Visualizzazione post con etichetta sabina guzzanti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sabina guzzanti. Mostra tutti i post

martedì 15 luglio 2008

Il catfight e i ministri da parte di fava

Giuro, è l'ultima volta che ne parlo perchè non se ne può più. Di fronte al Lodo Angelino cosa vuoi che sia un ipotetico lavoro di mandibole ben remunerato?
Dico l'ultima e poi su questo argomento spero calino i provvidenziali veli pietosi e magari una più robusta porta tagliafuoco. L'ultima riflessione che faccio nasce da una questione molto più generale. L'odio tra femmine.
A mo' di disclaimer, so benissimo che le donne sono capaci anche di amarsi e che non tutte sono delle carogne. Che anche gli uomini, quando vogliono, sanno essere crudeli. Fine del disclaimer.

Ho letto, tra i tanti pareri che hanno fatto esondare in questi giorni i fiumi d'inchiostro, quello che la velenosa tirata contro la Carfagna di Sabina Guzzanti in Piazza Navona sarebbe stata, oltre che un pezzo di satira, un ignobile attacco di una figlia di papà contro una povera proletaria.
Tra Pasolini e Bocca di Rosa, credo che l'interpretazione possibile del rant sia un'altra, molto meno intellettuale. In questi casi è più utile il ricorso all'etologia che alla poesia.

Che certe dichiarazioni di guerra nascano da moti geneticamente determinati lo dimostra, ad esempio, la reazione "piezz 'e core" di papà Paolo, che ha ricordato quel famoso sketch di Francesco Nuti con i Giancattivi, quello dove lui ad un certo punto diceva: "No, tu la mi' mamma tu la lasci stare, va bene!?", ripetendolo in un crescendo di esilarante comicità.
Ecco, la visione di papi ritto di fronte alla Mara che dice:" No, tu la mi' bimba tu la lasci stare..." è stata una delle più suggestive in tutto l'ambaradan di scambi velenosi tra attrici, soubrettes, avvocati, giornalisti, babbi e figli che ancora ci fa inutilmente discutere, perchè deliziosamente istintiva, geneticamente determinata.

Per rispondere all'ipotesi pasoliniana, se una donna ne colpisce un'altra non c'entra il censo ma il genere. Noi donne soffriamo di un odio congenito nei confronti le une delle altre che ci spinge a forme di violenza gratuita contro le nostre simili. E' inutile nasconderlo sotto chili di cerone, alla prima occasione viene fuori e ci deturpa il viso come la varicella e può ripresentarsi dopo anni, all'improvviso, come il fuoco di S. Antonio.
Bisognerebbe prendere la gelosia, l'invidia, il rancore e un desidero ferino di uccidere, mescolarli assieme, condirli con odio puro al 100% ed ancora non si riuscirebbe che ad ottenere una diluizione omeopatica della cattiveria di cui è capace una donna che ne prende di mira un'altra.
Il mio non è un discorso moralistico. Non mi vergogno di ammetterlo, le persone che più intensamente ho detestato e detesto sono in massima parte donne.

Gli uomini possono farci del male e noi possiamo odiarli per quello che ci hanno fatto e desiderare di farli fuori con un'unico colpo alla nuca ma l'ultraviolenza fisica e verbale, quella capace dei peggiori abomini, la tortura lenta, la riserviamo solo alle nostre simili. Funny Games, tra colleghe di lavoro ed ex-amiche, come ben sappiamo, diventa una puntata di "Heidi".

Gli uomini pensano, osservando le donne litigare, che si tratti di semplice gelosia. Che la Sabina, poniamo quest'ultimo caso di cronaca, sia gelosa della Mara perchè la seconda che ho detto è più giovane, carina (de gustibus) e sessualmente prestante.
Gli uomini non capiscono un cazzo, come al solito. Se Sabina ha parlato così di Mara, a parte la satira, è stata colpa probabilmente di un moto inconscio, non c'entra la gelosia. Altrimenti bisognerebbe pensare che Sabina vorrebbe essere al posto di Mara in certi ipotetici approcci con Berlusconi.
Gli uomini non capiscono un cazzo perchè, mentre parlano di gelosia, immaginano le due donne rotolarsi nel fango mentre si strappano i capelli e al pensiero si eccitano.
E' la sindrome del catfight, una cosa che facciamo a volte solo per compiacerli ma che in realtà non ci appartiene, perchè con la nostra odiata rivale non ci sporcheremmo i vestiti ma la lasceremmo volentieri al rottweiler a digiuno da una settimana.


