giovedì 26 marzo 2015

La Santa Prevenzione


I social network sono lo stabulario ideale per studiare le reazioni del pubblico agli stimoli inviati tramite i media dal Grande Ingegnere Sociale, con alcune differenze. Se Twitter, nel ruolo di pancia dell'opinione pubblica è lo stomaco, organo dotato di un suo "cervello" autonomo e quindi più nobile ed evoluto rispetto al tenue ed al colon, Facebook è il tratto terminale dell'intestino, il retto, inclusi i suoi prodotti fecali.
La differenza fa sì che le cavie umane, a seconda della gabbia nella quale si collocano (volontariamente, questo è il grande vantaggio con gli umani, rispetto all'animale riottosità di ratti e guinea pigs), reagiscono in maniera diversa a seconda del contesto. Cosicché su Twitter si fa gli intellettuali, gli spiritosi ed arguti, mentre su Facebook ci si lascia andare alle peggiori pulsioni, si lascia emergere il parabolano che è in noi ed il fenomeno si verifica nel medesimo soggetto, per cui il suo comportamento si adatta, per desiderabilità sociale, all'ambiente in cui si trova in quel momento. Ciò è assai interessante per chi, come lo psicologo, studia, illudendosi di comprenderlo, il comportamento umano.

Perdonate la premessa sicuramente indigesta a chi, in questo paese, fascisticamente considera la psicologia una sottocultura giudaico-massonica al limite della superstizione, i cui esponenti ed esperti, gli "psicologi", vanno sempre messi tra virgolette e sono sempre cosiddetti, mentre qualunque medico, anche colui grazie al quale finisci in PS perché non si è accorto che avevi un infarto, una broncopolmonite o una meningoencefalite virale, perché purtroppo non era la classica sindrome influenzale che aveva diagnosticato, è sempre "il Dottore".
La premessa è dovuta al fatto che mi sono azzardata a dare della pazza ad Angelina Jolie che, ossessionata dalla paura di contrarre il cancro a causa di un'ereditarietà familiare, sta facendosi togliere un organo dopo l'altro. Curioso particolare: i caratteri sessuali. Prima quelli secondari, le mammelle, e ora quelli primari, le gonadi.
Non l'avessi mai fatto! La pancia ha reagito con borborigmi, rutti, sonori peti ed anche abbondanti cacate fuori dal vaso. Perché l'omologazione, come direbbe il buon Francesco, "spussa".

Lo ammetto: ho semplificato con l'aggettivazione e sono stata una toscanaccia velenosa come al solito. Quando pungolo le mie scosse sono sempre ad alto amperaggio, e ho pronunciato una parola, pazza, che nessuno vuole sentire, perché ufficialmente siamo tutti sanissimi di mente e le nostre azioni, soprattutto quelle che rispondono a criteri utili al Mercato sono sempre razionali e lodevoli.
Tuttavia, grazie ad un briciolo di competenza, rivendico il diritto di considerare fuori di testa chi, indotta da consiglio medico con quella sottile arte di addossare la responsabilità della scelta più difficile sul paziente a confondere probabilità con certezza, accetta di farsi mutilare di parti del corpo che, mi dispiace per i razionalisti a tutti i costi e i luminari della mutua, ma hanno un'enorme valenza simbolica.

