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giovedì 24 febbraio 2011

Chi ha incastrato Gianfranco Fini?


Vista la difficoltà nel portare a piena maturazione il progetto "Futuro e Libertà", con un Fini che sembra dover affrontare  un percorso più arduo di un Mortirolo scalato su una bicicletta dalle ruote sgonfie, non riesco a togliermi dalla mente un sospetto.
Ripensando al fuori onda delle bombe atomiche, risalente all'estate scorsa,  non sarà che qualcuno ha giocato un brutto tiro a Gianfranco Fini, facendogli credere che qualcun'altro fosse finalmente pronto a parlare e che di conseguenza Berlusconi  avesse le orge contate per questioni penali ben più gravi di una concussione per coprire il reato compiuto con la minorenne e quindi la transizione di leadership al governo fosse questione imminente?

Questo qualcuno potrebbe essersi presentato come amico fidato e volonteroso sponsor della nascita di una destra nuova, moderna e finalmente presentabile in Italia, avrebbe fatto uscire allo scoperto Fini rassicurandolo dell'appoggio di amici importanti, quelli che contano e fanno muovere ogni foglia,  ma poi, al dunque, lo avrebbe lasciato in balìa delle banderuole arruolate nella nuova formazione (possibili infiltrati, figuranti e comparse con l'ordine di tirarsi fuori al momento giusto) e di una stampa goebbelsiana asservita al padrone, in grado di fabbricare scandali dalla consistenza dello zucchero filato ma pesanti come il piombo sulle varie case di Montecarlo.

E' ovvio che una nuova destra al posto di quella da casino di Berlusconi non è solo Gianfranco Fini ma tante persone che devono mettersi insieme anche nella società civile per costruirla o tirarla fuori dai nascondigli, ma in una realtà schiava dell'immagine come la nostra, un leader, un punto di riferimento, ci vuole. Ecco perché i mestatori all'opera ci tengono tanto a distruggere la leadership di Fini.
In fondo, dimostrare a reti e giornali unificati che Fini è un leader dai piedi d'argilla, che non ha abbastanza polso, come quei professori che non riescono a tenere tranquilla la classe e che si fanno disegnare i pupazzetti sulla schiena  dai ragazzini, sarebbe il metodo perfetto per "far fuori" l'unico uomo politico in grado di sostituire  Berlusconi alla guida del centrodestra per sempre e senza farlo rimpiangere. Almeno in un paese normale.

Perché ho questo sospetto del tranello giocato a Gianfranco? Perché questi amici importanti, spesso, alle destre moderne e democratiche ed alle transizioni morbide all'insegna della tutela ed al ristabilimento della legalità, dopo le peggiori dittature o pseudo tali, comprese queste nuove versioni oligarchico-mafiose, preferiscono altro. Magari una più comoda, per loro, continuità con il passato.
Li avete sentiti, del resto. "Berlusconi è un pagliaccio ma non abbiamo mai avuto tanti vantaggi come con lui al governo." Direbbe Totò: "Berlusconi è come la serva, serve". Una serva imperiale.

giovedì 13 gennaio 2011

La destra sedicenne, quasi maggiorenne


Anch'io penso che quello del "ma dove siete stati in questi sedici anni?", rivolto ai finiani, sia un argomento debole e, aggiungerei, alquanto semplicistico da parte soprattutto della sinistra.
Non si crede alla volontà dei finiani di smarcarsi da Berlusconi e dal berlusconismo perchè per sedici anni essi ne hanno condiviso le sorti e l'hanno appoggiato in vari governi da dentro AN. Fini, nonostante dica ora a volte cose più di sinistra di Fassino, continua ad essere visto come "il solito vecchio fascista" del quale bisogna diffidare. Più per partito preso e pregiudizio ideologico, che per effettiva convinzione.

