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domenica 26 ottobre 2014

Morti di Leopolda vs. morti di art.18


Ovviamente è un fake, per ora. Non è però meravigliosamente plausibile? Qualcuno ci è cascato. Il formato tabloid, il target da salone di parrucchiere e la copertina dedicata alle inquantodonne: l'avvocata del diavolo e tutto il resto del peggio femminino piddino, con Civati a far da cicisbeo? 
In fondo è la tendenza attuale della politica, di qualunque colore e quindi di nessun colore. La politica grigio topo. O topa, meglio ancora. Mandare in prima fila le groupies e i cicisbei a fare le pazze in televisione a colpi di "maguardiiopènso" (Dio, la Bonafé!)  E quando la nave affonda i topi cominciano a preoccuparsi. Fassina parla di "superamento" dell'euro e l'altra parrucca incipriata dissidente, Cuperlo, addirittura di ipotesi uscita.
Le tope invece, soprattutto la zoccola dura del nefasto piddinismo emiliano-romagnolo, le compagne di merende del mostricciattolo di Firenze, non lo pènsano ancora, per il momento. Andare contro un'Europa comandata da una donna ed essere ancora sotto l'effetto della doppia ebbrezza del potere finalmente ottenuto, inquantodonne e inquantocompagne, deve sembrare loro ancora atto troppo estremo e per giunta maschilista.

Tornando all'Unità ed alla sua possibile deriva terminale nel gossip, in fondo Gramsci sarebbe perversamente contento di vedere i suoi pronipotini contendersi il coiffeur all'edicola con altre riviste underground e psichedeliche come Visto, Miracoli e Il Mio Papa, piuttosto che continuare a difendere i nazisti golpisti nell'ex Unione Sovietica. Ricordo che Cronaca Vera, invece, che mi onoro di avere tra i followers su Twitter, è rivista di ben altro spessore ed impegno politico, economicamente assai più preparata di Fassina e meno opportunista di Zingales.

Parlando invece di televisione, il canale più hard del mainstream piddino, ovvero la televisione dell'editore Cairo, il Franco Maria Ricci dell'estetica renziana, è impegnato in questo fine settimana nella copertura della Woodstock di regime, il grande rave party della Leopolda, dove le groupies si scatenano con roba pesante. Il supplente della Gruber, Floris, respirando anch'egli il profumo dell'Ubalda, era quasi in trance, sembrava all'UFO Club di Londra nel 1967. Chi visita YouDem in questi giorni ottiene gli stessi effetti di YouPorn. Del resto non vanno di moda le pornofilosofe? (Si, Diego ha risposto ma fin troppo signorilmente. Jarno infatti ha commentato: "ma un mò va fèr dal pugnetti non bastava?" Non ve la traduco nemmeno.)

Nel clima di euforia per i successi del PNsF (Partito Nazionale sFascista), non c'è da dare troppa importanza alle manifestazioni della CGIL e degli altri poracci del sindacato che vanno in giro a ripetere ossessivamente "articolo 18,18,18,18,18...), tipo il vecchio trattore pumpum della FIOM o l'omaccio in maglietta che chiede la patrimoniale, per non parlare di Cofferatu che ricordiamo bene nel suo autodafé proeurista.


Trattasi di deliri di poveri psicopatici che prima hanno avallato tutte le peggiori porcate contro il mondo del lavoro degli ultimi vent'anni, si sono innamorati del progetto euronazista, hanno ridacchiato al tavolo della Troika, eletto Renzi alle primarie e poi, come Norman Bates, ora urlano "Mamma!! Mamma, cos'hai fatto??!"
L'unica scissione che io vedo nel PD è quella schizofrenica.



Io non greto, direbbe il Razzi di Crozza, trattarsi però di follia collettiva e difatti, per quanto riguarda la dirigenza diquelpartitolà si può solo parlare di collaborazionismo idiota o consapevolmente criminale.
Per la base e i simpatizzanti il discorso è più complesso, ci torno su in un altro post. E' l'atteggiamento di questi ultimi che rende folle l'insieme, e rende l'immagine di un partito orgogliosamente psicopatico.

Per fortuna che uno dei dati più inquietanti (per loro) relativi allo stato di salute della sinistra italiana è il calo delle iscrizioni al PD perfino in Piddinia, l'ex regione rossa ora color can piddino che fugge in onore della broda incolore di cui si diceva all'inizio.
Niente paura. Come alla fine del Terzo Reich, vengono arruolati i vecchi e i ragazzi un po' gonzi. Marco Pannella ha annunciato che vuole iscriversi al PD e Gennarino Migliore lo ha già fatto con una cerimonia assai toccante. Ferro. Scelta Civica e SEL sono già pronte alla confluenza. Un momento, ma Scelta Civica non è sinistra, si agita il piddino dentro la camicia di forza. Perchè le azzeccagarbugliesse, Davide Serra, il signor Camusso, l'iperpresenzialismo berlusconiano del bischero, con tanto di promesse e bugie, lo sono? Come nelle migliori trame di psicodrammi, odiano il padre ma alla fine ci si identificano.


Ricordate che questo è il vostro presidente del consiglio

venerdì 25 luglio 2014

Loro tireranno diritto


Oggi, 25 luglio, una citazione fascista ci sta a pennello. E' la morte sua, come si dice.
I loro del titolo sono il PD e ciò che resta del PDL, ovvero il cavaliere discavalierato con le palle strette non più nella garota de Ipanema ma nella garrota della Troika, ormai ridotto a fare lo sparring partner dell'ex nemico De Maledetti. Loro sono l'avanguardia del collaborazionismo italiano, incaricato di liquidare questo paese a prezzo d'incanto per i loro amichetti delle banche d'affari internazionali tenendo al contempo il popolo sotto scacco con il buonismo piagnone, criminale e filostraccione delle damazze di San Vincenzo, che ci impone di fatto l'invasione delle truppe cammellate. Perché questa è una guerra che solo in parte si sta combattendo sul fronte finanziario. Per l'occupazione materiale del territorio si impiegano ancora i vecchi metodi. L'importante è non chiamarli invasori ma migranti. Poveri battilocchi, se pensate che un esercito di invasione si accontenti solo dell'accoglienza parrocchiale, del maccherone incellofanato e dei dieci euro di ricarica. Il fatto che ad ogni angolo vi vogliano appioppare le collanine e gli specchietti non vi ricorda nulla? Chiedevi chi sono i selvaggi, gli indiani, questa volta. 

Ieri intanto è successa una cosa fantastica. Non mi riferisco alla marcia verso il Quirinale delle opposizioni stufe delle tagliole sulla riforma del Senato che, una volta giunte al colle, si sono fatte ricevere da un sottocoda qualsiasi perché 'O rre probabilmente era troppo invischiato nei propri sfaceli e non hanno nemmeno convocato la stampa estera per denunciare lo scandalo. 
Già questo vi fa capire con chi abbiamo a che fare, purtroppo da entrambe le parti. Perché, si, dài, SEL, fammi godere, fammi credere che ora fai l'opposizione al PD! Per quanto riguarda l'inquilino, ci furono altri che rifiutarono di ascoltare il popolo e leggerne i cahiers de doléances e il seguito è nei libri di storia. Parla di ghigliottine, più che di tagliole; di cannonate e lavori a maglia, più che di primarie e feste dello gnocco fritto.
No, non parlo di questo. La cosa fantastica è che ho visto un TG che normalmente non parlerebbe di Gaza nemmeno sotto tortura, aggrapparsi disperatamente ai morti palestinesi nella speranza che offuscassero lo stupro della democrazia in Italia rappresentato dal comportamento del governo. Poro Mentana e pora LaSetta, che pena mi fate. 

Tornando all'oggi, 25 luglio, la Repubblichina titola "Riforme, Renzi: 'Vado avanti. No alla dittatura della minoranza", il che fa capire quale idea distorta, questa si allucinatoria, cara ministrina, della democrazia abbiano. Quando mai una minoranza ha instaurato una dittatura? Casomai una maggioranza come quella attuale, bulgara e delirante del PD.
Loro tireranno diritto, appunto, e non è fantastico che non vi sentiate per niente minacciati? Certo, il simpaticone toscano con l'espressione un po' così, diciamo da ipersedazione, e l'acquacheta dama del Palio con gli occhioni manga non sono mica un generale cileno o una guardia rossa maoista. Eppure sono altrettanto pericolosi.

martedì 20 maggio 2014

Violeremo l'Eurozona rossa

I nemici del capitale vanno presi a calci in culo

Credo stia sfuggendo a molti un fatto di portata storica: per la prima volta la Sinistra che si presenta alle elezioni è finalmente unita attorno ad uno scopo comune: difendere l'euro ovvero, ma tu guarda la realtà romanzesca, l'estrema incarnazione dello sterco capitalistico del demonio al servizio della restaurazione reazionaria, come ammettono gli shockeconomisti nei peggiori bar di Chicago quando sono assolutamente sobri.
Ribadisco il semplice concetto chiave:

L'euro è lo strumento al servizio della restaurazione reazionaria.