In questo articolo, segnalatomi da una delle sorcette che si sono risentite per la mia uscita su Angelina, la nota attrice spiega perché, in previsione (probabilistica, non certa) di mali estremi ha messo in pratica tali estremi rimedi. E' una lettura interessante, in primo luogo per il racconto delle comprensibili angosce di una donna che ha già visto morire le donne della sua famiglia per cancro mammario e ovarico ma che - tappatevi le orecchie con la cera come Ulisse se non lo volete sentire - ha evidentemente un problema grosso così con la propria femminilità, testimoniato in passato anche da episodi di evidente anoressia. Chi soffre di disturbi dell'identità sessuale non di rado arriva ad atti di autolesionismo, come l'anoressia appunto, fino a vere e proprie automutilazioni.
A questo punto di solito i sorcini e le sorcette saltano su: "Come ti permetti di fare diagnosi a distanza? Che competenze hai?" E ancora: "Che c'entra l'ideologia gender con la prevenzione?" C'entra, c'entra.
In secondo luogo, l'articolo mostra come queste forme estreme di prevenzione, vere e proprie mutilazioni femminili che l'esempio e il ruolo di potente testimonial della Jolie rischiano di ammantare di una certa valenza rituale, sono entusiasticamente appoggiate da una medicina che ha creato il culto della prevenzione sempre più invasiva, pervasiva e totalizzante, rinunciando a dedicarsi all'eliminazione delle cause delle malattie. Medicina che ormai è sempre più espressione di quella iatrogenesi della quale parlava Ivan Illich già quarant'anni fa nel suo celebre "Nemesi medica". Per intenderci, quando la cura provoca maggiori danni dei benefici che dovrebbe portare e a volte uccide più della malattia.

Gli esempi di iatrogenesi sono innumerevoli. Farmaci che presentano effetti collaterali sempre più importanti e debilitanti. Vaccini proposti come panacee di tutti i mali sottovalutandone sempre di più i rischi. Psicofarmaci che non curano più la depressione ma la cronicizzano e bipolarizzano. Chemioterapie che precipitano il processo neoplastico invece di rallentarlo. Interventi inutili e pratiche invasive come se piovesse. Irradiazioni eseguite senza valutare il rischio di cumulo e definite regolarmente "più innocue di una giornata al mare" (è il caso delle mammografie, che arrivano, con la scusa dell'approfondimento diagnostico, ad essere effettuate tre o quattro volte l'anno allo stesso soggetto nei programmi di "screening"). Persone sieropositive all'HIV terrorizzate dallo spettro dell'AIDS non ancora conclamata, sottoposte a bombardamenti preventivi di farmaci di ogni tipo, evitando magari il semplice principio della pratica di una vita sana. E poi impianti, protesi, accanimento terapeutico nel fine vita. Esaltazione della modificazione corporea, della transessualità e della neosessualità in nome della libertà, accompagnata però da uno schizofrenico moralismo nei confronti delle droghe psicotrope. Soprattutto infine l'idea che il cancro sia un evento sempre catastrofico e ad esito letale, a prescindere dalle forme che può assumere e del suo carattere di evento naturale.

E' una medicina che sta rinunciando ad eliminare le cause delle malattie, per esempio concentrandosi sulle capacità auto-curativa del sistema immunitario in un sistema corpo-mente  il più possibile armonizzato, perché ciò non è economicamente proficuo, e si dedica invece  alla cura palliativa dei sintomi, per giunta con rimedi che ne provocano altri a catena, in una moltiplicazione evangelica al contrario di malati e malanni e, in ultima analisi, di profitto.
Medicina che, di conseguenza, ha creato un'entità divina, la Santa Prevenzione, in nome della quale si può fare tutto al paziente, soprattutto per fidelizzarlo come cliente e controllarlo come cittadino. Fino al punto, se è donna, di mutilarla asportandone i seni e gli organi genitali, per giunta con la promessa che con il rito propiziatorio si eviterà la morte, definita così probabile da essere quasi certa da un test del quale si nasconde accuratamente la problematica nota dei falsi positivi e falsi negativi, che riguarda per altro qualunque tipo di test clinico. Se vi dico che questa cosa mi ricorda le pratiche di squartatori rituali del passato, prossimo e remoto, mi odiate molto?

Le vittime sacrificali sull'altare della prevenzione a tutti i costi sono sempre più volontarie e ciecamente convinte della bontà delle pratiche alle quali si sottopongono. Le femministe squittiscono compiaciute del "coraggio" di Angelina e si risentono assai delle sorelle che invece la pigliano per matta perché conservano il sano orrore della mutilazione dei propri caratteri sessuali ed il rifiuto verso la evidente sociopatia del mercato della salute.

