lunedì 11 giugno 2018

Susanna, Pamela e le altre



Vi racconto io questa storia assai istruttiva perché la trovereste a fatica e solo rimestando a lungo con il bastone del pollaio nel brodone - "e brudòn" (romagnolo) = "l'insieme dei liquami e materiali organici in fermentazione che forma il letame da concimazione", dei media ufficiali italiani, soprattutto televisivi.
Del resto è l'ennesima storiaccia scomoda per troppi versi, li capisco.

Traggo da un articolo dell'8 giugno pubblicato su una fonte tutto sommato ancora residualmente autorevole quale la BBC News e da altri articoli della stampa estera.
"Secondo quanto affermato dal ministro degli interni tedesco Horst Seehofer, Ali Bashar, 20 anni, un iracheno al quale era stata respinta la richiesta d'asilo in Germania, e sospettato dello stupro ed omicidio di una ragazzina di 14 anni a Wiesbaden, è stato arrestato dalle autorità curde nel nord dell'Iraq su richiesta della polizia tedesca.
Bashar era giunto in Germania nel 2015 con i suoi genitori e cinque fratelli ma la sua richiesta di asilo era stata subito respinta ed era in attesa di essere deportato. Nonostante ciò, in attesa del responso al suo ricorso, aveva ottenuto un permesso temporaneo di soggiorno. In quel periodo era divenuto noto alla polizia per essere stato coinvolto in numerosi atti violenti, inclusa una sospetta rapina e una rissa, oltre ad essere stato accusato di possesso illegale di arma da taglio. Era stato anche sospettato di avere aggredito sessualmente una bambina di 11 anni che viveva nello stesso centro per migranti.
La polizia ha dichiarato che Bashar e la sua famiglia in fuga hanno potuto imbarcarsi (il 2 giugno, ndr) su un aereo da Düsseldorf  (e via Istanbul),nonostante le generalità sui loro documenti non fossero le stesse riportate sui biglietti. L'opinione pubblica tedesca è sconvolta all'idea che costui abbia potuto evitare i controlli aeroportuali. (Pare che la loro identità sia stata controllata solo guardando le foto sui documenti, ndr.)
Susanna Feldman, di Mainz, risultava scomparsa dal mese scorso. Mercoledì il suo corpo senza vita era stato ritrovato presso il centro per rifugiati dove viveva Bashar. Proprio il luogo ove - secondo quanto riportato dai media locali - era stata vista per l'ultima volta. L'adolescente era di religione ebraica ma la polizia aveva affermato che non vi era prova apparente dell'esistenza di un movente religioso per il crimine. Nonostante ciò il Consiglio Ebraico tedesco aveva chiesto un'approfondita indagine su alcuni aspetti oscuri del caso.
L'assassinio di Susanna Feldman e i retroscena sulla fuga del sospetto assassino hanno rinfocolato le critiche alle politiche immigratorie di Angela Merkel, tanto che la leader di AfD, invitando la popolazione a scendere in piazza per una manifestazione, ha affermato che la cancelliera, dopo questo ennesimo caso, dovrebbe dimettersi. Nel mentre, il ministro degli interni sta studiando un piano per trattenere all'interno dei centri di raccolta profughi i richiedenti asilo fino al momento in cui sia stato stabilito il loro status e si è impegnato a sveltire le procedure di respingimento dei clandestini. Nonostante il loro numero sia da allora diminuito, nel 2015 la Germania ha accolto più di un milione di migranti.
Quello di Susanna Feldman è solo l'ultimo dei molti casi che hanno scioccato l'opinione pubblica tedesca. In marzo, il rifugiato afgano Hussein Khavari aveva ottenuto l'ergastolo per lo stupro e l'omicidio della studentessa Maria Ladenburger. Lo scorso dicembre un altro afgano era stato arrestato come sospetto autore dell'accoltellamento a morte della sua ex fidanzata.
La rivista Bild ha scritto che tali incidenti sono "materiale esplosivo per la nostra società". La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha aggiunto che "questi casi paiono moltiplicarsi" e il Tagesspiegel sostiene come sia "particolarmente triste" il fatto che le vittime fossero interessate, curiose e cercassero di instaurare un rapporto di amicizia con i migranti.""
Fantastico, vero? Quanti spunti interessanti e quanti spilloni con i quali pungolare i fautori del portapertismo. Ci sarebbe da trascorrere giorni interi facendo notare ai nostri noborderline le contraddizioni, le chiamate in correità, le criminali leggerezze e soprattutto le tonnellate di prosciutto (finto)buonista sugli occhi che impediscono di capire che, fin dai tempi di Adamo, a tenere le porte aperte per principio si rischia che entrino anche gli assassini. Senza contare che, aiutandosi con qualche testo di antropologia tipo un Lévi-Strauss qualunque, si capirebbe che le differenze tra popoli ed etnie esistono - comprese quelle ahimè non solo culturali - ed è proprio volendole schiacciare sotto la pressa del "siamo tutti uguali ed intercambiabili" che si perde quella prudenza che è sempre necessaria quando ci si confronta non solo tra diversi ma tra semplici sconosciuti. E' un punto importante sul quale ritornerò alla fine.

