sabato 25 aprile 2015

Sovranità l'é morta. Dal salto quantico della sinistra al cavaliere simbolico. Parte I


C'è uno spettro che si aggira per l'Italia, ed è lo spettro di Silvio Berlusconi. Come lo spettro del comunismo di Marx, che se viene definito tale probabilmente identificava un'idea già morta, quello di Berlusconi è l'ectoplasma di un potere che fu, se crediamo negli spiriti. O che non fu mai, se non ci crediamo. Lo dimostrano queste fotografie di un Berlusconi cretaceo, sia nel senso della vetustà che dell'asperità dei tratti da dark side of the moon finalmente svelata.
Se vi dicessi che Berlusconi, nonostante ciò che tutti credono, per vent'anni potrebbe non aver mai detenuto il vero potere in quanto leader simbolico e perfettamente intercambiabile non già di una nazione sovrana ma di una struttura posticcia posta a governo di una succursale indisciplinata? 
La parola chiave di questo post - forse in due parti, vedremo - è appunto sovranità. Sovranità nazionale e di tutto ciò che ne consegue: politica, economica e monetaria.

Permettetemi una breve digressione. Per anni la questione della sovranità nazionale è stata un cavallo di battaglia della pubblicistica di sinistra, soprattutto di quella estrema ed extraparlamentare, per quello speciale fenomeno che faceva confluire gli opposti estremismi sulla necessità di contrastare l'imperialismo allora identificato con gli Stati Uniti (e ci sarebbe da discutere anche sulla trasformazione negli ultimi 15 anni degli USA da nazione sovrana e democratica a sede centrale di un comitato di interessi privati sovranazionale). Insomma, la sovranità nazionale - che molti ritengono perduta già nel momento in cui l'Italia esce sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale e viene posta sotto tutela atlantica in quanto territorio strategico nel Mediterraneo - ai comunisti  sembrava importare, anche se, per la verità, rimane aperta la questione della sincerità di quel "nazionalismo" di sinistra nel periodo della guerra fredda e degli opposti finanziamenti tecnicamente illeciti se non addirittura configuranti il reato di alto tradimento: i finanziamenti americani al fronte cattolico e sovietici a quello comunista. Fronti cristallizzati in uno scontro ideologico permanente e funzionale alla contrapposizione tra i due blocchi che fu poi riprodotto nel bipolarismo simbolico che trionferà nel ventennio "berlusconiano".
In seguito comunque, soprattutto con l'avvento nella governance italiana della doppia ingerenza: non più soltanto quella atlantica ma quella sempre più soffocante e limitante dell'Europa e dei suoi trattati capestro, e soprattutto del progressivo vincolismo economico, per la sinistra la sovranità diventa sempre più un disvalore e la nazione qualcosa da combattere e distruggere, in favore dell'Unione Europea e dell'Eurozona scambiate per il sogno di Ventotene e della globalizzazione scambiata per internazionalismo. Veri e propri succedanei e sostituti ideologici del socialismo ormai sepolto per sempre dall'avanzata della controrivoluzione neoaristocratica successiva al crollo del muro di Berlino. Niente da meravigliarsi di questa sepoltura, visto che si trattava di uno spettro errante che a questo punto poteva trovare solo la pace eterna.

Ecco quindi come è possibile che oggi, 25 aprile 2015, registriamo dalle cronache ed affidiamo alla memoria dei posteri un Napolitano che ormai invoca apertamente un nuovo ordine mondiale (speriamo non nella specialissima versione retroversa ed antitetica dell'Ordo ab Chao che è l'ordine che invece di nascere dal caos lo produce, auspicata dal padre del prossimo presidente degli Stati Uniti già nel 1991.)



E' un lungo percorso quello che, dalla lettera di Togliatti ai fratelli in camicia nera, con la Nazione scritta in maiuscolo, giunge fino al sibilo shish in serpentese di Renzi, rottamatore della democrazia e degli ultimi brandelli di sovranità su mandato di chi comanda davvero. Ormai a noi italiani puoi farci di tutto e il consiglio d'amministrazione della filiale italiana non porrà obiezioni alla casa madre. Obama non gli aveva detto che il nostro cooperante Lo Porto era rimasto vittima di un friendly drone? Lui lo giustifica: "Poverino, ce l'ha detto solo quando è stato sicuro sicuro, eh!" E non dite che questa non è sinistra, perché, mentre noi oggi avremmo dovuto uscire con la maschera antigas perché il tasso di retorica nell'aria rischiava di ucciderci, loro erano tutti là a cantare il "Bella ciao".

