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mercoledì 2 aprile 2014

€ur()maniac


"Ogni volta incontro premier sempre più giovani" ha dichiarato David Cameron dando il benvenuto in Albione al bimbominkia del consiglio, e qui riconosciamo il tipico humour inglese di chi  non riusciva probabilmente in quel momento a scacciare dalla mente il famoso concetto dell'avere "meno carisma di uno straccio umido" reso celebre da Nigel Farage e nemmeno l'associazione con le migliori interpretazioni mimico-facciali di Rowan Atkinson.

Giovani. In effetti, un governo così pieno di ggiovani intenti a fare le riforme è quasi un riformatorio. 
Li vedete nei talk trip in televisione. Hanno quegli occhietti fissi e scuri da squalo, soprattutto la Madia ma anche Gozi o la Serracchiani o quella con l'effetto manga sulle ciglia, la Boschi.

Tutti affetti dalla bellezza di Ken e Barbie e con quegli eyes wide shut, occhi senza vita, che esprimono il vuoto mentale di chi è stato addestrato dal progetto PDULTRA, la versione nostrana dell'MKULTRA di quell'altro Cameron, guarda le coincidenze, le sincronicità e i ricorsi. Addestrati ad onorare e servire il dogma dell'Europa e del suo tessoro, l'euro, contro qualunque cosa che si frapponga tra il trionfo del capitalesimo e la democrazia. Veri supersoldatini vogliosi solo di frantumarsi le testoline svuotate con il cucchiaio contro il muro di cazzate che i loro padroni li addestrano a ripetere in pubblico.
Ricordo ancora con orrore il suddetto Gozi l'altra sera da colui che condivide con il defunto Rudolph Hess lo stesso entusiastico attaccamento al capo, il descamisado di Piazzapulita, dichiarare con l'occhietto fisso da Carcharodon Carcharias che "la Troika è terrorizzata dall'avvento di Renzi". 


Era dai tempi di "Salò" di Pasolini che non si vedevano dei giovani sottoposti a tali degradanti pratiche di autoumiliazione, con la differenza che quelli piangevano e si ribellavano, questi sono contenti così. Chissà quali incentivi, oltre al denaro, li hanno convinti ad immolarsi sull'altare del culto della propria disintegrazione. Culto che comprende sacrifici umani, anche se i baby squillo della politica non se ne rendono conto.
Riforme, riforme, riforme, riforme, riforme, gli hanno sparato in testa quando li addestravano. Hanno una gran fretta, avete notato? Presto, presto, le riforme. Alla cazzo ma riforme. Prendi il sacco, dai fuoco a tutto e scappa. Forse perché sanno che il fogno è instabile e collasserà presto come in Inception.


In questi giorni sulle locandine dei cinema compare la faccia di Berlinguer. Credo sia un film dedicatogli dall'insulso Veltroni, uno che è subdolo come i virus latenti: ogni tanto si slatentizza e reinfetta.
Ebbene, questo "Quando c'era Berlinguer", espressione dell'ipocrisia di chi si è nettato il culo con il testamento del leader del PCI, mi fa l'effetto di un porcozio nel bel mezzo della urbi et orbi e dovrebbe indignare anche i cascami e percolati della sinistra, soprattutto i suoi simpatizzanti, se ancora presentano attività elettrica residua. Quando c'era Berlinguer voi giovani da riformatorio neoliberista non sareste stati immaginabili nemmeno negli incubi più tremendi, ora governate per conto capitale. Essere governati da Gozi, Serracchiani, Boschi e il Bischero. Questa è la vera oscenità, la vera pornografia, altro che Nymphomaniac.

venerdì 21 settembre 2012

Smutandate Barbie!



(Post vivamente sconsigliato a chi ha sempre giocato solo con Cicciobello.)

Grazie ad un post di MenteCritica sono venuta per caso a conoscenza di un fatto che mi ha, a dir poco, sconvolta. Si, una cosa terribile, che mi ha tolto il sonno. Non so nemmeno come iniziare a parlarne. Tanto vale farsi forza e sputare il rospo tutto in una volta. 
Ebbene, so che per tutte le ex bambine della mia età sarà un colpo, ma dovete saperlo. La Mattel ha messo le mutande alla Barbie. Gliele ha proprio saldate addosso. Dei mutandoni, visti gli standard attuali perizomiali, e color carne. Una cintura di castità, una cosa orrenda. La foto è qui, per chi ha lo stomaco forte (warning, graphic content!)

Non capisco cosa ci fosse da coprire, oltretutto. Non gioco con la Barbie da quando avevo dodici anni, quindi da un bel po', ma me la ricordo bella nuda e smutandata, con appena il tatuaggio in rilievo, praticamente la marchiatura, del logo Mattel su una chiappetta. Un confronto tra la versione vintage e quella attuale è in questo straordinario calendario.
Mi ricordo che là sotto, tra le gambe affusolate che negli anni settanta divennero meravigliosamente snodate, era liscia con appena un'allusione di solco di passerina. Praticamente infibulata con il metodo egizio. Non parliamo di quel frocetto di Ken, con quel pacco appena accennato (noi bambine intuivamo qualcosa di mancante ma non sapevamo ancora cosa di preciso) e che ci dava comunque una certa subliminale angoscia di castrazione. Credo che adesso abbiano messo anche a lui una specie di sospensorio da pugile per confondere maggiormente le acque.

Mettere lo Sloggi contenitivo alla Barbie è una bestemmia, è un crimine che poteva venire in mente solo ad una corporation psicopatica. Primo perché la Barbie, proprio perché censurata e mutilata, nonostante l'abbiano infibulata e scapezzolata all'origine per tentare di renderla meno erotica, è la bambola più cripticamente maiala che sia mai stata creata. Degenitalizzandola l'hanno fatta diventare solo più perversa, più perturbante ed incline a sollecitare fantasie sadomaso o violente tout-court.

