lunedì 26 agosto 2019

Il fuoco di Prometeo e l'antifuturismo




E se fossero solo beneamati fattacci del Brasile, paese che ha giurisdizione sulla maggior parte dell'Amazzonia, come ha ricordato l'innominabile, l'intollerabilmente intollerabile presidente Bolsonaro? E, siccome la foresta amazzonica si estende anche in altri paesi sudamericani come la Colombia e il Perù, fossero cazzi anche di queste nazioni e non del solito consesso impiccione globalista che tratta ogni paese sovrano come fosse il suo ripostiglio e i popoli come "masse" che se non rispondono ai comandi meritano di essere distrutte?

In effetti la non originalissima storia dell'Amazzonia come "polmone del mondo" (uno dei due, e l'altro dove sarebbe?) frame che io conosco da quando ero bimba, quindi da parecchio tempo, fa intuire che dietro al sanguinar dei cuori grondanti pietas per i poveri indios (pietas che non veniva a nessuno quando governavano i companheros da parroquinha e gli incendi avvenivano lo stesso), non vi sia altro che la brama di mettere in discussione la territorialità e i soliti confini. L'imporre questa atrocità del sovragoverno, dell'essere comandati dai maggiordomi e sottocuochi trotzkisti dei banchieri.
C'è un interessante pezzo del Guardian del 2007 che allora parlava della deforestazione amazzonica che prosegue da 40 anni.

A proposito di emergenze mondiali, vi sarete chiesti, per pura curiosità, come mai la salvatrice della casa che brucia indugi in mollezze velistiche a bordo del "Mascalzone monegasco" e non si sia ancora fatta aviotrasportare eroicamente da un Canadair sulle verzure fumanti. Forse perché il Brasile non è una delle province petalose dell'Europa affidate alle massaie alla difesa e in quel frangente la tirerebbe giù la contraerea?
In Amazzonia c'è un unico grande incendio appiccato da Nerone. I dati ufficiali dicono che nel 2019, da gennaio ad oggi, sono stati registrati in tutto il Brasile 71.497 focolai d'incendio, il maggior numero, relativamente al periodo, degli ultimi sette anni, ma nulla di inedito.
Secondo l' INPE, i focolai registrati nell'ultima settimana in tutto il paese hanno riguardato 68 zone protette, per la maggior parte in Amazzonia. 
L'Amazzonia continua a bruciare come ha sempre fatto anche in passato mentre tutti dormivano perché il grande occhio di Sauron era distratto altrove.


L'attuale accelerazione nel delirio ambientalista con le sue fosche previsioni, affidate alle trecciute Cassandre, di innalzamento degli oceani, di deforestazione, di riscaldamento globale, di migranti economici,  come tutti i fenomeni che servono da paravento e da ballon d'essai, non è altro, assieme ai rimescolamenti coatti di popolazioni e agli inviti a cibarsi di insetti, l'ennesima evocazione di quel Futuro distopico e disperante che tanto piace ai rimestatori nel pentolone e che essi stanno facendo di tutto per far avverare, avendo sbirciato nel libro degli incantesimi del Mago alla ricerca della magia perfetta. Volevano la società ideale, l'hanno fatto per il nostro bene.

Il pensiero quotidiano dell'uomo è occupato al 98% dal passato e dal presente. Il passato perché rappresenta ciò che l'individuo è per come è stato plasmato dal tempo trascorso. I suoi ricordi, i rimpianti, le gioie, i dolori, i momenti esaltanti e quelli da dimenticare. Le cose che ci hanno fatto crescere e maturare.
Il presente perché preoccuparsene significa sopravvivere e trovare il modo per farlo. "Vivere alla giornata" si dice non a caso. L'uomo non pensa quasi mai al futuro remoto, soprattutto più invecchia perché, come diceva Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti e non si vuole pensare a quando non ci saremo più. Addirittura non si vuole pensare nemmeno a ciò che saremo tra sei mesi, figuriamoci se può importarci di cose che avverranno nel 2080. I giovani sono più propensi a fare voli pindarici sul futuro ma è più per la curiosità di chi è alla scoperta del mondo. Il fatto che possano adottare comportamenti non solo rischiosi ma sciagurati dimostra che pensano di essere immortali proprio perché situati troppo lontano dal fuoco del futuro per scottarvisi.

Per millenni, gente che campava al massimo trent'anni, era costretta a concentrarsi sul presente e quindi aveva tempo di pensare solo al bene dei propri cari non ai posteri cinquant'anni avanti a loro. 
La preoccupazione del futuro, soprattutto quella relativa alla sua modellazione secondo uno schema prestabilito da applicare passo passo, mi sembra una paturnia tutta moderna che nasce dall'ossessione del suo controllo, quindi dal delirio di preveggenza che è uno dei sintomi della follia del Prometeo che sta sfidando Dio sul suo campo, illudendosi di poterlo battere. Se non riesci a prevedere il Futuro, il che ti è insopportabile perché ti distingue invariabilmente da Dio, perché non costruirselo su misura? 
Il vivere troppo a lungo, inoltre, spinge alcuni a desiderare di portarsi tutto con sé nella tomba, come gli antichi faraoni, facendo in modo che nessuno ci sopravviva perché sepolto assieme a noi nella piramide. Mi sembra l'atteggiamento tipico soprattutto degli uomini del Potere Assoluto. 

Per far avverare il Futuro magico, devi costringere l'Uomo a pensare solo al Futuro, ad un futuro che arriverà quando lui nemmeno ci sarà più. Per crearne l'ossessione devi attivamente distruggere il presente e l'arma per farlo è la demonizzazione del passato, che ti rende impersonale e vuoto. 
La fantascienza, a questo proposito, è servita come mezzo per indurci a credere che il divenire sarebbe stato sicuramente migliore del passato. Peccato che tutti i film di fantascienza, incapaci di trattenere la verità, in realtà dipingano società mostruose, totalitarie o post-catastrofiche. Nel momento in cui hanno fatto sparire gli alieni dalle cronache si è capito anche che nessuno, in questo futuro meraviglioso illuminato dal sole dell'avvenire (il più grande racconto di fantascienza) verrà ad illuminarci con la saggezza. Perché siamo soli e possiamo salvarci solo con le nostre forze.

Ognuna delle depravazioni politiche dell'Otto-Novecento nasce dall'ossessione del controllo del futuro e dalla negazione del passato. Le marce verso, i grandi balzi in avanti, gli stati uniti d'Europa, il multiculturalismo, il Socialismo, Il Nazionalsocialismo, l'Internazionalismo, la pace nel mondo, ecc. 
Il progressismo in primis è un'idea maligna perché non vuole migliorare la vita dell'Uomo del qui ed ora; l'Uomo attuale è sacrificabile in funzione dell'Uomo che verrà, che nessuno conosce e verso il quale è innaturale provare qualsiasi tipo di affinità. Addirittura chi vive oggi e che è stato convinto a non riprodursi dovrebbe preoccuparsi di chi verrà tra trent'anni e che non sarà nemmeno un suo discendente. E' una promessa assolutamente aleatoria di benessere x in un tempo y . E' il prodotto derivato della scienza politica.

Quest'ossessione progressista ha tolto ogni spontaneità al processo storico, che oramai scorre in un susseguirsi di catastrofi annunciate, senza sorprese che non siano colpi di scena attentamente pianificati. Per incatenarci, essa ha utilizzato gli ideali dell'Uomo Nuovo, della società ideale,  ma non è riuscita a creare altro che l'angoscia per ciò che verrà o addirittura la visione depressiva del muro nero oltre il quale non c'è nulla se non il Nulla. 
Però il passato non si lascia cancellare e il presente ti agguanta per il collo scrollandoti le fantasie di dosso, per cui, resisi conto che il controllo del futuro non è possibile, ora i rimestatori sono disposti a distruggere il mondo che a loro resiste. 
Sono entrati in quel curioso corto circuito mentale che spinge chi riceve una diagnosi infausta a suicidarsi, al morire per paura di morire. Facendo saltare l'intero condominio con il gas, ovviamente.

Il risultato di decenni di tentativo di costruire il Futuro ideale è che ormai viviamo in uno stato di precarietà esistenziale caratterizzata da una quasi intollerabile angoscia per il domani. Un Uomo privo di passato e, incatenato alle necessità del presente e orribilmente angosciato per il futuro è il meraviglioso risultato degli esperimenti degli apprendisti stregoni. Se cerchi di controllare il futuro eliminando l'imprevisto, la deviazione dalla norma, e soprattutto il passato, il futuro semplicemente sparirà, ti si negherà; se guardi troppo nel suo abisso entrerai nel buco nero della depressione. E' la sua vendetta. O è quella di Dio.


martedì 20 agosto 2019

La figlia di Ludovico è incinta, partorirà un mostro


Conosco bene gli psicologi sperimentali. Lo sono anch'io, se si deve dar retta a ciò che c'è scritto sul mio diploma di laurea, ma a questo punto sono lieta che la vita mi abbia condotto a guadagnarmi da vivere con tutt'altra merce, perché oggi sinceramente non potrei mescolarmi nemmeno in effigie con la vecchia Psichiatria Totalitaria spacciata per nuova e portatrice insana di ricerca all'avanguardia, con l'aggravante della complicità tecnologica modello dark room. Entri al buio e non sai chi e come ti fotterà ma sarà qualcosa di tecnologicamente avanzato. Che bello!