Per carità, è assodato che Fini stava con Berlusconi fino all'altro giorno, ma la creazione di una destra democratica, non fascista e votata alla difesa di valori assolutamente condivisibili da chiunque si ritenga persona civile, come il rispetto della legalità e della giustizia, temo abbia richiesto proprio questi sedici anni e forse ne richiederà altri due fino a farla diventare finalmente maggiorenne.
Proprio perché per tanti e troppi anni  in Italia "non si è saputo andare a destra senza evitare il manganello", come diceva Montanelli, è indubbiamente vero che, come scrive Filippo Rossi: "Per chi proveniva da una storia di destra, la presenza di Silvio Berlusconi è stata totalizzante, e allearsi con lui era l’unica via per avere “spazi di manovra politica”. Il famoso sdoganamento. Andare al traino del grande comunicatore per ottenere visibilità. Del resto è ciò che ha fatto la Lega, che se non fosse per Berlusconi avrebbe meno peso politico, a livello nazionale, della Sudtiroler Volkspartei.

Se poi dovesse venir fuori che il berlusconismo è stato imposto da un patto tra poteri innominabili, in una sorta di golpe strisciante, potremmo capire che non vi era effettivamente altro modo di imparare a contrastarlo se non dall'interno. Ponendo le basi, appunto, per una destra finalmente europea che superasse il berlusconismo, una volta dimostratone il fallimento come progetto politico.
Poi, certo, i Gasparri e La Russa non li smuoverebbe nemmeno un asteroide, ma credo sia sciocco credere che vi sia ancora qualcosa in comune tra i due bei tomi di cui sopra e il loro ex segretario, dopo sedici anni.

Si, Fini sarà cambiato, si dice a sinistra, ma il Fini del 2001, colui che all'interno della Questura di Genova coordinava la repressione nei giorni del G8? Beh,  è lo stesso che oggi, all'interno del suo partito, vede nascere dibattiti (autocritiche, si sarebbe detto una volta), proprio sui fatti di quei giorni e sulla necessità di ripensarli come dovuti ad un atto di assoluto disprezzo della legalità proprio da parte di coloro che la legalità avrebbero dovuto difenderla.
Che vi fosse una politicizzazione in senso fascista di certi settori delle forze dell'ordine lo abbiamo sempre saputo. Che la critica a questa anomalia e l'invito implicito a superarla provenga oggi da questa destra ragazzina non può che fare piacere. Se non altro ci consoleremo del fatto che la sinistra (dicono per colpa di Di Pietro, dei numeri mancanti in Parlamento e delle cavallette) non ha mai fatto la commissione di inchiesta sul G8, per altro già promessa in campagna elettorale.

Una destra democratica che difende la legalità, avendo capito che il nostro paese è ammalato di illegalità diffusa quasi ad uno stadio terminale, è la benvenuta. Per non parlare di una destra che dimostra di avere a cuore i temi della laicità, tra tutti questi pretini rossi, baciapreti trafficoni e rivoluzionari con il santino in tasca.

Per la verità sono anni che a destra e ben prima del Fini di Futuro e Libertà si era capito che Berlusconi sarebbe riuscito a tutto fuorché governare l'Italia. Che non sarebbe mai riuscito a liberare l'Italia dal peso schiacciante del suo culo da salvare.
Ad esempio, Indro Montanelli preconizzò il Berlusconi scriteriato di oggi nel momento stesso in cui il nostro scese in campo. E il suo discepolo Travaglio conduce da anni e da destra la più feroce battaglia informativa contro il malaffare berlusconiano.

Io penso che chi ha il coraggio di cambiare idea e ricredersi su cose nelle quali aveva creduto sia meritevole di ogni rispetto. Meglio un finiano che si rende conto, seppure dopo sedici anni, che Berlusconi è quello che è, un pericolo per l'Italia, di una Lega che, sempre con la stessa faccia, lo sostiene dopo averlo chiamato mafioso per anni e meglio soprattutto di un'opposizione che ad un Berlusconi in crisi e quasi in ginocchio giurò di non toccare le televisioni. Riconsegnandogli in pratica il potere. Nel 1994, giusto sedici anni fa.


