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venerdì 11 gennaio 2013

Gigante della menzogna


Che rabbia fanno quelli che, senza essere suoi sostenitori, naturalmente, ma addirittura strenui oppositori, gridano sui social network: "E' un gigante della comunicazione, rivincerà!" solo perché una trasmissione televisiva ha commesso per l'ennesima volta l'errore fatale di lasciarlo libero di spurgare menzogne qual è sua specialità. Come lasciare che un ragno sputi la sua tela dove alla fine ti intrappolerà.

Io che ho gli strumenti professionali per non seguirlo nei suoi deliri, ho visto solo un patetico e velenoso vecchio fascista che ringhiava come Totò Riina contro i "comunista" davanti ai giudici del suo processo. Un essere orrendo nella sua tragica decadenza - del resto basta guardare questa foto dove appare ciò che è, un morto che cammina - un satrapo mummificato terribilmente simile ai gangster dello schermo come Tony Montana, Michael Corleone e De Niro-Al Capone. La fascinazione che provate per lui, o grulli, è la stessa che provate al cinema per questi cattivi, per queste canaglie. L'anomalia italiana consiste nell'aver dato ai suoi cittadini la possibilità e la voluttà di farsi governare da un cattivo dello schermo. Basterebbe che qualcuno schioccasse le dita e risvegliasse questi idioti dal sogno e catalogasse questo individuo per ciò che è: un volgare manipolatore.

Questo losco figuro non è un gigante della comunicazione, a meno che non consideriamo il delirio psicotico come modalità normale di comunicazione. Vi sembra il caso?
E' possibile che nessun giornalista abbia ancora pensato di richiedere la consulenza di uno psichiatra e criminologo per gestire un intervista con B.? Se non altro per evitare il fenomeno della banale sudditanza psicologica? Scoprirebbe inoltre che quelli come lui, gli pseudologi fantastici (o bugiardi patologici) fanno della menzogna un'arte e riescono, con abilità da ragno, appunto, ad intrappolare in reti di bugie i propri interlocutori. Come tutti gli psicotici, non vanno seguiti nel loro delirio, non bisogna lasciare che vi ci trascinino dentro, come ci insegnano al primo anno di psicologia.
Gestirli non è facile, ma basta smontare con calma ogni loro bugia, ridicolizzandone la platealità: "Ma come le spara grosse, lei è un bugiardo, ma non mi faccia ridere, lei è ridicolo, a chi vuole far credere una balla simile?" 

Quando ha detto che nel 2009 non c'era la crisi bastava fargli vedere un video dove lui diceva la stessa cosa ma in realtà nel 2010 e che quindi aveva mentito. ("Suvvia, che balle ci sta raccontando, confonde il 2009 con il 2010?") 
Ogni volta che ha fatto capire benissimo che solo una dittatura alla nordcoreana con lui nella parte di Kim Il Sung potrebbe governare l'Italia, avete sentito Santoro o Travaglio difendere il concetto di democrazia o difendere la Costituzione da lui vilipesa? Ah già, quello è compito degli show oppiacei alla Benigni. ("Ma non si vergogna a negare la democrazia, vecchio satrapo fascista?")
Dovevano massacrarlo a colpi di realtà, come scrive Emiliano Brancaccio. Confutare ogni sua menzogna con i fatti, con l'operato del suo governo. Invece tutti a farsi avviluppare dalla bava immonda fino ad autoannichilirsi. Perfino Travaglio, che invece di fargli domande nuove, fresche, d'attualità, si è narcisisticamente autocitato, ha letto il compito in classe e alla fine sembrava uno scolaretto intimorito dalla maestra quando il boss ha letto il contenuto di un chiaro fascicolo riservato preparatogli da qualche  compiacente scherano. 
Per il suo pezzo forte, la manganellatura a Travaglio, lo hanno addirittura fatto sedere alla scrivania, ossia ad un posto di comando, con Travaglio costretto a sedersi sulla poltrona fino a quel momento scaldata dal suo culo, ad assimilarne l'energia negativa. Come dare la kriptonite a Superman. Una strategia talmente perdente che si spiega solo con la combine, con il gioco di squadra. Un pessimo servizio pubblico all'Italia che è stata ancora una volta convinta di essere di fronte ad un grande comunicatore invece che ad un volgare Joker. E naturalmente pessimo giornalismo da dimenticare. 

