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mercoledì 14 gennaio 2015

Cronache di Mordor



Bimbe bomba,  bimbi boia...

Avete visto le bimbe bomba e il bimbo boia?  Io ho visto solo il secondo, in un video assai patinato appoggiatoci molto probabilmente da Langley dove gli spari sono aggiunti in postproduzione ed amplificati con effetti speciali, l'uso delle dissolvenze è molto abile nel suggerire più che mostrare e vi è un uso della fotografia niente affatto dilettantesco, con alcune inquadrature alla Storaro. Il video l'ho visto su YouTube (qui se volete) perché in TV non l'hanno mostrato, con la solita motivazione: immagini troppo forti. "Un video che non vi facciamo vedere ma che potete immaginarvi". Ecco, l'hai detto, fratello. Finalmente conseguita l'immaginazione al potere del sessantotto.
Non importa che ciò che siamo invitati subdolamente ad immaginare di solito risulti essere assai più spaventoso e perturbante di ciò che vedremmo in realtà perché dentro di noi c'è tutto l'orrore possibile elaborato dal nostro lato oscuro e si tratta solo di farlo venire a galla con qualche stimolo cognitivo o chimico. 
Lo scopo di questo mostrare e non mostrare, guardare ma non toccare, è quello di agitare il nostro inconscio senza mescolarlo, alimentare la paura e mantenere lo stato di shock permanente che ci rende schiavi. 
Appena l'effetto inizia a scemare, ricominciano con "c'è un altro video shock ma non ve ne faremo vedere che qualche fermo-immagine". Mostrano sempre di meno. Danno un imput e il resto lo facciamo da soli. Poi basterà solo dire "Video!" e saliveremo a comando. 
Ovviamente il video può esserci o no. Le immagini possono essere vere o essere il frutto di un'abile messinscena. Anche i 2000 morti della Nigeria sono stati finora solo raccontati e, per quanto mi riguarda, esistono quanto le altre migliaia di morti in Ucraina che non sono nemmeno stati raccontati. 
Ciò che passa sui telegiornali ormai deve essere creduto sulla parola, sulla fiducia. Sono le nuove frontiere della fede.
La salvezza può essere solo un feroce ateismo.  Mettetevi al collo la medaglietta di San Tommaso  e riguardatevi "Sesso e Potere".



... e bimbominkia

Ieri si è concluso l'inconcludente semestre europeo a guida italiana. Anche qui immagini forti, che però non ci sono state risparmiate ma mostrate in tutta la loro crudezza. Un altro bimbo boia, spavaldo e con le mani in tasca, prima ha proclamato "Non si guida un semestre pensando all'interesse del proprio paese", poi ha sparato una cazzata a bruciapelo sui suoi connazionali inermi: "Gli italiani si stanno arricchendo."

Corollario:
Mi dicono che su Rainews24 stia passando uno spot istituzionale che invita gli italiani a recarsi alle aste giudiziarie per acquistare "la propria casa dei sogni". Sogno per qualcuno, incubo per altri, come diceva Merlino in Excalibur.

Pedopropaganda 2

Nello spot di "DiMartedì" suLa7 si vedono bambini molto piccoli, anche di quattro anni, interrogati sulla politica e l'attualità. Non manca mai l'accenno a Renzi. I figli della Troika.

Je suis Charlie...Moi non plus

Oggi non ho comperato il Fatto Quotidiano con il Charlie Hebdo postumo. Lo so che su Ebay già lo rivendono a 80 euro ma essendo inguaribilmente snob ho pensato che precipitarsi all'edicola stamattina sarebbe stato un gesto terribilmente volgare. Come salivare. Già che ormai i giornali, almeno dalle mie parti, bisogna prenotarli ed è una cosa che odio. Forse un giorno li stamperanno su ordinazione: 
"Ah, salve, vorrei ordinare un Corriere, un Fatto e un 24ore". "Per che ora?" "Sulle otto". "Ok".
Inoltre, mi dispiace per la tragedia avvenuta, naturalmente, per i morti ammazzati a bruciapelo, parce sepultis, ma se devo leggere un giornale satirico, quasi quasi  preferisco il Vernacoliere. Charlie, con i suoi trenini anal babbo-figliolo-spiritosanto e la macchietta di Maometto sempre in copertina, mi ricorda quei bambini borghesi della mia infanzia che, mentre le mamme prendevano il té in salotto, cercavano di attirare l'attenzione gridando "caccaculopiscia!"

Se avete le palle scrivete anche #JeSuisDieudonne


Cosa ci hanno ripetuto alla nausea fino a domenica scorsa? La libertà d'espressione, non ci piegheremo al terrorismo, non rinunceremo alla nostra libertà. Maledetto relativismo. Anche la libertà d'espressione, vista dall'altra parte, assomiglia alla censura. Ne sa qualcosa Dieudonné M'Bala M'Bala, comico francese antisionista, arrestato oggi per apologia di terrorismo per aver rigurgitato una cucchiaiata di retorica di regime ed aver osato sputarla. Guardate nel video come schiuma Manuel Valls contro il diritto di Dieudonné di esprimere le proprie opinioni. Ora guardate la copia di Charlie (già 90 euro su Ebay) che avete fra le mani. Non vi sentite un po' idioti?

Eurodoppiopesismi

Ieri Martin Schultz, prima che parlasse Renzi al Parlamento europeo, ha ricordato il prossimo anniversario della liberazione del lager di Auschwitz parlando con grande sdegno dei nazisti di allora ma stranamente senza vedere quelli di oggi che scorrazzano in Ucraina. L'anniversario sarà celebrato con una cerimonia ufficiale alla quale parteciperanno numerosi capi di stato ma non Vladimir Putin perché la Polonia non gli ha inviato formalmente l'invito. Questo è ciò che ha scritto l'Agenzia Reuters a riguardo
Guardate però come ha titolato Repubblica:
E' l'effetto Benigni. Prima o poi riscriveranno davvero la storia e diranno che a liberare Auschwitz sono stati i carri armati americani.  20.000.000 di morti russi per la liberazione e non sentirli.
Ah, sempre il signor Schultz ha confermato in un tweet che il Parlamento Europeo classificherà le Repubbliche di Donetsk e Luhansk come organizzazioni terroristiche. Dev'essere la maledizione del kapo.
Andrea Tarquini invece, l'autore della corrispondenza repubblichina, è colui che ci ha regalato, all'indomani delle europee, questa pregevole elegia:



Lascienza

Un articolo su "Internazionale" ci informa dei risultati di un'interessantissima ricerca nel campo delle neuroscienze. Il tema era "Parla del tuo cervello". Svolgimento: "L’amigdala è un affaretto a forma di mandorla". Studiando quali regioni del cervello si accendono come un flipper in presenza di stimolazioni a carattere politico, Lascienza ha stabilito che esistono cervelli di destra e cervelli di sinistra. In particolare, se nella stanza dove si svolge l'esperimento viene immesso un odore sgradevole, le opinioni dei soggetti si orientano decisamente a destra. Insomma, secondo la Dott. Graziarcazzo, se emettete gas intestinale e l'odore non vi piace per niente potreste essere di destra. 

venerdì 9 gennaio 2015

Come si fa a non essere Charlie?


Di fronte ad un fatto come quello accaduto ieri a Parigi, il primo assalto terroristico di questo genere ad un giornale che io ricordi, è veramente difficile mantenere la lucidità necessaria per interpretarne il significato, tra lo stato di shock inevitabile e le varie gradazioni emotive tra rabbia, indignazione e paura che rischiano di farcela perdere del tutto. E' tuttavia paradossalmente proprio in quei primissimi momenti che, riuscendo a chiedersi semplicemente quale effetto è stato ottenuto, chi stiamo odiando di conseguenza e pensando a come ci sentiremo domani, si può sperare di non farci coinvolgere nel gioco del terrorismo e capirne le motivazioni e gli scopi.

I fatti. 