P.S. Se vi capita leggete la prima intervista a Silvio Berlusconi di Camilla Cederna, in questi giorni ripubblicata. "Serve una città? Chiamate il Berlusconi." 1977) Assolutamente imperdibile e profetica.

lunedì 27 dicembre 2010

Sogno di fantascienza


L'avevo detto io che quei due assieme avrebbero rinnovato i fasti della collana Urania (altro che Fruttero e Lucentini!) e ci avrebbero offerto un meraviglioso giornale di fantascienza. Detto, fatto.
Oggi Libero se ne esce con questo trip lisergico degno del più flippato dei Philip K. Dick. Pura para dura.
In soldoni: Fini starebbe organizzando, assieme alla malavita organizzata, un falso autoattentato per darne la colpa a Berlusconi.
Uhm, un autoattentato. Come quello di Belpietro qualche settimana fa e magari quello della labbrata con il duomino al Sire Duca? Sa, da paranoici si finisce per vedere autoattentati dappertutto.

martedì 7 settembre 2010

Il Mirabellum

Vi farò una confessione. Sarò sincera. Quelli che dicono che Fini è comunque un fascista (Berlusconi cos'è allora?), che non hanno nulla da spartire con chi cita Almirante e che l'unico fascio buono è il fascio morto, stando dalla parte politica di chi ha giurato di non toccare le televisioni a Berlusconi, hanno leggerissimamente scassato la minchia e i relativi cabbasisi.

E' più forte di me. Ultimamente mi fa meno rabbia un ex fascista dei Fassino, D'Alema, Violante, Bersani, Veltroni, Cicciobello e compagni di merende. E meno rabbia di quelli che da sinistra non si rendono conto che, per colpa di quella dirigenza, non c'è alternativa a Fini. Insomma la sinistra mi fa sempre più rabbia.

giovedì 19 agosto 2010

Scalpi quotidiani

La storia dei pensili da cucina non è ancora finita. Esaurite le preziose testimonianze dei mobilieri di Cantù, restano quelle dei commessi dell'IKEA di Bologna Casalecchio e magari del famoso tabaccaio di Montecarlo, quello della curva. Il Giornale continuerà sicuramente a prendere a sbadilate chi si frappone tra Iddu e la Gloria e a marchiare i ribelli a punta di coltello.

Al manipolo di basterdi arruolati dal sire duca nano di Brianza per far fuori tutti coloro che hanno smesso di leccarlo, con l'ordine di accanirsi, da buoni teppisti, sulle di loro famiglie ed affetti, oltre ai Feltri e ai Bondi si è aggiunto l'Hugo Stiglitz della critica d'arte.
Il redivivo Sgarbi - nomen omen - già in passato star dell'one man show di killeraggio politico "Scalpi quotidiani", in onda sull'ammiraglia del nano, si è incaricato del duro compito di far sapere al mondo intero e magari alla galassia circostante che la compagna di Fini era una che "lo andava a trovare a casa". E siccome bisogna farlo capire proprio bene di che pasta è la traviata che ha traviato Fini aggiunge, nell'intervista rilasciata al compiacente "Corriere", che anche La Russa la frequentava, tanto per restare in famiglia AN, con il Benito Maria che non nega né conferma.
Che uomini! Soprattutto che gentiluomini!
Non solo arrivista, assetata di denaro e campionessa del free-climbing sociale assieme al parentado ma, suggeriscono questi veri cavalieri, con la chiappa facile di ordinanza. Ovviamente tutto serve a far intendere che la ribellione del congiurato è dovuta solo agli effetti collaterali dell'innamoramento, per non dirla in maniera più volgare. Con una rasoiata sola se ne colpiscono due: Zozza Mary e pazzo Gary.

Orbene, se questi uomini onesti, questi uomini probi che fanno le pulci agli altri si accompagnassero abitualmente con figlie di Maria giunte vergini al matrimonio e pronte a sacrificare la vita per difendere la virtù, capirei.
Ma il colmo, quello che rende la loro faccia ancor peggio del culo, è che presentano al pubblico ludibrio la presunta immoralità degli altri mentre sono dei consumatori compulsivi di donnine a pagamento. Lavorano per uno che normalmente arruola una quarantina di sgallettate per allietare le feste in casa e si porta le escort a due per volta nel letto e vogliono far credere al popolaccio che le puttane sono le mogli degli altri.

