Visualizzazione post con etichetta enrico letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enrico letta. Mostra tutti i post

martedì 14 gennaio 2014

Le ministre lo fanno meglio


No, non è quello che pensate ma se il titolo da pornazzo vagamente anni '70 è servito a farvi arrivare qui con un metro di lingua fuori, lo scopo è stato raggiunto. Parliamo non di sesso ma della leggenda metropolitana secondo la quale le donne in politica sono mejo. Più oneste, più capaci, più incorruttibili, più sensibili alle esigenze della ggente, più umane e mammose. 

Partiamo dalle mejo fighe del bigoncio del governo Letta, giusto per stare sull'attualità. La foto qui sopra, vagamente inquietante, sembra la riedizione di "E poi non ne rimase nessuna". Una sorta di ritratto di autofemminicidio politico in un interno con testimoni Enrico Lecter e l'altro che non si può nominare, lo sapete.
In questo gruppetto di inseguitrici delle grandi donne politiche del passato, di queste ministre per le allodole, senza petto e nemmeno coscia ma solo due alucce bruciacchiate, c'è di tutto: la fulgida e ridanciana inutilità, il soprammobilismo molesto, la cafonaggine neoburina, la rigidità teutonica che impara a zoppicare all'italiana, il tengofamiglismo ed altro ancora. 
Non è cattiveria ma, oh, ne avesse azzeccata una, Hannibal.

Partiamo da sinistra con la prima di questa serie di ministre colte a vario titolo in fallo o in stato di abuso di potere all'amatriciana oppure risplendenti di imbarazzante incapacità.
Josefa, la tedesca, che si fa beccare ad usufruire del repertorio tipico delle scappatoie da commercialista italiano per non pagare l'IMU più cara d'Italia, quella del ravennate. Colpita e affondata. Un ministero brevissimo e senza storia. Già l'orlo del pantalone era troppo lungo (occhio, Lorenzin).

Cancellieri, la star di "Pronto, Annamaria", il telesoccorso per miliardari finiti al gabbio. Una vicenda imbarazzante di favoritismi con l'aggravante del nepotismo ammamma. Colpita ma non affondata. Si è ripiegata tristemente come la Concordia, da un lato, e per ora rimane lì, a futura memoria, in attesa che qualcuno la risollevi.

Cécile Kyenge, ovvero la ministra della (dis)integrazione, della quale non si ricorda un singolo atto legislativo ma solo il suo essere una sorta di pungolo vivente per tenere in vita il razzismo degli italiani. Soprattutto quello degli italiani che non erano mai stati razzisti prima ma lo stanno diventando. Perfettamente inutile ed ingombrante come un elefantone africano intagliato vinto ad una fiera ma utilissima per tenere acceso il fuoco sotto uno degli argomenti principe della distrazione di massa: la cosiddetta società multietnica ed internazionalista imposta a legnate a questi nazionalisti e populisti di italiani. 

Emma Bonino, il nostro soufflé sgonfiato. Quella che sembrava assemblata con i pezzi di Indira, di Golda e di fior fior di statiste e che pareva potesse tirarti fuori al momento opportuno una grinta da Iron Woman. Invece l'abbiamo scoperta essere come quei pupazzetti di legno push button degli anni '60. Li premevi sotto e loro svenivano afflosciandosi sulla loro basetta di legno; ve li ricordate, cinquantenni? 
Emma che, nel contesto internazionale della grande diplomazia spicca solo per essere quella che si porta sempre in giro una borsa gigantesca, nemmeno avesse la famigerata valigetta con i codici per lanciare gli intercontinentali e quando va a Teheran indossa il foularone a testa bassa. Che brutta immagine.
Emma che finora ha collezionato un'imbarazzante figurina di emme con la vicenda Shalabayeva, quando Angelino non le disse niente del viavai di azeri sotto casa sua e lei non si incazzò nemmeno un po' con l'avvocato; e che infine sta passando alla storia per non aver finora combinato 'na beata con la delicatissima vicenda dei due marò. Emma, stai agli Esteri, non a Torre Argentina.


Lorenzin, la ministra della Salute. O della Sanità? O della privatizzazione della Sanità pubblica? O della distruzione della Salute? In ogni caso anche lei finora non pervenuta. Forse è un bene.

La Carrozza, ministra di quel che resta dell'Università. Talmente sicura delle cose da fare per la pubblica istruzione che indice un referendum sul web (a qualcuno fischiano le orecchie) per farsi dire cosa dovrebbe fare. Fosse stata grillina l'avrebbero crocifissa. Visto che è lei, è democrazia partecipativa. 

E infine la Nunzia nostra. L'ornitologa specializzata in lontre, la ministra con il maritino che anche lui lavora in ditta. Il maritino, per la cronaca, è Boccia, uno dei nobel mancanti in economia del PD.
Che ha combinato la Nunzia, per riempire in questi giorni le pagine della cronaca come ultima vittima di questo squartatore seriale di ministre che è Lecter? 
Ma niente, pora cocca. Il solito marchesedelgrillismo del "io sono io e voi...", tanto bullarsi di un potere provincialissimo ma che fa sempre la sua porca figura tra i forestali e un tocco di vajassa che non guasta mai.

Ragazze, si scherza eh? Però che trishtezza, è la sagra del diludendo. Voi che dovevate dimostrare, da sinistra, no, un po' più al centro, quanto siamo meglio degli uomini (ma chi l'ha detto?) 
E non tentate di giustificarvi dicendo che chi vi ha precedute, ad esempio le ministre berlusconiane, le Silvio's Angels, non hanno fatto granché di meglio e che qualcun'altra, ad esempio la coccodrilla Fornero, è riuscita a fare perfino peggio.  
L'unico dato di fatto è una débacle pressoché totale dell'immagine femminile al potere. Una strage, una Caporetto in tailleur.
Già, che sia stato quel tailleur viola a portare sfiga?




mercoledì 8 gennaio 2014

Lettalizzatela!


Houston, hanno un problema: evitare in qualsiasi modo ed a qualunque costo di affrontare il problema. 
Che consiste, lo ricordo per chi si fosse accorto solo ora della crisi, nella deindustrializzazione dell'Italia su commissione della Germania e per mano dell'euro, con loro, i larghintesisti, come esecutori materiali. 
Affrontare il problema vorrebbe dire inviare subito un fax con un bel "fottiti" al letto di dolore della culona ed occuparsi 24acca24 di come riottenere al più presto la sovranità monetaria e la libertà. Non dovrebbero aver tempo neppure per pisciare.
Invece, siccome sono imprigionati nella trappola del collaborazionismo e non sanno come uscirne, stanno cincischiando in attesa che un asteroide colpisca la Terra il 31 dicembre 2014 per sgamare l'entrata in vigore del Fiscal Compact, e pregano il loro Dio che ciò accada, perché non saprebbero assolutamente come trovare i miliardi (di euro) necessari per quella follia, se già ora si prendono a borsettate tra di loro per i 150 euro degli insegnanti.

Un modo per allontanare il problema, insomma il loro piano B, oltre alla gestione manicomiale dell'ordinaria amministrazione, è stravolgere la scala delle priorità e utilizzare la cosmesi dei diritti civili per mascherare i deficit cognitivi che li affliggono e soprattutto il fatto che loro, come governanti, nell'agone internazionale, non contano assolutamente un cazzo ma sono come la serva di Totò, servono. 
E' una strategia ben precisa. Confondere il popolo con l'elargizione di diritti civili mentre con l'altra mano si sfila ad esso il portafogli e ci si prepara ad espropriarne i beni, mobili ed immobili, per conto terzi e per beccarsi la mancia. 
Se ci pensate bene, la cosmetica dei diritti civili è da sempre la tattica dei radicali, una quinta colonna del neoliberismo che da decenni nasconde quest'anima reazionaria, perfettamente allineata con l'eurototalitarismo, sotto tonnellate di buoni propositi: i matrimoni gay, l'eutanasia - prima il divorzio e l'aborto - ora le carceri, le coppie di fatto e la depenalizzazione delle droghe. Quando uno li ascolta pensa: "ma quanto so' democratici e liberalz!" e invece, dal punto di vista economico, sono più a destra ed incarogniti della Thatcher quando la parrucchiera non le cotonava abbastanza i capelli.
Se al repertorio dei radicali unisci quello solito della sinistra boldrinosa: ius soli, il culto del migrante e dello straccione, l'internazionalismo, il femminicidio usato come arma contundente nella posticcia guerra di genere, e magari hai l'aiuto mediatico di un Papa telefonista e nazionalpopolare quasi più della Carrà e quello di un esercito di leccapiedi a mezzo stampa, ottieni una fenomenale arma di distrazione di massa da somministrare tramite la televisione busona al popolo ormai intontito dalla depressione e dall'inappetenza.

A questa sinistra alla ClioMakeUp piace enormemente la strategia della cosmesi, ma anche alla destra piace far finta di opporvisi, schierando il fondamentalista ributtante alla Giovanardi che si scandalizza per la canna libera e il bacio tra uomini.
Piace anche alla sinistrina rosé de iRrenzi che sventola il cannone di maria per infinocchiare ancora una volta la platea piddina, per la quale ha in programma una bella riformina Hartz al cui confronto la Fornero parrà Madre Teresa di Calcutta.

