmeno a sopravviverci. I suoi bisogni sono tanti e costosi, compresi quelli base di cui sopra, tranne forse pisciare e cagare, forse gli atti più egualitari che esistano.  E, cosa fondamentale, nemmeno i suoi figli potrebbero adattarsi alle regole che invece vengono imposte ai poveri.
I ricchi vi dicono: "Bisogna mettersi in testa che il posto fisso è finito". Per voi, non per loro e per i loro figli.
Se un povero è capace di dividere il panino con il salame con un altro, il ricco non lo fa, perché se lo facesse finirebbe il suo mondo, sarebbe come premere il pulsante di autodistruzione dell'astronave. Il ricco insomma è consapevole del fatto che la sua sopravvivenza e il suo prosperare sempre di più dipendono esclusivamente dall'impedire a troppi altri di arricchirsi.

Ecco perché, quando la zia ricca va al potere, oltre a subire la sua incapacità di ragionare con 1100 euro in tasca di stipendio, abbiamo l'impressione di diventare tutti suoi nipoti da rieducare.

La corruzione è un ottimo investimento
Pensate a coloro che manovrano migliaia di miliardi e che hanno bisogno di comperarsi gli alzamanos, i parlamentari con il braccino alzato a comando per votare le politiche pro-cicliche, le manovre lacrime e sangue, l'austerità carpiata con triplo avvitamento nella recessione. Tutta gente che fai felice,  in fondo sono dei non ricchi, con 100-200 mila euro. Se proprio sono esosi o nipoti di Mubarak si può arrivare a qualche milione di euro. Bazzecole. Mance per fattorini. Poca spesa ma molta resa.

Ed ora la favola della buona notte.

Il Reich milionario e il condominio di Montecarlo


C'era una volta una ricca signora tedesca, Frau Braun,  che un giorno decise di trasferirsi a Montecarlo nel lussuoso condominio per miliardari "EUROPA" portandosi dietro la sua servitù: la donna delle pulizie greca, il  segretario portoghese, la cuoca spagnola e l'autista italiano. Li convinse a prendere in affitto un bell'appartamentino ciascuno proprio al piano di sotto al suo attico, e di trasferirvi le loro famiglie. "Staremo tutti insieme, felici e contenti", sorrideva la Frau.
Così, nel frattempo, poteva dividere le spese condominiali, che erano altissime, con i suoi dipendenti che, dal canto loro, consideravano una fortuna vivere in un ambiente così signorile. Per un po' le cose andarono avanti discretamente, anche perché Frau Braun, quando qualcuno si lamentava della vita troppo cara e delle spese condominiali eccessive, gli prestava del denaro. "Me li ridarai quando puoi, non preoccuparti."

Frau Braun aveva enormi disponibilità di denaro perché apparteneva ad una famiglia di industriali e banchieri ma il suo passatempo preferito era giocare al Casinò. Spesso vinceva ma da un po' di tempo e sempre più di frequente perdeva ingenti somme in alcune bische clandestine che frequentava di nascosto nei pressi delle curve delle piscine.

Un giorno arrivò la grande crisi finanziaria e si scoprì per giunta che Frau Braun aveva perso una fortuna incalcolabile nelle famigerate bische utilizzando i fondi della banca di famiglia. La signora pensò allora, per rifarsi, di chiedere ai suoi dipendenti la restituzione dei debiti pregressi ma essi risposero che, con la crisi, il loro potere di acquisto si era ulteriormente ridotto e  con degli stipendi così bassi (avevano contratti minijob) non riuscivano più ad andare avanti. "Ma come è possibile? Avrete sicuramente vissuto al di sopra delle vostre possibilità. Non siete stati virtuosi." 
Furibonda, Frau Braun cercò di far loro capire che avrebbero dovuto consumare di meno per non spendere e permettersi di pagare le spese di gestione del palazzo. Oltre a ripagare il loro debito, naturalmente. Niente più consumi a volontà di elettricità, gas e acqua ma razionati. Ad un certo punto disse chiaramente ai domestici che, per poter continuare a vivere nei loro lussuosi appartamenti potevano sempre limitarsi nel mangiare fino magari a smettere del tutto. 

C'era del malcontento tra i dipendenti, ma c'erano pur sempre anche i mariti e le mogli che dicevano: "Ma sei pazzo, vuoi che torniamo nel nostro misero quartiere? Qui è un sogno, facciamo parte dell'élite. E poi non si torna indietro. La situazione è irreversibile." Già. Incredibilmente, e nonostante il malcontento e le privazioni, a nessuno venne in mente che forse la padrona avrebbe dovuto giocare di meno al Casino e non frequentare le bische. E che i domestici, visto che non potevano permettersi di vivere nel lusso, per giunta finanziando i vizi della padrona, avrebbero dovuto lasciarla al suo destino e traslocare in un quartiere più economico del "Condominio Europa". Meglio ancora, tornando ciascuno al proprio paese. 

(Io questa storia l'ho già sentita. Non ricorda qualcosa anche a voi?)

giovedì 13 giugno 2013

Cosa mi racconta l'economia - parte II. La legge della bolla e dello spillo

Chi insegue le bolle e chi produce, un classico del capitalismo


La prima parte la trovate qui.

Prologo. Le quattro cantonate della teoria neoclassica (aka neoliberismo)
Prima di continuare, raccogliamoci in preghiera e recitiamo il Verbo del pensiero unico.

"La migliore garanzia contro lo sfruttamento è il mercato."
"I capitali devono circolare liberamente".
"Più moneta in circolazione, più inflazione".
"Il mercato è in grado di autoregolarsi".

Nessuna bevuta è gratis
Come dicono gli economisti neoclassici ogni volta che, per sostenere le assurdità del pensiero unico, si attaccano alla fiaschetta che portano sempre al collo come i San Bernardo. Perché da sobri qualche dubbio alla fine verrebbe fuori e ci si potrebbe rendere conto che la Svezia non è nell'euro - per questo appare così in forma - e il cambio lira/euro non è 1700.

666 è il numero della Bestia
Gli enunciati della teoria neoclassica sono come le canzoni rock che, suonate al contrario, conterrebbero un messaggio satanico. In questo caso un messaggio favorevole alla classe dominante e a tutto svantaggio del restante 99%.
I neoclassici dicono, parlando normalmente: "La moneta unica funziona solo se l'area che la adotta risponde a precisi requisiti di uniformità fiscale, del mercato del lavoro, governativa, educativa."
Parlando invece come il nano di Twin Peaks, al contrario, essi rivelano un modo molto vantaggioso per le élite di  ripristinare il modello mercantilista di dominio di un paese forte su altri deboli attraverso il vincolo di cambio applicato in un area valutaria non ottimale.  Il trucco dell'Euro, appunto. Prendi una teoria, trattala male, tanto prima o poi l'unione fiscale si farà, hai voglia! Poi arriva l'amerikano pragmatico che ci sgonfia le gomme con la previsione che, per allora, saremo tutti morti.

