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martedì 2 luglio 2013

Quel pasticciaccio brutto dei derivati anni '90: vaniglia o cioccolato?


Una delle mie letture estive è stata "Come i servizi segreti usano i media" di Aldo Giannuli, che spiega molto bene, con esempi famosi tratti dalla cronaca recente, come funziona la propaganda di qualsiasi regime, anche il più apparentemente democratico. 
Il potere, per auto-conservarsi e perpetrarsi ha bisogno di confezionare verità, non sempre corrispondenti al vero, da offrire al pubblico e spesso questi non ha alcun modo di controllare se ciò che gli viene raccontato è vero o falso. Giannuli però spiega che, con un certo allenamento, si può imparare a capire, leggendo un testo, una notizia, un'inchiesta, se si tratta di pura propaganda o meno. Vi consiglio veramente la lettura di questo libro affascinante, soprattutto per il capitolo che ho trovato più interessante, quello sulla "guerra delle terre rare", ovverosia sulla lotta per il controllo dell'estrazione e commercio dei minerali impiegati nell'industria high-tech, che vede contrapposti come principali attori Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti e che rappresenta una delle più calde sfide attuali tra queste superpotenze economiche, ben più importante e decisiva per gli equilibri geopolitici delle telenovele sugli spioni del Datagate (chiarissimo argomento di distrazione di massa). Argomento invece, quello delle terre rare, del quale ovviamente non sentite mai parlare al telegiornale, perché non sono cose per bambini. 

Per fare un esempio concreto ed attuale di notizia sospetta, che puzza di propaganda e assomiglia tanto ad una di quelle bugie di Pinocchio che gli facevano rompere i vetri con il naso, questa mi sembra perfetta:
Bruxelles, 28 giu. "Il comunicato stampa del Tesoro ha chiarito che il problema non sta nei termini in cui l'aveva presentato il 'Financial Times', per noi la questione non si pone, sono molto ottimista, è un caso chiuso". Così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto alla domanda di una giornalista americana sulla vicenda dei contratti derivati che negli anni '90 avrebbero aiutato l'Italia a ridurre il proprio deficit, per entrare nell'euro, e che ora, secondo il quotidiano finanziario britannico, venendo a scadenza rischierebbe di creare un 'buco' in bilancio. (fonte)
La solita Perfida Albione aveva insinuato che uno dei prezzi pagati dall'Italia per entrare nel club esclusivo tedesco per lavoratori liberati, fosse la sottoscrizione di contratti derivati swap (come quelli che si usano, ad esempio tra mutui a tasso fisso e a tasso variabile) che, a distanza di vent'anni e sull'onda della Grande Crisi Sistemica, si tradurrebbero ora in un buco di bilancio statale da 8 miliardi di euro.
Per una brillante spiegazione dei vari tipi di derivati, consiglio gli storify su Twitter di Claudio Borghi Aquilini: su opzioni call (diritto ad acquistare), put (diritto di vendere) e swap (quelli del presunto buco del Tesoro).

Nel comunicato citato nel lancio d'agenzia riportante la smentita ufficiale di bello di zio, il Tesoro risponde sdegnato alle perfidie di Albione con quest'altro bell'esempio di propaganda:
"La filosofia di fondo dell’operatività in derivati della Repubblica si basa su criteri ispirati al perseguimento dell’interesse dello Stato, mirando alla protezione dai rischi di mercato, primi fra tutti il rischio di cambio e il rischio di tasso di interesse. Con riferimento in particolare a quest’ultimo, l’attività in derivati è stata mirata a conseguire l’allungamento della duration complessiva del debito, al fine di proteggere da un eventuale rialzo dei tassi, pagando tasso fisso e ricevendo variabile. Tale funzione prettamente assicurativa è stata perseguita attraverso IRS (interest rate swap) e opzioni su tassi di interesse (swaption), fissando tassi a lungo termine che, al momento della sottoscrizione, risultavano storicamente ai minimi per la scadenza cui si riferivano. "
Il trucco comunicativo è utilizzare la parola magica assicurativo", giocando sul fatto che esistano effettivamente derivati di quel tipo, apparentemente meno rischiosi e bastardi di quelli che scommettono sul patatrac di intere nazioni o sul vegliardo che schiatterà per primo. Così uno si tranquillizza e dice, "Ah, beh, allora è come l'assicurazione sui raccolti, mi proteggo dalla grandine. Un bonus malus, insomma, un innocente contratto RC auto, per giunta sottoscritto per il bene dello Stato." 