Che bello, saremo poveri e disperati, ma i preti potranno sposarsi tra di loro, avremo la legalizzazione delle coppie fatte e rideremo, rideremo come degli scemi.

sabato 28 settembre 2013

Angelino e Sempretuo



Roma, 27 settembre 2013

Angelino carissimo,

il palazzo che ci vide uniti nella nostra beata incoscienza giovanile oggi assiste alla mia disfatta e alla mia infinita malinconia. Si, è colpa mia se è andata a finire così, se non sono riuscito a tenere insieme i pezzi del nostro rapporto. La colpa è mia e di non averti aperto prima il mio cuore. E' il mio maledetto viziaccio di tenermi sempre tutto dentro e di accettare tutto, soprattutto le tue impuntature e  piccole cattiverie nei miei confronti. No, non è per i tuoi silenzi la sera, per la tua indifferenza ed il tuo avere la testa da un'altra parte quando siamo insieme ma per il tuo ignorarmi a bella posta quando siamo in mezzo agli altri ministri. Lo hai sempre saputo che la cosa mi feriva ma tu sembravi farlo apposta e ultimamente sembravi ancora più contento di farlo. Mi hai umiliato e questo è peggio di qualsiasi tradimento. Non posso più sopportarlo, scusami.

P.S. Ho deciso, torno da zietto,
Addio,
Sempretuo


Caro Sempretuo,

Mi dispiace usare parole che potranno ferirti ma lo sapevi fin dall'inizio che questa storia non avrebbe avuto un futuro. Sei stato tu a volere questa pazzia, sapendo come la pensavo e i patti che avrei comunque dovuto rispettare ma tu, niente, cocciuto come un mulo hai voluto a tutti i costi costringermi a compiere un passo che, non puoi dire non te l'avessi detto fin da subito, non ero pronto per fare. Sono lieto però che tu lo abbia finalmente capito. Anch'io starò via per un po', ed è meglio se non ci sentiamo.

P.S.  Porta i miei rispetti allo zio. Ah, la Vaporella la rivorrei indietro. L'ho pagata io.
Ciao
Angelino


Angelino pur sempre carissimo,

quanta freddezza nelle tue parole. Allora è proprio finita? Ma certo, lo denota l'estrema volgarità della pretesa sull'inutile elettrodomestico. Lo sai che odio le faccende di casa. Prenditi pure tutto! Anzi no, l'home theatre,  il regalo dello zio, vorrei tenerlo, se non ti dispiace. 
Eppure, pensandoci bene, sono sicuro che in te ci sia ancora, pur celato dall'obbligo di restare fermo nelle tue opinioni, quella solarità che mi fece tanto sperare, quando decidemmo di camminare insieme sulla strada del nostro destino.
Scusami se ti sembro patetico, ma è la malinconia e ho finito la nutella.

P.S. Sono passato da casa. Hai dimenticato l'orologio del Milan. E penso che dovremo ragionare sul gatto. Qualcuno dovrà pur prenderselo.
Sempretuo


Caro Sempretuo,

Il gatto non posso tenerlo. Lo sai, sono allergico ma tu hai voluto anche impormi la bestiaccia. Da quando sono qui da zia Carmela non starnutisco più.

P.S. Passo a prendere la Vaporella e l'orologio domani, se non ti dispiace.
Angelino


Angelino,

non c'è problema, sarò in casa tutto il giorno. Ti aspetto. Ci sarà la pasta al forno.
Bacio.
Sempretuo


***
E difatti.... 



Liberamente ispirato da questo.

mercoledì 25 settembre 2013

Tamburini della Hayekjugend


Ormai dovreste aver capito che i bei discorsi sul governo unico europeo, il riequilibrio tra le varie aree dell'eurozona in ambito fiscale e legislativo, i trasferimenti di sghei, il fogno di un popolo europeo fuso in una sola anima sono una bugia gigantesca usata dai politici (chiamiamoli ancora così per poco) per giustificare la loro adesione al progetto di realizzare il capolavoro della shock economy nell'ultima roccaforte rimasta della democrazia, il continente europeo. L'Europona, la Felix Europae non ci sarà mai; papino non vi porterà alle giostre come vi aveva promesso. E' Jesus che ve lo dice. 


Dal canto suo la Mutti, la mame Angela che per la terza volta è stata eletta dai bimbi tedeschi come Cancelliera dei diritti dei lavoratori lo ha detto senza mezzi termini: "Gli eurobond mai!"
Gli eurobond, per intenderci, sono quella figura mitologica sulla quale fingono di litigare i massimi vertici del pensiero economico governativo, i Nobel mancanti Brunetta e Fassina.
Niente eurobond, ossia condivisione degli svantaggi provocati da questa e dalle prossime crisi strutturali globali e massimizzazione dei vantaggi per un solo paese. Indovinate quale.

Intermezzo per chi si fa coglionare dai servizi televisivi degli omini di burro sulla Germania Paese dei Balocchi ansiosa di accogliere i tanti ciuchini pinocchi  della periferia.

"In Germania lo stipendio di quasi un lavoratore a tempo pieno su quattro è sotto la soglia minima retributiva di  € 9,61 in Germania-Ovest e € 6,81 in Germania-Est. Ciò significa che la percentuale degli occupati che guadagnano al di sotto di questo livello è più alta che in Gran Bretagna e solo di poco inferiore a quella degli Stati Uniti." (Günter Wallraff, "Germania anni dieci". Leggete questo libro sulle condizioni di lavoro di basso livello in Deutschland, come horror è meglio di Stephen King.)

P.S. Scommetto che credevate che la Germania Est fosse scomparsa nel 1989. Invece è lì, ottimo serbatoio di manodopera di serie B. E mammina vuole toglierle anche i contributi.

E bello de zio che fa, mentre la Führerin sogna un nuovo Patto Von Ribbentropp-Molotov allargato alla Cina per completare la definitiva trasformazione del modo di produzione tedesco da occidentale ad asiatico?
Va in giro con la sua bella valigia di spazzole a vendere i prodotti italiani negli Stati Uniti. "Salve, signora, abbiamo bisogno di investimenti stranieri in Italia". Le phisique du rôle ce l'ha, indubbiamente.


Nel frattempo che il ragazzo fa il giro delle casalinghe disperate, Telefonica, probabilmente indebitandosi con le banche che detengono anche il debito spagnolo, e con i soldi che quelle banche ricevono da noi tramite i fondi ESM, acquista i debiti di Telecom Italia e la proprietà dell'ultimo chilometro di doppino finisce in mani spagnole. Olé. Ma si, privatizziamoci anche l'ultimo tratto di colon e chissà che non risolviamo anche il problema della stitichezza. Pagheremo per cacare ma vuoi mettere la soddisfazione?

Non descrivo lo schifo provato a sentire ieri sera al TG gli strepiti delle false oche del Campidoglio, soprattutto quelle piddine e della CGIL, dei tamburini della Hayekjugend che invocavano disperati l'intervento del governo per bloccare la vendita di un asset così importante come la telefonia agli stranieri. Con le oche della libertà che ricordavano quanto fosse stato patriota Silvio a salvare Alitalia dalle grinfie francesi (Alitalia è il prossimo articolo battuto all'asta Italia). Ma brutti bastardi, se siete sempre voi a fare il palo mentre ci saccheggiano?

I politici. Jesus ve lo ha detto, devono essere messi in condizione di non nuocere al progetto. Servono ancora momentaneamente solo se proni, docili, pronti a tutti i servizi, anche quelli igienici, disposti ad accontentarsi di stecche adeguate al loro status di forme servili di vita in via di estinzione secondo un tariffario ben preciso che non potrà mai ammetterli allo status di élite. Maggiordomi forniti di soldi, certo, per illuderli di possedere una ricchezza da mantenuti; di puttane, per giustificare la presenza dei coglioni nei pantaloni, e qualche posto in provincia per dar loro un'anticchia di poterucolo da quattro soldi. Per il resto non contano niente. Quando verrà il momento saranno gettati in pasto alla folla che nel frattempo si sarà fatta feroce e ansiosa di assaggiarne le carni.

Destra, sinistra, non c'è più alcuna differenza. La sinistra traditrice infame e la destra ostaggio di uno che per vent'anni ha sempre fatto solo i cazzi suoi (come amaramente osservava l'altra sera Filippo Rossi) è giusto che vengano cancellate, eradicate dalla storia, negando ai partiti che le rappresentano qualsiasi tipo di consenso. In sostituzione però ci vuole qualcosa che si opponga al progetto di distruzione della democrazia in nome del profitto. Ci sono poche cose da fare e con la massima urgenza ma la principale è mandare in culo l'Europa di Ludovico Van e delle stelle gialle e il suo regime monetario per salvare questo paese e restituirgli la dignità che una classe di parassiti corrotti gli ha tolto e rompere il giocattolo ai fautori del trionfo del mercato Moloch. Ovviamente è un invito rivolto a tutti i paesi periferici che stanno soffrendo la chemioterapia imposta dal nord e perfino ai notoriamente scarsi e singolarmente eroici resistenti tedeschi, le piccole rose bianche.

