venerdì 12 febbraio 2016

Sanremology



Per andare sul dark web, il lato oscuro e clandestino della rete dove puoi trovare tutto il peggio del mondo: da ogni tipo di arma agli snuff movies, dagli amazon dei più mortali virus e batteri e delle droghe ai badoo per pedofili occorre conoscere parole d'ordine e seguire alcuni precisi accorgimenti informatici non proprio alla portata di tutti. Per andare invece sul lato oscuro della televisione, sul dark tv, basta accendere l'apparecchio e sintonizzarlo su Raiuno, se già non lo fa lui automaticamente.

Oggi che la propaganda del Grande Controfratello ci arriva direttamente in bolletta come ennesima gabella, per giunta non più evitabile, è ancora più desolante osservare il mondo che tramite essa si vorrebbe plasmare per il nostro futuro.
Sanremo è sempre stato un fenomeno sottoculturale paramafioso con l'obbligo della musica italiana, ma ora che è a tutti gli effetti un metodo per somministrare a 10 milioni di telespettatori per una settimana la melassa tossica del buonismo e della mediocrità elevata a genio, chi vi si accosta per osservare il fenomeno ha la sensazione di essere costretto ad osservare una scatola brulicante di vermi. Provando il medesimo disgusto assieme all'interesse morboso per forme di vita minime che si agitano tanto, vorremmo sapere per che cosa.
Da semplice gara canora dove il vincitore è sempre stato scelto in base a puri interessi di spartizione di mercato, ma dove purtuttavia era possibile ascoltare cantanti che oggi ci sogniamo, ora che la musica è finita nel tritacarne dell'autodistruzione della civiltà occidentale, Sanremo è diventato la sagra dei Salieri elevati artificiosamente e spacciati per Mozart, dove tutti sono grandi per il quarto d'ora warholiano e poi ritornano per giustizia divina nel dimenticatoio che riporta l'universo in equilibrio.

Presentato da individui che sarebbero imbarazzanti anche come camerieri o ragazzi dell'ascensore, obbligati per puro sadismo ad indossare lo smoking che li muta in pinguini e dalle solite ragazze immagine parlanti, Sanremo è la lunghissima e snervante sfilata di vecchie cariatidi e giovani meteore che presentano insulse canzonette tutte uguali (sembrano scritte tutte da Ligabue) sull'ammore, arrangiate tutte nello stesso modo e dove l'unico barlume di luce è rappresentato dalla serata dove si ripropongono vecchie canzoni in cover che oggi paiono capolavori assoluti, pur se riarrangiate e interpretate da karaokisti ubriachi o strafatti in senso cattivo, non in quello di un Jimi Hendrix, per intenderci.
Tra un cantante e l'altro e per diluire ancora di più la broda ci sono gli ospiti, sempre presentati dal maitre pinguino come semidei scesi dall'Olimpo a miracol mostrare a noi comuni mortali, tra i quali non manca mai una di quelle scimmiette urlatrici (che finalmente vediamo per la prima volta in faccia) tra il finto soul e il muezzin che ci tormentano dagli altoparlanti dei centri commerciali, il mascherone da fontana che una volta era una delle attrici più naturalmente belle del mondo, testimonial dell'unico vero femminicidio, quello praticato dai chirurghi estetici, alcuni penosi tentativi di comicità forzata e la star internazionale, scelta anch'essa tra le vecchie carampane e il modernariato di allevamento. 