Risulta in primo luogo paradossale che un pendaglio da forca, una volta inseguito dalla giustizia, sia potuto fuggire, assieme a tutto il suo cucuzzaro, praticamente indisturbato, proprio nel luogo dal quale in teoria sarebbe dovuto fuggire. In Iraq c'è la guerra o gli ultimi palpiti di essa, su questo non c'è alcun dubbio. Non stiamo parlando di uno di quei paesi africani in forte crescita economica dai quali tuttavia partono neri Pinocchi e Lucignoli di 90 chili bisognosi di essere mantenuti dai bianchi rassisti nel paese dei Balocchi dato che: 1) occorre far spazio ai più intellettualmente brillanti cinesi; 2) "le loro vite nere valgono", sottinteso: più delle altre, perché lo ha stabilito la Quinta Internazionale degli Speculatori Filantropi Ex Collaborazionisti.
Il pendaglio, visto che un altro richiedente asilo di 13 anni aveva denunciato alla polizia, per l'omicidio di Susanna, lui e un altro turco tutt'ora in custodia in Germania (proprio perché "non sono tutti uguali") è tornato di corsa al paesello, probabilmente usufruendo di diverse reti di soccorso e grazie alla incredibile leggerezza con la quale le autorità aeroportuali europee lasciano entrare ed uscire solo determinati tipi di persone. Non vogliamo pensare che, come vedono certi passeggeri imbarcarsi per determinate destinazioni, qualcuno al check in ringrazi Iddio ché almeno questi se ve vanno.

Ottimo che le autorità irachene abbiano in così breve tempo trovato il sospettato, magari con l'aiuto di qualche occhio di falco in più, visto che la vicenda ha avuto vasta eco anche in Israele. Il problema tuttavia è che tra Iraq e Germania non vi è un vero e proprio trattato per l'estradizione. (Aggiornamento: alla polizia irachena il delinquente ha confessato l'omicidio ma ha negato lo stupro perché "erano amici". Insomma si era instaurato il famoso rapporto amicale con la ragazza.)
Non a caso il baraccone mediatico di fenomeni, visto il coinvolgimento di uno dei pets cucciolosi di Angela Merkel, aveva subito cercato di far passare Bashar per il "fidanzatino" di Susanna, senza notare che la circostanza avrebbe anzi dovuto far scattare in loro un allarme indignazione in più, l'antifemminicidiobeghelli sempre pronto ogniqualvolta il fidanzatino o marito o compagno è un europeo di vecchio modello, di quel color bianco privilegio così démodé. Allarme che in presenza di violenza sulle donne di matrice foresta improvvisamente e stranamente si inceppa.

Ecco il punto. L'anomala propensione empatica in questi casi e in controtendenza rispetto ad ogni proclama di intoccabilità per decreto di altre femmine, ad esempio quelle con almeno 20.000 km della scuderia #meetoo, per gli stupratori e/o assassini stranieri. La tolleranza, la condiscendenza e il perdono già preinstallati per il colpevole mentre si realizza la riduzione delle vittime a giovani arpie che vogliono rovinare "il mio bambino".
Quella che una volta e ad ogni caso di stupro era l'atteggiamento tipico delle mamme degli stupratori ma non certo quella dell'opinione pubblica e nemmeno della "società civile" ora è un assioma culturale di tutto il progressismo nella versione del matrignarcato.
Ora abbiamo false misericordiose Madri mai state Madri che promuovono la libera circolazione dei lupi chiamandoli pecore e presentandoceli come bianche palome mentre dicono loro: "Io vi mando come lupi in mezzo alle pecore e potrete farne ciò che volete."
Nelle guerre moderne combattute dai soldati in borghese è il matrignarcato che offre il diritto di preda sulle proprie figlie ai conquistatori.
Un orrendo femminino, il lato oscuro della Donna, è stato scatenato sulle nostre teste e reclama i nostri figli in sacrificio in nome dell'annichilimento della nostra civiltà. Senza dimenticare le migliaia di bambini espulsi dal Terzo Mondo, di Pollicini imbarcati sulle navi senza nemmeno le mollichine per tornare a casa che finiscono non si sa dove ma possiamo immaginare dove. Chiedetelo a chi per lavoro è costretto a visionare l'Inferno, ovvero il deep web dei pedofili che si scambiano perfino ricette di cucina.

Le vittime in prima linea di questo delirio sacrificale, mandate come Cappuccetto Rosso in mezzo ai lupi nel bosco disincantato, sono sempre gli adolescenti più fragili, più problematici, irrequieti come Susanna - che si era già altre volte allontanata da casa e per questo la sua scomparsa era stata all'inizio trattata come una ragazzata - o sofferenti come Pamela di un disagio psichico che necessiterebbe di qualcosa di più di una manciata di psicofarmaci e delle ambiguità terapeutiche di certe comunità, nonché del riconoscimento che il disagio mentale e la relativa sofferenza non sono un mero costrutto sociale ma una realtà dolorosa per chiunque ne sia coinvolto, pazienti e famiglie. Altro che "la malattia mentale non esiste" e perciò i malati buttiamoli per strada o nelle comunità faidate, cari basagliani.
I nostri figli sono le vittime di delinquenti che si sentono impuniti - ciò che sarebbe accaduto a Bashar se un altro migrante non l'avesse denunciato - e della disonestà ideologica e criminale di chi, a quanto pare, vuole usare predatori sessuali come arma contro i propri simili.

