giovedì 21 aprile 2016

Da Trotsky al pollo fritto



"Qui vige l'uguaglianza. Non conta un cazzo nessuno". (Full Metal Jacket)

Stavo leggendo questo bellissimo articolo di Eriprando Sforza, che vi consiglio, quando è apparsa la somiglianza. Perché, mi sono chiesta (ignorando l'esistenza di una entità chiamata Kentucky Fried Chicken e il suo logo), qualcuno ha voluto associare Lev Trotsky al pollo fritto? In quel momento è stata sincronicità in tutto il suo fulgore. Non era Trotsky ma il colonnello Harland Sanders (Sanders, Sanders, questo nome non mi è nuovo), fondatore e sorridente testimonial di una delle centrali del complesso militare-alimentare americano. Non era Trotsky eppure era Trotsky lo stesso e non era un sorriso ma un ghigno satanico. Il trionfo della rivoluzione permanente (o globalizzazione) del pollo fritto. L'occupazione imperial-alimentare del paese con la cucina migliore del mondo celebrata, come narra Eriprando, con code chilometriche in occasione dell'inaugurazione dell'ultimo tempio del Partito Consumista in Padania. Code per andare a mangiare il pollo fritto che ha lo stesso sapore a Lahore come a Denver, ad Arese come a Shanghai, perché è pollo globale, infelice, torturato, alienato, massificato e oppresso come la massa magmatica multikulti e kalergicamente bastarda che è costretta a correre a cibarsene con un rito quasi cannibalesco, uguale in tutto il mondo. L'uguaglianza del non contare un cazzo nessuno, come dice il Sergente Hartmann.


Curioso che, del comunismo, l'ipercapitalismo abbia saputo sapientemente conservarne la parte più elettivamente affine e funzionale al proprio trionfo. E forse, proprio nell'antico antagonismo tra comunismo nazionalistico e comunismo internazionalista si può trovare la spiegazione per certi bollori, certi attaccamenti fanatici delle sinistre attuali all'Idea, al Fogno, all'Utopia di una oscenità come gli Stati Uniti d'Europa: da Spinelli, giù giù, ma proprio giù, fino a Tsipras. La simpatia, l'affinità e l'ingordigia delle sinistre per quello stato di rivoluzione permanente che, dopo la fine della storia (dicono i loro mentori nelle alte sfere) fluisce nella futura decennale "lotta al terrorismo" dei neocon e, in ultima analisi, nel caro vecchio ordo ab chao. Culto della Rivoluzione Permanente o globalizzazione che, come una pestilenza pre-apocalittica, ha contagiato e cooptato tutti, perfino i patetici No Global, ora riciclati come No Borders, le puttane al seguito degli eserciti di invasione.





martedì 19 aprile 2016

My Private Idaho



In una relazione del 23 marzo 2016 (a firma Roberta Metsola e Kashetu Kyenge) alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo sulla "situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE in materia di immigrazione" si legge:


Bene. Per integrarsi meglio nel meraviglioso Paese dei Balocchi Teutonico promesso loro dagli omini di burro in missione in Africa e nei campi profughi, ai ciuchi migranti che hanno svenato le famiglie fino al quarto grado per venire in Europa a fare i ganzi e bullarsi con gli amici con il Money Transfer, i nazisti offrono un "ein-euro job", ovvero un posto di lavoro a un euro all'ora. Questo senza che ai P.d.m. (professionisti dei media) la cosa paia punto scandalosa. 
Anzi, vi spiegherebbero che essa è perfettamente coerente con il necessario processo di adattamento del Nuovo Europeo Diversamente Europeo alla durezza del vivere. 
Ovviamente l'euro all'ora devono meritarselo. Ecco quindi i corsi obbligatori di lingua e cultura tedesca. Tra le materie del primo anno: Senso di Colpa I, Mercantilismo, Teoria dei colori delle giacche della Merkel, Eugenetica autorazzista e Amnesia storica corso propedeutico.

Auguro a questi infami (i nazisti) di dover gironzolare presto, unici rimasti in Europa, con la monetaccia schifosa da venti miliardi di euro in tasca e di diventare cittadini di almeno cinque o sei Germanie, di cui una retta da un califfo di stretta osservanza wahabita, una annessa alla Russia e un'altra all'Ungheria. 