Ultimo trend in voga da qualche anno, in omaggio al grande Barnum che ormai ispira la televisione mondiale: il freak. Può essere la donna immagine barbuta dell'eurodittatura, l'orrenda Conchita Wurst dell'anno scorso, fino alla vera e propria ostensione del disabile, presente per sé e in quanto tale, come il malato di progeria o l'atleta down, oppure ancora chiamato a rendere una performance artistica durante la quale il telespettatore è posto sotto il più odioso dei ricatti. 
Per capirci. Mettiamo che il personaggio affetto da disabilità suoni una musica scontata, banale, pressoché uguale a quella di un Michael Nyman qualsiasi, che poi sarebbe la versione patinata dello strimpellamento casuale di chiunque sappia un minimo suonare il pianoforte e decida di sedersi e comporre improvvisando per la gioia delle sue zie, ovviamente in estasi. Niente a che fare con questo:



Mettiamo che il pinguino presenti il personaggio come un grande maestro (non in senso massonico) di fama internazionale, un genio, il più grande, il pubblico sia già in deliquio per la vista della carrozzella e della forza sovrumana dimostrata da chi è costretto dalla malattia a fare cose che voi sani non riuscireste mai a fare e voi foste gli unici, in quel momento, a percepire l'odiosità della messinscena e la volgarità del ricatto morale e non riusciste più a zittire il bimbetto che, dentro di voi, vi sta tirando la giacchetta dicendovi: "Ma questa sarebbe grande musica??" Ecco, non sareste per questo, per questo pensiero, secondo i canoni morali di oggi, una persona orrenda?


Eppure bisogna capire che in quel contesto la musica è solo un pretesto. La musica non esiste più, è tra le cose haram da far distruggere agli iconoclasti, alle quali bisogna disabituarsi e che svanisce pezzo per pezzo ogni volta che muore un grande artista musicista del passato anche recente, rendendo la sua dipartita quasi equivalente ad un'epocale sciagura collettiva. Come nel caso della morte di David Bowie, che ci ha lasciato sgomenti in mezzo a questa valle di musica di merda, pur in compagnia del suo splendido requiem, a sorbirci Elton John. Quest'ultimo non a caso ospite di Sanremo ma non in quanto star internazionale (essendo ormai un penoso ricordo di sé stesso oltre che esteticamente una imbarazzante caricatura di sua madre) ma inquantogay portatore (in bolletta ENEL) del Messaggio della Maternità surrogata, delle unioni civili e dell'ideologia gender.

Messaggio che, ovviamente, è tratto dalla Grande Agenda ed è, nonostante emani tanta bontà, sempre un atto di mostruosa violenza. La cura Ludovico per disabituarti all'ultraviolenza del libero arbitrio e farti diventare un cittadino modello che accetta di leccare a comando qualunque suola di scarpa. Ora si tratta dei diritti civili e del "diritto alla maternità" di omosessuali danarosi, domani chissà. Magari la terminazione di quei disabili che, eliminato il welfare, e non già terminati mediante vessazione fiscale, cominceranno a rappresentare un problema e non serviranno più come lacrimogeni per le fiere televisive sovranazionalpopolari.
Visto il carattere ormai esclusivamente propagandistico del mezzo televisivo e la preponderanza del metodo "affettar cipolle e chiamarla commozione", è normale che, essendo il governo casualmente nel mezzo della battaglia parlamentare per l'approvazione della Legge Cirinnà sulle unioni civili, priorità assoluta in mezzo al crollo di Babilonia, Sanremo si sia trasformato in un tripudio di nastri multikulticolor, di ospiti ad hoc e nella vaporizzazione sistematica sugli spettatori, a mo' di agente Orange sulla giungla vietnamita, di politically correctness. Compreso, tra uno sdilinquimento e l'altro, lo spot a favore dei nuovi mutui (subprime?) di una nota banca in odore di fallimento mentre il governo sta preparando il decreto che permetterà, magari alla stessa banca, dopo appena due rate non pagate del mutuo al 100%, di portarvi via l'altra casa che aspettavate di vendere con tutta calma. Tanto per non far dimenticare chi comanda.

lunedì 8 febbraio 2016

Hocus POTUS - 1. L'ordalia greca di Bernie Sanders



Il dibattito attorno alle primarie americane, dalle quali dovranno uscire i due contendenti al trono del POTUS (President Of The United States) da eleggere il prossimo autunno, è assai più interessante delle baruffe meneghine sulle farlocche primarie a mandorla del PD. Per questo mi dedicherò a dissezionare i vari candidati, per cercare di capire con chi rischiamo di dover aver a che fare per i prossimi quattro anni, dopo la sciagura Barack Obama.