Non a caso è sicuramente la bambola d'elezione per fantasie infantili perverso-polimorfe  e per installazioni più o meno hard adulte. Guardate questo maiale cosa ha combinato per risessualizzare Barbie e Ken.
Qui potete gustare una serie molto interessante, realizzata dalla fotografa Mariel Clayton, con Barbie e Ken. C'è la Barbie shibari, la domina, quella che minaccia Ken con un fallo posticcio gigantesco  (volevo postarla qui ma Blogger me l'ha censurata, protestanti bacchettoni di merda).
Non mi sono meravigliata affatto di vedere le altre fotografie decisamente gore della Barbie serial killer intenta a decapitare Ken, a fare a pezzi e conservare in salamoia le teste delle amiche. E' normale. Non so perché ma è una bambola che prima o poi ti dà un gusto sovrumano a staccarle la testa.
Non mi meraviglierei che, nella versione mutandata, qualche infante emulo di Jack the Ripper provasse a mutilarla ulteriormente nel tentativo di asportarle gli odiosi slip contenitivi.

La riprova della perturbanza di Barbie è questa foto dove l'umano imita l'inanimato. La sconcertante Barbie di carne.



E ora qualcosa di completamente diverso. La bambola Kate, praticamente indistinguibile dall'originale.
La casa reale inglese si fa venire le crisi isteriche se la principessa si toglie le mutande in favore dei paparazzi e minaccia la libertà di cronaca nel mondo per impedire che dal parrucchiere possiamo vedere uno scorcio della real patonza per morire d'invidia al pensiero di cosa si tromba il principesso William.
Chissà se la Drag Queen Betty ha idea delle cose che dei bambini innocenti possono far fare alla bambola di Kate, pensando non solo alle Barbie e a Ken ma al cavallo di Barbie.


mercoledì 6 luglio 2011

Fist Governing


"Non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini" (B., "Greatest Hits")

I lavoratori tra i 25 e i 34 anni che andranno in pensione nel 2050, riceveranno assegni di nemmeno 1000 euro al mese, meno di ciò che guadagnano attualmente. E stiamo parlando di assoluti privilegiati, ovvero di lavoratori con contratti a lungo termine. Non viene detto cosa accadrà ai precari ma è pensabile che la pensione costoro la vedranno con il lanternino oppure in sogno.

Sentite questa. Grazie alla finanziaria del fiscalista genio, quello specializzato nel passaggio delle patate bollenti alla prossima legislatura, chi ha investito in titoli di stato come BOT e CCT una decina di migliaia di euro, vedrà andarsene in tasse ben tre quarti del reddito da essi prodotto. Il genio ha partorito un superbollo ad hoc per i risparmi sudati ed investiti in titoli di stato di operai e pensionati:
"Un effetto legato al progressivo aumento del bollo d'imposta sul dossier titoli, che aumenterà subito da 34,2 a 120 euro per arrivare a 150 nel 2013. Con il paradosso che a rimetterci sarebbero proprio i piccoli risparmiatori, perché con l'aumentare dell'esposizione finanziaria l'impatto dell'imposta si diluisce. E così 25mila euro investiti che oggi valgono 432,3 euro netti, sono pronti a scendere a 346,5 dopo la manovra (-20%) e a 316,5 euro nel 2013 (-27%). ("La Repubblica", 6 luglio 2011)

E poi tagli indiscriminati ancora ai danni dei Comuni, della Sanità e dei servizi. Questo ovviamente mentre qualcuno cercava di risparmiare con l'inganno 750 milioni di euro di multa da pagare. Pornografia estrema, appunto.

Non hanno messo le mani nelle tasche degli italiani. L'ombrello ormai è out, superato. Ora si va dentro con il pugno, tutto il braccio. E meno male che la spalla funge da finecorsa.

Anche lui non disdegna.

sabato 12 settembre 2009

La nostra naturale volgarità

"Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore.
Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".
(Pier Paolo Pasolini, 9 dicembre 1973)

L'orrido sketch della Marcuzzi con il wurstel non è solo l'ennesimo esempio di utilizzo finale degradante della donna in televisione. Non è nemmeno un problema di violazione della fascia protetta, visto che è andato in onda non a caso sulla laida Italia1, vero e proprio canale pornografico istituzionalizzato nell'ambito di una televisione ormai intrinsecamente oscena 24h24.
La scenetta è brutta di per sé, fa un uso pornografico della pornografia. E soprattutto è un insulto all'arte della rappresentazione della fellatio.

La simulazione di qualunque atto sessuale, la sua rappresentazione mimica o parodistica ci perturba molto di più della visione di tutti i primi piani del caso e dell'assoluta veridicità dell'atto, come avviene nel cinema hard.
Moltissime persone e, non meravigliatevi, moltissimi uomini trovano ad esempio osceni gli spot dei gelati, così pieni di allusioni orali.
Il motivo è che nella simulazione non c'è verità né naturalezza né vera disinibizione e, quel che è peggio, gli attori sono sempre consci di commettere qualcosa di proibito, di sporco, di disgustoso. Sono tremendamente imbarazzati, e si vede. L'imbarazzo è contagioso. Anche noi ci troviamo a disagio, ad un certo punto.
Nel porno, invece, gli attori fanno qualunque cosa con estrema naturalezza, dando l'idea di gradire molto ciò che stanno facendo. I migliori attori e attrici hardcore sono sempre stati quelli che trasmettevano allo spettatore l'idea di godere come porci facendo quelle cose.

Il modo in cui la Marcuzzi approccia il simil-fallo è disgustoso perchè è totalmente assurdo e innaturale. Sembra, poveretta, che debba accostarsi al pistolino di un morto, o di un animale o a qualcosa di appena amputato. Altro che gola profonda e clitoride delocalizzato. Gli fa schifo e si vede e ciò spegne automaticamente qualunque segnale erotico dovesse accendersi nello spettatore. Forse, ormai abituata a parlare solo di fase anale ed evacuativa a causa della "regolarità", ha dimenticato la gioiosa golosità e spontaneità della fase orale.
Insomma, se vi fosse l'Oscar per il pompino più brutto di tutti i tempi, per il modo più offensivo di accostarsi alla sacralità e bellezza del fallo, il premio sarebbe il suo.

Quando la rappresentazione del sesso non riesce ad eccitare, vuol dire che siamo solo di fronte alla volgarità. La volgarità disturba e spaventa, ricaccia l'eccitazione nel profondo impedendogli di sfogarsi con i fuochi artificiali.
Il porno è sgradito al potere perchè è liberatorio. La volgarità invece viene incoraggiata e spalmata ovunque come una melma maleodorante, soprattutto in televisione, affinchè non ci accorgiamo che il vero marciume viene proprio da chi utilizza la volgarità come arma di distrazione di massa.