Tenete sempre a mente che i monoeuristi ci vengono vomitati dalle navi pietose dei nostri concorrenti affinché un giorno ci paghino le pensioni. A noi bianchi e kuffar di merda, per giunta. 
I libberisti, con una mano, vorrebbero un Welfare Svedese per i ciuchi, mentre, al contempo, con l'altra, lo vorrebbero togliere agli autoctoni per i quali sono già previste da tempo le coperte infette. Trentenne, tu lavorerai con dolore fino ai 75 anni e tu, imprenditore che non sai dove investire i soldi che ti escono dalle mutande e i guadagni che lo Stato ti lascia per intero, perché non investi in una bella scuola professionale per i ciuchi?  Benissimo, ma ce le vedete voi le lavorazioni di eccellenza italiane eseguite da ciuchi messi poi a un euro all'ora? L'africano non è il cinese, e non è razzismo.
Senza contare che:


Naturalmente i libberisti vogliono arrivare, sempre mossi dalla schizofrenia, alla privatizzazione della Sanità. Come antipastino di ciò che potrebbe attenderci, vogliate gradire un gigantesco #facciamocome postato da @KappaRar e che si riferisce, naturalmente, alla realtà americana. 


Si tratta del conto di sei notti in ospedale negli Stati Uniti. Le flebo e le medicine sono decisamente esose (2.175,01 dollari) ma il monitoraggio cardiaco è un vero affare, appena 340,36 dollari. E' quella simpatica macchinetta che, se non hai l'assicurazione perché hai perso il lavoro e nemmeno i 55.496,11 dollari da parte, si mette a fare beeeeeeeeeeeeep........

domenica 17 aprile 2016

'A trivella e i motivi di un SI


'A trivella sta mmiez' 'o mare

E' stato bello. Come dire SI per amore. E' stato un SI che ha significato molte cose. Un SI che, se lo guardi da un altro punto di osservazione, è soprattutto un NO.

'A trivella è un pretesto. In un mondo dove i Servants privatizzerebbero e svenderebbero anche le proprie madri, vuoi che se ti raccomandano di non impedire le concessioni che si struggono di cedere ai loro Masters Dogs & Pigs, tu non debba fare il contrario di ciò che ti dicono? Se hai dubbi su 'a trivella, pensa solo alla faccia di Renzi e a quella da madonnina infilzata della sua ganza o a chiunque di coloro degli abusivi che ci governano.

Se avete bisogno di incentivi e motivazioni, comunque, io l'ho fatto per i seguenti motivi.
(in ordine di apparizione)

Per questo, che mi sono ritrovata nella mail aziendale ieri mattina.


Per le cose oscure che si stanno facendo accadere nello stesso momento, affinché il messaggio da esoterico divenga ben bene essoterico.
Come l'istituzione paramassonica sovranazionale ricevuta al Quirinale, in una clamorosa certificazione e legittimazione del suo status di "governante"




mentre nella Grecia devastata ed immiserita da questa guerra condotta con altri mezzi delle armi, e completamente ignorata da questa visita pastorale a favore dei lupi,


per giunta avvenuta nel giorno del compleanno di



andava in onda a pieno regime e a lacrimogeni unificati la bieca propaganda dell'accoglienza, il frame Papa buono 2 vs. Europa cattiva, quanto di più diabolicamente falso si possa immaginare, con il tocco della schifosa, immonda pedoflia mediatica che, invece di impietosirci, ci carica ancor di più la molla:




Attenti ai simboli. Il campo di Lesbo si chiama Moria.





La stessa macchina generatrice di menzogne che imbocca la melassa ai diabetici sostenendo che curerà loro la malattia, non ti mostra il vero volto dell'invasione, perché quando succederà sotto casa tua vuole che sia una sorpresa. Qui siamo a Parigi, qualche notte fa. 




e, nel frattempo, manipola, imbroglia, falsifica anche una normale manifestazione di democrazia diretta come il referendum su 'a trivella. Non c'è bisogno di aver studiato la psicologia della Gestalt per notare un uso spregiudicato dei colori...




