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giovedì 23 aprile 2009

Vota la topa

Una volta la frase del titolo, vergata in fretta e furia con la bomboletta, la si sarebbe potuta facilmente trovare accanto ai manifesti elettorali o ai seggi. "Vota la topa", come dire: invece di pensare a cose serie come la politica, distriamoci con il triangolino che ci esalta. La topa invece della politica, come separazione netta ed inequivocabile tra le due. Se pensi alla topa non puoi pensare alla politica, si diceva.

Pensate quindi quando arrivò Cicciolina, eletta parlamentare per il Partito Radicale e fu, non ci crederete, uno scandalo. Nonostante si fosse presentata in foggia quasi virginale al debutto a Montecitorio e fosse portatrice di idee molto avanzate in campo di regolamentazione della prostituzione, la gran pornotopa fu oggetto di vibrata riprovazione da parte dei soliti moralisti. Eppure le pornostar sono le persone più sincere che esistano, perchè non fingono mai, al massimo un orgasmo al quindicesimo coito anale, e ci mettono sempre del proprio, rischiando perfino la pelle.
Di nuovo, quando Moana, la grande Moana, si candidò sindaco di Roma, tutti giù a ridere, e a farsi venire il raschino in gola, compreso l'Andrea Ronchi, allora giornalista della RAI e tenutario di tribune politiche, turbatissimo del fatto che la Signora delle Tope mescolasse ancora una volta la politica e il sesso in maniera impropria.

Siamo ora nel nuovo pietoso millennio e il partito in PVC del presidente del consiglio, schiera alle eRezioni europee uno stuolo di tope corazzate da aviotrasportare a Strasburgo. Requisito fondamentale delle candidate il non saper fare un cazzo: né ballare, né cantare né tanto meno recitare ma essere tutte piazzate nel mondo dello spettacolo.
Tutte rigorosamente raccomandate, dicono i maligni, revisionate e bollinate con il collaudo personale di qualche pezzo da novanta, forse il duce in persona, sprezzante del pericolo rappresentato dall'età.
Alla faccia di Moana e Cicciolina, la topa in politica ormai è imprescindibile e se la politica è spettacolo, il cerchio si chiude.

Ovviamente le tope sono arrivate lì perchè sono laureate in Scienza delle Costruzioni, Fisica delle Particelle (di Sodio) e suonano il clavicembalo e l'ottavino, come recitano inevitabilmente i loro pomposi curricula.
E' curiosa questa mania di mostrare la laurea tenendola aperta con le ditine e il diploma ben depilato e dilatato. Quanto sarebbe più sincero parlare di settime naturali, predilezione del secondo canale (non quello RAI) e rivendicare doti da gole profonde certificate da apposito attestato, come le care pornostar di una volta.

Cicciolina e Moana erano delle rivoluzionarie, a loro modo, ma non funzionarono in politica perchè erano sincere ed oneste e lo prendevano veramente.
Le Bondi-girls, le deputate per caso, forse funzioneranno benissimo perchè non fanno sul serio, simulano, soprattutto la preparazione politica. E probabilmente, nel momento della verità, usano una controfigura, una body double.


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venerdì 27 giugno 2008

Ci vediamo all'osteria, al numero venti

Cosa c'è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto " 'A trivella" e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E' in arrivo "Denti", storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall'Associazione Medici Dentisti Italiani. E' l'unica categoria che, alla visione, non viene colta dall'angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura...

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell'horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l'umorismo di "Gola profonda" ("mi sta bagnando, dottore") sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di "L'angelo della vendetta" di Abel Ferrara con un'attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di "Hard Candy", film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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mercoledì 12 dicembre 2007

Kilombo o Kirompo?

Da oggi si vota ancora una volta per rinnovare la redazione di Kilombo, o Kirompo, a seconda dei gusti. Kilombo è l'aggregatore delle sinistre ed è, come tutte le cose di sinistra, un luogo dove si discute e ci si confronta (non quanto si dovrebbe) e si litiga (fin troppo).

