sabato 30 maggio 2009

Totus suus, how to be a papigirl


In quel tempo Papi disse ai suoi discepoli: "Lasciate che le vergini vengano a me".

Ho letto una cosa inquietante, a margine dei supposti baccanali tiberini in quel di Villa Certosa con le donnine ignude e i capi di stato esteri con la bava alla bocca, ovverosia lo stile Las Figas delle relazioni pubbliche del nostro paese. Mancavano solo le fiches in omaggio per farli giocare a volontà.
Parentesi: se non c'era nulla di male nelle foto, perchè mandare Lurch a colpi di "mavalaaa" rotanti a chiederne il sequestro? E se poi un giudice volesse indagare sull'età di una Papigirl a random e venisse fuori che era minore all'epoca dei fatti o magari provvista di un clamoroso 24x17?
Il fotografo che ha paparazzato il nano e le sue 40 Biancaneve ha chiesto un milione di euro, per vendere le foto ma, benedetto uomo, perchè offrirle a Panorama, che ha subito fatto la spia a Papi? Mi ricorda i protagonisti del film dei Cohen "Burn after reading": "Pronto, parlo con Osborne Cox?"

Digressioni a parte, la notizia inquietante è la seguente. Pare che la farfalla, tatuata su lombata o stinco o ciondoloni in oro e affini sull'affannoso petto, sia il segno distintivo delle Papigirl, ma solo di coloro che avrebbero fatto l'incontro ravvicinato del terzo tipo. Quelle proprio abducted sull'astronave della Libertà con bonus di 2000 euro a testa da spendere poi in un'unica sessione di shopping come premio, non si sa di che cosa. Forse per essere riuscite a sopportare le strimpellate di Apicella (aviotrasportato a spese dello stato, cioè dei Papiminkia) e le barzellette di Papi Tiberio per più di venti minuti senza accasciarsi al suolo? Sicuramente, chi dovesse pensare a pagamenti di altre robe di natura piccante sarebbe solo un malpensante komunista demmerda.
A pensarci bene 2000 euro sono quasi una miseria, certe cose non hanno prezzo se non hai un antiemetico a portata di mano.
Ecco, una delle papigirl avrebbe proprio un tatuaggio con farfalla e seguente motto: "S.B. l'incontro che mi ha cambiato la vita". S. B. uhm, vediamo. Chi potrebbe mai essere S. B.? San Benedetto, quello della rondine sul tetto? Si, sicuramente. Chi ha pensato Silvio Berlusconi è uno zozzo malpensante sinistro prono a Franceschini (muahahaha!) e kommunista demmerda.
Postilla dedicata a Tremontino, il quale stasera ha detto al TG1, che "Se Silvio Berlusconi avesse usato la sua influenza internazionale (muhahaha!) nel caso Opel-Fiat, sicuramente le cose sarebbero andate diversamente". Una assoluta genialità da mandare in orgasmo i Papiminkia. Un governo non fa un cazzo (perchè nun ci ha un euro da rischiare), il premier si perde dietro a questioni di figa, però se Marchionne ha rimediato una trombata è colpa dei comunisti.
Poveretto, il supermanager, come Angela ha preso su la cornetta e dall'altra parte Barack gli ha sussurrato con la voce da Barry White "Ciao, sono ioooo, amore miooo", quella non ha più capito niente.

Già, si sa che è tutto un Magna Magna.

Comunicazione di servizio - Mi prendo una meritata vacanza senza computer. A mercoledì.

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martedì 26 maggio 2009

Pedopornocrazia

"Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo "viso angelico", dalla sua "purezza"; le dice che deve conservarsi così com'è, "pura". (Dall'intervista all'ex fidanzatino.)

Gli ex sono sempre pericolosi. Sono quelli che ti sputtanano senza alcuna pietà sulla neogogna YouTube, non perdonandoti qualche debolezza, diversi bicchieri e molti freni inibitori caduti ai tempi della passione e lasciati imprudentemente su videocassetta, telefonino o lettera.
Chi spiattella i fatti privatissimi delle/degli ex è sempre mosso da rancore e, in questo caso particolare, magari da un desiderio inconscio di rubare la scena.

L'ex di Noemi, dopo l'intervista, si è subito beccato una sfilza di querele da personcine armate di avvocati taglienti come rasoi e quindi, a meno di non trovarci di fronte ad un incosciente, ad un amante degli sport estremi o ad una specie di kamikaze proletario lanciato a bomba contro l'ingiustizia, qualcosa di vero ci deve essere nella sua storia. Se non altro il dispiacere di essere stato nascosto sotto il tappeto come un mucchietto di monnezza, o presentato come innocuo "cugino", appena la rampantissima fidanzatina, sedotta dalla gabbia dorata e dalle collanine di brillantini, ha annusato il profumo dei soldi, del successo e di un mondo quasi irreale attraverso questa "amicizia" con il presidente del consiglio.
Povero ragazzo, lo capisco. Chiamare "cugino" uno che fino a cinque minuti prima era il tuo "porcellino" sulla letterina d'amore è un atteggiamento da puttanella, non da "pura siccome un angelo". Poi puoi essere pure vergine (attenti padri a giurare sull'illibatezza delle figlie che di illibatezze ve ne sono di molte specie) ma puttanella rimani.

Gino racconta. Oltre alle famose feste e cene di rappresentanza delle quali abbiamo già saputo e visto, alle quali Noemi (minorenne) risulta presente non si sa bene in veste di che cosa, e noi speriamo veronicamente "perchè era sua figlia", lui parla dell'invito per una vacanza in Sardegna nella villa del premier, assieme ad altre trenta, quaranta ragazze. Senza cugino, ovviamente.
Niente di nuovo. C'è, in quell'invito, tutta la mentalità da harem miliardario di Hugh Hefner e dell'allevamento intensivo di conigliette di Playboy. Sembra di vederle, le ninfette sculettanti per i giardini. Spettacolo compassionevole per satiri ormai solo necessariamente contemplativi o qualcos'altro?
L'offerta di "vergini al drago", concetto espresso da Veronica Lario, è insinuazione troppo inquietante per essere lasciata cadere come semplice battuta. Di che tipo di offerta si tratta? L'interessato, ovverosia il drago, lo spieghi.

Forse, senza pensare a maialate da satrapi orientali, si vuole solo sottolineare il potere di seduzione e corruzione che un mondo così "meravigliosamente corrompente" ha sulle menti di ragazzine cresciute a pane e Beautiful. Il primo effetto tangibile è come viene immediatamente rinnegato il semplice figlio del popolo che ci veniva fidanzatino. Da quello a darla solo a penemuniti ad alto reddito e dietro lauto compenso, il passo è breve.
Ci si dimentica, e torniamo alle offerte da devolvere al drago, che l'uomo potente di denaro offre il successo ma, fin dai tempi del sofà del produttore, pretende anche una contropartita. Per qualcuno potrebbe bastare avere la casa piena di vocianti fanciulle senza alcun baccanale a seguire ma in ogni caso è meglio appurare.

