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lunedì 2 giugno 2014

Il mostro europeo genera sogni


Secondo lo statista ateniese Alexis Tsipras, le mostruosità create dall'austerity sono Marine Le Pen e Nigel Farage, non l'euro e le politiche di shock economy eurocratiche che infiniti lutti addussero agli achei suoi compatrioti. 
Tsipras è colui che ha appena fatto l'Erasmus politico in Italia pescando a strascico tutto il meglio intellettualume della sinistra griffata per mandare la figlia del poro Spinelli a Bruxelles a difendere il sogno europeo. 
Farage invece è quello che a Bruxelles da qualche anno dice in faccia a Van Rompuy, a Barroso, a Schultz e agli altri anominati che il loro sogno sta traballando e rischia però, crollando, di distruggere i popoli europei come ha già distrutto la Grecia. 
Secondo voi non è questo uno scontro, oltre che tra politici e cialtroni, tra realtà fattuale ed allucinatoria? Tra un signore lucido, Farage, e un lucido sognatore, Tsipras, convinto di poter modificare l'assetto dell'Europa e dell'eurozona come manipola i propri sogni? 

L'Europa come ologramma, la sua trasformazione in illusione, in prestigio, grazie ai media compiacenti, serve unicamente a nascondere il carattere servile e criminalmente collaborazionista dei suoi esecutori materiali. I mandanti sperano che il pubblico, catturato dal prestigio dei maghetti sul palco, rimanga imbambolato e, alla fine, applauda la sparizione nel nulla del benessere di intere generazioni. 
Le Pen e Farage sono quelli che, seduti tra il pubblico, rivelano il trucco ad alta voce ed è ovvio che il pubblico, che vuole cadere nell'inganno del prestigio, che vuole la magia e non la realtà, che sa benissimo che è un trucco ma non vuole che glielo si sveli, si rivolti e cerchi di linciarli.

Su questo sentimento di attaccamento all'illusione conta la propaganda del complesso militante-industriale ideologico del PPU (Partito del Pensiero Unico),  che mira a mostrificare i dissidenti. 
In Italia, ancor più di Marine Le Pen, che pure è uscita vittoriosa in Francia dalle elezioni europee e si è alleata con la Lega Nord antieuro di Salvini, è Nigel Farage, il leader dell'UKIP, il partito indipendentista britannico a preoccupare il mainstream.
Oltretutto dopo che Beppe Grillo ha annunciato di volerci fare gruppo assieme, piuttosto che con i Verdi della patriota tedesca Ska Keller e del residuato bellico sessantottino Daniel Cohn-Bendit.
E' bastato questo per far distogliere l'occhio di Sauron da Marine e Matteo e farlo posare sull'inglese. Non sia mai che venga dalla Contea e sua madre si scopra fare Baggins di cognome. La saga tolkieniana potrebbe avverarsi nella storia: Nigel che getta l'euro nel fuoco del monte Fato con Van Rompuy attaccato ai bullocks.

Se Grillo è percepito come il pericolo (più per i suoi sottosignificati, probabilmente), Grillo + Farage è la bomba atomica. Pori piddini, sempre affamati di un oggetto sul quale proiettare il loro delirio paranoideo di persecuzione, dopo che Berlusconi è stato ormai cooptato come disinnescato e perciò innocuo alleato. Il paradosso è che pure i militanti del M5S sono preoccupati dell'alleanza con Farage perché "è fascista". Sapete, l'antifascismo in assenza di fascismo, che si accompagna all'anticomunismo in assenza di comunismo nella grande nube tossica sprigionata per confondere gli schieramenti politici da quello che sarebbe l'obiettivo comune per il quale i cittadini dovrebbero lottare assieme.

E' fascista Farage? E' un nazionalista, indipendentista e mette il suo popolo al primo posto, prima degli altri. Come Putin, del resto. Tutto qui. 
E' normale che in un paese di lavoratori per il re di Prussia, di persone che considerano la patria un valore fascista e il patriottismo una cosa che si usa ogni quattro anni quando ci sono i mondiali di calcio la cosa sia sconvolgente. Un'eresia contro il Partito della Parte Giusta, i cui principali miti fondativi sono il Falso buonismo, la Cosmetica dei diritti civili, il Femminismo piagnone, l'Omologazione e la Retorica del migrante.
Sapere che c'è qualcuno che si oppone a questa weltanschauung (la maiuscola è muta) che serve così bene la globalizzazione al servizio del capitalismo assoluto, li sconvolge.

In questo filmato, piuttosto lungo e in lingua originale senza sottotitoli (ma che ve frega, voi avete fatto l'Erasmus, no?) tratto direttamente dal sito dell'UKIP, dove si trovano anche i programmi politici per le tematiche locali ed europee, così leggete da voi di cosa si tratta senza bisogno di quei giornalacci e delle trasmissioni di sprofondamento, sono raccolti alcuni dei più interessanti interventi di Nigel Farage al Parlamento europeo. Nigel che dice a Van Rompuy "Ma lei chi è, chi l'ha eletta?", che strapazza il compagno Barroso, che ricorda il ruolo dominante della Germania e gli errori nell'applicazione della moneta unica; che ricorda come i governi legittimi di Grecia e Italia siano stati rovesciati da manovre di palazzo europee e sostituiti con governi fantoccio. Che ricorda come Francia e Germania non possano coabitare in questa Europa a queste condizioni; che denuncia la tragedia greca e quella prossima spagnola. Che ne ha per Monti e per Draghi e soprattutto per quelli che, ascoltandolo, ridacchiano e scuotono la testa, non immaginando che un giorno, quando saranno chiamati a rispondere del loro operato, avranno ben poco da ridere. Solo guardare la loro reazione alle parole di Farage è uno spettacolo con goduria annessa infinita.

Onestà intellettuale vorrebbe quindi, anche se è ormai noto che le due parole formano un ossimoro, che si riconoscesse a Farage il merito di essere l'unico a raccontare ai cittadini europei con una certa passione Cromwelliana, il vero volto dell'istituzione europea per metterli in guardia contro di essa. Soprattutto riguardo alla minaccia che essa rappresenta de facto per la nostra DEMOCRAZIA. Dovreste dirgli grazie, almeno.


martedì 27 maggio 2014

I Piddino Boys e la Carosellonomics


Ieri sera a "Piazzapulita" abbiamo saputo da Edward Luttwak che, nel 2011, Merkel e Sarkozy andarono da Obama a chiedergli di rovesciare il governo Berlusconi perché alcuni ministri italiani si erano lamentati con i colleghi francesi e tedeschi che il Premier stava con la testa da un'altra parte e non era in grado di governare la crisi e fare le fottutissime riforme. Al che - non ridete ora - Obama avrebbe risposto sdegnato che gli Stati Uniti non intervengono nelle politiche degli stati sovrani e quindi ciccia. Vi lascio fare le vostre congetture sull'interpretazione da dare a questa parabola del falcone neocon e indovinare chi sarebbero le nuore che dovrebbero intendere e se il messaggio debba o no essere ascoltato alla rovescia per capirne il vero significato.

A proposito di falconi e operazioni condor, ricordate quel vecchio carosello anni '70 dove i cittadini del Paese Felice erano costantemente minacciati dal perfido Jo Condor ma quando invocavano "Gigante, pensaci tuuuuu!!!" arrivava uno spilungone ex machina che risolveva tutto con saggezza e comminando infine la giusta pena all'odioso pennuto? Riguardiamocelo (e fate bene attenzione alla forma che assume l'uccellaccio folgorato: Confindustria o Terzo Reich?)


Perché questa botta di nostalgia dell'infanzia? Perché l'infanzia è il periodo del cosiddetto "pensiero magico". Ieri sera, dopo le rivelazioni di Luttwak sul golpe, venendo alla vittoria alla Enver Hoxha di Renzi che, secondo il falcone, "piace molto ai banchieri", si è passati al tema della serata: cosa farà Renzi per rilanciare l'economia.
Uno si sarebbe aspettato un'analisi sulle oggettive difficoltà di applicare strumenti espansivi in regime di vincolo monetario che impone politiche economiche pro-cicliche. Invece abbiamo assistito ad una lunga seduta di autocoscienza piddina durante la quale il pensiero magico è stato applicato in maniera psichedelica alla macroeconomia.

Hanno duettato, scambiandosi allucinazioni e formule alchemiche per la realizzazione della pietra filosofale, mentre perfino la Santanché scuoteva sconsolata la testa, il bocconiano Tito Boeri, quello dell' "hai voglia aggiungere del rum" e la statista Debora Serracchiani, assistiti al famiglio Formigli che porgeva gli zuccherini.
Chi non ha visto farà fatica a immaginare cosa possa essere uscito da quelle menti. Alla fine ho spento il televisore con lo sgomento che dà la consapevolezza di essere nelle mani di gente che non ha assolutamente idea di cosa stia facendo e di quale sia la realtà con la quale dovrà confrontarsi. Una cosa veramente allucinante, tanto per parlare da vecchi hippies.

