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lunedì 15 dicembre 2014

A metà del viaggio con l'acido kalergico


"Le costituzioni e gli assetti politici della periferia sud dell'Europa, stabilitisi all'indomani della caduta della dittatura fascista e condizionate da quell'esperienza, presentano un certo numero di caratteristiche che le rendono inappropriate ai fini di un'ulteriore integrazione nella regione.  Le costituzioni mostrano una forte influenza socialista, che riflette il peso politico che i partiti di sinistra acquistarono dopo la sconfitta del fascismo." 
(fonte: "The Euro area adjustment: about halfway there", 2013)

Nei giorni scorsi diversi malfidati hanno avanzato l'ipotesi che il jobs act renziano fosse stato copiato pari pari da un documento programmatico di Confindustria dell'anno scorso, che ne conteneva i desiderata per quanto riguarda le riforme del mondo del lavoro. La cosa mi ha fatto ricordare che, riguardo alle riforme strutturali dello Stato, come l'abolizione del Senato, si era fatto invece riferimento qualche mese fa ad un paper uscito nel 2013 dal ventre di J.P. Morgan, il cui titolo può essere tradotto in "Gli aggiustamenti dell'eurozona: siamo a metà strada" e dal quale è tratta la citazione iniziale.

Più oltre il documento citato affermava:
"Vi è un crescente riconoscimento dell'estensione del problema [la democrazia, ndr], sia nel centro che nella periferia. Il cambiamento inizia a verificarsi. La Spagna ha intrapreso un percorso per risolvere alcune delle contraddizioni del periodo post-franchista grazie alla legislazione dell'anno passato che ha permesso un più stretto controllo fiscale della regione ma, per il resto, al di fuori della penisola iberica è accaduto ben poco.
Il test chiave nel prossimo anno [2014, ndr] avverrà in Italia, dove il nuovo governo ha una chiara opportunità di intraprendere significative riforme politiche. Tuttavia, nei termini della nostra metafore del viaggio, il processo di riforma politica è appena incominciato." (fonte citata) 
Il discorso è sufficientemente chiaro o ci vuole l'albo con le figure da colorare? Ci sono ancora dubbi sul fatto che l'austerità sia la garrota stretta attorno al collo affinché molliamo la democrazia alla quale ancora ci aggrappiamo? La speculazione finanziaria degli spread a cui seguono i "fate presto" degli sguatteri è il pungolo elettrico che serve al medesimo scopo.
Dovrebbe essere evidente ormai anche ai dolci di sale cosa siano le riforme. Il tentativo da parte delle élites, che si servono del braccio armato finanziario, di tornare ad un ordine mondiale preindustriale, ad un medioevo in bad trip da acido kalergico.
Che vengano additate le costituzioni democratiche (lasciamo perderne l'aggettivazione "antifascista", preferisco quella "democratica") come problema ed ostacolo al superamento della crisi, provocata del resto dalla stessa neoplasia che è la finanza deregolamentata di cui J.P. Morgan è una nota metastasi (vedi alla voce subprime), è una cosa di una gravità inaudita. Non è più solo l'anticomunismo rituale di stampo atlantico ma il desiderio di spazzar via anche gli ultimi residui di capitalismo dal volto umano che è stato il keynesismo delle politiche economiche espansive e del ruolo dello Stato come controllore e prestatore di ultima istanza. E' un autentico attacco al cuore dello Stato, ovvero nostro e di tutti i popoli liberi ed è perpetrato in subappalto da personaggi che sono disposti a tutto, anche a distruggere il proprio paese, pur di essere ammessi a qualche superloggia elitaria per soddisfare la più bieca delle vanità personali.

Ebbene, i giornali periodicamente lo scrivono, quelli di sinistra se ne scandalizzano pure, come se non fosse il segretario del PD, colui che bestemmia la parola sinistra dall'altare dei media, a fare le cene eleganti con il Tony Blair consulente di J.P. in veste di ispettore del "come procedono i lavori", al tavolo con le insulse damine del Palio, in un quadretto quasi satanico di trattativa per la compravendita di anime. Lo scrivono ma poi non succede niente.
Eppure è lì nero su bianco. Il problema non è economico ma politico. Insomma il problema siete voi.

La struttura del mondo è un multilevel. Credevamo fosse l'Europa all'apice del potere ma Bruxelles è l'ennesima dependance abitata da servi. Basta guardare Barroso, Van Rompuy e Juncker. Il cuoco, l'autista e il maggiordomo. Ancora più su di Bruxelles e in ogni luogo c'è il club ristretto dei super ricchi che creano il denaro dal nulla e a noi dicono che non ci sono i soldi. Nonostante creino denaro con la pietra filosofale dei derivati, vogliono i nostri soldi, i nostri risparmi, perché sanno benissimo che quella si che è ricchezza vera. Gente che tiene in ostaggio il mondo e ormai, con i freni del delirio di onnipotenza saltati, è in piena rotta di collisione con Dio.
Non ci vuole più Europa. Quello è uno slogan superato. Ci vuole più reazione, più ancient regime. Ce lo chiede J.P.Morgan. E ormai i governi post-democratici italiani scrivono sotto sua dittatura. 



venerdì 19 settembre 2014

Knights who say "NI!"


La domanda del sondaggio era: "La Scozia dovrebbe essere indipendente?" La maggioranza ha risposto SI.

Un momento: 58+52= 110. 
Ecco, lo vedete che è una cosa impossibile?


"Comunque la pensiate e anche se vi concediamo di votare, alla fine vinciamo sempre noi."


P.S. A meno che, un Regno Unito unito non sia maggiormente auspicabile per far più male alla UE e mollarla al suo triste destino. Nigel è contento...




lunedì 17 marzo 2014

Democrazia è quando popolo fischia


Eh già, le zie ricche europee e i neo-cons (nel senso francese) d'oltreoceano si sono beccati nu bello pernacchio alla De Filippo dall'orsetto crimeo, deciso a restare vicino a mamma orsa russa. 
Perché mai un referendum svoltosi in maniera regolare, a detta degli osservatori stranieri (ma diranno che quelli cinesi non valgono come i loro bambocci dell'OCSE), non debba essere rispettato nel suo risultato solo perché questo fa male al re, dovrebbe rendere chiaro all'osservatore il carattere pericolosamente sociopatico ed antidemocratico della politica estera occidentale; di questo impero ultradecadente impegnato nella quarta guerra mondiale per il nuovo secolo americano ovvero del trionfo del capitalismo assoluto e dell'instaurazione del Reich delle multinazionali. 

Non è difficile capire perché i referendum di autodeterminazione debbano essere evitati, annullati o dichiarati in fuorigioco. Perché oggi c'è la Crimea e domani, chissà, la Gran Bretagna potrebbe chiedere ai sudditi di sua maestà se desiderano dare un calcio all'Europa e la permanenza nella garrota unica dei trattati europei potrebbe venir sottoposta, nei paesi nei quali fosse previsto, a revisione mediante referendum.

Scusate, cari i miei sociopatici: il golpe ucraino della raperonzola bionda con i suoi contractor-boys vale e l'autodeterminazione del popolo crimeo a maggioranza russofila non vale? Certi pur discutibili primi ministri eletti dal popolo possono essere esautorati con un golpetto ben assestato sul coppino ed al loro posto possono venire imposti degli avventizi non eletti ma da voi nominati e sul vostro libro paga? 
E' il principio di indeterminazione applicato al concetto di democrazia. Un referendum è valido o non valido a seconda del punto dal quale lo osservi. Capisco ma non mi adeguo.
Per me, e per qualunque essere pensante e raziocinante, democrazia è quando popolo fischia.

La Fuhrerin Merkel ha notoriamente una fottuta fobia dei cani.
Guardate che gran pezzo di cagnone molto karasciò è andato ad annusarla, pora bestia.
Io co 'sto Putin tra un po' me ce fidanzo.




venerdì 31 gennaio 2014

Il 29 piovoso di Madame Tojetequeicartelli




Vedete come la reincarnazione di "Roma Fascista" dell'anziano balilla interpreta la giornata di mercoledì, che passerà alla storia come quella della "ghigliottina" applicata dalla Presidenta alla Camera. Un bel 29 piovoso in stile Luigi Bonaparte. Bella metafora, la ghigliottina, chissà che non sia di buon auspicio. Altri giornali e tv la chiamano "tagliola" ma a loro piace di più ghigliottina. Li capisco, è l'inconscio che gli suggerisce che prima o poi finirà tutto lì.
Uno appena sceso da Marte che leggesse il fogliaccio penserebbe che il problema dell'Italia, invece che il partito bestemmia e la sua siderale infamia, fosse Casaleggio.
Non ascoltate mai le dirette parlamentari da Radio Radicale? Male. Aiutano a capire che certi giornali, per come le riportano, sono appunto cartaccia per pulire i vetri.