Se i cosiddetti movimenti alternativi (cinque stelle o eventuali futuri in Italia, euroscettici e resistenti europei in generale) non lo capiscono, meriteranno di sparire anche loro. Per non parlare dei fottuti odiatori del proprio paese che tifano per i conquistadores e le Panzerdivisionen, che costituiranno la seconda portata del pasto. Il mappazzone dei collaborazionisti.

lunedì 26 agosto 2013

Sturmundlettentruppen


Che ci volete fare, siamo governati da questo qui. Il bello de zio in versione "proteggo tutto tranne le palle, che tanto non ho", ha avuto, se non altro, il potere di rimettermi di buonumore dopo un inizio di giornata abbastanza fetuso. L'effetto ilarità da associazione con le Sturmtruppen di questo condottiero armato di fuciletto a tappo che ha ribadito l'impegno italiano a difendere le piantagioni in Afghanistan, costi quel che costi, è però svanito presto. 
Ma ci pensate che questo genio, che un Nouriel Roubini sotto l'effetto di sostanze e da squalificare per doping ha definito oggi sul Pude Pravo, "una persona seria e rispettata a livello internazionale" (ma forse li stava solo prendendo solo per il culo, dài), potrebbe cadere per lo sgambetto del solito personaggio che da vent'anni condiziona, sinistra permettendo, i destini di questo paese?

Certo, è ovvio, a toglierci il sonno in queste notti deve essere il pensiero che Violante sia in ambasce per le sorti del suo tecnico televisivo preferito, di nuovo in pericolo, e che Fassino sia ancora fermo tra la casella della banca e quella della barca, motivato nella vita solo dal cambio di consonante. Forse è proprio questo, il timore che questo meraviglioso governaccio di incapaci con la prevalenza del piddino e l'obbligo del controfagotto del PDL stia per tirare le cuoia, che ci provoca il risveglio precoce alle quattro di mattina, con la civetta fuori che urla, le gambe che non trovano riposo e tutti i pensieri più foschi che iniziano a tormentarti.

Come faremo, si chiedono attoniti gli italiani, senza il Giovannini e il suo ottimismo della volontà, per il quale la crisi è finita e forse è stato tutto solo un sogno, un inception di qualche mercato cattivo e invidioso dell'euro? 
Come sopravviveremo senza la Kyenge, che da quando è diventata ministro non fa altro che accusare i suoi connazionali (nel senso di italiani) di razzismo e che, a sentirla parlare, dà l'impressione che Rosa Parks non sia ancora nata e che l'Italia sia il Sudafrika dell'Apartheid? Come proseguirà la nostra vita con il rimpianto di cosa mai avrebbe potuto fare la canoista per noi se quella zozza IMU non si fosse messa di mezzo?
E poi il delirio di Delrio, il sorrisetto da banchiere di Saccomanni (anche lui con l'ipotesi crisi come episodio psicotico acuto ormai superato grazie agli psicofarmaci governativi), il "saggio" Quagliariello, la "cosa" Cancellieri, il duo Mauro-Bonino, quelli che si sono arresi prima che la guerra fosse cominciata, i Lupi, le De Girolamo con le Lontre Volanti, la Carrozza fantasma, nel senso che si dice nessuno l'abbia mai vista, la Lorenzin con le mani in mano per fortuna. 
E poi le Fontanelle, gli inconsistenti, le anime d'o priatorio: Fassina, Moavero Milanesi, Trigilia, Franceschini, D'Alia, Bray. Scheletrucci senza stele, morti senza nome. Una prece e una strusciatina al cranio, che porta buono.

Io sto già elaborando il lutto, non so voi.

giovedì 11 luglio 2013

Il principio di indeterminazione di bello de zio


Capisco che vi lamentiate del maanchismo veltroniano, dell'oscillazione stazionaria di Pippo "Cesei-ociwati" tra l'accettare l'offerta o rifiutarla e tenersi il pacco, e infine di quella governativa di Penelope Letta che fa e disfa la tela e prende tempo per distrarre i Proci che assediano il palazzo.
Vi lamentate e non capite perché siete fermi alle mele di Newton e non aprite la mente alla fisica quantistica ed al principio di indeterminazione di Heisenberg.


L'indeterminazione, del resto, è oramai la caratteristica principale di tutta la neo-politica italiana,  incerta più del destino dell'universo, sospeso tra Big Crunch e Big  Rip, come avevo già suggerito ai tempi del governo Monti e della sua manovra quantistica allo stesso tempo equa ed ingiusta.
Tuttavia la dimostrazione ultima della giustezza delle intuizioni dei grandi fisici del Novecento è nel PD che, da attuale Partito Bestemmia, dovrebbe più propriamente mutarsi in Partito Quantistico Italiano. Un partito morto ma allo stesso tempo vivo. Un partito che, nel momento in cui lo pensi, appare sia di sinistra che di destra perché esiste su due mondi paralleli.

L'indeterminazione quantopiddinica in contrasto con il puro pensiero tolemaico Silviocentrico produce chaos e, secondo alcuni, una pericolosa tendenza alla morte termica.
In questo stato di incertezza, di morte maanche vita,  il regime è in pieno delirio da bunker. Ordina di fare tabula rasa, di distruggere le opere d'arte, di appiccare fuoco ai pozzi Saddam Style e spedisce al fronte le ultime riserve: vecchi e ragazzini.

Ho sentito paragonare Silvio, in questi giorni di Caimangeddon, alla Resistenza. Sono d'accordo, perché, dall'altra parte, il PD rappresenta perfettamente la Repubblica di Salò, ovvero l'arroccamento del regime all'ideale sconfitto dalla Storia, l'unione fatale nel destino dei nostri amati collaborazionisti con i solutori finali del problema italico, ovvero i neo-nazieuristi.
Non aspettatevi dunque grandi sconvolgimenti, almeno fino a quando Frau Merkel aprirà il secondo fronte e Madame Le Pen sarà stata l'unico politico con le palle in Europa (dopo Margaret Thatcher nel 1990) a ribellarsi contro l'euro. Si preannuncia un bel cat fight, per gli amanti del genere.

"Ma come, non pensi a ciò che potrebbe combinare Silvio?", direbbero a questo punto i miei piccoli piddini, convinti ed esaltati al pensiero più che dopo una zolletta all'LSD che uno degli uomini più ricchi del mondo possa veramente finire a pulire culi di anziani in una RSA e a lavare piedi ai migranti sotto la supervisione di Santa Laura Boldrini.
Non temete. Ci sarà scarmazzo, Nanni Moretti finirà ad un passo dall'essere proclamato Nostradamus nel nuovo millennio ma non succederà nulla. Silvio e il PD sono complementari ed entrambi tendono all'equilibrio. Se crolla lui crollano anche i suoi migliori amici. Se muore Eng, anche Chang è spacciato.
Per tornare alla metafora fisica, sono proprio gli elettrodalemoni che rendono stabile il nucleo formato da piddoni e pidielloni, più bosoni vari e questa non è mica speculazione scientifica così, è interazione forte. Questa è cassazione, se mi permettete l'allusione.

martedì 2 luglio 2013

Quel pasticciaccio brutto dei derivati anni '90: vaniglia o cioccolato?


Una delle mie letture estive è stata "Come i servizi segreti usano i media" di Aldo Giannuli, che spiega molto bene, con esempi famosi tratti dalla cronaca recente, come funziona la propaganda di qualsiasi regime, anche il più apparentemente democratico. 
Il potere, per auto-conservarsi e perpetrarsi ha bisogno di confezionare verità, non sempre corrispondenti al vero, da offrire al pubblico e spesso questi non ha alcun modo di controllare se ciò che gli viene raccontato è vero o falso. Giannuli però spiega che, con un certo allenamento, si può imparare a capire, leggendo un testo, una notizia, un'inchiesta, se si tratta di pura propaganda o meno. Vi consiglio veramente la lettura di questo libro affascinante, soprattutto per il capitolo che ho trovato più interessante, quello sulla "guerra delle terre rare", ovverosia sulla lotta per il controllo dell'estrazione e commercio dei minerali impiegati nell'industria high-tech, che vede contrapposti come principali attori Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti e che rappresenta una delle più calde sfide attuali tra queste superpotenze economiche, ben più importante e decisiva per gli equilibri geopolitici delle telenovele sugli spioni del Datagate (chiarissimo argomento di distrazione di massa). Argomento invece, quello delle terre rare, del quale ovviamente non sentite mai parlare al telegiornale, perché non sono cose per bambini. 