Quest'affrettarsi a smentire e soprattutto a voler considerare "chiuso l'argomento", senza per altro offrire prove concrete a discarico ed esprimere la volontà di chiarire i dubbi con trasparenza con una commissione d'inchiesta parlamentare ma obbligandoci a credere sulla fiducia alla bontà delle azioni del Tesoro e del governo in genere, mi perdonerà Letta, ma sembra voler proprio nascondere qualcosa di losco.
Pare infatti che le cose non siano così rosee e alla vaniglia ma contengano parecchia roba marrone, tanto che, sulla base dell'articolo del Financial Times, e sulla ripresa dell'argomento da parte di "Repubblica", la procura di Roma ha aperto un'inchiesta. 
Per il dettaglio delle critiche al comunicato del tesoro in oggetto e sui dubbi relativi all'operazione derivati anni '90, comprese le malignità su chi possa, tra gli alti papaveri, aver spiattellato adesso la faccenda ai giornali, rimando a questo articolo di Dagospia

Insomma li hanno beccati con 8 tonnellate di ganja in casa ma loro sostengono che servissero per alleviare i dolori alla zia Pina affetta da sclerosi multipla. Il derivato terapeutico. Voi ci credete?

venerdì 21 giugno 2013

Solstrazio d'estate

History repeating.  Allons enfants de la Turquie.

Primo giorno d'estate nella Repubblichina di Salòtto del governo delle larghe pretese guidato da bello de zio.
Un governuccio, un governicchio che finora si è fatto notare per la consistenza da zucchero filato dei suoi provvedimenti e per la rassomiglianza - per libertà di manovra e spessore - con il governo fantoccio del Manchukuò dell'ultimo imperatore della Cina Pu Yi. 
Governo che non intende assolutamente cacciare la ministra rematrice beccata a fare la furba sulla tassa più odiata dagli italiani, per giunta nella città che applica una delle aliquote IMU più alte d'Italia. Sentitene le giustificazioni, durante la confessione piddiminkia a Don Conchita De Gregorio sul Rude Pravo:  non sapevo che mi avevano fatto una palestra in casa, non mi occupo di queste cose (eh già, lei rema, non ha tempo), da quando sto a Roma non vedo i figli (fotte e chiagne), c'è stato il terremoto, le cavallette. La ministra cambiale: pagherò. Si, ma intanto non si schioda dalla poltrona, bello de zio la difende e, se fosse toccato ad un qualunque cristo di noi, l'avrebbe già azzannato Equitalia alla gola. 

Dopo questo bell'esempio di dare il buon esempio, torniamo al "governo del fare", come si proclamano addosso. Io direi piuttosto del facce (ride). Basta leggere le ottanta misure ottanta "per il rilancio dell'economia" strombazzate a reti unificate sui telegiornali divenuti ormai una broda a senso unico brezneviano.  Ottanta misure assolutamente cosmetiche, palliative, molto piddine, agghindate da pensatone de sinistra. Tante belle idee, molte delle quali in realtà partorite dal M5S,  rapite in culla dal B. e poi date in affidamento familiare a bello de zio appunto.
L'impignorabilità della prima casa, ad esempio. Una vera e propria violazione di copyright elettorale senza vergogna, attuata mentre prosegue ovviamente la campagna mediatica governativa - ma direi soprattutto piddina - contro Grillo e il suo movimento

Non abbiate dubbi sulla bontà del M5S, cari colleghi.  Questo è un perfetto esempio di relazione causa-effetto. Se il piddino si agita e soffre, se scioglie i cani da lecco nei talk show e ogni discussione diventa un'interminabile gara di blow-job reciproci tra piddini, vuol dire che Grillo è nel giusto.  Il giorno che al piddino andrà bene ciò che fa e dice Grillo, sarà il momento di mandare Beppe affanculo per sempre. Per ora state sereni che l'improvvisata all'assemblea di Monte Paschi ha lasciato diversi culi in fiamme ed è per questo che si agitano tanto sulle poltrone di velluto.
Lasciamo pure che delle signore unquartodoradicelebrità si sentano delle Rosa Luxembourg e ricordiamo che l'antenato del PD, quello che parla di purghe, espulse un certo Pier Paolo Pasolini per omosessualità.