Infine, al giudice che ha scritto che non vi sarebbe stato stupro su Pamela - che non era drogata ma imbottita di psicofarmaci che la rendevano inerme - perché si sarebbe instaurato "un rapporto amicale" con lo spacciatore nigeriano, frase esempio di quanto sia devastante l'esegesi della legge lasciata alla discrezionalità delle singole paturnie viziate dall'ideologia in voga al momento, ricordo, con l'occasione, che qualunque pedofilo sa che deve cercare di instaurare un rapporto amicale con il bambino, prima di poterne abusare.  La pedofilia in famiglia e in chiesa si insinua proprio nel clima di fiducia che impedisce alla vittima di prevedere che una persona della quale si fida ciecamente e che mai potrebbe fargli del male, glielo farà.
Ricordo altresì che i ragazzi del Circeo instaurarono evidentemente all'inizio un rapporto amicale con Rosaria e Donatella, al fine di convincerle a seguirli fino a quella villa isolata per poterle massacrare.  Che il famigerato serial killer Ted Bundy evidentemente riusciva a convincere le ragazze a salire in auto con lui perché era bello, distinto e si presentava con un finto braccio ingessato che lo rendeva così rassicurante.
Se un giudice allora avesse scritto una simile giustificazione per il massacro da "Cannibal Holocaust" di una giovane sarebbe stato almeno linciato mediaticamente e sbranato dal branco delle iene femministe. Oggi risulta normale perché segue l'ultimo protocollo aggiornato del politicamente corretto.

Allora alle ragazze veniva insegnato di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Occorreva essere assai criminalmente abili per abbassare le difese contro i predatori e disattivare gli archetipi dell'Uomo Nero e dell'Orco. Occorreva apparire rassicuranti e sfruttare l'inganno del "clima amicale", appunto.
Oggi l'Uomo Nero e l'Orco non solo non sono più tali ma tanto più appaiono poco raccomandabili più sono solo nuovi simpatici amici che si è incoraggiate a frequentare. Tanto, se succede qualcosa siamo noi che ce la siamo cercata (ricordate quanto hanno abbaiato in passato le cagne del femminismo contro questa ignominia da vecchi processi per stupro?)

Se una volta le ragazze erano addestrate a fidarsi del "bravo ragazzo", oggi non devono non fidarsi del "cattivo ragazzo". Susanna, Pamela e le altre non solo sono invitate ad accettare le caramelle dagli spacciatori ma se ne sentono obbligate, perché se costui è nero, se non lo fanno diventano oltre che malfidate, anche razziste.
E' una trappola perfetta perché oltre all'inganno vi è il tabù da non infrangere.
Questa idea regressiva che la colpa sia delle ragazze, che le ragazze europee, bianche, evolute e sessualmente disinibite come le svedesi siano da punire con lo stupro etnico non è altro infine che l'introiezione del concetto islamico di inferiorità e intrinseca impudicizia della femmina. Un'orrenda identificazione collettiva con l'aggressore imposta per legge da questa putrida dittatura del politicamente corretto che reclama le sue vittime sacrificali cercando di distruggerne le autodifese e perfino l'istinto di sopravvivenza nelle sue figlie più fragili. Con le matrigne che, come sempre, offrono la loro completa collaborazione.



martedì 6 marzo 2018

Il M5S dall'utopia dei mondi ideali alla realtà della governance di un'Italia da salvare



Nel 2016 tramite gli amici di Nexus Edizioni mi fu richiesto un contributo per un volume antologico intitolato "M5S e spiritualità" a cura del Gruppo di Lavoro "Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica". Al mio post già qui pubblicato "Meditazioni di una donna che ha smesso di fumare", che era perfetto per l'occasione, aggiunsi questa appendice che, alla luce degli ultimi avvenimenti, risulta assai attuale. Ve lo propongo come spunto di discussione.