Conosco bene gli psicologi sperimentali. Mi vergognai come una ladra la prima volta che vidi "Arancia Meccanica" riconoscendomi nei dottori in camice bianco della cura Ludovico alle prese con la "rieducazione" del monello istituzionale Alex e soprattutto riconoscendone l'assoluta indifferenza nei confronti della variabilità individuale, abituati a considerare Ilsoggetto come un'entità astratta. La famigerata e mitologica Tabula Rasa del dott. Cameron.
Li conosceva anche Stanley, ma lui conosceva ancor meglio chi si era sempre masturbato con il catalogo Postal Market dell'Uomo e Donna Nuovi e perfettamente manipolati per servire il grande ideale del progresso. "E' per il suo bene, Alex", ricorda il dottore maschio al misero, mentre gli induce il disgusto per il male commesso con immagini violente (il banale contrappasso) e sostanze allucinogene e la dottora femmina gli fa la ramanzina sul fare il male che è cosa molto molto brutta, come un'assistente sociale qualunque. Il moralismo della scienza, la pretesa di essere depositari del Bene, di poter raddrizzare gli individui che la Natura, questa impudente, ha creato storti. Oh, si, bastardo d'uno Stanley, tu li conoscevi bene, difatti tra loro si chiamano compagno sir, birbaccione. 
E meno male che, quando mi laureai, nei remoti anni novanta, vigeva ancora il principio che la psicologia - che non può essere definita scienza, come la medicina, non essendo gli esseri umani, capaci di rispondere, corpo e mente, allo stesso identico modo di un altro, come invece si pretenderebbe fosse possibile, per far prima - era un metodo per interpretare la mente e possibilmente decifrarne i codici. C'era ancora un certo rispetto, almeno alle nostre latitudini, verso l'inconoscibile e il non generalizzabile. Il nostro mantra era "c'è una massima parte del cervello che non riusciamo a comprendere, su certi meccanismi possiamo solo fare ipotesi." 

Oggi sono state sfondate tutte le paratie tra possibile ed impossibile, tra volere e potere. Il pensiero magick che ha sostituito il metodo scientifico, impone che qualunque desiderio (del Potere) possa essere  soddisfatto con l'apposita terapia o apparecchiatura applicata ai sottomessi. Ai miei tempi c'era già la fregola della PET (Tomografia ed emissione di positroni). Noi sperimentali si andava in estasi di fronte agli schermi dove il cervello del soggetto si colorava di rosso mentre ascoltava Mozart. Grande, ma cosa hai dimostrato? Che puoi dire di avere la certezza che il mio non si accenderebbe di viola o magari non si accenderebbe per nulla? 
Oggi, se hai ad esempio un trauma, la EMDR, per dirne una tra le terapie tapioche ganze,  te lo estirpa come il pelo superfluo il laser, in poche sedute. Si, certo, qualche cialtrone può usarla per  indurre invece il trauma su degli innocenti, e allora meglio dissociarsene, se no si rischia di diventare quelli delle scosse elettriche ai bambini. Chi di elettroshock ferì, di scosse elettriche potrebbe perire.

Se si ha lo stomaco di leggere una delle ricerche-marchette di questi psicocosi sperimentali, scopri che il cervello è stato da essi spoilerato fino al colpo di scena finale, che tutti reagiamo allo stesso modo, che alcuni set di pensiero possono essere smontati e sostituiti come il filtro dell'olio e che il pregiudizio (ovvero il Pensiero Dissidente) è una malattia e può, anzi deve essere guarita. Sulla stessa falsariga era anche la recente fregnaccia tedesca sull'ossitocina. L'ultima, invece, è questa.  
Se volete farvi quattro risate leggete questo articolo apologetico.


Quello di "Arancia Meccanica" era il vecchio cadavere del condizionamento operante. Pavlov ma soprattutto gli americani, che ci andavano matti e che hanno torturato gente per decenni prima di capire che se una cosa funzionava sui cani (per un biscottino i cani fanno qualsiasi cosa) non era detto funzionasse sulla mente umana. Il comunismo si è amminchiato per decenni sul fatto di voler modificare la mente espungendo il pensiero borghese e la materialità dal grande e dal piccino. I nazisti, da quel punto di vista, erano più pratici. Se non eri marchiato nel modo giusto, o servivi come schiavo, oppure, sceso dal treno, potevi accomodarti direttamente in doccia. Non ha senso chiamare questi nazisti perché i nazisti rischiano di diventare più pietosi di questi, che la vita te la vogliono rovinare da vivo.
Oggi, gli stessi che non dormendo di notte studiano come rovinare il sonno agli altri, sono tutti agitati per sconfiggere il pregiudizio e, udite udite, annunciano di essere in grado di eliminarlo con pochi colpi di spazzola, come la forfora, con un metodo non invasivo (uhm, se sono gli stessi che invertono il senso per metodo, tra un po' ci toccherà una bella transorbitale vecchia maniera).

Contro il pregiudizio (inconsapevole, per giunta, perché questi ti regolarizzano anche il microbiota inconscio), c'è la cura Ludovica dell'estetista cerebrale che ti ridisegna il sopracciglio in modo che tu non lo possa aggrottare in maniera inappropriata.
Anch'ella è andata, sparsa le trecce morbide, a parlarne al TED, lo stesso curioso luogo più lisergico  di Woodstock dove ti può capitare di ascoltare Renzi fare l'elogio del Fiesoli e una criceta di satana® concionare di pedofilia che dev'essere accettata perché è un orientamento non modificabile. La patologia quantistica. Il DSM che entra ed esce dalla scatola assieme al gatto.
Non vi sembri una dissonanza cognitiva, perché la scienza atonale di oggi pretende di definire la malattia secondo l'ideologia, non più secondo la semeiotica o la patologia. 
I pedofili non sono malati, chi non riesce ad essere progressista dovrà essere curato. Non escludo che questo motto venga presto scolpito sui muri dei palazzi istituzionali. E' il baratro che traccia il solco, ed è la criceta che lo difende.

venerdì 16 agosto 2019

Vengo io con questa mia addirvi...

Questo blog sta languendo in un certo stato di abbandono anche per una mia precisa scelta di parlare solo quando ci saranno da dire cose che non siano già state dette e previste da anni, da me e da altri. Gli esorcismi, come chi sa sa benissimo, possono durare molti anni, appunto, e qui abbiamo a che fare con l'upper class demoniaca, con i massimi livelli. Per cui calma, sangue freddo e tanta costanza e fermezza, nonché coesione di gruppo e fede nello scopo comune. 
Se però sono venuta stasera a riaprire le finestre e a dare aria al blogghino, è per lasciare qualche riflessione ispiratami da questa intervista di Bagnai a Radio Padania, che consiglio di ascoltare dopo aver mollato per una sera il sempre più psicopatogeno Twitter.


La versione di Bagnai della "crisi" di governo è non solo convincente ma dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, e purtroppo ce n'è, la molesta attitudine da pappatacio del tuttosubitismo che, di fronte alla spiegazione del perché una zeppa come il MES, imposto dal tallone di ferro UE (rileggete London), impedisca di fatto qualsiasi azione di governo e stesse rischiando, in previsione della legge finanziaria, di rendere impossibile qualsiasi deroga alla garrota posta al collo dell'Italia, insiste nel voler credere che chi si sta dannando per trovare la quadra al disastro non lo stia facendo abbastanza. Senza contare il gianninismo (nel senso del qualunquista) dei "tanto sono tutti uguali, pensano solo alla poltrona". Insomma il partito dei FUQ you all.
A ben guardare, sono sempre gli stessi che, fin dal primo test di gravidanza positivo del nuovo governo (unione, lo ricordo, non propriamente d'amore ma d'emergenza, quindi fondata sul buon viso a cattivo gioco) hanno sempre anteposto, come prezzo per "fidarsi di loro", il superamento di ordalie sempre più complicate e, diciamolo, hanno sempre dato l'impressione di stare remando contro. Oppure, nel caso della fazione dei "lafannofacilisti", il considerare imprescindibile come prova d'amore, sempre per potergliela dare (la fiducia), la soluzione di un problema che, seppure grave, non avrebbe mai potuto essere risolto se prima non fosse stata rimossa la zeppa di cui sopra. Perché soprattutto non si vuole capire che tutto è collegato, altrimenti non sarebbe tutto così difficile da combattere.

Badate bene, non mi sto riferendo ai grillini che hanno, secondo me, solo il problema di prendere coscienza di essere nati in provetta come gatekeeper eterodiretti, di farci un pianto e un lamento sopra, superare il trauma e di dover ora scegliere se proseguire la carriera di burattino o emanciparsi in quella di ragazzino in carne, ossa e cervello. Se non altro per non finire come quelli del FUQ, ovvero nel dimenticatoio della repubblica. Te li ricordi i grillini, nonna? Chi, quelli del vaffanculo? Ecco.
Mi riferisco invece ai sostenitori della Lega che non nascono leghisti ma che in questa compagine ci si sono trovati, volenti o nolenti. Più nolenti, forse. In questi lunghi mesi di osservazione ho notato che le scuse per non darla (la fiducia) e i mal di testa improvvisi potevano nascondere un motivo profondo. Il disagio di essere stati costretti a votare a destra. Oppure, diciamolo in un altro modo, costretti a non poter votare sinistra come sempre. 

