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martedì 7 maggio 2013

Dove vanno a finire i palloncini



ballon d’essai ‹balõ′ d esè› locuz. m., fr. (propr. «pallone di prova»). – Palloncino che si lanciava in aria, prima dell’ascensione d’un pallone aerostatico, per saggiare la direzione del vento. In senso fig., nel linguaggio politico e giornalistico, notizia di un fatto ancora in discussione o solo possibile, comunicata come certa per saggiare le reazioni dell’opinione pubblica. (Treccani)

Quanti bei palloncini colorati volano nel cielo in questi giorni! 
C'è il più grande, quello blu con le stelline gialle del governo, gonfiato a bocca con l'autorevolezza, e mandato in giro per l'Europa per vedere se la recessione, vedendolo, si commuove e allenta la presa.
C'è il pallone dell'Euro & i suoi Straordinari Vantaggi, gonfiato a gas di culo da apposite squadre di sindacalisti e politici de sinistra, che però, ahimè, per un difetto di fabbricazione si sta sgonfiando e rischia da un momento all'altro di perdersi spernacchiando nel cielo.
Il PDL è stato sobrio, ha lanciato solo quello gigante a forma di culo di Silvio, seguito dall'altro dell'abolizione dell'IMU, un pallone immaginario, invisibile, che è però uno dei più ammirati e che scatena l'entusiasmo del pubblico.

Il PD, giustamente, avendo quasi vinto le elezioni, ha avuto l'onore di lanciare il maggior numero di esemplari. Sicuramente, in fatto di palloni gonfiati non lo batte nessuno. 
Uno a forma di bella bambola gonfiabile milf, con la boccuccia tonda, contro la violenza alle donne e a favore della campagna per mettere la cintura di castità alla pubblicità tetteculi così, secondo il pensiero magico senonoraquandista, sparirà il femminicidio. 
Che bello, finalmente, non aspettavamo altro. 
Poi il pallone per lo Ius Soli, altro problema da risolvere subito di questo paese opulento che non sa più dove stoccare la ricchezza, nevvero? 
I ballons d'essai piddini, bisogna ammetterlo, sono sempre i migliori per testare in quanto tempo un paese stremato dalla crisi economica, dalla disoccupazione e da politiche economiche procicliche riesce a diventare nazista. 

Perché credete veramente che tra le priorità assolute qui ed ora di questo paese vi sia la creazione subito di 80.000 piccole e piccoli italiani in più da mandare a combattere nella guerra tra poveri? 
Essere contrari all'incosciente demenzialità del rivoltante sfruttamento piddino dei diritti umani, in tempi di vacche grasse certamente sarebbe leghismo razzista, ma ora che siamo in tempi di emergenza, nei quali si crepa, mi dispiace, ma è, oltre che semplice realismo, puro spirito di sopravvivenza. 
Non è questione di impedire ad un bimbo di essere italiano ma non è questo il momento di ulteriori invasioni, visto che, da quel punto di vista, ci mancano solo gli alieni e non siamo la generosa mamma America delle opportunità dei nostri nonni.
Dispiace anche che per un'operazione disgustosa e capziosa di sperimentazione etologica sullo scatenamento dell'aggressività nello spazio ristretto di una gabbia, sia stata coinvolta una ministra come la dottoressa Kyenge, che sicuramente, alla faccenda dello ius soli ci crede veramente.

Altro ballon d'essai piddino è quello del femminicidio fatto diventare questione moralistica con l'aggravante del tentativo di limitare la libertà d'espressione per nascondere la sua vera natura di conseguenza delle politiche di shock economy di questo regime. Altra donna-immagine politica coinvolta, altro sfruttamento del dolore a scopi di bieca propaganda politica. Fanno vomitare.



Mentre lanciano i loro palloni per stupirci, per sondare le nostre risposte, per vedere se ci scanniamo come tra topi dominanti e sottomessi e sfoghiamo l'aggressività tra noi e non contro di loro, proseguono nella loro folle e disgustosa spartizione delle ultime ricchezze di questo paese.
A B. interessa solo la sua salvezza personale e quei fottuti piddini gliela concederanno. Intanto, Commissioni Giustizia e Telecomunicazioni nelle sue mani. Il Copasir, dalle mani sicure di D'Alema a quelle altrettanto amiche di La Russa. Il resto ai fottuti, come da sceneggiatura dell'inciucio.
Invece ai rappresentanti di nove milioni di italiani, di coloro che hanno votato M5S, solo la commissione di vigilanza sulla RAI e zitti. 
L'opposizione, in pratica, in questo paese è esclusa da ogni posizione di potere e di controllo del potere. Quelli piazzati nei posti chiave spartiti tra i membri della banda potranno fare quello che vogliono, massacrarci come desiderano. Benvenuti su Battle Royale Italia.

Anche la nostra democrazia ormai è un palloncino. Sfuggitoci dalle mani e perduto verso un luogo sconosciuto. La profondità infinita del cielo o semplicemente il nulla.

sabato 13 aprile 2013

Una robba seria


Nei prossimi giorni vedremo se i piddini hanno qualcosa di tondo tra le gambe oppure se l'unico utilizzo delle palle che conoscono è quello che avevano le famose clic-clac di enne estati fa.
Vedremo se tireranno fuori un po' d'orgoglio, se si condiranno la zucca con un pizzico di sale o si faranno come al solito portare in giro dalla loro dirigenza.
Dirigenza che intanto ha dato loro un nuovo bubbolo con il quale baloccarsi. E' bastato comprare una consonante e Fassino ha gridato: "Abbiamo un(a) Barca!"
Barca, il ministro montiano neoPD così giovane e già segretario, è la situazione Tony Blair. DILF belloccio, autocertificato de sinistra, parlantina incantapiddini. Occhio a fare battute sui social su questa new entry direttamente al primo posto, perché vi mordono. Come mordono coloro che mettono in discussione Bersani, quellochehavintoleprimarie. Hanno già deciso, volubili come Zerline, visto che Renzi ormai è venuto loro a noia, che il nuovo amore è lui. A parte Bersani, ovvio. "My heart belongs to daddy", cantava Marilyn. 