Un commando di tre terroristi fa irruzione nella sede del giornale satirico "Charlie Hebdo" mentre è in corso una riunione di redazione e apre il fuoco uccidendo almeno 12 persone e ferendone altre. Poi, durante la fuga, gli assassini uccidono a sangue freddo un altro poliziotto. 
A queste prime scarne informazioni si aggiunge presto, da parte dei media, una vera e propria trama affabulatoria dai contorni sospetti e che ricorda assai qualcosa di familiare.

Il frame. 

Innanzitutto ci viene detto che i terroristi erano islamici; lo si deduce dal fatto che abbiano gridato "Allah è grande!" durante l'assalto e abbiano dichiarato di voler vendicare l'onore del Profeta, irriso a sentir loro in alcune vignette pubblicate proprio su quel giornale.
Tutto ciò è credibile ma ciò che segue lo sarà sempre di meno. 
Non sono trascorse che poche ore dall'attentato e, nonostante i suoi autori abbiano agito a volto coperto, già emergono i nomi degli indiziati, ma bisognerebbe dire colpevoli, vista la sicurezza con la quale vengono additati all'opinione pubblica come tali. Addirittura, un sito israeliano, JSS, su imbeccata di un agente dei servizi francesi, dicono, pubblica nomi, cognomi, indirizzi, e mancano solo codici fiscali e gruppi sanguigni dei terroristi.
Viene pubblicata la fotografia del documento di identità di uno dei sospetti, dimenticato incredibilmente sul luogo del crimine. Chi è che non si porta dietro i propri documenti  - giammai quelli falsi - andando a fare un attentato? Ritorna in mente il miracoloso ritrovamento del documento intatto di Mohamed Atta tra le macerie delle due torri gemelle.
Insomma, questi erano noti a tutti i servizi, francesi e stranieri, attenzionati in tutti i modi, e nessuno è riuscito a fermarli in tempo. Come sempre. Addirittura oggi ci hanno raccontato che per tutta la giornata si sono susseguiti avvistamenti dei fuggiaschi, regolarmente riconosciuti da numerosi testimoni per il fatto di andare in giro "armati di tutto punto". Forse abbiamo visto troppi film, nei quali invece la prima cosa che fanno è gettare l'arma servita a compiere un delitto. La caccia all'uomo continua e la Francia intanto si è riempita di 88.000 agenti superaccessoriati, in una grande esercitazione di controllo poliziesco del territorio alla ricerca di tre assassini che, allo stesso tempo, compiono un'operazione militare impeccabile, alla Via Fani, per intenderci, e poi seminano documenti, impronte come dei pirla. Insomma lasciano troppe tracce, come ha fatto notare in un post il sempre acuto Gilad Atzmon, che ricorda anche ai francesi, ora piangenti sopra il cadavere della libertà di satira, il doppiopesismo riservato a quella del comico Dieudonné, marchiato invece come antisemita.

Naturalmente tutto questo, per i fautori dello sciacallettismo, è fantasia, visto che i complotti non esistono.
Permettetemi una interessante citazione dal noto testo massonico
"Perché definire "complotto" una razionale e cinica azione di potere volta a eliminare e talvolta a sterminare anche fisicamente i propri avversari? Con questo criterio, quante lotte umane per l'egemonia caratterizzate da doppio-triplogiochismi, occultamenti e dissimulazioni, dall'antichità fino ai nostri giorni, dovrebbero essere definite "cospirazioni"? Si potrà anche considerare ripugnante un simile modo di agire, ma esso rientra nella categoria ordinaria dei progetti umani a uso di chi fa parte di élite nazionali o sovranazionali, non in quella straordinaria e borderline dei complotti di cui vaneggiano e favoleggiano la gran parte dei dietrologisti." (pag. 172)

L'effetto.

Intanto sono riusciti a far spegnere la Tour Eiffel ed è una cosa clamorosa, visto che i vignettisti assassinati avevano affermato in passato che nessuna minaccia li avrebbe fatti desistere dal cessare di esprimere liberamente le loro opinioni. 
Appena dopo l'attentato abbiamo assistito alla reazione scomposta di politici che, reagendo pavlovianamente allo stimolo, si sono lasciati condurre docilmente nella trappola del razzismo, ovvero del tabu più fenomenale del politicamente corretto, per farvisi delegittimare meglio. Chi costruisce il frame attorno ad un atto terroristico sa benissimo che ci saranno politici che reagiranno nel modo esattamente previsto. Come Marine Le Pen - che almeno ha chiarito che la condanna dell'attentato deve essere diretta al fondamentalismo islamico e non all'Islam in generale - invocando però la pena di morte e in Italia Salvini, che continua imperterrito ad inveire, interpretando il ruolo assegnatogli del "leghista razzista". Dal manuale: "Come stanare gli xenofobi che si oppongono al progetto di ripopolamento kalergico dell'Europa auspicato dall'ONU". Nemmeno Farage è riuscito ad evitare il trappolone. Una tonnara, insomma.
Si dà però il caso che questi politici, oltre alla xenofobia, siano gli unici che si oppongono alla versione euro della shock economy. Come effetto collaterale dell'attentato, l'argomento euro ma soprattutto quello della deflazione in tutta l'eurozona, è finito nei trafiletti delle pagine interne e parecchi scroll in basso nelle versioni online.
Il terrorismo islamico è sempre un fenomenale specchio da puntare sugli occhi dell'opinione pubblica ed accecarla.

"Chi sto odiando adesso".

Sono stati gli islamici, dicono, ed io odio gli islamici per quello che hanno fatto. Oh, quanto li odio, cazzo! Chi non ha fatto la fantasia di sganciare, come ritorsione, un'atomica sulla Mecca ieri, alzi la mano. L'odio e la rabbia scorrono potenti in noi. L'ira, ma soprattutto la paura e lo shock ci farebbero quasi accettare quelle misure restrittive della libertà che sotto sotto stanno già pensando di imporci.  Come accadde dopo l'undici settembre quando, con una spolverata di antrace negli uffici dell'opposizione, i congressmen approvarono in tutta fretta il Patriot Act e gli americani furono meno liberi.

Che c'entra? Leggete la prosa del nostro fateprestista preferito:
"L'Occidente non si illuda che le libertà conquistate siano eterne e si ricordi che vanno riconquistate ogni giorno, senza cadere nella tentazione rozza di dividere il campo dei musulmani tra buoni e cattivi e senza solleticare e ingrassare populismi e spinte xenofobe vecchie e nuove. Risponda piuttosto con la ragione dell'Europa della sicurezza e dell'intelligence, l'allarme deve scattare in casa nostra e negli altri Paesi recidendo i ponti con le anime radicali e i loro sponsor arabi e musulmani. Risponda con gli Stati Uniti d'Europa e la forza politica del più grande mercato di consumo al mondo che decide finalmente di dire la sua non solo con la moneta unica ma anche con un esercito unico. Non si possono fare sconti e non vanno sottovalutati gli effetti di emulazione quando il metodo è sanguinario e il bersaglio diventa l'informazione, la libertà. (Roberto Napoletano - Il Sole 24 Ore
Propaganda élitista o etilista? Capito dove vogliono arrivare? Ormai sapete che gli Stati Uniti d'Europa sono un progetto di sottomissione di interi popoli ad un pensiero e ad un progetto imperialista ultranazionale che deve essere portato a termine nonostante gli scricchiolii dell'odiosa moneta unica, e proprio a causa di questi.
L'opzione salvataggio in extremis dell'euro potrebbe non escludere la violenza, anche in subappalto, a quanto pare.

Come ci sentiamo oggi.