Allo stesso modo, il principio di reversibilità satanica si applica a tutti i principi che ho enunciato sopra. Basta aggiungere un non all'affermazione e si scoprirà che effettivamente, nel mondo reale, le cose funzionano esattamente al contrario dell'enunciato.
"La migliore garanzia contro lo sfruttamento NON è il mercato" (perché il padrone è buono e caro ma se gli dai un dito...) "I capitali NON devono circolare liberamente" (perché altrimenti succede che la finanza sottrae risorse all'economia reale, vedi sotto). "Più moneta in circolazione, NON porta più inflazione" (infatti la frase in positivo è una pura sciocchezza smentita da tutti i dati ufficiali, fatta per spaventare i crucchi con il babau di Weimar e controllare anti-democraticamente la quantità di moneta circolante, ergo controllare la distribuzione della ricchezza). 
"Il mercato NON è in grado di autoregolarsi". Lo vediamo subito come si autoregola, giusto un attimo di pazienza e uno schemino interessante che introduce l'argomento dark pools.
La contraddizione palese insita nella pretesa che potesse esistere la regola in assenza di regole, del resto, fin dall'inizio non prometteva niente di buono.

'O mercato nun vo' penziere
In questi giorni di vacanza mi sono letta "Finanza per indignati", l'inchiesta di Andrea Baranes sulla finanza casinò e la sua degenerazione in tumore che ha attaccato il tessuto sano dell'economia e da allora mi viene un sorriso da Joker ogni volta che i TG serali aprono il siparietto di economia parlando dell'andamento della giornata in Borsa.
La Borsa, il tempio del Mercato (si, quello con il termostato). Oppure il mercato nel Tempio, quello che fece andar giù di sentimento nostro signore. Un luogo dove, secondo i fratelli Grimm delle ore venti, il Bund fa a braccio di ferro con il BTP ad un tavolo di osteria mentre le altre valute sorseggiano tequila bum bum, ogni giorno c'è l'asta tosta dei titoli di stato con file di risparmiatori ansiosi di aggiudicarsi quel pregevole BTP di scuola vicentina perfettamente conservato e le massaie girano per le bancarelle acquistando titoli che i borsisti incartano commentando: "Il FIAT è un po' di più, lascio, signo' ?"
La Borsa, ovvero il centro del Mercato, nel cervello del popolino deve assomigliare appunto al mercato rionale, ad una colorata Vuccirìa. E, soprattutto e di conseguenza, il popolino che va al mercato deve ragionare con la stessa logica del fruttarolo e del pizzicagnolo. Un mondo di sogno, assolutamente irreale nel contesto finanziario. Una favola per i gonzi, che la manderanno giù assieme alla forchettata di bucatini. "Cazzo, che botta ha dato Tokyo oggi!"
La verità invece è che il Mercato non va più al mercato. Ama le sensazioni forti, la sorpresa, la novità, l'anonimato e la trasgressione delle dark rooms, oops!, dark pools.


Un tuffo dove l'acqua è più blu

Come funzionano le dark pools, omologhi finanziari delle dark rooms
Le dark pools, o piscine, sono luoghi dove le transazioni finanziarie avvengono al di fuori delle Borse ufficiali, su computer ultra veloci e con ritmi di scambio parossistici. Dal 2009, anno successivo al crack di Lehman Brothers, invece di darsi una calmata con la roulette, la finanza ha moltiplicato il trading attraverso le dark pools, con un aumento del 48% e realizzando il 13% del totale del volume complessivo di trading. In Europa le dark pools gestiscono un giro di affari di 80 miliardi di sterline al mese. E per noi non ci sono soldi, vero?

Nel grafico seguente si vede ancor meglio l'aumento di importanza del trading al di fuori della Borsa, soprattutto in Europa dal 2005 in poi.



Il risultato di questo travaso di enormi fiumi di denaro dall'economia alla finanza e dalla finanza in chiaro a quella puramente speculativa e criptata è devastante per l'equilibrio macroeconomico. Dal sistema di scambio D-M-D- (denaro - merce - denaro), siamo passati ad un circuito chiuso D - D (denaro - denaro)  dove la moneta viene moltiplicata senza alcun limite. Alla faccia della massa monetaria che crea inflazione, eh Milton? 
Ecco perché "non si sono i soldi", come ricordavo nella prima puntata di questo post, parlando di coloro che ci costringono a fare sacrifici. Perché i soldi vengono deviati dall'economia reale (dove sono limitati in quantità in modo che non si arricchisca troppa gente, intendendo con gente i poveri e le classi medie) al mondo della finanza speculativa, dove, essendo tutti già ricchi, la ricchezza può essere creata, distrutta e passata di mano in un delirio che rende gli attori sempre più  folli. Finanza creativa perché riesce a creare il denaro dal nulla.

Lo strumento principale di questo tipo di finanza è il derivato, nato come prodotto finanziario assicurativo (ad esempio il plain vanilla) e poi diventato la bacchetta magica per creare speculazione allo stato puro e moltiplicare i soldi e i denari.
I derivati sono misteriosi ("pochissimi sanno come funzionano", "sono complicatissimi da descrivere") ma diventano comprensibili se li si associa al funzionamento della cellula neoplastica.  
Come essa si moltiplicano esponenzialmente e senza controllo e alla fine distruggono il tessuto che hanno intaccato.
I derivati sono ciniche scommesse sulle disgrazie altrui. Posso guadagnare dal fallimento di intere nazioni (CDS, Credit Default Swaps), posso scommettere 1000 volte che ruberanno l'automobile del mio vicino e rivendere la scommessa ad altri 1000 e questi ad altri 1000 ancora.
Posso perfino creare un prodotto derivato che scommette, in un gruppo di persone anziane, su chi schiatterà per primo. Non è veramente diabolico, tutto questo? E, già che ci siamo, scommettiamo che questo gioco non potrà durare in eterno? Anzi, aspettate, vado a rivendere la scommessa ad altri mille.

La legge della bolla e dello spillo
Sapete come è nata la crisi che ancora ci attanaglia? Per spingere gli americani ad aumentare i consumi, le banche decisero di concedere mutui al 100% e più anche ai clienti subprime, cioè a quelli che già si sapeva non sarebbero stati in grado di onorare il debito. Comperare casa diventava così alla portata di tutti, bastava una firmetta in banca. E poi gli americani sono abituati ad indebitarsi. 
Intanto i prezzi delle case aumentavano e aumentavano anche gli importi dei mutui da ripagare con gli interessi. Una gigantesca bolla immobiliare. Poi i subprime cominciarono a non riuscire più ad onorare il debito e i più sfortunati si videro portar via la casa dalla banca. Tuttavia, il guaio peggiore non derivò tanto dalla insolvenza dei debitori nei confronti delle banche ma dal fatto che, questo debito era stato trasformato e moltiplicato a dismisura attraverso gli strumenti derivati e spalmato su tutto il mercato finanziario. Un relativamente piccolo debito privato era lievitato fino a diventare un'altra colossale bolla speculativa,  questa volta finanziaria, che alla fine incontrò il suo spillo gemello nel 2008.