E' utile riassumere i fatti accaduti. Un governo illegittimo, formato da personaggi illegittimamente nominati e assurti ad un potere quasi assoluto, grazie ad un atto di sottomissione all'interesse particulare del mercantilismo europeo, e che governano il popolo con il distacco emotivo di un governo straniero di occupazione, ha imposto con la forza della prepotenza e a colpi di incostituzionalità ad un parlamento dove gli unici contrari sono stati il M5S ed altre tracce di opposizione, l'ennesimo ukase zarista.
Dietro la dicitura del decreto IMU-Bankitalia, come dire Mele-Pere, si cela infatti un fenomenale trucco contabile a favore della nostra banca centrale, già in precedenza privatizzata, per permetterne la ricapitalizzazione al fine di ingrassarne gli azionisti privati e, ma forse è solo un dettaglio, farsi bella grazie al doping in occasione delle prossime olimpiadi dei banchieri per le gare di stress test dei suoi atleti di punta, tra i quali l'Unicredit di Profumo e l'Intesa di Passera. Sempre la fragranza dozzinale delle solite banche di partito che, assieme al mitico Monte Paschi, senza la periodica mungitura della vacca statale e la rapina al contrario ai danni dei cittadini, sarebbero già fallite. Too pig to fail. Capìteli, c'hanno delle banche, porelli.

Tutto qui? Non solo, purtroppo. Secondo Nino Galloni, questo provvedimento nasconderebbe una minaccia ancora più grave per l'interesse nazionale, in quanto sarebbe una sorta di assicurazione contro il ripristino della piena sovranità monetaria dell'Italia in caso di uscita dall'euro.
Infatti, se le quote di Bankitalia, ferme ai 156 mila euro di valore del 1936, passassero ai 7,5 miliardi di euro voluti da Saccomanni, risulterebbe tecnicamente assai arduo, in caro di euroexit, rinazionalizzare la banca centrale, atto indispensabile per riappropriarsi della sovranità monetaria.
Se ciò fosse vero, in confronto il dividendo del 6%, quindi fino a 450 milioni di euro di profitti l'anno per gli azionisti privati, ovvero le "loro" banche, risulterebbe non più di una mancia. Senza contare che, grazie al decreto del Saccomanni ridens, le quote della Banca di Italia potranno essere vendute a soggetti stranieri purché comunitari. Una banca centrale (s)venduta a chi ci sta facendo la guerra economica. Non male, non male. Senza contare il problema dell'ORO, questione se possibile ancora più preoccupante.
Vi ricordo che il problema italiano è Casaleggio.

E così, visto che la posta in gioco dei padroni era alta e l'opposizione populista stava facendo il suo lavoro, l'imparziale sellina si è chiusa in camera caritatis con il barbudo fraticello piddino e si è deciso di fare il colpaccio. L'esponente del partito dell'unico partito di estrema sinistra rappresentato in parlamento, lo ricordo in caso lo aveste dimenticato, ha avuto l'onore di eseguire gli ordini.
La cosa comica è che gli elettori piddini sono stati raggirati utilizzando gli stessi argomenti che avrebbe usato Berlusconi con i suoi: il ricatto dell'IMU. E' stato fatto loro credere che se non si faceva come voleva il partito (non sono mica stati a spiegare loro la faccenda di Bankitalia nei dettagli), la morte sarebbe venuta su grandi ali nere sui proprietari di prime case che avrebbero dovuto ripagare l'IMU. A questi deficienti (nel senso degli elettori) non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che pagheranno lo stesso e ancora di più con la (s)TASI. Perfino Mentana ha dovuto smentire in diretta TG il barbudo che affermava l'infame bugia senza che, inspiegabilmente, il naso gli si allungasse a dismisura.

A questo punto dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che il PD al governo, assieme, ma questo è un dettaglio, all'Artist formerly known as Nano, è quanto di peggio si potesse immaginare.
E ovviamente Boy Giorgio è il sovrano ideale per questo regno di latta, per questo governo fantoccio da Manchukuò. Vero governo di occupazione incaricato dal nemico culone di fare l'inventario della robba da fottersi e poi di levarsi gentilmente dai coglioni e far governare direttamente a lui.
Dovrebbe inoltre essere ormai chiaro che il tradimento è funzionale, oltre al salvataggio delle loro banche fallite e di quelle dei loro amichetti di cordata, dei loro imperi locali fatti di partecipate, municipalizzate e cooperative della minchia, che nascondono la vocazione capitalistica al profitto dietro alla scusa del "servizio pubblico" e del "controllo sulla cosa pubblica", esercitando ovunque il principio dell'abuso di posizione dominante. Ho visto cose che voi umani...

Purtroppo, visto che la mens sinistra è governata dai meccanismi di difesa, ti capita, discorrendo amabilmente con i compagni residui, che ti dicano, oltre all'ormai classico "ma questa non è mica più sinistra", addirittura che "Napolitano non è mai stato comunista". E capita anche che, utilizzando un altro vecchio arnese della psicanalisi, l'identificazione con l'aggressore, la soldataglia piddina canti l'insopportabile "bella ciao" mentre stupra la democrazia in parlamento e il mostrino di Firenze si appresta a rottamarne il cadavere ancora caldo per consegnarne i trofei ai collezionisti pervertiti della finanza.

A proposito, grazie Silvio per averci salvati dal governo delle sinistre. Non ti perdonerò mai.



lunedì 6 gennaio 2014

Poracci, i piddini


Ieri Pierluigi Bersani ha avuto un malore a casa sua, causato dalla rottura di un aneurisma cerebrale, ed è stato ricoverato per essere sottoposto ad un delicato intervento per ridurre l'emorragia ed applicare un clippaggio di routine all'arteria cerebrale colpita. Gli è andata bene che era un aneurisma sacculare e non a manicotto, commenterebbe il solito medico cinico alla Dottor House.
In tale circostanza era d'uopo al massimo il "tanti auguri di pronta guarigione, Bersani, torna presto al tuo lavoro e alla tua famiglia". Stop. Nessun ulteriore sdilinquimento e vesti stracciate perché, in fondo, altre migliaia di persone nello stesso momento stavano subendo la stessa sfortuna e, soprattutto perché, l'empatia, per essere sincera, deve essere una cosa spontanea e non a comando. Già abbiamo dovuto cercare disperatamente di farci diventare simpatico Schumacher per l'incidente che gli era capitato e adesso anche Bersani. 
Ripeto: in certe occasioni, a parte una cortese solidarietà di circostanza, è anche concesso, intimamente e democraticamente, di fregarsene. Non possiamo mica soffrire per tutti i potenti che finiscono all'ospedale come i comuni mortali.
Gli anglosassoni, in queste occasioni, se la cavano egregiamente con tre parole: get well soon. Hai detto tutto e non hai bisogno di dire altro e va bene sia per il parente, che per l'amico e per il vicino di casa. Perfino quelli un po' stronzi. Nei rapporti sociali non sociopatici dovrebbe funzionare così.

Invece no. La sobrietà non è di questi tempi e di questo paese dai sentimenti rococò e borderline. E soprattutto non è appannaggio dei piddini che, sempre pronti alla battaglia in difesa del partitone dalla coscienza sporca, hanno colto l'occasione per grufolare assai dentro la disgrazia del loro leader, richiamando la Guardia Nazionale Piddina, dirigenti e soprattutto simpatizzanti, che hanno partecipato inconsapevolmente - se no non sarebbero piddini, ad una squallida campagna propagandistica opportunistica.

Cosa è successo, quindi?
Appena si è avuta la notizia del malore di Bersani, nel pomeriggio, su quella fogna a cielo aperto che è Facebook e in parte è anche Twitter, anche se quest'ultimo, in confronto al regno dei gatti pucciosi e del rinfanciullimento collettivo, è un agorà ateniese, si è diffusa la leggenda metropolitana che il web era pieno di auguri di morte all'ex segretario del PD.
Ecco l'odore inconfondibile che assomiglia molto a quello dolciastro dell'obitorio. E se parli di obitorio parli di avvoltoi e di altra fauna necrofaga. In più, certe frasi sono come il fumo in una stanza con l'allarme antincendio. Quindi, se uno legge una cosa del genere, con le sospette generalizzazioni di rito, che fa? Va a controllare, anche se sa che non sarebbe necessario, perché il tono era quello della precrimine di Philip K. Dick: "Vi dichiaro in arresto per i futuri auguri di morte all'onorevole Bersani". 
Io, di queste minacce ho trovato poco o nulla, se non una pagina dei soliti commenti bischeri da pagina dei commenti sul "Fatto Quotidiano", oggetto del provvidenziale e non casuale post di una delle meno autorevoli testate di minchia del web che da ieri viene ripostato e retwittato dai piddini; dalle blogstars di partito che scrivono tutte le stessa cosa manco fossero veggenti, fino ai più infimi boccaloni simpatizzanti, come fosse la prova definitiva del crimine commesso di lesa maestà.