Poro babbino. Chissà se, dopo essersi incaponito fino all'umiliazione - Renzi dixit - l'ha capita Bersani che è inutile insistere con il voler tirare a fondo nelle sabbie mobili della Seconda Repubblica il M5S.

Abbiamo assistito a scene pietose di giornaliste di buona famiglia che si sono appaparazzate per carpire i segreti dell'agriturismo del mistero. Quello dove Repubblica voleva far credere avvenissero gli atroci riti di rieducazione dei grillini ribelli.
A proposito di Repubblica, questo Rude Pravo piddino arruolato nella lotta contro il Male rappresentato dal Grillo Nero, si è distinto nella fabbricazione di una serie completa di balle al duralluminio, come quella, ad esempio, del deputato M5S alla ricerca di collaboratori da pagare 2,5€ all'ora. Il bello è che la maggioranza dei commentatori di stampo democratico dei fatti politici si forma sul Rude Pravo e quindi finisci per assistere ad un enorme spreco di sdegno prezioso per cose che non esistono. E tutto ciò a scapito dei fatti e dei problemi veri che sarebbero da approfondire, vedi oltre.
Insomma, niente da fare.
Nonostante un gigantesco spiegamento di forze terrestri, navali ed aeree e feroci gurkas armati di penne taglienti che avevano cercato fino all'ultimo di trovare la magagna, di smascherare l'incoerenza nei grillini per gettarle in pasto al piddino ansioso di illudersi di essere moralmente superiore agli altri, smuovere il Beppe diventa una mission impossible. Evidentemente Bersani non sa che gli insetti, a differenza dei mammiferi come il giaguaro, resistono anche ai raggi gamma e che sopravviverebbero probabilmente ad un inverno nucleare.

Tanto per chiudere l'argomento e per rendere il concetto ancora più chiaro, Grillo  ha scritto un pepatissimo post sul suo blog in cui rigira il coltello seghettato nella ferita del Monte dei Paschi di Siena.
Uno scandalo finanziario sul quale è calato un silenzio mediatico praticamente tombale; piddino ma anche pidiellino, segno che forse la banca senese potrebbe rappresentare uno degli argomenti topici per l'inciucio prossimo venturo con il trombato dei poteri forti. O meglio la relazione carnale multicanale che va avanti da vent'anni anche se i due fingono di essere solo nemici. Perché, caro Santoro, anche la sinistra, come Noemi e Ruby, ha avuto rapporti consenzienti con B. fin da minorenne.

E' giusto quindi che PD e PDL spurghino dalle loro fogne, vengano allo scoperto e facciano le loro cosacce alla luce del sole. E' l'unico modo per far capire agli italiani con chi hanno avuto a che fare finora.
L'incontro nella loro Teano, "obbedisco" compreso" è già avvenuto, del resto. Lasciamo che eleggano qualche altro Hindenburg o Pètain che finisca di svendere l'Italia e ne distrugga il tessuto economico a colpi di liberismo al servizio del mercantilismo tedesco. Magari Prodi, che forse speriamo avrà l'onore di presenziare ai funerali di stato della sua creatura mostruosa precocemente scomparsa: l'euro.

"Nei prossimi mesi qua è una roba seria", la frase pronunciata da un Bersani tutto sudato di fronte agli emissari del Grillo,  ci è rimata impressa e non a caso.
Voi credete che si riferisse alla crisi, alle imprese che chiudono, ai disperati che si suicidano a coppie perché glielo chiede l'Europa?
No, questa è la sinistra che, con una manifestazione e un senonoraquando passa tutto, anche la povertà. E' la sinistra che ha trovato il modo di vendere l'illusione della democrazia ai suoi seguaci al modico prezzo di 2 euro e poi, passate le primarie con le comparse con l'orologio, fa come cazzo gli pare, ma soprattutto s'impegna anima e corpo per mantenere il potere. Un potere che non è solo dei papaveri ma anche delle margheritine sottostanti.  Un potere che la rivoluzione di Tangentopoli ha risparmiato in nome della spartizione di interessi, di territori e di tanta, tanta robba, con altri poteri più o meno presentabili. 
Roba seria o robba seria, quindi?
Non è mica solo il Monte Paschi, sul quale Grillo ha avuto la cattiva idea di andare ad indagare e, tu guarda, dal momento che ha avuto l'idea di presenziare all'assemblea dei soci, l'inferno gli si è scatenato contro. Ci sono altre cosette. Una serie di paroline chiave da googlare per chi avesse voglia di informarsi: Penati, Serravalle, D'Alema, Unipol. 

Ecco, per tornare al prologo. Se i piddini avessero le palle - e ne basterebbero due - dovrebbero chiedere conto ai loro dirigenti di tutti questi punti oscuri; non pagliuzze ma travi portanti. Dovrebbero pretendere da loro la rassicurazione che la smania che hanno addosso di occupare tutti i posti disponibili del potere non deriva dalla necessità di salvare personaggi e situazioni, magari mettendosi d'accordo con chi, per storia e vicissitudini, si trova nella stessa Barca. 

martedì 12 marzo 2013

La prevalenza del piddino


Dite quello che vi pare, ma l'annuncio che il M5S potrebbe votare l'autorizzazione a procedere nei confronti di B. e addirittura votarne l'ineleggibilità, è stato come infilare le dita della povera ragazza in coma nella 220v. Una bella scossa anche solo l'aver osato dirlo. Soprattutto mentre era in corso di svolgimento la caimanata del Lacché Day con le truppe mammellate di fronte a Palazzo di Giustizia e Angelino a bestemmiare la memoria di Falcone e Borsellino di fronte alle loro sacre immagini. Bella adunata sediziosa di sciurette maschi e femmine, davvero. 

