mercoledì 22 maggio 2013

Doktor Mark e Herr Euro


Come sapete, il nostro bimbo prodigio bello di zio tutti i giorni minaccia di andare in Europa (ma si legge Germania) a rinegoziare, dice lui, il Fiscal Compact e gli altri trattati capestro shockeconomici che ci stanno strangolando.
Trattati che il suo partito, assieme al braccio politico di Mediaset, ha approvato a suo tempo senza emettere neppure un belato, compreso Nichi, che ora fa lo sdegnoso, quando ha sottoscritto l'accordo elettorale con il PD.  Il silenzio degli indecenti. 

Andare a rinegoziare. Bene, ma quando, visto che l'Italia con la garrota al collo è già cianotica? Per ora è un temporeggiare pallido e assorto, sperando che nel frattempo arrivi qualcuno a risolverci il problema. Magari Gigantepensacitu, il Diodelcielo o una provvidenziale invasione aliena.
Ho il sospetto che il regime piddino sia convinto, con un ragionamento viziato dal maschilismo, che la politica tedesca di austerità sia tutta colpa della Merkel. Della paturnia postmenopausica di questa carampana senza più voglie che cambia colore della livrea come il camaleonte ma sotto la giacchetta è un ottusangola in duralluminio. Trombata la strega alle prossime elezioni di settembre, ragiona il piddino modello base, cambieranno le cose e i crucchi non saranno più crucchi ma diventeranno malleabili come il pongo.

Vale la pena allora di fare subito un bel gavettone di acqua gelata in faccia al piddino e raccontare con quale tipo di tedeschi abbiamo a che fare, femmine e maschi, compresi quelli che dovrebbero rappresentare, figuriamoci, la svolta, l'inversione a U post Merkel. Le fate turchine disposte a perdonare il discolo Pinocchio.
Grazie come sempre a Voci dalla Germania che lo ha tradotto per noi, vi propongo alcune perle assolute dal pensiero di due economisti: Bernd Lucke, leader di Alternative für Deutschland, il partito "antieuro" che conosciamo già, e Dennis Snower, presidente dell'Institut für Weltwirtschaft di Kiel, intervistati dal Frankfürter Allgemeine Zeitung (qui in originale).

Le domande poste dal giornale (d'ora in avanti FAZ) ai due esperti vertono sulla questione euro e sulla conseguente crisi dei paesi della periferia dell'eurozona. Un argomento che in Italia non esiste a livello ufficiale, mediatico, ma solo in quello esoterico delle riunioni dei Beati Paoli dell'economia mainstream e in Internet a cura della controinformazione carbonara, perché la crisi, lo sapete, è causata dall'invidia americana per l'euro che usa l'incanto patronus della speculazzzioneinternazzzionale per farci la magia nera cattiva.
Invece nel resto d'Europa si ha ben presente quale sia la causa della recessione europea. Una crisi strutturale creata dal vincolismo, che lo shock esterno finanziario ha solo innescato. Non c'è economista sano di mente nel continente che non si renda conto del problema e che non pensi al modo di uscire dall'impasse.
Lo fanno anche i nostri due eroi del giorno, Bernd e Dennis, che qui dialogano a lungo ed approfonditamente sullo stato dell'eurozona. A modo loro però, come vedremo, a colpi di dissonanza cognitiva e pregiudizio ideologico, con lo spirito dei tolemaici che si rifiutano di guardare nel cannocchiale di Galileo e la mentalità, mi dispiace dirlo, da crucchi totali.