Vedete, se ci ripigliamo un attimo, capiremmo che prendere come oro colato e speculare su ciò che scrivono i disadattati su Facebook e gli altri social, ovvero sui luoghi virtuali che hanno sostituito le istituzioni manicomiali; disadattati che su ogni cosa vomitano il loro disagio sociale e le loro frustrazioni, a mio modesto parere ciò si ravvisa come circonvenzione di incapace, ma tant'è. 
Chi sa di avere a che fare con chi sragiona non lo segue certo nel suo delirio, né attribuisce ad esso razionalità, a meno che non voglia strumentalizzarlo.
Ed ecco ciò che andava fatto. Ciò che si doveva dimostrare era: 1) che Bersani era ancora un leader amato; 2) che è una brava persona (excusatio non petita); 3) che il mondo odia il PD. 4) Che sono i grillini ad augurare la morte a Bersani. 5) Che al PD bisogna portare rispetto. 
E quando ci ricapita, devono aver pensato.
Insomma l'imposizione a legnate della solidarietà e l'atto di sottomissione verso "uno di loro". E, già che ci siamo, ricordare a microcefali unificati l'incidente stradale di Grillo. Perché loro sono democratici e non portano rancore ma ancora je rode e tutto diventa occasione di agire la militanza. Quella militanza inutile, delirante e sociopatica che consiste nella celebrazione autoreferenziale del partito che sta distruggendo l'Italia e di uno dei peggiori governi italiani di tutti i tempi.

Poracci, i piddini. Si sono dimenticati di quello che hanno sempre vomitato contro gli avversari in vent'anni ("la Carfagna che fa i pompini" della Guzzanti gridato in piazza, solo per fare un esempio) per celebrare l'antiberlusconismo rituale e non di sostanza (nel quale siamo cascati tutti,) e che ora vomitano contro Grillo (che, a pensarci bene, non sarebbe neppure da considerare un avversario politico, in un paese normale). 
Hanno bisogno del nemico e del delirio di persecuzione per illudersi di superare la loro marcescenza perfino quando uno dei loro dirigenti lotta contro la morte. Perché non frega loro niente di Bersani, che nemmeno se morisse durante un comizio diventerebbe un Berlinguer, ma solo di poterci costruire su una campagna propagandistica degna di un branco di avvoltoi per illudersi di essere perfino odiati. Proprio dei poracci.
Non allargatevi. Non è odio, è solo disprezzo. 

venerdì 19 luglio 2013

Non nominare il nome di GRNP invano

Mark Rydens, "YHWH"

Stamattina diretta dal Senato per la votazione SalvaAlfano Beghelli sul caso "Studio culturale sull'Italia a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan".
La solita pregevole serie di figurine di merda, tali da suggerire alla Panini, se posso permettermi, di realizzarci al più presto un album per la raccolta, per la gioia dei nostri bimbi e a futura memoria.
Abbiamo ascoltato un indimenticabile Letta, capace come al solito di parlare per ore senza dire assolutamente niente. 
E poi, partendo dal menoelle, piddini che sembrano atterrati oggi dopo aver trascorso un semestre su Marte. Simil-distinguo in puro princisbecco, circonvoluzioni dialettiche del tipo Alfano è innocente, però la poverabbambinadiseianni. Insomma il PD e il suo doppio (ti voto a favore ma tu dimettiti) e il tormento piddino anzi profondo sgomento di Laura Puppato che non vota contro Alfano ma si astiene (no, di dietro ti prego, no). 
Mica è finita. E' stato sciorinato il repertorio completo delle facce da culo di SEL, in Parlamento grazie alla comunella elettorale con il PD e premiata con il piazzamento della Boldrini alla Camera ma che ora recita il ruolo dell'opposizione dura e pura proprio contro il PD. Non li conoscessimo da ex elettori di questa sinistra potremmo ancora stupirci di queste giravolte.

Dall'altra parte, quella di Sparta che non ha proprio niente da ridere, giustificazioni della serie "a casa la sapevo" e "signora maestra, il gatto mi ha mangiato il quaderno" degli impuberi dell'Asilo della Libertà che, dopo la nipote di Mubarak, lo sappiamo, sarebbero disposti a credere a qualunque cosa gli racconti Silvio. La loro linea di difesa è stata che Ablyazov è una specie di Kaiser Soze, ricercato nel suo paese perché  ha mafiato con la finanza e ha fatto fallire una banca (detto nel paese dei Monte Paschi e dei Ligresti è il colmo) e che il Kazakistan di Nazarbayev è una vera culla della democrazia. Macché dittatura! Infatti sia Berlusconi che Prodi intrattengono ottimi rapporti con questo nobiluomo kazako.

Si è sentito di tutto, credetemi.  
Abbiamo assistito alla dichiarazione di sottomissione del rappresentante della SVP al PUD€, facendo intuire una già avvenuta gioiosa annessione della regione autonoma germanofona al Quarto Reich Bimillenario.
Scelta civica che, dopo aver lasciato scorrazzare la Merkel in triciclo per tutte le stanze economiche e finanziarie d'Italia ed anzi avendole lasciato pure le chiavi di casa, lamentava una certa invadenza molesta del Kazakistan. 13 senatori della Lega si sono astenuti, bontà loro. E' finita 226 no contro 55 si e 13 astenuti.

Ma il meglio della giornata è giunto con l'intervento di Nicola Morra, capogruppo del M5S che, appena pronunciate  le seguenti parole: "...chi sta sul Colle", è stato immediatamente zittito dal Presidente del Senato Grasso con queste incredibili parole: "NON SONO AMMESSI RIFERIMENTI AL CAPO DELLO STATO". "E' INVITATO A LASCIARLO FUORI". "LEI NON PUO' CITARLO".
Morra è stato fin troppo signore e non ha risposto. Ha terminato il suo onorevole intervento citando l'anniversario della strage di Via d'Amelio, con i senatori del M5S che sventolavano l'agenda rossa di Paolo Borsellino. Grasso ha censurato pure loro. Poi ha dato la parola a Schifani. Fantastico. Nemmeno una sceneggiatura di Elio Petri.

Comunque andiamo in vacanza con una certezza. Non abbiamo né un presidente né un re. Abbiamo un tetragramma. E non siamo più una democrazia. 

martedì 7 maggio 2013

Dove vanno a finire i palloncini



ballon d’essai ‹balõ′ d esè› locuz. m., fr. (propr. «pallone di prova»). – Palloncino che si lanciava in aria, prima dell’ascensione d’un pallone aerostatico, per saggiare la direzione del vento. In senso fig., nel linguaggio politico e giornalistico, notizia di un fatto ancora in discussione o solo possibile, comunicata come certa per saggiare le reazioni dell’opinione pubblica. (Treccani)

Quanti bei palloncini colorati volano nel cielo in questi giorni! 
C'è il più grande, quello blu con le stelline gialle del governo, gonfiato a bocca con l'autorevolezza, e mandato in giro per l'Europa per vedere se la recessione, vedendolo, si commuove e allenta la presa.
C'è il pallone dell'Euro & i suoi Straordinari Vantaggi, gonfiato a gas di culo da apposite squadre di sindacalisti e politici de sinistra, che però, ahimè, per un difetto di fabbricazione si sta sgonfiando e rischia da un momento all'altro di perdersi spernacchiando nel cielo.
Il PDL è stato sobrio, ha lanciato solo quello gigante a forma di culo di Silvio, seguito dall'altro dell'abolizione dell'IMU, un pallone immaginario, invisibile, che è però uno dei più ammirati e che scatena l'entusiasmo del pubblico.

Il PD, giustamente, avendo quasi vinto le elezioni, ha avuto l'onore di lanciare il maggior numero di esemplari. Sicuramente, in fatto di palloni gonfiati non lo batte nessuno. 
Uno a forma di bella bambola gonfiabile milf, con la boccuccia tonda, contro la violenza alle donne e a favore della campagna per mettere la cintura di castità alla pubblicità tetteculi così, secondo il pensiero magico senonoraquandista, sparirà il femminicidio. 
Che bello, finalmente, non aspettavamo altro. 
Poi il pallone per lo Ius Soli, altro problema da risolvere subito di questo paese opulento che non sa più dove stoccare la ricchezza, nevvero? 
I ballons d'essai piddini, bisogna ammetterlo, sono sempre i migliori per testare in quanto tempo un paese stremato dalla crisi economica, dalla disoccupazione e da politiche economiche procicliche riesce a diventare nazista. 

Perché credete veramente che tra le priorità assolute qui ed ora di questo paese vi sia la creazione subito di 80.000 piccole e piccoli italiani in più da mandare a combattere nella guerra tra poveri? 
Essere contrari all'incosciente demenzialità del rivoltante sfruttamento piddino dei diritti umani, in tempi di vacche grasse certamente sarebbe leghismo razzista, ma ora che siamo in tempi di emergenza, nei quali si crepa, mi dispiace, ma è, oltre che semplice realismo, puro spirito di sopravvivenza. 
Non è questione di impedire ad un bimbo di essere italiano ma non è questo il momento di ulteriori invasioni, visto che, da quel punto di vista, ci mancano solo gli alieni e non siamo la generosa mamma America delle opportunità dei nostri nonni.
Dispiace anche che per un'operazione disgustosa e capziosa di sperimentazione etologica sullo scatenamento dell'aggressività nello spazio ristretto di una gabbia, sia stata coinvolta una ministra come la dottoressa Kyenge, che sicuramente, alla faccenda dello ius soli ci crede veramente.

