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sabato 3 maggio 2014

L'importanza delle lingue nel raggiungimento dell'Erasmus


Voi la credete morta ma il tanatogramma della sinistra registra ancora attività residua. 
Il supereroe Micromegaloman lancia l'appello e raccoglie le firme per mandare Berlusconi in galera (l'assoluta priorità di un'Italia alla catastrofe) e soddisfa così la compulsione dei compagni a contarsi, questa sorta di grooming che lenisce l'angoscia da estinzione. 

Al contempo, SEL medita di confluire nel PIDDONE, il crogiuolo nel quale vengono fusi tutti i rottami di ciò che fu il PCI, assieme a quelli della DC perché non fanno la differenziata. 
Il motivo della diaspora e della fuga da Paravendola? Gli ottanta euro di Renzi, che al cambio, in denari sarebbero trenta. Migliore che sente il fiato del migliorista sul colle, è fisiologico. Mirano a diventare forza di governo. Ma certo, al governo con Renzi e gli squali della finanza busona e gli eurocrati che lo pungolano da dietro, ma facendo finta di pomiciare con Pippo il bello per salvare le appartenenze.
Cosa non si fa per evitare un futuro da zerovirgola e favorire in ogni modo l'acquisizione dello stile di vita dei migranti da parte degli abitanti della ex quinta potenza industriale del mondo. Ce lo chiede Laura.

A proposito di durezza del vivere. E la mesta Spinelli con il suo TetroHeuroCannabinolo, che combina con il greco? Tsipras, che qualche maldipancino all'interno di Syriza nei confronti dell'euro lo sente, ha confermato che lui vuole "salvare la Grecia dentro l'euro" e che "non esiste un problema euro". Io sto provando grande compassione per il destino di quel glorioso paese ma il nobile sentimento mi vacilla quando leggo che Syriza e il toyboy delle dame di S. Vincenzo della sinistra in tournée in Italia rischiano di essere il primo partito con un leader del genere "o non capisci un cazzo o sei disonesto". 

Intanto si è appena celebrato, nonostante la disoccupazione e la precarietà alle stelle, il rito tribale del primo maggio e i compagni sono riusciti a sfancularsi perfino a colpi di concertoni con chitarrosi ribelli all'attacco del povero Renzi che più che mettere Poletti al lavoro cosa poteva fare? 
Colui che, dai e dai, alla fine ha cantato davvero "vola ragazzo lassù, vola tra l'ANPI e Pelù", dal palco del concertone 1 (quello romano ed origginale, mica quello 2 eretico di Taranto, con tutti quegli operai scassacazzi dell'ILVA), ha letto un comunicato con il quale ha accusato Renzi di fare l'elemosina agli italiani e di essere il "boy-scout di Gelli", scatenando l'ira delle sarapiche piddine ma soprattutto dell'ex glorioso foglio del PCI, scatenatosi nella nuova fregola da attenzionamento. "Ma Pelù visitò Villa Wanda!!"


Povero Antonio Gramsci, che credeva di aver visto il peggio nel carcere fascista e non immaginava cosa la sua "Unità" sarebbe diventata. Si consolerebbe forse a leggere i commenti dei lettori sotto a questi pezzi di giornalismo organico anfibio. Forse c'è ancora una tenue speranza di salvarne qualcuno.

Le soddisfazioni migliori del Piddiwatching e di quello che non è più ormai solo il PUDE come partito ma come Pensiero Unico Dell'Euro, ci giungono come sempre dalla televisione. Una settimana intensa, e vedrete da qui alle elezioni europee che crescendo rossiniano sarà. 
Lunedì intervistona in giacca e cravatta da colloquio di lavoro del famiglio Formigli a ciò che resta di Berlusconi. La domanda più interessante è stata: "Ma ce la fa Renzi??!"
Martedì, mi dicono, nel freak show di Floris grande numero di Pina Picierno con srotolamento di scontrino da ottanta euro di spesa che dura due settimane. Roba da far impallidire le performance tipo sparizione dell'anguria da accovacciata.
Mercoledì solita esibizione di Adinolfi, il tronfio della volontà e giovedì, da Santoro, l'ostensione dell'operaio, ovvero del candidato del PD, ovvero, l'ossimoro vivente. In omaggio a tutti i partecipanti, il critico d'arte arruolato nel truppone filotedesco e Zingy Stardust, l'economista più bono che bravo, il liberista a corrente alternata ("l'euro è il problema ma non è il problema, l'Europa è un'OCA ma non è un'OCA"). 

