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martedì 30 luglio 2013

Il mio libro per voi

Sophie Scholl, coraggiosa bambina

Ecco la sorpresa da scaricare e leggere, se volete. La mia tesi di laurea: "La fascinazione. Un'analisi psicostorica", rimasta dal 1997 sepolta negli archivi dell'Università di Bologna e che oggi ritorna alla luce grazie alla Rete ed alle meraviglie dell'eBook.

Come ho scritto nella necessaria postfazione ad uno scritto di quasi sedici anni fa, questa tesi di laurea giunse a coronamento di un percorso personale di ripresa degli studi quasi fuori tempo massimo, ad oltre trent'anni, in una materia, la psicologia, che nei miei interessi era sempre stata seconda solo alla medicina. Una sfida con me stessa, soprattutto, e di rivalsa contro un destino che mi aveva visto in gioventù impegnata quasi a tempo pieno solo nella musica. Più per volontà altrui, che mia.

In questo lavoro, suggeritomi dal compianto Prof. Giuseppe Mucciarelli, mio relatore ed insegnante di multiforme e rara capacità di ispirazione, ho potuto unire alla psicologia, qui nella sua variante psicostorica, elementi di sociologia, storia, politica, economia e medicina, in un approccio multidisciplinare che, secondo Mucciarelli, era assai consono alla mia capacità di interpretare fenomeni osservandoli da più punti di vista e interpretandoli secondo diverse chiavi di lettura.
Nove mesi di studio e redazione, praticamente la cosa più simile ad una gravidanza che mi sia capitato di portare a termine.

L'argomento fu scelto per caso, probabilmente durante uno di quei preziosi momenti in cui, finita la lezione, si ripristina l'antica tradizione del dialogo e della trasmissione di conoscenza tra insegnante ed allievo che finisce per travalicare i rigidi schemi dell'ambito del programma di studi per spaziare tra i più diversi argomenti. Solo in questo modo si può partire dai freddi test psicometrici per giungere ai meccanismi di fascinazione del nazismo e decidere di farci una tesi di laurea. Argomento sviscerato fino alla nausea, il nazismo, in migliaia e migliaia di lavori ben più illustri del mio ma che io credo di aver trattato in maniera originale, proprio per quella multidisciplinarità di cui parlavo.

Rileggendo la tesi oggi vi ritrovo ancora una certa freschezza e validità e penso che, anche per il non esperto in materia di psicologia, possa essere una lettura interessante. Senza contare che l'attualità politica e soprattutto economica sta ripresentando, secondo la legge dei corsi e ricorsi storici, inquietanti analogie con avvenimenti che, negli anni venti, posero le basi per l'insorgenza della fascinazione nazista. Scellerate politiche economiche pro-cicliche in risposta a crisi strutturali finanziarie che richiederebbero visioni di espansione fiduciosa; senso di sgomento e lutto nelle popolazioni per la perdita di riferimenti culturali, lavoro ed identità; paura di sprofondare nella povertà;  un paese, la Germania, che, come allora, si trova al centro dell'attenzione e, purtroppo, con il cerino acceso in mano. Tutto questo rende, dovrei dire purtroppo, attuale il discorso su quali fattori possono distruggere la democrazia. Oggi come allora.

Ai tempi della mia laurea si era pensato di pubblicare il mio lavoro ma poi una mia malattia e la prematura dipartita del Prof. Mucciarelli hanno fatto sì che  il volume finisse sepolto negli archivi dell'ateneo bolognese senza ulteriori possibilità di divulgazione.
L'avvento dell'ebook e la mia successiva ed attuale attività di blogger, mi permettono ora di mettere a disposizione dei lettori in Rete la mia ricerca in modo da poterla far rivivere sotto altra forma e sottoporla al loro giudizio.

Ho apportato solo alcune piccole modifiche, per il resto si tratta della stesura originale e definitiva del testo. Il download è libero e gratuito. Fatene buon uso e se vi piace, consigliatene la lettura agli amici.