FAZ domanda se, alla luce dell'attualità, sarebbero ancora favorevoli all'introduzione dell'euro. Visto che comunque così non si può andare avanti a lungo, quali sarebbero le ricette migliori per evitare il crollo dell'eurozona e il salvataggio dei paesi più negativamente coinvolti. Se è previsto un ritorno al marco ed alle altre monete nazionali.
Snower (l'eurista duro e puro): "Assolutamente favorevole all'euro ma con regole più solide. Gli stati europei hanno avuto vantaggi sia politici che economici. Anche se noi fino ad oggi avessimo vissuto bene senza l'Euro, ora sarebbe il momento giusto per introdurlo. Se i paesi iniziassero ad uscire dall'Euro, in Europa avremmo più protezionismo e un nazionalismo dannoso. L'intero progetto europeo sarebbe messo in discussione. Rischiamo un circolo vizioso che ci porta al caos.
L'introduzione di una moneta nazionale (per i paesi del sud, come propone Alternative für Deutschland, il partito di Lucke, n.d.r.) , se tutto andasse bene, avrebbe solo un breve effetto. I prezzi si adeguerebbero velocemente. La competitività di un paese non dipende dalla sua valuta, piuttosto dai suoi vantaggi comparati: che cosa sanno fare meglio degli altri? Questo dipende dalla sua struttura produttiva e dalla sua forza innovativa. Se le cose non dovessero funzionare, un paese povero del sud-Europa, con una valuta debole, non potrebbe permettersi investimenti per creare una nuova struttura produttiva. Il governo cercherebbe la sua salvezza nell'inflazione, alle porte d'Europa ci sarebbe un caos valutario. Come tutto questo potrebbe portare paesi come la Grecia ad una maggiore competitività, non lo capisco proprio. "

Lucke (l'euroscettico, il buono, secondo i piddini): "Oggi non sarei affatto per l'introduzione dell'Euro, sebbene nel 1999 lo fossi. Pensavo che l'Euro avrebbe potuto esercitare una benefica pressione sugli stati e renderli più competitivi. Competitività che fino ad allora era stata difesa solo con le svalutazioni. Ma l'inerzia è stata troppo forte. Anche esercitando una grande pressione, non si sono viste le riforme strutturali sufficienti. Per questo motivo l'Euro non è adatto ad una zona valutaria cosi' eterogenea.No, non è la Germania a dover abbandonare l'Euro, ma i paesi del sud. Sarebbe molto più efficace di un'uscita della Germania dall'Euro. I paesi del sud avranno la possibilità di svalutare, e in questo modo tornare competitivi. L'Europa soffre di una crisi di competitività. Nei paesi del sud i salari in rapporto alla produttività sono troppo alti. Le aziende non sono competitive, è difficile esportare i loro prodotti. (fonte)
Vedete, se cliccate sui link che ho messo ai loro nomi all'inizio scoprirete che questi due hanno un curriculum enorme. Delle pubblicazioni impressionanti. Sono dei 24x17 dell'economia. Eppure, accecati dall'ideologia e dal fondamentalismo neoclassico, sembrano Scemo & Più Scemo.
Se ne volete la controprova, eccola.
Quando i due si avventurano nell'esempio di un paese che in questi anni invece ha fatto il bravo (e succede anche ad economisti nostrani con l'orecchino che hanno sempre la Svezia in canna), i risultati sono ancor più esilaranti:
Lucke: Nel 2001 la Turchia si trovava in una pessima situazione, simile a quella della Grecia di oggi: altamente indebitata e prossima alla bancarotta. Allora dicevamo in maniera arrogante: la Turchia non è pronta per l'EU. Ma cosa è successo? La Turchia ha risolto il suo problema debitorio, è entrata in nuovi settori economici e al momento sta vivendo un boom con la sua moneta flessibile. Perché la Grecia non dovrebbe andare nella stessa direzione?
Snower: Che la crescita della Turchia sia da ricondurre ad una valuta flessibile, per me è una novità! Il paese ha semplicemente fatto delle buone politiche economiche, ha rafforzato lo stato di diritto e migliorato l'educazione.
A questo punto, un bimbetto dell'asilo stenderebbe ben in alto il braccino e griderebbe: "Maestraaa, ma la Turchia non ha l'euro, non è soggetta al vincolo di cambio, ha sovranità monetaria, applica la Lex Monetae, stampa moneta!"
Appunto.
Invece qui abbiamo due economisti che inanellano una serie tale di svarioni ed ottusità che, se fossero medici, sarebbero già stati radiati dall'albo per eccesso di rischio di mortalità di pazienti.
Ai bei tempi dell'economia sana di mente e non psicopatica, al primo esame di macroeconomia sarebbero stati consigliati di dedicarsi piuttosto al lavoro all'uncinetto.

