giovedì 2 febbraio 2012

Mario 9000


Quanto sono monotoni. Gli si è incantato il disco, ai vecchi grammofoni a tromba che si credono dei sistemi 7.1 Hi-end. Hanno la fissa del posto fisso. Comincio a pensare che sia una di quelle idee che quando ti si piantano in testa non riesci più a non pensarle continuamente, fino a sentire uno sgradevole odorino di cervello fritto. 
Il posto fisso sarebbe il nostro, ovviamente, non il loro.

La monotonia di cui parla Mario "I Robot" Monti con la stessa emotività del computer HAL9000 di Kubrick, non è altro che la nostra pazza idea di sopravvivenza. La nostra idea di stabilità, la certezza di poter fare piani per il futuro, magari per i propri figli o per il nostro vecchio culo stanco. Proprio quella medesima stabilità che lui sta cercando disperatamente di poter applicare un giorno, forse, ai conti pubblici.  
Sopravvivenza e stabilità. Cose che lui e gli altri fanno fatica a capire, visto che il posto fisso ce lo hanno per diritto di nascita, di censo e di sangue, e con loro i loro figli, parenti, conoscenti, servi, coniugi, amanti fissi ed occasionali, mantenuti, scaldaletto, portaborse, leccaculo, trote, troie, parassiti ed affini. Non è lotta di classe, è una constatazione.
La Casta, da secoli, si mette il culo al sicuro e il posto fisso, per i suoi membri, è un valore irrinunciabile. Visto che i posti sono limitati, non facciamo che il posto fisso sia applicabile anche ai paria, ovvero ai comuni cittadini, ai governati in forma vessatoria. 
Qualcuno mi dirà che anche per i castamen esiste la precarietà. Permettete che rida.
Manager che passano da una multinazionale all'altra, consulenti che prestano la loro opera un giorno a Milano e l'altro a Tokyo. Amministratori delegati che appaiono in bilocazione come Padre Pio in diversi consigli di amministrazione contemporaneamente. Professoroni ingaggiati per disinfestare le istituzioni dai nani molesti e poi, quando finiranno il lavoro, non puliranno il water.

Sa, caro Mario 9000, cambiare lavoro è bello se, ogni volta, per portare a casa la liquidazione ti ci vuole la cariola. E' bello essere esonerati se, con la buonuscita, ti garantisci comunque una pensione dorata. E' bello se ti chiami Mourinho e non hai da affezionarti troppo ad una sola squadra.
E' che lei e gli altri androidi ragionate con i vostri circuiti e quindi arrivate a pensare che, togliendovi il brivido della liquidazione miliardaria ed incancrenendovi in un unico posto di lavoro, il mondo diventi ancora più palla di quanto non lo sia già. E' che anche voi modelli superiori mi andate inesorabilmente in modalità  Zia Ricca. Dev'essere un baco della Nexus.

Per noi è diverso. Visto che ci piace strafare, l'idea di fare un lavoro e continuare a farlo nel tempo, magari nello stesso luogo di lavoro per anni, non ci fa schifo perché magari quel lavoro ci piace. Sa, caro androide, lei magari sognerà pecore elettriche ma deve sapere che, a volte, anche ai lavori umili ci si affeziona come agli incarichi prestigiosi da una botta di centinaia di milioni e via. 
Se vuole veramente passare alla storia faccia così: invece di incaponirsi a toglierci il posto fisso per lasciarlo ai soliti Sons Of  - e non dica che non funziona così, furbacchione! - vada oltre e dichiari che pure far parte della casta è monotono.
Visto che vi annoiate, che il posto fisso è una palla, che nella vostra vita manca il brivido dell'imprevisto,  facciamo che a lavorare in officina, a cogliere i pomodori, a legare i kiwi, a pulire il culo ai vecchi, a vestire i morti e a spaccarsi la schiena a tirare nella bara ci venite voi. Mi mandi Michel-ma-belle Martone a spettinarsi il ciuffo, mi mandi la Fornero lacrimogena e soprattutto la Passerona banchiera. Vedrà che la monotonia gli passa che è una meraviglia. Che divertimento! Che giornate! Che faticate!

In confidenza, Mario 9000, non sarà che gli androidi a volte dicono anche cazzate elettriche?

domenica 29 gennaio 2012

Scalfaro. Oscar alla carriera


Diciassette anni di B/ismo ci hanno fanno rivalutare da tempo perfino Andreotti, quindi figuriamoci se non possiamo dolerci della dipartita di un padre costituente vecchio stampo, sapendo oltretutto che coloro che lui combatteva, in quanto distruttori materiali dello Stato e del senso civico italiani, sono ancora vivi e scalcianti. Si saremmo tenuti volentieri Scalfaro in cambio di qualcun'altro ma pazienza. 

