Di shadowbanning, viral marketing, bugs, net neutrality, hastatoPutin e utili contromisure in caso di censura.
Negli ultimi giorni sono state segnalate anomalie sulla piattaforma di Twitter. Nella fattispecie, diversi seguaci di Orizzonte48 e lo stesso Luciano Barra Caracciolo non potevano più postare i link agli articoli del blog, ricevevano messaggi di errore, avvisi di "pericolosità di navigazione" riguardanti il sito e non potevano più interagire tra di loro, non riuscendo più a ricevere notifiche reciproche.
Negli ultimi giorni sono state segnalate anomalie sulla piattaforma di Twitter. Nella fattispecie, diversi seguaci di Orizzonte48 e lo stesso Luciano Barra Caracciolo non potevano più postare i link agli articoli del blog, ricevevano messaggi di errore, avvisi di "pericolosità di navigazione" riguardanti il sito e non potevano più interagire tra di loro, non riuscendo più a ricevere notifiche reciproche.
Il fenomeno è stato collegato a quello dello shadowbanning, denunciato fin dal febbraio scorso da siti come Breitbart in questo articolo dell'attivista gay ma conservatore Milo Yannopoulos, particolarmente arrabbiato, e quindi a me tanto caro, con le femministe e autore del noto slogan "Feminism is cancer".
Lo shadowbanning, ovvero l'oscuramento a vostra insaputa, perché non vi viene notificato ufficialmente, come nel caso della chiusura vera e propria dell'account, ma semplicemente svanite come lo Stregatto alla vista di Alice, colpirebbe soprattutto influencer, blogger e informatori alternativi conservatori, i sostenitori di Donald Trump e comunque tutti coloro che rifiutano di farsi fagocitare dal blobbone globalista, onuiolo, quartinternazionalista, dem e shitlib. Insomma noi appestati POPulisti, in realtà monatti immunizzati dal morbo del buonismo coatto, convenuti sulla riva del fiume in attesa di spingere le chiatte con i donrodrighi propugnatori dell'accoglienza pelosa e i loro boccaloni sostenitori.
Lo shadowbanning, ovvero l'oscuramento a vostra insaputa, perché non vi viene notificato ufficialmente, come nel caso della chiusura vera e propria dell'account, ma semplicemente svanite come lo Stregatto alla vista di Alice, colpirebbe soprattutto influencer, blogger e informatori alternativi conservatori, i sostenitori di Donald Trump e comunque tutti coloro che rifiutano di farsi fagocitare dal blobbone globalista, onuiolo, quartinternazionalista, dem e shitlib. Insomma noi appestati POPulisti, in realtà monatti immunizzati dal morbo del buonismo coatto, convenuti sulla riva del fiume in attesa di spingere le chiatte con i donrodrighi propugnatori dell'accoglienza pelosa e i loro boccaloni sostenitori.
Normalmente si utilizza, come pretesto per il banning, l'arma infallibile del "hate speech". Milo, tra parentesi, non l'hanno "sciadobannato" ma gli hanno proprio chiuso l'account. Il suo crimine? Aver criticato e, a detta dell'Inquisizione Aviaria dell'Uccello Blu, istigato i suoi drughi a offendere o, come direbbero i nostri legislatori, cyberbullizzare un'attrice decolore e incolore, Leslie Jones.
Leggete le motivazioni del ban di Milo su BuzzFeedNews. La colonna anfame 2.0.
Da un piccolo sondaggio non scientifico che ho condotto risulterebbe che il 68% degli utenti che hanno lamentato lo shadowbanning verso Orizzonte48, navigano su dispositivi mobili, quindi utilizzano app Android o Apple. Si può escludere un problema di aggiornamento, a volte notoriamente in grado di impallare completamente le app? Ora che ci penso, quando ero al mare in agosto, navigando da tablet e smartphone, avevo notato che effettivamente non mi si aggiornavano più le notifiche sulla timeline di Twitter ma non ci avevo fatto caso più di tanto. Fenomeno sparito appena tornata a navigare da PC.