Nella vulgata comune, la chiave di volta della storia italiana del dopoguerra fu Tangentopoli, ovvero la grande onda di tsunami che meritoriamente spazzò via la vecchia politica per sostituirla con quelli della nuova. La transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, dal regno della corruzione levantina a quello della modernità europea. Già raccontandola così ci rendiamo conto, con il senno del poi, dell'affabulazione totalmente propagandistica. 
Il vero tsunami, in senso catastrofico, ciò che cambiò veramente l'Italia ma non certamente in senso positivo e progressista fu invece la decisione, nata in pieno compromesso storico e nei mesi che seguirono lo shock del Caso Moro, di ripudiare "quel tanto di socialismo che che appare realizzabile nel contesto del capitalismo conflittuale con il quale è tuttora necessario convivere" di cui avrebbe parlato Federico Caffè nel suo celebre articolo sull'Espresso del 11 aprile 1982 "Processo a Berlinguer"
Negli anni in cui, dopo la fase di sperimentazione in Sud America, il dogma monetarista, latore del messaggio revanchista della neoaristocrazia finanziaria, si apprestava a trionfare nel mondo occidentale come shock economy, in attesa di conquistare il mondo dopo la caduta del comunismo, fu deciso di sacrificare l'Italia sull'altare dell'economia di mercato, di dichiarare guerra allo Stato come controllore del mercato e di prevederne il progressivo smantellamento, assieme alla tutela del primato dell'interesse collettivo su quello particolare.
Questo processo fu inaugurato, come ricostruito egregiamente da questo articolo, dall'adesione allo SME nel 1978 e dal divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro nel 1981.

Ciò che deve essere chiaro è che di questa cessione di sovranità economica e in seguito monetaria - con l'entrata nella moneta unica - la sinistra è totalmente responsabile in quanto non solo non vi si oppose realmente - diciamo malignamente che vi si oppose tanto quanto si sarebbe opposta in seguito alle leggi vergogna di Berlusconi - ma anzi sposò con entusiasmo fin da subito le politiche di austerità e di contenimento dell'inflazione, destinate a comprimere i salari e a cancellare il principio di piena occupazione, come non potevano non sapere i loro economisti di area.
Alcuni esempi di questa accettazione dell'inevitabile, della conversione di questi compagni che sbagliano sempre al culto della dea TINA?
aprile 1976  - Giorgio Ruffolo, ad un convegno organizzato dal PCI sulle assemblee elettive e sugli organismi pubblici di intervento nell’economia, afferma: "Se i partiti della sinistra, nell’ipotesi non remota di un loro accesso al potere, non vogliono farsi travolgere dallo sfascio attuale, devono prepararsi fin d’ora ad alcune riforme istituzionali di importanza critica". (fonte)
settembre 1976 - Il dirigente comunista Giorgio Napolitano conferma il sostegno al progetto Andreotti di richiedere sacrifici attuali in cambio di investimenti per "garantire la continuità di uno sviluppo su basi nuove dell’economia nazionale…contenere e ridurre il tasso di inflazione e il deficit della bilancia dei pagamenti…bloccare e ridurre il disavanzo del settore pubblico ed elevare la quota degli investimenti sul reddito nazionale". Dichiarazioni analoghe ha reso Claudio Napoleoni al quotidiano "La Repubblica". (fonte)
"Da che cosa è nata, da che cosa nasce l’esigenza di metterci a pensare e a lavorare attorno ad un progetto di trasformazione della società che indichi obiettivi e traguardi tali da poter e dover essere perseguiti e raggiunti nei prossimi tre-quattro anni, ma che si traducano in atti, provvedimenti, misure, che ne segnino subito l’avvio?
Questa esigenza nasce dalla consapevolezza che occorre dare un senso e uno scopo a quella politica di austerità che è una scelta obbligata e duratura, e che, al tempo stesso, è una condizione di salvezza per i popoli dell’occidente, io ritengo, in linea generale, ma, in modo particolare, per il popolo italiano." (Discorso di Enrico Berlinguer al “Convegno degli intellettuali” di Roma del gennaio 1977.)
"Consideravo l' introduzione dello Sme una tappa politica fondamentale e irrinunciabile ma dovevo coinvolgere partiti che non la consideravano tale, dovevo trovare una maggioranza in Parlamento. Cercai una strada per ammorbidire i comunisti. Parlai a lungo con Enrico Berlinguer, all' epoca segretario del Pci. Quale fu la sua risposta? Mi disse che personalmente era favorevole allo Sme, ma nel partito le resistenze erano forti e lui aveva bisogno di un po' di tempo per convincere i suoi." (Giulio Andreotti al Corriere della Sera, 2001)