Da quando ha preso forma il grande Golem del Partito Democratico, più o meno ogni quindici giorni vi sono scontri piuttosto accesi tra bloggers che si identificano nell'ala Veltroniana della sinistra, che io chiamo con affetto i compagnucci della parrocchietta e alcuni comunistacci bokassiani polpottisti duri e puri.
Come spesso succede anche nella vita reale, il litigio è magari un fatto che nasce da antipatie e rivalità personali, ma questo è normale. Dispiace che spesso il motivo della contesa sia il desiderio di censurare post, blog interi o bloggers in carne ed ossa.

Un'altro motivo di malumore ultimamente è stato il cosiddetto Kilombo slow, che io non ho ancora ben capito che cosa dovrebbe essere, perchè mi sbaglio e leggo regolarmente Kilombo Show, ma sicuramente qualcosa di associativo, dicono. I compagnucci sono stati accusati di voler fare lo show, o lo slow, solo nella parrocchietta, con i comunistacci fuori.
Ma, io dico, perchè agitarsi tanto a pretendere da Kilombo ciò che non può essere? E' come quando si ha un figlio che negli studi è di coccio. Perchè torturarlo con seni e coseni e l'amor che move il sole e l'altre stelle?

Parliamoci chiaro, se già facciamo fatica a leggerci quotidianamente tra noi kilombisti! Quanto ci linkiamo tra di noi, il che non vuol dire vendere favori ma stabilire un legame tra simili che quasi quotidianamente vanno a leggersi e a commentarsi?
Io cerco ogni giorno di leggere e commentare il più possibile i post dei kilombisti ma poi quando vado a vedere gli accessi al mio blog da Kilombo sono molti meno di quanto pensassi. 10-20 al massimo, contro i perfino 2000 di un OkNotizie.
Forse è solo un problema mio, oddìo, nun sarà che nun so' abbastanza de sinistra?? Sarei curiosa di sapere se è così anche per altri kilombisti, ma sembra che tra noi facciamo fatica a cagarci, tanto per restare nel tema scatologico della settimana. Insomma, è possibile che si faccia fatica a dialogare tra noi? E' così terribile per i compagnucci della parrocchietta e per i comunistacci bokassiani confrontarsi, per dirla con Vartere "pacatamente e serenamente"?

Che ci piaccia o no, Kilombo è lo specchio che riflette tutte le luci e le ombre della Sinistra, in tutte le sue sfumature, compresi gli scazzi, lo stare ognuno sulla propria torre d'avorio, il non cagarsi pari se non si è di un certo gruppo ristretto, il rivendicare ognuno l'esclusiva sulla Verità. Kilombo-Kirompo è un piccolo laboratorio dove l'eccesso di topolini dominanti finisce per far sì che si mozzichino tra di loro, a volte a sangue. Dovremmo proprio forzarlo a essere diverso?

Ora si scelgono i nuovi redattori. Tra defezioni, sbattute di porta, pianti, strepiti, palloni bucati così non ci giocate più e sceneggiate alla Mario Merola, il parco candidati si restringe ogni volta di più.
In passato mi chiesero perchè non mi candidavo io ma, se devo essere sincera, avendo già avuto esperienze in altre realtà blogghistiche ora defunte dove dopo un po' ci si sentiva della consistenza degli ectoplasmi ed essendo per mia natura un cagnaccio sciolto della peggior specie, ho sempre rifiutato, forse per vigliaccheria, di prendermi delle responsabilità.

A me basterebbe che fosse eletto qualcuno che mi togliesse quella obsoleta limitazione dei 20 kb per le foto dei metapost, che scegliesse una piattaforma più cazzuta che desse maggiore visibilità giornaliera ai post dei kilombisti. Poi vorrei meno censura, più autocritica e più autoironia e più collaborazione e considerazione tra di noi. Come vedete non ho molte pretese.

A proposito di elezioni. In questo filmatino, Andrea Ronchi (ora AN) in versione "bambino coi baffi", si becca una lezione di signorilità da Moana Pozzi in una tribuna elettorale del 1993. Pensate, Moana era candidata a Sindaco di Roma, Ronchi lavorava nella televisione italiana occupata dai comunisti, tra i quali militava ancora Veltroni. Altri tempi.



giovedì 28 giugno 2007

Sòla profonda

Cosa c'entra Linda Lovelace con il PD e Uolter Veltroni? Ci arriverò poi. Sono i misteri delle libere associazioni mentali e da stamattina ho questa cosa che mi ruzzola nella testa.