"Per tornare alla realtà del nostro paese. Quale sfida attende il M5S, una forza politica che rischia seriamente di ricevere dall'elettorato o da altri attori con potere di decisione emergenziale, il compito di guidare prossimamente l'Italia di fronte al palese fallimento del renzismo?
Allargando l'orizzonte, si tratta in realtà di un fallimento epocale, globale, coinvolgente entrambe le sponde dell'Atlantico e la cui onda d'urto colpisce tutto il mondo e, parimenti, dell'inizio di un periodo molto travagliato nel corso del quale sarà necessario risintonizzare e riprogrammare completamente la governance del nostro paese come quella degli altri paesi occidentali. 
Il fallimento al quale assistiamo sgomenti è quello di diversi progetti ideati e messi a punto alla fine del secolo scorso, tutti nati con intenti a parole progressisti e rivelatisi poi quanto di più reazionario è possibile immaginare. Basti pensare all'idea di “Europa” e a cosa essa si è ridotta, appena è intervenuto uno shock sistemico come la crisi finanziaria del 2008, a causa dell'applicazione nefasta e prematura di una moneta unica in quella che gli economisti definiscono “area valutaria non ottimale” (gli Stati Uniti invece sono un'area valutaria ottimale). Quello che doveva essere il facilitatore armonico di scambi e integrazione tra paesi europei è diventato strumento di dominio, di paralisi economica, di illecito vantaggio di alcuni paesi su altri e, infine, per contagio, di recessione globale. E questo perché il suo scopo nascosto, derivante da vecchi sogni elitari di dominio, era quello di sottomettere, non di emancipare. 
L'euro e l'Unione Europea non potranno che essere profondamente riconsiderati. Il caso del Regno Unito sta dimostrando, in barba a tutti i catastrofismi delle Cassandre sulla Brexit, che senza il tallone di ferro - per citare Jack London - della UE si può sopravvivere e addirittura ricominciare a prosperare. Non è irreale pensare che qualche altro paese possa scegliere a breve di seguire l'esempio britannico e a quel punto il domino diverrebbe inarrestabile. Parimenti, l'abbandono dell'euro è scontato, visto che la fissità del cambio ha causato un profondo squilibrio tra paesi del core e quelli della periferia, provocando vere e proprie tragedie umanitarie come quella della Grecia.
Sul piano strategico, potremmo assistere al possibile declino del dominio neocon grazie alla riscoperta negli Stati Uniti di un conservatorismo meno scellerato e nuovamente orientato al pragmatismo, consapevole della necessità di preservare e riattivare il modello socioeconomico occidentale, messo in pericolo dall'utilizzo come arma delle migrazioni di massa, oppresso da una finanza senza controllo e governato dalla shock economy ultraliberista, riscoprendo modelli economici di tipo keynesiano.
In questo scenario, è evidente che vi sia un sentimento globale di riscossa e un ampio movimento che si sta orientando verso non solo il recupero della situazione precedente ma di vero e proprio tentativo di salvataggio prima che la situazione precipiti nella catastrofe, ad esempio, di una terza guerra mondiale. 
Non è un caso, secondo me, che alcuni concetti utilizzati da Donald Trump risultino sempre più simili a quelli del M5S in una sorta di curiosa sintonia. Ad esempio il definire il suo e quello dei suoi sostenitori un “movimento”, il proclamare che una sua eventuale vittoria sarà “il più grande vaffa della storia”. Potrebbero essere solo coincidenze, ma non credo lo siano.
Una cosa, mi auguro, il M5S dovrà aver cura di evitare. Di ripetere cioè gli errori dei primi anni novanta quando, assieme all'acqua sporca della corruzione si gettò via il bambino che rappresentava la Politica. Politica che è poi stata sostituita dalla stirpe dei nominati, quelli che in Argentina si chiamano “alzamanos” e che, ispirati solo dall'appartenenza ma privati di ideali, cadono ancor più facilmente preda delle lusinghe di coloro – per esempio le multinazionali o i potentati sovranazionali palesi ed occulti - che vorrebbero farne solo degli “esecutori di ordini”, anche contro il bene del proprio popolo. 
E' disposto quindi il M5S ad assumersi il compito e la responsabilità di salvare l'Italia, perché di ciò si tratta, magari prendendo decisioni drastiche come uscire dall'euro e, se necessario, ridefinire la nostra partecipazione ai trattati europei? E' disposto il M5S a considerare un suo valore assoluto il recupero della sovranità nazionale e della dignità di quello che fu la quinta potenza industriale del mondo?
E' questa la sfida che attende il M5S. Non la realizzazione di un sogno utopico ma l'evitare un futuro distopico. Non dovrà combattere una semplice battaglia per l'Onestà ma la guerra di liberazione, dalla quale dovremo per forza uscire vivi. Ce la farà? Se la sentirà? E' ciò che mi auguro con tutto il cuore."

L'esortazione finale era volutamente una sfida che, a tutt'oggi, non mi pare il M5S abbia voglia di raccogliere.
La situazione determinata dal risultato delle elezioni è il più scontato e classico Mexican standoff a tre. Era questo che si voleva e lo si è ottenuto a causa di una legge che rende gli usurpatori inamovibili e le alternative impraticabili o quasi. La cintura di castità della democrazia rappresentativa.

Sembra un incubo perché, come volevasi dimostrare e nonostante i risultati incontrovertibili del voto, all'insegna del "non vi sopportiamo più, ci avete rotto i coglioni", come in un cartone animato, i Will Coyote precipitati dal canyon e sfracellatisi a terra si rialzano senza un graffio e ce li ritroviamo ripescati e salvati, sempre in mezzo ai nostri cosiddetti. Tranne D'Alema, ma è una rondine che non fa primavera.
I media continuano imperterriti a delirare come se il PD non avesse preso la più sonora trombata continentale da quando i popoli europei hanno cominciato a riconoscere quale fosse il loro nemico mortale: i partiti de Lasinistra in tutte le sue sfumature di rosso sangue, dal coagulo alla lavatura di carne. Quelle immonde meretrici a casini unificati danno per scontato che il PD, nonostante la sconfitta, debba ancora governare, rivelando come quella entità politica non sia un partito ma un esecutore, una sorta di Pacciani al servizio dei "dottori" che commissionano i feticci ai villani dem(enti) che sanno dove si vanno ad infrattare le coppiette, ovvero gli italiani da spolpare.
Un inciso: sarà indispensabile, chiunque altro dall'immonda sinistra vada a governare, che la palude del mainstream venga bonificata. Che le anofele e la malaria vengano debellate. Ridate loro Tele Kabul, se proprio volete, ma sanificate gli altri canali.