Tornando alle ottanta misure antirughe di Vichy, queste non rilanceranno una beddissima minchia, visto che non si parla di cancellare MES e Fiscal Compact, ovvero l'obbligo di pareggio di bilancio e il rapporto debito-PIL al 3% checichiedeleuropa per mantenere i suoi vizietti e pagare al posto della Germania; provvedimenti che matematicamente impedirebbero la ripresa economica nei prossimi vent'anni, se sciaguratamente applicati.
E qui uno si domanda: ma questi lo sanno veramente cosa sono questi trattati capestro che vengono imposti dai tedeschi ai PIIGS a causa dell'esposizione sui derivati di Deutsche Bank, ovvero una cazzo di banca privata per la quale anche gli americani si sono già svenati nel tentativo di salvarla?

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
Ecco una vera misura impressionante, cara Angela (fonte ZeroHedge)
E' che questi politici sono solo degli organismi mononeuronali piddini o proprio dei sociopatici? Non è un enigma facile da risolvere. A volte si ha l'impressione di essere proprio in mano a dei deficienti. Gente che non sa assolutamente un cazzo di economia, non parliamo di quella macro, ma nemmeno di ragioneria, ma che sa maneggiare bene il coltello. 
Gente messa lì proprio per la sua ignoranza e perché priva di ogni curiosità relativa al perché degli avvenimenti. Uomini e donne i cui eventuali dubbi sono già stati preventivamente saldati mediante sostanziose prebende.
E il guaio è che anche gli imprenditori, quelli strangolati dalla crisi, dimostrano di non sapere come stanno le cose realmente. Li senti ripetere a pappagallo le minchiate del pensiero unico eurista e ti verrebbe voglia di prenderli a schiaffi perché è delle loro chiappe che si sta parlando ma loro credono ancora nell'euro, nella virtuosità dell'export e soprattutto nella madre di tutte le fregnacce: la spesapubblicaimproduttiva.
Penso che, senza un'opera di divulgazione a tappeto presso gli imprenditori dei danni provocati dalla trappola dell'euro, dal ruolo della Germania e del sistema bancario, non si innescherà mai una vera rivoluzione in questo paese. La borghesia non si è ancora svegliata.

Il governo del Lettino non ci pensa proprio ad informare il popolo delle vere cause della crisi e, non avendo altro compito che intrattenere e distrarre il pubblico nell'attesa che arrivi la big band,  ovvero il prelievo forzoso che servirà per salvare il culo alle banche private (tedesche maanche italiane), utilizza vari mezzucci noti a noi psicologi come distrattori. Ad esempio il tokenismo, ovvero l'inclusione  decorativa e puramente paracula del ministro donna e per giunta nera, che avrà l'unico scopo di distrarre la Lega pungolandone le terga xenofobe con il teaser del "nero è bello e ce l'ha pure più grosso". Il meccanismo è banale, a livello di riflesso patellare o di cane di Pavlov.
Basta farla minacciare al momento giusto di dare la cittadinanza, il lavoro, la casa e tua sorella a chiunque metta il naso in Italia: i razzisti insorgono e la insultano, così le altre ministre donne devono difenderla e a loro volta insorgeranno le femministe. Una reazione a catena in piena regola che farà scrivere paginate condite di sdegno e riprovazione ai giornali, che così si guadagnano la giornata e giustificano la loro presenza in edicola.
Eppure un perfetto imbecille capirebbe subito che, nel corso della più grave crisi economica dopo il '29, parlare di allargare i diritti agli stranieri mentre quelli degli italiani vengono compressi in una stretta mortale, è una strategia assolutamente demenziale.

In fondo, dall'altra parte, anche le traversie di Silvio sono dei bei distrattori. Lui, con quell'aria da Sansone pronto a far crollare il Tempio sui Filistei ma anche lui in attesa di qualcosa. Già, ma che cosa? No, le sentenze delle sue magagne giudiziarie non c'entrano. Sono già scritte da qualche parte.
Perfino l'oroscopo sostiene che il 2014 sarà l'anno della sua fine politica. Sono solo un  bel gioco di società per tenere impegnato il neurone della Biancofiore e tenere assieme il fan club dei B-liebers.