In quegli ultimi anni settanta era più che mai viva la preoccupazione degli Stati Uniti per una possibile partecipazione del PCI al governo italiano. Soprattutto per i legami ancora molto stretti, soprattutto in termini economici, e che tali sarebbero rimasti fino al crollo dell'URSS, con il blocco sovietico. L'entrata dei comunisti all'interno della stanza dei bottoni poneva questioni di opportunità strategica non indifferente. 
Tuttavia, leggere il Caso Moro solo come il tentativo estremo atlantico di impedire il governo con i comunisti in Italia, attraverso una vera e propria operazione in nero, appare riduttivo. Non solo perché in quei 55 giorni si registrò una totale adesione del PCI al "fronte della fermezza" evidentemente ispirato da chi voleva Moro morto - fronte che vide la sola eccezione-ribellione del PSI di Craxi - ma quella coesione di intenti portò appunto a fine anno all'adesione dell'Italia allo SME, quindi al primo passo verso la rinuncia a Keynes, allo sposalizio con il neoliberismo ed alla cessione di un'ulteriore parte di sovranità nazionale, e tutto senza troppi veti da parte comunista. 
Bisognerebbe ricordare invece che proprio Moro aveva espresso le più forti riserve verso la svolta neoliberista. Moro quindi non vuole portare i comunisti al governo ma vuole evitare la shock economy in Italia e difenderne la sovranità monetaria?

Cosa dobbiamo pensare? Che il PCI pagò il prezzo della fine della pregiudiziale nei suoi confronti - ed il mantenimento nonché il consolidamento del suo potere economico fino all'entrata in banca - con la conversione pragmatica al primato del mercato sullo stato e sulla politica, nonché alla rinuncia ai suoi ideali socialisti fino alla progressiva degradazione dell'attuale partito democratico ? Un prezzo che non avrebbe pagato di persona, avendone solo da guadagnare, ma il popolo italiano e soprattutto i lavoratori, ovvero chi avrebbe dovuto in teoria difendere?
Quel viaggio in America del comunista preferito di Henry Kissinger nel 1978 in pieno Caso Moro quante cose potrebbe ancora raccontarci? 
Sta di fatto che le conseguenze di quel possibile "patto" le avremmo viste negli anni a seguire e soprattutto oggi che non solo si invoca appunto il nuovo ordine mondiale ma si sta andando verso la dissoluzione totale della politica ed al passaggio diretto della governance dalla politica alla gestione in prima persona dei potentati economico-finanziari a prescindere da essa. Uno scenario che non può che comprendere la rinuncia alla democrazia.

Dicevamo di Berlusconi e del suo potere solo simbolico ma s'è fatto tardi. Riprenderò il discorso nella seconda parte.

martedì 21 aprile 2015

Barconi piombati e coperte infette


In questi giorni mi è tornata alla mente la vicenda della nave Vlora che l'otto agosto del 1991 giunse al porto di Bari carica di quasi ventimila immigrati albanesi (che oggi, secondo il logos del ripopolamento verrebbero definiti semplicemente "migranti", non più con l'aggettivazione indicante la nazionalità di provenienza ma con quella neutra, sovranazionale, globalizzante e ad alta carica simbolica di "profughi" e "disperati").
Mi sono ricordata, ripensando a quei tempi, dell'atteggiamento per nulla passivo del governo di allora che, per la cronaca, aveva come presidente del consiglio un certo Andreotti, mentre al Quirinale c'era tale Kossiga con la kappa.
Quello sbarco di clandestini - a tutt'oggi il più grande mai avvenuto in Italia ed apice della "campagna" migratoria degli anni tra il 1990 e il 1992, fu definito allora da alcuni un vero e proprio ricatto ai danni dell'Italia, si disse organizzato dalle autorità albanesi e dalle mafie, svuotando le carceri e approntando una vera e propria bomba umana formata da quasi tutti maschi senza lacci delle scarpe e cinture.
Questo tipo di versione dei fatti è ormai però introvabile, almeno ad una ricerca sommaria sul motore di ricerca monopolista, perché è preponderante la melassa della retorica cattoonunista che vuole il fenomeno migratorio positivo per definizione e ovviamente insindacabile, pena l'apposizione della lettera scarlatta del razzismo e della disumanità sui reprobi ancora attaccati alla primitiva difesa del territorio.

