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giovedì 6 marzo 2014

Hey, Renzi, leave those kids alone!




Bad trip #1 Ascoltata stasera nel salottino riefenstahliano della Gruber. Per la creatura piddina Gozi, Matteo Renzi è stato "eletto dagli italiani". Giustamente quel sant'uomo di Maurizio Belpietro è scattato come una rana di Galvani protestando che è stato appena poco più di un milione e mezzo di italiani a votare Renzi alle primarie del PD, e che costoro non sono che un'infima parte di tutti gli italiani, compresi quelli che non lo vorrebbero nemmeno come amministratore di condominio. Non gli hanno nemmeno risposto. Ve lo dicevo che per i piddini le primarie ormai hanno sostituito le elezioni normali. Elezioni a pagamento, oltretutto.

Bad trip #2 Guardate e leggete qui sotto. Lo so è orribile. Ripigliatevi, su, coraggio. L'ha pubblicata sul suo blog Beppe Grillo, sotto il titolo di "I figli della lupa", ed è stata ritwittata. E' il testo di una specie di inno fascistoide, partorito dal lavoro di lingua mentale di un maestro sicuramente piddino (sarebbe troppo bello fosse invece un capolavoro di satira) dedicato ai irRenzi da una scuola siciliana in occasione di una delle tappe del suo Italian School Tour 2014.
Un tizio un po' bischero in visita ad una scuola con la fascia da sindaco e la parlata toscana e tutti che lo applaudono. Sembra di guardare "La vita è bella" sotto acido.


Già, le scuole. Perché proprio le scuole e i bimbi? Perché Renzi ha scelto questo target per la coltivazione del suo personale culto della mancanza di personalità? 
Non state abbastanza attenti ai messaggi della propaganda. E' tutto chiarissimo.
Cominciò la madamin Fornero ai tempi del governo Monti, vi ricordate, a farci la predica sull'essere choosy, pelandroni e mangiaspaghetti. Con il ditino alzato, il look da preside o da assistente sanitaria pronta a farvi la pera di vaccino a tradimento (giuro, la mia aveva lo stesso foulard legato per traverso, un incubo infantile).
Già allora si incominciava a parlare di "compiti a casa". "Dobbiamo fare i compiti". "Dobbiamo andare in Europa con i compiti fatti".  Una metafora che implicava la reductio ad bimbominkiam di un popolo intero. Di sopra l'élite, i maestri, venerabili o meno, e sotto gli alunni, la classe media da impoverire più dell'uranio e da far ritornare, allo scopo, sui banchi di scuola per essere riplasmata alle gioie della povertà di ritorno e alla durezza del vivere dello Schioppa. Scuola elementare, per meglio ribadire il concetto di regressione.
E' come in quelle campagne virali, sapete, dove vi fanno vedere un oggetto misterioso e vi innestano una parola o una sigla in testa. Poi, piano piano, man mano che la campagna pubblicitaria prende forma e il messaggio si chiarifica, capite che devono vendervi qualcosa. 

Ora che finalmente sono riusciti a piazzare il loro pupazzetto a molla sullo scranno del potere, il concetto scolastico e rieducational di compiti dev'essere ulteriormente ribadito. Gli italiani sono scolaretti, anzi: "l'Italia è una bimba indisciplinata che ha bisogno di una baby sitter tedesca", come ha appena detto il diversamente calvo Beppe Severgnini nell'altro salotto buono piddino, quello della Birignardi. 
E' bombardamento, altro che D'Alema e la Serbia. Rieducazione e brainwashing. Maledetto Cameron.
Così, capito perché irRenzi va in tour? Ogni settimana in una scuola, a sparare minchiate e fare il simpatico e ad occuparsi delle giovani menti da piddinizzare. E' così che poi nascono gli inni dei figli della maremma maiala. Anche lui fa i suoi compiti da compagnetto stronzo primo della classe e spera che i somari si identifichino in lui. Una creatura proteiforme mezzo Pinocchio e mezzo Lucignolo.
A questo punto credo non sia nemmeno un caso che, sulla Rai, vada in onda un biopic sul Maestro Manzi, colui che negli anni sessanta insegnò a leggere e scrivere non solo agli analfabeti allora ancora numerosi ma anche a noi bambini di allora. Se è una coincidenza, è curiosa. 

"tu non scordarti di noi... dei nostri sogni... delle speranze.... che oggi ti affidiamo, con fiducia, a ritmo di blues."




venerdì 12 ottobre 2012

Il ladro espiatorio

Minori trascinati via a forza.  (Roma, manifestazione 5 ottobre 2012)
State attenti, non cadete nell'inganno perché questo è il governo della bugia. Se pensate che Iddu fosse Pinocchio, questi lo superano. Sono un manipolo intero di Pinocchi, Mangiafuochi, Gatti e Volpi, capitanati da quella specie di ambiguo Stregatto che è Monti. Il Barnum di un circo ancora peggiore dell'altro, che in fondo era solo la parte del freak show, un baraccone di fenomeni più o meno disturbanti.
Qui invece ci sono giocolieri (con i nostri destini), trapezisti (sui picchi dello spread), domatori (di operai) e animali esotici ma soprattutto feroci.
Attenti all'inganno, al prestigio. Voi guardate le mani di Monti sempre atteggiate a girare immaginarie manopole di meccanismi economici mirabolanti, ma è nella manica della giacca che sparisce la moneta, per ricomparire dietro il vostro orecchio e poi sparire definitivamente nelle tasche della Finanza predona.

I circensi vi stanno raccontando in tutti i modi che i vostri unici nemici sono i politici e che i politici rubano. Che rubano tutti, a man salva, a destra e a sinistra, quindi sono tutti uguali (tanto loro sono tecnici, non c'entrano, capito?) 
Vi ammoniscono che non esiste alternativa alla Tendenza Inarrestabile, che anche coloro che sembrano politici nuovi sono pericolosi. (Tutto ciò che non è funzionale al loro particulare è pericoloso.)
Vi bombardano a tappeto con le immagini e i racconti della corruzione dilagante. Vi rintronano con i loro ladri espiatori, vi caricano di adrenalina e di sdegno per i 30mila euro spesi da Batman per le Batvacanze e i milioni che girano nei sistemi di tangenti bipartisan. 
Però, ragionandoci sopra un attimo, bisogna ammettere che, di fronte al giro mondiale di miliardi di miliardi della finanza casinò dei derivati - quella che ha provocato la crisi attuale, non dimentichiamocelo mai - queste sono cifre miserabili,  adatte giusto per stupire il popolaccio sfigato che campa con mille euro scarsi al mese. 

