martedì 21 ottobre 2014

E' la vanga che traccia il solco


Oggi che mi sento più o meno così è la giornata giusta per porsi la grande domanda. Ve la impiatto così, à la tartare, senza preliminari. Farà un po' male.

Gli angeli del fango sono prodotti della propaganda piddina?

Insomma quegli angioletti dei quali Google images vomita a richiesta decine e decine di immagini posate e con la giusta luce, con pala, maglietta e musetto sporchi di fango ma tutti talmente belli e fotogenici da sembrare usciti da un casting (guardare questa fotogalleria del Secolo XIX, per esempio), sono prodotti di un certo "spontaneismo", come i loro papà e mamma degli anni '60, o sono un tantinello troppo studiati e frutto di un'abile operazione di propaganda? Mica tutti, s'intende, ma buona parte, soprattutto quella che parla e appare in TV?

"Come fai ad essere così perfida? Tu che non hai alzato il culo per andare a spalare il fango della tua città?" 

Scusate, un'interferenza.

Dicevo, mica lo penso solo io, ma altri. Questo post non è così originale perché i dubbi li hanno avuti in tanti. Anche Mario Giordano se lo è chiesto con un articolo finalmente sugar-free e privo dell'insopportabile retorica di questi giorni. Per non parlare di Andrea Marcerano sul Foglio, che così apostrofa un troppo entusiasta collega capellone:

"Senta, Severgnini, i ragazzi che spalano a Genova fanno bene a spalare, bene alla comunità e bene a loro stessi, ma eviterei, in questo momento, di fare un pompino agli angeli del fango. Sottrarrebbe preziose energie. Senta, Severgnini, non sono eroi, sono ragazzi normali, fanno una cosa normale, vanno in guerra senza spingere il nonno, come in tutte le guerre. E come in tutti i soccorsi."

La solita volgarità reazionaria o c'è anche un po' più di un briciolo di verità?
Che il PD, come gioiosa macchina da propaganda di guerra potesse aver messo il cappello sugli angeli del fango, lo suggeriscono parecchi indizi e, come succede spesso, molti indizi formano una prova.

1) Innanzitutto l'adozione all'unisono del nome angeli del fango da parte dei media. Un'instantbookizzazione del concetto di piccolo salvatore della patria vangamunito. C'era il precedente storico dell'alluvione di Firenze e degli studenti che accorsero a migliaia per salvare le opere d'arte, d'accordo, ma solo i funghi spuntano tutti assieme una mattina dopo la pioggia.

2) Questa sciacallaggine antigrillina da primo colpo, quindi piddina: 

3) Questo pensiero tratto del libretto rosso del First Bischero: 

«Spalerò la burocrazia come gli angeli del fango spalano a Genova»

Uhm, che puzza di aratro che traccia il solco, ovvero di propaganda, lontano un miglio marino. Anch'essa ovviamente dichiarazione "spontanea" sulla pagina Facebook.

4) Gli angiolini jolie che, intenti com'erano a spalare fango, appena arriva Grillo con cerata da pescatore di merluzzi (Grillo che poteva anche rimanersene affanculo a Sant'Ilario, per essere chiari), posano il badile e si mettono a fare la sceneggiata  funicolare senza corrente contro il nemico. Solo il piddino reagisce così pavlovianamente alla presenza degli ortotteri. Quasi una confessione.

5) L'angioletto da talk show, accuratamente ammaestrato e che evita accuratamente di accusare la gestione piddina della Liguria della mancata prevezione della tragedia.
Ne accenna anche Travaglio, per il quale, giustamente, l'acqua del Bisagno ha fatto tracimare anche la sopportazione nei confronti di Michele "datemelisordichevefacciolativvulibbera" Santoro.
Parentesi in difesa di Travaglio: provate voi ad avere di fronte uno con la faccia un po' così e l'espressione un po' così della canzone di Paolo Conte, ovvero il gerundio di burlare, e a non uscire di sentimento. 

6) Le "Vanghe precarie della meglio gioventù" di Adriano Sofri.  Brrr, da brivido.

7) La magliette spontanee "Non c'è fango che tenga" e quelle ancor più spontanee, per migranti, "Nessuno è straniero". Ma guarda un po'.