Un partito che non riesce a mandare il popolo, pardon, il pullman di pensionati a manifestare in piazza per il leader morente perché quelli preferiscono la gita a Loreto con la dimostrazione di pentole. Un leader che è costretto a farsi venire le malattie più strane per rimandare all'infinito il confronto con la giustizia ma soprattutto con la pubblica vergogna di essere stato estromesso per manifesta incapacità ed indegnità dai nuovi gestori dell'Italia per conto terzi ed essere stato ridotto al solo status di imputato per fattacci suoi. Ragazzo, levati di torno e lasciaci lavorare. Meglio la Boccassini, a pensarci bene.

Immagino lo scompiglio in casa PD all'annuncio forcaiolo del M5S ai danni del caimanuccio loro. Loro che gliele hanno sempre perdonate tutte e addirittura lo hanno promosso a padre della patria, gli hanno fatto approvare tutte le leggi ad personam mentre lui, ingrato, si comperava i deputati del governo Prodi un tanto al chilo. (Lo so, lo sapete già, mi ripeto come un disco incantato, ma i piddini diventano blu dalla rabbia come i puffi quando glielo si ricorda e a me piacciono di quel colore, specie quando virano infine sul viola.)
Ricordiamo che B. è una parte del monstrum PD-PDL e che se lui sta male, soprattutto politicamente, neanche il PD si sente molto bene. Se schiatterà l'uno se ne andrà finalmente anche l'altro e lo sanno.

Ecco spiegato perché ogni tanto spunta D'Alema.  Significa che c'è un caimano in difficoltà. Poi, terminato il soccorso rosso, egli ritorna nell'ombra come un Balrog di Moria. E questi studentelli vorrebbero addirittura arrestarlo, il caimano, portarlo a San Leo, rinchiuderlo dell'orrido buco di Cagliostro e gettare la chiave. Populisti e giustizialisti che non sono altro.

Il PD, dal canto suo, è un esercito allo sbando, con le pezze al culo e gli anziani e i ragazzini da mandare in prima fila come ultima scelta dopo la Puppato con il sito web. Poveretta, come s'offre.
Nell'ultima battaglia il PD ha perso quasi tre milioni e mezzo di soldati. Tra coloro che hanno voltato le spalle al Primariato di Bettola ci sarà pure chi lo avrà fatto per delusione, per essersi sentito tradito da un partito che ha appoggiato per un anno, approvandone tutte le porcate shockeconomiste, il dottor Morti in missione per conto del Reich
La rabbiosa versione ufficiale dal bunker del Primariato è invece quella che spiega l'emorragia di voti con una manovra di condizionamento occulto di elettori particolarmente dolci di sale (trad. cretini) che avrebbero seguito un nuovo Messia urlante nato, come in un incubo di Cronenberg, dallo stesso grembo fecondo di mostri mediatici che è la televisione. E, secondo il primario in persona, Grillo sarebbe mosso dalla sete di potere, mentre i piddini sarebbero come la volpe di Pinocchio: "noi non lavoriamo per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri".
Questi non sono politici da chiedersi "dove abbiamo sbagliato", "facciamo autocritica", una cosa molto di sinistra una volta - ma questi non sono di sinistra, già, che sbadata. 
Chiusi nel bunker, i generali negano la realtà e ancora sognano un'illusoria vittoria. 
Di fronte alle critiche dei pochi generali realisti, dei giovani turchi (bel nome, se pensiamo che furono quelli che sterminarono gli armeni) reagiscono con rabbia, battono i pugni sul tavolo, negano. E, per i rapporti con l'esterno, la consegna è  far finta di nulla, dare la colpa agli altri, andare avanti con regale sussiego e cosmica spocchia come se niente fosse accaduto. E soprattutto insultare il popolo, accusarlo di tradimento, di scarso patriottismo, di diserzione e di  vigliaccheria. 
Che sia un esercito in rotta lo dimostra anche l'utilizzo di truppe gurkas, di goumiers incaricati di bastonare ed intimidire in rete e sui media chi osa negare il diritto divino del PD di governare.  Compresi i Desperate House Organs che si occupano della parte mainstream dei killeraggi e degli attenzionamenti degli avversari, spargendo poi il terrore per via televisiva nei confronti dei "collettivi studenteschi" che entrano in Parlamento. Infine ci sarebbero gli intellettuali con gli appelli. Si, ancora.

Il povero Primariato di Bettola non si accorge di essere accerchiato e senza uscita per il solito vecchio problema militare dell'aver aperto troppi fronti. A Nord i Renzi che lo lavorano ai fianchi con la calma di chi può contare su ottimi appoggi e che al momento opportuno potrebbero dare la mazzata finale. 
A Sud il M5S che gli fa proposte oscene come la rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti attirandolo nella trappola di dover rifiutare proposte irrifiutabili dal punto di vista degli elettori incazzati che però lascerebbero la Turco e gli altri apparatchiki senza stipendio. Di accettare che il tempo della politica come mestiere fine a sé stesso sia finito non gli passa manco p'a capa.
Non rimarrebbe ad Est che l'abbraccio fraterno con il gemello siamese PDL ma ciò significherebbe ammettere di essere sempre stati una cosa sola, la partitocrazia a due dei superstiti di Tangentopoli con spartizione del bottino rimanente e l'abbraccio finirebbe con l'essere mortale.
Ad Ovest, infine, la possibilità di governare da solo, di mettere in pratica il rimanente delle ricette shockeconomiste del Partito Unico dell'Euro e giocarsi per sempre, con un popolo ridotto sul lastrico dai patti con l'Europa, la possibilità di avere di nuovo un centrosinistra al governo.
Un centrosinistra ridotto allo 0,07% dalle cui ceneri far rinascere finalmente qualcosa di nuovo.