Insomma, per farla corta, mentre voi vi distraete a maledire i politici corrotti e fate un pensiero sull'iscrivervi ad un corso per tricoteuses in attesa di vedere rotolare le loro teste in piazza, loro preparano il colpo del millennio. Azzerare la politica, che hanno corrotto con il loro denaro fin dalla notte dei tempi; distruggere l'economia, eliminare la fastidiosa democrazia, distogliere ogni risorsa dal welfare per concentrarla in poche mani - come nel caso dell'elargizione di denaro pubblico alle banche che si sono giocate i vostri soldi al casinò - ed ottenere l'arricchimento assoluto, quello che solo la finanza neoplastica può permetter loro. E' follia pura. E' lo stesso delirio del Lebensraum, dello spazio vitale di Hitler ma lo chiamano liberismo, così sembra una bella cosa. Perfino nobile, visto che ricorda la libertà.

Attenti quindi all'inganno, al prestigio, ma anche alle manovre di diversione, alle bagattelle che servono a distogliere l'attenzione dei prerivoluzionari dai loro misfatti. 
Oggi, mentre si sanciva che una parte della Casta non poteva essere toccata nei suoi onerosi privilegi, i diritti di milioni di altri cittadini poveri (usiamo pure questo termine non ipocrita come l'odioso "bisognosi" usato dal miliardario pittato) venivano calpestati e sottoposti al solito progetto di vessazione economica. Quello del sistema ad immagine e somiglianza del mondo dei ricchi e della loro malvagia ottusità che ha deciso di applicare il Piano Morgenthau, la pastoralizzazione dell'Europa per eliminare una volta per tutte chi non può far parte del club, visto che le risorse scarseggiano.  La soluzione finale. Endlosung. Un evergreen del capitalismo criminale, mai portato a termine in precedenza sul vecchio continente a causa dell'insopportabile piaga del keynesismo buonista del Piano Marshall.
Nella manovra camuffata da legge di stabilità imposta non dall'Europa - come dice la leggenda per i bambini scemi - ma dai criminali della finanza, si scopre che ad essere penalizzati di più saranno i redditi più bassi, quelli che si fanno una pippa di un punto in meno di IRPEF perché saranno ammazzati da un punto in più di IVA.
Una colossale presa per il culo, un crimine contro l'equità sociale, una bestemmia contro la povertà, tutto passato sotto silenzio grazie ad un provvidenziale teatro offerto come al solito dalla volonterosa televisione, vera arma di distrazione e obnubilazione di massa. Strumento sempre più subdolo della propaganda di regime. Quella che, tra poco meno di un mese, deciderà che il nuovo imperatore sarà un miliardario con la stessa anonima faccia da cazzo che hanno i presidenti americani nei film catastrofici.
La televisione è l'oppio dei popoli, direbbe un signore con il barbone bianco, e funziona maledettamente.

Ieri, per tutta la giornata, un fatto assolutamente privato è diventato l'unico argomento, il Grande Distrattore con il quale tutti i politici, anche i più immondi, hanno recitato la parte dei difensori dei diritti dei deboli e degli oppressi.
Non ha importanza chi, nella banalità del male della contesa di un figlio minore tra due genitori che si odiano, abbia ragione. L'esempio, il case study, il caso clinico, è perfetto per sollecitare reazioni di sottopancia, stringimenti sfinterici e creare provvidenziali contrapposizioni in una platea che deve essere distratta mentre le rubano i portafogli.
Di fronte ad un bimbo trascinato via dalla polizia si scateneranno le femministe contro i padri separati, quelli che difendono l'applicazione delle leggi contro quelli che di mestiere fanno la guerra ai giudici perché hanno i loro pelosi motivi e ciascuno, nessuno escluso, vorrà dire la sua sull'argomento. Con i telegiornali che, ovviamente, prima solleticano la curiosità creando l'aspettativa per la visione del filmato "shock" (tra l'altro calpestando la privacy di un minore in maniera vergognosa) e poi coprono la cacata con la sabbia delle reazioni dei politici, questa volta ammessi al banchetto perché comunque parte dell'ingranaggio del potere. Tutti tesi a condannare, a puntualizzare, a deprecare. Non è ancora arrivato Il Monito ma vedrete che non tarderà.

"I bambini non si toccano".
Ora ditemi: non è insopportabilmente ipocrita tutto ciò, all'indomani di filmati altrettanto disturbanti di repressione, botte e trascinamenti di quasi altrettanto bambini durante le manifestazioni studentesche di pochissimi giorni fa? Dobbiamo pensare che i bambini non si toccano, come hanno ammonito oggi senza pudore i politici, i tecnocrati e perfino i torturatori della Diaz, ma solo se non scendono in piazza a protestare contro il loro sistema?

Non cadete nel tranello. Mentre vi scioccano (la famosa dottrina dello shock) con i bambini trascinati via, stanno solo studiando come farvi morire di fame.

venerdì 21 settembre 2012

Smutandate Barbie!



(Post vivamente sconsigliato a chi ha sempre giocato solo con Cicciobello.)

Grazie ad un post di MenteCritica sono venuta per caso a conoscenza di un fatto che mi ha, a dir poco, sconvolta. Si, una cosa terribile, che mi ha tolto il sonno. Non so nemmeno come iniziare a parlarne. Tanto vale farsi forza e sputare il rospo tutto in una volta. 
Ebbene, so che per tutte le ex bambine della mia età sarà un colpo, ma dovete saperlo. La Mattel ha messo le mutande alla Barbie. Gliele ha proprio saldate addosso. Dei mutandoni, visti gli standard attuali perizomiali, e color carne. Una cintura di castità, una cosa orrenda. La foto è qui, per chi ha lo stomaco forte (warning, graphic content!)

Non capisco cosa ci fosse da coprire, oltretutto. Non gioco con la Barbie da quando avevo dodici anni, quindi da un bel po', ma me la ricordo bella nuda e smutandata, con appena il tatuaggio in rilievo, praticamente la marchiatura, del logo Mattel su una chiappetta. Un confronto tra la versione vintage e quella attuale è in questo straordinario calendario.
Mi ricordo che là sotto, tra le gambe affusolate che negli anni settanta divennero meravigliosamente snodate, era liscia con appena un'allusione di solco di passerina. Praticamente infibulata con il metodo egizio. Non parliamo di quel frocetto di Ken, con quel pacco appena accennato (noi bambine intuivamo qualcosa di mancante ma non sapevamo ancora cosa di preciso) e che ci dava comunque una certa subliminale angoscia di castrazione. Credo che adesso abbiano messo anche a lui una specie di sospensorio da pugile per confondere maggiormente le acque.

