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lunedì 3 novembre 2014

Il sole nero


Che orrore! La Gabba-nelli e il gatto vi hanno fatto vedere a "Report" come spiumano le oche (pensavate che gliele chiedessero per favore, vero?) e vi hanno fatto andare a letto con il senso di colpa. Per il Moncler (una delle poche aziende con qualcosa di italiano dentro rimaste, per altro), il piumino che tanto non vi potreste comperare lo stesso a Natale perché vi spiumeranno prima il conto corrente, magari per rifinanziare la loro bancaccia fallita di partito nel tentativo di renderla più appetibile per quegli squali incrociati con i vermi dei loro amici finanzieri. Bene, avete sofferto tanto. Il distrattore ha funzionato. Chi non proverebbe orrore per le sofferenze delle povere paperelle? Infatti io non ho guardato.

Bene, and now for something completely different.
Guardatevi questo documentario sui nostri fratelli greci, che tratta in specifico dell'epidemia di depressione che è calata sul paese come un castigo biblico.
Guardate e inorridite. Osservate come con la terapia dello shock si possa provocare un disastro mentale su larga scala, un genocidio senza sparare un colpo e accendere un forno ma solo con la complicità della propaganda dei media, con i telegiornali ansiogeni dei quali parlano gli psichiatri nel documentario. L'ansia, il senso di colpa, quello di vergogna e la disperazione possono essere inoculati a milioni di persone, mentre si opera criminalmente per derubarle della propria ricchezza e gettarle nella disperazione. E' istigazione collettiva al suicidio. E' la prova di un crimine contro l'umanità, uno dei più efferati, che però non interessa a nessuno, tanto meno a coloro che vorrebbero esportare, dopo il grande successo in Grecia, la medesima terapia da noi e nel resto dell'Europa di seconda classe. Per liberarsi delle nuove vite indegne di essere vissute. O che hanno vissuto al di là delle proprie possibilità. Io non ci trovo molta differenza tra i due concetti, nonostante i settantanni che li separano.

Tra le testimonianze raccolte nel video, oltre a quelle degli operatori psichiatrici dei centri di aiuto che raccontano le cifre della tragedia, come l'aumento del 28% dei suicidi e l'impennata della depressione tra la popolazione, stringono il cuore quelle dei bambini e i loro disegni, con quei soli neri. Piccoli già vittime del convincimento che siano stati si i politici a ridurre le loro famiglie alla fame ma che soprattutto la colpa sia stata di quelle famiglie, di avere "speso troppi soldi".
C'è un particolare sadismo in colui che ti toglie la felicità sostenendo che se sei stato felice fino ad ora non ne avresti avuto diritto. C'è un che di pedagogia nera dall'origine inconfondibile in questo senso di colpa inoculato come un veleno in popolazioni talmente solari, per restare in tema, da inventarsi una terapia a base di risate per tentare di sopportare l'angoscia del quotidiano. Uno degli intervistati dice, ad un certo punto:

"Noi abbiamo il sole. Sono riusciti a farci sentire in colpa per avere il sole."

Una donna, il cui stipendio si è ormai dimezzato e non riesce più a pagare il mutuo, esprime la rabbia di chi ha capito chi l'ha ridotta alla disperazione. "La banca avrebbe dovuto sapere che non sarei stata in grado di pagare le rate. Avrebbe dovuto saperlo meglio di me."
E un altro: "Ci hanno rovesciato addosso un benessere che non avevamo mai avuto, ma noi non volevamo tutto ciò, siamo gente semplice e non abbiamo molte pretese".
L'uomo poi che racconta di essere invecchiato di vent'anni in poco tempo e che non si suicida perché non vuole lasciare da solo il figlio. Un bambino al quale riesce a dare da mangiare solo un piatto di fagioli.
Chi infine ha già preparato la corda appesa e te la mostra.
Un popolo intero, quindi,  in preda alla depressione, una depressione provocata scientificamente dall'invidia di chi è convinto di non potersi meritare il sole a meno di toglierlo agli altri con la violenza.
Un popolo che sembra purtroppo fin troppo adagiato sul proprio destino, se è vero che pensa di affidarsi come unica speranza al toy boy delle damazze eurofile, quel Tsipras che, si, poveri greci ma l'euro non si tocca.