Giggino ora ride contento del successo ottenuto ma fa molto male a ridere. Da solo non va da nessuna parte (il Rosatellum fu concepito in una notte senza luna per fotterlo) perché non ha la maggioranza per governare, e se lo vuole (sprizza ambizione da tutti i pori, 'o uaglione, si vede che non sta nella pelle) sarà costretto alla coabitazione, al duplex, a dividere il lettone con altri sconosciuti, a entrare nella dark room. A meno di una poco credibile transumanza di numeri da altri partiti, poco conciliabile con i proclami contro il cambio di casacca, loro fiore all'occhiello, c'è solo l'alleanza con l'altro da sé.

E' un bel dilemma. Se il Movimento Cinque Pentacoli va con il PD e le animelle de Lasinistra, Boldrini e Gollum comprese, tradisce il suo elettorato della prima ora e quello che ha raccattato, i transfughi del PD; le prossime elezioni avec le caz che prende queste percentuali e dimostra solo di essere una rivoluzione colorata sotto un altro nome. Il famoso gatekeeper che noi maligni congeniti abbiamo sempre sospettato che fosse. Senza contare che se facesse il governo con il più odiato dagli italiani, lo sa Giggi' che, tradimento dei suoi elettori a parte, i soldi per la paghetta savoiarda ai giovani meridionali la Mutti non glieli concederà e sarà costretto a toglierli ai loro genitori? Il M5S, contagiato dalla peste rossa, entrerebbe nel Lazzaretto e ivi perirebbe, divenendo così a pieno titolo nei nostri ricordi di elettori quella meteora che sono ancora convinta finirà per essere stato in realtà.

L'unica mossa che potrebbe spiazzare non solo Lasinistra, che crede di essere stata insediata al Potere per l'eternità grazie al famoso piatto di lenticchie del 1978, ma i famigerati burattinai esterni e quelli interni, sarebbe un'alleanza non già con la Lega ma con la Lega +centrodestra a prevalenza leghista. Ha ragione Claudio Borghi. Con loro il M5S potrebbe e dovrebbe dimostrare di avere a cuore i veri problemi di questo paese e l'umiltà di farsi guidare da chi ha gli strumenti scientifici per governare - ma per davvero, non per finta come nel loro programma sgarruppato - la transizione verso il dopo euro che inevitabilmente verrà, quando la situazione deflagrerà nell'ennesima crisi sistemica. 
L'alleanza strategica e di intenti con il blocco di centrodestra a trazione leghista e sovranista  è l'unico modo che il M5S avrebbe per ambire a diventare, sempre che lo voglia e che sia stato programmato per esserlo, il partito da contrapporre, nel gioco dell'alternanza democratica, al polo conservatore. (Anche se oggi come oggi, i veri rivoluzionari sono proprio i conservatori). 
Inoltre, un'alleanza che si presentasse con numeri indiscutibili e una maggioranza schiacciante, che per giunta rispecchierebbe il volere degli elettori, metterebbe in crisi i vari Imothep in carica ed emeriti che pensano già di opporvisi.

L'alternativa è la ripetizione del rigore. Ma, come sappiamo, quella dei rigori è una lotteria troppo crudele e il popolo non ha tempo da perdere.

domenica 25 febbraio 2018

Non abbiate paura


Considerate queste mie note come una piccola guida al voto, destinata non soltanto a chi ha bisogno di una piccola spintarella per vedere confermata la propria scelta ma soprattutto a chi non ha ancora scelto, è incerto o non vuole o non gliene frega di votare ma poi inevitabilmente continuerà a lamentarsi di come andranno le cose. Note destinate, infine e forse soprattutto, a chi ha solo paura.

Siamo immersi nella paura, di una paura paralizzante alimentata ogni giorno dal senso di insicurezza scientificamente inoculato nelle nostre esistenze, perché solo se abbiamo paura siamo abbastanza deboli da non poterli contrastare. Di chi parlo?  Di coloro che ci vogliono male, che pensano che abbiamo troppo, che non ce lo siamo guadagnano onestamente con il lavoro nostro e delle generazioni che ci hanno preceduti. Che pensano che dobbiamo vivere nella precarietà che alimenta la loro sicurezza, quella sì abusiva, perché costruita a spese degli altri. Coloro che ci invidiano perché purtroppo non sono capaci e mai lo saranno di essere noi e di creare ciò che abbiamo creato. Noi italiani, questo popolo meraviglioso che ha l'onore di vivere nel paese più bello del mondo. Di una bellezza che toglie il fiato e che noi abbiammo reso ancora più bello con alcune delle creazioni più mirabili dell'umanità e che qualcuno vorrebbe sconciare, distruggere, lordare; un paese sul quale si vorrebbe che non splendesse più il sole. Italiani ai quali è stato insegnato solo a sminuire le proprie capacità, ad odiare sé stessi, ad assorbire l'invidia maligna di chi non sa far altro che tentare di distruggere il mondo; invidia che alla fine si è fatta cancro in grado di ucciderci. Noi invece ce la siamo sempre cavata, in ogni occasione, perché siamo un popolo intelligente, nonostante cerchino da decenni di rincretinirci con la TV spazzatura, con le letture da quattro soldi, con una scuola che deve cancellare le nostre eccellenze e la nostra genialità per livellarci tutti sullo stesso piano di presunti "nuovi italiani" a venire. La scuola "più migliore" della quale la rossa sindacalista cotonata è solo l'ultima dei carnefici.