Dunque ieri è stato il gran giorno, Silver Uolter ha parlato ed ha sciorinato ben bene le sue idee per un grande e nuovo partito democratico nel suo discorso di Torino. Grazie a Repubblica, che ha fatto il lavoro sporco di riassumerne i principali concetti, eccone un sunto più che conciso, circonciso. Con, tra parentesi, il mio commento.

"Riunire l'Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi." (Il grande amplesso. Il problema sarà convincere i leghisti. Ipnosi? Brainwashing? Detto tra noi: vuoi mettere il "Qui si fa l'Italia o si muore?" Il counter dei "basta" segna 1)

"Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo" (Quelle frasi che ti fanno dire: ma come ho fatto a non pensarci prima? Bottarella ai babbi partigiani, che ancora sopravvivono in pochi esemplari.)

"Una follia la guerra in Iraq" (Alla fin fine è sempre colpa di Basaglia. Ah, la guerra in Afghanistan ce la lasciamo sfuggire così?)

"Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale" (Già sentita, non fa ridere. I "basta" sono 2.)

"L'ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav" (Che la TAV gli piacesse l'avevamo già intuito. Qui si comincia a dover inghiottire di brutto.)

"Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati " (Seconda bottarella ai giovani. Ci parla lui con il sindacato o dobbiamo farlo noi?)

"Pagare meno tasse, pagarle tutti. Basta con gli odii di classe" (Ma si, basta odiare Paris Hilton, povera stella. Avete notato? Ha detto odii, come Berlusconi, non lotta di classe. L'affare si fa sempre più grosso. Il "basta" counter segna 3.)

"La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra" (Difficile qui non farsi scappare un bel "grazie al cazzo".)

"La democrazia è ascolto, ma alla fine è decisione" (Vedi alla voce TAV.)
"Serve il dialogo fra maggioranza e opposizione" (La serva serve.)

"No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato (Almeno a casa mia, hanno tremato i vetri. Il laicismo esasperato è veramente troppo grosso da mandar giù. Al di là della nostra portata massima. I "basta" salgono a 4.)

"Il Pd deve essere il partito federale e il partito delle donne. Un partito lieve e ambizioso. (Dolce e amaro, attivo e passivo, più che un partito un ossimoro. Con bottarella di prammatica alle donne ma piano, talmente piano che non abbiamo sentito praticamente niente.)

"La politica non è una passeggiata solitaria, è un viaggio collettivo, in allegria. Ma senza la politica ci sono le scorrerie e le corporazioni". (Abbasso la masturbazione, torniamo alle gite scolastiche e all'Osteria Numero 20, con tanto di assalto alla diligenza. Il PD come rinfanciullimento di ritorno.)

"Incrociare di nuovo la nostra storia con i socialisti e con quelli che hanno abbandonato i Ds." (Per la serie: famo l'ammucchiata.)

"Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro." (Il counter dei basta si ferma a 5. Oltre alla curiosità ci sarebbe anche qualche progettino? Un piano, un pianetto, oltre a questo florilegio di luoghi comuni?)

So di farmi dei nemici, avendo letto recensioni entusiastiche del discorso del Veltroni. E' necessario dire, dopo aver letto fino qui, che a me questo mucchio di banalità da baci perugina non ha smosso un callo, anzi mi ha lasciata parecchio ingrullita?
Forse gli amici riformisti, per qualche strana mutazione genetica e per gli effetti collaterali della delocalizzazione, avranno sviluppato il clitoride nelle orecchie e saranno capaci di godere al suono di queste frasi memorabili.
So di parlare anche per altri. Noi che quella cosa lì l'abbiamo al solito posto e non siamo neppure iperdotati come Linda "gola profonda" Lovelace nel mandar giù ogni tipo di boccone, siamo delusi.

