domenica 30 agosto 2009

Attenzionarne uno per attenzionarne cento

"...noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni..." (Il Giornale, agosto 2009)

Mi meraviglia che si meraviglino. Omosessuali schedati in Italia? Dossier illegali sui fatti privati di cittadini comuni? Ma quando mai!
Eppure, basta googlare "schedatura omosessuali" e viene fuori, ad esempio, un articolo del Corriere del 1998, dove si parla della denuncia da parte dell'Arcigay dell'esistenza di fascicoli su cittadini schedati solo perchè omosessuali; dossier non ancora distrutti nonostante le ripetute richieste del Parlamento.
Avete presente quando un gay viene assassinato e la polizia indaga "negli ambienti omosessuali"? Come vengono identificati questi ambienti? Come si fa a sapere chi li frequenta ed andare a colpo sicuro ad interrogare proprio le persone giuste?
C'era, e dovremo dire, c'è ancora, il sospetto che le inclinazioni sessuali degli individui vengano sottoposte a controllo, schedatura e vidimazione da parte di organismi investigativi che operano in maniera non proprio lecita.
Tanta meraviglia, eppure si era parlato recentemente del maxi-archivio illegale di Tavaroli, con migliaia di dati sensibili raccolti sui potenziali "nemici": industriali, politici, semplici cittadini. Un'inchiesta della magistratura che risale al 2006 e che, inspiegabilmente, non è ancora stata evidenziata in tutta la sua importanza dalla stampa. Una faccenda di intercettazioni e registrazione abusiva di dati sensibili. Alla faccia della privacy sempre sbattutaci in faccia.

Il potere lo ha sempre fatto, di schedare i suoi potenziali nemici e le minoranze per soggiogarli meglio, ed il pregiudizio anti-omosessuale ha sempre fornito un assist alla repressione.
Lo si è visto nelle dittature come la Germania nazista, dove Martin Boorman possedeva i dossier sui vizi privatissimi di ogni gerarca, incluso il Fuhrer in persona; nei regimi comunisti, dove l'omosessualità era considerata un vizio borghese contrario alla rivoluzione proletaria, fino all'America bacchettona e preda del furore anticomunista del COINTELPRO di Hoover, il capo dell'F.B.I. che faceva tesoro delle informazioni raccolte sui gusti sessuali dei suoi nemici, per tenerli per le palle.
Recentemente, il presidente Sarkozy è stato criticato per aver messo a punto, nella democraticissima Francia, un sistema di schedatura di soggetti "a rischio" tra i quali rischiano di rientrare anche gli omosessuali.

In Italia la schedatura dei cittadini, anche sulla base dell'orientamento sessuale, la si praticava durante il Fascismo ma il vizio è continuato durante quel lungo periodo di democlericalpostfascismo che ha dominato il paese fino al flagello Craxiano ed alla catastrofe Berlusconiana.
Anche allora, anni '60-'70, era pratica comune diffamare gli avversari puntando sulla diversità. Ricordo riviste che grufolavano nella vita privata dei politici avversi (soprattutto quelli di centrosinistra, è ovvio, essendo sport praticato soprattutto dalle gazzette della destra). Era tutto un leggere di "balletti rosa" e "balletti verdi", questi ultimi di tipo omosessuale.
Le insinuazioni non risparmiavano, nemmeno allora, le gerarchie vaticane, specialmente quando queste venivano percepite come troppo spostate a sinistra. Uno dei gossip più sussurrati di quegli anni riguardava addirittura un Papa e un famoso attore di teatro. E' dimostrato ormai che si trattò di una campagna ricattatoria orchestrata dai servizi segreti manovrati da altissime cariche dello Stato, forse addirittura il presidente della Repubblica di allora, contro un Papa che aveva osato "aprire alla Sinistra".

I giornali di oggi danno giusto rilievo alla porcata del "Giornale", che ha usato una velina (in omaggio alla satiriasi del capo, immagino) farlocca spacciandola per documento di tribunale, per colpire uno dei pochi direttori di giornale che si era permesso di far notare la scarsa attinenza con i principi cristiani delle avventure del Pornoduce con le escort e le deputatesse alla visita militare. Non l'avesse mai fatto. Chissà quanti avvocati D'Amore (vedi filmato), segugi e cani da trifola saranno stati sguinzagliati in cerca del vizietto nascosto da buttare in prima pagina.
Dopo le tette della Veronica, gettate al pubblico ludibrio, dopo la denuncia del presunto amante della stessa (oggi scopriamo che erano in regime di coppia aperta consensualmente da almeno dieci anni), questo ed altro.



Pensate come è democratico Berlusconi. Permette al suo giornale personale di infangare l'onore della moglie, di farsi attribuire le corna, pur di non limitare l'informazione libera. Talmente libera, a volte da essere inventata o costruita a tavolino su sussuri e bisbigli. Sempre e comunque da lanciare come una bomba caricata a merda contro chi si schiera contro il Pornoduce.

"Non ho mai parlato con Feltri". Già quel "mai" ridondante, rafforzativo, denota la bugia, essendo Feltri, dopotutto, un suo dipendente con il quale deve aver scambiato, in un giorno x, qualche parola.
Infatti dopo la nomina a direttore del "Giornale", Feltri rimase a colloquio a Palazzo Chigi con Berlusconi per più di un'ora.
Sicuramente non avranno parlato della campagna di autunno, della strategia mediatica di contrattacco contro i nemici del satiro, di come utilizzare i giornali di famiglia a guisa di manganello contro mogli ribelli e giornalisti che si ostinano a fare i giornalisti e non le puttane.
Forse hanno parlato di libertà di stampa. O di un posto nel Circolo dell'Amicizia del mausoleo di Arcore, chissà.