Se anche un solo caso fa giurisprudenza, la censura nei riguardi delle voci fuori dal coro quindi esiste, è documentata, si muove con atti estremi da delirio di onnipotenza come la cacciata dall'Eden del peccatore. Non è una paranoia ma realtà e temo sarà sempre più subdolamente applicata ai nostri atti pubblici sulla rete, ad esempio con una sapiente applicazione ad hoc della legge contro il cyberbullismo (lo teme perfino il mainstream), al cui confronto lo sciadobanno parrà un cartone animato di Masha e Orso. Oppure con la gestione arbitraria della net neutrality sulla quale la famigerata UE, dal 27 ottobre dell'anno scorso, nonostante le preoccupazioni degli addetti ai lavori, ha messo le zampacce sopra con una legge approvata dai soliti alzamanos, i parlamentari europei modello base.
Nel caso di Orizzonte48, però, mentre molti lamentavano un blocco completo delle notifiche, io non ho riscontrato problemi nel linkare o retwittare i suoi post e ho continuato ad interagire con i tanti followers che ho in comune con lui, tranne in un caso. Cercando di aprire il link al post twittato da un utente, è effettivamente apparso l'avviso di "pericolosità di navigazione". Un disturbo di accesso, più che di lesione, come si direbbe in neurologia. Ovvero che non si manifesta sempre ma
a volte.
Se il problema del banning è temporaneo oppure non riguarda tutti gli utenti che seguono un determinato account, come nel caso del giorno di Orizzonte48, a titolo informativo e per ogni futuro possibile caso analogo, può essere consigliabile falsificare l'ipotesi nulla, e cioè escludere che possa essersi trattato di qualcos'altro che magari non c'entra con la censura. Esercizio necessario anche per implementare comportamenti atti a schivare, ad ogni buon conto e in via preventiva, il grande occhio di Sauron.
Spero che i miei consigli risultino utili a chi ha un blog e frequenta quei postacci che sono di solito i social media.
Problema di aggiornamento delle app?
In questi casi, quando una app sbarella, è utile annullare gli aggiornamenti ritornando alla versione precedente, al limite a quella di fabbrica, e vedere se si risolve il problema.
Problema di aggiornamento della piattaforma Twitter? Sono mesi ormai che ce li martellano con l'annuncio della rimozione del limite dei 140 caratteri. Non è da escludere, in caso di blocco del proprio account, l'ipotesi di un guasto a monte, magari provocato dalla imminente pesante modifica di sistema.
Attenti al blocco involontario. Ieri mi è capitato, per un click che mi è partito mentre pulivo la timeline, di bloccare per sbaglio un mio caro follower. Per fortuna me ne sono accorta subito e ho rimediato.
Rimuovere il filtro qualitativo. In questo articolo, già dal maggio del 2015, si denunciava l'introduzione su Twitter di un filtro (non rimuovibile dall'utente) in grado di oscurare dalla propria timeline determinati contenuti ed utenti selezionati secondo criteri assolutamente arbitrari e, sempre secondo la denuncia di Breitbart, facenti parte di vere e proprie Blacklist. Gli untori di cui sopra. Attualmente, andando in "Notifiche" e cliccando su "Impostazioni" è possibile controllare se la voce "filtro qualitativo" è spuntata o meno. Io consiglio di togliere la spunta. Effettivamente ho notato che, dopo averlo fatto, ho ricominciato a ricevere le notifiche dai sostenitori di Trump che erano da un po' di giorni sparite. Tuttavia mi chiedo se si tratta dello stesso filtro di cui parla l'articolo di Breitbart o se la possibilità ora di scegliere se attivarlo o meno mediante flag sia una sorta di effetto "oliodipalma". Nel senso, l'avete tolto davvero o solo dalla dicitura sulla confezione dei biscotti?
Blocco su denuncia? Può esserci l'utente invidioso o semplicemente piddino che ti segnala alla Gestapo. Tuttavia non credo che basti una sola segnalazione ma occorra un certo numero di utenti (possibile ipotesi troll) che agiscano di concerto. Il blocco utente non è facile nemmeno ottenerlo, comunque. Io l'ho chiesto di recente e ormai da settimane, su Facebook, nei confronti di un nordafricano che, come biglietto di presentazione, mi inviava foto del suo pisello. Il pudibondo Zucky, pur prontissimo a censurare foto di neomamme che allattano al seno, non ha ancora provveduto.