Due parole a corollario sulla depressione.
Questo documentario mi ha fatto stare male perché la depressione la conosco, è la cosa più terribile che possa capitarti e l'ho avuta addosso per dodici anni. Conosco quel dolore atroce e quell'assoluta disperazione che ti danno le bellissime giornate di cielo terso quando normalmente dovresti essere felice solo per il fatto di esistere e vedere tutta quella bellezza; conosco quella vocina insistente che ti dice: "Non hai speranza, davanti a te c'è solo un muro nero oltre al quale c'è il nulla, il futuro non esiste, ammazzati" e quell'altra all'altro orecchio che, se hai la fortuna di ascoltarla, ti sprona a salvarti, a cercare aiuto, a REAGIRE!

Io ne uscii, per fortuna, grazie alla seconda vocina e alla droga. Non sto scherzando. Proprio di recente, cercando notizie sugli antidepressivi di ultima generazione, sempre più inefficaci a vederne gli effetti su alcuni amici, ho scoperto che il farmaco che presi durante la psicoterapia e che posso dire mi abbia guarita, l'amineptina, non solo è stato ritirato dal mercato nel 1999 ma è stato addirittura inserito nelle «Tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative preparazioni» nel 2005 (sotto Sirchia), diventando quindi tecnicamente una droga.

"Il Ministero della Salute, con decreto del 17 novembre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 febbraio 2005, ha aggiunto, nelle tabelle contenenti le sostanze stupefacenti e psicotrope, l’amineptina, antidepressivo atipico con effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale, in grado di produrre uno stato di dipendenza fisica nell’uomo e disturbi delle funzioni motorie o di pensiero o di comportamento o di percezione degli stimoli esterni. Studi clinici condotti sull’uomo hanno dimostrato che l’amineptina provoca dipendenza ed abuso, specie nei pazienti con precedenti storie di tossicodipendenza. Il farmaco viene impiegato anche per la disassuefazione della dipendenza da anfetamine.
Fonte: Gazzetta Ufficiale dell’8/02/2005"


Questo mentre, tanto per fare un esempio, viene tuttora somministrato allegramente il prednisone, un tipo di cortisone che, tra gli effetti collaterali più comuni, comprende episodi di psicosi acuta di tipo paranoideo.
Si sono trincerati dietro la scemenza della dipendenza ma il vero motivo per cui l'amineptina è stata ritirata è che curava davvero la depressione. Te ne portava fuori e per sempre. Insomma era un farmaco che funzionava, quindi un'anomalia nel mondo in cui ogni paziente in più significa maggiore fatturato.
Il "Survector" dava dipendenza? Balle stratosferiche. Quella la danno le benzodiazepine che ti prescrive alla cavolo anche il mediconzolo di base. Avete$ idea$ di quanti$ milioni$ di consumatori$ assumono benzodiazepine per dormire? Per questo, sempre da parte del nostro solerte Ministero della Malattia, viene boicottata la melatonina, (un altro bel caso di sopruso ai danni dei cittadini) che, oltre a farti dormire in maniera naturale, ad esempio silenzia i sintomi della menopausa rendendo potenzialmente inutile il business delle terapie ormonali sostitutive.
L'amineptina, a parte un po' di nausea i primi giorni, ti riconciliava con Eros, ti faceva sentire leggermente survoltata e, diciamo, ti caricava sessualmente a balestra. Ti provocava anche meravigliosi orgasmi spontanei. (Cominciate ad avere qualche sospetto? Lo scandalo delle droghe ricreative!)
Sotto controllo specialistico e con un adeguata psicoterapia di supporto, perché certo il viaggio non era sempre bello, riusciva a schiodare situazioni parecchio difficili e in soli sei mesi. Poi andavi a scalare e via. Chiuso il capitolo depressione e per sempre. Adios amiga.

