martedì 9 luglio 2019

Serata #Bibbiano. Il sistema che ruba i bambini


Ne parliamo stasera sul vlog con i gentili ospiti Giuseppe Germinario del blog L'Italia e il Mondo, Paolo Roat , responsabile tutela minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus, l'avvocato Maria Rita Mottola e una mamma che racconterà la sua esperienza.

Vi invito ad iscrivervi al canale YouTube del vlog per permettermi di farlo crescere ed offrirvi altri contenuti interessanti.

A stasera. Buon ascolto.

mercoledì 3 luglio 2019

L'orizzonte degli eventi live

Il canale "Orizzonte degli eventi" è nato. 

Mi troverete forse più spesso lì che sul blog. Almeno per quanto riguarda gli incontri che mi piace fare con le persone interessanti che mi incuriosiscono. Per chi ha seguito i primi video che ho realizzato in collaborazione con Libertà di Pensiero MDN, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di scoprire il mondo del vlogging, essi piano piano saranno ripubblicati, assieme a nuovi contenuti.

Questa sera andrà in onda, in un nuovo editing, la seconda parte dell'incontro con la dott.ssa Fiorella Belpoggi, ricercatrice dell'Istituto Ramazzini di Bologna. Nei due video, il primo dei quali è già su You Tube, la dottoressa affronta alcuni argomenti importantissimi dal punto di vista della tutela della salute rispetto all'ambiente. Si parte dal 5G, argomento del primo video, ed alle sue incognite di pericolosità a causa dell'esposizione ad irradiazione elettromagnetica in maniera continuativa e globale che prevede. Si prosegue con gli studi sulla tossicità del glifosato, al meccanismo di interferenza endocrina che condivide con prodotti di uso comune presenti in tutte le case, come disinfettanti e conservanti di prodotti cosmetici (come i parabeni). Se non sapete cosa sono gli interferenti endocrini è giunto il momento di scoprirlo. 
Vi invito quindi a seguire la seconda parte dell'intervista con Fiorella Belpoggi, che ringrazio ancora per la squisita disponibilità.


 

domenica 28 aprile 2019

Nostra Signora dei Fuochi. Ovvero, accendere falò in presenza di ossigeno libero




Quest'immagine, postata da un sacerdote spagnolo su Twitter, che mostra la devastazione interna prodotta dal rogo del tetto della Cattedrale di Notre Dame a Parigi il 15 aprile scorso, mi ispira qualche osservazione sparsa, a fuochi spenti, su questo recente avvenimento e su alcuni suoi elementi simbolici. Consideratele libere associazioni, suggestioni, da prendere sempre con beneficio di inventario.

Fuoco fatuo?

Poteva essere l'undici settembre francese e invece è stata solo 'na fumata 'e sigaretta.
Chi ha vissuto l'evento in diretta avrà provato come me dolore per la profanazione portata dal fuoco su un luogo così sacro al cristiano (ma al contempo assai esoterico per l'alchimista, come si addice alle cattedrali gotiche e soprattutto a Notre Dame) e soprattutto ansia; ansia per qualcosa di imminente e devastante.
Alzi la mano chi, notando le due torri insistentemente inquadrate, non ha pensato ad un loro crollo in diretta, magari con polverizzazione totale della dura pietra (calcare luteziano) della cattedrale, spiegata da Attivissimo con la presenza di una fiamma ossidrica o sigaretta di troppo? Si, è vero, è crollata la flèche, la guglia, perfettamente inquadrata in primo piano dalla telecamera, ma non è stato granché, diciamolo. Un Godard di nicchia, più che un blockbuster hollywoodiano catastrofico.
Alla fine, il rogo limitato al tetto ha lasciato un retrogusto più di teatro che di catastrofe e, a distanza di una ventina di giorni, il tutto appare comunque già archiviato e dimenticato. Perché?

Fulcanelli o zolfanelli?

Il teatro lo hanno iniziato i media, come al solito, mandando i soliti seminatori di spin e spigolatrici di frame in modalità undici settembre per creare ansia e aspettativa di qualcosa di grosso (un clamoroso attentato?) da seguire in diretta, mentre allo stesso tempo ripetevano ossessivamente che non si trattava di incendio doloso. Il che è il modo migliore per convincere chi ascolta che si tratta proprio di dolo.
A rigor di logica e per principio di precauzione, quando un edificio brucia, a maggior ragione un monumento o un luogo di culto, tutte le ipotesi sull'origine dell'incendio rimangono aperte fino a conclusione delle indagini ufficiali ed è questo che va detto agli ascoltatori, non che "dobbiamo accettare questa distruzione inevitabile", come ho sentito, più o meno. Del resto non era la prima chiesa che prendeva fuoco o veniva profanata ultimamente in Francia e non possiamo certo dire di stare vivendo tempi  dediti alla pura contemplazione della beltà nella pace degli angeli, circondati da creature che spargono love-love-love.
A pochi minuti dall'inizio delle fiamme non si può dire che si esclude la pista dolosa, che "per forza, lì è pieno di legno", se non si è addestrati a doverlo dire, come se si dovesse proteggere il Nerone di turno da chissà quale colpa.
Sarebbe il colmo che l'incendio di Notre Dame fosse stato realmente casuale o al limite colposo, ma che la sua copertura mediatica, per una botta di abitudine, sia stata gestita come una false flag. La realtà romanzesca.

La legge del nove

Si nota nell'immagine dell'interno della cattedrale come il crollo delle travi lignee del tetto non abbia toccato l'altare della tradizione ma abbia praticamente distrutto solo l'altare del Novus Ordo, ovvero l'altare più prossimo e rivolto verso i fedeli, voluto dalle nuove disposizioni liturgiche promulgate da Paolo VI esattamente il 3 aprile 1969 con la costituzione apostolica Missale Romanum. Un cinquantenario quasi spaccato. Il caso che imita la celebrazione della ricorrenza. Resta da capire, escludendo il segnale divino, da quale delle due parti contrapposte notoriamente in lotta e suggerite dalla dicotomia tradizione-nuovo ordine provenga l'ammonimento.

Che bella cattedrale, sarebbe un peccato se prendesse fuoco.

Notre Dame ha vissuto tempi peggiori di questi. Soprattutto durante la Rivoluzione, quando fu trasformata in Tempio della Ragione e ci fu chi, il filosofo Saint-Simon, voleva acquistarla al solo scopo di demolirla. Anche durante la Comune fu oggetto di saccheggi e spesso nella sua storia si trovò in condizioni di grave decadenza e bisognosa di restauri. 
Subito dopo il rogo dei giorni scorsi è partita una strana, per tempestività, colletta da parte di alcuni danarosi pavoni della finanza e perfino la zia Scrooge BCE ha promesso di devolvere una grossa somma per i poveri gargoyle abbrustoliti, addirittura un miliardo di euro. Somma che i bambini greci affamati si sognano. 
Questa pelosa carità ha fatto pensare che dietro al rogo vi fosse una manovra per togliere di mezzo il rudere medioevale pieno zeppo di significato essoterico ed esoterico e sostituirlo con qualche opera architettonica moderna acefala con annesso centro commerciale. Del resto un progettino di copertura del tetto in vetro, con flèche anch'essa di cristallo (e perché non una copertura mobile stile campo centrale di Wimbledon?) è stata pubblicata su vari giornali. Vade retro, archistar.
Ipotesi non da escludere ma che, se fosse vera, risulterebbe ancora più terrificante, nel suo arido materialismo da sterco del demonio, di qualunque "vendetta templare". 

Il tetto

Perché (se l'incendio è stato appiccato) ha bruciato solo il tetto, e il tetto l'hanno lasciato bruciare bene bene affinché tutti vedessero? 
Il danno non è poco. Un edificio privato del tetto, scoperchiato, privato del suo cielo, è reso molto più debole ed esposto alle intemperie. 
Se vi è simbolismo nel gesto, si può intendere il tetto anche come vertice, come sommità di una gerarchia, come apice della Chiesa?  E' la rappresentazione di una chiesa che non ha più di fatto un "tetto" e che è prossima alla distruzione? 
Si tratta di una rivalsa della tradizione sul nuovo ordine, come significherebbe la distruzione dell'altare moderno? Oppure c'è un tetto, fragile rispetto alla pietra perché di legno antico, che ancora resiste ma che brucia improvvisamente il giorno prima del compleanno di Benedetto XVI?
Oppure il libro di pietra, la cattedrale dai mille simboli raffigurati, ha in qualche modo parlato anche altri linguaggi noti a pochi?

La Grande Natura

Infine una curiosità sul significato ermetico di Notre Dame che traggo da questo articolo
Sul transetto sud vi è questa dedica: 

«Anno Domini MCCLVII mense Februario idus secondo hoc fui inceptum Christis genitus honore kallensi lathomo vivente Johanne Magistra.»

ovvero:
«Nell'anno del Signore 1257, il secondo giorno delle idi di Febbraio, quest'edificio è stato dedicato alla Madre di Dio da Mastro Jean, il cavapietre di Chelles.»

Secondo la cabala fonetica, il significato esoterico sarebbe questo: 

«A mezzogiorno pesa e misura (la materia prima). Purifica e sapara. Consacra il crogiolo generatore, libera con prudenza lo spirito imprigionato nella materia. Vivificalo con il fuoco e(tramite lui) giungi alla Grande Natura.»

Siamo sicuri che, ai nostri giorni, la raccomandazione degli alchimisti di liberare con prudenza gli spiriti imprigionati nella materia, sia ancora valida? La sensazione è che ci sia chi accende fuochi in presenza di ossigeno libero. E che si voglia dar fuoco, dopo a quelli di carta, ai libri di pietra.