Come aveva preconizzato Pasolini trent'anni fa, la televisione ha oggi il compito di volgarizzare tutto, di violarci l'anima rendendoci immuni all'indignazione, alla riprovazione non nei confronti del sesso ma della corruzione morale del potere. Un potere che ci considera solo puttane da utilizzare finalmente e da far cagare a comando con l'apposito yogurt.

L'unico dubbio che rimane è questo: è più oscena la Marcuzzi che spompineggia maldestramente un povero ed innocente insaccato in fascia protetta o il TG1 che pratica ogni sera per mezz'ora l'anilictus al padrone della televisione?

P.S. Il commento di Area: "Pensate sempre a male. E' un po' imbranata e non sa mangiare i Wurstel", mi ha fatto venire in mente un episodio divertente a cui ho assistito quest'estate su in montagna, a pranzo in un rifugio in Val Pusteria.
C'era questa donna, al tavolo con marito e due pischelli, alle prese con un wurstel formato gigante come si conviene in terra teutonica.
Lo teneva con due dita, pollice e indice, e con l'altra ha iniziato a spellarlo. Si, proprio così. Dopo aver praticato una rudimentale circoncisione e mantenendo nel corso dell'intera operazione l'espressione disgustata di chi sta compiendo un lavoro infame, ha usato un'orrenda violenza al povero wurstel, la cui pelle veniva strappata via a brandelli e gettata con disgusto nel piatto.
Credetemi, una scena orripilante da far arricciare le dita dei piedi.

Quando studiavo psicologia mi hanno insegnato che osservando le persone a tavola si possono capire molte cose sulla loro vita sessuale. Addirittura si consiglia di osservare attentamente la persona con la quale stiamo cenando la prima volta per capire come sarà a letto. Difficilmente ci si sbaglia. In soldoni, l'amante ideale a tavola mangia lentamente, gustando il cibo con appetito, masticandolo vigorosamente e a grossi bocconi. Non scarta che il minimo indispensabile e ama i sapori nuovi e creativi.
Guardatevi da chi trangugia mezz'etto di spaghetti in tre secondi netti, si mette a sezionare il prosciutto per preparare un vetrino con il grasso, mangia poco condito, beve acqua non gasata e fuori frigo e tocca il cibo con diffidenza.

Per tornare alla spellatrix della Val Pusteria, quale approccio potrà mai avere a letto una così con il membro maschile? Io, fossi il marito, non glielo affiderei.


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domenica 23 agosto 2009

Non siamo mica di plastica


Mi intrometto volentieri nel dibattito a distanza tra i post di Paolo Barnard "Sono andato a puttane" e la replica di Nicoletta Forcheri "Paolo B va a puttane ed io sono rimasta al palo" con qualche riflessione a margine.

Paolo Barnard ci ha raccontato nel suo post l'avventura con una signorina dell'Est a pagamento, dedicando l'esperienza a noi donne e spiegandoci che si è sottoposto al sacrificio per farci capire che se gli uomini vanno a puttane è perchè noi donne la facciamo troppo lunga e non ci dedichiamo al sesso ludico. Ho riassunto sicuramente troppo e male ma, centrifugando, il succo era quello.
Nicoletta Forcheri gli ha già risposto con uno splendido testo che sottoscrivo parola per parola e che qui applaudo. Nulla da dichiarare dunque? No, qualcosa voglio dirla, giusto per ribadire il concetto espresso da Nicoletta.

Guarda Paolo, sarebbe bellissimo poter sfogare l'uzzolo del momento senza pensieri, senza noiosi e complicati seguiti o addirittura saghe a puntate. La classica botta e via perchè mi andava di farlo e perchè quel tipo mi attizza proprio, non mi fa dormire la notte dalle fantasie.
Purtroppo è verissimo ciò che scrive Nicoletta, e cioè che, se una donna vi fa capire che ci starebbe, magari senza impegno, soddisfatti o rimborsati e amici come prima, voi o fuggite o ci trattate da mignotte. Inoltre, se non siamo ventenni e modello velina, ci tocca in più sentirci considerare delle vecchie troie in calore. Siccome non siamo di plastica e alle umiliazioni siamo abituate fin da piccole ma non riusciamo ancora ad accettarle, preferiamo andarci con i piedi di piombo e magari usare le tecniche che ben conosciamo per cuocervi bene a puntino prima di mangiarvi.
Perchè, scusa, dovremmo correre il rischio di farci umiliare quando possiamo avervi come schiavi a tempo indeterminato? Il bello è che vi lamentate della schiavitù, del legame, del matrimonio ma in fondo non potete farne a meno. Le vostre fantasie di sesso ludico, di botte e via, di sveltine, di donne che non chiedono nulla sono solo un modo per fantasticare ed esorcizzare una libertà che in realtà vi terrorizza.

Eh si, mi devi spiegare perchè, se voi uomini ambireste davvero a questo tipo di logica mordi e fuggi e scacciapensieri, siete poi quelli che, quando una donna vi molla per i più svariati motivi, magari perchè è finita o perchè il primo appuntamento è stato un disastro cosmico, o perchè dopo tanti anni si è trovata un altro che la soddisfa di più, ve la prendete a morte, ne fate una questione da lavare con il sangue e spesso vi dedicate ad uno sport molto di moda e che rischia di diventare più popolare del calcio: il femminicidio.
Gli uomini arrivano a massacrare le ex mogli ed ex fidanzate, compiono stragi stile Columbine, accoltellano, danno di matto. E solo perchè sono stati lasciati, perchè è finita, perchè magari, ironia della sorte, per lei era solo sesso ludico e lui invece si era affezionato come una patella allo scoglio.