P.S. Gradirei mi fossero segnalati eventuali malfunzionamenti dei file e difficoltà di visualizzazione sugli eBook reader. Oltre ad opinioni sul testo, ovviamente. Grazie davvero.

mercoledì 18 aprile 2012

Niente, niente, sono solo i lacrimogeni


Vicepreside. Ha ragione Luca Telese a definirla così ma a me Elsa Fornero ricorda una figura assai più perturbante della mia carriera scolastica alle elementari: l'assistente sanitaria.
Non me la sono mai dimenticata. Era una cinquantina piccola e dalla faccia dura e rugosa come quella della Cosa dei "Fantastici 4". Capelli corti e neri e rossetto sempre sbavato sugli incisivi radi. Sempre in camice bianco che più bianco non si può. Poveretta, magari in privato era una pasta di donna che coccolava i nipotini a forza di pane e nutella, ma mi terrorizzava.
Poteva arrivare in classe in qualunque momento della mattinata e non si faceva annunciare, faceva irruzione. Spalancava la porta con la stessa grazia che avrebbero usato i Delta Force, gracchiando: "Visita medicaaa!" Da quel momento poteva capitarti l'intradermoreazione alla tubecolina oppure una di quelle schermografie, fatte nel cortile della scuola con l'unità mobile, che andavano così di moda negli anni '60, fottendosene bellamente delle conseguenze delle radiazioni sugli impuberi. Mi viene da ridere a pensare che oggi, dal dentista, per una lastrina ad un molare escono tutti dalla stanza e tu rimani lì con dieci chili di piombo a grembiulone addosso che ti ricopre dal collo ai piedi. Allora si andava più per le spicce. Due, tre proiezioni ciascuno, e avanti il prossimo. E' strano che noi degli anni Sessanta non siamo fosforescenti al buio.


Il potere dell'assistente sanitaria sulla tua salute era quasi assoluto, a meno che il pediatra non ti facesse un certificato d'esenzione per l'intradermoreazione alla tubercolina o altre diavolerie del genere. E, ovviamente, tutto ciò che ti faceva: punture, lastre e visite, comprese le sgridate e gli scappellotti (allora usava, mica c'erano i genitori di oggi), perché a volte, in quanto bambino, ti capitava di piangere, era per il tuo bene. Ti faceva male ma era necessario e non si doveva discutere. Come la riforma della Fornero.

domenica 31 luglio 2011

Tutti pazzi per Lilli


Con questo post vorrei solo far sapere quanto sia bello avere un cane. Sarà inevitabilmente autoreferenziale, visto che si parla della cucciola che da un anno è entrata nella mia vita e in quella del mio compagno; Lilli, una meticcia di rara bellezza, di mamma labrador e padre ignoto ma, si sospetta, pastore tedesco. Quando ci è stata regalata aveva quattro mesi e ne abbiamo seguito la crescita  non facendole mancare le visite regolari dal veterinario, le vaccinazioni, la microchippatura e la sterilizzazione. Ce la siamo cavata nonostante non avessimo avuto, nessuno dei due, esperienza con dei cani.

Si parla dell'intelligenza dei cani e di come a volte, per alcuni, sia solo questione di mancanza di parola. Non è un luogo comune. Credo di essermi fatta un'idea del tipo di comunicazione che si instaura tra il cane e l'adulto o gli adulti sui quali viene imprintato. Non c'è bisogno di parlare, o meglio, ci si può parlare ma la comunicazione è di altro tipo; lei sa cosa voglio ed io so cosa vuole lei. E' difficile da spiegare, lo si può capire solo facendo l'esperienza di avere un cane. Forse è una comunicazione che agisce attraverso gli odori o altri canali diversi da quelli utilizzati normalmente tra umani. Ecco, assomiglia alla relazione tra due persone che non hanno bisogno di parlare per capirsi. Una straordinaria simbiosi, un'amicizia. che ti cambia completamente la vita.

Lilli, come tutte le bestie particolarmente intelligenti, ha una sua personalità e, dopo un anno che la conosco, ne riesco ad individuare alcuni tratti caratteristici. E' straordinariamente docile ed affettuosa, forse fin troppo fiduciosa delle buone intenzioni di coloro che le si avvicinano, e questa è sicuramente la sua componente Labrador. Apprende in maniera straordinariamente rapida e lo fa senza bisogno di sgridate. I sospetti sulla paternità cane lupo si rafforzano.
Con un buon addestramento potrebbe fare qualunque cosa, dal cane da tartufi, all'accompagnatore per i non vedenti, al cane da soccorso, vista la sua passione per scavare. 