Per il momento, nel campo repubblicano c'è molta incertezza nella scelta tra l'indiscutibile fenomeno mediatico, probabile ballon d'essai Donald Trump (nella parte del poliziotto cattivo), i due orrendi pupi latinos di Goldman Sachs, Marco Rubio (il con) e Ted Cruz (il neocon), una vera e propria scartavetrata di fondo di petroliera, e il Jebbino Bush che è il poliziotto buono ma purtroppo non decolla, meschino. Ha un bel programma fiscale all'insegna della flat tax, è garbato e ammodino, non urla e non sporca ma, per il momento, non se lo fora nessuno. Peccato. Forse un terzo Bush è veramente troppo persino per la famiglia Bush.

Dalla parte opposta, ovvero nel PD americano, c'è la strega Clinton con tutto ciò che ne consegue, incluso il suo lesbo ring di vecchie carampane femministe come la Gloria Steinem (ex libropaga CIA, dicono i maligni) e supporter illustri come la babykiller Madeleine Albright, per non parlare del suo più affezionato finanziatore, il maledetto Soros. La Hillary, ovviamente, è l'idola degli inquantodonnisti nostrani, nonostante nell'ufficio ovale risulterebbe più letale di un Black Mamba. Non ne avessimo abbastanza della Merkel, questi vorrebbero pure la Clinton a dimostrare per l'ennesima volta che le donne politiche possono essere tranquillamente peggio degli uomini. Che poi, femminista un par de cojoni, perché non si fa chiamare Rodham ma sfrutta ancora il cognome di quel pirla del marito?

Il contendente della strega è Bernie Sanders, il vecchio jedi che fa scrivere ai sinistri lisergici alla Vampini&Zucconi che "un socialista potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti." [risate registrate]
Ormai penso sarete tutti d'accordo che, a causa dei recenti avvenimenti, appena qualche politico si definisce di sinistra e portatore di idee di sinistra bisognerebbe diffidarne come di un untore di peste ed associarlo al più vicino lazzaretto.
Difficile poi evitare la sensazione che la candidatura democratica si risolva, come al solito, tra quello che è con il potere finanziario e l'altro che finge di combatterlo.
Tuttavia, per non essere prevenuta, ho voluto testare il candidato Sanders, il progressista anti-banche e anti-establishment (ma non mi dire) con l'ordalia perfetta della situazione greca.
Mi sono detta: andiamo a sentire cosa ne pensa Bernie del tallone di ferro londoniano tenuto sul collo della povera nazione ellenica e se, per caso, non debba ricredermi del sospetto che sia l'ennesimo cazzaro di cui la sinistra è sempre incinta ad ogni latitudine e forse in tutta la Galassia. 

Giustappunto, questa pagina riassume la posizione di Bernie sulla Grecia. Ho letto tutto attentamente, pregando la Madonna che, ad un certo punto, il compagno Bernie mi nominasse l'innominato, dando a tutti noi la speranza di un nuovo sbarco in Normandia. Perché qui, senza il deus ex machina, non ce la caviamo.

“In a world of massive wealth and income inequality, Europe must support Greece’s efforts to build an economy which creates more jobs and income, not more unemployment and suffering.”

Trad. "In un mondo pieno d'ingiustizia, l'Europa deve sostenere gli sforzi della Grecia per costruire un'economia che crei più lavoro e reddito, non crescente disoccupazione e sofferenza".