Scalfaro però non è solo il padre costituente e l'ex presidente della Repubblica. E' il presidente che ha cercato di opporsi al golpe mafioso delle bombe e dei giudici martiri; è l'uomo di Stato che ha avuto il torto, imperdonabile per un uomo di destra agli occhi della feccia fascista, di non essere volgare e delinquenziale come coloro che lui ha confrontato e che lo hanno odiato e ancora lo odiano, perfino post mortem, perché al nanetto non le ha mai mandate a dire. Era uno che ai giovani raccomandava, pochi giorni fa, di non arrendersi mai.

In televisione in questo momento ci sono Feltri e Porro che vomitano infamie contro di lui. Da bravi operatori di polizia mortuaria aprono vecchie bare e ne tirano fuori i resti mummificati e pressoché intatti di signorine schiaffeggiate perché troppo scollate degli anni cinquanta. Tirano fuori da loculi puzzolenti vecchi dossier fabbricati da chi sappiamo nel tentativo di insozzare una figura troppo fiera per essere intimorita da qualche giornalaccio fazioso e prezzolato. Ho ascoltato qualche battuta poi ho spento la televisione. Se dio vuole abbiamo ancora il potere di farlo.

Mentecritica ha pubblicato stasera alcuni commenti di lettori de "il Giornale" sulla morte dell'ex presidente della Repubblica. Leggendoli si è in grado di scrivere il migliore epitaffio possibile per Oscar Luigi Scalfaro:
"E morto l'uomo che ha tentato di opporsi a questa merda."

Arrivederci Oscar.

giovedì 26 gennaio 2012

Questa proprietà intellettuale è un furto


Il capitalismo morente ha sempre più bisogno di leggi che, facendo finta di perseguire uno scopo apparentemente nobile, in realtà ne perseguono un altro ben più subdolo, e cioé l'allontanamento della data dell'exitus, in un accanimento terapeutico senza fine.
Faccio un esempio. Il Patriot Act, approvato in fretta e furia all'indomani dell'11 settembre con l'aiuto di un po' di  antrace sparsa ad hoc negli uffici dei politici dell'opposizione, pareva servire alla patriottica lotta contro il Terrorismo Globale che aveva appena colpito al cuore l'Impero, ma il suo vero scopo era limitare la libertà personale dei cittadini americani. Un provvedimento utile qualora una crisi economica devastante avesse convinto gli americani a mettere mano alle adorate armi custodite in casa - e non solo la doppietta del nonno ma i ben più efficaci M16 Viper - contro l'odiato governo federale. Perché la loro costituzione consente loro di scegliersi un altro governo se l'attuale non lo si ritiene più democratico e utile al bene comune.
L'alba della crisi economica attuale risale appunto all'inizio del nuovo millennio. Poi vennero alcune provvidenziali guerre che distrassero l'opinione pubblica e fornirono sangue fresco ed abbondante alla sete della Shock Economy che prospera solo quando può ricostruire qualcosa dopo averla distrutta ma ora siamo daccapo. La crisi si trascina da dieci anni e non accenna a finire, anzi minaccia di aggravarsi. E' come una di quelle malattie degenerative contro le quali non puoi far nulla ma applicare solo cure palliative e guardare il malato ridursi sempre peggio.
La guerra come placebo. Per non sbagliare stanno già facendo la faccia torva con l'Iran e vedrete che una bella bombardata per accaparrarsi lo stretto di Hormuz e il prezioso petrolio persiano non tarderà a venire, se ci sarà da distrarre il popolo con un'altra overdose di patriottismo.

Un'altra legge che, con l'intento di difendere la proprietà intellettuale, in realtà persegue lo scopo di zittire e limitare la Rete - sempre in previsione di dover affrontare una pesante rivolta popolare - è questa SOPA (Stop Online Piracy Actalla quale si è aggiunta anche la PIPA (Protect IP Act), attualmente in discussione nel senato americano. Neanche a dirlo, sono proposte di legge degli odiosi repubblicani, il braccio armato delle corporation militarizzate.
Pensate davvero che, con milioni di americani a rischio di perdita di lavoro e mezzi di sussistenza, la priorità sia quella di chiudere Megaupload perchè vi fa scaricare gratis l'ultima cioféca cinematografica di Nicholas Cage? O chiudere un blog o un sito qualunque perché pubblica video da YouTube senza chiedere il permesso? Andiamo.
Infatti gli americani con il sale in zucca non ci stanno ed hanno iniziato subito una lotta contro queste leggi liberticide, appoggiati anche dall'amministrazione Obama.