Ora, se l'euro è strumento della reazione, di conseguenza dovrebbe essere il nemico numero uno della sinistra per come ce la ricordiamo. Invece no. Addirittura ne è divenuto il feticcio. Totem e tabù direbbe un sopravvalutatissimo psicoanalista viennese.
Non si salva nessuno, si è formato un Fronte unito che nemmeno per la Guerra Civile spagnola.
Che lo difendano è una cosa inaudita per chi segue la sinistra fin dai tempi dei brufoli ma gli attuali simpatizzanti ed elettori non paiono accorgersi dell'enormità, forse perché  hanno i cervellini rossi fritti persi in un limbo dal quale non riescono ad uscire e nel quale li ha spinti la fiducia cieca nel partito e nei compagni, oltre forse a qualche incantesimo della fata del dentino. 
L'eurocrazia insomma è riuscita a dare una mano di blu di prussia orostellato alle cinquanta sfumature di rosso del sangue dei lavoratori e a farle virare nel viola della vergogna.
E' vero, ci sono alcune emazie che sono rimaste escluse dalla competizione elettorale e che casualmente sono euroscettiche, come il Partito Comunista di Marco Rizzo e i vari Fronti Popolari di/della Giudea, ma me ne occuperò tra breve.
Tutti uniti quindi per l'Euro, con l'Euro e nell'Euro. Vediamo come.

Partendo dalla vostra destra, non c'è bisogno che ricordi le posizioni sull'euro di quella cosa chiamata PD, il fetusissimo serpentone metamorfico che incarna ormai a tal punto il lato oscuro che, nel prossimo capitolo della saga di "Guerre Stellari", Darth Vader scoprirà che l'anziano migliorista è suo padre. Loro sono l'avanguardia, Bischerino in testa, del PCI, il Partito Collaborazionista Italiano. Citiamo per onore al merito anche la Trimurtacci sindacale e i suoi volantini terroristici sulle conseguenze dell'uscita dall'euro, ad uso dei poveri pensionati. Confutatis maledictis.

Assieme al PD però c'è Sinistra, Ecologia e Libertà, con Madame Tojetequeicartelli che ci indica il nostro futuro stile di vita da migranti e Paravendola, che considera l'uscita dall'euro una sciagura ed esprime il concetto in puro serpentese sul giornale del #poverogramsci: «Sarebbe un tragico errore uscire dall'Euro. La predicazione populista che indica nell'euro il nemico, lo spauracchio, la ragione della nostra condizione di crisi è una predicazione che serve semplicemente a suggestionare e ad impedire di vedere il problema vero: alcuni in Italia, molto pochi, che hanno troppi euro. E troppi hanno pochi euro in tasca». Flammis acribus addictis.

I Verdi, lo sappiamo, votano per la Kellerina che ha paura che la Germania non possa vendere più i suoi prodotti perché senza l'euro diventerebbero carissimi e ai tedeschi crescerebbe la disoccupazione, meschini. Il verde, da colore della speranza è diventato quello della muffa. Lacrimosa dies illa.

Si ma, direte, c'è la Lista Tsipras, che include Partito dei Comunisti Italiani e Partito della Rifondazione Comunista, oltre a tutto l'intellettualume primavera-estate del #misinotasolosevototsipras. Quella che vuole cambiare l'Europa. Si, ma senza toccare l'euro; un po' come togliere la tovaglia a strappo senza far cadere i bicchieri. 
Ho già detto cosa penso del greco che persiste nell'ottusa e sociopatica difesa dell'arma di distruzione di massa del suo popolo nonostante ne abbia sotto gli occhi la tragedia ma ve lo faccio ascoltare, l'Alexis, così vi beate e non pensate che io abbia le traveggole:
"Se qualcuno decidesse di andare via dall'euro sarebbe la distruzione della moneta unica e nessuno lo vuole in Europa, vogliamo solo una moneta comune che sia di tutti i paesi. Dies Irae, dies illa.

Apro una brevissima parentesi. [Se vogliamo considerare il M5S di sinistra, genericamente parlando, nemmeno questo movimento è per l'uscita dall'euro, e Vespa ieri sera è stato molto abile a farlo ammettere a Grillo, oltre a far sembrare l'anziano comico un vecchio. Immagino i pensionati che votano PD perché dà loro sicurezza, rappresentando la conservazione, quanto si saranno incuriositi al discorso sulle stampanti 3D con le quali ti stampi tutto.] Chiusa parentesi. Non fiori ma opere di bene.

Se questo è il quadro delle posizioni sull'euro dei partiti di sinistra che partecipano alle elezioni europee, andiamo a dare un'occhiata agli antagonisti e a coloro che sono fuori dal Parlamento e dalla competizione elettorale europea, per vedere se magari qualcuno ha capito ma è troppo piccolo per contare qualcosa e i suoi belati non si sentono per motivi di amplificazione?
Forse tra i resti mortali dei no-global ci sarà qualche fuoco fatuo, qualche fiammella che illumina le coscienze sull' euro come strumento al servizio della restaurazione reazionaria?

Mi hanno segnalato questo intervento di Vittorio Agnoletto nel programma di Adriana Santacroce, "Linea d'Ombra". Claudio Borghi sta spiegando, con la santa pazienza che lo contraddistingue, di quanto eventualmente aumenterebbe per l'utente finale il costo alla pompa della benzina, uscendo dall'euro. Scoprire che  si tratterebbe solo di pochi centesimi, per giunta eliminabili con una rimodulazione delle accise, per Agnoletto è stato troppo. Guardate voi stessi la scena perché merita.


Altro giro, altro eroe di quei tristi giorni di Genova. Ieri sera c'era il solito talk show di regime su La7, una di quelle trasmissioni "for piddins only" che, se è la serata giusta, sembrano la cronaca di un trip collettivo dove compare Renzi circonfuso di luci psichedeliche e poi, dopo un po', sbarellano tutti, e chi osserva è tentato di chiamare il SERT perché vanno avanti per ore. Eppure chi le fa è convinto di fare informazione.
Tra la solita inutile e dannosa piddina, altri personaggi in cerca d'autore, il grillino da seviziare in diretta e il solito Cretinetti che auspicava un aumento dell'export italiano per uscire dalla crisi - come se le industrie lo facessero apposta a farsi strangolare da una moneta troppo forte - e si lamentava della lamentosità degli italiani, c'era Casarini, ricordate, quello che "violeremo la zona rossa". Ha fatto il numero di "quello più a sinistra di voi" ma niente. Nessun reminder a Cretinetti sul ruolo fondamentale dell'euro come impedimento all'export.


Toh, chi si rivede, il Servizio d'Ordine!
A proposito di G8 e di quando il serpentone di allora negò la protezione ai manifestanti pacifici (quelli pestati a sangue, non gli Agnoletti e i Capuleti) perché il partitone non volle sporcarsi il grembiulino protestando contro la globalizzazione. Guardate chi si rivede, il Servizio d'Ordine! 

Dicevo prima delle emazie. Dell'unica particella di sinistra che ha il coraggio di dirsi contro l'euro, Marco Rizzo.  Ascoltate bene come pensano tuttavia di opporsi al capitale ed alla globalizzazione. Sono immagini strazianti di come sono ridotti i comunisti in Italia.



Terribile. Ma ecco un'ultima vera chicca, un bijoux. Credevo fosse uno scherzo ma pare sia veramente il video per la campagna elettorale di Franco Arminio, candidato con il greco.




Dona eis requiem. Amen.

martedì 13 maggio 2014

Compagni di prebende

Hanno voglia i bimbiminkia renziani a dire nei salotti bene della propaganda televisiva: "Ma io non li conosco, mai visti, all'epoca stavo tra i semidivezzi o, al massimo, mi schiacciavo i brufoli". Gli anni '90 erano anche quelli di "X Files" e forse Mulder e Scully potrebbero spiegare come mai Primo Greganti, ma non solo, anche il conto Idea, per tacer di altri bei personaggini già noti alle questure, risultano vent'anni dopo ancora iscritti al Partito Democratico, che non è più il PCI ma una cosa diversa, come tengono a precisare i compagni.
"Ah, fosse per me, Greganti l'avrei perfino espulso, guardi!" diceva sdegnata la Bonafé ieri sera da Formigli, commentando la sospensione a divinis del Compagno G. Lo dice, poi però non riesce a fare il salto quantico e a chiedersi: "Già, perché stavano ancora lì a fare la campagna per Chiamparino?" Niente meccanica quantistica neppure per il giornalista che, a proposito, avendo di fronte Di Caterina, è riuscito a non fargli la domandina sulla Milano-Serravalle, giusto per curiosità.

