Pare che il presidente della repubblica sia giunto all'idea della compagnia di saggi dopo una conversazione telefonica con il vero padrone del vapore, il capo degli strozzini di Bruxelles,
Mario Draghi.
No, non chiedete cosa si sono detti di preciso perché, lo sapete, le telefonate di Napolitano sono coperte da tabu e costituiscono dogma di fede. Addirittura stasera il Quirinale ha fatto sapere che non è stato Draghi a chiamare Napolitano ma viceversa.
Ancora peggio.
La cosa non vi fa capire, non vi squarcia l'ultimo velo di pietosa bugia sulla realtà che stiamo vivendo?
Chi oggi si meraviglia della decisione del presidente di nominare la commissione dei saggi per caso, per fare non si sa bene cosa al posto di un governo legittimo, parla di golpe e fosse tentato di dare la colpa di tutto, assieme alla situazione di impasse della politica italiana, a Grillo e Casaleggio, dimostra solo ignoranza colpevole. Colpevole di non aver ancora capito o di non aver voluto capire, quale sia il nocciolo del problema: che questa è una terza guerra mondiale combattuta senza armi ma che prevede
territori da conquistare - il solito vecchio
Lebensraum del Reich millenario che a volte ritorna - e popolazioni da sterminare con il metodo
Morgenthau, e che il vostro paese è stato preso in carico da collaborazionisti. L'ignoranza è colpevole perché, da quel famoso novembre 2011 prologo della situazione attuale, è trascorso tutto il tempo sufficiente ad informarsi fino alla nausea sulla crisi dell'euro e ad aprire gli occhi su che razza di traditori abbiamo avuto come governanti per oltre dieci anni, soprattutto coloro che avevamo votato con fiducia perché erano de sinistra. No, ormai non avete proprio più scuse per dire: "Ma io credevo che".
Quanti articoli della Costituzione ha già calpestato colui che dovrebbe esserne garante di fronte ai suoi concittadini? E non parliamo di oggi, ma partiamo appunto dal 2011, quando un governo legittimo anche se deprecabile, guidato da una specie di Joker dei fumetti dichiarato tuttavia eleggibile dai suoi ventennali compagni di merende dell'opposizione che ora, dopo l'ultima mutazione, si chiamano PD, fu rovesciato sempre su suggerimento degli strozzini, i quali, a loro volta, lavorano notoriamente per il re di Prussia e la cancelliera callipigia. Un atto di forza al quale, con la complicità del PD, non seguirono immediatamente nuove elezioni come da prassi democratica.
Se non partiamo da qui, dal golpe del novembre 2011 che ci vide esultare per la cacciata del nano cattivo salvo poi pentirci di aver creduto alla bontà dei suoi successori, i tecnici, in realtà riscuotitori di un'agenzia di recupero crediti straniera, come scoprimmo dopo, non capiamo nulla di ciò che sta succedendo ora.
Eppure la storia si ripete sempre, e se non fosse che è la prima materia che gli alunni dimenticano, prima ancora delle equazioni, potremmo sempre trarne insegnamenti tali da evitare errori clamorosi. Furono la dimenticanza storica e l'ignoranza dei fatti economici a farci esultare allora. La consapevolezza e la conoscenza di pochi elementari fatti a farci aprire gli occhi in seguito.
Voglio darvi un ulteriore aiutino alla comprensione della porcata in atto. Pensate veramente che, fallito il tentativo di Bersani, visto che tre forze politiche hanno ottenuto un 25% circa ciascuna di consensi elettorali, non vi potesse essere qualcun'altro esponente politico da incaricare della formazione di un governo, per almeno un incarico esplorativo? Magari, si, lo dico, qualcuno del centrodestra? Oppure del M5S?
A proposito di Grecia e di storia che si ripete. Ricordate
le elezioni del maggio 2012 che terminarono con l'impasse e un'affermazione, decisamente disdicevole per la Troika, dell'estrema sinistra di Syriza? Ricordate che, un mese dopo, i greci
tornarono alle urne per eleggere un tranquillizzante governo tutto euro e più Europa che poi li ha condotti docilmente al disastro attuale?
Perfino in Grecia a seguito dello stallo post-elettorale di maggio vi furono tentativi dei vari leader dei partiti che avevano ottenuto più voti, compreso quello del capo di Syriza, prima della rinuncia e delle nuove elezioni di giugno. Dobbiamo dedurne che siamo messi ancora peggio della Grecia in quanto a democrazia?
Ma ecco, se pensate che Napolitano avrebbe potuto conferire l'incarico al M5S in questa tornata, non avete presente il vero problema, come scrive
Debora Billi. E cioè che qui si lavora non per l'Italia ma per l'euro e per chi dall'euro ci guadagna, e quindi l'unico che può governare è il PUD€, il Partito Unico dell'Euro, per salvarlo ad ogni costo, ricordate le parole di Mario Draghi?
"Noi non siamo la Grecia!", ribattono sdegnati i piddini. Sbagliato, lo siete e i vostri dirigenti vi stanno prendendo in giro come hanno sempre fatto fin da quando il faccione da Balanzone di Prodi vi prometteva l'eldorado della moneta forte, da strafighi, mentre sapeva già che un giorno non lontano, in seguito ad uno shock esterno, vi sareste dovuti vendere il culo per onorare i debiti contratti per avere l'onore di fare gli zerbini della Germania. A proposito, anche l'altra volta, per aver voluto andare dietro ai tedeschi smaniosi di dominio, ci avevamo rimesso le penne ma la storia non ve la volete proprio ricordare.