E' tipico dell'uomo di potere con il debole per la donna da saloon, per l'attricetta vistosa e arrivista, Peron docet, demolire l'avversario politico a colpi di donna. Anzi di puttana, l'unico tipo di donna che sembra popolare il suo mondo. L'unica della quale crede di poter comperare il silenzio, nel senso di azzittirne anche le opinioni, pagandola o ricompensandola in vario modo con regali e regalini.
Il vero uomo di potere non si fa sopraffare dalla donna. L'avversario politico da demolire di solito lo ha fatto.
Così, non solo l'attricetta assetata di soldi ha circuìto ed inscimunito il Presidente della Camera ma lo ha pure fatto deviare dalla retta via. Magari è pure di sinistra.
Quel gran pezzo del Silvio, da par suo, è pronto a giurare che l'Elisabetta voleva venire a Palazzo Grazioli a fare la ola ma, respintane, ha fatto come la strega cattiva della fiaba, ha giurato di vendicarsi.

Quanto odio misogino affligge questi presunti amatori di donne, tutte trattate come le pupe del gangster.
Usano i diminutivi coccolosi: Evita, Claretta. Le portano fin sugli altari del potere, le fanno diventare pure, sante ed immacolate, magari ministre o presidentesse ma solo per far vedere quanto sono buoni. Se però la prescelta si ribella o esce solo per un attimo dallo schema "succhia e taci" ecco giungere il rinfaccio dell'averla raccattata per strada, il fatidico "zitta, troia". Ricordate il "Velina ingrata" inciso con il pennino sulla candida pelle di Veronica Lario, con tanto di vecchia foto tette-al-vento sbattuta in prima pagina sul "Giornalaccio", ai tempi del divorzio annunciato?
Sono pronta a scommettere qualsiasi cifra che se, per pura lontanissima ipotesi, la Carfagna e la Gelmini si rivoltassero al ciarlatano potremmo finalmente sapere cosa si dicevano per telefono tempo fa a proposito del loro principale. In barba al divieto di pubblicare le intercettazioni ed in spregio alla privacy. In prima pagina sul "Giornale" a puntate e, con la prima uscita, il CD della versione integrale uncut in regalo.


mercoledì 7 gennaio 2009

Fini sillogismi

«Bruciare una bandiera, di Israele come di qualsiasi altro Paese, è intollerabile, perché sta a significare la volontà di distruggere quello Stato. La volontà di distruggere lo Stato di Israele è scritta anche nello statuto di Hamas e questo lo dico a coloro che spesso in Italia sembrano dimenticarlo», ha detto il presidente di Montecitorio.
«Bruciare una bandiera non è soltanto un reato, ma un atteggiamento che merita ferma condanna, perché dà vita a politiche di tipo terroristico».
Articolo 292 – (Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato).
Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.

Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.

Articolo 299 – (Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero). – Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con l’ammenda da euro 100 a euro 1.000".
(Le nuove norme sui reati d'opinione, Ddl Senato 25.1.2006)

In Italia bruciare la bandiera è reato, è vero, come recita il codice penale che ho citato, derivato dal Codice Rocco. In America invece si lotta da anni contro l'emendamento alla Costituzione che renderebbe il flag burning un reato.
Come dire che vi è differenza significativa tra paesi come l'Italia e paesi come gli Stati Uniti, in termini di libertà di espressione.

«Ci sono diversi modi per dimostrare di voler distruggere uno Stato: scriverlo nel proprio statuto, come ha fatto Hamas, o dando fuoco a una bandiera. Non credo che ci sia una differenza significativa», ha proseguito il presidente Fini.