Altro ballon d'essai piddino è quello del femminicidio fatto diventare questione moralistica con l'aggravante del tentativo di limitare la libertà d'espressione per nascondere la sua vera natura di conseguenza delle politiche di shock economy di questo regime. Altra donna-immagine politica coinvolta, altro sfruttamento del dolore a scopi di bieca propaganda politica. Fanno vomitare.



Mentre lanciano i loro palloni per stupirci, per sondare le nostre risposte, per vedere se ci scanniamo come tra topi dominanti e sottomessi e sfoghiamo l'aggressività tra noi e non contro di loro, proseguono nella loro folle e disgustosa spartizione delle ultime ricchezze di questo paese.
A B. interessa solo la sua salvezza personale e quei fottuti piddini gliela concederanno. Intanto, Commissioni Giustizia e Telecomunicazioni nelle sue mani. Il Copasir, dalle mani sicure di D'Alema a quelle altrettanto amiche di La Russa. Il resto ai fottuti, come da sceneggiatura dell'inciucio.
Invece ai rappresentanti di nove milioni di italiani, di coloro che hanno votato M5S, solo la commissione di vigilanza sulla RAI e zitti. 
L'opposizione, in pratica, in questo paese è esclusa da ogni posizione di potere e di controllo del potere. Quelli piazzati nei posti chiave spartiti tra i membri della banda potranno fare quello che vogliono, massacrarci come desiderano. Benvenuti su Battle Royale Italia.

Anche la nostra democrazia ormai è un palloncino. Sfuggitoci dalle mani e perduto verso un luogo sconosciuto. La profondità infinita del cielo o semplicemente il nulla.

lunedì 1 aprile 2013

La loggia PUD€ 2


Pare che il presidente della repubblica sia giunto all'idea della compagnia di saggi dopo una conversazione telefonica con il vero padrone del vapore, il capo degli strozzini di Bruxelles, Mario Draghi.
No, non chiedete cosa si sono detti di preciso perché, lo sapete, le telefonate di Napolitano sono coperte da tabu e costituiscono dogma di fede. Addirittura stasera il Quirinale ha fatto sapere che non è stato Draghi a chiamare Napolitano ma viceversa. Ancora peggio.
La cosa non vi fa capire, non vi squarcia l'ultimo velo di pietosa bugia sulla realtà che stiamo vivendo?

Chi oggi si meraviglia della decisione del presidente di nominare la commissione dei saggi per caso, per fare non si sa bene cosa al posto di un governo legittimo, parla di golpe e fosse tentato di dare la colpa di tutto, assieme alla situazione di impasse della politica italiana, a Grillo e Casaleggio, dimostra solo ignoranza colpevole. Colpevole di non aver ancora capito o di non aver voluto capire, quale sia il nocciolo del problema: che questa è una terza guerra mondiale combattuta senza armi ma che prevede territori da conquistare - il solito vecchio Lebensraum del Reich millenario che a volte ritorna -  e popolazioni da sterminare con il metodo Morgenthau, e che il vostro paese è stato preso in carico da collaborazionisti. L'ignoranza è colpevole perché, da quel famoso novembre 2011 prologo della situazione attuale, è trascorso tutto il tempo sufficiente ad informarsi fino alla nausea sulla crisi dell'euro e ad aprire gli occhi su che razza di traditori abbiamo avuto come governanti per oltre dieci anni, soprattutto coloro che avevamo votato con fiducia perché erano de sinistra. No, ormai non avete proprio più scuse per dire: "Ma io credevo che".

Quanti articoli della Costituzione ha già calpestato colui che dovrebbe esserne garante di fronte ai suoi concittadini? E non parliamo di oggi, ma partiamo appunto dal 2011, quando un governo legittimo anche se deprecabile,  guidato da una specie di Joker dei fumetti dichiarato tuttavia eleggibile dai suoi ventennali compagni di merende dell'opposizione che ora, dopo l'ultima mutazione, si chiamano PD, fu rovesciato sempre su suggerimento degli strozzini, i quali, a loro volta, lavorano notoriamente per il re di Prussia e la cancelliera callipigia. Un atto di forza al quale, con la complicità del PD, non seguirono immediatamente nuove elezioni come da prassi democratica. 
Se non partiamo da qui, dal golpe del novembre 2011 che ci vide esultare per la cacciata del nano cattivo salvo poi pentirci di aver creduto alla bontà dei suoi successori, i tecnici, in realtà riscuotitori di un'agenzia di recupero crediti straniera, come scoprimmo dopo, non capiamo nulla di ciò che sta succedendo ora.
Eppure la storia si ripete sempre, e se non fosse che è la prima materia che gli alunni dimenticano, prima ancora delle equazioni, potremmo sempre trarne insegnamenti tali da evitare errori clamorosi. Furono la dimenticanza storica e l'ignoranza dei fatti economici a farci esultare allora. La consapevolezza e la conoscenza di pochi elementari fatti a farci aprire gli occhi in seguito.

Voglio darvi un ulteriore aiutino alla comprensione della porcata in atto. Pensate veramente che, fallito il tentativo di Bersani, visto che tre forze politiche hanno ottenuto un 25% circa ciascuna di consensi elettorali, non vi potesse essere qualcun'altro esponente politico da incaricare della formazione di un governo, per almeno un incarico esplorativo? Magari, si, lo dico, qualcuno del centrodestra? Oppure del M5S?

A proposito di Grecia e di storia che si ripete. Ricordate le elezioni del maggio 2012 che terminarono con l'impasse e un'affermazione, decisamente disdicevole per la Troika, dell'estrema sinistra di Syriza? Ricordate che, un mese dopo, i greci tornarono alle urne per eleggere un tranquillizzante governo tutto euro e più Europa che poi li ha condotti docilmente al disastro attuale?
Perfino in Grecia a seguito dello stallo post-elettorale di maggio vi furono tentativi dei vari leader dei partiti che avevano ottenuto più voti, compreso quello del capo di Syriza, prima della rinuncia e delle nuove elezioni di giugno. Dobbiamo dedurne che siamo messi ancora peggio della Grecia in quanto a democrazia?
Ma ecco, se pensate che Napolitano avrebbe potuto conferire l'incarico al M5S in questa tornata, non avete presente il vero problema, come scrive Debora Billi. E cioè che qui si lavora non per l'Italia ma per l'euro e per chi dall'euro ci guadagna, e quindi l'unico che può governare è il PUD€, il Partito Unico dell'Euro, per salvarlo ad ogni costo, ricordate le parole di Mario Draghi?

"Noi non siamo la Grecia!", ribattono sdegnati i piddini. Sbagliato, lo siete e i vostri dirigenti vi stanno prendendo in giro come hanno sempre fatto fin da quando il faccione da Balanzone di Prodi vi prometteva l'eldorado della moneta forte, da strafighi, mentre sapeva già che un giorno non lontano, in seguito ad uno shock esterno, vi sareste dovuti vendere il culo per onorare i debiti contratti per avere l'onore di fare gli zerbini della Germania. A proposito, anche l'altra volta, per aver voluto andare dietro ai tedeschi smaniosi di dominio, ci avevamo rimesso le penne ma la storia non ve la volete proprio ricordare.
Rassegnamoci, siamo come i greci, gente che si è permessa di votare alla cavolo di cane e ora deve essere rimessa in riga. Con i saggi o con le cattive. Telefonando per istruzioni a Draghi e mettendo assieme un papocchio per prendere tempo e passare la patata bollente al prossimo presidente che non potrà che essere in continuità con questo.

I saggi, ecco, la sporca decina di inciuciors messa presumibilmente assieme da Napolitano da almeno, vogliamo essere magnanimi, il giorno dopo il risultato elettorale messicano, in attesa del semaforo verde di Bruxelles? 
Non mi soffermerò sui nomi, sulle provenienze, sulla costante bocconiana che può far parlare a ragione di una Loggia Bocconi come sottotitolo; sul Quagliariello che votò entusiasta la balla cosmica della nipote di Mubarak e parlò di "omicidio" di Eluana. Non parlerò dell'immancabile ciellino, dei boiardi di stato, dell'assicurazione vivente per la salvezza di B. e delle sue televisioni, dell'assenza di donne - ma questo, credetemi, è il male minore, anche se per le trombe della propaganda è l'unico scandalo - e del fatto più clamoroso: che nemmeno un esponente del Movimento 5 Stelle e della società civile, ne faccia parte. 
Segno inequivocabile che si tratta dell'estremo tentativo della vecchia politica di alzamanos di sopravvivere a tutti i costi e di questi Pétain de noantri di difendere la robba promessa al nemico, tanto ci sono i giornali e cinegiornali piddini che confonderanno ben bene le idee agli italiani, per la maggior parte ignoranti colpevoli.
Dice: "ce l'hai con i piddini". Perché, chi sono gli unici che gioiscono e plaudono all'iniziativa inaudita di Napolitano; che considerano normale "il governo del presidente" in quella che non è una repubblica presidenziale? Il PD, che ormai è convinto di poter imporre al paese il principio del "o Bersani o niente", e la pattuglia di residuati tecnici di Monti. Ovvero il Partito Unico dell'Euro. 

