venerdì 4 dicembre 2009

Qualcosa di viola


E' viola dalla rabbia.


giovedì 3 dicembre 2009

Cavalieri d'Italia

“E la Mussolini è colta in posizioni compromettenti? Ha ragione di vergognarsi o può correre il rischio? La notizia ci potrebbe essere se fosse amante di Sansonetti o di Pecoraro Scanio. Quale danno lamenta la Mussolini? In cosa la Mussolini è stata offesa o sputtanata? Se il fatto non è vero, pur essendo vero il ricatto, in breve tempo passerà da colpevole di scopata privata, reato non gravissimo e non penale e praticato di molte donne a destra e sinistra, da destra a sinistra, a vittima di un ricatto a cui nessuno ha ceduto.
In un caso o nell’altro, la sua onorabilità - anche per la coerenza politica erotica - non apparirà scalfita. Il filmato assumerebbe un altro significato, visti i principi programmati dalla Mussolini, se si fosse trattato della documentazione di un rapporto saffico con Rosy Bindi o con Rosa Russo Iervolino”. (Il Giornale, novembre 2009)

Grazie a chi scrive pornazzi del genere in corpo 11, infilandoci tutte le proprie stagionate inibizioni, chi è psicologo potrebbe ricavare un trattato di psychopathia sexualis da fare una pippa cosmica a Krafft-Ebing, divertendosi un mondo, per altro.
Lo strizzacervelli potrebbe evidenziare con un implacabile stabilo boss freudiano la lunga serie di perversioni che si nascondono dietro il perbenismo borghese in giacca di tweed, la più sorprendente delle quali, secondo chi scrive, è quella che nell'articolessa viene chiamata la coerenza erotica. Cioè, io prima di trombare qualcuno che mi attizza dovrei informarmi sul suo orientamento politico perchè se non la pensa come me non funziona.
Feltri ha talmente paura che un/a comunista possa fargli partire i missili e scoppiare i fuochi artificiali e fargli così mollare finalmente quei freni inibitori così spasmodicamente tirati, che non ha idea di quale sommo piacere possa essere invece sodomizzare in ogni modo possibile un esponente dello schieramento opposto.

Coerenza erotica è anche coerenza di orientamento, ça va sans dire. Vestendo la solita omofobia d'ordinanza, il pervertito ci regala questa immaginaria scenetta saffica, non tra Alessandra e, che ne so, Monica Bellucci (fantasia che gli bagnerebbe sicuramente le mutandine "lana fuori e cilicio di dentro") ma un qualcosa di totalmente antierotico come immaginare Rosetta che dice "ti amo" a Rosy. Con quella voce.
Capite che sono delle perfette fantasie antierotiche, nate da una mente che ha il terrore di lasciarsi andare? Mi sto eccitando quindi penso a qualcosa che me lo ammosci definitivamente o me la faccia diventare secca come un secchio di sabbia.

Lo psicologo si divertirebbe così, mentre il sociologo si interrogherebbe sul livello di meschinità del maschio berlusconide rettiliano, per il quale la donna è una specie di bambola gonfiabile che non deve chiedere mai. Se si ribella o non OBBEDISCE, deve solo tacere.
Non un normale rapporto uomo-donna ma piuttosto tra pupa e gangster. "Adesso levatevi dalle palle, puttane, che dobbiamo parlare d'affari".

Giustamente Alessandra chiama in causa la Carfagna, che dovrebbe difendere la dignità delle donne offesa da questi killeraggi misogini, da queste paccianate mediatiche, ma la Mara pari opportunista vi manda tutte in culo, care ragazze.
Lei fa la boccuccia tonda e se ne sta lì tutta sgonfia, perchè se parlasse o si prendesse ad esempio una cotta per Gianfranco e passasse il Rubicone, allora il Giornale avrebbe sicuramente qualcosina anche per lei.
Dopo aver sbattuto addirittura la Di-Lui-Moglie in prima pagina, con le poppe di fuori ed il rinfaccio delle origini di attricetta, ad un primo cenno di richiesta di divorzio, figuriamoci cosa ci sarebbe per una papigirl ribelle. All'Aldo Raine del giornalismo interessano solo i suoi cento scalpi quotidiani di oppositori dell'Unto.

