sabato 11 dicembre 2010

Quelli che...


Quelli che con un bella manifestazione passa tutto, anche il cancro berlusconiano.


(Sono quelli che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi ma che credono di convincere qualcuno a rivotarli con qualche torpedone organizzato, le bandiere, il "Bella Ciao" che francamente ha rotto il cazzo, il re dei trombati Veltroni che invece di nascondersi tre metri sottoterra ancora sta lì a fingere di essere un leader, il segretario Sor Pampurio con D'Alema poco lontano, e le migliaia di partecipanti che ancora si scomodano per questa dirigenza di merda invece di prenderla a roncolate. 
Soprattutto si illudono che Berlusconi, vedendoli nella loro miseria, nella loro innocuità politica, nel loro inguaribile gattopardismo, si spaventi e parta per Antigua.
"Mandiamolo a casa". Ma annatevene voi affanculo.)

venerdì 10 dicembre 2010

Alemanno


Sei precario e un po' sfigato
anzi no, sei proprio giù, sei proprio giù
niente da fare, da sperare
un posto no, un posto no, niente lavoro

Ma che cosa vai dicendo, non conosci il rimedio
se sei amico, camerata o parente

Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All'Ama te, all'Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeran perfino te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2

Che bello essere l'amico di
Ale-manno
che fico esserne parente
sai Fernando
se durerà sarà una pacchia
con Ale-manno
tutti all'Ama e all'Atac, Roberto


Ti troverà un posto lui
Alemanno
E anche per lei, e anche per zio Fernando
All'Ama te, all'Atac lui
un posto fisso ci sarà
assumeranno anche te, Roberto.

(Alemanno, Alemanno
Ale ale manno, ale ale mannooo.) x2

da cantare a karaoke su "Alejandro" di Lady Gaga.
E non preoccupatevi. Buttafuoco stamattina scrive che a causa di questa parentopoli Alemanno è spacciato ma tutti a Roma dicono che dopo di lui (di Alemannoo) verrà Bertolaso.
Aridatece Nerone, praticamente.

mercoledì 8 dicembre 2010

I capponi di Renzi


Il fatto è noto. "Rottamator" Renzi, il sindaco un po' pieraccione di Firenze, è stato ad Arcore a parlare con il vecchio da rottamare - forse per un preventivo, e il piddì se n'è avuto per male. 
"O icché tu ci facevi ad Arcore, brutto sudicione?" ha strillato Bersani, come una moglie gelosa, al suo sindaco. 
"O Nini, mica ci sono andato per i bunga bunga", gli risponde il furbetto, tra gli scrosci di applausi e il "zan, zan" dell'orchestra.
E' così la politica oggi. Un continuo avanspettacolo, con il segretario del presunto partito d'opposizione a far da spalla al sindaco comico emergente. 
Renzi è andato ad Arcore da Berlusconi. Embé? L'ha fatto per Firenze, mica per piacer suo. Ci si interroghi piuttosto sull'identità dei quattro capponi portati in dono al papi. D'Alema, Bersani, Veltroni e Fassino?

lunedì 6 dicembre 2010

Dal retropensiero al giallo all'incontrario


Una ragazzina manca da casa da giorni e non si sa che fine abbia fatto ma questo è un giallo alla rovescia, un giallo il cui nastro sta scorrendo all'indietro, facendo percepire suoni sinistri ed inquietanti, come quei rock satanici che si dice siano nascosti nelle innocue canzonette.
L'unica cosa certa è che la ragazzina è sparita, non si trova. Non abbiamo ancora formalmente un delitto né un movente preciso perché manca la cosa più importante,  la vittima, il cadavere.

Ma è poi così importante avere un cadavere se questo è un giallo all'incontrario, dove si parte dalla pena di morte inflitta all'indiziato anzi, a tutta la categoria alla quale appartiene e, con il tasto premuto del rewind, scorrendo tutta la vicenda all'indietro, forse ad un certo punto troveremo il momento del delitto? Ma ci importa veramente di sapere come è andata se sappiamo già chi è stato?

Questo è un giallo all'incontrario perché tutti sapevano già chi erano i colpevoli prima ancora che fosse stato commesso il delitto. Qualche giorno fa, era appena scomparsa Yara, l'adolescente casa-scuola-palestra molto tranquilla di Brembate, provincia di Bergamo, e qualcuno dalle frequenze di Radio Padania aveva già scritto il finale del giallo. 
“I lavoratori extracomunitari sono senz’altro persone oneste, ma siccome il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato, qualcuno di loro si faccia avanti per togliere questi retropensieri”. 
Non hanno pensato che, purtroppo, a fare del male ai bambini non sono più solo gli uomini neri delle favole ma uomini (e donne, a volte) di tutti i colori della tavolozza e di tutti i gradi di rispettabilità e sospettabilità. Senza contare che, in casi come questi, il colpevole è spesso molto vicino a casa, scuola o palestra, più vicino di quanto si immagini. Ti ha osservato a lungo, magari, prima di colpirti ma siccome la mancanza di sospetto per l'uguale è sempre un non sospetto radicato, nessuno soffre di questi retropensieri.