Avete paura, lo so. Io no, perché so che ho tutto da perdere e voglio che siano sconfitti. Non gliela darò vinta, non lascerò che distruggano tutto. Neanche voi dovete aver paura.

Domenica dovete votare per voi, per la vostra famiglia, per coloro i quali vi stanno a cuore, per il vostro cane e gatto, per i vostri simili e per nessun altro. Non dovete votare pensando di avere degli obblighi verso dei perfetti estranei che non farebbero nulla per voi, se fossero al vostro posto. E' ora di sfoderare un sano egoismo e di non aver paura di usarlo. Non sentitevi in colpa, perché gli atti d'amore per noi stessi sono i più remunerativi. Tantomeno dovrete votare per degli ideali che non sentite vostri. E' poco cristiano tutto ciò? No, è l'unico modo per salvare il cristianesimo nel nostro paese, tra l'altro. Per risolvere un problema accade di doversi momentaneamente allontanare dalla soluzione ad esso più evidente.
Per votare in modo da salvare voi stessi dovete porvi una serie di semplici domande: "Chi sta facendo di tutto per danneggiarmi? Chi obiettivamente mi ha danneggiato di più negli ultimi tempi? Chi mi sta causando ansia, depressione, male di vivere? Chi mi sta mettendo in secondo piano per favorire altri? Chi minaccia il futuro mio e dei miei figli?"
La risposta vi  arriverà da sola.

Per parlar chiaro, la partita elettorale si gioca su un semplice dilemma:

1) I problemi quotidiani del tipo "o mangi o muori" del popolo 


2) L'idealismo magico fatto di accoglienza, ingegneria sociale, sogno europeo, nuovo ordine mondiale, antifascismo mitologico, utopia ecologista, società ideali tipo Gaia.

Coloro che non vogliono che troviate la risposta alle domande che vi ho suggerito di porvi, che vi condurebbe inevitabilmente a preferire chi risolverebbe i problemi quotidiani, cercano di terrorizzarvi con il fascismo. Se rispondete alle domande saprete che non è il fascismo a procurarvi sofferenza in questi tempi.
Ho notato che per coloro i quali la risposta sarà inevitabilmente votare in maniera opposta a come si è sempre votato saltano in ballo due forti tabù: votare superando l'appartenenza e votare contro la desiderabilità sociale. Vi hanno condizionato per decenni a pensare che la cosa buona e giusta fosse votare progressista e che una volta progressisti non si possa cambiare idea.
E' inutile che vi spieghi che se chi ha scelto l'utopia al posto del suo popolo, che governa illegittimamente dal 2011, che vi ha fottuto la pensione, il lavoro, la tranquillità, che vorrebbe stravolgere completamente la vostra vita, che vi ODIA e vorrebbe distruggervi e per giunta ha preso una strada che conduce all'eliminazionismo su base razziale (loro che vi accusano di razzismo!) si autodefinisce progressista, voi avete il diritto ed il dovere di rigettare la sua ideologia. 
Sapete come la penso sul discorso "ma la sinistra non era così, è cambiata". La verità è che la sinistra che doveva essere non è mai esistita e che prima o poi, elaborato il lutto, lo capiranno tutti. 
L'unica differenza è che ormai giocano a carte scoperte e non nascondono più le loro intenzioni. Se vi dicono che dovrete essere sostituiti dai loro bambocci africani vuol dire che lo pensano veramente ed hanno intenzione di farlo. 
A questo punto che abbiate dei dubbi rispetto a votare loro contro lo ritengo imbarazzante per la vostra intelligenza.

Potreste essere tentati dall'astensione, dalla scheda bianca o dalla scheda nulla. L'astensione è vigliaccheria, la scheda bianca coglionaggine, perché vi prestate ai brogli. La scheda nulla è un diritto ma è anch'essa un modo vigliacco di non aver coraggio di andare fino in fondo.

Se intendete andare a votare, potreste essere tentati dall'opzione "partito nuovo, non ha mai governato, quindi è vergine e farebbe di sicuro bene". La banda degli onesti fatta di volonterosi incapaci un po' fresconi è stata messa lì apposta per raccattare i delusi del progressismo classico e per indurvi nell'errore sillogistico. Non cadete dalla padella nella brace. Il M5S condivide il globalismo perché insegue quelle società ideali che sono il sogno di tutti gli ingegneri sociali elitari.  