A proposito, sulle nuove inchieste Expo & C. la migliore comunque l'ha detta Bersani, come al solito: "Le indagini vanno fatte, ma questo polverone rischia di danneggiare il Pd alle elezioni”. Ma quanto ci dispiace! Eh, lo sappiamo che alle europee vi giocate tutto quello che vi siete venduti, dall'anima vostra e delli mejo, agli orifizi dei vostri elettori e, per proprietà transitiva, di quelli di tutti noi italiani. Il motto del PD non è forse diventato "E quando ci ricapita"? 
La madonnina in rosso con poppe non ha forse detto in un fuorionda, lo racconta il "Fatto" su spiata di un cinquestelle, che "siamo una democrazia matura e possiamo anche pensare che un solo partito possa governare il Paese”? Matura nel senso di fracica, di prossima alla putrefazione, s'intende. Si narra che Cuperlo, l'esponente della sinistra che su Twitter ha un fake più a sinistra di lui, sia rimasto inorridito dalla sfacciataggine della dama del Palio nel rivendicare la grande ambizione del partito democratico, e cioè quella del Ein Partei, ein Reich, visto che il Fuhrerino lo hanno già trovato. 

Ecco perché Bersani, che ha buon fiuto ed è uomo di mondo, si preoccupa della riapparizione all'orizzonte, come un Django che trascina la sua cassa da morto, di Primo Greganti, colui che imparammo a conoscere all'epoca di Tangentopoli come Compagno G, l'unica mela marcia in bocca al serpentone metamorfico, allora ancora PCI e prima della muta nelle successive pellacce.
Ricordate come finì quella stagione, con DC e PSI annientati dalle inchieste di Mani Pulite, la nascita di Fozza Itaia e il PCI passato indenne dalle forche caudine con l'unica perdita registrata in colui "de quei che parlen no".
Perché fu salvato il bottegone e si fece finta che il PCI fosse l'unico partito onesto sì da traghettarlo nella seconda repubblica? Ora cominciamo a capirlo. Per illudere gli italiani che esistessero ancora la politica e le sue categorie ideologiche e che le classi subalterne fossero ancora rappresentate politicamente; per tenerli impegnati con lo spettacolino dell'antiberlusconismo rituale, del finto bipartitismo conflittuale propedeutico all'avvento del partito unico che, per abilità della sinistra vendutasi astutamente a chi contava, ovvero all'élite, e per manifesta inferiorità personale di Berlusconi, viene oggi identificato nel Partitodemocratico.
Quindi hanno ragione i piddini ad essere euforici al pensiero di un trionfo finale e a temere che qualcosa possa impedirlo, magari Giuseppe Grillo da Genova? Direi proprio di no.

La riapparizione di Greganti, come il nuovo passaggio di una cometa infausta dal ciclo ventennale, è segno che la finzione del sistema politico all'anglosassone sta venendo meno, ma non perché gli italiani si stanno accorgendo della commedia - magari!, ma perché non serve più a chi l'ha messa in scena. Potremmo essere al redde rationem, poveri piddini.
I poteri finanziari e multinazionali che costituiscono l'élite stanno sostituendo uno ad uno nei posti chiave i politici con i loro famigli che nulla hanno a che fare, non solo con la politica ma purtroppo con la democrazia.
Il centro del potere è sovranazionale, rappresentato in Europa dal sarcofago vuoto dell'Unione Europea che non è il sogno lucido di Ventotene ma un campionato ad armi impari tra paesi di serie A e paesi di serie B. La legiferazione e il governo della res pubblica di questi ultimi sono affidati ai trattati capestro sovranazionali che parlamenti sempre meno rappresentativi della volontà popolare approvano senza discutere. I loro governi vengono cambiati, sempre attraverso ukase esterni, con la stessa disinvoltura con la quale Madame Lagarde si cambia d'abito. Il prossimo step sarà la dichiarazione di esubero con successivo licenziamento in blocco della classe politica dei paesi satellite, con il definitivo asservimento di questi ultimi, se non accade un miracolo.

In Italia, paese retrocesso nella serie cadetta già dagli anni novanta delle prime privatizzazioni del presunto amico Mario Draghi, ora a guardia della Banca Centrale, per demolire il sistema democratico si è cominciato con lo smantellamento del centrodestra: PDL e Lega. Puttane minorenni e diamanti, delfini ribelli e cavalli golosi. Berlusconi eliminato con uno di quei bei regolamenti di conti all'interno dell'élite di cui l'affaire Strauss-Kahn è stato buon esempio.
Ciò che è accaduto nel 2011 è sempre più chiaro.  Ogni giorno ormai escono nuovi resoconti di quei famigerati negoziati di Cannes, quando il nostro destino venne deciso a tavolino tra Francia, Germania e Stati Uniti in una trattativa che non era più solo economica ma bellica. Una guerra alla quale ancora non ci rendiamo conto di partecipare e che è iniziata con l'instaurazione dei vari governi fantoccio Monti-Letta-Renzi. Loro vogliono andare a battere i pugni sul tavolo ma leggetevi come la Merkel, piangendo come una bimba e battendo i piedini per terra, ottenne le lacrime di sangue degli italiani.

Eliminato Berlusconi, l'uomo più famoso d'Italia lasciato al beffardo destino di passare il tempo con anziani non in grado più di riconoscerlo (come ha notato argutamente Carlo Freccero), la cavalcata del PD verso il potere assoluto sembrava arrivata all'ultimo gioioso giro di campo nello stadio della vittoria. Invece appare Grillo con il tutti a casa e le scatolette di tonno. Da italiani sempre bendisposti e fatalmente ottimisti ci siamo illusi che fosse veramente qualcosa di nuovo ma le elezioni europee stanno facendo emergere tutta la sua ambiguità. Del resto ce lo ricorda lui stesso: "Se non ci fossimo noi ci sarebbe Alba Dorata". Sembra "la nonna sta uscendo sul terrazzo", un bel messaggio in codice. Il ruolo del movimento è stato forse quello di sparigliare le carte, di allungare ancora per un po' il brodo della democrazia e l'illusione dello scontro tra opposte fazioni? Ha avuto sicuramente il merito di mandare in Parlamento tanti bimbi impertinenti e magari in ottima fede a gridare che il re è nudo ma ora, difendendo l'euro e quindi la dittatura dell'élite, ma partecipando al tempo stesso al gioco mediatico di far credere di opporvisi, cosa dobbiamo pensare?

Torniamo ai nostri poveri piddini. Riusciranno i loro eroi a farcela anche stavolta a salvare le chiappe e a traghettare i Compagni G, i conti gabbietta, le coop, le banche, le partecipate, i bimbiminkia e tutto il piddinume incrostatosi nei gangli del potere locale a suon di prebende? Loro, distratti dalla madonna popputa si illudono di sì ma forse bisognerebbe chiedere ai bookmakers inglesi a quanto danno la sopravvivenza di quel partito nelle scommesse ai tavoli dei pub. Una Tangentopoli 2 monografica tutta dedicata al serpentone potrebbe spazzare via ciò che era sopravvissuto riuscendo a passare tra una monetina e l'altra fuori dall'Hotel Raphael.
Mi sa che stavolta la fregatura se la siano presa dandosi come leader il Renzi, che quando si definiva rottamatore mandava il messaggio in codice anche lui, come Grillo. Lo mandava alla finanza predona che gli sorregge amorevolmente le terga e che gli ha già probabilmente assicurato una serena vecchiaia quando la democrazia passerà di moda ma potrebbe anche gettarlo via come un kleenex usato alla prima occasione se dovesse dimostrare di non capire chi comanda veramente e gli venisse in mente di voler salvare qualcuno dal bottegone che crolla.

Sarebbe bello poter osservare, sorseggiando una birretta fresca sotto un palmizio, il tremendo risveglio del piddino (nel senso più onnicomprensivo del termine) dal sogno dell'appartenere al partito degli onesti e dei seri e scorgere il terrore nei suoi occhi prima che affondi nelle sabbie mobili della storia ma purtroppo il crollo del PD, rappresentando l'ultimo baluardo del sistema partitico, potrebbe coincidere con la fine del sistema democratico.
Se fosse solo per il PD, che si fottesse, ma l'unica tenue speranza che ci rimane per salvare la democrazia è costruire una resistenza contro il progetto reazionario che si nasconde dietro la retorica europea. Appoggiare chiunque vi si opponga, a cominciare da chi si batte contro la moneta unica, anche se magari non ci piace il suo colore. L'importante è creare un gruppo, una compagnia dell'anello eterogenea ma guidata da uno scopo comune, che possa costringere l'élite, seppure nel teatrino di cartapesta di Bruxelles, ad ascoltare le voci non di classi ma di popoli interi che sono sottoposti ad una minaccia di guerra permanente dove l'approdo è solo la povertà e la schiavitù. Dobbiamo farlo in tutta Europa, dobbiamo unire le forze. Non votare alle europee o votare i collaborazionisti significa solo il suicidio.




sabato 3 maggio 2014

L'importanza delle lingue nel raggiungimento dell'Erasmus


Voi la credete morta ma il tanatogramma della sinistra registra ancora attività residua. 
Il supereroe Micromegaloman lancia l'appello e raccoglie le firme per mandare Berlusconi in galera (l'assoluta priorità di un'Italia alla catastrofe) e soddisfa così la compulsione dei compagni a contarsi, questa sorta di grooming che lenisce l'angoscia da estinzione. 