Bersani, secondo quanto vi raccontano, non ha fallito perché ha confuso il risultato delle primarie con quello delle elezioni, l'amore cieco dei suoi piddini adoranti e docili con la volubilità da Don Giovanni dell'elettore medio; questo Salieri della politica non ha fallito per la sua personale infinita mediocrità che alla fine ha presentato un conto salato di fronte ad una realtà storica che necessitava di un grande statista, di un Mozart.
Lo sapete, ve lo stanno ripetendo tutti i giorni e in tutti i modi: ha fallito per colpa di Grillo e di quegli infami che si sono permessi di votarlo. A proposito di fascismo e di democrazia.
Perché credete che sia partita una campagna diffamatoria senza precedenti contro l'unica forza politica che ha cercato di spezzare il legame di continuità con la vecchia politica corrotta e venduta e coloro che l'hanno votata? Perché credete che si agitino tanto i giornali, i telegiornali, i tenutari di talk show, gli economisti di regime, tutti al soldo del peggiore nemico che abbia mai avuto l'Italia e cioè la pseudosinistra venduta al peggior tipo di capitalismo? Perché stanno concentrando tutta la potenza di fuoco sul M5S e stanno addestrando orde di uruk-hai piddini schiumanti rabbia da mandare in ogni occasione e su tutti i mezzi di informazione contro chi ha votato Grillo e non ha permesso, secondo loro, a Bersani di formare l'unico governo possibile (ma quando mai?)

Un ultima osservazione sul fatto che il M5S starebbe deludendo le aspettative perché non scende in piazza per mobilitare il dissenso contro le ultime iniziative della politica e del potere. Perché non fa la rivoluzione subito, insomma. Io credo che il M5S non sia un movimento da piazza e che il suo modo di fare politica non possa essere fatto entrare a forza nei vecchi schemi ma compreso nella sua differente forma. 
Io personalmente non credo più nella "piazza" anche perché fin dal 2001, dal G8 di Genova, chi comanda ha mandato un segnale chiaro e forte su cosa succederebbe se delle persone scendessero in massa a manifestare in piazza contro l'ordine costituito: botte da orbi 'ndo cojo cojo. 
Per questo motivo ci vogliono forme nuove di mobilitazione popolare, una delle quali ma non l'unica possibile è quella messa in pratica dal M5S attraverso i gruppi locali e l'utilizzo della rete come principale mezzo di comunicazione.
Aggiungo che chi ha rinunciato per prima a scendere in piazza è la sinistra parlamentare, che non a caso lasciò i manifestanti del G8 in balìa della repressione salvo poi ipocritamente parlare di "notti cilene". Un fatto che dovrebbe far capire molte cose sul suo successivo percorso.
Credo infine che l'attuale strategia del M5S sia quella di mettersi da parte e costringere PD, PDL e compagnia a governare assieme, per lasciare che disgustino definitivamente gli italiani con le politiche di rigore che ostinatamente vorranno imporre visto che si fanno comandare dalla BCE. Una sorta di divide et impera molto tradizionale.
Il ruolo del M5S, a parer mio, non è quello di attore politico per l'immediato ma di catalizzatore di una reazione chimica che porterà inevitabilmente un sistema già minato alle fondamenta al collasso. Il ruolo, tanto per riproporre il tema dei ricorsi storici, che ebbero i giudici di Tangentopoli nella fine della prima repubblica. 

martedì 22 gennaio 2013

Wannabe dictator


Mao e Enver Hohxa

"Autocritica? Ma scherziamo???" (Mario Monti)

"Io chiedo agli italiani di darci la maggioranza assoluta". "E' necessario perché così potremmo modificare la Costituzione". (Silvio Berlusconi)

Si candidano a guidare una delle principali democrazie europee -  ottenuta a prezzo di grandi sacrifici di sangue, eppure il loro modello neanche tanto segreto è una bella dittatura stile Mao, alla Nicolae Ceasusescu o alla Enver Hoxha. Non la dittatura non del ma sul proletariato, la cinesizzazione dell'Italia, insomma la peste liberista attualmente in tour trionfale in Europa. Paradossalmente quanto di più totalitario in senso comunista abbiano mai pensato dei fieri anticomunisti borghesi, perché quello che vogliono imporci è un regime di povertà generalizzata con un nucleo di nomenklatura oligarchica ricchissima (la loro), onnipotente ed inamovibile perché fondata sul diritto di censo e trasmessa per via ereditaria a figli e graziosi nipotini. Un regime che non ha bisogno della democrazia ma anzi, vuole eliminarla.
Ascoltateli, i campioni del neoducismo, nelle loro dichiarazioni elettorali. Il fulcro è sempre lo stesso per entrambi. Si lamentano  che, a causa dei partiti politici - ovvero della democrazia parlamentare - non riescono a fare le loro "riforme" ed invocano quindi il potere assoluto. 

B. in ogni intervista televisiva ripete lo stesso copione, ossessivamente. Bisogna cambiare la Costituzione, limitare il potere del Parlamento, dare potere assoluto al premier - cioè a lui, per imbrigliare il potere della Magistratura e fare le riforme. Una dittatura personale, l'Italia come srl unipersonale, per prendersi qualche rivincita rispetto ad una carriera da inquisito seriale e terminarla da impunito totale.

Monti è meno guidato dall'interesse personale, che invece è macroscopico nel suo antagonista, ma è altrettanto pericoloso perché persegue un progetto ideologico che assume connotati da crociata religiosa. E' il parabolano dell'euro, consapevole che, pur di non ammettere di aver sbagliato modello economico, occorrerà andare fino in fondo, terra bruciata e bunker compresi. Anche lui, per il suo scopo e per creare quella dittatura oligarchica di cui sopra, vuole cambiare la Costituzione, si direbbe colpire al cuore la democrazia (ma guarda, mi è tornato in mente un noto slogan eversivo anni '70).

Entrambi, nel rivendicare senza pudore i loro pruriti dittatoriali, sembrano bambini capricciosi ai quali un vicino cattivo abbia bucato il pallone. Non hanno remore a presentarsi come padroni delle ferriere peggiori ed altrettanto caricaturali del DiCaprio di Django, che se potessero ristabilirebbero la schiavitù dei "negri" e rimanderebbero i bambini - i nostri, mica i loro spocchiosi cuccioli di miliardario, a lavorare giù nelle miniere.
Sono uguali, entrambi da evitare come il virus Ebola. Due esaltati afflitti da delirio di onnipotenza, altro che i dictator romani di cui fin troppo dottamente parla Giulio Sapelli. Due drogati di potere. Il delirio dell'imprenditore di successo e quello del professore universitario. Non so cosa sia peggio. Chi conosce il livello di spocchia e la sindrome da colonnello Kurtz che caratterizza tanti docenti italiani sa di cosa parlo.

Chi si esprimesse come loro, non da libero cittadino ma da candidato premier, in qualunque altro paese del mondo occidentale e forse perfino del secondo e terzo mondo, sarebbe gentilmente accompagnato al primo posto di pronto soccorso psichiatrico e sconsigliato di esercitare ancora la politica per incompatibilità assoluta con i suoi principi. Invece nessuno, in Italia e all'estero, tanto meno nella matrigna Europa, si scandalizza dei proclami antidemocratici e - vogliamo dirlo? - eversivi di questi due pericolosi megalomani.
Non fidatevi neppure troppo degli inglesi che sembrano essere preoccupati per noi a causa di questi candidati "unfit to rule Italy". Gli interessi di Sua Maestà britannica non hanno mai coinciso con i nostri e spesso il suo è stato un vero e proprio "kiss of death".
"Per dare lavoro ai giovani servono riforme molto incisive. Riforme che nell'ultimo anno ho constatato che possono essere avviate, ma non portate fino in fondo con i partiti e i loro apparati". (Mario Monti)
Invece di chiamarle riforme, termine proteiforme ed ambiguo come una forma di vita aliena, perché Monti non chiama il suo progetto con il suo vero nome: Shock Economy? Allora capiremmo meglio che la scusa dei giovani è appunto una scusa, infame perché specula sul disagio occupazionale di intere generazioni. Quei figli che non hanno avuto la fortuna di essere principi di sangue monetario. Non vuole dare lavoro ai giovani, vuole solo che diventino unchoosy a calci nelle palle.

Ecco perché non voglio sentir parlare di riforme, in questa campagna elettorale. Perché so che è qualcosa di losco e di nefasto, qualcosa che non dobbiamo assolutamente accettare. Sia che provenga da dottori morte in loden o da nani in fondotinta. Oppure dai loro volonterosi carnefici Casini, Giannino, Bersani, Vendola e compagnia cantante.