Meno sicuri, timorosi che arrivino altri attentati nei punti chiave d'Europa, anche da noi in Italia, soprattutto quindi dove il sogno sta sgretolandosi più velocemente - e Parigi è un buon inizio - e cresce la critica ad un sistema criminale di gestione dell'economia che sta distruggendo la vita di intere generazioni. 
Tra le vittime dell'eccidio di Charlie Hebdo si è aggiunto oggi Bernard Maris, economista duramente critico dell'idolatria neoliberista, che scriveva sul giornale e a cui  Jacques Sapir dedica questo commovente ricordo
Non è un caso che tanti disegnatori, tra cui Ruben Oppenheimer e Philippe Geluck, abbiano usato oggi, per le loro vignette dedicate alla strage di Charlie, riferimenti all'11 settembre. In fondo questa guerra è iniziata allora, preceduta solo di un anno dalla dichiarazione affidata a quel manifesto "Rebuilding America's Defense" che auspicava un "evento catalizzatore" che potesse accelerare la costruzione di una perfetta macchina imperiale militare di dominio mondiale, oltre e forse perfino contro il Pentagono e le istituzioni militari convenzionali.
[…] il processo di trasformazione, anche se porterà ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […] (“Rebuilding America’s Defenses", 2000, pag. 51)
Macchina che, a quanto pare, dev'essere costruita anche in Europa, visto che, come scrive orizzonte48, uno studio della TNO “Sviluppo di una base tecnologica e industriale della Difesa europea”- finanziato dalla Commissione Europea  afferma: 
"Nel paragrafo 3.5.4 (pagg. 76-77) lo studio olandese ci ragguaglia sulle strategie comunicative per ottenere “l'accettazione sociale alle operazioni militari”(nell'originale viene pervicacemente usato “defence”) ; sembra che l'ossessivo progetto occidentale di creare pericoli a ogni piè sospinto sia quello che garantisca i risultati migliori.
Vi si legge, infatti, che l'accettazione sociale a operazioni di difesa potrebbe aumentare dall'accresciuta percezione di insicurezza o dalla retorica di una approvazione generale riguardo a successi in ambito militare; questi fattori porterebbero a un clima favorevole per un ulteriore rafforzamento del settore che consentirebbe budget più alti.
Viceversa se l'attuale giudizio critico dovesse aumentare, i politici potrebbero sentirsi sotto pressione e attenuare il loro impegno per le operazioni di difesa, riducendo così i bilanci e spostando l'attenzione alle operazioni umanitarie.
Assai inquietante è quello che si trova scritto poco più sotto, cito testualmente: “Se i cittadini sono scettici sulle operazioni di difesa, i bilanci sono destinati a contrarsi e il reclutamento di risorse umane diventerà più difficile. Comunque è chiaro che un nuovo attacco terroristico influenzerà fortemente l'approvazione dell'opinione pubblica per operazioni di sicurezza e difesa”.

A me pare lo stesso principio scritto dalla stessa manina. Attenti a coloro che domani si proporranno, trattati capestro alla mano, come nostri difensori dai cattivi islamici, per non dire cattivi russi e cinesi, offrendoci la privatizzazione della guerra a caro prezzo. Soprattutto a prezzo della libertà.



martedì 6 gennaio 2015

Camicie bianche della controrivoluzione


Giochino festivo epifanico che tenta di rispondere alla domanda: "Cos'è questa moda degli uomini in ammollo della politica"?
Il look del leader moderno, ggiovane e s'intende progressista (ma si, se lo è Renzi può esserlo anche Cameron) sembra proprio essere la camicia per lo più bianca, con o senza cravatta ma preferibilmente senza e con le maniche informalmente arrotolate. Di tali leader qui sotto ce ne sono ben cinque in un colpo, immortalati a corredo di un editoriale della defunta Unità pubblicato in un inquietante 8 settembre e celebrativo di una recente merenda alla Festa del PD a Bologna. L'articolo si intitolava "Per vincere le camicie dovranno sporcarsi". Vedremo a breve di che cosa.


I compagni sono, da sinistra, il segretario del Partito Socialista tedesco Achim Post,  Diederik Samson, del Partito del Lavoro olandese, Pedro Sanchez, il leader del Partito Socialista Spagnolo, "quello lì" e il primo ministro francese Manuel Valls. Quanto sono belli.  Come gli altri otto che ho raccolto nel fotomontaggio, dove c'è perfino l'Imperatore d'Occidente, tanto caruccio. Tutti rigorosamente camiciati di bianco.


A parte Cameron, nella parte dell'eccezione che conferma la regola, la maggioranza di questi omini bianchi si identifica in un'area assai ampia che comprende tutte le cinquanta sfumature di rosso della sinistra e lo rivendica con orgoglio. Il frame li presenta come leader vicini al popolo, propugnatori dei diritti umani e soprattutto capaci di cambiare le cose, riformatori, insomma dei rivoluzionari ma in senso buono, di quelli che piacciono all'élite. 
I primi "scamiciati" della storia, equivalenti ai sansculottes della Rivoluzione francese, furono i descamisados, i liberali spagnoli difensori, durante la rivoluzione del 1820, della costituzione di Cadice del 1812. I più conosciuti però sono senz'altro quelli argentini, i sostenitori del giustizialismo populista di Juan ed Evita Peron. 
Qui però sorge un problema, una forte dissonanza cognitiva. I descamisados attuali, da Renzi a Tsipras, sono acerrimi nemici proprio dei populisti, che combattono ferocemente perché, secondo loro, essi minerebbero la coesione europeista. Populisti che non c'entrano neppure niente con Peron. Sentite cosa dice Tsipras:
"In Grecia l'attesa di un mutamento politico ha già cominciato, da sola, a cambiare le cose in Europa. Il 2015 non è il 2012.
SYRIZA non è l'orco, né la grande minaccia per l'Europa, quanto piuttosto la voce della ragione. È la sveglia che desterà l'Europa dal letargo e dal sonnambulismo. Ecco perché SYRIZA non viene più considerata un grave pericolo, come nel 2012, bensì come uno stimolo al cambiamento. Da tutti?
Non da tutti. Una piccola minoranza, che trova il suo centro nella leadership conservatrice del governo tedesco, e in una parte della stampa populista, insiste nel riciclare vecchie storielle e leggende sul Grexit.
Ma così come il signor Samaras in Grecia, non riescono a convincere più nessuno. Ora che i greci hanno esperito il suo governo, riescono a distinguere le menzogne dalla verità.
Ma il popolo greco così come quelli europei non avranno niente da temere. Perché SYRIZA non vuole il crollo bensì il salvataggio dell'euro. E per i suoi Stati Membri salvare l'euro sarà impossibile, finché il debito pubblico è fuori controllo."

Seconda dissonanza: le politiche che gli uomini in ammollo difendono con le unghie e con i denti - ed essere contro l'austerità e la Troika non significa, come si è visto con Tsipras, essere contro la sua causa, ovvero l'euro - di fatto stanno distruggendo quella classe media, quei lavoratori che indossano la camicia tutti i giorni al lavoro e con i quali i leader mejo fighi del bigoncio de sinistra sembrano volersi mimetizzare. Le camicie sono sempre più sporche si, ma del sangue di lavoratori ed imprenditori.

In conclusione, questi sono politici progressisti ma difendono un progetto ultrareazionario, fanno i descamisados ma in alcuni casi attentano alle Costituzioni e all'esistenza stessa delle classi  che dicono di difendere. La dissonanza è sempre più forte, fino a farci pensare, chissà perché, di camicia in colletto, ai reati dei colletti bianchi. 
Con il sospetto ultimo che una camicia con le maniche arrotolate non faccia un leader vicino al popolo, che l'élite lo sappia ma ve lo faccia credere. 


1976

mercoledì 17 dicembre 2014

Traditori


Sapete come si leggono i giornali, anche quelli online come Repubblica.it? Dovete leggerli dal basso verso l'alto e dall'ultima alla prima pagina, se volete capire, nell'ordine: cosa vogliono che ignoriate, che invece sappiate e con che cosa vogliono distrarvi. I distrattori servono anche per indurvi a negligere fatti importanti che però in quel momento non devono attirare la vostra attenzione. Più in basso o nelle pagine interne possono anche trovarsi le notizie che apparentemente non sembrano importanti ma che, se le tenete d'occhio, potete giurare che di lì a qualche giorno acquisteranno maggiore evidenza e risaliranno verso l'alto.

In questi ultimi giorni, tra le notizie in secondo piano ma importantissime ce ne sono state due che hanno riguardato la libertà di informazione e di espressione.
Lunedì 15 dicembre Giulietto Chiesa, che si trovava in Estonia per una conferenza dal titolo "La Russia è nemica dell'Europa?", è stato inspiegabilmente tratto in arresto dalle autorità locali e notificato dell'esistenza di un decreto di espulsione del governo estone del quale però non si conosce ancora la motivazione. Una cosa inaudita per un paese cosiddetto europeo, e che non ha avuto certo sulla stampa il riscontro che avrebbe meritato, tranne quello di colleghi di specchiata onestà intellettuale come Marcello Foa. Chiesa, commentando il suo immotivato arresto nell'Estonia facente parte dell'UE, ha protestato che "questa non è certo l'Europa di Spinelli". Sicuro sicuro, Giulietto?