A proposito, un giornalista volonteroso potrebbe andare a chiedere a Erdogan se si ricorda se quella famosa mattina alla riunione della NATO, con la Merkel sui carboni ardenti, ricevette veramente una telefonata da B. per la questione Rassmussen. Immaginate se, per ipotesi, Erdogan, a differenza di Mubarak che non è più in grado di testimoniare, rispondesse "No, assolutamente, non mi risulta, ma che minchia va dicendo?" Sarebbe un bello scoop, non credete? Insomma sarebbe carino sentire la campana turca. Così, per curiosità.

venerdì 3 giugno 2011

Ne uccide più il cetriolo del radionuclide


Sono d'accordo con chi manifesta sempre più di frequente insofferenza nei confronti di "Annozero". Soprattutto coloro che, come me, si ricordano la puntata memorabile di "Samarcanda" sulla crisi argentina del 2001, giornalismo senza inutili celentanismi.

La puntata di ieri sera del programma di Santoro sembrava essere partita bene, con il reportage da Chernobyl. Immagini che raccontavano, più di tante inutili parole, la realtà di una tragedia le cui conseguenze sulla vita delle popolazioni di Bielorussia ed Ucraina si trascinano da venticinque anni. 
La cittadina fantasma di Pripyat con i calendari fermi al 26 aprile del 1986, le giostre mangiate dalla ruggine, i Geyger che impazziscono appena li avvicini ad alberi e piante, il silenzio irreale di luoghi dove è sparito il canto degli uccelli. E poi l'assoluta ingiustizia, che ti fa bestemmiare un dio troppo crudele, della sofferenza dei piccoli e dello strazio delle loro famiglie. Bambini e cancro, due parole che non dovrebbero mai accoppiarsi, nemmeno per sbaglio.

Ecco, dopo questi pochi minuti di giornalismo, si è passati al vuoto pneumatico del solito dibattito da due ore con risciacquo alla schiuma frenata tra Guelfi e Ghibellini, tutti e due mediocremente competenti ma abbondantemente faziosi, con l'ultima parola data al menestrello di corte che, già che c'era, ci ha rimediato pure il marchettone dell'ultimo video, dopo aver interrotto varie volte il troppo importante discorso con l'annuncio del suo futile arrivo, manco fosse il Deus Ex Machina in persona. Posso dire "che due coglioni!" senza temere l'accusa di lesa celentanità?
Alla fine della trasmissione, il livello di informazione per gli elettori chiamati ad esprimersi con un referendum abrogativo sul ritorno al nucleare in Italia, era penosamente prossimo allo zero, in diminuzione.

Detto che, evidentemente, non è possibile per Santoro andare in onda senza la presenza della Santanchè, occorre, per amor di verità, spezzare una lancia in difesa della Garnero, almeno per una volta. Di nucleare non ne sa una sega e va bene, deve solo presidiare la postazione del centrodestra come una piccola vedetta cuneese. Però, meschina, in confronto agli altri due nuclearofili, quelli che limonerebbero la barra di uranio ancora calda di Fukushima con la stessa voluttà di Gola Profonda, ieri sera è stata perfino sobria e si è addirittura commossa con i bambini malati di cancro.
Gli altri due, quelli che hanno contribuito maggiormente a far diventare la trasmissione un'inutile caciara inconcludente, erano il piccolo chimico Prof. Battaglia e Chicco Testa.

Per dare un'idea della loro posizione sul nucleare e sulla loro obiettività divulgativa, che nega per principio la gravità del danno da radiazioni come unico argomento dialettico, farò un esempio forse estremo ma calzante.
Sarebbe come fare una trasmissione sulla Shoah ed invitare a parlarne, oltre a storici e sopravvissuti, quei negazionisti che sostengono che le camere a gas non sono mai esistite perchè sono andati a grattare sessant'anni dopo il mattone ad Auschwitz e non hanno trovato traccia di Zyklon B.
Il negazionismo, in ogni campo, è talmente idiota che riesce a contaminare qualunque discorso e ad annullarlo completamente. Perchè  si continui a considerare esperti i negazionisti, mi sfugge. A meno che il loro ruolo non sia stabilito da un piano preciso di disinformatja. 