Innanzitutto è stata letta la notizia che Renzi pensa ad una manovra da 150 miliardi di euro da impiegare in manovre di tipo keynesiano in cinque anni. (Il piano quinquennale!)
Già questa è grossa ma i nostri allucinati non si sono affatto scomposti. 
Noi sappiamo che ci sono il Fiscal Compact, l'ERF, tutte cosucce per pagare le quali proprio il nostro amico amerikano dice che ci vorranno 10 IMU all'anno per cittadino. Sappiamo che i trattati europei impediscono qualunque tipo di manovra keynesiana, ovvero di intervento statale di investimento nell'economia reale, perché lo vieta il pensiero dominante ordoliberista. Il fatto che la Germania non rispetti le regole non c'entra, perché si parla di noi e noi non siamo la Germania.
Soprattutto, il vincolo esterno, ziobonino, impedisce qualsiasi forma di creazione di moneta che non sia quella che il drago Smaug a guardia del tesoro decida di elargire a caro prezzo ai paesi dell'eurozona. E sempre che la Germania accetti di fare un passo indietro.
Non è la tesi dei populisti e degli economisti euroscettici, è ciò che prevedono l'architettura dell'euro e la shock economy nati dal pensiero hayekiano.

Questi invece, siccome non possono certo andare in TV, dopo che undici milioni di bip bip li hanno votati, a dir loro: "Cucù, finora s'è scherzato, ora vi romperemo il culo", sono costretti ad inventare, ad applicare il pensiero magico, tanto i loro elettori credono alla benzina che costerebbe 70 volte 7 uscendo dall'euro e quindi vanno sul sicuro. Contano su un bacino di ignoranza economica di enormi dimensioni.
Ecco quindi che, visto il grande successo di Renzi, e sempre per quella storia dell'autorevolezza, potranno andare in Europa a cambiare le regole. E' semplice, basta ridiscutere ed è ovvio che quegli altri diranno di si. Ci sono i vincoli sulla spesa? Non c'è problema, si ridiscute e vedrai che ci faranno lo sconto. Dopotutto allo sportello c'è Draghi, vedrai che come ci vede, sgancia.
Insomma, l'apparizione in un alone di luce del mostriciattolo di Firenze a Bruxelles farà cadere la Merkel in ginocchio e l'incantesimo della fata cattiva sarà sciolto. La Germania accetterà qualunque cosa. Di cacciare gli eurobond, di rinunciare al primato sull'export, di accollarsi le difficoltà dei PIIGS spremendo i contribuenti tedeschi, di smettere di fare la Germania. 
L'anima benedetta di John Maynard il bianco apparirà a cavallo di un destriero e i forzieri dei paesi del Sud Europa si riempiranno di miliardi e miliardi di euro da spendere per costruire scuole (è una mania quella dei renziani per le scuole), mandare ottanta euro anche ai morti e salvare le amate banche di partito; i derivati sottoscritti dai comuni da quelli che non capivano l'inglese si trasformeranno nell'albero degli zecchini, le casse dei comuni strariperanno di sghei e ci sarà figa e piadina per tutti.
Ditemi se, anche se io ci ho affabulato un po' sopra, riascoltando la puntata, non è proprio quello che affermano. 

Il bello è che Boeri sa, non può non sapere. Sa che la disoccupazione nel Sud dell'eurozona non è uguale a quella del Nord (evita però di dire perché); sa che aderire al vincolo esterno significa cedere sovranità ma dice che si potrebbe sempre rivedere qualcosa. Ah, beh. Renzi è l'argine contro il fronte antieuro ma deve fare le riforme. Addirittura, sarebbe il caso di svalutare l'euro (!!) per far partire la crescita. Qui il casino non è solo convincere la Germania ma gli Stati Uniti che forse, qualche vantaggio da un euro più forte rispetto al dollaro lo ricavano e non so se vi rinuncerebbero. Ma certo Renzi può convincere anche Obama, che cce vo? (Cos'è, un altro "ghepensimi"?) Senza contare che ormai Fassina aveva capito che non si può svalutare l'euro ma soltanto i salari e ora che facciamo, lo rigettiamo in confusione? Sarebbe una crudeltà.

Tra le assurdità della serata non parliamo poi di Serracchiani e del suo "rafforzando il paese in Europa si può ridiscutere" (aridaje)  e della citazione del Canada, come paese che investe nel pubblico, dimenticando che notoriamente quel paese può fare il cavolo che gli pare non essendo soggetto a vincolo esterno. Proprio non ci arrivano.
Mioddio, questi sono coloro che ci governeranno per i prossimi anni con la Carosellonomics. 
Credono, con il risultato elettorale bulgaro, di potersi accreditare presso la Merkel come alleato più fedele pro-euro contro Francia e Inghilterra (uhm, quel gatto l'ho già visto passare) e rimediare il trattamento di favore per la bella faccia del bamboccio, ma finirà appunto come le altre volte, con l'Italia trascinata nella polvere e ancora più serva di prima. Altro che gigante.

sabato 17 maggio 2014

Il Manifesto del Partito Collaborazionista

Volantini delle Brigate Euriste Argento che si trovano nelle sale di attesa dei patronati in tempi di dichiarazione dei redditi. Materiale sovversivo che può cadere nelle mani dei nostri babbi e mamme, nonni e nonne. Notate come non sia neppure necessario nominare il PD.

C'è uno SPI che si aggira per l'Europa....










Com'è che dicono?

"Il ruolo del sindacato europeo è essenziale per contrastare derive di tipo populistico e/o nazionalistico che rischiano di ributtarci indietro: affossare l'euro oggi vorrebbe dire uccidere l'Europa, ma anche determinare una situazione tipo Argentina, con i titoli di stato svalutati di almeno il 30%, i tassi di interesse alle stelle, banche fallite, redditi falcidiati... poveri più poveri, ricchi più ricchi."

Pagherete caro, pagherete tutto. Terroristi di merda.

venerdì 9 maggio 2014

A volte confessano 2 - Timeo Tsipras et dona ferentes


Ultimamente nei programmi di approfondimento politico sembra di stare su Crime+Investigation nel programma "Terzo Grado" con quei cazzutissimi investigatori americani che riescono a far confessare il più incallito dei serial killer. Lì è fiction ma da noi è tutto vero, confessano spontaneamente, con un candore invidiabile e la goduria nostra è autentica.
Dopo la confessione dell'omina verde Keller sul vero scopo pro-tedesco dell'euro, avvenuta a Ballarò, ecco un'altra chicca ripescata dalla Grande Memoria che non perdona. 
Se vi eravate chiesti quale fosse lo scopo della Lista Tsipras, sulla quale si è buttato a pesce il meglio intellettualume che aveva detto agli amici di volersi distinguere dai troppo ruspanti e poco de sinistra piddini, Guido Viale, candidato per la suddetta lista, rivela che lo scopo dell'operazione Ventotene 2.0 non è altro che quella di sottrarre voti all'euroscetticismo.  E' insomma quello che quando lo fa la destra si chiama lista civetta. Oltre alla prova televisiva ve lo sbobino pure:

"E' vero, la lista Tsipras nasce anche per sottrarre voti alle liste antieuropeiste che pensano che si possa risolvere i problemi della crisi con il ritorno alla lira e il recupero della sovranità nazionale in economia. Nel mondo globalizzato questa cosa è impossibile."

Non che la Spinelli's List facesse più paura di Ingroia ma almeno è definitivamente chiarito che, per l'ordoliberismo, i sinistri post-sessantottini sono come i diamanti per le ragazze. The best friends.

Link al video, non dovesse funzionare.

giovedì 1 maggio 2014

Il nome dell'euro e la regola debenedettina


Ho sempre avuto un grande interesse per l'anatomopatologia, e  la psicologia, in fondo, è pur sempre il rimuovere strati di esperienze, putridume e sangue per giungere ad identificare la causa di una sofferenza.
Ecco, questa vocazione alle dissezione ed allo studio dei reperti ultimamente  lo proietto sull'analisi dei testi, soprattutto quelli di propaganda, che sono i più interessanti perché nascondono un metasignificato, si lasciano sfuggire indizi che ne rivelano gli intenti eso ed essoterici e perché vi si possono riconoscere e studiare tutte le forme di vita che assumono la menzogna e la partigianeria.
A volte certi testi vengono a sdraiarsi spontaneamente sul mio tavolo autoptico. E' il caso di questa gemma pubblicata sull'Espresso, rivista una volta incendiaria ed ora gloriosamente pompiera e pompqualcos'altro.


Trattando di euro e uscendo a poche settimane dalle elezioni è un articolo pour épater le piddin. Stupire e scandalizzare il piddino ricordandogli sempre, tra le righe del pentacologramma, chi sono i buoni e chi sono i cattivi nel suo piccolo mondo antico, così da caricargli la molla dietro la schiena e mandarlo giulivo a combattere contro i nemici dei lavoratori (risate registrate in sottofondo).

Dopo il celebre articolo sulle proprietà all'estero dell'autista di Beppe Grillo, che ancora turba le nostre notti, l'E ci riprova con la tesina per l'esame d'ammissione nel club dei volonterosi difensori dell'euro in vista delle elezioni europee del giornalista Vittorio Malagutti.
Il candidato si è impegnato perché nell'articolo ha usato ripetutamente le giuste parole chiave che creano l'atmosfera e riportano al senso del sacro, facendo capire quanto sia importante e appunto sacra la posta in gioco contro l'eresia dei dolciniani di Pescara: crociata, crociato, crociati, totem, predicatori, vangelo, testo sacro, guru. Se leggete l'articolo al contrario, però, si sente una voce dire che i veri crociati che libereranno il santo sepolcro dell'euro defunto dopo aver sconfitto gli infedeli, sono i proeuro, dei quali l'E si è fatto gazzetta ufficiale.