E' vero che Berlusconi faceva telefonate personali ad una minorenne dopo averne sfogliato il book fotografico? Se erano complimenti innocenti ad un'amica di famiglia in cerca di successo, non vi sarebbe stato niente di male. Perchè allora tutta quella reticenza sulle origine della conoscenza con i Letizia, per non parlare delle bugie?
La cosa migliore che può fare Berlusconi è allontanare con forza il sospetto ed il dubbio che si tratti di qualcosa d'altro, di un fuoco dei suoi lombi, per intenderci. Le alternative sono poche: o è una parente o una conoscente oppure un interesse sessuale. Oppure un ricatto che viene dal passato.

lunedì 25 maggio 2009

Il Resto del Furbino

Sabato pomeriggio, mentre trovavo ristoro dal sole africano in una gelateria dotata di condizionatore a temperatura da pack antartico, ho dato una scorsa al più venduto giornale locale e mi sono soffermata a leggere un articolo che parlava di un noto stabilimento balneare di Milano Marittima, caduto sotto la lente d'ingrandimento del Fisco per sospetta evasione di 6 milioni di euro.

Fermo restando che tutti sono innocenti fino a prova contraria e fino alla conclusione dell'accertamento, sono rimasta perplessa dal tono dell'articolo, totalmente appecorinato in difesa dei presunti evasori.
Un'arringa in Ghedini mode, stile: "mavalaaaa, ma andiamoooo", come fosse stata scritta direttamente dall'avvocato degli inquisiti. Tutto un "ma quanto sono cattivi gli inquirenti", "gli hanno perfino clonato l'hard disk del computer di casa", "erano bottiglie di vinaccio da supermercato, non di pregiato champagne".

Quando il Fisco si domanda: "Ma questi hanno comperato mille casse di gassosa e non ne hanno più in magazzino, l'avranno venduta, dove sono gli scontrini?", la Gazzetta del Furbetto si straccia le vesti per conto terzi e attacca la tirata contro lo Stato che vuole sono rovinare gli onesti imprenditori, assieme ai giudici rossi, i finanzieri gialli d'invidia e i clienti che sicuramente hanno fatto la spia e non sono figli di Maria. E conclude suggerendo: " Perchè pensar male? E' evidente che 10.000 euro di cocacola se la sono bevuta loro perchè avevano caldo".

Bravo, chi ha scritto il peana in difesa (perchè alla fine l'impressione è quella) dei frodatori di clienti e Fisco, non solo non si sente un po' frodato anche lui visto che, se loro non pagano, a lui come stipendiato tocca comunque, ma probabilmente non si è mai avvicinato al bancone di uno di quegli stabilimenti rivierasco-romagnoli sempre più in stile Billionaire. Quelli che ti fanno pagare tre euro una minerale in bottiglietta da mezzo litro, non ti fanno lo scontrino perchè adesso c'è troppa gente e se provi a farti un cocktail ti ci vuole poi un finanziamento della Comunità Europea.

Davvero, da un anno all'altro scopri che quello che una volta si chiamava "Bagno Marisa" ora si chiama molto più finemente "Mururoa Island", che ha comperato anche gli stabilimenti accanto e che le piscine sono diventate due e mezza (la mezza per i nani e i bambini.)
C'è la palestra con il personal trainer anche personal fucker se càpita (quelli che una volta erano i gloriosi bagnini), l'insalatona in coppetta da macedonia a 10 euro (senza scontrino se non insisti e li minacci con un M16 Viper sotto il mento) e l'euro tondo per la doccia calda; 10 secondi netti e poi fiotto gelido stile carcere turco.
Che non è più il "Bagno Marisa" con le bocce, il jukebox e le cabine con la serratura che non si chiude lo capisci non solo dall'offerta di divertimento da spiaggia ma dall'impressionante assembramento di figa del genere: "la dò ma solo a penemuniti da un certo reddito in su, astenersi cassintegrati perditempo".

Sempre il famigerato Fisco si chiede: "Ma tutti questi soldi come li ha fatti il Bagno Marisa?" E ti parte l'accertamento che si fonda su calcoli molto semplici. Pagare gassosa, vedere scontrino.
Scusate se quando si parla di tasse sembro fissata con l'America e lo Zio Sam ma a me parrebbe quanto meno bizzarro che, per tornare ai giornali che combattono la legalità, il New York Post, per esempio, si lanciasse in una appassionata filippica contro la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate (ben più temibile delle Fiamme Gialle, mi dicono), gli inquirenti, i giudici e in generale chi tenta di far rispettare l'eguaglianza di tutti di fronte ai doveri di cittadino.
Da noi invece è normale. Del resto abbiamo un Piccolo Papi che una volta disse che "evadere humanum est". Un po' si, ma sei milioni di euro a me pare tanto.

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martedì 19 maggio 2009

Embrione in mare!


Apprendo da Galatea che, per non essere secondo a Murdoch, l'Uomo Elefantino ha messo a pagamento il suo "Foglio" online. Mi sembra giusto, per una pubblicazione che è più di nicchia e meno letta di FMR. Le cose preziose e rare si pagano.
Lui, per la verità, più che a Franco Maria Ricci preferisce il paragone con Larry Flynt, visto che nella campagna abbonamenti definisce il Foglio online ironicamente "sito hard". Si, è vero che le tesi propugnate da Ferrara sono estreme, quasi ai confini del fetish, ma se deve essere hard allora tanto vale andare su YouPorn (gratuito, tra l'altro).

Galatea raccontava, nel suo post, dell'ultimo appello antiabortista di Ferrara. Quello, per intenderci, che parla degli embrioni che galleggiano nel ventre della madre dopo il concepimento (perchè prima è un po' difficile), da salvare come i migranti sui barconi.

Ecco, il complesso della mancanza di figli si vive a vari livelli.
Il mio ginecologo sostiene che i fibromi uterini che si formano così caparbiamente in noi signore in premenopausa sono l'espressione di un'inconscio desiderio di figli.
Molto ma molto inconscio, per quanto mi riguarda, se penso cosa si deve provare ad avere una figlia così, una truzza, oppure uno di quei pischelli che girano con lo skateboard, la cresta da galletto amburghese, il cavallo a terra e l'elettroencefalogramma piatto.
Il mio utero insoddisfatto si divertirà a produrre figli immaginari, che sarebbero stati sicuramente dei geni al livello di Leonardo, bellissimi, giudiziosissimi e da tutti dieci a scuola ma, a livello cosciente, non riesco proprio a non sentirmi come quella che in fondo l'ha scampata bella.
Zero tituli ma anche zero problemi.

In Giuliano Ferrara, anche lui in andropausa ed in astinenza da paternità, l'insoddisfazione si esprime in questa cavalleresca ossessione del salvataggio dell'embrione in pericolo. Sembra quasi che più che padre vorrebbe essere madre, sentire il pargolo nuotare come un piccolo Phelps che fa le vasche puntando i piedini contro il pancione per darsi lo slancio all'indietro, pum!
Sarà ma, se mai la scienza dovesse progredire fino a creare l'uomo incinto, non si potrebbe che dare l'onore delle prime doglie maschili a Giulianone. Se lo merita.

sabato 16 maggio 2009

I centrini di Silvio

Da giorni "Repubblica" con uno speciale ed altre illustri penne del giornalismo chiedono a Berlusconi di svelare la verità sul "caso Papi" ma lui, di solito così generoso di sé, si nega.
Cosa non può rivelare? La parentela con la ragazza? La vera identità del fantomatico Letizia? Altri misteri del passato, come ha buttato lì con studiata casualità la mamma di Noemi? Oppure, per dare un contentino ad Occam ed al suo rasoio, la sua troppo facile ricattabilità?

Per riassumere le varie ipotesi alternative attorno al caso Papi ed all'identità di Noemi, sui quali il presidente del consiglio rifiuta di fare chiarezza e di rispondere alle domande poste da istituzioni e stampa:

1) Noemi è la figlia illegittima di Berlusconi, concepita ai tempi in cui la madre slavoricchiava nel mondo delle televisioni private. Bimba consolata di tanto in tanto dell'assenza della figura paterna biologica così importante con diamantini e collanine. Cresciuta , fin da poppante, "nel mito di Silvio", come racconta la madre. Chissà perchè.

