domenica 29 ottobre 2006

Il Papa vede e provvede

"Nell'esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi";
"L'ottimo lavoro e il generoso impegno della grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni loro fratelli". (Il discorso di Benedetto XVI ai presuli della conferenza Episcopale di Irlanda ricevuti in visita “Ad limina apostolorum” – 29 Ottobre 2006)

Finalmente il Papa Ratzinger si pronuncia contro la pedofilia, annunziano “cum gaudium magnum” i giornali e le campane mediatiche suonano a distesa.

Tralasciando il fatto che la pedofilia viene definita dal Papa una “trasgressione” - il che è francamente sbalorditivo e ricordando che la gravità dell’atto non dovrebbe essere stabilita da chi lo perpetra ma semmai dal legislatore, ci sarebbe da aprire un lungo discorso sul fatto che l’80% degli abusi sui minori vengano perpetrati da parte di persone di famiglia, soprattutto di sesso maschile ma non solo e che in questo caso nessun Papa si è mai pronunciato a memoria d’uomo.
In quella sacra istituzione che è la Famiglia, padri, zii, patrigni, nonni, amici di famiglia compiono ogni giorno abusi sessuali sui bambini, con conseguenze psicologiche gravi e permanenti sulle vittime, spesso nella più totale impunità e approfittando dell’omertà mafiosa che regna attorno a questi episodi.
Le madri fungono a volte da volonterose carnefici coprendo i responsabili degli abusi, guardando ma non vedendo e addirittura offrendo i piccoli in pasto ai maiali. Questo tipo di pedofilia, che non ha bisogno di Internet e dei viaggi in Thailandia è la più diffusa e meno riconosciuta.
Come sarebbe bello che un Papa dicesse: “Smettetela di molestare i vostri figli o vi scomunico tutti, brutti porci, che possiate bruciare all’Inferno!”, un po’ come avrebbe detto Nostro Signore Gesù Cristo, che con i pedofili ce l’aveva a morte.

Tornando al coming out antipedofilo del Papa, per pura combinazione qualche giorno fa, esattamente il 1 Ottobre, la BBC ha trasmesso un’inchiesta denominata “Sex crimes and the Vatican” (I crimini sessuali e il Vaticano) che qui vi presento in versione integrale in inglese, ora con sottotitoli italiani. Chi di voi ha Sky tenga d'occhio il canale BBC World che dovrebbe ritrasmetterlo in italiano.
L'inchiesta condotta da Colm O'Gorman, violentato a 14 anni da un prete cattolico nella diocesi di Ferns in Irlanda, rimette il coltello nella piaga e presenta un documento segretissimo del 1962 firmato dal Card. Ottaviani, Crimen Sollicitationis (originale in latino e traduzione inglese).
Nel documento, inviato allora a tutti i vescovi del mondo con la raccomandazione di mantenerlo assolutamente segreto e nascosto in luogo sicuro, venivano impartite istruzioni su come gestire gli eventuali scandali sessuali che avessero coinvolto i religiosi, e la regola era quella di imporre il giuramento di segretezza sia alla vittima che agli eventuali testimoni e al prete medesimo, pena la scomunica. In parole povere, se si veniva a sapere che un prete aveva molestato un bambino o un giovane, tutti zitti.

La Chiesa, che non ha voluto collaborare all'inchiesta della BBC, sostiene ora che quel documento non ha più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico.
Il bello è però che nel 2001 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, a seguito della colata lavica di accuse sempre più numerose di pedofilia a membri della Chiesa Cattolica soprattutto negli Stati Uniti, l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, nell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 Maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del pianeta, raccomandava di non testimoniare in tribunali civili (pena la loro scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
Nel documento, Ratzinger scrisse che:

«Nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio» e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen Sollicitationis datato 1962. (citazione da Wikipedia).

Se le norme del 1962 non erano più in vigore nel 2001 quindi, perché sentire il bisogno di rinforzarle con una nuova serie di raccomandazioni, per giunta citando proprio il “decaduto” Crimen Sollicitationis nelle note?
E’ ciò che si chiese l’avvocato americano Daniel Shea, citando Ratzinger per “ostruzione della giustizia” nell'ambito del processo intentato in Texas a Juan Carlos Patino-Arango, seminarista colombiano accusato di abusi sessuali su minori.
La faccenda doveva essere seria, visto che il 20 settembre 2005 il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Santo Padre l'immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano.

Le ultime dichiarazioni del Papa contro la pedofilia sono il segno di un vero cambiamento di rotta? Chi vivrà vedrà.
Intanto si potrebbe collaborare per assicurare alla giustizia ordinaria quei vescovi che, accusati in America, girano liberamente per Roma dove sono stati trasferiti in silenzio. Magari in cerca di nuovi bei bambini da molestare.