Problemi nel codice del blog. Mi viene in mente a proposito che, tempo fa, alcuni mi segnalarono che il mio blog risultava irraggiungibile e segnalato da alcuni antivirus come "infetto". Alla fine, dopo aver ripassato riga per riga il codice, è risultato trattarsi di uno script di terze parti per avevo aggiunto per gestire i commenti, che agiva come malware. Rimosso quello, è cessato anche il blocco.
Se notate difficoltà di accesso al vostro blog controllate tutto ciò che avete aggiunto ed eventualmente rimuovete i commenti spam possibili veicoli di link infetti, se non disponete di un buttafuori automatico.
Tuttavia, se si escludono i fattori sopraelencati ed altri eventuali, in caso di blocco delle proprie attività social, l'ipotesi censura rimane la più probabile, non escludendo nemmeno un suo uso a fini propagandistici e di psyop.
Problema di aggiornamento della piattaforma Twitter? Sono mesi ormai che ce li martellano con l'annuncio della rimozione del limite dei 140 caratteri. Non è da escludere, in caso di blocco del proprio account, l'ipotesi di un guasto a monte, magari provocato dalla imminente pesante modifica di sistema.
Attenti al blocco involontario. Ieri mi è capitato, per un click che mi è partito mentre pulivo la timeline, di bloccare per sbaglio un mio caro follower. Per fortuna me ne sono accorta subito e ho rimediato.
Rimuovere il filtro qualitativo. In questo articolo, già dal maggio del 2015, si denunciava l'introduzione su Twitter di un filtro (non rimuovibile dall'utente) in grado di oscurare dalla propria timeline determinati contenuti ed utenti selezionati secondo criteri assolutamente arbitrari e, sempre secondo la denuncia di Breitbart, facenti parte di vere e proprie Blacklist. Gli untori di cui sopra. Attualmente, andando in "Notifiche" e cliccando su "Impostazioni" è possibile controllare se la voce "filtro qualitativo" è spuntata o meno. Io consiglio di togliere la spunta. Effettivamente ho notato che, dopo averlo fatto, ho ricominciato a ricevere le notifiche dai sostenitori di Trump che erano da un po' di giorni sparite. Tuttavia mi chiedo se si tratta dello stesso filtro di cui parla l'articolo di Breitbart o se la possibilità ora di scegliere se attivarlo o meno mediante flag sia una sorta di effetto "oliodipalma". Nel senso, l'avete tolto davvero o solo dalla dicitura sulla confezione dei biscotti?
Blocco su denuncia? Può esserci l'utente invidioso o semplicemente piddino che ti segnala alla Gestapo. Tuttavia non credo che basti una sola segnalazione ma occorra un certo numero di utenti (possibile ipotesi troll) che agiscano di concerto. Il blocco utente non è facile nemmeno ottenerlo, comunque. Io l'ho chiesto di recente e ormai da settimane, su Facebook, nei confronti di un nordafricano che, come biglietto di presentazione, mi inviava foto del suo pisello. Il pudibondo Zucky, pur prontissimo a censurare foto di neomamme che allattano al seno, non ha ancora provveduto.
Problemi nel codice del blog. Mi viene in mente a proposito che, tempo fa, alcuni mi segnalarono che il mio blog risultava irraggiungibile e segnalato da alcuni antivirus come "infetto". Alla fine, dopo aver ripassato riga per riga il codice, è risultato trattarsi di uno script di terze parti per avevo aggiunto per gestire i commenti, che agiva come malware. Rimosso quello, è cessato anche il blocco.
Se notate difficoltà di accesso al vostro blog controllate tutto ciò che avete aggiunto ed eventualmente rimuovete i commenti spam possibili veicoli di link infetti, se non disponete di un buttafuori automatico.
Tuttavia, se si escludono i fattori sopraelencati ed altri eventuali, in caso di blocco delle proprie attività social, l'ipotesi censura rimane la più probabile, non escludendo nemmeno un suo uso a fini propagandistici e di psyop.
Attenti al marketing virale.
Una curiosità. Twitter è in vendita e proprio ieri non si è parlato che di Twitter. Il titolo è volato in borsa, come potete vedere.