Mi dispiace piddini e papiminkia, ma il M5S e la sua intransigenza ve la meritate tutta perché l'avete creata voi. Qui temo ci sia gente che ha in mano un mandato popolare e che abbia tutta l'intenzione di usarlo, se non altro nell'euforia del successo e con la beata scelleratezza dei giovani. Se lo farà veramente sarà una cosa magnifica. Quanto di più simile ad una rivoluzione possiamo concederci con i nostri miseri mezzi. Sono arrivati i sorci verdi.

sabato 2 marzo 2013

Freak show - Un apologo teratologico


Nella loro esasperante banalità, i tedeschi che pensano alla pista di un circo ci vedono solo i clown, soprattutto quelli che lanciano strazianti chicchirichì come il Prof. Unrat de "L'Angelo azzurro". 
Invece i circhi che sono rimasti nell'immaginario di grandi e piccoli, quelli sontuosi di una volta, guidati da geniali impresari sempre alla ricerca di nuove attrazioni, avevano un lato nascosto e riservato a pochi con lo stomaco forte e vogliosi di emozioni indimenticabili. Il freak show, il baraccone dei fenomeni.
I tedeschi si concentrano sui prevedibili clown: il bianco, il matto, il nano - il cui numero sai ormai a memoria - e rifiutano di volare con la fantasia per immaginare cosa possa aver inventato la natura bizzarra giocando con braccia, gambe e teste e cosa possa aver scovato, in un sottoscala buio e puzzolente, il nostro Barnum italiano. 

Cari tedeschi, l'Italia politica non è dominata dai clown. E' qualcosa di molto più imprevedibile, mirabolante e mostruoso, nel senso del monstrum. E' un freak show, il cui pezzo da novanta è l'essere qui raffigurato. Una mostruosità doppia, nata una ventina di anni fa e con una caratteristica sconvolgente. I due esseri, che alla nascita, un 29 settembre, erano congiunti per un sottile lembo di pelle all'altezza del petto, come i mitici Eng e Chang, crescendo si sono fusi sempre di più in un'unica entità, diventando via via sempre meno distinguibili. Un unico paio di gambe dal quale si dipartono i due gemelli PD e PDL. Un caso unico al mondo.
Come in tutte le coppie di gemelli, uno dei due è il dominante e sottrae energie e volontà all'altro. Il dominante PDL è più loquace, litigioso, violento. A volte sconfina addirittura nella paranoia e si autoconvince che PD voglia danneggiarlo, separarvisi e abbandonarlo ad un triste destino.
PD, col tempo, sta diventando sempre più remissivo e condiscendente verso il fratello despota ma anche all'inizio della loro vita in comune si assunse sempre l'onere di difenderlo da ogni male che potesse capitargli.
Erano bimbi e PD si oppose fermamente ai genitori che volevano togliere la troppa televisione a PDL.
A volte però, di fronte alla protervia di PDL, il mite PD si ribella e, soprattutto davanti ai parenti, proclama di voler mettere a posto quell'insolente di PDL. Poi però gli passa e dimentica molto presto la sfuriata. Insomma, se davanti agli estranei litigano furiosamente e perfino si picchiano, i due gemelli in fondo non possono più vivere l'uno senza l'altro.

Questa è la triste vicenda di questi due esseri costretti a condividere ogni momento della loro vita, di questa povera creatura vittima della crudeltà della gente che l'ha soprannominata "Inciucio" che, ahimè, avrebbe la sorte segnata a breve, a causa del rapido deterioramento della salute di PDL, dovuto alla sua vita dissoluta.
La scienza ormai ha perso la speranza di riuscire a separare PD e PDL, unico estremo tentativo di salvare la vita al superstite PD. Poeri nani, non si intervenne quando ancora la separazione sarebbe stata possibile ed ora è troppo tardi. Speriamo solo che, quando sarà il momento, non soffrano.

mercoledì 27 febbraio 2013

Hic sunt cabrones


Non contenti di esserci inflitti ed avere esacerbato negli ultimi anni il bipolarismo che spacca l'elettorato nella classica situazione Guelfi vs. Ghibellini, alla fine, grazie alla fenomenale legge elettorale Calderoli aka porcellum, che tutti volevano cambiare ma poi alla fine nessuno ha voluto cambiare, ci regaliamo ora un bel mexican standoff, uno stallo alla messicana nella versione speciale a tre. 
PD, PDL e M5S che si tengono reciprocamente sotto tiro e non hanno nessuna intenzione di abbassare le armi, ovvero il reciproco 25-30%, aspettando solo il minimo passo falso degli avversari per scatenare un'inferno di fuoco. Situazione che non può che finire in una carneficina autodistruttiva, in una tarantinata ad alto tasso di emoglobina.

Gli italiani sono dei pavidi che non hanno avuto le palle di punire fino in fondo chi li aveva per maggior tempo vessati, presi per il culo con promesse da marinaio di ogni genere e spolpati vivi di tasse. Si sono accontentati di vendicarsi solo sull'ultimo arrivato professor Morti e sui partiti più deboli - se no che vigliacchi sarebbero - e hanno continuato imperterriti a votare PD e PDL, ovvero l'espressione del più bieco conservatorismo, il Mulinobianco e il Dash, che poi con i punti ti danno anche i regali.
Solo un 25%, un quarto di elettorato, ha avuto coraggio di provare a non mettere il segno sempre sulla stessa roba e ha scelto di assaggiare un piatto nuovo, rischiando magari che non fosse poi di suo gusto. Per fortuna che c'è ancora chi crede nel detto che bisogna provare tutto nella vita.
Se non ci fosse stato il Movimento Cinque Stelle a sparigliare le carte alla casta degli intoccabili e ad imporsi come terzo incomodo, avremmo replicato pari pari la situazione del 2006. Ve la ricordate, vero? Il PD (o la sua precedente incarnazione) che tre mesi prima delle elezioni canta già vittoria e arriva al voto sicuro di vincere facendo sfracelli; poi gli italiani si ricordano all'ultimo momento di avere un duce, di essere fascisti dentro e lo votano per paura di sfigurare nel salotto delle coscienze. Perché nel segreto dell'urna Dio non ti vede ma Silvio si. Risultato finale: PD che vince si, perché i piddini sono tanti, milioni di milioni, ma per il classico rotto della cuffia e poi governa con il freno tirato e il fiato del puzzone sul collo. 
Del resto ormai è dimostrato che PD e PDL sono due mostri siamesi che, se dovesse morirne uno, l'altro gli morirebbe appresso. L'unico modo per sconfiggerli è negare a entrambi il voto separandoli ma si, figurati se puoi sconfiggere le vecchie del dash, i piddini ad vitam, le passerottine, i teletossicodipendenti con il televisore piombato su Italia1 e tutta la fauna elettorale che si sente tranquilla solo se vota il peggio a disposizione e che tutti votano.