Una cronistoria depilata e un po' meno emotiva e propagandistica dei fatti di quell'agosto la si può però trovare grazie alla preziosa Cronologia della Storia d'Italia dell'Archivio Cipriani, uno degli strumenti più interessanti di controinformazione, dove si possono fare anche ricerche per argomento e per data a partire dal 1943 fino al 2011.
Cito dunque dalla fonte citata:
8 agosto 1991 - A Bari, sbarcano 17 mila profughi albanesi.
10 agosto - A Tirana (Albania), il governo albanese accetta il sostegno militare italiano per il controllo dei propri porti così da evitare ulteriori esodi di massa; il rimpatrio immediato dei profughi e l’erogazione da parte italiana di 90 miliardi per aiuti di emergenza.
Nell’articolo intitolato "Controesodo tra lacrime e insulti", il quotidiano "Il Corriere della sera" scrive: "Parte la prima nave, la ‘Tiziano’, con 610 profughi e 140 carabinieri. A mani alzate, gli esuli entrano dal portellone posteriore. C’è chi stramaledice il Paese che non ha voluto accoglierlo, chi piange..."
12 agosto - L’Italia concede asilo politico a circa 500 soldati albanesi disertori. A Bari, agli albanesi rinchiusi nello stadio, le autorità italiane offrono un paio di jeans, una maglietta, sigarette Ms e 50 mila lire, purché accettino di essere rimpatriati senza opporre resistenza.
Enzo Biagi, sul quotidiano "Il Corriere della sera", nell’articolo intitolato "Niente spaghetti", scrive: "E’ svanito il sogno degli albanesi, ma anche quello degli italiani. La quinta potenza industriale del mondo non è in grado, in tre giorni, di distribuire diecimila tazze di caffelatte...quei sacchetti di plastica gonfi d’acqua buttati agli assetati, quei panini lanciati dai soldati sulla folla tumultuante, ricordavano lo zoo".
13-14 agosto - A Tirana (Albania), giungono in visita ufficiale il presidente della repubblica Francesco Cossiga, e il ministro degli Esteri, Gianni De Michelis.
1.500 profughi albanesi che rifiutano il rimpatrio, sono smistati nei centri di assistenza con la garanzia che potranno restare in Italia.
26 agosto - E’ firmato il memorandum d’intesa italo - albanese per l’avvio della ‘operazione Pellicano’, la dislocazione di 700 militari italiani al comando del generale Antonio Quintana in Albania, con il compito di evitare esodi, gestire gli aiuti umanitari, distribuire generi alimentari e assicurare la cooperazione tecnica.
16 settembre - A Trieste, parte la nave militare ‘Golfo del sole’- attraccherà a Durazzo due giorni dopo- con a bordo 500 uomini per l’avvio dell’operazione Pellicano destinata a concludersi, dopo vari rinvii, il 2 dicembre 1993.
23 settembre Da questa data, 800 soldati italiani presidiano i porti albanesi per impedire sbarchi in Italia. (fonte)
E' incredibile quanto sia cambiato il mondo da allora. Un governo che attua addirittura dei rimpatri forzati e senza terze cariche che invochino lo stile di vita del migrante per i propri concittadini. Per non parlare di uno come Gianfranco Fini (ora in fase di scongelamento nei talk-show) che, il 30 agosto, ribadiva la richiesta di reintrodurre la pena capitale in Italia: "Basta con il garantismo, basta con questa larva di Stato impotente, basta con la legge che premia i delinquenti e abbandona i cittadini onesti; pena di morte per i mafiosi". E chi lo riconosce più ora?

Il 1991 del resto fu un anno molto particolare. Fu l'anno del colpo di stato di Boris Eltsin contro Gorbaciov e della nascita della CSI nata dalla dissoluzione dell'URSS. Iniziò la guerra civile nella repubblica jugoslava e a dicembre fu raggiunto l'accordo sul Trattato di Maastricht. Un anno prima era stato compiuto l'Anschluss della RDT a coronamento della riunificazione tedesca e alla Casa Bianca dimorava  George Bush sr., il padre di tutti gli Underwood. Un bell'annus horribilis, non c'è che dire. Senza contare che l'anno dopo, celebrato in questi giorni da un'orrida fiction, sarebbe scoppiato il bubbone di Tangentopoli che ci avrebbe consegnato nelle mani del cavaliere di Arcore e del serpentone metamorfico in perenne finta contesa tra di loro. Dieci anni dopo saremmo infine entrati nel tunnel dell'euro.

