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venerdì 14 ottobre 2011

Vigor mortis


Franceschini: “Perdono pezzi. Ogni voto di fiducia calano di 1, di 2 o di 3.″  (Oggi)
Bersani: “In ogni caso maggioranza diminuisce.”  (Oggi)
Fassino: "Ci arriviamo, ci arriviamo..." (Molto tempo fa, in risposta a Piero Ricca che gli chiedeva quando avrebbero fatto la legge sul conflitto di interessi."

Avete ascoltato la bella tempra volitiva e decisionista della dirigenza piddina. Prima o poi, tra un centinaio di votazioni di fiducia e molti altri mesi o anni di agonia, qualche altro pezzo di intonaco della maggioranza cadrà. Lasciamo fare alla deriva dei continenti, ai movimenti carsici ed al bradisismo, magari ad un bel 7° Richter indipendente dalla nostra volontà. E poi c'è sempre la Commare Secca, non c'è nessuno di eterno. 
Loro tirano a campa', non hanno mica fretta.  Più tempo ci vuole e meglio è, perché adesso come adesso non sarebbero pronti, forza, capìtelo. Meglio attendere, tergiversare, continuare a fingere l'orgasmo al pensiero della caduta di questo governo infame ma non fare nulla di concreto per farci godere veramente abbattendolo. Al limite, invece di quell'Aventinello idiota di ieri, metterne in atto uno vero oggi, togliendo al governo la possibilità di ottenere una votazione valida. Un segnale di vita, di volontà, di azione, perdio. Mettergli paura e lasciarlo solo con le sue baldracche di entrambi i sessi a contare un numero legale che non c'è. 
Ma figurati se quei pallemosce nati dall'incrocio tra la sacrestia e la casa del popolo, quei doncamillopepponi si sarebbero mai presi una responsabilità in vita loro. Anche oggi Miss Bindy si infuria - è una mania - e piagnucola: “I radicali sono entrati prima di ricevere il messaggio che chiedeva ai nostri di farlo.” Se non è capace, da presidente del PD, di concordare i tempi tecnici, cazzi suoi. E pensate che lei, 
Capìtelo una volta per tutte, o illusi PDofili. L'opposizione dei D'Alema, del gemello B. senza capelli e di Suor Germana Furiosa - che pure, in confronto agli altri compagni del partito, in quando ad attributi, è Chuck Norris - non ha alcun interesse a far cadere B. Lo salveranno sempre, se lo coccoleranno facendo finta di essere degli adorabili pasticcioni che, poffarbacco, si sono impapocchiati sulle cifre, perché senza di lui sono fottuti anche loro. E il bello è che voi, amici miei, li votate da secoli perché se no vince B.

sabato 18 settembre 2010

Scappellamento a sinistra

"... Innovazione della sua proposta programmatica, che deve assumere con coraggio l’obiettivo di battere tutti i conservatorismi, compresi quelli, palesi ed occulti, di centrosinistra, ponendo al centro il tema della democrazia decidente, attraverso le necessarie riforme istituzionali ed elettorali: rafforzamento dei poteri del premier e di quelli di controllo del Parlamento, regolazione del conflitto d’interessi, norme contro la concentrazione del potere mediatico e il controllo politico della Rai, differenziazione delle camere, riduzione del numero dei parlamentari, una legge elettorale, come si legge nel documento approvato dall’Assemblea nazionale del Pd del maggio scorso, “di impianto maggioritario fondato sui collegi uninominali”, insieme a norme sulla democrazia di partito e ad una regolazione delle primarie per le cariche monocratiche. Naturalmente con la preoccupazione, in materia di riforme delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una esigenza di ampio coinvolgimento politico tra le forze democratiche interessate a costruire una nuova fase politico-istituzionale del Paese.
(Weltroni Valter, ex sindaco, ex segretario, ex tutto. "Un PD grande e aperto, per cambiare l'Italia.)

Ma l'avete sentito? L'avete letto il Piano di Rinascita del Partito Democratico dal titolo vagamente porno di colui che è riuscito a consegnare Roma nelle mani di Alemanno e l'Italia in quelle di Berlusconi in sole tre mosse e che, non ancora pago, si adopera per far rivincere le elezioni al nano, si dovesse andare presto al voto?
"Rafforzamento dei poteri del premier MAANCHE regolazione del conflitto di interessi." MA VA???
Che Cialtroni abbia ancora il coraggio di parlare di soluzione del conflitto di interessi è il colmo. Ci piglia pure per i fondelli, l'ex ragazzo. Il bello è che non c'è nessuno che vada alle loro feste del Piddì ad irrorarli con un bel cannone sparaneve caricato a materia fecale. A dir loro in faccia che sono una manica di traditori. Più traditori loro a sinistra di cento Fini a destra. Collaborazionisti dei figli di Pétain.