Nella classifica dei partiti uscita dai risultati elettorali, dopo i tre PD, PDL e M5S, Monti, che sembrava dovesse coagulare chissà quale forza moderatacentristamodaiolabocconiangiuilasofista è stato notevolmente ridimensionato e Scelta Civica è solo il quarto partito con un deludente 8%. 
Segue la Lega che, nonostante i minimi storici (4,1% alla Camera), ottiene, grazie all'alleanza con il puzzone, il governo delle regioni del Nord Lombardia e Veneto e potrà menarla a lungo con il neoconcetto della macroregione che ha sostituito quello ammuffito della Padania. Il porcellum, per le sue immonde alchimie infatti, permette a partitelli locali e infimi di ottenere un potere di veto che all'ONU è concesso solo alla potenza imperiale statunitense.
Tra gli altri salvati grazie all'ancoraggio alle coalizioni principali ci sono SEL (3,2%) e Centro Democratico di Tabacci, Fratelli d'Italia di Crosetto-Meloni-Mogol-Panzeri e l'UDC dell'indistruttibile ai raggi gamma Pierferdinando Casini. 

Per fortuna che, ad ogni elezione, a parte esercitare il conservatorismo, gli italiani si liberano da qualche zavorra politica. Stavolta si sono privati di diversi vecchi ordigni inesplosi, come Di Pietro, Fini e i radicali. 
Nei sommersi ci sono anche Ingroia con Rivoluzione Civile, i turboliberisti di Giannino e le destre estreme da Storace a Casapound. Puniti perché hanno voluto correre da soli. Gli italiani non amano chi non si imbranca nel gruppone. 

Adesso, in pieno stallo messicano, c'è grande incertezza per il futuro. Bersani, che pur avendo tecnicamente perso, ha vinto solo per un'incollatura, si sente investito del diritto divino di formare un governo. Possibilmente convertendo last minute una masnada di grillini molto motivati ad aprire la famosa scatoletta di tonno e quindi a rispondergli picche. L'altro, er puzzone, attende il da farsi e non è escluso che faccia il gesto magnanimo di aiutare il presunto rivale Bersani. Tanto il suo problema è continuare a presentare in tribunale la giustificazione del legittimo impedimento. 
L'unica cosa saggia, in questo momento, sarebbe formare un governo incaricato dal Presidente della Repubblica di realizzare solo una legge, quella elettorale e di gestire l'ordinaria amministrazione per un periodo di soli tre mesi. Niente riforme strutturali o costituzionali, solo la legge elettorale poi si torna alle urne, sperando che ne esca finalmente una maggioranza che possa definirsi tale. Ci riusciranno o dovranno invocare di nuovo il terminator della situazione, magari quel Giuliano Amato già noto per essersi introdotto nottetempo nei conti correnti degli italiani nel lontano 1992? 


sabato 16 febbraio 2013

Silenzio


Shhh, non diciamolo, stiamo zitti. Tanto loro non fanno vedere le piazze al caviale e non raccontano la realtà ma solo il loro reality show televisivo.  
Zitti, facciamogli credere che voteremo per loro, per questi dinosauri che stanno attirando gli asteroidi. Giochiamo pure a far finta di essere puffi piddini sottomessi  a Gargamella; papiminkia ansiosi del ritorno di Mr. Spockia perché lui ci renderà più giovani, ci spianerà le rughe e ci farà pure il bonifico in banca. Raccontiamo in giro che quei nuovi partiti così nuovi ci piacciono un sacco, che siamo incantati dai Giannino fashion, dai giudici prestati all'archeologia politica, dai fratelli e sorelle d'Italia, dai Casini e dai Fini e che se potessimo li voteremmo tutti, tutti, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.

Shhh, stiamo zitti, non lasciamoci sfuggire nulla. Facciamogli la sorpresa.

Non è caviale, sono persone.

martedì 2 ottobre 2012

Ultima fermata Salò


"So di aver fatto un'opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere "Salò'" senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell'uomo si è spento del tutto". (Pier Paolo Pasolini)

La prima pagina di Repubblica online, stamattina, sarebbe stata da catturare. Peccato non averlo fatto. 
Tre notizie che riassumono, secondo loro, la cancrena italiana: l'associazione alle patrie galere di Batman Fiorito, l'ennesimo patetico tentativo da parte del PDL di salvare B. e infine il rinvio a giudizio per Penati, PD, per le magagne del "sistema Sesto". 
La corruzione come cancro di un paese, dove non si salva nessuno, nemmeno quelli che se la cavarono negli anni novanta. Tutti uguali. 
Soldi pubblici per comperarsi le caldaie della casa al mare, la casa al mare, assumere i parenti e gli amici, fare la cresta sulle compravendite di case e autostrade, campare a spese della collettività, senza alcun ritegno o vergogna. Gente che sarebbe da tenere ai lavori forzati fino a che non schiatta e non ci ha restituito fino all'ultimo centesimo, applicandogli interessi da strozzo. 
Stasera, come buon peso, si aggiungono le schermaglie da casino tra Casini e Bersani. Tu stavi con Silvio (voi gli avete giurato di non toccargli le televisioni, non so cosa sia peggio), no, tu vuoi allearti con Vendola.  Il più pulito ha la rogna. Penosi, vomitevoli.
Hanno già deciso che ci toccherà il bocconiano a vita - se non lo faranno capo dello stato poco ci manca, così potrà imporre altri bocconiani, neoliberisti e Chicago boys - e non hanno neppure il coraggio di confessare che non hanno scelta perché qualcun'altro ha già deciso in separata sede per gli italiani e per la massa di politici corrotti che servono solo come volonterosi demolitori della democrazia. E' una demolizione controllata, se non l'avete ancora capito. Non vedete i fili ma le cariche sono piazzate dappertutto.