L'importante non è parlarne male ma che se ne parli, soprattutto che si riesce ad agire sulla viralità del messaggio inoculando nel punto giusto. Twitter lo vuole comprare Google (che controlla anche la piattaforma Blogspot) e che vuol fare un altro di quei bei Anschlussen tipo Bayer-Monsanto. Ma questa è sicuramente una coincidenza e questa ipotesi si che è paranoica, lo ammetto.
Attenti ai distrattori. Ieri ci sarebbe stato da parlare per ore e ore di questo obbrobrio sventolato la sera prima dal grullo supremo di fronte ad un percosso ed attonito Marco Travaglio:
Roba per finissimi costituzionalisti, appunto, con la quale smerdare i cialtroni che l'hanno partorito. Invece si è parlato di sciadobanno. L'ipotesi censura singola contro la certezza del rischio di perdere tutti l'intero pacchetto democratico. Si è silenziato e si è spinto ad autosilenziarsi il dissenso con un arrocco perfetto. Sono abili, non commettete mai l'errore di sottovalutarli.
Operazione HastatoPutin.
Potete scommetterci che ogni problema grande o piccolo che sperimenterete in rete da ora in avanti sarà prima o poi attribuito all'hacker malchik russo brutto. ("L'America indifesa" non è adorabile?)
La censura? Non siamo mica noi, sono i russi. Vi abbiamo tosato gli account? HastatoPutin. Ripeto, non sottovalutateli.
Veniamo ora ai consigli pratici anti-censura per il futuro, per come la vedo io e secondo la mia decennale esperienza di blogger.
Non appoggiare la testa sul ceppo offrendola alla mannaia del censore. Mi spiegate, cari followers di Orizzonte48 perché continuate imperterriti a dare a Twitter la lista completa di quelli da bannare, nel caso non lo fossero ancora, citandoli nei retweet?
Tra l'altro questo è uno dei comportamenti che può attirare l'attenzione del Grande Uccello Inquisitore. Dalle Regole di Twitter, vi cito i più facili sui quali scivolare:
In definitiva, qualsiasi cosa sia successa a Orizzonte48, molto probabilmente uno shadowbanning involontariamente provocato anche dallo zelo di alcuni linkatori compulsivi (vedi regole), ed espressa la piena solidarietà a Luciano, parliamoci pure chiaro, occhi negli occhi. La libertà sui social è condizionata e lo è sempre stata. E' l'illusione di essere liberi che ogni tanto, di fronte alla censura o ad una sua ottima imitazione, si scontra con la consapevolezza che non contiamo un cazzo.
Raggruppare i simili per preferenze isolandoli dagli altri è un principio fondante della rete fin da Arpanet e che, passando per Usenet, i forum, ecc. è finito nel deep web.
Ti selezionano e schedano in base alle preferenze. E' come quando hai cercato una marca di pantofole in rete e subito dopo, andando sul sito di un giornale per leggere le news ti compare a fianco la colonnina di Amazon con le ultime offerte proprio per quelle pantofole.
Non è solo Twitter. Da sempre Facebook crea dei micro-ghetti dove, secondo la sua filosofia, finiscono per interagire solo i simili tra loro, i consanguinei, coloro che la pensano allo stesso modo. Io ci vedo una nota freudiana in ciò, ma lasciamo perdere. Zuckerberg pensa di farvi un favore, figuriamoci. In fondo non è altro che il classico modello metropolitano americano. Qui i cinesi, di là gli italiani, due isolati più a nord gli ebrei e laggiù gli ispanici e i neri. E ciò è strano perché (pasturo un po' per i sociologi in ascolto) nella vita reale questo modello prevede ora, al contrario, la rottura dell'omogeneità etnica e razziale con il mescolamento obbligatorio stile benzina con fuoco.
Se su Facebook postate solo di euro e tematiche annesse, a breve vi troverete a vedere sparire i compagni di scuola e di bevuta del sabato sera. Ma non perché vi abbiano bannato o tolto l'amicizia, ma perché il Grande Zucky ritiene che tu preferisca parlare solo di euro con altri già convinti sull'argomento. O in alternativa di gattini, cani, figa, sport o quant'altro. Sono d'accordo che ciò che disturba chi controlla i social è il contatto tra idee diverse, diversi punti di vista, tra salite e discese e ideologie contrapposte. Per il quale si utilizzano, al massimo e per salvare la parvenza di dialettica democratica, come dicevamo da giovani comunisti, appositi troll o, altrimenti detti, utili idioti provocatori.