Uno come Veltroni, uno che è stato trombato in tutti i modi, più di una pornostar in una gang bang, in qualunque altro paese starebbe a coltivare bulbi in giardino, a portar fuori i cani e a leggere il giornale al bar. Invece in Italia, lui e gli altri squallidi personaggi che okkupano l'Opposizione, sono sempre in auge. Ti illudi di essertene liberato, di averli esportati in Africa come rifiuti tossici e invece ritornano. Con le democrazie decidenti, l'ampio coinvolgimento e l'impianto maggioritario.
Ritornano, o meglio gli viene permesso di ritornare, fondamentalmente perchè l'elettore del Partito Bestemmia è abituato a votarli perchè crede di non poter fare altrimenti e loro ci marciano. "Non vorrete mica far vincere Berlusconi!", vi spaventano. E di fatto Berlusconi, con loro, vince. Se per sbaglio vincono loro fanno di tutto per farlo ritornare. Ovviamente guardandosi bene, le rare volte che governano, di fare una legge che potrebbe danneggiarlo.
Mentre l'elettore crede di aver contrastato Berlusconi votando Bersani, D'Alema e soci, questi in realtà corrono sempre in suo soccorso e, tanto che ci sono, ci si comprano perfino le banche e le barche. Se l'elettore è un po' sfiduciato gli sventolano davanti Svendola. Il nuovo, il cambiamento. No, davvero, un'opposizione così negli altri paesi se la sognano.
Ora che tutti i sondaggi, perfino quelli addomesticati delle amorevoli badanti lo danno in declino, che i poteri forti scalpitano per eliminarlo dal gioco della politica e perfino gli oroscopi remano contro, arriva in soccorso del nano imbellettato il meglio che ci sia: i corpi speciali, le teste di cuoio, i marines, insomma la cavalleria Veltroniana.

Naturalmente con la preoccupazione di vicesindaco, in materia di riforme di pentolone delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una supercazzola prematurata di ampio coinvolgimento politico con scappellamento a sinistra tra le forze democratiche interessate a costruire e stuzzicare una nuova fase politico-istituzionale in tre ma anche in due del Paese.

Caro Sveltroni, la tua metafora è perfetta. Tu sogni un PD grande e aperto. Per fotterlo meglio.

mercoledì 28 aprile 2010

Dieci piccoli piddini

Per me il PD potrebbe anche darsi fuoco. Ad ogni modo, se proprio vogliono dieci progetti, dieci punti per costruire un'alternativa al nano, ecco i miei. Glieli regalo, al sor Bersani.

Via
la
Dirigenza
che
da
anni
inciucia
con
il
nano.

lunedì 15 marzo 2010

Votare... oh, oh!...

"L'ossessione per la televisione", titola questa mattina su Repubblica il suo pezzo Curzio Maltese. Dove si parla di Berlusconi che si sbatte dalla mattina alla sera, tralasciando di pensare ai problemi del paese che ama - ma questo si sapeva, per controllare che non scappi un venticello a lui contrario dagli schermi televisivi. E perchè? Perchè le televisioni contano, eccome se contano e come la serva servono, come ben sa lui che di televisioni e propaganda se ne intende. Anzi, forse è l'unica cosa di cui si intende davvero, a parte la Teoria della Menzogna di cui è gran maestro supremo e cintura nera.

Già, che la televisione possa influenzare l'opinione dell'elettorato di paranza si, ma purtroppo più numeroso, con la conseguenza di mandare un potenziale dittatore al governo, andatelo a dire alla cosiddetta "opposizione" del piddì che dice sempre "ci arriviamo" quando le ricordano la sconcezza del mancato argine legislativo al mostruoso conflitto di interessi di Berlusconi.
Gli inetti del piddì hanno governato ben due volte negli ultimi anni e se siamo giunti a questo livello di oscenità mediatica à la Dimezzolini e di corruzione di ogni organo di controllo democratico del pluralismo è solo colpa loro. Si perchè almeno quando salì al trono Prodi l'ultima volta, seppure a spinte, la allora dirigenza RAI nominata in precedenza da Berlusconi affinchè presidiasse il fortino del servizio pubblico con il coltello tra i denti avrebbero potuto cacciarla a calci in culo, con la scusa che era cambiato il governo e quindi gli equilibri politici. Invece no. Misero il descamisado Riotta al TG1 a far finta di parteggiare per la sinistra. Uno che il primo giorno da direttore esordì con un'intervista a pelle di leone a Henry Kissinger, figuriamoci, e continuò dicendo male del governo un giorno si e l'altro pure, per far vedere quanto era libero di criticare il governo. Per buon peso, ai piani alti della RAI, i piddini lasciarono tutti B-Men di provata fedeltà al padrone.

Scusate se insisto ma la chiave dell'attuale porcaio sta tutta nel "Berlusconi lo sa fin dal '94 che non gli avremmo toccato le televisioni." Bisogna continuare a citofonare Violante e Fassino, a scampanellare ben bene la nostra indignazione. Credo, tra l'altro, sia l'unica promessa mantenuta dalla classe politica italiana in duemila anni.
Vergogna, vergogna, vergogna. Collaborazionisti, come ho titolato il box qui a fianco ad imperitura memoria con il filmato che ogni elettore democratico dovrebbe portare sul telefonino nel caso avesse bisogno di liberarsi lo stomaco.

Non paghi di aver lasciato che il fiume berlusconiano tracimasse ed inondasse ogni mezzo di informazione con il suo putridume di corruttela, prostituzione e lenocinio, mettendo a repentaglio una cosuccia come la nostra sudata democrazia, conquistata anche grazie al sangue dei loro genitori, i figli degeneri ora hanno il coraggio di venirci a chiedere un voto alle regionali.
E' partito il solito ricatto. Non vorrete mica far vincere Berlusconi? Bisogna andare a votare. Sottotitolo: per noi che siamo l'Opposizione. Ma davvero?