P.S. Dimenticavo. Ora vanno le chiese multikulto, come questo troiaio a Berlino. Mentre bruciava Notre Dame prendeva fuoco anche la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. Poi c'è stata la carneficina in Sri Lanka in una chiesa e ieri a San Diego è stata attaccata una sinagoga. Non c'è bisogno del pallottoliere.

lunedì 22 aprile 2019

Tutti da Fulvio martedì sera


Avete idea di quante cose si possa parlare con Fulvio Grimaldi, uno dei più grandi giornalisti italiani, avendo la fortunata opportunità di intervistarlo?
Potete immaginare, per l'apprendista comunicatrice quale mi considero (soprattutto per quanto riguarda il video, mondo nel quale sto appena cominciando a gattonare), l'onore di ascoltare la lezione di vita di un vero maestro del giornalismo d'inchiesta, dell'inviato che racconta ciò che vede e non ciò che gli dicono di raccontare? 

Era tanto tempo che volevo conoscerlo, parlare con lui attraverso questo strumento del demonio che però ci permette anche di trovare delle piccole baie di libertà dove ripararsi dalle onde tempestose della propaganda che cerca di rovesciare i fragili gusci di noce sui quali navighiamo, quasi sempre con le orecchie piene di cera per non cadere vittime delle lusinghe delle sirene. 
Ricevo regolarmente la newsletter con gli ultimi suoi post pubblicati sul blog "Mondocane" e non c'è bisogno che dica che i suoi scritti sono fondamentali per chi voglia disintossicarsi dallo squallore dei giornalacci e giornalini. Un faro di onestà intellettuale nell'oscurità della menzogna istituzionalizzata. Si parlerà del giornalismo e di cosa è diventato, è inevitabile, e ne sentirete delle belle.

Con uno storico inviato nelle zone di guerra non si potrà che parlare di quelle che ha vissuto di persona: dall'Iraq alla Libia, dalla Siria alla Serbia (nell'anniversario dei bombardamenti NATO di D'Alema e Mattarella), delle menzogne che hanno circondato gli "interventi umanitari", nuova denominazione delle invasioni e bombardamenti ai quali lui ha assistito stando dalla parte di chi li subiva, e di come, ad un certo punto della nostra storia recente, vi sia stata quella svolta epocale che ha cambiato il nome alla guerra, pretendendo di farla diventare accettabile e giustificata, e che ci ha condotto fino allo sfacelo attuale. A questi tempi marci dove i cristiani diventano, per i bimbiminkia di Satana, gli "adoratori della Pasqua". 

Grazie all'opportunità che mi sta dando questa nuova avventura, questo percorso di comunicazione e informazione su Meglio Di Niente Radio, sto incontrando persone straordinarie, e Fulvio Grimaldi è decisamente una persona straordinaria. 
Vi invito ad unirvi a noi e ad ascoltarci, ad ascoltare il suo racconto, domani sera alle 21.00 sul canale YouTube de "L'Orizzonte degli eventi" live

lunedì 8 aprile 2019

1992 annus horribilis. Ma non è una fiction


Una cronologia da incubo, un senso di deja-vu e ricorsività storica che assume i toni di una profezia delle più spaventose. 
Un annus horribilis, il 1992, iniziato con una tentata strage, secondo la prassi seguita dalle forze oscure quando si muovono, e proseguito, attraverso la gigantesca operazione mediatico giudiziaria di Manipulite, verso la demolizione controllata dell'intero paese. 
Alcuni dei protagonisti degli anni successivi ci sono già e il timing delle loro apparizioni nei posti chiave quell'anno è tutto un programma, da intendere per chi voglia intendere. I banchieri, i vecchi di quella politica che "i governi passano ma loro restano", i potentati, gli speculatori, i finti interessati solo ai massimi sistemi, i verdi già allora greteggianti, gli eterni radicali, come allora in procinto poverini di essere chiusi e la Emma Bonino (ma anche Pannella) già in grande spolvero ultraglobalista. Ci sono anche i vari gatekeepers, un classico dell'atlantismo, benedetti dai giornali e dai dispacci d'ambasciata. Allora come oggi.

Tutto ciò che è accaduto e sembra voler accadere di nuovo oggi è già accaduto in quel 1992. Con la differenza che allora uno straccio di sovranità monetaria lo avevamo ancora. Oggi, a quasi altri vent'anni dall'entrata nell'euro, siamo ancora più deboli e disarmati e altre armi sono puntate contro di noi, come quella di migrazione di massa. Eppure, nonostante la garrota strettale attorno al collo da una fenomenale congrega di nemici e loro collaborazionisti, la Compagnia dei Traditori, alcuni dei quali sono ancora in auge e pronti a far di nuovo danno, l'Italia di quegli anni continuò a produrre una ricchezza tale da far gola ancora oggi a chi vorrebbe annientarla definitivamente. 
Ammirate in special modo come si mosse allora la sinistra. Quella eterna, immutabile, indistruttibile. Con il D'Alema che finge disdoro come dopo la "notte cilena" e le solite quattro scorie azotate che strillano contro la deriva liberista ma, basta sventolare loro davanti il labaro fascista e tornano sempre a cuccia, pronti a rianimare il mostro. Per tacere dei sindacati, l'infamia dei calabrache.

Io feci una profezia, anni fa, all'inizio della crisi. Che nel momento in cui la UE fosse entrata in coma dépassée, avrebbero riesumato Prodi e chi volle-disperatamente-volle l'euro per dare ad essi il merito di "salvarci". La faccia per farlo ce l'hanno e se così fosse tanti ci cascherebbero. Vedo e sento troppe nostalgie e troppa voglia di perdonare il proprio carnefice, nel momento in cui per altro si consegnano di buon grado i propri padri e figli al boia del mondialismo genocidario. C'è gente che non si perdona di aver votato all'opposto di come ha sempre votato, si sente sporca per non aver votato "i buoni" e smania per ritornare all'ovile. Li sento, i compagni prodighi. Ormai è un fastidiosissimo acufene. Fate pure ma stavolta non finirebbe come nel 1992. Non ci sarebbero i supplementari. Game over.  Come ho scritto su Twitter: not in my name. Indietro non si torna. Che nessuno si sogni di rimetterci in quelle mani.

Ecco dunque cosa accadde in quel maledetto anno fetuso.

***

6 gennaio - Esplode un ordigno collocato sulla linea ferroviaria Milano-Lecce, a pochi km dal capoluogo. (c.c.)

14 gennaio - A Londra, il "Financial Times" critica, nell’articolo intitolato "L’Italia verso la serie B", la legge finanziaria varata dal governo presieduto da Giulio Andreotti: "Vi si prevede ad esempio per il 1992 una crescita del Pil del 2,3 per cento, più elevata della già ottimistica previsione Oecd del 2 per cento; non tiene conto del maggiore peso degli interessi sul debito pubblico imposto dal recente aumento dei tassi di interesse dall’11,5 al 12 per cento; infine, si affida a ulteriori introiti dovuti alle privatizzazioni, purché i politici riescano a mettersi d’accordo su cosa privatizzare". (c.c.)

28 gennaio - Jacques Delors scrive al presidente del Consiglio, Giulio Andreotti: "Tutti i paesi comunitari riponevano molta fiducia nella legge La Pergola, la cui attuazione avrebbe permesso all’Italia di portarsi al livello degli altri Stati membri. Sfortunatamente l’ultima valutazione operata dalla Commissione mostra che la ‘legga comunitaria’ ha consentito appena all’Italia di mettersi nuovamente al livello già raggiunto nel corso del l989. Questo significa che l’Italia rimane il Paese comunitario con più direttive da recepire nel proprio ordinamento giuridico". (c.c.)

31 gennaio -  Si riuniscono a New York i capi di Stato dei 5 membri permanenti e della maggior parte dei membri temporanei del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Scopo dell'incontro è discutere del nuovo ordine mondiale nel mondo post-Guerra Fredda. (wikipedia)

2 febbraio – Il presidente della Repubblica Cossiga scioglie anticipatamente le camere.
Muore in un incidente aereo il tenente colonnello in congedo dell’aeronautica, Alessandro Marcucci, che si era occupato della strage di Ustica e che, insieme al maresciallo Dettori, aveva delineato uno scenario che intendeva sottoporre alla magistratura. (c.c.)

7 febbraio - Con la Legge 82/92 Carli, alla Banca d’Italia si attribuisce la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro; il governo non ha quindi più potere sulla Banca d'Italia che ora è di fatto una banca privata.

Viene firmato il TRATTATO DI MAASTRICHT.

17 febbraio - Milano: il socialista Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato dopo aver ricevuto una tangente di 7 milioni di lire. È il primo atto dell'inchiesta Mani pulite che segna l'inizio di Tangentopoli. (c.c.)


12 marzo - Palermo: viene ucciso da Cosa Nostra Salvo Lima, deputato della Democrazia Cristiana al Parlamento europeo, ex sindaco di Palermo e capo della locale corrente andreottiana.

18-20 marzo - Il ministro degli Interni, Vincenzo Scotti, allerta i prefetti sulla esistenza di un piano per destabilizzare le istituzioni. Rientrato in parte l’allarme, il ministro ed il capo della polizia Parisi si dicono disposti a dimettersi se sarà dimostrato che sono incorsi in errore. (c.c.)


5-6 aprile – Si svolgono le elezioni politiche anticipate.

25 aprile – Dimissioni del presidente della Repubblica Cossiga.


10 maggio - A Pontida (Bergamo), Umberto Bossi afferma: "Quello di oggi è l’annuncio di una dichiarazione di guerra. Useremo la lama tagliente di Pontida per tagliare la gola alla partitocrazia". Rivolto ai nuovi eletti in Parlamento, che si accingono a pronunciare la formula del giuramento leghista, aggiunge: "Giurate davanti a questa massa. E ricordate che, se qualcuno di voi pensasse di diventare democristiano, è in grado di spiaccicarvi. Nessuno di voi si alzi una mattina pensando di essere diventato qualcuno". (c.c.)

22 maggio - A La Rochelle, Francia e Germania istituiscono ufficialmente l’Eurocorp, composto da due divisioni di circa 40 mila uomini. Il governo italiano rifiuta di aderire alla iniziativa. (c.c.)

23 maggio - Strage di Capaci: alle ore 17:58, sull'autostrada Palermo-Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

25 maggio - Oscar Luigi Scalfaro viene eletto presidente della Repubblica.