Mi pare ovvio. Scusi Bernie, ma non è proprio l'Europa a provocare disoccupazione e sofferenza alla Grecia? Va beh, proseguiamo, non giungiamo a conclusioni affrettate, diamo fiducia al ragazzo.
“The cost of austerity in humanitarian terms are clear. 1 in 4 workers are unemployed, and the health system has been cut by 40 percent. Homelessness has spiked by a quarter and HIV cases have increased by 200 percent. Hospitals are missing basic equipment such as surgical gloves, and pharmacies are running our of medicines. Malaria, once under control, is returning because Greek cities can not pay for mosquito spray.”
Non lo traduco nemmeno, è il solito elenco dei record negativi conseguiti dalla Grecia durante il trattamento a base di chemioterapia troikiana. Ma, anche qui, perdonami Bernie, ci siamo arrivati tutti, anche i bambini piccoli. Che cosa può aver provocato l'austerità che, a sua volta, infiniti addusse lutti ai greci? Lo sai benissimo che è la famosa parola di quattro lettere che però non vuoi nominare. 
“I happen to think that it is absolutely imperative that the ECB, that the Troika in Europe, work with the Greek government, not in an austerity program which punishes people who are already suffering, but in a pro-growth policy which enables them to create jobs, expand their economy, and pay off their debts.”

Aspetta, aspetta. La BCE e la Troika devono lavorare assieme al governo greco non per l'austerità ma per politiche di crescita che permettano all'economia di crescere e di ripagare il debito?
E' vero, l'hai scritto anche alla zia ricca ma temo che il messaggino non sia arrivato:
“As ranking member of the Budget Committee, I am concerned about the IMF using U.S. government resources to impose austerity on a people that cannot take any more of it and risking financial contagion and political instability in doing so. I also believe that with the right leadership and choices, the IMF can help resolve this painful situation in a way that recognizes reasonable losses to creditors, while aiding the Greek government in reducing tax evasion and corruption.”
Bernie, scusa se insisto ma perché non hai ancora mai nominato né la Germania né l'euro e ti trinceri dietro il Grazia, Graziella e Grazie ar? 
Oh, la Germania per la verità lo preoccupa ma solo in senso storico. 
“It would be a terrible mistake for the world to forget what happens when a democratically-elected government, as was the case in Germany in the 1920s, is unable to relieve the severe economic suffering of its people. We must remember that waiting in the wings, should this recently elected Greek government fail, is the neo-Nazi party Golden Dawn party. We cannot allow fascism to come to power in a European country due to our unwillingness to reverse harmful austerity policies.”
Trad. "Sarebbe un terribile errore per il mondo dimenticare cosa accade quando un governo democraticamente eletto, come nel caso di quello tedesco degli anni '20, non riesce ad impedire che il proprio popolo soffra le conseguenze di una grave crisi economica. Dobbiamo ricordare che, se questo governo greco appena eletto (Tsipras) dovesse fallire, vi sarebbe in attesa dietro le quinte il partito neo nazista Alba Dorata. Non possiamo permettere che il fascismo giunga al potere in una nazione europea a causa della mancanza di volontà di invertire pericolose politiche di austerità."

Non so a voi, ma a me è già scattato l'allarme cialtrone. Questo si preoccupa del nazismo (per carità, chi non se ne preoccuperebbe) ma non vede l'architettura nazista della UE e dell'Eurozona. Parla di sintomi ma non di cause, vive nel regno del bisognerebbe. Riconosce che furono più le politiche procicliche dell'ultimo periodo di Weimar a creare Hitler che l'iperinflazione precedente, ma la parola di quattro lettere ancora non la nomina. Della questione del vincolo monetario, della gabbia dell'euro e del caro vecchio mercantilismo tedesco, altrettanto nefasto del nazismo ed in fondo espressione di quest'ultimo, vere cause della tragedia greca, non parla, se ne guarda bene.

Perché? Forse perché l'euro serve all'America e lui è, prima che un compagno socialista, un americano? Un americano più addentro al sistema americano di quanto certi boccaloni dell'ipotesi POTUSocialista credano?

Per fortuna il suo sito ha la domanda giusta per la grande ordalia finale. 