C'è da dire che la difesa del copyright, ovvero la pretesa che qualcuno debba ricevere del denaro ogni volta che qualcun'altro riporta le sue scorregge mentali o quelle che ha comprato dall'autore, su altri mezzi di comunicazione, è un'ossessione tutta americana, di quelle americanate che noi non capiremo mai, come il football. E' quella cosa che, se un'attore canta sotto la doccia una canzoncina o guarda un programma alla TV  in una scena di un film, la produzione deve andare a cercare chi detiene i diritti di riproduzione della canzoncina e del programma e pagargli la tangente.
E magari questo servisse a far guadagnare l'autore materiale della scorreggia mentale. Molto più di frequente a beccarsi il pizzo sono le case discografiche, le case editrici o cinematografiche. Insomma le corporation.
La monetarizzazione della creatività come emblema ultimo di questo sistema in decomposizione, della deriva del capitalismo verso la rovina più completa, ovvero il suo annichilimento del Nulla, nel potere ultimo e definitivo del Denaro.
Non si rendono conto che ogni volta che noi citiamo, pubblichiamo un'opera intellettuale, contribuiamo gratuitamente alla sua conoscenza. Dovremmo, paradossalmente e se dovessimo seguire la stessa loro logica, essere pagati noi blogger per fare pubblicità al tale film o tale musica. Allo stesso modo in cui dovremmo essere pagati per guardare la pubblicità in televisione, visto che è il nostro tempo ad essere sfruttato da chi vuole venderci qualcosa. (Il concetto non è mio, l'ho studiato in un libro all'Università, ma non mi ricordo il nome dell'autore).
Naturalmente io troverei idiota essere pagata per le citazioni con le quali infarcisco i miei post, perché la diffusione e libera circolazione della cultura per me è un fatto di libertà.

Per tornare al ragionamento iniziale. Già che ci siamo,  devono essersi detti, oltre a perderci nell'avidità di denaro senza limiti, sfruttiamo anche il lato utilitaristico della cosa. Se, con la scusa del copyright, possiamo censurare, zittire e bloccare, questo servirà, in caso di necessità,  a tutto il sistema che cerca di sopravvivere. Tutto fa brodo per allontanare l'ombra del beccamorto che verrà a ricomporre la salma e a mettergli un dito in culo.
Proibire la libera diffusione della cultura e delle idee ricorda la stessa idiozia degli ukase tipici dei totalitarismi; è la medesima ottusità burocratica da regime di Ceausescu reloaded ma il bello è che pretendono che non ce ne accorgiamo. Anzi, lo sbandierano come un diritto civile, una conquista di civiltà. Perché, se non lo sapevate, fin dal 1886 le corporation sono trattate dalla legge americana come persone fisiche che quindi possiedono altrettanti diritti civili. Il diritto civile di far soldi all'infinito e di perseguire gli interessi dei loro proprietari con qualunque mezzo.

Se la crisi è globalizzata, la censura, per sicurezza, deve estendersi anche alle province dell'Impero. 
Qui in Italia, dopo il piddino Levi, autore di un passato e discusso disegno di legge sul tema, si è appena incaricato il padano Fava - nomen omen - di riproporre in Parlamento la censura sul web, mascherandola da difesa del copyright. Non pensate che alla Lega interessi la difesa della cultura, argomento a lei ignoto, ma piuttosto l'idea di proibire qualcosa. La perversione preferita dalle nullità investite di potere. E poi loro, sbraitano e ruttano tanto, agitano gli elmi cornuti ma poi eseguono solo gli ordini.
Se il SOPA e il PIPA passeranno in U.S.A. potremo star certi che il bavaglio arriverà anche da noi, magari grazie a qualche volonteroso uomo immagine dell'opposizione del momento, per far finta che il governo non ne sappia nulla. Se invece gli americani difenderanno il loro diritto alla libera espressione vorrà dire che anche noi dovremo tirar fuori le palle, compresa la nostra classe politica. E qui la vedo già più dura.

lunedì 23 gennaio 2012

Strategie di difesa in tempo di crisi. Intervista a "Il Grande Bluff"


Proseguendo i miei incontri virtuali con i top blogger economici, sono lieta di presentarvi questa conversazione con Stefano Bassi, blogger de "Il Grande Bluff", che ho iniziato a seguire da qualche tempo e che è sempre sulla notizia, anche attraverso il suo seguitissimo twitter. Si parla di crisi ovviamente, e soprattutto dei suoi effetti sui nostri risparmi e di come difendersene. Buona lettura.

Nel profilo che troviamo sul tuo blog "Il Grande Bluff" ti definisci un ex trader, attualmente top-blogger economico-finanziario-esistenzialista. Ci spieghi meglio il tuo percorso?

Ho fatto un po' di tutto. Prima ho lavorato all'Università, ho fatto l'imprenditore informatico e web, poi ho fondato nel 2000 Borsarumors, diventata la seconda community italiana per utenti dopo finanzaonline, basata su un gruppo dei migliori traders italiani. Ho fatto il trader con successo per svariati anni e poi ho incominciato a fare il blogger e l'ho trasformato in un mestiere.