Riavvolgendo il nastro della cronaca degli anni novanta, in riferimento al fenomeno della migrazione, si rimane basiti dal diverso, rispetto ad oggi, atteggiamento delle autorità e dei politici di entrambi gli schieramenti. Cito, sempre dalla Cronologia dell'Archivio Cipriani, alcune chicche assolute:
30 maggio 1994 - "A Torino, il presidente della circoscrizione San Salvario - quartiere di forte immigrazione - Edoardo Garrone del Pds (una delle tante mutazioni del serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD, ndr) diffonde un questionario che invita alla delazione anonima circa occupazioni abusive e "situazioni di illegalità presenti nei condomini."

maggio 1996 - "A Roma, il sindaco Francesco Rutelli lancia una campagna contro i lavavetri e le zingare che leggono la mano ai passanti. Quanto a queste, dichiara: "Non si può tirare in ballo l’emarginazione sociale, non c’entra nulla! E’ una realtà incivile che non deve continuare" e, aggiunge, "non c’è niente di pittoresco…Basta con queste fattucchiere!" Per i lavavetri, "mi sono rivolto alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze degli stranieri in Italia per regolamentare questo servizio. Chi vorrà continuare a fare questo lavoro potrà farlo solo con un ‘tesserino di cortesia "

10 gennaio 1997 - "A Roma, annunciando un nuovo disegno di legge governativo per contenere l’immigrazione, il ministro degli Interni Giorgio Napolitano contesta le cifre fornite dall’inglese "Economist" (secondo cui dalle frontiere italiane, definite "colabrodo", passerebbero centinaia di migliaia di persone) affermando che sono "del tutto arbitrarie, fatte apposta per screditare i nostri controlli. ..Una cosa deve essere chiara, noi non siamo quel paese dalle lunghe coste e dalle facili accoglienze che alcuni vogliono far credere".
(fonte)
Ecco, leggendo queste affermazioni  si prova lo stesso stato d'animo di coloro che si domandano da sempre cosa causò veramente l'estinzione dei grandi dinosauri. Quale fu l'evento catalizzatore e catastrofico che provocò un totale ribaltamento del punto di vista di questi personaggi. Perché è innegabile che è clamoroso sentire politici disinistra e dichesinistra parlare come un Salvini qualsiasi.
L'evento, o la catena di eventi che avrebbe portato alla femminea passività degli attuali nostri governanti ed alla loro conversione al Culto del Migrante dev'essere comunque iniziata attorno al famigerato anno 2000, quando un altro Bush, con l'aiuto del prossimo presidente degli Stati Uniti, nonché suo fratello, si fottè le elezioni e pose le basi per un bel quindicennio di guerre mediorientali alla conquista del petrolio, annunciate dal proclama PNAC dei neocon e inaugurate dal grande botto dell'undici settembre 2001.
La grande avanzata della globalizzazione e della finanza unleashed necessitava di un ampio rimescolamento di popoli, all'insegna dell'allargamento della forbice tra ricchi e poveri, che l'impoverimento generalizzato nato dal ritorno allo sfruttamento ed alla cancellazione progressiva del welfare attraverso le politiche neoliberiste avrebbero reso finalmente possibile. 
5 gennaio 2000 - A New York, in sede Onu, è presentato il rapporto "Migrazione di ricambio: una soluzione all’invecchiamento delle popolazioni?", secondo il quale l’Europa, per mantenere l’attuale equilibrio tra popolazione attiva e passiva, dovrebbe accogliere 159 milioni di lavoratori stranieri da oggi al 2025. L’Italia abbisognerebbe di 300.000 nuovi immigrati all’anno per i prossimi 25 anni. 
8 novembre 2000 - La sezione italiana dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati raccomanda al governo italiano di non introdurre il reato di "immigrazione clandestina", che finirebbe per colpire anche gli aventi diritto all’asilo politico.(fonte)
Vi ricordate chi, dal 1998 al 2012 ha lavorato per l'UNHCR,? E' facile, dai. 