Al contempo, SEL medita di confluire nel PIDDONE, il crogiuolo nel quale vengono fusi tutti i rottami di ciò che fu il PCI, assieme a quelli della DC perché non fanno la differenziata. 
Il motivo della diaspora e della fuga da Paravendola? Gli ottanta euro di Renzi, che al cambio, in denari sarebbero trenta. Migliore che sente il fiato del migliorista sul colle, è fisiologico. Mirano a diventare forza di governo. Ma certo, al governo con Renzi e gli squali della finanza busona e gli eurocrati che lo pungolano da dietro, ma facendo finta di pomiciare con Pippo il bello per salvare le appartenenze.
Cosa non si fa per evitare un futuro da zerovirgola e favorire in ogni modo l'acquisizione dello stile di vita dei migranti da parte degli abitanti della ex quinta potenza industriale del mondo. Ce lo chiede Laura.

A proposito di durezza del vivere. E la mesta Spinelli con il suo TetroHeuroCannabinolo, che combina con il greco? Tsipras, che qualche maldipancino all'interno di Syriza nei confronti dell'euro lo sente, ha confermato che lui vuole "salvare la Grecia dentro l'euro" e che "non esiste un problema euro". Io sto provando grande compassione per il destino di quel glorioso paese ma il nobile sentimento mi vacilla quando leggo che Syriza e il toyboy delle dame di S. Vincenzo della sinistra in tournée in Italia rischiano di essere il primo partito con un leader del genere "o non capisci un cazzo o sei disonesto". 

Intanto si è appena celebrato, nonostante la disoccupazione e la precarietà alle stelle, il rito tribale del primo maggio e i compagni sono riusciti a sfancularsi perfino a colpi di concertoni con chitarrosi ribelli all'attacco del povero Renzi che più che mettere Poletti al lavoro cosa poteva fare? 
Colui che, dai e dai, alla fine ha cantato davvero "vola ragazzo lassù, vola tra l'ANPI e Pelù", dal palco del concertone 1 (quello romano ed origginale, mica quello 2 eretico di Taranto, con tutti quegli operai scassacazzi dell'ILVA), ha letto un comunicato con il quale ha accusato Renzi di fare l'elemosina agli italiani e di essere il "boy-scout di Gelli", scatenando l'ira delle sarapiche piddine ma soprattutto dell'ex glorioso foglio del PCI, scatenatosi nella nuova fregola da attenzionamento. "Ma Pelù visitò Villa Wanda!!"


Povero Antonio Gramsci, che credeva di aver visto il peggio nel carcere fascista e non immaginava cosa la sua "Unità" sarebbe diventata. Si consolerebbe forse a leggere i commenti dei lettori sotto a questi pezzi di giornalismo organico anfibio. Forse c'è ancora una tenue speranza di salvarne qualcuno.

Le soddisfazioni migliori del Piddiwatching e di quello che non è più ormai solo il PUDE come partito ma come Pensiero Unico Dell'Euro, ci giungono come sempre dalla televisione. Una settimana intensa, e vedrete da qui alle elezioni europee che crescendo rossiniano sarà. 
Lunedì intervistona in giacca e cravatta da colloquio di lavoro del famiglio Formigli a ciò che resta di Berlusconi. La domanda più interessante è stata: "Ma ce la fa Renzi??!"
Martedì, mi dicono, nel freak show di Floris grande numero di Pina Picierno con srotolamento di scontrino da ottanta euro di spesa che dura due settimane. Roba da far impallidire le performance tipo sparizione dell'anguria da accovacciata.
Mercoledì solita esibizione di Adinolfi, il tronfio della volontà e giovedì, da Santoro, l'ostensione dell'operaio, ovvero del candidato del PD, ovvero, l'ossimoro vivente. In omaggio a tutti i partecipanti, il critico d'arte arruolato nel truppone filotedesco e Zingy Stardust, l'economista più bono che bravo, il liberista a corrente alternata ("l'euro è il problema ma non è il problema, l'Europa è un'OCA ma non è un'OCA"). 

Lasciatemi spendere però due parole in più per la vera avanguardia della propaganda piddina, ovvero #canottoemezzo di Dietlinde la belva della Merkeljugend. Una trasmissione di approfondimento che sta diventando un fetish show per master and servants. Come non definire infatti  bondage estremo l'abuso continuato ai danni di un filosofo come Cacciari che già si presenta in tv con la maglietta "DIFFIDATO"? Per non parlare dell'interista Severgnini che sarebbe ora si decidesse tra il magnificare Albione o un'Europa che Albione aborrisce sempre più.  
E' in prossimità delle elezioni europee che in Lilli sta prendendo sempre più il sopravvento Dietlinde. L'altra sera, discorrendo con non ricordo più quale ospite, facile fosse il Piddinoditurno, è partito uno spottone a favore dell'industria automobilistica tedesca dal titolo "quale italiano non sogna di comperare un'auto tedesca?" Spottone con tanto di marche citate: MERCEDES, AUDI, BMW. Va bene che non era la RAI ma non era vietata la pubblicità palese nei programmi "politici"?
Il meglio però è stato ieri sera. La vittima nella vergine di Norimberga era il povero Fitto e l'esempio da imitare era la candidata piddina lingualunga e poliglotta. Inevitabile per Lilli finire a parlare di lingue e di internazionalsocialismo. (Mioddio ma quanto mi siete inconsce a volte!)
Stavano parlando di tutt'altro quando la Domina, a tradimento, a Fitto: "Lei quante lingue parla?" E lui, meschino: "Maah, l'inglese.... ma devo ancora studiarlo". La Domina, schifata, alla piddina: "E lei?" "Quattro!" 
E' così che raggiungono l'Erasmus multiplo.

(Mi scuso per il livello basso di questo post ma la sinistra questo offre. Miserie e ignobiltà.)

Addendum pomeridiano:
Su Radio Radicale (PUDE conclamata) convegno "L'Europa che faremo" organizzato dal PD. Grandinata di cazzate grandi come noci. Cerco di riassumerne qualcuna a memoria. 
Le politiche di austerità che "stanno affossando il sogno e la fratellanza e il manifesto di Ventotene" e kitemmuort? Volute e realizzate dai governi di centrodestra degli ultimi anni. (!!) Fassina che piagnucola sulla deflazione salariale ma come al solito non riesce a fare l'ultimo step e tira per la giacca Zingy Stardust e il suo ultimo libro. (Se lo dice luiii!) 
"E ora chiamiamo uno studente che ha fatto l'Erasmus!" (e te pareva). Pistolottone autoerotico del fanciullo su quanti viaggi s'è fatto e alla domanda pelosetta dell'intervistatore se, "alla luce della sua esperienza ritenga fondata la critica all'euro" lui risponde: "nooooo, io non avrei mai potuto farmi st'esperienza senza l'Europa e l'erasmus." Peccato che si sia lasciato scappate il dettaglio che lui l'orgasmus l'ha avuto a Budapest, ovvero in Ungheria, che non è nell'euro. La ripassassero prima, almeno.

giovedì 24 aprile 2014

25 Aprile a Malebolge




Questo articolo del "Fatto Quotidiano" di ieri, segnalatomi su Twitter, è da leggere tutto, perché merita. E' un momento di vertigine assoluta. Un'ebbrezza da fatina verde con punte di surrealismo al laudano. 

No, scusate, perché vorrei capire. Soprattutto dove sarebbe la provocazione.
La Lega Nord sta girando l'Italia con il "Basta€uro Tour" con l'intento di far conoscere agli italiani le motivazioni con le quali sempre più numerosi economisti, inclusi diversi premi Nobel, uomini politici e giuristi sono giunti alla conclusione che la moneta unica è ciò che sta uccidendo la nostra economia e quelle dei paesi del Sud Europa. Uno dei primi e più attivi divulgatori da anni di questo pensiero che auspica la riappropriazione della sovranità monetaria e il rifiuto dei trattati capestro imposti da un'Europa sempre più squilibrata a vantaggio della Germania e a scapito degli altri paesi, è Claudio Borghi Aquilini, candidato appunto per la Lega Nord nel Nord-Ovest ed esponente del "Movimento di Solidarietà Europea"
E' capitato che una delle tappe del tour capitasse il 25 aprile a Reggio Emilia, tutto qui. 

Qual è il problema, compagni? L'invasione del territorio? La bestemmia contro una delle vacche sacre della sinistra: l'Europa e il suo figlio deforme, l'euro? E quando è stato che siete passati dal mito della Resistenza alla mitologia monetarista? Cosa vi rode, il fatto che la destra abbia capito e la sinistra no? Capisco.
No, credo che il punto sia ancora più semplice. E' il noi contro voi, la coazione alla contrapposizione, la guerra che non è mai finita, il giapponese nella giungla. La manifestazione e l'automatismo della contromanifestazione. Il 25 aprile inoltre - assieme all'ormai quasi grottesco Primo Maggio, festa di un lavoro che non c'è più,  non è solo la celebrazione della liberazione dal nazifascismo ma un momento di autocoscienza, durante il quale, inesplicabilmente, il popolo di sinistra si sente ancora vivo, nonostante sia morto da anni. Volete disturbare questa preziosa autoterapia di gruppo insinuando il dubbio che il bonaccione bolognese abbia venduto l'Italia per ancor meno di un piatto di lenticchie? Che la sinistra sia l'esecutore materiale di un crimine contro l'umanità e della più grande operazione di ridistribuzione verso l'alto della ricchezza?