Questo mentre mentre in Europa vengono schiacciate:

 la volontà popolare



la libertà d'espressione


Chi se ne fotte di Jan Böhmermann, eh? E chi cazz'è? E' un comico tedesco e quindi, per definizione, forse non farà ridere come uno inglese ma non per questo non ha tutto il diritto di fare le sue satire su Erdogan, uno qualunque delle migliaia dei capi di stato che ammorbano questo pianeta, e la servaccia odiatrice del proprio popolo non può impedirglielo.
Quindi, compagni martiri delle epurazioni berlusconiane, Ascanicelestini e Marchipaolini denunciatori del potere cattivo, guitti de sinistra, fustigatrici di costumi delle puttane altrui, feccia parassitaria dei media, collezionisti di milioni di euro elargiti generosamente dal servizio pubblico, dove cazzo siete????

Ma, infine, diciamo che l'ho fatto soprattutto per questo.



E anche per lui.






giovedì 14 aprile 2016

Anarchy in the UE



«Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli».

Louis Ferdinand Céline


Questa frase è l'epitaffio ideale da porre sulla lapide che ornerà la tomba del militante ignoto di sinistra. Per un maggiore effetto realistico bisognerebbe conservarlo mummificato entro una teca trasparente, fissato in una delle tipiche espressioni di El Grullo, dopo avergli intagliato la citazione in fronte. 
Non c'è dubbio che le cose molto crudeli stiano cominciando a capitare al Coglione ma non lo sono ancora abbastanza. Non siamo ancora arrivati al pensionato piddino con l'assegno dimezzato alla greca, per intenderci, ma ciò vuol dire che, a meno di colpi di scena e dei ex machina scesi dal cielo a salvarci, dopo Renzi e Lucrezia Boschi potrebbe andare ancora peggio di così.

Una cosa crudele è, ad esempio, definire Dario Fo, fino all'altro ieri bandiera della sinistra e figura culturalmente importante, "Nobel grillino" in un servizio del TGLa7 dedicato ai funerali di Casaleggio. Del Gianroberto hanno ricordato crudelmente, tra mille imprese da ricordare, che "si presentò in una lista di FI soprattutto perché contrario alle politiche di immigrazione". 
Amo questi figli di puttana a cui è rimasta la Stasi sotto le unghie. In quel "grillino" ogni volta esplode tutta la rabbia del servo che è consapevole del fatto che il padrone non si fida di lui e perciò ha incaricato il maggiordomo di sorvegliarlo. Ogni tanto, all'imbrunire, tendendo l'orecchio, puoi ancora sentire qualcuno di loro dare la colpa delle nostre attuali disgrazie abberluscone.

Vi avverto. Non guardo più l'attualità in televisione, ovvero i talk show, l'eterno dibattito post gnocco fritto da Festa della maledetta Unità. Sono giunta al punto di non ritorno, alla crisi irreversibile di rigetto. Ne va della mia salute. Considero l'esposizione al TG serale alla stregua dell'entrata nel reattore n° 4 di Chernobyl. Dieci minuti scarsi e fuori, per evitare la contaminazione letale.
Le notizie me le cerco pazientemente altrove e, quando mi paiono interessanti, le condivido, soprattutto quelle che non passano di certo tra le forche piddine del mainstream. Non è facile trovarle; è come andar per funghi, ci vuole la giusta luce del primo mattino per vederli, ma se ne trovano di interessanti. Eccovene una scelta.

A Lesbo, isola okkupata, poliziotti olandesi compiono arresti di migranti in assenza dei colleghi greci. Oggi ho sentito anche che gli austriaci chiederanno di effettuare controlli sui clandestini al Brennero, sul nostro territorio. Naturalmente gli austriaci sono quelli "dal passato che sappiamo", come dicono le piccole merde di cane pronte a cancellare con la manata della reductio ad hitlerum la gigantesca cultura mitteleuropea e a vilipendere il morto nel lager per omaggiare i neonazisti trotzkisti dai quali sono stati comprati così com'erano, visti e piaciuti.
"L'Austria del resto è un paese di merda", twittano gli escrementi canini bestemmiatori della patria di Von Hayek, ispiratore delle politiche economiche della sinistra europea, definendoci fascisti insensibili ai destini delle orde di orchi che premono alle nostre porte per imporci, tra le altre delizie, la sharia. 