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 28 agosto 2009

Il Barnard incompreso

Il significato del Sesso Ludico non richiedeva il Q.I. di Newton per essere compreso. (Paolo Barnard, agosto 2009)

E te pareva che non era un problema di comprendonio?
Insomma siamo le solite cretine. E pure delle infami stronze kapò torturatrici sadiche belve delle ss inquisitrici domine implacabili madri snaturate pedofile infanticide penicide catfighters traditrici infami troie e soprattutto streghe.
Uhm, ci sono alcune cose della risposta di Paolo Barnard che titillano il mio psicoclitoride e mi ispirano qualche commentuccio. Da QI 40, ovviamente, niente di importante.

Non abbiamo capito (noi donne) cosa intendeva lui con Sesso Ludico, gnè gnè. Siccome sono cretina ammetto che anche dopo aver letto l'accorata risposta alle streghe in procinto di riunirsi per il sabba agostano non ho ancora ben afferrato ma qualcosa forse comincia ad illuminarsi.
Cito:
Il potere per esempio di stoppargli l’uccello mentre vi sbattono da onanisti ignoranti e di dirgli “così non sento niente, possiamo fare un gioco diverso? Te lo insegno”.
Te lo insegno? E' quello il problema? Cioè dovremmo essere noi ad insegnarvi come fare l'amore? Scusa ma, e le ragazzine che cominciano adesso e non hanno ancora, poverine, a dodici anni, l'esperienza di una consumata professionista dell'hardcore, che dovrebbero fare? Frequentare un corso, uno stage?
Lo sapete benissimo cosa ci piace. Guardate tonnellate di film porno con i migliori scopatori del mondo e non riuscite ad imparare un cazzo (scusandomi per la licenza poetica). Qualche lezioncina da Linda Lovelace noi l'abbiamo imparata ma voi quando guardate Rocco in azione dove guardate?
Lo sai che fintanto che non incontriamo uno che ci fa godere veramente (perchè evidentemente ci sa fare di natura, non perchè si è diplomato alle serali con Moana) conosciamo solo l'orgasmo clitorideo self-made?
Il piacere che proviamo lo apprendiamo con l'esperienza e con un maschio che, scusa se rigiro il coltello nella piaga, ci sa fare.
Sono d'accordo che sia necessario a volte guidare il maschio verso cosa ci piace e magari rifiutare ciò che a noi non va ma cosa c'entra questo con Ilse la belva delle SS e Leonarda Cianciulli la saponificatrice?
Eh si, perchè nella tua risposta ci tieni a ricordare che anche noi sappiamo essere crudeli e inanelli una serie di Orrori del Femminilismo che fa invidia a quelli del comunismo. Che c'entra questo con la nostra riottosità a diventare Maestre della Tecnica Sessuale Tantrica?
Siamo crudeli. Grazie al cappero. Lo sapevamo. Siamo capaci di accoltellarci l'un l'altra, ok ma, ripeto, che c'entra con il Sesso Ludico?

Dopo il rant misogino arriva il nocciolo della questione. Cito di nuovo:
E rimanendo nei paraggi, avete dimostrato una callosa indifferenza di fronte all’appello che ho riportato nell’articolo a nome di tantissimi uomini. Trattava dell’estenuante fatica e del dolore intenso che soffriamo lungo un’intera vita di abbordi, corteggiamenti, contatti, dove l’implacabilità statistica delle vostre reazioni a “occhi scocciati, o girate di spalle, i ‘non mi stressare’, ‘non è il caso’, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo” è ingiustificabile qui, oggi, in Italia. Quella vostra indifferenza, dicevo, è un faro puntato sulla vostra perfidia, care belle e avanzatissime donne (ne riparlo più sotto). Perché non ci vorrebbe tanto a calarsi per un minuto nei panni dell’altro e arrivare alla conclusione cui arrivò una meravigliosa e bellissima donna ‘marziana’, che una volta mi disse: “Se io dovessi fare lo sforzo emotivo che fate voi tutte le volte che ci abbordate, sarei paralizzata dal terrore. E se a ‘cacciare’ in questa cultura dovessero essere le femmine invece degli uomini, credo che sarei stata sola tutta la vita”.
Il cri de coeur è meraviglioso. Siamo kapò schifose perchè vi diciamo di no. Ora, aspetta, siccome sono sadica, accendo la radio su "Stuck in the middle with you" e metto mano al rasoio.
Noi generalmente diciamo no a chi:
1) non ci piace (nel range che va dal non ci attizza al ci fa proprio ribrezzo);
2) non vuole nemmeno fare la fatica di conquistarci ma vuole soltanto che glielo sgrulliamo dicendogli pure grazie.

Hai presente i Casanova, i Don Giovanni, quelli che con un battito di ciglia ci stendono a mo' di tappeto? Te lo sei mai chiesto come ci riescono? Non sarà che a qualcuna piace ancora essere conquistata dal trivialissimo "uomo-che-non-deve-chiedere-mai"?
Fatica a conquistare? A noi piace un casino, sai, impegnarci nella conquista dei vostri bastioni di Orione.
Vi diciamo di no? Conosco un mucchio di uomini che non fanno che dirmi che hanno il problema opposto al tuo: non sanno come difendersi dalle donne. E, tieni presente che non sono dei Viggo Mortensen o dei Johnny Depp.

Sono maschi normali, magari con la grana ma normali. Anche grassocci, bassetti e avanti negli anni. Magari rimorchiano dei cancri ma, credimi, di donne che hanno voglia di divertirsi ce n'è a vagonate oggigiorno. Quindi mi fa specie questa lamentazione nei confronti delle donne che non la danno.
Non sarà che vi brucia solo quella che non ve l'ha data perchè era l'unica che vi interessava davvero? E allora vedi che non è Sesso Ludico, è qualcosa di più. Chiamalo interesse, amore, come ti pare.