Santoiddio, è dal 1961 che il liberista Mundell ha teorizzato sui requisiti dell'Area Valutaria Ottimale, raccattandoci su anche un premio Nobel e Lucke, questo phenomenon che dovrebbe rinnovare la Germania rivoltandola come un calzino, si meraviglia che l'euro non abbia funzionato in una area "così eterogenea"? Per non parlare dell'altro, che considera una novità (1961, lo ricordo) che un paese prosperi grazie alla flessibilità del cambio. Il Giappone di Shinzo Abe gli deve sembrare una specie di fenomeno allucinatorio.
Guardate, il punto centrale è quello. Un'idiota come me l'ha capito alla prima lettura, cos'era un'Area Valutaria Ottimale e perché l'Europa attuale non lo è e non può quindi funzionare con il vincolo della fissità del cambio. Quindi, o questi sono peggio che idioti oppure sono affetti da neglect ideologico. Siccome non possono accettare che la loro teoria sia sbagliata, dev'essere l'ambiente circostante ad esserlo.

Ecco quindi che insistono e perseverano diabolicamente nell'errore, invocano ancora più rigidità di regole, confabulano di vantaggi arrivati ai paesi europei dall'euro senza specificare quali (indovinate, la Germania!) e vaneggiano di possibilità di salvare il mostriciattolo morente.
Lasciate ogni speranza o voi pisani che pensate di poter ragionare con questi.
Perché c'è ancora dell'altro, non è solo ottusità fondamentalista da liberisti, come se ne trova tanta anche tra i Chicago Boys nostrani. Se leggerete l'intervista per intero finiranno di cadervi le braccia.

Questi due sono dei fottuti mercantilisti con il mito dell'export come virtù assoluta e dell'import come vizio innominabile. Ma soprattutto sono anche dei moralisti luterani, per i quali il debito è Schuld, maxima culpa, ma il credito no, è buono, e la vita è solo sacrificio, se no il paradiso non te lo meriti. L'etica protestante del paternalismo. 
Ovviamente, il tedesco incarna, per loro, l'essere virtuoso e il losco greco terrone (o italiano) l'Untermensch da lasciar crepare dopo averlo spolpato fino alle ossa. 
La cosa strana infatti è che ci disprezzano però desiderano la nostra roba. Si vantano di vivere in affitto e di non avere il mito della casa di proprietà, però cominciano già ad allungare le mani sul nostro mercato immobiliare in crisi nera.

Tutto quel moralismo, quella pretesa di essere campioni di virtù e quel Super-Io ipetrofico sembrano nascondere solo l'istinto primitivo del cannibalismo rituale. Quello che mira ad assimilare la forza del nemico incorporandolo ed incamerandone le ricchezze. E la nostra forza di paesi sudici è fatta di libertà, creatività e attitudine alla ribellione. Quelle qualità che permettono ai paesi come il nostro, come dice Snower ad un certo punto, "di fare alcune cose meglio degli altri." 
Solo che queste cose si possono fare solo con le mani libere da vincoli monetari e la mente libera da 3% di rapporto debito-PIL da rispettare ad ogni costo. Con questo grado di libertà, volendo, potrebbero farcela pure i tedeschi, ad essere felici.

Vai Enrichino, vai a trattare, a negoziare con i crucchi. E che buon pro ti faccia.

domenica 19 maggio 2013

Cerco un paese meridionale, ben industrializzato, disposto a farsi macellare


Ogni giorno sui giornali e in televisione, chi ha avuto il dono, o la disgrazia, di potersi informare, studiare ed aprire gli occhi sui veri motivi dell'attuale situazione economica, si rende conto di come essa sia un'immensa follia, un brutto viaggio lisergico, creato da predatori che ingannano volutamente le proprie prede le quali, questa è la peggiore follia, consapevolmente si offrono come agenti attivi della propria rovina e, quel che è peggio, di quella dei propri inconsapevoli connazionali. 
Stai lì ad ascoltare i deliri sui sacrifici, sullo spread, sulle riforme, sui conti che devono quadrare a costo di sacrificare 26.000 aziende, sui tagli e ormai hai capito che stanno parlando di tagli alla carne viva, di un atto gigantesco di cannibalismo rituale che riguarda l'olocausto di classi intere. La macellazione della classe media. Quella alla quale tu appartieni. Ma loro, aedi di regime e volonterosi alzamanos collaborazionisti, seppure anch'essi già stesi sul tavolo per la dissezione, non lo capiscono, non lo vedono.