Alberto Bagnai sostiene nell'intervista che sia necessario andare alle elezioni per superare le attuali ambiguità nella compagine di governo e per poter finalmente contare su una maggioranza coesa attorno ad un progetto comune, che noi sappiamo quale essere, senza guastatori a progetto sempre pronti all'azione di sabotaggio. 
Sono d'accordo, se non altro perché sarebbe la soluzione democratica e per questo gli agenti del chao cercheranno in tutti i modi di impedirla. E' una situazione tremenda e, ripeto, occorre coesione tra chi condivide la volontà di salvare questo paese e rispetto nei confronti di chi sta lavorando nel modo più proficuo, ovvero in silenzio. Bagnai fa un parallelo con la stagione del terrorismo e mi pare azzeccato. Anche riguardo al ruolo della fermezza da tenere nell'opporsi alla destabilizzazione.

Se però si arriverà al voto, se democrazia vuole, mi preoccupa quale sarà l'atteggiamento dell'avversario, del fronte europeista, in una eventuale campagna elettorale, soprattutto permanendo le attuali percentuali molto alte nei sondaggi per Salvini, e che può essere riassunto in una equazione: "chi non è con noi è fascista". Una formuletta semplice semplice ma di impatto devastante sull'elettorato. Saranno sparate tutte le munizioni ideologiche dagli avamposti del mainstream (egemonicamente okkupato da essi e mi rendo conto che non sarebbe stata facile la bonifica, soprattutto in democrazia) contro chi, purtroppo, anche tra noi (non certo io), non vede l'ora di poter tornare a votare sinistra perché si sente in colpa per aver deviato dalla linea ed essere quindi un revisionista nemico del popolo. E quale migliore giustificazione di dover fare fronte contro il fascismo, il razzismo, eccetera, ricetta che ha sempre funzionato dal '45 in poi e che ha permesso di fatto di portare i massimalisti non solo al potere, ma ad insinuarli in ogni suo ganglio, da quello della cultura alla giustizia? 
Posso dirlo da ex elettrice di sinistra (cosa della quale non mi perdonerò mai)? Chi ha votato sinistra in passato o vorrebbe ricominciare a farlo, come certi fumatori che spasimano ancora dietro alle sigarette non essendosi mai completamente convinti che smettere fosse un fatto di salute, non va rincorso parlandogli nella sua lingua, ma va lasciato al suo destino. Lasciare che, se non la capisce, espii la colpa nei confronti dei suoi simili estinguendosi come il dodo, ma a questo punto nell'ignominia. Prendi un elettore (di sinistra) e trattalo male. Fuori dal seggio nessuna pietà. Non vanno rincorsi ma sono loro, se ce la fanno, a doverci rincorrere sui gomiti. 

Ciò che deve finire una volta per tutte è la convinzione della sinistra di poter "fare ciò che vuole" e quindi di poter giocare sulle paure della gente evocando il pericolo fascista, ovvero retrodatare il clima politico al momento della fissazione sulla resistenza. E lo si può fare esponendo le sue colpe, le sue vergogne all'elettore, senza paura di offendere un'entità superiore, quella depositaria del BENE.
Dev'essere chiaro che, in risposta al grido di "fascisti!" non bisognerà più negare o razionalizzare o giustificare le responsabilità della sinistra massimalista nel disastro attuale (che è globale, non locale, e all'estero non si nascondono dietro ai pudori del "non è vera sinistra" ma la chiamano con il suo nome, come si conviene negli esorcismi) ma andranno indicate chiaramente a chiunque sarà posto di fronte alla scelta del voto, che è tra il piano inclinato verso baratro o la salvezza. Denunciare le colpe di quella sinistra massimalista globalizzata che evidentemente ha accettato a suo tempo di buon grado il ruolo di boia di un continente, ma in realtà di un'intera civiltà, una volta che fu eliminato dal contesto europeo l'ostacolo rappresentato dalla sinistra socialista che rappresentava un'alternativa compatibile con il mantenimento del livello di benessere ed emancipazione raggiunti dalla classe lavoratrice, per carità, anche grazie alle precedenti lotte di popolo ma non esclusivamente di ispirazione marxista come si crede. 
In effetti solo chi chiama borghesia la carne, sangue e secrezioni umane dei propri simili e la percepisce come entità astratta da poter schiacciare senza remore come un insetto poteva accettare di allearsi con l'élite altrettanto borghesofoba (hanno tante cose in comune, come il ricondurre tutto al denaro) per macellare la classe media ed impegnarsi a cucinare nel pentolone delle streghe il cupio dissolvi della sbobba multiculturale uguale e regressiva per tutti. Fino allo sviluppare questa bizzarra visione del migrante come orco subumano da scagliare a migliaia contro la borghesia, sperando che scorra il sangue in una sola direzione. E siccome in quella classe media ci sono i propri genitori, magari operai con una vita di sacrifici alle spalle premiati da un tardivo benessere acquisito  tramite il lavoro, ecco il culto della patrimoniale che li punisce e il ruolo del marxismo culturale sessantottino della rivolta permanente contro tutto e tutti, soprattutto l'ordine naturale delle cose, dal gender all'educazione, anzi, rieducazione collettiva dei bambini all'insegna della gnosi anti-materialità, strappandoli ai genitori (quelli poveri, però, non toccherebbero mai i figli dell'élite), del politicamente corretto ed eticamente, spocchiosamente e insopportabilmente superiore. Dai khmer rouge a quelli fucsia attuali, il fine è il nihil, il nulla. L'annientamento. Non c'è tanto tempo da perdere. Tantomeno cercando di giustificarne le motivazioni. Si può chiamare tradimento o compimento di un progetto di lunga data, ma deve essere svelato.

E' evidente che se il messaggio di qualcuno, troppi per i miei gusti, continuerà ad essere "ma questa non è sinistra", "è pseudosinistra" "cosiddetta sinistra" o peggio li si chiamerà "i veri fascisti", facendo diventare il gioco politico un estenuante ed interminabile serie di scambi da fondo campo tra tennisti; se insomma si continuerà a non volerli chiamare per nome, essi non se ne andranno. Essi non seguono il politicamente corretto, lo pretendono solo dagli altri, e chiameranno a raccolta contro il fascismo ricompattando chi è convinto che votare sinistra sia l'unico modo per essere umani. Perché ci chiameranno anche disumani, sicuramente, e dovremo fottercene e andare avanti.

Se la UE è un progetto dell'élite reazionaria imperialcapitalista globale, bisogna rispondere a tono. Ricordare agli elettori  i viaggi a Washington degli antifascisti padri dell'Europa e come s'offrirono. Non è difficile, ci hanno perfino scritto dei libri. Bisogna ricordare il tradimento e le svendite progressiste, uliviste, buoniste, dem(oniache); il doppiogiochismo, il continuo spuntare di nuove narici in un unico naso e la tendenza alla mutazione maligna. La gente deve sapere, oltre a cos'hanno fatto e per conto di chi, cosa vorrebbero fare ancora.
Bisogna insomma spiegare agli italiani e ai fumatori nostalgici tra loro che non c'è l'uscita da sinistra, anzi, questa volta si salvano solo se evitano accuratamente l'uscita da sinistra.
Pazienza, se ne faranno una ragione. Esisterà di nuovo in futuro una sinistra? Certamente, ma non questa. Mai più.

martedì 9 luglio 2019

Serata #Bibbiano. Il sistema che ruba i bambini


Ne parliamo stasera sul vlog con i gentili ospiti Giuseppe Germinario del blog L'Italia e il Mondo, Paolo Roat , responsabile tutela minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus, l'avvocato Maria Rita Mottola e una mamma che racconterà la sua esperienza.

Vi invito ad iscrivervi al canale YouTube del vlog per permettermi di farlo crescere ed offrirvi altri contenuti interessanti.

A stasera. Buon ascolto.

mercoledì 3 luglio 2019

L'orizzonte degli eventi live

Il canale "Orizzonte degli eventi" è nato. 

Mi troverete forse più spesso lì che sul blog. Almeno per quanto riguarda gli incontri che mi piace fare con le persone interessanti che mi incuriosiscono. Per chi ha seguito i primi video che ho realizzato in collaborazione con Libertà di Pensiero MDN, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di scoprire il mondo del vlogging, essi piano piano saranno ripubblicati, assieme a nuovi contenuti.

Questa sera andrà in onda, in un nuovo editing, la seconda parte dell'incontro con la dott.ssa Fiorella Belpoggi, ricercatrice dell'Istituto Ramazzini di Bologna. Nei due video, il primo dei quali è già su You Tube, la dottoressa affronta alcuni argomenti importantissimi dal punto di vista della tutela della salute rispetto all'ambiente. Si parte dal 5G, argomento del primo video, ed alle sue incognite di pericolosità a causa dell'esposizione ad irradiazione elettromagnetica in maniera continuativa e globale che prevede. Si prosegue con gli studi sulla tossicità del glifosato, al meccanismo di interferenza endocrina che condivide con prodotti di uso comune presenti in tutte le case, come disinfettanti e conservanti di prodotti cosmetici (come i parabeni). Se non sapete cosa sono gli interferenti endocrini è giunto il momento di scoprirlo. 
Vi invito quindi a seguire la seconda parte dell'intervista con Fiorella Belpoggi, che ringrazio ancora per la squisita disponibilità.


 

domenica 28 aprile 2019

Nostra Signora dei Fuochi. Ovvero, accendere falò in presenza di ossigeno libero




Quest'immagine, postata da un sacerdote spagnolo su Twitter, che mostra la devastazione interna prodotta dal rogo del tetto della Cattedrale di Notre Dame a Parigi il 15 aprile scorso, mi ispira qualche osservazione sparsa, a fuochi spenti, su questo recente avvenimento e su alcuni suoi elementi simbolici. Consideratele libere associazioni, suggestioni, da prendere sempre con beneficio di inventario.

Fuoco fatuo?