Orcaboia, qui siamo in pieno pensiero magico. Io brucio la bandiera e, di lì a poco, le ferrovie e le autostrade del paese che odio si liquefanno, i palazzi crollano, si apre un'immensa voragine e il paese canaglia sparisce in una nuvola piroclastica con i suoi nemici che ballano allegri la lambada sulle sue rovine.
Non c'è differenza significativa, dice Fini, tra l'atto simbolico e l'atto fattuale. Pensiero e azione.
A questo punto, per eliminare un capo di stato odioso, chi glielo fa fare ai terroristi di piazzare bombe e kamikaze ben imbottiti di C4? Basterebbe una bambolina voodoo e una manciata di spilloni ben appuntiti.

Ricapitolando. Chi brucia la bandiera vuole distruggere Israele. Hamas vuole distruggere Israele. Chi brucia la bandiera è come Hamas.
Ma Hamas ha mai provato a bruciare la bandiera di Israele?



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martedì 11 marzo 2008

Ci ha un rigurgito antifascista

Povero Gianfranco. Ha penato tanto per allontanarsi dalle antiche cattive compagnie e farsi dei nuovi amici. Ora gli tocca sentire un cavaliere qualsiasi che, con disarmante sincerità, una volta tanto, gli dice che "Ciarrapico serve". La serva serve, diceva Totò.

Stare nel centrodestra non dev'essere facile per un antifascista come Fini.
Berlusconi, che sembra soffrire di una compulsione che lo spinge a mettere l'alleato in difficoltà, gliene fa di tutti i colori. Ora ha pure caricato sul torpedone della Libertà il fascistone mai rinnegato perchè è uno che ci ha i giornali. Se ha bisogno dei giornali di Ciarrapico mi sa che è messo male, comunque.

Nonostante debba lavorare ancora molto sull'immagine e lasciar perdere l'impermeabile con il bavero alzato alla ispettore Derrick perchè gli dà un'aria troppo da pulotto della sezione politica, Fini potrebbe benissimo essere il leader ideale del centrodestra.
Purtroppo Berlusconi è un ingrato. Eppure dovrebbe capire, lui che si è rifatto i capelli, cosa deve aver passato uno che si è rifatto una verginità.


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venerdì 8 febbraio 2008

Beautiful country

Se invece di fare tanto i superiori e gli intellettuali faceste come faccio io e guardaste "Beautiful" sapreste che la politica italiana ormai segue in parallelo le vicende della famiglia Forrester.

Per riassumere solo le ultime 2000 puntate: Brooke ha sposato Nick (che è fratellastro di Ridge) ma poi l'ha lasciato per mettersi di nuovo con Ridge. Taylor allora (ex moglie di Ridge ed ex defunta, non chiedete com'è possibile) , si mette con Nick e stanno per sposarsi. Anche Ridge e Brooke stanno per sposarsi per la 186a volta. Mentre sono in Australia però, Ridge dà un rullo di botte a Rick, figlio di Brooke (da lei avuto dal padre di Ridge, nonché suocero) perchè vuole zomparsi sua figlia Phoebe (avuta da Taylor).
Brooke lascia Ridge e, tornata a Los Angeles, si fionda da Nick per strapparlo a Taylor. Nick fa come Ulisse con le sirene, si riempie di pizzicotti ma resiste e la rifiuta. Una Brooke scorbacchiata assiste in lacrime alle nozze di Nick e Taylor.
Nel frattempo uno sciroccato molesta Phoebe e una sera minaccia Ridge con una pistola, prima di puntarsela alla tempia. Collutazione e colpo che parte. Lo sciroccato muore e Ridge, non sapendo che fare, prende una custodia da abiti con su scritto "Forrester", ci mette dentro il cadavere, va al porto, prende la barca di Nick e una volta al largo getta il morto in acqua.
Per farla breve, del delitto viene prima accusato Nick, in seguito scagionato, quindi Ridge confessa ma a quel punto, siccome si era autoaccusato anni prima di aver sparato ad un tizio e invece a sparare era stato Rick, Brooke convince il figlio a dichiarare in aula che a sparare allora fu lui. Il ragazzo non ricorda una cippa ma sta al gioco (quindi dichiara il falso sotto giuramento) e incredibilmente Ridge viene assolto, nonostante l'occultamento di cadavere. Già, ma non sono mica neri.
Sotto a tutti questi avvenimenti c'è la regia occulta di Stephanie Forrester, la madre di Ridge, la LicioGelli delle soap operas, che trama, corrompe e si incazza se il giudice si permette di mettere in galera suo figlio. In fondo è una perfetta mafiosa, che per "la famiglia" sarebbe disposta a qualunque cosa. Don Corleone (Michael, il figlio cattivo, non Marlon) gli fa una pippa.
Nelle ultime puntate i Forrester, come altri personaggi noti, hanno dovuto difendersi da inquirenti prevenuti contro questi ricchi viziosi, giudici che si sono beccati insulti per avere osato arrestato il coccodimamma. "Ma non può andare in prigione!" Insomma, la soap opera perfetta per Canale 5, grazie anche all'aiuto di un doppiaggio, diciamo, adattato alle esigenze italiane.