Fare i liberisti con il culo dello Stato (cioè con il nostro)
Siccome, lo sapete, le banche sono troppo grosse per fallire, quando una banca grossa è sull'orlo del fallimento lo Stato deve rimediare. L'odioso Stato della Spesapubblicaimproduttiva, il Grandefratello, il nemico della liberainiziativaprivata. Quello che impedirebbe al mercato di autoregolarsi sabotandogli il termostato.
Funziona così. Le banche, da quando non sono più obbligate a scegliere se dedicarsi al credito oppure alla speculazione, trovano sempre più divertente giocarsi i capitali al casinò di quest'ultima. Magari nelle oscure dark pools. 
Quando perdono, perché con i derivati non si scherza, si ricordano della loro funzione pubblica, si mettono il vestito buono da cassa di risparmio e vanno a batter cassa dallo Stato. E' come avere un parente stretto ludopatico, che si gioca lo stipendio alle macchinette perché, una volta ottenuti i fondi per salvarsi, questi mica mettono la testa a posto ma ritornano a farsi ancora di più di derivati.

Ricordate la contraddizione all'inizio del mercato che si autoregola in regime di deregulation? 
Eccone un'altra bella grossa, di contraddizione, sempre grazie a quei geni dei neoclassici. Lo stato che non deve interferire con i meccanismi del mercato ma che DEVE intervenire per salvare le banche PRIVATE con soldi PUBBLICI.

Bucargli il pallone e portarselo via
Per uscire da questo inferno, dove la finanza prosciuga ogni risorsa all'economia produttiva, ai risparmi dei cittadini ed arriva a minacciare le loro vite, condannando paesi interi alla povertà indotta, bisogna bucare il pallone alla finanza. Bisogna impedirgli di gonfiare bolle su bolle e farla finita con i derivati puramente speculativi. Bisogna costringere le banche a scegliere tra credito e investimento e, se scelgono il secondo, sappiano che se falliscono, in base al principio della libera concorrenza e del mercato che si autoregola, saranno cazzi loro. 

Addendum

Avrete capito che ci sono enormi quantitativi di moneta in giro per il mondo, milioni di fantastiliardi ma, forse perché sono impegnati a nuotare nelle piscine  assieme agli squali della finanza, non hanno alcun effetto sull'inflazione. Niente carriole e francobolli da un miliardo. Anche perché l'inflazione viene controllata tenendo bassi i salari e comprimendo la domanda interna. Così il padrone accumula e il povero dimagrisce, che gli fa pure bene alla prova costume.
Sempre grazie ai derivati e ai prodotti tossici finanziari di ogni tipo i capitali circolano liberamente ma ciò non pare portare alcun vantaggio all'economia reale. Anzi, ad ogni bolla scoppiata equivale una bella crisi strutturale lacrime e sangue per tutti. Sempre più ricorrente o periodica, come avrebbe detto il barbone tedesco.
Capite adesso perché i neoclassici non possono fare a meno della loro fiaschetta?


venerdì 17 maggio 2013

Malleus economicarum





Avete mai ascoltato parlare degli eretici? Non mi riferisco ai dolciniani, terminati di bruciare da parecchio tempo, ma ad eretici di tipo economico. Eretici moderni ma non per questo meno vilipesi ed emarginati.
Guardate, la situazione è paradossale perché chi sentirete parlare in questo video rappresenta in realtà la teoria classica economica che spiega i meccanismi semplici che da sempre governano il sistema capitalistico: il sistema binario del debito/credito, della domanda/offerta. Il meraviglioso relativismo della salita che può diventare discesa. Teoria che, nel secolo scorso, attraverso le politiche economiche di tipo keynesiano, ha risolto tutte le crisi periodiche permettendo ai paesi che le avevano adottate di progredire e dare benessere ai propri cittadini, concedendo al capitalismo di dotarsi di un volto umano e sostenibile.

I veri eretici, a ben guardare, sono gli altri, i liberisti. Quelli che però, dominando il mondo da quarant'anni, dopo aver scoperto che la loro teoria si sarebbe rivelata di straordinaria utilità per gli interessi dell'1% più ricco della popolazione, a scapito del 99% ovviamente, ed averla venduta con gran profitto al primo, si sono tolti lo sfizio di proiettare l'eresia sugli altri, sui fautori di un'economia social oriented e, di conseguenza, bandirli dalle università, dalle trasmissioni di approfondimento e da tutto ciò che fa mainstream. Il golpe dei servi opportunisti.

L'esperienza di ascoltare Nino Galloni e Nando Ioppolo, quindi, è straordinariamente interessante perché non siete certamente abituati a farvi raccontare l'economia ma una sua versione bizzarra, straniante ed allucinatoria, fatta di inflazione che nasce dalla quantità di moneta circolante, di necessità di assenza di qualunque controllo sulla circolazione di capitali tanto il mercato, alla fine, si autoregola da sé come fosse un essere senziente saggio ed avveduto.
Siete cresciuti probabilmente con l'idea che lo Stato sia il nemico, un Moloch che si mangia tutti i vostri risparmi senza darvi niente in cambio. Che privato è sempre bello, buono e fico.  Che l'economia di una nazione è una specie di casalinga disperata molto cotonata che deve far quadrare i conti, far fare i compiti ai figlioli indisciplinati e punirli con l'andare a letto senza cena se non li eseguono.
Un lettura dell'economia favolistica, manichea, fatta di bene contro il male, di moralismo, di culto della ricchezza come valore assoluto.
Il tipico argomentare di una casta privilegiata quando vuole fregare il popolo.
Da qualche tempo infatti vi sta venendo il dubbio che questa versione dell'economia sia una fregatura, che le cose vadano sempre peggio e che non vi sia via di uscita. Non riuscite a vedere il suo lato positivo perché state dalla parte dell 99% e ormai state capendo che, per voi, non vi sarà mai posto nel club esclusivo dell'1%. Siete depressi perché loro vi hanno raccontato la storia di TINA, vi hanno detto che NON C'E' ALTERNATIVA.

L'alternativa invece c'è. C'è l'alternativa alla crisi, all'indebitamento, al progressivo impoverimento della popolazione.
L'intervista a Galloni e Ioppolo, che espone il punto di vista keynesiano, contiene alcune chicche, che vi lascio il gusto di scoprire da soli e che vi lasceranno forse ancora più sconcertati ed arrabbiati, pensando ai sacrifici che la religione liberista e la sua Libera Inquisizione vi stanno infliggendo.