Non mi sono meravigliata che, ancora una volta, si trovi in Emilia il wormhole che permette di passare da quella che conosciamo ad un'altra dimensione dove i centri sociali e ciò che resta dei partigiani stanno sorprendentemente seppure in maniera inconsapevole, dalla parte dell'euronazismo ordoliberista delle élites.
Sono le regioni rosse che hanno giocato per decenni con il bubbolino del comunismo nell'unico belpaese, campando di rendita grazie alle lotte del passato ed al ruolo imprescindibile del welfare socialdemocratico keynesiano, ovvero la magnanimità padronale come conseguenza dell'allora minaccia sovietica.
E' proprio nel cuore di questo paradosso spazio-temporale che la sinistra può compiacersi, ad ogni festa comandata, dell'assoluta fedeltà delle due ali estreme, generazionalmente parlando, della sua fauna, ossia i giovani e i vecchi, i centri sociali e ciò che resta dei partigiani.
Gente che vive, lo dimostra la reazione delirante alla iniziativa "Basta€uro", con la testa rivolta all'indietro come gli indovini di Malebolge dell'inferno dantesco e che non si accorge che il giorno in cui i traditori dovranno ammettere di fronte alla loro insulsa base elettorale che quello stato sociale e quel benessere sono stati venduti in cambio di uno straccio di banca fallita con la quale i loschi dirigenti di partito potessero pavoneggiarsi, il giorno delll'Armageddon insomma, è più vicino di quanto non pensino.
Gente che non ha ancora compreso che l'euro è lo strumento di oppressione del capitalesimo su tutte le classi esclusa l'élite del famigerato 1%. Che stanno vincendo i padroni semplicemente perché la sinistra è salita sul carro del vincitore della lotta di classe.


Eppure il tempo per capire c'è stato, così come abbondano i mezzi per acculturarsi sui motivi della catastrofe. Una montagna di articoli, libri e video per chi ama solo le figure.
La crisi globale è iniziata nel 2008 (sono oramai sei anni) e la sua onda di tsunami ha raggiunto l'Italia nel 2011, con la nota guerra dello spread, la cacciata del nemico pubblico numero uno e l'instaurazione (ma nemmeno questo hanno capito) di un governo fantoccio della Troika dopo l'altro. Ora sono euforici perché i superpadroni hanno permesso ai traditori di prendere in mano il volante e far baloccare il loro Pinocchio di ciccia con l'automobilina a pedali, mentre loro hanno in mano i veri comandi.
Hanno appena approvato una legge sul lavoro che scimmiotta, probabilmente in peggio, la legalizzazione della deflazione salariale tedesca ma sono tranquilli perché l'inutile ministro del lavoro è un personaggio pittoresco alla Maurizio Ferrini, il tipico comunistavistamare della tradizione emiliano-romagnola.

I partiti della sinistra difendono disperatamente l'euro perché non riescono ad ammettere di avere sbagliato, come sostiene Alberto Bagnai? Certo, è una razionalizzazione come quella del compagno che sostiene che i traditori non sono "veramente" di sinistra, che "questa non è la sinistra" e "la sinistra non esiste più".
Il fatto che ciò che più di sinistra abbiamo in Italia, centri sociali e associazioni partigiane abbiano reagito pavlovianamente all'unisono all'intrusione della verità nel loro casello di meccanismi di difesa dall'angoscia del crollo del sogno, dimostra invece che proprio della sinistra si tratta e di quella DOP. Quella governativa e quella ancor più irreale che si affida al leader straniero che fa tanto internazionalismo flambé.
Perché il nazionalismo, l'avete sentito il centrosocialista nell'articolo, è il male. Il nazionalismo e la combutta, nel sacro giorno dell'antifascismo, con il fascismo (nonostante che, dopo l'inversione dei poli magnetici, Marine Le Pen sia più a sinistra di Fassino e Fassina). No, compagno, la sinistra esiste ed è quella che ci ha traditi. Mommy was very bad.

A proposito di mezze stagioni che non ci sono più. Guardate questo estratto dal TG4 (avete letto bene, TG4).


La cosa più memorabile di questo ottimo servizio (grazie a Mario Giordano) è Fabio Fazio(so) che striscia sulla scrivania di 'o Rre. Guardate l'orrore in Grecia, ascoltate chi non fa che raccontare l'evidenza dei fatti cercandola di farla vedere anche ai ciechi che vogliono continuare ad esserlo. E poi confrontate ciò che vedete con la propaganda piddina che ammorba l'aria con i suoi percolati di menzogna ogni sera dai telegiornali considerati altezzosamente più seri del TG4.

Ma siamo ancora al destra-sinistra? Finché non vi sarà in Italia una santa alleanza trasversale contro il nemico comune, e cioè l'ordoliberismo e il tallone di ferro dell'euro, saremo ancora costretti a ragionare nei termini desueti di destra e sinistra.
Tradotto in soldoni, la destra ha capito, la sinistra no. Traiamone le conseguenze alle prossime elezioni europee. E per i mali di pancia c'è l'Antispasmina Colica.

giovedì 10 aprile 2014

Grulli e pupe


Poteva, la dolce dolce Alessandra Moretti, costretta di recente a pronunciare in TV la parola (sconosciuta alle piddine timorate) "pompini", non venire risarcita con un ticket per una poltrona Fraulein in Europa, non essendosi qualificata per un ministero per un ette? E potevano altresì non venire beatificate e poste sotto il ceruleo manto orostellato dell'UE altre fenomene del PD come la Mosca, la Bonafé e la Picierno? Di queste prime quattro abbiamo ammirato diverse performances televisive che ce le fanno qualificare a metà tra l'OMG (Oh My God) e il WTF (What The Fuck). 
La Mosca, bionda economista Lettiera e moritura per l'euro dalla voce soave come una smerigliatrice, la Bonafé in quota emiliane letali, sottocoda di Bersani assieme alla Moretti. La Picierno, una specie di Carmen La Qualunque dalla bocca larga e dalle idee ancora più letali delle emiliane di cui sopra.
La signora Chinnici non ho il piacere di conoscerla e spero vivamente che sia la migliore del bigoncio se no annamo bene proprio.
Cinque donne che il PD manda a Bruxelles affinché compiano i crimini dell'eurodittatura ai danni dei PIIGS. Ragazzi, ma qui è tornata la famiglia di Charlie Manson e non ci avevano avvertiti.

Stasera ho ascoltato sul solito PD Channel, la tele purpurea di vergogna di Cairo, l'esponente del M5S Giulia Sarti affermare che si candidano certe soggette solo perché donne. E' vero, è il fenomeno delle "inquantodonne" che ho già descritto in precedenza. Al che la Moretti, dall'alto dell'eurolista, ha detto che le donne del PD sono candidate perché hanno tutte delle storie. Tese, immagino.
Intanto però Matteorenzi, detto tutto in un orgasmo, alla Formigli, con la scusa delle quote rose di 'sta minchia e secondo il principio dell'inquantodonna acchiappapiddini ha piazzato tutte le sue groupies nei punti strategici. Compreso l'allucinante Nardella sulla poltrona ancora calda del suo culo di sindaco di Firenze.
Lo avete mai ascoltato il vicesostitutobischero discorrere sull'euro che avvantaggia il turismo, soprattutto nel cambio con il dollaro? E' roba pesa, a vostro rischio e pericolo, attenti perché dà dipendenza. Grulli e pupe, insomma*.

Del resto, se guardiamo alla fine ingloriosa che hanno fatto le donne del governo Letta, con la Cancellieri, la pagaiante e la De Girolamo kaputt, la Kyenge beccata con conti da decine di migliaia di euro alla faccia dei fratelli neri che muoiono di fame e la Bonino colpita e affondata dalla vicenda dei Marò, dovremmo sostenere che le donne lo fanno meglio? Per non parlare di Madame Tojetequeicartelli con le sue tagliole e del vario cucuzzaro femminile posto in otto ministeri del governo Renzi. Anche lì un ampio repertorio di appartenenti alla nuova frontiera della misoginia: le piddine. Affiancate solo da pochi esemplari scelti di altre categorie molto amate: la sciuretta e la zia ricca. 