Poteva essere la grande occasione per finalmente smascherare la turpe infamia, visto che, come ci ha ricordato ieri sera Cofferati, alla vigilia del 1° Maggio: "Nel 1992 l'Italia si è salvata grazie all'ingresso in Europa". Poteva essere il momento giusto per ribattere e smontare una per una le menzogne propalate dai testi di economia del primo anno ma il ragazzo non si è impegnato a sufficienza. Il risultato è deludente.
I didn't expect a kind of Spanish Inquisition, ma si ha l'impressione che la battaglia dialettica venga combattuta dai gloriosi reparti dei Calzini Azzurri più che dalla Brigata Pulitzer e con catapulte caricate a letame, più che con le spade dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Bisognava dare una bella ripassata a Bagnai, Borghi, Rinaldi, Donato, Galloni e tutti gli eretici, al traditore di classe Bol-kens-teen, e invece ne è uscito fuori una rapportino di attenzionamento che rimane impresso soprattutto per questo fenomenale e surreale passaggio (sta parlando di Claudio Borghi):

"Laureato nel 2000, a 30 anni, con una tesi sul trading di Borsa, il crociato lumbard insegna all’Università Cattolica di Milano grazie a un contratto temporaneo di docenza. Le sue materie sono “Economia degli intermediari finanziari” ed “Economia dell’arte”. E l’euro che c’entra? Niente."
Sublime. Nel meraviglioso mondo degli amanuensi dell'abbazia debenedettina le opere d'arte in Italia si acquistano forse pagandole in rupie o in natura? E poi, già, cosa c'entra l'euro con la finanza e le sue intermediazioni?

Io so perché il nostro Malagutti ha fallito e il risultato del compito è un manualetto raffazzonato sull'uso della fallacia a scopo propagandistico.
Può essere che non fosse convinto di ciò che scriveva?
Infatti, maledetta passione per le autopsie e maledetta rete che nulla dimentica. Ecco cosa scriveva il nostro Vittorio nel settembre del 2011, riguardo all'euro:
"Il fatto di avere una moneta unica ma tante politiche economiche fiscali diverse, è sicuramente una debolezza per la costituzione dell'Euro, peraltro era stata segnalata da molti osservatori già quando l'Euro è stato fatto, purtroppo si pensava che in uno scenario di crescita economica, di liquidità abbondante, queste differenze potessero essere in qualche modo gestite e evitare tra di loro, purtroppo lo scenario si è evoluto in un modo ben diverso e quindi queste differenze non sono solo state in qualche modo appianate, ma si sono esasperate nel corso degli anni, adesso ci troviamo con una Banca Centrale Europea che non è in grado più di gestire le diverse situazioni economiche e fiscali dei vari paesi. Il sogno dell'Euro non so se è finito, ma è diventato sicuramente un incubo, poi vediamo quando ci svegliamo cosa succede!" ("L'euro adesso è un incubo - intervista a Vittorio Malagutti", 12 settembre 2011, qui in forma più leggibile). 
Preferite ascoltarlo? Ecce video.




Per carità, tutti possiamo cambiare idea, capita di ricredersi sulle persone e sulle cose (a me capita continuamente e questo blog lo dimostra nei sui archivi) però, forse, c'è un limite anche alla grandezza delle bugie che, ripetendole, si vuol far diventare verità. 

"Stat euro pristina nomine, nomina nuda tenemus" 


mercoledì 16 aprile 2014

Le Pen all'asfaltata



Marine Le Pen - "L'euro sta schiacciando i popoli e le aziende, sta uccidendoci e sta asfissiando le nostre esportazioni. Abbiamo vissuto millenni con la nostra moneta nazionale e oggi ci vengono a dire che dopo dodici anni non possiamo tornare alla nostra moneta? Non si rende conto che stanno prendendoci in giro?" 

Dietlinde Gruber - "Intanto, il cambio delle monete lo decidono i mercati e non i popoli, vorrei ricordare a spettatrici, spettatori e anche alla signora Le Pen."

Questo scambio di battute è l'abstract ideale dell'intervista andata in onda nella puntata di martedì sera di #canottoemezzo, a colei che potrebbe diventare la prima presidente donna francese, condotta dalla feldmarescialla Gruber in missione per conto di Elysium. E' anche un perfetto specchio dei tempi e dell'inversione dei poli ideali e politici perché, lo sottolineo, quella che ci ricorda che i popoli non contano un cazzo sarebbe una di sinistra.

L'intervista, pomposamente preannunciata nei giorni scorsi dalla conduttrice a statuto speciale con l'insito messaggio: "vedrete come me la magno martedì 'sta fascistona", si è rivelata invece un perfetto esempio di backfire. Infatti non è stata altro che un insieme di domande del cazzo, s'il vous pardonnez-moi le français, di stampo piddino, in perfetta malafede e di una faziosità quasi commovente, per altro rintuzzate e respinte alla mittente con un filo di gas e con risposte che sono state una serie di ace che nemmeno il Dio Federer dei bei tempi. 

Quella che doveva annare e menare è diventata la piccola Clarice di fronte ad Hannibal Lecter. Uno straordinario animale politico si è mangiato in un boccone e con il rutto finale una campionessa della partigianeria, strappandole di dosso tutta la superbia firmata e mandandola via con il tacco dodici spezzato. E lo ha fatto semplicemente denunciando come pura falsità la sfilza di luogocomunismi pro euro della Gruber, che credeva bastasse arrotare la R di Marrrrine e invece finì arrotata.
Una spettinata così credo che la Cougar non se la fosse presa da un bel pezzo, abituata com'è alle addomesticate chierichette del renzismo a fuffa frenata.

La poraccia era partita definendo madame Le Pen "di estrema destra e colei che vuole uscire dall'euro e chiudere le frontiere", che, per piddini e affini di rito boldriniano, equivale ad una specie di incanto Morsmordre, chiosando per giunta: "Perché lei quindi dovrebbe essere simpatica agli italiani?" 
Palla fuori, riproviamo con l'antisemitismo fresco fresco di giornata. "Beppe Grillo ha paragonato l'Italia di oggi al campo di concentramento di Auschwitz, che ne pensa?" (se non ci credete che abbia detto proprio così, qui c'è la prova televisiva, mica cotiche).
Risposta di Marine: "Grillo, si sa, è un provocatore ma soprattutto ciò che mi preoccupa è che non ha un progetto coerente". Una punizione di Pirlo da trenta metri, gol nelLa7 a portiere immobile.

Maledetta! Sull'emigrazione, l'Islam e la chiusura ai clandestini la frego io, avrà pensato Belfagor. La serie successiva di domande d.c. è stata tanto stupefacente quanto imbarazzante. Cito riassumendo a memoria:

"Se chiudiamo le frontiere ritiene che gli europei sarebbero contenti di fare di nuovo la fila alle frontiere?" "Cosa ne pensa della nazionale di calcio francese dove i francesi sono la minoranza?" "Ribery si è fatto musulmano. E' un francese che sbaglia?"

Con calma olimpica Marine ha ricordato alla grande giornalista che: "Le persone che possono permettersi di viaggiare sono sempre di meno; io non guardo il colore della pelle, signora, e in Francia c'è la libertà anche di cambiare religione".
Ci ha provato allora nominando Berlusconi e Renzi, sperando che la volpona mettesse almeno un piede in fallo nel campo minato, che invece ha percorso e superato in God Mode. 
"Renzi? Mi ricorda Sarkozy. Le sue sono promesse di austerità a svantaggio dei popoli e a vantaggio delle multinazionali."
Qual puro dannunziano godimento, che estasi da smerdata interstellare!
 


Il clou però è stata la parte sull'euro, introdotta dal solito servizio del Pagliaro, il coniglione gigante che solo Lilli può vedere, il suo amico immaginario, che ha definito la critica alla moneta unica "La battaglia contro l'Europa". Non male, eh?
Per nulla intimorita dall'evocazione di orde di francesi ridotti sul lastrico dopo aver perso tutti i risparmi a causa dell'abbandono dell'euro, Marine Le Pen ha dimostrato di aver studiato, annullando con una disarmante serie di  "Ma è una falsità!" le balle spaziali d'ordinanza della Lilli ma anche argomentando con competenza  l'inconsistenza logica e teorica del terrorismo ordoliberista e invocando, tra l'altro, il ripristino della separazione tra banche d'investimento e commerciali. Roba da ridurre ad un mucchietto di cenere sul pavimento il Gelindo Boldrin che paragona l'euro alla buona salute "che rimpiangi solo quando la perdi".

E' a questo punto che il canottoemezzo si è gonfiato e ha rischiato di esplodere, facendosi fuggire dal seno la frase che ho citato all'inizio, quella clamorosa quanto rivelatrice autodenuncia di collaborazionismo:

"Intanto, il cambio delle monete lo decidono i mercati e non i popoli, vorrei ricordare a spettatrici, spettatori e anche alla signora Le Pen." 

Che volete,  Lilli Gruber preferisco ricordarmela come colei che, una sera di luglio del 2001, con il pretesto dello scoop e del millantato giornalismo di denuncia, mostrò agli italiani dal TG1 cosa sarebbe loro successo se avessero continuato ad opporsi al Nuovo Ordine del Capitalismo assoluto.
Devo comunque, per onestà intellettuale, riconoscerle di avere azzeccato almeno una domanda tra quelle poste alla leader del FN. Quella sul perché Marine dovrebbe essere simpatica agli italiani. Credo che tutti conosciamo la risposta.

L'intervista completa sul sito de La7.

sabato 5 aprile 2014

Bad TTIP

Com'era quella dell'autorevolezza?

Che cos'è il TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, l'accordo di partenariato transatlantico che il bimbominkia del consiglio (guardate quant'è autorevole), Re Giorgio e tutto il cucuzzaro collaborazionista pidduista non vede l'ora di approvare per ripetere i grandi successi del Trattato di Lisbona e degli altri eventi capestro imposti all'Italia negli ultimi maledetti trent'anni? 