L'Italia ha varato una manovra finanziaria anticrisi definita "impressive" dalla Merkel ma che tuttavia qualcuno considera recessiva e perfino inefficace contro la crisi globale. Come se non bastasse, la politica vuole intervenire per modificare qui e tagliare di là, dando l'impressione di voler andare a parare nella solita soluzione all'italiana del cerchiobottismo. 
E' serio, per dire, rimangiarsi il discorso sull'ICI perchè lo chiede il centrodestra e fare concessioni sulla riforma pensionistica perchè così vuole la sinistra? Un governo tecnico non dovrebbe fare e basta, senza rimangiarsi tutto il giorno dopo? E' perchè stanno lavorando con la fretta alle calcagna o anche il governo Monti sarà destinato ad arrendersi al gattopardismo del cambiare tutto per non cambiare nulla? Non si starà dimostrando che la democrazia è sempre più incompatibile con il governo dell'economia e quindi, in situazioni di emergenza, vige la legge marziale? E' questo principio, di rinunzia alla propria sovranità, che in fondo questa crisi vuole imporre al mondo?

Dieci domande in una e di politica pure... Io nel mio blog cerco di parlare di economia e finanza in modo il più asettico ed imparziale possibile e lontano dalla politica, che ormai ha perso buona parte del suo significato come ha perso significato la distinzione destra-sinistra.
Il mondo ormai è in mano alla finanza ed all'economia, conta solo quello perchè tutti pensano ormai solo a fare soldi. Dunque i governi ormai contano soprattutto per le loro finanziarie, soprattutto adesso che ci troviamo in una crisi epocale.
Il governo Monti, secondo me, sta perseguendo i suoi obiettivi celermente e senza troppe marce indietro.
Ormai sono i "trader" e la finanza a governare in modo molto veloce, via spread e affini: sono loro che  fanno cambiare velocemente i governi.
Con la Grande Crisi abbiamo sprecato una grossa occasione: si poteva depotenziare e limitare uno dei grandi responsabili  - anche se non l'unico-  ovvero la finanza ed invece è stata salvata e tamponata in tutti i modi, sbracando i conti pubblici. Adesso la finanza fa come prima e peggio di prima.
Purtroppo c'è ben poco da fare perchè ormai è tutto trasversale e globalizzato: se fai delle normative limitative, queste vengono aggirate, magari spostandosi in Mongolia.
Abbattendo prima di tutto la leva finanziaria 1 a 50 molte cose cambierebbero ma non lo faranno mai, anche perché una manovra del genere ci farebbe tornare ad un'economia anni '50 e molti dovrebbero rinunciare a cambiare auto ed I-phone come cambia i calzini.

Perché non vogliono proprio accettare il Piano Rubik? Non piaceva a Tremonti e pare non piaccia neppure al governo Monti. E' perché hanno tutti i soldi in Svizzera, oppure ha ragione Giarda a dire che sarebbe dopotutto un condono e quindi non s'ha da fare - anche se lo hanno già fatto Germania e Gran Bretagna?

Bisogna senz'altro colpire chi ha portato soldi in nero in Svizzera ma se non lo fai in fretta servirebbe a poco perché tutti quei furboni li stanno già spostando alle Bahamas.
Il Piano Rubik non è la soluzione con la S maiuscola ma è una cosa da fare e che, coinvolgendo molti amici degli amici in Italia, si fatica a fare.
Bisogna però distinguere nettamente gli evasori da tutti gli italiani che stanno portando soldi in Svizzera LEGALMENTE  e regolarmente li dichiarano nel 740.
Questa è una tendenza assolutamente sensata ai tempi della Grande Crisi: tutto è globalizzato, quindi perchè non globalizzare i risparmi? Differenziando e delocalizzando riduci i rischi che tutti i tuoi onesti e sudati risparmi vadano in fumo, soprattutto con un euro in bilico come abbiamo ora.
I risparmi sono l'ultima difesa dell'Italia e se ce li giochiamo male non abbiamo più nulla per difenderci. Bisogna essere pragmatici e realisti ma è anche una battaglia ideale: delocalizzandoli, si tolgono legalmente i risparmi da un'Italia in mano alla Casta che la soffoca da 20 anni e dunque si toglie ossigeno alla Casta stessa.

Ti sei fatto un'idea del perché stiamo tutti al capezzale dell'Euro e del cosa l'ha fatto ammalare? E' perchè è una moneta nata male, perché era diventata troppo forte e dava fastidio ad altre divise - principalmente il dollaro - e quindi la stanno avvelenando lentamente oppure è proprio la stupidità degli europei che non sono capaci di mettersi d'accordo sul bene comune? Chi sta facendo più male all'euro in questo momento: l'incertezza della Merkel, la scelleratezza dei PIIGS, l'ambiguità della Gran Bretagna che vuol stare sia dentro che fuori all'Europa ma per poter fare meglio i suoi interessi, compresi quelli speculativi, oppure altri?

