Mentre scrivo è appena nato il primo governo derivato. Una deiezione del Moloch finanziario, un CDO sintetico, ovvero, per non utilizzare sempre la nota greve metafora su cani e gatti del film "La grande scommessa" ("CDO's are dog shit wrapped in cat shit"), una fregatura piddina con dentro un pacchetto di fregature piddine subprime e altamente tossiche.
Nuovo governo è naturalmente una battuta. Non c'è niente di nuovo. Sono sempre loro, perfino la Boschi, hanno semplicemente fatto il cambio di tazza e si sono spostati di un posto, come al tè del Cappellaio Matto.
Tutti riconfermati; senza vergogna, senza dignità, in spregio alla volontà popolare che li ha bocciati al referendum ma del quale loro allegramente si fottono, dall'alto delle loro aristocratiche torri eburnee.
Dite la verità, però, vi sentite sollevati. Vi aspettavate un tecnico, un terminator, un feroce aguzzino mandato dai dottorini morte, i mengeloidi di Bruxelles. Uno con l'occhio cannibalesco alla Chikatilo come Monti. Invece vi tocca il conte di Filottrano e dell'Acqua Cheta, colui che assomiglia talmente a Mattarella da potergli essere figlio (guardate, è impressionante. Dal profilo, al sorriso, alla postura).
Impariamo subito a conoscerlo, il conte, perché finora non è che abbiamo avuto molte occasioni per inserirlo nella categoria degli indimenticabili e, hai visto mai che, sciolta la riserva ed appioppatoci il CDO al cubo che ci piomberà addosso con tutto il suo peso, ci tocchi tenercelo come premier fino a che il PD non sarà riuscito a radere al suolo del tutto questo paese.
Nuovo governo è naturalmente una battuta. Non c'è niente di nuovo. Sono sempre loro, perfino la Boschi, hanno semplicemente fatto il cambio di tazza e si sono spostati di un posto, come al tè del Cappellaio Matto.
Tutti riconfermati; senza vergogna, senza dignità, in spregio alla volontà popolare che li ha bocciati al referendum ma del quale loro allegramente si fottono, dall'alto delle loro aristocratiche torri eburnee.
Dite la verità, però, vi sentite sollevati. Vi aspettavate un tecnico, un terminator, un feroce aguzzino mandato dai dottorini morte, i mengeloidi di Bruxelles. Uno con l'occhio cannibalesco alla Chikatilo come Monti. Invece vi tocca il conte di Filottrano e dell'Acqua Cheta, colui che assomiglia talmente a Mattarella da potergli essere figlio (guardate, è impressionante. Dal profilo, al sorriso, alla postura).
Impariamo subito a conoscerlo, il conte, perché finora non è che abbiamo avuto molte occasioni per inserirlo nella categoria degli indimenticabili e, hai visto mai che, sciolta la riserva ed appioppatoci il CDO al cubo che ci piomberà addosso con tutto il suo peso, ci tocchi tenercelo come premier fino a che il PD non sarà riuscito a radere al suolo del tutto questo paese.
Paolo Gentiloni Silveri è nato a Roma nel 1954. Ha 62 anni di età. E' discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silverj, Nobili di Filottrano (AN), di Cingoli (MC) e di Macerata, imparentati con Vincenzo Ottorino Gentiloni, noto per l’omonimo Patto che a inizio ‘900 segnò l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana.
Gentiloni frequenta un istituto montessoriano e riceve un’educazione cattolica (fa anche da catechista assieme ad Agnese Moro). Passato al liceo Tasso a Roma, partecipa ad una occupazione nel novembre 1970. A dicembre fugge di casa per partecipare ad una manifestazione a Milano. Entra quindi in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna, e dopo la confluenza di questo in Democrazia Proletaria Gentiloni rimane nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS) sino alla sua unificazione con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.