sabato 22 settembre 2007

La difesa della mazza

In un universo tangente alla Donnie Darko nel quale vivono alcuni nostri connazionali, per lo più di centrodestra, l'informazione RAI sarebbe interamente occupata dalla Sinistra. Mica la Sinistra al pentothal di Veltroni ma quella di una volta, dura e pura, quella dei comunistacci.
In questa settimana si sono aggiunti alcuni interessanti tasselli alla infinita questione dell'informazione e della sua indipendenza ai quali dedico la riflessione del fine settimana.

In calce al V-Day ed all'editoriale in video del direttore Mazza (TG2) che insinuava come il grillo vaffanculante fosse un pericoloso terrorista o quasi, Fini è intervenuto manganellando il "suo" direttore e facendo come al solito la parte del primo della classe con il fioccone blu, quello che è meglio non esporsi e mangiare la merendina in punta di forchetta.
Povero direttore, lui che credeva di fare un favore al centrodestra, come al solito, dalla sua postazione di Fort Alamo assediata dai cosacchi.

Da cosa si capisce che il TG2 è di destra? Da come terrorizza il telespettatore con le orde di rumeni ladri e stupratori? No, in quello riesce meglio il mite descamisado Riotta, che ti terrorizza senza fartene accorgere, poi ti svegli nel mezzo della notte con gli occhi pallati e ti domandi perchè.
Il fiore all'occhiello di Mazza (AN) è forse il suo inviato da Londra Masotti (FI), quello che ci deliziò una volta con un servizio sul mantello per l'invisibilità, spacciato per veramente esistente e che montò lo scandalo passato alla storia come "al telespettatore non var sapere quanto è buono Cannavaro con le pere?"
No, quello dilaga anche sul TG1 e se non sono le pene dei reali - un poco demodè ultimamente, sono i cani della Regina e "i sudditi di Sua Maestà" come chiama regolamente i britannici. La parola suddito gli piace. L'Inghilterra dei volonterosi della guerra al terrorismo, secondo i reportages di Masotti, è un paese idilliaco, un Liechtenstein solo un po' più piovoso.

Il TG2 di Mazza insomma non è tanto diverso dal TG1 der Riotta ma chissà perchè il secondo che ho detto passa per assolutamente imparziale, una sorta di arbitro svizzero in un torneo di boccette.
Io sarò ipovedente ma mi pare che nonostante la glasnost (trasparenza) del nuovo look lookoso con le palle di vetro e la musichina da anticamera del dentista questo TG continui ad essere abbastanza indecente.

Che i TG facciano schifo è un'ovvietà, una cosa della quale ci rendiamo conto ogni giorno ostinandoci a guardare il telegiornale in attesa di qualche notizia.
Dicono che sono imparziali, si offendono, poi su quattro giornalisti che appaiono in video, due sono contro il governo e tirano la volata all'opposizione, cioè al governo precedente. Ad intervistare Prodi mandano Freddie Kruger e invece da Berlusconi mandano la dolce Petruni (FI) che si rivolge ogni volta a Silvio con un orgasmico "Presideeente!" Se fossero veramente indipendenti smetterebbero di parlare dei politici di qualunque colore e di fare i tifosi da curva.
Ogni sera, lo dicevamo prima, il superpartes Riotta ti terrorizza con i rumeni, gli zingari e le rapine in villa e, come succedeva negli anni 70, ogni sera sono casi sempre più efferati di stupro e violenze.

Loro, i fantagiornalisti moderni che hanno studiato in America (dove, non a caso, i TG sono più ansiogeni dei film di Eli Roth), sono convinti che a noi interessi il look, il mappamondone di vetro invece che di plastica, le notizie del cazzo sulle veline e i velisti, le nozze di Briatore e le emorroidi del generone in vacanza con il costume e la società di merda.
Come direbbe Grillo: vaffanculo!


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...