2) Noemi è la nipote di Berlusconi. Cioè figlia di una figlia (la mamma ha una certa rassomiglianza con la vera figlia di Silvio, Marina). I tempi cronologici ci starebbero. In effetti 72:18 è più un rapporto nonno:nipote che papi:figlia.

3) Noemi è un'amichetta, un'amante, fino all'altro ieri minorenne, di Berlusconi. Una che lo chiama papi come le escort russe chiamano i clienti attempati Papik (come ha fatto notare Chiara). Questa ipotesi è in assoluto la più logicamente improbabile, per il modo in cui questa Noemi è uscita allo scoperto spifferando una così illustre ed illegale frequentazione ai quattro venti. Una tattica che in qualunque paese del mondo sarebbe considerata suicida per chi la attua. Anche l'apparente connivenza dei genitori nel sostenere la presunta tresca, sembra escludere l'ipotesi.

4) Noemi, a Berlusconi, non gli viene né amante né parente in alcun modo. E' un'esca, come la festa di compleanno è stata una trappola.

La cosa che insospettisce di più è che si tratta di persone disposte a tutto pur di piazzare la figlia sul mercato del successo, che millantano un tipo di intimità sospetta con la persona più potente d'Italia e che sembrano in grado di metterla in difficoltà.
La madre di Noemi insiste oggi dicendo che Papi dovrà aiutare Noemi a farsi una carriera, quella carriera che lei non ha avuto. Cos'è questa novità; un'anonima borghesuccia si permette di pretendere favori da un capo di governo?
Sia che si tratti di persone che agiscono per pura ricerca di notorietà con sconvolgente imperizia ed allarmante ingenuità o che siano radiocontrollate da altri ambienti, la vicenda puzza lontano un miglio di ricatto.
All'ipotesi del ricatto non mi risulta finora abbia pensato nessuno. Se sbalio mi corigerete.

Apro una parentesi storica. Ricordate la vicenda Tortora con il fatto dei centrini? Riassumo per i troppo giovani. Enzo Tortora era un famoso presentatore televisivo, nato assieme alla televisione italiana negli anni cinquanta, messo in naftalina per molti anni e rispolverato alla fine degli anni settanta con una trasmissione, Portobello, che ebbe per diversi anni uno straordinario successo, nonostante l'insopportabile buonismo e riportando Tortora al massimo della popolarità. Per pura casualità, uno dei motivi del successo era la presenza di un pappagallo che i concorrenti dovevano riuscire a far parlare. Ci riuscì solo l'attrice Paola Borboni ma con il sospetto della combine.

Comunque, pappagalli a parte, la carriera di Tortora fu stroncata dalla sera alla mattina il giorno che nei telegiornali apparvero le immagini di lui portato via in manette, in arresto per associazione a delinquere di stampo camorristico, il 17 giugno del 1983. Le accuse di collusione con la camorra, spaccio di droga ed altri gravi reati, provenivano da esponenti di spicco della Camorra, e quindi furono inizialmente prese per buone dai magistrati. La vicenda kafkiana di Tortora, tra processi e carcere durò tre anni, fino all'assoluzione con formula piena nel 1986.
Perchè Tortora fu tirato in ballo, pur innocente, in fatti di Camorra? Per vari motivi: desiderio dei pentiti di acquisire credibilità, semplice ricerca di notorietà, paranoia nel famoso fatto dei centrini.

Un carcerato di Poggioreale aveva inviato alcuni centrini in seta da lui realizzati alla redazione di Portobello affinchè fossero venduti in un'asta di beneficienza. Non avendo ottenuto l'attenzione desiderata, il detenuto se ne era lamentato con il segretario di Raffaele Cutolo, Giovanni Pandico, il quale vendica lo sgarro cominciando ad inviare a Tortora lettere sempre più minacciose e ricattatorie.
Che tutto sia partito dal permalo di un pazzo maniaco che per sfortuna di Tortora era pure camorrista, o da un disegno più complesso pensato a più menti dalla criminalità organizzata, il caso Tortora dimostra la facilità con la quale il ricatto può rovinare anche persone di grande popolarità e potere.

Chiusa la lunga parentesi, veniamo ai giorni nostri. Il 26 aprile sera a Casoria, festa di compleanno di un'illustre sconosciuta che però chiama Berlusconi "papi" e lo frequenta da molti anni, come racconterà, con dovizia non richiesta di particolari, il giorno dopo a giornali unificati.
La moglie di Berlusconi annuncia poco dopo di aver preso la decisione di chiedere il divorzio al marito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso si chiama Noemi, la neodiciottenne, i cui rapporti con il premier non paiono chiari. "Magari fosse sua figlia", commenta amaramente Veronica.

Il resto è noto. Berlusconi pasticcia sulle origini della sua frequentazione della famiglia Letizia, confonde il babbo di lei Elio con l'autista di Craxi provocando la smentita di Bobo in persona. Viene data la notizia che il signor Letizia è un esponente di spicco dei socialisti (smentita), poi del PDL, visto che Berlusconi insiste che questo Elio gli avrebbe telefonato per raccomandargli dei candidati e in seconda battuta invitarlo alla festa di Noemi.
Peccato che questo Letizia non risulti iscritto al PDL, né sia noto negli ambienti politici campani. Qualcuno addirittura sospetta che questo Letizia non esista proprio. Si aggiunga che le foto pubblicate da "Chi" sembrano pesantemente ritoccate, che il personale del ristorante racconta della bonifica preventiva da parte dei servizi dei locali destinati ad accogliere la presenza del premier (smentendo così il carattere di improvvisata della partecipazione alla festa) e il quadro del mistero è completo. Forse, abituato a raccontare balle, Berlusconi si è autofregato, dicendo di conoscere Letizia da tempo pur non conoscendolo ed ora non sa come uscirne.

Questa vicenda, analizzando i comportamenti dei protagonisti, dimostra una sola cosa: che il premier è facilmente ricattabile e che, sia a causa delle passate frequentazioni maschili (affaristiche) e di quelle attuali femminili (ludiche), chiunque potrebbe pretendere da lui favori, restituzioni di favori e quant'altro. Magari anche persone poco raccomandabili o la stessa criminalità organizzata che volessero manipolare altre facili esche per far abboccare il pesce grosso.

Intanto un danno concreto, a Berlusconi, è derivato da questo episodio: il divorzio dalla moglie potrebbe costargli la metà del suo patrimonio. In qualche modo potrebbero aver ragione coloro che sostengono che Veronica sia caduta in un tranello. Se Noemi è solo un'esca casuale, Veronica è stata altrettanto tratta in inganno e manipolata in funzione antiSilvio. Non è un caso che siano le persone vicine a Berlusconi a parlare di trappola.
Il ricatto in campo politico è una tecnica vecchia come la crocifissione e, da che mondo è mondo, certi sottoboschi si occupano della logistica.

C'è da aggiungere anche che il 9 maggio scorso, poco prima di una visita annunciata di Berlusconi, sono comparsi a Marcianise in provincia di Caserta, accanto alla sede del PDL, dei manifesti listati a lutto con al centro croci e bare. Ne dà conto "Libero", che scrive di "minacce della Camorra al Presidente del Consiglio". Come mai questa sicura attribuzione di Libero in assenza di rivendicazioni?