A proposito di rimedio peggiore del male ed eliminazione del rischio. Per fortuna non sono stata la sola a nutrire dubbi sulla scelta di Angelina. Se il solito Veronesi che si porta su tutto parla di scelta sacrosanta, e te pareva, altri medici invitano a non sottovalutare l'impatto traumatico di una doppia mastectomia e successiva ovariectomia. Come riporta anche questo articolo, scritto appunto da un medico, la rimozione radicale delle mammelle non esclude, per la minima parte di tessuto rimanente, lo sviluppo di un cancro.
Non solo, ma si può aggiungere che le protesi in silicone inserite per ricostruire il seno presentano, soprattutto quelle low-cost, il rischio di provocare il cancro in altri organi come il fegato. Lo stress psicologico dovuto all'intervento e la reazione inconscia di perdita possono favorire l'insorgere di altre patologie, non escluso proprio il cancro. Per quanto riguarda la rimozione delle ovaie in una donna di 39 anni come la Jolie, ciò significa dover contrastare una menopausa precoce e iatrogena con una terapia ormonale sostitutiva per almeno i prossimi vent'anni. Terapia sconsigliata proprio dalle senologhe dei centri di prevenzione perché "può favorire il cancro alla mammella". Come nel gioco dell'oca siamo tornati alla casella di partenza.

In questo caso della Jolie non vi è in gioco la scelta di una persona famosa tanticchia stravagante che non credo si fermerà alle ovaie ma prima o poi asporterà l'utero seguendo le sue ossessioni da serial killer dei propri organi, ma una visione del mondo della cura e della malattia che, presentando difetti e rischi a non finire, abbiamo tutto il diritto di contestare, se non vi dispiace. Se non altro per il pericolo rappresentato dal suo intrinseco totalitarismo, per come sta assimilando  la sociopatia delle multinazionali che la finanziano e per l'assolutismo fideistico che praticano i suoi fedeli, medici e pazienti. Quelli che se Angelina Jolie avesse annunciato che, in caso di cancro, avrebbe intenzione di rifiutare la chemioterapia o di curarsi con il Metodo Di Bella, scommetto che le avrebbero dato della pazza e l'avrebbero associata ai gombloddi e agli sciichimici.

lunedì 23 marzo 2015

Dal manuale: "Come si conquista un territorio senza sparare un colpo"


Su Twitter prosegue l'imperdibile dibbattito con i parabolani di Bologna sul seguente alto concetto filosofico: con la morte decade la proprietà privata e, visto che "il morto non possiede beni", l'erede si approprierebbe indebitamente di robba non sua. Onde per cui, la tassa di successione è cosa buona e giusta, anzi sacrosanta e, se non hai liquidità per pagarla, puoi sempre rinunciare all'eredità. E' tutto vero, lo giuro, genere true crime.
Non si capisce bene però a chi dovrebbe quindi andare l'eredità, ovvero le proprietà del de cuius, se allo Stato (variante esproprio proletario) o alle Banche (variante esproprio elitario).
Hai voglia a far loro capire che un immobile, il bene sul quale si concentra la loro furia patrimonialista, da bravi comunistacci reazionari, è già stato soggetto in passato a numerose tassazioni: rogito, imposta di registro, IMU, alle quali si aggiungerebbe ora l'imposta patrimoniale. Tra parentesi, l'imposta di registro si paga già su qualunque immobile che va in successione e sono sberle da migliaia di euro da pagare subito.

Su quale valore di mercato, poi, dovrebbe basarsi la patrimoniale, con un settore immobiliare in crisi di domanda e in surplus di offerta? E un immobile che non dà reddito perché sfitto dovrebbe pagare come uno che ne dà? Ah, già, la funzione sociale dell'immobile. Se non lo affitti allora te lo okkupiamo e lo diamo all'extracomunitario. All'italiano no perché deve acquisire lo stile di vita del migrante.