Nella sinistra extraparlamentare incontra i suoi amici Ermete Realacci e Chicco Testa. Grazie a quest’ultimo ottiene nel 1984 la direzione de "La Nuova Ecologia". Dal 1990 è giornalista professionista. Durante gli otto anni di direzione del mensile di Legambiente si lega a Francesco Rutelli, di cui nel 1993, all’elezione a sindaco di Roma, diventa portavoce.
Deputato dal 2001, dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008 Gentiloni è stato ministro delle comunicazioni nel Governo Prodi II [durante il quale passerà alla storia per non aver fatto la legge contro il conflitto di interessi, n.d.r.]
In seguito alle dimissioni del Governo Renzi, l’11 dicembre 2016 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo esecutivo.(fonte Wikipedia)
(Lo faranno apposta? Un altro undici nefasto della serie nera, per gli amanti della cabala, dopo il 2011 del golpe felpato di Monti.)
Dell'illuminante biografia giovanile del conte non stupisca l'apparente contraddizione del nobile rampollo finito a militare nella sinistra extraparlamentare del Movimento Lavoratori per il Socialismo, essendo questa del comunista aristocratico la regola aurea e non l'eccezione, non solo in Italia. Continuo a registrare come non vi sia uno, dico uno, di questi eurogiannizzeri che, pur praticando odiose politiche "di destra", presenti un'origine destrorsa; che ne so, un campo Hobbit o almeno una gioventù missina da contrapporre al solito ex sessantottinismo da Lotta Continua e compagni. Forse perché bisognerebbe andare veramente a cercare nel popolo, nelle borgate, tra i poveri, come diceva Pasolini, per trovare qualcuno che non abbia militato nell'estrema sinistra facendo poi carriera nell'establishment. C'è sempre stato un legame indissolubile tra l'aristocrazia e la militanza a sinistra, per quanto riguarda le classi dirigenti. Non credo si possa negarlo, viste le affinità elettive e ideali che mostrano di avere con i più alti strati dell'empireo sociale.
Che siano aristocratici lo dimostrano nella tendenza a comandare, nell'amore per l'assolutismo autoritario e nella tendenza a chiudersi dietro il ponte levatoio, nel circondarsi di valvassori e valvassini, nell'uggia in cui hanno la plebaglia e nel disprezzo che riservano ai servi e soprattutto agli odiati borghesi industriosi; nel muoversi a loro perfetto agio solo in un contesto di clientela feudale dove ai servi ai quali gettano gli ossi ciucciati sotto il tavolo si richiede di essere grati al sire per l'eternità. Sono aristocratici per il fatto di formare vere e proprie corti con nani, musici, adulatori, giullari, cortigiane, eunuchi e concubine. Sempre teneri verso i loro più esotici trastulli, i selvaggi agghindati con le penne colorate, ma spietati con il loro popolo, al quale elargiscono lacrime e sangue dall'alto della loro autoreferente superiorità morale. Falsi egualitari con la mariantonietta sempre in canna.
Dei signorotti loro avi hanno conservato tutta la spavalderia, la maramalderia, la spocchia e la profonda convinzione di dover governare qui, ora e per sempre per mandato divino. Senza riuscire a concepire l'ìpotesi di un governo diverso dal loro. Per questo non riusciamo a toglierceli dai cosiddetti. Vengono da un'altra epoca, dove la democrazia è sconosciuta, e per il loro distacco dal senso di realtà è probabile provengano perfino da un fantasy.
Per tornare all'uomo del giorno. A voi che nulla sfugge, non è sfuggito il dettaglio del loden, questa sorta di divisa per affossatori di domande interne, che risulta essere indossato anche dal signor conte Silverj con la gei. Ebbene, non posso non farvi notare, per ricambiare la spigolatura, una strana coincidenza. Lo indossava pure lui, l'idolo, il fondatore della religione del bravapersonismo, colui che ancora oggi umetta il dotto lacrimale di coloro che rimpiangono "la vera sinistra", ovvero nient'altro che la propria gioventù e forse le rose che non colsero. Anche lui nobile, anzi Cavaliere Nobile Don Enrico. Anche lui, una coincidenza tira l'altra e, per chiudere il cerchio, primo fautore della grande bellezza dell'austerità e nobile padre dell'€urocomunismo, il solco nel quale fu seminata la futura moneta unica e tutti i lutti che a noi addusse. Lo so che è dura, ma liberandosi prima o poi dal complesso del berlinguerismo come incarnazione della vera e pura sinistra si riuscirà subito a capire il senso del viaggio di Napolitano in USA e la prosecuzione dell'eterna impunità della quale sembra godere, ininterrottamente dal 1945 ad oggi il Partito Comunista in tutte le sue innumerevoli successive mutazioni.