Qualcuno, più di quanti immaginiamo e delle più varie provenienze, magari dagli amici dai quali mi guardi Iddio, potrebbero lavorare per far cadere Berlusconi e per riuscirci cercano di prenderlo per le parti basse, il suo punto debole. Sembrerebbe un'ipotesi di fantapolitica, lo so, ma tanto vale ragionarci.
Ogni grande conducator è costretto a convivere con coloro che sperano di succedergli, il più presto possibile.


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venerdì 15 maggio 2009

Un nano solo è al comando... il suo nome è Tale e Quale

Ma il culto della personalità, cari anticomunisti viscerali ed eviscerati, non era esclusivo appannaggio delle dittature, soprattutto quelle dei comunistacci, da Kim Il Sung a Ceausescu, fino a Mao e Baffone?
Da vero conducator di questa succursale della Romania di Nicolae ed Elena, che ci ostiniamo ancora a chiamare Italia, Silvio Berlusconi viene riproposto alle moltitudini dei suoi adoratori con un'agiografia a puntate in ben 15 fascicoli dati in omaggio in questi giorni con lo staffengiornale "Libero" del feldmaresciallo Feltri. Lo stesso che non pare notare alcuna contraddizione nell'aver pubblicato appena qualche giorno fa una lapidazione a mezzo stampa della moglie del Cesare conducator, nonchè madre delle bambine amorevolmente ritratte con il papi sul primo numero, senza alcuna remora nel farla piangere di umiliazione.

In barba alla coerenza e scegliendo a caso il mese di maggio per questa sorta di apparizione mariana del Dio dell'ottimismo, del Dio Uno e Trino, anzi Tale e Quale, ecco la riedizione di "Una storia italiana" in versione hard e uncut.
Se posso sollevare una critica di tipo editoriale; nel piano dell'opera mancano i fondamentali gadget come le miniature del nanoconducator dipinte a mano da collezionare, tipo puffi. Il Silvio pompiere, il Silvio panettiere, quello in colbacco russo, quello in bandana. Sarebbe un'idea grandiosa, soprattutto gradita ai piccoli figli di papi che stanno imparando ad amarlo come loro Salvatore e Uomo della Provvidenza.

Peccato che, in ben due copertine dei fascicoli, il nostro Tale e Quale appaia in tutto il suo fulgore a fianco di due despoti come Gheddafi e Putin. Si tenta di rimediare con Benedetto XVI, Shevchenko e Mike Bongiorno e riciclando prati fioriti e quadretti di famiglia ma la cattiva impressione resta per quelle pessime compagnie con le quali Papi si imbranca spesso e volentieri.
Occhio al fascicolo numero 8, quello intitolato: "Il credente, il politico, i Papi". Non è un refuso, non manca una elle, si riferisce proprio ai santi padri.

Mentre altri giornalacci invidiosi della popolarità del Piccolo Papi si ostinano a fare domande sui misteri di Casoria, senza ottenere risposta, perchè Papi fa come cacchio gli pare e non deve rendere conto a nessuno, men che meno al popolo, Libero ricicla vecchio materiale propagandistico e si candida ad infrangere i record di appecoronamento al regime tuttora detenuti da Pradva e Rude Pravo.
Dall'agiografia liberiana dovrà uscire un'immagine del conducator tutto Io, Patria e Famiglie che spazzi via una volta per tutte le ipotesi più malevole e oscenamente insinuanti sull'Uomo che si sacrifica per il nostro bene, per il nostro Papi così sensibile e che non ci meritiamo proprio, Italiani Bravagente un cacchio.

Un'opera titanica e meritoria, quindi, che Libero ha scelto di affrontare con sprezzo del ridicolo.
Non oso immaginare quando uscirà il fascicolo postumo alla memoria con la telecronaca delle esequie raccontate da Emilio Fede, raccolta in un doppio DVD. Per carità, il più tardi possibile, ma bisogna pur cominciare a prepararsi all'infausto giorno. Lo sanno, vero, a Libero che un giorno gli toccherà pubblicare il coccodrillo di un caimano?
P.S. Mi facevano notare stamattina e giustamente, che nella collana dei fioretti illustrati del Diosilvio manca un fascicolo fondamentale: "Come ho fatto i soldi".

lunedì 11 maggio 2009

Cori di pappagalli ultras a cappella

Ha ragione Fabio Volo ad incazzarsi. I berlusconiani ed affini, quanto tenti invano di discuterci, ti levano proprio di sentimento, ti portano ad un tale sfinimento da ispirarti infine genuini istinti omicidi da far impallidire "Er canaro".

Non è questione di essere di destra. Io riesco ad avere interessantissime discussioni, molto approfondite, vivaci ed interessanti dal punto di vista dialettico, con gente assai lontana dalle mie idee politiche come simpatizzanti di Forza Nuova o della Fiamma Tricolore.
Con legaioli e figli di papi non c'è dialogo perchè hanno due schemi in tutto racchiusi in un paio di neuroni tenuti assieme da un quintale di fuffa inerte coibentata da strati tossici di amianto televisivo e, qualunque domanda fai loro, rispondono a random con neurone n. 1) i 100.000.000 di morti del comunismo; neurone n. 2) la sinistra che ha governato e rovinato questo paese.
Il tutto dandoti rigorosamente del "voi comunisti" anche se si rivolgono ad una persona sola, abbaiando feroci, ripetendo a pappagallo slogan ribolliti e ribaltando sistematicamente il discorso senza dare risposta oppure rispondendo a domanda con un'altra domanda, comportamento assolutamente esasperante. Ti verrebbe voglia di scoperchiar loro il cranio ed andare all'inseguimento di quelle due particelle di sodio petulanti per infilzarle con una forchetta.

Dicevamo di Fabio Volo. Chi non ha seguito la divertente saga del "comunista sarà lei" andata in onda su Radio Deejay, può trovarne il resoconto e le registrazioni su non leggere questo blog.
Per riassumere il fatterello, apparentemente insulso ma, come vedremo, contenente la chiave psicosociologica del fenomeno berlusconiano; dialogando con un ascoltatore, Fabio Volo si è sentito appellare di comunista e se ne è risentito perchè, a quanto pare, lui comunista non lo è, pur essendo magari vagamente progressista e sicuramente womanizer (in italiano figaiolo).
Fabio ha chiesto ripetutamente al suo interlocutore che gli spiegasse cosa voleva dire il termine "comunista", senza ottenere risposta. L'episodio si è ripetuto in una puntata successiva del programma e il ragazzotto dalla tipica cantilena milanese con le "é" belle aperte ed il comprendonio duro come il porfido, continuava a chiamare comunista Volo che, alla fine, il volo lo ha spiccato davvero e si è incazzato come un'aquila.

Questo episodio è così significativo da essere riportato su tanti blog in questi giorni perchè, mentre Volo pungolava il milanesotto ripetendogli: "Che vuol dire comunista, perchè mi chiami comunista se non lo sono?", ad un certo punto lo sciagurato ha biascicato: "Beh, che ne so, è come dire sei interista".

Ecco, le grandi verità spesso si trovano in bocca agli idioti (nel senso più nobile del termine).
Lo avevamo intuito. La politica nel nostro paese è diventata niente altro che semplice confronto-scontro tra opposte tifoserie. Credete sia casuale che il presidente di una squadra di calcio sia diventato presidente del consiglio? Del resto non è lui stesso che parlò, quel maledetto giorno funesto, di "discesa in campo", e parla tuttora, riferendosi ai ministri della Repubblica Italiana, di "squadra di governo"?
Le televisioni ripetono luoghi comuni e frasi fatte che servono a plasmare gli slogan dei cori dei tifosi. Cori che, al posto dell'interista o milanista o juventino pezzo di merda, usano il termine "comunista". Le elezioni sono un evento sportivo, una specie di mondiale da vincere. Fate caso a come si vantano, i figli di papi, dell'aver vinto le elezioni. Per loro è come vincere lo scudetto e per chi è arrivato secondo sono solo derisioni e sberleffi. Vinte le elezioni una volta è per sempre, come la Coppa del Mondo. Noi abbiamo vinto e voi avete perso, siete degli sfigati.