La bellezza della gioventù, la bella maglietta, il lavoro gratuito offerto in sacrificio per Voi, il te deum del giovanilismo e un certo fastidioso farcelo pesare definendo tutti ad honorem eroi, mentre i responsabili del LET IT HAPPEN arrivano perfino a fare gli offesi se li si tenta di prendere per il colletto e sbatterli di fronte al muro delle proprie responsabilità.
Questo stomachevole leccalecchino caramellato dei media da far ciucciare agli italiani, ammantato di propaganda dal tanfo tipicamente totalitario, riflette un'insopportabile ESTETICA DELLA CATASTROFE. 
Estetica che risponde alla logica busona del buttar soldi nella maglietta fica invece di destinare ogni centesimo agli alluvionati e di non impiegare subito l'esercito e squadre della protezione civile appositamente addestrate per le operazioni di ripulitura ma gli angioletti belli discesi dal cielo in terra a miracol vangare. Angioletti si ma con la lingua biforcuta se c'è il nemico grillino in favore di telecamera. 
Un'estetica elegiaca della distruzione, un inno a Thanatos che è la firma inconfondibile dell'economia delle sciagure e in fondo della guerra. Distruggere per ricostruire invece di conservare e preservare.
La catastrofe come opportunità per l'appalto, il cataclisma che va auspicato e protetto e che va venduto come inevitabile, imprevedibile, voluto dal destino cinico e baro e non dall'incuria colpevole delle giunte, e le cui conseguenze bisogna sopportare cristocomunisticamente; come bisogna accettare, perché THERE IS NO ALTERNATIVE e l'EURO E' IRREVERSIBILE, la società dickensiana che ci vorrebbe propinare la dittatura delle multinazionali. La Bophalizzazione del mondo, il Bad TTIP continuo.

Candid photography?  Candidi angioletti in un momento di assoluta spontaneità.

lunedì 20 ottobre 2014

Warning: graphic images!




C'è bisogno di tradurvele o le didascalie le capite da soli? Va bene, proprio perché siete voi.
Tutti i dati si riferiscono al periodo 2008-2013 e le fonti sono l'Istituto greco di statistica, la Banca di Grecia e l'Eurostat.

La prima immagine spaventosa è quella che si riferisce all'andamento degli indicatori economici greci: export, PIL, costo del lavoro, depositi, vendite al dettaglio, produzione industriale ed investimenti. In medicina ci troveremmo di fronte ad una morte clinica ed al suono agghiacciante "piiiiii!" dell'elettroencefalogramma piatto. 

Stesso discorso per la seconda immagine, quella relativa agli standard di vita della popolazione:
salari, welfare, impiego, consumi, reddito e PIL nominale. Un bel grafico da tatuare in fronte a Mario Monti, che dite? Affinché possa ricordare il più grande successo dell'euro.


Infine, terza ed ultima immagine, la pistola fumante del "semo tutti 'na grande famija europea" dedicata a chi preferisce farsi guidare da una tedesca. Invece di "Centro contro Periferia" si potrebbe anche chiamare "Zia Ricca vs. Parenti Poveri". Il concetto è quello.
La Grecia è quella linea gialla che sprofonda a vantaggio del Lussemburgo (ovvero di Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia). Prima il Nord. Platone e Aristotele sacrificati sull'altare di un granducato del cazzo. Se non fosse una tragedia greca, sarebbe un'operetta.

ringrazio @Nicholas___D per averle pubblicate su Twitter.


E se siete invece meno iconici e più linguistici, ecco un bel riassuntino della tragedia greca, altrettanto terrificante.



sabato 18 ottobre 2014

Renzi ha sempre ragione


Dalla vostra inviata pescatrice di perle.



Questo è questo qui sopra, naturalmente. 

Poteva mancare la mystica del rigore, della serietà e fermezza teutonica? 
Dall'articolo di Lucia Annunziata sul Fuffington Post "Meno male che Angela c'è":
"Se questa donna e' la dura regina dei nostri paesi c'e' una ragione, e a Milano e' sembrata anche una ottima ragione".
Abstract: siccome c'è Putin cattivo e l'America ci trascura, affidiamoci come l'altra volta alla Germania che è veramente nostra amica e che attualmente è pure inquantodonna.

Se poi volete un esempio del loop mentale nel quale è prigioniero il piddino, ovvero l'Europa mi avvelena ma io voglio ancora più Europa, ehi! ma così muoio!, però occorre un'altra spruzzatina, ecco un articolo della compianta (ma non dal poro Gramsci) Unità. Poveri scarrafoni schienati dall'imidacloprid, che agitate le zampette invano tentando di resistere all'euroneonicotinoide:
"Per vincere le camicie bianche dovranno sporcarsi". Per diventare camicie nere, suppongo. 