Trad. "La preoccupazione chiave è che se la Grecia dovesse lasciare l'Eurozona a causa del suo debito, ciò provocherebbe un effetto domino irreversibile in tutta l'Unione Europea. Paesi come l'Irlanda e il Portogallo, che già ricevettero fondi dal bailout, potrebbero ricadere nelle spire della crisi economica. Un'ulteriore preoccupazione è che una Russia ostile agli Stati Uniti possa esercitare maggiore influenza sull'Europa, perché qualcuno sostiene che, se la Grecia lasciasse l'Eurozona, potrebbe avvicinarsi alla Russia chiedendole aiuto. (Poi, si, ci sarebbe la cosuccia dell'attacco alla democrazia che, bontà sua, dovrebbe preoccupare anche i suoi elettori americani.)

Sentito il tonfo dell'asino? Sentito che botta?
Riassunto del Sanderspensiero: "In Grecia austerità brutta e nazisti e russi alle porte. Quindi Tsipras continui a giacere con la Troika che l'America nun vo' penziere."

Addio Bernie, salutame assoreta. 
Ah, se qualcuno trovasse il paper pro grexit o contro l'euro di Sanders sono sempre pronta a ricredermi.




domenica 7 febbraio 2016

Le sciurette piddine sanno che i cinesi mangiano figli pelosi?

courtesy Paolo Campana
La fischiata nazionale del giorno è quella rivolta al PD per il fatto dei cinesi che pare siano andati a votare numerosi alle primarie per il sindaco di Milano. Cinesi organizzatissimi e tutti compatti per Sala anche se non capile italiano e non licoldale chi avele votato.
Naturalmente se non mi piace il cinese in coda per elezioni italiane io sono razzista e lo è anche il titolo vagamente alla Philip K. Dick di questo post che allude a certe abitudini culinarie dei nostri più affezionati acquirenti in contanti di esercizi commerciali. Un giorno, dovessimo vincere noi la guerra, mentre saremo intenti ad incidere in punta di coltello sulle loro fronti il simbolo dell'euro che tanto amarono, al fine di poterli riconoscere ovunque, ci divertiremo a chiedere ai piddini il perché di questa ingiustizia e pretenderemo una risposta. Noi italiani un bar in contanti non ce lo potevamo comperare e i cinesi si. Perché? Ah, forse per stanare meglio gli italiani evasori. Capisco.

Gli altri candidati, come quella Giovannina d'Arco al rogo della Balzani, hanno protestato per l'evidente cooptazione del voto mandarino e loro si che sono razzisti, perché non hanno il coraggio di dire che le primarie del partito demmerda in sé sono una farsa, perché il Grande Cervello Unico sa già per chi dovrà votare e quindi i cinesi servono solo per distrarre il popolaccio dall'ennesima porcata.

Fate molto male a ridere, però, della trovata esotica del piddi milanese, perché questo è solo l'inizio. Stanno già dicendo, a noi razzisti e alle sciurette piddine desinistra ignare della prelibatezza del barboncino laccato prossimamente in mostra dal Peck (Peckino, quando se lo compreranno), che i cinesi sono cittadini milanesi come gli altri e quindi che c'è di male? Non sarete mica razzisti? 
Cosa vuoi che siano lo sfruttamento, i laboratori di cucito e i negozi che lavorano giorno e notte con manovalanza anche clandestina, i capitali che vanno (soprattutto) e vengono senza controlli, insomma il modello produttivo cinese che, unendo il peggio capitalismo con il peggio comunismo, ha conquistato pure le élite sovranazionali, che vogliono quindi esportarlo a tutti i costi in tutto il mondo. L'Occidente è rosso e il nostro è solo fottuto razzismo da musi bianchi.

