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sabato 20 luglio 2013

Born to be GRNP

La nail-art sulle dieci piaghe mi mancava.

Sono costretta a ritornare sull'argomento dell'ultimo post perché un commento su Twitter di MenteCritica mi ha fatto notare una cosa che in un primo momento mi era sfuggita. 

Parlando della diretta dal Senato per la questione "Salvate il Pupo Angelino", ieri raccontavo appunto della clamorosa serie di interventi del presidente del Senato Grasso a censura del capogruppo M5S Nicola Morra:

"NON SONO AMMESSI RIFERIMENTI AL CAPO DELLO STATO". "E' INVITATO A LASCIARLO FUORI". 

Va bene, tutto ciò è perfettamente compatibile con l'ipotesi tetragramma, che prevede la non nominabilità invano di Colui Che E' troppo sacro per pronunciarne il nome.
Ma come la mettiamo con l'altra affermazione rivolta a Morra, che stava riportando alcune dichiarazioni di GRNP:

"LEI NON PUO' CITARLO".

Diciamolo, nemmeno YHWH aveva mai osato tanto. Qui, perfino i midrashim più spericolati non offrono aiuto circa l'interpretazione di un tale principio di inviolabilità non solo della persona ma del verbo.
Non lo si può citare? E come si può tramandare l'insegnamento di Colui Che E' senza pronunciarne la legge e con essa benedicendolo ogni giorno per gli insegnamenti che ci ha dato, studiando il significato anche più recondito della sua parola?

Ma forse sono io fuori strada. Non stiamo parlando di  sacre entità ma di uomini affetti da meschinissimo culto della personalità.  E forse, anche qui, nemmeno Enver Hoxha aveva osato tanto.

Va bé, va, è sabato ma è pure sabato sera. Vai con la musica.

 

venerdì 19 luglio 2013

Non nominare il nome di GRNP invano

Mark Rydens, "YHWH"

Stamattina diretta dal Senato per la votazione SalvaAlfano Beghelli sul caso "Studio culturale sull'Italia a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan".
La solita pregevole serie di figurine di merda, tali da suggerire alla Panini, se posso permettermi, di realizzarci al più presto un album per la raccolta, per la gioia dei nostri bimbi e a futura memoria.
Abbiamo ascoltato un indimenticabile Letta, capace come al solito di parlare per ore senza dire assolutamente niente. 
E poi, partendo dal menoelle, piddini che sembrano atterrati oggi dopo aver trascorso un semestre su Marte. Simil-distinguo in puro princisbecco, circonvoluzioni dialettiche del tipo Alfano è innocente, però la poverabbambinadiseianni. Insomma il PD e il suo doppio (ti voto a favore ma tu dimettiti) e il tormento piddino anzi profondo sgomento di Laura Puppato che non vota contro Alfano ma si astiene (no, di dietro ti prego, no). 
Mica è finita. E' stato sciorinato il repertorio completo delle facce da culo di SEL, in Parlamento grazie alla comunella elettorale con il PD e premiata con il piazzamento della Boldrini alla Camera ma che ora recita il ruolo dell'opposizione dura e pura proprio contro il PD. Non li conoscessimo da ex elettori di questa sinistra potremmo ancora stupirci di queste giravolte.

Dall'altra parte, quella di Sparta che non ha proprio niente da ridere, giustificazioni della serie "a casa la sapevo" e "signora maestra, il gatto mi ha mangiato il quaderno" degli impuberi dell'Asilo della Libertà che, dopo la nipote di Mubarak, lo sappiamo, sarebbero disposti a credere a qualunque cosa gli racconti Silvio. La loro linea di difesa è stata che Ablyazov è una specie di Kaiser Soze, ricercato nel suo paese perché  ha mafiato con la finanza e ha fatto fallire una banca (detto nel paese dei Monte Paschi e dei Ligresti è il colmo) e che il Kazakistan di Nazarbayev è una vera culla della democrazia. Macché dittatura! Infatti sia Berlusconi che Prodi intrattengono ottimi rapporti con questo nobiluomo kazako.

Si è sentito di tutto, credetemi.  
Abbiamo assistito alla dichiarazione di sottomissione del rappresentante della SVP al PUD€, facendo intuire una già avvenuta gioiosa annessione della regione autonoma germanofona al Quarto Reich Bimillenario.
Scelta civica che, dopo aver lasciato scorrazzare la Merkel in triciclo per tutte le stanze economiche e finanziarie d'Italia ed anzi avendole lasciato pure le chiavi di casa, lamentava una certa invadenza molesta del Kazakistan. 13 senatori della Lega si sono astenuti, bontà loro. E' finita 226 no contro 55 si e 13 astenuti.

Ma il meglio della giornata è giunto con l'intervento di Nicola Morra, capogruppo del M5S che, appena pronunciate  le seguenti parole: "...chi sta sul Colle", è stato immediatamente zittito dal Presidente del Senato Grasso con queste incredibili parole: "NON SONO AMMESSI RIFERIMENTI AL CAPO DELLO STATO". "E' INVITATO A LASCIARLO FUORI". "LEI NON PUO' CITARLO".
Morra è stato fin troppo signore e non ha risposto. Ha terminato il suo onorevole intervento citando l'anniversario della strage di Via d'Amelio, con i senatori del M5S che sventolavano l'agenda rossa di Paolo Borsellino. Grasso ha censurato pure loro. Poi ha dato la parola a Schifani. Fantastico. Nemmeno una sceneggiatura di Elio Petri.

Comunque andiamo in vacanza con una certezza. Non abbiamo né un presidente né un re. Abbiamo un tetragramma. E non siamo più una democrazia. 

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