Il ragazzotto di Volo ha ragione; tra comunista, interista, negro o frocio non c'è differenza. E' semplicemente lo stabilire che "io non sono te, sono diverso da te e migliore di te e la mia squadra è l'unica, voi siete delle merde".
Se, come ha fatto Volo, chiedi all'ultras qualunque cosa vuol dire comunista, non lo sa, perchè, nel condizionamento pavloviano, non è previsto che lo sappia ma solo che lo ripeta a pappagallo.
Per il popolo ultras, comunista è un appellativo senza significato se non quello di una generica negatività, ma non lo è per chi ha utilizzato la metafora e gli schemi del gioco del calcio per stravolgere la politica a proprio vantaggio e con un preciso disegno che discende dal divide et impera.
In un paese carente di ideali è stato facile impiantare l'anticomunismo (inteso come opposizione al progressismo e difesa degli interessi della Reazione) e farlo prosperare mascherandolo da gioco tra opposte tifoserie. Totò Riina, per fare un esempio, a differenza del meneghino de coccio, quando dà del comunista a chi ne combatte le azioni criminali, sa bene quel che dice.

I cori ultras servono a tracciare la linea di demarcazione tra noi e loro, a creare una mente collettiva e a dare ai figli di papi una consapevolezza di gruppo. La violenza verbale che caratterizza i berlusconidi è specchio dell'essere pappagalli ultras che ripetono slogan a cappella. L'urlare slogan serve anche ad evitare lo scontro dialettico che sarebbe perso in partenza, vista la colossale ignoranza che permea il popolo dei figli di papi, con il classico "bla-bla-bla!" ripetuto tappandosi le orecchie.

Loro non lo sanno, e non se ne rendono conto, riempiendosi la bocca di popolo della libertà ed individualismo ma sono quanto di più vicino si possa pensare all'uomo macchina agognato e perseguito dai totalitarismi del Novecento.
Non ditegli che, molto probabilmente, i veri "comunisti", sono loro.

giovedì 7 maggio 2009

Terremotati abruzzesi? A cuccetta!

Va bene, non parliamo più di corna, di lolite, di vecchi pistolini viagradipendenti e mogli tradite ma che mostravano le tette in teatro quindi in fondo erano zoccole anche loro, parliamo di cose serie. Non indulgiamo più nel gossip moralistico, che i compagni si incazzano. Non attacchiamo più il piccolo Peron sul piano personale, se no i nanofili frantumano ogni record e riescono ad amarlo ancora di più.

Freghiamocene del leader che dovrebbe dare il buon esempio (principio valido in tutte le culture umane ma non in Italia, dove il mascalzonismo sessuale è virtù teologale), fottiamocene della CEI (e del suo doppiopesismo) e soprattutto dell'uso criminoso del servizio pubblico radiotelevisivo, ridotto a semplice dependance dell'ufficio relazioni pubbliche di Mediaset. Sbattiamocene allegramente di tutto e passiamo a roba pesa da mandar giù con un bel bicchier d'acqua, se basta.

Parliamo della presa in giro degli abruzzesi terremotati. Siccome i mezzi di disinformazione di massa televisivi non ce lo raccontano, limitandosi a dire ciò che il regime del pistolino miliardario dice loro di dire, per sapere ciò che accade veramente dobbiamo rivolgerci ai pochi giornali rimasti che insistono caparbiamente con il fare giornalismo ed ai bloggers che raccolgono le fonti e le rielaborano, mettendoci del proprio, nel grande tam tam della controinformazione.

Il decreto sul terremoto d'Abruzzo, dunque. Le magagne che nasconde le racconta brillantemente Alessandro Tauro in questo post che vi invito a leggere.
Riassumento al massimo, si tratta, per non dire proprio di bugie, di altisonanti promesse costruite su fondamenta di sabbia marina, basate su soldi che non ci sono, come ha denunciato il sindaco dell'Aquila Cialente e che potranno venir fuori in tempi brevi (quelli strombazzati dalla propaganda) solo grazie ad una una tantum, cioè ad una tassa straordinaria da far pagare agli italiani e non con le lotterie, le riffe e il terno al lotto. No tassa, no party.

Estrapolo solo un paio di brani dall'articolo di Alessandro, per me assai significativi della mentalità da "clausole scritte in piccolo" che caratterizza il modus operandi del governo dell'apparenza e delle passerelle, cioè di un governo da avanspettacolo:
"Le case distrutte sulle quali gravava un mutuo verranno ricostruite, ma la porzione di casa corrispondente alla percentuale di mutuo non pagato diverrà proprietà della società finanziaria Fintecna (società controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze). Se il cittadino vorrà, come è logico aspettarsi, tornare ad essere proprietario di tutto lo stabile, dovrà far fronte pertanto ad un mutuo aggiuntivo da chiudere con la Fintecna."

"Metà dei costi per le abitazioni previste per ottobre non saranno disponibili prima del 2010."
Allora, l'eterno frainteso disse qualcosa a riguardo del termine entro il quale sarebbero state di nuovo agibili le case dei terremotati: il 10 settembre (e perchè non l'11, già che c'era?).
Se per quella data non saranno ancora pronte, non potremmo contestargli nulla. Non aveva mica specificato il 10 settembre di quale anno. Infatti si potrebbe dover parlare non solo del 2010 ma addirittura del 2033, come spiegano gli articoli che ho citato e linkato e che analizzano il decreto da marinaio.
Le ultime notizie sono che, mentre l'umido Bondi pensa alle chiese da ricostruire, Bertolaso, in un sussulto di coscienza, invoca la modifica al decreto legge affinchè i risarcimenti dei danni subiti dalle abitazioni siano totali e non parziali.

Intanto, mentre gli abruzzesi non sono affatto contenti di come stanno andando le cose, ma a noi non ci risulta perchè filtrano solo i resoconti dei miracoli della moltiplicazione delle dentiere, diciamo anche che molti sfollati aquilani sono costretti a ripararsi dentro gli scompartimenti di treni e a dormire nelle cuccette dei vagoni letto (sperando che siano stati almeno disinfestati dalle zecche, visti i poco edificanti episodi accaduti di recente con Trenitalia).
Va bene che, dopo un mese, siamo ancora in emergenza ma siamo sicuri che la gestione di questo terremoto non sia molto diversa da quella dei terremoti precedenti, checchè che dicano le televisioni? Se gli Aquilani vogliono stare qui, perchè li volete mandare nel vagon-lit?

L'11 settembre 2009 non prendete impegni che si va a controllare alla stazione dell'Aquila se le cuccette sono ancora ferme sui binari.

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mercoledì 6 maggio 2009

Brinda con Daddy

Foto autentica, assolutamente non taroccata da Antonio. Grazie a Brinda con Papi


Ieri sera, il Presidente Obama si è presentato a sorpresa al David Letterman Show ed ha tenuto banco per più di un'ora, spiegando come la First Lady Michelle (che ha chiesto il divorzio come moglie e come americana, non sopportando più di vivere con un presidente ancor più mandrillo di Bill Clinton e che evidentemente non sta bene), è stata plagiata ed ingannata da una cospirazione messa in piedi da Al Qaeda e Osama Bin Laden, assieme a giornali come il Washington Post e il New York Times, notoriamente comunisti. Non si esclude un ruolo dei rettiliani e del KKK.