"Medici senza frontiere" (e senza ritegno) propone di offrire cesoie agli invasori per tagliare i reticolati che i paesi non completamente impazziti di bontà erigono a difesa dei propri cittadini, ed Erri De Luca applaude. A questo punto, aggiungo io, perché non offrire i piedi di porco anche ai ladri, in nome dell'eliminazione della proprietà privata? Ma soprattutto, quando è stato esattamente, in che punto della storia recente è accaduto che l'eversione armata, l'anarchia, l'antagonismo, l'anarco-insurrezionalismo, l'attacco al cuore dello stato e la sua disarticolazione, come si diceva ai miei tempi, sono diventati non solo accettabili ma auspicabili e addirittura prassi di governo a livello continentale?
Oggi ho ascoltato alcuni esponenti delle forze dell'ordine. Un piccolo campione non so quanto rappresentativo, ma ho sentito sgomento, rabbia, incredulità, preoccupazione per la piega che sta prendendo l'Italia riguardo alle politiche migratorie. 

Perché non ve la raccontano mica tutta. Per esempio che a Calais è anarchia, che i più energumeni, altro che donneebambini, assaltano i camion diretti in GB, prendono le automobili dei residenti a sprangate. Che in Gran Bretagna urlano ai britannici: "Questa è casa nostra, andatevene!"
Lo so perché i due servetti piddini hanno scritto alla UE la loro lettera veniamonoiconquestamiaaddirvi riguardo al muro austriaco. Immaginate il cancelliere austriaco terrorizzato dalla reazione di Pittella. Essi hanno paura dell'impatto dell'orda sul loro elettorato quando la feccia del mondo rimarrà imbottigliata in Italia e farà quello che è stata incaricata di fare: saccheggiare anarchicamente l'odiato mondo borghese.

Sapete com'è, i muri non risolveranno i problemi ma aiutano. La grande muraglia cinese non fu fatta per farsi ammirare dalla Luna, come dicono. Guardate, ad esempio, quello che circonda la casa di Mr. Facebook, colui che è apertamente pro "open borders".
I macedoni tirano i lacrimogeni ai facinorosi diversamente europei? I bulgari si organizzano in ronde anti-migranti? Possono vomitarvi addosso tutta la melassa buonista rimasticata e sputacchiata dagli agenti dell'ONU, dal Papabuono 2 e dalle dame di san Vincenzo di Soros, ma voi sapete che quei paesi stanno solo difendendosi in maniera sacrosanta. Vorrei ricordare le sagge parole dell'emerito, in un trafiletto di repertorio:



Altri tempi. Nel 1999 poi il mondo cambiò verso e anche lui si votò alla causa. Al grande gioco dell'Eurogeddon che ora lo vede in prima fila, accanito come pochi.
A volte, quando non riesco a dormire, mi chiedo: cosa avranno promesso a questa gente? Come si saranno assicurati il loro collaborazionismo? Come nei film, promettendo loro l'antidoto, il vaccino contro il supervirus che sterminerà, come previsto dal piano, tutto il popolaccio infame ed inferiore? Soldi, una montagna di soldi? Tonnellate di figa? Si può cambiare una costituzione nazionale per una sorca, è ormai dimostrato. Un posto nel bunker, nella novella Atlantide sotterranea, oppure su Elysium? Dio non voglia, il filtro della vita eterna?
Non sarà piuttosto, la loro, semplice e volgare sindrome di Sansone, il muoiano li mortacci loro e di tutti i Filistei?

Nei loro atti vedo l'impronta inconfondibile della vendetta condotta in modalità occhioXocchio e, se mi consentite la nota psicoanalitica, la coazione a ripetere del nevrotico post-traumatizzato.
Kalergi era razzialmente un meticcio e pure bastardo dentro, per cui dedicò la sua vita ad imbastardire il continente che glielo fece notare da piccolo, che era un bastardo. 
Soros, il burattinaio di tutte le rivoluzioni colorate, delle ONLUS pietose che stanno rendendo l'Europa purulenta, il padre adottivo di tutti i profughi, fu profugo due volte, dalla Germania nazista e dall'Ungheria comunista e ora pretende che una parte del mondo condivida quella splendida esperienza, mentre chi è obbligato dalle regole del suo osceno Battle Royale ad ospitare i suoi orchi, guarda caso Germania e Ungheria, è il nazi-stalinista da sconfiggere. 
Gli africani, decolonizzati ormai da una cinquantina di anni ma incapaci di assimilare da allora la democrazia, forse perché è stata inventata dai bianchi e quindi è intrinsecamente razzista, sognano, assieme ai loro compagni di schiavismo, gli arabi, di conquistare l'Europa per renderla un'immensa Soweto di fratelli che rimpiangono l'apartheid di Botha. 
Razzista io? Dovreste ascoltare cosa dicono di questi africani che ciondolano per le nostre strade certi afroamericani che hanno ben assimilato la lezione della libertà. Oppure certe fottute autorazziste come questa megera.