Detto di quanto schifo fanno queste campagne scandalistiche di depistaggio per sviare l'attenzione dalla discesa agli inferi del nano, tutta la mia sincera ammirazione per Alessandra Mussolini che - buon sangue non mente - ha compiuto l'unico vero gesto rivoluzionario di questi sciagurati tempi. Un gesto che è come certe carte di credito, non ha prezzo. Stracciare "il Giornale".

martedì 1 dicembre 2009

Maglioni di lana caprina

Il 5 dicembre prossimo ci sarà a Roma una manifestazione contro Berlusconi denominata "No Berlusconi Day". Per me ciò è sufficiente. Non mi interessa altro.
Voglio dire, ci sono talmente tanti motivi per essere contro Berlusconi in questo paese, per ciò che sta combinando sulla Giustizia e per lo stato di impasse in cui il paese si trova a causa del tempo che perde a studiare come pararsi il culo dalle proprie malefatte, disinteressandosi dei problemi di coloro che non fanno Berlusconi di cognome, che di manifestazioni così dovrebbero essercene due al giorno dopo i pasti ed una prima di coricarsi. E soprattutto dovrebbero vedere partecipare, senza esitazioni, tutti coloro che ancora hanno a cuore questo paese.

Eppure, nonostante la gravità del momento e la necessità di far capire a Sua Sintonia che nati non fummo per esser papiminkia in eterno, ci sono gli immancabili distinguo e bruciori di culo che provengono, attenzione, non dalla Casa della Libertà - contromanifestazione buffonata a parte - ma dalla cosiddetta Opposizione.
Andiamo per ordine però, che di carne al fuoco ce ne sarà tanta, praticamente un grigliata mista all'argentina.

Come succede oramai tutte le volte che si scende in piazza democraticamente - che sia contro la globalizzazione o contro la strage delle foche cucciole - il Partito Bestemmia si dissocia. Lasciano, bontà loro, libertà agli iscritti di partecipare o meno ma, come entità partitica ormai collusa in maniera conclamata con il regime, non volendo dare dispiaceri a Colui che fingono di contrastare, si astengono. Anzi, si dissociano dalla manifestazione e, ahi che lai, non parteciperanno. Loro no, loro.

Badate che non stiamo parlando di un gran varietà con ghigliottina stile Place de la Concorde fine XVIII secolo, dove si sferruzza il maglione per l'amato tra una testa rotolante e l'altra. Figuriamoci, saranno i soliti tamburi, palloncini e slogan che non fanno paura a nessuno ma, se assieme al folklore ci sarà una grande partecipazione, sarà comunque un bel segnale al monarca wannabe assoluto. Eppure i piddini grigi si cagano addosso dalla paura.
Forse hanno paura di buscarle dagli inglorious basterds in divisa che già si distinsero a Genova per aver bastonato il bastonabile, comprese le vecchiette con i bimbi in braccio? Penso proprio di si.

Ricordo a chi critica Di Pietro perchè non volle la Commissione d'Inchiesta sui fatti del G8 di Genova, beccandosi ad imperitura memoria dello sbirro, che le violenze furono fatte materialmente dai Robocop con faccetta nera come suoneria nel telefonino ma che la colpa morale per aver lasciato la piazza in balia della repressione fu del Partito Democratico di allora, ovvero i Democratici di Sinistra.
Ricordo perfettamente, perchè sono giornate che sono scolpite al laser nella memoria, che i piddini di allora, i DS, negarono l'appoggio del loro servizio d'ordine ai cortei del Genoa Social Forum. Sempre con la stessa solfa: "Preferiamo dissociarci, non fa per noi, noi siamo persone serie, non abbiamo bisogno di scendere in piazza (me cojoni!), eccetera".