Ieri sera, dopo l'evidenza delle immagini da Chernobyl ed a sconciarne la drammaticità, se ne sono sentite delle belle. A parte il grande successo "Di qualche cosa bisogna pure morire", Chicco Testa ha presentato il suo ultimo singolo: "Anche nelle fonti rinnovabili ci sono interessi economici". Ha pure confessato che lui fa una barca di soldi con il fotovoltaico, quindi è da ritenere credibile quando dice che, se in Ucraina su 4000 bambini malati di cancro alla tiroide ne sono morti solo 15, il nucleare è cosa buona e giusta. "Sapete quanti ne uccide in un anno il carbone? E l'idroelettrico?" ripeteva con l'occhietto strizzato. 
Cazzo vuoi che siano quindici bambini in confronto alla pacchia delle commesse per il nucleare, era il messaggio criptato, o abbiamo decriptato male ed in mala fede noi? E' a questo punto che la Santanché è sembrata perfino riprendere forma umana.
L'altro, il noto Battaglia, non è stato da meno. Anche lui a contestare i morti, le malattie, in puro stile negazionista.  "Io sono stato a Chernobyl un giorno intero, mi hanno misurato e stavo benissimo". Che, detto da un fisico che dovrebbe sapere che il danno nucleare è cumulativo e non immediato, a meno che non ti limoni la barra, appunto, è notevole.

A controbattere i negazionisti e a difendere la scelta del SI al referendum, c'erano il presidente di Greenpeace, efficace come una pistola scarica, e Ignazio Marino, che sembra sempre colpito dal sortilegio di una strega. E' il classico ammodino ma non se lo fila mai nessuno e quindi sembra che l'abbiano invitato apposta affinché manifesti ancora una volta la sua innocuità.
Alla fine, secondo la turpe legge dello spettacolo e della peggiore televisione, tra le urla oscene dei negazionisti e gli spari a salve degli altri inutili compari, è risaltato solo il qualunquismo canzonettaro di Celentano, con gli occhialetti viola da menagramo e il video da toccarseli proprio.  
Non prendetevela sempre e solo con Grillo, perché il vizio di considerare i guitti dei maître à penser è un male contemporaneo molto diffuso, resistente agli antibiotici come l'E. Choli del cetriolo teutonico.

Per disintossicarci, siccome ritengo che le immagini e i fatti, in una questione fondamentale come il nucleare, siano più importanti delle bubbole da salotto e della negazione della realtà che propugnano i pelosi esperti nuclearisti, vi propongo questo documentario di Maryann DeLeo intitolato "Chernobyl Heart". Guardatelo, vi prego, è importante. Prendetevi il tempo necessario a farlo perché è un po' lungo. Linkatelo e ripostatelo sui blog e sui social network. 
Sono immagini dure, a volte insostenibili ma necessarie a capire qual è la posta in gioco. 


mercoledì 15 aprile 2009

Purghe berlusconiane

Non esiste, semplicemente non esiste che si censuri una trasmissione televisiva di informazione solo perchè ha parlato di interessi mafiosi negli appalti delle costruzioni e si prenda ipocritamente a pretesto una vignetta per farlo.

Non esiste che il servizio pubblico radiotelevisivo di un paese che non sia la Corea del Nord sia totalmente prono ai voleri di un governo, oltretutto guidato da qualcuno che lavora nel ramo "mezzi di informazione" e che li controlla quasi interamente nel settore privato.

Non esiste che, per eliminare il dissenso ad un governo mediocre retto solo da qualche tonnellata di fuffa, da una fenomenale propaganda mediatica e la complicità di un'opposizione all'80% infame e connivente, la dirigenza del servizio pubblico radiotelevisivo venga nominata dal governo, mettendo persone loro ai vertici della dirigenza che, alla bisogna, possano parlare di "riequilibri".