Non per menarla con la par condicio ma noi donne ne riceviamo di due di picche, hai voglia! Sai quando riuscite ad essere veramente stronzi? Quando non vi piaciamo. Ci trattate come fossimo altri maschi, come i commilitoni in camerata, raccontate le barzellette sconce e ci fate pure vedere i filmetti porno, tanto siamo per voi come sorelle, anzi ancora meno. E tutto perchè non siamo il vostro tipo. Pensa se per caso a qualcuna di noi piacesse un tipo del genere.

Infine, mi pare tu ci rimproveri di non riuscire, oltre ad insegnarvi il perfetto cunnilingus e l'arte della stimolazione del punto G, anche di non togliervi l'imbarazzo di tutto questo troiaio commercial-sessuale che tanto ci fa schifo.
Come dire: perchè, oltre a lavare, stirare, scaccherare i figlioli e i vecchi, lavorare otto-ore-otto, far da mangiare, raccogliere i vostri panni sporchi, farvi i bagagli quando si parte, pulire l'asse del cesso dopo che avete pisciato perchè è troppa fatica alzarla, darvi lezioni di Sesso Selvaggio Corso Avanzato ogni sera, anche e soprattutto quando abbiamo mal di pancia, curarvi un semplice raffreddore come se fosse un'infezione da Ebola e insomma servirvi di tutto punto, dopo tutto questo, "perchè cara non vai di là a farmi pure la Rivoluzione"?

Con amore,
Lameduck

P.S. Dimenticavo la dedica musicale. Penso che questo video di Robbie Williams esprima bene la nostra crudeltà e disumana indifferenza verso i poveri uomini, che si svenano per noi...

UPDATE - Povero Paolo, ci si è messa pure Galatea...

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

martedì 25 agosto 2009

Un briciolo di responsabilizzazione, perdinci!

Trovo veramente fastidioso che in questo paese nessuno più accetti di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e, quando succede una disgrazia, la colpa non sia mai delle circostanze, del fato o dei propri errori ma sempre degli altri, dello Stato, della collettività, della magistratura e dei massimi sistemi. Anche se nella disgrazia c'è stato un concorso di colpa nostra, di scarsa valutazione del rischio, semplice incoscienza o stupidità conclamata.
Come quelli che si schiantano contro il platano perchè messaggiano al cellulare con una mano, guidano con l'altra, fumano e programmano il navigatore. Tutti a dire: "Maledetto alberaccio, perchè gli ti sei parato contro?"

Quando vado in montagna non infilo la mano sotto ogni sasso che vedo a margine del sentiero perchè so che una vipera che se ne sta buona buona lì sotto a farsi i cavoli suoi potrebbe aversene a male e mordermi. E' una cosa che non faccio perchè so che è pericolosa. Una vipera può sempre mordermi lo stesso ma almeno so che non sono stata io a darle l'idea.
Allo stesso modo, non do retta a chiunque, quando attraverso la strada guardo a destra e a sinistra, non infilo le dita nella presa di corrente, non faccio il bagno in mare nell'ora della digestione.

Noi bambini anni '60 siamo stati cresciuti sotto il terrorismo del: "non accettare le caramelle dagli sconosciuti", "non accettare di seguire sconosciuti nemmeno se ti dicono che tua madre è moribonda all'ospedale e ti accompagneranno da lei", "non appartarsi con gli sconosciuti".
Magari poi ci è successo lo stesso qualcosa di brutto perchè il colpevole era il meno sospettabile, con un bel colpo di scena alla Hitchcock era qualcuno della tua stessa famiglia ma intanto ci siamo cautelati il più possibile verso altri brutti incontri, quelli con i generici malintenzionati modello standard.

Oggi invece, siccome i figli non bisogna stressarli con questo tipo di raccomandazioni da vecchie cariatidi, devono essere spensierati e vivere la loro vita spericolata senza cinture, regole e divieti, nemmeno le semplici raccomandazioni, magari in uno stato semicosciente da bimbominkia a cui tutto è concesso e cui nulla potrà mai accadere di male, in una sorta di delirio di onnipotenza, succede che una ragazzina di sedici anni si ubriachi come una ceppa e accetti di appartarsi con un ragazzotto appena conosciuto, finendo per essere stuprata.

Quando si fanno le giustissime campagne contro l'abuso di alcool dei minori, c'è nessuno che si prenda la briga di spiegare agli adolescenti che due degli effetti collaterali dell'ubriacatura sono la perdita di coscienza e di consapevolezza di ciò che ci sta accadendo intorno e la caduta dei freni inibitori?
Significa rovinar loro la serata raccomandare di non mettersi (soprattutto le ragazzine) in condizioni di poter essere facilmente sopraffatte? Vogliamo dirlo che non ci si dovrebbe sbronzare perchè si corre il rischio, tra le altre cose, di essere stuprate?

In un altro caso, un padre disperato dice che qualcuno dovrà rispondere del fatto che sua figlia ha attraversato i binari e non ha sentito il treno che arrivava perchè aveva su le cuffiette dell'i-Pod. Magari si potrebbe suggerire alla Apple di scrivere sulla confezione: "Ricordati che con le cuffiette e la musica a tutto volume è meglio non attraversare i binari. E nemmeno la strada o il cortile, sveglia!"
Ma mio Dio, non sarà che questi ragazzini bisognerebbe anche un attimo addestrarli alla più elementare tecnica di sopravvivenza, quella che ogni specie animale insegna ai propri cuccioli? Roba come "stai vicino agli altri", "non ti allontanare", "questo non lo devi mangiare", "non ti avvicinare al fuoco perchè brucia", ecc.

