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venerdì 21 giugno 2013

Solstrazio d'estate

History repeating.  Allons enfants de la Turquie.

Primo giorno d'estate nella Repubblichina di Salòtto del governo delle larghe pretese guidato da bello de zio.
Un governuccio, un governicchio che finora si è fatto notare per la consistenza da zucchero filato dei suoi provvedimenti e per la rassomiglianza - per libertà di manovra e spessore - con il governo fantoccio del Manchukuò dell'ultimo imperatore della Cina Pu Yi. 
Governo che non intende assolutamente cacciare la ministra rematrice beccata a fare la furba sulla tassa più odiata dagli italiani, per giunta nella città che applica una delle aliquote IMU più alte d'Italia. Sentitene le giustificazioni, durante la confessione piddiminkia a Don Conchita De Gregorio sul Rude Pravo:  non sapevo che mi avevano fatto una palestra in casa, non mi occupo di queste cose (eh già, lei rema, non ha tempo), da quando sto a Roma non vedo i figli (fotte e chiagne), c'è stato il terremoto, le cavallette. La ministra cambiale: pagherò. Si, ma intanto non si schioda dalla poltrona, bello de zio la difende e, se fosse toccato ad un qualunque cristo di noi, l'avrebbe già azzannato Equitalia alla gola. 

Dopo questo bell'esempio di dare il buon esempio, torniamo al "governo del fare", come si proclamano addosso. Io direi piuttosto del facce (ride). Basta leggere le ottanta misure ottanta "per il rilancio dell'economia" strombazzate a reti unificate sui telegiornali divenuti ormai una broda a senso unico brezneviano.  Ottanta misure assolutamente cosmetiche, palliative, molto piddine, agghindate da pensatone de sinistra. Tante belle idee, molte delle quali in realtà partorite dal M5S,  rapite in culla dal B. e poi date in affidamento familiare a bello de zio appunto.
L'impignorabilità della prima casa, ad esempio. Una vera e propria violazione di copyright elettorale senza vergogna, attuata mentre prosegue ovviamente la campagna mediatica governativa - ma direi soprattutto piddina - contro Grillo e il suo movimento

Non abbiate dubbi sulla bontà del M5S, cari colleghi.  Questo è un perfetto esempio di relazione causa-effetto. Se il piddino si agita e soffre, se scioglie i cani da lecco nei talk show e ogni discussione diventa un'interminabile gara di blow-job reciproci tra piddini, vuol dire che Grillo è nel giusto.  Il giorno che al piddino andrà bene ciò che fa e dice Grillo, sarà il momento di mandare Beppe affanculo per sempre. Per ora state sereni che l'improvvisata all'assemblea di Monte Paschi ha lasciato diversi culi in fiamme ed è per questo che si agitano tanto sulle poltrone di velluto.
Lasciamo pure che delle signore unquartodoradicelebrità si sentano delle Rosa Luxembourg e ricordiamo che l'antenato del PD, quello che parla di purghe, espulse un certo Pier Paolo Pasolini per omosessualità.

Tornando alle ottanta misure antirughe di Vichy, queste non rilanceranno una beddissima minchia, visto che non si parla di cancellare MES e Fiscal Compact, ovvero l'obbligo di pareggio di bilancio e il rapporto debito-PIL al 3% checichiedeleuropa per mantenere i suoi vizietti e pagare al posto della Germania; provvedimenti che matematicamente impedirebbero la ripresa economica nei prossimi vent'anni, se sciaguratamente applicati.
E qui uno si domanda: ma questi lo sanno veramente cosa sono questi trattati capestro che vengono imposti dai tedeschi ai PIIGS a causa dell'esposizione sui derivati di Deutsche Bank, ovvero una cazzo di banca privata per la quale anche gli americani si sono già svenati nel tentativo di salvarla?