Come mai, più o meno contemporaneamente, in Spagna il governo Rajoy riusciva a far approvare dalla Camera, in attesa del passaggio al Senato, la cosiddetta "ley mordaza" una legge di sicurezza pubblica particolarmente restrittiva, una sorta di Patriot Act che, secondo i critici, potrebbe rappresentare un ritorno ad un clima da dittatura? Non dicevamo giusto nel post precedente che coloro che si sono incaricati di subprimizzare intere nazioni cancellandone le costituzioni democratiche, ritenevano la Spagna troppo legata a contraddizioni del periodo post-franchista?
Cosa sta succedendo veramente in Europa? Forse possiamo capirlo analizzando la giornata di ieri, 16 dicembre dal punto di vista dell'azione della propaganda mediatica.

Dite la verità, dei dieci comandamenti ve ne è rimasto impresso solo uno: quello del "non rubare". E scommetto che dell'esegesi piddina della Legge spalmata su due lunghissime e narcolettiche serate televisive condotte dal catechista più pagato al mondo ricordate solo che il Signore quel comandamento lo scrisse espressamente in italiano. 
Bene, era proprio quello il messaggio e l'avete recepito. Irrorazione di autorazzismo completata. Ricordiamo che un senso di vomito è perfettamente normale. Ringraziamo il born again Benigni e i nostri comunisti preferiti per la collaborazione.

Passiamo oltre. Sempre della giornata di ieri, cosa ricordate d'altro? La strage dei bambini in Pakistan, certo. Dice che andavano a scovarli classe per classe. Come a Columbine. Come sull'Isola di Utoya e prima ancora a Beslan. Già, Beslan.
Ignobile attentato terroristico, vero. Avete però soprattutto ascoltato in tutti i TG l'aspirante fratello gridare in Parlamento contro i grillini che l'avevano esortato a "pensare piuttosto ai bambini italiani", anche se pare che nessuno l'abbia detto veramente. Come nell'esperimento di psicologia della testimonianza "del cane lupo", che tutti hanno visto ma che non è mai esistito, l'importante non è la causa ma l'effetto, cioè quello che ha potuto gridare il boy scout attraverso la televisione nei nostri salotti, prima che un altro toscano in vena di predicozzi vi pontificasse a caro prezzo: "Come si fa a dire: "pensa ai bambini italiani!!""
Giusto, i bambini italiani contano zero, come quelli greci. Che si sappia in giro. Altro messaggio arrivato e download completato. Un parlamentare del M5S, in piena illuminazione, ha fatto il salto della quaglia dichiarando nefasta l'uscita dall'euro e l'alleanza con Farage del Movimento. Boy scouting in diretta e nessuna denuncia di scilipotismo sui media, ci mancherebbe.

Andiamo ancora avanti. Non ricordate proprio altro di questa intensa giornata?
Strano, perché ieri è scattata l'offensiva della nuova Operazione Barbarossa, l'attacco alla Russia. L'Impero colpisce ancora secondo il motto "Yes we can (do whatever we want)". Niente divisioni corazzate ma solo una perfetta manovra concentrica di speculazione finanziaria a colpire non solo il rublo ma l'intera economia russa. Lo vedete nel box qui sotto di Repubblica.it, all'inizio collocato a fondo pagina e man mano risalito nella giornata.
Quel "i russi iniziano ad avere paura" sottolineato è tutto un programma.


Visto che ricompare lo spread, che conosciamo bene, dovremmo essere ormai allenati a riconoscere dal fetore i Blitzkrieg del potere finanziario, eppure l'attacco di ieri ve l'hanno venduto ancora una volta come qualcosa di simile ad un castigo divino, la prova che gli dei non amano il presidente Putin, la Madre Russia, la sua moneta (sovrana) e la sua indipendenza. Non sono mancate le stoccate sugli oligarchi maialoni e mafiosi puniti dall'azione di mercati antropomorfi inesistenti, come proiezione del delirio psicopatico degli ordoliberisti.
Ovviamente c'è stato chi si è detto lieto, a differenza della Russia e del suo rubletto, di far parte dell'eurozona e di essere così protetto dalle tempeste finanziarie. 

Riassumendo: nel giorno in cui i talebani riconquistano le prime pagine con una strage particolarmente ripugnante in Pakistan e all'indomani dell'attacco terroristico in Australia ( se no che terrorismo globale e che guerra trentennale al terrorismo è?), una sconvolgente ondata speculativa si abbatte sulla Russia, facendo diventare prove i numerosi indizi che suggeriscono che siamo leggerissimamente in guerra. Siamo nel senso dell'entità europea volgarmente chiamata UE in guerra con la Russia di Putin. Si comincia a capire un po' il perché dell'arresto di Giulietto Chiesa?

Facciamo un passo indietro. Domenica 7 dicembre, Sant'Ambroeus. Matteo Salvini è ospite di Lucia Annunziata per una lunga intervista, che vi propongo integralmente.



Lucia incalza Matteo (il Matteo cattivo, non quello buono) da vera giornalista d'assalto, pone domande scomode come "Lei è fascista o no? Sa, è un dibbbattito interessante". E' per la storia della Le Pen, ovviamente. Poi arriva la domanda sulla recente visita di Salvini a Mosca e qui Lucia tira fuori l'interrogante da prigione del popolo che è in lei.
Perché Salvini è andato a Mosca? Per difendere l'export e il made in Italy ma Lucia ne fa una questione assai più grave:

"Andare a Mosca è qualche cosa che qualcuno potrebbe dichiarare tradimento dell'interesse nazionale."

(Qui c'è un parametro illogico. Visto che Annunziata, essendo antifascista, sicuramente rigetta il nazionalismo nel senso di quello italiano, di quale interesse nazionale sta parlando? Io un'ipotesi l'avrei ma non la dico.)
Il concetto viene confermato alla fine dell'intervista:
"Questa storia sulla Russia la considero un filo da traditori".

Domanda: quand'è che si viene considerati traditori visitando un paese straniero? Quando con questo paese straniero si è in guerra.
Siamo quindi proprio in guerra con la Russia? E quando, di grazia, sarebbe stata dichiarata? E' perché siamo in guerra che Chiesa è stato arrestato per il fatto di voler parlare dei rapporti tra Europa e Russia in un paese della UE? 
Subdolamente, questo articolo di Repubblica sembra suggerirlo. Chiesa non ha fatto nulla, si è solo permesso di criticare l'Occidente, ovvero lo schieramento del quale fa parte, in tempo di guerra.
Settant'anni di pace assicurata dall'Europa e non sentirli.




martedì 25 novembre 2014

Euro-gender-for

Scusate il rosa

Stamattina mi è capitato di leggere questa perla piddina. E' la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli che parla dell'educazione di genere nelle scuole:

"Sì perché uno non si sente autorizzato a pensare in modo diverso se ti hanno inculcato certe visioni, l'attesa del principe azzurro, la passività. Se chiedi ai bambini cos'è una governante ti rispondono una colf, non una donna presidente di regione." 

E i bambini hanno ragione, povere anime innocenti, perché quella semmai è la governatrice e non la governante. 
Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne ed è dura non immaginare il fiore di dieci chili che userei per accarezzarne certi esponenti.  Vedete che alla violenza si finisce per reagire sempre con la violenza? 
E' sempre la giornata di qualcuno contro qualcosa, ed io mi faccio promotrice di una Giornata contro la violenza psicologica delle minoranze, compresa quella del PD che ormai si considera vincitore plebiscitario anche con il 17% di consenso degli elettori in una tornata locale.
Compresa la minoranza fasulla delle donne che sono in realtà maggioranza ma che si fanno rappresentare solo dal peggiore femminismo piagnone e segregazionista, oltre che lisergico perché certe cose le vede solo lui, anzi lei. Le piagnone sono serve di una visione antropologicamente imperialista che le recluta allettandole con il miele del potere a lungo agognato ed ora finalmente ottenuto, e che fa loro dimenticare, quando parlano di "società maschilista", l'esistenza nel passato ed attuale in altre culture del mondo di aree vastissime di matriarcato.