Quest'anno l'abbiamo portata in vacanza con noi in Trentino e devo dire che non ci ha creato il minimo problema. In macchina si accuccia sul suo telo e dorme. Durante le soste si sgranchisce le zampe, gradisce una bevutina d'acqua, poi si rimette tranquilla a dormire fino a destinazione, magari con il musetto appoggiato alla mia mano. Per fortuna nella maggior parte dei locali dove siamo andati a mangiare, premesso che sceglievamo  posti all'aperto, l'hanno accettata e lei ha subito imparato a sedersi buona buona ad aspettare che gli umani finiscano di abbuffarsi. Adora la pizza, per cui qualche boccone di pasta del bordo le spetta di diritto.
Altre cose che le piacciono sono la mela, le caldarroste, leccare il vasetto dello yogurt quando finiamo di mangiarlo e soprattutto il pane e le fette biscottate. 

Ovunque andiamo tutti sembrano pazzi per lei. E' una cagnetta da acchiappo fenomenale. Non solo di altri cinofili, accompagnati o meno dalle loro bestie, ma di bambini, adulti, anziani, signore e giovanotti. "Posso accarezzarla?" "Quanto è bella, che musetto!"

Una vacanza con cane appresso è dunque possibile, soprattutto se l'animale dimostra grande capacità di adattamento e lo si tratta come qualunque essere che ha bisogno di spazio, cibo, riposo, movimento e svago. Per non parlare dell'amore.  Non c'è alcun bisogno di abbandonarli, mi raccomando.

sabato 10 gennaio 2009

Mille giorni a pieni polmoni

Scusate, non è una notizia, se questo fosse il TG rientrerebbe nel chiacchiericcio da "Costume e Società". Però è qualcosa di cui io vado molto fiera. Oggi sono 1000 giorni che ho smesso di fumare. Mille giorni nei quali ho riscoperto cosa vuol dire respirare.

Ce l'ho fatta senza farmaci e psicofarmaci riciclati, grazie solo a questo signore, che Dio lo benedica.
Dieci euro o meno, quanto costa il libro "Smettere di fumare è facile se sai come farlo", una buona motivazione che ha bisogno solo della spinta decisiva, ed è fatta. Via le sigarette per sempre. Via senza rimpianti. I colleghi che fumano non ti fanno soffrire nè causano invidia. Semplicemente, ti chiedi come hai fatto a fumare per tanti anni, a mandarti quella merda nei polmoni e come fa la gente a fumare ancora.

Non si sa esattamente come ma il metodo semplice di considerare il fumo una tossicodipendenza, funziona. Quindi colgo ogni occasione possibile per consigliarlo a chi ancora non lo conoscesse.
Smettere di fumare si può!

(Questi simpatici ragazzi non stanno festeggiando me, ovviamente, ma mille giorni senza incidenti sul lavoro nella loro fabbrica. Sarebbe bello vederne in tutti i posti di lavoro, di questi cartelli.)


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martedì 13 maggio 2008

Un troll tira l'altro

Siamo in periodo di ciliegie e, soprattutto quando si trattano certi argomenti, i troll fioccano come nespole.
Se è vero che non c'è blog senza troll, che certi troll sono perfino simpatici e ti ci affezioni tanto che ti dispiace quando smettono di perseguitarti, che però morto un troll se ne fa un altro, che certi li daresti in pasto alle formiche rosse quando tirano fuori sempre e comunque e in ogni circostanza "i no global che incendiano le macchine e tirano gli estintori", che l'80% di loro non si firma e che inspiegabilmente il 90% di loro è maschio, è anche vero che i più molesti (secondo i miei gusti) sono quelli che non commentano il post e gli argomenti trattati ma vanno regolarmente fuori tema.

Sono quasi sicura che chi si comporta così non abbia un proprio blog e non si renda conto che scrivere un post richiede a volte molte ore, anche di ricerca, se si tratta di un post su argomenti storici e non puro cazzeggio.
Sono quelli che ti fanno notare che manca una c in "weltanschauung", che ti fanno notare gli errori di battitura, che si mettono a darti ripetizioni fuori tempo massimo di grammatica e sintassi.