E' strano che non sia ancora nelle librerie un best-seller dal titolo "Diventare razzisti è facile, se sanno come fartici diventare".

I telegiornali che non guardo più non vi raccontano nemmeno che in Francia da giorni e giorni va avanti la protesta contro la loi travail, il jobs-act à la Hollande. Anche se, Blondet insinua il sospetto, potrebbe esserci qualche manina santa non proprio spontanea dietro le contestazioni. Del resto, se esistono eserciti a noleggio e guerre a progetto e abbiamo assistito alle varie arancionate in giro per l'Europa, non vi sarebbe nulla di straordinario.
Ma, tanto, alla Zia Ricca che je frega? Ricordando che, più morde la crisi più il FMI si ricarica, Christine ha affermato che "la longevità mette a rischio i bilanci degli stati". Tradotto dal francese: "Avite 'a muri'!"

Sempre per "l'angolo della misoginia", ecco l'ultima reincarnazione di Ilse Koch. Le innocue margheritine nel prato verde. Le peggiori iene. Questa brutta strega dei Verdi che propone di proibire i referendum sull'Europa perché "la democrazia diretta mette a repentaglio l'Unione".

Per la rubrica "facciamoci subito riconoscere", infine, due ministrucol* insignificanti vanno in Iran al seguito di El Grullo e si affrettano a coprirsi il capo, mentre l'impero manda a dire: "Occhio a fare affari con l'Iran". Mai una gioia.



Dal noto fogliaccio di Antonio. Osservate la presenza del mantra del coglione sui danni da code alla frontiera, come prescritto dal manuale di psyop. L'UE è irritata? Fossi nel cancelliere austriaco consiglierei Bruxelles di cambiare la sella o di pedalare più piano.

domenica 10 aprile 2016

Il millenarismo dei fateprestisti dell'invasione




Quando qualcuno prova a dire, in nome del piano di ripopolamento dell'élite e dell'infinita bontà maligna degli antipapi e dei cosmopoliti misericordiosi con i loro idealisti a gettone che devono metterlo in pratica, che non è realistico pensare di poter travasare l'Africa in Europa, ovvero far fagocitare un continente dall'altro come fosse un misero batterio, ti guardano come se tu fossi matta e controbattono: "Ma scherzi? Non li si può fermare!! Ne verranno milioni!! E' un processo storico irreversibile!"
Hanno la stessa furia millenarista di chi prefigura estinzioni planetarie a causa di pianeti X giganteschi che, passando di qui ogni milione di anni, quest'anno per combinazione passavano per caso e sono venuti a farci un saluto. Distruggendoci, è ovvio, se siete in grado di cogliere la metafora.

La fantasia di estinzione, la fregola della fine del mondo, è vecchia come, appunto, il mondo, e questo nuovo millennio è partito malissimo ma, siamo realistici.  L'unica invasione dalla quale non potremmo difenderci sarebbe quella dal cielo, quella aliena, creata e mitologizzata a scopo intimidatorio fino alla nausea nella nostra infanzia di babyboomers immersi nella psyop della guerra fredda. Un'ipotetica razza di visitatori extraterrestri che venisse per conquistarci con astronavi e, soprattutto, una tecnologia superiore, non ci darebbe effettivamente scampo. 
Ma finché si tratta di eserciti di uomini con lo zainetto, con le loro debolezze di uomini, e vi sono mari e montagne a porre limiti fisici alle transumanze, non la vedo così facile. Movimentare milioni di persone necessita di tempo. Non si tratta di eserciti di orchi sovrumani usciti dalle fucine di Isengard ma gente che ha bisogno di fermarsi, di rifiatare, di mangiare, rifocillarsi, pisciare, dormire, farsi passare il mal di piedi. Questo riguardo alle marce forzate che vengono mostrate sui media (e che in passato si concludevano sempre tragicamente per i deportati).
Anche ipotizzando di imbarcarli su navi, esse impiegherebbero tempo per compiere la traversata. Tempo da impiegare per studiare la contromossa.