A causa della frustrazione da blocco o da percezione dello stesso, molti dei sommersi e bannati su Twitter stanno meditando l'esodo e la diaspora verso lidi alternativi, tipo questi:
Oddio, ragazzi, ad una prima occhiata olezzano tanto di Open Society, e ho detto tutto. Sapete chi si è comperato tutto il cosiddetto antagonismo militante. Inoltre, disperdendo il dissenso mediante autoesilio si fa solo il loro gioco e si ribadisce che creare i ghetti e rispedire i cristiani nelle catacombe è cosa buona e giusta. Inoltre, se l'espulsione fosse stata per caso concordata, ci troveremmo di fronte ad una Operazione Pifferaio Magico perfettamente riuscita.
Io resto su Twitter, per il momento. Anche perché, obiettivamente, è un campo di battaglia più divertente.
P.S. Ad integrazione della mia analisi, il parere di chi capisce assai più di me di informatica. Due analisi che mi paiono assai utili da tenere presenti. Grazie agli amici che le hanno condivise.
L'importante non è parlarne male ma che se ne parli, soprattutto che si riesce ad agire sulla viralità del messaggio inoculando nel punto giusto. Twitter lo vuole comprare Google (che controlla anche la piattaforma Blogspot) e che vuol fare un altro di quei bei Anschlussen tipo Bayer-Monsanto. Ma questa è sicuramente una coincidenza e questa ipotesi si che è paranoica, lo ammetto.
Attenti ai distrattori. Ieri ci sarebbe stato da parlare per ore e ore di questo obbrobrio sventolato la sera prima dal grullo supremo di fronte ad un percosso ed attonito Marco Travaglio:
Roba per finissimi costituzionalisti, appunto, con la quale smerdare i cialtroni che l'hanno partorito. Invece si è parlato di sciadobanno. L'ipotesi censura singola contro la certezza del rischio di perdere tutti l'intero pacchetto democratico. Si è silenziato e si è spinto ad autosilenziarsi il dissenso con un arrocco perfetto. Sono abili, non commettete mai l'errore di sottovalutarli.
Operazione HastatoPutin.
Se volete conoscere le mosse dell'élite, leggete i pizzini al popolo trasmessi dai loro servi.
Potete scommetterci che ogni problema grande o piccolo che sperimenterete in rete da ora in avanti sarà prima o poi attribuito all'hacker malchik russo brutto. ("L'America indifesa" non è adorabile?)
La censura? Non siamo mica noi, sono i russi. Vi abbiamo tosato gli account? HastatoPutin. Ripeto, non sottovalutateli.
Veniamo ora ai consigli pratici anti-censura per il futuro, per come la vedo io e secondo la mia decennale esperienza di blogger.
Non appoggiare la testa sul ceppo offrendola alla mannaia del censore. Mi spiegate, cari followers di Orizzonte48 perché continuate imperterriti a dare a Twitter la lista completa di quelli da bannare, nel caso non lo fossero ancora, citandoli nei retweet?
Tra l'altro questo è uno dei comportamenti che può attirare l'attenzione del Grande Uccello Inquisitore. Dalle Regole di Twitter, vi cito i più facili sui quali scivolare:
- pubblicare aggiornamenti contenenti perlopiù solo link, piuttosto che aggiornamenti personali;
- pubblicare contenuti duplicati su più account o più aggiornamenti duplicati su un account;
- pubblicare più aggiornamenti non correlati a un argomento utilizzando #, un argomento di tendenza o popolare o un Promoted Trend;
- inviare un gran numero di risposte o menzioni duplicate;
- inviare un gran numero di risposte o menzioni indesiderate;
- aggiungere un gran numero di utenti non correlati a una lista;
- pubblicare ripetutamente le informazioni dell'account di altri utenti come se fossero le proprie (bio, Tweet, URL, ecc.)
Sicuri di non aver involontariamente abbassato la guardia di fronte all'avversario?
Ora che ci penso, una volta comparve anche a me un avviso secondo il quale stavo spammando i contenuti del mio blog. Insomma, non amano che pubblicizziate troppo i vostri contenuti gratuiti gratuitamente. E' il mercato che ha le sue regole. E che in quei giorni è nervoso.