Gli sbarchi di immigrati  in Italia, fra il 2004 e il 2005, sarebbero passati da 13.000 a 23.000. Negli ultimi 45 giorni del 2005 il numero degli immigrati annegati nel Mediterraneo fu calcolato tra 1200 e 1700, secondo dati ufficiali. Sarebbero morti annegati, in 10 anni, 20.000 immigrati, diretti prevalentemente verso le coste italiane e spagnole.
Nel 2005 la corte europea dei diritti dell'uomo e il Parlamento europeo condannano l'Italia per le politiche repressive dell'immigrazione clandestina e condanna le espulsioni di massa.
2009 - Il commissario Ue Jacques Barrot invita gli stati membri ad attenersi ai principi europei sulle politiche verso l’immigrazione soffermandosi sul diritto di asilo e sul diritto alla vita, con riferimento ai respingimenti in mare, ritenuti inaccettabili. Invita particolarmente l’Italia a fornire spiegazioni sui respingimenti verso la Libia. (fonte)
Per riassumere. Di fronte al fenomeno della migrazione verso l'Europa di popolazioni provenienti dal Terzo Mondo, nel recente passato destra e sinistra hanno condiviso un atteggiamento che non disdegnava l'uso della dissuasione e della repressione. Lo dimostrano le leggi Turco-Napolitano di centrosinistra e Bossi-Fini di centrodestra. Un atteggiamento normalmente tenuto dalla stragrande maggioranza dei paesi del mondo di fronte ad una invasione.
Per altro, l'ONU, la Chiesa Cattolica, le Associazioni Cattoliche e le istituzioni europee hanno sempre auspicato l'immigrazione senza limiti paludandola dietro la giustificazione umanitaria che oggi arriva ad etichettare qualunque immigrato come profugo, rifugiato e disperato anche se proviene da paesi che attualmente non sono affatto in guerra. Profughirifugiatidisperati che riescono a sciogliere la pesante corazza dei Robertosaviani, normalmente immune, ad esempio, alle sofferenze del popolo palestinese, da sempre rinchiuso nel grande centro di accoglienza e tortura di Gaza.

Non so se troveremo mai l'anello di iridio che indica il preciso momento in cui è stato deciso che l'Europa avrebbe dovuto essere presa d'assalto dai proletari di tutto il mondo anche non uniti ma qualche indizio sui mandanti possiamo cominciare già ad averlo.
E, oggi come ai tempi della Vlora, possiamo aspettarci che le ondate migratorie continuino a fungere da diversivo (sulla pelle degli essei umani coinvolti) per far passare leggi e trattati liberticidi, nascondere i preparativi di nuovi conflitti e riposizionamenti imperiali. Oltre che servire da arma di ricatto da parte di altri paesi per ottenere aiuti. Con la differenza che oggi, rispetto al 1991, i 90 miliardi da spendere non ci sono più. L'eurozona con l'unico euro che ci incatena tutti ci impedisce anche in questo senso di difenderci.
Parlo di diversivi e distrattori perché in questi giorni, forse non è un caso, con il rischio di vedere passare l'odioso Italicum per non parlare del prossimamente nefasto TTIP, non è che si parla un po' troppo di migranti sui media? 

Come in tutte le storie, però, non si può nemmeno escludere il colpo di scena. Stasera, ascoltando il TG di Mentana, non credevo alle mie orecchie. Istituzioni europee e governanti fantoccio e perfino L'ONU (!) che, dopo l'ennesima tragedia del mare, auspicano l'intervento in Libia, il blocco navale e l'utilizzo di droni per affondare i barconi degli scafisti. (Ovviamente vuoti ma l'altro giorno che lo disse la Santanchè fu fatto credere che intendesse con i migranti a bordo). E' sorprendente. Soprattutto che nessuno dica che affondare i barconi è da carogne leghiste. Nemmeno i giornalisti, tutti immediatamente schieratisi sul "Forza Drone". Mi aspetto anzi che qualcuno disinistra, di qui alle elezioni locali, rispolveri i toni alla Rutelli ed alla Napolitano versione vintage sull'argomento. 
Qualcosa sembra cambiare. Chissà. Che qualcuno nelle stanze dorate si sia accorto che 150 milioni di migranti sono effettivamente un po' troppi?


P.S. Inutile che vi aggiunga che le politiche di accoglienza e welfare che rischiano di favorire il migrante rispetto all'autoctono, per non parlare dell'incitamento alla denatalità di quest'ultimo attraverso l'applicazione della shock economy, sono incostituzionali, come puntualizza egregiamente Luciano Barra Caracciolo.

martedì 14 aprile 2015

Interstellar ovvero non siamo mai stati sull'EXPO


Vi ripropongo l'uscita del sottosegretario Sandro Gozi sul genocidio armeno, ricordato improvvidamente da Papa Francesco in occasione della ricorrenza del centenario 1915-2015 senza tener conto della pronta e maschia reazione dei Giovani Turchi turchi che da cent'anni negano sia stato un genocidio ma invece una gita fuori porta organizzata per un popolo fraterno, finita male perché le provviste, mal calcolate, finirono anzitempo.
Riascoltiamolo il Gozi perché merita, poi vi spiegherò perché non è stato giusto fancularlo per tutta la giornata di ieri sui social, senza ragionare ma lasciandosi trasportare dalla parte primitiva del cervello, la focosa ed istintiva, nonché rettiliana amidgala. 