Intanto, come ciliegina finale, l'articolo di Münchau sul Financial Times che dichiara Mario Monti inadatto a guidare l'Italia, termina paragonandolo al cancelliere Brüning. La cosa è da brivido lungo la schiena, visto che quello fu uno degli ultimi governi di Weimar, dopo i quali arrivò Adolf Hitler.

mercoledì 16 gennaio 2013

Pifferai, uomini e topi



"Ragioniamo però a due condizioni: Primo, ecco, non si parli di cose che non esistono in nessun posto al mondo, “pareggio di bilancio per costituzione”, cioè noi non è che intendiamo nei secoli castrarci di ogni possibile politica economica." Pier Luigi Bersani, agosto 2011.

Oggi non è una gran giornata. Sarà il nono giorno di influenza senza aver recuperato il sonno né la piena facoltà respiratoria, sarà la politica che spurga da ogni trasmissione televisiva e da ogni social coso, facendoti mangiare il fegato e quello che c'è intorno; sarà infine la lettura di "La trappola dell'euro" di Badiale e Tringali che mi ha messo addosso una gran depressione, visto che gli autori sembrano offrire, nel loro pregevolissimo saggio sulla crisi europea, ben poche speranze di vederci liberare la  zampetta dalla morsa scattata con l'approvazione del Fiscal Compact se ciò dipenderà dalla volontà di una classe politica traditrice ed infame che ci ha venduti per i proverbiali trenta denari.

Già, la citazione dell'inizio; la finta opposizione, di fronte al Parlamento, al contratto capestro di stabilità europeo da parte di chi poi non solo l'avrebbe fatto approvare ma facendo in modo che la maggioranza fosse tale da evitare un eventuale referendum confermativo che avrebbe, scusi il disturbo, dato voce agli italiani su una questione che riguardava null'altro che il loro futuro. Questo è Bersani e questo è il PD che vi apprestare a votare perché "vinca e governi la sinistra". Traditori infami di un'intera nazione. Gli avranno promesso la solita banca? O di più?

Non m'importa che il Fiscal Compact, ovvero l'obbligo del pareggio di bilancio che si tradurrebbe in un continuo ed inutile salasso delle tasche dei cittadini fino a condurli alla povertà, in un quadro di economia reale sprofondata nella recessione, sia talmente inapplicabile ed incostituzionale, a sentire i più autorevoli pareri sia economici che giuridici che, secondo molti, sarà abortito spontaneamente. Possono farmi credere che la sua approvazione da parte del PD sia stata una manovra giusto per tenersi buone le Panzerdivisionen della Merkel e gli usurai della BCE. Bella strategia ma, dal punto di visto  politico, il tradimento rimane, perché il sospetto è che questi siano veramente degli spaghetti liberisti, che dell'economia capiscano solo il verbo mainstream e che il presunto Bersani esoterico, pronto a gettare la maschera e a battersi per riportare il keynesismo di nuovo al trionfo sia una delle solite storie (auto)consolatorie dei massoni progressisti.

Il Fiscal Compact, del resto, è stato approvato a grande maggioranza con soli 65 voti contrari, soprattutto di Lega, IDV e pezzi del PDL. Alcuni parlamentari, come Guido Crosetto (chapeau) hanno espresso parere apertamente sfavorevole al provvedimento, mentre i capibastone di partito, compreso il neoMMammetiano antieuro della domenica Pifferaio Magico Silvio, SegretarioBersani e Mister Serietà Pierferdinando, quel giorno si sono vigliaccamente dati malati. Nemmeno metterci la faccia, su una decisione così cruciale. Sono cose che gli elettori dovrebbero sapere. 

Ecco, le elezioni, l'infinita discussione se sia meglio il pane con l'euro o l'euro con il pane. Eh si, perché quello che avrebbe dovuto essere il vero nocciolo della questione, la priorità assoluta, ovvero il riappropriarsi della sovranità e dignità nazionale, rovesciando il tavolo dei sogni di dominio della Germania rifiutando la sua logica neomercantilistica che, a seguirla, ci retrocederebbe in un Terzo Mondo dove non siamo mai stati, non viene affrontato da nessun partito tranne qualche frangia estrema di destra e di sinistra. 
Non appare nell'agenda nemmeno di quelli, come la Lega, che pure si sono dichiarati a suo tempo contrari al Fiscal Compact e gli hanno votato contro. E' vero, un partito che è talmente miope da non vedere al di là di Varese è difficile che abbia una visione nazionale, per non dire globale. Così, sull'argomento euro, il neosposino Maroni (riaccasatosi con il vecchio con i dané) cincischia e se ne lava le mani - come del resto fa Grillo - invocando un vago ed improbabile referendum popolare che Bersani ha già provveduto ad affossare..

Del PD abbiamo detto; il resto, i cosiddetti moderati, è tutto Partito Unico dell'Euro dove, che ci sia o meno Monti con il suo borghesume a rimorchio, ma espressione di quell'elite economica che è l'unica a guadagnarci e che vuole tutto questo per cancellare decenni di lotte e conquiste dei lavoratori e infine la democrazia, poco cambia. 
B. il non morto ultimamente gioca a punzecchiare la Troika che lo ha defenestrato, buttando là qualche battuta antieuro. Capita perfino che gli scappino affermazioni giuste e condivisibili - a prescindere dal fatto che legga veramente Krugman o Roubini o che Brunetta gli passi semplicemente qualche bignamino, ma non avrebbe mai il fegato di porsi alla testa di un progetto di uscita dall'euro e di opposizione ai diktat imperialisti tedeschi. Peccato, avrebbe avuto l'occasione unica di riscattarsi nei confronti di un paese che ha sempre solo sfruttato per il proprio particulare.
Invece fa il pagliaccio come al solito e addirittura propone Mario Draghi per il Quirinale. Se pensate che gli altri nomi che si fanno per il prossimo Presidente Hindenburghizzato della Repubblica sono quelli di Monti e Prodi, dovreste aver capito che non c'è via d'uscita, a meno di colpi di scena.

E' difficile sfuggire al pensiero unico economico omodosso che tutto avvolge ed omologa, avendo ben cura di non svelare ai servi sciocchi che il paradiso prospettato dal meraviglioso mercato che si autoregola è in realtà la cara vecchia shock economy fatta di depressione, fame e sfruttamento per la massa e di bengodi per i sempre più ricchi. 
Lunedì sera ascoltavo, nel solito talkshow, una discussione da Petit Trianon tra cicisbei maschi e femmine appartenenti alla casta dei giornalisti che poi, per arrotondare, si fiondano in politica. Sono andati avanti  mezz'ora a chiedersi se un reddito di 100.000 euro fosse da considerarsi ceto medio. Sicuramente il pensionato a 500 euro/mese è lumpenproletariat, per chi ricorda Marx.
Questo mentre il noto economista con i baffi a manubrio e il sarto psicotico magnificava la riforma Hartz del 2003, la sciagura che da un lato permette a 7 milioni di tedeschi precarizzati di fare la fame con i 400 euro mensili del minijob e dall'altro fa sparire magicamente altrettanti disoccupati. Riforma che ovviamente Giannino vorrebbe introdurre anche da noi. Come se non fossimo precarizzati abbastanza. Tanto lui abita al Trianon ed intrattiene le Marie Antoniette come economista da salotto e forse si strugge di gettare le briosche dalla finestra al popolo affamato.

Ieri mi è toccato anche discutere in rete con dei connazionali residenti in Germania che mi hanno confermato, se ve ne fosse stato bisogno, che ai residenti tedeschi stanno raccontando la balla che la crisi è colpa nostra, dei terroni mangiapastaalpomodorosottoilsole, come era incaricata di ritrasmettere sul territorio nazionale RadioBerlino Fornero. Voi credevate fossero gaffes, invece stava indottrinando.
Mi è toccato sentirmi apostrofare in questi termini: "Se L'Italia vive al di sopra delle sue capacità, e s'indebita non è colpa della Germania, ma sua. Se in Italia volete vivere bene dovete imparare ad alzarvi la mattina e andare a lavorare e pagare le tasse, non potete vivere sempre con l'imbroglio e con i sussidi europei lavorare lavorare e pagare le tasse."
Con il collaborazionista dall'Italia che subito coglieva l'occasione: "Un governo ad impronta tedesca, a parità di condizioni in tutta Europa? Avremmo da guadagnarci tutti." Proprio vero che i convertiti sono i peggio fanatici.