Quindi il problema sarebbe solo vedere se, ipotizzando i milioni in partenza, qualcuno, dalla nostra parte, vorrebbe fare qualcosa per fermarli, come facevano una volta perfino i nostri governanti. Fermarli per evitare il massacro da questa parte, come secoli di scorrerie nel Mediterraneo ci rammentano.
Lo dice sempre Luttwak: già svellere i porti di imbarco sulla costa nordafricana con una bombardatina potrebbe aiutare dimolto. Poi ci sarebbero le care vecchie testate nucleari. Le armi chimiche e batteriologiche. Le armi convenzionali. 
Certo, sarebbe un massacro di proporzioni olocaustiche, ma coloro che ritengono l'invasione dei milioni come inevitabile stanno solo cercando di evitare di pensare all'inevitabile. Ovvero stanno rimuovendo il possibile finale di questa terza guerra mondiale, non dovessero essere fermati gli esseri immondi che l'hanno pensata e che la stanno conducendo sulla pelle dell'umanità. 
Siccome l'élite non si è ancora trasferita su Elysium in orbita geostazionaria o in fantomatiche città sotterranee inaccessibili lasciando i subumani (ovvero noi) ad ammazzarsi a sprangate con altri subumani (in ogni caso la vita sottoterra non sarebbe poi questa gran cosa), essa verrebbe toccata dalla guerra civile, dalle violenze e dai saccheggi che scoppiassero sul continente. La distruzione di un continente gioverebbe veramente ai loro piani? Come potrebbe nascere quel meticciato in grado di dare origine alla razza superiore ipotizzata dal bastardo Kalergi se non in condizioni di pacifica convivenza, dando al tempo la possibilità di mescolare con cura nell'atanor gli ingredienti del nuovo ordine mondiale?
Invece degli apprendisti stregoni, per eccesso di zelo, stanno cercando di accelerare i tempi ma ciò li perderà e perderà i loro padroni. Come sta perdendo la kaiserina che si è affrettata ad invitare troppi invasori in una volta e qualcuno glielo ha fatto prontamente notare, povera topolina.

E' di questa gente che bisogna aver paura, di coloro che aprono le porte, in nome della loro malattia mentale, del loro disordine post-traumatico da stress. Della loro volontà di autodistruzione.
Ormai la TINA li possiede e li fa sragionare, oltre che vomitare scemenze. Ci credono veramente. Sono passati definitivamente dalla parte della follia ma continuano a sostenere che non farebbero male ad una mosca.
Sono talmente convinti di dover per forza soccombere a causa della colpa di esistere e di aver costruito qualcosa di architettonicamente più evoluto della capanna di fango, per non parlare della democrazia e di tutto il ciarpame che ha permesso, ad esempio, alla classe operaia di evolversi e conquistare diritti, che sperano proprio nell'invasione per poter finalmente espiare la colpa che li divora. Attendono con ansia il barbaro invasore con la giugulare offerta in dono al suo machete. La perfetta raffigurazione del capro espiatorio.

Non contenti, ci ammorbano con le visioni apocalittiche che potrebbero non avverarsi se solo essi si ribellassero all'inganno nel quale sono stati trascinati. L'inganno del male che si ammanta di bontà per confonderci. 
Ecco quindi un'altra controvisione, se vi piace.
Quando l'esperimento finirà o inizierà ad annoiare i suoi ideatori ed essi troveranno un altro gioco di società da giocare con le pedine umane, finirà male, molto male. Si arriverà a sparare. Chi non ha colpa, chi si affidò agli omini di burro per andare nel paese dei balocchi ci andrà di mezzo. Non si baderà ai numeri, anzi, potrebbero essere battuti tutti i record passati.
Ci penseranno i media a far calare l'oblio, però, non vi preoccupate. Nessuna immagine di bimbo spiaggiato o di gommone affondato né di flutti insanguinati vi turberà. L'immigrazionismo passerà di moda e non ce ne accorgeremo nemmeno. Perché, semplicemente non ne sentiremo più parlare. Soprattutto, nessun collaborazionista oserà contrastare la nuova linea editoriale.

Se invece non andrà così e andrà come vogliono farvi credere, con i milioni in arrivo, vi conviene tifare Nibiru.


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