Aggiornamento 25/5:
Cucù, e il video non c'è più. Si sono inculati pure quello.

21 commenti:

  1. Un Papa non ha niente a che vedere con l'etica...
    Si occupa di tante altre cose...
    organizzazione
    propaganda
    diplomazia
    ideologia
    Ma etica...

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  2. La pedofilia non esiste... come la mafia.

    Finalmente un papa ne parla, buon segno, ma è solo un primo passo.

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  3. @ brunius
    si occupa anche di
    economia
    finanza
    put options
    futures
    bonds...

    @bhikkhu
    Bisogna imparare a convivere con la pedofilia, direbbe un Lunardi vaticano.
    Sei ottimista, secondo me non cambierà nulla purtroppo.

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  4. candido22:42

    bellissimo il papazzo!
    ciao

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  5. avevo letto da qualche parte in rete un po' di giorni fa del documento del '62, della BBC che ci apriva i Tg, dell'aggiornamento di mr R., ma come al solito mi ero disperso fra link e non avevo avuto modo di approfondire

    tutto questo per dire: grazie del bel blog-lavoro

    anche se poi è il papazzo, come candido dice, che vince!

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  6. Mi hai preceduto, maledetta, bravissima lameduck! ;-)

    A.I.U.T.O.

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  7. Sole Splendente09:41

    Come ho già detto: Mio caro Santo Padre lei è un'ipocrita!!!

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  8. non ho nessun commento da fare...se non : hai detto tutto, bravissima!
    PS Sai che è inquietante la foto di Ratzy?

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  9. Il buon Natzinger si fa sempre riconoscere...

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  10. Anonimo14:03

    Scusa, ma a leggere i documenti che linki,questi dicono delle cose un po' diverse.
    Il Crimes Solicitationis è quello commesso dal prete, durante una confessione, o immediatamente prima o dopo, inducendo il penitente a parlare di o compiere atti impuri. Il Delictum contra mores, è, invece, delictum contra sextum Decalogi praeceptum cum minore infra aetatem duodeviginti annorum a clerico commissum non in occasione della confessione. (Cito pari pari quello che hai linkato).
    Il primo è un crimine canonico che offende il sacramento della penitenza, il secondo i costumi (mores).
    Nb. Il Crimes solicitationis non è necessariamente un crimine di pedofilia (ricorda varie barzellette boccacesche sulla confessione).
    Nel documento del 2001, poi, non è scritto che si deve star zitti per 10 anni ma che "Notandum est actionem criminalem de delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis praescriptione extingui decennio.[11] Praescriptio decurrit ad normam iuris universalis et communis;[12] in delicto autem cum minore a clerico patrato praescriptio decurrere incipit a die quo minor duodevicesimum aetatis annum explevit". Cioé dopo 10 anni arriva la prescrizione, ma che questa decorre solo dal 22° anno di età della vittima se minore quando subì la violenza. Come dire: statevi accorti che se lo fate p.es. con un ragazzino di 5 anni vi possiamo correre dietro per altri 27 anni.
    Non sono un canonista (non nemmeno fatto d° canonico all'università), ma solo a leggere quei documenti mi sembra che le cose siano un po' diverse.
    etienne64.splinder.com

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  11. lucanellarete14:52

    beh, post decisamente più completo :)
    quello che volevo evidenziare da me invece era l'assoluto silenzio da parte dei media italiani su tutti gli episodi (tra cui appunto l'uscita di questo documentario) che hanno costretto ratzinger a intervenire in maniera così altisonante
    silenzio umiliante se confrontato con i giornali europei (inglesi e non solo) che invece hanno dedicato ampio spazio al dibattito
    ciao
    luca

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  12. @ etienne64
    per carità, io non sono ferrata in diritto canonico tuttavia, soprattutto nella pagina di Wikipedia, si fa riferimento ad entrambi i documenti.
    L'avvocato americano che ha citato Ratzinger per "obstruction of justice" contestava, se non erro, il fatto che grazie al Crimen Sollicitationis e alla lettera del 2001 che lo citava in nota, gli eventuali crimini commessi da sacerdoti potessero sfuggire alla giustizia ordinaria per essere avocati unicamente al diritto ecclesiastico. Ciò che la Chiesa ribatte alle accuse di cover up degli episodi di abusi sessuali è che il Crimen Sollicitationis (che impone il silenzio alla vititma, al colpevole e ai testimoni pena la scomunica) sarebbe decaduto dal 1983. L'avv. Shea sostiene invece che esso è ancora valido, tanto che Ratzinger e Bertone lo citano nella nota alla famosa epistola del 2001.