Non provi nemmeno a spiegarglielo, ai tedeschi o wannabe deutschland che la Germania ci ha finanziato affinché comperassimo il suo surplus mentre le sue banche si riempivano di merda subprime nei mercati finanziari deregolati. Quando la crisi è scoppiata, si sono accorti di essere nostri debitori ed hanno sguinzagliato quelli del recupero crediti, i vari tecnici in loden.  Con lo spread - ovvero l'anticipo sulle perdite dell'uscita dall'euro ed il ritorno alle monete nazionali - ci hanno spremuti ben bene. Poi, non contenti, per salvare le loro banche e tenere in piedi la loro economia drogata a suon di svalutazione sui salari e compressione dei diritti dei lavoratori, per non parlare dei trattati europei disattesi con la protervia del più forte, ci impongono l'Arbeit Macht Frei del lager del Fiscal Compact.
Non provi a spiegarglielo, perché non lo capirebbero, perché è molto più rassicurante la favola del terrone sudicio che non vuole lavorare e minaccia i frutti della laboriosità teutonica. Come quando il baffetto gli raccontava che erano i lavoratori cechi a portar loro via il lavoro e loro cominciarono ad apprezzare la favola del popolo ariano. Sapete, si incazzano se, perdendo le staffe, alla fine si ricordano loro quei tempi e i sei milioncini di ebrei. Il problema è che bisogna ricordarglieli perché, ottusi come sono, sarebbero pronti a ricommettere gli stessi errori anche domani. Il fatto che per la terza volta in un secolo l'Europa sia in pericolo per colpa della Germania non può essere una coincidenza.

Chiudo con una nota lieta ed un omaggio ad Ilaria d'Amico che, nel suo show elettorale su Sky, impavida come Eowyn di Rohan di fronte al Re Stregone dei Nazgûl, ha dimostrato che si può tenere testa al Grande Mentitore e quasi distruggerlo dialetticamente. Non solo a colpi di fact-checking. Brava ragazza.

venerdì 2 novembre 2012

Mario e le palle


Piccole, grandi, rotonde, ovali, leggere come bolle, pesanti come palle di cannone. Lisce e scivolose o morbide e gommose, calde come mammelle rigonfie di latte o fredde come tette siliconate.
Mario è un esperto di palle. Chiedetegli pure.

martedì 2 ottobre 2012

Ultima fermata Salò


"So di aver fatto un'opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere "Salò'" senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell'uomo si è spento del tutto". (Pier Paolo Pasolini)

La prima pagina di Repubblica online, stamattina, sarebbe stata da catturare. Peccato non averlo fatto. 
Tre notizie che riassumono, secondo loro, la cancrena italiana: l'associazione alle patrie galere di Batman Fiorito, l'ennesimo patetico tentativo da parte del PDL di salvare B. e infine il rinvio a giudizio per Penati, PD, per le magagne del "sistema Sesto". 
La corruzione come cancro di un paese, dove non si salva nessuno, nemmeno quelli che se la cavarono negli anni novanta. Tutti uguali. 
Soldi pubblici per comperarsi le caldaie della casa al mare, la casa al mare, assumere i parenti e gli amici, fare la cresta sulle compravendite di case e autostrade, campare a spese della collettività, senza alcun ritegno o vergogna. Gente che sarebbe da tenere ai lavori forzati fino a che non schiatta e non ci ha restituito fino all'ultimo centesimo, applicandogli interessi da strozzo. 
Stasera, come buon peso, si aggiungono le schermaglie da casino tra Casini e Bersani. Tu stavi con Silvio (voi gli avete giurato di non toccargli le televisioni, non so cosa sia peggio), no, tu vuoi allearti con Vendola.  Il più pulito ha la rogna. Penosi, vomitevoli.
Hanno già deciso che ci toccherà il bocconiano a vita - se non lo faranno capo dello stato poco ci manca, così potrà imporre altri bocconiani, neoliberisti e Chicago boys - e non hanno neppure il coraggio di confessare che non hanno scelta perché qualcun'altro ha già deciso in separata sede per gli italiani e per la massa di politici corrotti che servono solo come volonterosi demolitori della democrazia. E' una demolizione controllata, se non l'avete ancora capito. Non vedete i fili ma le cariche sono piazzate dappertutto.

E infine, tenete bene a mente che la corruzione e soprattutto la denuncia della corruzione, sono funzionali alla causa di chi dice che bisogna tagliare i fondi pubblici, eliminare lo stato in economia, eliminare il welfare di cui i ricchi non hanno bisogno; che bisognerà fare a meno di tutto, che bisognerà tapparci tutti i buchi con una bella gettata di cemento. Senza più nemmeno poter cacare in pace quella merda che, in omaggio forse alla loro indole escrementizia ed al legame subconscio tra merda e denaro, quelli della Casta celebravano in feste a tema. Imbandendone tavolate ma senza aver il coraggio di usare quella vera e di mangiarsela. Pasolini aveva proprio visto nel futuro. O forse c'è in serbo ancora di peggio.

Vorrei scrivere di più ma, dopo dieci ore di fila di lavoro sono stanca. Ha ragione Squinzi, dovremmo lavorare più ore per superare la crisi, ma temo che se non ci forniscono la cocaina, sarà difficile. La merda non basta.

martedì 29 novembre 2011

Suffragio demenziale


Presidente Berlusconi,prenda la chiave e apra quella porta,restituisca a noi, suoi elettori,la libertà di andare al voto e rivincere,su questo non ci sono dubbi.

Siete sicuri che l'aver concesso il diritto di voto a tutti, cani e porci, a partire dai diciotto anni d'età, senza controllare che le scatole craniche degli elettori fossero tutte fornite di apposito cervello funzionante anche nella parte delle funzioni superiori e non soltanto in quelle rettiliane, sia stato un bene? Secondo me no. Il suffragio universale è una sciagura. E' ciò che permette la dittatura della maggioranza ignorante, la spettacolarizzazione della politica, il trionfo dell'incoscienza e del pressapochismo. E' il viatico per ogni tipo di delinquente, profittatore ed illusionista che volesse farsi una carriera politica per avvantaggiarsene. 
Perché il popolo, come entità collettiva, è idiota, è intrinsecamente popolaccio e lo voterà entusiasta, fregandosene delle conseguenze, anzi, felice di poter giocare con una cosa così preziosa come la democrazia, sporcandola e riducendola a cosa immonda.
Come se non bastasse, il sistema bipolare, che sembrava andar così bene per i paesi anglosassoni, una volta importato alle latitudini italiane ha ridotto la politica a puro tifo da stadio, a guelfoghibellinismo di ritorno, dove non contano le idee e i programmi dei partiti ma vincere, vincere mussolinianamente per vedere la faccia di coloro che perdono e godere. Vincere per poter gridare, sbracare e sentirsi parte di un grande fans club.

Silvio non appoggiate MONTI... NOI VOGLIAMO TE!!!! TU SEI STATO L'UNICO A NON FARCI PAGARE TASSE NONOSTANTE LA CRISI... WWWWWW SILVIOOOOOOOO!!! POPOLO SVEGLIATEVIIII!

Il suffragio universale ed il sistema elettorale su cui è basato non funziona, è un imbroglio di fondo. Perché le elezioni non le vincono la destra o la sinistra come le conosciamo, grazie ai loro militanti o simpatizzanti,  che di solito non cambiano campo tanto facilmente e votano secondo le loro idee ma l'enorme massa di bovini in transumanza della mandria del popolaccio che, secondo come spira il vento, si butta da una parte o dall'altra, diventando determinante nel risultato finale delle elezioni. Tutta gente che, lo ammette perfino se glielo chiedete: "non si interessa di politica". Però vota e determina i destini di tutti. Una cosa insopportabile.

Visto che i bovini sono bovini e non capiscono di politica, bisogna blandirli con cose semplici, facilmente masticabili e digeribili, ad effetto. "Fuori i negri dalle balle", "toglierò l'ICI", "meglio guardare le ragazze che essere gay", "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani", "non lasceremo questo paese in mano ai comunisti". Slogan, battute, facezie, bagattelle che non significano nulla, non contengono nulla di propositivo e soprattutto non serviranno per governare perché si basano sul pregiudizio e sulla fallacia e serviranno solo agli eletti per mantenere il loro potere e poter fare i propri interessi. Alla faccia del popolaccio.

Ricordate Iddu che, in zona Cesarini durante l'ultimo confronto elettorale con Prodi, guardò dritto in camera e, con lo stesso sguardo con il quale era solito invitare le sue cortigiane a toccarsi, promise di togliere l'ICI?  Nessuno spiegò, negli anni successivi, nessuno, nemmeno i sindaci che avrebbero dovuto conoscere bene la questione, che l'ICI non doveva essere tolta perché serviva a pagare tanti servizi comunali di primaria importanza. 
Ma si sa che l'italiano è un popolo che pretenderebbe tutto gratis senza pagare nulla. E' un popolo di Pinocchi che trova sempre qualche Gatto o Volpe che gli racconta che gli zecchini crescono sugli alberi. Basta innaffiarli. E' gente che se rischia di infilare ogni giorno un piede - facendosi caviglia, perone e placca tibiale - in un buco nell'asfalto che il suo Comune non ha i soldi per riparare, deve ringraziare il manipolatore con lo sguardo da camera da letto e i bovini che gli hanno creduto, invece di maledire i comunisti.