E' un clima da Fortezza Bastiani, si, di attesa di qualcosa di clamoroso, ce ne siamo accorti da tempo, ma nei prossimi giorni parleremo in dettaglio dell'ipotesi frattalica e delle sue implicazioni in stile history repeating. Chiedendoci ad esempio se le discese a rete di Silvio contro l'euro hanno un senso preciso e rappresentano un segnale per qualcuno. Con interessanti parallelismi storici.
Tutto ciò che ruota attorno al governo di Pu Letta, alla telenovela "Tormento piddino", alla lotta continua contro Grillo è fuffa. Molto rumore per nulla. Rotoli di pluriball.
E' il silenzio sottostante, sono le manovre in garage che sono interessanti.
Cercheremo di scoprirle.

giovedì 13 giugno 2013

Cosa mi racconta l'economia - parte II. La legge della bolla e dello spillo

Chi insegue le bolle e chi produce, un classico del capitalismo


La prima parte la trovate qui.

Prologo. Le quattro cantonate della teoria neoclassica (aka neoliberismo)
Prima di continuare, raccogliamoci in preghiera e recitiamo il Verbo del pensiero unico.

"La migliore garanzia contro lo sfruttamento è il mercato."
"I capitali devono circolare liberamente".
"Più moneta in circolazione, più inflazione".
"Il mercato è in grado di autoregolarsi".

Nessuna bevuta è gratis
Come dicono gli economisti neoclassici ogni volta che, per sostenere le assurdità del pensiero unico, si attaccano alla fiaschetta che portano sempre al collo come i San Bernardo. Perché da sobri qualche dubbio alla fine verrebbe fuori e ci si potrebbe rendere conto che la Svezia non è nell'euro - per questo appare così in forma - e il cambio lira/euro non è 1700.

666 è il numero della Bestia
Gli enunciati della teoria neoclassica sono come le canzoni rock che, suonate al contrario, conterrebbero un messaggio satanico. In questo caso un messaggio favorevole alla classe dominante e a tutto svantaggio del restante 99%.
I neoclassici dicono, parlando normalmente: "La moneta unica funziona solo se l'area che la adotta risponde a precisi requisiti di uniformità fiscale, del mercato del lavoro, governativa, educativa."
Parlando invece come il nano di Twin Peaks, al contrario, essi rivelano un modo molto vantaggioso per le élite di  ripristinare il modello mercantilista di dominio di un paese forte su altri deboli attraverso il vincolo di cambio applicato in un area valutaria non ottimale.  Il trucco dell'Euro, appunto. Prendi una teoria, trattala male, tanto prima o poi l'unione fiscale si farà, hai voglia! Poi arriva l'amerikano pragmatico che ci sgonfia le gomme con la previsione che, per allora, saremo tutti morti.

Allo stesso modo, il principio di reversibilità satanica si applica a tutti i principi che ho enunciato sopra. Basta aggiungere un non all'affermazione e si scoprirà che effettivamente, nel mondo reale, le cose funzionano esattamente al contrario dell'enunciato.
"La migliore garanzia contro lo sfruttamento NON è il mercato" (perché il padrone è buono e caro ma se gli dai un dito...) "I capitali NON devono circolare liberamente" (perché altrimenti succede che la finanza sottrae risorse all'economia reale, vedi sotto). "Più moneta in circolazione, NON porta più inflazione" (infatti la frase in positivo è una pura sciocchezza smentita da tutti i dati ufficiali, fatta per spaventare i crucchi con il babau di Weimar e controllare anti-democraticamente la quantità di moneta circolante, ergo controllare la distribuzione della ricchezza). 
"Il mercato NON è in grado di autoregolarsi". Lo vediamo subito come si autoregola, giusto un attimo di pazienza e uno schemino interessante che introduce l'argomento dark pools.
La contraddizione palese insita nella pretesa che potesse esistere la regola in assenza di regole, del resto, fin dall'inizio non prometteva niente di buono.