Se leggete il sito ufficiale della Commissione Europea, il TTIP vi verrà quasi voglia di volerlo firmare personalmente. Una pacchia: aumenti di PIL e pilu come per magia, zecchini che crescono sugli alberi, creazione di posti di lavoro, benessere, cellulite scomparsa, capelli ricresciuti, un boom di erezioni mattutine, macchinette acchiappapupazzi che ti regalano ogni volta delle Peppa Pig giganti e restituiscono pure gli euro, figa e piadina per tutti. 
Tutto grazie ad una sciocchezzuola: all'abolizione di fastidiosi lacci e lacciuoli che impediscono la libera circolazione delle merci tra Stati Uniti ed Europa. 
Merci? Allora esportazione libera di parmigiano, prosciutti, cantuccini e provole in da Uesei, ma non sarà in cambio degli OGM e della merda della Monsanto? Non lo ammettono ma è molto probabile. Se non ti lecchi le dita godi solo a metà, come dicono nei consigli di amministrazione delle multinazionali.
Quindi libera circolazione anche dei capitali? Beh, si, che credevi?
Ma le nostre disgrazie non nascono da un'eccessiva e scriteriata circolazione di capitali esteri, che ad esempio creano debito privato a dismisura nei paesi nei quali si vogliono "aprire" dei mercati di sbocco? Certo. La deregulation finanziaria è uno dei principi cardine del fottuto neoliberismo. Farla girare senza che la pula rompa i coglioni. E se un paese è insolvente gli si manda il messaggino: "Che bel paese, sarebbe un peccato se andasse a fuoco", e giù con lo spread. Tanto ci sono gli useful idiots a libro paga che, piazzati nei posti di comando (ma i bottoni che premono sono finti), faranno tutto ciò che vogliono coloro che li hanno messi lì.
E, scusate una domanda, se il trattato è così benefico e innocuo per i popoli che vi saranno soggetti, com'è che le trattative per metterlo a punto, iniziate nel luglio del 2013 a Washington, stanno avvenendo riservatamente e pare vi partecipino solo i rappresentanti delle corporation e non quelli delle istituzioni nazionali? Capisco che la democrazia ormai venga considerata quella roba vecchia più di Woodstock ma stiamo pur sempre parlando dei nostri culi o di quel che resta di loro.

Incollo dal sito della Commissione: 
"Throughout the negotiations, the European Commission is keeping the EU Member States in the Council and the European Parliament informed of developments. In the end, once the negotiators have come up with an agreement, it will be the Council, together with the European Parliament, which will examine and approve or reject the final agreement. On the US side, it will be the US Congress."
Tradotto nella lingua di Dante: "Nel corso del negoziato, la Commissione Europea mantiene informati gli stati membri nel Consiglio ed il Parlamento Europeo dei suoi sviluppi. Alla fine, una volta che i negoziatori saranno pervenuti ad un accordo, sarà il Consiglio, assieme al Parlamento Europeo che esaminerà ed approverà o rigetterà l'accordo. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sarà il Congresso a decidere."

Quindi vedi che un palettata di paranoia aiuta sempre a sciogliere i dubbi? 
La differenza sostanziale è che il Congresso americano, pur espressione di lobby, interessi loschi e quant'altro (guardatevi questo gustosissimo film in proposito) è pur sempre eletto, slot machine Diebold a parte, dal fucking American people. Il Consiglio Europeo è quella poltiglia umana di Gollums eurofili che si sono fottuti il cervello con il tessoro e che non sono stati eletti proprio da nessuno e il Parlamento Europeo è un noto luogo di villeggiatura, una Marienbad per trombati alle elezioni nazionali. Un organismo che conta meno del due di coppe.
Ricordo inoltre un dettagliuccio. Gli Stati Uniti sono uno stato federale, nonché un'OCA, di cui il Congresso è l'espressione legislativa, mentre l'Europa è un blob tenuto assieme solo dal vincolo monetario. Non è uno stato federale né un'OCA, non esprime un potere legislativo vero e figuriamoci la volontà dei popoli. 
E' evidente che si tratta di un accordo con un'infinità di clausole in piccolo tra diseguali, che andrà a svantaggio di questi ultimi. 

I più preoccupati oppositori di questo TTIP sostengono che con questo trattato le multinazionali avranno campo libero e potranno forzare i governi locali a privatizzare l'inimmaginabile, imporre controverse tecniche di estrazione come il fracking, gli OGM e tutto ciò che vorranno; potranno costringere a proibire di usare sementi autoctone per imporre quelle prodotte dalle corporation and more. Loro negano ma chissà perché si sono incazzati quando sono stati leakati alcuni documenti sfuggiti al controllo. 
E la cosa che essi stessi ammettono è che, per salvaguardare gli investitori (uuh, che bruciore!) da eventi come, ad esempio, le nazionalizzazioni (anvedi che uno stato non pensi di rinazionalizzare banche o aziende di servizi), le corporation potranno richiedere al singolo paese o all'Unione risarcimenti immagino impossibili da pagare. Quindi il paese dovrà cedere alle richieste delle multinazionali, prima che qualche drone imperiale cominci a volteggiargli sopra a mo' di avvoltoio.
Siamo in pieno capitalesimo, come dice Diego Fusaro e, aggiungo io, il capitalismo è come o cazzo, nun vo' penziere. Facciamo bene quindi a preoccuparci e ad aggiungere questo tassello al kit di maledizioni che ogni sera riserviamo, prima di addormentarci, al governo collaborazionista. 
Mi sbaglierò ma, alla luce di questa ennesima calata di braghe imminente, il voto europeo diventa una volta tanto forse più importante di una consultazione nazionale. 

Non so se il TTIP è la Morte Nera dell'impero e noi siamo Alderaan, ma per come viene descritto in questo articolo molto dettagliato di Filippomaria Pontani penso che il caro vecchio timeo danaos et dona ferentes di Laocoonte non ci stia male, anzi, sia la morte sua, appunto. E ricordate che Laocoonte non era né paranoico né comunista come Papa Francesco.

venerdì 8 novembre 2013

E alla fine non rimarrà neppure la numero uno


"Se eliminiamo il contante elimineremo di conseguenza l'evasione fiscale."

Ecco una delle più efficaci boiate ad usum boccaloni inculcata dalla propaganda neoliberista.
Efficace perché sono sicura che avrete sentito mille volte i vostri interlocutori, stimolati alla discussione dopo l'esternazione di una vostra perplessità a riguardo dell'affermazione suddetta, rispondere con la solita sequela di piccati luogocomunismi.
Solo per citare i più celebri: la romantica visione degli spalloni che valicano il confine con le valigie piene di banconote da 500 euro per aprire il conto illegale a Mendrisio, la leggenda metropolitana delle 500 euro che nessuno ha mai visto (ma quando mai!) e che, se uno tenta di pagarti con quelle, è sicuramente attiguo al cartello di Tijuana, San Marino che è un paradiso fiscale dove, ridaje, gli spalloni vanno e vengono carichi di valigie, e via coglionando.

Per capire come riesca ad essere così pervicacemente creduta la boiata, in un mondo dove ormai la vera ricchezza è in forma di bit ma al popolo viene fatto credere che stia nel deposito di Zio Paperone, basta riflettere su come la serata televisiva sia ormai divenuta un unico RaiNettuno di master intensivi di indottrinamento sul neo regime aureo. Ricorderei con affetto, a proposito, questa memorabile ed eroica puntata di Report, un vero "Triumph des Willens" del PUDE.



I social media, da parte loro, ci permettono di controllare in tempo reale la risposta dei soggetti allo stimolo propagandistico televisivo e purtroppo dobbiamo riconoscere ogni giorno di più che Pavlov, nella sua visione considerata da alcuni troppo primitiva della psicologia, aveva ragione.
Provate infatti a convincere i cagnolini fistolizzati che anche a San Marino la pacchia è finita e che nelle regioni più ricche ormai svolazzano da mane a sera i droni della finanza, ma non c'è verso, salivano solo con il campanellino magico dell'associazione contante-evasione.

Non capiscono, gli aberlinati, che questa continua stretta sul contante a disposizione è una cura a scalare per disabituarci al benessere.
Perché in realtà i capitali devono poter viaggiare liberamente senza sbattere le corna sui fastidiosi meridiani e paralleli (cit.) ma l'importante è che siano solo in forma di bit e soprattutto che non appartengano più al popolo.
Non colgono, i meschini, nei piani di austerità imposti agli altri paesi dalla Germania, la somiglianza con gli stessi vizi di spoliazione dei paesi vicini che erano propri del Piano Funk. Non capiscono che si vuole segregare la ricchezza collettiva e riempire il deposito fino a farlo scoppiare, in un delirio psicotico anal-monetario di ritenzione senza limiti. Il controllo paranoico dell'inflazione che però, con l'occasione, in questo manicomio permette a medici, infermieri e finti pazzi, assai furbi ed opportunisti belli de zio(Paperone), mescolati con i veri malati, di arricchirsi a dismisura.