Sapevate, ad esempio, giusto per parlare di crisi dell'eurozona e di chi trucca veramente i conti, che la Germania ( min. 3'50") non computa nel totale del suo debito pubblico, quello che dichiara pubblicamente ai partner europei, il debito dei Lander e quello previdenziale e per questo la culona appare così snella? Che possiede una banca pubblica, la Kfw, che prende denaro in prestito dalla BCE allo 0,75% e lo reinveste al 2% per acquistare debito pubblico tedesco? Questo grazie ad una clausola del Trattato di Lisbona che vieta il prestito dalla BCE agli stati ma non alle banche? Vi sento già: "E noi???"
E lo sapevate che, nonostante vi stiano massacrando con la storia del debito pubblico, dal 1945 non si conosce alcun esempio in alcuna parte del mondo di restituzione di debito pubblico?

Buona visione, e buona depressione.




giovedì 9 maggio 2013

Pagherete caro, pagherete tutti


Il prossimo mese mi attende il pagamento della prima rata dell'IMU. L'anno scorso consistette nell'amputazione di mezzo stipendio, 550 euro. Quest'anno non so, spero non sia di più.
Per gli incauti che facessero la domanda fatale: "Ma come fai a pagare così tanto; che hai un CASTELLLOO??", che di solito mi provoca una fastidiosa identificazione con Hannibal Lecter, fave e chianti inclusi, in questi due post ho già spiegato il perché mi ritrovo a pagare tanto nonostante abbia  un reddito da normale impiegata da 1100 euro (netti) al mese e stia in affitto.

Immaginate la mia contentezza nel sentire in questi giorni che, invece, coloro che ad esempio guadagnano 5000 euro al mese e vivono in una prima casa, magari lussuosa, avranno probabilmente la sospensione della rata fino a settembre.
Nelle mie condizioni vi sono anche quelle persone che, avendo una casa di proprietà, si sono momentaneamente trasferiti altrove per lavoro, pagano un affitto nel luogo di domicilio e vengono salassati da un'IMU che viene applicata sulla "seconda casa" di loro proprietà al paese.
Per non parlare delle attività commerciali che, in pieno crollo della domanda, dovranno pagare cifre da boom economico, addirittura aumentate e perfino nelle aree terremotate.

Come ha spiegato il nostro eroe Luttwak, nei paesi civili le tasse sugli immobili servono per le spese di gestione dei servizi locali. Si pagano al comune affinché il comune provveda allo smaltimento dei rifiuti, alla manutenzione stradale, ecc. Non servono per fare cassa per la fiscalità generale e nemmeno per tappare i buchi fatti al casinò dei derivati dalle banche di partito.
Quei miei 500 euro ( e 1500 complessivi annui) sarei molto più contenta di tirarli fuori se sapessi che serviranno unicamente a tenere pulito il letto del fiume vicino a casa mia e a mettere a posto le buche per strada fatte dal ghiaccio di quest'inverno.
Invece servono probabilmente a continuare a pagare il pizzo all'Europa, la domina sadica che ci vuole sempre più sottomessi, e ad oliare le macchinette della finanza creativa.

Non ho sentito un singolo politico, a parte di nuovo l'amerikano Luttwak, affrontare il vero problema che rappresenta l'IMU: l'iniquità da assenza di progressività. Qualcosa che, sempre nei famosi paesi civili, farebbe tirare in ballo l'incostituzionalità.  Se la tassazione fosse rapportata al reddito io pagherei forse al massimo 200-250 euro e non starei tanto a menarla. Invece, siccome l'importo della gabella si basa su un coefficiente  unico per tutti e svincolato dal reddito, chi più guadagna meno paga. Non si tiene nemmeno conto delle situazioni particolari e nemmeno del blocco del mercato immobiliare che impedisce di disfarsi, volendolo, di un bene che ormai genera solo costi e nessun ricavo.
L'iniquità della tassa emerge con ancor maggior vigore con l'operazione di puro marketing elettorale del fottuto dominante di Arcore, avallata supinamente dai fottuti sottomessi del PD, della richiesta di abolizione e addirittura rimborso per l'IMU sulla prima casa. Sia che si tratti di una bicocca pericolante o di Villa San Martino. Una parvenza di egualitarismo che nasconde la solita manovra salvaricchi.

Ma non temete. Anche se vi sospenderanno la rata sulla prima casa, perché Silvio è tantobbono e Letta è un ragazzo così ammodino e devoto, sono sicura che l'uccello di fuoco uscito dalla porta vi rientrerà dalla finestra. Magari sotto forma di nuova tassa. Dicono che si chiamerà ICS. Come il pareggio. Il pareggio di bilancio voluto dalla padrona.

martedì 19 marzo 2013

Che il prelievo forzoso sia con voi


E' stato un bel weekend di paura sul fronte dell'Eurozona - come vedremo dopo - con gli italiani impegnati a fare la scansione total body ad ogni deputato del M5S, con particolare insistenza sui peli superflui, dopo che per decenni avevano tollerato capimandamento e picciotti senza neppure chieder loro i documenti all'entrata del Parlamento. "Ah, è lei. Passi, passi, dotto' e, se potesse mettere una buona parola per mio figlio... sempre servo vostro. "

Cominciando dalle miserie morali, prima di giungere a quelle materiali, quali sono stati i nodi cruciali del dibattito politico nel fine settimana? In primo luogo il pericolo per il PD di non aggiudicarsi i presidenti di Camera e Senato. Ovviamente se non ci fosse riuscito sarebbe stata colpa di Grillo che rema contro la gloriosa marcia dei democratici verso le leve del potere che ancora sfuggono loro.
Le prime scelte del partito bestemmia pare fossero Bindi e Franceschini, ovvero Jurassic Park. Alla fine, spingendo, respirando profondamente e facendosi aiutare dall'ostetrica Civati, il PD ha partorito la coppia più bella del mondo, quella che i grillini non potevano non votare pena la scomunica del tribunale della Piddina Inquisizione: Pietro Grasso, magistrato antimafia e Laura Boldrini, giornalista e portavoce dell'alto commissariato dell'ONU per i rifugiati.
Eletti i due, anche grazie alla presa per sfinimento di alcuni senatori grillini che hanno preferito al Senato la materia Grasso all'antimateria Schifani, è partita la solita sbrodolata dei desperate house organs - l'ormai illeggibile Repubblica in prima fila - sulla meravigliosa scelta di due figure così rappresentative e meravigliose e di quanto fosse stato bravo il PD a farsi venire la pensata. E' stato Civati, lo ricordo, non Bersani, ma chi se ne frega.