Dell'illuminante biografia giovanile del conte non stupisca l'apparente contraddizione del nobile rampollo finito a militare nella sinistra extraparlamentare del Movimento Lavoratori per il Socialismo, essendo questa del comunista aristocratico la regola aurea e non l'eccezione, non solo in Italia. Continuo a registrare come non vi sia uno, dico uno, di questi eurogiannizzeri che, pur praticando odiose politiche "di destra", presenti un'origine destrorsa; che ne so, un campo Hobbit o almeno una gioventù missina da contrapporre al solito ex sessantottinismo da Lotta Continua e compagni. Forse perché bisognerebbe andare veramente a cercare nel popolo, nelle borgate, tra i poveri, come diceva Pasolini, per trovare qualcuno che non abbia militato nell'estrema sinistra facendo poi carriera nell'establishment. C'è sempre stato un legame indissolubile tra l'aristocrazia e la militanza a sinistra, per quanto riguarda le classi dirigenti. Non credo si possa negarlo, viste le affinità elettive e ideali che mostrano di avere con i più alti strati dell'empireo sociale.
Che siano aristocratici lo dimostrano nella tendenza a comandare, nell'amore per l'assolutismo autoritario e nella tendenza a chiudersi dietro il ponte levatoio, nel circondarsi di valvassori e valvassini, nell'uggia in cui hanno la plebaglia e nel disprezzo che riservano ai servi e soprattutto agli odiati borghesi industriosi; nel muoversi a loro perfetto agio solo in un contesto di clientela feudale dove ai servi ai quali gettano gli ossi ciucciati sotto il tavolo si richiede di essere grati al sire per l'eternità. Sono aristocratici per il fatto di formare vere e proprie corti con nani, musici, adulatori, giullari, cortigiane, eunuchi e concubine. Sempre teneri verso i loro più esotici trastulli, i selvaggi agghindati con le penne colorate, ma spietati con il loro popolo, al quale elargiscono lacrime e sangue dall'alto della loro autoreferente superiorità morale. Falsi egualitari con la mariantonietta sempre in canna.
Dei signorotti loro avi hanno conservato tutta la spavalderia, la maramalderia, la spocchia e la profonda convinzione di dover governare qui, ora e per sempre per mandato divino. Senza riuscire a concepire l'ìpotesi di un governo diverso dal loro. Per questo non riusciamo a toglierceli dai cosiddetti. Vengono da un'altra epoca, dove la democrazia è sconosciuta, e per il loro distacco dal senso di realtà è probabile provengano perfino da un fantasy.
Per tornare all'uomo del giorno. A voi che nulla sfugge, non è sfuggito il dettaglio del loden, questa sorta di divisa per affossatori di domande interne, che risulta essere indossato anche dal signor conte Silverj con la gei. Ebbene, non posso non farvi notare, per ricambiare la spigolatura, una strana coincidenza. Lo indossava pure lui, l'idolo, il fondatore della religione del bravapersonismo, colui che ancora oggi umetta il dotto lacrimale di coloro che rimpiangono "la vera sinistra", ovvero nient'altro che la propria gioventù e forse le rose che non colsero. Anche lui nobile, anzi Cavaliere Nobile Don Enrico. Anche lui, una coincidenza tira l'altra e, per chiudere il cerchio, primo fautore della grande bellezza dell'austerità e nobile padre dell'€urocomunismo, il solco nel quale fu seminata la futura moneta unica e tutti i lutti che a noi addusse. Lo so che è dura, ma liberandosi prima o poi dal complesso del berlinguerismo come incarnazione della vera e pura sinistra si riuscirà subito a capire il senso del viaggio di Napolitano in USA e la prosecuzione dell'eterna impunità della quale sembra godere, ininterrottamente dal 1945 ad oggi il Partito Comunista in tutte le sue innumerevoli successive mutazioni.