Poteva essere l'undici settembre francese e invece è stata solo 'na fumata 'e sigaretta.
Chi ha vissuto l'evento in diretta avrà provato come me dolore per la profanazione portata dal fuoco su un luogo così sacro al cristiano (ma al contempo assai esoterico per l'alchimista, come si addice alle cattedrali gotiche e soprattutto a Notre Dame) e soprattutto ansia; ansia per qualcosa di imminente e devastante.
Alzi la mano chi, notando le due torri insistentemente inquadrate, non ha pensato ad un loro crollo in diretta, magari con polverizzazione totale della dura pietra (calcare luteziano) della cattedrale, spiegata da Attivissimo con la presenza di una fiamma ossidrica o sigaretta di troppo? Si, è vero, è crollata la flèche, la guglia, perfettamente inquadrata in primo piano dalla telecamera, ma non è stato granché, diciamolo. Un Godard di nicchia, più che un blockbuster hollywoodiano catastrofico.
Alla fine, il rogo limitato al tetto ha lasciato un retrogusto più di teatro che di catastrofe e, a distanza di una ventina di giorni, il tutto appare comunque già archiviato e dimenticato. Perché?

Fulcanelli o zolfanelli?

Il teatro lo hanno iniziato i media, come al solito, mandando i soliti seminatori di spin e spigolatrici di frame in modalità undici settembre per creare ansia e aspettativa di qualcosa di grosso (un clamoroso attentato?) da seguire in diretta, mentre allo stesso tempo ripetevano ossessivamente che non si trattava di incendio doloso. Il che è il modo migliore per convincere chi ascolta che si tratta proprio di dolo.
A rigor di logica e per principio di precauzione, quando un edificio brucia, a maggior ragione un monumento o un luogo di culto, tutte le ipotesi sull'origine dell'incendio rimangono aperte fino a conclusione delle indagini ufficiali ed è questo che va detto agli ascoltatori, non che "dobbiamo accettare questa distruzione inevitabile", come ho sentito, più o meno. Del resto non era la prima chiesa che prendeva fuoco o veniva profanata ultimamente in Francia e non possiamo certo dire di stare vivendo tempi  dediti alla pura contemplazione della beltà nella pace degli angeli, circondati da creature che spargono love-love-love.
A pochi minuti dall'inizio delle fiamme non si può dire che si esclude la pista dolosa, che "per forza, lì è pieno di legno", se non si è addestrati a doverlo dire, come se si dovesse proteggere il Nerone di turno da chissà quale colpa.
Sarebbe il colmo che l'incendio di Notre Dame fosse stato realmente casuale o al limite colposo, ma che la sua copertura mediatica, per una botta di abitudine, sia stata gestita come una false flag. La realtà romanzesca.

La legge del nove

Si nota nell'immagine dell'interno della cattedrale come il crollo delle travi lignee del tetto non abbia toccato l'altare della tradizione ma abbia praticamente distrutto solo l'altare del Novus Ordo, ovvero l'altare più prossimo e rivolto verso i fedeli, voluto dalle nuove disposizioni liturgiche promulgate da Paolo VI esattamente il 3 aprile 1969 con la costituzione apostolica Missale Romanum. Un cinquantenario quasi spaccato. Il caso che imita la celebrazione della ricorrenza. Resta da capire, escludendo il segnale divino, da quale delle due parti contrapposte notoriamente in lotta e suggerite dalla dicotomia tradizione-nuovo ordine provenga l'ammonimento.

Che bella cattedrale, sarebbe un peccato se prendesse fuoco.

Notre Dame ha vissuto tempi peggiori di questi. Soprattutto durante la Rivoluzione, quando fu trasformata in Tempio della Ragione e ci fu chi, il filosofo Saint-Simon, voleva acquistarla al solo scopo di demolirla. Anche durante la Comune fu oggetto di saccheggi e spesso nella sua storia si trovò in condizioni di grave decadenza e bisognosa di restauri. 
Subito dopo il rogo dei giorni scorsi è partita una strana, per tempestività, colletta da parte di alcuni danarosi pavoni della finanza e perfino la zia Scrooge BCE ha promesso di devolvere una grossa somma per i poveri gargoyle abbrustoliti, addirittura un miliardo di euro. Somma che i bambini greci affamati si sognano. 
Questa pelosa carità ha fatto pensare che dietro al rogo vi fosse una manovra per togliere di mezzo il rudere medioevale pieno zeppo di significato essoterico ed esoterico e sostituirlo con qualche opera architettonica moderna acefala con annesso centro commerciale. Del resto un progettino di copertura del tetto in vetro, con flèche anch'essa di cristallo (e perché non una copertura mobile stile campo centrale di Wimbledon?) è stata pubblicata su vari giornali. Vade retro, archistar.
Ipotesi non da escludere ma che, se fosse vera, risulterebbe ancora più terrificante, nel suo arido materialismo da sterco del demonio, di qualunque "vendetta templare". 

Il tetto

Perché (se l'incendio è stato appiccato) ha bruciato solo il tetto, e il tetto l'hanno lasciato bruciare bene bene affinché tutti vedessero? 
Il danno non è poco. Un edificio privato del tetto, scoperchiato, privato del suo cielo, è reso molto più debole ed esposto alle intemperie. 
Se vi è simbolismo nel gesto, si può intendere il tetto anche come vertice, come sommità di una gerarchia, come apice della Chiesa?  E' la rappresentazione di una chiesa che non ha più di fatto un "tetto" e che è prossima alla distruzione? 
Si tratta di una rivalsa della tradizione sul nuovo ordine, come significherebbe la distruzione dell'altare moderno? Oppure c'è un tetto, fragile rispetto alla pietra perché di legno antico, che ancora resiste ma che brucia improvvisamente il giorno prima del compleanno di Benedetto XVI?
Oppure il libro di pietra, la cattedrale dai mille simboli raffigurati, ha in qualche modo parlato anche altri linguaggi noti a pochi?

La Grande Natura

Infine una curiosità sul significato ermetico di Notre Dame che traggo da questo articolo
Sul transetto sud vi è questa dedica: 

«Anno Domini MCCLVII mense Februario idus secondo hoc fui inceptum Christis genitus honore kallensi lathomo vivente Johanne Magistra.»

ovvero:
«Nell'anno del Signore 1257, il secondo giorno delle idi di Febbraio, quest'edificio è stato dedicato alla Madre di Dio da Mastro Jean, il cavapietre di Chelles.»

Secondo la cabala fonetica, il significato esoterico sarebbe questo: 

«A mezzogiorno pesa e misura (la materia prima). Purifica e sapara. Consacra il crogiolo generatore, libera con prudenza lo spirito imprigionato nella materia. Vivificalo con il fuoco e(tramite lui) giungi alla Grande Natura.»

Siamo sicuri che, ai nostri giorni, la raccomandazione degli alchimisti di liberare con prudenza gli spiriti imprigionati nella materia, sia ancora valida? La sensazione è che ci sia chi accende fuochi in presenza di ossigeno libero. E che si voglia dar fuoco, dopo a quelli di carta, ai libri di pietra.



P.S. Dimenticavo. Ora vanno le chiese multikulto, come questo troiaio a Berlino. Mentre bruciava Notre Dame prendeva fuoco anche la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. Poi c'è stata la carneficina in Sri Lanka in una chiesa e ieri a San Diego è stata attaccata una sinagoga. Non c'è bisogno del pallottoliere.

lunedì 22 aprile 2019

Tutti da Fulvio martedì sera


Avete idea di quante cose si possa parlare con Fulvio Grimaldi, uno dei più grandi giornalisti italiani, avendo la fortunata opportunità di intervistarlo?
Potete immaginare, per l'apprendista comunicatrice quale mi considero (soprattutto per quanto riguarda il video, mondo nel quale sto appena cominciando a gattonare), l'onore di ascoltare la lezione di vita di un vero maestro del giornalismo d'inchiesta, dell'inviato che racconta ciò che vede e non ciò che gli dicono di raccontare? 

Era tanto tempo che volevo conoscerlo, parlare con lui attraverso questo strumento del demonio che però ci permette anche di trovare delle piccole baie di libertà dove ripararsi dalle onde tempestose della propaganda che cerca di rovesciare i fragili gusci di noce sui quali navighiamo, quasi sempre con le orecchie piene di cera per non cadere vittime delle lusinghe delle sirene. 
Ricevo regolarmente la newsletter con gli ultimi suoi post pubblicati sul blog "Mondocane" e non c'è bisogno che dica che i suoi scritti sono fondamentali per chi voglia disintossicarsi dallo squallore dei giornalacci e giornalini. Un faro di onestà intellettuale nell'oscurità della menzogna istituzionalizzata. Si parlerà del giornalismo e di cosa è diventato, è inevitabile, e ne sentirete delle belle.

Con uno storico inviato nelle zone di guerra non si potrà che parlare di quelle che ha vissuto di persona: dall'Iraq alla Libia, dalla Siria alla Serbia (nell'anniversario dei bombardamenti NATO di D'Alema e Mattarella), delle menzogne che hanno circondato gli "interventi umanitari", nuova denominazione delle invasioni e bombardamenti ai quali lui ha assistito stando dalla parte di chi li subiva, e di come, ad un certo punto della nostra storia recente, vi sia stata quella svolta epocale che ha cambiato il nome alla guerra, pretendendo di farla diventare accettabile e giustificata, e che ci ha condotto fino allo sfacelo attuale. A questi tempi marci dove i cristiani diventano, per i bimbiminkia di Satana, gli "adoratori della Pasqua". 