Promettono bene anche queste. Come la Pinotti alla Difesa (tanto cosa c'è ormai più da difendere in Italia?) che ha un'idea leggermente confusa dell'utilizzo dei cacciabombardieri, e la Guidi (Sviluppo Economico) con il  "Marchionne è un privato e la FIAT può fare ciò che vuole".
Tecnicamente queste non sono nemmeno donne, sono privilegiati femmina perché vanno al potere in quanto pezzi di apparato di partito e membri dell'élite. Saranno bravissime a battersi in Europa per difendere i propri privilegi, infatti.
Ah, dimenticavo. C'è un leggerissimo problema con il virus Ebola in Africa e in Europa si stanno approntando misure di controllo contro il propagarsi del contagio, tipo negli aeroporti. La Lorenzin, oltre ad impararsi a memoria i bugiardini per ammazzare il tempo e far sera al ministero, pensa di fare qualcosa anche in Italia o verrà introdotto l'obbligo di lingua in bocca con il migrante ebolizzato se no sei razzista? 


* Ringrazio Giuseppe, lettore di questo blog, per avermi regalato questa definizione.

martedì 8 aprile 2014

Il carrozzone e il boomerang

fonte

Una mia curiosità: secondo voi sono credibili i sondaggi che, quasi all'unanimità tranne quello pubblicato sul sito Scenaripolitici (qui sotto) che lo dà al 27,9%, piazzano il PD ben oltre il 30%, soglia notoriamente psicologica per le elezioni in Italia? Percentuali vicine a quel 34,4% del 1976 che provocò manovre atlantiche di dissuasione anticomunista molto efficaci? Tuttavia allora era il PCI di Berlinguer, appunto, erano ancora comunisti. Ora sappiamo che il PD è cosa assai diversa. Un mutante nato miracolosamente dall'incontro carnale contro natura tra la lotta comunista e il capitalismo. Un bimbo che è tutto suo padre. Il Gatto Atlantico ormai si fida del bamboccio, che è cresciuto all'insegna dei sani principi del neoliberismo hardcore.

Se confrontate i dati del sondaggio di SP riguardanti gli altri partiti con quelli della tabella qui sopra, essi risultano abbastanza omogenei. Solo per il PD vi è una differenza, una forchetta (facciamo i fighi) che arriva, per SWG con il suo 35,0% tondo tondo, a ben 7 punti in più. Non è poco.

fonte

Alle ultime elezioni europee del 2009 il PD raccolse il 26,1%. Alle ultime politiche del 2013 ottenne il 25,42% alla Camera e il 27,43 al Senato. L'intenzione di voto che emerge dal sondaggio di Scenari Politici è coerente con quelle percentuali, mentre gli altri sondaggi attribuiscono al PD, di fatto, un aumento di quasi dieci punti percentuali in un anno

Sapete, è come quando le agenzie di scommesse cominciano a notare che tutti stanno puntando su un cavallo o un concorrente di un reality, e tutti dalla medesima città ed alla stessa ora. Scattano gli allarmi.
Non sto dicendo che i sondaggisti che vanno in TV o pubblicano sui giornali stanno tirando la volata al PD, ovvero al PUDE, ci mancherebbe, e nemmeno che SP sta facendo il contrario, oppure che qualcuno di questi sondaggisti non sa fare il suo mestiere. Solo che questo dato mi incuriosisce. Mi ricorda tanto l'effetto bandwagon, ovvero il presentare un partito come vincente sperando che l'attitudine ovina di certi elettori li faccia confluire tutti nel suo corral. L'effetto collaterale del bandwagon è l'effetto boomerang. Ovvero che prevalga la componente asinina dell'elettorato, quella che lo fa impuntare di fronte al cancello del corral.

In ogni caso sarebbe curioso che il PD ottenesse gli stessi voti del 1976 nonostante abbia stravolto completamente la sua natura, da partito comunista difensore della classe lavoratrice ad esecutore materiale del trionfo del capitalismo assoluto. O anche l'elettorato comunista ha compiuto una mutazione genetica di massa, una clamorosa inversione a U verso il capitale e contro i propri interessi, e dovremmo pensare in questo caso al successo della più grande operazione di brainwashing della storia, oppure i sondaggisti telefonano sempre ai soliti pensionati piddini, gli unici che ormai trovano in casa di giorno.

Per anni abbiamo tacciato di farloccaggine i sondaggi che davano a Berlusconi numeri da Imperatore dell'Universo. Ecco, ora non vorrei che in piena fregola da Dittatura del Piddinariato, non si vedesse il nandrolone pompato in certe percentuali dai muscoli troppo pronunciati e dalle performance da record mondiale. Io, per cavarmi i dubbi, un test antidoping lo farei.

A questo punto vi propongo anch'io un sondaggino. Nessuna valenza scientifica, ovviamente, vista l'esiguità del campione, ma solo un'altra mia curiosità da soddisfare, se volete.
Anche qui potete rispondere alla cazzo. Perché gli intervistati lo fanno e spesso, oppure tendono a rispondere secondo ciò che percepiscono come socialmente desiderabile. Ovvero ciò che l'intervistatore si aspetta che loro rispondano. Il carrozzone va avanti da sé.


Berlusconi a sorpresa si schiera con gli euroscettici. Alle elezioni europee tu:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
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mercoledì 26 marzo 2014

Per Elysium



Ridete, ridete, poveri necrofori incaricati di trasportare il cadavere della sinistra al crematorio per poi spargerne le ceneri sulle rovine del nostro paese.
Avete notato come l'eternamente immusonita Garbo della CGIL si scompisci quando ha vicino i Gauleiter difensori del primato tedesco che impongono i sacrifici ai lavoratori italiani? Ricordate quanto si divertì al tavolo dei padroni con Monti, tra un astice e un "coeur d'ouvrier à la sauce suprême"?
Sapete perché irRenzi ride così, pensando alle sue riforme? Perché gli hanno promesso un posto su Elysium. Una di queste sere lo vengono a prendere con il carro trainato dai ciuchini.

Vedete, in contrasto, il teutonico Schultz apparentemente immune all'ilarità piddina che lo affianca? Non è che non comprenda il fine umorismo renziano che titilla i rigidi neuroni della sindacalessa, è che è troppo preso dalla serafica contemplazione mistica dell'ennesimo trionfo della volontà del suo paese, vero caso di psicosi latente applicata al concetto di nazione.
Ad ogni modo ce ne sarà anche per la sinistra tedesca, non dubitate. La sua idiozia ci ha regalato due nazismi e due guerre in un secolo esatto. Grazie, non dovevate, ma la prossima volta io tifo Morgenthau. Un bel ventennio di ritorno all'arcadia non vi farebbe male. E nei cofani delle Mercedes ci potete coltivare le patate.

Dice, ma sei antitedesca. Embé? Che loro sono filoitaliani, con i loro stramaledetti compiti a casa? Considerate più amichevole un black mamba o Schauble?
Sei antieuropea. Si, sempre di più e me ne vanto. L'ormai odioso "inno alla gioia" (de che?) mi da il vomito e me ne fotto se è del Ludovico Van. In culo pure a lui. Io rivoglio il mio paese e voglio uscire da questo incubo.
Ma il problema non è l'euro, come dice il direttore di un giornale, non il giornalaio sotto casa, ovvero Antonio Padellaro. No, il problema è proprio quello ma i sinistri di merda ci ridono sopra.
L'euro non è un problema nemmeno per Grillo. Ok, pazienza, si voterà Giorgia Meloni o la Lega, adesso vediamo. Peccato non poter votare Marine Le Pen. Adieu mon ami, je t'aime moi non plus.

Ma così non sei di sinistra. Ebbene, vi darò un dolore ma mi sono dimessa da sinistra. Sono l'esempio vivente che dall'essere di sinistra si può guarire.  Voi state pure a piangerci su, a rollarvi le Spinelli e a farvi i fogni lucidi con i lotofagi greci,  io sono già lontano, oltre. Se vi schiodate potete anche raggiungermi.

giovedì 13 marzo 2014

Lauro ad honorem

Ottanta euro in più in busta paga entro la fine di maggio, ha annunciato irRenzi. Casualmente a maggio si vota per il casting dei camerieri, sguatteri e maggiordomi del Quarto Reich per il reality "Chi vuol essere morituro". Il proconsole sindaco di Acchiappapiddini, paese gemellato con l'Acchiappacitrulli di Pinocchio, è terrorizzato dall'onda montante antieuro e usa il vecchio trucco di Achille Lauro: regalare all'elettore la scarpa destra prima del voto e promettere di consegnargli la sinistra a voto dato. Vota sinistra per la sinistra. Una "sinistra utile all'Europa", come l'ha testé definita il turpe Vaciago nel salottino di Santoro.

I piddini, che non credono in nulla tranne che nel loro mondo votato al più bieco conservatorismo e completamente privo di eventi straordinari, perciò allucinatorio, abboccheranno in massa al mirabolante prestigio del David Copperfield di Michelangelo. La moltiplicazione dei pani e degli euro senza poter battere moneta. Il vaghissimo sospetto che si tratti di una cosmica presa per il culo e che quegli ottanta li risputeremo prima che il gallo canti, non passerà loro manco p'a capa. Non sono mica piddini per caso.