E' solo orgoglio ferito, oppure l'uomo non sopporta di non essere o non essere più il sole attorno al quale orbita il pianeta donna? E' una bella contraddizione, non trovi? Noi dovremmo essere le vostre lune, essere buone per una botta contro il muro e poi continuare ad orbitarvi adoranti attorno.
Ricordi la "Carmen"? La sigaraia di Bizet è una donna che pratica il sesso ludico. Si diverte con il bel soldato José e poi trova negli occhi di smeraldo del torero Escamillo un nuovo motivo di interesse e ci si butta senza problemi. Ah, qui c'è un dettaglio importante da cogliere. Quando a noi donne un uomo non interessa più, non esiste più, è terminato, c'est fini, kaputt. "Je ne t'aime plus" grida Carmen a Josè e lui l'ammazza in preda all'ira funesta.
Non è raro che noi donne ci dimentichiamo completamente di vecchi amori, amorazzi e perfino amanti. Li rimuoviamo: hai presente "se mi lasci ti cancello"? Qui è "se non mi piaci più ti cancello". Per ricordarci certi volti ci vuole una seduta di regressione ipnotica.

E' questo, temo, che vi fa perdere il lume degli occhi. Perchè voi invece, avete la memoria a lungo termine intasata da ogni gnocca che vi siete fatti, che conservate gelosamente come un collezionista custodisce i suoi gingilli.
C'è una scena de "La Città delle Donne" di Fellini dove Snaporaz visita il castello di Katzone, con una specie di museo memoriale con tutte le fighe conquistate, accuratamente catalogate dal vecchio casanova. Sono addirittura registrati i mugolii e gli orgasmi di ognuna ed ognuna provoca nel vecchio Katzone dolcissimi ricordi e rimpianto infinito. Non ricorda un poco, tra parentesi, il celebre "questa è stata mia, questa anche e pure questa" del nostro satiro del consiglio, raccontato da Jacques Chirac?
Questa smania da collezionisti si unisce a volte a vere e proprie fissazioni tipo anatroccolo di Lorenz al momento dell'imprinting su una donna che vi ha spezzato il cuore e che mai dimenticherete, nemmeno dopo un trauma cranico frontale. E' la sindrome di "Rebecca la prima moglie", che nessun'altra potrà mai eguagliare. Siete capaci di torturarvi un'intera vita impedendovi di amare di nuovo perchè lei non vi amato abbastanza o vi ha lasciato. Anestetizzati da una stronza, cantava Elio.

Sarebbe bello, si, dedicarsi al sesso ludico, come i bonobo che nomina Nicoletta. Noi donne per esempio siamo piene di curiosità e spesso ci chiediamo se quello là non sarebbe un amante migliore di quello che abbiamo attualmente. Ci chiediamo come sarebbe il sesso con uno più giovane o di un'altro colore. Tutti questi discorsi sulle meraviglie del Viagra ci fanno diventare ancora più curiose. Qualcuna potrebbe pensare a come sarebbe con una donna.
La realtà però è dannatamente complicata e non è solo questione del sentimento che può sempre metterci la coda.

Per praticare il sesso ludico come lo intendiamo e come lo intendono i bonobo, dovremmo prima sapere cos'è la sessualità, esserne educati e non esserne più terrorizzati a causa di una cultura sessuofobica.
Chi si incarica di insegnarci cosa è il vero piacere sessuale, qual'è il significato di una piena maturità sessuale? Nessuno. La famiglia se ne lava le mani, la scuola idem, i preti non ne parliamo. La società ha interesse a mantenere l'ignoranza sessuale perchè una popolazione sessualmente ignorante è meno libera e più manipolabile. In questo senso la sessualità è rivoluzionaria, come sosteneva Reich.

A colmare la nostra ignoranza rimane la pornografia che è disponibile in grande quantità ma è un'arma a doppio taglio.
Io considero l'utilizzo della pornografia un ottimo mezzo per superare le inibizioni, scoprire il lato ludico del sesso ed impadronirsi di qualche tecnica ma la considero potenzialmente deleteria se essa viene fruita da soggetti sessualmente ignoranti.
La pornografia fa credere all'uomo che le donne siano sempre disponibili, pronte, bagnate e disposte a farsi penetrare in ogni buco. Fa pensare che tutte le donne gradiscano fare sesso di gruppo e se lo stupro lo chiamiamo gang bang non è più una cosa brutta.
Fa perfino credere alle donne che gli uomini siano tutti superdotati, a lunga durata e disposti a praticare lunghi ed estenuanti cunnilingus.
E' questo l'influsso negativo della pornografia che non sussiste su soggetti coscienti ed educati su cosa è la sessualità e sono capaci di distinguere la fantasia e il gioco dalla realtà.
Come inizia un film porno? Degli sconosciuti si incontrano, raramente si scambiano qualche parola e poi fanno sesso secondo schemi abbastanza triti e ripetitivi. Non è altro che la rappresentazione iperrealistica delle nostre fantasie masturbatorie, condita dalle nostre personali perversioni. Ed esattamente come per le fantasie, lo scopo della pornografia dovrebbe essere quello di divertirci, darci piacere, sfogo e rilassamento. Una sorta di valore aggiunto alla quota di divertimento quotidiano.

Lo ribadisco. L'uomo vorrebbe volare di fiore in fiore senza problemi perchè desidera sfuggire alla dipendenza da un rapporto stabile, senza il quale si sente perduto. Chi pratica il sesso ludico, ne conosco una caterva, ti affligge poi con i lamenti di quanto però in fondo si senta solo e magari ignorato dall'unica che gli interessa e gli si nega.
Questo per dire che il maschio non è meno complicato della femmina in quanto ad affettività.
Anzi, essendo vissuto con l'affettività frenata per secoli penso ci sarebbe tutto un mondo da scoprire.

giovedì 23 aprile 2009

Vota la topa

Una volta la frase del titolo, vergata in fretta e furia con la bomboletta, la si sarebbe potuta facilmente trovare accanto ai manifesti elettorali o ai seggi. "Vota la topa", come dire: invece di pensare a cose serie come la politica, distriamoci con il triangolino che ci esalta. La topa invece della politica, come separazione netta ed inequivocabile tra le due. Se pensi alla topa non puoi pensare alla politica, si diceva.