Mi fanno pensare a qualcuno che, trovandosi di fronte Angelina Jolie che si è appena spogliata nuda per lui ed è pronta a fare l'amore, dice: "cara, ti faccio notare che la calza che ti sei appena tolta è smagliata".

P.S. Toh, questo blog ha compiuto due anni, essendo nato il 2 maggio 2006.
(Per la serie: autotrollaggio da diporto, con l'aggravante che non ce ne può fregare di meno).


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lunedì 24 dicembre 2007

Natale in casa Lameduck

Voglio fare gli auguri a tutti, soprattutto a coloro i quali stanno aspettando che le Feste passino perchè il Natale li mette di cattivo umore, perchè si chiedono giustamente cosa vi sia da festeggiare, visto che le cose vanno male; a quelli che odiano il Natale perchè è solo una sagra del consumismo e dell'essere buoni per forza.
Quest'anno avrei voluto anch'io bypassare con un gesto il panettone, l'albero e i regali, visto che non avrei più potuto condividerli con la mia mamma.
Poi è capitato che, in prossimità delle feste, mi sia ritrovata a ripensare alla mia infanzia, al presepe che lei mi faceva tutti gli anni, con le casette, le montagne con la carta marrone stropicciata, i sassolini e il muschio, i pastorelli, la carta stagnola a mo' di acqua del fiume, il ponticello, le lucine che illuminavano le casine dall'interno.
Da molto piccola il presepe mi piaceva, poi crescendo diventai sempre più triste e disincantata come Tommasino, e mia madre, proprio come Lucariello, insisteva a farmi piacere il presepe per forza.

Grazie a questo ricordo, che nella mia mente stava diventando qualcosa di terribilmente dolce e struggente, mi sono ritrovata a girare le bancarelle del mercato alla ricerca di pastori, pecorelle, casette per quello che doveva essere il presepe più bello di tutti, da dedicare alla mia Lucariella. L'ho fatto, ho comperato pure la carta con lo sfondo stellato e, come ospiti d'onore, assieme alle statuine nuove comperate alla Fiera del Torrone dell'8 dicembre, ci ho messo alcuni degli storici pastorelli che facevano parte del mio presepe di bambina, conservati religiosamente sempre nella stessa scatola e utilizzati ancora ogni anno da mia madre per il suo personalissimo e artistico presepe.

Questo presepe mi dà tanta serenità, lo guardo e penso che sarebbe piaciuto tanto anche a lei. Mamma, avevi ragione. Macchè albero, è il presepe il vero Natale.



Auguri sinceri di Buon Natale a tutti coloro che passano di qua, agli avventori occasionali di questo Bar dello Sport, ai clienti fissi e regolari, a coloro che sono diventati amici, a coloro che si sono persi per strada, a quelli che si sono presi una pausa ma non vediamo l'ora che tornino, a coloro ai quali non è piaciuto il caffè, a quelli che invece lo considerano il migliore, a quelli che si lamentano del servizio e a quelli che disprezzano ma tornano.

Ah, dimenticavo. Lameducche ha realizzato un sogno, entrare a far parte di un Presepe Napoletano del '700, i più belli del mondo. Forse la paperaccia stona con il suo beccaccio giallo in un contesto tanto solenne ma si è messa così d'impegno per essere buona almeno in quella occasione che non ho potuto dirle di no.

Ringrazio il sito del Comune di Scanno (AQ) da dove ho rapinato la bellissima immagine. Andate a vedere che meraviglia di posto è.

martedì 20 novembre 2007

M'è caduto un meme nel piatto

Come si fa a dire di no a Giuseppe? Non si può ed eccovi quindi la papera trascinata nel meme del momento: "come sei diventata blogger". Lameducche risponderebbe "nun ce ne potrebbe fregà de meno" ma dato che l'ho imbavagliata fino al prossimo fine settimana, faccio finta di essere seria e rispondo alle domande.

1. Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog? L'ho già spiegato altrove ma per coloro che si fossero persi il momento topico: sono diventata blogger nei giorni in cui avevo appena smesso di fumare, un pò per curiosità e molto perchè dovevo farmi passare la scimmia dei primi giorni senza nicotina.

2. Il tuo primo post? Questo, dedicato a Berlusconi, che però definire post è una parola forte.

3. Il post di cui ti vergogni di più? C'è Lameducche che ride attraverso il bavaglio e fa gestacci. Glielo dico, glielo dico, stai tranquilla. Mi vergogno di questo post. In assoluto il punto più basso. Una caduta di aplomb terrificante. Chissà cosa m'era preso in quel periodo, la primavera...

4. Il post di cui sei più fiera? Tutti quelli che hanno provocato discussione e che hanno fatto controinformazione, soprattutto questo e questo.

5. E tu? Come sei diventato blogger? Facciamo così. Prendo Lameducche e ve la tiro all'indietro a mo' di bouquet della sposa: chi la piglia la piglia e raccoglie la sfida del meme. Oh, non fatela cadere però. E' una paperaccia sboccata e irriverente ma in fondo ci sono affezionata.


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lunedì 13 agosto 2007

La nuvola di Lameduck

Due anni di seguito non può essere un caso. Scegliere come luogo di vacanza la Val di Sole e vederla tramutarsi nella Val di Pioggia quattro giorni su sei, con gli indigeni che cominciano a guardarti male, devo ammetterlo, non è da tutti.
In questi casi di solito, per consolarti, ti dicono: "pensa allora a quelli che erano al mare".
Sinceramente, che piova in montagna o al mare quando sei in vacanza e ti aspetti un po' di bel tempo è una enorme, implacabile e continuata rottura di maroni.

Il tempo si è sistemato verso la fine della settimana ma di passeggiate lunghe non se n'è parlato. Il massimo della trasgressione è stata una mezza giornata su a 1800 su un prato tempestato di bovini che si sono fatti docilmente fotografare. Bello il contatto con la natura e gli animali ma dopo un po', effettivamente, ti senti un pochino imbecille.

Se in montagna non fai passeggiate, che fai? Se sei in appartamento guardi la tv, giochi a carte, oppure esci lo stesso con l'ombrello per dedicarti allo shopping. Dopo aver fatto incetta di grappe e formaggi da portare agli amici e ciondolato negli unici centri commerciali disponibili per trovare i quali sei disposta a fare chilometri, e ti riduci perfino a fare uno squallido giro all'unico LIDL della vallata, non rimane che andare a mangiare.
Qui sono dolori perchè il cibo di montagna è pensato per riempire di calorie organismi stremati dal freddo invernale e anche d'estate in Agosto è difficile scansare l'onnipresente polenta e cervo o i leggerissimi "piatti del boscaiolo", buoni ma terribili. Per la modica spesa di 16 euro ti portano un tagliere di legno che contiene tutte assieme le seguenti sostanze detonanti: crauti, polenta, formaggio di malga fuso, fagioli, wurstel e spezzatino di cervo. Facile immaginare le conseguenze a breve e lungo termine di una simile mistura di potenziali armi chimiche.

Un altro classico delle giornate di pioggia in vacanza è la deriva culturale con l'inevitabile visita al museo. Ci siamo fatti una cinquantina di chilometri per tornanti fino a Bolzano perchè ci è venuto l'uzzolo di andare a vedere Ötzi, l'Uomo di Similaun. Un'ora di fila fuori, per fortuna graziati dal sole appena spuntato dalle nuvole e otto euri di biglietto a cranio per ritrovarsi di fronte ad un enorme frigorifero con oblò dal quale è possibile sbirciare nella penombra, per meno di 15 secondi netti altrimenti quelli dietro ti menano, l'omarello rinsecchito da 5000 anni di mummificazione. Posso dirlo? Una delusione e tre quarti.
Si, bella la ricostruzione del berretto di Ötzi, della giubba di Ötzi, nella scarpa di Ötzi, dell'ascia, della faretra e di tutto l'armamentario che gli hanno trovato attorno sul ghiacciaio. Alla fine con Ötzi di qua e Ötzi di là, le tazze e il calendario con Ötzi e le gambe che ti fanno male per essere stata un'ora in piedi ne hai una borsa così.