29 maggio - Il consolato di Milano, facendo seguito alla nota del 25 marzo, invia a Washington la biografia dei principali accusati dello scandalo delle tangenti, fra imprenditori, mafiosi e componenti del consiglio comunale, segnala che lo scandalo si è allargato al Pds, con l’incriminazione di Gianni Cervetti, ed alla Fiat, per le accuse mosse da Sergio Radaelli. Tutte le accuse, segnala il consolato, "sono sostanzialmente veritiere. La spartizione abituale prevedeva la metà per il Psi, un quarto per Dc e Pds, qualche briciola per i repubblicani. Ci dicono che la relativa sospensione degli arresti è dovuta alla delicata scadenza dell’elezione del presidente della Repubblica. Un avvocato coinvolto nel caso ci ha spiegato peraltro che ‘siamo nel mezzo, non alla fine della vicenda’. Altri ‘arresti eccellenti’ seguiranno… (c.c.)

30 maggio 1992 - A Roma il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, chiede al governo una manovra di risanamento dei conti pubblici che quantifica in 30.000 miliardi per l’anno in corso ed altri 100.000 per il 1993. (c.c.)


2 giugno - Nel Mediterraneo, a bordo del panfilo Britannia in navigazione lungo le coste della Sicilia, si svolge una riunione del gruppo Bilderberg, presenti i rappresentanti della Barclays Bank, della Warburg, della Merril Lynch, della Salomon Brothers, della Goldman Sachs. Fra gli italiani, sono presenti: Mario Draghi, direttore delegato del ministero del Tesoro; Riccardo Galli, dell’Iri; Giovanni Bazoli, dell’Ambroveneto; Antonio Pedone, del Crediop; Beniamino Andreatta; dirigenti dell’Eni, Agip, Mediobanca, Comit, Generali e Società autostrade. Come risultato, il 48% delle aziende private italiane i "gioielli di stato" finiranno in mani angloamericane. (c.c.)

Il Movimento di Solidarietà di LaRouche sull'incontro scrive: "Si trattava di discutere i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese. Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi: "Stiamo per passare dalle parole ai fatti". Da parte loro gli inglesi hanno assicurato che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole per poter assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Ergo: dovete venire a Londra, dove c'è il capitale necessario. 
Fu poi affidato ai mass media, ed al nuovo governo Amato, il compito di trovare gli argomenti, parlare dell'urgente necessità di privatizzare per ridurre l'enorme deficit del bilancio. Al grande pubblico, sia il governo che i mass media hanno risparmiato la semplice verità che il "primo mobile" dietro tutto il dibattito sulle privatizzazioni è costituito dalle grandi case bancarie londinesi e newyorkesi. L'obiettivo è semplicemente quello di prendere il controllo di ogni aspetto della vita economica italiana sfruttando le numerose scuse di ingovernabilità, corruzione, partitocrazia, inefficienza, ecc." (fonte)

3 giugno –  Giorgio Napolitano viene eletto presidente della Camera.

12 giugno - A New York, il "Wall Street Journal" scrive un articolo in prima pagina dedicato al sostituto procuratore milanese Antonio Di Pietro, intitolato "Go for it /avanti/ Di Pietro". (c.c.)

24 giugno - Presentando il programma del governo in gestazione, Giuliano Amato chiede una sostanziale carta bianca per risanare la spesa pubblica a partire da pensioni e sanità. (c.c.)

26 giugno - Viene varato il governo Amato.


5 luglio - A Roma, Giuliano Amato, al termine di una riunione del Consiglio dei ministri, annuncia la ‘manovra correttiva’, richiesta dal governatore Carlo Azeglio Ciampi, di 30 mila miliardi da recuperare con l’imposizione di nuove tasse e tagli alla spesa pubblica. (c.c.)

10 luglio - A Roma il governo decide la privatizzazione di Iri, Eni, Enel e Ina: gli enti pubblici diverranno società per azioni il 7 agosto prossimo, con nuovi statuti e snelli consigli di amministrazione, sotto il controllo di due holding appartenenti al Tesoro. trasforma enti statali in SPA. 
Sulle privatizzazioni Andreotti scrive: "Ci fu chi disse che, se con un socialista si privatizzava il Credito italiano, il giorno in cui arrivassero i comunisti sarebbe abolito il monopolio postale". (c.c.)

11 luglio - Il governo Amato applica una patrimoniale prelevando il 6/mille dai conti correnti dei cittadini italiani.

19 luglio – Palermo: alle ore 16:58, il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Agostino Catalano e Vincenzo Li Muli, rimangono uccisi dall'esplosione di un'autobomba in Via D'Amelio. (c.c.)

20 luglio - A Roma, il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, afferma che la manovra predisposta dal governo è "necessaria ma non sufficiente". (c.c.)

23 luglio - A Roma, è istituita la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, composta da 60 membri designati per metà ciascuno dalle due Camere. (c.c.)

26 luglio - A Londra il quotidiano "The Observer", riferendosi all’Italia, scrive: "Il Paese è in uno stato di caos, in uno stato di guerra. Sta rapidamente diventando la Repubblica delle banane d’Europa. Ha il più alto tasso di omicidi della Comunità europea, una corruzione tanto palese quanto dilagante, un’economia malata, un governo impotente, e una popolazione confusa ed angosciata".  (c.c.)

27 luglio - A Roma, il presidente del Consiglio Giuliano Amato invita perentoriamente sindacati ed imprenditori a raggiungere al più presto l’accordo sul costo del lavoro. (c.c.)

31 luglio – A Roma, è firmato l’accordo fra governo, Confindustria e sindacati sul costo del lavoro che cancella la scala mobile e il meccanismo di indicizzazione dei salari e blocca questi ultimi fino alla fine del 1993. Per ottenere la firma dei sindacati sul c.d. ‘patto anti-inflazione’, Giuliano Amato ha minacciato le dimissioni e la ricaduta per l’intero sui sindacati della responsabilità di violare i parametri di Maastricht mentre ha promesso, una volta avuta la firma, di rinverdire la logica concertativa per il futuro. (c.c.)

Sono sostituiti, senza motivazioni, il direttore del Sismi, generale Luigi Ramponi, e il prefetto Alessandro Voci, direttore del Sisde; in loro vece sono nominati il generale Cesare Pucci, già responsabile del Sios esercito e addetto militare a Washington, vicino all’ammiraglio Fulvio Martini, e il prefetto Angelo Finocchiaro. Non saranno mai rese note le motivazioni del provvedimento. Ramponi, seguendo l’esempio dei suoi predecessori alla guida del servizio militare Giovanni De Lorenzo e Vito Miceli, si candiderà nelle liste del Msi- Dn. (c.c.)

7 agosto - A Roma, il Consiglio dei ministri approva il decreto che trasforma gli enti pubblici in spa. Per una prima fase il Tesoro resterà l’unico azionista, mentre le nomine dirigenziali sono di competenza del presidente del Consiglio di concerto con i ministri del Tesoro e dell’Industria. Sono confermati Franco Nobili all’Iri, Gabriele Cagliari all’Eni, Franco Viezzoli all’Enel. (c.c.)

12 agosto – Vengono privatizzate le Ferrovie dello Stato.

A Roma, il governo rilascia la concessione delle frequenze alle 3 reti Fininvest di Silvio Berlusconi, oltre che a Rete A, TeleMontecarlo e Videomusic. Un altro decreto proroga al 28 febbraio 1993 il rilascio della concessione alle 3 reti Tele +, di cui Berlusconi è proprietario al 10% dopo aver ceduto altre quote ad imprenditori amici.  (c.c.)

13 agosto - L’agenzia internazionale Moody’s declassa di 2 punti il ‘rating’ dell’Italia, dopo il precedente declassamento operato nel 1991, attribuendo il punteggio più basso fra i cosiddetti Grandi al grado di sicurezza degli investimenti nel nostro paese. (c.c.)

23 agosto - Sul quotidiano socialista "Avanti!", un corsivo non firmato sferra un attacco al sostituto Antonio Di Pietro: "Con il tempo e attraverso una migliore conoscenza dei fatti di cui qualcuno dovrebbe finalmente occuparsi, potrebbe persino risultare che il dottor Di Pietro è tutt’altro che l’eroe di cui si sente parlare e che, in questo caso come in tanti altri della vita, non è proprio oro tutto quello che riluce". L’Anm protesta paragonando gli attacchi ai magistrati di ‘Mani pulite’ a quelli "contro i giudici milanesi che indagavano su Licio Gelli".  (c.c.)

2-20 settembre: la Lira italiana e la Sterlina inglese sono colpite da una tempesta valutaria che ne causa la grave svalutazione e l'uscita dal Sistema Monetario Europeo. Saranno stabilite in seguito le precise responsabilità di George Soros nelle manovre speculative a danno della moneta italiana.

9 settembre - A nome del governo, Giuliano Amato chiede al Parlamento una legge delega che gli consenta carta bianca per un triennio nella manovra fiscale e della spesa pubblica ogniqualvolta la Banca d’Italia richieda misure straordinarie di risanamento. A fronte delle reazioni parlamentari, anche nell’ambito della maggioranza, il governatore Carlo Azeglio Ciampi dichiara di non essere stato consultato in proposito. (c.c.)

A Roma, s’insedia la Commissione bicamerale per le riforme che elegge presidente Ciriaco De Mita.  (c.c.)

11 settembre - La Bundesbank interviene massicciamente, in ossequio alle norme comunitarie previste per questi casi, a favore della lira italiana. Le autorità italiane e tedesche concordano per la svalutazione della lira del 7% nei confronti delle monete dello Sme. A Roma, il Quirinale prende posizione contro i pieni poteri richiesti dal governo Amato in materia di entrate e spesa pubblica. (c.c.)
Circa la svalutazione della lira Giulio Andreotti scriverà nei suoi ricordi: "La decisione, presa di domenica, suscitò preoccupazioni in molti ed esultanza nelle industrie esportatrici…Se era vero che per sostenere la lira erano state bruciate riserve per cifre ingentissime (si parlò di 30.000 miliardi)…potevamo anche domandarci se non fosse stato possibile evitare questo fuoco, anticipando, se ineludibile, la decisione…Comunque la situazione era molto pesante e si parlò di ‘settembre nero’ perché in confronto del surplus sia pure modesto di 339 miliardi del settembre 1991, si registrava un deficit di 29.954 miliardi. Tuttavia l’allarme relativo aiutò il governo a far passare alle Camere la legge finanziaria che era stata accolta da tanti mugugni". (c.c.)