"Io voglio bene a Michelle ma mi deve chiedere scusa in pubblico, anzi, durante la consueta conversazione del sabato del Presidente, di fronte alla Nazione", ha detto Obama di fronte ad un Letterman comprensivo, che durante tutta la puntata dello show ha continuato a fare si si con la testa.

"Non è vero che frequento minorenni", ha continuato Obama. "Vi spiego come sono uscite quelle foto sul National Enquirer. Ero a Las Vegas per rilassarmi un po' dopo una visita in gran segreto all'Area 51 e mi telefona questo mio amico, Joe. "Ehi, Barackino, la bimba compie 18 anni, scendiamo tutti al McDonalds per farci un hamburger, verresti anche tu vestito da pagliaccio? Su, per farla contenta!"

"Non potevi certo rifiutarti" ha osservato Letterman in ginocchio, tentando di recuperare la lingua. "Ma scherzi?" ha risposto il Presidente degli Stati Uniti, "ho detto ai ragazzi dei servizi segreti: guaglio', siamo a Las Vegas, questi sono cento dollari e un paio di preservativi per uno, andate a divertirvi. Venite a riprendermi domattina con calma. E sono andato alla festa. Povera bambina, era così contenta di vedere il suo daddy vestito da pagliaccio."
A quel punto Letterman ha avuto un sussulto:"Daddy? Come daddy? Ho letto che questa ti chiama daddy fin da piccola, fin da quando cioè sua madre lavorava per te."
"Ehi, ma che stai pensando? Che vuoi fare, il giornalista alla Watergate? Si è vero, la bambina, nonostante i suoi genitori siano bianchi come la neve, è decisamente abbronzata, ma queste sono le menzogne che fa pubblicare Al Qaeda sui giornali comunisti. Michelle li legge tutti e si fa influenzare. Ma dovrà chiedermi scusa."

"E le conigliette di Playboy che dovevano sostituire Hillary Clinton come segretario di stato?" chiede Letterman, "Beh, sai, quelle ragazze non sono proprio delle cime. Basta che dici che sei un politico e si illudono subito di essere tutte delle Marilyn. E poi chissà quel vecchio rincoglionito di Hugh Hefner cos'aveva capito."
"Insomma, tua moglie ha sbagliato, però mettere su YouTube il filmino di quando era ubriaca a quella festa e si è data da fare con l'autista non è stato carino. "
"Beh, sai, "ha concluso il Presidente degli Stati Uniti, "era una puttanella sgallettata del Bronx. Io l'ho raccattata dalla strada, le faccio fare la vita da signora, l'ho fatta First Lady, che minchia vuole ancora? Le femmine devono stare al loro posto, ok?"

Grandi applausi della platea, Letterman commosso abbraccia il suo presidente, arrivederci a domani, restate con noi.

Ovviamente questo raccontino surreale è falso. Falso in un contesto come quello americano, dove un Presidente che si comportasse in questo modo non solo andrebbe dritto come un fuso all'impeachment e lui, il piezz' e core e tutta la famiglia putativa sarebbero costretti alla prova del DNA, ma non sarebbe nemmeno immaginabile, sarebbe pura fantascienza.
Il racconto è falso ma atrocemente vero in questo paese.

martedì 5 maggio 2009

Comunione e cospirazione

Prima legge della relatività cattolica: "Divorziati e risposati non possono accostarsi al sacramento dell'Eucaristia".
(Papiro carpito nella sala d'attesa del medico di base e religiosamente conservato a futura memoria dei posteri)

Paolo Attivissimo, fa qualcosa! Berlusconi è diventato come Thierry Meyssan , crede nella teoria del complotto. Nella puntata paranoidea di stasera di "Porta a Porta" (in attesa che prossimamente anche Veronica Lario possa raccontare la sua verità dalle stesse poltrone, vero Vespone?, guardi che ci contiamo), papi vuota il sacco e fa come quegli imputati nei film americani che decidono di difendersi da soli perchè sono degli sboroni dalla parlantina fatale.
Tanto può contare su una RAI pagata da noi che all'occorrenza si mette giù a pecorina e alla quale la concorrenza ed il potere politico (in questo caso impersonati dallo stesso individuo), possono fare ciò che vogliono: primo, secondo e terzo canale anche contemporaneamente.

Che si sappia. Tutti i convinti assertori della par condicio, gli amanti del contraddittorio, i difensori a spada tratta del bipartizanismo stasera non c'erano e se c'erano dormivano.
Sul TG1 sventola bandiera bulgara. Servizio di apertura sull'affaire Berlusconi-Lario con tutto il tempo riservato a lui, a Poverosilvio in modalità aspide, a sputare veleno contro la moglie sobillata ed ingannata dal complotto della Sinistra. Contraddittorio della moglie ed eventualmente della Sinistra tirata in ballo: non pervenuti.

Un fatto che fino a ieri i nanofili lamentavano dovesse rimanere privato e sul quale si rilasciavano scarni commenti di un paio di righe, viene usato oggi come un maglio a fini politici, millantando una presunta colpa della Sinistra se una dolce signora si è rotta i cosiddetti di sentirsi umiliata dal comportamento da fauno ingrifato del marito, per giunta titolare di una carica pubblica che richiederebbe sobrietà anche alle Isole Andamane.
Se gli itagliani non avessero perso completamente il senso dell'umorismo si sarebbe potuto sottotitolare il servizio del TG1 alla pagina 777 di televideo con la dicitura: "la tragedia di un uomo ridicolo."

Si sono fatti sentire i cattolici oggi, con un commento dell'Avvenire piuttosto severo e una nota serale del cardinale Bagnasco, la CEI in persona. Non siamo certamente alla scomunica, però fa piacere sentire un certo sommovimento sussultorio ed ondulatorio dalle parti di Via della Conciliazione.
Dato che Papi guida il partito autocertificatosi più adatto alla difesa della Famigghia e della moralità cattolica, una sacra tirata d'orecchi mi pare doverosa.

A chi mi accuserà di moralismo e bacchettoneria di ritorno, rispondo che è solo questione di giustizia.
Se a conviventi, separati, divorziati, risposati, omosessuali eccetera, è negata per principio la comunione anche se si tratta di persone degnissime e dalla specchiata moralità, perchè il più chiacchierato degli italiani e adesso in procinto di diventare divorziato al quadrato, deve prendere la comunione come un bimbetto innocente di otto anni?
Mi piacerebbe proprio sentire la sua giustificazione, in merito. Esiste forse un Lodo Ostia del quale non siamo a conoscenza?

P.S. Ho letto della storia delle foto taroccate di Papi alla festicciola di Piertopa. Anche per me sono ritoccate e credo di sapere come è saltato fuori l'alone mistico da Camera Kirlian attorno alle figure scontornate. A me succede quando abbasso la qualità di compressione dell'immagine: lo scontorno non è più sfumato e preciso ma "si vede". Ottimizzando per il web è facile perdere in precisione di scontorno.
In ogni caso, brinda anche tu con Papi!