Il sistema bipolare, che fa si che una volta possa vincere l'uno o l'altro a seconda delle sindromi premestruali dell'elettorato, rende la politica schiava di quest'ultimo, la costringe a blandirlo continuamente con moine e contentini, evitando accuratamente di risolvere i problemi, compresi e soprattutto quelli che richiedono sacrifici, compito che dovrebbe essere quello della politica.
In cambio, il consenso del popolaccio permette ai governanti eletti per caso e per disgrazia, di vantare una presunta "investitura a nome del popolo" che non vale mai per quella legislatura, ma per sempre. Chi è stato eletto una volta dal popolaccio lo è per sempre e avrà sempre diritto di rivendicare questo diritto fasullo.
I partiti diventano anche schiavi degli umori dell'elettorato di bovini e racconteranno loro qualunque balla - come quella della crisi che non esiste - pur di non perdere il loro voto che, a pensarci bene, sarebbe salutare perdere.

ho sempre votato cdx, se voterete le prossime tasse del governo monti allora perderete i voti della mia famiglia(3)...ma penso che saremo in tanti....cordialmente

Dal canto suo, il bovino sviluppa un complesso di onnipotenza che lo fa illudere di poter decidere chi votare e chi mandare a casa con un semplice movimento del pollice, su o giù. Una sensazione inebriante, non c'è che dire.

SIMPATIZZANTI MA NON SPOSATI, VALUTEREMO CHI TRA DX E SX, CHI E' D'ACCORDO CON MONTI, Sù ICI, PENSIONI, IVA, PATRIMONIALE (SOLO X GRANDI CAPITALI) E VALUTEREMO X CHI VOTARE, GLI ALTRI A CASA.

E guai a rimuovere l'inadeguato se è stato eletto dal popolo, ovvero per sempre, a causa della sua manifesta incapacità a governare. Il bovino se ne ha per male, ne fa una questione di principio.

Basta coi dictat del colle, la questione degli immigrati sarà risolta solo da un governo eletto dal POPOLO e non dai Comunisti !!! Giuseppina

Monti non faccia leggi politiche (tipo Cittadinanza) faccia bene e presto ciò per cui è stato chiamato e poi lasci ai cittadini l'unico diritto che hanno: il voto. ivonne

Questo sistema elettorale, incistando il confronto politico nel dualismo combattivo, impedisce anche qualunque superamento degli schemi ideologici tradizionali.  Che senso avrebbe parlare al giorno d'oggi di destra e sinistra? Eppure siamo costretti ancora a farlo, perché il popolaccio è ancora sensibile alla favoletta del "pericolo comunista". A nessuno di questi bovini viene in mente di mettere in funzione un paio di neuroni in più e constatare che gli unici due rimasti a parlare di comunisti sono Totò Riina e B. Guarda caso.

Per colpa del suffragio universale e di una politica asservita al sistema dell' Illudi & Vinci abbiamo subito per diciassette anni l'imposizione di un cialtrone (s)pregiudicato spacciato per grande statista, votato da uno degli elettorati più ignoranti di tutti i tempi. Un bugiardo patentato che ha sempre accusato gli altri di mentire, con il popolaccio che gli gridava bravo qualunque infamia commettesse e che ha lasciato infine un paese sul lastrico, mentre lui, premier a tempo perso, sperperava quel che resta della sua miserabile vita in bagordi e puttane. Un elettorato che credeva a tutto, bastava raccontarglielo.

Con avanzo primario e basso deficit, oggi abbiamo il bilancio migliore d'Europa. Pareggio di bilancio nel 2013 per la prima volta dopo 130 anni. GRAZIE SILVIO !

Un elettorato che però, oltre ad essere bovino è anche pronto a gesti che non ti aspetteresti:

Se torna l'ICI voto Grillo. Punto.

Disclaimer: nessun bovino è stato maltrattato per questo post.
(Le citazioni papiminkia in corsivo sono tratte dal meglio di "Spazio Azzurro", vero e proprio Malleus Papiminkiarum del berlusconismo militante).



Update 2014. Quando la piddinaggine è dura a morire. Cosa si prova a rileggere questo pezzo e  a rendersi conto che i tanto bistrattati papiminkia non avevano poi tutti i torti e che l'elettorato piddino avrebbe, tre anni più tardi, superato ogni decenza bovina? Eh, si prova un certo imbarazzo, devo ammetterlo.

giovedì 16 giugno 2011

Far salsicce del porcellum


"Noi riteniamo queste verità di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità. - Che per garantire questi diritti, i governi sono istituiti tra gli uomini, derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati, - che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o abolirlo , e di istituire un nuovo governo, che si fondi su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma, come sembri al popolo meglio atta a procurare loro sicurezza e felicità." (Dichiarazione d'Indipendenza, Stati Uniti d'America, 1776).

Sono anni che ci lamentiamo di una legge elettorale definita porcata dai suoi stessi estensori, i membri di una casta politica predatrice ed insolente. Una legge che ha permesso l'introduzione del premio di maggioranza che tramuta magicamente la minoranza in maggioranza, delle liste bloccate, con l'elezione di amichette e sgrullatrici occasionali, di portaborse della spesa, di pupi e pupazzi addetti unicamente alla pigiatura del pulsante in Parlamento. Parassiti vari che attualmente manteniamo a più di 13.000 euro al mese di stipendio e che ogni giorno ci danno dimostrazione della loro inadeguatezza al compito assegnatogli e, oltretutto, ci insultano e molestano con la loro prosopopea e spocchia da pidocchi rifatti. Gente che dimentica, mentre ci invita ad andare a scaricare le cassette di patate ai mercati generali, che è nostra dipendente al nostro servizio, che dovrebbe, se non temerci, quantomeno rispettarci e ringraziarci ogni giorno per i privilegi che gli concediamo (ancora per poco, mi sa).

Sono anni che attendiamo che i partiti dell'opposizione (che si sdraiarono e accolsero passivamente il porcellum non potendo evitarlo, ricordiamolo) si mettano d'accordo per promuovere un'iniziativa parlamentare che vada verso la modifica della legge elettorale in vigore, ma il dubbio che il premio di maggioranza possa far gola anche ai prossimi possibili vincitori delle elezioni politiche e per questo non si sia ancora fatto nulla in proposito, è forte.

Fa piacere quindi leggere la notizia dell'avvio di una nuova campagna referendaria che porti gli italiani a dire la loro sulla questione della legge elettorale, visto che i partiti fanno flanella.
Bisogna giustamente battere il ferro finché è caldo, ora che c'è questo innamoramento degli italiani per l'istituzione del referendum esploso domenica scorsa con la grande partecipazione ed il raggiungimento del quorum nei quattro quesiti sottoposti a giudizio popolare su acqua, nucleare e legittimo impedimento dei nani. 

L'obiettivo del comitato promotore di questo referendum sulla legge elettorale è di raccogliere 500.000 firme entro il 30 settembre 2011 così da poter votare i quesiti già l'anno prossimo. Non sarà facile perché i tempi sono ristretti ma allestendo i banchetti nelle località di vacanza potrebbe essere più facile raggiungere le firme necessarie.

Ecco i quattro punti fondamentali  del porcellum che si vorrebbero abrogare:
  1. Liste bloccate. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. Un Parlamento di “nominati” non ha infatti alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio.
  2. Il premio di maggioranza. Così esiste solo in Italia e ha effetti opposti a quelli auspicati. Attribuendo il 55% dei seggi alla lista che ottiene un voto più delle altre (anche se ha il 35% dei voti), questo meccanismo obbliga anche i partiti maggiori alla ricerche di qualsiasi voto utile. La conseguenza sono coalizioni sempre più ampie e inevitabilmente eterogenee. Nessuna stabilità del governo, anzi: frammentazione della maggioranza di governo e paralisi della sua attività.
  3. Soglia di sbarramento. L’attuale soglia di sbarramento al 2% per le liste collegate in coalizione è un ulteriore incentivo alla frammentazione. Mantenere una soglia unica al 4% garantisce la presenza alla Camera dei partiti più rappresentativi, “costringendo” le forze minori ad unioni reali (un unico simbolo, un’unica lista) senza scorciatoie come le coalizioni elettorali. Al Senato il sistema dei collegi consentirà nelle Regioni più grandi la rappresentanza anche di forze decisamente minori
  4. Indicazione del candidato premier. L’obbligo di indicare il candidato Capo del governo interferisce con le prerogative del Presidente della Repubblica che può e deve scegliere in assoluta autonomia. Inoltre tale meccanismo tende a trasformare il nostro sistema da parlamentare in semi-presidenziale senza i contrappesi dei sistemi presidenziali.

Io firmerò senz'altro. Per poter scegliere i miei candidati e lasciare i nominati al Grande Fratello e alle Isole dei Famosi. Che la democrazia non sia la televisione lo stiamo capendo un po' tutti, finalmente, e la Rete ci consente di moltiplicare le piazze per migliaia.
Questo modo di fare politica è un po' più faticoso perché dobbiamo fare noi quello che i partiti non fanno più ma è incredibilmente più divertente, addirittura esaltante.

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