16 settembre - Mercoledì nero: la sterlina inglese e la lira italiana escono dal meccanismo di cambio europeo.

Il Senato approva le leggi delega in materia di pubblico impiego, sanità, previdenza e finanza locale.  (c.c.)

17 settembre - A Roma, il Consiglio dei ministri presenta la legge finanziaria: una manovra di 93.000 miliardi, 42.500 dei quali di nuove entrate che gravano soprattutto sui ceti medi, 43.500 di tagli alla spesa, che colpiscono soprattutto pensioni e sanità, 7.000 di privatizzazioni. Inoltre, su invito dei presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, emana un decreto che consente di procedere al sequestro dei beni dei condannati per corruzione.  (c.c.)

Il Senato approva la ratifica del Trattato di Maastricht con 176 voti favorevoli e soli 14 voti contrari.

21 settembre - Le organizzazioni sindacali protestano e indicono scioperi territoriali contro la manovra economica del governo.  (c.c.)

22 settembre - A Firenze, durante la manifestazione contro la politica economica del governo, il leader della Cgil Bruno Trentin è contestato al grido di ‘venduto’ e fatto segno di un lancio di uova e bulloni. E’ il primo di una serie di episodi che segnalano la tensione tra lavoratori e vertici sindacali dopo l’accordo del 31 luglio, e che si verificheranno nei prossimi giorni a Napoli, Milano, Genova, Torino. (c.c.)

27 settembre - "Il Corriere della sera" riporta una dichiarazione di Marco Pannella che difende la legge finanziaria varata dal governo presieduto da Giuliano Amato, contenente pesantissimi tagli alla spesa pubblica: "Questi tagli - dice il leader radicale - sono inevitabili. La rivolta è plebea". (c.c.)

28 settembre - A Mantova, le elezioni provinciali assegnano il 34% alla Lega nord ed una secca sconfitta per i maggiori partiti. (c.c.)

2 ottobre - Ad Ariccia (Roma), si svolge un convegno dei ‘comunisti democratici’, la componente contraria alla svolta rimasta nel Pds che sviluppa una forte critica verso la politica del governo Amato, vista come sottomissione al ‘pensiero unico liberista’, che rischia di contagiare il Pds. Fra gli altri, Giorgio Lunghini illustra i rischi della subalternità al modello americano ed a quello tedesco, con la differenza in peggio di un’amministrazione pubblica assai meno efficiente e più aggressiva di quella tedesca, che dovrà gestire i resti dello stato sociale. (c.c.)

7 ottobre - Il quotidiano londinese "Financial Times", commentando la svalutazione della lira, scrive: "In certi ambienti vi è stata Schadenfreude per le ferite autoinflittesi da un Paese che da anni tira avanti sull’orlo della bancarotta; in altri, sollievo nel vedere la fine delle illusioni di uno Stato con un deficit di bilancio triplo rispetto alla media della Comunità europea, che aspirava a entrare nell’unione monetaria nel giro di sette anni". (c.c.)

9-10 ottobre - La Camera vota la fiducia al governo Amato sulle leggi delega per la previdenza, la sanità, il pubblico impiego e la finanza locale. (c.c.)

15 ottobre - A Roma, il Consiglio dei ministri limita le funzioni delle Compagnie dei portuali a favore degli armatori provocando altre proteste. (c.c.)

22 ottobre - Il Senato vota le leggi delega in materia economica. 

23 ottobre - Il governo vara il decreto legge che introduce la ‘minimum tax’ per il lavoro autonomo.

29 ottobre - La Camera dei deputati approva con 403 voti favorevoli, 46 contrari (Rifondazione e Msi) e 18 astenuti (Verdi e Rete) la ratifica del Trattato di Maastricht sull’Unione europea. (c.c.)


9 - 11 novembre - Si svolge l’esercitazione Ditex Superga 7 che collauda il ripristino dei servizi di emergenza nelle regioni del nord- ovest e ipotizza uno scenario di guerra civile con un attacco dal centro- sud all’Italia settentrionale, comprese le regioni del nord- est alleate con quelle del nord- ovest. (c.c.)

17 novembre - A Roma il Consiglio dei ministri, avvalendosi della delega votata dal Parlamento, vara il decreto delegato sulla previdenza che abolisce le così dette pensioni baby per gli statali ed aumenta l’età pensionabile nonché il limite per le pensioni di anzianità. (c.c.)

19 novembre Su "Il Giornale", nell’articolo intitolato "Una Norimberga permanente" Emma Bonino scrive: "Il nuovo ordine mondiale richiede un nuovo diritto internazionale. Per questo assieme a numerosi parlamentari di tutto il mondo promuoviamo con un convegno a Siracusa in dicembre la creazione di una Corte penale permanente dell’Onu". (c.c.)

27 novembre - Sul settimanale "L’Europeo", nell’articolo intitolato "Tutti in fila dietro al pifferaio magico", Luigi Irdi commenta i vantaggi della posizione filogovernativa di Marco Pannella ed Emma Bonino: "Radio radicale è contemporaneamente considerata ‘servizio pubblico’, incassando così 20 miliardi di fondi statali in 3 anni, e organo della Lista Pannella, incamerando altri 6 miliardi all’anno come organo di partito". (c.c.)

1 dicembre - La Commissione bicamerale approva il progetto di una nuova legge elettorale con sistema misto, una quota di maggioritario e una di proporzionale. (c.c.)

7 dicembre - A Roma il presidente del Consiglio, Giuliano Amato, attacca la Lega denunciandone una strategia "pericolosa". (c.c.)

8 dicembre - A Roma il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, chiede alle banche di abbassare i tassi per ridurre il costo del denaro, come richiedono gli imprenditori. (c.c.)

15 dicembre – Milano: il segretario del PSI Bettino Craxi riceve un avviso di garanzia da parte del pool Mani pulite per corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. (c.c.)

16 dicembre  - Il Senato approva la manovra finanziaria. La Camera approva il piano di privatizzazioni predisposto dal governo. (c.c.)
21 dicembre – L'Italia è in recessione.

23 dicembre - A Roma il Consiglio dei ministri vara definitivamente la riforma pensionistica e dell’assistenza sanitaria, entrambe sottoposte a pesanti tagli. (c.c.)

A Sorrento, si svolge l’assemblea nazionale dei Verdi dominata da contrasti su contenuti ed alleanze. Particolarmente contestata è la partecipazione al progetto di ‘Alleanza democratica’ di Occhetto, Martelli e La Malfa, cui stanno lavorando anche Francesco Rutelli, Carlo Ripa di Meana ed Ermete Realacci, per fondare un nuovo soggetto ambientalista e liberale in economia. In fine dei lavori Carlo Ripa di Meana afferma essere giunto il momento di "non limitarsi ad invocare la svolta ambientalista ma governarla". (c.c.)

31 dicembre – Scalfaro invita i giudici a proseguire nelle indagini, i partiti a rinnovarsi, il parlamento a fare le riforme in vista di un nuovo Risorgimento. (c.c.)


Fonti: 
Francesco Amodeo "La Matrix Europea"
"1992 l'anno che cambiò l'Italia" a cura di Marcello Ravveduto.
Fondazione Luigi Cipriani, Cronologia (contrassegnato nel testo con c.c., citazioni integrali.)

venerdì 5 aprile 2019

Tutti i vaccini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri

In vendita in Svizzera e, pare, in Vaticano.

Avete presente l'amico che, incontrandovi all'uscita del cinema mentre voi state facendo il biglietto, vi racconta come va a finire il film?
Una volta che abbiamo decrittato la loro Enigma mentis, sapendo che ogni cosa che proclamano deve essere interpretata come il suo esatto contrario, inclusi gli scopi che si prefiggono, essi dovrebbero contenere un minimo l'incontinenza verbale. Invece parlano, parlano, non ce la fanno a tacere. Bene così.



Devo ringraziare dal profondo del cuore il Dott. Burioni per avermi offerto, con questo fantastico tweet, la conferma definitiva del vero senso della fregola dell'obbligo vaccinale. Come succede sempre, e come accadeva nel celebre racconto di Edgar Allan Poe "La lettera rubata", la soluzione era lì sul tavolo, in bella mostra, ma nessuno l'aveva notata perché la si cercava dappertutto tranne appunto nel posto dove meno l'avremmo cercata.