Detto ciò, che ci azzecca "Beautiful" con la politica italiana? Fate una prova, andate su Repubblica Online e, nella ricerca interna per il sito, digitate "Fini Berlusconi". Provate a leggere in sequenza i titoli delle notizie che risultano:

"Cdl, Berlusconi rilancia il partito unico ma Casini frena: "Insieme solo nel Ppe" (27-10-2007)
Riforme, Fini e Casini si smarcano da Fi "Inutile invocare voto se c'è maggioranza"(10-11-2007)
Santanchè lascia An per la Destra e Berlusconi "battezza" Storace. (10-11-2007)
Fini irato per Storace e Mediaset "Silvio basta, ora la legge elettorale" (16-11-2007)
Fini e Casini: "Cambiamo o aiutiamo Prodi" ma Berlusconi ribatte: "Li ho fatti implodere" (17-11-2007)
"Fini: Cambio di strategia entro gennaio o ognuno andrà per la sua strada" (18-11-2007)
"Contro Silvio non andate da nessuna parte". Cicchitto fischiato al convegno di An (18-11-2007)
Berlusconi lancia una nuova sfida "Nasce il Partito del popolo delle libertà"(18-11-2007)
L'ira del Cavaliere: "Vado da solo non mi farò oscurare dagli alleati" (19-11-2007)
Fini ribadisce: "No al nuovo partito" Con Silvio lo scontro è sul bipolarismo (19-11-2007)
Berlusconi sempre più lontano da Fini "Mi ha offeso, ora il referente è Veltroni" (20-11-2007)
Fini studia la mossa del cavallo "Andiamo al centro con l'Udc" (22-11-2007)
Nel centrodestra si scatena la rissa Fini e Casini: "Berlusconi populista" (23-11-2007)
Berlusconi: "Cdl ormai era ectoplasma. Gli ex alleati mi hanno fatto perdere" (25-11-2007)
Berlusconi: "Leader scelto con le primarie" L'ira di Fini: "Nessuno ci ha sdoganati" (01-12-2007)
Scontro aperto Fini-FI: "Vassallum truffa. Con Berlusconi siamo alle comiche finali" (09-12-2007)
Fini: "Centrodestra può stare senza Silvio" Dura replica di Forza Italia: "Mistifica la realtà" (16-12-2007)
La sfida di Berlusconi: voglio correre da solo (07-02-2008)
E Fini disse: "Io non cambio idea" Il dietrofront elettorale di Gianfranco (08-02-2008)
Berlusconi e Fini: 'Pronti alla lista unica' (08-02-2008)
13:36
Fini: "D'accordo con Berlusconi" Gianfranco Fini dice di condividere "la proposta di Berlusconi di dare al Pdl un'unica voce in Parlamento" e si augura che "anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere quest'importante pagina della storia politica italiana".


Non sembra "Beautiful"? Non che gli altri dall'altra parte siano messi meglio ma questi sbandierano ai quattro venti che sono sempre uniti e compatti. I casi sono due: o non è vero che sono uniti e quindi mentono quando lo millantano, oppure fanno finta di litigare ma in realtà sono uniti, e quindi sono bugiardi lo stesso.