Grazie all'opportunità che mi sta dando questa nuova avventura, questo percorso di comunicazione e informazione su Meglio Di Niente Radio, sto incontrando persone straordinarie, e Fulvio Grimaldi è decisamente una persona straordinaria. 
Vi invito ad unirvi a noi e ad ascoltarci, ad ascoltare il suo racconto, domani sera alle 21.00 sul canale YouTube de "L'Orizzonte degli eventi" live

lunedì 8 aprile 2019

1992 annus horribilis. Ma non è una fiction


Una cronologia da incubo, un senso di deja-vu e ricorsività storica che assume i toni di una profezia delle più spaventose. 
Un annus horribilis, il 1992, iniziato con una tentata strage, secondo la prassi seguita dalle forze oscure quando si muovono, e proseguito, attraverso la gigantesca operazione mediatico giudiziaria di Manipulite, verso la demolizione controllata dell'intero paese. 
Alcuni dei protagonisti degli anni successivi ci sono già e il timing delle loro apparizioni nei posti chiave quell'anno è tutto un programma, da intendere per chi voglia intendere. I banchieri, i vecchi di quella politica che "i governi passano ma loro restano", i potentati, gli speculatori, i finti interessati solo ai massimi sistemi, i verdi già allora greteggianti, gli eterni radicali, come allora in procinto poverini di essere chiusi e la Emma Bonino (ma anche Pannella) già in grande spolvero ultraglobalista. Ci sono anche i vari gatekeepers, un classico dell'atlantismo, benedetti dai giornali e dai dispacci d'ambasciata. Allora come oggi.

Tutto ciò che è accaduto e sembra voler accadere di nuovo oggi è già accaduto in quel 1992. Con la differenza che allora uno straccio di sovranità monetaria lo avevamo ancora. Oggi, a quasi altri vent'anni dall'entrata nell'euro, siamo ancora più deboli e disarmati e altre armi sono puntate contro di noi, come quella di migrazione di massa. Eppure, nonostante la garrota strettale attorno al collo da una fenomenale congrega di nemici e loro collaborazionisti, la Compagnia dei Traditori, alcuni dei quali sono ancora in auge e pronti a far di nuovo danno, l'Italia di quegli anni continuò a produrre una ricchezza tale da far gola ancora oggi a chi vorrebbe annientarla definitivamente. 
Ammirate in special modo come si mosse allora la sinistra. Quella eterna, immutabile, indistruttibile. Con il D'Alema che finge disdoro come dopo la "notte cilena" e le solite quattro scorie azotate che strillano contro la deriva liberista ma, basta sventolare loro davanti il labaro fascista e tornano sempre a cuccia, pronti a rianimare il mostro. Per tacere dei sindacati, l'infamia dei calabrache.

Io feci una profezia, anni fa, all'inizio della crisi. Che nel momento in cui la UE fosse entrata in coma dépassée, avrebbero riesumato Prodi e chi volle-disperatamente-volle l'euro per dare ad essi il merito di "salvarci". La faccia per farlo ce l'hanno e se così fosse tanti ci cascherebbero. Vedo e sento troppe nostalgie e troppa voglia di perdonare il proprio carnefice, nel momento in cui per altro si consegnano di buon grado i propri padri e figli al boia del mondialismo genocidario. C'è gente che non si perdona di aver votato all'opposto di come ha sempre votato, si sente sporca per non aver votato "i buoni" e smania per ritornare all'ovile. Li sento, i compagni prodighi. Ormai è un fastidiosissimo acufene. Fate pure ma stavolta non finirebbe come nel 1992. Non ci sarebbero i supplementari. Game over.  Come ho scritto su Twitter: not in my name. Indietro non si torna. Che nessuno si sogni di rimetterci in quelle mani.

Ecco dunque cosa accadde in quel maledetto anno fetuso.

***

6 gennaio - Esplode un ordigno collocato sulla linea ferroviaria Milano-Lecce, a pochi km dal capoluogo. (c.c.)

14 gennaio - A Londra, il "Financial Times" critica, nell’articolo intitolato "L’Italia verso la serie B", la legge finanziaria varata dal governo presieduto da Giulio Andreotti: "Vi si prevede ad esempio per il 1992 una crescita del Pil del 2,3 per cento, più elevata della già ottimistica previsione Oecd del 2 per cento; non tiene conto del maggiore peso degli interessi sul debito pubblico imposto dal recente aumento dei tassi di interesse dall’11,5 al 12 per cento; infine, si affida a ulteriori introiti dovuti alle privatizzazioni, purché i politici riescano a mettersi d’accordo su cosa privatizzare". (c.c.)

28 gennaio - Jacques Delors scrive al presidente del Consiglio, Giulio Andreotti: "Tutti i paesi comunitari riponevano molta fiducia nella legge La Pergola, la cui attuazione avrebbe permesso all’Italia di portarsi al livello degli altri Stati membri. Sfortunatamente l’ultima valutazione operata dalla Commissione mostra che la ‘legga comunitaria’ ha consentito appena all’Italia di mettersi nuovamente al livello già raggiunto nel corso del l989. Questo significa che l’Italia rimane il Paese comunitario con più direttive da recepire nel proprio ordinamento giuridico". (c.c.)

31 gennaio -  Si riuniscono a New York i capi di Stato dei 5 membri permanenti e della maggior parte dei membri temporanei del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Scopo dell'incontro è discutere del nuovo ordine mondiale nel mondo post-Guerra Fredda. (wikipedia)

2 febbraio – Il presidente della Repubblica Cossiga scioglie anticipatamente le camere.
Muore in un incidente aereo il tenente colonnello in congedo dell’aeronautica, Alessandro Marcucci, che si era occupato della strage di Ustica e che, insieme al maresciallo Dettori, aveva delineato uno scenario che intendeva sottoporre alla magistratura. (c.c.)

7 febbraio - Con la Legge 82/92 Carli, alla Banca d’Italia si attribuisce la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro; il governo non ha quindi più potere sulla Banca d'Italia che ora è di fatto una banca privata.

Viene firmato il TRATTATO DI MAASTRICHT.

17 febbraio - Milano: il socialista Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato dopo aver ricevuto una tangente di 7 milioni di lire. È il primo atto dell'inchiesta Mani pulite che segna l'inizio di Tangentopoli. (c.c.)


12 marzo - Palermo: viene ucciso da Cosa Nostra Salvo Lima, deputato della Democrazia Cristiana al Parlamento europeo, ex sindaco di Palermo e capo della locale corrente andreottiana.

18-20 marzo - Il ministro degli Interni, Vincenzo Scotti, allerta i prefetti sulla esistenza di un piano per destabilizzare le istituzioni. Rientrato in parte l’allarme, il ministro ed il capo della polizia Parisi si dicono disposti a dimettersi se sarà dimostrato che sono incorsi in errore. (c.c.)


5-6 aprile – Si svolgono le elezioni politiche anticipate.

25 aprile – Dimissioni del presidente della Repubblica Cossiga.


10 maggio - A Pontida (Bergamo), Umberto Bossi afferma: "Quello di oggi è l’annuncio di una dichiarazione di guerra. Useremo la lama tagliente di Pontida per tagliare la gola alla partitocrazia". Rivolto ai nuovi eletti in Parlamento, che si accingono a pronunciare la formula del giuramento leghista, aggiunge: "Giurate davanti a questa massa. E ricordate che, se qualcuno di voi pensasse di diventare democristiano, è in grado di spiaccicarvi. Nessuno di voi si alzi una mattina pensando di essere diventato qualcuno". (c.c.)

22 maggio - A La Rochelle, Francia e Germania istituiscono ufficialmente l’Eurocorp, composto da due divisioni di circa 40 mila uomini. Il governo italiano rifiuta di aderire alla iniziativa. (c.c.)

23 maggio - Strage di Capaci: alle ore 17:58, sull'autostrada Palermo-Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

25 maggio - Oscar Luigi Scalfaro viene eletto presidente della Repubblica.

29 maggio - Il consolato di Milano, facendo seguito alla nota del 25 marzo, invia a Washington la biografia dei principali accusati dello scandalo delle tangenti, fra imprenditori, mafiosi e componenti del consiglio comunale, segnala che lo scandalo si è allargato al Pds, con l’incriminazione di Gianni Cervetti, ed alla Fiat, per le accuse mosse da Sergio Radaelli. Tutte le accuse, segnala il consolato, "sono sostanzialmente veritiere. La spartizione abituale prevedeva la metà per il Psi, un quarto per Dc e Pds, qualche briciola per i repubblicani. Ci dicono che la relativa sospensione degli arresti è dovuta alla delicata scadenza dell’elezione del presidente della Repubblica. Un avvocato coinvolto nel caso ci ha spiegato peraltro che ‘siamo nel mezzo, non alla fine della vicenda’. Altri ‘arresti eccellenti’ seguiranno… (c.c.)

30 maggio 1992 - A Roma il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, chiede al governo una manovra di risanamento dei conti pubblici che quantifica in 30.000 miliardi per l’anno in corso ed altri 100.000 per il 1993. (c.c.)


2 giugno - Nel Mediterraneo, a bordo del panfilo Britannia in navigazione lungo le coste della Sicilia, si svolge una riunione del gruppo Bilderberg, presenti i rappresentanti della Barclays Bank, della Warburg, della Merril Lynch, della Salomon Brothers, della Goldman Sachs. Fra gli italiani, sono presenti: Mario Draghi, direttore delegato del ministero del Tesoro; Riccardo Galli, dell’Iri; Giovanni Bazoli, dell’Ambroveneto; Antonio Pedone, del Crediop; Beniamino Andreatta; dirigenti dell’Eni, Agip, Mediobanca, Comit, Generali e Società autostrade. Come risultato, il 48% delle aziende private italiane i "gioielli di stato" finiranno in mani angloamericane. (c.c.)