Chi ha qualche anno sulla gobba come me, ricorderà che una volta se ad una manifestazione c'era il servizio d'ordine del PCI non volava una mosca e di norma non succedeva nulla di grave. Nel senso che il servizio d'ordine proteggeva i manifestanti, sapeva riconoscere gli eventuali infiltrati agents provocateurs ed era organizzato per neutralizzarli.
A Genova nel 2001 il servizio d'ordine dell'ex PCI non c'era e difatti abbiamo avuto infiltrazioni a tutto spiano e di ogni tipo, provocazioni, manovre suicide dei cortei e anarchia totale nella gestione della piazza. Risultato, un morto e non si sa quanti feriti.
La cosa più grave e politicamente ignobile fu negare il servizio d'ordine al corteo del sabato, quello successivo alla morte di Carlo Giuliani, dove se ne bastonarono centinaia per educarne milioni con le immagini trasmesse al TG1 e nulla vieta di sospettare che, forse, la mancata protezione del maggiore partito d'opposizione ai manifestanti sia stata anche un involontario semaforo verde per la macelleria messicana di quella stessa notte alla scuola Diaz.
Malignità? A me paiono fatti. Il sospetto che nacque a quel tempo di avere a che fare con un'opposizione senza palle e tanticchia infame è andato negli anni consolidandosi in una certezza.

Per non farla tanto lunga. I Mastella e i Di Pietro possono vergognarsi per aver ostacolato la Commissione d'Inchiesta sui fatti di Genova ma io considero ben più colpevoli i Fassino e i D'Alema che, dopo essersi sciacquati la bocca con lo sdegno per la "notte cilena" hanno poi preso per il culo i loro elettori inserendo l'istituzione della commissione d'inchiesta nel programma del governo Prodi solo per boicottarla e di fatto annientarla. Tanto la colpa se la sarebbe presa Di Pietro lo sbirro, n'est pas?

Caro Tafanus, lo sai che ti voglio bene ma, sinceramente, non capisco quale sia il problema quanto scrivi:
"Ecco, poi qualcuno si meraviglia se Bersani, pur lasciando piena libertà ai militanti PD di andare dove vogliono, come partito non ci sarà. Ma, di grazia, non è una manifestazione "apartitica, nata dal basso, proprietà della ggente del webb"? cosa dovrebbe andara a fare? A prendere calci da destra da parte di Tonino, di Beppe, di Pancho, e da sinistra da parte di Flores, della De Zardo, e di altri compagni di viaggio di questi tipo? Cioè di gente il cui obiettivo principale, in questi ultimi due anni, è stato quello di lottare più contro il PD che contro la destra?" (tafanus, 27 novembre 2009)
Quello che vedo è il solito vizio della sinistra dura e pura d'antan di perdere tempo a litigare e a farsi le scarpe tra concorrenti, mentre l'astronave sta per esplodere.
Allora, ti chiedo, è più grave un Berlusconi che, come Sansone, vuol tirare giù il tempio con tutti i Filistei, che saremmo noi, o una manifestazione che, orrore!, non è controllata da quei cazzoni del PD?
Quegli stessi piddini grigi e tristi che continuano a fottere ogni giorno i loro elettori con i loro maledetti inciuci, con gli intrallazzi e le furbate, con le loro promesse di non toccare le televisioni a Berlusconi e con tutto ciò che, Dio li stramaledica, non hanno fatto quando sono stati al governo per ben due volte.
Quei dirigenti incapaci e indegni che rischiano di far diventare anticomunista anche chi non si sarebbe mai sognato di diventarlo. Gente che non avrà mai più il mio voto, lo giuro, perchè mai potrò perdonare loro l'interessata vigliaccheria e il concorso esterno in associazione berlusconiana.

Credimi, non è il momento di controllare l'integrità degli imeni e dei prepuzi per stabilire chi è davvero di sinistra. Stiamo lottando contro un cancro in metastasi e ci preoccupiamo che il nostro vicino possa passarci le verruche nello spogliatoio della piscina.
A me di Beppe Grillo non frega più di tanto. Di Pietro mi piace quando dice ciò che l'Opposizione dovrebbe dire di Berlusconi. Travaglio sarà troppo dipietrista ma, guarda caso, quando ho voluto informarmi sull'infamia del Processo Breve, l'ultima pensata degli avvocati di Berlusconi, la spiegazione più chiara ed esauriente l'ho avuta da lui. Riassumo in breve per chi non ha il tempo di vedere qui il filmato per intero.