Fate male a fare battute perché se l'obiettivo è la sostituzione in questo paese degli autoctoni con i colonizzatori per conto terzi, il prossimo step sarà fare di tutto per far votare alle politiche chiunque non sia italiano. Le leggi razziali al contrario. A maggior ragione se gli italiani saranno furiosi con il partito demmerda e i suoi complici e minacceranno di non votarli o di astenersi sempre di più, facendo come quello che per fare un dispetto alla moglie se lo tagliò.
Che gli frega? Ci sono migliaia di new italians  - ai quali dell'Italia frega una ceppa, il che fa curriculum - pronti a sostituirli.

Milano, 2020. 
Sciuretta 1 - "Senti com'è buono il figlio peloso... ma si, il cocker, il marito della sciura Colombo.                            Petto o coscia?" 
Sciuretta  2 - "Ah, divinooo!"




venerdì 5 febbraio 2016

Non chiamatelo Bini Sdraghi


Per colpa di quel verbo malandrino, di quel "conspiring", questo passo conclusivo della lecture tenuta ieri da Mario Draghi alla Bundesbank è stato l'unico ad attirare l'attenzione delle solite gazzette di regime, con il risultato che è stato negletto tutto il bel discorso approfondito del direttore della BCE sul problema del tasso troppo basso di inflazione che finisce per provocare deflazione. Lectio dedicata a Robert Marjolin, uno dei troppi padri dell'Europa. 


In un certo senso è stata una fortuna, perché parlare al popolo dell'argomento della lettura, ovvero della deflazione, avrebbe potuto portare a citare la nota correlazione con l'alta disoccupazione e questo al contadino non si deve far sapere. Quindi la "cospirazione delle forze dell'economia globale", secondo l'esegesi gazzettara, è stata in fondo perfetta per deviare il discorso ed approfittare dell'occasione ghiotta per dare la stura a interpretazioni di comodo, scrivere vere e proprie scemenze, e fare anche della strumentalizzazione politica in malafede, come in questo capolavoretto.
Lo dicevo ieri. Il Grande Cervello Unico reagisce automaticamente a determinati stimoli chiave. Utilizzare il verbo "cospirare" è stata una vera manna per il mononeurone incaricato di scrivere gli articoli sempre tutti uguali della stampa italiana. 

Ora, il senso del "complotto" è questo. Draghi lamenta che c'è qualcuno, nel mondo economico globale (la prende alla lontana) che insiste e fa di tutto (conspiring) per mantenere l'inflazione a livelli così bassi da causare maggiori problemi di quelli che causerebbe un'inflazione più alta, danneggiando così gli obiettivi  della BCE di uscita dalla crisi. Tralasciamo il fatto che, da par suo, Draghi considera l'euro irreversibile e l'austerità cosa buona e giusta, quindi non siamo certo di fronte ad un nemico del capitale e ad un anticiclista e soprattutto non si sa come possa egli pensare di uscire dalla crisi mantenendo l'euro e continuando ad insistere con le politiche procicliche. Per non parlare di quel "ciò che conta è che le banche centrali agiscano all'interno dei loro mandati per adempiere ai loro mandati" che, più che Draghi e Marjolin, è evocativo di @GraziaArcazzo.

In fondo il nostro Mario è anch'egli un tecnocrate non eletto da nessuno, messo lì in cima al cucuzzolo da quel Gotha finanziario che si è inventato l'euro come ultima release del totalitarismo novecentesco e del quale è degno rappresentante. Gotha che potrebbe decidere di riposizionarlo a suo piacimento ove gli risultasse più utile.
(Per chi si ricorda il 2011, si cominciò con le pressioni su Berlusconi affinché rimuovesse Bini Smaghi dalla BCE perchè, arrivando appunto Mario Draghi, vi sarebbero stati troppi italiani attorno al malloppo. Senza malizia.)
Draghi ha usato il termine "cospirare", quindi è un complottista? Figuriamoci. Lui che ha il piede in tutte le staffe palesi ed occulte del potere economico e che può solo temere che un suo pari grado possa volergli togliere la sedia da sotto al culo. Ad esempio un tedesco, forse quel Weidmann che si strugge da anni di fare coming out e dichiarare al mondo che la BCE non è altro che una dependance della sua BUBA. Schauble nel governo post-culona a Berlino, Weidmann alla BCE e Draghi al governo in Italia nel dopogrullo non è poi uno scenario così fantascientifico, tanto che si comincia a parlarne apertamente e analizzando segnali di fumo che provengono proprio dalla Germania.