Il Movimento di Solidarietà di LaRouche sull'incontro scrive: "Si trattava di discutere i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese. Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi: "Stiamo per passare dalle parole ai fatti". Da parte loro gli inglesi hanno assicurato che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole per poter assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Ergo: dovete venire a Londra, dove c'è il capitale necessario. 
Fu poi affidato ai mass media, ed al nuovo governo Amato, il compito di trovare gli argomenti, parlare dell'urgente necessità di privatizzare per ridurre l'enorme deficit del bilancio. Al grande pubblico, sia il governo che i mass media hanno risparmiato la semplice verità che il "primo mobile" dietro tutto il dibattito sulle privatizzazioni è costituito dalle grandi case bancarie londinesi e newyorkesi. L'obiettivo è semplicemente quello di prendere il controllo di ogni aspetto della vita economica italiana sfruttando le numerose scuse di ingovernabilità, corruzione, partitocrazia, inefficienza, ecc." (fonte)

3 giugno –  Giorgio Napolitano viene eletto presidente della Camera.

12 giugno - A New York, il "Wall Street Journal" scrive un articolo in prima pagina dedicato al sostituto procuratore milanese Antonio Di Pietro, intitolato "Go for it /avanti/ Di Pietro". (c.c.)

24 giugno - Presentando il programma del governo in gestazione, Giuliano Amato chiede una sostanziale carta bianca per risanare la spesa pubblica a partire da pensioni e sanità. (c.c.)

26 giugno - Viene varato il governo Amato.


5 luglio - A Roma, Giuliano Amato, al termine di una riunione del Consiglio dei ministri, annuncia la ‘manovra correttiva’, richiesta dal governatore Carlo Azeglio Ciampi, di 30 mila miliardi da recuperare con l’imposizione di nuove tasse e tagli alla spesa pubblica. (c.c.)

10 luglio - A Roma il governo decide la privatizzazione di Iri, Eni, Enel e Ina: gli enti pubblici diverranno società per azioni il 7 agosto prossimo, con nuovi statuti e snelli consigli di amministrazione, sotto il controllo di due holding appartenenti al Tesoro. trasforma enti statali in SPA. 
Sulle privatizzazioni Andreotti scrive: "Ci fu chi disse che, se con un socialista si privatizzava il Credito italiano, il giorno in cui arrivassero i comunisti sarebbe abolito il monopolio postale". (c.c.)

11 luglio - Il governo Amato applica una patrimoniale prelevando il 6/mille dai conti correnti dei cittadini italiani.

19 luglio – Palermo: alle ore 16:58, il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Agostino Catalano e Vincenzo Li Muli, rimangono uccisi dall'esplosione di un'autobomba in Via D'Amelio. (c.c.)

20 luglio - A Roma, il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, afferma che la manovra predisposta dal governo è "necessaria ma non sufficiente". (c.c.)

23 luglio - A Roma, è istituita la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, composta da 60 membri designati per metà ciascuno dalle due Camere. (c.c.)

26 luglio - A Londra il quotidiano "The Observer", riferendosi all’Italia, scrive: "Il Paese è in uno stato di caos, in uno stato di guerra. Sta rapidamente diventando la Repubblica delle banane d’Europa. Ha il più alto tasso di omicidi della Comunità europea, una corruzione tanto palese quanto dilagante, un’economia malata, un governo impotente, e una popolazione confusa ed angosciata".  (c.c.)

27 luglio - A Roma, il presidente del Consiglio Giuliano Amato invita perentoriamente sindacati ed imprenditori a raggiungere al più presto l’accordo sul costo del lavoro. (c.c.)

31 luglio – A Roma, è firmato l’accordo fra governo, Confindustria e sindacati sul costo del lavoro che cancella la scala mobile e il meccanismo di indicizzazione dei salari e blocca questi ultimi fino alla fine del 1993. Per ottenere la firma dei sindacati sul c.d. ‘patto anti-inflazione’, Giuliano Amato ha minacciato le dimissioni e la ricaduta per l’intero sui sindacati della responsabilità di violare i parametri di Maastricht mentre ha promesso, una volta avuta la firma, di rinverdire la logica concertativa per il futuro. (c.c.)

Sono sostituiti, senza motivazioni, il direttore del Sismi, generale Luigi Ramponi, e il prefetto Alessandro Voci, direttore del Sisde; in loro vece sono nominati il generale Cesare Pucci, già responsabile del Sios esercito e addetto militare a Washington, vicino all’ammiraglio Fulvio Martini, e il prefetto Angelo Finocchiaro. Non saranno mai rese note le motivazioni del provvedimento. Ramponi, seguendo l’esempio dei suoi predecessori alla guida del servizio militare Giovanni De Lorenzo e Vito Miceli, si candiderà nelle liste del Msi- Dn. (c.c.)

7 agosto - A Roma, il Consiglio dei ministri approva il decreto che trasforma gli enti pubblici in spa. Per una prima fase il Tesoro resterà l’unico azionista, mentre le nomine dirigenziali sono di competenza del presidente del Consiglio di concerto con i ministri del Tesoro e dell’Industria. Sono confermati Franco Nobili all’Iri, Gabriele Cagliari all’Eni, Franco Viezzoli all’Enel. (c.c.)

12 agosto – Vengono privatizzate le Ferrovie dello Stato.

A Roma, il governo rilascia la concessione delle frequenze alle 3 reti Fininvest di Silvio Berlusconi, oltre che a Rete A, TeleMontecarlo e Videomusic. Un altro decreto proroga al 28 febbraio 1993 il rilascio della concessione alle 3 reti Tele +, di cui Berlusconi è proprietario al 10% dopo aver ceduto altre quote ad imprenditori amici.  (c.c.)

13 agosto - L’agenzia internazionale Moody’s declassa di 2 punti il ‘rating’ dell’Italia, dopo il precedente declassamento operato nel 1991, attribuendo il punteggio più basso fra i cosiddetti Grandi al grado di sicurezza degli investimenti nel nostro paese. (c.c.)

23 agosto - Sul quotidiano socialista "Avanti!", un corsivo non firmato sferra un attacco al sostituto Antonio Di Pietro: "Con il tempo e attraverso una migliore conoscenza dei fatti di cui qualcuno dovrebbe finalmente occuparsi, potrebbe persino risultare che il dottor Di Pietro è tutt’altro che l’eroe di cui si sente parlare e che, in questo caso come in tanti altri della vita, non è proprio oro tutto quello che riluce". L’Anm protesta paragonando gli attacchi ai magistrati di ‘Mani pulite’ a quelli "contro i giudici milanesi che indagavano su Licio Gelli".  (c.c.)

2-20 settembre: la Lira italiana e la Sterlina inglese sono colpite da una tempesta valutaria che ne causa la grave svalutazione e l'uscita dal Sistema Monetario Europeo. Saranno stabilite in seguito le precise responsabilità di George Soros nelle manovre speculative a danno della moneta italiana.

9 settembre - A nome del governo, Giuliano Amato chiede al Parlamento una legge delega che gli consenta carta bianca per un triennio nella manovra fiscale e della spesa pubblica ogniqualvolta la Banca d’Italia richieda misure straordinarie di risanamento. A fronte delle reazioni parlamentari, anche nell’ambito della maggioranza, il governatore Carlo Azeglio Ciampi dichiara di non essere stato consultato in proposito. (c.c.)

A Roma, s’insedia la Commissione bicamerale per le riforme che elegge presidente Ciriaco De Mita.  (c.c.)

11 settembre - La Bundesbank interviene massicciamente, in ossequio alle norme comunitarie previste per questi casi, a favore della lira italiana. Le autorità italiane e tedesche concordano per la svalutazione della lira del 7% nei confronti delle monete dello Sme. A Roma, il Quirinale prende posizione contro i pieni poteri richiesti dal governo Amato in materia di entrate e spesa pubblica. (c.c.)
Circa la svalutazione della lira Giulio Andreotti scriverà nei suoi ricordi: "La decisione, presa di domenica, suscitò preoccupazioni in molti ed esultanza nelle industrie esportatrici…Se era vero che per sostenere la lira erano state bruciate riserve per cifre ingentissime (si parlò di 30.000 miliardi)…potevamo anche domandarci se non fosse stato possibile evitare questo fuoco, anticipando, se ineludibile, la decisione…Comunque la situazione era molto pesante e si parlò di ‘settembre nero’ perché in confronto del surplus sia pure modesto di 339 miliardi del settembre 1991, si registrava un deficit di 29.954 miliardi. Tuttavia l’allarme relativo aiutò il governo a far passare alle Camere la legge finanziaria che era stata accolta da tanti mugugni". (c.c.)

16 settembre - Mercoledì nero: la sterlina inglese e la lira italiana escono dal meccanismo di cambio europeo.

Il Senato approva le leggi delega in materia di pubblico impiego, sanità, previdenza e finanza locale.  (c.c.)

17 settembre - A Roma, il Consiglio dei ministri presenta la legge finanziaria: una manovra di 93.000 miliardi, 42.500 dei quali di nuove entrate che gravano soprattutto sui ceti medi, 43.500 di tagli alla spesa, che colpiscono soprattutto pensioni e sanità, 7.000 di privatizzazioni. Inoltre, su invito dei presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, emana un decreto che consente di procedere al sequestro dei beni dei condannati per corruzione.  (c.c.)