I genitori considerano i figli dei geni nati già preprogrammati di tutto lo scibile conosciuto e già pronti per l'uso. Alcuni di essi invece sono degli emeriti cretini. Voi non ve ne rendete conto perchè l'amor genitoriale è cieco ma gli altri si. Hanno bisogno di insegnamento ed addestramento perchè a volte non ci arrivano, non ci pensano proprio e bisogna dir loro cosa fare.
I genitori non li addestrano perchè hanno paura di dover dire loro dei no. Noi abbiamo mandato giù più no che Ciokorì, da piccoli. Però oggi qualche rischio siamo in grado di riconoscerlo in tempo. Stando in campana non si eviteranno tutte le disgrazie, ma le più stupide forse si.

domenica 23 agosto 2009

Non siamo mica di plastica


Mi intrometto volentieri nel dibattito a distanza tra i post di Paolo Barnard "Sono andato a puttane" e la replica di Nicoletta Forcheri "Paolo B va a puttane ed io sono rimasta al palo" con qualche riflessione a margine.

Paolo Barnard ci ha raccontato nel suo post l'avventura con una signorina dell'Est a pagamento, dedicando l'esperienza a noi donne e spiegandoci che si è sottoposto al sacrificio per farci capire che se gli uomini vanno a puttane è perchè noi donne la facciamo troppo lunga e non ci dedichiamo al sesso ludico. Ho riassunto sicuramente troppo e male ma, centrifugando, il succo era quello.
Nicoletta Forcheri gli ha già risposto con uno splendido testo che sottoscrivo parola per parola e che qui applaudo. Nulla da dichiarare dunque? No, qualcosa voglio dirla, giusto per ribadire il concetto espresso da Nicoletta.

Guarda Paolo, sarebbe bellissimo poter sfogare l'uzzolo del momento senza pensieri, senza noiosi e complicati seguiti o addirittura saghe a puntate. La classica botta e via perchè mi andava di farlo e perchè quel tipo mi attizza proprio, non mi fa dormire la notte dalle fantasie.
Purtroppo è verissimo ciò che scrive Nicoletta, e cioè che, se una donna vi fa capire che ci starebbe, magari senza impegno, soddisfatti o rimborsati e amici come prima, voi o fuggite o ci trattate da mignotte. Inoltre, se non siamo ventenni e modello velina, ci tocca in più sentirci considerare delle vecchie troie in calore. Siccome non siamo di plastica e alle umiliazioni siamo abituate fin da piccole ma non riusciamo ancora ad accettarle, preferiamo andarci con i piedi di piombo e magari usare le tecniche che ben conosciamo per cuocervi bene a puntino prima di mangiarvi.
Perchè, scusa, dovremmo correre il rischio di farci umiliare quando possiamo avervi come schiavi a tempo indeterminato? Il bello è che vi lamentate della schiavitù, del legame, del matrimonio ma in fondo non potete farne a meno. Le vostre fantasie di sesso ludico, di botte e via, di sveltine, di donne che non chiedono nulla sono solo un modo per fantasticare ed esorcizzare una libertà che in realtà vi terrorizza.

Eh si, mi devi spiegare perchè, se voi uomini ambireste davvero a questo tipo di logica mordi e fuggi e scacciapensieri, siete poi quelli che, quando una donna vi molla per i più svariati motivi, magari perchè è finita o perchè il primo appuntamento è stato un disastro cosmico, o perchè dopo tanti anni si è trovata un altro che la soddisfa di più, ve la prendete a morte, ne fate una questione da lavare con il sangue e spesso vi dedicate ad uno sport molto di moda e che rischia di diventare più popolare del calcio: il femminicidio.
Gli uomini arrivano a massacrare le ex mogli ed ex fidanzate, compiono stragi stile Columbine, accoltellano, danno di matto. E solo perchè sono stati lasciati, perchè è finita, perchè magari, ironia della sorte, per lei era solo sesso ludico e lui invece si era affezionato come una patella allo scoglio.

E' solo orgoglio ferito, oppure l'uomo non sopporta di non essere o non essere più il sole attorno al quale orbita il pianeta donna? E' una bella contraddizione, non trovi? Noi dovremmo essere le vostre lune, essere buone per una botta contro il muro e poi continuare ad orbitarvi adoranti attorno.
Ricordi la "Carmen"? La sigaraia di Bizet è una donna che pratica il sesso ludico. Si diverte con il bel soldato José e poi trova negli occhi di smeraldo del torero Escamillo un nuovo motivo di interesse e ci si butta senza problemi. Ah, qui c'è un dettaglio importante da cogliere. Quando a noi donne un uomo non interessa più, non esiste più, è terminato, c'est fini, kaputt. "Je ne t'aime plus" grida Carmen a Josè e lui l'ammazza in preda all'ira funesta.
Non è raro che noi donne ci dimentichiamo completamente di vecchi amori, amorazzi e perfino amanti. Li rimuoviamo: hai presente "se mi lasci ti cancello"? Qui è "se non mi piaci più ti cancello". Per ricordarci certi volti ci vuole una seduta di regressione ipnotica.