Il fatto che l'euro rischi di saltare è una questione complessa che ha decine di cause.
L'importante è stabilire delle priorità d'importanza e non dare la colpa principale a complotti fantasmatici o alle agenzie di rating.
La colpa principale è imputabile a noi stessi che abbiamo creato un'unione monetaria con già dei gravi difetti di nascita che poi non ci siamo premurati di risolvere. Non abbiamo fatto passi avanti verso l'integrazione fiscale e politica. Per questi motivi, una semplice unione monetaria ed un'Unione Europea con istituzioni inefficienti tra loro non può funzionare in tempi di crisi epocale tra paesi diversisimi tra loro, quando hai Stati che crescono del 3% di PIL ed altri che scendono del 2%; quando hai stati che pagano sui titoli di stato decennali il 2% ed altri il 10%.
La colpa principale della crisi dell'euro risiede dunque qui in Eurozona, nelle nostre profonde divisioni e debolezze, nella Germania che pensa solo a se stessa, ecc.
Gli altri, e quindi anche gli speculatori, ci marciano sopra perchè il mondo non è un asilo nido dove si prendono cura di te se ti metti a frignare ma è una jungla dove vince il più forte e se sbagli ti sbranano.

Cosa comporterebbe per l'Italia - e per gli altri paesi dell'eurozona - uscire dall'Euro e tornare alle divise a nazionali?

Difficile a dirsi perchè sarebbe un caso senza precedenti, a parte la caduta dell'impero romano e l'uscita dal sesterzio...
Diciamo che ci troveremmo con una new-lira svalutata anche del 50% con tutti i pro ed i contro del caso. La parte positiva è che la nostra economia tornerebbe ad essere molto competitiva e che l'export andrebbe come un treno.
La parte negativa è che i nostri risparmi perderebbero valore, che rischieremmo un'inflazione galoppante che abbatterebbe si il debito ma anche tutti noi.
Purtroppo in questi tempi moderni globalizzati ed iper-competitivi svalutare non basta più, soprattutto se hai ancora tutte le palle al piede che tirano giù l'Italia da 25 anni.
Ormai ci vogliono cure e strategie "totali e complesse" ad ampio spettro e non strategie iper-focalizzate.

Se la situazione è grave, ci sono manovre pratiche di autodifesa da adottare? C'è chi pensa di portare i soldi in Svizzera, di ritirare il contante dalla banca ed affidarlo al caro vecchio materasso, di investire in dollari, di comperare casa sull'Unter den Linden a Berlino, di farsi un tesoretto in valuta estera da tenere in cassetta di sicurezza. Ci dai un consiglio, a parte quello di tirare un bel respiro e cercare di calmarsi? E secondo te, nella peggiore delle ipotesi, cosa potrebbe veramente succedere ai nostri soldi?
Parto dalla fine: cosa potrebbe succedere ai nostri soldi?

Potrebbero svalutarsi del 50% se l'euro crolla, potrebbero svanire parzialmente dai conti virtuali se le banche saltano o comunque ne verrebbe limitato l'accesso come in Argentina durante il default.
Come ho spiegato più volte i punti per difendersi sono tre:
1) Non tenere solo soldi virtuali su conti virtuali che con un click me li rigirano come vogliono e che effettivamente LA BANCA NON POSSIEDE. Pensate se dovessimo metterci tutti assieme a prelevarli...
Le banche hanno leverage bancari assurdi: da 1:20 ad 1:50, ovvero per 1 euro reale che possiedono si giocano da 20 a 50 euro.
2) Non tenete solo soldi in euro che se dovesse saltare l'euro, ecc. ecc. 
3) Non tenete solo soldi su banche perchè il sistema finanziario è tecnicamente fallito (chi più e chi meno) e sta in piedi solo grazie a mega-tamponi governativi.
Per avere maggiore protezione, relativamente parlando visto che il safe haven assoluto non esiste più, bisogna adottare una strategia di differenziazione dei risparmi ma anche di delocalizzazione legale in Nazioni diverse.
Le soluzioni sono parecchie. Faccio alcuni esempi ma ciascuno può trovarne altri.
Comprare una Casa a Berlino, aprirsi un conto (legalmente) in Svizzera, comprarsi una casa in USA in un'asta fallimentare a -60% del suo prezzo di qualche anno fa e, scegliendo la zona giusta, farsi un portafoglio FISICO di valute estere e metterle (per ora) in cassetta di sicurezza - gli Argentini che durante il default avevano dollari fisici se la cavarono alla grande -  e così via.
L'obiettivo deve essere la globalizzazione dei propri risparmi in svariati investimenti/assets: non ci si può più permettere di tenere tutto in un solo stato, tantomeno l'Italia.

In conclusione, esiste la possibilità che nessuno sappia come risolvere veramente questa crisi globale perché la situazione è sfuggita di mano all'apprendista stregone? Augurandoci che non sia così, è meglio essere pessimisti senza illusioni, ottimisti alla Berlusconi od ottimisti con cautela?