Dunque, Burioni afferma che il vaccino singolo del morbillo non esiste e "mai esisterà". Bene. Il fact checking è alla portata di tutti, basta sapere l'inglese.
Mi ricordavo di aver letto tempo fa di cliniche private in Regno Unito che offrivano ai loro clienti la possibilità di potersi far somministrare alcuni vaccini singoli invece dei plurivalenti normalmente consigliati se non obbligatori per il popolaccio. 
La prima clinica che è comparsa nella ricerca "single vaccine offer" è questa, BabyJabs, situata a Londra, in St. Dunstan's Hill, nel cuore della City, accanto ad uno dei giardini pubblici più esclusivi e celebrati dalle guide turistiche. Uno dei luoghi dove sicuramente sembra di stare ancora a Londra intesa come città inglese.
Scorrendo il suo sito si scoprono molte cose interessanti. Prima di tutto che offrono un servizio di visita preliminare (al costo di £ 150 per ogni bambino, con un sovrapprezzo di £50 per l'eventuale fratellino appresso) dove verrà valutata l'opportunità di effettuare i vaccini, calendarizzare la loro somministrazione in base ad un protocollo personalizzato e perfino sostenere test immunologici preliminari, in convenzione con un laboratorio di analisi (prezzi dalle £80 alle £150 per ogni singolo test, vedi tabella sotto) per stabilire, è ovvio, se la vaccinazione sia necessaria o meno, nel caso il bambino risulti già immunizzato. Magari perché ha già contratto la malattia per via naturale.

fonte
Il motivo per cui la clinica consiglia i test preliminari è "per ridurre il rischio". Quale? Ad esempio quello di poter sviluppare l'asma a causa di una somministrazione troppo precoce del DPT. Quindi un rischio non certo ma potenziale ed evidentemente documentato, esiste. Come il vaccino singolo.
Qui trovate tutta la loro offerta di vaccini, i loro componenti, la descrizione dell'azione e degli eventuali effetti avversi e infine, ahimè, il tariffario. Perché questi sono tutti servizi a pagamento. 
Nella pagina dedicata al  tetanocorrettamente si dice che non è una malattia trasmissibile, che pur essendo grave è estremamente rara e che, soprattutto, pare essere più problematico per la salute proprio il suo vaccinovisto che perfino il Ministero della Salute del Regno Unito ne sconsiglia la somministrazione di troppi richiami. Forse per l'ipotesi di relazione con casi di mono e polineurite (pur se rari) e di sindrome di Guillain-Barré. Il che conferma il fatto che i vaccini siano farmaci e come tali siano soggetti anch'essi ad inevitabili effetti collaterali.

Il vaccino singolo del morbillo, dear Robert, esiste. Anzi, E-SIS-TE! Viene prodotto in India, non contiene alluminio e mercurio (dicono) e costa £120 sterline alla dose (circa 140 euro al cambio odierno). 

Io trovo fantastico quel "se ne consiglia la somministrazione a 12 mesi, con eventuale richiamo nel caso la prima dose non abbia funzionato". Forse perché la certezza che i vaccini funzionino al pari dell'immunità naturale è aleatoria?
L'intera politica della clinica e il suo conseguente marketing sono rivolti alla "scelta informata e responsabile" dei genitori. Uno dei punti di forza è l'offerta di quei vaccini singoli o combinati a basso dosaggio che non sono disponibili attraverso l'NHS, il servizio sanitario nazionale.
Tenete a mente il concetto perché ci torneremo.

Tornando al vaccino che non esiste, sul sito dell'NHS, il servizio sanitario nazionale britannico, si legge [note mie]: 

"I vaccini singoli per morbillo, parotite non sono disponibili nella sanità pubblica ma solo in alcune cliniche private [chissà per quale strano motivo]. 
I vaccini singoli sono sconsigliati perché necessitano di un prolungamento del calendario di somministrazione che si protrae per mesi. Il governo raccomanda invece che i bambini ricevano il polivalente MMR nel calendario stabilito [e perché? Per quel famoso "programna MMR"?]
Utilizzare i vaccini singoli aumenta il rischio che meno bambini ricevano tutte le iniezioni necessarie [ma è un problema di vaccini o di iniezioni?]
Il ritardo che richiedono le sei iniezioni separate potrebbe mettere più bambini a rischio di sviluppare morbillo, parotite e rosolia, aumentando il rischio di effetti collaterali [questa è stupenda!]
In ogni caso [concludono] attualmente i vaccini singoli per il morbillo o la parotite non sono approvati dal servizio sanitario nazionale, il che significa che non sono stati testati per stabilirne la qualità e sicurezza. [Altra perla. Perché i polivalenti lo sono? Non ci dicono che i vaccini sono sicuri a priori e per definizione?]

Per inciso, il vaccino singolo per il morbillo esiste anche in Svizzera, come si evince dal prontuario farmaceutico online e mi dicono sia anche disponibile nelle mitologiche farmacie della Città del Vaticano, ma sicuramente quest'ultima è una insinuazione diabolica.
Tra l'altro gli svizzeri raccomandano che "il vaccino contro il morbillo non venga miscelato con altri vaccini o farmaci nella stessa siringa." Come ciò possa essere evitato somministrando il trivalente morbillo-parotite-rosolia nella stessa iniezione resta un mistero alla X-Files.

E ora veniamo alla morale della favola. 
Il sospetto che, se puoi pagare, puoi fottertene di una medicina di stato sempre più volutamente ottusa, liberticida, disfunzionale e sociopatica già l'avevamo, ma l'uscita di Burioni ce lo ha confermato definitivamente.
Anche il fatto che in certe aree di Los Angeles, quelle ad alto tasso di VIP, le vaccinazioni imposte dal Sistema vengano regolarmente disattese nonostante la legislazione stringente della dem California Uber Alles, pur in assenza di una medicina di stato da bypassare perché il modello americano è per definizione privatistico, conferma solo la regola che chi paga avrà comunque la possibilità di sfuggire alle leggi che servono per inoculare il Trattamento Sanitario Obbligatorio in chi non ha i mezzi economici per poter scegliere liberamente come, dove e se curarsi.
Il punto è unicamente questo. Devastare la sanità pubblica rendendola improponibile e oltretutto oppressiva, totalitaria, dove i pazienti sono solo numeri e bestiame da avviare  a colpi di pungolo nei recinti dei protocolli, in favore di una medicina privata accogliente, accondiscendente, personalizzata e soprattutto non psicotica né paranoica ma normale. Come era una volta. 
Le raccomandazioni che si trovano nelle pagine del sito di BabyJabs sono quelle che abbiamo appreso all'università, che seguivano i nostri pediatri e medici di famiglia prima che diventassero in massa esseri acefali privi di libero arbitrio.

Anche la sciagurata politica della "prevenzione" e della diagnosi precoce, con la ricerca spasmodica dei falsi positivi (ovvero nuovi clienti) da avviare alla fase due, il crescente timore di troppi di noi di "finire in ospedale", le morti per infezione come se il dott. Semmelweis non fosse mai esistito, le polmoniti ormai novella Morte Nera manzoniana, non fanno altro che inserire nel cervello l'idea che dopotutto la sanità privata sia il male minore e che sia necessario sempre di più farsene accogliere. 
Le tariffe più che appetibili oggi applicate in molte strutture a pagamento e il servizio molto più accurato che in passato, in parallelo con la necrosi del SSN, incarnato nei veri e propri "ospedali da incubo", mi fanno sospettare che tutto sia funzionale al fine ultimo di privatizzare per poi, una volta agganciato il cliente, potersi permettere di fare il prezzo secondo il mercato. Come per la telefonia.

L'obbligo vaccinale segue la "legge del 10". Nel Regno Unito i vaccini solo raccomandati sono 10, in Francia e Italia sono 10 ma obbligatori. L'obbligo francese è recentissimo, quello italiano lo dobbiamo notoriamente al ministro Lorenzin. Il numero non è casuale solo nel senso che indica la strategia globale. Per quanto ci riguarda, potrebbe perfino avere lo stesso senso del famigerato 3% di deficit.
L'obbligo variabile serve, come del resto negli altri paesi e secondo le esigenze locali e la volonterosità degli auto-carnefici coloniali, per introdurre le BabyJabs in Italia. Cliniche dove comparirà magicamente anche il vaccino singolo per il morbillo, che non esiste né esisterà mai. 
Serve per associare stato (e, attenzione! governo) con obbligo e quindi privato con libertà e la sua forza consiste nel fatto che, comunque, la maggioranza dei genitori si fida dei vaccini e di Burioni e la maggioranza dei pazienti accetta di prendere la pillola per la pressione o per il diabete a vita.
Se il piano generale non troverà ostacoli ed  il suo scopo sarà stato raggiunto, l'obbligo vaccinale potrebbe essere presto abbandonato. In fondo occorre solo il tempo di acchiappare la fascia dei possibili paganti, gli altri che si fottano. Paganti tra i quali ci saranno i più istruiti e informati che opteranno per "la scelta consapevole". Il vero obbligo consiste nel dover pagare per avere il vaccino pulito. 

C'è anche un problema politico. Chi abolirà l'obbligo se ne prenderà il merito elettorale ma per cantare vittoria occorrerà vedere quale sarà il passaggio successivo, perché la rimozione dell'obbligo potrebbe non essere necessariamente un fatto determinante, nel quadro generale.
Se nel frattempo si sarà posto rimedio alla devastazione del SSN riportando il controllo della prassi vaccinale allo Stato (cioè al controllo democratico e ad una scienza immunizzata nei confronti del controllo dell'industria) e cacciando BigPharma e i suoi scagnozzi ed interessi dal tempio della Salute, bene. Se i medici capiranno che la sfiducia che stanno inculcando nei pazienti li renderà meno appetibili e convincenti degli stregoni africani, bene. 
Altrimenti verrà applicata appunto, obbligo o meno, a quel punto irrilevante, la strategia globale: vaccini-merda per la plebe, magari quella da ridurre al minimo sindacale come raccomanda il maggior finanziatore privato dell'OMS.  Plebe che in massima parte non si opporrà perché crederà nella sanità pubblica  - perché non potrà farne a meno non potendosi permettere altro - e nella propaganda dei Burioni, e vaccini puliti per chi può pagare. Anche senza obbligo perché sarà comunque il censo a separare il grano dal loglio. E intanto si sarà stabilito il precedente del trattamento sanitario obbligatorio a discrezione del governo in carica per future nuove avventure totalitarie. Voglio dire che, anche eliminandolo, il danno di un obbligo già precedentemente introdotto  e la colpa di chi lo ha permesso ab origine rimarrebbero comunque.

Opporsi all'obbligo si, quindi, ma sapendo che è sempre questione di chi controlla cosa e avendo cura di preparare il dopo e l'alternativa. E capendo che è tutto collegato nella strategia globale.
Anche l'immigrazione selvaggia è funzionale alla privatizzazione della sicurezza. Più scalmanati per strada e più si invocano gli eserciti privati senza troppi scrupoli che la notte passano per le pulizie.
Che il compito di rimediare alla devastazione in atto sia maledettamente difficile, che il campo dove ci si muove è minato e occorrano mosse che a volte ci allontanino temporaneamente dalla soluzione per raggiungerla più efficacemente, è evidente. Burioni ci sta aiutando a capirlo. Ringraziamolo sentitamente.


giovedì 28 marzo 2019

Lasciate che noi veniamo ai bambini



Marcello Veneziani ha già detto tutto ma io ci provo lo stesso ad aggiungere qualche ragionamento, perché la sua è una visione persino troppo ottimistica dell'abuso, più che uso, pretestuoso dell'infante in quella che chiamo la pedopropaganda del regime novordomondialista. Per saperne riconoscerne il significato ancora più oscuro, che oramai si appalesa sempre più sfrontatamente in questa battaglia finale della hỳbris dei volonterosi maggiordomi di Satana, occorre averne appreso il linguaggio, essere passati attraverso il fuoco.