Estrapoliamo e facciamoci subito tatuare questa fondamentale affermazione: "Il governo non ha il dovere di prendere posizione" e possibilmente scriviamocelo anche sul muro di casa che dà sulla strada principale, come l'aratro che tracciava il solco ed il credere, obbedire, combattere.

Abbiamo sbertucciato Gozi ma abbiamo torto perché ci ostiniamo a ragionare ancora in modo meccanicistico e loro, i Giovani Turchi italiani, come vi ho già fatto notare precedentemente, sono quantistici, sono il Partito Quantistico Democratico e Non Democratico
Il fenomeno avevamo cominciato ad osservarlo con Bello de zio, il quale però non si rifaceva altro che alla grande scuola tedesca, nonostante altre scuole di pensiero ritengano tutto discenda in realtà dai postulati della teoria del maanche veltroniano.

Per Sandro Gozi quindi il genocidio ci fu ma, e qui ci rifacciamo niente altro che a Heisenberg e Schroedinger, non ci fu. Ovvero, il genocidio c'è e non c'è, dipende da che parte lo guardi. Se lo guardi dalla Turchia non ci fu e di conseguenza il governo piddino non ha il dovere di prendere posizione. Se lo guardi dall'Armenia, dall'Europa, dalla Papuasia, insomma dal resto del mondo o da un punto qualsiasi dell'universo, il genocidio ci fu eccome. 
La quantistica piddina, ai nostri occhi ed alle nostre orecchie sembra alquanto instabile quando, sempre Gozi, dopo aver detto che non può esserci un'unica verità storica - l'avete ascoltato - sorprendentemente afferma:

"C'è solo un punto sul quale l'umanità e i governi non possono scherzare: la Shoah. Quella è una verità storica."

Sembra incoerenza, lo so, ma è sempre indeterminazione quantistica e noi ragioniamo meccanicisticamente sul "o così o pomì". La verità storica, pensateci bene, non c'è ma c'è, ha ragione lui. 
Dopo tutto le singolarità come la sospensione della coscienza e del senso del ridicolo possono apparire proprio nelle condizioni estreme come i buchi neri. E il PD, offro questa ipotesi alla vostra possibilità di falsificazione, non è altro che un buco nero apertosi nella Seconda Repubblica, dalla quale sta sottraendo la democrazia e noi siamo ormai sospesi sull'orizzonte degli eventi senza possibilità di scampo. 

Terribile, no? Siccome l'argomento mi appassiona, vorrei offrirvi in chiusura un gioco, un salto quantico mentale, se mi seguite nel wormhole che mi pregio di aprire per voi. Eccolo, si intitola "Non siamo mai stati sull'EXPO".

Siamo in un mondo decadimensionale dove, siccome l'EXPO è in terribile ritardo, come lo è del resto in questo mondo, in una località segreta si sta allestendo un set dove viene girata una versione dell'inaugurazione da mandare in televisione il giorno prescelto. Le immagini vengono riprese su uno sfondo camouflage e poi verranno aggiunti elementi in postproduzione, in computer grafica.  E' sorto un problema, perché il candidato ideale per questa pantomima italiana sarebbe Federico Fellini, ma Fellini è già morto. Oppure no, potrebbe anche non esserlo. Se è morto dovrebbero quindi accontentarsi di Benigni che, del resto, è esperto perché ha già vinto un Oscar facendo credere che gli americani abbiano liberato Auschwitz.
Secondo voi, nel mondo parallelo e in questo mondo, come andrà a finire? Vanno a riprendere Fellini tra le stringhe o si accontentano di Benigni?


P.S. Devo smetterla di guardare i film di Christopher Nolan.

lunedì 13 aprile 2015

Il mondo dell'Isola



STUDIO BATTAGLIA di Enrico Versari presenta: IL MONDO DELL'ISOLA.
Racconti per immagini di Giuseppe Tampieri. 11 aprile – 1° maggio 2015

Il soggiorno di Giuseppe Tampieri a “Villa Isola” ha rappresentato l'inizio, il Big Bang dal quale è generato quello che diverrà, di lì a poco, il suo stile, il suo marchio distintivo, la sua impronta nell'arte contemporanea: le “invenzioni”.
Idee nate su antichi fogli di tenuta contabile di campagna trovati in vecchi bauli. 
Figure e situazioni, personaggi, Doppelgänger e archetipi che piano piano prendono forma sulla carta provenendo da un mondo interiore che ormai fatica a contenerli e che ha bisogno di esplodere in un disegno che in quel momento ha il colore della terra e della corrosione del tempo sul metallo – le immagini rugginose – ma poi, sulla tela e sulle tavole, si arricchirà sempre più di colore, fino ad esplodere negli anni '70-'80 e nelle ultime opere degli anni '90-2000 in quadri di grandi dimensioni e di forte impatto cromatico.