Però a ripensarci un rinnovamento ieri c'è stato. Non avrei mai pensato nella mia vita di dovermi trovare d'accordo con un titolo di Libero e con Berlusconi. Grazie Walter, anche per questo.

mercoledì 24 gennaio 2007

Quelle che l'ho data a Silvio

Metti una domenica pomeriggio tra una linea di febbre e l’altra sotto il plaid di pile con in sottofondo il cazzeggio televisivo di “Quelli che il Calcio”.
Simona Ventura intervista Fabrizia Carminati, un residuato inesploso della televisione anni 80. Me l’ero quasi dimenticata, ma a sentire il suo nome e all’ondeggiar dei boccoli d’oro, per automatismo ho salivato subito come il cane di Pavlov, “Ah, quella delle pentole”.

E’ carino ogni tanto ricordare i personaggi che ci hanno fatto crescere, come il Supertelegattone Maaaooo, Jeeg Robot d’acciaio e Zed, il tizio con i capelli di plastica come Ken, il marito evirato di Barbie.
La Carminati, dopo un piccolo sforzo per inquadrarla nel periodo e nel contesto tra le nebbie della memoria, mi appare come la bionda sempre allegra anche ai funerali, di bellezza media, più da segretaria che da showgirl.
Valletta di Mike Buongiorno, è vero, che di lui ci dice che era tirchio perché teneva i cesti con le burrate e i capocolli tutti per sé senza dividerli con i colleghi, ma poi ecco la grande rivelazione, lo sgubb, la bomba, ciò per cui è venuta in televisione, o ce l’hanno mandata dopo averla scongelata, dopo tanto oblio.
La Fabrizia racconta, dopo averlo già spiattellato ai giornali, che ha avuto una relazione con Silvio vent’anni fa e che lui era da 10 e lode in tutto, anche in quella cosa lì, che è poi l’unica che conta, il resto tipo il romanticismo è fuffa. Un mandrillone, insomma, e detto da lei c’è da crederci.

Era dai tempi delle mitiche pagelle di Moana che non si sentivano apprezzamenti sulle prestazioni sessuali dei leaders politici. Che poi, in questi casi, sono tutti delle sex-machines con un’attrezzatura da far invidia al Divo Rocco e tempi di durata da maratoneti del sesso.
Eh già, chi si azzarderebbe, tra le ex o attuali amanti dei potenti di dire:”E’ una delusione, lo fa in 9’ 85” netti, più veloce di Carl Lewis sui 100 metri, quando gli riesce, e con su i calzini corti”.

Un dubbio mi assale, ma il palco di corna posticce che Simona Ventura ostenta dall’inizio dell’intervista è una pesante allusione a Veronica? Tranquilli, all’epoca della tresca lui era già separato dalla prima moglie e non conosceva ancora Veronica. Anzi quest’ultima gliel’ha presentata proprio la Fabrizia, guarda un po’. Un cambio della guardia in stile Buckingham Palace. Non basta sicuramente per poter fare la Comunione (anche se lui la riceve lo stesso, mysterium fidei) ma per tranquillizzare l’elettorato medio si.

Tra parentesi, l’intrepida Ilona Staller sempre arruolata nel corpo “Poveretta, come s’offre”, aveva già raccontato alla stampa, senza scendere in particolari intimi però, di un suo week-end in Grecia con il Mandrillo della Libertà nel lontano 1974.
In piena zona adulterio questa volta, ma forse eravamo già all’epoca in cui con Carla “l’amore si trasforma in sincera amicizia”.

Tornando alla Carminati. Nel 2004, forse come tardiva ricompensa per tanta abnegazione amatoria, l’eroica Fabrizia, ripescata come i vecchi pugili negli incontri di contorno, si candidò per Forza Italia alle Europee ma fu, non sembri una battutaccia, trombata.
Cosa pensare di quest’ultimo coming-out mediatico?
A me ha fatto l’effetto di quelle lettere di raccomandazione che suonano più o meno così: “Posso testimoniare che il ragazzo si impegna nel lavoro ed è sempre puntuale e affidabile.” Una sorta di pizzino erotico, un messaggio rassicurante alle ragazze ancora da concupire dopo l’impianto delle duracell, “andate tranquille, che non sarà solo un sacrificio”. Abbastanza patetico, tutto sommato.