Per quali eroismi si è distinto finora nella pugna il conte di Filottrano, sì da meritare in dono il gran feudo d'Italia? Oltre a non aver fatto la legge sul conflitto di interessi con Prodi (e noi allora grulli antiberlusconiani ci avevamo tanto sperato perché non ci eravamo resi conto che Guelfi e Ghibellini erano sempre stati d'accordo), da ministro degli Esteri lo si segnala per aver salvato, come si addice ad un nobil cavaliere e, dissero i maligni, a suon di guiderdoni, due pulzelle amiche dei jihadisti avventuratesi da sprovvedutelle in territorio ostile. Minor fortuna ebbe con il povero messer Regeni, caduto probabilmente in una trappola tessuta dalla perfida Albione e rimasto fino ad oggi senza giustizia per un altro conflitto di interessi irrisolto.
Più di recente lo abbiamo visto cedere la sciocchezzuola di diverse miglia di acque territoriali assai pescose a Madonna Marianna e perorare disperatamente la propria causa presso la corte della possibile futura Imperatrice d'oltreoceano - ma poi trombata - Ilaria, come ci hanno rivelato alcuni piccioni viaggiatori catturati da Messer Assange.
Prima ancora, nell'ottobre del 2015, il conte partecipò con altri cavalieri ad una tavola rotonda organizzata da Messer Manuel Valls su, come si legge in una missiva numerica inviata al Carissimo Podesta, amico dei giorni più lieti: "come sviluppare una narrativa politica ed economica per contrastare la destra e i populisti."
Prima ancora, nell'ottobre del 2015, il conte partecipò con altri cavalieri ad una tavola rotonda organizzata da Messer Manuel Valls su, come si legge in una missiva numerica inviata al Carissimo Podesta, amico dei giorni più lieti: "come sviluppare una narrativa politica ed economica per contrastare la destra e i populisti."
Angelino Alfano, testé interrogato nel post-coitum dall'adorante TGLa7, ha dichiarato che l'aver ceduto gli Interni a Minnitti ci deve significare la necessità di concentrare nelle sole mani del PD, che controlla le realtà locali, la gestione dell'accoglienza di mori e saracini. Ecco, la prima cosa alla quale pensano, al castello del PD, sono le vergini da offrire ai barbari.
Consentitemi una nota finale di ottimismo che potrebbe sembrare fuori luogo in questo kali yuga. Questi stanno guidando a fari spenti nella notte per vedere se è così difficile fare il frontale con la Storia. La Storia non è affatto finita, come diceva quel pirla di Fukuyama, e si ripeterà, con uguale se non maggiore spietatezza e ferocia, che sono sempre proporzionali al danno arrecato dagli oppressori ai loro popoli.
Di Battista ha detto una cosa interessante, a caldo (e non era farina del suo sacco): "Italiani, abbiate pazienza". Sono d'accordo. La chiave è non aver fretta, pazientare. Sedersi sulla riva del fiume.
Guardate i due personaggi nella foto qui sopra. Se Henry Kissinger ha davvero dato la sua benedizione a Trump e vi sarà in USA il cambiamento, all'insegna del conservatorismo, per carità, con forti connotazioni militari, ma cambiamento grosso, con siluramento di tutti coloro che hanno governato negli ultimi quindici anni, tutta questa gente inizierà a ballare di brutto. Così forte che potrebbero perfino aprirsi le cateratte delle procure.
Un governo derivato, truffaldino e gattopardo, per non cambiare nulla mentre tutto attorno sta cambiando, mentre Camelot sta crollando sotto i colpi di maglio della Storia. Mi sbaglierò ma potremmo divertirci molto, a breve.
Pazientate.