Strano, quando vanno in onda i servizietti filogovernativi dai raccordi anulari delle trasmissioni di intrattenimento o dai vespasiani notturni nessuno dei direttori generali si sente in dovere di riequilibrare alcunchè. Nemmeno se si parla addirittura di miracoli fatti dai nani in bilocazione.
Questo ruolo di Activia viventi, di lactobacilli vulgaris, i volonterosi esecutori materiali degli ordini del governo se lo riservano solo per le trasmissioni che, guarda caso, raccontano dei fatti, delle cose spiacevoli da ricordare, come l'esistenza della criminalità organizzata, della mafia e del Sistema e le infiltrazioni di questi nel tessuto sano del paese. A quel punto invitano a riequilibrare.
Come se ad un congresso di oncologia qualcuno si lamentasse del fatto che non viene ascoltato il punto di vista del tumore.

E' la naturale regolarità del regime del "tutto va ben madama la marchesa", dove ogni cosa spiacevole che sfugge al controllo dell'ottimismo di patata del duce deve essere riequilibrata da un salutare cerchiobottismo e dalla famosa par condicio. Una cosa che, nel giornalismo, non esiste in nessuna parte del mondo, tranne nei paesi ricordati prima e forse nel Kazakistan di Borat.

Cara Tiziana Ferrario, tu che ti ribellasti e fosti così coraggiosa da affermare che in Afghanistan non era vero che le donne erano state liberate dal burka nella gloriosa invasione occidentale del 2001, non ti sei un po' vergognata stasera di leggere l'ukase della dirigenza della RAI che censurava "Annozero", trasmissione del tuo collega Santoro perchè non abbastanza asservita al capocomico d'Italia?
No, io davvero preferirei farmi venire il gomito da seghista che farmi portavoce di certe bassezze di regime.

lunedì 13 aprile 2009

Indecenza

“Il giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda.”
Horacio Verbitsky

Che cosa identifica in Italia oggi il concetto di indecenza?
Dopo aver visionato il seguente filmato, indecente potrebbe essere un clown (non quello con il naso rosso) che, durante uno spettacolino davanti alle telecamere, ordina ad una signora che ha perso la casa nel terremoto dell'Aquila di "curarsi di più", di andare dal parrucchiere (mettete tutto sul mio conto) e dice ai suoi giannizzeri di pagare un paio di tailleur neri alla medesima signora perchè deve essere un "figurino" (come avrebbe detto, un secolo fa, la dannunziana scrittrice Liala, parlando dell'incontro dell'eroina con il suo aviatore).
Indecente potrebbe essere il ruolo dell'altro clown, stavolta quello con il naso rosso, che invece di allietare i bimbi malati, come auspicato da Evita l'altro giorno, si presta a fare la spalla al capocomico d'Italia.

Indecente invece, secondo il TG2 delle 13:00, per bocca della intera dirigenza RAI ovvero Garimberti e Masi, di Capezzone, Gasparri, Cicchitto e per ultimo anche di un mesto rappresentante del PD, che più che un partito di sinistra ormai è l'abbreviazione di una nota bestemmia, indecente, dicevo, è stata la puntata di Annozero "Resurrezione" di Santoro. Vediamo perchè.

La risposta più facile, per i bambini piccoli, è: per le vignette di Vauro. Io, personalmente, fossi stata in lui, l'altra sera avrei mostrato solo quella pubblicata sul Manifesto, "Pietà 2009" in assoluto silenzio, e basta. Invece, come sempre, Vauro ha voluto fare il comico che non fa ridere (perchè le vignette devono poter parlare da sole e non si devono leggere ad alta voce) e si è sentito il solito stridore di unghie sullo specchio, con il direttore del Giornaletto a cui non pareva vero di poter fare la faccia scandalizzata e mormorare indignazione. Apro una parentesi: Indro, per fortuna che non ci puoi più vedere.