Avete idea di cosa sia oggi il mercato immobiliare? Non credo. Allora immaginate la scena. Genere postapocalittico-distopico. 
Un possibile compratore vi chiede di mostrargli la casa che avete in vendita ma, al momento della vostra richiesta, che si basa sulla valutazione dell'agenzia sulla base dei parametri attuali di mercato, che tengono conto quindi del crollo dei prezzi avvenuto in concomitanza con la stramaledetta crisi, vi risponde che la sua offerta è molto più bassa "perché i prezzi degli immobili non di pregio, al giorno d'oggi, si basano su quelli delle aste giudiziarie" (!!)
Il compratore acquisterebbe si l'immobile per affittarlo (indovinate a chi?) ma siccome non otterrebbe più di una certa cifra (si sa che non pagano), l'investimento iniziale non dovrebbe superare una cifra che è l'esatta metà di quanto voi chiedete. Un prezzo già diminuito del 40% almeno rispetto alla valutazione di tre-quattro anni fa.
Il consiglio che ti dà infine il pennuto è di "accontentarti" del prezzo da asta (e chi se ne fotte se il tuo immobile non è affatto finito in tribunale e non ha addosso l'ombra di un'ipoteca) "perché difficilmente lo venderai ad un prezzo maggiore di quello". Visto, oltre tutto, che il quartiere "si sta riempiendo di extracomunitari e c'è gente disposta a svendere i suoi immobili".

Per la serie: "Come si conquista un territorio senza sparare un colpo". Si provoca il degrado di un quartiere e, di concerto con una tassazione centrale e locale iniqua e vessatoria, si inducono i proprietari che non hanno la capacità di resistere, a svendere. L'immigrazione clandestina, anche in questo caso e chissà perché, capita a fagiolo. 
Insomma, un governo che volesse, con un filo di gas, espropriare delle ultime proprietà rimaste, ovvero delle case, i suoi cittadini, e questo governo mi pare che ne abbia il DNA giusto, non dovrebbe far altro che, con apposita riforma del catasto, attribuire agli immobili un valore "normale" di mercato ma in tempi di crisi puramente arbitrario e, oltre ad aggiornare le tassazioni come IMU, TARI e TASI ai nuovi parametri, applicare la tassa di successione sugli immobili ereditati. Nelle condizioni attuali di recessione ciò significherebbe un vero massacro di Wounded Knee su piccoli e medi proprietari, ovvero sulla solita classe media. L'equivalente delle coperte infette consegnate ai pellerossa.
E questo mentre fiumi di denaro scorrono silenziosamente e indisturbati nei paradisi fiscali e nelle grotte sotterranee della finanza speculativa e i cinesi, solo per fare un esempio, esportano allegramente in Cina miliardi di fatturato dei loro traffici senza pagare pegno allo stato italiano, intento invece a fare le pulci ad ogni scontrino dei commercianti italiani. 
Orbene, la riforma del catasto di cui si parla ormai da tempo, con la scusa moralista che ci sono case di extralusso nel centro di Roma accatastate come baracche, è praticamente lo scenario di cui sopra. L'esproprio finale del bene rifugio per eccellenza degli italiani. A favore di chi? Dello Stato non credo, visto che siamo in regime di "meno stato più mercato". Quindi a favore del mercato, ovvero di privati abituati a fare l'affarone all'asta. Gli avvoltoi di cui sopra.

Ora c'è un ulteriore step. Il prestito vitalizio. Sei vecchio e vivi in una catapecchia di proprietà con 400 euro al mese e sei in crisi di liquidità? La banca, con magnanimità ti dà fino al 40% del valore della casa che ripagheranno poi con gli interessi i tuoi eredi.