'O mercato nun vo' penziere
In questi giorni di vacanza mi sono letta "Finanza per indignati", l'inchiesta di Andrea Baranes sulla finanza casinò e la sua degenerazione in tumore che ha attaccato il tessuto sano dell'economia e da allora mi viene un sorriso da Joker ogni volta che i TG serali aprono il siparietto di economia parlando dell'andamento della giornata in Borsa.
La Borsa, il tempio del Mercato (si, quello con il termostato). Oppure il mercato nel Tempio, quello che fece andar giù di sentimento nostro signore. Un luogo dove, secondo i fratelli Grimm delle ore venti, il Bund fa a braccio di ferro con il BTP ad un tavolo di osteria mentre le altre valute sorseggiano tequila bum bum, ogni giorno c'è l'asta tosta dei titoli di stato con file di risparmiatori ansiosi di aggiudicarsi quel pregevole BTP di scuola vicentina perfettamente conservato e le massaie girano per le bancarelle acquistando titoli che i borsisti incartano commentando: "Il FIAT è un po' di più, lascio, signo' ?"
La Borsa, ovvero il centro del Mercato, nel cervello del popolino deve assomigliare appunto al mercato rionale, ad una colorata Vuccirìa. E, soprattutto e di conseguenza, il popolino che va al mercato deve ragionare con la stessa logica del fruttarolo e del pizzicagnolo. Un mondo di sogno, assolutamente irreale nel contesto finanziario. Una favola per i gonzi, che la manderanno giù assieme alla forchettata di bucatini. "Cazzo, che botta ha dato Tokyo oggi!"
La verità invece è che il Mercato non va più al mercato. Ama le sensazioni forti, la sorpresa, la novità, l'anonimato e la trasgressione delle dark rooms, oops!, dark pools.


Un tuffo dove l'acqua è più blu

Come funzionano le dark pools, omologhi finanziari delle dark rooms
Le dark pools, o piscine, sono luoghi dove le transazioni finanziarie avvengono al di fuori delle Borse ufficiali, su computer ultra veloci e con ritmi di scambio parossistici. Dal 2009, anno successivo al crack di Lehman Brothers, invece di darsi una calmata con la roulette, la finanza ha moltiplicato il trading attraverso le dark pools, con un aumento del 48% e realizzando il 13% del totale del volume complessivo di trading. In Europa le dark pools gestiscono un giro di affari di 80 miliardi di sterline al mese. E per noi non ci sono soldi, vero?

Nel grafico seguente si vede ancor meglio l'aumento di importanza del trading al di fuori della Borsa, soprattutto in Europa dal 2005 in poi.



Il risultato di questo travaso di enormi fiumi di denaro dall'economia alla finanza e dalla finanza in chiaro a quella puramente speculativa e criptata è devastante per l'equilibrio macroeconomico. Dal sistema di scambio D-M-D- (denaro - merce - denaro), siamo passati ad un circuito chiuso D - D (denaro - denaro)  dove la moneta viene moltiplicata senza alcun limite. Alla faccia della massa monetaria che crea inflazione, eh Milton? 
Ecco perché "non si sono i soldi", come ricordavo nella prima puntata di questo post, parlando di coloro che ci costringono a fare sacrifici. Perché i soldi vengono deviati dall'economia reale (dove sono limitati in quantità in modo che non si arricchisca troppa gente, intendendo con gente i poveri e le classi medie) al mondo della finanza speculativa, dove, essendo tutti già ricchi, la ricchezza può essere creata, distrutta e passata di mano in un delirio che rende gli attori sempre più  folli. Finanza creativa perché riesce a creare il denaro dal nulla.

Lo strumento principale di questo tipo di finanza è il derivato, nato come prodotto finanziario assicurativo (ad esempio il plain vanilla) e poi diventato la bacchetta magica per creare speculazione allo stato puro e moltiplicare i soldi e i denari.
I derivati sono misteriosi ("pochissimi sanno come funzionano", "sono complicatissimi da descrivere") ma diventano comprensibili se li si associa al funzionamento della cellula neoplastica.  
Come essa si moltiplicano esponenzialmente e senza controllo e alla fine distruggono il tessuto che hanno intaccato.
I derivati sono ciniche scommesse sulle disgrazie altrui. Posso guadagnare dal fallimento di intere nazioni (CDS, Credit Default Swaps), posso scommettere 1000 volte che ruberanno l'automobile del mio vicino e rivendere la scommessa ad altri 1000 e questi ad altri 1000 ancora.
Posso perfino creare un prodotto derivato che scommette, in un gruppo di persone anziane, su chi schiatterà per primo. Non è veramente diabolico, tutto questo? E, già che ci siamo, scommettiamo che questo gioco non potrà durare in eterno? Anzi, aspettate, vado a rivendere la scommessa ad altri mille.