Rassegnamoci, siamo come i greci, gente che si è permessa di votare alla cavolo di cane e ora deve essere rimessa in riga. Con i saggi o con le cattive. Telefonando per istruzioni a Draghi e mettendo assieme un papocchio per prendere tempo e passare la patata bollente al prossimo presidente che non potrà che essere in continuità con questo.
I saggi, ecco, la sporca decina di inciuciors messa presumibilmente assieme da Napolitano da almeno, vogliamo essere magnanimi, il giorno dopo il risultato elettorale messicano, in attesa del semaforo verde di Bruxelles?
Non mi soffermerò sui nomi, sulle provenienze, sulla costante bocconiana che può far parlare a ragione di una Loggia Bocconi come sottotitolo; sul Quagliariello che votò entusiasta la balla cosmica della nipote di Mubarak e parlò di "omicidio" di Eluana. Non parlerò dell'immancabile ciellino, dei boiardi di stato,
dell'assicurazione vivente per la salvezza di B. e delle sue televisioni, dell'assenza di donne - ma questo, credetemi, è il male minore, anche se per le trombe della propaganda è l'unico scandalo - e del fatto più clamoroso: che nemmeno un esponente del Movimento 5 Stelle e della società civile, ne faccia parte.
Segno inequivocabile che si tratta dell'estremo tentativo della vecchia politica di alzamanos di sopravvivere a tutti i costi e di questi Pétain de noantri di difendere la robba promessa al nemico, tanto ci sono i giornali e cinegiornali piddini che confonderanno ben bene le idee agli italiani, per la maggior parte ignoranti colpevoli.
Dice: "ce l'hai con i piddini". Perché, chi sono gli unici che gioiscono e plaudono all'iniziativa inaudita di Napolitano; che considerano normale "il governo del presidente" in quella che non è una repubblica presidenziale? Il PD, che ormai è convinto di poter imporre al paese il principio del "o Bersani o niente", e la pattuglia di residuati tecnici di Monti. Ovvero il Partito Unico dell'Euro.
Bersani, secondo quanto vi raccontano, non ha fallito perché ha confuso il risultato delle primarie con quello delle elezioni, l'amore cieco dei suoi piddini adoranti e docili con la volubilità da Don Giovanni dell'elettore medio; questo Salieri della politica non ha fallito per la sua personale infinita mediocrità che alla fine ha presentato un conto salato di fronte ad una realtà storica che necessitava di un grande statista, di un Mozart.
Lo sapete, ve lo stanno ripetendo tutti i giorni e in tutti i modi: ha fallito per colpa di Grillo e di quegli infami che si sono permessi di votarlo. A proposito di fascismo e di democrazia.
Perché credete che sia partita una campagna diffamatoria senza precedenti contro l'unica forza politica che ha cercato di spezzare il legame di continuità con la vecchia politica corrotta e venduta e coloro che l'hanno votata? Perché credete che si agitino tanto i giornali, i telegiornali, i tenutari di talk show, gli economisti di regime, tutti al soldo del peggiore nemico che abbia mai avuto l'Italia e cioè la pseudosinistra venduta al peggior tipo di capitalismo? Perché stanno concentrando tutta la potenza di fuoco sul M5S e stanno addestrando orde di uruk-hai piddini schiumanti rabbia da mandare in ogni occasione e su tutti i mezzi di informazione contro chi ha votato Grillo e non ha permesso, secondo loro, a Bersani di formare l'unico governo possibile (ma quando mai?)
Un ultima osservazione sul fatto che il M5S starebbe deludendo le aspettative perché non scende in piazza per mobilitare il dissenso contro le ultime iniziative della politica e del potere.
Perché non fa la rivoluzione subito, insomma. Io credo che il M5S non sia un movimento da piazza e che il suo modo di fare politica non possa essere fatto entrare a forza nei vecchi schemi ma compreso nella sua differente forma.
Io personalmente non credo più nella "piazza" anche perché fin dal 2001, dal G8 di Genova, chi comanda ha mandato un segnale chiaro e forte su cosa succederebbe se delle persone scendessero in massa a manifestare in piazza contro l'ordine costituito: botte da orbi 'ndo cojo cojo.
Per questo motivo ci vogliono forme nuove di mobilitazione popolare, una delle quali ma non l'unica possibile è quella messa in pratica dal M5S attraverso i gruppi locali e l'utilizzo della rete come principale mezzo di comunicazione.
Aggiungo che chi ha rinunciato per prima a scendere in piazza è la sinistra parlamentare, che non a caso lasciò i manifestanti del G8 in balìa della repressione salvo poi ipocritamente parlare di "notti cilene". Un fatto che dovrebbe far capire molte cose sul suo successivo percorso.
Credo infine che l'attuale strategia del M5S sia quella di mettersi da parte e costringere PD, PDL e compagnia a governare assieme, per lasciare che disgustino definitivamente gli italiani con le politiche di rigore che ostinatamente vorranno imporre visto che si fanno comandare dalla BCE. Una sorta di divide et impera molto tradizionale.
Il ruolo del M5S, a parer mio, non è quello di attore politico per l'immediato ma di
catalizzatore di una reazione chimica che porterà inevitabilmente un sistema già minato alle fondamenta al collasso. Il ruolo, tanto per riproporre il tema dei ricorsi storici, che ebbero i giudici di Tangentopoli nella fine della prima repubblica.