Trovo sconcertante, sinceramente, che gli elettori del PD non provino la mia stessa indignazione per la mancata soluzione del conflitto di interessi da attribuire alla loro incapace classe dirigente, la stessa voglia di bastonarli ben bene da Bersani in giù. Che si prestino a far finta di niente, come se non fosse anche loro la colpa del dilagare di questo fascismo catodico di merda.

Poche ciance. Io il mio voto a questi disgraziati del PD non lo do più. Neanche morta. Possono piangere in cinese, come diceva la mia nonna.
Dicono che si tratta di elezioni regionali e non di politica nazionale. Certo, verissimo, ma chi è che tiene in ostaggio l'Italia tenendole un coltello alla gola, e considera ogni giorno un test del tipo vita o morte sul suo potere personale? E chi è che gli regge il sacco da oltre dieci anni, che gli ha permesso di sequestrare la politica a suo vantaggio, votandogli tutte le leggi ad personam e partecipando vergognosamente al banchetto della politica pappona? E' Berlusconi che non ci permette di parlare d'altro che di sé e chi doveva arginare la sua follia sta lì a pettinar bambole in attesa non si sa di cosa. Di un fulmine che dal Cielo risolva il problema?

Continuo a pensare che votare si debba, se non altro per non far rivoltare nelle tombe quelli di cui sopra che lottarono e dettero la vita per restituire a noi teledecerebrati la Libertà. Votare è un diritto ma soprattutto un dovere. Quindi?
Votare scheda bianca è pericoloso perchè, è già successo, con le schede bianche si possono fare dei giochetti come farle sparire. Votare scheda nulla impedisce i giochetti ma è solo un atto di pura protesta fine a sé stessa.
Si può votare solo chi si oppone, restituendo senso a questo verbo, a questo regime. Mi dispiace se si chiama Di Pietro, Grillo o Pinco Pallino e a qualcuno brucerà che non siano i "grigi compagni del PCI" come diceva Gaber.
Io so chi non devo votare: l'invasore e i suoi collaborazionisti. Così è se vi pare.

domenica 13 dicembre 2009

Goccioloni

Ricordate quando il sergente maggiore Hartmann chiede al soldato Joker di fargli "una faccia da guerra"?
"Aaaaargh!"
"Manco per il cazzo, non fai paura a nessuno, voglio una faccia da guerra vera!"

Ecco, è praticamente l'effetto che fa Bersani quando la politica discute di un possibile doponano. Altro che Prodi "feeermo, immobile come un semaforo" o il Fassino del "ci arriveremo" riferendosi alla risoluzione del conflitto d'interessi. Questo è il segretario di un partito moscio come il pisello di un morto. E vi lascio volutamente nel dubbio se il pisello sia di Bersani o del partito.

Riporto un paio di paragrafi di un articolo di Pino Corrias che condivido nella maniera più assoluta, che mi ha ispirato la vignetta e che fotografa la situazione di un'opposizione che non c'è, come l'isola di Peter Pan:
"A Copenhagen purtroppo non se ne occupano, ma da queste parti pure il partito democratico si sta sciogliendo. Bersani sgocciola di giorno in giorno fino alla trasparenza. Si disfa soffiando e sbuffando parole incomprensibili. Niente che assomigli a un’idea creativa lo sfiora, a una indignazione vera, a una incazzatura sonante. E in questo tepore svaporano anche i suoi militanti. Compresi i più coraggiosi, quelli che non se la sono sentita di voltare del tutto le spalle alla manifestazione del No B. Day. Ma che si intravedevano, alla fine del mare di gente, come orsi polari alla deriva. E che in definitiva c’erano senza esserci.

Bersani si tiene alla larga da tutto, dalla finanziaria piena di buchi, dalla crisi che fulmina le aziende e i posti di lavoro, dallo scandalo planetario dello scudo fiscale, dalle polemiche sui collaboratori di giustizia, dalla corruzione di Mills che dovrebbe condurre a un corruttore, dall’indecenza delle escort candidate, dalla Rai con l’informazione azzerata, dai terremotati abbandonati all’inverno. Non ha niente da dire sui rifiuti ricomparsi in Campania e in Sicilia. Pigola sul processo breve. Non ha opinioni sul nuovo invio di truppe in Afghanistan. Né sui leghisti che ogni giorno incitano al razzismo e ai linciaggi.
Ma si può, vi domando, ancora avere uno straccio, un mocio vileda di simpatia per il partito bestemmia? Nella mia città ci sono le primarie per il sindaco e c'è pure chi scalpita per andare a scegliere tra un candidato A e un candidato B. Hanno speso un fracco di soldi per tappezzare la città di manifesti stile ammeregano con i candidati. Peccato non siano tre, perchè avremmo potuto omaggiare Mike: "Vuole la busta numero 1, la numero 2 o la numero 3?"
Per quanto mi riguarda, possono attendere un pezzo che mi smuova per andare a votare. Mi piacerebbe sapere prima, magari, che fine fanno i soldi che raccattano ogni volta con queste buffonate. Giusto per saperlo: una scuola in Africa intitolata a "Walter Veltroni, ex-segretario di un partito immaginario"? Un defribillatore portatile per risvegliare le coscienze di chi un giorno promise di fare opposizione al nano malefico?

