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venerdì 17 maggio 2013

Malleus economicarum





Avete mai ascoltato parlare degli eretici? Non mi riferisco ai dolciniani, terminati di bruciare da parecchio tempo, ma ad eretici di tipo economico. Eretici moderni ma non per questo meno vilipesi ed emarginati.
Guardate, la situazione è paradossale perché chi sentirete parlare in questo video rappresenta in realtà la teoria classica economica che spiega i meccanismi semplici che da sempre governano il sistema capitalistico: il sistema binario del debito/credito, della domanda/offerta. Il meraviglioso relativismo della salita che può diventare discesa. Teoria che, nel secolo scorso, attraverso le politiche economiche di tipo keynesiano, ha risolto tutte le crisi periodiche permettendo ai paesi che le avevano adottate di progredire e dare benessere ai propri cittadini, concedendo al capitalismo di dotarsi di un volto umano e sostenibile.

I veri eretici, a ben guardare, sono gli altri, i liberisti. Quelli che però, dominando il mondo da quarant'anni, dopo aver scoperto che la loro teoria si sarebbe rivelata di straordinaria utilità per gli interessi dell'1% più ricco della popolazione, a scapito del 99% ovviamente, ed averla venduta con gran profitto al primo, si sono tolti lo sfizio di proiettare l'eresia sugli altri, sui fautori di un'economia social oriented e, di conseguenza, bandirli dalle università, dalle trasmissioni di approfondimento e da tutto ciò che fa mainstream. Il golpe dei servi opportunisti.

L'esperienza di ascoltare Nino Galloni e Nando Ioppolo, quindi, è straordinariamente interessante perché non siete certamente abituati a farvi raccontare l'economia ma una sua versione bizzarra, straniante ed allucinatoria, fatta di inflazione che nasce dalla quantità di moneta circolante, di necessità di assenza di qualunque controllo sulla circolazione di capitali tanto il mercato, alla fine, si autoregola da sé come fosse un essere senziente saggio ed avveduto.
Siete cresciuti probabilmente con l'idea che lo Stato sia il nemico, un Moloch che si mangia tutti i vostri risparmi senza darvi niente in cambio. Che privato è sempre bello, buono e fico.  Che l'economia di una nazione è una specie di casalinga disperata molto cotonata che deve far quadrare i conti, far fare i compiti ai figlioli indisciplinati e punirli con l'andare a letto senza cena se non li eseguono.
Un lettura dell'economia favolistica, manichea, fatta di bene contro il male, di moralismo, di culto della ricchezza come valore assoluto.
Il tipico argomentare di una casta privilegiata quando vuole fregare il popolo.
Da qualche tempo infatti vi sta venendo il dubbio che questa versione dell'economia sia una fregatura, che le cose vadano sempre peggio e che non vi sia via di uscita. Non riuscite a vedere il suo lato positivo perché state dalla parte dell 99% e ormai state capendo che, per voi, non vi sarà mai posto nel club esclusivo dell'1%. Siete depressi perché loro vi hanno raccontato la storia di TINA, vi hanno detto che NON C'E' ALTERNATIVA.

L'alternativa invece c'è. C'è l'alternativa alla crisi, all'indebitamento, al progressivo impoverimento della popolazione.
L'intervista a Galloni e Ioppolo, che espone il punto di vista keynesiano, contiene alcune chicche, che vi lascio il gusto di scoprire da soli e che vi lasceranno forse ancora più sconcertati ed arrabbiati, pensando ai sacrifici che la religione liberista e la sua Libera Inquisizione vi stanno infliggendo.

Sapevate, ad esempio, giusto per parlare di crisi dell'eurozona e di chi trucca veramente i conti, che la Germania ( min. 3'50") non computa nel totale del suo debito pubblico, quello che dichiara pubblicamente ai partner europei, il debito dei Lander e quello previdenziale e per questo la culona appare così snella? Che possiede una banca pubblica, la Kfw, che prende denaro in prestito dalla BCE allo 0,75% e lo reinveste al 2% per acquistare debito pubblico tedesco? Questo grazie ad una clausola del Trattato di Lisbona che vieta il prestito dalla BCE agli stati ma non alle banche? Vi sento già: "E noi???"
E lo sapevate che, nonostante vi stiano massacrando con la storia del debito pubblico, dal 1945 non si conosce alcun esempio in alcuna parte del mondo di restituzione di debito pubblico?

Buona visione, e buona depressione.




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