L’intervista del secolo con la Ventura termina con una simpatica gag nella quale la Carminati finge di essere stata anche l’amante di Prodi, facendone l'imitazione. Un momento di grande televisione. Missione compiuta, roger, portiamo a casa questo baby e rientriamo alla base. La Fabrizia fa le pentole e anche i coperchi.

venerdì 29 dicembre 2006

Se una sera ti chiama Cicciolina

Ah Meucci, cosa hai fatto! Perché hai inventato quell’oggetto così molesto e trillante nei momenti meno opportuni?
Certo non potevi immaginare, poveretto, che avrebbero utilizzato la tua prodigiosa invenzione per disturbare la gente che si gode il meritato riposo serale con telefonate promozionali. Né che ci sarebbe stato bisogno di un garante per la privacy che tutelasse i diritti dei poveri “telefonati”.

Leggo con piacere, ma attendo di toccare con mano i risultati concreti prima di ritenermi soddisfatta, che il Signor Garante, come tutti noi, si è rotto i maroni e ha promesso severe sanzioni a quelle compagnie che continueranno ad importunare quegli utenti che non avevano espresso il loro consenso ad essere intervistati per telefono. Già, vi ricordate quel modulo inviatoci dalla Telecom tempo fa, dove veniva richiesto di dichiarare se si era disposti a ricevere proposte commerciali e altre molestie per telefono? Io barrai ben bene tutti i NO, ma continuo ad essere importunata ad ogni ora del giorno e ora anche della sera.

Giunti a questo punto vi starete chiedendo che c’entra Cicciolina con questo post. Ci arrivo, ci arrivo.
L’altra sera, appena posata la tazzina del caffè, squilla il maledetto e rispondo. Dall’altra parte del filo una voce suadente mi chiede se ho qualche minuto per rispondere a poche domande. Vinta dalla soavità della vocina, da sventurata risposi si. Me la sono proprio cercata. Da qual momento ho dovuto inanellare risposte ad un questionario più lungo e palloso del famigerato MMPI. Un’infamissima indagine di mercato sui miei gusti in fatto di prodotti per il corpo e il viso pagata da quegli infamoni dell’Oreal, Nivea, Dove, Clinians e compagnia cantante.

Ad ogni domanda lettami dalla gentile intervistatrice - ma chi mi ricorda questa voce?, dovevo rispondere con dei numeri su una scala da 1 a 7. L’accento della signorina era molto particolare. Sicuramente non è italiana, penso, qualche pronuncia la sbaglia, sembra proprio un accento ungherese, magari chiama da Budapest.
“Quale di questi prodoti pensa che renderà la sua pele liscia e morbida?”
Ci sono, ma è lei, Cicciolina! La stessa voce, la stessa inflessione, lo stesso tono suadente.
Non sarà mica lei? Magari per pagare gli alimenti a Jeff Koons deve arrotondare. Stavo quasi per interromperla e dirle: “Ma dài Ilona, come ti sei ridotta. A proposito, lo sai cosa dice Rocco nella sua autobiografia? Che mentre lo facevate tu eri capace di parlare al telefono di politica con Pannella.”

Rispondo meccanicamente sempre più a caso, “2,3,6,7” e le domande continuano senza fine. “Quali prodotti pensa di acquistare nei prossimi mesi”, “da 1 a 7 quanto pensa che Dove la faccia sentire più gio-vàne?”
Per fortuna ho il portatile e vado su e giù per la stanza come una pantera dando i numeri, “2, 2, 3, 6…
Finalmente giunge la cavalleria, “eccoci all’ultima domanda” e lei mi saluta, anonima ragazza di uno sperduto call-center, magari non a Budapest ma in Transilvania, sicuramente senza alcuna parentela con Ilona ma forse con Vlad l'impalatore.
Riaggancio e guardo il display del telefono: 29 minuti!!
Il mio compagno arriva e mi chiede “con chi diavolo stavi parlando?” Gli ho risposto, “Ma lo sai chi ha chiamato? Cicciolina. Aveva sbagliato numero!"

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