Tornando alle visioni inculcate, io pensavo di essere vissuta negli anni Settanta della liberazione sessuale e di essere già passata oltre questi discorsi - il principe azzurro, mioddio - e con me un'intera generazione almeno. Se il problema è l'essere donna, da bambina avevo le Barbie ma ho anche giocato interi tornei di Subbuteo. Avevo le scarpette di raso rosa da ballo ma giocavo a calcio in attacco e, all'occorrenza, facevo a botte con certi spocchiosi cuccioli di miliardario con i quali ho trascorso l'infanzia. Ne ho prese, ma quante ne ho date! 
Ho potuto studiare ciò che ho voluto, ho potuto non sposarmi e non avere figli, prendere la pillola, vestirmi mescolando il wonderbra con l'anfibio, truccarmi o no. Ho potuto rendermi indipendente imparando che dovevo contare solo sulle mie forze, come qualunque essere umano vivente in questo crudelissimo gioco di ruolo che è la vita. Soprattutto non mi sono mai chiesta se il mio pensiero fosse femminile o maschile, perché era semplicemente pensiero. 
Insomma credevo di essere libera e quindi, se permettete, visto che non sono vissuta su Marte ma nel vostro stesso paese, tutta questa tematica gender la ritengo un falso problema, oltre che una rottura di coglioni. 
Come tutti gli atti di questa dittatura con il silenziatore, si prende la violenza contro le donne, un fatto che non può essere che esecrabile ma che è pur sempre marginale e che nasconde l'esistenza di una parallela violenza contro i maschi, ebbene si, per far passare un messaggio diverso, che si nasconde nell'ultima frase dell'intervista alla genderma: "Si cambia partendo dai bambini, gli uomini di domani". E' quella cosa dell'Italia cambia verso, immagino. Ecco quindi che vogliono cambiarci. Che carini.
Il gender assume allora un senso se lo inquadriamo in questo gigantesco campo di rieducazione gestito dalla Rivoluzione Culturale delle Guardie Rosse avanguardia della neoaristocrazia.


E che tristezza l'altra minoranza, quella omosessuale, che pensa di insegnare la tolleranza ed il rispetto di sé, quella che perde quando si presta a queste operazioni psicologiche di regime, attraverso i calci nelle palle e la rieducazione delle masse attraverso l'ingoio con l'imbuto del buonismo a tutti i costi.
Chissà come mai, nonostante sia cresciuta in una società borghese di merda e maschilista, sono riuscita a non essere omofoba e a rispettare le scelte sessuali altrui perché rispetto le mie? Non considero un merito né essere etero né omosessuale. Il sesso possibilmente deve rimanere un fatto privato se no, banalmente, perde di interesse. Il genere confuso con il ruolo, qual è questa tematica gender, quindi questo imbroglio, non mi interessa. 
E infine sono cresciuta a pane e David Bowie, il metrosexual c'era già quando io andavo alle elementari, quindi figuriamoci se mi faccio incantare dai donni barbuti del side-show del Parlamento Europeo in versione Barnum. Cantanti mediocri e volutamente osceni arruolati per svilire i diritti civili e ridurli a buffonata, a sberleffo, come quando disegnavi i baffi e la barba con la biro sulle foto dei giornali.
Con tante grazie a coloro che per difendere veramente i loro diritti ci hanno rimesso le penne.

Duchamp è altra merce

Anche la battaglia sul gender ce la chiede l'Europa, come ammette la Fedeli, che credevate? E' l'Eurogenderfor, la polizia politica che irrompe nel nostro privato.

Quando si vuole cambiare qualcosa di solito si ha una visione del futuro, un'immagine del punto di arrivo. Vi state chiedendo quale potrebbe essere la società del futuro e se il gender c'entri qualcosa? Potremmo chiedere lumi al precog Casaleggio ma è meglio fidarsi del buon vecchio conte Kalergi, che è sempre una garanzia quando si parla di architettura europea.
Guardate cosa vi ho trovato, l'edizione francese di "Praktischer Idealismus" del 1925 del quale citano sempre solo la celebre frase sull'umanità futura che sarà all'insegna del meticciato che fa scattare gli allarmi del politically correct, perché viene scambiata per una frase libertaria e progressista invece di un inno all'eugenica qual è in realtà e fa diventare chi ne denuncia il carattere razzista un losco estremista di destra.
(La trovate a pag. 18. Più avanti trovate il libro intero in un comodo reader. E' in francese ma voi avete fatto sicuramente l'Erasmus a Parigi. Io no e non ho mai studiato il francese, quindi non chiedetemi come faccio a conoscerlo e a tradurlo. Chi è traduttore madrelingua può anche bastonarmi se la traduzione non risultasse ad hoc.)

Ecco quindi Richard che, parlando più ampiamente dell'architettura futura dell'umanità, se mi permettere la nota professionale, allucina la propria origine meticcia idealizzandola e mitizzandola come solo uno con un complesso di inferiorità grosso così può fare. 
"Oggi, all'alba di una nuova era, è sorta una nuova nobiltà, scaturita in maniera casuale e pericolosa dalla mescolanza del sangue, che si è sostituita alla nobiltà di rango. Una nobiltà di individui da cui nascerà la nuova razza nobile internazionale ed intersociale di domani.
Tutte le persone eminenti per bellezza, forza, energia e spirito si riconosceranno e si uniranno grazie alle leggi misteriose dell'attrazione erotica che oltrepassano i limiti tra gli umani  imposti artificialmente dal feudalesimo e dal capitalismo. Di conseguenza, le donne più belle ritorneranno automaticamente agli uomini più significativi e gli uomini migliori alle donne più eminenti.
Più un uomo sarà perfetto nel fisico e nello spirito e maggiore sarà il numero di donne ugualmente nobili tra le quali sarà libero di poter scegliere. Gli uomini e le donne di minor valore invece dovranno accontentarsi di persone di valore minore. Di conseguenza, lo stile di vita erotico delle persone inferiori e mediocri sarà l'amore libero, il matrimonio libero. La nuova nobiltà di riproduzione disciplinata del futuro non emergerà quindi dalle norme artificiali della cultura delle caste umane ma piuttosto dalle leggi divine dell'eugenismo erotico.
La classificazione naturale della perfezione umana rimpiazzerà la classificazione artificiale imposta dal feudalesimo e dal capitalismo.
Il socialismo, che ha già cominciato abolendo la nobiltà di rango e livellando l'umanità, trionferà nella produzione della nuova nobiltà mediante la differenziazione dell'umanità. E' qui, nell'eugenismo sociale che risiede la sua più alta missione storica, tutt'ora misconosciuta: giungere, da un'ineguaglianza ingiusta, attraverso l'uguaglianza, ad un'ineguaglianza giusta. Passando sopra le macerie di tutte le pseudo-aristocrazie verso una vera nuova nobiltà."
(fonte: Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, "Idéalisme pratique - Noblesse, Technique, Pacifisme" (1925), pag. 46-47)


Non male, vero? Anzi, proprio esticazzi! Non è sorprendente l'ultimo paragrafo sul ruolo storico del socialismo? "Attraverso l'uguaglianza, giungere ad un'ineguaglianza giusta." I conti, è proprio il caso di dirlo, tornano sempre.

sabato 22 novembre 2014

Avanti ripopolo


Orsù, in attesa dei risultati delle regionali in Piddinia, apprestatevi a baloccarvi con la fiction di regime sugli unici Spinelli che non solo non vi proibiscono ma vi obbligano a passarvi l'un l'altro da bravi piddini, per celebrare il fogno europeo antifassista che, secondo gli allucinanti comunicati stampa di presentazione della RAI, sarebbe ormai divenuto realtà. Chissà quando, visto che l'Europa attuale, in preda al mercantilismo culone, al principio del beggar thy neighbour e del kill PIL, è più un troiaio, una situazione di degrado condominiale da Vele di Scampia, una Tor Insipienza all'insegna della sopraffazione e della riproletarizzazione forzata delle classi medie, piuttosto che un ideale di pace e fratellanza.