Non c'è un solo politico, un solo sindacalista (buoni, quelli), di coloro che dovrebbero difendere la propria classe di appartenenza, che abbia capito veramente l'inganno, che stia facendo qualcosa per salvarci. Eppure come avvertimento ci sono stati i freddi sicari sociopatici perfettamente consapevoli del loro ruolo e che, una volta eseguito il compito assegnato, sono tornati nell'ombra alla quale appartengono. 
Quelli che ci governano ora, i giovani Hansel e Gretel che sgranocchiano felici la casa di panforte e si inzeppano di marzapane, non hanno ancora capito che tra un po' finiranno nella gabbia per l'ingrasso. Allargata abbastanza per contenere per intero questo bel paese succulento. Ma no, che sciocchezza, vi dicono, alle brutte, capitasse veramente qualcosa di male, loro sono in grado di far ragionare la strega, che credete?

Ho pensato a volte che quella dei politici fosse solo complicità. Complicità comprata con zecchini sonanti e sicuramente è così. Ma, visto che nemmeno loro si salveranno, una volta che non serviranno più, come la serva, mi sto  convincendo che la loro è proprio idiozia, ne sono ormai certa. Siamo in mano a degli idioti. Dei fottuti maledettissimi idioti.

Gli scrivani di regime, poi.  Sentite cosa scrive Scalfari oggi nel suo editoriale su Repubblica:
"La moneta unica europea è stata una riforma rivoluzionaria: ha reso impossibili le svalutazioni delle monete nazionali come strumento di competitività, ha unificato il tasso del cambio estero per una popolazione di oltre 300 milioni di persone, ha consentito un mercato libero per le persone, le merci e i capitali." (fonte)
Più avanti l'attonito direttore, economista immaginario, però si domanda:
"Quanto all'Europa, versa anch'essa in condizioni che dire drammatiche è dir poco: una marea di disoccupati, una recessione che ha colpito quasi tutti i Paesi che la compongono, una politica economica profondamente sbagliata, una politica bancaria in fase di stallo, una lentezza decisionale che aggrava i malanni e vanifica le incerte terapie."
L'ottusità ideologica e l'obbedienza di partito, perché queste belle cose le ha fatte e le sta facendo la sinistra, e soprattutto la dissonanza cognitiva, direbbe Festinger, impediscono al vecchio di collegare le cose, di mettere assieme i pezzi del puzzle per ottenere l'immagine completa. E' così difficile per Scalfari capire che è stata proprio la moneta unica a causare la devastazione che descrive? 
Ma il vecchio è tranquillo perché, continuando sempre nel suo delirio confabulatorio, scrive che  adesso Hollande (un altro sinistro dal doppio significato) si adopererà per fare finalmente la vera unione europea, quella politica. Il nostro amico amerikano Luttwak direbbe: "Tra quindici anni mentre nel frattempo il disoccupato muore".
Un'Europa a guida tedesca, suppongo, e magari con un bel revival del lavoro coatto. Tanto, cacciata l'orrida callipigia, vinceranno i crucchi buoni, quelli che possiamo uscire dall'euro basta che i debiti continuiamo a pagarli in euro. La gabbia per l'ingrasso, appunto.

La nostra tragedia è questa. Un potere elitario sadico che manovra burattini masochisti disposti a tutto pur di soddisfare il padrone e che hanno sviluppato l'estrema perversione masochistica dell'autodivoramento. Un girotondo di follia che nessuno sembra in grado di fermare. 
Nemmeno Pasolini nel suo Salò, preconizzando un futuro atroce di dominatori e dominati, aveva immaginato che le vittime, nella realtà futura, sarebbero state più che consenzienti. 