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  13. Su questo sono d'accordo:
    "Smettetela di molestare i vostri figli o vi scomunico tutti, brutti porci, che possiate bruciare all’Inferno!”

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  14. Anonimo00:19

    Vabbé, che il diritto canonico abbia la pretesa di sovrapporsi ai diritti statali a noi sembra una cosa assai strana, ma non è ancora una follia né che implichi una volontà prava.
    Al di là di quello che un avvocato possa aver voglia di fare per tutelare il suo cliente (o la sua parcella, o la sua vanità: sai che polverone sollevi a citare il Papa!), che il crimen solicitations richiedesse il più assoluto riserbo è, nella logica canonica, del tutto comprensibile, atteso che si doveva andare a ravanare nel segreto del confessionale, facceda questa per i preti mostruosamente delicata.
    Quello che volevo sottolineare è che, invece, nei delicta contra mores, non si fa menzione della scomunica.
    Ancora, mi sembra un po'strano che una circolare del genere fosse assolutamente segreta: alla fine, una cosa del genere doveva girare quantomeno in tutte le diocesi del mondo. E, ancora, la base di tutto è il codice canonico: perché non vengono citati i canoni di riferimento, ma solo le circolari interpretative? E perché di questa non c'é il testo originale latino? Perché c'é solo una (evidentemente) approssimativa traduzione inglese?
    Non ho simpatia per i preti pedofili (n.b. anch'io ho avuto esperienze personali spiacevoli in tal senso), e non ho mai studiato canonico, ma la faccenda riportata dal prode avv.Shea mi lascia molto perplesso.
    etienne64

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  15. @ etienne 64
    come sempre, su wikipedia trovi tutto. Ecco il tuo originale in latino del Crimen Sollicitationis
    http://www.cbsnews.com/htdocs/pdf/crimenlatinfull.pdf

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  16. candido09:09

    Il Diritto Canonico riguarda soltanto i preti. A parte l'effetto gigionesco che hanno su di me queste belle citazioni, richiamandomi le cause di Pietro Aretino... Mi sembra inconsistente criticare un complesso di norme dall'esterno, se non che in misura della sua coerenza. Penso però che dobbiamo cogliere una sfumatura che, da laici, ci sfugge: "trasgredire" è una azione più ampia e profonda per un religioso il cui fondamento esistenziale è la subordinazione ad una regola. Il canone dei comportamenti impliciti ed espliciti di un Ordine usa non a caso la maiuscola: Regola è soprattutto un codice di appartenenza e la violazione diventa implicitamente esclusione. Con buona pace di chi cavilla: di avvocati e carabinieri avremo sempre bisogno.
    Il problema è piuttosto, da duemila anni, nel rapporto tra società laica e clero, tra Stato e Chiesa. Indipendentemente da come si usa in canonica, a me preme che i preti che commettono crimini fuori dal Vaticano siano giudicati e puniti alla stregua di qualsiasi delinquente.

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  17. Anonimo20:01

    @Candido. Dire che il d° canonico riguardi solo i preti non è esatto. Il diritto canonico ha la pretesa di applicarsi a tutti, preti o laici e financo agli atei (l'ateismo mi pare che sia, infatti, un crimine canonico).
    L'essenza di un ordinamento giuridico , qual'è il d° canonico, è quello di autodefinire quali siano i propri ambiti diapplicazione. Noi moderni siamo abituati a pensare che gli ordinamenti giuridici abbiano solo limiti spaziali (quelli fra stati), ma che un in determinato ambito territoriale (in uno stato, insomma)possa esistere un unico ordinamento giuridico valido. Il che è vero solo storicamente: nel passato (in particolare, per quel che ne so, nel medioevo) la coesistenza di più ordinamenti era assolutamente normale.
    Sicché non trovo niente di strano nel fatto che l'ordinamento canonico si ritenga superiore all'ordinamento statale, nello stesso modo in cui l'ordinamento statale siu ritiene superiore a quello canonico. Più o meno, è una situazione simile a quella che si crea quando due stati pretendono di applicare la propria legge ad un unico caso (p.es. Cermis!). A noi moderni sembra inconcepibile che ci possano essere ordinamenti non territoriali, ma è una convinzione frutto solo di un certo contesto storico.
    Sicché, non trovo scandaloso che un ordimanto dica "ghe pensi mi" perché qualsiasi ordinamento giuridico tende ad essere omnicomprensivo.
    E per la stessa ragione, trovo assolutamente ovvio che l'ordinamento dello stato ove l'abuso sessuale è avvenuto pensi di punire secondo le proprie regole il delitto.
    Ma attenzione: il fatto che un ordinamento (p.es. quello canonico) si metta in competizione con un altro ordinamento (p.es. quello statale) non è una faccenda di moralità/immoralità, ma di fisiologia di funzionamento degli ordinamenti.
    Fermo che poi possiamo pure disapprovare un ordinamento che abbia certe regole, nella stessa maniera in cui, ad esempio, io disapprovo l'ordinamento del Texas che contempla la pena di morte
    etienne64