Pensate quindi quando arrivò Cicciolina, eletta parlamentare per il Partito Radicale e fu, non ci crederete, uno scandalo. Nonostante si fosse presentata in foggia quasi virginale al debutto a Montecitorio e fosse portatrice di idee molto avanzate in campo di regolamentazione della prostituzione, la gran pornotopa fu oggetto di vibrata riprovazione da parte dei soliti moralisti. Eppure le pornostar sono le persone più sincere che esistano, perchè non fingono mai, al massimo un orgasmo al quindicesimo coito anale, e ci mettono sempre del proprio, rischiando perfino la pelle.
Di nuovo, quando Moana, la grande Moana, si candidò sindaco di Roma, tutti giù a ridere, e a farsi venire il raschino in gola, compreso l'Andrea Ronchi, allora giornalista della RAI e tenutario di tribune politiche, turbatissimo del fatto che la Signora delle Tope mescolasse ancora una volta la politica e il sesso in maniera impropria.

Siamo ora nel nuovo pietoso millennio e il partito in PVC del presidente del consiglio, schiera alle eRezioni europee uno stuolo di tope corazzate da aviotrasportare a Strasburgo. Requisito fondamentale delle candidate il non saper fare un cazzo: né ballare, né cantare né tanto meno recitare ma essere tutte piazzate nel mondo dello spettacolo.
Tutte rigorosamente raccomandate, dicono i maligni, revisionate e bollinate con il collaudo personale di qualche pezzo da novanta, forse il duce in persona, sprezzante del pericolo rappresentato dall'età.
Alla faccia di Moana e Cicciolina, la topa in politica ormai è imprescindibile e se la politica è spettacolo, il cerchio si chiude.

Ovviamente le tope sono arrivate lì perchè sono laureate in Scienza delle Costruzioni, Fisica delle Particelle (di Sodio) e suonano il clavicembalo e l'ottavino, come recitano inevitabilmente i loro pomposi curricula.
E' curiosa questa mania di mostrare la laurea tenendola aperta con le ditine e il diploma ben depilato e dilatato. Quanto sarebbe più sincero parlare di settime naturali, predilezione del secondo canale (non quello RAI) e rivendicare doti da gole profonde certificate da apposito attestato, come le care pornostar di una volta.

Cicciolina e Moana erano delle rivoluzionarie, a loro modo, ma non funzionarono in politica perchè erano sincere ed oneste e lo prendevano veramente.
Le Bondi-girls, le deputate per caso, forse funzioneranno benissimo perchè non fanno sul serio, simulano, soprattutto la preparazione politica. E probabilmente, nel momento della verità, usano una controfigura, una body double.


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domenica 28 settembre 2008

Ogni maledetta domenica

Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.

Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l'incipit, vestita da Caligola e con l'occhio malvagio alla Malcolm McDowell:
Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai...». Il bianco dell'occhio, l'iride immobile. «Attenti, attenti...». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così...». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall'altra parte come se niente fosse.
Dite la verità, l'orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c'è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l'autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l'inosabile.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c'è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell'insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell'altro, quello che "Valentino c'è!!!", dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c'è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E' morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella "Piovra 6".

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, "Era mio padre" di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E' andato in un posto migliore di questo.

giovedì 3 luglio 2008

Ne uccide più la spada che la penna

Che farà la sposa? Per un semplice complimento da Supertelepappone-mao a due bonazze, tra le quali "quella là", ricordate, prese carta e penna e urlò il suo disgusto per il vecchio satiro a mezzo stampa. Lui fece il pentito pucci-pucci-cippalippa ma lei partì per un lungo viaggio, speriamo ben accompagnata.

Ora le cose stanno diventando ancora più pesanti, oh se lo stanno diventando, con Novella 2000 che è improvvisamente diventato un giornale serio rispetto al resto della stampa che discetta giornalmente di cosucce come pompini e che non riesce più ad attizzare le lettrici sotto extensions nemmeno con l'erezione di Fini, della quale,"diciamolo", non frega niente a nessuno.

Ragazzi, tutto ciò è spregevolmente sadico e anticristiano ma chi se ne fotte.
Sembra che anche i sanpietrini per strada sappiano chi è la Lewinski de noantri, eppure si respira un'aria da partenza di gran premio, con i motori che rombano sulla pista, aspettando il semaforo verde e la staccata di frizione, il via alla grande corsa allo sputtanamento integrale e al disvelamento della svergognata che, tra parentesi e sempre secondo i giornali seri, parrebbe essere una nostra stipendiata, mia e vostra, da € 15.269,72 circa al mese.
Una nota candidata belga promise 40.000 pompini da praticare agli elettori se fosse stata eletta. Altre realtà.

Hanno ragione, il gossip ammorba il clima politico quando riguarda loro. Chissà se da nonni racconteremo ai nostri nipotini davanti al caminetto la favola del nano che scivolò sulla banana e finì inghiottito da Gola Profonda. E' estate, tempo di stelle cadenti e desideri da esprimere. Filippo, facci sognare.

Ma torniamo alla mia simpatia, alla Sposa. Che farà se scoppia il barabum?
Io mi sbaglierò ma la sua vendetta sarà tremenda, come solo le spose per troppo tempo tranquille e silenziose sanno vendicarsi. Il suo silenzio, per l'appunto, terrorizza il fedifrago, dicono, e ne ha ben donde. Dove non poterono le toghe rosse potrebbero i matrimonialisti, che stanno già affilando le parcelle.
Segnalata tempo fa in Thailandia, la Sposa potrebbe benissimo essere in questo momento a scuola da Pai Mei, ad imparare non solo ad uscire dalle gabbie dorate spaccandole con le nocche ma impratichendosi nel colpo mortale denominato "l'esplosione del governo con cinque colpi di gnocca".


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domenica 30 dicembre 2007

Esiste davvero una lobby pedofila?

In questi giorni rimuginavo su un concetto espresso da Don Di Noto, il prete di Telefono Arcobaleno che da anni si batte contro la pedofilia e ribadito dal procuratore Alfredo Ormanni, titolare di un inchiesta sulla pedopornografia online, che ho trovato in un vecchio articolo di Repubblica del 2000.
In sostanza i due si domandano, basandosi su indizi più che fondati provenienti dalla loro esperienza di lotta al fenomeno, se esista e quanto sia potente una lobby pedofila.
Nell’articolo, al di là delle accuse di inazione al governo di allora, di centrosinistra, è interessante il concetto che laddove si vada veramente ad indagare nei meandri dei più sordidi sottoboschi della pedofilia, qualcuno a livello politico e di potere può intervenire per bloccare le indagini e insabbiare.