L'anno è il 1944 e le situazioni impresse sulla carta riflettono il clima di guerra che evoca incubi di morte e pestilenza ai quali, come in Boccaccio, si reagisce rifugiandosi nell'Eros che riconduce con altrettanta violenza verso la vita. Ecco quindi le figure femminili, le donne spavalde e impudiche che accompagneranno l'immaginazione dell'artista negli anni a venire, fornendogli costante ispirazione.
Accanto alle donne, figuri misteriosi, che forse può suonare banale definire scaturiti dall'inconscio dominato in quel momento da Thanatos, a far da contraltare alle creature di Eros. Fantasmi che continueranno a comparire, assieme al doppio dell'artista, con il suo profilo inconfondibile, anche nelle opere più recenti, come memoria di quella che fu l'origine di tutto.

Il percorso della mostra offre, attraverso l'assenza di didascalie e titoli, l'opportunità di scoprire da sé, riconoscere e svelare, da un disegno all'altro e dal disegno al quadro, i significati, le corrispondenze di elementi e le ricorrenze, gli abbozzi di figure che poi verranno riprese nelle opere successive e tutta la complessa simbologia interiore dell'artista. Come la presenza del gatto, compagno ideale di un immaginario votato alla scoperta del mistero dell'eterno femminino.

E' stato uno splendido vernissage, arricchito dalla presentazione del critico Enzo Dall'Ara e partecipato da moltissime persone che non hanno dimenticato che artista fosse mio padre. Qui, se vi garba, la mia intervista dove presento la mostra.
Sono molto contenta, molto, del risultato. Grazie ad Enrico e Danilo per tutto quello che fanno per mantenere vivo il ricordo di papà.


Un piccolo assaggio della mostra



Il critico Enzo Dall'Ara durante la presentazione


David Tucci interpreta in musica un racconto "dark" del Giuseppe Tampieri scrittore

venerdì 10 aprile 2015

Ma come fanno le astronaute


Dio solo sa quanto aborrisca il femminismo piagnone delle inquantodonne, ma stasera è doverosa una prece per il poro Langone che da troppo tempo stiamo perdendo.

La citazione integrale è d'obbligo.

“Dobbiamo fare più ricerca” dice Renzi in collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti. Troppo giusto. Prego i ricercatori che usufruiranno dei prossimi finanziamenti renziani di rispondere a questa domanda: un nome adespoto come Samantha, la cui fortuna è in buona parte dovuta alla serie televisiva americana “Bewitched” (“Vita da strega”), socialmente parlando produce gli stessi effetti di un nome presente in calendario, con santo patrono e tradizione onomastica famigliare capace di collegare le diverse generazioni? Seconda domanda: portare ad esempio un’astronauta, ossia una donna che per lungo tempo vive lontana anzi lontanissima dal proprio uomo, è utile nel momento in cui sappiamo che la causa principale del presente declino economico è il declino demografico? (“Non ho figli, e per questo per me è meno difficile coniugare visita professionale con vita privata. I compromessi, a questi livelli, sono necessari” ha dichiarato Samantha).

Caro, indimenticabile Langone.  Adespoto sarà lei. Neanche a me piace il nome Samantha ma un'astronauta che si chiamasse Maria Crocifissa non sarebbe adatta al contesto, mi creda. Già fa Cristoforetti, si accontenti. Il calendario è qualcosa di legato al tempo nostro ed è relativo, e nello spazio il calendario va a farsi fottere.
A proposito Camillo, ti posso chiamare Camillo? Non sai quante donne riescono ad essere lontanissime dal proprio uomo senza aver bisogno di andare a circumnavigare la Terra e pur dormendogli accanto. 
Comunque grazie per questa "preghiera", almeno mi hai insegnato una nuova parola: adespoto. 
Doveva andare nello spazio una donna che si chiama Samantha come la strega per riesumarla dal vocabolario. Tu guarda il destino che sta scritto nelle stelle.



P.S. Dice (vedi i commenti al post) che Samantha non era per la strega. Già, e chi ti ricorda una certa Linda?

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