Se dovesse passare la "legge sul processo breve", che si applicherebbe a tutti i gradi di giudizio, dal momento in cui il GIP rinvia a giudizio un imputato fino al momento della sentenza non potranno trascorrere più di due anni. A quel punto il processo si chiude e, qui arriva il bello, tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento viene dichiarato nullo. Se il colpevole è reo confesso, ci sono le prove e tutto quanto, passati due anni, se ne torna a casa impunito. I coglioni che fino a quel momento hanno speso migliaia di euro in spese legali potranno dire addio alla possibilità di rientrare con eventuali risarcimenti. Come è facile immaginare, agli avvocati una legge del genere provoca una vigorosa erezione perchè, qualunque sia il destino del processo, le loro parcelle saranno comunque garantite.

La disinformacija berlusconiana che dice invece, per bocca dell'Angelino? Che con il processo breve la giustizia si sveltirà. Balle. La giustizia si sveltisce solo aumentando le risorse economiche a sua disposizione, tenendo i tribunali aperti anche di pomeriggio e fornendoli di personale a tempo pieno.
Tra l'altro il processo breve non si applicherà ai pregiudicati ma solo agli incensurati o precedentemente prescritti. Travaglio fa l'esempio dell'avvocato Mills, che essendo già stato condannato in primo e secondo grado per corruzione si trova attualmente in cassazione. Per lui il processo potrà durare anche vent'anni. Chi se ne frega. Lo stesso accadrà a chi avrà sulle spalle una condanna in primo grado per aver scaricato il cd di Gigi d'Alessio con il mulo.
La legge non è fatta per gli italiani. Serve solo ad impedire che si svolgano i processi a Berlusconi che, tu guarda la combinazione, risulta precedentemente assolto o prescritto. Una legge tagliata e cucita su misura come un doppiopetto di Caraceni.

Il danno che verrebbe a noi italiani da una legge ad personam come questa è presto detto.
Nel caso di processi complessi, dove è necessario audire decine di testimoni, verificare perizie e controperizie ed analizzare quintali di documenti ci sarebbe il rischio concreto di non riuscire ad arrivare materialmente a completare l'iter processuale. Nemmeno se i giudici riuscissero a fissare un'udienza ogni settimana.
E' il caso del processo per le lesioni colpose ai pazienti della clinica Santa Rita di Milano, operati senza necessità per gonfiare i rimborsi della sanità pubblica, citato nel filmato da Travaglio. Uno dei processi che rischia seriamente di saltare sotto i cavilli esplosivi dello studio Ghedini.
Il GIP ha rinviato a giudizio l'anno scorso gli imputati, incastrati da eloquenti intercettazioni telefoniche. Il difficile ora è riuscire a dimostrare, in sede processuale, che i pazienti non necessitavano degli interventi. Capirete, si parla di organi finiti nell'inceneritore.
Per far ciò occorre esaminare decine di perizie mediche, stabilire i danni a lungo termine subiti dai pazienti e ci vuole tempo. Se l'anno prossimo a luglio non si sarà concluso il dibattimento, i colpevoli andranno tutti impuniti e i pazienti non avranno alcun risarcimento.

Non solo questo processo, che verte su fatti particolarmente odiosi, ma anche quelli sui crack Cirio e Parmalat, sul disastro della Thyssen Krupp e sui morti per l'amianto rischiano di essere cancellati. Un danno incommensurabile, morale ed economico, che ricadrà pesantemente sulle spalle degli italiani.
Non so te, Taf, o gli altri ma a me conoscere queste porcate dà motivo sufficiente per aderire a qualsiasi manifestazione contro chi le pensa.
Francamente, se chi le organizza è un movimento spontaneo o la CIA o gli Illuminati o Di Pietro non me ne può fregare di meno.

lunedì 30 novembre 2009

Italiani mafiosi

Che ci piaccia o no, è come ci definiscono all'estero. Basta andare a Como Brogeda o a Ventimiglia. E' la biscia razzista che si rivolta al ciarlatano.
Non gliene frega niente all'americano o al tedesco se siamo nati in terra Padana e facciamo gli schifiltosi con i "terùn", trattandoli da parenti poveri.
Bresciani, bergamaschi di sopra e di sotto, lumbard assortiti, piemuntès, veneti, furlàn, emiliani, valdostani, trentingrana e sudtirolervolkspartei, finiscono tutti nel calderone.
Mafiosi e terroni, nell'immaginario collettivo internazionale, lo siamo tutti, basta che la nostra auto sia targata "I". A volte possiamo diventare più affettuosamente mangiaspaghetti, impastapizza, pizza&manduline o broccolino ma la sostanza non cambia. Alla fine saltano sempre fuori i cannoli. Italiani mafiosi.