Ad ogni modo, se il cadavere non si trova,  i  media necrofili, deamicisiani e astuti si portano avanti con il lavoro e si cucinano il colpevole o presunto tale di un delitto che ancora formalmente non c'è. I media ci raccontano cosa vogliono che sia successo. Cosa sarebbe meglio che fosse successo per poter giustificare il nostro sempre più feroce razzismo. 
Così ci raccontano un brutto film, un film dell'orrore metropolitano di quelli che ci fanno più paura. "Loro vengono qui a rubarci il lavoro e a violentarci le donne", scrivono le braccia rubate a Farmville su Facebook. E i media annuiscono: "E' proprio così". Raccontano di misteriosi furgoni bianchi che girano per le strade guidati da uomini che molestano le minorenni. 
Uomini che molestano le minorenni. Roba proprio solo da marocchini. Ci vorrebbe un bell'esercito per strada, magari gli squadroni della morte.
Combinazione, e si dirà che quelli della radio avevano visto giusto, come i precog della precrimine, c'è un extracomunitario indiziato di sequestro, omicidio ed occultamento di cadavere. Si, è vero, assieme a lui sono indiziati un paio di italiani ma questo, nel nostro giallo all'incontrario, è un dettaglio. Non perdiamo di vista il principale sospetto, anzi la categoria alla quale appartiene. Gli altri sospetti non contano. Non distraiamoci.

Ma è veramente andata così? 
Mentre scrivo pare che la posizione del marocchino indagato stia alleggerendosi fino ad una possibile scarcerazione per mancanza di prove.
Forse il nastro si è inceppato, bisogna riguardare il film dall'inizio. Da quando forse una ragazzina tranquilla  ha seguito  persone da lei ritenute innocue perché erano, ad esempio, persone che conosceva o aveva visto spesso negli ambienti che frequentava. Gente che non avrebbe avuto problemi a seguire perché di loro si fidava e che mai avrebbe creduto potessero farle del male. Magari dei coetanei o quasi.

Una sola preghiera. Vorrei sentire, chiunque sarà il colpevole finale, straniero, italiano o padano, comunque qualche parola forte contro una società che titilla il retropensiero pedofilo di tanti potenziali stupratori proponendo sui media adolescenti ancora bambine come prede sessuali ad ogni ora del giorno. Contro una società assetata di sangue che richiede la sua dose giornaliera di vittime femminili come un drogato all'ultimo stadio. Un paese dove il gettare le donne nei pozzi o nei fossi dopo averle usate sta diventando terribilmente frequente. 

Vorrei, una volta che fossero identificati i responsabili di un delitto che ancora non c'è, se per pura ipotesi fossero italiani, anzi padani, magari tranquilli borghesi e "bravi ragazzi di famiglia", che nessuno passi dall'impiccalo più in alto al chiamarli semplicemente "balordi". Che non venga a nessuno in mente di far diventare un atroce delitto, siccome è stato commesso dai nostri figli, una "bravata".  Lo so che i media e i bravi cittadini padani non lo farebbero mai ma non fateci caso, è solo un mio retropensiero. 

mercoledì 1 dicembre 2010

La televisione italiana e la cura Silvio


Ma che sta succedendo agli italiani che guardano la televisione? Se analizziamo i dati degli ultimi ascolti televisivi c'è da stropicciarsi gli occhi diverse volte. Non ci si crede.
Il TG1 del gerarca Minzolini perde spettatori a rotta di collo e a sue spese guadagna Mentana con il suo TG monocratico ma sicuramente ben fatto e che non parla solo della stagione degli amori del muflone muschiato ma di fatti.

A guardare Saviano e Fazio, strameritevoli senz'altro per aver fatto cultura ed informazione in prima serata ma, diciamolo senza timore di bestemmiare, con un programma tanticchia prolisso,  un campo minato a paraculaggine dove c'era sempre il rischio di saltare in aria, c'erano in certi momenti quasi 19 milioni di persone a seguirli davanti allo schermo. La media di ascolto dell'ultima puntata è stata di nove milioni di telespettatori.
L'ultimo fatto incredibile ieri sera. Sempre sulla RAI è tornato il teatro dopo 33 anni con "Filomena Marturano". Mariangela Melato e Massimo Ranieri a recitare Eduardo. Più di cinque milioni di telespettatori. E' vero che altri cinque milioni guardavano nel medesimo tempo "I Cesaroni" ma è pur sempre un fatto quasi incredibile.
E noi che credevamo che i telespettatori fossero dei poveri dementi decerebrati atti solo a farsi venire il cervello a squacquerone grazie alle tette & culi gentilmente offerti in quantità industriali da Sua Berlusconità. Una massa di superficiali dalla testa simile a quella cosa che nun vo' penziere.