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lunedì 4 maggio 2009

Sarò un vipero, sarò

"Sono brave e belle e la Carfagna... guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei". (Silvio Berlusconi, 31 gennaio 2007)

Eh, si. Se lo toccano dove è il suo debole...
Critica la moglie perchè va in piazza a lavare e sciorinare i panni sporchi e puzzolenti e lui che fa? Rilascia interviste di qua e di sui giornali (ai direttori in persona, degradati al rango di valletti raccoglitori della versione del Re), lasciando che premurose badanti riprendano le sue invettive ed il suo abituale chiagni e fotti in appositi servizietti del TG da dare in pasto ai telespettatori serali.
Inserisce la modalità turbominchia ed inanella una serie di invettive sulla vicenda del suo divorzio, sapendo che nessuno, per il momento, oserà andare ad ascoltare la campana di sua moglie. Nel senso di offrire anche a lei la prima serata ed una bella intervista completa invece di un lancio d'agenzia.
Il Vipero ha modo di rivoltarsi ben bene e di fare ciò che sa fare meglio, come ha giustamente previsto Veronica: rivoltare la frittata. Se non lo conosce lei dopo trent'anni, chi volete che lo conosca? Il dubbio che anche stavolta, rispondendo alle domande, mi si perdoni l'uso di questa parola forte, fosse in modalità menzogna è forte.

"Sono andato al compleanno di Noemi (a Piertopa 'e Casoria) perchè sono amico del padre". Riporto per intero perchè merita:
"Quel giorno mi telefona il pa­dre, un mio amico da tanti an­ni. E quando sa che in serata sarei stato a Napoli, per controllare lo stato di avan­zamento del progetto per il termovalorizzatore, insiste perché passi almeno un attimo al compleanno della figlia. So­lo due minuti, mi assicura. La casa è vicina all’aeroporto. Mi faresti un grande regalo. Non molla. Io non so dire di no. Era­vamo in anticipo di un'ora e ci sono andato. Nulla di strano, è accaduto altre volte per com­pleanni e matrimoni. Pensi che ho fatto le fotografie con tutti i partecipanti, i camerieri, persi­no i cuochi. Le pubblicherà Chi sul prossimo numero perché me le ha chieste quel diavolo di Signorini». D’accordo, pre­sidente, ma perché quella ragazza Noemi la chiama papi? «Ma è un scherzo, mi volevano dare del nonno, meglio mi chia­mino papi, non crede?"
Pinocchio, per molto meno, sfondò il vetro di una finestra. E' stato sbugiardato dai Craxi al completo in merito all'autista di Casoria, eppure insiste.
Lapidario il commento di Madame Berlusconi all'episodio napoletano: "Magari fosse sua figlia".

"So da chi è sobillata mia moglie". Vediamo: Cacciari? Maria Latella la sua biografa ufficiale? Un maggiordomo, come nel caso di Lady Di, Brooke Logan?
"Non è vero che avevo candidato le veline". Ma come, sono loro stesse che lo dicono e si lamentano della trombata rimediata. Avevano addirittura già firmato dal notaio.
"Non sono veline, sono laureate". Quindi, Maestà nano, posso candidarmi anch'io che sono laureata e mi prende lo stesso anche se ho la cellulite e quasi cinquant'anni?
"E che male c’è se so­no anche carine? Non possia­mo candidare tutte Rosy Bin­di... " Il solito gran signore.

"Mia moglie dovrà chiedermi scusa e non so se basterà". Uuuh, cosa viene dopo l'autodafé? Un bel rogo stile Inquisizione?
Non ci sono più dubbi, la vittima è lui, preda del maleficio della solita strega e gli itagliani si addormenteranno questa sera, girandosi e scorreggiando dall'altra parte, convinti che il povero Silvio non lo lasciano lavorare.

Ora però, ascoltato il campanone di Silvio, la vogliamo far suonare la campanella di Veronica? No perchè, giusto giusto, sento la mancanza del contraddittorio.

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sabato 2 maggio 2009

Telegiornale Duce

Non tutte le televisioni ed i telegiornali hanno la fortuna di appartenere a qualcuno che non sia Silvio Berlusconi. Sky è di Rupert Murdoch ed ha un target medio-alto borghese, quindi può permettersi di raccontare e mostrare in audio e video le contestazioni che rimedia ogni tanto in giro il nostro Piccolo Peron, gatto mammone dalle sette Evite.
Per il TG1 invece, visto il timore reverenziale che ha nei confronti del Piccolo Peron, è d'obbligo il tono epico da cinegiornale di regime qualunque cosa il PP faccia: lavoro o svago. Lui è così buono e misericordioso che ridà le dentiere alle signore anziane. Non siamo ancora alla guarigione del cieco ma siamo fiduciosi.



Navigano a vista con lo slinguazzatore automatico e non lo fanno perchè sono stipendiati da Berlusconi come quelli di Italia1, il che sarebbe logico e comprensibile, lo fanno spontaneamente, per eccesso di zelo e perchè Berlusconi è il Premier, quindi ha ragione per forza e non bisogna contraddirlo se no ci fa to-to sul culetto.

L'inviato al seguito del Piccolo Peron botulinizzato in visita a Napoli al Teatro San Carlo, ci ha tenuto molto a precisare ieri che "all'uscita il Premier è stato applaudito da un centinaio di persone e contestato da alcuni".
Naturalmente se poi uno va ad ascoltare il sonoro dell'episodio, si scopre che erano più fischi e "buuu" che applausi.
Si faceva prima a dire "all'uscita ha subito qualche contestazione" ma siccome sanno che lui non sopporta di non essere adorato in ginocchio, si mette mano al Photoshop autocensorio senza che nessuno ce lo dica. Spontaneamente ed opportunamente si ammutolisce la sonora fischiata rimediata dal Peronetto mettendoci una pezza con un po' di tronfia retorica di regime.

Questa è la realtà virtuale televisiva, nella realtà fattuale chi contesta il Piccolo Peron anche solo portando due dita alla bocca è matto o cattivo e viene addirittura identificato dalla polizia, come riportano senza vergogna e come se fosse una cosa da nulla, le agenzie:
"Tre persone sono state identificate dalla polizia al termine del concerto della Berliner Philharmoniker diretto dal maestro Riccardo Muti al Teatro San Carlo di Napoli. Gli agenti hanno provveduto al riconoscimento dopo che il premier Silvio Berlusconi ha lasciato il Massimo partenopeo tra applausi e fischi".

Ecco qual'era la notizia vera di oggi.
L'Italia è stata definita da Freedom House, un paese "parzialmente libero" in termini di libertà d'espressione. Forse perchè in Italia è vietato fischiare il ducetto e chi lo fa viene identificato dalla polizia e i telegiornali quando il Piccolo Peron fa la passerella e qualche sano di mente lo fischia i giornalisti si cagano addosso. Temo che sarebbe molto difficile far capire una cosa del genere ad un americano.

Naturalmente la notizia del declassamento del nostro paese a repubblica delle banane il TG1 non l'ha data.
Era impegnato a lustrare ed oliare l'applausometro da preparare per le prossime uscite del Duce.

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venerdì 1 maggio 2009

Associazioni a delinquere di stampo farmaceutico

Sapete perchè i virus e soprattutto quello influenzale, sono tanto popolari tra i medici? Perchè le bestiacce (i virus) possono sempre essere da loro incolpate dei danni provocati alla nostra salute dai farmaci da loro prescritti o dall'erroneità delle loro diagnosi.