ALT!!! Come facciamo con la questione dei figli che non avrebbero diritto sulla proprietà di un morto, cari i miei pikettiani? Facciamo un'eccezione per i debiti? O, meglio, si ereditano solo i debiti, così vi divertite di più? Tanto qui, se rinuncio all'eredità, si pappa tutto la banca lo stesso. Il banco vince sempre.

In che modo verrà ripagato quest'ennesimo indebitamento privato? Riscattandolo o prolungandolo oltre la morte del debitore attraverso i suoi eredi. L'articolo di Repubblica non parla dell'ammontare degli interessi. Hai visto mai che a qualcuno non venga in mente di far sottoscrivere al vecchietto anche un simpatico contratto "assicurativo" sull'eventuale aumento degli interessi, per gli amici derivato?
Ma, per carità, in nome dell'esproprio elitario si fa questo ed altro.

mercoledì 18 marzo 2015

Le riparazioni di Crapa Pelada


Grazie al sempre impagabile Voci dall'estero, questa mattina, per la rubrica "Tedeschi che amiamo", mi è gradito presentarvi il pensiero di tale Prof. Schorkopf, ovvero Crapa Pelada.

Riassuntino del concetto da lui espresso a Der Spiegel: quale risarcimento, quali riparazioni di guerra? La Germania ha già risarcito la Grecia annettendola nell'eurozona. Oops, scusate, ammettendola (maledetto lapsus freudiano). Come dice appunto Crapa Pelada:

"Nei decenni passati, la Germania ha fatto enormi trasferimenti di denaro, anche alla Grecia — non sotto forma di risarcimenti, ma nel quadro dell’integrazione europea. Stiamo parlando di una quantità di miliardi a doppia cifra, una somma che raggiungerebbe facilmente il livello dei possibili risarcimenti. La Grecia ha sempre potuto contare sul nostro sostegno. Quando il paese è stato accettato come membro della Comunità Europea nel 1981, era un candidato un po’ traballante. Nel 2001, quando la Grecia è stata ammessa nell’unione economica e monetaria, nessuno ha guardato troppo da vicino al fatto che la Grecia stesse truccando i conti."
Il resto qui e qui nella lingua imperiale. Non osate ridere. Loro, quando dicono così, lo pensano veramente. Siamo noi che poi ci incazziamo e gli mandiamo il napalm. Ma Dio, quanto sono interessanti quando corrono verso l'autodistruzione.

Ed ora vogliate gradire un momento poetico con il finale vagamente futurista.



A voi, miei signori,

io voglio narrare la storia che tanto mi fa disperare:

son già sette mesi che vedo cadere

dal capo i capelli pian pian.

Ormai son pelato,

deluso, avvilito, non so quali cure adottar".


Ma senti cosa dice quel povero infelice!

Non ti lamentar, ma prova a cantar con noi questa canzon:

Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh!

I sò fradei fann la fritada,

ghe ne dann minga a Crapa Pelada.

Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!



Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

I sò fradei fann la fritada,

ghe ne dann minga a Crapa Pelada.

Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà badabidabidà bidibudibibbì

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Paaapappaparaparappapà

parappappà

E la canzon ti fa dimenticar,

scordar ciò che ti rattrista

il cuore e sospirar ti fa.

"Chi lo sa se potrò ritrovare la folta chioma?"

Prova tenta ancor!

"Ho provato e riprovato ogni

cura più sicura e consigliata la chinina

è di rigore ma la testa è ancor pelata,

ancor pelata."

Coraggio amico, non ti disperar.

"Con la bulbomicillina

con bayrum e petrolina ho provato e riprovato

ma io sono ancor pelato, ancor pelato.

Perche?" Non so, com'è? Chissà?

Perché? Perché? Perché non so.


Paraparapapapaparaparpapappapatarapà

parapapapà Sei tu?

Crapa pelada, crapa pelada

crapà crapà crapà crapà

aaaaaaahhhhh

bidibabidibidaibabadibidibabdibidibù

tatttatà trattattattattattattà


Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh!