Per fare un esempio concreto ed attuale di notizia sospetta, che puzza di propaganda e assomiglia tanto ad una di quelle bugie di Pinocchio che gli facevano rompere i vetri con il naso, questa mi sembra perfetta:
Bruxelles, 28 giu. "Il comunicato stampa del Tesoro ha chiarito che il problema non sta nei termini in cui l'aveva presentato il 'Financial Times', per noi la questione non si pone, sono molto ottimista, è un caso chiuso". Così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha risposto alla domanda di una giornalista americana sulla vicenda dei contratti derivati che negli anni '90 avrebbero aiutato l'Italia a ridurre il proprio deficit, per entrare nell'euro, e che ora, secondo il quotidiano finanziario britannico, venendo a scadenza rischierebbe di creare un 'buco' in bilancio. (fonte)
La solita Perfida Albione aveva insinuato che uno dei prezzi pagati dall'Italia per entrare nel club esclusivo tedesco per lavoratori liberati, fosse la sottoscrizione di contratti derivati swap (come quelli che si usano, ad esempio tra mutui a tasso fisso e a tasso variabile) che, a distanza di vent'anni e sull'onda della Grande Crisi Sistemica, si tradurrebbero ora in un buco di bilancio statale da 8 miliardi di euro.
Per una brillante spiegazione dei vari tipi di derivati, consiglio gli storify su Twitter di Claudio Borghi Aquilini: su opzioni call (diritto ad acquistare), put (diritto di vendere) e swap (quelli del presunto buco del Tesoro).

Nel comunicato citato nel lancio d'agenzia riportante la smentita ufficiale di bello di zio, il Tesoro risponde sdegnato alle perfidie di Albione con quest'altro bell'esempio di propaganda:
"La filosofia di fondo dell’operatività in derivati della Repubblica si basa su criteri ispirati al perseguimento dell’interesse dello Stato, mirando alla protezione dai rischi di mercato, primi fra tutti il rischio di cambio e il rischio di tasso di interesse. Con riferimento in particolare a quest’ultimo, l’attività in derivati è stata mirata a conseguire l’allungamento della duration complessiva del debito, al fine di proteggere da un eventuale rialzo dei tassi, pagando tasso fisso e ricevendo variabile. Tale funzione prettamente assicurativa è stata perseguita attraverso IRS (interest rate swap) e opzioni su tassi di interesse (swaption), fissando tassi a lungo termine che, al momento della sottoscrizione, risultavano storicamente ai minimi per la scadenza cui si riferivano. "
Il trucco comunicativo è utilizzare la parola magica assicurativo", giocando sul fatto che esistano effettivamente derivati di quel tipo, apparentemente meno rischiosi e bastardi di quelli che scommettono sul patatrac di intere nazioni o sul vegliardo che schiatterà per primo. Così uno si tranquillizza e dice, "Ah, beh, allora è come l'assicurazione sui raccolti, mi proteggo dalla grandine. Un bonus malus, insomma, un innocente contratto RC auto, per giunta sottoscritto per il bene dello Stato." 

Quest'affrettarsi a smentire e soprattutto a voler considerare "chiuso l'argomento", senza per altro offrire prove concrete a discarico ed esprimere la volontà di chiarire i dubbi con trasparenza con una commissione d'inchiesta parlamentare ma obbligandoci a credere sulla fiducia alla bontà delle azioni del Tesoro e del governo in genere, mi perdonerà Letta, ma sembra voler proprio nascondere qualcosa di losco.
Pare infatti che le cose non siano così rosee e alla vaniglia ma contengano parecchia roba marrone, tanto che, sulla base dell'articolo del Financial Times, e sulla ripresa dell'argomento da parte di "Repubblica", la procura di Roma ha aperto un'inchiesta. 
Per il dettaglio delle critiche al comunicato del tesoro in oggetto e sui dubbi relativi all'operazione derivati anni '90, comprese le malignità su chi possa, tra gli alti papaveri, aver spiattellato adesso la faccenda ai giornali, rimando a questo articolo di Dagospia

Insomma li hanno beccati con 8 tonnellate di ganja in casa ma loro sostengono che servissero per alleviare i dolori alla zia Pina affetta da sclerosi multipla. Il derivato terapeutico. Voi ci credete?

venerdì 21 giugno 2013

Solstrazio d'estate

History repeating.  Allons enfants de la Turquie.

Primo giorno d'estate nella Repubblichina di Salòtto del governo delle larghe pretese guidato da bello de zio.
Un governuccio, un governicchio che finora si è fatto notare per la consistenza da zucchero filato dei suoi provvedimenti e per la rassomiglianza - per libertà di manovra e spessore - con il governo fantoccio del Manchukuò dell'ultimo imperatore della Cina Pu Yi. 
Governo che non intende assolutamente cacciare la ministra rematrice beccata a fare la furba sulla tassa più odiata dagli italiani, per giunta nella città che applica una delle aliquote IMU più alte d'Italia. Sentitene le giustificazioni, durante la confessione piddiminkia a Don Conchita De Gregorio sul Rude Pravo:  non sapevo che mi avevano fatto una palestra in casa, non mi occupo di queste cose (eh già, lei rema, non ha tempo), da quando sto a Roma non vedo i figli (fotte e chiagne), c'è stato il terremoto, le cavallette. La ministra cambiale: pagherò. Si, ma intanto non si schioda dalla poltrona, bello de zio la difende e, se fosse toccato ad un qualunque cristo di noi, l'avrebbe già azzannato Equitalia alla gola. 

Dopo questo bell'esempio di dare il buon esempio, torniamo al "governo del fare", come si proclamano addosso. Io direi piuttosto del facce (ride). Basta leggere le ottanta misure ottanta "per il rilancio dell'economia" strombazzate a reti unificate sui telegiornali divenuti ormai una broda a senso unico brezneviano.  Ottanta misure assolutamente cosmetiche, palliative, molto piddine, agghindate da pensatone de sinistra. Tante belle idee, molte delle quali in realtà partorite dal M5S,  rapite in culla dal B. e poi date in affidamento familiare a bello de zio appunto.
L'impignorabilità della prima casa, ad esempio. Una vera e propria violazione di copyright elettorale senza vergogna, attuata mentre prosegue ovviamente la campagna mediatica governativa - ma direi soprattutto piddina - contro Grillo e il suo movimento

Non abbiate dubbi sulla bontà del M5S, cari colleghi.  Questo è un perfetto esempio di relazione causa-effetto. Se il piddino si agita e soffre, se scioglie i cani da lecco nei talk show e ogni discussione diventa un'interminabile gara di blow-job reciproci tra piddini, vuol dire che Grillo è nel giusto.  Il giorno che al piddino andrà bene ciò che fa e dice Grillo, sarà il momento di mandare Beppe affanculo per sempre. Per ora state sereni che l'improvvisata all'assemblea di Monte Paschi ha lasciato diversi culi in fiamme ed è per questo che si agitano tanto sulle poltrone di velluto.
Lasciamo pure che delle signore unquartodoradicelebrità si sentano delle Rosa Luxembourg e ricordiamo che l'antenato del PD, quello che parla di purghe, espulse un certo Pier Paolo Pasolini per omosessualità.

Tornando alle ottanta misure antirughe di Vichy, queste non rilanceranno una beddissima minchia, visto che non si parla di cancellare MES e Fiscal Compact, ovvero l'obbligo di pareggio di bilancio e il rapporto debito-PIL al 3% checichiedeleuropa per mantenere i suoi vizietti e pagare al posto della Germania; provvedimenti che matematicamente impedirebbero la ripresa economica nei prossimi vent'anni, se sciaguratamente applicati.
E qui uno si domanda: ma questi lo sanno veramente cosa sono questi trattati capestro che vengono imposti dai tedeschi ai PIIGS a causa dell'esposizione sui derivati di Deutsche Bank, ovvero una cazzo di banca privata per la quale anche gli americani si sono già svenati nel tentativo di salvarla?

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
Ecco una vera misura impressionante, cara Angela (fonte ZeroHedge)
E' che questi politici sono solo degli organismi mononeuronali piddini o proprio dei sociopatici? Non è un enigma facile da risolvere. A volte si ha l'impressione di essere proprio in mano a dei deficienti. Gente che non sa assolutamente un cazzo di economia, non parliamo di quella macro, ma nemmeno di ragioneria, ma che sa maneggiare bene il coltello. 
Gente messa lì proprio per la sua ignoranza e perché priva di ogni curiosità relativa al perché degli avvenimenti. Uomini e donne i cui eventuali dubbi sono già stati preventivamente saldati mediante sostanziose prebende.
E il guaio è che anche gli imprenditori, quelli strangolati dalla crisi, dimostrano di non sapere come stanno le cose realmente. Li senti ripetere a pappagallo le minchiate del pensiero unico eurista e ti verrebbe voglia di prenderli a schiaffi perché è delle loro chiappe che si sta parlando ma loro credono ancora nell'euro, nella virtuosità dell'export e soprattutto nella madre di tutte le fregnacce: la spesapubblicaimproduttiva.
Penso che, senza un'opera di divulgazione a tappeto presso gli imprenditori dei danni provocati dalla trappola dell'euro, dal ruolo della Germania e del sistema bancario, non si innescherà mai una vera rivoluzione in questo paese. La borghesia non si è ancora svegliata.