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  18. candido02:02

    Stante che sono un cittadino dello Stato Italiano e non del Vaticano.
    Stante che non sono cattolico.
    Stante che "Il diritto canonico è costituito dall’insieme delle norme giuridiche formulate dalla Chiesa cattolica, che regolano l’attività dei fedeli nel mondo nonché le relazioni interecclesiastiche e quelle con la società esterna."
    Mi dici che me ne cale del Diritto Canonico a casa mia? non mi sembra più contingente del Canone Buddista.
    Le tue obiezioni mi sembrano futili, come molte elucubrazioni che riguardano la Chiesa, Teologia in testa.
    "Il diritto canonico ha la pretesa di applicarsi a tutti, preti o laici e financo agli atei" è un buon motivo per affermare che i Cattolici mi stanno sui coglioni: l'Islam non si scandalizza per quello che l'infedele mangia a casa sua e semmai stigmatizza lo scandalo; il regolamento della bocciofila, poi è molto più tollerante di entrambi.
    "Noi moderni siamo abituati a pensare che gli ordinamenti giuridici abbiano solo limiti spaziali (quelli fra stati), ma che un in determinato ambito territoriale (in uno stato, insomma)possa esistere un unico ordinamento giuridico valido. Il che è vero solo storicamente: nel passato (in particolare, per quel che ne so, nel medioevo) la coesistenza di più ordinamenti era assolutamente normale." (?????) Ti sta parlando (pardon, scrivendo)un italiano del XXI secolo, non un neanderthaliano. Tranne che per spirito di erudizione forense (o per farmi una sega mentale secondo altri)non mi interessa tanto se scorreggiare nelle ore diurne sacramentando sul piede sinistro e con un occhio di tuatara tenuto tra pollice e mignolo offenderebbe il codice di qualche popolo estinto.
    "Sicché non trovo niente di strano nel fatto che l'ordinamento canonico si ritenga superiore all'ordinamento statale, nello stesso modo in cui l'ordinamento statale si ritiene superiore a quello canonico." Azzo!!! Ma c'è gente che crede che la terra è piatta e la Madonna vergine... Credano quel che vogliono, non debbono comandare a casa mia. Da buon laico sono convinto che si debbano rivedere da cima a fondo i rapporti tra Stato Italiano e chiesa.
    "E per la stessa ragione, trovo assolutamente ovvio che l'ordinamento dello stato ove l'abuso sessuale è avvenuto pensi di punire secondo le proprie regole il delitto." E' la corrente d'aria: a furia di sfondare tante porte aperte, prenderò un raffreddore.

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  19. grande, volevo scrivere un articolo su questo anche io, ma mi hai anticipato :D

    ciaooo

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  20. Anonimo17:52

    @Candido
    see, un po' di aggressività non guasta mai.
    Il punto non è se a te o a me freghi qualcosa del diritto canonico: il punto è che se vuoi giudicare, almeno abbi il buon gusto di inquadrare il problema. Dopo dai il giudizio che vuoi.
    Vivi nel XXI secolo: e allora? Il fatto che coesistano vari ordinamenti giuridici è un dato di fatto tutt'oggi reale: o credi che il diritto internazionale privato sia una pippa?
    E se invece di dare del segaiolo mentale al sottoscritto ti degnassi di riflettere un momento, ti renderesti conto che il tuo argomento per cui "a casa mia faccio secondo le mie regole" vale anche per i preti.
    Che poi la casa dei preti sia piena di cose vergognose, non gli impedisce, esattamente come ad una bocciofila, di darsi delle proprie regole.
    etienne64

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  21. candido20:26

    @anonimo
    ...etciù....etciù... Chiudete quelle maledette porte!
    L'intervento di Lameduck non era una dissertazione di Diritto canonico, disciplina che può ispirare ininterrotte flatulenze fuori dal Vaticano o sommo rispetto da parte tua: intendeva rimarcare che, indifferentemente da come tu definisci quel vezzo che per poco non ti ha viziato, lo Stato del Vaticano per lungo tempo ha coperto gli abusi sessuali dei suoi preti. Lo ha fatto contro il rispetto e la Legge della società civile che ospita i preti, non a casa propria.
    "E se invece di dare del segaiolo mentale al sottoscritto ti degnassi di riflettere un momento, ti renderesti conto che il tuo argomento per cui "a casa mia faccio secondo le mie regole" vale anche per i preti." Appunto: a casa loro, a casa loro :-D

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