Potreste essere tentati dall'opzione destra sociale. Sempre meglio che i progressisti con le loro 50 sfumature di rosso e i guardiani del cancello pentacolostellato ma tatticamente i voti a partiti che non supereranno il 5% non servirà ad arginare la grossa coalizione tra globalisti, ovvero il combinato PD-M5S, che è l'unica cosa che occorre scongiurare, perché è l'unica arma rimasta in mano ai burattinai. 

A questo punto chiedetevi solo chi offre un programma di inversione di rotta verso l'impatto con l'iceberg. Chi propone di uscire con il minimo dei danni dalla trappola nella quale ci ha imprigionato una forma neoplastica di Europa. Che ci incatena e ci fa regredire ad un modello preindustriale con quell'euro di merda. Che ci impone regole che non possiamo onorare e che quindi non saremmo tenuti a rispettare ma che gli ultimi governi abusivi considerano imprescindibili. Che è il tallone di ferro sulla giugulare. La scelta, ed è quasi una TINA per una volta a nostro favore, è su chi può, con i numeri, giungere ad un ribaltamento della situazione.

Io le domande me le sono fatte e, con convinzione e consapevole che siamo in un'emergenza nazionale, per giunta con una legge elettorale fatta apposta per rendere precaria la democrazia e avendo tutte le cariche istituzionali contro, darò fiducia a Matteo Salvini, a Claudio Borghi e Alberto Bagnai. Non mi devo nemmeno sforzare perché c'è il programma e ci sono le persone. Anzi, sarà un piacere.

Se rispondendo alle mie domande giungete alla mia stesse conclusioni, vi invito a fare altrettanto.
Non abbiate paura.

Viva l'Italia!



Grazie a Guardia di Frontiera per il video.

domenica 11 febbraio 2018

Il corpo e il sangue di Pamela e l'indifferenza del matrignarcato



Come è morta Pamela Mastropietro? Come era stato chiaro fin dall'inizio. Fin da quando a casa del primo sospettato nigeriano era stato ritrovato tutto l'armamentario per uno scannatoio, ancora fresco del suo sangue. Uccisa da un branco che ha deciso probabilmente di capitalizzare anche sui pezzi del suo corpo, come usa dalle loro parti. Alla faccia dei revisionisti de Lantropologia che, affetti da un'idea psicotica dell'Africa come luogo idilliaco abitato da orsetti bruni del cuore, negano la realtà di un vasto e diffuso sistema primitivo di credenze animistiche e superstizioni che contempla il sacrificio umano e lo stupro a scopo curativo, gli omicidi rituali con annesso tariffario dei vari pezzi del corpo sul mercato dei feticci le cui prime vittime sono gli stessi africani, donne e bambini. 

L'immagine da "mal d'Africa" proiettata dal buonismo satanico mal si concilia con la verità che l'Africa è il continente del genocidio in corso dei troppo deboli e malati lasciati al loro destino di morte per fame e malattia per favorire l'afflusso in altri continenti di coloro che scappano solo dalle proprie responsabilità. E non può nemmeno tollerare la mattanza dei bianchi rimasti dopo la fine del colonialismo, la realtà delle fattorie sudafricane trasformate in camere di tortura e morte come nei peggiori film dell'orrore, e di cui Macerata può rappresentare, per i pessimisti, un sinistro presagio. 
I revisori de Lastoria e de Lascenza, impegnati come sono a dimostrare che il primo europeo era negroide al fine di giustificare una sorta di legge del ritorno altrettanto folle e razzista della giustificazione esoterica del mito nazista della razza ariana, non leggono i giornali africani dove si denuncia con preoccupazione l'aumento esponenziale degli omicidi rituali, e ignorano gli appelli dei presidenti africani agli europei a non accogliere indiscriminatamente quelli che possono essere anche feroci criminali (dei quali essi per altro si liberano volentieri).  
Infine, in nome di questa neoplasia della ragione che è diventato l'antirazzismo, pretenderebbero di convincerci che, siccome hanno la pelle dello stesso colore, non vi è alcuna differenza tra i feroci squartatori rituali di Lagos, i cannibali della Liberia e il dottor Martin Luther King. 