In effetti la sensazione è che, per fare un paragone, il fenomeno sia trattato come il traffico, spaccio e consumo di droga. Grande risalto e grancassa mediatica a notizie che investono i piccoli consumatori, magari occasionali, del prodotto pedopornografico e silenzio assoluto su casi ben più gravi, su coloro che organizzano, coloro che beneficiano del traffico di bambini, che ne abusano fisicamente e che perfino li fanno sparire, ovvero sui grandi trafficanti.

Abbiamo scoperto di recente, grazie ad inchieste giornalistiche, che un documento del Vaticano risalente ai primi anni sessanta, il Crimen Sollicitationis suggeriva di tacere degli abusi sessuali compiuti da sacerdoti su fedeli, anche bambini. Sappiamo la fatica che è costata inchiodare il clero pedofilo alle proprie responsabilità, non solo in America, e come nonostante tutto inquisiti in tonaca siano stati semplicemente spostati di sede dal Vaticano ma non puniti.
Ricordate il caso di qualche anno fa, di un imprenditore triestino, intercettato dall’FBI, che parlando al telefono chiedeva una bambina da violentare e possibilmente uccidere? Non se ne è più parlato e neppure di casi simili che pure esistono perché sono segnalati in migliaia di inchieste soprattutto nel terzo mondo, dove questo tipo di violenza avviene con sconvolgente facilità.
Solo di rado emergono notizie sui giornali di arresti di quei pedofili che fanno del turismo sessuale il loro sport preferito, insomma dei pedofili attivi, quelli che predano i piccoli per la loro perversione.

A proposito di perversione, io credo che in certi casi l’abusare di un bambino, specialmente se di condizione economica inferiore e di razza diversa, sia qualcosa che travalica la pedofilia come disturbo della sessualità, anzi forse non ha niente a che fare con esso. E’ un atto di predazione sociale dove forse chi più può spendere, in quel tipo di mercato, più tenera ed indifesa può avere la sua vittima. In questo senso non serve parlare di castrazione chimica e cazzate del genere. E’ il denaro e il senso di strapotere che esso dà che crea i mostri, non la patologia sessuale.
Esistono naturalmente i pedofili alla Chiatti, coloro che agiscono sulla base di un impulso deviante, magari generato dall’aver subito abusi a loro volta, ma a mio modesto parere si tratta di una minoranza.

Da anni si parla di un traffico di bambini gestito dalla malavita internazionale, di circoli ristretti dove i potenti, compresi nomi notissimi del Gotha imperiale, si riunirebbero per scambiarsi le piccole vittime, di interi orfanotrofi dell’est europeo trasformati in set dell’orrore pornografico e forse in veri e propri mattatoi.
Purtroppo, mancando un’informazione chiara e concreta su questo aspetto del fenomeno pedofilo, anzi mancando proprio l’informazione e regnando la confusione, è inevitabile che si crei una specie di mitologia, di elaborazione fantastica che fa quasi pensare che non sia vero niente, che tutto sia frutto dell'immaginazione e materiale per Z-movies o romanzacci da quattro soldi.
Siccome però la pedofilia colpisce ogni giorno ed è un fenomeno più che concreto, ecco che chi se ne occupa attivamente arriva a pensare che, appena si toccano i grandi spacciatori, i grandi organizzatori e gli illustri fruitori, intervenga la politica, come longa manus in difesa del Potere e dei suoi membri viziosi, a mettere tutto a tacere, a dire che sono tutte fantasie e che i marziani non esistono.

Tutt’al più si indica al pubblico ludibrio il piccolo consumatore e spacciatore, quello domestico, quello che si limita a guardare. Il caso più recente è quello di Alberto Stasi, nel cui computer sono stati ritrovati, immagino grazie ai potenti mezzi di recupero dati delle forze dell’ordine, video e immagini a carattere pedopornografico.
Stesso tipo di materiale fu ritrovato nei computer del musicista Augusto Martelli in seguito condannato ad un anno e sei mesi per il reato. Ha invece patteggiato e non andrà in carcere sempre per detenzione di materiale pedopornografico Paolo Onofri, il padre di Tommy, il bimbo assassinato dai rapitori a Parma. Nel suo caso c’è stata una maggiore tolleranza, che però dimostra quanto la popolarità mediatica e certe simpatie epidermiche possano aiutare più dei migliori avvocati. Ci si chiede: perché Martelli sul rogo e Onofri no?
A me sembra che, al di là delle ipotesi di reato, vi sia più severità nei confronti di chi guarda delle foto, per quanto rivoltanti, rispetto a coloro che i bambini li seviziano attivamente e questo non giova alla causa della lotta alla pedofilia.
Martelli lo si è crocifisso sui giornali, Scancarello invece, sospettato dei fatti della scuola di Rignano, ha ricevuto maggiore solidarietà e si tratta di due personaggi che provengono dallo stesso mondo dello spettacolo.
Non so, mi pare che fare tanto chiasso sul computer di qualcuno serva a depistare le magagne di altri o ad allontanarle geograficamente. I pedofili stanno in Belgio o nelle steppe russe, non da noi.

Chiarisco subito, per evitare equivoci, alcuni concetti. Riempire il proprio hard disk con materiale foto e video pedopornografico non è qualcosa che possa accadere spontaneamente, a computer spento, grazie all’opera di gnomi dispettosi, visitando semplicemente siti porno o warez o scaricando con il "mulo" materiale normale.
Si, capita di leggere titoli inquietanti nel materiale scaricabile del circuito P2P ma di solito si evita di scaricarlo e basta. La pedopornografia è un tipo di materiale che bisogna andarsi a cercare e non senza difficoltà nel deep web. Se non lo cerchi attivamente, te ne imbatti di rado.