La risposta meno facile, per i bambini più grandicelli, è che l'indignazione è stata provocata dagli attacchi alla Protezione Civile.
In realtà per tutta la puntata si è detto solo che non c'era uno stato di preallarme, come avrebbe dovuto esserci viste le centinaia di scosse registrate in zona fino a quel momento, che i segni inequivocabili che poteva succedere qualcosa di grosso, come il crollo della Casa dello Studente, sono stati ignorati. Insomma, che la Protezione Civile poteva prepararsi prima, se non altro per scaramanzia. Non stiamo parlando di un nono della scala Richter capitato per caso, all'improvviso, in una zona a bassa attività sismica. Stiamo parlando dell'ultima di centinaia di scosse premonitorici di un disastro. Frega un cappero che Bertolaso sia tanto bravo. Non spetterebbe alla Protezione Civile in questi casi dove la natura fa di tutto per farci capire le sue intenzioni, cercare di muoversi preventivamente per non farsi cogliere impreparata? Già, siamo il paese delle Tine Merlin e deil Vajont.

Nessuno ha criticato i volontari, gli angeli che si sono prodigati come pochi di noi avrebbero le palle di fare veramente. Chi lo afferma è solo maestro nell'arte di rivoltare propagandisticamente a frittata, e in questo i seguaci dell'uomo (di)strutto sono imbattibili.
Si è solo detto che la gioiosa macchina da emergenza della Protezione Civile ha avuto qualche pecca, ma di qui ad inserire nel Codice Penale il reato di leso Bertolaso, ce ne corre.
Fateci caso, come per l'episodio della Lucia Dannunziana, aspettano solo un piccolo appiglio al quale aggrapparsi con tutte le loro forze. "Siete antisemiti!", "State attaccando la Protezione Civile!" "Insultate i volontari!".
Non è vero niente, ma se hai sei telegiornali e una mappata di giornali che il giorno dopo riportano la bufala, il gioco è fatto.

La terza risposta, la più difficile, solo per i dottorandi alla Normale di Pisa, è: si sono indignati per i fatti riportati in trasmissione, per le informazioni date, per le notizie. Notizie e fatti ai quali non sono più abituati.
Travaglio ha raccontato qualche fatterello di appalti, di interessi delle mafie nelle grandi opere edilizie, di imbrogli, gente intercettata che al telefono discute di percentuali di sabbia nel calcestruzzo e che dice: "Ma si, facciamolo al 15% che si risparmia".

Claudio Fava ha fatto presente che, tra i compiti della Protezione Civile, vi è anche la gestione dei GRANDI EVENTI, come il prossimo G8 e addirittura i mondiali di ciclismo. Non sarà che questo sant'uomo di Bertolaso ha troppe cose da pensare? E non sarà che i fondi e le risorse, invece che essere dislocati preventivamente in zone in piena attitvità sismica, vengono dirottati alla Maddalena per mettere su il salotto buono per gli squali del NWO?

Luigi De Magistris si è chiesto, nella sua ingenuità: perchè non accantonare il progetto del Ponte sullo Stretto e destinare i fondi già preventivati alla ricostruzione dell'Aquila e magari messa in sicurezza delle scuole pericolanti d'Italia? Non sa, il giudice, che nel nostro Paese si conserva la terza tavola della Legge, dove sta scritto: "Non nominare Impregilo invano" e "Non avrai altra opera pubblica che il Ponte sullo Stretto".

Perfino il prode Boschi, dopo aver esordito con la supercazzola del terremoto che non si può prematurare ha convenuto, alla fine, che in altre regioni la Protezione Civile funziona meglio e ha fatto l'esempio dell'Emilia Romagna (famme dà na toccatina) dove pare siano già tutti pronti con le tende, i pasti caldi, i cani e le ruspe, in caso di calamità.
Quindi è un problema di organizzazione locale? Può darsi ma se il sindaco Cialente afferma che la Protezione Civile non faceva che ripetergli: "Sta tutto apposto, non vi preoccupate", qualcuno dovrà indagare sull'eventuale sottovalutazione del problema a livello di coordinazione nazionale e qui, dispiace per i suoi fans, c'entra eventualmente Bertolaso.