Nel 1997, una meningoencefalite contratta in agosto mi fu scambiata per banale influenza e quindi non trattata adeguatamente. Va bene, si trattò di confusione tra virus ma se si fosse trattato di batteri ora non sarei qui a scrivere sul blog.
Due mesi fa ho avuto bisogno di un certo antibiotico, la moxifloxacina della famiglia dei fluorochinoloni, per curare una sinusite cronica. Nei cinque giorni di assunzione del farmaco ho avuto prima una tachicardia continua e fortissima, poi una serie completa di disturbi intestinali in crescendo, tali l'ultima sera da dover chiamare il medico e restare i tre giorni successivi a letto in malattia.
Il mio medico di base ha ammesso che sono farmaci che possono dare problemi ma lo specialista che me l'aveva prescritto lo ha decisamente negato. "Assolutamente no, è un farmaco che prescrivo abitualmente [non siamo tutti uguali però, NdA], avrà preso un virus intestinale in concomitanza".
Sarà, ma nel momento in cui ho smesso di prendere la sua capsuletta i dolori tipo parto sono cessati. Inoltre, di solito i virus vengono comunque debellati dal sistema immunitario in pochi giorni mentre io posso dire di non essere ancora guarita e vado avanti a forza di bifidus activi, lactobacilli vulgaris, collaterali ed affini, con alterne fortune e sintomi che ricompaiono da un giorno all'altro.

Quando stavo male mi sono divertita (si fa per dire) a cercare su Internet altre evidenze della possibile tossicità di quel farmaco e ne ho trovate una marea, addirittura forum interi di pazienti che raccontavano in tutte le lingue la loro esperienza, e quasi tutti parlavano di cuore che andava a mille, nausea, diarrea, dolori addominali.
E' noto che, a leggere il bugiardino di molti farmaci, uno si chiede se siano presidi curativi o armi di distruzione di massa. Però su Internet, oltre alle testimonianze dei pazienti, si trovano anche le pubblicazioni di studi di farmacovigilanza che, ad un orecchio abbastanza allenato ai termini medici, suonano alquanto inquietanti, confermando i sospetti di tossicità.

I fluorochinoloni sono farmaci ampiamente usati per una serie di infezioni non rispondenti ai classici antibiotici come, ad esempio, le ciclosporine. Tra gli effetti collaterali più noti e comuni all'intera classe dei fluorochinoloni vi è l'alterazione dell'elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell'intervallo QT, anomalia che può provocate aritmia e, in alcuni casi , torsione di punta potenzialmente fatale in soggetti cardiopatici. Gli studi di follow-up di farmacovigilanza suggeriscono prudenza nella somministrazione di fluorochinoloni in soggetti a rischio.

Io non sono cardiopatica e quindi l'episodio tachicardico da farmaco non è risultato preoccupante, però mi chiedo da due anni se a mia madre, viva per miracolo dopo un arresto cardiaco e reduce da un intervento di tripla angioplastica coronarica, fosse proprio necessario somministrare la ciprofloxacina, che è un fluorochinolone dagli effetti collaterali di cui sopra, per curare una banale infezione urinaria.
Mia madre morì per arresto cardiocircolatorio il giorno dopo che, durante una visita di controllo, avevo osato chiedere al cardiologo se quel farmaco non fosse troppo forte per lei, avendo letto il bugiardino e avendo fatto un ragionamento molto terra-terra: causa problemi cardiaci, mia madre ha problemi cardiaci gravissimi, è il caso di rischiare? Gli chiesi anche del problema noto della ciprofloxacina (e di altri fluorochinoloni) e cioè dell'aumentato rischio di rottura del tendine d'Achille in pazienti anziani.
Mi ricordo che il medico mi guardò come si guarda una merda che non si sta facendo i cazzi suoi e che sta invadendo l'altrui territorio e mi rispose quasi ridendo: "Ma lei legge i foglietti illustrativi? Ma lo sa che non bisogna mai farlo?"
Ora, io sono notoriamente paranoica, sono invidiosa perchè avrei voluto fare il medico e mia madre era sicuramente troppo malata per tollerare qualunque farmaco. Però il dubbio che certi farmaci vengano prescritti alla cavolo di cane, soprattutto a pazienti a fine corsa, rimane.

La ciprofloxacina, tra l'altro, è la famosa panacea contro l'Antrace, salita agli orrori della cronaca dopo l'11 settembre. Ne furono ammassate scorte imponenti dal governo di Bush per contrastare una minaccia che fece soltanto cinque morti per un contagio attribuito ad Al Qaeda e che era partito molto probabilmente da laboratori militari dalle parti di Fort Detrick. Una vicenda tra le più oscure di quegli anni, dai contorni mai chiariti.
La Bayer, con lo spettro del terrorismo biologico e la vendita promozionale di tonnellate di Ciprobay ai neocon, aumentò i profitti e si rifece un po' delle perdite causate dallo scandalo del Lipobay, farmaco contro l'ipercolesterolemia che nel 2001, pochi mesi prima, era stato imputato di aver causato la morte di almeno 52 persone ed i cui effetti negativi erano stati colpevolmente sottaciuti dalla casa farmaceutica, secondo quanto denunciato dalle autorità tedesche. Tra i neocon di cui si parla c'era anche Donald Rumsfeld, noto per avere le mani in pasta in Big Pharma, come si diceva parlando di influenze suine.

Nel 1985 rimasi molto colpita dalla lettura di un libro scritto dal giornalista tedesco Günter Wallraff, "Faccia da turco", un'indagine condotta da infiltrato tra i lavoratori immigrati impiegati nei lavori più umili, massacranti e pericolosi. L'autore descriveva tra l'altro i protocolli utilizzati dalle case farmaceutiche per testare su cavie umane consenzienti (a pagamento) le dosi ottimali dei farmaci. Pensando a cosa avranno dovuto subire le cavie che hanno sperimentato su di sé gli effetti dei fluorochinoloni, prima di arrivare ad una dose che comunque causa problemi in molti pazienti, c'è da immaginare scenari da "Hostel".

Sempre cercando su Internet (strumento pericoloso in mano ai pedofili e che sarebbe, secondo le showgirls convertite alla politica, da chiudere), si trovano decine e decine di altri casi di danni provocati da farmaci, di farmaci ritirati dal mercato per manifesta tossicità. Tutti casi che formano un vero museo degli orrori e dei crimini di Big Pharma. Non solo talidomide, quindi.

Il caso della Bayer meriterebbe altro che un post a parte. Per non parlare sempre della solita vecchia storia di quando si chiamava IG Farben e fabbricava lo Zyklon B che sterminava gli internati nei lager, la Bayer odierna (giurano assolutamente diversa dalla versione nazi mode) è implicata in una serie impressionante di attentati alla salute pubblica. Dalla vendita di prodotti emoderivati contaminati dal virus HIV agli antibiotici per il pollame ritirati in USA perchè dannosi per l'uomo, alla strage di api imputata ai suoi pesticidi, ai casi del Trasylol e dei mezzi di contrasto al gadolinio, fino alla possibile tossicità del comune analgesico Aleve.

Se Bayer piange, le altre case farmaceutiche non ridono. L'industria farmaceutica è disposta a tutto pur di trarre profitti dallo sfruttamento della malattia. Anche di rifiutarsi di produrre i farmaci utili a debellare malattie gravi ma rare. Se il numero di malati del Morbo X sono statisticamente non significativi non vale la pena investire nella produzione dei farmaci preposti.
Anche questa è Big Pharma. Per tutti gli altri malati ci sono farmaci in alcuni casi utili ma in altri casi sempre più spesso discussi per tossicità, assoluta inutilità o entrambe. Tossicità ed inutilità sempre vendute a caro prezzo.
Noi però non dobbiamo leggere i bugiardini e se stiamo male dopo aver preso un farmaco dobbiamo dare la colpa ai virus concomitanti.


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