Io attualmente non vedo soluzioni alla Crisi via bacchetta magica ma solo soluzioni LUNGHE E DOLOROSE: abbiamo banchettato per anni su un sistema marcio e finanziarizzato vivendo oltre alle nostre possibilità, abbiamo accettato una delocalizzazione selvaggia perchè all'inizio faceva comodo anche a noi mentre adesso ci massacra posti di lavoro e tessuti produttivi. Beh, IL CONTO prima o poi va pagato. Punto.
Io non sono nè pessimista nè ottimista ma realista: il Mondo non finirà ma cambierà, l'etimologia di Crisi è cambiamento. Basta capire le nuove tendenze, anticiparle e mettersi sul giusto binario.

sabato 21 gennaio 2012

No, non mi convincono

Vignetta di Mauro Biani

No, cari amici. Sapete quanto vi voglio bene ma, che questi forconi siano protesta popolare genuina al 100%, "non mi faccio persuasa", come direbbe il commissario Montalbano.
E' primariamente un fatto di pelle, istintivo, che però ha a che fare con corsi e ricorsi storici e che sollecita una semplice considerazione finale. 
La Sicilia ne ha viste tante di queste rivolte. Sinceri malcontenti popolari e proteste che troppo spesso finivano per essere manipolate da banditi asserviti al potere superiore. Ricordate Portella della Ginestra, con Salvatore Giuliano arruolato nella Guerra Imperiale Contro il Comunismo e mandato a far strage dei contadini in rivolta? 
Anche la Mafia nacque come entità a difesa degli oppressi. Abbiamo visto come è finita. Il senso è che puoi ribellarti ma solo come piace a chi già comanda. Le cose possono cambiare purché non cambi nulla. Il gattopardo vive ancora da quelle parti ed ha sempre fame di carne e sangue freschi.
I mali dell'isola non nascono ieri mattina. Negli ultimi anni la Mafia non si è affatto ritirata in campagna a ricordare i bei tempi di Don Vito Corleone. E' sempre più viva e lotta con(tro) di noi nei consigli di amministrazione e nei gangli vitali della società. Ultimamente si sta trovando da dio al Nord, nelle capitali che fanno credere di odiare i terroni ma poi fanno affari con tutte le mafie del sud.

Guarda caso, ed ecco la considerazione finale, in diciassette anni di Berlusconismo reale non s'è levato, che dico un forcone, ma neppure una forchetta, contro la povertà, la disuguaglianza e il sistema di potere che da sempre incapretta i siciliani onesti quando non li uccide a sangue freddo. 
Ora che qualcuno che non pestava i piedi a nessuno, tanto meno alle categorie dalle quali era stato sponsorizzato ed eletto è stato messo da parte e, in qualche modo, la sua destra gattopardesca e collusa non spadroneggia più, guarda caso, riecco i tassisti incazzati alla Taxi Driver che già furono precettati in blocco contro la riforma Bersani e il governo di centrosinistra. Riecco gli autotrasportatori e i blocchi stradali. Le intimidazioni e le botte contro chi non si associa alla protesta. Gli annunci che "ritorneremo presto". Neanche un mezzo manganello o una bomboletta di gas a sedare le proteste, al contrario di ciò che succede con le varie NoTav. No, non ci fregate.

Inoltre, quando ci sono di mezzo gli autotrasportatori - non è per cattiveria - ma vengono in mente gli scioperi che paralizzarono il Cile di Allende, per poi placarsi una volta che il bieco fascismo di Pinochet, sponsorizzato dalle multinazionali, si incaricò di fare piazza pulita dei comunisti. Una scena già vista. Un deja-vu.
Se tra i forconi ci sono di mezzo i fascisti - Forza Nuova, per l'esattezza - non vi sorprenda che la rivoluzione, come la chiamate, provenga dalla destra estrema. L'estrema destra è anticapitalista tanto quanto l'estrema sinistra. Il fascismo è rivoluzionario, ma nel senso che, dopo essersi accaparrato i consensi del popolo ed essersi proclamato socialista e difensore della nazione, dopo aver rovesciato il mondo, alla fine rimette sempre le cose al loro posto, cioè a vantaggio dei (pre)potenti. E' una rivoluzione che finisce sempre in Vandea e il discorso vale anche per certi comunismi.