Sono già tornata al duro lavoro ma non mi lamento. Forse, se la nuvola anomala di Lameduck si distrae e ritorna a seguire Fantozzi come da tradizione, il giorno di Ferragosto per me ci sarà il barbecue in campagna via dalla pazza folla e domenica me la passerò al mare a sbafo da una zia ricca che staziona in un hotel da 200 euro al dì. Hasta l'aragosta siempre!


Altro pezzo anni '60 in omaggio, che i cinefili tarantiniani riconosceranno subito. Non c'entra un piffero nè con la montagna nè con le mummie ma ve lo propongo lo stesso perchè mi piace e poi mi fa impazzire l'uomo in primo piano che non sa dove tenere le mani. Provate voi ad avere una biondona che vi shakera il sederone a pochi centimetri dalle parti intime e a tenere i tentacoli a posto. Ma li avrà ascoltati poi Dick Dale & The Del-Tones?

sabato 12 maggio 2007

Bronzo (e argento) alla patria

Quando dico che in questi giorni non capisco più niente, evidentemente dev'essere vero.
Ieri, usciti i risultati delle votazioni per i Migliori Z-Blog, la prima reazione è stata quella di rosicare e di brutto perchè, come succedeva a Scorsese anni fa, un mucchio di nominations e poi nessun Oscar.
Sarà che a me, tra i numeri ordinali e cardinali, attizza da morire il numero 1 e mi ha sempre fatto un pò pena Cagnotto, quindi pensavo di avere, come si dice, toppato.

Poi invece, vedendo che nei blog dei "vincitori" (e anche dei secondi e terzi classificati per ogni categoria che possono fregiarsi ugualmente del bannerino di vincitore), godevano tutti come ricci e si lanciavano in manifestazioni di puro autoerotismo mi sono detta: e chi sono io, la figlia della serva?
Così ho riguardato i miei piazzamenti, ho capito di non aver capito un tubo e oggi esprimo qui la mia gioia, per prima cosa rendendomi conto che un mucchio di gente mi ha votata e io dalla mia torre d'avorio non ho ringraziato abbastanza.

La stupida papera lo fa adesso e si profonde in baci, inchini e abbracci. Sono in serious mode adesso, grazie amici veramente per la stima e la simpatia accordatami.

Ricordo, a chi si fosse messo in ascolto in questo momento, i miei lusinghieri piazzamenti:

2° Classificata come Miglior Z-Blog Femminile (nonostante venga spesso scambiata, per i miei scritti, per un papero maschio, tie')
3° come Miglior Z-Blog Giornalistico (per una che ha sulle palle i giornalisti è la giusta nemesi).

Sono arcicontenta per gli ottimi piazzamenti della nostra squadra:

Pibua (#1 come Miglior Z-Blog Femminile)
Ed (2° tra i maschi)
A.I.U.T.O. (3° tra gli umoristici)
Gidibao (3° blog tecnico)
Pensatoio (3° fonte di spunti)
Dalianera (2° letterario)
Verosudamerica (#1 giornalistico)
Batsceba (3° scrittore e 3° Z-Blogger dell'anno)

Ancora complimenti a tutti: organizzatori, vincitori e partecipanti, va'!

mercoledì 2 maggio 2007

Buon bloggeanno

Esattamente il 2 maggio del 2006, dall’uovo abbandonato di una papera zoppa, nasceva questo blog. Potevo, ad un anno di distanza, risparmiarvi la broda autoreferenziale del primo anniversario?

Sapete come sono gli ultraquarantenni senza figli, oltre alla compulsione per i peluches abbiamo la tendenza a crearci dei figli surrogati per compensarne la mancanza (dei figli, non dei peluches).
Il mio blog me lo immagino proprio come un bel bambino di 12 mesi, paffutello, rosa, ciccioso e sufficientemente bello e intelligente perché tutti dicano che è il ritratto di sua madre.
E’ cresciuto molto in questo tempo, ha superato i 60.000 contatti, è oggi 266° nella classifica di Blog Babel, e ogni giorno circa 200 visitatori vengono a leggere i deliri della sua mamma. Temo che tra un po’ comincerà a considerarsi una piccola blogstar e allora saranno dolori, ma io ne sono tanto fiera..