Crapa Pelada, con la parrucca forse potrai guarir!

(Crapa Pelada, Quartetto Cetra)


lunedì 16 marzo 2015

Casa Piacionakis


In posa per la paparazzata consensuale per "Paris Match", in stile toy-economist.
Lui però si è già pentito
(Lei è quella con i danè, e si vede.)








Non lo molla proprio. Timeo Danae et dona ferentes.


Lui un giorno dirà: "Io non volevo. Eseguivo solo gli ordini della str..., di mia moglie."




sabato 14 marzo 2015

Bruneri o Landini? Il triste caso dello smemorato di Mirafiori


C'è un penoso caso umano in corso di cronaca. Quello di un signore che ha perso la memoria, che è convinto di chiamarsi Landini e di essere nientepopodimeno che il capo della FIOM. 
Solo uno smemorato o uno che è appena uscito dal coma come la Christiane Kerner di "Goodbye Lenin," infatti può credere che esista ancora un arcaismo come la scissione della sinistra, ovvero la scissione schizofrenica come metodo di governo, soluzione di problemi e riscatto delle classi lavoratrici. Qualcuno pensa davvero che, dopo aver avallato tutte le peggiori porcate dei padroni per decenni, altro che 50 sfumature, ed averle sottoscritte con il sangue dei lavoratori che dovevano rappresentare, il sindacato e i sindacalisti italiani possano passare dal riverginatore e presentarsi come quelli che, con la cosa con l'imene nuovamente intatto, difenderanno i metalmeccanici (sottotitolo: gli altri si fottano) dalle grinfie dell'ultraliberismo? Metalmeccanico, tra parentesi, is the new foca monaca.

Senti, senti: la CGIL, di cui la FIOM di Landini è costola più nefasta di Eva, ora che i buoi sono scappati e si sono già rifatti una vita in Australia, si oppone al jobs act, ovvero ad una legge che persino i dirigenti di banca ritengono essere la pietra tombale su ogni tipo di tutela del lavoro dipendente ed il via libera alla precarizzazione generale, alba del nuovo schiavismo di ritorno? E' questa la notizia del giorno?


Lo so è ridicolo, oltretutto dopo che questi cialtroni, compresa l'eterna immusonita, non hanno emesso un belato e non hanno avanzato mezza opposizione e solo perché c'era la fottuta "sinistra" al governo e per il motivo che non si è mai visto un coso opporsi al partito dei cosi. Landini dice che Renzi ha fatto tutto da solo senza interpellarli, i cosi. Si sono svegliati una mattina e, bella ciao, eravano nella Matrix tecnocratica. Quindi, poverini, non sapevano e ora però che lo sanno, vai con la Lotta.
Questa è la bugia più insultante di tutte, perché la faccia di Renzi è come un albo a colori per bimbi di prima elementare, con le letterone grandi e le figure che tutti possono capire. Ciò che voleva fare, o che era stato richiesto a lui che facesse, è sempre stato più chiaro dell'acqua di fonte.

Quindi, di quale opposizione sta parlando Landini? E come la faranno, con il mitico scioperogeneraleconunmilionedilavoratoriinpiazzasangiovanni? Oppure con la scissione, appunto, con una nuova cosa di sinistra? Da cosa nasce cosa, si dice, e la loro cosa sarà più a sinistra delle altre cose, anche se la Sinistra ormai è il grosso coniglio che vedono solo loro, i cosi, e non si tratta più di quello lieve e simpatico di  Harvey ma l'altro oscuro e da bad trip di Donnie Darko. 
Credete che la cosa di Landini sia una novità, ma è il solito "contrordine, compagni!" Anzi, "contrordine, cosi!" Non si salveranno dal naufragio, nemmeno avendo a disposizione i migliori salvagente, perchè preferiranno la scissione in due della scialuppa di salvataggio e vorranno salire tutti solo sulla parte di sinistra.

That's all folks!

Don't do drugs

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...