E infine, tenete bene a mente che la corruzione e soprattutto la denuncia della corruzione, sono funzionali alla causa di chi dice che bisogna tagliare i fondi pubblici, eliminare lo stato in economia, eliminare il welfare di cui i ricchi non hanno bisogno; che bisognerà fare a meno di tutto, che bisognerà tapparci tutti i buchi con una bella gettata di cemento. Senza più nemmeno poter cacare in pace quella merda che, in omaggio forse alla loro indole escrementizia ed al legame subconscio tra merda e denaro, quelli della Casta celebravano in feste a tema. Imbandendone tavolate ma senza aver il coraggio di usare quella vera e di mangiarsela. Pasolini aveva proprio visto nel futuro. O forse c'è in serbo ancora di peggio.

Vorrei scrivere di più ma, dopo dieci ore di fila di lavoro sono stanca. Ha ragione Squinzi, dovremmo lavorare più ore per superare la crisi, ma temo che se non ci forniscono la cocaina, sarà difficile. La merda non basta.

lunedì 16 luglio 2012

venerdì 21 ottobre 2011

Il Grillo espiatorio


Un partito progressista maturo, che ha superato le sue malattie infantili, compreso l'infantilismo, raggiungendo una buona autostima e che mira a governare addirittura una nazione intera non avrebbe paura. Non temerebbe un movimento d'opinione da percentuali sotto il cinque per cento - attualmente attorno al 3.0% nelle intenzioni di voto -  che sotto l'involucro di puro marketing ha forse solo il volatile entusiasmo dei suoi sostenitori e che probabilmente non sottrae voti solo a lui ma anche a destra. Magari cercherebbe di capire cosa, di quel movimento, attira gli elettori, soprattutto giovani. Quali sono i suoi argomenti vincenti. Vedrebbe se è il caso di copiarne qualche idea ed iniziativa, se valide, per attirare a sé il consenso di quegli elettori. Insomma si comporterebbe da adulto razionale e consapevole.

Invece, come ha dimostrato l'ultimo caso, quello delle elezioni regionali del Molise, vinte dal candidato di centrodestra per un venticello di corpo sul PD, il partito democratico, invece di prendersela con sé stesso, come fanno gli adulti, ha trovato subito il responsabile della sua sconfitta, il Grillo espiatorio. 
Insomma, il piccolo Piddì ha frignato pestando i piedini per terra e chiedendosi, pieni di pianto gli occhi, come osavano gli elettori italiani di sinistra non votare il meraviglioso partito di Bersani e della Dama Grigia. Stronzi anche loro, sottinteso, come i radicali.
Se perfino la sconfitta nel minuscolo Molise, una regione con poco più di 300.000 abitanti (la popolazione di una città come Bari), riesce ad affossare l'autostima di un grande (numericamente) partito mandandolo in panico per un 3% perso e portandolo a chiedere metaforicamente la testa di un comico pensionatosi in politica, credo ci sia ben poco da fare.

Il bipartitismo in Italia ha prodotto un curioso effetto. Uno dei partiti del duopolio, invece di diversificare l'offerta e tenerci a distinguersi dall'altro, si è quasi completamente identificato con l'aggressore, ovvero con l'impresario di avanspettacolo sceso in politica. Di conseguenza, ragionando ormai in termini di palcoscenico e borsettate reciproche tra primedonne, soffre se un comico gli ruba la scena.  Che i due siano uguali e complementari, aggressore ed aggredito, e che ragionino allo stesso modo, lo dimostra il fatto che B., il Barnum del consiglio, applaude Grillo che "porta via i voti alla sinistra"
Non c'è solo avanspettacolo ma anche una mentalità da presidente del Borgorosso Football Club nei due PD (con L o senza) . L'importante non è partecipare ma vincere, se abbiamo perso non è perché siamo delle pippe ma perché ci hanno dato contro un rigore che non c'era, e poi ce l'hanno tutti con noi, e c'è la sudditanza psicologica degli arbitri.

Grillo, con tutto il rispetto per l'entusiasmo e la costanza nel difendere le sue costose idee, può far paura solo a partiti così. A partiti per i quali il problema non sono loro, i loro dirigenti e programmi, sono gli altri che sono grillini.

lunedì 12 settembre 2011

Un'offerta che non poté rifiutare


Perfino Gianni Letta e Fidel Confalonieri gli avrebbero suggerito di farsi da parte. Quando si dice gli amorevoli consigli degli amici.
Dovrebbe seguirli, prima che arrivino quelli degli amici degli amici.

mercoledì 15 giugno 2011

Muoia Sansone con tutti i suoi servi

"Qua crolla tutto." (Daniela Santanché)

Io Brunetta lo capisco. Appena ha visto la stangona che è salita sul palco si è sentito male. Ma non per l'inevitabile effetto "articolo il", perché ha capito che non era una ragazza irriverente curiosa di scoprire se è vero ciò che si dice attorno ai nani ma una con degli argomenti e con delle domande da porre ad uno che per lavoro dovrebbe stare ad ascoltare chi lo paga.
Per giunta, quanto ha sentito la parola "precari" ha avuto la tipica reazione di fuga ed è scappato come lo scarafaggio quando metti mano al flit in polvere. 

E' stato troppo, in una sola volta, ricordargli quanto è piccolo in tutti i sensi ma soprattutto quanto sta diventando precario, per non dire pericolante, il suo posto di ministro
Per questa compagnia di giro di buffoni, con in testa il capocomico, è quasi pronto il biglietto Roma - Antigua, solo andata, e sono disperati, perché il popolo comincia ad armarsi di fiaccole e forconi e a guardare male il Palazzo. Meglio che si affrettino al terminal, prima che comincino a cigolare le ghigliottine.