Ecco i fatti scandalosi che hanno tanto indignato le demi-vierges del centrodestra ed i loro giornalisti da riporto. Fatti, appunto, non pugnette propagandistiche da saltimbanchi e domatori.
Se si considera Santoro indecente perchè fa informazione allora non avete mai visto una puntata di "60 minutes", un editoriale di Keith Olbermann o perfino un monologo di Jay Leno, (che vanno in onda tutti regolarmente senza contraddittorio) in quella televisione americana che tanto piace a Garimberti e che lui dice di guardare.

Ma non parliamo di giornalismo americano, che mi viene da piangere. In Italia, nel campo informazione siamo alle solite scene di ordinaria pornografia. Tanto per non far capire da che parte sta, il servizio pubblico televisivo "che userebbe i nostri soldi per fare propaganda indecente", ritiene una notizia il fatto che l'uomo designato dal governo a dirigere la RAI omaggi pubblicamente un altro uomo designato al suo compito dal governo.
Ecco il lancio del TG1 del 10 aprile, edizione postprandiale.

Ai funerali solenni ha partecipato anche Il Direttore Generale della Rai Mauro Masi*.
"La Protezione Civile ha svolto e sta svolgendo in Abruzzo un lavoro straordinario ed encomiabile" - ha detto Masi - da Segretario Generale della Presidenza del Consiglio ho lavorato a lungo a fianco di Guido Bertolaso* e so bene quanto l'opera sua e dei suoi uomini sia sempre stata svolta con efficienza, competenza e professionalita' riconosciute e invidiate nel mondo."

Dopo questo soixante-neuf, la prossima mossa dell'informazione governativa sarà fare tutto da sola e farsi asportare all'uopo le ultime due costole.

Good night and good luck.


* Autore, tra l'altro, dell'articolo: "La pirateria, peccato veniale? No, un crimine " sul Sole 24 ore 8 febbraio 2007
* stralci dalle intercettazioni dell'inchiesta sui rifiuti in Campania.

Aggiornamento. Per la serie "lo stiamo perdendo", ecco un ragionamento su giornalismo, inchiesta e informazione di Sergio Zavoli:
"So che Michele Santoro al dibattito vero e proprio, con la sua preminente ritualità - preferisce la forma dell'inchiesta costruita sui servizi degli inviati e le testimonianze raccolte sui set (??) qua e là allestiti. Con questa modalità è più facile venir meno al principio della completezza, una carenza non sempre emendabile dallo studio. Cruciale, in ogni caso, è dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi, rivelatesi poi fondate, ma che abbia visto il Paese chinato su una tragedia in un sollecito, diffuso e responsabile atteggiamento di solidarietà".

Immaginate Woodward e Bernstein che, prima di pubblicare l'inchiesta sul Watergate, sul Washington Post, si fanno correggere le bozze dal portavoce di Nixon.


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sabato 22 settembre 2007

La difesa della mazza

In un universo tangente alla Donnie Darko nel quale vivono alcuni nostri connazionali, per lo più di centrodestra, l'informazione RAI sarebbe interamente occupata dalla Sinistra. Mica la Sinistra al pentothal di Veltroni ma quella di una volta, dura e pura, quella dei comunistacci.
In questa settimana si sono aggiunti alcuni interessanti tasselli alla infinita questione dell'informazione e della sua indipendenza ai quali dedico la riflessione del fine settimana.

In calce al V-Day ed all'editoriale in video del direttore Mazza (TG2) che insinuava come il grillo vaffanculante fosse un pericoloso terrorista o quasi, Fini è intervenuto manganellando il "suo" direttore e facendo come al solito la parte del primo della classe con il fioccone blu, quello che è meglio non esporsi e mangiare la merendina in punta di forchetta.
Povero direttore, lui che credeva di fare un favore al centrodestra, come al solito, dalla sua postazione di Fort Alamo assediata dai cosacchi.