E' questo, temo, che vi fa perdere il lume degli occhi. Perchè voi invece, avete la memoria a lungo termine intasata da ogni gnocca che vi siete fatti, che conservate gelosamente come un collezionista custodisce i suoi gingilli.
C'è una scena de "La Città delle Donne" di Fellini dove Snaporaz visita il castello di Katzone, con una specie di museo memoriale con tutte le fighe conquistate, accuratamente catalogate dal vecchio casanova. Sono addirittura registrati i mugolii e gli orgasmi di ognuna ed ognuna provoca nel vecchio Katzone dolcissimi ricordi e rimpianto infinito. Non ricorda un poco, tra parentesi, il celebre "questa è stata mia, questa anche e pure questa" del nostro satiro del consiglio, raccontato da Jacques Chirac?
Questa smania da collezionisti si unisce a volte a vere e proprie fissazioni tipo anatroccolo di Lorenz al momento dell'imprinting su una donna che vi ha spezzato il cuore e che mai dimenticherete, nemmeno dopo un trauma cranico frontale. E' la sindrome di "Rebecca la prima moglie", che nessun'altra potrà mai eguagliare. Siete capaci di torturarvi un'intera vita impedendovi di amare di nuovo perchè lei non vi amato abbastanza o vi ha lasciato. Anestetizzati da una stronza, cantava Elio.

Sarebbe bello, si, dedicarsi al sesso ludico, come i bonobo che nomina Nicoletta. Noi donne per esempio siamo piene di curiosità e spesso ci chiediamo se quello là non sarebbe un amante migliore di quello che abbiamo attualmente. Ci chiediamo come sarebbe il sesso con uno più giovane o di un'altro colore. Tutti questi discorsi sulle meraviglie del Viagra ci fanno diventare ancora più curiose. Qualcuna potrebbe pensare a come sarebbe con una donna.
La realtà però è dannatamente complicata e non è solo questione del sentimento che può sempre metterci la coda.

Per praticare il sesso ludico come lo intendiamo e come lo intendono i bonobo, dovremmo prima sapere cos'è la sessualità, esserne educati e non esserne più terrorizzati a causa di una cultura sessuofobica.
Chi si incarica di insegnarci cosa è il vero piacere sessuale, qual'è il significato di una piena maturità sessuale? Nessuno. La famiglia se ne lava le mani, la scuola idem, i preti non ne parliamo. La società ha interesse a mantenere l'ignoranza sessuale perchè una popolazione sessualmente ignorante è meno libera e più manipolabile. In questo senso la sessualità è rivoluzionaria, come sosteneva Reich.

A colmare la nostra ignoranza rimane la pornografia che è disponibile in grande quantità ma è un'arma a doppio taglio.
Io considero l'utilizzo della pornografia un ottimo mezzo per superare le inibizioni, scoprire il lato ludico del sesso ed impadronirsi di qualche tecnica ma la considero potenzialmente deleteria se essa viene fruita da soggetti sessualmente ignoranti.
La pornografia fa credere all'uomo che le donne siano sempre disponibili, pronte, bagnate e disposte a farsi penetrare in ogni buco. Fa pensare che tutte le donne gradiscano fare sesso di gruppo e se lo stupro lo chiamiamo gang bang non è più una cosa brutta.
Fa perfino credere alle donne che gli uomini siano tutti superdotati, a lunga durata e disposti a praticare lunghi ed estenuanti cunnilingus.
E' questo l'influsso negativo della pornografia che non sussiste su soggetti coscienti ed educati su cosa è la sessualità e sono capaci di distinguere la fantasia e il gioco dalla realtà.
Come inizia un film porno? Degli sconosciuti si incontrano, raramente si scambiano qualche parola e poi fanno sesso secondo schemi abbastanza triti e ripetitivi. Non è altro che la rappresentazione iperrealistica delle nostre fantasie masturbatorie, condita dalle nostre personali perversioni. Ed esattamente come per le fantasie, lo scopo della pornografia dovrebbe essere quello di divertirci, darci piacere, sfogo e rilassamento. Una sorta di valore aggiunto alla quota di divertimento quotidiano.

Lo ribadisco. L'uomo vorrebbe volare di fiore in fiore senza problemi perchè desidera sfuggire alla dipendenza da un rapporto stabile, senza il quale si sente perduto. Chi pratica il sesso ludico, ne conosco una caterva, ti affligge poi con i lamenti di quanto però in fondo si senta solo e magari ignorato dall'unica che gli interessa e gli si nega.
Questo per dire che il maschio non è meno complicato della femmina in quanto ad affettività.
Anzi, essendo vissuto con l'affettività frenata per secoli penso ci sarebbe tutto un mondo da scoprire.

venerdì 21 agosto 2009

Biancanano e i sette nevi

Prendo spunto da un articolo pubblicato su "L'Espresso" e ripreso dal Tafanus, dove si narra della simbologia massonica sparsa a piene grembialate nella Villa Certosa e soprattutto nel giardino mausoleo di Arcore del presdelcons per qualche riflessione a margine di stampo necrofilo.
So che è brutto parlare di certe cose, mi riferisco al mausoleo ed alla sua funzione ultima, quella cioè di configurarsi come l'utilizzatore finale delle spoglie mortali del premier, però siete pregati di non volgere il capo dall'altra parte come al solito quando si parla di certi argomenti e di far partire la manina verso le parti basse perchè non è il caso. Prima o poi è un argomento che dovremo affrontare noi Italiani. La sua dipartita, intendo. Anche perchè temo si tratterà di funerali di Stato a nostro carico. Tenendo conto che per Pavarotti si dice siano stati spesi 50.000,00 euro per le esequie, fatevi una botta di conti.