La sacerdotessa frigida del riscaldamento globale Greta è stata messa momentaneamente nel congelatore, metaforicamente, s'intende, forse in attesa di un restyling di immagine o prepensionamento visto lo scarso appeal che ha dimostrato. Greta, con le trecce totalitarie tirate allo spasimo e con malagrazia da una mamma-frigorifero ("vedete che l'autismo è colpa della mamma?" suggeriscono), è stata smascherata. Accostarla agli Juncker e alle Lagarde ha svelato il trucco degli sceneggiatori. Al tempo dei social il quarto d'ora si accorcia a meno di cinque minuti. E' girata perfino una foto dove la improbabile bambina pareva conversare con il noto figuro clintoniano in odore di satanismo John Podesta, ma era per fortuna - per lei - solo un politico polacco che gli assomigliava.

Messa in "stand-bye bye" Greta ecco però pronto un altro mostriciattolo anch'esso, immagino, corredato di un paio di genitori disfunzionali e affetti da gravi turbe mentali.

Genitori folli che sono sempre esistiti ma che una volta erano minoranza risibile e non certo in grado di poter contare su un Apparato psicomedico in grado di soddisfar loro tutte le perversioni, dipendente da un Sistema politico che decretasse per legge la normalizzazione delle ubbìe come diritto umano. 
Quanti orrori sono celati nelle due righe di questo tweet? Un povero esserino di 11 anni già convinto che il suo futuro sarà uguale a quello di una vecchia baldracca che una provvidenziale mano dal cielo ha impedito mettesse le grinfie sul pulsante nucleare.

Bisogna urlarlo. A undici anni non puoi essere nessuna cazzo di lesbica perché non hai ancora completato il tuo sviluppo psicosessuale. A diciotto anni potrai saperlo con buona probabilità di certezza e nessuno potrà criticare la tua scelta ma non a undici.  Anch'io a quell'età mi innamorai di una supplente ma durò due giorni e poi mai più. Ognuno di noi può aver fatto le sue esplorazioni in entrambe le direzioni, anche solo platonicamente durante l'adolescenza ma senza che nessuno ci mettesse in testa che, alla prima deroga dall'eterosessualità, occorresse andare a farsi tagliare il pisello o amputarsi le tette o riempirsi di ormoni per illudersi psicoticamente di poter cambiare il sesso. Questi proregressisti invece non solo vogliono la sessualizzazione dei bambini ma si assicurano che la trasformazione in piccoli oggetti di trastullo sia irreversibile. Tanto di gente vogliosa di sostituirsi alla Ragione o a Dio, che possano offrire la propria complicità, ne sono piene le università ad indirizzo ahimé scientifico.

I bambini vengono attirati nella Neverland (terra che non c'è, o Nulla) del gran finale pedofilo della Storia. Non solo come piccoli oggetti sessuali ma come malatini congeniti - anche qui dalle malattie irreversibili -  o Kindersoldaten, soldatini delle battaglie fasulle dalle quali usciranno massacrati soprattutto psicologicamente. Si promette loro un mondo meraviglioso dove, l'hanno notato in pochi, non si va a scuola perché si sciopera. Come nel Paese dei Balocchi, appunto.
Ricordate il 31° capitolo di Pinocchio dove lui e Lucignolo vengono tradotti nel Bel Paese per diventarvi infine ciuchini da pubblico ludibrio e poi pelle di tamburo? Credo che non esista una descrizione migliore della pedofilia in letteratura. E' una lettura che, una volta intesane la chiave, diventa quasi intollerabile. Scritta da qualcuno che sa e che conosce come si muovono gli Omini di Burro.

Anche i piccoli eroi loro malgrado dell'attentato terroristico del bus sono caduti nelle grinfie dei melliflui imbonitori di Neverland che li hanno usati per realizzare una sceneggiatura da appiccicare post hoc ad un evento che avrebbe potuto essere solo una immane tragedia, al fine di diluirne il messaggio da grave avvertimento per la nostra sicurezza a momento di piccoloeroismo da neo libro Cuore, piccola vedetta lombarda compresa, con il quale riempire paginate e orate di trasmissioni pomeridiane. Nella speranza che l'incidente possa essere presto rimosso.  Il Sistema ha provato a selezionare, secondo la propria ideologia zootecnica, i "nuovi italiani" come i favoriti da imporre al pubblico ma l'effetto curioso e non voluto (ma che forse qualcuno ha saputo sfruttare abilmente a proprio vantaggio) è stata la rivolta di quest'ultimo contro l'esclusione dal podio di quelli che, alla fine dei giochi, risulteranno essere stati quelli dal comportamento più proattivo e maturo. Ovvero quelli che si voleva venissero esclusi su base autorazziale. Un apparato propagandistico che parte con un tam tam per lo ius soli e finisce per far innamorare tutti del piccolo lombardo che grida "ti amo Dio" è un bello smacco.

Ci si chiede in tutti questi casi: è parte del gioco degli MdS lo scegliere spesso i propri testimonial tra i francamente odiosi? E'  perché il messaggio che deve passare dalla propaganda è sempre violento e deve essere percepito come imposizione? Un Burioni simpatico effettivamente non serve, non è pedagogico. E' l'impotenza di fronte all'intoccabilità di chi ti fa del male che ti rende folle di rabbia e disperazione, non il poterlo affrontare a viso aperto e ad armi pari.
Sembra, presentando piccoli testimonial da schiaffi come quelli da adorare, si voglia evocare sempre ambivalentemente sia l'istinto protettivo che l'impulso infanticida che albergano in ognuno di noi. Giusto per abituarci all'idea che si, bellini, carucci o lenze, ma alla fine i bambini dovranno essere sacrificati in vari modi fantasiosi e per Quelli Là sicuramente piacevoli.  La fine dei Kindersoldaten, dei nanetti da trastullo e delle bambole vive è sempre lo scannatoio dell'insospettabile.

Parliamoci chiaro, ciò che stanno escogitando è il padre di tutti i genocidi, è la sconfitta definitiva di Dio, l'ultimo sfregio al quale sarà la cancellazione della discendenza della sua creatura. Si sarebbe potuto fare comodamente con le numerose testate nucleari, in una Piedigrotta Armageddon di cui però nessuno avrebbe potuto fare la telecronaca fino alla fine. Così, credono di potere, infine, riuscire a camminare sulla devastazione da trionfatori, sentendosi finalmente vittoriosi sulla propria stessa natura. 

Cosa vi sarebbe da salvare, dopotutto? L'arte ha già esaurito tutto il suo modernismo nel secolo scorso (cit. Faye). L'architettura non riesce ad andare oltre il brutalismo carcerario, la musica è morta, la letteratura pure, il cinema è pura propaganda, la scienza non scopre più nulla, la medicina fa ammalare. "Non resta", immagino abbiano concluso "che la distruzione del mondo".

domenica 24 marzo 2019

Televisione subprime



Il Grande Occhio oggi suggerisce: "Non compratevi casa, compratevi un loculo". Oppure adattatevi a vivere in una cella, in affitto, in mezzo al suk multikulti, pagandola come paghereste una suite al Danieli di Venezia nell'incertezza di riuscire a pagare la prossima mesata perché il contratto di lavoro settimanale vi scade domani. Questo è il prezzo da pagare per "salvareilpianeta", chissà per chi, mentre chi lancia questi messaggi, ovviamente, ha a disposizione 200 metri quadri solo per l'alloggio dei cani. Naturalmente il messaggio piace da matti ai soldellavveniristi per i quali la proprietà immobiliare è sempre segno di insopportabile privilegio borghese. 
Era proprio così sbagliato risparmiare una vita per comprarsi casa e poter vivere in uno spazio proprio adeguato ai propri bisogni? Evidentemente si, e si sta facendo di tutto per abituarci al concetto della mancanza di spazio vitale. Il Lebensraum al contrario. La cremazione poi risolverà a suo tempo anche il problema del privilegio del loculo.

A proposito di immobiliare, se volete capire come andò con i mutui subprime e come probabilmente la faccenda non possa essere affatto finita, guardate una puntata di "Fratelli in affari". E' una serie che va in onda su Sky, su un canale che si chiama Lei, in omaggio all'angel* del focolare, e che rispecchia l'idea che hanno Essi della donna (o wannabe donna) che guarda la televisione. Il programma, americano, sulla falsariga di tutti gli altri del Truman-format "facciamo finta di fare qualcosa" mostra due gemelli canadesi, Drew e Jonathan, con la missione di dare la possibilità ad una coppia di "avere la casa dei vostri sogni". Si presentano come agente immobiliare l'uno e costruttore specializzato in ristrutturazioni l'altro, e pare che, nella vita reale, abbiano effettivamente iniziato la loro carriera in quel campo. Poi sono diventati attori e autori televisivi e uno dei due è noto anche come illusionista. Insomma, il confine tra realtà e finzione è sottile.