"Se eliminiamo il contante elimineremo di conseguenza l'evasione fiscale." Mi meraviglio che il PUDE non abbia ancora pensato di scrivere questa massima sui muri, a coprire la traccia sbiadita dal tempo dell' "aratro che traccia il solco".
Nascondete un centino. Forse ci servirà per ricominciare.

mercoledì 6 novembre 2013

Gli aberlinati ©


"A sfurtûn-a a l'è 'n belin ch'ù xeua 'ngìu au cû ciû vixín." 
(La sfortuna è un "uccello" che vola intorno al culo più vicino). F. De André

Mi concederete, visti i natali genovesi, una variazione bachiana sul concetto di abelinato. Niente di colto o matematico, ma soltanto un arpeggio sull'assonanza linguistica tra belino e Berlino.
Con il termine aberlinati vorrei quindi, with all respect, indicare d'ora in poi  i parabolani incaricati dal PUDE di sfanculare gli italiani dall'alto del loro moralismo teutonico sulla cloaca maxima di Facebook o sui freak show serali, senza che nessuno per altro colga mai il profondo razzismo che la Germania rivolge ai suoi malcapitati coinquilini del Sud Europa in questi atti di pura propaganda.
Di uno dei loro massimi esponenti vi offro un esempio assai gustoso qui sopra grazie a Mario che l'ha twittato per noi.

Gli aberlinati sono personaggi che non esitano a mangiare nel piatto nel quale sputano e che, nonostante trovino qualcuno che ogni tanto risponde loro per le rime, in generale  si portano appresso i sottoaberlinati o muttiminkia ©, ovvero gli italiani che, ancora una volta accecati dal mito tedesco nonostante le precedenti storiche tranvate, danno loro pure ragione e si offrono volontariamente per essere macellati. 
Siete dei lazzaroni, dei mangiapane a ufo, dei sottoprodotti dell'umanità per i quali non ci leveremo mai un würstel di bocca nemmeno doveste crepare di fame, ci dicono gli aberlinati di primo livello e quelli di secondo livello ripetono salivando: "Si, avete ragione, la Germania si che è un paese che cresce, che produce, mica come noi."

Sono perversioni estreme anche queste, mica solo quelle del masochista che sognava di automangiarsi.  

domenica 3 novembre 2013

Infame a chi?


Vedete, cari, quando vi danno dell'antisemita è perché hanno la pistoletta che al prossimo colpo farà click click. Hanno solo otto colpi in canna: fascistademmerda (tutta una parola), xenofobo, nazionalista, qualunquista, terrorista, populista, antieuropeo e appunto antisemita. 
Magari, se sono fortunati, cercando in una tasca potrebbero trovare per voi un'ultima pallottola: frocio.

Sono dei poveracci. Che siano volontari arruolati dal PD con un contratto simile a quello delle sfogline (le azdore che preparano chilometrate di tagliatelle) alle Feste dell'Unità o prezzolati da qualche agenzia sovranazionale a cura dal Doktor Stranamore della Cancelliera (leggete a proposito l'articolo linkato), non reggeranno all'onda di piena della Storia, quella con la esse maiuscola e con due palle così, che li sommergerà.
Vedete, bisogna essere talmente intelligenti per sposare la causa della moneta unica un minuto prima che crolli e che magari sbarchino i marines a farci il mazzo, che l'unica motivazione valida che io trovo per continuare a difenderla è di essere pagati per farlo oppure di essere una sfoglina, e sono sicura che queste ultime sono in assoluta maggioranza. Poi naturalmente ci sono sempre quelli che "non può essere, ma figurati". 


Quelli che tentano di attaccarci la lettera scarlatta addosso con la spilletta possono latrare disperatamente finché non si seccheranno loro le fauci. Nei talk show, nei social media, sui giornali e sui blog, da giornalisti e non. Quelli con il CV e quelli senza. Gli studentelli confusi e i professori con il PhD. Gli alzamanos collaborazionisti e le loro puttane a mezzo stampa. I communisticosì tornati repubblichini in articulo mortis, i falsi democratici, le mosche stercorarie e tutta la fauna da putrefazione.

Si vendono biglietti per la riva del fiume. Bisognerà affittare il Po perché si prevede grande affluenza di spettatori in attesa dei primi cadaveri galleggianti. Ci sono ottime possibilità di creare posti di lavoro nel settore punti di ristoro, wc portatili, vendita gadgets commemorativi e articoli da pesca e accessori come seggioline pieghevoli e tavolini da pic nic come inganna-attesa. Non guasterebbe nemmeno la prestazione d'opera musicale di qualche orchestrina ad uopo.
Quando l'ultima povera salma sarà giunta alla foce raccoglieremo alcuni mesti ricordi e creeremo il memoriale delle vittime del sogno europeo: giacche sgargianti, orecchini, fogli di carta rosa, papers, CV, PhD e tante, tante tessere del PD, vere e soprattutto false.

Infami noi? Antisemiti seguaci di quell'ebreo di Paul Krugman e dell'ebrea Naomi Klein?
Togliete loro lo specchio, oltre che il fiasco, ai difensori dell'euro, perché i veri nazisti sono loro ed è la loro immagine che li turba così tanto.

Infami noi? Leggete bene queste righe che seguono della loro Carta di Intenti (e notate la porticina lasciata aperta democristianamente alla "eventuale rinegoziazione") e pensate che i sottoscrittori con la goccia di sangue (quello nostro) sono stati: PD, SEL e PSI. Coloro che vi danno dei fascisti e  degli antisemiti. Ricordatevi che, in ottemperanza di questo patto di latta, hanno votato senza nemmeno un'esitazione il Fiscal Compact imposto dall'Europa e commissionato dalla Germania che finirà di ammazzare questo paese a partire dal 1° gennaio 2014. A meno che nel frattempo non sbarchino i marines.

fonte
Ah, mi ero persa il fondamentale fondo di E. Scalfari di ieri, dal quale vi propongo questa perla:

"Se per concludere andiamo dal più grande al meno grande, deriva da questa analisi la vitale importanza che l’Europa divenga al più presto uno Stato federale, l’euro non sia in nessun caso messo a rischio, gli strumenti politici europei si trasformino in strutture federali alle quali i governi, i Parlamenti, le Corti costituzionali, la Difesa, la politica estera dei singoli Stati trasferiscano i loro poteri.
Contro l’irrilevanza degli Stati europei, considerati ciascuno per proprio conto, non esiste altra alternativa."

Fascio a chi?



sabato 12 ottobre 2013

Duemila e tot

"Sono finiti i tempi bui. Papà guadagna in Germania!" poster di propaganda della Repubblica collaborazionista di Vichy

Poi dicono che l'euro è una moneta a cambio fisso. Spiegatemi allora perché gli euristi, che siano economisti, giornalisti o semplici tamburini, non riescono a ricordare con precisione il famigerato cambio lira/euro che fu fissato a suo tempo a 1.936,27 : 1 come ci ricordano ogni giorno le calcolatrici.
E' come se il loro inconscio sapesse che l'idea della fissità del cambio, del vincolo monetario, è cosa tinta e quindi suggerisse loro malignamente il lapsus monetae.
Il lustrissimo economista de Cicago Michele Boldrinad esempio, lo fissa a 2000 o 1997 senonricordomale:1. Per il vicedirettore del Sole24Ore, badate, non di Quattroruote, Plateroti, una vera figura mitologica dei dibattiti televisivi, il cambio fu fissato a 1700:1.
A questo punto, di queste papere celebri, la meno grave diventa il 1927:1 di Silvio Berlusconi.
Non c'è niente da fare. All'eurista la fatal moneta gli si svaluta e rivaluta automaticamente inside e questo fenomeno dovrebbe essere studiato non solo dagli psicoanalisti ma forse anche dagli studiosi di fatti inspiegabili.

L'ultimo svarione che mi preme segnalare è il fantastico 2000 e tot di Michele Salvati, fissato sul nastro della registrazione di un'interessante trasmissione andata in onda su Radio Radicale  sabato scorso, "Servizio sulla moneta unica" a cura di Enrico Tata. Una lunga intervista ad Alberto Bagnai (dall'inizio), Emiliano Brancaccio (dal minuto 18'), Sergio Cesaratto (31'), Claudio Borghi Aquilini (47') e Antonio Maria Rinaldi (60'): un quintetto variopintamente eurocritico, più la trota, Michele Salvati (75').
Considerato addirittura da alcuni il babbino caro del PD, l'emerito professore merita però una citazione più estesa oltre alla scivolata sul valore del cambio lira/euro.
Essendogli stata affidata in trasmissione, come difensore delle ragioni dell'euro e in nome dell'effetto recenza, l'ultima parola (perché Radio Radicale è pur sempre PUDE oriented),  costui ha inanellato una quantità notevole dei soliti luogocomunismi, classici del terrorismo psicologico sulle conseguenze dell'uscita dall'euro, oltre a nemmeno tanto celati proclami della Restaurazione elitaria europea, da bravo piddino:

"Un paese non può essere più ricco di quanto sia produttivo."
"L'Italia è un paese povero". (sic!)
"Il nostro problema sono i salari troppo alti". (ri-sic!)
"Le nostre piccole imprese non reggono la competizione internazionale". (Con le multinazionali, suppongo).

(Ricordo che costui è de sinistra).