Per carità. Pietro Grasso è magistrato competente e blasonato nella lotta alla mafia, anche se mi ha sempre lasciata tanticchia perplessa la sua dichiarazione che B. meritava un premio per come aveva combattuto la mafia. E ancora meno persuasa mi lascia il fatto che B., notoriamente allergico ai magistrati in politica, non sia sceso subito in piazza contro l'elezione di un magistrato di tal calibro a presidente della Camera.  Si fosse trattato di Ingroia, forse un malino di pancia gli sarebbe venuto? Misteri della politica.
Per quanto riguarda la signora Boldrini, posso dire, da bambina cattiva, che ho riscontrato un po' troppo buonismo dolciastro a rischio coma diabetico attorno ad un funzionario di una istituzione mondiale che è completamente asservita agli interessi imperiali e se ne sbatte gloriosamente da decenni di un particolare tipo di rifugiati quali i palestinesi? La metafora della foglia di fico, del santino, a me pare ci stia tutta. Sempre da bad boys and girls, ovviamente.

Veniamo ora alle cose serie, a ciò che i media accennano solamente sperando che non ne capiamo esattamente il senso, coperto da un mare di fuffa diversiva.
Forse in onore del papa argentino, l'Eurozona sta facendo prove tecniche di corralito e la vittima prescelta nel weekend è stata Cipro, l'ennesima vittima sacrificale sull'altare della moneta unica.
Questa volta però l'hanno fatta più grossa del solito.

Riassumendo: le banche cipriote sono piene di cartastraccia greca e altra merda finanziaria ad alto rischio e sono sull'orlo del fallimento. I figli di Troika concederanno magnanimi un aiuto a queste banche (lo sapete che le banche non possono fallire, voi si), basta che siano i ciprioti stessi a pagarlo attraverso un prestito forzoso sui depositi privati. Non è una patrimoniale sui depositi dei ricchi oligarchi russi, come tentano di raccontarci le demi vierges dei media, visto che si tratta di conti in chiaro. A pagare saranno anche e soprattutto i piccoli risparmiatori, quelli con conti fino a 100.000 euro, rapinati del 6,75% - altro che il sei per mille del Dottor Sottile nel '92 . Euro, che bella parola!
Come garanzia per essere stati rapinati i risparmiatori ciprioti dovranno accettare titoli delle stesse banche bollite, stampati per l'occasione dalla Tipografia Lo Turco.
Lo ripeto, se non fosse stato chiaro finora. Il concetto è: "Hai bisogno di un prestito perché sei in difficoltà a causa delle regole del nostro euro? Ok, però i soldi li prendo dal tuo CC, se non ti dispiace."

Per sicurezza, per evitare che i cittadini salvassero i propri risparmi dalla rapina da parte della Troika, il governo cipriota ha applicato appunto il "corralito", ovvero ha chiuso le banche fino a giovedì 21 e ha limitato i prelievi di contante ai bancomat. Il Parlamento sarà costretto ad approvare il prelievo forzoso, grazie ad una bella dose di terrorismo su "cosa accadrebbe se non lo facessimo. Se crollasse l'euro, con l'invasione delle cavallette e il sacrificio dei primogeniti".
Vabbé, dicono i piddini, Cipro è un paradiso fiscale dove gli odiosi mafiosi tripponi russi vanno a portare i soldi sporchi, crogiolandosi al sole tutti ingioiellati assieme alle loro puttane. E' solo in parte vero ma non importa. Il piddino ha uno stile di interpretare le cose che va dalle copertine della Domenica del Corriere fino a Cronaca Vera.

Ciò che si vorrebbe perpetrare a Cipro è atto gravissimo, ed è l'ennesimo atto di guerra economica e finanziaria della Germania al resto d'Europa. Perché non pensate mica che il complesso chimico-industriale tedesco si accontenterà di quattro sghei ciprioti e del sangue greco. Sempre nel fine settimana sono circolate altre notiziole - questa volta si, ignorate completamente dai media, nonostante fossimo noi i protagonisti dell'attenzionamento.
Bundesbank ci ha lanciato un monito a proseguire nelle riforme e sapete cosa significa, e addirittura Commerzbank, altro merdaio strafatto di titoli tossici, auspica per l'Italia e sempre per la solita scusa falsa del debito pubblico, un prelievo forzoso del 15% sugli asset finanziari, compreso il patrimonio immobiliare (oltre all'IMU, suppongo) e un incremento delle tasse di successione (20% senza franchigia). 
Questa è guerra, signori. La guerra di un paese che ci considera terra da saccheggio per ripianare i conti delle proprie banche, fallite a causa della finanza casino. E che lo può fare perché una classe politica serva e sottomessa, di cui il governo Monti è stato il punto più basso, gli permette di farlo.

Poi ci meravigliamo che i mercati reagiscono negativamente e lo spread si alza. Perché secondo voi questo modo di gestire l'economia e la finanza è normale, è regolare, è onesto, risponde alle regole stesse dei mercati, che in parte sono ancora espressione di istanze di economia reale e che rispondono alla regola della domanda e dell'offerta? No. O ammazziamo l'euro o l'euro ammazzerà noi. O disarmiamo il neomercantilismo nella Germania nell'unico modo possibile, ossia strappandole la pistola euro che ci ha puntato alla tempia, o sarà la fine e allora lo capiranno perfino i piddini.
A proposito, bando alle tristezze ed alle ombre che provengono da Mordor. Possono stare tranquilli gli elettori di Bersani. Se sono veri i rumors su Prodi al Quirinale e Irene Tinagli come ministro dell'economia del PD, puro Partito Unico dell'Euro, bocconiana, ex pd, poi montezemolina e quindi montiana, siamo nella classica botte di ferro. Quella con i chiodi.

martedì 5 febbraio 2013

Pioggia dorata


Se i mercati, JPMorgan, lo spread, le agenzie di rating, il parrucchiere della Merkel, le Borse mondiali, l'Economist, le istituzioni europee, la stampa collaborazionista e tutto il cucuzzaro reazionario finanziario si sono presi paura dell'ultima monelleria via etere di abberluscone e "lanciano l'allarme", ciò può voler dire una cosa sola e molto semplice. Mi dispiace ripetermi ma sembra proprio tutto un gioco del quale anche B. faccia parte. Altrimenti nessuno avrebbe dato tanto peso ad un leader mummificato ormai fuori uso ed innocuo.
Al gioco ci si è probabilmente prestato già un anno fa - a proposito di trattative, sarà interessante tra vent'anni indagare su questa - e oltre ad aiutare a minare ancor di più la democrazia italiana, che da ultrareazionario qual è non dovrebbe essergli difficile, sapendo di non essere più il prescelto per governare, alza la posta per ottenere qualche ulteriore vantaggio personale. Magari il famoso salvacondotto giudiziario che avremmo dovuto dargli già vent'anni fa, fossimo stati preveggenti. Insomma il nostro unirebbe l'utile al deplorevole.