Se quelle sono le regole, non ci sono santi, se volete usufruire della loro piattaforma agratisse, dovete sottostare alle loro ubbie, eventualmente censorie. Se ciò non vi garba, vi dicono tra le righe, ci sono le inserzioni a pagamento, per le quali scommetto che non hanno tutti questi pudori e che forniscono un bell'ombrello protettivo all'inserzionista. Altrimenti come potrebbero le varie onlus globaliste rispettare il comandamento
- non creare ripetutamente contenuti falsi o ingannevoli;
ogni volta che pubblicano l'annuncio lacrimogeno pro migrazione con l'infante puccioso appena salvato dalle acque, mentre invece sono appena andati a prendere il solito migliaio di giovanotti nerboruti da paesi non in guerra se non prossimamente contro di noi?
In definitiva, qualsiasi cosa sia successa a Orizzonte48, molto probabilmente uno shadowbanning involontariamente provocato anche dallo zelo di alcuni linkatori compulsivi (vedi regole), ed espressa la piena solidarietà a Luciano, parliamoci pure chiaro, occhi negli occhi. La libertà sui social è condizionata e lo è sempre stata. E' l'illusione di essere liberi che ogni tanto, di fronte alla censura o ad una sua ottima imitazione, si scontra con la consapevolezza che non contiamo un cazzo.
Raggruppare i simili per preferenze isolandoli dagli altri è un principio fondante della rete fin da Arpanet e che, passando per Usenet, i forum, ecc. è finito nel deep web.
Ti selezionano e schedano in base alle preferenze. E' come quando hai cercato una marca di pantofole in rete e subito dopo, andando sul sito di un giornale per leggere le news ti compare a fianco la colonnina di Amazon con le ultime offerte proprio per quelle pantofole.
Non è solo Twitter. Da sempre Facebook crea dei micro-ghetti dove, secondo la sua filosofia, finiscono per interagire solo i simili tra loro, i consanguinei, coloro che la pensano allo stesso modo. Io ci vedo una nota freudiana in ciò, ma lasciamo perdere. Zuckerberg pensa di farvi un favore, figuriamoci. In fondo non è altro che il classico modello metropolitano americano. Qui i cinesi, di là gli italiani, due isolati più a nord gli ebrei e laggiù gli ispanici e i neri. E ciò è strano perché (pasturo un po' per i sociologi in ascolto) nella vita reale questo modello prevede ora, al contrario, la rottura dell'omogeneità etnica e razziale con il mescolamento obbligatorio stile benzina con fuoco.
Se su Facebook postate solo di euro e tematiche annesse, a breve vi troverete a vedere sparire i compagni di scuola e di bevuta del sabato sera. Ma non perché vi abbiano bannato o tolto l'amicizia, ma perché il Grande Zucky ritiene che tu preferisca parlare solo di euro con altri già convinti sull'argomento. O in alternativa di gattini, cani, figa, sport o quant'altro. Sono d'accordo che ciò che disturba chi controlla i social è il contatto tra idee diverse, diversi punti di vista, tra salite e discese e ideologie contrapposte. Per il quale si utilizzano, al massimo e per salvare la parvenza di dialettica democratica, come dicevamo da giovani comunisti, appositi troll o, altrimenti detti, utili idioti provocatori.
A causa della frustrazione da blocco o da percezione dello stesso, molti dei sommersi e bannati su Twitter stanno meditando l'esodo e la diaspora verso lidi alternativi, tipo questi:
Oddio, ragazzi, ad una prima occhiata olezzano tanto di Open Society, e ho detto tutto. Sapete chi si è comperato tutto il cosiddetto antagonismo militante. Inoltre, disperdendo il dissenso mediante autoesilio si fa solo il loro gioco e si ribadisce che creare i ghetti e rispedire i cristiani nelle catacombe è cosa buona e giusta. Inoltre, se l'espulsione fosse stata per caso concordata, ci troveremmo di fronte ad una Operazione Pifferaio Magico perfettamente riuscita.
Io resto su Twitter, per il momento. Anche perché, obiettivamente, è un campo di battaglia più divertente.
P.S. Ad integrazione della mia analisi, il parere di chi capisce assai più di me di informatica. Due analisi che mi paiono assai utili da tenere presenti. Grazie agli amici che le hanno condivise.
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