Il governo del Lettino non ci pensa proprio ad informare il popolo delle vere cause della crisi e, non avendo altro compito che intrattenere e distrarre il pubblico nell'attesa che arrivi la big band,  ovvero il prelievo forzoso che servirà per salvare il culo alle banche private (tedesche maanche italiane), utilizza vari mezzucci noti a noi psicologi come distrattori. Ad esempio il tokenismo, ovvero l'inclusione  decorativa e puramente paracula del ministro donna e per giunta nera, che avrà l'unico scopo di distrarre la Lega pungolandone le terga xenofobe con il teaser del "nero è bello e ce l'ha pure più grosso". Il meccanismo è banale, a livello di riflesso patellare o di cane di Pavlov.
Basta farla minacciare al momento giusto di dare la cittadinanza, il lavoro, la casa e tua sorella a chiunque metta il naso in Italia: i razzisti insorgono e la insultano, così le altre ministre donne devono difenderla e a loro volta insorgeranno le femministe. Una reazione a catena in piena regola che farà scrivere paginate condite di sdegno e riprovazione ai giornali, che così si guadagnano la giornata e giustificano la loro presenza in edicola.
Eppure un perfetto imbecille capirebbe subito che, nel corso della più grave crisi economica dopo il '29, parlare di allargare i diritti agli stranieri mentre quelli degli italiani vengono compressi in una stretta mortale, è una strategia assolutamente demenziale.

In fondo, dall'altra parte, anche le traversie di Silvio sono dei bei distrattori. Lui, con quell'aria da Sansone pronto a far crollare il Tempio sui Filistei ma anche lui in attesa di qualcosa. Già, ma che cosa? No, le sentenze delle sue magagne giudiziarie non c'entrano. Sono già scritte da qualche parte.
Perfino l'oroscopo sostiene che il 2014 sarà l'anno della sua fine politica. Sono solo un  bel gioco di società per tenere impegnato il neurone della Biancofiore e tenere assieme il fan club dei B-liebers.

E' un clima da Fortezza Bastiani, si, di attesa di qualcosa di clamoroso, ce ne siamo accorti da tempo, ma nei prossimi giorni parleremo in dettaglio dell'ipotesi frattalica e delle sue implicazioni in stile history repeating. Chiedendoci ad esempio se le discese a rete di Silvio contro l'euro hanno un senso preciso e rappresentano un segnale per qualcuno. Con interessanti parallelismi storici.
Tutto ciò che ruota attorno al governo di Pu Letta, alla telenovela "Tormento piddino", alla lotta continua contro Grillo è fuffa. Molto rumore per nulla. Rotoli di pluriball.
E' il silenzio sottostante, sono le manovre in garage che sono interessanti.
Cercheremo di scoprirle.

venerdì 24 maggio 2013

Il processo di decondizionamento del piddino in cinque fasi


Ieri Beppe Grillo ha detto che tra un anno (se riusciremo a smentire Keynes che ricordava che nel lungo periodo saremo tutti morti) sarà indetto un referendum popolare sull'euro. Giusto il tempo di raccogliere le firme e di prendersi un anno per informare il popolo sulla questione.
Beh, sempre meglio di niente e del giovane di bottega che vuole morire per Maastricht; l'intento di rispettare la volontà popolare è lodevole, oltre che molto comodo, vista l'implicazione di delega della decisione, ma non c'è tempo, bisogna risolvere prima la questione con altri mezzi.  Questo non è l'acqua pubblica ma il destino di una nazione.

Le persone, gli esperti in grado di elaborare un piano di uscita dalla trappola ci sono già. Basta radunarli, chiuderli in conclave e farli uscire solo quando il piano, che esiste già in varie versioni, è pronto nella forma definitiva e più adatta al caso Italia. Però poi è la politica che deve materialmente  agire. 
Per quello che tecnicamente dovrebbe assomigliare, per discrezione e rapidità di esecuzione, ad un golpe economico, visto che non sarebbe opportuno, per ovvi motivi, mettersi a gridare alla finestra "Ehii, domani o al massimo giovedì usciamo dall'euroooo!!, mi pare che manchino completamente purtroppo le figure di coloro con le palle che si prendano la responsabilità ed assumano il comando delle operazioni. Bisogna lavorare su questo, su una classe dirigente che lo faccia.

Ad ogni modo, per quanto riguarda l'informazione del pubblico, penso si possa fare in maniera efficace grazie alla cara vecchia informazione.
Si tratta di disattivare decenni di propaganda e condizionamento televisivo. Non abbiamo certo di fronte delle comode tabulae rasae sulle quali scrivere e disegnare i nostri pupazzetti a piacimento. Però si può farecliccare, prego.

Vi propongo quindi un programma di decondizionamento in cinque fasi. Per i più svegli ed aperti mentalmente basterà la volontà di applicarsi, superare appena un paio di giorni di scimmia e i risultati saranno rapidi e duraturi.
Per i piddini, che dovranno in più elaborare il lutto della consapevolezza del tradimento della loro parte politica di riferimento (l'inception è: "è la sinistra che ci ha venduto alle élite reazionarie") occorreranno forse metodi più coercitivi. Comunque, ricordate, è per il loro bene.



Fase prima - la storia

Lettura di "Shock Economy" di Naomi Klein (2008). Il testo che racconta quarant'anni di politiche ultraliberiste nel mondo  (il libro è stato scritto prima che iniziasse l'attuale agonia europea) e la loro evoluzione nel concetto di "economia dei disastri". Quella che da una catastrofe possono scaturire grandi opportunità d'impresa  ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego.
La lettura del testo può essere rinforzata, ma non sostituita, dalla visione di questo documentario.





Fase seconda - l'antecedente

Visione del film "Diario del saccheggio" (2006) di Fernando Solanas. Il racconto degli anni di privatizzazione selvaggia e distruzione del ruolo dello stato in Argentina; dell'aggancio della moneta locale al dollaro (PAROLA CHIAVE: VINCOLO ESTERNO) fino al default del 2001 dopo il quale l'Argentina si è risollevata a prezzo di grandi sacrifici e cambiando completamente rotta economica.


"Ma noi non siamo l'Argentina!!" Urla e si dibatte il piddino immobilizzato, nonostante cominci a capire che i dolori di quel paese lontano gli ricordano eventi molto recenti e vicini a casa sua. 
Bene, è ora di far risuonare le note del dolce, dolce Ludovico Van  ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego, così soavemente simbolico del VINCOLO ESTERNO, pardon, sogno europeo. Urlerà un po', il piddino, ma è sempre per il suo bene.




Fase terza - l'illuminazione

Inizia la parte tosta del programma. Quella dove bisogna materialmente sturare i neuroni. Per i soggetti piddini, più che una tecnica di decondizionamento sarà un esorcismo. Molto doloroso.
Utilizzeremo per prima cosa le formule di questo manuale:


Indi si proseguirà con la lettura del "Il tramonto dell'euro" del medesimo autore, Alberto Bagnai (2012). Una rilettura, a seguito della prima, non guasta, soprattutto a chi è vergine in economia. Insomma, due botte ci vogliono.
Dopo la cura d'urto, come mantenimento, bisogna cominciare ad assumere regolarmente ogni giorno i contenuti dei seguenti blog:

Avvertenza: in questa fase di assunzione di consapevolezza, la visione anche accidentale di Ballarò, Piazzapulita, Servizio Pubblico ed altre trasmissioni di Propaganda PUDE che raccontano invece una realtà opposta e funzionale al sistema euro, può causare accessi d'ira alternati a  momenti di sconforto. E' una reazione perfettamente normale ed attesa.



Fase quarta - la rivelazione

Avvertenza. La visione dei filmati della fase quattro può provocare nel soggetto decondizionando nausea e vomito. E' perfettamente normale e previsto. Preparate i secchi.

A questo punto, se siamo fortunati, il piddino comincia ad intuire qualcosa. Gli altri, i più svegli ed aperti mentalmente,  hanno capito, già probabilmente dalla fase due, che sono stati trascinati in una trappola senza uscita apparente e che i loro attuali disastri economici ed esistenziali sono causati dall'EURO.
Un VINCOLO ESTERNO, ricordate la fase due ◄ cliccare sul link ed ascoltare il contributo audio, prego, imposto da un'élite che ha scoperto che una nota e vecchia (1961) teoria neoclassica (AREA VALUTARIA OTTIMALE) che apparentemente illustrava come dovrebbe funzionare una moneta unica per il bene di tutti, del 99%, poteva essere applicata, rovesciandola, con la complicità fondamentale dei politici rappresentanti le classi lavoratrici, per fare il bene unicamente dell' 1%. Come viene descritto nell'articolo:



Vogliamo ora riascoltare, in religioso silenzio, la DICHIARAZIONE DI GUERRA?





Povero piddino, mutazione teratologica di quel pidiessino e poi diessino che aveva tanto creduto nell'Ulivo e nella gustosa prospettiva di un'Italia tutta prosperosa e dalle coscione burrose come la Bologna del dotto professor Prodi. Sentitelo nel 1998 come era contento del suo trappolone in itinere e come già ammetteva che, nell'unione, sarebbe stata la GERMANIA ad avvantaggiarsene). Birichino, biricò.