Non dobbiamo farci fregare. Sono sempre loro.

martedì 17 gennaio 2012

Sincronicizzate gli orologi


Quando ho letto, in uno di quegli impareggiabili post scritti con il complottista automatico da Paolo Franceschetti, che uno degli eventi televisivi che ho maggiormente amato, ovvero "X-Files", non sarebbe stato altro che uno strumento della propaganda massonica finalizzata al compimento dell'odioso Nuovo Ordine Mondiale attraverso l'introduzione subliminale del volgo alla mitologia rosacrociana, non ho potuto fare a meno di sorridere. Ma si, perché il gioco di trovare coincidenze tra la realtà e le opere di fantasia attraverso il linguaggio simbolico può essere straordinario ed avere effetti misteriosi ed inquietanti solo per chi non sa quanto siano infiltranti, pervasive ed importune, con il loro venir fuori all'improvviso in ogni momento della nostra giornata ed in maniera assolutamente fisiologica, le coincidenze o manifestazioni di sincronicità, come ci ha insegnato il buon C. G. Jung. Ve lo dimostro con esempi pratici, se volete.
Come primer ci vuole un evento forte e siginificativo. Concentrandosi, ad esempio, sull'ultima sciagura italiana, quella della nave Concordia, ci si può sbizzarrire quasi all'infinito con le coincidenze, basta lasciarle fluire liberamente. Vado? Ok.

La prima coincidenza che salta agli occhi è che siamo nel 2012 e nel 1912 avvenne il disastro del Titanic.
Ha impressionato il messaggio pubblicato su Twitter  da una ragazza che, da bordo della Concordia, chiedeva di essere salvata. La ragazza si chiama Rose. Rose come la Rose del film "Titanic" (e come la Rosa dei Rosacroce, ovviamente). Oggi, su Repubblica, è saltato fuori che uno dei camerieri della nave era pronipote di un tizio già scampato al disastro del Titanic (anche se notizie come questa assomigliano più al tipico fenomeno giornalistico del "come cazzo riempio questo spazio in fondo alla pagina".)

Il nostro ex compagno di scuola secchione e per giunta membro del CICAP direbbe che il Titanic è stato evocato spesso negli ultimi tempi, anzi proprio alla nausea, come pietra di paragone per la gravissima situazione economica in corso, con comandanti che continuano a ballare nel salone incuranti dell'iceberg che sta avvicinandosi in rotta di collisione mentre i soliti topi furbacchioni si organizzano per abbandonare la nave in tempo utile. Nel caso della Concordia, pare che le due categorie: topo e comandante, si siano fuse mirabilmente nella figura dell'Ineffabile Comandante Vadaabordocazzo.
Quindi? Non è che il Titanic ce l'abbiamo bell'e pronto per l'uso in testa ripiegato accuratamente nell'inconscio collettivo e salta fuori come un pupazzetto a molla quando, casualmente, una nave si sfracella su uno scoglio?

Proviamo ancora a giocare con le coincidenze e aggiungiamoci il pepe dell'esoterismo massonico, che si porta su tutto. Il naufragio è avvenuto nei pressi dell'Isola del Giglionome dalla chiarissima simbologia templare e massonica. Sull'Isola del Giglio esiste la Via di Scopeto (questa l'ho trovata io). Gli Scopeti era una delle località dove furono compiuti i delitti del mostro di Firenze, che non sarebbero altro che omicidi rituali massonici della setta della Rosa Rossa. Il Giglio è anche il simbolo di Firenze.
Mi rendo conto però che sono una dilettante, perché, ad esempio, sul nome Concordia non ho trovato nulla di inquietante. Basta però googlare "concordia rosacroce" ed ecco trovato chi ha già fatto per noi il lavoro sporco. Sentite cosa scrive L'Alternativa in questo postoltre al fatto che la prima loggia massonica fiorentina si sarebbe chiamata Concordia:
Il nome Concordia fa riferimento all'unità e alla pace fra le nazioni europee. I suoi tredici ponti hanno i nomi di altrettanti stati europei (Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria e Polonia). Coincidenza: proprio il 13 gennaio 2012 Standard &Poor's ha tagliato il rating a mezza Europa, "affondando" i titoli di Stato di molti paesi Ue.
Ora che ci penso: quest'anno James Cameron, il regista di "Titanic" ha annunciato l'uscita della versione 3D del film. Toh, il premier inglese che sembra voler far naufragare l'Euro si chiama Cameron. David, come il David che voleva abbattere Golia con un sasso. Sasso=scoglio. 
Oddìo! Non può essere. 
Il Titanic colpì l'iceberg il 14-4-1912 alle 23:40, la Costa Concordia ha urtato e divelto il più casereccio scoglio tirrenico e per giunta vagante (perché Schettino dice che lì prima proprio non ci stava) il 13-1-2012 alle 21:58. La numerologia sembra non aver niente da dichiarare in proposito, a parte la coincidenza dell'anno numero 12, ma non è così. L'Alternativa ha la risposta:
Il Titanic è affondato la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. La nave da crociera Costa Concordia è (semi) affondata la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, esattamente 99 anni e 9 mesi dopo. Coincidenza: "999", se capovolto diventa "666", numero della bestia tanto caro ai mondialisti luciferini che aspirano ad un Nuovo Ordine Mondiale (ordine che secondo loro si potrà compiere solo dopo l'innesco di un caos globale).
Insomma, una nave condotta a catafottersi sugli scogli da un comandante soggiogato dai poteri forti e magari ridotto a marionetta ipnotizzata da misteriosi impulsi provenienti da HAARP, con scappellamento di superscia chimica prematurata di biscaggina come fosse trinchetto. Un chiaro messaggio dei templari, insomma. La nave affonda, sottomettetevi alle agenzie di rating. Mo va' a caghér, direbbero a Modena.