Il Senato approva la ratifica del Trattato di Maastricht con 176 voti favorevoli e soli 14 voti contrari.

21 settembre - Le organizzazioni sindacali protestano e indicono scioperi territoriali contro la manovra economica del governo.  (c.c.)

22 settembre - A Firenze, durante la manifestazione contro la politica economica del governo, il leader della Cgil Bruno Trentin è contestato al grido di ‘venduto’ e fatto segno di un lancio di uova e bulloni. E’ il primo di una serie di episodi che segnalano la tensione tra lavoratori e vertici sindacali dopo l’accordo del 31 luglio, e che si verificheranno nei prossimi giorni a Napoli, Milano, Genova, Torino. (c.c.)

27 settembre - "Il Corriere della sera" riporta una dichiarazione di Marco Pannella che difende la legge finanziaria varata dal governo presieduto da Giuliano Amato, contenente pesantissimi tagli alla spesa pubblica: "Questi tagli - dice il leader radicale - sono inevitabili. La rivolta è plebea". (c.c.)

28 settembre - A Mantova, le elezioni provinciali assegnano il 34% alla Lega nord ed una secca sconfitta per i maggiori partiti. (c.c.)

2 ottobre - Ad Ariccia (Roma), si svolge un convegno dei ‘comunisti democratici’, la componente contraria alla svolta rimasta nel Pds che sviluppa una forte critica verso la politica del governo Amato, vista come sottomissione al ‘pensiero unico liberista’, che rischia di contagiare il Pds. Fra gli altri, Giorgio Lunghini illustra i rischi della subalternità al modello americano ed a quello tedesco, con la differenza in peggio di un’amministrazione pubblica assai meno efficiente e più aggressiva di quella tedesca, che dovrà gestire i resti dello stato sociale. (c.c.)

7 ottobre - Il quotidiano londinese "Financial Times", commentando la svalutazione della lira, scrive: "In certi ambienti vi è stata Schadenfreude per le ferite autoinflittesi da un Paese che da anni tira avanti sull’orlo della bancarotta; in altri, sollievo nel vedere la fine delle illusioni di uno Stato con un deficit di bilancio triplo rispetto alla media della Comunità europea, che aspirava a entrare nell’unione monetaria nel giro di sette anni". (c.c.)

9-10 ottobre - La Camera vota la fiducia al governo Amato sulle leggi delega per la previdenza, la sanità, il pubblico impiego e la finanza locale. (c.c.)

15 ottobre - A Roma, il Consiglio dei ministri limita le funzioni delle Compagnie dei portuali a favore degli armatori provocando altre proteste. (c.c.)

22 ottobre - Il Senato vota le leggi delega in materia economica. 

23 ottobre - Il governo vara il decreto legge che introduce la ‘minimum tax’ per il lavoro autonomo.

29 ottobre - La Camera dei deputati approva con 403 voti favorevoli, 46 contrari (Rifondazione e Msi) e 18 astenuti (Verdi e Rete) la ratifica del Trattato di Maastricht sull’Unione europea. (c.c.)


9 - 11 novembre - Si svolge l’esercitazione Ditex Superga 7 che collauda il ripristino dei servizi di emergenza nelle regioni del nord- ovest e ipotizza uno scenario di guerra civile con un attacco dal centro- sud all’Italia settentrionale, comprese le regioni del nord- est alleate con quelle del nord- ovest. (c.c.)

17 novembre - A Roma il Consiglio dei ministri, avvalendosi della delega votata dal Parlamento, vara il decreto delegato sulla previdenza che abolisce le così dette pensioni baby per gli statali ed aumenta l’età pensionabile nonché il limite per le pensioni di anzianità. (c.c.)

19 novembre Su "Il Giornale", nell’articolo intitolato "Una Norimberga permanente" Emma Bonino scrive: "Il nuovo ordine mondiale richiede un nuovo diritto internazionale. Per questo assieme a numerosi parlamentari di tutto il mondo promuoviamo con un convegno a Siracusa in dicembre la creazione di una Corte penale permanente dell’Onu". (c.c.)

27 novembre - Sul settimanale "L’Europeo", nell’articolo intitolato "Tutti in fila dietro al pifferaio magico", Luigi Irdi commenta i vantaggi della posizione filogovernativa di Marco Pannella ed Emma Bonino: "Radio radicale è contemporaneamente considerata ‘servizio pubblico’, incassando così 20 miliardi di fondi statali in 3 anni, e organo della Lista Pannella, incamerando altri 6 miliardi all’anno come organo di partito". (c.c.)

1 dicembre - La Commissione bicamerale approva il progetto di una nuova legge elettorale con sistema misto, una quota di maggioritario e una di proporzionale. (c.c.)

7 dicembre - A Roma il presidente del Consiglio, Giuliano Amato, attacca la Lega denunciandone una strategia "pericolosa". (c.c.)

8 dicembre - A Roma il governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, chiede alle banche di abbassare i tassi per ridurre il costo del denaro, come richiedono gli imprenditori. (c.c.)

15 dicembre – Milano: il segretario del PSI Bettino Craxi riceve un avviso di garanzia da parte del pool Mani pulite per corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. (c.c.)

16 dicembre  - Il Senato approva la manovra finanziaria. La Camera approva il piano di privatizzazioni predisposto dal governo. (c.c.)
21 dicembre – L'Italia è in recessione.

23 dicembre - A Roma il Consiglio dei ministri vara definitivamente la riforma pensionistica e dell’assistenza sanitaria, entrambe sottoposte a pesanti tagli. (c.c.)

A Sorrento, si svolge l’assemblea nazionale dei Verdi dominata da contrasti su contenuti ed alleanze. Particolarmente contestata è la partecipazione al progetto di ‘Alleanza democratica’ di Occhetto, Martelli e La Malfa, cui stanno lavorando anche Francesco Rutelli, Carlo Ripa di Meana ed Ermete Realacci, per fondare un nuovo soggetto ambientalista e liberale in economia. In fine dei lavori Carlo Ripa di Meana afferma essere giunto il momento di "non limitarsi ad invocare la svolta ambientalista ma governarla". (c.c.)

31 dicembre – Scalfaro invita i giudici a proseguire nelle indagini, i partiti a rinnovarsi, il parlamento a fare le riforme in vista di un nuovo Risorgimento. (c.c.)


Fonti: 
Francesco Amodeo "La Matrix Europea"
"1992 l'anno che cambiò l'Italia" a cura di Marcello Ravveduto.
Fondazione Luigi Cipriani, Cronologia (contrassegnato nel testo con c.c., citazioni integrali.)

venerdì 5 aprile 2019

Tutti i vaccini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri

In vendita in Svizzera e, pare, in Vaticano.

Avete presente l'amico che, incontrandovi all'uscita del cinema mentre voi state facendo il biglietto, vi racconta come va a finire il film?
Una volta che abbiamo decrittato la loro Enigma mentis, sapendo che ogni cosa che proclamano deve essere interpretata come il suo esatto contrario, inclusi gli scopi che si prefiggono, essi dovrebbero contenere un minimo l'incontinenza verbale. Invece parlano, parlano, non ce la fanno a tacere. Bene così.



Devo ringraziare dal profondo del cuore il Dott. Burioni per avermi offerto, con questo fantastico tweet, la conferma definitiva del vero senso della fregola dell'obbligo vaccinale. Come succede sempre, e come accadeva nel celebre racconto di Edgar Allan Poe "La lettera rubata", la soluzione era lì sul tavolo, in bella mostra, ma nessuno l'aveva notata perché la si cercava dappertutto tranne appunto nel posto dove meno l'avremmo cercata.

Dunque, Burioni afferma che il vaccino singolo del morbillo non esiste e "mai esisterà". Bene. Il fact checking è alla portata di tutti, basta sapere l'inglese.
Mi ricordavo di aver letto tempo fa di cliniche private in Regno Unito che offrivano ai loro clienti la possibilità di potersi far somministrare alcuni vaccini singoli invece dei plurivalenti normalmente consigliati se non obbligatori per il popolaccio. 
La prima clinica che è comparsa nella ricerca "single vaccine offer" è questa, BabyJabs, situata a Londra, in St. Dunstan's Hill, nel cuore della City, accanto ad uno dei giardini pubblici più esclusivi e celebrati dalle guide turistiche. Uno dei luoghi dove sicuramente sembra di stare ancora a Londra intesa come città inglese.
Scorrendo il suo sito si scoprono molte cose interessanti. Prima di tutto che offrono un servizio di visita preliminare (al costo di £ 150 per ogni bambino, con un sovrapprezzo di £50 per l'eventuale fratellino appresso) dove verrà valutata l'opportunità di effettuare i vaccini, calendarizzare la loro somministrazione in base ad un protocollo personalizzato e perfino sostenere test immunologici preliminari, in convenzione con un laboratorio di analisi (prezzi dalle £80 alle £150 per ogni singolo test, vedi tabella sotto) per stabilire, è ovvio, se la vaccinazione sia necessaria o meno, nel caso il bambino risulti già immunizzato. Magari perché ha già contratto la malattia per via naturale.

fonte
Il motivo per cui la clinica consiglia i test preliminari è "per ridurre il rischio". Quale? Ad esempio quello di poter sviluppare l'asma a causa di una somministrazione troppo precoce del DPT. Quindi un rischio non certo ma potenziale ed evidentemente documentato, esiste. Come il vaccino singolo.
Qui trovate tutta la loro offerta di vaccini, i loro componenti, la descrizione dell'azione e degli eventuali effetti avversi e infine, ahimè, il tariffario. Perché questi sono tutti servizi a pagamento. 
Nella pagina dedicata al  tetanocorrettamente si dice che non è una malattia trasmissibile, che pur essendo grave è estremamente rara e che, soprattutto, pare essere più problematico per la salute proprio il suo vaccinovisto che perfino il Ministero della Salute del Regno Unito ne sconsiglia la somministrazione di troppi richiami. Forse per l'ipotesi di relazione con casi di mono e polineurite (pur se rari) e di sindrome di Guillain-Barré. Il che conferma il fatto che i vaccini siano farmaci e come tali siano soggetti anch'essi ad inevitabili effetti collaterali.