Nel 2000 Armin Miewes, un tecnico informatico di Rothemburg, Germania, pubblicò il seguente annuncio su un canale internet riservato ai cultori del cannibalismo: "Cerco un giovane ragazzo, ben fatto, tra i 18 e i 30 anni, che voglia farsi macellare". 
Un anno dopo Bernd Juergen Brandes, un ingegnere elettrotecnico di Berlino, gli rispose: "Mi offro a te e ti permetterò di cenare con il mio corpo vivente. Non una macellazione, si tratterà di una cena."
Lo fecero davvero, agendo un delirio sadomasochistico al di là di ogni immaginazione, in uno degli episodi di cronaca nera più sconvolgenti mai accaduti.
Il primo processo a Miewes terminò con l'incredibile condanna a otto anni, perché la giuria, visto che la vittima era consenziente, considerò il crimine alla stregua di un suicidio assistito e in Germania al tempo non esisteva una legislazione che punisse il cannibalismo. In appello, anche grazie al clamore mediatico attorno alla vicenda, Miewes fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario e condannato all'ergastolo.

venerdì 17 maggio 2013

Malleus economicarum





Avete mai ascoltato parlare degli eretici? Non mi riferisco ai dolciniani, terminati di bruciare da parecchio tempo, ma ad eretici di tipo economico. Eretici moderni ma non per questo meno vilipesi ed emarginati.
Guardate, la situazione è paradossale perché chi sentirete parlare in questo video rappresenta in realtà la teoria classica economica che spiega i meccanismi semplici che da sempre governano il sistema capitalistico: il sistema binario del debito/credito, della domanda/offerta. Il meraviglioso relativismo della salita che può diventare discesa. Teoria che, nel secolo scorso, attraverso le politiche economiche di tipo keynesiano, ha risolto tutte le crisi periodiche permettendo ai paesi che le avevano adottate di progredire e dare benessere ai propri cittadini, concedendo al capitalismo di dotarsi di un volto umano e sostenibile.

I veri eretici, a ben guardare, sono gli altri, i liberisti. Quelli che però, dominando il mondo da quarant'anni, dopo aver scoperto che la loro teoria si sarebbe rivelata di straordinaria utilità per gli interessi dell'1% più ricco della popolazione, a scapito del 99% ovviamente, ed averla venduta con gran profitto al primo, si sono tolti lo sfizio di proiettare l'eresia sugli altri, sui fautori di un'economia social oriented e, di conseguenza, bandirli dalle università, dalle trasmissioni di approfondimento e da tutto ciò che fa mainstream. Il golpe dei servi opportunisti.

L'esperienza di ascoltare Nino Galloni e Nando Ioppolo, quindi, è straordinariamente interessante perché non siete certamente abituati a farvi raccontare l'economia ma una sua versione bizzarra, straniante ed allucinatoria, fatta di inflazione che nasce dalla quantità di moneta circolante, di necessità di assenza di qualunque controllo sulla circolazione di capitali tanto il mercato, alla fine, si autoregola da sé come fosse un essere senziente saggio ed avveduto.
Siete cresciuti probabilmente con l'idea che lo Stato sia il nemico, un Moloch che si mangia tutti i vostri risparmi senza darvi niente in cambio. Che privato è sempre bello, buono e fico.  Che l'economia di una nazione è una specie di casalinga disperata molto cotonata che deve far quadrare i conti, far fare i compiti ai figlioli indisciplinati e punirli con l'andare a letto senza cena se non li eseguono.
Un lettura dell'economia favolistica, manichea, fatta di bene contro il male, di moralismo, di culto della ricchezza come valore assoluto.
Il tipico argomentare di una casta privilegiata quando vuole fregare il popolo.
Da qualche tempo infatti vi sta venendo il dubbio che questa versione dell'economia sia una fregatura, che le cose vadano sempre peggio e che non vi sia via di uscita. Non riuscite a vedere il suo lato positivo perché state dalla parte dell 99% e ormai state capendo che, per voi, non vi sarà mai posto nel club esclusivo dell'1%. Siete depressi perché loro vi hanno raccontato la storia di TINA, vi hanno detto che NON C'E' ALTERNATIVA.