Sull'euro come catastrofe ormai evidente anche ai ciechi ed agli anencefali, ha sciorinato i soliti panni sporchi della sinistra con argomentazioni che abbiamo già sentito altrove.
"Si, è stato un errore ma................(grande tormento interiore piddino)..........................allora era difficile prevedere, non era detto che vi sarebbe stata la doppia velocità tra paesi (ma lo dicevano fior di economisti da decenni) e poi (tenetevi forte) valeva comunque tentare la scommessa". In culo ai greci ma, oops, quanto ci siamo divertiti!
Comunque, termina babbino: "Se non fossimo entrati nell'euro come avremmo fatto a fare le riforme?" Eccoli, gli shockeconomisti che finalmente confessano.
Se uscissimo, "la Germania cesserebbe di essere il grande paese trainante d'Europa". "La nostra lira verrebbe sballottata nel mare della speculazione". E poi vi risparmio il solito mantra che vi sarebbe un enorme Svalutazione Schwanstuck e l'iperinflazione che danneggia il proletariato.
La logica piddina è amante anche del controfattuale indimostrabile: "Si, entrando nell'euro abbiamo sbagliato ma cosa sarebbe accaduto se non vi fossimo entrati?" Ovviamente non possono dimostrarlo ma sanno che sarebbe stato peggio. Alla faccia del metodo scientifico.
Insomma, tutto ciò che nasce quando la mamma dei cretini si ostina a non indossare, come metodo contraccettivo, la spirale inflazionistica.

Avrete notato come chi difende l'euro sia in genere più preoccupato delle conseguenze dell'euroexit sulla Germania che di quelle sul proprio paese, l'Italia? Non li sentite che sembrano più solerti e volonterosi dei Piller e dei Gümpel?
Vi porto un ulteriore esempio corredato da prova visiva.
Quest'altro dibattito svoltosi a Mantova con contrapposti gli eurocritici Loretta Napoleoni e Claudio Borghi da una parte e gli euroentusiasti Pietro Garibaldi e Tito Boeri dall'altra.


Come Salvati si preoccupava della povera Merkel ridotta ad una brechtiana madre coraggio a spingere la carretta con i miliarden marke per comperarsi il wurstel, Boeri e Garibaldi ribadiscono il concetto ancora una volta: non si può fare perché danneggeremmo la Germania.
A me 'sta cosa mi fa impazzire. Questa preoccupazione soprattutto piddina per il vincitore, per chi, lo sappiamo, maramaldeggia per prima con i conti per sembrare la più virtuosa del bigoncio. Per chi non si sta facendo scrupoli di mandare in vacca noi e gli altri paesi euromediterranei per andare a fare lingua in bocca con Putin e i cinesi e rompercisi le corna per l'ennesima volta.

Uno, passi; due, tre, tutti gli euristi filotedeschi e per giunta a spese degli italiani? Fa pensare molto male. Fa pensare a qualche interesse personale in gioco, a qualche forma di lobbying da parte di industrie tedesche sui politici e tecnici dei paesi della periferia. Siemens e il caso dei sottomarini alla Grecia sono precedenti pesanti.
Questo servilismo, questo timore di pestare la coda al potente fa pensare insomma a qualche forma di intelligenza con il nemico. Anche se intelligenza forse è parola forte.
A pensar  male rischiamo insomma, andreottianamente, di azzeccarci.


(Notarella per coloro che vogliono le prove e cercano le fonti: c'è la prova televisiva e radiofonica di tutto, basta cliccare sui link). 

sabato 21 settembre 2013

Heil Hayek! Triumph des Euro Willens


Questo post è un test di verifica, il vostro INVALSI. Serve per valutare il vostro livello di depiddinizzazione e raggiunta consapevolezza dei veri motivi della crisi che stiamo vivendo, ovvero della distruzione del vostro futuro secondo un progetto ben preciso e non per un destino cinico e baro.

Il vostro compito è guardare il video seguente. Lo so, è meno invitante di un National Geographic sul comportamento sociale del paguro bernardo ma sono solo 34 minuti e alla fine ne sarà valsa la pena. O la va o la spacca, dalla vostra reazione a questo stimolo dipenderà la vostra capacità di svegliarvi, ribellarvi e riuscire a salvarvi dalla catastrofe.


Scoprirete infatti che l'Europa è di fatto governata dal peggior pensiero economico che sia mai stato concepito da mente umana (basta guardare i risultati della sua applicazione pratica), per il quale l'unica moneta circolante deve essere quella corrispondente all'esatto contenuto del deposito di Paperon de Paperoni. Tanti lingotti d'oro, tanta moneta, non uno sgheo di più, ovvero il REGIME AUREO. 
Perché se stampiamo sghei ed iniettiamo liquidità nel sistema, seguendo la regola che è il credito che crea il deposito e non viceversa, poi la gente è capace che smette di essere povera e si arricchisce, riporta ciò che gli è stato prestato alla banca con in più i profitti nel frattempo maturati. Finisce che c'è possibilità per tutti di emanciparsi con i frutti del proprio ingegno e lavoro, e questi invece hanno una concezione aristocratico-arcaica della ricchezza. Vale solo quella che hai accumulato in passato e che trattieni analmente in banca sotto forma di lingotti. Per questo vogliono portarci via la nostra, sia sotto forma di beni immobili che di depositi. Per trasformarla in oro. 
La circolazione del denaro deve essere limitata per evitare l'inflazione che, secondo loro, danneggia il povero ma non è vero, l'inflazione è come una gran cacata liberatoria e loro, lo ripeto, sono stitici, amano trattenere. 
Per il resto il loro credo è quello liberista modello classico shock economy: deregulation finanziaria, privatizzazioni, cancellazione del ruolo dello stato come controllore, somministratore di welfare e generatore di politiche espansive, liberalizzazione assoluta del mercato del lavoro, diminuzione della tassazione e poter fare tutto ciò che si vuole senza che nessuno rompa i coglioni. Soprattutto quando si tratta di restituire i soldi a coloro che hanno il sacro diritto di possederli, ovvero i già ricchi, le élites, togliendoli a coloro che se li erano guadagnati con il lavoro di una vita.
E' evidente che in un regime del genere all'insegna dell'austerità e della stitichezza coatta possono regnare solo povertà e ineguaglianza generalizzate.

Quando ci spiegano l'origine della crisi attuale (nata dalla deregulation finanziaria liberista, dal fatto che il mercato non si autoregola proprio per un cazzo, e non perché c'erano troppi soldi in giro nell'economia reale ma semmai nel meraviglioso mondo dei derivati), per poter rimanere nell'ambito ristretto del loro canale rettale, i Vienna Boys danno la colpa alla FED, che stampa denaro, ovvero caca; a quei petomani di Bernanke e perfino di Mario Draghi perché a volte proprio scappa e loro non riescono a trattenerla. 
E' stata l'iniezione di liquidità nel mercato per colpa degli anglosassoni e del loro NAZIONALISMO MONETARIO (leggi sovranità monetaria), oltre che la loro invidia per l'euro (muhahahaha!), a generare la crisi dell'euro. Che non è dell'euro ma di DEBITO PUBBLICO. (Che l'Uomo abbia pietà di loro quando gli calerà addosso il suo furiosissimo sdegno.) Insomma, in una riga: "LA COLPA DELLA CRISI E' DELLE POLITICHE KEYNESIANE". 
Non una parola sul mercantilismo tedesco, sul fatto che fossero soprattutto le banche tedesche ad inondare di prestiti ad alto rischio i mercati dei paesi periferici e sul fatto che siano stati i famosi salvataggi delle banche incoscienti a far aumentare il debito pubblico dei paesi coinvolti.

Non crediate però che il discorso di questi Vienna Boys sia squisitamente economico. E' iperpolitico. Quando ci spiegano la loro visione del mondo e la ricetta che, già applicata con successo da quarant'anni in giro per il mondo, cerca di compiere il suo capolavoro nella vecchia Europa, ci dicono che la politica, ovvero il controllo democratico del popolo sulle scelte economiche del proprio governo, non serve più e deve essere depotenziata. Ci pensano loro o i loro scagnozzi caso mai a tirare qualche levetta ogni tanto.
L'euro quindi "è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici." (cit.) 
Disciplina, come fossimo bimbi in colonia. L'etica protestante del paternalismo.
La cosa incredibile che dicono ad un certo punto, è che dobbiamo scordarci l'unione politica dell'Europa, il superstato europeo (ciò di cui cianciano a vanvera i belli de zio nostrani) perché è un'utopia e non potrà mai realizzarsi. Ovvero non sarà mai realizzata l'unica cosa in grado di rendere tollerabile la moneta unica. Non si compirà anche perché un'unione politica sarebbe DANNOSA per la moneta unica! L'euro va bene così, i salvataggi ai paesi membri da parte della BCE per le politiche recessive di austerità dovranno essere possibili solo IN CAMBIO DI RIFORME (ovvero di cessione di sovranità, diritti e ricchezza nazionale). I nuovi valori da introiettare sono e saranno:

AUSTERITA', DISCIPLINA, VERITA'

Oplà! Capite? Riuscite ad immaginare qualcosa di più lontano da

LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ ?

Quel genio del crimine di Jesus Huerta de Soto va perfino oltre l'infinito. Si fa pesante. Dice che l'ideale sarebbe che negli Stati Uniti alla FED fosse PROIBITO di acquistare debito pubblico federale e che ciascuno stato dell'unione potesse fare affidamento non più sui trasferimenti fiscali dal Tesoro ma sulle manovre di salvataggio di stile europeo (citofonare Cipro e Grecia per informazioni).
Insomma, questo pazzo furioso vorrebbe prendere l'unica OCA sana, tirarle il collo e farcisi il foie-gras. E, già che c'è, distruggere il mondo.
In definitiva, poi vi lascio alla visione obbligatoria del filmato, per la shock economy versione europea l'euro è il grimaldello che serve a scardinare tutto ciò che questo sciagurato continente ha costruito in secoli di progresso civile, sociale e industriale allo scopo di ripristinare il regime aureo, del quale l'euro è il proxy, limitare la circolazione del denaro e la creazione di ricchezza per far risaltare ancor meglio gli scarafaggi ricchi sul tappeto bianco della società delle élites. Per questo, secondo Jesus & i suoi Discepoli, "E' praticamente impossibile uscire dall'euro" (e ve lo dicono sogghignando). 