Una delle poche volte a memoria d'uomo nelle quali Vittorio Feltri rise di gusto (forse nervosamente ed in modo catartico come spesso accade quando si parla di morte) fu ascoltando il racconto di Marco Travaglio della visita al famoso mausoleo a lui raccontata da Indro Montanelli.
Per farvi un'idea delle alte vette di architettura cimiteriale raggiunte dal mausoleo di Berlusconi non perdetevi i filmati incastonati nel post. Ce n'è uno incredibilmente profetico del 1989 con la visita di Ugo Gregoretti al luogo del commiato della libertà e un contributo di Enrico Deaglio sull'argomento.
"Non mi faccia una cosa macabra", aveva ordinato il cavaliere al suo Imhotep e lui obbedì riempiendogli il giardino con un tripudio di marmi, un'accozzaglia di simboletti massonici messi alla rinfusa così c'era pure il divertimento di andare a scovarli, come in un cubo di Rubik funerario, e addirittura, secondo alcuni, un simbolo svasticheggiante sulla scalinata che conduce all'avello. Una cosa orrenda, diciamolo. Meglio la classica tomba di famiglia con la donna piangente e un grande uccello ad ali spiegate sulla croce in travertino. Vuoi mettere?

Come raccontano i fortunati che l'hanno visitato, appena si scende nella cripta compare il sarcofago, o meglio l'arca destinata a raccogliere il di lui corpo. Un coso informe molto rozzo che ingombra tutta la stanza. Attorno una sezione loculi per ospitare i 36 sodali più fedeli.
Una cosa strana: dei nomi che sono stati fatti finora per un posto salma accanto a Lui non compaiono donne ma solo uomini: Dell'Utri, Fede, Confalonieri, Montanelli (che pose il gran rifiuto) e Feltri (che forse oramai l'offerta del loculo l'ha ricevuta assieme, chissà, a Minzolini, Vespa, Ferrara, Cicchitto, Bondi). Escludendo che, al momento del trapasso, il faraone Silvio decida di seppellire vive tutte le sue protette e concubine per portarsele dietro, cosa che metterebbe in evidenza problemi logistici di spazio, ci si domanda se chi ha amato tanto la f..emmina in vita possa tollerare di trascorrere l'eternità in mezzo a cadaveri eccellenti si ma maleodoranti come tutti gli altri e soprattutto maschi.

Di questo però hanno parlato un po' tutti. Del mausoleo, intendo. Adesso mi pongo la domanda cruciale. Come pensa tecnicamente di affrontare l'Aldilà il nostro eroe? Escludendo evidentemente la sepoltura in terra e la troppo definitiva cremazione, si farà tumulare nell'arca o sceglierà l'ipotesi che io considero più probabile, ovvero opterà per l'imbalsamazione?
Ad Arcore gira una leggenda metropolitana secondo la quale nel mausoleo vi sarebbe un'anomalo consumo elettrico tale da far pensare a qualche diavoleria atta a conservare criogenicamente in eterno (a scanso di black-out svizzeri) l'illustre salma. L'ibernazione però sembra di difficile realizzazione. Intanto non bisogna essere morti ma quasi, essere lì lì per e si dovrebbe cogliere esattamente il momento adatto a surgelare il soggetto prima che venga dichiarata la morte cerebrale. Non è certo questione di soldi ma di difficoltà di realizzazione.
Scartata l'ipotesi del nano ghiacciato, quella più probabile per chi è sempre voluto rimanere sul palcoscenico è l'imbalsamazione. E chi se ne frega se Deaglio ci ricorda che i più famigerati dittatori comunisti sono tutti imbalsamati. Io lo dico sempre che Silvio, segretamente, oltre che interista è comunista.

Risolta eventualmente una disputa tra i fautori della plastinazione a base di siliconi e quelli della imbalsamazione classica, un pool di professionisti venuti dall'America e coadiuvati dai grandi artigiani nostrani della scuola dei Signoracci compirà il miracolo di fissare per l'eternità il nostro Silvio nell'espressione che più lo caratterizza e che già oggi ricorda vagamente il lavoro del tanatoprattore.
Secondo me l'anonimo sarcofagone in marmo di Arcore nasconde un meccanismo interno. Un pulsante nascosto farà risalire al momento opportuno una teca in cristallo da favola con dentro lui, il Biancanano in un meraviglioso Caraceni blu e cravatta di Marinella. Talmente realistico che, avvicinandosi alla bara trasparente e guardando l'eterno sorriso da stregatto fissato con il formolo qualcuno penserà che si tratti di uno scherzo. Adesso si tira su e ci stressa ancora con una barzelletta sconcia. Ma no, tranquilli, era solo un'impressione.

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

sabato 15 agosto 2009

Voglio andare al mare

Secondo me non è normale vivere a 50 chilometri dalla spiaggia più bella ed ambita da orde di germanici e passare un'intera estate senza nemmeno un giorno al mare.
Colpa tua che ti circondi di partner, parenti, amici e conoscenti che "siccome ci andavano sempre da piccoli, ora si sono stufati", però non è giusto.
E per una che ci è nata, sul mare, e che ne ha una nostalgia che la saudade in confronto gli fa una pippa, è anche, se permettete, una crudeltà.

giovedì 13 agosto 2009

Perchè gli italiani sono di una cattiveria!

Non so chi di voi ricordi quel personaggio di Giorgio Bracardi la cui gag prendeva di mira ogni giorno una diversa razza italiana locale: il "bergamasco", il "milanese", il "romano", il "barese", il "genovese" ecc., ne elencava vizi e nefandezze e concludeva sempre con la frase tormentone "...perchè il (bergamasco, genovese, ecc., secondo il caso) è di una cattiveria, ma di una cattiveria!"
(* vedi nota a pié di pagina)

Questo personaggio è un po' che mi frulla nella memoria ed il motivo credo risieda nel fatto che era una delle più profetiche caratterizzazioni satiriche di ciò che sarebbe diventata l'Italia. Un po' come quell'altro personaggio bracardiano, il fascista Catenacci, il padre di tutti i fascisti su Marte, che negli anni '80 ci faceva ridere perchè lo pensavamo un innocuo fantasma del passato ed invece oggi i fascisti sono tornati, eccome. Hanno camicie di altri colori, non solo nere, ma ci sono.