Navigo in Internet da dieci anni e mi ricordo che agli inizi si trovava un mucchio di pornografia gratuita, soprattutto fotografica, di tipo diremo tradizionale, grandi scopate tra adulti. Per chi si avvicinava per la prima volta al fenomeno c’era la curiosità di vedere qualcosa di proibito a portata di mano nel proprio computer e gratis ma dopo l’ubriacatura iniziale, siccome dopo tutto la pornografia è ripetitiva e noiosa essendo i buchi da riempire sempre gli stessi, ci si stufava e si tornava a giocare con i videogiochi.
In dieci anni mi è capitato solo una volta, e con sgomento, di trovarmi di fronte un’immagine pedopornografica apertasi grazie al gioco delle finestre pop-up, iniziato in un sito russo di sfondi per desktop che rimandava a siti warez, di programmi piratati.
Mi scrissi l’indirizzo e lo segnalai immediatamente al Telefono Arcobaleno, che fornisce un modulo per segnalazioni di siti pedopornografici (senza avere alcun riscontro, ma spero la segnalazione sia andata a buon fine).
Tuttavia, l’immagine di una bimba dell’età apparente di non più di quattro anni nell’atto di praticare un pompino mi sconvolse talmente che da quel giorno evitai come la peste di avventurarmi in certi siti e per sicurezza ripulii cache e cronologia del browser.
Questo per dire che, se qualcuno risulta avere un hard disk pieno di video e immagini pedopornografiche, magari catalogate in cartelle e non semplicemente nella cache del browser, secondo me dimostra di essersele andate a cercare e, temo, di gradirne la visione. Nessuno terrebbe sul proprio computer immagini disgustose o disturbanti se non le trovasse soddisfacenti alcune proprie perversioni.
La giustificazione che adducono di solito queste persone colte in fallo è che "stavano documentandosi" ma è una scusa che non sta in piedi.

Quindi è giusto domandarsi se questi personaggi si limitino al voyeurismo o siano anche pedofili attivi. E’ giusto che il reato venga punito e che la società li tenga d’occhio ma mi piacerebbe vedere qualche volta anche la faccia di uno qualsiasi di quei rispettabili signori che, appena tornati dalla vacanza in Thailandia, magnificano le tenere terga dei bimbi appena abusati, vantandosene magari in palestra con gli amici. Mi piacerebbe vederli assicurare alle patrie galere e che il telegiornale ne parlasse, facendo nomi e cognomi. Altrimenti viene da pensare che la lobby pedofila esista e sia più potente che mai.

Questo mio post è il secondo (qui il primo) che aderisce all'iniziativa "Blogger contro gli abusi sessuali sui minori" di Psiche e Soma.
Un ringraziamento a
Comicomix per la vignetta (qui i codici per inserire il banner sui vostri blog).
L'inziativa continua e la partecipazione è ancora aperta a tutti coloro che volessero condividere la propria esperienza o dire comunque la propria opinione sull'argomento. Parlarne è importante.

lunedì 1 ottobre 2007

La psicologia pugnettistica

Capita molto spesso a noi psicologi di domandarci qual è il nostro ruolo nel mondo, soprattutto quando, durante un’amabile conversazione e la dichiarazione pubblica della nostra specializzazione, ci viene chiesto di dare significato ad un sogno ricorrente che affligge il nostro interlocutore.
Cinque anni di studio, una laurea dopo 25 esami, compresi quelli di Statistica, Logica, Intelligenza Artificiale e Fondamenti Anatomo-fisiologici dell’Attività Psichica, magari un'analisi personale di minimo quattro anni, corsi di specializzazione e forse siamo buoni appena appena come consulenti per il Banco Lotto.
Non importa, io mi diverto a queste domande, in fondo li puoi sempre scandalizzare andando giù pesante con la simbologia sessuale. "Eh, signora mia, se lei sogna sempre di essere in un campo di cetrioli vuol dire…"

Dovremmo in teoria essere coloro che raccontano i misteri della mente e aiutano gli altri a stare meglio con loro stessi ma qui non siamo in America, dove siamo tenuti in considerazione e rispettati. In Italia è rimasta qualche scoria clerico-fascistache ci percepisce come una specie di strumento del demonio demoplutogiudaicomassonico. Capita addirittura che, nel paese dei maghi, degli astrologi e delle cartomanti ad un euro e cinquanta al minuto ci dicano che la psicologia non è una scienza riconosciuta.

Con gli psichiatri è partita persa in partenza, come quando c’era Moggi. Con le loro pillole hanno sempre ahimé la soluzione migliore e poi loro curano i matti veri, non quelli che hanno solo le paturnie. Nonostante questa indiscussa superiorità sul campo non capisco perché quando ti scappa un “collega”, loro e tutta la casta medica dal proctologo all’ortopedico per la verità, ti guardano con quella faccia schifata e corrono a lavarsi le mani. Sembrano dirti che loro sono dottori, noi dottori del cazzo.

A proposito, quando vado in libreria e mi aggiro nel settore “Manuali”, mi sento ancora peggio che dopo un coming out con un collega medico.
Come possiamo competere con la psicologia fai-da-te, la manualistica (da mano?), ovvero la Psicologia Pugnettistica? Funziona così: compri il libro, ne discuti tra te e te e ti togli il pensiero.

Si contano ancora i danni provocati dai libri che inneggiavano all’Orgasmo Multiplo e alla ricerca del mitico Punto G, con orde di infelici che poi venivano perfino da noi psicologi credendo di essere degli anormali non avendolo trovato ma non importa, ci sarà sempre un nuovo manuale da consultare. Qualche esempio a caso, con il sesso che la fa da padrone, ovviamente:

"203 modi per farlo impazzire a letto", "Unico corso avanzato per farlo impazzire a letto (L')" (ci sono anche la versioni al femminile), "Perchè gli Uomini Vengono Così in Fretta e le Donne Fanno Sempre Finta", "Sexploration - Giochi proibiti per coppie. Istruzioni per l'uso", "Tantra, la via dell’Estasi Sessuale".
Il tuo lui o lei ti ha lasciato e ti senti di merda? "Come Riconoscere l'altra Metà della Mela Evitando il Bruco. Prevenzione e cura delle fregature sentimentali".
"Vicini di Cuore - Parole, sesso ed emozioni: manuale di manutenzione dell'amore" (proprio così, manutenzione, come la caldaia), "Fallo felice. Da donna a donna: tecniche esplicite per farlo impazzire sul pavimento, sul tavolo di cucina, o più semplicemente a letto".