Tornando alla vostra cura Ludovico. Le reazioni prodotte dal documentario saranno essenzialmente di quattro tipi:

1) Se siete d'accordo con le affermazioni di questi nazistoidi hijos de puta madre iberici (tutti appartenenti alla famigerata Scuola Austriaca di Von Mises e Von Hayek), tornate alla prossima sessione e non prima di esservi riletti tutti i post con le parole chiave: crisi economica e shock economy, questo post e soprattutto i link ai siti ivi suggeriti.
Non azzardatevi a commentare positivamente le parole dei Vienna Boys contenute nel documentario perché verrete immediatamente abbattuti senza pietà. Siamo in guerra e questa non è una guerra per signorine. E' arrivato il momento di smascherare i nostri persecutori, compresi i loro fiancheggiatori e volonterosi carnefici e raccogliere materiale per Norimberga v.2.0.

2) Se provate un lieve disagio alle parole "L'euro è ormai l'unica cosa in grado di imporre disciplina ai cittadini e ai politici"  ma non riuscite ancora a capire cosa ciò significhi, ovvero ciò che vi hanno fatto e vi faranno veramente per farvi smettere di cacare, aumentate la dose, riguardate il video o altrimenti aprite il portafoglio e guardateci dentro (e attenti che il portafogli non si metta a guardare voi).

3) Se il video vi provoca rabbia, indignazione, sgomento e un'improvvisa sete di vendetta, siete sulla buona strada. Ancora un po' di studio, di impegno e riuscirete a crearvi un'immunizzazione permanente contro le farfanterie dei dirigenti piddini e di quelli della destra venduta al Signor Cazzimiei.

4) Se alla fine della visione vomitate non solo il pranzo di oggi ma anche la cena di ieri sera, siete perfettamente guariti. Come premio e balsamo vi regalo la lettura di questo straordinario post di Istwine.




P.S. Grazie agli amici di Twitter: sil viar per avermi suggerito questo post e il titolo e soprattutto a Cristiano Ghilardini per avermi segnalato l'immondo filmato.

martedì 10 settembre 2013

E poi non ci ho visto più



Una ci prova a followare gli economisti di Chicago Sugar Bing. Sapete, quelli che twittano tenendosi sempre il paper in mano e che dettano le condizioni per l'unconditional surrender dell'Italia standosene al calduccio nell'Illinois o, in alternativa, nelle cittadelle universitarie della Perfidalbionia.
Una ci prova e scambia anche qualche tweet per il famoso principio cornuto e vastaso del dover ascoltare l'altra campana. O the other bell, perché questi si esprimono prevalentemente in inglese anche quando non sarebbe necessario. Ad esempio la deviazione standard è più saporita e il sufflé gonfia bene se la chiami "standard deviation", non lo sapevate? 
Lo nostra Una sa benissimo che quando proverà a tirar fuori il problemuccio della moneta unica, suffragata nella sua argomentazione da qualche tonnellata di evidenze empiriche e dai continui tonfi sul selciato di coloro che si lanciano dai ponti e dalle finestre dell'Euro, questi scantoneranno e troveranno il modo di chiudere l'argomento con un bel: "COSA VUOLE CAPIRE LEI DI ECONOMIA". Sottotitolo: tu che conosci solo il paper per nettarti e non hai letto le migliaia (di papers) che raccontano il contrario di ciò che affermi, piccola disgustosa forma virale che pretende di moltiplicarsi keynesianamente a spese del Sacro Mercato Impero.

Però la piccola virus insiste. La nostra Ebolina sopporta con cristiana rassegnazione cose come queste:
"Anche dopo il famoso granchio, R&R* restano due menti altissime. Non riconoscerlo e' un errore."
"Il miracolo italiano e' avvenuto a cambi fissi. "
"Senza vincoli l'Italia ha dimostrato di far disastri. Non siamo bravi alunni."
"Euro e' vincolo ed opportunita'. Mi concentrerei sulla seconda parte."
"Se cerchi di creare una 'positive illusion' in Italia due minuti dopo sei deriso al bar. E' nei nostri geni."

"Compatrioti: scordatevi la bacchetta magica. Servono RI-FOR-ME. Duro, durissimo lavoro quotidiano. Il resto son sogni. Belli ma sogni."
Frasi che dimostrano scientificamente e psicodinamicamente perché nella fotina del profilo il nostro Serpeverde indossa gli occhiali dell'Agente Smith. 

Lo scambio procede ma il paperista alla fine ti defollowa perché, discutendo di Hartz IV (che lui firmerebbe subito per l'Italia, ça va sans dire) e facendogli notare come le aziende tedesche grazie alla Riforma ottengano un indebito aiuto di stato, tu ti ostini a non capire la differenza fondamentale tra "sussidi" e "aiuti di stato". Perché c'è una differenza. Sottile, anzi ultrasottile e ultraflessibile ma c'è. 
Si vabbé, ti defollowa anche perché, quando ti ha accusato di essere contigua alla CGIL gli hai risposto che ai piddini&affini daresti fuoco e, abituato al British self control, il poveretto non ha retto all'espressione fenotipica del  DNA toscanaccio. Maledetti serpentacci di quei nonni.

Io invece l'ho lasciato ancora un po' scorrazzare nell'area cani della mia TL, ma il mattino seguente l'ho defollowato quando ho letto la seguente risposta data ad uno che gli faceva notare le differenze, i vantaggi e svantaggi tra paesi del Nord e della periferia europea (cito a memoria): 

"Se la FIAT non esporta non è mica colpa dell'euro. Guarda la BMW, invece."

A quel punto, come si dice, non ci ho visto più.



*R&R non è il Rock & Roll, ma gli sfortunati economisti Reinhart e Rogoff, protagonisti della smerdata del millennio ad opera dell'oscuro ma studioso studente Thomas Herndon. Cliccare per credere.

mercoledì 4 settembre 2013

La sinistra, l'eurocalabrone e John Belushi


Questo articolo di Micromega a firma Alfonso Gianni l'ho trovato stupendo perché è, dal principio alla fine, una costruzione le cui fondamenta poggiano su un notissimo meccanismo di difesa: la razionalizzazione. Se volete un esempio concreto di come si possa allontanare da sé una responsabilità che crea angoscia, negando la realtà, cercando le giustificazioni più strampalate ed infantili, ovverosia volete vedere in azione la razionalizzazione in tutto il suo splendore nevrotico, per non dire psicotico, questo articolo e la sua esegesi faranno la vostra felicità.
In alternativa, per far prima, potete usare come abstract, come riassunto di tutto l'argomentare da qui in avanti, il notissimo video di John Belushi allegato, immaginando che egli sia il tipico intellettuale de sinistra e Carrie Fisher l'elettore piddino incazzato ma poi disposto alla fine a perdonare la sua dirigenza e ributtarsi nelle braccia del partito farabutto. 

L'articolo, piuttosto esteso - ma le vie della razionalizzazione sono praticamente infinite - tratta, da sinistra, del problema dell'uscita dall'euro. Perché dovete sapere che, per la Sinistra, c'è modo e modo di uscire dall'euro e ovviamente c'è un modo per uscirne da sinistra. Cioè, sarebbe meglio non uscirne ma se proprio si deve, non si prende la porta e basta, bisogna stare bene attenti a non uscire da destra, per carità, perché se no non va bene. Ne avrebbero a soffrire i proletari.
Già perdere tempo, mentre il palazzo brucia e il fumo ti soffoca, a discutere se sia meglio uscire da sinistra o da destra quando l'alternativa è la morte e i minuti sono contati, denota il livello di questi dibattiti.
Ma, tanto perché sia chiaro, siccome l'euro è la creatura deforme nata dalla congiunzione carnale adulterina tra le sinistre europee e le élite reazionarie che mirano alla Restaurazione pre-giacobina, capirete che il pargolo va difeso ad ogni costo, soprattutto perché il mostriciattolo crea nei materni piddini tanti sensi di colpa.