Lasciatemi spendere però due parole in più per la vera avanguardia della propaganda piddina, ovvero #canottoemezzo di Dietlinde la belva della Merkeljugend. Una trasmissione di approfondimento che sta diventando un fetish show per master and servants. Come non definire infatti  bondage estremo l'abuso continuato ai danni di un filosofo come Cacciari che già si presenta in tv con la maglietta "DIFFIDATO"? Per non parlare dell'interista Severgnini che sarebbe ora si decidesse tra il magnificare Albione o un'Europa che Albione aborrisce sempre più.  
E' in prossimità delle elezioni europee che in Lilli sta prendendo sempre più il sopravvento Dietlinde. L'altra sera, discorrendo con non ricordo più quale ospite, facile fosse il Piddinoditurno, è partito uno spottone a favore dell'industria automobilistica tedesca dal titolo "quale italiano non sogna di comperare un'auto tedesca?" Spottone con tanto di marche citate: MERCEDES, AUDI, BMW. Va bene che non era la RAI ma non era vietata la pubblicità palese nei programmi "politici"?
Il meglio però è stato ieri sera. La vittima nella vergine di Norimberga era il povero Fitto e l'esempio da imitare era la candidata piddina lingualunga e poliglotta. Inevitabile per Lilli finire a parlare di lingue e di internazionalsocialismo. (Mioddio ma quanto mi siete inconsce a volte!)
Stavano parlando di tutt'altro quando la Domina, a tradimento, a Fitto: "Lei quante lingue parla?" E lui, meschino: "Maah, l'inglese.... ma devo ancora studiarlo". La Domina, schifata, alla piddina: "E lei?" "Quattro!" 
E' così che raggiungono l'Erasmus multiplo.

(Mi scuso per il livello basso di questo post ma la sinistra questo offre. Miserie e ignobiltà.)

Addendum pomeridiano:
Su Radio Radicale (PUDE conclamata) convegno "L'Europa che faremo" organizzato dal PD. Grandinata di cazzate grandi come noci. Cerco di riassumerne qualcuna a memoria. 
Le politiche di austerità che "stanno affossando il sogno e la fratellanza e il manifesto di Ventotene" e kitemmuort? Volute e realizzate dai governi di centrodestra degli ultimi anni. (!!) Fassina che piagnucola sulla deflazione salariale ma come al solito non riesce a fare l'ultimo step e tira per la giacca Zingy Stardust e il suo ultimo libro. (Se lo dice luiii!) 
"E ora chiamiamo uno studente che ha fatto l'Erasmus!" (e te pareva). Pistolottone autoerotico del fanciullo su quanti viaggi s'è fatto e alla domanda pelosetta dell'intervistatore se, "alla luce della sua esperienza ritenga fondata la critica all'euro" lui risponde: "nooooo, io non avrei mai potuto farmi st'esperienza senza l'Europa e l'erasmus." Peccato che si sia lasciato scappate il dettaglio che lui l'orgasmus l'ha avuto a Budapest, ovvero in Ungheria, che non è nell'euro. La ripassassero prima, almeno.

venerdì 8 novembre 2013

E alla fine non rimarrà neppure la numero uno


"Se eliminiamo il contante elimineremo di conseguenza l'evasione fiscale."

Ecco una delle più efficaci boiate ad usum boccaloni inculcata dalla propaganda neoliberista.
Efficace perché sono sicura che avrete sentito mille volte i vostri interlocutori, stimolati alla discussione dopo l'esternazione di una vostra perplessità a riguardo dell'affermazione suddetta, rispondere con la solita sequela di piccati luogocomunismi.
Solo per citare i più celebri: la romantica visione degli spalloni che valicano il confine con le valigie piene di banconote da 500 euro per aprire il conto illegale a Mendrisio, la leggenda metropolitana delle 500 euro che nessuno ha mai visto (ma quando mai!) e che, se uno tenta di pagarti con quelle, è sicuramente attiguo al cartello di Tijuana, San Marino che è un paradiso fiscale dove, ridaje, gli spalloni vanno e vengono carichi di valigie, e via coglionando.