La legge della bolla e dello spillo
Sapete come è nata la crisi che ancora ci attanaglia? Per spingere gli americani ad aumentare i consumi, le banche decisero di concedere mutui al 100% e più anche ai clienti subprime, cioè a quelli che già si sapeva non sarebbero stati in grado di onorare il debito. Comperare casa diventava così alla portata di tutti, bastava una firmetta in banca. E poi gli americani sono abituati ad indebitarsi. 
Intanto i prezzi delle case aumentavano e aumentavano anche gli importi dei mutui da ripagare con gli interessi. Una gigantesca bolla immobiliare. Poi i subprime cominciarono a non riuscire più ad onorare il debito e i più sfortunati si videro portar via la casa dalla banca. Tuttavia, il guaio peggiore non derivò tanto dalla insolvenza dei debitori nei confronti delle banche ma dal fatto che, questo debito era stato trasformato e moltiplicato a dismisura attraverso gli strumenti derivati e spalmato su tutto il mercato finanziario. Un relativamente piccolo debito privato era lievitato fino a diventare un'altra colossale bolla speculativa,  questa volta finanziaria, che alla fine incontrò il suo spillo gemello nel 2008.

Fare i liberisti con il culo dello Stato (cioè con il nostro)
Siccome, lo sapete, le banche sono troppo grosse per fallire, quando una banca grossa è sull'orlo del fallimento lo Stato deve rimediare. L'odioso Stato della Spesapubblicaimproduttiva, il Grandefratello, il nemico della liberainiziativaprivata. Quello che impedirebbe al mercato di autoregolarsi sabotandogli il termostato.
Funziona così. Le banche, da quando non sono più obbligate a scegliere se dedicarsi al credito oppure alla speculazione, trovano sempre più divertente giocarsi i capitali al casinò di quest'ultima. Magari nelle oscure dark pools. 
Quando perdono, perché con i derivati non si scherza, si ricordano della loro funzione pubblica, si mettono il vestito buono da cassa di risparmio e vanno a batter cassa dallo Stato. E' come avere un parente stretto ludopatico, che si gioca lo stipendio alle macchinette perché, una volta ottenuti i fondi per salvarsi, questi mica mettono la testa a posto ma ritornano a farsi ancora di più di derivati.

Ricordate la contraddizione all'inizio del mercato che si autoregola in regime di deregulation? 
Eccone un'altra bella grossa, di contraddizione, sempre grazie a quei geni dei neoclassici. Lo stato che non deve interferire con i meccanismi del mercato ma che DEVE intervenire per salvare le banche PRIVATE con soldi PUBBLICI.

Bucargli il pallone e portarselo via
Per uscire da questo inferno, dove la finanza prosciuga ogni risorsa all'economia produttiva, ai risparmi dei cittadini ed arriva a minacciare le loro vite, condannando paesi interi alla povertà indotta, bisogna bucare il pallone alla finanza. Bisogna impedirgli di gonfiare bolle su bolle e farla finita con i derivati puramente speculativi. Bisogna costringere le banche a scegliere tra credito e investimento e, se scelgono il secondo, sappiano che se falliscono, in base al principio della libera concorrenza e del mercato che si autoregola, saranno cazzi loro. 

Addendum

Avrete capito che ci sono enormi quantitativi di moneta in giro per il mondo, milioni di fantastiliardi ma, forse perché sono impegnati a nuotare nelle piscine  assieme agli squali della finanza, non hanno alcun effetto sull'inflazione. Niente carriole e francobolli da un miliardo. Anche perché l'inflazione viene controllata tenendo bassi i salari e comprimendo la domanda interna. Così il padrone accumula e il povero dimagrisce, che gli fa pure bene alla prova costume.
Sempre grazie ai derivati e ai prodotti tossici finanziari di ogni tipo i capitali circolano liberamente ma ciò non pare portare alcun vantaggio all'economia reale. Anzi, ad ogni bolla scoppiata equivale una bella crisi strutturale lacrime e sangue per tutti. Sempre più ricorrente o periodica, come avrebbe detto il barbone tedesco.
Capite adesso perché i neoclassici non possono fare a meno della loro fiaschetta?


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