"Beh", accenna con un lamento il piddino, "alla luce dei recenti avvenimenti, il Professor Prodi avrà forse cambiato idea?" Oh, NEIN, meine kleine Schwantzstucken Kopf.
Ascoltatelo qui pontificare nel 2012 della supremazia germanica e della sua irreversibilità, con una povera studentessa greca. OHI! OHI! DIALOGOI.


"Maestraaa! Ma questo", alza il braccino il bimbetto dell'asilo, "non doveva fare l'interesse dell'Italia e non della Germania?"
Eh, cara voce dell'innocenza, vallo a spiegare ai piddini.

Se ancora qualche soggetto dovesse infine persistere nel negare che la politica attuale non rappresenti un disegno reazionario, con l'euro come suo malleus economicarum, che sta permettendo alla Germania di riaccarezzare sogni di grande Reich grazie al VINCOLISMO ed al MERCANTILISMO,  con noi a fare da servi sciocchi, ricordategli da chi è stato governato fino a pochi mesi fa. 
Dalla voce insinuante e dal serpentese di Romano Prodi all'eloquio metallico senz'anima di Mario Monti. Siamo alla fase finale:



Fase 5 - La confessione

Giunti a questo punto della terapia, le pubbliche ammissioni di colpa degli agenti del nostro disastro, simili alla sfida "prova a prendermi" che lanciano i peggiori serial killer inviando lettere con brandelli delle vittime ai giudici istruttori, ci aiutano nel compito di illuminare definitivamente il soggetto, dando ad egli la conferma ultima del tradimento subìto.
A questo punto, tutto torna:

Ricordate la fase 1, LA STORIA? Anche l'altra volta (anni '40) cominciò con la conquista della GRECIA:



Mi rendo conto che, come ultimo colpo di coda, nel piddino più riottoso potrebbe sorgere il dubbio:
"Ma ora c'è il PD al governo" [con il PDL, ma è un dettaglio, n.d.a.] "possiamo andare a RINEGOZIARE IN EUROPA".

Bene, come ultimo atto del processo di decondizionamento, ricordate al soggetto che l'attuale presidente del consiglio ha scritto per lui questo libercolo:


Non fateglielo nemmeno leggere. Sbatteteglielo proprio in faccia. Potrà conservarlo come attestato di partecipazione.

mercoledì 22 maggio 2013

Doktor Mark e Herr Euro


Come sapete, il nostro bimbo prodigio bello di zio tutti i giorni minaccia di andare in Europa (ma si legge Germania) a rinegoziare, dice lui, il Fiscal Compact e gli altri trattati capestro shockeconomici che ci stanno strangolando.
Trattati che il suo partito, assieme al braccio politico di Mediaset, ha approvato a suo tempo senza emettere neppure un belato, compreso Nichi, che ora fa lo sdegnoso, quando ha sottoscritto l'accordo elettorale con il PD.  Il silenzio degli indecenti. 

Andare a rinegoziare. Bene, ma quando, visto che l'Italia con la garrota al collo è già cianotica? Per ora è un temporeggiare pallido e assorto, sperando che nel frattempo arrivi qualcuno a risolverci il problema. Magari Gigantepensacitu, il Diodelcielo o una provvidenziale invasione aliena.
Ho il sospetto che il regime piddino sia convinto, con un ragionamento viziato dal maschilismo, che la politica tedesca di austerità sia tutta colpa della Merkel. Della paturnia postmenopausica di questa carampana senza più voglie che cambia colore della livrea come il camaleonte ma sotto la giacchetta è un ottusangola in duralluminio. Trombata la strega alle prossime elezioni di settembre, ragiona il piddino modello base, cambieranno le cose e i crucchi non saranno più crucchi ma diventeranno malleabili come il pongo.

Vale la pena allora di fare subito un bel gavettone di acqua gelata in faccia al piddino e raccontare con quale tipo di tedeschi abbiamo a che fare, femmine e maschi, compresi quelli che dovrebbero rappresentare, figuriamoci, la svolta, l'inversione a U post Merkel. Le fate turchine disposte a perdonare il discolo Pinocchio.
Grazie come sempre a Voci dalla Germania che lo ha tradotto per noi, vi propongo alcune perle assolute dal pensiero di due economisti: Bernd Lucke, leader di Alternative für Deutschland, il partito "antieuro" che conosciamo già, e Dennis Snower, presidente dell'Institut für Weltwirtschaft di Kiel, intervistati dal Frankfürter Allgemeine Zeitung (qui in originale).

Le domande poste dal giornale (d'ora in avanti FAZ) ai due esperti vertono sulla questione euro e sulla conseguente crisi dei paesi della periferia dell'eurozona. Un argomento che in Italia non esiste a livello ufficiale, mediatico, ma solo in quello esoterico delle riunioni dei Beati Paoli dell'economia mainstream e in Internet a cura della controinformazione carbonara, perché la crisi, lo sapete, è causata dall'invidia americana per l'euro che usa l'incanto patronus della speculazzzioneinternazzzionale per farci la magia nera cattiva.
Invece nel resto d'Europa si ha ben presente quale sia la causa della recessione europea. Una crisi strutturale creata dal vincolismo, che lo shock esterno finanziario ha solo innescato. Non c'è economista sano di mente nel continente che non si renda conto del problema e che non pensi al modo di uscire dall'impasse.
Lo fanno anche i nostri due eroi del giorno, Bernd e Dennis, che qui dialogano a lungo ed approfonditamente sullo stato dell'eurozona. A modo loro però, come vedremo, a colpi di dissonanza cognitiva e pregiudizio ideologico, con lo spirito dei tolemaici che si rifiutano di guardare nel cannocchiale di Galileo e la mentalità, mi dispiace dirlo, da crucchi totali.

FAZ domanda se, alla luce dell'attualità, sarebbero ancora favorevoli all'introduzione dell'euro. Visto che comunque così non si può andare avanti a lungo, quali sarebbero le ricette migliori per evitare il crollo dell'eurozona e il salvataggio dei paesi più negativamente coinvolti. Se è previsto un ritorno al marco ed alle altre monete nazionali.
Snower (l'eurista duro e puro): "Assolutamente favorevole all'euro ma con regole più solide. Gli stati europei hanno avuto vantaggi sia politici che economici. Anche se noi fino ad oggi avessimo vissuto bene senza l'Euro, ora sarebbe il momento giusto per introdurlo. Se i paesi iniziassero ad uscire dall'Euro, in Europa avremmo più protezionismo e un nazionalismo dannoso. L'intero progetto europeo sarebbe messo in discussione. Rischiamo un circolo vizioso che ci porta al caos.
L'introduzione di una moneta nazionale (per i paesi del sud, come propone Alternative für Deutschland, il partito di Lucke, n.d.r.) , se tutto andasse bene, avrebbe solo un breve effetto. I prezzi si adeguerebbero velocemente. La competitività di un paese non dipende dalla sua valuta, piuttosto dai suoi vantaggi comparati: che cosa sanno fare meglio degli altri? Questo dipende dalla sua struttura produttiva e dalla sua forza innovativa. Se le cose non dovessero funzionare, un paese povero del sud-Europa, con una valuta debole, non potrebbe permettersi investimenti per creare una nuova struttura produttiva. Il governo cercherebbe la sua salvezza nell'inflazione, alle porte d'Europa ci sarebbe un caos valutario. Come tutto questo potrebbe portare paesi come la Grecia ad una maggiore competitività, non lo capisco proprio. "

Lucke (l'euroscettico, il buono, secondo i piddini): "Oggi non sarei affatto per l'introduzione dell'Euro, sebbene nel 1999 lo fossi. Pensavo che l'Euro avrebbe potuto esercitare una benefica pressione sugli stati e renderli più competitivi. Competitività che fino ad allora era stata difesa solo con le svalutazioni. Ma l'inerzia è stata troppo forte. Anche esercitando una grande pressione, non si sono viste le riforme strutturali sufficienti. Per questo motivo l'Euro non è adatto ad una zona valutaria cosi' eterogenea.No, non è la Germania a dover abbandonare l'Euro, ma i paesi del sud. Sarebbe molto più efficace di un'uscita della Germania dall'Euro. I paesi del sud avranno la possibilità di svalutare, e in questo modo tornare competitivi. L'Europa soffre di una crisi di competitività. Nei paesi del sud i salari in rapporto alla produttività sono troppo alti. Le aziende non sono competitive, è difficile esportare i loro prodotti. (fonte)
Vedete, se cliccate sui link che ho messo ai loro nomi all'inizio scoprirete che questi due hanno un curriculum enorme. Delle pubblicazioni impressionanti. Sono dei 24x17 dell'economia. Eppure, accecati dall'ideologia e dal fondamentalismo neoclassico, sembrano Scemo & Più Scemo.
Se ne volete la controprova, eccola.
Quando i due si avventurano nell'esempio di un paese che in questi anni invece ha fatto il bravo (e succede anche ad economisti nostrani con l'orecchino che hanno sempre la Svezia in canna), i risultati sono ancor più esilaranti:
Lucke: Nel 2001 la Turchia si trovava in una pessima situazione, simile a quella della Grecia di oggi: altamente indebitata e prossima alla bancarotta. Allora dicevamo in maniera arrogante: la Turchia non è pronta per l'EU. Ma cosa è successo? La Turchia ha risolto il suo problema debitorio, è entrata in nuovi settori economici e al momento sta vivendo un boom con la sua moneta flessibile. Perché la Grecia non dovrebbe andare nella stessa direzione?
Snower: Che la crescita della Turchia sia da ricondurre ad una valuta flessibile, per me è una novità! Il paese ha semplicemente fatto delle buone politiche economiche, ha rafforzato lo stato di diritto e migliorato l'educazione.
A questo punto, un bimbetto dell'asilo stenderebbe ben in alto il braccino e griderebbe: "Maestraaa, ma la Turchia non ha l'euro, non è soggetta al vincolo di cambio, ha sovranità monetaria, applica la Lex Monetae, stampa moneta!"
Appunto.
Invece qui abbiamo due economisti che inanellano una serie tale di svarioni ed ottusità che, se fossero medici, sarebbero già stati radiati dall'albo per eccesso di rischio di mortalità di pazienti.
Ai bei tempi dell'economia sana di mente e non psicopatica, al primo esame di macroeconomia sarebbero stati consigliati di dedicarsi piuttosto al lavoro all'uncinetto.