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
Ecco una vera misura impressionante, cara Angela (fonte ZeroHedge)
E' che questi politici sono solo degli organismi mononeuronali piddini o proprio dei sociopatici? Non è un enigma facile da risolvere. A volte si ha l'impressione di essere proprio in mano a dei deficienti. Gente che non sa assolutamente un cazzo di economia, non parliamo di quella macro, ma nemmeno di ragioneria, ma che sa maneggiare bene il coltello. 
Gente messa lì proprio per la sua ignoranza e perché priva di ogni curiosità relativa al perché degli avvenimenti. Uomini e donne i cui eventuali dubbi sono già stati preventivamente saldati mediante sostanziose prebende.
E il guaio è che anche gli imprenditori, quelli strangolati dalla crisi, dimostrano di non sapere come stanno le cose realmente. Li senti ripetere a pappagallo le minchiate del pensiero unico eurista e ti verrebbe voglia di prenderli a schiaffi perché è delle loro chiappe che si sta parlando ma loro credono ancora nell'euro, nella virtuosità dell'export e soprattutto nella madre di tutte le fregnacce: la spesapubblicaimproduttiva.
Penso che, senza un'opera di divulgazione a tappeto presso gli imprenditori dei danni provocati dalla trappola dell'euro, dal ruolo della Germania e del sistema bancario, non si innescherà mai una vera rivoluzione in questo paese. La borghesia non si è ancora svegliata.

Il governo del Lettino non ci pensa proprio ad informare il popolo delle vere cause della crisi e, non avendo altro compito che intrattenere e distrarre il pubblico nell'attesa che arrivi la big band,  ovvero il prelievo forzoso che servirà per salvare il culo alle banche private (tedesche maanche italiane), utilizza vari mezzucci noti a noi psicologi come distrattori. Ad esempio il tokenismo, ovvero l'inclusione  decorativa e puramente paracula del ministro donna e per giunta nera, che avrà l'unico scopo di distrarre la Lega pungolandone le terga xenofobe con il teaser del "nero è bello e ce l'ha pure più grosso". Il meccanismo è banale, a livello di riflesso patellare o di cane di Pavlov.
Basta farla minacciare al momento giusto di dare la cittadinanza, il lavoro, la casa e tua sorella a chiunque metta il naso in Italia: i razzisti insorgono e la insultano, così le altre ministre donne devono difenderla e a loro volta insorgeranno le femministe. Una reazione a catena in piena regola che farà scrivere paginate condite di sdegno e riprovazione ai giornali, che così si guadagnano la giornata e giustificano la loro presenza in edicola.
Eppure un perfetto imbecille capirebbe subito che, nel corso della più grave crisi economica dopo il '29, parlare di allargare i diritti agli stranieri mentre quelli degli italiani vengono compressi in una stretta mortale, è una strategia assolutamente demenziale.

In fondo, dall'altra parte, anche le traversie di Silvio sono dei bei distrattori. Lui, con quell'aria da Sansone pronto a far crollare il Tempio sui Filistei ma anche lui in attesa di qualcosa. Già, ma che cosa? No, le sentenze delle sue magagne giudiziarie non c'entrano. Sono già scritte da qualche parte.
Perfino l'oroscopo sostiene che il 2014 sarà l'anno della sua fine politica. Sono solo un  bel gioco di società per tenere impegnato il neurone della Biancofiore e tenere assieme il fan club dei B-liebers.

E' un clima da Fortezza Bastiani, si, di attesa di qualcosa di clamoroso, ce ne siamo accorti da tempo, ma nei prossimi giorni parleremo in dettaglio dell'ipotesi frattalica e delle sue implicazioni in stile history repeating. Chiedendoci ad esempio se le discese a rete di Silvio contro l'euro hanno un senso preciso e rappresentano un segnale per qualcuno. Con interessanti parallelismi storici.
Tutto ciò che ruota attorno al governo di Pu Letta, alla telenovela "Tormento piddino", alla lotta continua contro Grillo è fuffa. Molto rumore per nulla. Rotoli di pluriball.
E' il silenzio sottostante, sono le manovre in garage che sono interessanti.
Cercheremo di scoprirle.

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