Non è mica solo Bersani, per carità. E' tutta la maledetta Sinistra litigarella, inconcludente e senza attributi. Si critica Casini perchè cerca nuove alleanze. Oh, per carità con Cuffaro no. Con Lombardo nemmeno. Con Di Pietro manco morto. Con Rutelli non ci gioco più perchè è cattivo.
Fanculo tutti quanti. Stiamo affrontando un emergenza che, riassumendo per quelli con il ritardamento mentale, si esemplifica nella lotta tra Stato e Antistato. Berlusconi è l'Antistato. L'hanno capito a destra anche le pietre. A sinistra, per accumulato ritardo ci arriveranno forse tra 45 anni.
Non è il momento di stare a sottilizzare sul colore che non ci piace della seta del paracadute, dobbiamo lanciarci perchè l'aereo va a fuoco. Alla fine del fascismo fu messo a capo del governo Badoglio, un criminale di guerra. Quindi cosa vuoi che sia Pierferdy. E' pure belloccio.

Il problema del PD è che ha le sue magagnucce da nascondere e la verginità, anche quella posteriore, l'ha persa ormai da troppo tempo.
Non è che, per fare un esempio, ci si scandalizzi più tanto ormai del "abbiamo una banca" pronunciato al telefono da quello stoccafisso di Fassino. Gli intrallazzi con Consorte rimangono scolpiti sul muro della vergogna ma l'opposizione non si sogna di ricordarci: "ah, a proposito, allora sbagliammo a frequentare certa gentaglia". Se ne ha per male che siano stati intercettati, che si siano scoperti gli altarini. Pensa, erano convinti che promettendogli di non toccargli le televisioni li avrebbe lasciati fare i loro affarucci di contorno. Che S.O.B.!
Lo scandalo consiste quindi nel nastro della telefonata che inguaia l'opposizione, che sta slinguazzando con i furbetti, consegnato a Berlusconi. Tutto arriva a Berlusconi, tranquilli, ci arriverebbero anche le registrazioni dei vostri venti di culo se a lui servissero per fare affari e salvarsi da un processo.
Nel 1994, anno delle promesse di non belligeranza con il nano, il settimanale "Cuore" intitolava:
"La P2 era iscritta a Berlusconi"
Doveva essere una battuta paradossale ma era solo la fotografia della realtà. Scorrete le prime pagine di quel giornale satirico del periodo 1989-1996 e ci troverete più profezie che nella Bibbia.

Ora siamo allo scontro finale. E' capace di mettere a soqquadro un intero paese, premerebbe il bottone di un bombardamento nucleare se fosse necessario.
Bisognerebbe chiamarlo, farlo sedere su una poltrona e dirgli: "Senti, nano, hai scassato la minchia. Ti perdoniamo tutti i tuoi peccati, ti assolviamo a prescindere da tutti i reati commessi, ti promettiamo che non istituiremo mai più alcun processo a tuo carico. Vai puro come un angelo e non peccare più. Però, hai 24 ore di tempo per dimetterti dal tuo incarico, fare i bagagli e volare più lontano che puoi. Tu, i tuoi soldi e le tue baldracche, femmine e maschi. Se tenti di tornare le regole di ingaggio sono sparare a vista e rasoterra."

E' l'ipotesi Sant'Elena. Perchè non tentare? L'alternativa è darsi da fare per salvare un paese in ostaggio dei voleri di un uomo solo ma troppo potente.
Il PIDDI' sarebbe capace di farmi una faccia da guerra vera, posando il fuciletto a tappo?

lunedì 26 ottobre 2009

Dieci domande al "nuovo" segretario del PD

I piddini, quelli che "aspettiamo di vedere cosa fa il partito democratico prima di giudicarlo", e intanto Berlusconi diventa Imperatore dell'Universo, hanno votato alle primarie, di tre possibili candidati alla segreteria, quello più a destra, colui che rappresenta la continuità con il passato.

Se Franceschini era il centro e Marino la sinistra (fate molto male a ridere), Bersani è il trionfo del cattocomunismo porchettato. Don Camillo e Peppone cellophanati nella stessa confezione, con l'unica differenza rispetto agli originali che dietro Peppone c'era Baffone, qui c'è baffino, ovvero Minimo D'Alema.
Hanno eletto insomma, per rifondare la SINISTRA, un bel pretone di campagna reloaded, il comunista con la laurea sul papa santo. Quello che, con le migliori intenzioni, gliene diamo atto, voleva liberalizzare il liberalizzabile ma appena un tassista gli ha sguainato sotto il naso il kris malese dicendogli: "Ma dici a meee?", è tornato buono a cuccia.
Insomma ce lo siamo presi nel culatello un'altra volta.

Vanno di moda le dieci domande e allora io sottopongo il mio decalogo a Don Bersani. Possono rispondere anche la perpetua ed i chierichetti in sua vece, va bene lo stesso.

1) Perchè, nelle due volte che il centrosinistra ha avuto la fortuna di governare, non ha fatto nulla per rimediare alla madre di tutti i problemi: il conflitto di interessi? Si prega di non rispondere come Fassino "ci arriviamo" perchè è roba da mettere mano alle katane.