Dice, ma perchè guardi quella cagata di Beautiful e ti perdi con le vicende del centrodestra?
Sapete, è come nel famoso sketch di Totò Pasquale maledetto, dove lui stava lì a prendere gli schiaffi "per vedere quello stupido dove voleva arrivare".


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mercoledì 21 novembre 2007

Sudditanza psicologica

Avete presente quando qualcuno fa il prepotente, insulta, spara cazzate e menzogne e nessuno ha il coraggio di ribattere come si dovrebbe solo perchè si sta cagando addosso, con il risultato che il prepotente la vince e magari le falsità enunciate diventano delle verità?

Ieri sera, dopo essermi dormita un bellissimo film in DVD, ho riaperto gli occhi per un ultimo zapping e sono capitata sull’inesorabile “Porta a Porta”.
C’era un Fini con la bava alla bocca che parlava di espulsioni di cittadini stranieri e si scagliava contro il centrosinistra, accusandolo di aver emanato un provvedimento inutile nei giorni scorsi perché le espulsioni sono state pochissime a fronte di quelle necessarie. “Bisogna mandar via anche coloro che non hanno fonte di sostentamento”, ripeteva il segretario di Arroganza Nazionale, bacchettando sonoramente gli avversari.
Nessuno dei presenti, tra i quali mi pare vi fosse il vice-uolter Franceschini ha osato ribattere a Fini che i provvedimenti di espulsione nei confronti dei cittadini comunitari (come nel caso dei romeni) sono stati fortemente limitati dai regolamenti CEE che per esempio stabiliscono che non si può espellere un cittadino dell’unione europea solo per motivi economici. Perché povero, insomma.
Giusto o sbagliato che sia questo principio, perché nessuno del centrosinistra ha ribattuto a Fini che doveva prendersela non con il governo italiano ma piuttosto con l’Europa e i suoi principi di uguaglianza tra i membri dell'unione? Perché si lascia che Fini interpreti il personaggio di colui che se potesse brucerebbe tutti i campi nomadi, anche se sappiamo che non potrebbe farlo? In altre parole, perché questa sottomissione dei politici di centrosinistra nei confronti di chi a destra fa la faccia feroce, sudditanza psicologica che fa un paio di baffi a quella degli arbitri dell’era Moggi nei confronti della Juventus?

Seconda considerazione ed ennesimo esempio di sudditanza psicologica, questa volta del giornalista nei confronti del potente, del politico. Si parla di riforma elettorale.
Gli esponenti del centrodestra ripetono ogni giorno nelle interviste televisive prima e dopo i pasti che bisogna riformare la legge elettorale, che questa non va e che è superata. Ma porca di una paletta, ma chi l’ha fatta ‘sta legge di merda, che perfino il suo estensore, l’odontoiatra Calderoli definì una porcata? Il centrodestra, perdinci e pure per bacco. Possibile che nessun intervistatore sia in grado di dire: “ma scusate, non potevate evitare, voi di centrodestra, di fare ‘sta stronzata?”

Terzo e più eclatante esempio di sudditanza, questa volta da parte di un popolo intero e della sua classe politica repubblicana nei confronti di una famiglia di reali di cartapesta, il cui principale esponente è passato alla storia come imputato per omicidio ed è stato implicato in traffici di armi, gioco d’azzardo e puttane. Costui osa chiedere ai cittadini italiani ben 260 milioni di euro come risarcimento per supposti danni morali a causa del suo esilio nelle paludi malsane dell'Appenzello e nelle favelas svizzere.
Nessuno che abbia il coraggio di ricordare al signor Savoia le leggi razziali firmate da suo nonno, che gli ricordi le sue telefonate dove si augurava di inchiappettare delle bambine e concluda la citazione con un sonoro pernacchio alla Eduardo. Magari incorniciato con un padaneggiante "va a laurà".
Anni fa si diceva con cattiveria che i Savoia potevano benissimo tornare ma al Pantheon. Oggi più appropriatamente consiglierei loro una diversa sistemazione. In miniera.

lunedì 19 novembre 2007

Non compriamo aspirapolveri

Visto che il partito stava invecchiando, Silvio Berlusconi deve aver pensato: dopo essermi fatto liftare il liftabile in faccia, un ritocchino anche lì ci vuole.
Via le maniglie dell’amore di Bondi, le zampe di gallina di Cicchitto e una tiratina dietro alle orecchie di Bonaiuti. Una rinfoltita anche alla chioma di Schifani, una liposuzione alla Bertolini, una ripresa al rosso trota della Brambilla e i segni del tempo spariranno per magia. Per qualche giorno vedremo un partito girare con la bandana per nascondere le cicatrici ma cosa vuoi che sia. Per esser belli bisogna pur soffrire.