Per capire come riesca ad essere così pervicacemente creduta la boiata, in un mondo dove ormai la vera ricchezza è in forma di bit ma al popolo viene fatto credere che stia nel deposito di Zio Paperone, basta riflettere su come la serata televisiva sia ormai divenuta un unico RaiNettuno di master intensivi di indottrinamento sul neo regime aureo. Ricorderei con affetto, a proposito, questa memorabile ed eroica puntata di Report, un vero "Triumph des Willens" del PUDE.



I social media, da parte loro, ci permettono di controllare in tempo reale la risposta dei soggetti allo stimolo propagandistico televisivo e purtroppo dobbiamo riconoscere ogni giorno di più che Pavlov, nella sua visione considerata da alcuni troppo primitiva della psicologia, aveva ragione.
Provate infatti a convincere i cagnolini fistolizzati che anche a San Marino la pacchia è finita e che nelle regioni più ricche ormai svolazzano da mane a sera i droni della finanza, ma non c'è verso, salivano solo con il campanellino magico dell'associazione contante-evasione.

Non capiscono, gli aberlinati, che questa continua stretta sul contante a disposizione è una cura a scalare per disabituarci al benessere.
Perché in realtà i capitali devono poter viaggiare liberamente senza sbattere le corna sui fastidiosi meridiani e paralleli (cit.) ma l'importante è che siano solo in forma di bit e soprattutto che non appartengano più al popolo.
Non colgono, i meschini, nei piani di austerità imposti agli altri paesi dalla Germania, la somiglianza con gli stessi vizi di spoliazione dei paesi vicini che erano propri del Piano Funk. Non capiscono che si vuole segregare la ricchezza collettiva e riempire il deposito fino a farlo scoppiare, in un delirio psicotico anal-monetario di ritenzione senza limiti. Il controllo paranoico dell'inflazione che però, con l'occasione, in questo manicomio permette a medici, infermieri e finti pazzi, assai furbi ed opportunisti belli de zio(Paperone), mescolati con i veri malati, di arricchirsi a dismisura.

"Se eliminiamo il contante elimineremo di conseguenza l'evasione fiscale." Mi meraviglio che il PUDE non abbia ancora pensato di scrivere questa massima sui muri, a coprire la traccia sbiadita dal tempo dell' "aratro che traccia il solco".
Nascondete un centino. Forse ci servirà per ricominciare.

mercoledì 6 novembre 2013

Gli aberlinati ©


"A sfurtûn-a a l'è 'n belin ch'ù xeua 'ngìu au cû ciû vixín." 
(La sfortuna è un "uccello" che vola intorno al culo più vicino). F. De André

Mi concederete, visti i natali genovesi, una variazione bachiana sul concetto di abelinato. Niente di colto o matematico, ma soltanto un arpeggio sull'assonanza linguistica tra belino e Berlino.
Con il termine aberlinati vorrei quindi, with all respect, indicare d'ora in poi  i parabolani incaricati dal PUDE di sfanculare gli italiani dall'alto del loro moralismo teutonico sulla cloaca maxima di Facebook o sui freak show serali, senza che nessuno per altro colga mai il profondo razzismo che la Germania rivolge ai suoi malcapitati coinquilini del Sud Europa in questi atti di pura propaganda.
Di uno dei loro massimi esponenti vi offro un esempio assai gustoso qui sopra grazie a Mario che l'ha twittato per noi.

Gli aberlinati sono personaggi che non esitano a mangiare nel piatto nel quale sputano e che, nonostante trovino qualcuno che ogni tanto risponde loro per le rime, in generale  si portano appresso i sottoaberlinati o muttiminkia ©, ovvero gli italiani che, ancora una volta accecati dal mito tedesco nonostante le precedenti storiche tranvate, danno loro pure ragione e si offrono volontariamente per essere macellati. 
Siete dei lazzaroni, dei mangiapane a ufo, dei sottoprodotti dell'umanità per i quali non ci leveremo mai un würstel di bocca nemmeno doveste crepare di fame, ci dicono gli aberlinati di primo livello e quelli di secondo livello ripetono salivando: "Si, avete ragione, la Germania si che è un paese che cresce, che produce, mica come noi."