Mettere lo Sloggi contenitivo alla Barbie è una bestemmia, è un crimine che poteva venire in mente solo ad una corporation psicopatica. Primo perché la Barbie, proprio perché censurata e mutilata, nonostante l'abbiano infibulata e scapezzolata all'origine per tentare di renderla meno erotica, è la bambola più cripticamente maiala che sia mai stata creata. Degenitalizzandola l'hanno fatta diventare solo più perversa, più perturbante ed incline a sollecitare fantasie sadomaso o violente tout-court.

Non a caso è sicuramente la bambola d'elezione per fantasie infantili perverso-polimorfe  e per installazioni più o meno hard adulte. Guardate questo maiale cosa ha combinato per risessualizzare Barbie e Ken.
Qui potete gustare una serie molto interessante, realizzata dalla fotografa Mariel Clayton, con Barbie e Ken. C'è la Barbie shibari, la domina, quella che minaccia Ken con un fallo posticcio gigantesco  (volevo postarla qui ma Blogger me l'ha censurata, protestanti bacchettoni di merda).
Non mi sono meravigliata affatto di vedere le altre fotografie decisamente gore della Barbie serial killer intenta a decapitare Ken, a fare a pezzi e conservare in salamoia le teste delle amiche. E' normale. Non so perché ma è una bambola che prima o poi ti dà un gusto sovrumano a staccarle la testa.
Non mi meraviglierei che, nella versione mutandata, qualche infante emulo di Jack the Ripper provasse a mutilarla ulteriormente nel tentativo di asportarle gli odiosi slip contenitivi.

La riprova della perturbanza di Barbie è questa foto dove l'umano imita l'inanimato. La sconcertante Barbie di carne.



E ora qualcosa di completamente diverso. La bambola Kate, praticamente indistinguibile dall'originale.
La casa reale inglese si fa venire le crisi isteriche se la principessa si toglie le mutande in favore dei paparazzi e minaccia la libertà di cronaca nel mondo per impedire che dal parrucchiere possiamo vedere uno scorcio della real patonza per morire d'invidia al pensiero di cosa si tromba il principesso William.
Chissà se la Drag Queen Betty ha idea delle cose che dei bambini innocenti possono far fare alla bambola di Kate, pensando non solo alle Barbie e a Ken ma al cavallo di Barbie.


martedì 31 agosto 2010

Cervellini sumeri


" CiAo! SoNo uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA, bAsTa gUaRdArE Il mIo tEmPlY HiHiHi!! pOtReI EsSeRe lA TuA FiDaNzAtA, o, La tUa mIgLiOrE AmIkA Se sEi uNa fEmMiNa, CmQ Nn mI PuOi kOnFoNdErE, iO SoNo iO!! SoNo mOlTo vAnItOsA, qUaNtO StYlOsA, kIaKkIeRoNa, SoCiEvOlE, sOnO uNa HoUzEtTaRa! sTaTe aTtEnTi a fArMi iNkAzZaRe kE Io dIkO Le kOsE In fAcCiA SeNzA PeNsArCi!! aMo iL RoSa E lE mIe TeShOrE hOuZeTtArE! TuTtO KuElLo kE FaCcIo è sTyLoSo! LeGgI I MiEi pOsT E Mi iNvIdI PeRkÈ Io Ho sTyLe e tU No, PeRkÈ Io fAcCiO KoSe kE Tu nN FaI E Nn hAi mAi fAtTo e nN FaRaI MaI!! KrEdI Di rIuScIrE A GiUdAkArMi sOlO Da kOmE SkRiVo e kOsA SkRiVo, Ma fIdAtI Ke nN PuOi! E Se lO FaI VuOl dIrE Ke sEi iNvIdIoSo/a!! kUeStA SoNo iO: uNa rAgAzZa eStReMaMeNtE StYlOsA! LoVVo: L'EsTaTe, Il rOsA, iL FuCsIa, Le vAkAnZe, NeW YoRk, GlI StAtI UnItI In gEnErAlE., lE KoSe StYlOsE, lA HoUsE, lE DiSkO, l'aLtRo mOnDo sTuDiOs, TuTtE Le kOsE KoN Le sTeLlInE, iL MiO NuOvIxImO TaGlIo dI KaPeLlI Tr HoUse, AnDaRe dAlLa fRaNcY E dAlLa sAlLyNa, AnDaRe a cEnA FuOrI KoN MiKy, JaCkY, kAlDa, La jEsSy e lA NiKa e pOi tAnTe aLtRe kOsE!! hate: La sKuOlA, l'iNvErNo, TuTtI I KoLoRi kE Nn sIaNo iL RoSa e iL FuCsIa, TuTtE Le kOsE Nn sTyLoSe, tUtTi gLi sFiGaTi, TuTtI I VeStItI Nn fIrMaTi, La mIa eX MiGlIoRe aMiKa kE È UnA SfIgAtA ImPoX!!! sKrIvErE SeNzA "k", lE SkArPe sEnZa tAkKo, Nn aNdArE In dIsKo, Nn aVeRe i sOlDi nEl cElL, lE XsOnE FaLsE, Le RiKoPiOnE EcC..!! NoN E' bElLo cIo' Ke è bElLo, Ma è bElLo cIò kE È HoUsE! Mi dRoGo dI HoUsE MuSiC, sEmPlIcEmEnTe iO, sOnO StRoNzA Ma cOn sTyLe! lE StElLe sTaNnO In cIeLo, Ma iO SoNo l'eCcEzIoNe! iO ReGnO SeMpRe e oVuNqUe QuEsTa E'lA PrInCiPeSsA HoUzEtTaRa! Se CoPi iL MIO mOtTo, FaI pRoPrIo PeNa! NoN hAi StYlE! "

(Anonima bimbaminkia, trovata per caso navigando a vista)

Casomai qualcuna si facesse prendere dal rimpianto per un figlio mai nato o le saltasse l'uzzolo di farlo a 54 anni come la Gianna. Per la serie "lo chiameremo Giovanni Battista".
Guardate su, tentate di leggere senza farvi venire un ictus e pensate a cosa poteva capitarvi.
Una bella dislessia di ritorno ed aver bisogno di un decriptatore per crackare un figlio cuneiforme che parla come i Sumeri. E pure stronzo ma con StYlE.

giovedì 25 settembre 2008

Ed ora le punizioni corporali

Del grembiule con il fioccone che Suor Bèla-Stéla Gelmini rivuole nelle "squole" si è già parlato. I soliti maligni ora parlano di presunti interessi economici della ministra nel settore tessile ma forse è solo l'ennesimo pettegolezzo che si aggiunge a quello, a livello di leggenda metropolitana, che la vorrebbe figlia di un prete e mica di un prete così, ma di Padre Eligio, il famoso padre spirituale in slip rossi del Milan di Rivera. Fantasie irreali o fantasiose realtà, chissà?