Il video merita un posto in cineteca accanto alla famosa invettiva di Paolo Pillitteri contro i tassisti dell'epoca di Tangentopoli. Sempre reparto socialisti. A futura imperitura memoria.

mercoledì 29 settembre 2010

Comprami, io sono in vendita

Dietro alla notizia che sta facendo piangere Nina Moric e sghignazzare l'Italia intera, ovvero la scoperta della costosa tresca tra Lele Mora e l'uomo illustrato Fabrizio Corona non c'è che la solita omofobia incancrenita nel tessuto nazionale, il solito riflesso ridanciano verso le relazioni omosessuali, a pagamento o meno, oltre ad un discreto dispregio dell'altrui privacy.
Sia chiaro, entrambi i personaggi mi stanno cordialmente sui maroni. Di Mora specialmente  mi preoccupa più la svastica sul telefonino che l'arredamento total-white stile "Cage aux folles", ma qualcuno mi spieghi cosa ci sarebbe di interessante a livello pubblico nel fatto che due personaggi del mondo dello spettacolo si siano scambiati liquidi organici. Interessante al punto di farne una notizia (si fa per dire) da telegiornale, anche nei TG che si atteggiano ad esempio di antiminzolinismo militante.
Ho l'impressione che questa bagattella serva ancora una volta, come la cucina componibile di Montecarlo e l'orso che va a fare il bagno nel laghetto in montagna, a distrarre l'opinione pubblica da ben altri commerci carnali, che forse non coinvolgono orifizi più o meno chiacchierati ma qualcosa di peggio: la dignità e l'onestà di gente che dovrebbe servire NOI  perchè da noi eletta e non un nanetto da circo per disgrazia divenuto presidente del consiglio.

E' una storiella che ha raccontato ieri Repubblica. Vi si narra del mercatino di onorevoli nuovi ed usati al tempo della caduta dell'ultimo governo Prodi, mercimonio già comprovato da numerose telefonate del nanerottolo al suo attendente in Rai, fatte allo scopo di piazzare attricette amiche di coloro che si dovevano acquisire. Tu me la assumi (a spese del servizio pubblico, cioè del contribuente), le fai fare una fiction e l'onorevole, che si frulla la passera in oggetto, è contento e ci vota a favore o fa addirittura il salto della quaglia. E' una vicenda narrata in tutti i dettagli nel libro "Papi", il bignami della mignottocrazia berlusconiana.
Se in quel caso specifico si attiravano gli uomini della concorrenza con il vecchio sistema del pelo e del carro di buoi, nella vicenda che coinvolge due onorevoli del nordest, già in forze al centrodestra per parte leghista, si è invece utilizzato il più tradizionale sistema dell'elargizione in denaro, uno dei più potenti incentivi a far cedere anche il più riottoso e virtuoso dei maschietti.
Non quindi le Bentley con le quali sfrecciare a 250 all'ora in autostrada come il monellaccio Corona, non la valigetta con le mazzette come nei gangsta movie ma un bel contratto di collaborazione a progetto, una decina di milioni al mese, poco meno del costo di un onorevole, elargito generosamente con soldi pubblici, a spese del contribuente. Perchè Berlusconi è un maestro, un gran maestro a far soldi risparmiando i suoi. Come diceva Ricucci? "Fare i froci col culo dell'artri." Volgare ma pertinente. Generoso con i soldi altrui, i nostri, insomma.

E, a proposito di porci, tutto questo mercimonio di scaldapoltrone è dovuto al porcellum, alla legge elettorale della quale, come si è lasciato sfuggire freudianamente l'altro giorno il neosettantaquattrenne, lui assieme ai suoi giannizzeri "sta approfittando". Se di una legge elettorale non si può approfittare per il proprio vantaggio, che gusto c'è? Siccome i candidati sono pedine da spostare a piacimento sulla scacchiera, si può chiedere loro di farsi eleggere o di farsi trombare a comando, secondo le esigenze giornaliere del capo. Se sarai trombato avrai comunque in cambio un bello stipendio (secondo il punto di vista del comprato, perchè per il compratore sono cifre ridicole) e per un po' stai tranquillo.  E' fortunato il brevilineo, trova pure quelli che si accontentano di poco. In fondo, potevano chiedergli molto di più. Che, ci si vende per meno di un milione di euro, al giorno d'oggi?

Per la cronaca friulana, giusto in caso si ripresentassero candidati in qualche tornata elettorale. I due ex leghisti che al grido assai poco nordico di "teniamo famiglia" hanno accondisceso a divenire berlusconiani convinti  per appena 120 milioni di euro cadauno, si chiamano Pottino (da potta?) e  Gabana. Nomen omen. Se l'altro si fosse chiamato Volta sarebbe stato il duo perfetto, peccato.

sabato 11 luglio 2009

Ed ora una lunga vacanza

E che scassamento di minchia! Lo abbiamo capito. Il G8 è servito solo ed esclusivamente ad appagare l'incontenibile ed ipetrofico Ego di questo ometto milanese, che ha goduto come un riccio a sentire delle persone che hanno il torto di essere semplicemente ben educate fargli i complimenti per l'accoglienza in Italia. Un grande sforzo organizzativo per pavoneggiarsi tra i grandi del mondo allo scopo di apparire grande a sua volta. Apparire, non essere.
Tutti i suoi lecchini a dire "oh, come è stato ammirato, oh come ne sono rimasti ammaliati". Nonostante le sette righe sette a lui destinate nel press book del governo americano a fronte delle pagine e pagine dedicate alle biografie degli altri leaders partecipanti al G8.

Si sono complimentati. E cosa dovevano fare, come quelli che invitati al pranzo di matrimonio criticano il risotto scotto e la scaloppina fredda? Chi è ospite in casa d'altri di solito fa i complimenti. Si chiama galateo e lui lo scambia per amore.
Mi meraviglia poi che un uomo di spettacolo non conosca la regola del "meraviglioso pubblico". In qualunque palcoscenico del mondo, per chiamare l'applauso, la rockstar si rivolge alla platea dicendo di essere "molto felice di essere davanti a questo meraviglioso pubblico di (Napoli, Milano, Palermo, Abbiate Grasso, dipende dalla data del tour)". Sono frasi di circostanza. Ma questi ci credono.