Tornando al Defcon 2 dei mercati. No, ma veramente pensate, come quelli di Repubblica, che JPMorgan e la finanza casinò si stiano angustiando per noi e del fatto che B. potrebbe ancora okkupare l'Italia per anni, dopo averne ipnotizzato gli elettori, facendoci sprofondare nel baratro, poeri nani?
Quella è gente che si è inventata i Credit Default Swaps, scommesse sul fallimento di aziende prima e poi di interi paesi. Più ti avvicini al baratro - quello reale, dei lavoratori e delle imprese, non quello propagandistico dei bocconari - più perdi il lavoro e più avresti voglia di attaccarti una corda al collo e più loro guadagnano, allargando a dismisura il differenziale tra noi 99% e loro 1%. 

La posta in gioco in Europa è troppo grossa. L'euro mantiene l'eurozona sulla graticola e gli shock esterni finanziari ricorrenti ne minano sempre di più la resistenza - segnale che il tessuto economico reale è ormai immunodeficitario - è in AIDS. Finora la Germania e gli altri paesi del centro hanno goduto dei vantaggi del neomercantilismo che strangola i paesi della periferia e la finanza ci ha fatto sopra il suo gioco sporco di scommesse, ma se il giocattolo dovesse rompersi, magari perché la Francia tirerà fuori la grandeur di salvataggio e rovescerà il tavolo, provocando una reazione a catena in altri paesi ormai stremati dal laccio dell'euro, qualcuno potrebbe cominciare a perdere i sudati guadagni e gli vantaggi economici slealmente ottenuti a danno dei soci. Ecco perché è importante continuare a piazzare i propri esattori e collettori di credito nei punti strategici.

B., in questo gioco al massacro, impersona (benissimo, da attore consumato e bisunto qual è) il ruolo che in Grecia è assegnato ad Alba Dorata. Inserire una minaccia antieurista in un paese per aver ancora più ragione a difendere l'euro e il regime antidemocratico che lo sostiene e spingere ancora più a fondo l'acceleratore verso la messa in discussione della democrazia. E' la strategia dell'infiltrazione. Sono degli sbirri, dopo tutto.
Sapete quanto possa avere in uggia gli elettori di B. Gente boccalona e con incrostazioni di ignoranza inattaccabili dall'acido muriatico che da vent'anni non sa distinguere tra Vanna Marchi - con tutto il rispetto - e uno statista. 
Però, questo messaggio neanche tanto subliminale che gli italiani sono pericolosi perché potrebbero fare una scelta sbagliata alle elezioni rivotando er puzzone e quindi prendiamoli per mano e guidiamoli verso il grande occhio di Euron perché da soli non sono in grado di autodeterminarsi, dovrebbe preoccupare chiunque, soprattutto i Doncamillopepponi che smaniano all'idea di governare un protettorato tedesco per procura  con l'ideologia dello gnocco fritto e del farsi belli con le banche. 

Potrebbe finire come la Grecia, con elezioni da rifare subito perché il risultato non è gradito alla Regina di Prussia, ad esempio se Grillo otterrà più del 20%. Oppure con un risultato a PD azzoppato stile 2006, provvidenzialmente favorito dal porcellum che nessuno ha avuto interesse a sostituire con una nuova legge elettorale,  che costringa la "sinistra" ad assoggettarsi ai voleri del P.U.D.E. (Partito Unico dell'Euro) e con B. nel ruolo di disturbatore ufficiale del manovratore. 
Il proliferare di piccole liste che in un sistema maggioritario non hanno alcuna possibilità di vincere dovrebbe far capire che l'interesse è ancora una volta l'ingovernabilità dell'Italia. Inoltre si inventeranno qualcosa per blindare gli attuali equilibri di forze in senso conservativo e sempre più antidemocratico. Magari con un Monti al Quirinale. Lui dice che non ci pensa, quindi sapete già chi sarà il prossimo dopo Re Giorgio.





giovedì 8 novembre 2012

La tetralogia dell'euro

Vi sentite gonfi, pesanti, avvertite nausea e brividi freddi ogni volta che ascoltate la voce metallica di MARIO 9000 e vedete le facce da due novembre dei ministri del governo tecnico e dei politici ABC-normal loro volonterosi complici?
Vi compare uno sfogo cutaneo puntiforme e pruriginoso ogni volta che ascoltate le gaffes della ministra ortolana Fornero? La parola rigore vi provoca stitichezza e perfino defecatio isterica?
Nell'ultimo anno avete notato un dimagrimento repentino limitato alla zona portafoglio? Avete i testicoli sempre gonfi perfino se siete donna? A giugno hanno dovuto asportarvi metà stipendio per pagare l'IMU e il mese prossimo pensano addirittura di enuclearvi un bulbo oculare? 
A causa di tutto questo vi è ricomparsa quella Depressione (maiuscola) che credevate di aver sconfitto per sempre e per giunta vi scoprite ogni giorno una  puntina di paranoia in più in testa? 
La diagnosi è facile. E' la Sindrome della guerra dell'euro.
Siete vittima della pandemia che ha colpito l'Europa e che rischia di fare più morti della famigerata Spagnola del 1918 e per la quale non vi servono i vaccini di BigPharma, come per l'influenza, ma una buona dose di antidoto, come per ogni forma di avvelenamento acuto.
Ci stanno infatti mitridatizzando con le menzogne della propaganda e abbiamo poco tempo per salvarci.

Visto che, oltre tutto, presto ci chiederanno di partecipare con il voto al Gran Varietà Elettorale per confermare i loro stipendi d'oro e il posto che credono essergli stato assegnato da Dio alla tavola del potere - più che posto è uno strapuntino sotto il tavolo, per la raccolta delle ossa già spolpate dai commensali - sarà meglio sapere con chi abbiamo a che fare e quale futuro c'è in serbo per noi.
E sarà meglio anche scoprire se i così detti emergenti hanno veramente qualcosa di nuovo da offrire o si tratta solo di opportunisti pronti a mettersi al posto degli altri. Perché dovremo giudicarli solo in base ai fatti ed ai programmi, non in base a quanto sono carini o simpatici.
Io ho il sospetto che non esista attualmente alternativa all'attuale sistema del "O così o Pomì" e che non sia ancora comparso un soggetto politico in grado di offrire un cambiamento vero, un altro punto di osservazione. Decrescita al posto di crescita, toh. Uscire dall'euro, ri-toh.
Quando perfino Diliberto insegue al galoppo la diligenza del PD per saltarci su e rifugiarsi nel Forte dell'Eurozona, senza rendersi conto che il prossimo governo, se continuerà ad obbedire alla Germania travestita da Europa, si ritroverà a fare polpette dei suoi cittadini e per questo ne sarà per sempre odiato, si è già detto tutto.