Da cosa si capisce che il TG2 è di destra? Da come terrorizza il telespettatore con le orde di rumeni ladri e stupratori? No, in quello riesce meglio il mite descamisado Riotta, che ti terrorizza senza fartene accorgere, poi ti svegli nel mezzo della notte con gli occhi pallati e ti domandi perchè.
Il fiore all'occhiello di Mazza (AN) è forse il suo inviato da Londra Masotti (FI), quello che ci deliziò una volta con un servizio sul mantello per l'invisibilità, spacciato per veramente esistente e che montò lo scandalo passato alla storia come "al telespettatore non var sapere quanto è buono Cannavaro con le pere?"
No, quello dilaga anche sul TG1 e se non sono le pene dei reali - un poco demodè ultimamente, sono i cani della Regina e "i sudditi di Sua Maestà" come chiama regolamente i britannici. La parola suddito gli piace. L'Inghilterra dei volonterosi della guerra al terrorismo, secondo i reportages di Masotti, è un paese idilliaco, un Liechtenstein solo un po' più piovoso.

Il TG2 di Mazza insomma non è tanto diverso dal TG1 der Riotta ma chissà perchè il secondo che ho detto passa per assolutamente imparziale, una sorta di arbitro svizzero in un torneo di boccette.
Io sarò ipovedente ma mi pare che nonostante la glasnost (trasparenza) del nuovo look lookoso con le palle di vetro e la musichina da anticamera del dentista questo TG continui ad essere abbastanza indecente.

Che i TG facciano schifo è un'ovvietà, una cosa della quale ci rendiamo conto ogni giorno ostinandoci a guardare il telegiornale in attesa di qualche notizia.
Dicono che sono imparziali, si offendono, poi su quattro giornalisti che appaiono in video, due sono contro il governo e tirano la volata all'opposizione, cioè al governo precedente. Ad intervistare Prodi mandano Freddie Kruger e invece da Berlusconi mandano la dolce Petruni (FI) che si rivolge ogni volta a Silvio con un orgasmico "Presideeente!" Se fossero veramente indipendenti smetterebbero di parlare dei politici di qualunque colore e di fare i tifosi da curva.
Ogni sera, lo dicevamo prima, il superpartes Riotta ti terrorizza con i rumeni, gli zingari e le rapine in villa e, come succedeva negli anni 70, ogni sera sono casi sempre più efferati di stupro e violenze.

Loro, i fantagiornalisti moderni che hanno studiato in America (dove, non a caso, i TG sono più ansiogeni dei film di Eli Roth), sono convinti che a noi interessi il look, il mappamondone di vetro invece che di plastica, le notizie del cazzo sulle veline e i velisti, le nozze di Briatore e le emorroidi del generone in vacanza con il costume e la società di merda.
Come direbbe Grillo: vaffanculo!


martedì 5 giugno 2007

La pedofilia è come la mafia, stessa omertà

Confesso che Santoro l’ho dormito, l’altra sera. Ho ascoltato solo la tesi difensiva iniziale di Fisichella (il monsignore, non il pilota), poi sono crollata sotto i sofismi, tutti quei puntini sulle i e la voce al pentothal di Michele.
Il colpo di grazia è stata la scritta in sovrimpressione che raccomandava di mettere a letto i bambini, come se gli spettatori non fossero in grado di decidere cosa far vedere ai loro figli e non si sapesse già da giorni quale fosse l’argomento della trasmissione, quei preti che hanno il viziaccio di violentare i bambini. Il vecchio paternalismo della RAI verso il popolo bue. Un tentativo molto democristiano di contenere il danno, cioè l’Informazione.

Ha risolto poi i dubbi la trasmissione? Si è capito se Ratzinger ha veramente cercato di fare come il suo gatto nella cassettina, occultare lo scandalo? Oppure l’ambiguità dei testi canonici ha fatto si che quei perfidi inglesi antipapisti ci inzuppassero il biscotto per chissà quali motivi?
A giudicare dalla reazione rabbiosa dei papaboys e al riflesso pavloviano della censura contro la trasmissione di Santoro che era subito scattato in loro, a qualcosa comunque la trasmissione è servita.
L’importante in questi casi è spezzare la congiura del silenzio, che se ne parli, come della mafia.