L'immagine della pupa con boss si riferisce alla famosa serie televisiva "I Soprano" che narra le gesta di una famigghia tipo dell'universo mafioso italoamericano. Grande successo, soprattutto tra i WASP imperiali, ovvero i white americans, coloro per i quali siamo gentaglia appena superiore agli ispanici e un gradino sopra ai neri. Forse ce la giochiamo con polacchi e irlandesi ma non ne sono certa.
Come tutte le fiction sulla Mafia, anche "I Soprano" è un bel concentrato di stereotipi sugli impastapizza, ben peggiore de "Il Padrino". Eppure, se qualcuno andasse in tv negli Stati Uniti a dire che la realtà dei Soprano non esiste, cioè che la Mafia non esiste e che la serie tv è lesiva della reputazione degli italiani e quindi andrebbe cancellata, penso che sarebbe preso per matto. How do you say "T.S.O.", man?

Capisco che a qualcuno dia fastidio un'altra celeberrima fiction particolarmente informata sui fatti come "La Piovra". Avendola rivista tutta di recente - in DVD, per carità, che in televisione non passa più, nonostante sia stata una delle serie di maggior successo della RAI, mi sono resa conto che è uno spettacolo terribilmente angosciante e deprimente.
Nel post che scrissi un anno fa raccontavo pure di Silvio Berlusconi che aveva fatto di tutto per sabotarne le ultime serie, a suo tempo, spalleggiato dal regista italoforzuto Zeffirelli e utilizzando i medesimi argomenti di oggi: fiction lesiva della reputazione dell'Italia.

Vedete, si dà il fatto che soprattutto le serie dalla terza alla sesta raccontino come in una mappata di rognosissime centurie di Nostradamus, tutto ciò che siamo diventati ora, con una dovizia di particolari ed una puntualità di fatti impressionante. Manca solo la discesa in campo di Tano Cariddi e le leggi ad personam per farla franca ma la P2 c'è tutta. Del resto non potevamo pretendere che i pur quasi veggenti sceneggiatori della Piovra potessero immaginare un Tano che, dopo aver strangolato la moglie, non è punibile perchè coperto dal Lodo Alfano.

Tornando all'infamante accusa di essere mafiosi che si attacca come la pece a noi italiani. Visto chi ci rappresenta ultimamente - che non sarà mafioso ma si comporta come tale e dei mafiosi utilizza tutti gli argomenti tipici, compreso il "ma quando mai!" e il "non esiste", personalmente non me la sento più da un pezzo di offendermi se uno straniero mi dà della mafiosa in quanto italiana. Posso cercare di distinguermi, dire che io non ho nulla a che fare con quella gente ma io sono io, la maggioranza degli italiani è innegabile sia follemente innamorata del modo di fare mafioso e si sia scelta un capo pericolosamente simile al boss dei Soprano. Tranne il sigaro, ovviamente, visto che non fuma.

domenica 29 novembre 2009

Ave Marina, piena di schei

I papiminkia che si affollano inebetiti dal dolore attorno al luogo del martirio del loro Unto di riferimento forse possono smettere di soffrire perchè qualcuno ha finalmente ascoltato le loro preci ed è pronta a scendere benedicente tra il suo popolo, coprendolo di letizia e consolazione.

Sono già un paio, e documentate, le apparizioni della Madonna Pellegrina della Fininvest, Nostra Signora degli Schei e patrona dei criptogay - che fa pure rima.
Nel primo messaggio del 10 ottobre la Signora di Mondadorije si mostrava piangente con dei goccioloni così a causa della sentenza che la obbligherebbe a mollare i 750 milioni di euro di risarcimento a De Benedetti:
''Non voglio nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi scellerata di dover tirare fuori una cifra del genere. Stiamo parlando di una holding cui fanno capo societa' quotate del calibro di Mediaset e Mondadori, societa' solide e ben gestite, ma una mazzata da 750 milioni di euro farebbe tremare chiunque. L'improvvisa mancanza di risorse finanziarie cosi' importanti metterebbe a rischio le nostre possibilita' di sviluppo''.
Come dire che De Benedetti, che la mazzata l'ha già subìta (e sappiamo che l'ammontare dei risarcimenti decisi dai tribunali è sempre inferiore alle cifra reale del danno), si può fottere allegramente.