2) Cosa ne pensa della vergognosa frase di Violante detta in Parlamento sul fatto che a Berlusconi fin dal 1994 era stata data piena assicurazione che nessuno gli avrebbe toccato le televisioni?

3) Cosa ci fa ancora la Binetti nel Partito Democratico?

4) Perchè, nella notte buia delle elezioni del 2006, quando perfino Pisanu si accorse di qualcosa di strano attorno allo spoglio dei voti, il centrosinistra, nonostante le grida "ci stanno rubando le elezioni" non ha poi chiesto un'indagine sui presunti tentativi di broglio? Perchè non gridò allo scandalo sventolando certi grafici più che eloquenti? Perchè accettò di governare con una minoranza risicatissima, costringendo Prodi ad una scomoda posizione di anatra zoppa, con le televisioni lasciate tutte in mano a Berlusconi in modo da esserne ancor più danneggiati?

5) Perchè dovremmo abbandonare l'antiberlusconismo? Per inciuciarti meglio?

6) Un problemino di aritmetica. Sapendo che i politici italiani di centrosinistra non vogliono concedere pari opportunità alle persone omosessuali, alle coppie di fatto omosessuali e non, il diritto al testamento biologico a tutti i cittadini e si oppongono a ciò che rende civile e moderno un paese, perchè il Vaticano li tiene per le palle, quanti anni luce separano il segretario del PD (chiunque egli sia, niente di personale) da Zapatero?

7) Perchè il partito democratico non ha contrastato le più infami leggi porcata di Berlusconi ed anzi ha dato il suo sciagurato contributo alla loro promulgazione, ultimi esempi Lodo Alfano e Legge sullo scudo fiscale?

8) Perchè Rutelli, già sonoramente trombato come leader del centrosinistra alle elezioni politiche del 2001 è ancora in grado di fare danni nel Partito Democratico e non si sta dedicando invece all'hobby della coltivazione della fragola rampicante gigante?

9) Perchè Veltroni, già sonoramente trombato come leader del centrosinistra alle elezioni politiche del 2008 ha atteso fino a febbraio del 2009 prima di dimettersi da segretario e dedicarsi al sano passatempo della potatura dei succhioni di albero da frutto?

10) Se dico la parola inciucio, quale altra parola le viene in mente? Senza pensarci troppo, mi raccomando.

venerdì 23 ottobre 2009

Neanche un goccio

Mi dispiace ma il PD non mi frega più. Sul serio, ogni limite ha una pazienza. Altro che seconda chance se no il nano ha vinto, è finita, non ci salviamo più. Ne hanno avute fin troppe, di occasioni. Eleggano chi vogliono, tanto l'indomani ricominceranno a pomiciare con chi fanno finta di contrastare.

Votare per le primarie? Neanche se Franceschini venisse a casa mia in tanga leopardato. Nemmeno se Marino mi regalasse questa Aston Martin cromata a specchio.
Neanche se Bersani mi recitasse tutto il Mahābhārata in ginocchio sui ceci.
E se incontrassi D'Alema nel deserto, lui quasi morto di sete, agli ultimi spasimi, ed io con una bella coca fresca in mano, piuttosto la darei al cammello. (La cocacola).

Io non dimentico.

sabato 18 aprile 2009

Il tè a casa del cappellaio matto

Ricordate la fiaba lisergica di "Alice nel paese delle meraviglie", quando tra funghi magici, biscotti dopati, narghilè caricati oltre la dose minima consentita e profumo di ganja ed assenzio in ogni pagina, la bambina si ritrova per un tè con il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e il Ghiro? E' una situazione curiosa perchè, pur essendo solo in quattro, siedono ad una lunghissima tavola imbandita per molti. Quando hanno finito una tazza si spostano di una sedia e ricominciano il rito, con una tazza pulita. Questa versione allucinogena della cerimonia del tè avrà fine solo quando tutte le tazze saranno sporche.

Non so perchè ma questa immagine mi è tornata in mente dai ricordi infantili pensando al girotondo delle nomine RAI e a quelle conseguenti dei vari direttori di giornali, posizionati con cura affinchè Sua Maestà Silvio IV non si ritrovi danneggiato da una stampa interamente in mano ai comunisti.
Il descamisado Gianni Riotta che si alza dalla poltrona del TG1 (temo che lo rimpiangeremo quando torneranno i panini di Mimun), e va a sedersi davanti alla tazza del Sole 24 Ore. Mimun che, avendo completato il giro, ritorna al TG1 dopo aver sporcato la tazza del TG5. De Bortoli che, dopo essersi vista togliere la sedia da sotto il culo al Corriere della Sera, ci torna non si sa se da figliol prodigo o no.

La vera follia, in questo caso, più di quella della scenetta del tè, è quella di un'opposizione che, dopo aver difeso in ogni modo il conflitto di interessi del Cappellaio ed aver partecipato da sempre alla spartizione non solo delle poltrone e delle tazze ma dei cucchiaini, dei piattini e delle fettine di limone, decide oggi che è uno scandalo che il cappellaio decida i posti a tavola in casa sua.