Io gli ottanta euro non li vedo nemmeno se ci credo. E non voterei la sinistra che serve all'Europa nemmeno, non dico per questo paio di orgasmiche Loubutin, ma per tutta la collezione completa.


mercoledì 26 febbraio 2014

Il Matteista


Ormai lo sapete che l'Untino del Signoraggio mi ispira paragoni con Norman Bates, quello che pareva tanto un ragazzino a modo, un figlio modello ammamma e invece. 
Trovo interessante ed anche inquietante il message in a bottle del neo-premier a Luigi di Maio, con quel passaggio repentino dal tutto stampatello al corsivo; un cambio di mood, segnalato dallo scarabocchio (anche qui) che denota una certa instabilità emotiva e il desiderio di apparire a tutti i costi adeguato ad un ruolo che forse non ha ancora del tutto assimilato ed introiettato (le troiette non c'entrano). 
Due scritture, due Mattei, una pericolosa dissociazione o tendenza alla bipolarità? Anche se in lui convivono in maniera abbastanza conflittuale ma coatta il democristo e l'apparatchik da regione rossa, non parliamo di doppia personalità, per l'amor di Dio, roba da film. Era emozionato, dai, e ha pasticciato un po' pizzineggiando. Era la sua prima volta in un luogo sconosciuto, il Parlamento e respirava l'aria un po' troppo ossigenata ed euforizzante della democrazia.

Ieri l'Untino è riuscito finalmente a diventare premier e ve lo tenete, a meno che il suo amato partito non trovi il modo di affondarlo poco dopo il varo. Anche il Titanic sembrava inaffondabile e invece. 
Vista l'espressione di Letta nipote durante il passaggio di campanella e ieri alla Camera dove ha tentato disperatamente di rubare la scena con una passerella stile "bambole non c'è una lira" assieme al redivivo smacchiatore, fossi in Matteo camminerei con il culetto ben rasente al muro. Dopotutto Letta è nipote si, ma mica è Paperino e Matteo non è Gastone, nonostante le apparenze.

Oltre alla grafologia mi ha colpito l'alto tasso di bugie nel discorso alla Camera, un lunghissimo pistolotto da consiglio comunale che, sospetto, da sindaco di Firenze avrà fatto diventare un Palazzo già Vecchio, decrepito. Accanto a lui c'era una ministra bionda in evidente stato catatonico, che ha mantenuto per tutto il discorso una facies assolutamente amimica. Chissà se era noia o l'estasi renziana? Quella in cui era caduta invece in maniera conclamata una delle sue groupie, lo Speranza, che ha donato il suo voto e forse anche un brandello di animuccia, al suo Matteo, in nome di tutti gli adepti della setta piddina, assolutamente incapaci di accorgersi delle tante bugie e fanfaronate del loro eletto del Primariato.

Ho provato a contarle le millanterie, le contraddizioni (maiuscolo o corsivo?), le confabulazioni, ma il numero mi ha sovrastato. Anche riguardo alla pseudologia fantastica è un berluschino, nonostante il maestro conservi tuttora uno stile inarrivabile. 
Infatti l'allievo non arriverà mai al sublime "vi tolgo l'IMU" in serpentese fissandovi dritto negli occhi attraverso la TV. 'Tacci sua. Il ragazzo è solo un buon incantapiddini, della razza dei mentalisti, quelli che ti fanno credere di aver indovinato la carta e ti strappano un ammirato "ma comme fa?" 
Se dovrà solo tirare a campare in attesa della cavalleria andrà anche bene. Quello che è certo è che non conta certo più di Letta. Come lui serve come la serva ma all'occorrenza lo getteranno come un kleenex. E nei vendicativi e giustizieri libri di storia non sarà ricordato più del morituro per Maastricht.
Renzi chi, quello con l'accento toscano dei cioccolatini dell'imitazione di Crozza?

sabato 22 febbraio 2014

Semicupio dissolvi #thisinotmygovernment


Dopo aver letto la lista dei ministri, viste le loro facce (mi soffermerei sull'inquietante effetto ipnotico-sedativo dello sguardo della Madia associato alla parola semplificazione) e soprattutto pensando a ciò che hanno intenzione di fare, cose che gli stuPiddini maledetti non immaginano neppure, si avrebbe solo voglia di entrare in uno stato catatonico senza fine. Quell'effetto di pietoso loop mentale che ti dava la lobotomia prefrontale.
Vi prego, ditemi che è un brutto sogno dal quale non riusciamo a svegliarci o il peggiore dei bad trip.
Eccolo, il governo delle sinistre per salvarci dal quale Silvio era sceso in campo tanti anni fa. Grazie Silvio, grazie tante eh, chissà come avremmo fatto senza il tuo aiuto. Comincio a pensare che, oltre che interista, tu sia sempre stato un compagno nascosto. E' questo che hai confessato a Don Matteo quando ti sei chiuso in confessionale con lui l'altro giorno?
Tutto il peggio piddino: le cooperative rosse, le partecipate, l'apparato e i funzionari di mestiere, soprattutto le funzionarie mioddio, il peggio democristocomunismo tosco-emiliano di merda. Sembra la cucina della Festa dell'Unità con le azdore. Sono bravi, non c'è che dire. Riusciranno, in articulo mortis, a farmi diventare più anticomunista di McCarthy.

Ci sono le donne. Aaaah, si, allora stiamo tranquilli. Guarda la Madia. Guarda la Lorenzin. Guarda le funzionarie. Ma ci sono i ggiovani. Aaaah, allora l'unico problema è l'eventuale dementia praecox, quella senile rimane confinata in altre stanze. Scusa ma l'elettorato di centrodestra è garantito dalla presenza degli alfaniani. Annamo bene. Padoan è uno che l'economia la conosce (lo dice Bagnai e tendo a credergli), ma allora la cosa non è affatto rassicurante perché significa che l'unico atto che non dovranno sbagliare a fare sarà compiere la rapina del millennio, il più grande trasferimento forzoso di fondi privati da uno stato all'altro in tempo di pace. 
Parliamoci chiaro, questi babbei capitanati dal Capobabbeo, dal pallonbischero Beatrice, vi toglieranno i soldi e vi tasseranno fino alla morte Greek Gnamgnam Style, si, anche voi che avete 5000 euro sul conto corrente e quindi chevvefrega, per coprire i buchi delle banche TEDESCHE. Capito?
Ve lo ripeto e più giù in fondo al post c'è anche il disegnino: la Germania ci ha portato dentro l'euro e finanziato affinché diventassimo suo mercato di sbocco e comperassimo le sue auto naziste di merda che bippano se vi avvicinate troppo agli altri automobilisti e come le mettete in moto vi intimano di "non farvi distrarre dal sistema". Siccome però le loro banche hanno esagerato con i derivati e con i finanziamenti a paesi del Sud Europa che nel frattempo stavano strangolando con l'austerità (pensate che furbi) facendoli diventare sempre più insolventi e, side effect non da sottovalutare, gli USA sono incazzati perché le Deutsche Banken le hanno foraggiate di dollari ma il buco diventa sempre più grande, ecco che è partito l'Operazione Rekuperen Krediten.
La Germania, così ben rappresentata da quella sciatta e ottusa Mutti culona che nemmeno il genio di Fassbinder avrebbe potuto immaginare come metafora del degrado tardo-capitalistico del suo paese (altro che la Maria Braun-Hanna Schygulla) rivuole i suoi soldi e, tanto che c'è, si dedica alla depredazione di quella ricchezza altrui che ha sempre invidiato e che, periodicamente, si impegna con tutte le sue forze, militari e/o economiche, a rubare agli altri paesi. Bentornato Piano Funk.

Non è odio antigermanico. E' la sconsolata dichiarazione di fallimento di ogni tentativo di estirpare la mala pianta dell'imperialismo mercantilista dalla testa della classe dirigente industriale tedesca. Lasciate una sola fabbrica in Germania e dopo un po' scoppierà la guerra in Europa. E' scienza. Morgenthau l'aveva capito.

Ora, torniamo ai nostri pupazzetti colorati. Sarà divertente guardarli tergiversare esattamente come il governo Letta, perché l'alternativa è dover arrivare a toccare il loro elettorato democristocomunista di merda.
Perché gli strozzini non aspettano e non li tieni mica buoni con l'Orchestra Le Fruste di Romagna, la piadina con lo squacquerone e il dibattito continuo. Prima o poi sarà inevitabile anche arrivare alle chiappe degli statali, privatizzare le partecipate, decimare sanitari pubblici e insegnanti, postali, smantellare i loro sindacati venduti, mandare a lavorare i dignitari di partito e quelli che campano sul fatto che avevano il nonno partigiano. A quel punto vedremo se l'elettorato democristocomunista di merda si accorgerà di quanto aveva ragione la classe operaia ad aver voltato le spalle per prima e a schiacciare la testa a questo orrendo serpentone metamorfico che è la sinistra italiana.
E' la loro maledizione. Si sono venduti ma prima o poi dovranno urlarlo ai quattro venti. Saranno esposti con tutte le vergogne di fuori. Nudi nella loro infamia di vermi traditori collaborazionisti.