La pedofilia non è solo un perverso effetto collaterale di Internet o un fenomeno legato alle realtà degradate della società, è un fenomeno purtroppo all’80% familiare che, come la mafia, prospera nell’omertà.
La madre sa, vede, ma non parla. Per paura e “rispetto” del codice d’onore. Chi ha subìto in passato tace, non avverte i parenti del vizioso che si annida in famiglia e la faida si perpetua alle nuove generazioni.
Quando la vittima parla si percepisce il disagio del clan. L’infame ha parlato. Come osa? Sarà pazzo, sarà isterica, poverini. Il vecchio maiale muore impunito a cent’anni nel suo letto, venerato come un santo, oppure schiatta nell’orto come Don Vito Corleone, pianto da tutti, comprese le figlie che si è stuprato da piccole. Chi si ribella è fortunato che non sia più di moda la lobotomia prefrontale.

Se vogliamo che si spezzi la catena dell’omertà attorno alla pedofilia bisogna parlarne e mettere in guardia soprattutto i bambini. Insegnargli a mirare alle palle quando qualcuno cerca di toccarli in maniera impropria. Altro che mandarli a letto.

Smascherare la pedofilia dà fastidio perché essa è una delle facce dello sfruttamento complessivo del corpo e della mente del bambino, considerato la più insignificante delle merci nella società mercificata. Anche i piccoli senza infanzia che cuciono da schiavi le scarpe della Nike devono tacere e sopportare e mai denunciare i loro padroni sfruttatori. Come i soldatini arruolati nelle guerre dove l’arma più gentile è il machete. Oppure i tanti piccoli venduti ai laidi turisti del sesso. Tacere e sopportare perché una società globalmente mercificata e mafiosa “nun vo’ penzieri”.

sabato 4 novembre 2006

Giovedì: gnocca


Mannaggia, proprio la sera che sono troppo stanca per guardare "Anno Zero" ne succedono di tutti i colori.
Berlusconi si offende ed invoca per l'ennesima volta l'editto bulgaro perchè Travaglio ha parlato di lui, dell'avvocato Mills e del rinvio a giudizio. Dice che voleva intervenire in diretta ma gli hanno buttato giù il telefono. Qualcuno lo avverta che non è più il presidente del consiglio e che "Il processo del lunedì" è stato cancellato.

Il clou della serata però, mi dicono, è stato quando la voce in sottofondo di uno degli ospiti ha rivolto all'indirizzo di Rula Jebreal un certo complimento.
Rula stava - diciamolo - frantumando i maroni con uno schiaccianoci a Tonino Di Pietro che in quel momento avrà senz'altro rimpianto il suo amico Clemente.
Grazie al blog di arca ho potuto vedere il filmato galeotto.
Non si sente benissimo ma una voce dice: "E' una gnocca senza testa, quella ragazza..." o qualcosa di simile. A me sembra Travaglio, ma altri sostengono trattarsi di Brunetta dei Ricchi o dell'altro giornalista ospite, Facci(ride).
Forse interpellando gli esperti dell'accademia FBI di Quantico o magari più modestamente il RIS di Parma si potrà svelare il mistero della voce dall'oltretomba. Magari facendo scorrere il nastro all'indietro potrebbe comparire qualche messaggio satanico mescolato ad una canzone di Orietta Berti.
Per tutto il giorno si è fatto notare come la battuta sia di un orrendo maschilismo, si sono tirati in ballo Putin, Aznar ecc. Dai ragazze, se il malcapitato avesse detto "è una racchia con una gran testa" ci saremmo offese lo stesso.

Le cose forse stanno diversamente. In realtà Travaglio e Facci, annoiati dalla trasmissione, stavano sfogliando e commentando a microfono aperto una rivista porno: "E' una gnocca senza pelo, questa ragazza".

Mah, qualcuno dirà che sono ben altri i problemi del mondo. Intanto il Caravaggio dei poveri ha realizzato, a commento della notiziola, un altro dei suoi dipinti, "La vendetta della gnocca".
Per la serie maschilismo sfrenato, segnalo infine il menù della bruschetteria dove sono stata a mangiare l'altra sera che, tra le "spianate", ne offre una dal nome inequivocabile: "Patacca senza pelo". Come volevasi dimostrare.


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