Sapete con quali farmaci non pericolosi e non stupefacenti è stata sostituita l'amineptina? Con i nuovi meravigliosi SSRI, gli antidepressivi che rendono, ad esempio, troppi maschi che disgraziatamente li assumono totalmente asessuati ed impotenti. Riuscite a capire il senso e l'utilità di un farmaco che, visto che sei depresso e non hai voglia di fare l'amore, non trova di meglio che castrarti del tutto fisicamente? Senza contare che la depressione non te la tolgono nemmeno per sbaglio. Oltre che controproducenti, visti gli effetti collaterali, sono anche inefficaci. Chi li prende, dopo mesi, mi racconta di sentirsi ancora più di merda che all'inizio, con in più la vergogna "di non riuscirci" e quindi di conseguenza perdendo la speranza di uscire dalla depressione. Eppure i colleghi psichiatri li prescrivono, continuano a prescriverli e se il problema è l'erezione, che problema c'è? C'è il Viagra, un altro farmaco costoso da buttar giù. Curare il danno da farmaco con un altro farmaco.Che sarà mai?
Non solo ma, a proposito di farmaci pericolosi, hanno sdoganato e riciclato come pillole per smettere di fumare (a cento euro la confezione) vecchi antidepressivi precedentemente accantonati perché inducevano i pazienti al suicidio. Sapete quanti$ milioni$ di consumatori$ vorebbero$ smettere$ di fumare$?

Qual è quindi lo scopo della medicina di questi tempi, anch'essa irrimediabilmente orientata al profitto? Se mette la licenziosa amineptina tra le droghe, allo stesso modo in cui criminalizza la cannabis ma non altrettanto la cocaina, che è una droga depressogena come effetto rebound, per non parlare dell'MDMA che il cervello te lo manda provvidenzialmente in pappa, e permette la commercializzazione della castrazione chimica all'escitalopram, sono paranoica e complottista se penso che in fondo non abbia alcun interesse a debellare la depressione ma anzi, voglia non solo perpetuarla ma renderla endemica? Perché un popolo depresso è più facilmente controllabile, può essere sottomesso più alla svelta e difficilmente ti farà una rivoluzione perché, come per i lemmings, basterà portarlo in cima al burrone e penserà da sé a suicidarsi? Come in Grecia?

lunedì 8 settembre 2014

Post in progress


No, il blog non è morto. Si era solo assentato per un po', in cerca di ispirazione ed ossigenazione, nonché disintossicazione dalle miserie della politica italiana, che sono peggio del crack. Ora che il secondo mese più stronzo dell'anno è arrivato (l'altro è febbraio), è ora di ricominciare a scrivere ma ho bisogno della vostra collaborazione per un post che sto preparando.

Si parla di depressione e, siccome ho scoperto casualmente che il farmaco che mi aveva guarita a suo tempo è stato ritirato dal mercato, mentre ricevo sempre più lamentele circa l'inefficacia dei farmaci che l'hanno sostituito e che vengono somministrati a dogs and pigs, con effetti collaterali devastanti di cui parleremo, vorrei raccogliere delle informazioni, tramite il seguente questionario,  da altre persone che abbiano sofferto o soffrano attualmente di depressione.
Ovviamente è garantito l'assoluto anonimato e le risposte dettagliate, se vorrete, potete anche lasciarle, oltre che nello spazio qui sotto, cliccando qui sul link alla pagina dell'indagine. Potete anche segnalare la ricerca ad altre persone interessate.
Grazie per l'eventuale collaborazione.