Sono perversioni estreme anche queste, mica solo quelle del masochista che sognava di automangiarsi.  

sabato 14 settembre 2013

Le forche piddine


Se chiedete ad un tenutario di stalk show (uno qualsiasi, tanto hanno l'attacco universale) se sia possibile affrontare argomenti diversi dalla propaganda di regime e far parlare per il tempo necessario esperti che forse potrebbero denudare l'Imperatore, egli vi risponderà come ha fatto Gianluigi Paragone dopo la valanga di insulti beccatasi in diretta dal popolo di Twitter la sera dell'esordio del suo programma:
"Non lo facciamo perché fanno scappare i telespettatori. Noi abbiamo superato l'obiettivo di share che ci era stato fissato. Di share e di target. Bye bye."
Basta, chiuso, l'ha confessato.
E tutto ciò dopo essersi fatto bello per tutta la settimana precedente con i promo "annamo, occupamo, menamo" che, ormai lo possiamo dire, costituivano pubblicità ingannevole acchiappagonzi.
Lo schiaffo però alla fine l'ha preso lui, da quei telespettatori che si sono sentiti giustamente coglionati, che rappresentano al giorno d'oggi la vera critica televisiva e che non te la mandano certo a dire ma proprio ti ci mandano, e che la prossima volta non ti guardano più.

La Rete e il suo potere non conteranno un cacchio secondo le sussiegose dame di corte di Versailles, ma Mentana ieri sera s'è risentito assai di questa rivolta popolare contro gli stalk show (lui che andò su Twitter ma poi, visto che non lo facevano giocare, si prese il pallone e andò via) e ci ha fatto su la serviziessa sul tiggì, facendoci però capire che per lui, come per  i tenutari chitarrosi, conta solo la stroncaturina d'ordinanza dell'Aldo Grasso, ovvero del collega di corporazione, del pari grado, sulla pagina di carta. Loro sono loro e voi...
E, per ribadire il concetto di cosa sia il vero dibattito politico televisivo con il massimo di democrazia possibile e la par condicio di princisbecco, ha riesumato, a corredo del pistolotto, nientepopodimeno che le immagini in bianco e nero e ormai ectoplasmatiche di Kennedy e Nixon del 1960 e le Tribune Politiche italiane dei Zatterin e Jacobelli.
Roba di 50 anni fa. Non ho parole. Questi non sono giornalisti, sono archeologi ma convinti purtroppo di stare sempre sul pezzo. Invece stanno su qualcos'altro con due zeta, oltre che completamente fuori dallo Zeitgeist.

Perché allora Paragone ha invitato Bagnai a fare da numero di contorno ad un incontro di wrestling e all'esposizione di infelici fenomeni da baraccone come il frackarolo Testa e L'Uomo Piddino Adinolfi, più le solite ragazze in bikini con il cartello del "round"?
Facendolo andare in onda, per altro, il Bagnai, all'ora dei vampiri, con un pubblico trattenuto con l'inganno per 3 ore in un pollaio immondo, ormai stremato dalla tortura della vociaccia della Santanché a tutto volume e dal waterboarding della propaganda piddina?

Vi svelo un trucco. Quando si presenta l'ospite di una trasmissione con il termine "rivoluzionario", "idee rivoluzionarie", tra sorrisetti sardonici e ammiccamenti di intesa tra compagni di merende, come era accaduto l'altra sera tra Paragone, Mentana e Lilli Cougar presentando Bagnai nell'anteprima della serata, è evidente che sarà agguato. Occhio ragazzi! Insomma #sevedeva.
Sarà agguato perché il compito dei volonterosi tenutari di questi casini televisivi di regime è di occuparsi amorevolmente della rieducazione mediante passaggio dalle forche piddine, dei ribelli che oggi sono soprattutto quelli che denunciano la deriva antidemocratica in politica ed economia, annunciando al contempo ogni giorno dal web l'inadeguatezza del mezzo televisivo come strumento di resistenza. Tirando giù loro le mutande, ai tenutari, per mostrarne le vergogne ogni volta che se ne ha l'occasione. Come sto facendo io adesso.
Non dimentichiamo che, nello specifico, stiamo parlando della più piddina della reti, la setta sulfurea del Cairo. Un rete che ogni sera celebra i fasti del PUDE con i suoi Formigli, Santoro, Mentana, Crozza, Gruber, e Telese (da pochi giorni passato a Canale 5) e celebra un sacrificio rituale al San PD, protettore dell'anima loro. Praticamente la Radio Maria del PD.