Amo l'odore dell'olio di ricino la mattina presto.


giovedì 16 ottobre 2014

Di Loukanikos e di legatori di cani con la salsiccia

Loukanikos, cane ribelle. 2004-2014
Questo bel muso nobile ed intelligente, dell'intelligenza che è propria, in ambito canino ma non solo, dei bastardi, è Loukanikos, il cane di strada che fin dal 2009 aveva accompagnato le rivolte di piazza di Atene contro la dittatura della Troika, morto qualche giorno fa a dieci anni d'età. Un eroe peloso divenuto leggenda per la sua curiosa e costante presenza a fianco dei contestatori ed assurto alla notorietà anch'essa pelosa dei media internazionali attraverso la copertina di Time che l'aveva eletto "Dog of the Year" forse anche per distrarre, con un bel "maccheccarinooo!" in coro, le dame di San Vincenzo dall'atroce destino del popolo greco ridotto scientificamente in miseria dalla rapacità del Quarto Eureich ordoliberista.

Loukanikos, λουκάνικος ovvero Salsiccia. Il nome greco ricorda la veneta luganega e infatti l'insaccato originario dei popoli Lucani deportati in Epiro da Alessandro I "il Molosso" in Grecia divenne Loukaniko e in seguito ritornò in Italia grazie al principe Zamperetti da Cornedo della Serenissima Repubblica di Venezia come appunto luganega. Per dire quanto siamo interconnessi noi popoli mediterranei e quanto è ricca e antica perfino la storia delle salsicce.

Il cane Loukanikos mi fa però venire in mente anche un detto delle mie parti: "Non si possono legare i cani con la salsiccia".
Il senso credo sia chiaro ed il pensiero corre subito alle manovre depressive spacciate per espansive, ai regali fatti senza avere i soldi per farli, alle partite di (presa in) giro, ai salvataggi che non ci salveranno, ad un governo che è chiaramente impegnato appunto a legare i cani con la luganega, piuttosto che a fare l'unica cosa che dovrebbe: farci uscire dall'incubo.
Non solo, tutto questo sbattersi di promesse non mantenibili serve solo a nascondere la verità. Ad ingannare i Proci-porci-Piigs disfando la tela di notte. La verità ad esempio che di manovre da 30 miliardi ne servirà una all'anno, se vogliamo rispettare i contratti capestro degli strozzini; che un cane randagio ateniese aveva capito ben prima di Fassina e di tutto l'apparato del PD l'atrocità dell'ordoliberismo e infine che il nostro destino, se non interverrà un deus ex machina, sarà assai simile a quello della Grecia. Un destino che viene paradossalmente censurato perfino dalle voci della controinformazione (ragazzi, fatecelo vedere quel film, buttatelo in rete. Se non ora quando?)

Potrebbe il governo nascondere la verità così a lungo e perseguire l'impossibile senza la complicità dei media? Non credo proprio.
Oggi da Bagnai si discuteva di copertura della tragedia greca da parte della stampa nostrana, tutta a base di cure che funzionano, di riprese (inesistenti) e grandi successi dell'euro e veniva in proposito citato questo articolo della "Stampa" che non avrebbe sfigurato, per il suo tono fantascientifico, nella gloriosa collana Urania. 
Dal canto mio, preparando questo mio omaggio al novello Argo, ho trovato un'altra perla nella coccodrillessa dedicata a Loukanikos da tale Ettore (che nome ad hoc!) Livini sulla Repubblichina. Un altro conformista alla Moravia, della specie che in tempi di regime prolifera in maniera incontrollata.
Dopo aver definito Salsiccia "cane black bloc"giusto per accreditarsi, ecco l'epica del greco imbroglione: "Loukanikos irrompe sulla scena politica ellenica nel 2009. Il paese sta iniziando a sprofondare nella crisi, i conti sono truccati, nel bilancio dello stato c'è una voragine. E gli arcigni controllori di Bce, Ue e Fmi mettono sotto tutela la Grecia." Così chiosa Omero:
"Negli ultimi mesi Loukanikos era finito in pensione. Quasi avesse capito che la Grecia è in ripresa." Grazie alla mamma Troika, s'intende.
Inutile dire che la ripresa in Grecia non esiste se non nelle menti stordite dall'assenzio eurista.
Questi non sono giornalisti ma, parafrasando Marx, appendici di carne in un meccanismo propagandistico. Chissà se i cani fantasma sono in grado di mordere giornalisti meccanici, Dio Anubi.