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lunedì 30 giugno 2014

La grande monnezza

Questa è Roma. 
Presidente, in confidenza e davanti ad una fetta di torta di compleanno: ma a lei piace questa Italia? Glielo chiedo perché a me non piace per niente, anzi mi fa orrore e sempre più angoscia come quei sogni dove sei paralizzato e non riesci a muoverti. Mi creda, quando si è depressi per un lutto personale le cose appaiono purtroppo in tutta la loro cruda verità, senza i filtri istagrammatici dell'ottimismo della propaganda o dell'incoscienza di chi non riesce proprio a vedere nemmeno con gli occhi bene aperti la realtà.
Mi capita una cosa paradossale e che in altri tempi sarebbe stata impensabile, quasi folle. Un pensiero di assoluta disperazione. Mi guardo attorno, vedo un paese devastato, post-apocalittico, senza più identità, in preda al degrado ed all'anarchia, popolato da un'umanità orripilante che lo calpesta senza rispetto e non riesco a non pensare, con un pizzico di invidia, che mio padre, morendo, sia andato in un posto assai migliore di questo. Per lo meno in un mondo senza di voi.

Fuori dalle mie finestre in queste sere estive in Piddinia sento la musica provenire dall'immancabile Festa del PD, ex Festa dell'Unità, il tradizionale mazurka party con annesso sabba delle sfogline in onore del Re Serpentone e mi domando cosa avete mai da festeggiare e da rompere i coglioni tutta l'estate con l'autocelebrazione del vostro squallore. Forse il Grande Slam della sinistra al potere, con presidenza della repubblica, seconda e terza carica dello Stato, presidenza del consiglio e prossima cosmetica presidenza del semestre tedesco, oops!, europeo. Ecco, forse a voi basta questo, avere vinto finalmente, contro la Storia e le avversità, dopo esservi venduti al nemico, naturalmente. Il Potere in cambio della lumpenproletarizzazione dell'intero paese, la sua distruzione, la sua cessione chiavi in mano ad orde di cialtroni che hanno fame ma schifano il piatto di pastasciutta che gli doniamo e che, dopo averlo saccheggiato, saranno scacciati a schioppettate dai nuovi padroni che non vorranno noie e straccioni dei loro locali alla moda for rich people only.

Stamattina scorrevo le immagini pubblicate sulle pagine Facebook e Twitter di "Roma fa schifo". Fotografie scattate da romani esasperati dal degrado in cui è precipitata, dopo esserne stata scientificamente spinta, la città più bella del mondo e pensavo con tristezza ed infinita rabbia a quanto sia schifosamente falsa e bugiarda la vostra propaganda dei film di partito come "La grande bellezza".
Che Roma ha visto il vostro giullare premiato dall'Oscar delle multinazionali?  Non certo quella vera ma forse quella che offre l'assunzione dell'L-PD, il nuovo acido lisergico, quello che riesce a nascondere i migranti che si sciacquano le terga nella fontana di Trevi, cacano per strada in centro appoggiandosi alle auto in sosta, bivaccano tra i monumenti, insozzano e sconciano la casa d'altri, che sarebbe la nostra, ed erigono in ogni angolo le loro bancarelle abusive in barba ai regolamenti ed al principio che la legge è uguale per tutti.
La Roma di oggi non è quella del patinato e tronfio "Triumph des Willens" piddino ma è la Salò di Pasolini, di colui che, non a caso, cacciaste dal partito.

Non pensi qualcuno che il degrado sia un problema solo di Roma, o Napoli o Milano o qualunque altra grande metropoli. Nella mia città di una cinquantina di migliaia di abitanti, non a caso governata dalla vostra genia, e popolata da chi ostinatamente insiste a votarvi, ogni giorno passo da una piazza ridotta a uno schifo, a luogo buono per tutte le cialtronate inutili ma costosamente votate ad aumentare il il tipico degrado voluto dal potere globalizzato. E poi stranieri malamente assortiti che bivaccano ad ogni ora del giorno sulle scalinate del duomo, strade piene di buche, palazzi sporchi, negozi chiusi, giardini incolti, gente che non ti rivolge la parola perché non capisce un cazzo della tua lingua, strade di campagna costeggiate da fossi ormai infestati da una vegetazione talmente folta che dentro la quale rischi di trovarci acquattati i vietcong.
La distruzione delle città affidata ai sindaci Mangiamorte e il governo nazionale in mano al supersindaco, al buffone toscano che, nell'intorpidimento generale, finirà di ammazzarci di tasse vaneggiando di Stati Uniti d'Europa per conto di quell'orrenda donnetta, la badante del complesso industriale tedesco ideologicamente fermo al Piano Funk; sempre che non ci pensino i suoi mandanti a dimissionarlo anzitempo per manifesta incapacità e se non calerà dal cielo qualche deus ex machina che abbia voglia chissà perché di venire a salvarci.