Quindi, se ti invitano lì, vuol dire che ti si pappano, ti masticano e poi ti sputano. E se il tuo mondo di appartenenza è il web per loro sei ancora più gustoso. Video kills the web star. Puoi essere sicuro che ti attirano in TV solo per massacrarti e farci lo snuff movie.
Come è successo alla blogger di Mangino Briosche, invitata dal subdolo Telese (buono quello!) all'ultima puntata di "In onda", e dal cui post cito questa grandissima verità:
 "La tv è un trappolone che non risparmia nemmeno chi lo tende: è impossibile entrarci senza restarne coinvolti, presi nel gioco del colosseo, nella schermata playstation in cui ciascuno usa le sue armi e vince uno solo. Purtroppo le mie armi non erano quelle giuste, soprattutto la più giusta di esse: non voler avere le armi, non voler combattere. In TV può vincere davvero solo la diserzione, ora lo so."
Siccome siamo inguaribili ottimisti, o forse solo coglioni, ogni volta ci rammarichiamo per la delusione nei confronti di un programma che sembrava essere diverso. Ma diverso da chi e da che cosa? La televisione ha cessato di avere funzione educativa quando è sparito il maestro Manzi dai palinsesti ed è iniziata la commercializzazione anni 80, con la falsa liberalità del culo all'aria e del pornettino la notte e la marmellata di monnezza ad ogni ora del giorno affinché il pubblico devolvesse i suoi neuroni alla causa della globalizzazione. Dovremmo attenderci oggi, in piena accelerazione forzata della decadenza verso la restaurazione reazionaria, una televisione capace di opporsi al regime?

Una televisione che pensa che l'unico istinto da coltivare nel telespettatore sia il sadismo di assistere alla pubblica umiliazione di gente qualunque, massacrata da cuochi miliardari, esposta nelle sue oscene deformità fisiche e mentali e malattie imbarazzanti, sottoposta a torture fisiche e psichiche in gare di soppravvivenza secondo il principio del "vince solo chi riesce a sopraffare l'altro con ogni mezzo"? E tutto questo facendo credere che sia tutto vero, genuino, un vero snuff movie dove la gente muore davvero mentre invece è tutta roba finta e tinta?
Con il telespettatore che intanto viene torturato sul divano del salotto dalla più sottile tecnica di distruzione sistematica dell'attenzione che è l'interruzione pubblicitaria? Come fai a seguire qualsiasi ragionamento se ogni dieci minuti  "ora c'è la pubblicità, non andate via". Ma andatevene affanculo voi.

La televisione è tornata alle sue origini naziste, a quando Goebbels era entusiasta del suo potenziale propagandistico.Guardate la faccia del nazi in questo raro filmato,  il ghigno con il quale si rivolge al telespettatore. Lui considera quelli al di là del catodico dei deficienti che andranno in solluchero di fronte a qualunque cosa lui gli proporrà di guardare. Sono passati ottant'anni ma non si sentono.


L'informazione televisiva è un cadavere disteso sul tavolo autoptico. I tenutari attaccano dei fili alle braccia e alle gambe e le muovono, facendoci credere che quella cosa sia ancora viva. Sono proprio cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. E' una definizione dei giornalisti di Giorgio Gaber, 1980, che calza a pennello anche a tutti i tenutari, chitarrosi e no.  E dai tempi di Gaber non è cambiato niente, anzi, è sempre più il Salò di Pasolini. I poeti avevano previsto la decadenza della cultura, come gli economisti i disastri delle sperimentazioni ultraliberiste.

Rassegnamoci. La televisione ha ormai un'unica funzione: fungere da ottimo induttore del sonno. E, non dovesse funzionare, siamo fortunati che, a differenza dell'incubo di Orwell, possiamo ancora spegnerla ed escluderla dalla nostra vita.

martedì 5 febbraio 2013

Pioggia dorata


Se i mercati, JPMorgan, lo spread, le agenzie di rating, il parrucchiere della Merkel, le Borse mondiali, l'Economist, le istituzioni europee, la stampa collaborazionista e tutto il cucuzzaro reazionario finanziario si sono presi paura dell'ultima monelleria via etere di abberluscone e "lanciano l'allarme", ciò può voler dire una cosa sola e molto semplice. Mi dispiace ripetermi ma sembra proprio tutto un gioco del quale anche B. faccia parte. Altrimenti nessuno avrebbe dato tanto peso ad un leader mummificato ormai fuori uso ed innocuo.
Al gioco ci si è probabilmente prestato già un anno fa - a proposito di trattative, sarà interessante tra vent'anni indagare su questa - e oltre ad aiutare a minare ancor di più la democrazia italiana, che da ultrareazionario qual è non dovrebbe essergli difficile, sapendo di non essere più il prescelto per governare, alza la posta per ottenere qualche ulteriore vantaggio personale. Magari il famoso salvacondotto giudiziario che avremmo dovuto dargli già vent'anni fa, fossimo stati preveggenti. Insomma il nostro unirebbe l'utile al deplorevole.