"Un mondo nuovo", si intitola il marchettone europeista, uno degli ultimi atti di devozione alla Sovrastruttura di una TV pubblica destinata a confluire dell'Istituto Luce nel senso dell'ENEL. Chissà se il rimando ad Aldous Huxley ed al suo romanzo distopico "Il mondo nuovo" su una società futura sovrappopolata e superorganizzata divisa rigidamente in caste e dominata dall'élite, dove sono permessi la promiscuità sessuale e il godimento illimitato artificiale ma il dissenso è vietato, è un atto meravigliosamente inconscio, una di quelle straordinarie coincidenze che si possono cogliere interpretando la realtà come un continuum multidimensionale di coscienze.
Un mondo nuovo all'insegna del più rigoroso antinazionalismo, si intende, visto che Emiliano Brancaccio ci ricorda che "le nazioni sono l'espressione del capitale." Chissà invece l'internazionalismo, ma sarebbe meglio dire la globalizzazione delle multinazionali, di cosa saranno espressione. Magari scoprendolo si potrebbe capire che l'attuale anticapitalismo finanziario è più pericoloso del capitale ma poi si rischierebbe di ammettere che, per i lavoratori ed il loro benessere, ha fatto di più Keynes dei sindacati.


Tornando all'epopea della mejo gioventù che voleva solo il nostro bene (pensate se ci avessero voluto male), il ritorno nostalgico alle origini è tipico dei regimi in avanzato stato di putrefazione, e in clima ormai da Seconda Repubblica di Salò, anzi di Ventotene, la sinistra si arrocca sull'europeismo ad oltranza. Ovvero sul momento in cui ha scelto di votarsi al più neoaristocratico e reazionario progetto di design sociale di tutti i tempi, disvelando così la sua vera natura pauperofila. In fondo la perversione delle missionarie la cui santità si esprime solo se permangono la povertà e la sofferenza dei disgraziati che hanno affidati in comodato d'uso.
E se vi dicessi che l'ultima incarnazione dell'internazionalizzazione da loro tanto amata nasconde un progetto potenzialmente genocida? 

Fate molto male a ridere dei talk show. Se li guardaste capireste cosa hanno in serbo per voi e fareste in modo di prendere alcune misure precauzionali. Su quelle poltrone diventano straordinariamente sinceri. Basta accendere la lucina rossa e sventolar loro davanti una felpa con scritto EMILIA a mo' di muleta e confessano senza problemi che "la proprietà immobiliare deve avere una funzione sociale" (cit. Emiliano, del PD) e quindi le case sfitte vanno affittate se non addirittura requisite per darle a chi ne ha bisogno. Il punkabbestia che è in loro. E lo dicono pure due giorni prima delle elezioni, senza alcun pudore. 
La scopolamina che li fa confessare è l'ebbrezza del potere che hanno raggiunto e che credono essere ormai indiscutibile perché il pinocchietto si sta sbattendo come un ossesso per uno strapuntino nella Ur-Lodge e il biglietto per Elysium credono di averlo già tutti in tasca.

Ma lasciamo perdere Ventotene, che fa parte al passato, e guardiamo al futuro - che non appartiene agli Stati Uniti d'Europa perché di Stati Uniti bastano e avanzano quelli imperiali - ma che apparterrà alle corporation, alle multinazionali che potranno farvi causa anche solo per aver osato pensare che possano inquinarvi. Se la sinistra, pur di rimanere abbarbicata al potere accetterà il TTIP, preparatevi a recitare la preghiera: "O Monsanto onnipotente che sei nei CEO, sia sacrificato il nostro nome, venga il tuo regno". Rimpiangerete la Thyssen-Krupp, i Riva dell'ILVA e l'amianto.

Volete sapere qual è il vero sogno europeo del futuro, pensando ad un periodo che si estenda grosso modo fino al 2050? Ricordate cosa disse la Barbara Spinelli (figlia di Altiero, tout se tient) tempo fa da Mentana?
Chi sono i demografi che "ce lo dicono", che abbiamo bisogno di una decina di milioni di migranti in Italia?
Ed inoltre, ricordate la Presidenta della Camera e "lo stile di vita del migrante che sarà presto quello di molti di noi"?



(Un giorno parleremo del perché mandano sempre avanti le donne a dire queste cose.)

Ebbene, i demografi in questione sono l'ONU, attraverso il suo Dipartimento di Affari Economici e Sociali.
In questo paper del 2000, intitolato "Il ripopolamento per migrazione può essere una soluzione all'invecchiamento e diminuzione della popolazione?" vengono proposti alcuni scenari futuri riguardanti paesi come Francia, Germania, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione Russa, Regno Unito e Stati Uniti e macroregioni come l'Europa e l'Unione Europea. All'Italia è dedicata questa parte della ricerca.

Il presupposto dello studio è che la diminuzione della natalità in questi paesi e il progressivo invecchiamento dei loro abitanti siano un grave problema. Indi per cui in futuro, a meno di elevare  l'età pensionabile fino ai 75-77 anni di età, si dovranno ripopolare questi paesi con migranti che, con il loro lavoro, possano mantenere la popolazione più anziana. Per l'Italia si parla di una dozzina di milioni di migranti necessari per mantenere costante il tasso di popolazione. Come sostengono appunto le posizioni delle missionarie qui sopra: la figlia del padre dell'Europa e la portavoce dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati.

Ora, lo suggerisce anche il Galton Institute a commento del paper, perché mai la diminuzione della popolazione nei paesi suddetti, se il livello di servizi e welfare viene preservato e non cancellato dall'iperliberismo della shock economy, dovrebbe costituire un problema? Per la denatalità non sarebbe più pratico ristabilire il principio di piena occupazione e far si che le donne, aiutate da opportuni programmi di sostegno alla maternità, possano ricominciare a fare figli?
E perché i futuri anziani dovrebbero aver bisogno di manovalanza straniera che li mantenga (magari a minijobs che non basterebbero neppure per la sua sussistenza) se non ipotizziamo una popolazione futura di italiani, nel caso nostro, a quel punto ormai spolpati di ogni loro proprietà e ridotti in miseria da pensioni da fame?
Come mai il paper non cita gli ovvi effetti collaterali di un ripopolamento  ritenuto inevitabile, imposto e non liberamente scelto sulla popolazione autoctona e sembra parlare dello spostamento di pedoni su una scacchiera e non di esseri umani? Quelli dell'ONU credono veramente che l'aumento esponenziale di migranti in territori già densamente popolati, possa avvenire senza alcun problema di ordine pubblico e convivenza civile, se non addirittura di spargimento di sangue? Conoscono la storia delle tribù pellerossa e di cosa accade generalmente, anche nel mondo animale, quando una popolazione vuole sostituirsi ad un'altra in un territorio? Hanno idea di cosa parlano quando pensano di "ripopolare" il Giappone?
Io credo che si tratti di un progetto folle e criminale di totalitarismo genocidario, che persegua i suoi scopi attraverso lo shock dell'invasione.

Ma non basta. Visto che i paesi target sarebbero quelli occidentali e maggiormente industrializzati, si deve dedurre che i flussi migratori debbano provenire dal resto del mondo, in specie dall'Africa? Come mai, a far da contraltare alla preoccupazione per la diminuzione della popolazione dell'occidente industrializzato non si accenna alla sovrappopolazione del terzo mondo, suggerendo magari di adoperarsi per un riequilibrio tra i due opposti problemi? Se si migliorassero le condizioni di vita nel terzo mondo non vi sarebbe alcun bisogno di migrazioni forzate (o è giunto il momento di chiamarle deportazioni?) e si aprirebbero nuovi spazi di benessere nel mondo, da aggiungere a quelli già raggiunti e preservati nel primo mondo..
Qui sembra invece che si voglia mantenere la subalternità del terzo mondo in modo da produrre quei milioni di migranti "necessari" alla terzomondizzazione del primo mondo, ovvero il compimento della colonizzazione totale da parte dell'anticapitalismo delle corporation per la realizzazione di un Mondo Nuovo. Un mondo che celebra l'unione contronatura tra i principi dell'internazionalismo e i piani elitari di meticciato imposto e di distruzione delle identità dei popoli. Un mondo all'insegna della povertà diffusa e della ricchezza segregata nelle mani di pochissimi.
Ricordate, non parlano più di ospitalità e di accoglienza. Parlano di ripopolamento. Soylent Green is made out of people.

martedì 11 novembre 2014

Il nuovo palinsesto televisivo



Fissare il centro dello schermo e ripetere: riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme riforme.