Santoiddio, è dal 1961 che il liberista Mundell ha teorizzato sui requisiti dell'Area Valutaria Ottimale, raccattandoci su anche un premio Nobel e Lucke, questo phenomenon che dovrebbe rinnovare la Germania rivoltandola come un calzino, si meraviglia che l'euro non abbia funzionato in una area "così eterogenea"? Per non parlare dell'altro, che considera una novità (1961, lo ricordo) che un paese prosperi grazie alla flessibilità del cambio. Il Giappone di Shinzo Abe gli deve sembrare una specie di fenomeno allucinatorio.
Guardate, il punto centrale è quello. Un'idiota come me l'ha capito alla prima lettura, cos'era un'Area Valutaria Ottimale e perché l'Europa attuale non lo è e non può quindi funzionare con il vincolo della fissità del cambio. Quindi, o questi sono peggio che idioti oppure sono affetti da neglect ideologico. Siccome non possono accettare che la loro teoria sia sbagliata, dev'essere l'ambiente circostante ad esserlo.

Ecco quindi che insistono e perseverano diabolicamente nell'errore, invocano ancora più rigidità di regole, confabulano di vantaggi arrivati ai paesi europei dall'euro senza specificare quali (indovinate, la Germania!) e vaneggiano di possibilità di salvare il mostriciattolo morente.
Lasciate ogni speranza o voi pisani che pensate di poter ragionare con questi.
Perché c'è ancora dell'altro, non è solo ottusità fondamentalista da liberisti, come se ne trova tanta anche tra i Chicago Boys nostrani. Se leggerete l'intervista per intero finiranno di cadervi le braccia.

Questi due sono dei fottuti mercantilisti con il mito dell'export come virtù assoluta e dell'import come vizio innominabile. Ma soprattutto sono anche dei moralisti luterani, per i quali il debito è Schuld, maxima culpa, ma il credito no, è buono, e la vita è solo sacrificio, se no il paradiso non te lo meriti. L'etica protestante del paternalismo. 
Ovviamente, il tedesco incarna, per loro, l'essere virtuoso e il losco greco terrone (o italiano) l'Untermensch da lasciar crepare dopo averlo spolpato fino alle ossa. 
La cosa strana infatti è che ci disprezzano però desiderano la nostra roba. Si vantano di vivere in affitto e di non avere il mito della casa di proprietà, però cominciano già ad allungare le mani sul nostro mercato immobiliare in crisi nera.

Tutto quel moralismo, quella pretesa di essere campioni di virtù e quel Super-Io ipetrofico sembrano nascondere solo l'istinto primitivo del cannibalismo rituale. Quello che mira ad assimilare la forza del nemico incorporandolo ed incamerandone le ricchezze. E la nostra forza di paesi sudici è fatta di libertà, creatività e attitudine alla ribellione. Quelle qualità che permettono ai paesi come il nostro, come dice Snower ad un certo punto, "di fare alcune cose meglio degli altri." 
Solo che queste cose si possono fare solo con le mani libere da vincoli monetari e la mente libera da 3% di rapporto debito-PIL da rispettare ad ogni costo. Con questo grado di libertà, volendo, potrebbero farcela pure i tedeschi, ad essere felici.

Vai Enrichino, vai a trattare, a negoziare con i crucchi. E che buon pro ti faccia.

lunedì 29 aprile 2013

Il governo primavera del Dottorino Morte


Non so se siete a conoscenza del fatto che questo nuovo governo Letta bello de zio  è convinto di andare in Europa (diciamo meglio, in Germania) a "rinegoziare" i patti e le condizioni di partecipazione al Battle Royale dell'euro. Insomma, questi fanno credere al popolo stremato dalla crisi che andranno là con il ditino alzato ad agitarlo in faccia alla Merkel, che lei si impietosirà e cancellerà il Fiscal Compact chiedendo pure scusa.
Che rimedieranno invece in risposta un pernacchio con la mano molle, anche se chi glielo farà sarà tedesco e non partenopeo, evitano di aggiungerlo. Eppure quel simpaticone di Schauble ha già fatto preventivamente capire che non se ne parla nemmeno di discutere il primato teutonico e le regole da Piano Funk reloaded applicate ai vicini europei. Manco era fatto il governo e già dettava le condizioni per la nostra sopravvivenza

Quindi, secondo il mio modesto parere, questo governo parte già con un piede affondato in una menzogna non da poco, direi colossale. Una menzogna che potrà non sembrare tale al piddino che è convinto che l'euro ci abbia salvato dall'iperinflazione delle carriole ma che appare insultante e disgustosa a chi sa qual è il problema e cosa occorrerebbe per risolverlo.
Vedremo come riusciranno a rivendere in casa la figura da peracottari e le quattro palle che rimedieranno a Berlino. I media dovranno sfoggiare veramente tutte le loro doti di persuasione e manipolazione della realtà per far ingoiare la balla agli italiani.

Per il resto, che si può dire di questo governo di Große Inkulation, dove viene sancita l'inevitabilità dell'accettazione del ricatto berlusconiano e la disponibilità del PD a fare di tutto pur di tornare al potere?
Dal punto di vista umano, essendo un governo TINA, potevano andar bene anche il mio parrucchiere, il tuo fruttivendolo e il suo gommista.
Sembra il governo dei bimbi in colonia dai preti in montagna e si ha la sensazione che abbiano mandato in campo la primavera. Nomi tutto sommato sacrificabili se le cose dovessero andare male. Per esempio se il Re Nano non fosse soddisfatto di come gli hanno impiattato il salvacondotto e, con il malcontento crescente per le manovre lacrime e sangue che dovranno indubbiamente fare per "morire per Maastricht", non decidesse di rovesciare il tavolo ed andare ad elezioni per vincere di nuovo. Tanto questo è un governo a DNA piddino, lui non c'è e non c'è alcun  nome importante PDL presente, stanno tutti in panchina, anzi in tribuna d'onore. Non ci sono nemmeno pezzi da novanta piddini, quelli che se la cavano sempre, per la verità, a parte bello de zio, quindi l'ipotesi primavera (e inciucio) è confermata. Governo di pupi, di AmbrAngiolini Alfani con l'auricolare collegato al puparo. Gente che esegue gli ordini, non abbaia e non sporca.

E' un governo di ggiovani, secondo il parametro italiano secondo il quale a quarant'anni sei ancora un poppante con il latte sulle labbra. Un governo di ministri immagine, con una bella dose di paraculaggine tipicamente cattocomunista e centovetrine pour épater le piddin
Le sette donne, ad esempio, come se l'esperienza Fornero non dimostrasse che essere donna non basta, se non a fare demagogia e femminismo vista mare; la dottoressa di colore utile per far saltare subito il salvavita razzista della Lega e sviare l'attenzione, visto che lo ius soli, mi dispiace, non è argomento da economia di guerra quale stiamo vivendo, ma materia per tempi di vacche grasse.
La ex campionessa tantobbrava, il giovane turco, la vecchia marpiona radicale, il banchiere all'economia, i ciellini a mazzetti. 
Le pidielline che da settimane monopolizzavano tutti i talk show e ora capiamo perché: una, la De Girolamo,  convinta che la lontra sia un uccello, all'agricoltura e Meg Ryan Lorenzin paracadutata alla salute (sempre meglio comunque di Sacconi che aveva la mogliera in Farmindustria) e che forse è giusto capisca poco di medicina, tanto lì si dovrà solo privatizzare, mi sa. 