Perchè sia chiaro e affinchè sorellastra intenda, la Mondadori è sua e guai a chi gliela tocca.
Il vero uomo di casa, nonostante sia alta un metro e un lingotto, quando l'accarezzano contropelo fa invidia al papi quando sbraita contro gli sceneggiatori della "Piovra".
Che Barbara, la figlia beella e aaalta di Veronica abbia la passione dei libri, soprattutto quelli targati Mondadori, non è un mistero. Ora che dovranno dividersi il malloppo a papi vivo causa divorzio dalla Lario, per la Signora di Mondadorije saranno altri goccioloni. Del resto le Madonne hanno la lacrima facile, non è un mistero.

Nel secondo messaggio lasciato ai papiminkia, la Signora si è lamentata delle ultime accuse lanciate al Padre, che è giustamente, il suo idolo. Se non fosse stato per lui, infatti, quando mai le sarebbe toccato un Ambrogino d'Oro?
Le accuse lanciate a quel sant'uomo del padre sono tutte calunnie e, naturalmente, frutto della malapianta dell'invidia dei detrattori di un imprenditore che ha fatto tanto. Soprattutto per se stesso.

C'è qualcuno che si chiede preoccupato se la Madonna Pellegrina di Arcore stia per caso studiando da papi, sì da esser pronta a prendere il comando della Casamatta della Libertà nella malaugurata evenienza.
Lo escludo. Se si distrae un attimo le sorellastre le portano via la polpetta dal piatto come ad una Cenerentola qualsiasi e lei non reggerebbe l'onta.
Meglio che continui a dedicarsi ai miracoli che le vengono così bene, come la guarigione del gay con la semplice imposizione del portafogli. Altro che Lourdes. Pare che non perdoni. Dolce e Gabbana sono avvertiti.

sabato 28 novembre 2009

Presidenti

Giusto per ribadire il concetto.

Napolitano può fare di tutta un'erba un fascio e confondere giudici e imputati.
Può applicare il Codice Maanchista del falso super-partes che in realtà fa il gioco di una delle parti.
Può interpretare ancora ad libitum l'amico del giaguaro.
Può far finta che la situazione italiana attuale possa definirsi normale, con un presidente del consiglio che accusa la Giustizia di eversione mentre è probabilmente la Mafia che gli sta recapitando il conto.

Napolitano può andarsene in giro a dire ciò che dice, senza preoccuparsi delle conseguenze e del messaggio destabilizzante che deriva dal suo non schierarsi decisamente dalla parte della Giustizia e di chi le leggi si preoccupa di farle applicare, non di stravolgerle a proprio favore.
Lui può continuare ad ondivagare di qua e di là senza schierarsi dalla parte della legalità senza se e senza ma.

Pertini non l'avrebbe mai fatto.

(E nemmeno Scalfaro e Ciampi, ad onor del vero)
Ah, si è capito che Napolitano non è il "mio" presidente?

Studiare da Hindenburg

"Le nuove elezioni furono tenute a luglio [del 1932] e sancirono il successo della politica di Hitler ed il crollo dei partiti moderati di centro. Provati da anni di privazioni e di disoccupazione, i tedeschi si dimostrarono disposti a seguire qualsiasi ideologia estremista che promettesse un rapido cambiamento della situazione. Ciò permise ai nazisti ed ai comunisti di schiacciare in modo evidente le forze moderate che persero centinaia di migliaia di voti.
Il partito di Hitler, assicurandosi il 37,4% dei consensi popolari e riuscendo ad occupare ben 230 seggi al Reichstag, divenne il più forte della Germania.
(Alessandro Persico, Adolf Hitler, l'ascesa al potere)

"Sento il bisogno di dire qualcosa in questo particolare momento. L'interesse del Paese richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali".

"Va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare. E' indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche, e che quanti appartengono alla istituzione preposta all'esercizio della giurisdizione, si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione". (Giorgio Napolitano, 27 novembre 2009)

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