And good luck.


sabato 1 novembre 2014

Il giorno dell'alleluia?


ATTENZIONE, NON E' UN ACID TEST!!!
'TIS BLIMEY REAL!

Ieri sera, in libreria, la classica libreria de sinistra dove è impossibile scovare, perfino dopo anni, i Bagnai, i Barra Caracciolo e i Giacché perché non li tengono proprio, nonostante siano libri di successo, perché non sono dei loro e non appartengono allo Zeitgeist leopoldino, ho notato un volumetto appena uscito, con Berlusconi in copertina, intitolato "Il giorno dell'alleluia"
Sottotitolo: "come l'Italia si è salvata dalla bancarotta"
Sarà un libro di satira di qualche comico piddino, ho pensato. 
No, girare il volume e leggere la nota ha chiarito ogni dubbio, trattavasi di libro serio. Infatti era coricato in bella mostra a fianco di Piketty, di Bini Smaghi, di Patuelli (!), di Fu(R)bini, Zingy Stardust e tutti i mejo fighi del bigoncio economico di regime.
Leggiamo assieme la presentazione, possibilmente ad alta voce e con l'intonazione alla Gassman:

"Ora dopo ora, la cronaca del 12 novembre 2011, data della caduta di Silvio Berlusconi e punto di svolta della recente storia politica italiana. 'Il giorno dell'Alleluia' ripercorre con testimonianze e dettagli inediti il contesto in cui matura la resa del Cavaliere. E conferma che non ci fu nessun complotto internazionale contro di lui. Semplicemente, attorno all'Italia, che in quel momento era il buco nero di una crisi finanziaria mondiale, aumentano le pressioni per un cambio di rotta. Berlusconi non è più credibile agli occhi di tutti, non solo dei mercati. Il Cavaliere resiste con le unghie, ma deve cedere quando viene abbandonato da un gruppo di nove deputati del Pdl. Il presidente Napolitano prende atto che la maggioranza non c'è più e consiglia a Berlusconi di dimettersi, preoccupandosi soprattutto di trovare un'alternativa di governo per l'Italia. Il racconto dei concitati eventi di quella giornata s'intreccia con la vicenda parallela di una compagnia di musicisti professionisti e dilettanti, che da tempo si preparavano al momento della 'liberazione'. Quella sera, davanti al Quirinale, eseguono l''Alleluia' di Handel. Saranno protagonisti di una foto che farà il giro del mondo, l'immagine di una piazza gremita e festante con un drappello di cantanti e orchestrali riuniti attorno a un direttore".

Non ti fa venire voglia di spenderci i 13 euri e portartelo a letto la sera stessa? 

Il libro ovviamente si riferisce a questo momento storico dove sinistra e capitale furono uniti dal medesimo scopo in un furibondo amplesso. 



Un momento, l'abbiamo poi scoperto assai presto, di vergogna, viltà e delinquenza di cui stiamo pagando e pagheremo in futuro le conseguenze.

Tornando al libercolo, al libello di propaganda smentito nelle sue scemenze e menzogne non solamente da Ms. History in persona, ma, tanto per fare un paio di nomi, dal compagno di scaffale Bini Smaghi e da un certo Zapatero, che ebbe qualche dimestichezza con i governi europei e le sue riunioni, vi linko un paio di recensioni relative alla commovente cerimonia musicale di quel novembre 2011, alla quale si riferisce l'alleluia del titolo, ovvero l'esecuzione capitale del poro Handel in onore del Triumph des Willens del Quarto Reich.



Asciugatevi le lacrime e ricomponetevi. Consolatevi pensando che questo libro un giorno avrà, come unica collocazione possibile, un posto a fianco di "Libro e Moschetto".
Vogliamo infine citare gli eroici autori di cotanto sforzo di altissimo giornalismo d'inchiesta? 
Alessandro Corbi, come recita la nota sul sito dell'editore Nutrimenti,  è giornalista parlamentare dell'Agl (Agenzia giornali locali del Gruppo Espresso).
Pietro Criscuoli è giornalista parlamentare dell'Agl (Agenzia giornali locali del Gruppo Espresso). 
Espresso. Tout se tient.

Dimenticavo. Per le librerie che spacciano merda pesante non bisogna avere alcuna pietà. Tanto chiuderanno, perché così vogliono i mercati ai quali si sono vendute. Smetteranno di guardarti con l'occhio ebete quando chiedi il "libro proibito". Saranno rimpiazzati dal kebabbaro e dal compro oro.
Lo meritano.
Forza Amazon.



Immagini tratte da "Prova d'orchestra", di Federico Fellini.

domenica 26 ottobre 2014

Morti di Leopolda vs. morti di art.18


Ovviamente è un fake, per ora. Non è però meravigliosamente plausibile? Qualcuno ci è cascato. Il formato tabloid, il target da salone di parrucchiere e la copertina dedicata alle inquantodonne: l'avvocata del diavolo e tutto il resto del peggio femminino piddino, con Civati a far da cicisbeo? 
In fondo è la tendenza attuale della politica, di qualunque colore e quindi di nessun colore. La politica grigio topo. O topa, meglio ancora. Mandare in prima fila le groupies e i cicisbei a fare le pazze in televisione a colpi di "maguardiiopènso" (Dio, la Bonafé!)  E quando la nave affonda i topi cominciano a preoccuparsi. Fassina parla di "superamento" dell'euro e l'altra parrucca incipriata dissidente, Cuperlo, addirittura di ipotesi uscita.
Le tope invece, soprattutto la zoccola dura del nefasto piddinismo emiliano-romagnolo, le compagne di merende del mostricciattolo di Firenze, non lo pènsano ancora, per il momento. Andare contro un'Europa comandata da una donna ed essere ancora sotto l'effetto della doppia ebbrezza del potere finalmente ottenuto, inquantodonne e inquantocompagne, deve sembrare loro ancora atto troppo estremo e per giunta maschilista.

Tornando all'Unità ed alla sua possibile deriva terminale nel gossip, in fondo Gramsci sarebbe perversamente contento di vedere i suoi pronipotini contendersi il coiffeur all'edicola con altre riviste underground e psichedeliche come Visto, Miracoli e Il Mio Papa, piuttosto che continuare a difendere i nazisti golpisti nell'ex Unione Sovietica. Ricordo che Cronaca Vera, invece, che mi onoro di avere tra i followers su Twitter, è rivista di ben altro spessore ed impegno politico, economicamente assai più preparata di Fassina e meno opportunista di Zingales.

Parlando invece di televisione, il canale più hard del mainstream piddino, ovvero la televisione dell'editore Cairo, il Franco Maria Ricci dell'estetica renziana, è impegnato in questo fine settimana nella copertura della Woodstock di regime, il grande rave party della Leopolda, dove le groupies si scatenano con roba pesante. Il supplente della Gruber, Floris, respirando anch'egli il profumo dell'Ubalda, era quasi in trance, sembrava all'UFO Club di Londra nel 1967. Chi visita YouDem in questi giorni ottiene gli stessi effetti di YouPorn. Del resto non vanno di moda le pornofilosofe? (Si, Diego ha risposto ma fin troppo signorilmente. Jarno infatti ha commentato: "ma un mò va fèr dal pugnetti non bastava?" Non ve la traduco nemmeno.)