Quello che ce l'aveva ogni giorno con un localismo diverso, il castigamatti dell'orgoglio federalista, faceva divertire perchè era un gioco nel quale prima o poi tutti ci saremmo ritrovati presi di mira. Siamo tutti cattivi, nordisti e sudisti, perchè l'Italiano è cattivo. Perchè l'Uomo è cattivo. La realtà è nietzschiana e Rousseau era un povero illuso.

Quella di Bracardi era una satira multipartizan, nessuno si doveva sentire escluso e quindi neppure poteva offendersi dell'insulto perchè sarebbe stato giudicato ridicolo. Era sicuramente un rosario di luoghi comuni, pregiudizi e stereotipi (tipo quello del genovese avaro), eppure proprio quella proclamazione finale di cattiveria, che accomunava tutte le "razze" ed i federalismi, era la cosa più geniale della gag.
Era espressione sincera di quella rivalità localistica che è così tipica del nostro paese. Quella che se vai a Pisa c'è il detto: "Il sogno dei pisani è di svegliarsi a mezzogiorno e vedere Livorno bruciare" e se ti sposti a Livorno lo ascolti riadattato contro Pisa, che a mezzogiorno, come variante, sarà rasa al suolo.

Ebbene, quel personaggio di Bracardi, nonostante il grande successo che riscuoteva, ad un certo punto fu giudicato offensivo, vi furono proteste, i ridicoli si offesero, giunsero addirittura le accuse di razzismo e alla fine la gag fu soppressa. Allora la censura era una cosa abbastanza rara, gli editti bulgari venivano emanati solo in Bulgaria e la cosa fece un certo scalpore. Poi non se ne parlò più e fu un male.

Non è difficile capire perchè quel personaggio divenne inviso al potere. Era necessario cominciare a forgiare un italiano ancora più cattivo, che mordesse non solo i meridionali, i classici "terroni", ma gli extracomunitari che sarebbero di lì a poco iniziati a giungere nel nostro paese in massa. Ci voleva, per il glorioso ventennio berlusconiano a venire, un italiano ottuso, spaventato ed incapace di ridere dei propri difetti, (ciò che Bracardi ci obbligava a fare) e quindi non si sarebbe più potuto relativizzare il razzismo per esporne la fragilità. Se ognuno è inferiore all'altro, nessuno alla fine è veramente inferiore. Le rivalità dovevano essere drammatizzate, per poter scatenare meglio rossi contro neri, ultras di una parte contro ultras dell'altra. Per avere infine, insomma, quella colossale merdata che è l'agone politico attuale.

Giusto per ricordare che la satira è profezia e chi è contro la satira è sempre profeta di sventura.

** Vi bacerei in fronte se mi aiutaste a ricostruire il ritratto completo di quel personaggio di Bracardi con i vostri contributi, perchè in rete non se ne trova traccia. Se era un personaggio di Alto Gradimento o successivo, forse addirittura presentato in una trasmissione televisiva. Se ne esistono tracce audio.
Grazie in anticipo.

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 12 agosto 2009

Che l'Insee?

Toh, si rivedono le lotte operaie. Perfino nella Milano che si vorrebbe restìa ad ascoltare le istanze dei lavoratori perchè gli operai sono talmente soddisfatti del governo di centropadania che di istanze non sembrerebbero averne più. Con un presidente operaio che ghe pensa tutto lu, oltretutto.
Le lotte operaie invece sono sempre più necessarie in tempi di crisi e, mi piace ricordarlo a chi è distratto dal pettinar bambole estivo e dai drammi della privacy violata dei miliardari, riguardano una questione di pura sopravvivenza per intere famiglie.

Essere legati ad un salario o stipendio (chiamiamolo come preferiamo), significa dover contare su una ricchezza, o semplice benessere, che ci cade goccia a goccia ogni mese e che basta solo a placare una sete momentanea, non certo per riempire una piscina.
Se la goccia viene a mancare perchè il rubinetto viene stretto, non si campa più. Possiamo avere qualcosa da parte ma senza lo stipendio, una volta esaurita la riserva, si muore. Con lo stipendio ci si paga l'affitto, ogni mese. Ogni mese arrivano bollette, rate di mutuo, scadenze varie da pagare e quelli mica dicono "Ok, va bene, me li darete quando potete".

Per noi che viviamo di salario sono cose ovvie e per questo non ci meravigliamo che degli operai minacciati di perdita del lavoro senza garanzie per il futuro siano rimasti otto giorni sul carroponte per difendere la loro capacità di sopravvivenza. Perchè hai voglia di credere alle promesse di riassunzione. Io ci passai, anni fa. "Stai tranquilla, solo pochi mesi e poi ti riprendiamo". Risultato: sei anni di disoccupazione.

Siamo felici come pasque che si sia giunti ad un accordo alla Insee, quando la dirigenza solo pochi giorni fa dava la colpa del fallimento dell'azienda agli operai. Siamo felici che lottare per i propri diritti sia ancora possibile e porti ad una scelta di giustizia. Auguri all'Insee ed alle persone che ci lavorano.