Ora Stelassa torna all'attacco con il maestro unico. Vi dirò, a me che sono cresciuta con il Maestro Alberto Manzi, al quale debbo imperitura gratitudine per avermi alfabetizzato per via catodica prima ancora che andassi a scuola, la cosa non pare tremenda, anzi mi vengono i goccioloni agli occhi. Ma si, un bel maestro o una maestra, dei Konrad Lorenz sui quali sviluppare il primo vero transfert della nostra vita ed imprintarci con gioia come tante paperette è sano e formativo.

Molto peggio pensare di restringere il tempo pieno o l'idea di ritornare a classi di trenta elementi. Ai nostri tempi, trenta scolari in una classe significava trenta scolari ancora gestibili a parte qualche singolo Franti. Oggi come oggi, con le lenze da galera che ci ritroviamo come figli, si dovrà temere seriamente per l'incolumità fisica degli insegnanti. Non vorrei che Maroni dovesse inviare l'esercito anche nelle classi per questioni di ordine pubblico.

Poco male, la Stellina ha pensato anche al 7 in condotta per sedare i bollenti spiriti. Giusto e, già che si fa, dopo il grembiule, il castigo dietro la lavagna, il cappello da somaro e l'inginocchiamento sui ceci, perchè non tornare alle care vecchie punizioni corporali a base di righello, frustino e cinghia dei pantaloni? Roba che i nostri babbi ancora sentono il bruciore alle chiappe, solo a pensarci.

L'unica cosa che la ministra con il fiocco non toccherà, dice, saranno gli insegnanti di religione e di sostegno.
Ci credo, perchè il suo modello è quello. La vecchia scuola cattolica austera fatta di pedagogia nera, quella dove le suore menavano, oh se menavano...

domenica 10 agosto 2008

Guarda come ciondolo

(Parental Advisory: Attenzione, l'autrice del post non è riuscita ad evitare a volte toni decisamente pedofobi nella seconda parte del testo).

(Disclaimer: Esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti. Tutti noi faremmo la firma per averli come figli e nipoti. Purtroppo più di frequente ci capitano quelli che descrivo nel post e che sarebbe ipocrita far finta che non esistano solo per fare la figura dei buonisti alla "sepoffà".)

Vorrei parlare di un fenomeno che mi capita di osservare sempre più spesso, in particolar modo in questi giorni. Quello dei bambini ma soprattutto degli adolescenti che ciondolano tutto il giorno in preda ad una noia cosmica attorno ai genitori e agli altri malcapitati adulti, perchè le scuole sono chiuse.

L'altro giorno ho assistito ad una scena veramente pietosa. Un bambino costretto per quasi due ore a rimanere nell'angusto spazio di un salone da parrucchiere ad alta intensità di estrogeni mentre a sua madre fissavano le extensions, senza purtroppo contemporaneamente sigillarle la bocca. Il bambino ha ciondolato, appunto, per metà del tempo quindi una delle sciampiste, misericordiose, ha detto "Ma non si può dare qualche giornalino a questo piccolo per distrarlo un po'?" Il problema è che le riviste finivano sfogliate molto alla svelta, non essendo un bambino di 7-8 anni molto interessato a "Men's Health" e a questioni come addominali a tartaruga e durata del rapporto.
La creatura, poverina, è stata fin troppo buona, un piccolo Buddha. Un altro avrebbe sfasciato il negozio e sviluppato un odio feroce nei confronti delle donne. Alla fine però, quando la madre ha finalmente avuto le sue estensioni e l'arsura le aveva già provvidenzialmente seccato la gola, il figlio santo appariva francamente distrutto. Penso avrà rimpianto i cateti e financo le ipotenuse da masticare durante le grigie ore scolastiche di novembre.

Se alcuni ragazzini ciondolano ma li sopporti ed anzi ti fanno un po' pena come il piccolo coiffeur victim, altri te li ritrovi tra le palle domandandoti cosa hai mai fatto di male per meritare questo, non essendo oltretutto responsabile della loro nascita e quindi della loro immissione nella biosfera.

Per quello che mi ricordo, se noi ragazzi avessimo dovuto trascorrere una intera giornata con i genitori chiusi sul loro luogo di lavoro ci saremmo sparati già alle sette di mattina. Per non dire che loro non lo avrebbero mai permesso se non in circostanze assolutamente eccezionali.
La regola per i ragazzi, durante le vacanze, era trovarsi - dico la parolaccia: giocare - ma ad almeno due chilometri dai genitori e soprattutto all'aria aperta. Già le vacanze al mare trascorse assieme a loro erano vissute con disagio. Anelavamo all'indipendenza, al poter stare per conto nostro, a non dipendere dai genitori. Con appena quattromila lire alla settimana di paghetta e un pallone da calciare in un cortile.

Invece, per un curioso fenomeno che ai miei tempi sarebbe stato impensabile, c'è una tipologia di ragazzini che si incollano alle calcagna dei genitori (e purtroppo degli altri malcapitati ed incolpevoli adulti presenti) i quali se li ritrovano in negozio, perfino negli uffici a ciondolare per ore come zombi decerebrati senza possibilità di scrollarseli di dosso se non dietro elargizione di somme di denaro. "Su andate a farvi un giro, comperatevi qualcosa, ma non tornate prima di stasera, mi raccomando".

Non riuscire ad allontanarli significa assistere a lunghissime sedute di "scoppio delle palline di bubble pack" oppure di caduta ritmica di moneta sul tavolo (record mondiale appena stabilito: 9'45"), oppure alla distruzione sistematica del luogo ove si trovano. Apparecchiature che cadono sotto una maledizione inspiegabile e smettono di funzionare, stampanti che cominciano a buttare inchiostro perchè il genio ha cercato di smontarle, insudiciamento di tastiere, mouse e registratori di cassa che sembrano spalmati con lo strutto. Per non parlare dei computer che, da un giorno all'altro, si ritrovano più infetti di una fogna di Calcutta perchè loro chattano e scaricano, scaricano e installano.
Pare che i genitori lo facciano perchè almeno sanno dove sono i figli, li si può controllare meglio. Là fuori, si sa, c'è la droga, appena volti la testa trombano come ricci. Si parla anche di undici-dodicenni.