Presidente, non gira per Roma, non la vede come è ridotta? Non  fa un po' schifo anche a lei? Non vede come è ridotto questo paese? Forse, per una stravagante perversione, a voi esecutori materiali piace l'Italia orripilante che lei ci lascerà in eredità?
Non creda, un po' la capisco, sa? Alla sua età non si pensa al futuro. Si è egoisticamente proiettati all'indietro e immagino che per lei ciò che conti sia aver finalmente compiuto la grande missione. Occupare ogni piccolo angolo di potere. Sa che la CIA invece è convinta di avere, nel 1948, salvato l'Italia dai comunisti?
Mi scuserà se in questa giornata di genetliaco non intendo farle gli auguri. Per un'italiana che ancora ama disperatamente il proprio paese e la propria gente non c'è proprio niente da festeggiare.

Il PD ringrazia il suo fottuto parco capre per lo splendido risultato. In effetti mi stanno offuscando Attila e i Visigoti.

mercoledì 7 agosto 2013

Il gesto del gatto


"La recessione è finita", dice Saccomanni, bocconaro ministro dell'economia del governo Lettiera, e l'italiano sente, stupisce e s'incazza. L'effetto Matrix è evidente. Quante realtà stiamo vivendo contemporaneamente? Perché il gatto è già passato?
C'è una fenomenale discrepanza tra la percezione della realtà del ministro e dei suoi compari e la realtà quotidiana di un paese in caduta libera verso la decadenza nella povertà, dove non si sa da dove cominciare per descrivere il disastro. Il settore edilizio è paralizzato dal collo in giù, l'industria langue in attesa di essere rilevata per quattro soldi da mani straniere, l'italiano perde il lavoro, chiude l'azienda e il negozio se è imprenditore o commerciante. Questo è un paese dove la domanda interna è bloccata dall'incertezza per il domani e dalla sfiducia. Iniettate sfiducia nel capitalismo e lo ucciderete. Altro che comunismo.
L'Italia è un paese dove i suicidi per disperazione di chi non ha il culo al caldo al ministero e ha già piazzato la patrizia prole nei posti che contano grazie ai fratelli reazionari di grembiule, stanno diventando ormai non-notizie, rischiando di venire occultate da media compiacenti per non far male al re ed ai banchieri così ottimisti e giocondi. 
Letta, al pari del suo bocconaro, vede "un segno congiunturalmente positivo". Se ascoltate le pagine economiche dei telegiornali serali, a proposito di media reggisacco, è tutto uno spargere ottimismo con lo spruzzino, vedere segni di ripresa, grazie ovviamente alle mirabolanti imprese del governo colaborazionista piddino con la complicità dei pidiellini.

Facciamo alcune ipotesi su questo paradosso. O si è aperto un portale verso una realtà parallela alla nostra disastrosa nella quale le politiche ultraliberiste pro-cicliche e shockeconomiche hanno effetti keynesiani e queste due realtà coesistono in un contesto dove il nostro gatto passa allegramente dalla vita alla morte, oppure Saccomanni, Visco (che il nostro gatto non sceglierebbe mai) e i compagni di merende mentono spudoratamente, senza ritegno e alla faccia dei loro connazionali in ambasce. Sperano che qualcuno arrivi a salvarli ma temo che se aspettano notizie da Berlino faranno bene a mettersi il cuore in pace. Verrà un giorno molto presto che gireranno con i capelli cortissimi.