Il format funziona così. Si individua la coppia, di solito formata da due individui non particolarmente svegli, con almeno due figli, che hanno appena venduto la propria casa e ne stanno cercando un'altra, con un certo budget di spesa (di solito si parla di cifre sui 500.000 dollari). 
I gemelli portano i malcapitati a visitare una casa bellissima, ricca di tutti i comfort, in un quartiere chic e i due si ingolosiscono. Poi la doccia fredda: "Vi piace, eh? Peccato che per questa casa dei sogni chiedano.... 800.000 dollari." La delusione è cocente ma intanto il tarlo inizia a scavare nella storia, come la talpa.
"Peccato, non ve la potete permettere" - sottotesto: siete due sfigati di merda - "ma possiamo proporvi qualcosa che faccia al caso vostro", dicono i due. Basta affidarsi alle amorevoli cure dell'impresa di Jonathan che, con quattro pìccioli, è in grado di far diventare le vele di Scampia la Reggia di Caserta. Ricordo che costui è anche illusionista. 
Detto ciò, i fratelli conducono i tapini a visitare delle topaie immonde, tipo casa abbandonata del serial killer con i cadaveri ancora sepolti nel seminterrato. La coppia recalcitra perché ricorda la bella casa mostratale all'inizio (effetto prime); questa catapecchia fa schifo, quest'altra è piena di muffa. Il bello è che le topaie costano quasi quanto il budget a disposizione della coppia e alla fine càpita che i poracci finiscano per dover spendere di più del preventivato. Ed ecco il trucco, signori. "Beh, possiamo sempre chiedere un mutuo" dice di solito Eva (effetto subprime).

Parte la ristrutturazione e, dopo aver fatto personalmente demolire alla coppia a colpi di martello qualche inutile tramezzo in cartongesso a scopo liberatorio, si passa rapidamente al risultato finale, perché il messaggio è stato lanciato e lo scopo è stato raggiunto. "Ecco la casa dei vostri sogni", dicono i marpioni accogliendo la coppia alla loro prima visita nella nuova casa, ed è tutto un "wow!, omioddio!, noncipossonocredere!, maèenorme! (il soggiorno), è proprio la casa dei nostri sogni! Grazie!"
Si, vi siete svenati, avete contratto un mutuo magari di quelli famigerati per una casa vecchia rabberciata con materiali scadenti (perché mica potevate pretendere la prima scelta) ma il sogno è assicurato. Sogni bagnati si, ma di sangue.

Ah, c'è un altro programma, italiano, sullo stesso canale dove coppie italiane fingono di acquistare la seconda casa di lusso in un mondo meraviglioso dove non esiste l'IMU, i metri quadri e gli ettari abbondano e il budget a disposizione è dai 500,000 euro in su, con botte da un milione e passa. Contratti stipulati alla fine senza battere ciglio. Alla faccia della crisi del settore immobiliare e del dimezzamento netto del valore degli immobili in Italia.
Quale sarebbe il messaggio stavolta? Ma quale crisi, se le agenzie immobiliari di lusso sono sempre piene! 


venerdì 15 marzo 2019

Maria piena di Grazia e le serpente


E' sempre più vero che, grazie al trascorrere del tempo, ogni mistero procede, attraverso vere e proprie trasmutazioni di stato e di senso, al proprio finale disvelamento.
Oramai si ha sempre più speranza di giungere a comprendere cose che una volta parevano incomprensibili non solo alla mente razionale ma a quella più nascosta che, volendo, si potrebbe chiamare anche anima.
Sta diventando tutto così chiaro. Complice il Kali Yuga nel quale siamo immersi che, volenti o nolenti, rende il cervello fino, il disegno sullo sfondo sta iniziando ad esplodere di mille colori e riusciamo perfino a mantenere gli occhi sempre più aperti nonostante i mille tentativi di accecamento che subiamo quotidianamente.

Premetto che queste mie riflessioni a seguire non intendono sconfinare nel discorso teologico ( "Domine non sum digna"), provenendo per giunta da un'agnostica che non osa più pronunciare certezze in campo metafisico e che della trascendenza ha sempre più rispetto, avendo avuto sentore, per vie traverse, formative ed esperienziali, di profonde e misteriose vie che potrebbero condurre al somewhere else.

L'attualità che mi fornisce lo spunto è l'articolo di due femministe cattoliche, Anne Soupa e Christine Pedrotti, pubblicato su "Le Monde". Ne ho trovato una versione integrale in portoghese.  Il titolo è "Chiediamo la decanonizzazione di Giovanni Paolo II".
Così, in scioltezza, con quella sfrontatezza che ha il sentore inconfondibile del fiammifero appena sfregato, si chiede di revocare la santità a un pontefice che, nel bene e nel male, ha segnato un'epoca e, alla luce dell'odierna sconcertante passività della gerarchia di fronte all'Eresia e con il senno di poi, è stato indubbiamente l'ultimo (perdonate l'ardire) Papa con le palle del Cattolicesimo.
Per quale motivo Papa Wojtyla non dovrebbe essere più santo, ammesso e non concesso che le patenti di santità sono un fatto politico più che religioso? Prima vi esporrò le motivazioni delle due signore (e quindi di chi le ispira) e poi vi dirò, in umiltà, le mie.

Le signore sostengono che identificare la Chiesa con la Donna significa condannare la donna ad un ruolo limitato al matrimonio, alla procreazione o al servizio di Dio nella Chiesa stessa. La donna non può essere solo moglie e madre. E Karol che colpa avrebbe? Quella di aver enfatizzato questa identificazione, parlando contro la contraccezione e consacrando il proprio pontificato a Maria, "figura di silenzio ed obbedienza".

Credo che la tesi piccolofemminista di Soupa e Pedrotti possa essere riassunta in queste quattro righe. Tutto qui? No di certo. Per corroborare la loro teologia zuccherofilata esse lanciano lo spin-off #MeToo delle molestie alle religiose (sempre in senso uomo verso donna, s'intende, mica parleranno delle molestie delle monache alle ragazzine) e sfruttano per l'ennesima volta la denuncia della piaga della pedofilia nella Chiesa che, lasciatevelo dire da una che conosce l'argomento, sta diventando l'ultimo rifugio delle canaglie eretiche.
Non è tanto sconvolgente ritrovare il solito leit motiv inconfondibile scandito dall'ostinato "diabolus in musica" del femminismo rivendicatorio di una intoccabilità selettiva (se sei bianco, cattolico, occidentale, noli me tangere, se sei tutto il resto ti offro queste vergini e questi bimbi miei in sacrificio).  Sconvolgente è sentir ridurre Maria, la rosa in che 'l verbo divino / carne si fece, a una donnetta al pari di queste due carampane e della loro sterile ira funesta.
La sacralità della figura della Madre di Dio ma anche di figure gigantesche come Caterina da Siena, compresse in una scenetta da colazione nel Mulino Bianco: mamma, babbo, bimbo, bimba, cane, gatto e tutto il mondo fuori. Il ruolo materno concepito solo come espressione dell'odiato mondo borghese che ormai si è interiorizzato come psicoma; il senso del femminino incistato nello stereotipo che si è state addestrate a demolire fin da piccole. E' il piccolofemminismo, l'idea che il massimo della punizione debba essere fare la fine delle proprie domestiche.
La tendenza culturale maligna che, partendo dall'uccisione sessantottina del padre, finisce con l'assassinio della madre (e del figlio) ed è ben rappresentata da quelle figurette inquietanti ed ossessive come la mostricciattola che in questi giorni ci compare a tradimento anche in fondo al corridoio: "Vieni a scioperare con me?"

Se il ruolo della donna non è quello di madre (il significato della maternità che va ben oltre quello di generare e partorire un figlio), quale dovrebbe essere, di grazia? Scrivere fregnacce parateologiche sentendosi delle Caterine non essendo degne nemmeno di portarle le pantofole, mirando con la fionda alle statue dei santi, sperando di épater les bourgeois? Guardate ragazze che, nell'inchinarvi a Mammona, non vi si vede solo la sottoveste rossa ma anche la coda biforcuta.

Ormai non mi stupisco più di niente perché so che l'attacco è frontale e decisivo. Era scritto anche che dovessi rivalutare il Papa polacco.
Ai tempi del pontificato di Papa Wojtyla mi ero sempre chiesta, pur sempre da ancor più agnostica qual ero, che senso avesse il suo continuo riferirsi a Maria. Confesso che questa ostinazione a voler sempre mettere prima la madre rispetto al Figlio mi pareva irrispettosa e fastidiosa, oltre che espressione di una possibile "fissazione materna" di tipo psicoanalitico.

Ora, per tornare ai misteri che si disvelano, a mio modo di vedere il senso di quella invocazione alla protezione materna diventa chiarissimo. Perfino quel dover "consacrare il mondo alla Madre", che allora pareva il delirio dell'oscurantismo cattolico più reazionario, assume un valore storico.
La via misteriosa è forse quella per la quale si suggerisce l'esistenza di Dio fornendo le prove dell'esistenza del Male?
L'attacco alla Madre, come quello al Padre, è rivolto alle figure che ci proteggono. Chi sostiene di difendere i poveri bimbi e le donne dagli abusi (ricordate sempre l'inversione del senso) vuole in realtà privarli di una protezione ancora più "alta". 
Perché colpire le figure religiose in tempi di disperazione? Perché la religione può essere un sollievo, per chi riesce ad aver fede. Ogni attacco al trascendente, alla possibilità dell'esistenza di un altrove, ogni riduzione dell'esperienza alla fredda materialità ed alla ineluttabilità di un nulla dopo il niente, non è altro che l'ennesima enunciazione del "non vi è alternativa". Ci vorrebbero soli, disperati, di fronte al muro nero. Dannati. E per farlo pensano che sia ancora una volta suadente la voce del serpente. O delle serpente.
E se vi dico che non ci riusciranno?



mercoledì 6 marzo 2019

Eh, ma Faye è di destra!