Berlusconi ormai non ha più ritegno nell'occupare tutti gli spazi possibili della comunicazione, lo sappiamo, non finge più da tempo di essere democratico. E' in pieno delirio da Kim Il Sung, come dice Paolo Guzzanti.
Ma l'opposizione potrebbe solo provare a vergognarsi, se le riesce, perchè è totalmente responsabile di un'informazione che sarà in mano interamente alle piccole forzitaliane ed ai balilla con la voce bianca, ai volonterosi ArLecchini servitori del padrone ed ai vari difensori del potere assoluto.
Pare che Belpietro se lo terranno al TG5, forse lasceranno stare l'enclave La7 e il gran cuore a pagamento di Murdoch ci concederà la visione di "Shooting Silvio" su Sky (anzi no, lo hanno già tolto). Così lo statista che va in giro con la maschera di gomma di sè stesso potrà piangere che ha tutti i media contro.

Per non dimenticare l'opposizione che abbiamo: l'emaciato Fassino promette che farà la legge sul conflitto di interessi a Piero Ricca che lo contesta e l'on. Violante ricorda il giuramento a Silvio di non toccargli le televisioni. "L'ira del PD". Ma andate a nascondervi.



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giovedì 19 febbraio 2009

Così giovane e già cadavere

Il più grande ed inquietante interrogativo del futuro di Walter Veltroni sarà: "Mi si nota di più adesso che ho dato le dimissioni o quando ero segretario del PD?"

Purchè non riesumino D'Alema e seppelliscano ancora più giù dei fatidici six feet under il fatal Rutelli, che ci mettano chi vogliono a fare il segretario, tanto nessuno è in grado di dare una scossa a questa opposizione ormai dal tanatogramma piatto.
Rimosso il segretario nasogastrico, rimane la stessa poltiglia di apparatchnik improponibili del passato. Bersani? Mah. La Finocchiaro? Ri-mah. Franceschini? Bellino ma troppo morbido. La Melandri? Per l'amor di Dio. Letta? Ovvero l'Inciucio vivente, alias "ridotto in questo stato dallo zio". Quello là della finta legge contro il conflitto di interessi, come si chiama? Troppi capelli.
Sinceramente l'unico personaggio capace di tirare un pochino , a mo' di pelo di figa parrebbe Di Pietro, che non a caso fa repubblica a parte, e la personalità più energica ed autorevole in giro è rimasta la Emma Bonino. M'hai detto cotica.

La sinistra l'è morta perchè si è arresa. La bandiera bianca è il drappo ideale del PD o Partito Demotivato. Walter è stato un medico pietoso che ha reso la piaga purulenta. Una piaga che sta consumando gli italiani, mai come oggi in preda alla fregola per l'Uomo della Provvidenza.
Benito, da rozzo romagnolaccio, l'aveva messa giù sul piano sessuale, "la folla è femmina e le piace essere fottuta", diceva, e non mi sento sinceramente di dire che avesse torto. Anzi. Forse lui non pensava ad una femmina così amante del secondo canale.

Lo vedete? Si è cominciato parlando di Veltroni e del PD e si è finito per tornare a parlare di Berlusconi.
Se chiedete ad un italiano perchè lo vota, vi risponderà "perchè non c'è di meglio". E' una risposta disperante ma è la verità. Gli italiani in realtà amano il nano insopportabile perchè li rappresenta. Ma li sentite come lo difendono anche quando motteggia sui forni crematori?
Io sono preoccupata. Quando quest'uomo morirà, che faranno? Non andranno mica tutti a suicidarsi sulla tomba da muratorino? Oppure resteranno là giorno e notte accucciati come il vecchio cane Argo sul lapidone di marmo gelido?

No, per tornare alla povera e meschinella opposizione, non gli basta un apparatchnik o un vecchio marpione della politica. Ci vorrebbe un Uomo della Provvidenza 2. Uno che avesse un qualche tipo di potere da contrapporre al nano, che riuscisse ad avere più carisma di lui e come lui fosse esperto nel fottere.
Scusate ma, pensa che ti ripensa, a me viene in mente solo Rocco Siffredi.

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domenica 28 settembre 2008

Ogni maledetta domenica

Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.

Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l'incipit, vestita da Caligola e con l'occhio malvagio alla Malcolm McDowell:
Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai...». Il bianco dell'occhio, l'iride immobile. «Attenti, attenti...». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così...». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall'altra parte come se niente fosse.
Dite la verità, l'orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c'è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l'autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l'inosabile.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c'è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell'insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell'altro, quello che "Valentino c'è!!!", dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c'è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E' morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella "Piovra 6".

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, "Era mio padre" di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E' andato in un posto migliore di questo.

martedì 23 settembre 2008

Agnosticismo democratico

Sono passati cinque mesi dalla scomparsa, dopo lunga malattia, della Sinistra. E' proprio vero, in Parlamento non vi sono più partiti di sinistra, nemmeno uno piccolo così ma la cosa incredibile, dite se non è vero, è che quasi non ce ne importa più niente. Sinceramente, voi vi sentite in lutto per la perdita di quella Sinistra? Ne sentite veramente la mancanza?
A volte mi fermo a pensare: che farà Diliberto? E Rizzo? E tutta la miriade di rivoli nei quali la Sinistra ama dividersi da sempre? Staranno facendo qualcosa per rimettere insieme uno straccio di alternativa alla fascio-demagogia di Berlusconi? Oppure no, si tratta di anime morte che vagano senza speranza e che finiranno solo per essere dimenticate?