Il problema è che se nei mesi invernali questo tipo di cucciolo sembra avere uno scopo nella vita, cioè tirare a campare a scuola, studiare il meno possibile e occuparsi in inutili corsi di danza, sport e musica facendo finta di interessarsi a qualche cosa, con la fine delle lezioni e la chiusura estiva delle palestre scatta la consapevolezza di non sapere più che cazzo fare dalla mattina alla sera.
Di conseguenza il genitore si tira dietro i figli ma senza considerare il fatto che questi, che sono un 'orrenda ibridazione tra bambino ed adulto, che non giocano più e non sanno stare con sé stessi, non sono nemmeno abituati a stare con i genitori, vedendoli si è no di sfuggita ogni tanto. Disposti a non concedere nemmeno un grammo di affettività a babbi e mamme che li hanno tirati su come delle slot-machines, "metti la moneta e lui ti considera per 30 secondi", semplicemente impongono la loro indifferenza ed il loro è un silenzio che ti assorda, tanto che passi l'estate a fantasticare sul Pifferaio di Hammelin e a pregare San Remigio che torni presto la scuola a portarseli via, con un pensiero affettuoso ai poveri insegnanti che dovranno giuggiolarseli per nove mesi. Quasi un'altra gravidanza. Roba da correre a farsi legare le tube.

Certo, esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.
esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.
esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.esistono ragazzini bravi, studiosi, indipendenti, buoni, affettuosi e soprattutto intelligenti.

domenica 30 dicembre 2007

Esiste davvero una lobby pedofila?

In questi giorni rimuginavo su un concetto espresso da Don Di Noto, il prete di Telefono Arcobaleno che da anni si batte contro la pedofilia e ribadito dal procuratore Alfredo Ormanni, titolare di un inchiesta sulla pedopornografia online, che ho trovato in un vecchio articolo di Repubblica del 2000.
In sostanza i due si domandano, basandosi su indizi più che fondati provenienti dalla loro esperienza di lotta al fenomeno, se esista e quanto sia potente una lobby pedofila.
Nell’articolo, al di là delle accuse di inazione al governo di allora, di centrosinistra, è interessante il concetto che laddove si vada veramente ad indagare nei meandri dei più sordidi sottoboschi della pedofilia, qualcuno a livello politico e di potere può intervenire per bloccare le indagini e insabbiare.

In effetti la sensazione è che, per fare un paragone, il fenomeno sia trattato come il traffico, spaccio e consumo di droga. Grande risalto e grancassa mediatica a notizie che investono i piccoli consumatori, magari occasionali, del prodotto pedopornografico e silenzio assoluto su casi ben più gravi, su coloro che organizzano, coloro che beneficiano del traffico di bambini, che ne abusano fisicamente e che perfino li fanno sparire, ovvero sui grandi trafficanti.

Abbiamo scoperto di recente, grazie ad inchieste giornalistiche, che un documento del Vaticano risalente ai primi anni sessanta, il Crimen Sollicitationis suggeriva di tacere degli abusi sessuali compiuti da sacerdoti su fedeli, anche bambini. Sappiamo la fatica che è costata inchiodare il clero pedofilo alle proprie responsabilità, non solo in America, e come nonostante tutto inquisiti in tonaca siano stati semplicemente spostati di sede dal Vaticano ma non puniti.
Ricordate il caso di qualche anno fa, di un imprenditore triestino, intercettato dall’FBI, che parlando al telefono chiedeva una bambina da violentare e possibilmente uccidere? Non se ne è più parlato e neppure di casi simili che pure esistono perché sono segnalati in migliaia di inchieste soprattutto nel terzo mondo, dove questo tipo di violenza avviene con sconvolgente facilità.
Solo di rado emergono notizie sui giornali di arresti di quei pedofili che fanno del turismo sessuale il loro sport preferito, insomma dei pedofili attivi, quelli che predano i piccoli per la loro perversione.

A proposito di perversione, io credo che in certi casi l’abusare di un bambino, specialmente se di condizione economica inferiore e di razza diversa, sia qualcosa che travalica la pedofilia come disturbo della sessualità, anzi forse non ha niente a che fare con esso. E’ un atto di predazione sociale dove forse chi più può spendere, in quel tipo di mercato, più tenera ed indifesa può avere la sua vittima. In questo senso non serve parlare di castrazione chimica e cazzate del genere. E’ il denaro e il senso di strapotere che esso dà che crea i mostri, non la patologia sessuale.
Esistono naturalmente i pedofili alla Chiatti, coloro che agiscono sulla base di un impulso deviante, magari generato dall’aver subito abusi a loro volta, ma a mio modesto parere si tratta di una minoranza.

Da anni si parla di un traffico di bambini gestito dalla malavita internazionale, di circoli ristretti dove i potenti, compresi nomi notissimi del Gotha imperiale, si riunirebbero per scambiarsi le piccole vittime, di interi orfanotrofi dell’est europeo trasformati in set dell’orrore pornografico e forse in veri e propri mattatoi.
Purtroppo, mancando un’informazione chiara e concreta su questo aspetto del fenomeno pedofilo, anzi mancando proprio l’informazione e regnando la confusione, è inevitabile che si crei una specie di mitologia, di elaborazione fantastica che fa quasi pensare che non sia vero niente, che tutto sia frutto dell'immaginazione e materiale per Z-movies o romanzacci da quattro soldi.
Siccome però la pedofilia colpisce ogni giorno ed è un fenomeno più che concreto, ecco che chi se ne occupa attivamente arriva a pensare che, appena si toccano i grandi spacciatori, i grandi organizzatori e gli illustri fruitori, intervenga la politica, come longa manus in difesa del Potere e dei suoi membri viziosi, a mettere tutto a tacere, a dire che sono tutte fantasie e che i marziani non esistono.