Si cambia anche il nome e qui sono contenta perché "Partito del popolo italiano delle libertà" che inevitabilmente dovrà essere accorciato in qualcosa di più tascabile altrimenti come PDPIDL diventerà impronunciabile, è sicuramente meglio di quell’orrendo “Forza Italia” che se scomparirà per sempre sarà solo un bene per l’umanità. E’ vero, potrebbero ancora chiamarlo “Forza Popolo” ma speriamo che questa volta Dell’Utri non dia consigli ai creativi.

L’annuncio del nuovo, si fa per dire, partito l’ha dato lui in persona, dai gazebo della libertà dove sono state raccolte le firme per “mandare a casa Prodi”. Più che una raccolta firme sembrava Telethon, con il contatore che girava forsennatamente, o il miracolo della moltiplicazione dei pani e delle firme. Sette milioni di firme e sette milioni di euro, come minimo, raccolti dalle scarselle dei forzitaliani. Mica male per un fine settimana.
Attendiamo con ansia il coro degli scandalizzati di centrodestra che già si esibirono gridando al furto dalle italiche tasche quando l’Unione raccolse un euro da ogni votante per le primarie.

Non ci illudiamo di sentire da TeleRiotta o TeleMazza sollevare qualche dubbio sulla regolarità della raccolta e il vero numero di firme, come fanno i giornali stamattina e non crediamo che qualcuno farà notare, dagli schermi LCD o dai tubi catodici, come gli italiani siano più di 57 milioni e chi ha firmato sia dopotutto una minoranza. Lui, il grande piazzista illusionista forzista riuscirà a farci credere che 3 o 7 o 10 milioni siano la maggioranza degli italiani. La sua forza è l’abilità con la quale mente e la creatività con la quale scardina le certezze matematiche.

Il restyling della libertà però non ha convinto Gianfranco Fini e lo capisco. Non ha convinto nemmeno Casini e Bossi, per la verità, ma sono dettagli. Fini studia da leader del centrodestra da troppo tempo, e ora che si è fatto una nuova famiglia ed è in vena di novità a tutto campo non può che sentirsi stizzito da questo fastidioso riciclaggio di partito dove la scatola è nuova ma il contenuto sempre lo stesso.
Berlusconi non vuole levarsi di torno, insiste nella sindrome del “faso tuto mi”, fa e disfa come se fosse l’unico padrone del centrodestra, ha ridotto i suoi discorsi ad un disco rotto di propaganda da quattro soldi. Sa benissimo che Fini avrebbe più successo di lui come leader del centrodestra e in fondo cerca di fargli le scarpe, andando ad ammucchiarsi con Storace e compagnia bella. E’ un bel pasticcio, perché Fini potrebbe benissimo fare un partito unico con gli altri moderati di centrodestra, avendo un gran successo, ma con Forza Popolo contro come si fa? Berlusconi è un doganiere che ti sdogana, si ma poi si piazza in casa tua, mangia alla tua tavola, dorme nel tuo letto e ti scopa la moglie. Non te ne liberi più.

Convinto com’è di fare la cosa giusta e condannato a tenersi a galla aggrappandosi al salvagente del potere, Berlusconi torna alle origini e tenta di venderci un nuovo aspirapolvere ma, non contento, riuscirà a far stipulare anche qualche polizza capestro agli alleati. Qualcosa si inventerà per piazzare ancora le sue spazzole rotanti e il levapelucchi in omaggio. Avete dei dubbi?

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