L'alternativa invece c'è. C'è l'alternativa alla crisi, all'indebitamento, al progressivo impoverimento della popolazione.
L'intervista a Galloni e Ioppolo, che espone il punto di vista keynesiano, contiene alcune chicche, che vi lascio il gusto di scoprire da soli e che vi lasceranno forse ancora più sconcertati ed arrabbiati, pensando ai sacrifici che la religione liberista e la sua Libera Inquisizione vi stanno infliggendo.

Sapevate, ad esempio, giusto per parlare di crisi dell'eurozona e di chi trucca veramente i conti, che la Germania ( min. 3'50") non computa nel totale del suo debito pubblico, quello che dichiara pubblicamente ai partner europei, il debito dei Lander e quello previdenziale e per questo la culona appare così snella? Che possiede una banca pubblica, la Kfw, che prende denaro in prestito dalla BCE allo 0,75% e lo reinveste al 2% per acquistare debito pubblico tedesco? Questo grazie ad una clausola del Trattato di Lisbona che vieta il prestito dalla BCE agli stati ma non alle banche? Vi sento già: "E noi???"
E lo sapevate che, nonostante vi stiano massacrando con la storia del debito pubblico, dal 1945 non si conosce alcun esempio in alcuna parte del mondo di restituzione di debito pubblico?

Buona visione, e buona depressione.




martedì 14 maggio 2013

Fortezza Bastianich


Da quel fatale 25 febbraio, ogni sera, a rotazione in ognuno dei canali RAI e su La7 purpurea di Cairo, va in onda una puntata della telenovela del momento: "Tormiento piddiño", che non è altro che la storia di Enrique che ha finalmente sposato Angelino dopo vent'anni d'amore, ma deve lottare contro l'opposizione delle rispettive famiglie, soprattutto quella di lui, e del cattivissimo Dom Grillo.
Alla puntata (dove non succede mai niente a parte i due che si guardano negli occhi dicendosi "te quiero") segue dibattito, ma forse sarebbe meglio dire terapia di gruppo, seduta di autocoscienza frantumamaroni, con i giornalisti a manifestare lo stupore scemo di fronte ai comportamenti del Partito. Perché per la famiglia di Enrique, il PD, questo matrimonio al quale hanno tutti partecipato non s'aveva da fare, e il tormiento vero è proprio quello, mica quello degli amanti infelici che hanno coronato ma faticano a consumare.

Questa lagna infinita che, quando comincia, è capace di andare avanti per ore, è il modo che il governo provvisorio della Repubblica ha trovato per far passare il tempo al popolo, chiuso nella fortezza in attesa dell'arrivo dei tre cavalieri dell'Apocalisse: i cavalieri del default, dell'austerity e del pareggio di bilancio, mandati dai virtuosi paesi del Nord a punire la nostra canagliesca incapacità a contribuire al fogno europeo. Una fortezza dalla quale non si può uscire, dove si comincia a morire di fame e dai cui spalti sempre più disgraziati si gettano nel vuoto per la disperazione.

Egli, il provvisorio, il governo balneare vista mare, doppi servizi con scappellamento a destra di Letta come fosse Berlusconi si è rifugiato invece in abbazia, o meglio, in quello che diventano le abbazie una volta superato il medioevo, ovverosia resort e trombatoi extralusso. Chissà, forse passano il tempo facendosi raccontare novelle dalle madonne perché, di provvedimenti concreti, neanche l'ombra. E non per colpa del venerabile Jorge, credo.

Che questa inazione, questa paralisi, questo prendere tempo e disfare la tela di notte, nasconda, da parte del provvisorio, la speranza degli incapaci, di coloro che senza il deus ex machina non sanno come terminare la tragedia? La speranza che, come altre volte, arrivi la cavalleria a salvarci e a cavare loro le castagne dal fuoco? La cavalleria, o meglio, i marines.
I sentori ci sono. Sempre più spesso, nel mezzo del dibattito post-telenovela, appare l'emissario dell'impero che, come un oracolo, ammonisce i provinciali e rivela parti di verità al popolo prigioniero con un dan-dan-dan-dan che fa tanto Radio Londra.