Si è fatto molte conoscenze in giro per la blogosfera e, cosa veramente bella, anche degli amici. Tra le sue frequentazioni abituali ci sono prima di tutto i napoletani, con i quali ha un grosso feeling: il quasi coetaneo e condivisore di immaginario collettivo A.I.U.T.O., ovvero Mister Cima. Quando pensano qualcosa assieme sono fuochi artificiali, vedasi l’exploit su Totò.
Altri punti di riferimento partenopei sono Pensatoio, ‘o filosofo, dalle analisi sapienti e le battute-haiku corrosive e l’enigma avvolto in un mistero dalianera.
Poi ci sono i genovesi/liguri, perché il sangue non è acqua: Gidibao, Pibua, Ed.
Altri bloggers che ama sono un’altra filosofa alla nitroglicerina, Cloroalclero (da quando frequenta la sua agora mi sta diventando ogni giorno più ribelle), l’irriverente e anticlericale Bhikkhu (altra cattiva compagnia), Spartacus Quirinus da Roma, le magnifiche Tisbe e Galatea, gli amici di MenteCritica, Lello in primis.
Ammira segretamente anche altri bloggers come Fulvialeopardi, Dacia e Andiaurol ma loro non se lo cagano proprio. Vabbè, intanto si bea con le vignette di Gianfalco e Mauro Biani e in cuor suo, anche se non lo ammetterebbe mai, soprattutto davanti a me, sogna di fare un giorno il numero di commenti di Beppe Grillo.

Ad ogni modo, per venire al sodo, vi lascio con le parole dei guitti di una volta: “se in questo anno vi è piaciuto questo blog tornate a trovarlo, e se non vi abbiamo accontentato, faremo meglio la prossima volta.”
Grazie a tutti voi amici, di cuore, per questo anno in compagnia. Vi voglio bene e vi amo.

P.S. Oggi darei un bacio in bocca a Daniele Luttazzi per ciò che ha scritto su Fassino. Da papera ridens mi ha fatto godere a lungo.
Poi però se ci fosse da fuggire insieme sceglierei piuttosto Daniel Craig.

venerdì 30 marzo 2007

E sono 47...

Anche se è il compleanno più triste della mia vita, perché lei non c’è più, siccome sono una papera d’acciaio e mi considero mai doma e cocciuta come dieci muli, voglio farmi gli auguri lo stesso con questo post vergognosamente autocelebrativo.
Solo per oggi darò la stura alla più spudorata e clamorosa espressione di culto della personalità dai tempi di Nicolae Ceausescu.

Sono giunta all’anno 47° che, facendo riferimento alla Smorfia, calza a pennello con le mie attuali mansioni lavorative, è benedetto dal sacro spirito di Totò e ha quel sapore di Napoli antica che noi nordisti per caso amiamo tanto.
47? Mi sento infinitamente meglio di quando avevo vent’anni, sono molto più saggia, menefreghista e coraggiosa dei miei tempi da giovane anatroccola. Sono anche molto più pazza, ma questo lo considero una fortuna. Chi è toccato da una sana e lucida follia, vede finalmente la luce.

Voglio fare gli auguri anche a questo blog che ha festeggiato i 50.000 contatti nei giorni scorsi e si colloca attualmente al 263° posto della classifica di Blog Babel. Nessuna falsa modestia oggi, ne sono proprio orgogliosa, tié!

Voglio farvi anche un regalo, segnalandovi quello che è il miglior blog appena nato in blogosfera (e non perché anch’io ci scrivo, ma si anche per quello, fanculo la modestia!), MenteCritica. Non vi dico nulla, visitatelo, leggetelo, innamoratevene e non fatene più a meno.

L’avete capito, oggi mi sento ancora più scoiattolo e voglio scorreggiare in faccia al mondo, alla sfiga, alla morte e alla depressione. Mi strafogherò di dolci, fanculo la dieta, mi farò coccolare ancor di più da chi mi ama e vi abbraccerò tutti quanti in un colpo, amici miei. Tanto le mie ali sono grandi...

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