Tutt’al più si indica al pubblico ludibrio il piccolo consumatore e spacciatore, quello domestico, quello che si limita a guardare. Il caso più recente è quello di Alberto Stasi, nel cui computer sono stati ritrovati, immagino grazie ai potenti mezzi di recupero dati delle forze dell’ordine, video e immagini a carattere pedopornografico.
Stesso tipo di materiale fu ritrovato nei computer del musicista Augusto Martelli in seguito condannato ad un anno e sei mesi per il reato. Ha invece patteggiato e non andrà in carcere sempre per detenzione di materiale pedopornografico Paolo Onofri, il padre di Tommy, il bimbo assassinato dai rapitori a Parma. Nel suo caso c’è stata una maggiore tolleranza, che però dimostra quanto la popolarità mediatica e certe simpatie epidermiche possano aiutare più dei migliori avvocati. Ci si chiede: perché Martelli sul rogo e Onofri no?
A me sembra che, al di là delle ipotesi di reato, vi sia più severità nei confronti di chi guarda delle foto, per quanto rivoltanti, rispetto a coloro che i bambini li seviziano attivamente e questo non giova alla causa della lotta alla pedofilia.
Martelli lo si è crocifisso sui giornali, Scancarello invece, sospettato dei fatti della scuola di Rignano, ha ricevuto maggiore solidarietà e si tratta di due personaggi che provengono dallo stesso mondo dello spettacolo.
Non so, mi pare che fare tanto chiasso sul computer di qualcuno serva a depistare le magagne di altri o ad allontanarle geograficamente. I pedofili stanno in Belgio o nelle steppe russe, non da noi.

Chiarisco subito, per evitare equivoci, alcuni concetti. Riempire il proprio hard disk con materiale foto e video pedopornografico non è qualcosa che possa accadere spontaneamente, a computer spento, grazie all’opera di gnomi dispettosi, visitando semplicemente siti porno o warez o scaricando con il "mulo" materiale normale.
Si, capita di leggere titoli inquietanti nel materiale scaricabile del circuito P2P ma di solito si evita di scaricarlo e basta. La pedopornografia è un tipo di materiale che bisogna andarsi a cercare e non senza difficoltà nel deep web. Se non lo cerchi attivamente, te ne imbatti di rado.

Navigo in Internet da dieci anni e mi ricordo che agli inizi si trovava un mucchio di pornografia gratuita, soprattutto fotografica, di tipo diremo tradizionale, grandi scopate tra adulti. Per chi si avvicinava per la prima volta al fenomeno c’era la curiosità di vedere qualcosa di proibito a portata di mano nel proprio computer e gratis ma dopo l’ubriacatura iniziale, siccome dopo tutto la pornografia è ripetitiva e noiosa essendo i buchi da riempire sempre gli stessi, ci si stufava e si tornava a giocare con i videogiochi.
In dieci anni mi è capitato solo una volta, e con sgomento, di trovarmi di fronte un’immagine pedopornografica apertasi grazie al gioco delle finestre pop-up, iniziato in un sito russo di sfondi per desktop che rimandava a siti warez, di programmi piratati.
Mi scrissi l’indirizzo e lo segnalai immediatamente al Telefono Arcobaleno, che fornisce un modulo per segnalazioni di siti pedopornografici (senza avere alcun riscontro, ma spero la segnalazione sia andata a buon fine).
Tuttavia, l’immagine di una bimba dell’età apparente di non più di quattro anni nell’atto di praticare un pompino mi sconvolse talmente che da quel giorno evitai come la peste di avventurarmi in certi siti e per sicurezza ripulii cache e cronologia del browser.
Questo per dire che, se qualcuno risulta avere un hard disk pieno di video e immagini pedopornografiche, magari catalogate in cartelle e non semplicemente nella cache del browser, secondo me dimostra di essersele andate a cercare e, temo, di gradirne la visione. Nessuno terrebbe sul proprio computer immagini disgustose o disturbanti se non le trovasse soddisfacenti alcune proprie perversioni.
La giustificazione che adducono di solito queste persone colte in fallo è che "stavano documentandosi" ma è una scusa che non sta in piedi.

Quindi è giusto domandarsi se questi personaggi si limitino al voyeurismo o siano anche pedofili attivi. E’ giusto che il reato venga punito e che la società li tenga d’occhio ma mi piacerebbe vedere qualche volta anche la faccia di uno qualsiasi di quei rispettabili signori che, appena tornati dalla vacanza in Thailandia, magnificano le tenere terga dei bimbi appena abusati, vantandosene magari in palestra con gli amici. Mi piacerebbe vederli assicurare alle patrie galere e che il telegiornale ne parlasse, facendo nomi e cognomi. Altrimenti viene da pensare che la lobby pedofila esista e sia più potente che mai.

Questo mio post è il secondo (qui il primo) che aderisce all'iniziativa "Blogger contro gli abusi sessuali sui minori" di Psiche e Soma.
Un ringraziamento a
Comicomix per la vignetta (qui i codici per inserire il banner sui vostri blog).
L'inziativa continua e la partecipazione è ancora aperta a tutti coloro che volessero condividere la propria esperienza o dire comunque la propria opinione sull'argomento. Parlarne è importante.

domenica 16 dicembre 2007

Orchi e lupi cattivi, ma questa non è una favola.

Altre volte ho scritto di pedofilia. Ho usato gli accenti più duri che potevo trovare perchè di fronte a qualcosa che rovina l'esistenza di un bambino fino all'età adulta e in certi casi per tutta la vita, è difficile tenere a freno le emozioni.
Non c'è bisogno che ricordi qui perchè un atto di pedofilia, anche se non arriva allo stupro vero e proprio ha questo effetto devastante sulla psiche di un bambino. Si tratta di un atto compiuto su un soggetto che non ha la possibilità di scegliere liberamente di parteciparvi e in un settore delicato come la sessualità, quindi è sempre violenza.

Il pedofilo si avvicina al bambino e conquista la sua fiducia poi, come il cobra, all'improvviso colpisce, lo coinvolge in qualcosa che il piccolo non comprende lì per lì ma che risulta perturbante, sconosciuto, invadente, perfino piacevole allo stesso tempo che doloroso e proprio per questo ancora più spaventoso.
Il bambino non dovrà raccontare ciò che è successo, non dovrà parlarne con nessuno (perchè il pedofilo è un vigliacco di merda, in fondo sa che quello che ha fatto è male). Nasce qui la condanna al silenzio, al doversi tenere questa cosa dentro per anni (venti?) nascondendola talmente bene che solo anni di terapia e tanta sofferenza e lavoro interiore possono riportare alla luce. Le storie di abusi sessuali sono come reperti archeologici, a volte vengono alla luce per caso, perchè un terapeuta inciampa in una rabbia repressa che ti ha fatto ammalare di quella che tu chiami, per far prima, depressione.