Tornando al Defcon 2 dei mercati. No, ma veramente pensate, come quelli di Repubblica, che JPMorgan e la finanza casinò si stiano angustiando per noi e del fatto che B. potrebbe ancora okkupare l'Italia per anni, dopo averne ipnotizzato gli elettori, facendoci sprofondare nel baratro, poeri nani?
Quella è gente che si è inventata i Credit Default Swaps, scommesse sul fallimento di aziende prima e poi di interi paesi. Più ti avvicini al baratro - quello reale, dei lavoratori e delle imprese, non quello propagandistico dei bocconari - più perdi il lavoro e più avresti voglia di attaccarti una corda al collo e più loro guadagnano, allargando a dismisura il differenziale tra noi 99% e loro 1%. 

La posta in gioco in Europa è troppo grossa. L'euro mantiene l'eurozona sulla graticola e gli shock esterni finanziari ricorrenti ne minano sempre di più la resistenza - segnale che il tessuto economico reale è ormai immunodeficitario - è in AIDS. Finora la Germania e gli altri paesi del centro hanno goduto dei vantaggi del neomercantilismo che strangola i paesi della periferia e la finanza ci ha fatto sopra il suo gioco sporco di scommesse, ma se il giocattolo dovesse rompersi, magari perché la Francia tirerà fuori la grandeur di salvataggio e rovescerà il tavolo, provocando una reazione a catena in altri paesi ormai stremati dal laccio dell'euro, qualcuno potrebbe cominciare a perdere i sudati guadagni e gli vantaggi economici slealmente ottenuti a danno dei soci. Ecco perché è importante continuare a piazzare i propri esattori e collettori di credito nei punti strategici.

B., in questo gioco al massacro, impersona (benissimo, da attore consumato e bisunto qual è) il ruolo che in Grecia è assegnato ad Alba Dorata. Inserire una minaccia antieurista in un paese per aver ancora più ragione a difendere l'euro e il regime antidemocratico che lo sostiene e spingere ancora più a fondo l'acceleratore verso la messa in discussione della democrazia. E' la strategia dell'infiltrazione. Sono degli sbirri, dopo tutto.
Sapete quanto possa avere in uggia gli elettori di B. Gente boccalona e con incrostazioni di ignoranza inattaccabili dall'acido muriatico che da vent'anni non sa distinguere tra Vanna Marchi - con tutto il rispetto - e uno statista. 
Però, questo messaggio neanche tanto subliminale che gli italiani sono pericolosi perché potrebbero fare una scelta sbagliata alle elezioni rivotando er puzzone e quindi prendiamoli per mano e guidiamoli verso il grande occhio di Euron perché da soli non sono in grado di autodeterminarsi, dovrebbe preoccupare chiunque, soprattutto i Doncamillopepponi che smaniano all'idea di governare un protettorato tedesco per procura  con l'ideologia dello gnocco fritto e del farsi belli con le banche. 

Potrebbe finire come la Grecia, con elezioni da rifare subito perché il risultato non è gradito alla Regina di Prussia, ad esempio se Grillo otterrà più del 20%. Oppure con un risultato a PD azzoppato stile 2006, provvidenzialmente favorito dal porcellum che nessuno ha avuto interesse a sostituire con una nuova legge elettorale,  che costringa la "sinistra" ad assoggettarsi ai voleri del P.U.D.E. (Partito Unico dell'Euro) e con B. nel ruolo di disturbatore ufficiale del manovratore. 
Il proliferare di piccole liste che in un sistema maggioritario non hanno alcuna possibilità di vincere dovrebbe far capire che l'interesse è ancora una volta l'ingovernabilità dell'Italia. Inoltre si inventeranno qualcosa per blindare gli attuali equilibri di forze in senso conservativo e sempre più antidemocratico. Magari con un Monti al Quirinale. Lui dice che non ci pensa, quindi sapete già chi sarà il prossimo dopo Re Giorgio.





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