Ci sono poi manuali che insegnano a vincere la timidezza, ad avere successo, a conquistare i colleghi di lavoro, a combattere i colleghi di lavoro, ad avere la meglio sui superiori. Ogni problema costa dai 10 ai 15 euro.
Chi scrive questi manuali? Penso proprio siano psicologi, che hanno così la loro vendetta. Vendetta anche sui loro colleghi psichiatri che magari leggono di nascosto in bagno “Come farla venire veramente senza che finga ogni volta come una stronza, in 10 lezioni” .
Tu avrai il rispetto e tanti pazienti, io ho venduto 10.000 copie, tiè!

giovedì 12 aprile 2007

Televisione, oppio dei consumatori

L'altra sera leggevo miriam161 che parlava della curiosità morbosa di certi telespettatori per le trasmissioni che rievocano brutali fatti di cronaca, quelli che gli americani chiamano “true crime”.

Poco prima avevo assistito al tg1 al video interruptus dell’esecuzione talebana dell’autista di Mastrogiacomo.
Il direttore, dopo aver ripetuto per almeno cinque-sei volte che si sarebbe trattato di un filmato rigorosamente destinato ad un pubblico adulto, con il risultato di far salire curiosità, aspettativa e adrenalina a qualche milione dei telespettatori di cui sopra, lo ha mandato in onda interrompendolo poi al momento dell’esecuzione vera e propria.
E meno male, ha fatto bene, non si trasmette la morte in diretta, anche per Saddam c’è stato il fermo-immagine poco prima che si aprisse la botola.

Ma allora mi chiedo: se sai già che non lo farai vedere per intero, perché crei l’aspettativa, perché vellichi in tal maniera i nostri peggiori istinti sadici e la nostra morbosa curiosità per poi lasciarci tutti con le mutande calate?
Cosa avranno fatto i più intraprendenti di quei telespettatori, i più assetati di sangue? Saranno andati su Internet a cercare il filmato in versione integrale, come per Saddam e Berg. Cosa che non avrebbero fatto in tal numero se Riotta e compari non gli avessero messo la pulce e anche la poiana nell’orecchio. Non lo sanno poi i tutori dell’informazione che in questi casi lasciare tutto all’immaginazione crea mostri peggiori delle immagini reali perché si va a pescare a strascico nell’inconscio?

Perché allora lo hanno fatto? Oltre allo scopo propagandistico che necessiterebbe di una discussione a parte, forse perché lo scopo della televisione sta diventando proprio questo: fornire piccole dosi di eccitazione, insufficiente per ottenere piena soddisfazione ma abbastanza per creare dipendenza. Sono gli oggetti che correrai frustrato a comperare per sublimare il desiderio inappagato, che potranno darti l’orgasmo consumistico.

Siccome per la Grande Sorella siamo dei bambini immaturi e difatti la televisione è tutta un’unica fascia protetta, la sessualità genitale, la forma adulta di sessualità, appagante e risolutiva, è vietata.
Nella pornografia generale del cattivo gusto e dell’orrido, l’unica cosa che la televisione generalista e gratuita ti nega è l’hardcore, i peni e le vagine. Il massimo del sesso adulto e consenziente che ti concede è quello adolescenziale degli sbaciucchiamenti oppure l’oscena allusione delle fellatio praticate sui gelati. Se resti insoddisfatto dall’ipocrisia del softcore potrai poi sfogarti con la pornografia vera e a pagamento sul canale vietato ai minori, cioè ai poveri.

Niente genitali ma a questo punto la trovata è puntare sulle perversioni che di solito non praticheresti nella realtà, ma che la televisione ti permette di sublimare come telespettatore.
La scopofilia (guardare) è l’essenza stessa della televisione. Richiede soggetti passivi che osservino e contemplino. Così come il feticismo. Il culto per gli oggetti inanimati ti viene fatto ingurgitare continuamente con la pubblicità.
Il sadismo viene sollecitato dai telegiornali che parlano di assassinii, stupri, violenze, guerre, stragi, genocidi. I reality show spingono il livello di sadismo sempre più verso l’umiliazione delle vittime, che rappresentano a loro volta i modelli con i quali si possono identificare i masochisti. Sono sempre più convinta che il profeta Pasolini con “Salò” abbia preconizzato i reality show più estremi.
La pedofilia è suggerita dai tanti bambini passivi, consumanti e sottilmente seducenti che reclamizzano sottilette e carte igieniche, alla faccia delle buone intenzioni che volevano limitarne l’utilizzo in pubblicità solo per i pannolini. Water, puzzette, yogurt che ti fanno “andare” ci ricordano l’esistenza del tratto finale intestinale. Non mancano le suggestioni omosex e transex, e perfino, ma qui forse mi sto facendo prendere la mano, la bestialità di Victoria e il Gorilla.

La perversione più oscura, la necrofilia, è rappresentata da dozzine di telefilm su obitori, medici legali, autopsie, scene del crimine e inchieste sui serial killers. La puntata di maggior successo di CSI, diretta da Tarantino, riguardava un agente sepolto vivo da un maniaco assassino. Abbiamo avuto i funerali in diretta per ore di Lady Diana prima e poi del Papa, con il gran necroforo Vespa a fare gli onori di casa e con interessanti dibattiti sulle tecniche di tanatoprassi e su come fosse venuta bene l'imbalsamazione.

La morte è in fin dei conti il punto di arrivo in questo tipo di televisione e la più efficace arma di angoscia di massa.
Visto che Eros è bandito, Thanatos ha campo libero. Non si ha idea della curiosità che la gente ha nei confronti della morte, e di come sia forte il desiderio ambivalente di allontanarne lo spettro angosciante e di indagarne il mistero. Ecco perché abbiamo seguito dozzine di puntate di talk-show sulla tragedia di un bambino assassinato (cosa c’è di peggio?), e siamo rimasti ipnotizzati dalle immagini ripetute all’infinito degli aerei che bucavano le torri gemelle polverizzandole con i loro tremila morti, la grande cremazione collettiva.

Siccome dobbiamo essere sufficientemente angosciati per rimanere sottomessi, lo spettro della morte, l’angoscia e l’eccitazione insoddisfatta ci spingono verso la grande panacea consumistica che celebra la nostra passività politica. Compera e sarai salvato.
Del resto cosa disse Bush proprio dopo l’11 settembre agli americani? Di continuare a partecipare all’economia americana. In dollaroni: “Ora potete tornare a fare shopping.” La pace è finita, andate in guerra.

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