Per loro sfortuna, per giunta, sullo schermo sul quale il Grande Fratello proiettava l'Africa favolistica del "Re Leone" (come ha fatto acutamente notare Kawtar Barghouti), per sbaglio è improvvisamente comparso un orrendo snuff movie con protagonista la più sfortunata delle nostre figlie e il sistema è andato in crash. 
Di questa atroce vicenda ricorderemo soprattutto la vergogna inaudita di un sistema mediatico cannibalistico, necrofilo, astuto e si direbbe proprio compiaciuto, come direbbe Gaber,  che per giorni ha tentato di negare, negare e ancora negare le responsabilità degli assassini e di coloro che sono responsabili di favoreggiamento per aver permesso loro di scorrazzare per l'Italia (uno di loro l'hanno acciuffato a Milano mentre stava per salire su un treno per la Svizzera). La sottovalutazione della rabbia che sarebbe scaturita dalla evidente disparità di trattamento riservata a questa vittima di tortura rispetto all'altra invece quasi santificata, in nome dell'appartenenza, di Giulio Regeni - ricordando che questi due poveri figli sono entrambi in egual modo finiti in pasto alle iene della strumentalizzazione, ha scatenato l'orrenda materializzazione di tutto il peggio che si potesse immaginare come conseguenza. 
Il folle solitario (o no) che spara a casaccio ma in maniera assai precisa sugli stranieri (o lancia un avvertimento a chi di dovere) e l'immondo sabba delle streghe stercorarie de Lantifascismo dove non poteva non mancare, vista la ricorrenza concomitante e chissà quanto casuale del 10 febbraio, lo sfregio alle vittime delle foibe, crimine subito accuratamente diluito e derubricato come "crimine conseguenza di tutte le guerre", senza citarne i responsabili, dall'ineffabile Laura Boldrini.
Immaginate, anche se è inimmaginabile, un corteo di nazisti il 27 gennaio che cantasse coretti ineggianti ad Auschwitz e, lo stesso giorno, una squadraccia nazista di vigliacchi che aggredisse un poliziotto. 

Nella manifestazione del peggio sinistrume dove i casseur hanno scassato e le solite femministeriche hanno esposto cartelli come "La mia fica dice no al fascismo", ovvero la nuova frontiera dell'incubo, la vagina non solo dentata ma anche parlante, non c'è stata, coerentemente con il postulato che recita "il primo nemico di una donna è un'altra donna", alcuna manifestazione di solidarietà nè con Pamela, né con la sua mamma. Come ben si conviene a quello che non è matriarcato ma matrignarcato

Per non dovere e potere parlare del corpo vero di Pamela depezzato in 20 parti (come vorrei che aveste avuto anche voi l'ingrato compito di assistere a quell'autopsia da togliere il sonno anche al più vaccinato medico legale) dopo essere stato sconciato dalla violenza, hanno tirato fuori l'immateriale e fantasmatico "corpo delle donne" e se ne sono egocentricamente appropriate, suggerendo che parlare di Pamela sui media, ovvero riferire di un fatto di cronaca e dei suoi scomodi responsabili, è fare un torto a loro, alle loro fiche antifasciste. Pamela abusata non da criminali incoscientemente (o no) importati da chi invece dovrebbe proteggere le sue simili dal male, ma da chi osava ricordarne lo scempio nel mentre tutti cercavano di nasconderlo. 
Leggete il pezzo di Antonella Grippo, che descrive meglio di me la solitudine di Pamela e fa capire il perché dell'assenza di suoi veritaperisti, al contrario di Giulio. Vittime entrambe, tra l'altro, dell'essersi fidati di coloro che, per definizione e per la legge del politicamente corretto, credevano non potessero far loro del male.

Al di là di chi, in alto, è perfettamente cosciente di ciò che sta accadendo e sfrutta cinicamente ogni fatto per portare avanti la propria agenda, per quanto riguarda i fiancheggiatori, i simpatizzanti, i figuranti da manifestazione, i progressisti con obbligo di tamburino in prima fila, per dirla con Preve, siamo ancora all'eterna agorafobia dei sinistri, che si esprime oggi nel terrore di essere giudicati piccolo-borghesi (e razzisti) dal migrante, sostituto del vecchio proletario immaginario. Quando egli del giudizio del sinistro e della femministerica penofoba se ne fotte altamente, perché a lui importa solo che gli prenda il wi-fi.


P.S. Una giornalista della quale si ignorano i titoli di studio ma dei quali, nel caso vi fossero, non mi sognerei mai di mettere in dubbio la legittimità,  ha perfino tirato in ballo "lo schifoso uomo bianco" per colpa del quale, ovviamente, Pamela avrebbe in seguito, casualmente, incontrato gli squartatori. Sembra un'idiozia ma non lo è. Se dicono uomo bianco, vogliono dire proprio uomo bianco. 



sabato 3 febbraio 2018

Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale.


La trama  potrebbe essere questa.

Mi accorgo che mi hanno obbligato a far entrare gente che fa impallidire le gesta del mostro di Firenze. So che i media minimizzeranno come sempre e silenzieranno il resoconto dello scempio ma siccome ciò non serve a placare gli animi giustamente infuriati di chi non si dà pace del massacro di una ragazzina, di questo Cannibal Holocaust divenuto realtà e sta pensando, dopo quest'ultima goccia, di farmela pagare nelle urne assieme al resto, penso che ci vorrebbe proprio qualcuno con i colori della squadra nemica che avvertisse chi di dovere di non farlo mai più, che i patti non erano quelli. Che potevate gestire i vostri traffici come d'accordo ma senza causarci problemi. Una volta scaricate tutte le colpe, soprattutto le mie, sul nemico, potrei colpire i fottuti social che pendono dalla sua parte e spargono odio, ovvero risultano refrattari alla cura della menzogna irrorata su un popolo stremato dal sopruso a mezzo dei miei media ufficiali. Quelli che, a differenza di quegli improvvidi spacciatori nigeriani, non mi deludono mai.



A Pamela, povera cucciola che non riesce più ad uscirci dalla mente. E alla sua mamma.

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