Loukanikos lo aveva capito già dal 2009, cos'era il fogno europeo, i piddini non ancora.


mercoledì 15 ottobre 2014

Il paradosso di Scalfarotto


A botte di incostituzionalità, come ormai è prassi consolidata, il governo dei figli di Troika concederà magnanimamente la regolarizzazione e regolamentazione delle unioni civili ma, attenzione, qui sta la palese incostituzionalità, riservandola solo alle coppie gay. Come dire che, da ingiustamente svantaggiate, le persone omosessuali diventano ingiustamente privilegiate e fornite di diversi diritti rispetto alle persone eterosessuali. L'orientamento sessuale X diventa di fatto un must per ottenere privilegi superiori a quelli con orientamento sessuale Y. Una condizione che appartiene già dal 2013, mi dicono, al piddino Scalfarotto, che ha potuto estendere la sua copertura sanitaria da parlamentare, normalmente riservata ai morosi di sesso diverso, al suo compagno.

Per questi legulei fintoprogressisti la convivenza non può evidentemente prescindere da una componente sessuale - il che rispecchia perfettamente lo spirito dell'attuale società postsessantottina ipersessuata del godimento senza limiti, da imporre però a soggetti doppiamente castrati: dalla depressione e dalle cure contro la depressione (tornerò sull'argomento con un post ad hoc, perché merita l'approfondimento).
Con questa legge discriminatoria al contrario, i piddini e i loro complici dell'altra parte, dimenticano chi convive per mille altri motivi non sessuali con parenti, amici e colleghi: per studio, per lavoro, per necessità, in ultima analisi per DIVIDERE LE SPESE. Concetto quest'ultimo, mi rendo conto, avulso dalla loro realtà di privilegiati. Questi cittadini conviventi ma non trombanti tra loro, per restare in argomento, possono fottersi. 

Vi sono noti problemi ereditari, di subentro in contratti d'affitto, di disposizioni in caso di esequie, ovvero il lato oscuro della coppia di fatto che si evidenzia quando la morte bussa alla porta.  Un convivente, ad esempio, non può esaudire il desiderio del defunto di essere cremato, perché non può certificare la sua volontà come può invece farlo un coniuge, anche separato, o un parente diretto, che possono perfino decidere di andare contro la volontà dell'estinto. Per ovviare a questi problemi, e qui sta il paradosso, una coppia di fatto eterosessuale sarà costretta a sposarsi anche se non ne aveva affatto l'intenzione e tutto il diritto di non averla (e qui ci vedo lo zampino del contentino alla parte politica tradizionalista e reazionaria sacrafamiglista). In questa realtà sempre più romanzesca alla Burroughs da psicomondo parallelo schizzato, le vecchiette o vecchietti che convivono da semplici amiche/ci (non mi vedrete mai usare quei fottutissimi asterischi) per combattere la reciproche solitudini da vedovanza e unire le pensioni da fame imposte dalla Troika della su' mamma, dovranno fingersi gay per mantenere qualche diritto e sopravvivere? Non sarei fascista ma ormai mi disegnano così.

Aggiungo che agli scemi del villaggio globale non interessano tanto i diritti civili, che vediamo da loro distribuire appunto in maniera psicotica e perturbante, quanto il poter chiamare un'altra delle loro leggiucole scritte sotto dittatura europea con un nome esotico: "civil partnership" e di poterla fare "come in Germania".  Il mito tedesco pure in camera da letto. Schweinehunden.

Vorrei lanciare quella che un piddino definirebbe una provocazione. E mi rivolgo anche agli omosessuali desiderosi di diritti veri e non cosmetici.
Secondo voi la condizione omosessuale è qualcosa di simile al viaggio psichedelico di una wedding planner passiva con l'unico problema di trovare il tulle verde assenzio entro le sette di stasera in un mondo elitario fatto di gente variopinta senza pensieri, piena di soldi e smaniosa solo di sposarsi? In sostanza una costruzione letterario-propagandistica? 
Oppure gli omosessuali sono persone che, vivendo la realtà come tutti, la crisi come tutti, hanno prima di tutto il problema del lavoro da non perdere, del restare in attività se imprenditori, e forse, come tanti eterosessuali, ne hanno normalmente e giustamente per il belino di sposarsi?

Dotto', che c'entra l'amore con il matrimonio?

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