Il vaccino singolo del morbillo, dear Robert, esiste. Anzi, E-SIS-TE! Viene prodotto in India, non contiene alluminio e mercurio (dicono) e costa £120 sterline alla dose (circa 140 euro al cambio odierno). 

Io trovo fantastico quel "se ne consiglia la somministrazione a 12 mesi, con eventuale richiamo nel caso la prima dose non abbia funzionato". Forse perché la certezza che i vaccini funzionino al pari dell'immunità naturale è aleatoria?
L'intera politica della clinica e il suo conseguente marketing sono rivolti alla "scelta informata e responsabile" dei genitori. Uno dei punti di forza è l'offerta di quei vaccini singoli o combinati a basso dosaggio che non sono disponibili attraverso l'NHS, il servizio sanitario nazionale.
Tenete a mente il concetto perché ci torneremo.

Tornando al vaccino che non esiste, sul sito dell'NHS, il servizio sanitario nazionale britannico, si legge [note mie]: 

"I vaccini singoli per morbillo, parotite non sono disponibili nella sanità pubblica ma solo in alcune cliniche private [chissà per quale strano motivo]. 
I vaccini singoli sono sconsigliati perché necessitano di un prolungamento del calendario di somministrazione che si protrae per mesi. Il governo raccomanda invece che i bambini ricevano il polivalente MMR nel calendario stabilito [e perché? Per quel famoso "programna MMR"?]
Utilizzare i vaccini singoli aumenta il rischio che meno bambini ricevano tutte le iniezioni necessarie [ma è un problema di vaccini o di iniezioni?]
Il ritardo che richiedono le sei iniezioni separate potrebbe mettere più bambini a rischio di sviluppare morbillo, parotite e rosolia, aumentando il rischio di effetti collaterali [questa è stupenda!]
In ogni caso [concludono] attualmente i vaccini singoli per il morbillo o la parotite non sono approvati dal servizio sanitario nazionale, il che significa che non sono stati testati per stabilirne la qualità e sicurezza. [Altra perla. Perché i polivalenti lo sono? Non ci dicono che i vaccini sono sicuri a priori e per definizione?]

Per inciso, il vaccino singolo per il morbillo esiste anche in Svizzera, come si evince dal prontuario farmaceutico online e mi dicono sia anche disponibile nelle mitologiche farmacie della Città del Vaticano, ma sicuramente quest'ultima è una insinuazione diabolica.
Tra l'altro gli svizzeri raccomandano che "il vaccino contro il morbillo non venga miscelato con altri vaccini o farmaci nella stessa siringa." Come ciò possa essere evitato somministrando il trivalente morbillo-parotite-rosolia nella stessa iniezione resta un mistero alla X-Files.

E ora veniamo alla morale della favola. 
Il sospetto che, se puoi pagare, puoi fottertene di una medicina di stato sempre più volutamente ottusa, liberticida, disfunzionale e sociopatica già l'avevamo, ma l'uscita di Burioni ce lo ha confermato definitivamente.
Anche il fatto che in certe aree di Los Angeles, quelle ad alto tasso di VIP, le vaccinazioni imposte dal Sistema vengano regolarmente disattese nonostante la legislazione stringente della dem California Uber Alles, pur in assenza di una medicina di stato da bypassare perché il modello americano è per definizione privatistico, conferma solo la regola che chi paga avrà comunque la possibilità di sfuggire alle leggi che servono per inoculare il Trattamento Sanitario Obbligatorio in chi non ha i mezzi economici per poter scegliere liberamente come, dove e se curarsi.
Il punto è unicamente questo. Devastare la sanità pubblica rendendola improponibile e oltretutto oppressiva, totalitaria, dove i pazienti sono solo numeri e bestiame da avviare  a colpi di pungolo nei recinti dei protocolli, in favore di una medicina privata accogliente, accondiscendente, personalizzata e soprattutto non psicotica né paranoica ma normale. Come era una volta. 
Le raccomandazioni che si trovano nelle pagine del sito di BabyJabs sono quelle che abbiamo appreso all'università, che seguivano i nostri pediatri e medici di famiglia prima che diventassero in massa esseri acefali privi di libero arbitrio.

Anche la sciagurata politica della "prevenzione" e della diagnosi precoce, con la ricerca spasmodica dei falsi positivi (ovvero nuovi clienti) da avviare alla fase due, il crescente timore di troppi di noi di "finire in ospedale", le morti per infezione come se il dott. Semmelweis non fosse mai esistito, le polmoniti ormai novella Morte Nera manzoniana, non fanno altro che inserire nel cervello l'idea che dopotutto la sanità privata sia il male minore e che sia necessario sempre di più farsene accogliere. 
Le tariffe più che appetibili oggi applicate in molte strutture a pagamento e il servizio molto più accurato che in passato, in parallelo con la necrosi del SSN, incarnato nei veri e propri "ospedali da incubo", mi fanno sospettare che tutto sia funzionale al fine ultimo di privatizzare per poi, una volta agganciato il cliente, potersi permettere di fare il prezzo secondo il mercato. Come per la telefonia.

L'obbligo vaccinale segue la "legge del 10". Nel Regno Unito i vaccini solo raccomandati sono 10, in Francia e Italia sono 10 ma obbligatori. L'obbligo francese è recentissimo, quello italiano lo dobbiamo notoriamente al ministro Lorenzin. Il numero non è casuale solo nel senso che indica la strategia globale. Per quanto ci riguarda, potrebbe perfino avere lo stesso senso del famigerato 3% di deficit.
L'obbligo variabile serve, come del resto negli altri paesi e secondo le esigenze locali e la volonterosità degli auto-carnefici coloniali, per introdurre le BabyJabs in Italia. Cliniche dove comparirà magicamente anche il vaccino singolo per il morbillo, che non esiste né esisterà mai. 
Serve per associare stato (e, attenzione! governo) con obbligo e quindi privato con libertà e la sua forza consiste nel fatto che, comunque, la maggioranza dei genitori si fida dei vaccini e di Burioni e la maggioranza dei pazienti accetta di prendere la pillola per la pressione o per il diabete a vita.
Se il piano generale non troverà ostacoli ed  il suo scopo sarà stato raggiunto, l'obbligo vaccinale potrebbe essere presto abbandonato. In fondo occorre solo il tempo di acchiappare la fascia dei possibili paganti, gli altri che si fottano. Paganti tra i quali ci saranno i più istruiti e informati che opteranno per "la scelta consapevole". Il vero obbligo consiste nel dover pagare per avere il vaccino pulito. 

C'è anche un problema politico. Chi abolirà l'obbligo se ne prenderà il merito elettorale ma per cantare vittoria occorrerà vedere quale sarà il passaggio successivo, perché la rimozione dell'obbligo potrebbe non essere necessariamente un fatto determinante, nel quadro generale.
Se nel frattempo si sarà posto rimedio alla devastazione del SSN riportando il controllo della prassi vaccinale allo Stato (cioè al controllo democratico e ad una scienza immunizzata nei confronti del controllo dell'industria) e cacciando BigPharma e i suoi scagnozzi ed interessi dal tempio della Salute, bene. Se i medici capiranno che la sfiducia che stanno inculcando nei pazienti li renderà meno appetibili e convincenti degli stregoni africani, bene. 
Altrimenti verrà applicata appunto, obbligo o meno, a quel punto irrilevante, la strategia globale: vaccini-merda per la plebe, magari quella da ridurre al minimo sindacale come raccomanda il maggior finanziatore privato dell'OMS.  Plebe che in massima parte non si opporrà perché crederà nella sanità pubblica  - perché non potrà farne a meno non potendosi permettere altro - e nella propaganda dei Burioni, e vaccini puliti per chi può pagare. Anche senza obbligo perché sarà comunque il censo a separare il grano dal loglio. E intanto si sarà stabilito il precedente del trattamento sanitario obbligatorio a discrezione del governo in carica per future nuove avventure totalitarie. Voglio dire che, anche eliminandolo, il danno di un obbligo già precedentemente introdotto  e la colpa di chi lo ha permesso ab origine rimarrebbero comunque.

Opporsi all'obbligo si, quindi, ma sapendo che è sempre questione di chi controlla cosa e avendo cura di preparare il dopo e l'alternativa. E capendo che è tutto collegato nella strategia globale.
Anche l'immigrazione selvaggia è funzionale alla privatizzazione della sicurezza. Più scalmanati per strada e più si invocano gli eserciti privati senza troppi scrupoli che la notte passano per le pulizie.
Che il compito di rimediare alla devastazione in atto sia maledettamente difficile, che il campo dove ci si muove è minato e occorrano mosse che a volte ci allontanino temporaneamente dalla soluzione per raggiungerla più efficacemente, è evidente. Burioni ci sta aiutando a capirlo. Ringraziamolo sentitamente.


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