Come è la reazione del popolo al nuovo governo? Il piddino si è subito mutato in una nuova specie: il potevandarepeggista, variante del vediamoliprimalloperista. La congolese e la campionessa, le migranti modello lusso funzionano perfettamente: fanno dimenticare il Quagliariello alla manipolazione della Costituzione ad usum caimani e i tecnici superstiti del governo Monti ancora tra le palle. Noto un certo entusiasmo nei piddini, poeri nani. Non sarà il meraviglioso governo di cambiamento di Bersani che il Grillo bastardo e cattivo ha impedito loro di fare ma questo dei bimbi in colonia potrà accontentarne comunque  l'aspirazione alla mediocrità e permetter loro di identificarcisi in pieno.

Noi che abbiamo votato altrimenti e siamo cani fuori dall'uscio non ci sentiamo rappresentati da questo governucolo ma è un bene, è un motivo d'orgoglio. Vederli oggi, chiusi al Trianon a suonar campanelle a morto per l'Italia e festeggiare mentre fuori la follia o la disperazione (sperando non si tratti di altro) colpivano i soliti innocenti, li ha allontanati ancora di più dal mondo reale e dalla nostra comprensione.
Non solo, ma sentirli pronunciare quelle parole sacre, quel "giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne le leggi, nell'esclusivo interesse della nazione, ecc.", ecco, soprattutto quell'esclusivo interesse della nazione, pensando a condoni, insabbiamenti e patti inconfessabili, a me ha fatto l'effetto di un porco***  in chiesa.

giovedì 25 aprile 2013

Morire per l'euro?


E così hanno mandato a praticare l'eutanasia alla povera ragazza in coma il dottorino giovane che rassicura tanto e dal quale non ti aspetteresti mai l'iniezione letale ma solo il Buscopan. Un giovine perfetto pour épater le piddin, così ammodino, cattolico e pure de sinistra, questa parola ormai così squalificata, come avrebbe detto Gaber. L'inganno perfetto, il torturatore buono che ti illude che il tormento sia finito ma che ti riconsegnerà presto nelle mani dei peggiori sadici.

Questo Gauleiter piddino scelto da chi comanda davvero per mettere a ferro e fuoco le ultime resistenze italiche e sottometterle all'Europa (alias Germania) è veramente perfetto per il ruolo. Un caso in cui il film si reggerà proprio sulla scelta felice del casting e del protagonista. Era da tanto che ci sperava, e mica solo dal 2011, quando s'offrì tanto per la causa montiana del governo tecnico, come dimostra questa celeberrima missiva che Monti, (casualmente?), regge ben in favore di telecamera. A futura memoria. Manca solo il "riveriamo".

Il pizzino inviato nel 2001 da Letta a Monti e da lui mostrato (casualmente?) in favore di telecamera

Nel post "A Letta con il nemico" del 2008 descrivevo il suo fervore anti-antiberlusconiano, preludio al coming out e successiva ufficializzazione matrimoniale della relazione ventennale tra il suo partito e il vecchio e il suo proporsi come berluschinogiovane modello terza repubblica per un futuro governo d'inciucio.
Apro una brevissima parentesi commemorativa. Rivolgiamo un pensiero affettuoso a Matteo Renzi che, anche lui, ci aveva tanto sperato e s'era offerto, ma che s'è beccato invece un "ragazzo, lasciaci lavorare" ed è stato messo solo a fare il palo fuori dalla banca. Così, se passa il metronotte, ci scambia qualche battuta in toscano e lo distrae.

Banca, perché ho detto banca? Mah, perché questo inciucio immondo sembra proprio la conferma di ciò che sospettavamo. La difesa della robba prima dell'invasione. Mediaset da una parte e Monte Paschi dall'altra. Forse hanno promesso di non toccargliele mentre si dedicheranno allo stupro di guerra di ENI, SNAM, Finmeccanica e ciò che resta dei nostri asset - per non parlare delle povere imprese indifese - sotto gli occhi del primo liquidatore, il Draghi Smaug a guardia del tesoro.

E non pensate che la cosa sia nata dalla mente geniale di giorgionapolitano in questi ultimi giorni. Come preannunciavo in questo post, ci hanno trattato come i greci, come gente che ha votato alla cazzo e ora deve essere rieducata.
Ce l'hanno diluita in modo omeopatico ma la porcata era un'agenda ben pianificata. La pantomima attorno all'incarico a Bersani nella parte dell'utile idiota con l'abile mossa di dare a bere ai piddini che la colpa del mancato glorioso governo di rinnovamento era colpadigrillo (così avrebbero avuto già bell'e pronta la negazione psicotica della realtà come prima fase dell'elaborazione del lutto per la perdita del partito di riferimento). Poi la seconda pantomima con lo psicodramma piddino del Quirinale, con il pepe del redde rationem tra i compari d'anello e i compagni di merende. La terza, con il sacrificio di napolitanogiorgio e il gran finale col botto dell'incarico al nipote di suo zio. Hanno fatto tutto i piddini da soli, eh? B. e gli altri assistevano solamente. Il famoso pilota automatico.

Ormai perfino i piddini più ottusi cominciano ad intuire che abbiamo qualche problema con l'euro e con il predominio della Germania (per onestà intellettuale bisogna ammettere che i berlusconidi  ci sono arrivati da un pezzo, ahimè).
Ebbene, vi annuncio con magno gaudio che Enrico Letta è un fanatico dell'euro. Addirittura, come recita il titolo di un suo libercolo del 1997, vorrebbe morire per Maastricht. La sua idea non è però il kamikaze solitario che si lancia sulla portaerei americana al grido di "Tenno heika banzai!" ma il suicidio di massa stile Guyana del Reverendo Jones. Dobbiamo morire tutti per Maastricht, sostiene questo bel tomo. E il fatto è che possiede tutta l'ingnoranza per farlo.

Dalla presentazione sul sito IBS del libercolo si legge: 
"La strategia argomentativa di Letta presenta l'unione monetaria come il primo approdo di un coerente percorso verso l'unità, durato un quarantennio. L'originalità del percorso - prima l'economia, poi la politica - non comporta rischi secondo l'autore. Riflette piuttosto un'acquisita "simbiosi" di politica ed economia, di cui i parametri di Maastricht sono un'espressione sostanzialmente corretta e che ha già dato buona prova di sé nel risanamento economico degli ultimi anni. Il processo non va interrotto, ma semmai completato, anche attraverso un maggiore e più consapevole contributo italiano." 
E' tutto qui, il prossimo suicidio di massa italiano. Credo di aver spiegato ormai alla nausea, riprendendo autori assolutamente autorevoli di ogni parte del mondo, che l'aver cominciato dalla moneta unica prima di completare l'unione politica, fiscale, economica e culturale dell'Europa (per chi ci teneva tanto a questa immane minchiata, il famoso fogno) ha rappresentato un errore fatale di programmazione che, quando è arrivato lo shock esterno nel 2008, ha mandato il sistema in schermata blu.
Lo sapevano che sarebbe successo, non solo perché stava scritto fin dal 1961 nella teoria dell'Area Valutaria Ottimale (che un bimbetto sveglio come Letta non dovrebbe ignorare, visto che è un fondamentale). Lo sapevano i leader degli anni ottanta, i tanto bistrattati Thatcher e Craxi, che oggi rischiano di apparirci come inascoltati salvatori della patria che, dio non voglia, dovremo rimpiangere.

Quindi questi euromorituri o sono idioti o sanno perfettamente cosa stanno facendo. E cosa stanno facendo è ormai chiaro. I collaborazionisti di coloro che hanno scatenato, approfittando di un casino globale provocato dai guastatori finanziari, una guerra economica di espansione verso il Lebensraum mediterraneo.
Finirà male per tutti, anche per chi oggi dà quattro palle a tutti, perché l'economia ha poche regole, forse solo una, la legge della domanda e dell'offerta, e quando non ci saranno più importatori e compratori, morti per fame, esportatori e venditori creperanno anche loro. Come diceva Keynes?

P.S. Oggi 25 aprile l'ELetta, offerto in streaming per noi, con il suo eloquio da ipnotizzatore democristiano, un vero marine della politica, di quelli da assalto, ha messo agilmente in buca il duo Crimi-Lombardi. Due pischelli rei, agli occhi dei twitteri, di non essere lui un Che Guevara e lei una Evita Peron.
Come sempre ci si è concentrati sul dettaglio e sull'apparire e non sull'essere e sul totale. Nessuno ha notato il fatto non marginale che i due non governeranno e che il nipote prodigio, ogni tre parole, ci infila l'Europa, non l'Italia.
L'Europa che sappiamo, che ci sbeffeggia attraverso quel frustrato di Schauble al quale oggi nessuno ha risposto, di questi Quisling traditori da quattro soldi, con un bel "fatti i cazzi toi, vastaso!"
Schauble che ha mandato a quel paese proprio il Letta che aveva detto agli amici che sarebbe andato in Europa a rinegoziare e a romper culi. La risposta della Germania l'ha avuta prima ancora di cominciare. E una risposta l'ha avuta anche, se vogliamo, Grillo che vuole essere invaso dall'efficienza teutonica. (Un'idea nemmeno originale.)

Cari piddini e affini, affidatevi pure alle cure del giovane primario e, se la paziente Italia muore, datene pure la colpa all'addetto all'obitorio.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...