Nel clima di euforia per i successi del PNsF (Partito Nazionale sFascista), non c'è da dare troppa importanza alle manifestazioni della CGIL e degli altri poracci del sindacato che vanno in giro a ripetere ossessivamente "articolo 18,18,18,18,18...), tipo il vecchio trattore pumpum della FIOM o l'omaccio in maglietta che chiede la patrimoniale, per non parlare di Cofferatu che ricordiamo bene nel suo autodafé proeurista.


Trattasi di deliri di poveri psicopatici che prima hanno avallato tutte le peggiori porcate contro il mondo del lavoro degli ultimi vent'anni, si sono innamorati del progetto euronazista, hanno ridacchiato al tavolo della Troika, eletto Renzi alle primarie e poi, come Norman Bates, ora urlano "Mamma!! Mamma, cos'hai fatto??!"
L'unica scissione che io vedo nel PD è quella schizofrenica.



Io non greto, direbbe il Razzi di Crozza, trattarsi però di follia collettiva e difatti, per quanto riguarda la dirigenza diquelpartitolà si può solo parlare di collaborazionismo idiota o consapevolmente criminale.
Per la base e i simpatizzanti il discorso è più complesso, ci torno su in un altro post. E' l'atteggiamento di questi ultimi che rende folle l'insieme, e rende l'immagine di un partito orgogliosamente psicopatico.

Per fortuna che uno dei dati più inquietanti (per loro) relativi allo stato di salute della sinistra italiana è il calo delle iscrizioni al PD perfino in Piddinia, l'ex regione rossa ora color can piddino che fugge in onore della broda incolore di cui si diceva all'inizio.
Niente paura. Come alla fine del Terzo Reich, vengono arruolati i vecchi e i ragazzi un po' gonzi. Marco Pannella ha annunciato che vuole iscriversi al PD e Gennarino Migliore lo ha già fatto con una cerimonia assai toccante. Ferro. Scelta Civica e SEL sono già pronte alla confluenza. Un momento, ma Scelta Civica non è sinistra, si agita il piddino dentro la camicia di forza. Perchè le azzeccagarbugliesse, Davide Serra, il signor Camusso, l'iperpresenzialismo berlusconiano del bischero, con tanto di promesse e bugie, lo sono? Come nelle migliori trame di psicodrammi, odiano il padre ma alla fine ci si identificano.


Ricordate che questo è il vostro presidente del consiglio

martedì 21 ottobre 2014

E' la vanga che traccia il solco


Oggi che mi sento più o meno così è la giornata giusta per porsi la grande domanda. Ve la impiatto così, à la tartare, senza preliminari. Farà un po' male.

Gli angeli del fango sono prodotti della propaganda piddina?

Insomma quegli angioletti dei quali Google images vomita a richiesta decine e decine di immagini posate e con la giusta luce, con pala, maglietta e musetto sporchi di fango ma tutti talmente belli e fotogenici da sembrare usciti da un casting (guardare questa fotogalleria del Secolo XIX, per esempio), sono prodotti di un certo "spontaneismo", come i loro papà e mamma degli anni '60, o sono un tantinello troppo studiati e frutto di un'abile operazione di propaganda? Mica tutti, s'intende, ma buona parte, soprattutto quella che parla e appare in TV?

"Come fai ad essere così perfida? Tu che non hai alzato il culo per andare a spalare il fango della tua città?" 

Scusate, un'interferenza.

Dicevo, mica lo penso solo io, ma altri. Questo post non è così originale perché i dubbi li hanno avuti in tanti. Anche Mario Giordano se lo è chiesto con un articolo finalmente sugar-free e privo dell'insopportabile retorica di questi giorni. Per non parlare di Andrea Marcerano sul Foglio, che così apostrofa un troppo entusiasta collega capellone:

"Senta, Severgnini, i ragazzi che spalano a Genova fanno bene a spalare, bene alla comunità e bene a loro stessi, ma eviterei, in questo momento, di fare un pompino agli angeli del fango. Sottrarrebbe preziose energie. Senta, Severgnini, non sono eroi, sono ragazzi normali, fanno una cosa normale, vanno in guerra senza spingere il nonno, come in tutte le guerre. E come in tutti i soccorsi."

La solita volgarità reazionaria o c'è anche un po' più di un briciolo di verità?
Che il PD, come gioiosa macchina da propaganda di guerra potesse aver messo il cappello sugli angeli del fango, lo suggeriscono parecchi indizi e, come succede spesso, molti indizi formano una prova.

1) Innanzitutto l'adozione all'unisono del nome angeli del fango da parte dei media. Un'instantbookizzazione del concetto di piccolo salvatore della patria vangamunito. C'era il precedente storico dell'alluvione di Firenze e degli studenti che accorsero a migliaia per salvare le opere d'arte, d'accordo, ma solo i funghi spuntano tutti assieme una mattina dopo la pioggia.

2) Questa sciacallaggine antigrillina da primo colpo, quindi piddina: 

3) Questo pensiero tratto del libretto rosso del First Bischero: 

«Spalerò la burocrazia come gli angeli del fango spalano a Genova»

Uhm, che puzza di aratro che traccia il solco, ovvero di propaganda, lontano un miglio marino. Anch'essa ovviamente dichiarazione "spontanea" sulla pagina Facebook.

4) Gli angiolini jolie che, intenti com'erano a spalare fango, appena arriva Grillo con cerata da pescatore di merluzzi (Grillo che poteva anche rimanersene affanculo a Sant'Ilario, per essere chiari), posano il badile e si mettono a fare la sceneggiata  funicolare senza corrente contro il nemico. Solo il piddino reagisce così pavlovianamente alla presenza degli ortotteri. Quasi una confessione.

5) L'angioletto da talk show, accuratamente ammaestrato e che evita accuratamente di accusare la gestione piddina della Liguria della mancata prevezione della tragedia.
Ne accenna anche Travaglio, per il quale, giustamente, l'acqua del Bisagno ha fatto tracimare anche la sopportazione nei confronti di Michele "datemelisordichevefacciolativvulibbera" Santoro.
Parentesi in difesa di Travaglio: provate voi ad avere di fronte uno con la faccia un po' così e l'espressione un po' così della canzone di Paolo Conte, ovvero il gerundio di burlare, e a non uscire di sentimento. 

6) Le "Vanghe precarie della meglio gioventù" di Adriano Sofri.  Brrr, da brivido.

7) La magliette spontanee "Non c'è fango che tenga" e quelle ancor più spontanee, per migranti, "Nessuno è straniero". Ma guarda un po'.

La bellezza della gioventù, la bella maglietta, il lavoro gratuito offerto in sacrificio per Voi, il te deum del giovanilismo e un certo fastidioso farcelo pesare definendo tutti ad honorem eroi, mentre i responsabili del LET IT HAPPEN arrivano perfino a fare gli offesi se li si tenta di prendere per il colletto e sbatterli di fronte al muro delle proprie responsabilità.
Questo stomachevole leccalecchino caramellato dei media da far ciucciare agli italiani, ammantato di propaganda dal tanfo tipicamente totalitario, riflette un'insopportabile ESTETICA DELLA CATASTROFE. 
Estetica che risponde alla logica busona del buttar soldi nella maglietta fica invece di destinare ogni centesimo agli alluvionati e di non impiegare subito l'esercito e squadre della protezione civile appositamente addestrate per le operazioni di ripulitura ma gli angioletti belli discesi dal cielo in terra a miracol vangare. Angioletti si ma con la lingua biforcuta se c'è il nemico grillino in favore di telecamera. 
Un'estetica elegiaca della distruzione, un inno a Thanatos che è la firma inconfondibile dell'economia delle sciagure e in fondo della guerra. Distruggere per ricostruire invece di conservare e preservare.
La catastrofe come opportunità per l'appalto, il cataclisma che va auspicato e protetto e che va venduto come inevitabile, imprevedibile, voluto dal destino cinico e baro e non dall'incuria colpevole delle giunte, e le cui conseguenze bisogna sopportare cristocomunisticamente; come bisogna accettare, perché THERE IS NO ALTERNATIVE e l'EURO E' IRREVERSIBILE, la società dickensiana che ci vorrebbe propinare la dittatura delle multinazionali. La Bophalizzazione del mondo, il Bad TTIP continuo.

Candid photography?  Candidi angioletti in un momento di assoluta spontaneità.

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