La rete si sta interrogando sulla natura delle sostanze allucinogene che il governo Letta utilizza prima di parlare con la stampa circa la situazione economica. Questi strafatti vedono la luce in fondo al tunnel, i ristoranti pieni, la fine della recessione e forse addirittura una nuova età dell'oro.
Non c'è bisogno di essere menagrami come Roubini (in realtà solo un benedetto uomo pragmatico) per dire che la recessione, che vive e lotta insieme a noi, finirà solo a fronte di una radicale inversione a U nelle politiche di deregulation finanziaria a livello internazionale e dopo la rimodulazione dell'architettura europea non solo a livello monetario. Finanza senza controllo e vincolismo dell'euro non sono robette che si risolvono con un colpo d'anca di una sciantosa piddina qualunque, seppure nipote di cotanto zio.
Hanno voglia di millantare chissà quali conquiste. Non è stata rimossa una sola delle tante cause della crisi sistemica finanziaria del 2008 e della conseguente crisi dell'euro. La cura Monti è stata come una di quelle chemio di una volta che ammazzavano il paziente. Di che parlano? Cosa si fumano o pippano?

Il governo ricorda il gesto del gatto, di ricoprire per cortesia la cacca con la sabbia. Il problema è che una volta piena la Lettiera puzza.
Ma questi ministri ridanciani fanno pensare anche a Marie Antoinette, chiusa nel mondo dorato del Petit Trianon con gli insulsi cortigiani a giocare con le caprette mentre fuori già si monta la tagliateste del Dottor Guillotin. Ah, Place de la Concorde...

lunedì 29 ottobre 2012

Due film al prezzo di uno


Rapporto da un weekend cinevisionario.

Recensione al volo di "Cosmopolis" di David Cronenberg. La caduta del saggio medio del ridicolo. 
Ma no, in fondo questo Cronenberg è intrigante e la mancanza di senso è perfettamente in linea con l'argomento del film: l'assoluto non senso della finanza neoplastica e dei suoi personaggi disperatamente vuoti e monomaniacalmente fissati al denaro. Gente che si è flippata il cervello, con tutti quegli zeri. Il denaro che alla fine è solo una maledizione, un diavolo che esige il pagamento del pegno.
Certo, la pippa è impegnativa: l'ex precog di "Minority Report" Samantha Morton si ispira alle previsioni futuristiche di Casaleggio, Pattinson è espressivo come una cassetta Geberit, la verbosità è a livelli preoccupanti, il ridicolo di cui sopra è sempre in agguato e alla fine si prega solo che il film giunga al termine, visto che si sa già come finirà il fantastiliardario dalla prostata asimmetrica (la solita fissa di Cronenberg per le anomalie fisiche).  In definitiva: intrigante, noioso, saccente, moralista anche, ma tuttavia insinuante come la tentazione. 


Recensione al volo #2 di "Shame" di Steve McQueen.  Versione newyorchese di disperato erotico stomp.
Anche qui una pippa e non solo nel senso di quelle che si spara a ripetizione il protagonista, un sex addict, uno che usa il sesso come fosse una droga. Il sesso come sniffata, come pera in vena, per stordirsi, per okkupare il cervello con il flash dell'orgasmo e non pensare più. Brandon è drogato al punto che non riesce a farlo proprio  nel momento in cui incontra una donna che finalmente lo interessa e con la quale il sesso potrebbe ridiventare un mezzo di comunicazione umana. Ogni esperienza, compreso il rapporto disastrato con la sorella altrettanto problematica, lo ricaccia nell'angoscia della disperazione di una vita che è quasi morte. Vedo la gente viva e ci scopo per non pensare che sono già morto. 
Si intuisce che un delizioso ambientino famigliare patogeno abbia forgiato il destino del protagonista e della sorellina. Due disperati costretti a vivere, per giunta, in quello stabulario senza pietà che è la grande metropoli. Per certi versi siamo dalle parti della "25a ora" di Spike Lee.
Per il resto, che dire, un film indubbiamente interessante ma incompiuto, prolisso, a volte anch'esso intriso di moralismo sensocolpevolista e  che si potrebbe rivedere solo per un motivo: Michael Fassbender che stramerita la Coppa Volpi per la sua straziante interpretazione e "full monty" è una gioia per gli occhi, senza contare che Angela Merkel parlerebbe, a ragione, di "misure impressionanti".