Ad ogni modo, per tagliarla corta con le tristezze e le miserie della sinistra e passare al concreto, vi suggerisco quattro libri che ho acquistato e cominciato a leggere. Libri che ho scoperto seguendo i canali Twitter e i blog degli autori - che vi ho già proposto in video in post precedenti (1-2-3) - e che si caratterizzano tutti, pur nelle differenze culturali e di formazione, per una forte critica nei confronti dei meccanismi della moneta unica e delle contromisure alla crisi adottate dai fattorini dell'Eurozona, i famigerati tecnici.
Tra i pochi effetti positivi della crisi economica vi è la voglia di un sempre maggiore numero di persone di informarsi e studiare ciò che ci sta accadendo. La salutare reazione di chi sente puzza di fregatura e, appartenendo alla specie di chi vende cara la pelle, cerca di mettere insieme delle contromisure di difesa. Quando ci sono troppi Gatti  & Volpi in giro, quando c'è aria di smobilitazione e saccheggio finale, con i partiti che cercano di arraffare il più possibile prima del crollo del sistema, l'unica arma di difesa è la conoscenza. Mi pare un buon segno che questi libri stiano vendendo un mucchio di copie, pur non essendo best seller erotici scritti da milfone sadomaso.

Eccoli, in rigoroso ordine alfabetico (ho messo il link ad Amazon ma voi comperateli dove volete):

Badiale & Tringali - La trappola dell'euro, Asterios Editore.

Alberto Bagnai - Il tramonto dell'euro, Imprimatur editore.

Andrea Baranes - Finanza per indignati, Ponte alle Grazie editore.

Mario Seminerio - La cura letale, BUR.

Se Baranes ci spiega con grande chiarezza i meccanismi della finanza, soprattutto quelli deviati della finanza casinò che ha contribuito a creare la crisi attuale a partire dal 2008 e Seminerio si sofferma sulla cura applicata dal governo Monti all'Italia preda della crisi globale, definendola più dannosa della malattia e spiegandone il perché, Badiale e Tringali e soprattutto Bagnai, ci offrono gli strumenti per capire come l'euro sia una trappola nella quale siamo andati ad infilarci consapevolmente e dalla quale non possiamo più liberarci. O forse solo non vogliamo.
Credevamo di migliorare ancor di più la nostra condizione di paese avanzato e invece la moneta unica, il cambio fisso e le regole capestro che lo governano - per giunta disattese proprio da coloro che pretendono da noi i compiti a casa, vero Angela? - stanno facendoci retrocedere a livelli da terzo mondo (da leggere questo fondamentale Luciano Gallino, in proposito).
Con frotte di eurominkia che gridano da ogni platea televisiva: "Ci vuole più Europa!", "Dove saremmo ora senza l'euro?!", "Uscirne sarebbe un suicidio di portata gigantesca!", "Chi vuole uscire dall'euro fa del populismo gratuito!", "Senza l'euro non si va da nessuna parte!", "L'euro è irreversibile!", "Non si può tornare indietro!" (come la morte, quindi).
E' importante sottolineare come la critica all'euro degli autori che vi ho proposto sia assolutamente "classica" e basata sulle previsioni di fallimento che già molti anni fa i maggiori economisti del mondo ne avevano fatto.
Nulla di complottistico e messianico, dunque. Solo la logica inevitabile delle regole basilari dell'economia.
Buona lettura e buona illuminazione, nel senso buono.

lunedì 29 ottobre 2012

Due film al prezzo di uno


Rapporto da un weekend cinevisionario.

Recensione al volo di "Cosmopolis" di David Cronenberg. La caduta del saggio medio del ridicolo. 
Ma no, in fondo questo Cronenberg è intrigante e la mancanza di senso è perfettamente in linea con l'argomento del film: l'assoluto non senso della finanza neoplastica e dei suoi personaggi disperatamente vuoti e monomaniacalmente fissati al denaro. Gente che si è flippata il cervello, con tutti quegli zeri. Il denaro che alla fine è solo una maledizione, un diavolo che esige il pagamento del pegno.
Certo, la pippa è impegnativa: l'ex precog di "Minority Report" Samantha Morton si ispira alle previsioni futuristiche di Casaleggio, Pattinson è espressivo come una cassetta Geberit, la verbosità è a livelli preoccupanti, il ridicolo di cui sopra è sempre in agguato e alla fine si prega solo che il film giunga al termine, visto che si sa già come finirà il fantastiliardario dalla prostata asimmetrica (la solita fissa di Cronenberg per le anomalie fisiche).  In definitiva: intrigante, noioso, saccente, moralista anche, ma tuttavia insinuante come la tentazione. 


Recensione al volo #2 di "Shame" di Steve McQueen.  Versione newyorchese di disperato erotico stomp.
Anche qui una pippa e non solo nel senso di quelle che si spara a ripetizione il protagonista, un sex addict, uno che usa il sesso come fosse una droga. Il sesso come sniffata, come pera in vena, per stordirsi, per okkupare il cervello con il flash dell'orgasmo e non pensare più. Brandon è drogato al punto che non riesce a farlo proprio  nel momento in cui incontra una donna che finalmente lo interessa e con la quale il sesso potrebbe ridiventare un mezzo di comunicazione umana. Ogni esperienza, compreso il rapporto disastrato con la sorella altrettanto problematica, lo ricaccia nell'angoscia della disperazione di una vita che è quasi morte. Vedo la gente viva e ci scopo per non pensare che sono già morto. 
Si intuisce che un delizioso ambientino famigliare patogeno abbia forgiato il destino del protagonista e della sorellina. Due disperati costretti a vivere, per giunta, in quello stabulario senza pietà che è la grande metropoli. Per certi versi siamo dalle parti della "25a ora" di Spike Lee.
Per il resto, che dire, un film indubbiamente interessante ma incompiuto, prolisso, a volte anch'esso intriso di moralismo sensocolpevolista e  che si potrebbe rivedere solo per un motivo: Michael Fassbender che stramerita la Coppa Volpi per la sua straziante interpretazione e "full monty" è una gioia per gli occhi, senza contare che Angela Merkel parlerebbe, a ragione, di "misure impressionanti".

venerdì 12 ottobre 2012

Il ladro espiatorio

Minori trascinati via a forza.  (Roma, manifestazione 5 ottobre 2012)
State attenti, non cadete nell'inganno perché questo è il governo della bugia. Se pensate che Iddu fosse Pinocchio, questi lo superano. Sono un manipolo intero di Pinocchi, Mangiafuochi, Gatti e Volpi, capitanati da quella specie di ambiguo Stregatto che è Monti. Il Barnum di un circo ancora peggiore dell'altro, che in fondo era solo la parte del freak show, un baraccone di fenomeni più o meno disturbanti.
Qui invece ci sono giocolieri (con i nostri destini), trapezisti (sui picchi dello spread), domatori (di operai) e animali esotici ma soprattutto feroci.
Attenti all'inganno, al prestigio. Voi guardate le mani di Monti sempre atteggiate a girare immaginarie manopole di meccanismi economici mirabolanti, ma è nella manica della giacca che sparisce la moneta, per ricomparire dietro il vostro orecchio e poi sparire definitivamente nelle tasche della Finanza predona.