Verità che al giornalista-terapeuta di turno quella sera, disabilitato alla reversibilità del pensiero, regolarmente sfugge oppure nasconde con la provvidenziale interruzione pubblicitaria. Non ve ne andate, lo stupore scemo ritorna tra poco.
Non è un caso che l'oracolo Luttwak sia diventato ormai uno dei nostri punti di riferimento di resistenti. Un oracolo non disinteressato, d'accordo, ma forse pronto ad offrire, come allora, logistica e quant'altro. Che non se ne andrà, una volta finita la guerra, senza una sostanziosa contropartita, ma che forse sarebbe sempre meglio degli orrori economici del Deutschland Über Alles reloaded.

Come scrive oggi Orizzonte48:
"La cosa che fa piacere è che siamo in piena ipotesi frattalica: Luttwak è uno che non si (ci) risparmia la brutalità e il linguaggio diretto di chi viene per comandare, cosciente della forza che lo sostiene.
Esprime ciò che conviene agli USA senza mediazioni e con perentorietà.
Poco male, perchè, dato che siamo nella conferma frattalica, stavolta è ciò che conviene anche a noi.
Se son rose fioriranno ed allora a Luttwak seguiranno posizioni più ufficiali e concrete, e non è detto che, informalmente, non siano già in corso.
Adesso, con maggior chiarezza, si sta profilando il momento che precede il 25 luglio e l'8 settembre, cioè del rapido dissolvimento del regime del PUD€  e della sussidiarietà dell'Italia alla Germania.
Per riavere la democrazia non basta; occorre anche una sufficiente espressione di Resistenza che legittimi poi una classe di persone legittimata a sedersi in una nuova e vera Costituente, auspicabilmente di restauro della Costituzione del '48. Affinché vigili, come abbiamo detto fin dall'inizio, perché "tutto questo non si ripeta più".
Gli americani si manifestano anche in modo assai più devastante sul medium televisivo. Sentite cosa ha detto Joe Bastianich ad Andrea Scanzi durante un apparentemente innocua conservazione da talk show.


Inaudito. Sbertucciato da un cuoco. Blasonato e milionario ma sempre cuoco. E ricordate che se si muovono gli italoamericani, per il regime italiano del momento è finita.
Si, secondo me c'è sentore di "arrivano gli ammeregani", di sbarco di marines, di Omaha Beach, di "In the mood" e AM-lire. Oppure solo di lire.
Sarebbero già abbastanza queste ultime.

sabato 11 maggio 2013

Funeralia


La sinistra è morta. Datevi pace. Comincia a puzzare. Non potete stare più lì attorno alla bara a chiedervi come è potuto succedere. Le mosche cominciano a ronzare e bisogna coprirsi il naso con il fazzoletto.
E' andata. 
Chiudete la cassa, avvitate le ventiquattro viti.  Fatele il funerale, accompagnatela in spalla al cimitero. Piangete quanto volete, assoldate le prefiche, sbattete la testa contro il muro, coprite il feretro con la bandiera rossa bagnata delle vostre lacrime. Era tanto buona.
Ditele una messa da requiem e poi chiamate la banda a suonare Bandiera Rossa e l'Internazionale. I partigiani con il gonfalone.
Seppellitela in una piramide assieme a tutti i suoi parenti, discendenti, segretari, dirigenti, collaterali ed affini. Sigillatevi assieme i suoi traditori assassini. Condannateli a seguirla, a perdersi nell'ombra con lei, con i due euro da consegnare al traghettatore dagli occhi di bragia. 
Oppure crematela, se preferite un sacro fuoco purificatore. Bruciatela assieme alle sue troppe vedove. Osservatela un ultimo istante mentre le fiamme l'avvolgono e il forno si richiude sul nostro sgomento. Poi, dalle ceneri, se il vento della storia non le disperderà per sempre, fate rinascere qualcosa di nuovo. Di bello.

Colonna sonora

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