mercoledì 17 ottobre 2012

Monti Mario's Dying Circus

cartoon di Terry Gilliam dal "Monty Python's Flying Circus"
Io sarò di sicuro economicamente  ignorante e sempliciotta come una sottospecie di Bertolda, anche se mi sforzo di studiare, però sentire Monti che dice: "Non abbiamo agito con un bisturi, abbiamo dovuto evitare una catastrofe. Mi dispiace che la nostra azione abbia dovuto comportare brutalità, ma vorrei invitarvi ad avere fiducia per il futuro”, non mi convince e mi olezza tanto di propaganda ad uso e consumo dei bastonati ed analmente incarotati che non devono capire ma solo porgere schiena e deretano ai volonterosi tecnocrati a progetto al pomodoro. Davvero, siamo al "Manuale di Propaganda ad Uso del Popolo Bue", volume primo, capitolo uno. 
Non mi convince perché, se Mario Monti è uomo d'onore, dovrebbe spiegare in dettaglio di quale catastrofe sta parlando. Di un reattore nucleare fuori controllo? Di un attacco alieno? Dell'inversione dei poli magnetici? Della crisi dei missili di Cuba reloaded? Oppure dell'uscita dall'euro e della sconfitta definitiva della loro eurozona del cavolo? 

No, perché dire "abbiamo evitato la catastrofe" è solo uno slogan, la battuta finale di un film catastrofico dove Bruce Willis si catafotte con un razzetto contro un asteroide lanciato a bomba contro la Terra e lo distrugge a mani nude, tornando poi a Houston in tempo per la cena e per trombarsi l'astrofisica gnocca Angelina Jolie che l'aveva previsto ma alla quale il presidente ottusangolo Mitt Romney non aveva creduto. 
Per non parlare del "non abbiamo usato un bisturi" che è una presa per il culo, visto che hanno usato la sega circolare. 
Gli dispiace di aver dovuto usare brutalità. Oh, ma quale squisita delicatezza da statuina Lenci! Abbia il coraggio almeno di dire contro chi ha usato quella brutalità: contro il privilegio, la casta politica, gli evasori fiscali, la criminalità organizzata? Lo Sturm und 'Ndrangheta, come dice Umberto Eco? No, contro lavoratori, pensionati ed aziende oneste. Grazie al ca', pure il fruttivendolo all'angolo di casa mia ci sarebbe riuscito, senza dover provenire dall'esimia elìte dei bocconari.
Dio, quanto mi fa incazzare quest'uomo. Ci invita ad avere fiducia per il futuro. Con la politica che sta mettendo in pratica, che è recessione pura, ci vorrebbe più che altro un atto di fede ma di quelli tosti, tipo verginità della Madonna. Anzi, ci vorrebbe il di lei figlio e magari il BABBO che lanciasse fulmini a 'ndo cojo cojo.

Senza nemmeno provare ad agire sulle cause strutturali della crisi economica - molte delle quali intrinseche alle regole del Trattato di Maastricht ed all'architettura dell'euro, che si è rivelato una trappola mortale per i paesi che non si chiamano Germania - senza porre un freno alla bulimia finanziaria, come pensa il bocconaro di far risalire il PIL? Attuando misure recessive al limite della vessazione fiscale di stampo medioevale, raccontando alle aziende creditrici della pubblica amministrazione che saranno saldate con le dismissioni, continuando a spargere il gas della sfiducia e della depressione in un'economia già terrorizzata, approvando il Fiscal Compact che è la fossa nella quale sarà sepolta l'economia reale italiana, come fa ad illudersi, questo becchino, di far ripartire la fottuta crescita? Perché se non è Shock Economy ne è un'ottima imitazione.