Piuttosto, qualcuno ha visto il presidente operaio aggirarsi sul carro ponte come promesso? No? Ah, sta a Villa Certosa con Fede? Me pareva.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 5 agosto 2009

IKEA macht frei

Da qualche anno il mio ritorno dalle ferie in montagna coincide con la fatidica sosta-visita all'IKEA di Casalecchio di Reno.
La tappa intermedia è comoda perchè: 1) interrompi il lungo viaggio che fino a quel momento è durato oltre tre ore; 2) arrivi giusto giusto per l'ora del pranzo e non puoi farti mancare le polpette svedesi (sto scherzando, quest'anno ho preso il riso all'orientale e il cuscus, tié! Ottimi, per la verità); 3) eviti l'innesto sulla A14 delle ore dodici che è sempre da incubo e quando riparti, nel pomeriggio, non c'è più nessuno da innestare.

Ho già parlato delle cose che più mi infastidiscono dell'IKEA: i bambini subito strappati ai genitori all'ingresso e parcheggiati tra le palle, per evitarle di trovarceli tra le nostre nel reparto cucina e tra i tavolini Lack. La vera e propria camera a gas per fumatori installata nella sala da pranzo.
Gli atroci cartelli nel self-service dove si inneggia alla riduzione della forza lavoro. I peluche che ormai hanno riprodotto ogni possibile creatura vivente, comprese le più disgustose, tranne forse la piattola e il pidocchio.
A proposito. Ho visto che quest'anno erano disponibili altri due tipi di zoccola fognaria: oltre a quella grigia che già troneggia vicino alla tastiera del mio PC, perchè è tanto caruccia, ve ne erano altre due: bianca e nera.
Per la bianca, passi. Ricorda il simpatico ratto da laboratorio, ma quello nero? Mein gott, quello è proprio il ratto nero della peste! Non è una crudeltà riproporre a degli europei il simulacro di un vecchio sterminatore continentale? Il mio moto di repulsione è stato qualcosa di atavico. Rattus rattus, assieme a Xenopsylla Cheopis e a Yersinia Pestis, ci hanno quasi azzerati e voi, insulsi svedesi nazisti ci fate su il pupazzetto?
Incredibile, come cercare di vendere la bambola di Adolf in un mall di Tel Aviv.

A parte i peluche e l'ossessione del contenimento dei prezzi, quello che veramente ti stressa dell'IKEA è l'obbligo di farti tutto da solo, dal cercare il famigerato pacco piatto ma enorme e di massimo ingombro nell'immenso deposito, al carico sull'automezzo fino al montaggio finale, di solito condito da colorite bestemmie se il montatore non è un ikeano esperto cintura nera.

Quest'anno, con il fai-da-te si è toccato il fondo, penso.
Siamo alle casse e una gentile ma inflessibile kapò ci viene incontro apostrofandoci: "Voi pagate con bancomat e carta di credito? Venite con me".
Chissà com'è una "faccia da Visa"? Detto ciò Ilse mi mette in mano una pistola leggi-codice-a-barre, tocca due o tre tasti su uno schermo e mi invita a passare gli oggetti riposti nel carrello per una versione emozionante dell' anche tu cassiera per un giorno.
L'operazione è durata il doppio di una sosta tradizionale alle casse ma non importa. Ilse era tutta contenta perchè, se l'esperimento riesce, il prossimo anno riusciranno a licenziare anche tutte le cassiere e forse un giorno l'IKEA sarà completamente deumanizzato. Evvai!

L'unico dubbio che rimane circa questa specie di umiliazione pubblica del consumatore, questa dimostrazione hardcore di quante cianfrusaglie inutili siamo capaci di mettere dentro un carrello in due ore, riguarda la necessaria specchiata onestà di chi si passa i codici a barre da solo, affinchè il meccanismo non si traduca in una caporetto economica per l'azienda.
E' pur sempre vero il detto "l'occasione fa l'uomo ladro". E se questo pelapatate o questa confezione di sali per i piedi passassero in fanteria, come si dice, non venissero battuti?
Ilse la belva ha diversi clienti da addestrare all'autoscontrino. Mica possono assumere dieci kapò dopo aver licenziato venti inservienti. Magari se rubiamo l'utilissimo affettamela manco se ne accorge.
E non è che, per converso, magari ci sbagliamo e battiamo un articolo due volte?
Dopo aver bippato tutti gli acquisti e strusciato la carta di credito due o tre volte, assieme alla misteriosa IKEA Family Card che ti chiedono sempre, quasi fosse un lasciapassare esoterico anche se ordini un bicchiere d'acqua, ti chiedi quale sarà la prossima frontiera del fai-da-te. Magari proprio questa simpatica ghigliottina stile rustico da montare in cortile, con istruzioni incluse per l'autodecapitazione.

Mentre giocavo alla "cassiera per forza" pensavo: "Questi prima o poi entrano nel settore funerario e ti inventano il funerale fai-da-te con slogan tipo:
"Incassati da solo il morto e risparmierai il costo del beccamorto. E' facile e divertente".
"Noi ti diamo la pala e un metro. Vedrai che scavare una fossa 210 x80 può essere un gioco per tutta la famiglia. Con la tua collaborazione, contribuisci a gettare sul lastrico la famiglia del becchino".
"Se non hai una station wagon a passo lungo per trasportare la salma ti noleggiamo il carro funebre a €1.50 all'ora."

Una fantasia birichina e alquanto macabra ma poi ho scoperto, con un paio di colpi di mouse, che non era affatto un'idea nuova ma era già stata pensata da un certo Joe Scanlan che ha realizzato una bara utilizzando pezzi della libreria Billy dell'IKEA, con tanto di istruzioni di montaggio.

Chissà perchè all'uscita ti chiedono con questionari e cartelli vari se sei rimasto soddisfatto del servizio. Quale servizio? Per poco mi mettevano il mocio in mano e, a pulire i cessi!


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...