Non è per cattiveria, carissimi rosacrocefissati ed assemblatori compulsivi di occulti significati, che non mi convincete. E' che la mente funziona così, se la lasci fare mette in moto il meccanismo delle libere associazioni, altro vecchio ma sempre in auge arnese della psicologia analitica, arrivando a connettere in automatico un'intera rete inconscia di simboli e significati in quello che vogliamo ottenere. Se, sotto sotto, vogliamo trovare l'arcano lo troveremo. Arcano è chi arcano vuole essere.
Ve lo dice una che è cresciuta con il trauma della visione a cinque anni di un cupo sceneggiato francese intitolato "Belfagor, il fantasma del Louvre" che parlava, guarda la combinazione, dei Rosacroce, di Paracelso e di misteri egizi, di persone che uccidevano sotto ipnosi e di misteriose consorterie all'opera nei sotterranei di Parigi.
Cosa volete che mi abbiano fatto, dopo quello, nove stagioni di X-Files?

venerdì 13 gennaio 2012

BOT 'a mmùro



Trà... trà... trà...
trà... trà... trà...
tra-ta-tà...tra-ta-tà... tra-ta-tà...
BBUM!!!

Pareva strano che l'euforia attorno alla Borsa, ad Unicredit ed ai BOT di ieri non finisse come quelli a muro.

giovedì 12 gennaio 2012

Una splendida giornata

E' sempre bello ricordare questa prima pagina della Padania del 1998


Oggi si è fatta carta da culo delle firme di 1.200.000 italiani che chiedevano di macellare il porcellum e i casalesi si sono salvati grazie all'acqua miracolosa del Dio Po addizionata dello sterco del demonio.
Insomma, una bella giornatina della quale andare fieri.

mercoledì 11 gennaio 2012

Far finta di essere sani


"L'omosessuale nato, lo è per una disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare." 
(Il criminologo Francesco Brüno intervistato su Pontifex)

E poi che l'omosessualità è una malattia; se l'OMS non la considera più così sbaglia e lo fa solo perché c'è la lobby potente dei gay che trama nell'oscurità della dark room; i genitori dei gay sono traumatizzati; l'omosessualità è come la cecità, è anormalità. Manca solo l'AIDS come castigo di Dio, peccato.

Il problema di queste affermazioni, a parte il trucchetto furbetto del  "potrei spiegarvelo ma sarebbe troppo complicato (quindi, siccome in realtà non ho idea di come funzioni, evito di darvi spiegazioni facendo finta di essere tanto sapiente)", non è che siano pure opinioni mascherate malamente da verità scientifiche. Una congerie di convinzioni personali molto kazzenger, per intenderci.
Il problema è che tutto il discorso sembra il commento qualunque di un sotuttologo qualsiasi, autoconvintosi che le sue opinioni, incancrenitesi in anni di confusione tra fallacia e realtà, scienza ed ignoranza, corrispondano alla realtà fattuale.  In quel caso si potrebbe solo fare un'alzatina di spalle e passare oltre, senza nemmeno perdere tempo a commentarlo.
Che il medesimo ragionamento però parta da uno che ha studiato medicina e psichiatria ed ha quindi una formazione scientifica, per non parlare del fatto che insegna a degli studenti, è inaccettabile e diseducativo, perché i pirla di cui sopra vedranno rafforzarsi le proprie false convinzioni dal fatto che "l'ha detto perfino il sor professore criminologo di "Porta a Porta".
Viene da chiedersi quale corazza pregiudiziale al titanio impedisca alla bellezza incomparabile del dubbio scientifico che rende qualunque ipotesi falsificabile in ogni momento, di scalfire le rigide convinzioni religiose ed ideologiche. Perché l'omosessualità come malattia è convinzione sia di Don Camillo che di Peppone e di tutti i nazisti dell'Illinois di questo mondo. E' pregiudizio rigorosamente bipartisan e più resistente e molesto del calcare. Più che domandarsi cosa provochi l'omosessualità sarebbe meglio rendersi conto che l'omofobia ferisce, fa male, e che la sofferenza delle persone conta più delle teorie.

Comprendo tuttavia il problema di chi, da eterosessuale non per merito ma per caso, autoelettosi sano di corpo e di mente, si sente comunque in dovere di avere atteggiamenti omofobi per meglio puntualizzare.
E' il noto problema del far finta di essere sano. Non è un fenomeno complicatissimo da spiegare. Ci arrivate anche da soli.
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