Io sono ignorante e sempliciotta ma qui c'è uno che ha una gamba in cancrena e il medico non vede che va tagliata subito ma anzi, costringe il malato ad alzarsi e correre i 100 metri dietro Usain Bolt.
O è malafede o idiozia. Non ci sono alternative. There Is No Alternative.

venerdì 14 dicembre 2007

Passare indenni nel campo minato

Spesso mi chiedo cosa, nella mia giovinezza, mi abbia salvato dalla droga, visto che ho avuto la fortuna di passare indenne attraverso gli anni peggiori della storia della tossicodipendenza, quelli del buco di eroina e della morte per overdose. Non mi sono fatta mai nemmeno uno spinello, figuriamoci il resto. Fortuna?

Se guardo molti miei coetanei vedo storie pesantissime, ora risolte ma che hanno indubbiamente lasciato in loro più di un segno.
Se dovessi trovare un'analogia per il percorso che abbiamo fatto noi degli anni 60 mi viene in mente solo il campo minato. Bastava mettere un piede lì invece che qui e...bum! si saltava. Se io sono riuscita ad evitare le mine ogni volta è per almeno un paio di motivi. Il primo è che, per fortuna, ho sempre avuto il terrore di perdere il controllo del mio cervello, di non potermi trattenere, e questo atteggiamento nevrotico che da un lato mi ha impedito in altre circostanze di "vivere", in questo senso mi ha salvata. L'altro, è stata... la fortuna.

Ai miei tempi (come dicono i vecchi) la droga era meno facile da trovare se non si entrava a far parte di un determinato giro. Spesso capitava che la droga arrivasse a te perchè si drogava il tuo amico, o il tuo fidanzatino. Io ho avuto la fortuna che il ragazzino che mi piaceva da matti a tredici anni e che era praticamente una canna vivente, non mi filava proprio.
A vent'anni rimasi traumatizzata a causa di un'amica che, per un fumo cattivo, si sentì male e a causa di questo passammo il peggiore pomeriggio di quell'anno. Quell'episodio formò in me l'idea che la droga fosse merda e per fortuna, ancora una volta, questa analogia mi è rimasta impressa. Anche quando vedo le immagini della cocaina sequestrata dai carabinieri e penso alle condizioni nelle quali viene preparata provo un vero senso di schifo e repulsione.

I ragazzini oggi hanno mille più occasioni di quante ne avevamo noi di drogarsi. Non è raro sentire quindicenni dire: "se in quella discoteca non di impasticchi non ti diverti". In discoteca, appunto, le pasticche si trovano e costano pochissimo. La televisione parla sempre e solo del pericolo della cannabis ma le droghe sintetiche come l'ecstasy sono devastanti e girano perfino nelle scuole. Poi c'è la cocaina, sempre più a buon mercato, che ti fa entrare in una spirale di euforia e depressione senza fine.
Ecco, io che ho una pesante storia di depressione alle spalle, guarita grazie ad un percorso estremamente doloroso (avete presente l'addestramento del Sergente Hartmann in Full Metal Jacket?) solo all'idea di una sostanza che possa dare depressione mi terrorizzo.
Nonostante i miei problemi di gioventù, di depressione e infelicità, sono riuscita ad evitare un male peggiore che non so dove mi avrebbe condotta. Forse sono stata brava e giudiziosa, o forse non sono mai veramente stata indotta in tentazione.

In teoria, essendo stata una tabagista per quasi trent'anni (anche la nicotina è una droga) ed essendo stata consumatrice per molti anni di ansiolitici ed altri psicofarmaci rientrerei nella categoria delle dipendenze anch'io, il che fa capire quanto sia difficile non essere schiavi comunque di qualche sostanza.
Per quanto riguarda la droga vera e propria, però, mi sono salvata e, più ci penso, più mi rendo conto che forse è stato solo per un fatto di fortuna.

Questo post è il mio contributo all'iniziativa lanciata da Newkid di Linea Neuronica, per invitare i bloggers ad esprimersi sul problema droga. Qui troverete il post originale con i contributi in progress di chi ha aderito.

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