Per quanto riguarda il partito che dovrebbe (il condizionale è obbligatorio) esistere perchè è rappresentato in parlamento e dovrebbe in teoria fungere da opposizione al governo Berlusconi, il Partito Democratico, mi fa venire in mente Nicole Kidman e i suoi bambini in "The Others".
I piddini si credono vivi e in grado di agire, fare e menare ma in realtà sono morti che non sanno di esserlo, come i "mortacci" di Sergio Citti, per fare un altro esempio. Ombre ed entità metafisiche che non hanno alcun potere di modificare lo stato delle cose. Hai voglia a parlare di CdA RAI, di regole del gioco. Ectoplasma sei, ed ectoplasma rimani. Tu agita pure le tue catene ma i vivi non ti sentono né ti vedono.

A questo punto, con un opposizione che appare e scompare ma non ti lascia nemmeno un lieve profumo di rose, si pone un interessante quesito metafisico: Veltroni esiste?

C'è chi crede sinceramente nell'esistenza di Veltroni e chi invece si dichiara ateo: Veltroni non esiste.
Per conto mio, in mancanza di prove certe, sposo un prudente agnosticismo. Non posso dire né che Veltroni esista, né che non esista. Ogni tanto egli appare, si materializza in ectoplasma e pare addirittura che dica qualcosa ma ho perfino il dubbio che quando pare dica qualcosa di sinistra, si tratti di una maligna ed ingannevole manifestazione diabolica.

(Ringrazio HTTP500 2.0 per l'ispirazione.)


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lunedì 11 agosto 2008

A Letta con il nemico

La saga dei Letta assomiglia a quella dei paperi disneyani. Si sviluppa in linea di zio e nipote. Mancano ancora i nipotini PDI PDO e PDA ma ci arriveremo. Già Enrico propone un Pippo (Baudo) come portavoce dell'opposizione e non mi meraviglierei se il PD lanciasse una campagna contro la Pluto-crazia.
Zio e nipote hanno ricoperto la stessa carica istituzionale di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: prima Gianni con Berlusconi, poi Enrico con Prodi e di nuovo Gianni dall'8 maggio 2008. Se Gianni, da ex dirigente Fininvest, è un Berlusconiano convinto, Enrico forse aspira a diventarlo una volta che Walt Veltrony gli avrà dedicato un fumetto tutto suo, cioè se gli affiderà la guida dell'opposizione.

E' di Enrico l'idea ferragostana di abbandonare definitivamente l'antiberlusconismo per poter finalmente vincere (con il PD) le elezioni.
L'antiberlusconismo, ovvero l'idea che Berlusconi sia odiato per sé, per un fenomeno puramente gratuito ed ingiusto (come ben altri anti-ismi della storia) e non perché abbia molto da farsi perdonare in quanto personaggio pubblico, oppure perchè è semplicemente antipatico come tutti gli sbruffoni.

Si sa che Silvio soffre di una sindrome che gli rende ispiegabile il fatto di non essere amato dal 101% della popolazione. In lui la consapevolezza che qualunque essere umano ha di poter stare sui coglioni di qualcun'altro non si è mai manifestata e mai si manifesterà.
E' normale essere antipatici. Ogni volta che scopriamo di stare sulle palle a qualcuno è un sollievo, è un buon segno, è una conquista, significa che siamo vivi ed abbiamo personalità.

Come uno psichiatra che entra nel delirio del paziente invece, Enrico Letta ci invita a darci la mano e formare una lunghissima catena umana per formare quel 101% di adoratori del Dio Silvio ed imparare ad amare il nostro presidente del consiglio senza condizioni. Unconditionally surrender, come il Giappone bombardato dall'Enola Gay.
Amarlo superando i problemi giudiziari ma soprattutto andando oltre il ribrezzo del bulbo pilifero trapiantato, della palpebra botulinizzata e della guancia imbalsamata, del sorriso da Stregatto e soprattutto della personalità da venditore porta a porta pericolosamente tendente alla menzogna. Bisogna ammetterlo, l'antipatia per Berlusconi ha una componente di ribrezzo fisico, ribrezzo che a quanto pare hanno superato tante veline e velone pettorute e quindi, per Letta, ce la potremmo fare anche noi. Stai a vedere che smettere di odiare Berlusconi è come smettere di fumare, più facile di quanto si pensi. Smettere di odiare Berlusconi è facile, se sai come farlo.

Per quei pochi miserabili che ancora perseverassero nel vizio e nell'abbrutimento antiberlusconiano parlando di nani infami, caimani e bellechiome si potrebbe studiare un cerotto da applicare sulla natica. Un lento rilascio di concetti enricolettiani potrebbe condurre alla definitiva e completa disintossicazione.

Resta il mistero del perchè sia così necessario superare l'antiberlusconismo senza chiedere alla controparte, come minimo, di superare l'anticomunismo che, oltretutto, è alquanto demodé. Il giorno che Berlusconi la pianterà con l'anticomunismo ci faremo un pensierino.

mercoledì 16 aprile 2008

Kassandra dixit

"Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine."
(Programma del PDL, 2008)

L'altra sera, commentando al TG1 la scomparsa della sinistra estrema dal Parlamento, l'onorevole Calderoli ha più o meno detto che gli dispiaceva (ma va?) ma che era anche preoccupato, visto che la sinistra ora, senza rappresentazione parlamentare, sarebbe "scesa in piazza". Ah, ecco.