Un mio bravissimo collega mi ha spiegato che, in questi casi di abusi, ciò che fa ammalare è la rabbia di essere stati ingannati, perchè quella persona ti aveva promesso un giro al lunapark e poi invece la macchina si era fermata in parcheggio e lui ti aveva messo le mani addosso. La rabbia di non essere stati difesi dai genitori; dalla mamma che ti aveva inconsapevolmente lasciato andare con lui perchè di lui si fidava, come non avrebbe potuto, era suo padre. Del babbo, il tuo supereroe, che in quel momento non era lì a difenderti, a prendere a pugni l'orco e farlo a pezzi.
La rabbia di non poter raccontare nulla a mamma e papà perchè mai ti crederebbero, ti hanno indotto a credere, e poi sei consapevole che succederebbe un pandemonio familiare se tu parlassi e tu hai paura di queste cose.
La rabbia di essere stata ingannata e circuita, di essere rimasta paralizzata senza il coraggio di ribellarsi a quelle mani e il senso di colpa che ora ti opprime per non averlo saputo fermare. Sembra incredibile ma tutta la colpa del crimine della pedofilia ricade sempre sulla vittima, che si sente sporca, contaminata, indegna da quel momento di poter essere toccata in maniera pulita e sincera, da qualcuno che la ama veramente.

La rabbia che ho descritto, che nasce da un ricordo nascosto negli anni e quasi completamente rimosso nell'inconscio se non per pochi frammenti indistinti, ti porta alla depressione, al non trovare una via di uscita alla tua vita che non sia la fine, perfino la morte. Nei miei anni peggiori immaginavo il mio futuro come un muro nero. Niente altro e nient'altro al di là del muro se non il vuoto.
La cosa peggiore è che non riuscivo a dire perchè stessi così male. Sapevo di avere qualcosa dentro, qualcosa che cercavo di vedere ma non riuscivo a focalizzare. Intuivo che era qualcosa di traumatico, dal rancore che provavo verso mio padre per il fatto che non aveva potuto difendermi allora (ma come avrebbe potuto visto che non sapeva nulla?) e come esponente della categoria uomo, fino al vero e proprio terrore che mi provocava lo stare in un'auto con un uomo, anche ora che ero ormai adulta.
La depressione ad un certo punto mi ha salvata, mi ha portato a chiedere aiuto, la terapia mi ha fatto ricordare, i miei hanno saputo ed è stato un dolore anche per loro. Un tuono a ciel sereno. Una scossa di terremoto.
Una cosa sia chiara, anche un genitore che viene a sapere cosa è successo al proprio figlio subisce una violenza e un dolore enormi, per chi avesse ancora qualche dubbio sui danni che provoca la pedofilia, non solo ai bambini. E il senso di colpa per aver dato loro comunque un dispiacere non ti lascerà mai più.

Ho detto altrove che la pedofilia, soprattutto quella famigliare, è come la mafia perchè condivide con essa l'omertà e ne sono convinta.
Il crimine della pedofilia a volte è compiuto da una sola persona, che per puro caso càpita al bambino di incontrare sulla sua strada, il classico "maniaco" di cui si parlava una volta. Più frequentemente però il pedofilo, se si annida in famiglia, può contare su complicità, silenzi, omertà appunto, che fanno si che il crimine rimanga come una tara familiare e si perpetui nelle generazioni successive.
Quando parlo di omertà e pedofilia familiare so di cosa parlo perchè se qualcuno nella mia famiglia avesse parlato prima e avesse messo in guardia chi di dovere, io non mi sarei trovata nei guai.
Quando ho riesumato i miei cadaveri dall'armadio ho parlato e ho messo in guardia chi aveva bimbe piccole. Non mi importa se sono stata poi accusata di spargere fango sulla famiglia, di essere una pazza che inventava storie assurde e di lamentarmi tanto quando "in fondo non ero mica stata violentata". Capite perchè parlo di omertà mafiosa? Guardatevi quel bellissimo e crudo film che è "Festen" che parla di un figlio che ha finalmente il coraggio di parlare degli abusi del padre pedofilo ad una cena di famiglia.

Ho voluto raccogliere l'invito di Psiche e soma e raccontare la mia esperienza personale perchè sono sempre più convinta che per difendere i bambini dalla pedofilia la prima cosa è rompere la catena del silenzio, smascherare i colpevoli, identificarli e metterli di fronte alle proprie responsabilità. Chi protegge un pedofilo magari solo per stupidità o per ipocrisia è altrettanto colpevole.
Non ci si può trincerare dietro la vergogna, il riserbo e la paura del giudizio degli altri. Parlarne per informare gli altri e forse evitare guai ad altri bambini è un dovere morale. E' un coming out che può salvare la vita a degli innocenti.

La campagna "Blogger contro gli abusi sessuali sui minori" verte in particolar modo sul fare informazione.
I bambini vanno informati senza terrorizzarli e mi rendo conto che non è facile e vanno soprattutto educati a raccontare sempre ciò che gli capita ai genitori. Dire al proprio figlio: "qualsiasi cosa ti capiti che tu senti brutta vieni a raccontarmela, qualsiasi cosa sia e chiunque sia coinvolto, io sarò sempre pronta ad ascoltarti e ti crederò". Se si ha la possibilità di buttare fuori subito con qualcuno che si ama un'esperienza negativa sarà molto più difficile ammalarsene.

Dopodiché, forse, quando ci si rende conto di esserne comunque usciti, di essere riusciti ad imparare ad amare ed essere amati, di aver smesso di avercela con i genitori per non averti saputo difendere, di essersi riappropriati di una vita normale e soddisfacente con una persona meravigliosa che ti ama e che sei fortunata di amare, di essere tutto sommato anche a causa della sofferenza passata diventata una persona più vera e completa, si può anche perdonare.

Questo post aderisce all'iniziativa "Blogger contro gli abusi sessuali sui minori" di Psiche e Soma. Un ringraziamento a Comicomix per la vignetta (qui i codici per inserire il banner sui vostri blog). La partecipazione è aperta a tutti coloro che volessero condividere la propria esperienza o dire comunque la propria opinione sull'argomento. Parlarne è importante.

Articoli già pubblicati su altri blog
"Chi si può trovare dentro internet" - Semplicemente Lisa
"Ho sete per piacere”: i nostri bambini hanno sete del nostro affetto, della nostra attenzione, della nostra tenerezza." - Anna Vercors
"Il buco nero dell'umanità"- Riccardo Gavioso
"Lettera a un bambino che nascerà"- Un blog in due

martedì 10 aprile 2007

Se ricominciassimo a prenderli a ceffoni?