courtesy @boschbot 

"Sotto l'aeroporto di Francoforte, sepolto nello spessore del cemento, da qualche parte tra il parking e il business center sotterraneo, è stato costruito un night club. Sotto l'aeroporto di Johannesburg, c'è un night esattamente uguale. A Oslo, ancora lo stesso. Idem a Tokyo e a Chicago. Ben presto, a Nairobi, Atene, Roma, Rio de Janeiro... In questo stesso night club, si sente ovunque la stessa musica, suonata sugli stessi giradischi, scientificamente selezionata dagli stessi music marketers. Risaliamo in superficie: nelle grandi città mondiali e progressivamente nelle province e campagne attigue, il paesaggio si trasforma. Il viaggiatore planetario è sempre meno spaesato: ritrova dappertutto gli stessi blocchi di vetro e di acciaio. La gente è vestita con gli stessi jeans, con gli stessi anorak. Le stesse auto solcano le stesse strade costellate dagli stessi shopping centers, in cui si trovano approssimativamente gli stessi prodotti.
Nelle cellule abitative individuali, siete accolti dalla televisione. Evidentemente le trasmissioni in certa misura cambiano, di città mondiale in città mondiale. Ma presto il programma «Time-Life», diffuso tramite satelliti geostazionari, unificherà tutto ciò. Seduto davanti al video qualcuno legge un giornale. No, in realtà non legge. Si limita a guardare le figure di un fumetto. È Mickey Mouse. Egli chiude la rivista, vi guarda: è giapponese, norvegese, italiano o francese. Non ha importanza. Vi spiega, con voce mielata, in basic english, con un accento senza provenienza, che è di nazionalità occidentale e che ricerca la felicità. Ha due figli, un maschio e una femmina. Questi, da parte loro, hanno l'aria di annoiarsi terribilmente. La ragazza canticchia slogan pubblicitari. Il figlio, un po' inebetito, tamburella su di un football elettronico.
Uscite dalla cellula; attraversate il praticello (ne avete visto uno identico, ieri, attorno alla stessa abitazione, a diecimila chilometri da qui). Salite nella Toyota che avete preso in affitto (ieri ne avevate una uguale). Accendete la radio: trasmette musica. La stessa del night-club. La vostra memoria, macchina meravigliosa, ha adesso rammentato ogni nota. La musica s'interrompe: slogan pubblicitario. Toh, è lo stesso di poc'anzi; ma è anche lo stesso dell'altro ieri, quando, in un "Holiday Inn", avevate acceso la televisione di camera vostra. Ma, di fatto, cosa dice la réclame? Si tratta di un libro. Il titolo vi ricorda qualcosa: una storia d'amore che si svolge durante una catastrofe. Riflettete, pochi secondi al massimo; ma i vostri neuroni non hanno bisogno di funzionare, giacché siete proprio appena passati davanti ad un cinema, la cui insegna reca esattamente lo stesso titolo del libro. Ci siamo: le immagini delle locandine hanno stimolato il vostro cervello: questo film l'avete visto, quattro giorni fa, molto lontano da qui, a ... per farla breve, in un'altra città, in un altro paese, il che non ha dopotutto molta importanza. Ma di che cosa parlava il film? E stupido non ricordarsene: vi torna ora in mente che l'avete visto una seconda volta sull'aereo che vi ha portato qui. Poco importa: era un film americano che raccontava grosso modo una storia d'amore e di catastrofe, esattamente ciò che ha detto la pubblicità.
D'altronde, la musica della pubblicità — questo ve lo ricordate —è la stessa che ritmava il film, evidentemente, la stessa della discoteca, l'altra sera a ..., poco importa. Istruttivo, questo giro del mondo che vi ha pagato la vostra società, la X.X.X. & Co., per visitare i suoi clienti sparsi per il mondo.
Potreste risvegliarvi; tutto questo potrebbe essere un incubo; ma ha già smesso di essere un sogno. In Africa le ultime comunità tribali sono in via di estinzione. In America latina, nelle favelas prodotte dall'ordine mercantilistico occidentale, i giovani dimenticano a tutta velocità la cultura ancestrale. Nelle campagne europee, le balere assomigliano sempre più ai locali della Rive Gauche. Ma voi non siete reazionari. Le contadinelle infiocchettate e le rudi parlate locali non sono eterne. Bisogna stare dalla parte del mondo moderno. Ma quale mondo moderno? Dov'è finita la modernità? I sogni futuristi sono svaniti. La televisione, la sicurezza sociale, i diritti dell'uomo, l'imbottigliamento sulla deviazione A86, le false travi in formica, il mini-stereo a credito, è dunque questo il mondo moderno? Abbiamo smesso di voler andare sulla luna. Se avete la fortuna di non essere disoccupato, tutto attorno a voi trasuda comfort. Il comfort... è confortevole evidentemente, ma non è esaltante. Questo mondo moderno, non lo trovate un po' noioso? Ma per distrarvi c'è sempre il cinema e la televisione. Qui, diventa appassionante il mondo moderno. La tecnica dà tutta la misura di sé; partiamo all'avventura nei pianeti con gli incrociatori dello spazio. Ma sapete bene che tutto ciò non esiste, che tutto ciò non è che un simulacro. Sì, è proprio così, voi vivete nel simulacro. Simulacro della felicità, dell'avventura, dell'amore, della violenza, della religione.
Una cosa almeno è rassicurante: avete la vostra personalità, un po' narcisistica forse, ma se la depressione nervosa è in agguato, uno psichiatra vi aiuterà a riscoprire il vostro io. Se il vostro alloggio e il vostro abbigliamento assomigliano a quelli del vicino, il vostro spirito almeno, quanto ad esso, non assomiglia a quello di nessun altro. E poi siete rispettati. Siete liberi. Il vostro vicino lo è altrettanto, del resto. Il suo io è «rispettato», come i milioni di piccoli «io» di tutti gli Occidentali, vostri vicini e fratelli, che non hanno beninteso niente a che vedere col vostro.
Certo, avete gli stessi gusti musicali dai vicini: comprate tutti le stesse musicassette. Certo, temono tutti, come voi, l'esaurimento nervoso... o il cancro. Si appassionano tutti, come voi, alle venti e trenta, allo stesso sceneggiato. Ma il senso che voi date alla vostra esistenza non è, esso, profondamente originale? Originale?" (fonte)

Mi scuso per la lunghissima citazione ma era necessaria. Vengo subito al dunque. Secondo voi quando è stato scritto questo testo? Non ho voglia di lanciare indovinelli e quindi svelerò immediatamente l'arcano. Questo brano, prologo de "Le système à tuer les peuples" di Guillaume Faye, ed. Copernic, Paris,  fu pubblicato per la prima volta nel 1981. Quanto fa, trentotto anni, giusto?
Incredibile! Profetico!  No, ragazzi. Di esempi così ce ne sono scaffali pieni, nelle librerie dei libri nascosti, quelli che ti tocca per forza comperare sull'Amazonbrutto perché l'egemonia culturale, secondo la quale se qualcuno dice una cosa giusta, prima di condividerla bisogna verificare con la prova del DNA che l'autore sia dei nostri, preferisce che tu legga o niente o le tonnellate di letteratura che pure gli ombrelloni oramai schifano e l'inutile distesa di autobiografie di VIP scritti dai "negri" (ghostwriters, se siete buonaioli e timorati del dio PolCor) e saggi di cosiddetta attualità firmati dai gerarchi del regime o dai pennivendoli da salotto. 

Mi ero per altro già occupata di Faye in questo post dove presentavo un suo scritto sull'imperativo del métissage, come dice Sarkozy, e in questo "Il sistema per uccidere i popoli" (ed. italiana AGA) viene confermata la sua capacità di leggere nei primissimi anni ottanta il futuro del nuovo millennio nei segnali da esso disseminati nel presente d'allora. 
Preveggenza? No, semplice consapevolezza che, al contrario di quel che credono da sempre i progressisti,  il progresso non  è necessariamente positivo e può perfino divenire catastrofico. 
C'è da capire come mai questa deriva catastrofica sia stata negletta dalla cultura dominante progressista accecata dal sol rotante dell'avvenire e intossicata dall'oppio del Potere, altro che oppio dei popoli.

A parte Pasolini e la sua ancor precedente intuizione concettuale sull'omologazione, non mi risulta che la preoccupazione per un futuro di homunculus regrediti alla primitività consumistica ed alienata in nome dell'uguaglianza di sostanza e non di opportunità e comprata con la moneta del diritto cosmetico di cartapesta, fosse negli anni 80 molto diffusa nella curva dove sedevamo noi tifosi partegiustisti. I piddini di allora, insomma, e Dio solo sa quanto mi costi dirlo. 
Basti pensare a cosa facevamo noi in quegli anni ottanta mentre altri stavano già capendo dove sarebbe andato a rotolare il mondo, ossia al frontale contro sé stesso in fondo alla pista ben oliata dal laissez faire culturale, utile paravento di quello economico. 
Certi che la nostra squadra del cuore non ci avrebbe mai delusi compravamo e leggevamo La Repubblica, l'Espresso, Cuore, il Manifesto, assorbendo come spugne il Verbo che già allora propagandava il meraviglioso mondo delle Amélie multiculturali (in realtà monoculturali, one size fits all). Ci preparavamo come buoni soldatini a combattere il reaganismo e l'imperialismo americano, sempre pronti a piagnucolare sul più subdolo inno pacifista di tutti i tempi, quella "Imagine" di John Lennon,  che recitava: " Spero che un giorno vi unirete a noi ed il mondo sarà come un’unica entità." L'esattore inviato a riscuotere di fronte al Dakota Building avrebbe dovuto in seguito insospettirci.
Di lì a poco il berlusconismo, creato in funzione dell'antiberlusconismo,  ci avrebbe tenuti ben ben distanti dal vero terreno di gioco, quello dove si preparava, passo dopo passo, la demolizione controllata dell'Italia nel quadro della liquidazione dell'intero mondo, a cura della Premiata Ditta Utili Idioti. 
Ma quanto siamo stati coglioni a non aver mai avuto un dubbio fino a quando il mondo non ha cominciato a scricchiolare e ad aprircisi sotto i piedi? Anche l'hamburger dallo stesso identico sapore a Monaco come a Singapore avrebbe dovuto configurarsi come sintomo patognomonico. Invece niente. Mettere il discussione John Lennon sarebbe stato impensabile.
E nemmeno adesso, in mezzo alle macerie fumanti, loro, nemmeno con mezzo occhio ormai aperto, si ricredono. Mi par di vederli, con quel loro trasalir pallido e assorto, e di sentirli, in un ultimo spasimo: "Eh, ma Faye è di destra."


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