Loro sperano che arrivi il deus ex machina, che la Germania magari decida di lasciarci andare o che la Francia di Marine rovesci il tavolo europeo, e sono convinta che, in tale evenienza, tengano pronta la carta Prodi che, come ci ha portato dentro la camera a gas, potrebbe tirarcene fuori, passando paradossalmente dal ruolo di carnefice a quello di salvatore della patria. Sarebbe la beffa più atroce e non me lo auguro proprio perché questi meritano di pagare per ciò che hanno fatto con la scomparsa totale e definitiva dalla politica. Che il PD sparisca per sempre dell'ignominia e le sue rovine morali siano cosparse di sale.

Ho già scritto al Dottor Berlusconi una volta chiedendogli di abbracciare ufficialmente la causa anti-euro. Mi rivolgo anche al padronato del Cinque Stelle affinché si avvii all'imbarco (grazie Carmen) lasciando perdere le stronzatielle della decrescita. Sarebbe un'occasione storica per il primo di riscattarsi come uomo e statista facendo diventare finalmente utili le sue televisioni e per il secondo di non farci più sospettare che il Movimento sia solamente una valvola di sfogo per il malcontento manovrata dagli stessi che il malcontento lo provocano con le loro politiche di austerità. Se entrambi si decidessero, perdio, avendo il coraggio di mandare all'aria il governo golpista piddino e costringendo 'O Re a indire nuove elezioni, non ci sarebbe storia. Vittoria a valanga. Venite a bordo, cazzo!!
Anche se non avrò alcun problema ad aiutare la Lega di Salvini o Fratelli d'Italia o chiunque altro alle prossime europee, mi piacerebbe avere l'imbarazzo della scelta tra i partiti anti-euro. O non avete proprio voglia di sbarazzarvi veramente del regime? Non voglio credere che chi ha preso il potere sia talmente forte da non consentire alcuna speranza. Non lo crederò mai.

Se vi piace RT l'hashtag #thisinotmygovernment

A sinistra il PIL tedesco, a destra l'esposizione di Deutsche Bank sui derivati.
(fonte ZeroHedge)

martedì 21 gennaio 2014

La grande sintonia e il figliolo del Perozzi


Siamo nei giorni post Teano 2.0, dopo la celebrazione del matrimonio omoutilitario tra il vecchio e il giovane, tra Luke e babbo Fener e il passaggio definitivo del serpentone metamorfico al lato oscuro. La loro "grande sintonia" consiste nel farsi una legge elettorale su misura, manco fosse un Caraceni, dal nome inquietante "Italicum" che ricorda il treno Italicus, che mira a blindare per sempre il partito unico in una dittatura del modernariato ideologico governata secondo i principi della shock economy. Senza partitini tra i maroni, tranne quelli che si adatteranno a fare da pilotine alle ammiraglie della ditta Renzusconi senza alcuna garanzia, però, di essere ammessi nelle stanze del potere. Senza nemmeno ingerenze dell'elettorato cafone nella scelta della servitù mediante fastidiose espressioni di preferenza per chicche e sia. Bipolarismo perfetto (in senso psichiatrico) e zuppone alla porcara per tutti.  Un paese taglia unica modellato sulla XS perché l'extralarge farebbe male alla Germania.

C'è solo un leggerissimo problema. Renzi, fino all'altro ieri, pronunciava a Porta a Porta il Game Over per Berlusconi, l'odiato nemico sul quale il popolo piddino era stato addestrato a farsi i dentini, e ora ci slinguazza assieme.
Ovvio che la Rete sia scatenata nel trovare ogni possibile contraddizione tra il pensiero e l'azione del sindacoditalia. Perché sembra un luogo comune dire che la Rete non perdona, ma è vero. La Rete è come il figliolo del Perozzi: vede tutto, nota tutto e scrive tutto. Con il fiuto di un cane da tartufi va in cerca della contraddizione, dell'incoerenza del politico, che poi viene sputtanato coram populo dagli avversari politici (in questo caso Grillo) come dai semplici utenti dei social network. Ne uccide più il copia&incolla che la spada. Così è gara al trovare la citazione, la dichiarazione e il reperto video.
Oltre che per Renzi ce n'è comunque anche per il Pippo Civati, pure lui beccato in contraddizione dai segugi: 18 gennaio: "Il tentativo (ovvero l'incontro con Berlusconi) di Renzi è giusto"20 gennaio "Un errore incontrare Berlusconi". (segnalato da Luca Ceccarelli).

L'unico rimasto a difendere eroicamente con il suo fuciletto a tappo il fronte della sinistra decenza pare essere per ora Cuperlo, del quale pubblico, non si sa mai un giorno dovesse smentirsi, questo tweet e che oggi si è drammaticamente dimesso da presidente del PD:
Un altro critico è Fassina che, a caldo, aveva espresso un sentimento molto forte, la vergogna per ciò che era accaduto durante l'appuntamento al buio tra i Renzusconi. Oggi però, nonostante le recenti dimissioni a seguito della fischiata del "Fassina Chi?", riapre già la porticina: "Riconosco che ha fatto un ottimo lavoro [ibbischero, n.d.a].  Dopodichè poniamo dei punti di merito".  E' quasi cotto a puntino.

Dal canto loro i piddini semplici, intesi come simpatizzanti ed elettori, a seguito della visita a domicilio dell'ex nemico, con tanto di baci e abbracci, tè e pasticcini con il neosegretario, sono in gran parte assai laceroconfusi ed hanno  l'espressione di Margherita Buy nelle "Fate ignoranti" quando scopre che il defunto maritino in vita si trombava Stefano Accorsi. Alcuni hanno perso la favella, altri miagolano timidamente ed altri ancora accennano il turpiloquio all'insegna del monellaccio. Non si segnalano comunque né forconi né torce in fiamme al largo dei bastioni di S. Andrea delle Fratte.

Io mi meraviglio che si meraviglino. Ossia mi fa specie che vi sia chi non riesce a capire che il PD è una slot machine che ti illude di poter vincere un paese nuovo e diventare ricco ma in realtà ti ciula ogni volta i due euro e in più alla lunga ti rovina con la ludopatia delle primarie. Primarie che non sono altro che un'operazione di democrazia cosmetica della serie: voi votate per me che poi io faccio come cazzo mi pare, poveri grulli.
I membri del partito, invece, quella fauna toscoemiliana generatrice del mostro cattocomunista, alla quale è stato concesso l'onore di dare il colpo di grazia alla nuca della sinistra italiana, lo sanno benissimo che quella contro Berlusconi era una ventennale guerra di facciata, come dimostra la presenza, allo storico incontro dell'altro giorno, di Letta zio, quello presente anche la volta che il serpentone giurò di non toccare le televisioni a Silvio. Non si scappa, è tutto a verbale su YouTube.

venerdì 10 gennaio 2014

La materia di cui sono fatti i piddini



Oggi, grazie alla televisione busona e soprattutto ai TG che mi hanno offuscato la raccolta completa dei cinegiornali Luce dei tempi di Benito,  (menzione d'onore al TG di Mentana), incassiamo:

1) La minaccia del ragazzo con l'orecchino di peerla (nel senso di Vendola, non di quello di Chicago) di sciogliere SEL e confluire nella broda del PD. Sai che cce frega. Meglio, uno di meno. Tanto l'Italia è già una Repubblica taglia unica;

2) La minaccia fantasma delle candidature, alle prossime elezioni, di Chiamparino, Giorgio Gori e, vabbé, Berlusconi che ancora ci crede;

3) La minaccia, questa volta seria, da parte dell'India, di applicare la pena di morte ai due fucilieri di Marina. Con la Bonino che darà la colpa ad Alfano di non essere stata informata perché troppo intenta a battere l'asta dei gioielli di famiglia che fanno tanta gola agli squali internazionali;

4) Marchionne e la leggenda della FIAT che si compera la Chrysler (a patto che tutti i vantaggi dell'operazione rimangano in America ma questo la FIOM fa finta di non saperlo); l'incontro tra Letta e il mostriciattolo di Firenze che manco Teano e, appunto, le lodi sperticate stile C'incul-pop al Saccomanni che svende agli stranieri le Poste, Fincantieri e, speriamo, anche sua sorella;

5) Il coming-out di Brunetta, che ha confessato, ieri sera da Santoro, di essere keynesiano. Uno di quelli nascosti, che non diresti mai; 

6) Il sostegno della Camussa (alla genovese) alla boiata del Job Act, che segue l'apertura, per conto del sederino degli altri, di Landini al medesimo. Gli ultimi decisivi acquisti del mercato d'inverno del turboliberismo. Con i piddini che non lo considerano un tradimento ma una giusta "trattativa". Tanto, appunto, il culo è il nostro. Non ci crederete ma, nel loro ambiente naturale Facebook, in quella specie di Isengard dove si forgiano le armate degli troll volontari del partitone che, alla domanda: "Chi è il vostro signore?" rispondono "R-en-ziiii", sono andati avanti per ore oggi pomeriggio a difendere quei cialtroni dei loro rappresentanti politici e sindacali.

E infine:

7) La Fornero che plaude al Job Act, il quale è approvato dalla Camussa.

L'avete chiuso il cerchio?


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