Sono anni che sostengo che la gente sarebbe ben felice di guardare dell'ottima televisione, se solo gliela si desse. Quando hai assaggiato la Sacher all'Hotel Sacher difficilmente ritorni alla Viennetta.
Io e quelli della mia generazione siamo venuti su a sbadilate di cultura trasmessa dalla televisione. 
La tv ci ha fatto da scuola. Abbiamo imparato le lingue e perfino a leggere e scrivere, grazie a San Alberto Manzi, protettore degli analfabeti e primo adorato maestro catodico di milioni di cinquantenni.
Il venerdì sera avevamo il teatro e le fiction portavano in casa i classici della letteratura. A cantare per noi c'era Mina, mica Nebruz, with all respect.
Se siamo diventati più cinefili di Tarantino è grazie ai "cicli" dedicati ad attori e registi. Intere filmografie, da Kurosawa a Bergman, Fellini e John Ford ed ai corsi di cinema trasmessi all'ora di pranzo. Tra parentesi, ho notato con piacere, stasera, che La7 commemora Monicelli trasmettendo un suo film e un documentario a seguire. Come usava una volta. Teniamo presente che nel 2009 il decennale della morte di Stanley Kubrick è passato totalmente sotto silenzio. 
Era la televisione di tanto tempo fa, certo. Roba da vecchi.  Però, come ha dimostrato la Spagna qualche anno fa, quando ha tolto la pubblicità dalla tv pubblica e ne ha fatto uno strumento di cultura, lasciando la fuffa e le minchiate alla tv privata, la gente si è buttata sulla tv pubblica e gli ascolti di quest'ultima sono impennati. La cultura è sempre attuale, non invecchia mai.

Da noi sono più di trent'anni che lo spettatore è sottoposto, immobilizzato sul divano, alla cura Silvio. Obbligato a farsi piacere, anche per forza, la gnocca che piace a Sua Bassezza, quella pettoruta e dall'encefalogramma piatto. Addestrato  a sbavare come il cane di Pavlov con la televisione dei guardoni fino a farsi quasi venire per reazione la crisi di rigetto verso il sesso sano e praticato. 
Torturato dalla pubblicità (cinque minuti di programma o film  e tre di spot) lo spettatore non ha scampo perché tutta la televisione si somiglia, dato che il virus ha infettato tutti i canali. Non poteva che essere così, giacché se ci fossero stati dei canali intelligenti o semplicemente normali, la gente non avrebbe mai abboccato all'amo del venditore di fuffa ed al suo progetto politico.
La RAI ha dovuto abbassarsi a diventare una succursale della TV Spazzaturaset (un giorno capiremo una volta per tutte che non si può pretendere da chi ha fondato un regno sulla monnezza di liberarne una città) e da servizio pubblico si è trasformata in termovalorizzatore di contenuti, cultura e divertimento normale e non pervertito in senso voyeuristico. Desidero inviare, a questo punto, un vivo e sincero ringraziamento di cuore alla sinistra italiana che ha contribuito a consegnare la tv pubblica nelle grinfie del Grande Guardone senza opporre resistenza. 

Ora però qualcosa forse sta cambiando. Esiste notoriamente l'effetto boomerang e, come per la Cura Ludovico, l'overdose di oscenità e stupidità sta cominciando a far vomitare i telespettatori sul tappeto acquistato con la televendita. I programmi che solo qualche anno fa avrebbero fatto ascolti da percentuale di albumina perché culturali ed "impegnati" ora sbancano l'Auditel. E' una reazione ed è vivaddio tremendamente sana e normale. 

Avrei una curiosità sperimentale. Chissà come sarebbe sottoporre Silvio alla sua stessa cura. Una roba molto Abu Graib, me ne rendo conto,  legato alla sedia con gli occhi pinzati a guardare 24 ore al giorno Italia1, deprivato del sonno.
Quanto credete che resisterebbe? Non lo so, essendo abituato a "Ballarò" e a Santoro forse non molto. Sicuramente, dopo ore di "well, well, well" di Duffy  arriverebbe ad odiare la pubblicità e perfino la gnocca con tutto il cuore. Dell'Utri mi fé, disfecemi Belen.

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