Naturalmente, ripartiti Obama, la Merkel, Lula e le Oba-Oba e gli altri pittoreschi invitati, come Gheddafi e Carlà che si sono ritrovati entrambi vestiti da Tony Manero, l'unica traccia che deve rimanere del G8 è la reputazione momentaneamente ricostruita dell'ometto, come una french manicure di fresco.
Gli consigliamo ora, dopo tanti successi, una lunghissima vacanza. Possibilmente al riparo da telecamere e siparietti e fuori portata dai nostri cabbasisi.

A proposito di reputazioni. C'è chi può. Magari al PD potesse essere consentito di organizzare un Mondiale di Calcio straordinario o un'Olimpiade fuori programma per emendare la coscienza dal fatto di avere tra i suoi militanti uno stupratore seriale.
Tra parentesi, ma chi paga Marino per dire quelle stronzate? Cos'è, siccome il PDL ci avrebbe sicuramente inzuppato il biscotto nel fatto della militanza a sinistra del presunto stupratore, li abbiamo battuti sul tempo? Guardateli lì, a prendersi a borsettate per uno che, più che un militante, è soprattutto uno fuori di melone di brutto, il classico pazzo lucido che anche uno psichiatra farebbe fatica a scovare se non fosse per il DNA lasciato abbondantemente sulla crime scene.
Che brutto spettacolo. Quasi quasi meglio la polo di Bertolaso e il tailleur da truzzo di Brooklyn della Bruni.

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giovedì 23 aprile 2009

Vota la topa

Una volta la frase del titolo, vergata in fretta e furia con la bomboletta, la si sarebbe potuta facilmente trovare accanto ai manifesti elettorali o ai seggi. "Vota la topa", come dire: invece di pensare a cose serie come la politica, distriamoci con il triangolino che ci esalta. La topa invece della politica, come separazione netta ed inequivocabile tra le due. Se pensi alla topa non puoi pensare alla politica, si diceva.

Pensate quindi quando arrivò Cicciolina, eletta parlamentare per il Partito Radicale e fu, non ci crederete, uno scandalo. Nonostante si fosse presentata in foggia quasi virginale al debutto a Montecitorio e fosse portatrice di idee molto avanzate in campo di regolamentazione della prostituzione, la gran pornotopa fu oggetto di vibrata riprovazione da parte dei soliti moralisti. Eppure le pornostar sono le persone più sincere che esistano, perchè non fingono mai, al massimo un orgasmo al quindicesimo coito anale, e ci mettono sempre del proprio, rischiando perfino la pelle.
Di nuovo, quando Moana, la grande Moana, si candidò sindaco di Roma, tutti giù a ridere, e a farsi venire il raschino in gola, compreso l'Andrea Ronchi, allora giornalista della RAI e tenutario di tribune politiche, turbatissimo del fatto che la Signora delle Tope mescolasse ancora una volta la politica e il sesso in maniera impropria.

Siamo ora nel nuovo pietoso millennio e il partito in PVC del presidente del consiglio, schiera alle eRezioni europee uno stuolo di tope corazzate da aviotrasportare a Strasburgo. Requisito fondamentale delle candidate il non saper fare un cazzo: né ballare, né cantare né tanto meno recitare ma essere tutte piazzate nel mondo dello spettacolo.
Tutte rigorosamente raccomandate, dicono i maligni, revisionate e bollinate con il collaudo personale di qualche pezzo da novanta, forse il duce in persona, sprezzante del pericolo rappresentato dall'età.
Alla faccia di Moana e Cicciolina, la topa in politica ormai è imprescindibile e se la politica è spettacolo, il cerchio si chiude.

Ovviamente le tope sono arrivate lì perchè sono laureate in Scienza delle Costruzioni, Fisica delle Particelle (di Sodio) e suonano il clavicembalo e l'ottavino, come recitano inevitabilmente i loro pomposi curricula.
E' curiosa questa mania di mostrare la laurea tenendola aperta con le ditine e il diploma ben depilato e dilatato. Quanto sarebbe più sincero parlare di settime naturali, predilezione del secondo canale (non quello RAI) e rivendicare doti da gole profonde certificate da apposito attestato, come le care pornostar di una volta.

Cicciolina e Moana erano delle rivoluzionarie, a loro modo, ma non funzionarono in politica perchè erano sincere ed oneste e lo prendevano veramente.
Le Bondi-girls, le deputate per caso, forse funzioneranno benissimo perchè non fanno sul serio, simulano, soprattutto la preparazione politica. E probabilmente, nel momento della verità, usano una controfigura, una body double.


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domenica 24 febbraio 2008

P2dl

Che strano, il programma di Berlusconi e del Pdl, appena presentato, contiene, tra i soli undici punti principali e come fosse una cosa irrinunciabile, l'abolizione della validità legale del titolo di studio.
Una cosa che mi pareva di aver già letto da qualche parte tanto tempo fa.
Ma certo, nel solito "Piano di Rinascita Democratica" di nonno Licio, che diceva:
"b1) abolizione della validita' legale dei titoli di studio (per sfollare le universita' e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione)"
Il Piano era un ambizioso progetto politico che auspicava un sistema partitico bipolare con l'esclusione della sinistra radicale e i partiti organizzati in clubs dove si affermava, tra l'altro:
c) [...] Cosi' e' evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta' di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonche' di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.
E più avanti:
d) Altro punto chiave e' l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".
Va bene, cosa c'entra, l'abolizione della validità legale del titolo di studio è una cosa che chiedono da tempo anche i Radicali e, se vogliamo essere pignoli, anche Tonino Di Pietro che chiede l'abolizione delle province potrebbe allora essere accusato di aver copiato dal Piano di Gelli.
Il fatto è che qui non è una rondine che non fa primavera. Le coincidenze tra il Piano di Rinascita Democratica e i programmi di FI sono talmente tante e stranote che, chi vuole, le può scoprire o riscoprire in questo interessante articolo.

Giusto per tenere a mente che ricorre quest'anno il trentesimo anniversario dell'iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia (26 gennaio 1978), tessera n° 1816. E' solo una coincidenza o, a volte, ritornano?



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