Dopo aver riconosciuto l'esistenza in Europa di un dibattito sull'euroexit - e questo per la Sinistra italiana è già un'ammissione mesi fa impensabile - Gianni mette subito le cose in chiaro:
"Tra le forze della destra estrema è molto agitato il tema di una fuoriuscita immediata dall’euro. Questo è una logica conseguenza dell’antieuropeismo caratteristico delle forze più aggressive della destra europea. Quest’ultimo oggi si ammanta di ragioni economiche, che vengono a sovrapporsi, grazie alle conseguenze evidenti della crisi sulle popolazioni europee, agli archetipi patriottardi e xenofobi delle destre." (fonte)
E te pareva che non eravamo dei fascistacci? Ecco, siamo bell'e sistemati. Uscire dall'euro è cosa di destra, anzi, di estrema destra. Non s'ha da fare, ci gridano i bravi sbarrandoci la strada. 
Il vero compagno a questo punto potrebbe e dovrebbe già smettere di leggere l'articolo, perché il messaggio gli è arrivato. 
Noi però che non abbiamo paura di sporcarci il vestitino, andiamo avanti. Sentite questa:
"In Germania è nata una nuova forza politica, Alternative fuer Deutschland (AfD, Alternativa per la Germania), ansiosa di testare la propria consistenza elettorale nelle imminenti elezioni di settembre - per ora nei sondaggi non superiore al 2,5% [in realtà sarebbe il 5% attualmente, ma fa lo stesso, n.d.r.]- che ha fatto della distruzione dell’attuale sistema dell’euro la propria bandiera. “ Dobbiamo preparare un’uscita degli Stati del Sud dell’Europa dall’euro. Non so se si debba cominciare con i piccoli, Grecia e Cipro, o varare subito una soluzione globale, dividersi nell’insieme. Tra una specie di Nord-Euro e una specie di Sud-Euro”, ha dichiarato in una intervista di fine agosto, il professor Bernd Lucke, leader carismatico dell’ AfD. L’impronta violentemente nazionalistica e antisolidaristica di una simile posizione non può lasciare dubbi sulla sua origine ideologica." (ibidem)
AfD come congrega di pericolosi neonazisti? Scemenze, l'ambiguità di questa formazione politica, come ho già fatto notare qui, risiede unicamente nel fatto che, non volendo affatto rinunciare ai privilegi in termini di surplus accumulati in più di dieci anni di moneta unica dalla Germania (e che so', scemi?), la sua vittoria alle elezioni cambierebbe poco per noi e continueremmo comunque ad essere soggetti al primato tedesco. Come ho letto oggi in un tweet: "AfD propone una variante del testa-o-croce: "TESTA vincono tedeschi; CROCE perdono italiani".
Ma se Gianni ammettesse il vantaggio in termini di surplus della Germania dovrebbe spiegare anche il resto della storia, e cioè che tale vantaggio è stato acquisito a nostre spese grazie a quel supermarco che è l'euro e proprio grazie alla sua architettura. Ecco perché si parla di Nord e Periferia. La suddivisione mica se lo sono inventata Lucke Skywalker e Kamaraden.
Proseguiamo con le citazioni giannine:
"Con tollerabile semplificazione possiamo dire che fino all’esplosione in Europa (2008) della crisi economica mondiale iniziata l’anno prima negli Usa, ha prevalso la convinzione che in fondo, per quanto imperfetta fosse, la moneta unica avrebbe potuto durare e che un sistema generalizzato di bassa inflazione poteva tornare comodo anche alle classi lavoratrici e ai ceti più indigenti. Il calabrone poteva continuare a volare con la benedizione anche di chi stava più in basso. La sinistra moderata, ovvero il social-liberismo, poteva occuparsi, con più affidamento delle destre, a raddrizzarne il volo, contribuendo a rafforzare le pareti della gabbia monetaria entro cui stringere la fortezza europea, attenuando al contempo le proteste popolari. D’altro canto il principale paese europeo era guidato da una Grosse Koalition, con a capo la Merkel (2005-2009), e questa garantiva dell’impegno e della indispensabilità di tale sinistra alla risoluzione di quel compito."
Qui ci sarebbe già, alla Django, da mettere mano alla pistola. Sapendo che mantenendo un tasso basso di inflazione si ottengono alti livelli di disoccupazione perché i due valori sono inversamente correlati (Curva di Phillips) come si fa a parlare di "comodità" della moneta unica per le classi indigenti che possono contare solo sul lavoro salariato e che sono quindi massacrate da un livello alto di disoccupazione? E quando oltretutto, con l'impossibilità di svalutare, l'inflazione si mantiene bassa praticando la deflazione salariale, come fa la Germania? Suvvia, lo capisco anch'io che so' ignorante.
Ciò che tuttavia mi ha lasciata percossa e attonita della precedente citazione è la metafora del calabrone. (???) Non riuscendo a coglierne il sottile significato, urge intermezzo musicale curativo. 


Tornando all'articolone di Micromegaloman, a questo punto il già citato in precedenza su questo blog bimbetto dell'asilo chiederebbe: "Maestraaa, perché la moneta unica era imperfetta?
Non vi tedierò con ulteriori citazioni estese dell'autore, dovreste averne già abbastanza. Entro in modalità riassunto e mi limiterò ad elencarne in stampatello le razionalizzazioni (o low-fat excuses*).

Messo di fronte, praticamente disarmato, all'innegabile evidenza del fallimento dell'euro ed all'incazzatura di Carrie Fisher, il dubbio gli viene. Si potevano prevedere la crisi e le sue conseguenze sull'euro?
Nonostante siano note le crisi periodiche del capitalismo (se no che marxisti siamo?) LA CRISI NON ERA PREVEDIBILE. Solo quel menagramo di Roubini, osservando chissà quali magiche palle di cristallo aveva intuito qualcosa.
IL SISTEMA DELLA MONETA UNICA ERA FONDATO SU APORIE CHE NON ERA IMPOSSIBILE RICONOSCERE MA CHE PIU' O MENO A TUTTI CONVENNE FINGERE DI NON VEDERE.
Manca il soggetto: ovvero coloro che avrebbero dovuto difendere i proletari dal disegno reazionario delle élites e non lo fecero. Invece così la responsabilità si diluisce, si generalizza nel mal comune e mezzo gaudio.

Segue l'inevitabile lunga descrizione del perché l'Europa non è un'area valutaria ottimale e l'ammissione che provvedimenti come il Fiscal Compact sono antidemocratici e lesivi della sovranità nazionale.
Però non è mica colpa del vincolismo monetario se siamo con le pezze al culo, anche se Gianni ha appena finito di dirti che senza determinati prerequisiti politico-fiscali un'unione monetaria non funziona e crea solo sconquassi. No, no.
La colpa dell'impoverimento del proletario nasce moooooolto prima dell'euro. Dalle politiche salariali degli anni ottanta ma, ancora più indietro nel tempo, dalla fine della convertibilità del dollaro in oro (1971) e quindi dall'imperialismo ammeregano. E perché non dal Piano Funk del 1936, aggiungo io?
Quindi vuole dirci che si stava peggio quando c'era la Scala Mobile?
Ma, soprattutto, siamo al cuore del problema: mentre la Reazione preparava la Lotta Finale di Classe, LA SINISTRA DOV'ERA e COSA FACEVA??????????????????????????????????????????????????

Ci vuole la citazione per esteso, scusatemi, so che ve l'avevo promesso di non farlo, ma merita:
"Nella sinistra di alternativa di allora, quella degli anni Novanta, quando maturavano i trattati di Maastricht e l’istituzione della moneta unica, la consapevolezza di questi processi era molto relativa, per non dire scarsa. La percezione che la scelta di una moneta unica, in assenza di quasi tutte le condizioni perché essa potesse funzionare in modo non distruttivo, fosse un azzardo in mani altrui era inesistente o fossilizzata su considerazioni ideologiche. Nel caso di Rifondazione Comunista, parlo con cognizione di causa, si pensava allora che si potesse distinguere la questione dell’euro da quella di una politica economica sociale. Da qui il sostanziale appoggio alla creazione della moneta unica e la immediata richiesta di una svolta nelle politiche economiche e sociali che poi sfociò nel ritiro dell’appoggio esterno al primo governo Prodi. Il giudizio sul passaggio all’euro restava per così dire benevolmente sospeso."

Aaaaaahhhh, ecco!

Intermezzo catartico.

Il giudizio sull'euro quindi, caro Gianni, alla luce dei recenti avvenimenti, è ancora benevolmente sospeso o  lo capisci anche tu che conviene uscire da questa trappola?

"IN PRIMO LUOGO IL SISTEMA CHE PRESIEDE L'EURO NON PREVEDE LA FUORIUSCITA DI UN PAESE. E' UN SISTEMA CHIUSO. QUESTO SIGNIFICA CHE L'USCITA COSTITUISCE UN FATTO TRAUMATICO PER IL SISTEMA, DAL QUALE E' OVVIO ATTENDERSI PIU' DI UNA CONTROREAZIONE."

Megarazionalizzazione con il botto a muro e da qui in avanti sarà Piedigrotta.
Il nostro non sa che, essendo prevista dall'art. 50 del Trattato di Lisbona l'uscita di un membro dall'Unione Europea, a maggior ragione sarebbe possibile l'uscita dall'unione monetaria. Ma i compagnucci della parrocchietta non lo devono sapere.

SE USCIAMO NOI CHE SIAMO GRANDI, CROLLA TUTTO.

E chi se ne fotte?

USCIRE DALL'EURO PER L'ITALIA NON E' LA STESSA COSA CHE PER LA FRANCIA.
SAPIR, SI, HA UN PIANO D'USCITA MA CI SEMBRA LONTANO DALLA NOSTRA SPECIFICA CONDIZIONE.

Sapir è l'economista francese di sinistra che ha redatto un articolato piano di uscita dall'euro, apprezzato al punto da essere adottato nel prossimo programma elettorale di Marine Le Pen. Ecco la differenza tra noi e quelle puttane dei francesi. Noi italiani de sinistra non ci alleeremmo mai con la destra estrema. Tze!

Allora che si fa?

BISOGNA MINACCIARLI DI USCIRE.

Si va a Berlino da Schauble con il ditino puntato (io sceglierei Fassina, non so voi) e gli direi:

"EHI TU, PORCO, LEVALE LE MANI DI DOSSO!"

Non dovesse bastare, ci si imbarca in un progettino da nulla. INVENTARE UNA NUOVA MONETA. Da aggiungere alle altre così ci complichiamo ancora un po' la vita e si danno due botte a Keynes che non gli fanno mai male. Una moneta nuova, de sinistra, tanto terzomondista e caruccia. Così vediamo se finalmente riusciamo a cambiare 'sto cazzo di mondo con la classica vecchia UTOPIA.

Si ma, Gianni, lei mi sta svicolando. E le colpe della sinistra per aver voluto, appoggiato e difeso l'Euro che ci sta ammazzando?



*scusa magra, ma detto in inglese fa tanto economisti di Chicago Sugar Bing.

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