Lo so, è brutto rievocare i tempi in cui i maestri menavano con il righello o ti facevano inginocchiare sui ceci o, alla meno peggio, ti mandavano dietro la lavagna (io ci sono stata qualche volta).
Gli psicologi di solito in questi casi gridano che i bambini e i ragazzini non si toccano nemmeno con un fiore. Con un fiore no, ma penso che qualche bello schiaffone a tarantella ogni tanto possa fare solo bene.
Altrimenti a menarti saranno sempre di più loro. Noi adulti dovremo imparare a difencerci e non so se il Jeet Kune Do di Bruce Lee sarà sufficiente.

Lo so, ci sono tanti bravi ragazzini che sono adorabili e che crescono normali, se riescono a sopravvivere ai loro compagni.
Ci credo, come posso credere all’esistenza della vita su altri pianeti, ma quando i ragazzini sono stronzi, cattivi, violenti e senza pietà, cosa dovremmo fare? Scusarli o non saper che cazzo dire, come quella psicologa della scuola di Matteo, il sedicenne che si è ucciso esasperato dalla cattiveria dei compagni, che con un sorriso ebete ci ha spiegato che “le dinamiche interpersonali, l’interazione sociale, il disagio esistenziale” e l’anima de li mortacci?
Matteo si è ucciso, l’hai visto il funerale, e tu invece di ammettere che la tua utilità nella scuola è pari allo zero assoluto, perché i libri sui quali hai studiato erano impregnati dei sensi di colpa per il passato nero della pedagogia, le cinghiate e le fruste e per reazione si è passati alla tolleranza assoluta, che fai? La poveretta non può fare nulla, perché ha armi spuntate e perché quelli sono figli dei loro genitori.

Provate a dire ad un genitore che suo figlio non riesce a scuola perché è sostanzialmente un idiota, perché è un lavativo e uno stronzo che picchia gli altri, magari anche voi. Perché i ragazzini adesso menano pure gli insegnanti. Il signor Stronzo e la signora Stronza, genitori dello Stronzetto, come minimo si rivolgono al TAR, all'ONU e al Tribunale dell'Aja e voi rischiate il posto. I loro figli sono tutti degli Einstein e delle Montalcini, solo un po’ vivaci. Si sa come sono i bambini/ragazzini/adolescenti. A volte, manco il Ritalin riesce a calmarli.
Siete voi che non siete in grado di capirli. E soprattutto non siete capaci di riparare ai danni che loro, i genitori, hanno combinato, prima con il non aver usato il guanto e l’averli messi al mondo e secondo con l’essersene fregati della loro educazione. Educazione? Ma che vuol dire? Cos’è, una parola a bassa frequenza? Ci deve pensare la scuola e poi loro che educati non sono cosa potrebbero insegnare, anche sforzandosi, ai loro figli?

Li sbattono davanti alla televisione che frigge lentamente i loro cervellini, li riempiono di cibo e cose per non doversi spremere con le cazzate tipo affettività e amore e ne fanno delle gioiose macchine da soldi, delle slot machines nelle quali devi sempre inserire un gettone: per il giornaletto, per le merendine, per la ricarica del telefonino, per i vestiti, i manga, i cd, l’I-pod. Loro non chiedono, pretendono. Se rivolgi loro la parola non ti rispondono, prendono su e se ne vanno. Game over, insert coin. Rispondono solo al tintinnìo del gettone che cade nelle loro tasche senza fondo.
A volte i genitori li pagano solo perché si levino dai coglioni e la finiscano di ciondolargli davanti con l'espressione da encefalogramma piatto. Oppure perchè almeno gli rivolgano un "mmghhgnhhh" senza senso come parvenza di dialogo.

I baby pornostar fanno le maialate a scuola e si riprendono con il telefonino, come ci raccontano quotidianamente i media che amano grufolare in questo tipo di notizie? Perché meravigliarsi? La televisione ha insegnato alle ragazzine che bisogna essere troie e mettersi in mostra, possibilmente davanti ad un obiettivo, e loro si adeguano. I maschi conoscono solo il tipo di sessualità da richiamo della foresta, il fotti e scappa.
Senza conoscere i valori dell’affettività e dell’amore che rendono il sesso sublime sono tutti condannati a ingrassare la categoria dei sessuologi, che tra qualche anno avranno le file fuori dagli studi di clienti impotenti e frigide. Rimarremo noi vecchi a trombare allegramente come ricci.

Credere solo nel potere d’acquisto del denaro, nello sfrenato individualismo e nel poter fare tutto ciò che si vuole non ti insegna il rispetto per gli altri. Le slot-machines non hanno un cuore, così si credono in diritto di offendere gli altri, soprattutto i deboli e i diversi, che ormai comprendono il resto del mondo meno loro.
I piccoli aguzzini possono infierire indisturbati sui deboli perché gli insegnanti non hanno regole d'ingaggio efficaci e per i genitori sono degli adorabili geni del crimine. Siamo fortunati che i Maso (che uccise i genitori a padellate per i soldi che i vecchi non volevano sganciare) e gli Erika e Omar siano casi così rari.

Sono troppo severa, non sono tutti così, quelli sono casi limite, i giornali esagerano, si vede che non hai figli, sei vecchia?
Sarà, ma quando leggi certe cose e vedi con i tuoi occhi certi esempi vicini a te viene una rabbia blu e ti ricordi di come invece i tuoi genitori si sono fatti il mazzo tanto per educarti e tu sei venuta su con dei valori.
Ne citiamo qualcuno a caso? L'umiltà, la fatica a guadagnare denaro onestamente con il lavoro, il rispetto per gli anziani, i deboli, gli ammalati, i poveri, i lavoratori. Il rispetto e l’amore per gli animali e la natura. Il senso della collettività. L’amore per la cultura, l’arte, la musica, le cose belle della vita, la semplicità del panino con il salame, il divertimento con niente. Il no che tante volte ti sei sentita dire ma che ti ha insegnato che non si può avere tutto nella vita. Il piacere della generosità e della solidarietà, del privarsi di qualcosa per condividerlo con gli altri. La capacità di ascoltare, consolare e piangere assieme agli altri. Qualche volta se non capivi il messaggio ti arrivava uno scapaccione. Ma soccia, se poi lo capivi!

Questi ragazzini, venuti su senza controllo e senza regole come l'erbaccia, fanno rabbia e anche paura.

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