Il Presidente emerito Cossiga, in un'intervista al Corriere dal titolo "Sono dolori, può tornare il terrorismo", afferma:
«[Veltroni] Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento.
Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent'anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell'Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».
Cossiga è come Nostradamus, va interpretato. Non bisogna commettere l'errore di sottovalutare le sue centurie né di considerarle le sbroccate di una Cassandra che straparla. Nelle sue parole vi sono esagerazioni, sicuramente, una parzialissima ricostruzione dei motivi del sequestro di Moro ma io vi leggo anche una sorta di avvertimento, un consiglio rivolto proprio alla sinistra.

Io credo che il rischio che qualcuno, in questo clima di forte destrosità, colga l'occasione della mancanza di rappresentatività parlamentare di una Sinistra (antagonista, estrema, come cavolo si deve chiamare?) per mettere la Sinistra tout-court fuori legge non debba essere sottovalutata. A parte coloro che vorrebbero proibire il pugno chiuso alla pari del saluto romano, vedrete se, essendo nella Costituzione fatto divieto di ricostituzione del Partito Fascista non vi sarà qualcuno che proporrà di aggiungervi il divieto di ricostituzione del Partito Comunista.

Se effettivamente non si trova il modo di ridare alla Sinistra una rappresentatività parlamentare sarà molto difficile evitare le tentazioni eliminazioniste della destra. Quell'alludere subito al terrorismo e allo scendere in piazza come fatto potenzialmente eversivo non può che preoccuparci tutti e temo più Calderoli di Cossiga, francamente.

Easagerazioni? Paranoie? Inseriamo qui un piccolo flashback.
2001, G8 di Genova, i DS rifiutarono allora di partecipare al corteo del 21 luglio facendo mancare il loro preziosissimo servizio d'ordine. I manifestanti furono di fatto mandati allo sbaraglio, alla mercé di provocatori, infiltrati e schegge impazzite che dettero la giustificazione alle forze dell'ordine per una durissima repressione. Ricordate come, con straordinaria ipocrisia, D'Alema parlasse di "notte cilena" riguardo ai fatti della Diaz? Ho sempre pensato che se in Corso Italia quel pomeriggio vi fosse stato il vecchio servizio d'ordine del PCI (poi DS), i black bloc avrebbero avuto vita dura. I rappresentanti dei partiti tipo Rifondazione e PdCI non riuscirono né a contenere la piazza, né a difenderla dalle violenze della polizia, con i risultati che ben conosciamo.

Come si difende la legittimità della Sinistra e dei suoi simpatizzanti? E' fondamentale che la Sinistra frammentata e divisa su questioni di lana caprina tipo falce si martello no, il mio simbolo lava più rosso del tuo, si faccia corpo istituzionale, fondi un partito nuovo, moderno, che faccia riferimento sia al mondo dei movimenti che a quello che si oppone costruttivamente alla globalizzazione e infine costringa il partito di destrasinistra, il PD, a riconoscerne la piena legittimità di forza di sinistra alternativa ad esso. Come accade in molti paesi europei e nel mondo.

Se ciò non avverrà, da un lato potrebbe esservi una remota possibilità di riaggregazione di alcuni attorno ad ambienti terroristici dormienti (che magari potrebbero essere abilmente e nuovamente infiltrati da coloro che amano alzare il livello dello scontro per il proprio tornaconto); dall'altra chi volesse legittimamente scendere in piazza non per fare casino ma per manifestare civilmente come avviene in ogni parte del mondo (compreso il tanto ricordato Tibet di questi giorni) potrebbe trovarsi completamente in balìa di un'eventuale repressione.

La Sinistra, intesa come partiti alla sinistra del PD, non esiste più ma esiste ancora una base elettorale (compresa la fetta di astenuti) e una classe dirigente, quest'ultima totalmente da rifondare.
E' tempo di smetterla di piangere sul latte versato, perchè non si può dare la colpa a chi ha votato Veltroni invece che Bertinotti se la Sinistra nel suo insieme è implosa. Evidentemente una gran parte di mondo operaio ha votato a destra, non c'è altra spiegazione.
Per riconquistarlo e aiutare il partito democratico a ricollocarsi più a sinistra del centro occorre azzerare tutto e ripartire dal foglio bianco. Sono d'accordo che tutto il male non viene per nuocere, ora il gioco si fa duro e i duri tirino fuori i coglioni. Non si riparte più dalla falce e martello però, caro Diliberto, ma dalla sua evoluzione, da un qualcosa di NUOVO.

Il passato non va cancellato del tutto ma va reinterpretato in funzione del futuro. I fondamentali del socialismo sono sempre validi e lo rimarranno finchè esisteranno lo sfruttamento e l'ingiustizia sociale.
Vi sono nel mondo idee nuove, nuovi progetti sulla salvaguardia delle risorse, progetti di decrescita, sperimentazioni in senso economico. Occorre farsi portavoce di queste istanze e proporre idee nuove. Bisogna formattare e reinstallare, passare a Socialismo 2.0.
Sarà difficile come navigare tra le cartelle di Vista, ma è l'unico modo per sopravvivere.


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