E' noto del resto chi in Europa è affetto da Disordine Post Traumatico Cronico da Inflazione. I tedeschi sono dei fobici, ma sulla fobia ci marciano pure e tanto, visto che la disoccupazione alta permette la deflazione salariale a loro tanto cara e utile al loro sistema economico predatorio.
Draghi era a Frankfurt ed è probabile che volesse alludere a quell'ostinazione tutta tedesca nel mantenere bassa l'inflazione. E, magari, già che c'era, giustificarsi dicendo tra le righe: "Ehi ragazzi, io sto facendo tutto il possibile, stampo sghei a manetta, ma temo che qualcuno foglia farmi le scarpe, impedirmi di salvare tutto il whatever it takes e mandarmi a sminare in Italia. Indovinate chi è, il bastardo?"

A proposito di definizione di complotto, vi ripropongo questo brano che mi pare perfetto per l'occasione:
"Perché definire "complotto" una razionale e cinica azione di potere volta a eliminare e talvolta a sterminare anche fisicamente i propri avversari? Con questo criterio, quante lotte umane per l'egemonia caratterizzate da doppio-triplogiochismi, occultamenti e dissimulazioni, dall'antichità fino ai nostri giorni, dovrebbero essere definite "cospirazioni"? Si potrà anche considerare ripugnante un simile modo di agire, ma esso rientra nella categoria ordinaria dei progetti umani a uso di chi fa parte di élite nazionali o sovranazionali, non in quella straordinaria e borderline dei complotti di cui vaneggiano e favoleggiano la gran parte dei dietrologisti." (Gioele Magaldi, "Massoni", note pag. 172)

That's all, folks.

giovedì 4 febbraio 2016

Il Grande Cervello Unico



Vi chiedo un grosso sacrificio. Leggere questi tre articolessi:


e poi domandarvi: perché sono tutti uguali e dicono tutti le stesse cose?

L'ipotesi più facile, la rasoiata di Occam sarebbe: gli autoressi e autoresse si sono copiati a vicenda ma sono certa che non è andata così. Hanno scritto tutti lo stesso pezzo perché sono interconnessi in un'unica mente collettiva, ognuno con il suo microencefalino che funziona solo in parallelo con gli altri. Rispondono agli stimoli nella stessa maniera, usano le stesse parole, le medesime fallacie, compiono lo stesso percorso di ragionamento, pervenendo tutti alle medesime conclusioni. 
Sentimentalmente condividono lo stesso moralismo provinciale imbevuto di senso di superiorità giunta loro non si sa a che titolo e da dove, che scambiano invece per progressismo. Rancorosi, infelici e turbocompressi perché costretti alla bontà forzata ed al culto della difesa acritica di ogni diversità tranne la propria, ed impediti al sano esercizio della libertà di pensiero che comprende l'andare controcorrente e spesso contro le proprie pregresse convinzioni, proiettano tutto il loro orrendo bigottismo sul nemico contro il quale sono stati così brillantemente programmati a sbavare all'unisono.
Sono la prova vivente che il brain washing esiste e funziona e che è possibile programmare intere popolazioni attraverso la semina e la coltivazione paziente della propaganda. Non c'è bisogno di camere anecoiche e deprivazioni sensoriali al limite della tortura. Occorre semplicemente spiegare al microencefalo programmando, con ferma autorevolezza, che se penserai in un certo modo e come gli altri, sarai ammesso nel club esclusivo dei Buoni & Fichi & Giusti e potrai lottare assieme a loro per il trionfo della Verità indiscussa.

(Lo so perché anch'io una volta ragionavo così.)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...