I circensi vi stanno raccontando in tutti i modi che i vostri unici nemici sono i politici e che i politici rubano. Che rubano tutti, a man salva, a destra e a sinistra, quindi sono tutti uguali (tanto loro sono tecnici, non c'entrano, capito?) 
Vi ammoniscono che non esiste alternativa alla Tendenza Inarrestabile, che anche coloro che sembrano politici nuovi sono pericolosi. (Tutto ciò che non è funzionale al loro particulare è pericoloso.)
Vi bombardano a tappeto con le immagini e i racconti della corruzione dilagante. Vi rintronano con i loro ladri espiatori, vi caricano di adrenalina e di sdegno per i 30mila euro spesi da Batman per le Batvacanze e i milioni che girano nei sistemi di tangenti bipartisan. 
Però, ragionandoci sopra un attimo, bisogna ammettere che, di fronte al giro mondiale di miliardi di miliardi della finanza casinò dei derivati - quella che ha provocato la crisi attuale, non dimentichiamocelo mai - queste sono cifre miserabili,  adatte giusto per stupire il popolaccio sfigato che campa con mille euro scarsi al mese. 

Insomma, per farla corta, mentre voi vi distraete a maledire i politici corrotti e fate un pensiero sull'iscrivervi ad un corso per tricoteuses in attesa di vedere rotolare le loro teste in piazza, loro preparano il colpo del millennio. Azzerare la politica, che hanno corrotto con il loro denaro fin dalla notte dei tempi; distruggere l'economia, eliminare la fastidiosa democrazia, distogliere ogni risorsa dal welfare per concentrarla in poche mani - come nel caso dell'elargizione di denaro pubblico alle banche che si sono giocate i vostri soldi al casinò - ed ottenere l'arricchimento assoluto, quello che solo la finanza neoplastica può permetter loro. E' follia pura. E' lo stesso delirio del Lebensraum, dello spazio vitale di Hitler ma lo chiamano liberismo, così sembra una bella cosa. Perfino nobile, visto che ricorda la libertà.

Attenti quindi all'inganno, al prestigio, ma anche alle manovre di diversione, alle bagattelle che servono a distogliere l'attenzione dei prerivoluzionari dai loro misfatti. 
Oggi, mentre si sanciva che una parte della Casta non poteva essere toccata nei suoi onerosi privilegi, i diritti di milioni di altri cittadini poveri (usiamo pure questo termine non ipocrita come l'odioso "bisognosi" usato dal miliardario pittato) venivano calpestati e sottoposti al solito progetto di vessazione economica. Quello del sistema ad immagine e somiglianza del mondo dei ricchi e della loro malvagia ottusità che ha deciso di applicare il Piano Morgenthau, la pastoralizzazione dell'Europa per eliminare una volta per tutte chi non può far parte del club, visto che le risorse scarseggiano.  La soluzione finale. Endlosung. Un evergreen del capitalismo criminale, mai portato a termine in precedenza sul vecchio continente a causa dell'insopportabile piaga del keynesismo buonista del Piano Marshall.
Nella manovra camuffata da legge di stabilità imposta non dall'Europa - come dice la leggenda per i bambini scemi - ma dai criminali della finanza, si scopre che ad essere penalizzati di più saranno i redditi più bassi, quelli che si fanno una pippa di un punto in meno di IRPEF perché saranno ammazzati da un punto in più di IVA.
Una colossale presa per il culo, un crimine contro l'equità sociale, una bestemmia contro la povertà, tutto passato sotto silenzio grazie ad un provvidenziale teatro offerto come al solito dalla volonterosa televisione, vera arma di distrazione e obnubilazione di massa. Strumento sempre più subdolo della propaganda di regime. Quella che, tra poco meno di un mese, deciderà che il nuovo imperatore sarà un miliardario con la stessa anonima faccia da cazzo che hanno i presidenti americani nei film catastrofici.
La televisione è l'oppio dei popoli, direbbe un signore con il barbone bianco, e funziona maledettamente.

Ieri, per tutta la giornata, un fatto assolutamente privato è diventato l'unico argomento, il Grande Distrattore con il quale tutti i politici, anche i più immondi, hanno recitato la parte dei difensori dei diritti dei deboli e degli oppressi.
Non ha importanza chi, nella banalità del male della contesa di un figlio minore tra due genitori che si odiano, abbia ragione. L'esempio, il case study, il caso clinico, è perfetto per sollecitare reazioni di sottopancia, stringimenti sfinterici e creare provvidenziali contrapposizioni in una platea che deve essere distratta mentre le rubano i portafogli.
Di fronte ad un bimbo trascinato via dalla polizia si scateneranno le femministe contro i padri separati, quelli che difendono l'applicazione delle leggi contro quelli che di mestiere fanno la guerra ai giudici perché hanno i loro pelosi motivi e ciascuno, nessuno escluso, vorrà dire la sua sull'argomento. Con i telegiornali che, ovviamente, prima solleticano la curiosità creando l'aspettativa per la visione del filmato "shock" (tra l'altro calpestando la privacy di un minore in maniera vergognosa) e poi coprono la cacata con la sabbia delle reazioni dei politici, questa volta ammessi al banchetto perché comunque parte dell'ingranaggio del potere. Tutti tesi a condannare, a puntualizzare, a deprecare. Non è ancora arrivato Il Monito ma vedrete che non tarderà.

"I bambini non si toccano".
Ora ditemi: non è insopportabilmente ipocrita tutto ciò, all'indomani di filmati altrettanto disturbanti di repressione, botte e trascinamenti di quasi altrettanto bambini durante le manifestazioni studentesche di pochissimi giorni fa? Dobbiamo pensare che i bambini non si toccano, come hanno ammonito oggi senza pudore i politici, i tecnocrati e perfino i torturatori della Diaz, ma solo se non scendono in piazza a protestare contro il loro sistema?

Non cadete nel tranello. Mentre vi scioccano (la famosa dottrina dello shock) con i bambini trascinati via, stanno solo studiando come farvi morire di fame.

venerdì 7 settembre 2012

Irréversible


L'euro sarà pure irreversibile, come dice Mario Draghi, ma vi inviterei a riflettere su un fenomeno che possiamo sperimentare ogni giorno. 
Provate a scrivere una mail e ad inserire nel corpo del messaggio il simbolo dell'euro € (AltGr+E). Quando tentate di inviarla, si apre un pop up che vi invita a scegliere tra diverse codifiche  "perché il testo contiene un set di caratteri non predefinito". 
Io interpreto il fatto così: a distanza di anni dalla sua introduzione come moneta unica europea, l'impero che vi fornisce il più diffuso sistema operativo da PC si rifiuta ancora di considerare l'euro degno di meritarsi una modifica al codice sorgente di Windows. Non vi sarebbe da meditare a lungo su questo? Irreversibile o irrilevante?

E Mario Draghi, scrive mai delle mail inserendoci l'euro?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...